IL CINEMA, DISPOSITIVO PEDAGOGICO PER VIAGGI VIRTUALI IN AFRICA. Introduzione

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "IL CINEMA, DISPOSITIVO PEDAGOGICO PER VIAGGI VIRTUALI IN AFRICA. Introduzione"

Transcript

1 IL CINEMA, DISPOSITIVO PEDAGOGICO PER VIAGGI VIRTUALI IN AFRICA Introduzione Allora, ecco come si fa il cinema. A partire da stasera, per fare un film si chiudono gli occhi: si chiudono bene gli occhi e dentro, dentro al nero ci sono delle scintilline, c è luce. Si inventano storie, delle belle storie. Il nero diventa lo schermo bianco con la nostra bella storia del film e quando si riaprono gli occhi il film è già qui e si invitano le persone a vederlo. Allora grazie, sono stato al cinema con voi stasera. Il grande regista senegalese Dijbril Diop Mambéty, durante una pausa al festival del cinema africano che si svolge a Ouagadougou nel Burkina Faso, racconta così a un gruppo di bambini raccolti intorno a lui, con leggera e intensa poesia, cos è il cinema e come si può creare un film con il solo dono dell immaginazione. Paradossale che per re-imparare a guardare meglio sia necessario chiudere gli occhi? No, se si pensa che nello scenario contemporaneo (caratterizzato da forme di comunicazione multicanalizzate e sempre più articolate su base iconica e audio-visiva), la tendenza più diffusa è quella dell assorbimento acritico di ciò che l universo mediatizzato offre, soprattutto tra le giovani generazioni. La digital generation è sempre più disponibile ad attraversare le frontiere elettroniche e le autostrade informatiche, a navigare nel web, a transitare nelle agorà telematiche, a nutrirsi di realtà virtuali, a consumare con gli occhi mondi ed esperienze narrati dentro la cornice dello schermo televisivo o cinematografico, ma spesso lo fa senza capacità selettiva, critica, analitica, estetica e la conseguenza più evidente e immediata di ciò è lo sviluppo di un immaginario sempre più convergente e omologato e una sempre più diffusa tendenza a guardare «di sfuggita», a non cogliere l essenza, a trattenere solo schegge, frammenti, piccoli particolari Ecco perché una delle sfide più interessanti che ci si dovrebbe giocare oggi in ambito educativo è quella di insegnare a chiudere gli occhi per re-imparare a guardare meglio, per ritrovare il piacere di emozionarsi di ciò che compare dentro una visione nera, per cercare nella propria immaginazione nuove visioni e nuove forme di rappresentazione del reale. Una sfida che può essere giocata impegnandosi a fornire agli studenti degli occhiali e delle chiavi un po speciali Occhiali selettivi, in grado di aiutarli a guardare meglio, più in profondità, con maggiore attenzione per cogliere le strutture celate, i particolari nascosti, i punti di vista inaspettati, trasgressivi, divergenti della rappresentazione visiva. E chiavi capaci di dar loro la possibilità di oltrepassare la prima porta, quella della superficie, della prima impressione, dello sguardo distratto, per andare oltre, per entrare dentro i meccanismi su cui si fonda il grande mondo delle immagini, per conoscerli, comprenderli e, perché no, utilizzarli in una prospettiva nuova in cui essi stessi non siano più solo fruitori passivi di immagini preconfezionate da altri, ma diventino autori attivi capaci di inventare creativamente le proprie immagini, magari proprio andando a cercarle dentro ai loro occhi chiusi, in quel buio in cui tutto può nascere e prendere forma proprio come ben ci insegna il regista Mambéty. Rifondare dunque un etica e un estetica dello sguardo: questo credo sia il paradigma dal quale partire per cercare di sviluppare pensieri divergenti, multiprospettici, poliedrici. Per imparare a guardare dentro i territori di uno schermo con gli occhi del cuore e della mente. Per ascoltare le proprie emozioni e trovare nuove forme per narrarle.

2 LA RAPPRESENTAZIONE DELL «ALTRO E DELL ALTROVE» NEL CINEMA OCCIDENTALE Il cinema catapultando spesso lo spettatore «dentro» luoghi esotici e sconosciuti, facendogli assaporare il gusto e il piacere di esplorare con lo sguardo altri mondi, di «viverci in mezzo», di essere protagonista e di attraversare limiti, confini e frontiere contribuisce molto spesso a creare infinite rappresentazioni dell «altrove». Dato, questo, che si amplifica enormemente laddove l «altro» e l «altrove» non sono spazialmente vicini e quindi esperibili e condivisibili in modo diretto. Così facendo succede però che certe rappresentazioni virtuali del mondo siano a volte quanto meno parziali, se non addirittura inadeguate e stereotipate. Rappresentate e descritte con le parole, le immagini e gli scopi funzionali e utili a chi le produce, in certi casi sono proprio tali «messe in scena del villaggio globale» a creare un fertile terreno nel quale proliferano gli stereotipi e si pongono le radici dei pregiudizi (che hanno come ovvia conseguenza la negazione di corrette relazioni con l altro da sé ). Se la rappresentazione poi riguarda il Sud del mondo, è molto facile che certe immagini offerte illustrino solo alcuni aspetti, alcune categorie, a discapito delle vera essenza, molto spesso assolutamente ignorata, di quelle complesse realtà geografiche e antropologiche. Ed è proprio alla luce di tali considerazioni e a partire dalla consapevolezza che un certo cinema, ma ancor più i mass media con i quali entriamo in relazione quotidianamente, tendono per la maggior parte (con qualche debita eccezione) a fornire all Occidente una rappresentazione del Sud del mondo piuttosto parziale e spesso scorretta, che risulta importante, anzi necessario, promuovere in ambito educativo percorsi di «educazione allo schermo» secondo un ottica interculturale. Percorsi cioè attraverso i quali offrire altre possibili «visioni», altri sguardi, altre immagini dell «altrove». Ovviamente per sviluppare un itinerario di lavoro che sappia assumere il dubbio e la riflessione critica come punti forti e non si muova per apriorismi e luoghi comuni, credo sia necessario partire dalle preconoscenze e dalle rappresentazioni mentali di ciascuno. L interrogativo di partenza potrebbe allora proprio essere questo: di quanta televisione e di quanto cinema siamo fatti? Quanto le immagini dell «altrove» che il cinema e la tv ci offrono influiscono sui nostri comportamenti, sulle nostre idee? Per rispondere a queste domande, la prima operazione da fare potrebbe essere quella di analizzare criticamente un certo tipo di cinema e di informazione televisiva, decostruirli, smontarli pezzo per pezzo per guidare gli sguardi, per renderli sempre più capaci di leggere con attenzione e in grado di sottrarsi a facili condizionamenti e sviluppi di immaginari «indistinti». Per fare ciò, le attività e le strategie metodologiche potrebbero essere molteplici. Come esempio di un possibile percorso di analisi-riflessione sulla messa in scena del Sud del mondo da parte del cinema d Occidente, mi soffermerò sulla rappresentazione dell Africa, in quanto parte del Sud del mondo spazialmente (e non solo!) molto vicina alla nostra realtà.

3 LA RAPPRESENTAZIONE DELL AFRICA NEL CINEMA OCCIDENTALE Sono numerosi i film che nel corso della storia del cinema si sono in qualche modo occupati d Africa, hanno puntato l obiettivo su questo continente sia come realtà geografica, teatro delle più svariate avventure, sia come realtà antropologica. La visione dunque di una serie di sequenze cinematografiche (non sempre è necessario vedere tutto il film, a volte è sufficiente analizzarne una parte funzionale al discorso che si intende sviluppare) tratte da film della produzione occidentale può offrire lo spunto per analizzare le modalità di messa in scena dell Africa come luogo geografico (tipo di inquadrature: in esterni, in interni, diurne, notturne, campi ravvicinati, campi lunghi, elementi spaziali che ricorrono, presenza o meno di figure umane ); degli africani (caratteristiche fisiche, abbigliamento, ruolo nel film, modalità attraverso cui la macchina da presa li inquadra) e degli occidentali (caratteristiche fisiche, abbigliamento, ruolo nel film, modalità attraverso cui la macchina da presa li inquadra) come modelli antropologici e per riflettere sulla funzione e sul significato di dialoghi, commenti, voci fuori campo, musica e sull uso di particolari strategie linguistiche (grandezza piani e campi, angolazione di ripresa, movimenti di macchina, uso di soggettive, rapporto fra campofuoricampo-controcampo). A partire infatti da certo cinema coloniale degli anni Venti-Trenta fino a giungere ai film più commerciali degli anni Ottanta-Novanta non sarà difficile individuare tanti prodotti dai quali emerge un Africa illustrata attraverso categorie che spesso non le appartengono e mostrata negli aspetti che contano di meno. E sarà facile individuare numerosi stereotipi rafforzati da questo tipo di cinema. Attraverso una serie di domande si potrà guidare l analisi delle sequenze: quanto anche il cinema (ma non solo, anche la pubblicità, la fotografia ) nella messa in scena dell «altro» ha seguito delle rappresentazioni funzionali di volta in volta all Occidente? Quanto in certi film ritroviamo l immagine del selvaggio, dell indigeno, del sottosviluppato? Per consentire un analisi comparata di alcuni testi filmici, potrebbe essere opportuno, come mostrerò di seguito, raggruppare gli stessi in macrocategorie, seguendo, magari, anche un criterio cronologico. Il cinema italiano di regime: il cinema coloniale «Il mito africano, la follia di un impero complessato sul viale del tramonto della politica coloniale mondiale sono tutti elementi che hanno dato un carattere originale all immaginario africano del cinema italiano. L Africa da prima del fascismo a oggi rimane sullo schermo come il luogo del sogno, della fuga dalla realtà. Nel vasto panorama della cinematografia italiana, a eccezione del filone esotico/erotico, le immagini dell Africa sono piuttosto rare, a parte qualche film degli anni Sessanta sull onda delle rivoluzioni per l indipendenza o dei film appunto dell epoca coloniale anni Venti-Trenta. ( ) Il cinema italiano si rivolge per esempio all Africa quando il fascismo, nella seconda metà degli anni Venti, inizia a comprendere il grande potere dei media e a utilizzare lo schermo cinematografico come transfert delle proprie ambizioni nazionalistiche. I film "africani" d Italia nascono così come dirette appendici dell ideologia imperialista. I film del filone africano degli anni Trenta sono tutti ambientati in Etiopia o Libia e condividono l obiettivo di celebrare e rendere popolare l ideologia di regime. Strumenti diretti di trasmissione dello spirito imperialista del fascismo sono inoltre, ancor più dei film di fiction, i cinegiornali e i documentari.

4 L immenso patrimonio dell Istituto Luce in Africa, immagini di una storia atroce, è finito nel dimenticatoio degli archivi. Rarissime purtroppo le occasioni in cui si è potuto visionare». 1 In questo filone si inseriscono comunque a pieno titolo anche film ancora reperibili, seppur con qualche difficoltà (attenzione alla programmazione televisiva notturna!!), come: Lo squadrone bianco di Augusto Genina, 1936; Scipione l africano di Carmine Gallone, 1937; Luciano Serra pilota di Goffredo Alessandrini, 1938; Abuna Messias di Goffredo Alessandrini, 1939; Bengasi di Augusto Genina, In questo genere di film l italiano, il conquistatore, è essenzialmente buono, leale, comprensivo e in grado di liberare l africano dalle barbarie delle pratiche tradizionali: le case in muratura contrapposte ai miseri tukul, le strade asfaltate alle mulattiere e così via. Gli stereotipi maggiormente rafforzati in questo genere di film sono indubbiamente quelli richiamati da Ivan Illich nel 6 grado di rappresentazione dell altro: il bianco colonizzatore buono, intraprendente, coraggioso, altruista, disponibile, civilizzato e l africano sottosviluppato, pigro, indolente, passivo, sottomesso, ma acquiescente, riconoscente nei confronti dell italiano portatore di cultura e civiltà. Il cinema d avventura: la sindrome di Tarzan A questo genere di film possiamo poi aggiungere tutti i classici del genere avventuroso, fra cui la saga di Tarzan che può essere considerata a pieno titolo capostipite dell avventura esotica. In essi l Africa come luogo geografico è caratterizzata ovviamente da natura incontaminata, selvaggia, misteriosa, pericolosa, labirintica nella quale l esploratore-conquistatore bianco deve mettere alla prova il proprio coraggio e la propria abilità. Superare ostacoli, impedimenti, trappole di ogni tipo è il modo ancora una volta per decretare la superiorità implicita nell essere bianco e occidentale. E i protagonisti dei vari film ci riescono sempre, anche quando sembrano in pericolo estremo, sanno cavarsela e alla fine vincono, decretando una volta per tutte il loro ruolo di eroi. E agli africani quali ruoli spettano in questo genere di film? Sostanzialmente quattro: quello di aiutanti-guide indispensabili all esploratore per orientarsi nella natura labirintica (anche in questo caso sono comunque figure subalterne a cui non è mai data possibilità di vera azione); quello dei selvaggi cannibali e pericolosi che assumono dunque il ruolo di antagonisti, costituiscono un grave pericolo per l incolumità del bianco e sono perciò da uccidere appena compaiono all orizzonte; o ancora quello di gruppi di malvagi e ribelli che vogliono liberarsi dei bianchi e dunque sono da sconfiggere (questo terzo caso è tipico anche nei film d avventura ambientati in India nel periodo coloniale); o infine quello del buon selvaggio molto più simile in tutto e per tutto agli animali che agli uomini. Nel caso per esempio del primo film sonoro della serie di Tarzan, intitolato Tartan, l uomo scimmia di W.S. Dyke (1932 Usa), siamo di fronte a un esempio emblematico di messa in scena degli africani che va in questa direzione. È sufficiente, per averne chiara dimostrazione, prendere in esame la sequenza del film in cui le diverse tribù si incontrano con gli occidentali per commerciare. Si tratta di una sequenza emblematica che racchiude in sé tutta la forte connotazione ideologica che si nascondeva dietro a questi film apparentemente «innocui e adatti ai ragazzi». Si noti, fra l altro, che in questo caso specifico la messa in scena degli africani è «finta»; per girare la scena sono cioè stati utilizzati dei fondali trasparenti. Si tratta di immagini del repertorio documentaristico, usati come fondali dell azione. Gli africani appaiono così piatti, senza «spessore» e in netto contrasto con la «corporeità» degli occidentali. Nella sequenza vediamo inoltre Jane che osserva tutti i componenti delle tribù e noi spettatori guardiamo «con i suoi occhi»: le riprese sono infatti girate in soggettiva proprio per rafforzare il processo di identificazione dello spettatore con il bianco. Nessuna soggettiva, mai, è consentita a un africano su un occidentale. 1 AA.VV., Catalogo del festival del Cinema Africano - V edizione 1995, cit., pp

5 Il cinema commerciale dagli anni Ottanta in poi Da Tarzan in poi il mito del «buon selvaggio» o, al contrario, il pericolo «dell indigeno bestiale» si è andato via via rafforzando e gli stereotipi nella messa in scena dell Africa e degli africani sono risultati sempre più frequenti e marcati, soprattutto in quel genere di cinema commerciale destinato al grande pubblico. È interessante a questo proposito prendere in considerazione alcuni film molto recenti perché tra l altro questi sono oggi i più visti dai ragazzi e dunque quelli che necessitano maggiormente di operazioni di analisi e smontaggio critico. Proprio quei film tanto conosciuti, amati e consumati dai ragazzi, quanto aborriti dagli educatori, sono infatti molto spesso i primi responsabili della produzione di rappresentazioni mentali. Ed è solo lavorando su tali preconoscenze che si può cercare di erodere pregiudizi e provare a far intraprendere strade di conoscenza nuove. Alcuni titoli per svolgere un lavoro di analisi comparativa: Ace Ventura Missione Africa di S. Oedekeek, 1995 Usa; Cacciatore bianco, cuore nero di C. Eastwood, 1990 Usa; Il gioiello del Nilo di L. Teague, 1985 Usa. In generale si tratta di film che, pur nelle loro ovvie diversità narrative, presentano per quanto riguarda la rappresentazione dell Africa e degli africani dei denominatori comuni molto evidenti. - L Africa oggetto del desiderio per viaggi esotici, erotici, avventurosi è caratterizzata ancora una volta da una natura incontaminata, spazi immensi, deserti sconfinati, spiagge bianche, mare cristallino. Lo spazio è caratterizzato inoltre dall assoluta assenza di qualsiasi essere umano. Non esistono città in questa rappresentazione dell Africa, né abitazioni che non siano capanne di fango e di paglia. - Gli africani messi in scena sono generalmente tutti «molto neri». Gli uomini sono grandi, grossi, forti, muscolosi, possenti, «abili con il corpo, ma non con la mente». Le donne invece sono generalmente belle, seducenti, con una forte carica erotica e, ovviamente, vestite il minimo indispensabile. Tutti emettono «suoni gutturali» incomprensibili o parlano un italiano scorretto e approssimato (uso dei verbi all infinito, inversione lettere P/B). In ogni momento si mostrano con visi e corpi dipinti in modo caricaturale e assolutamente distante dalle loro reali tradizioni ornamentali. Sono generalmente vestiti con «poche cose» dai colori sgargianti e sono spesso scalzi. Rivestono sempre un ruolo secondario, non sono mai protagonisti dell azione, ma semplici comparse private di una storia, una identità, di pensieri e voce propri. La macchina da presa non dedica loro mai troppo spazio né troppo tempo: sono spesso inquadrati in gruppo, in campo totale, a parte quando va evidenziato qualche aspetto negativo del loro comportamento o del folklore. Interpretano spesso la parte dei servi: sono camerieri in livrea bianca (di coloniale memoria), aiutanti, portatori, autisti, guide turistiche. Le donne sono anche seducenti danzatrici e, di queste, vengono messi in evidenza, con mirati primi piani e dettagli, gli «attributi fisici» capaci di suscitare desideri e fantasie erotiche. Sono spesso rappresentati nella veste di antropofagi, cannibali, selvaggi, tribali o di guitti ridicoli e capaci solo di fare molto rumore e di ballare. Lavorando per contrasto si sottolineano spesso l arretratezza, la confusione, gli aspetti «incivili» del folklore, in contrapposizione con il lindore e la modernità della civiltà occidentale. La messa in scena degli occidentali invece si muove su un piano completamente diverso: gli uomini sembrano, in generale, tutti usciti da musei etnografici con le loro sahariane sempre linde, gli stivali neri, il caschetto da esploratore o il panama accuratamente bianco. Le donne, quasi tutte rigorosamente bionde e con la pelle diafana, indossano anch esse abiti eleganti dalle tinte sabbia.

6 Hanno sempre i ruoli primari: sono i protagonisti dell azione, interpretano le parti di persone importanti, di successo: registi, scrittori, esploratori, avventurieri, ricchi capitalisti spinti in Africa da interessi economici o da desideri di avventure «fuori dal comune». La macchina da presa riserva loro sempre spazi e tempi privilegiati: molti primi piani, molte inquadrature frontali o oblique dal basso (a sottolinearne importanza e potere), molte soggettive. Le loro voci, i loro pensieri funzionano spesso da «io narrante» e, quando sono fuori campo, guidano lo spettatore nell evolversi delle vicende. Nella relazione con i nativi del luogo viene sottolineata spesso la loro superiorità culturale, un maggior grado di evoluzione, un maggior livello d intelligenza, di furbizia, di arguzia e vengono inoltre sottolineate la bontà e l altruismo occidentale. - Le strategie di ripresa e gli artifici del linguaggio cinematografico più utilizzati in questo genere di film tendono a mettere in scena un Africa spesso «vista dal finestrino». Lo sguardo dell occidentale sul luogo è cioè frequentemente mediato da vari generi di «cornici»: finestrini d auto appunto, finestre d abitazioni, porte o altri oggetti-simbolo di separazione. L uso poi di veloci carrellate, panoramiche o camera car su luoghi e situazioni simboleggiano lo sguardo dell occidentale: veloce, disattento, sfuggente, che accarezza sempre la superficie delle cose, senza riuscire mai ad andare in profondità. Anche l uso frequente del campo/controcampo (quest ultimo diventa spesso anche fuoricampo) per inquadrare le due culture (africana e occidentale) separatamente, è una scelta volta quasi a marcarne, sottolinearne il confine, la separazione o a decretare addirittura un impossibilità di relazione/comunicazione. La scelta infine di un certo tipo di frasi-dialoghi-battute dense di luoghi comuni definisce con immediatezza il punto di vista che si vuol far condividere allo spettatore. Il cinema d autore o dei «buoni sentimenti» Un altra tendenza che si è andata diffondendo nel corso degli ultimi anni, soprattutto in certo cinema «d autore», è quella della rappresentazione dell Africa come luogo-metafora di fuga, ricerca, deriva esistenziale. Protagonisti, in questo caso, sono assolutamente e unicamente i bianchi. Gli africani non ci sono o se ci sono hanno valore di puro contorno decorativo: l obiettivo della macchina da presa non si occupa di loro né per raccontarne la storia, né per rafforzare immagini stereotipate o, se lo fa, è solo in funzione strumentale alla narrazione delle vicende del bianco. Ciò che conta in questi film è il rapporto fra i protagonisti e lo spazio. L Africa ignota e aliena diventa luogo ideale di fuga e/o ricerca di una nuova identità. Il deserto africano, spazio vuoto per eccellenza, diventa territorio privilegiato di perdita, deriva, è metafora spesso del vuoto dell animo umano, di cadute interiori, di smarrimenti, di ricerca delle proprie radici. Titoli emblematici di questo filone sono La mia Africa di S. Pollack (Usa 1985) e Il tè nel deserto di B. Bertolucci (Italia 1990), ma anche Gorilla nella nebbia, Il paziente inglese, Marrakech Express... Anche film di questa categoria o quanto meno alcune sequenze rappresentative della filosofia che muove il racconto possono essere presi in considerazione e analizzati, soprattutto per una riflessione intorno al rapporto che intercorre fra l uomo occidentale e la ricerca di «un altrove diverso» dove poter reinventare la propria esistenza. Il cinema «impegnato» e di denuncia L ultima categoria del cinema occidentale che propone uno «sguardo altro» sull Africa e/o sugli africani è infine quella in cui si possono inserire tutti quei film sicuramente più onesti e corretti sul piano della rappresentazione dell altro e dell altrove che in diverso modo hanno raccontato storie di conflitti etnici, di interessi di potere del Nord del mondo sul Sud del mondo o che hanno messo in scena altre problematiche socio-politiche.

7 In questo filone cinematografico ci sono a pieno titolo quei film che hanno posto un attenzione particolare al problema dell apartheid in Sud Africa, come Grido di libertà di R. Attenborough (Gb 1987), Un mondo a parte di C. Menges (Usa/Gb 1988), Un arida stagione bianca di Euzhan Palcy (Usa 1988), Sarafina di J. Roodt; film come Tempo di uccidere di G. Montaldo (Italia 1989) che invece porta sullo schermo i paradossi dell epoca della conquista dell Etiopia o La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo (Italia 1966) che mette in scena il sanguinoso scontro tra i parà francesi e i ribelli del Fronte di liberazione nazionale. O, ancora, i film che affrontano la questione degli immigrati nordafricani in Italia e in Europa, evidenziando i problemi di integrazione-accettazione degli extracomunitari, come L articolo 2 di M. Zaccaro (Italia 1993) o Pummarò di M. Placido (Italia 1990) o il recente e particolarmente significativo La promesse di Luc e Jean-Pierre Dardenne (Belgio 1997): film che sa affrontare in modo toccante il tema dell immigrazione clandestina, dello sfruttamento della manodopera, dello scontro fra due culture, ma anche del confronto/scontro fra due generazioni: quella del padre e quella del figlio. Inoltre il film La promesse può comparato con un altro film Le cri du coeur di Idrissa Ouedraogo (Burkina Faso/Francia) che affronta il medesimo tema dell immigrazione, narrato però dal punto di vista dell africano costretto a lasciare il proprio paese. I film di questa categoria si prestano a essere visti e analizzati e consentono un graduale passaggio verso una visione più articolata e complessa dell «altrove». Dal cinema d Occidente al cinema africano L analisi della rappresentazione dell Africa nel cinema occidentale può aiutarci a capire dove stanno le radici delle nostre immagini mentali e può consentirci l individuazione degli stereotipi più ricorrenti; può essere un buono stimolo per incrinare certezze e per far nascere dubbi e nuove domande, ma certamente, se ci si fermasse a questo punto, non si potrebbe dire di aver compiuto un percorso di educazione interculturale in quanto non avremmo aggiunto altre rappresentazioni a quelle già in nostro possesso. Cinema occidentale dunque come punto di partenza dal quale muoversi per avvicinarsi poi a quei prodotti filmici in cui il Sud del mondo acquista voce propria, parla di sé con parole, suoni e immagini che gli appartengono. Il passaggio a quelle narrazioni che si muovono partendo da altri punti di vista e propongono altre visioni del mondo è cioè da considerarsi obbligato se vogliamo «nutrire» il nostro immaginario non sempre e non solo con visioni etnocentriche del mondo. Per esempio, il giovane cinema africano (purtroppo ancora misconosciuto da molti) rappresenta senza dubbio una grande opportunità per dar voce a culture «altre», ma soprattutto per indurci ad aprire occhi e orecchie ad un altra visione che dell Africa ci aiuti a cogliere la complessità e anche le contraddizioni, ma a partire da condizioni di dignità e da rappresentazioni che non siano solo quelle dei depliant turistici o degli annunci pubblicitari. Uno sguardo alla storia del cinema africano Una descrizione della cinematografia africana può essere effettuata dividendo il continente in grandi aree e scegliendo come criterio il fattore linguistico, non quello delle lingue africane estremamente numerose, ma quello delle lingue introdotte in Africa dalle potenze coloniali. Si può parlare così di Africa francofona, anglofona, lusofona, settentrionale dei paesi islamizzati e Africa australe che, pur appartenendo all Africa anglofoba, presenta caratteristiche peculiari. Ci soffermeremo ora in particolare sull Africa francofona subsahariana, area geografica in cui si colloca il Burkina Faso. Area francofona I paesi di area francofona sono stati i primi ad affacciarsi sulla scena cinematografica e anche quelli che hanno prodotto opere fra le più significative. È un cinema nato sulla scia delle indipendenze nazionali e quindi all indomani del La prima nascita del cinema africano vero e proprio viene da registi africani che si trovano a vario livello in Europa, soprattutto a Parigi. Mali e Burkina Faso,

8 i due paesi alla ribalta nella produzione cinematografica, sono paradossalmente fra i più poveri del continente africano. Senegal Il Senegal è indubbiamente la culla del cinema africano e il paese che forse ha offerto le migliori opere. La sua produzione illustra bene le tendenze e i dilemmi tipici dei registi africani, soprattutto quelli della prima generazione: - relazioni fra africanità e cultura europea; - reperimento nella cultura africana degli aspetti da conservare e degli aspetti da abbandonare: - individuazione degli antichi nemici (potenze coloniali) e dei nuovi nemici (borghesia autoctona, corrotta e legata mani e piedi al neocapitalismo); - ripresa dell antico patrimonio culturale orale e dei più recenti testi letterari; - tendenza a risolvere o aggirare il problema della molteplicità di lingue africane, realizzando film «visivi» nei quali si riduce al minimo il linguaggio parlato e si dà ampio uso del linguaggio non parlato: gesti, sguardi, ambienti, contesti; - ricerca di un linguaggio semplice e di una trama da cui far scaturire una lezione morale e delle prospettive di possibili strade verso il futuro; - prospettiva etnologica, ma anche una lettura marxisteggiante della realtà politica e sociale. Il regista più rappresentativo del Senegal è incontestabilmente Sembène Ousmane ( ), regista e scrittore di fama internazionale, considerato a pieno titolo il padre della cinematografia africana. Egli ha prodotto in media un film ogni due anni. Nell insieme della sua produzione traspare una decisa rivolta contro le varie borghesie africane e contro i loro asservimenti neocoloniali. La noire de (1966) è considerato il primo lungometraggio africano e racconta la storia del tragico destino (suicidio) di una domestica senegalese in Francia. Un film molto importante di Sembène è sicuramente Campo Thiaroye (1987) in cui si denuncia il colonialismo e il comportamento delle truppe francesi nei confronti degli africani arruolati tra le loro truppe nel corso della seconda guerra mondiale. Altra regista molto importante è Safi Faye, unica donna dell Africa nera autrice di lungometraggi. Regista di fama internazionale, prematuramente scomparso, è Djibril Diop Mambety regista di film quali: Contras City cm, Touki Bouki (Il viaggio della iena) lm, Parlons Grand-Mère (Parliamo nonna) lm, Hyènes (Iene), Le franc (Il franco) mm, La petite vendeuse de soleil (La piccola venditrice di sole) mm. Mali Il Mali è uno dei pochi paesi africani che possiede già da diversi anni un industria cinematografica diretta e sovvenzionata dallo stato. Il regista degli anni Ottanta più rilevante, maturo e coinvolto nelle realtà politiche e sociali del paese è stato senza dubbio Souleymane Cissé (1940). Anch egli si è formato come Sembène soprattutto a Mosca. La produzione di Cissé è molto ricca e rappresenta una felice contaminazione fra le lezioni tipiche del cinema europeo e la cultura orale autoctona. Fra i suoi principali film: Den Muso (La ragazza) 1975, Baara (Il portatore) 1978, Finyé (Il vento) 1982 e Yeelen (La luce) 1987 premio della giuria a Cannes, uno splendido inno plastico sul percorso iniziatico di un ragazzo alla ricerca dei poteri magici di suo padre. Un altro regista maliano importante è Cheikh Oumar Sissoko, artista che passa dal burlesco alla denuncia violenta con film come Nyamanton, lezione dell immondizia (1986), Finzan (1989), Nijugu Guimba (Il tiranno 1991). Altro regista da segnalare è Adama Drabo con film come Ta Dona (Al fuoco)e Taafe Fanga con il quale ha ricevuto il premio speciale della giuria al Fespaco Il film affronta il tema spinoso e difficile dell uguaglianza fra uomini e donne e del necessario rispetto delle differenze fra i sessi. Drabo per parlare di ciò ricorre a una leggenda dogon

9 che narra come le donne presero il potere e costrinsero gli uomini ad assumere ruoli femminili e a sperimentare la durezza della vita quotidiana vissuta al femminile. NOTE * I testi di questo pdf fanno riferimento agli interventi di Patrizia Canova contenuti nel «Quaderno Ismu 7/1996: Oltre il mosaico di culture» (pp ) e nel catalogo «Arrivano i film 1998/99», Regione Lombardia Direzione Generale Cultura (pp. 7-13).

ANICA, TRA PASSATO E FUTURO

ANICA, TRA PASSATO E FUTURO ANICA, TRA PASSATO E FUTURO Documentario di Massimo De Pascale e Saverio di Biagio Regia di Saverio Di Biagio PREMESSA Il rischio di ogni anniversario è quello di risolversi in una celebrazione, magari

Dettagli

Curricolo Scuola Infanzia

Curricolo Scuola Infanzia Curricolo Scuola Infanzia CHIAVE COMPETENZA SOCIALE E CIVICA Riconosce ed esprime le proprie emozioni, è consapevole di desideri e paure, avverte gli stati d animo propri e altrui. Acquisire consapevolezza

Dettagli

INDICE. Introduzione... 7. 1. Una bussola per capire il fenomeno moda: la psicologia sociale. 11

INDICE. Introduzione... 7. 1. Una bussola per capire il fenomeno moda: la psicologia sociale. 11 INDICE Introduzione... 7 1. Una bussola per capire il fenomeno moda: la psicologia sociale. 11 1.1 Premessa metodologica: la moda come fenomeno sociale... 11 1.2 Il campo di analisi: la moda tra sogni,

Dettagli

Il Cineforum. Cineforum: 25/12/2011. 1. Come si prepara 2. Come si realizza 3. Come si conduce

Il Cineforum. Cineforum: 25/12/2011. 1. Come si prepara 2. Come si realizza 3. Come si conduce Il Cineforum prof. Fabio Sandroni - prof.ssa Nadia Ciambrignoni Cineforum: 1. Come si prepara 2. Come si realizza 3. Come si conduce Progetto: Sentieri di Cinema CGS ACEC Marche Circuito di cinema di qualità

Dettagli

GIOCHIAMO CHE IO ERO...?

GIOCHIAMO CHE IO ERO...? QUADERNO DIDATTICO GIOCHIAMO CHE IO ERO...? SI APRE IL SIPARIO Il titolo del quaderno, che riprende una delle frasi spontanee più ricorrenti nei giochi dei bambini, esprime da solo la relazione esistente

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA

SCUOLA DELL INFANZIA IL SE E L ALTRO IL CORPO IN MOVIMENTO Prendere coscienza della propria identità Scoprire le diversità Apprendere le prime regole di vita sociale Osservare l ambiente che lo circonda Ascoltare le narrazioni

Dettagli

LABORATORIO TEATRALE PER LA SCUOLA ELEMENTARE E SCUOLA DELL INFANZIA PROGETTO: LA FIABA

LABORATORIO TEATRALE PER LA SCUOLA ELEMENTARE E SCUOLA DELL INFANZIA PROGETTO: LA FIABA LABORATORIO TEATRALE PER LA SCUOLA ELEMENTARE E SCUOLA DELL INFANZIA PROGETTO: LA FIABA L obbiettivo di questo laboratorio è quello di rielaborare ed interpretare un antica fiaba usando i significati profondi

Dettagli

1 Laboratorio La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare

1 Laboratorio La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare 1 Laboratorio La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare LA GABBIANELLA E IL GATTO Messaggio: -importanza della diversità -diversità come ricchezza -rispetto dell altro -sostegno del gruppo nella

Dettagli

LE STORIE DELLA CAMERA BLU

LE STORIE DELLA CAMERA BLU LE STORIE DELLA CAMERA BLU Il nome del progetto nasce dalla modalità video utilizzata per le riprese, svolte a conclusione del laboratorio. La Camera Blu è infatti una struttura smontabile, costituita

Dettagli

SIAMO TUTTI MIGRANTI PROGETTO INTEGRATO DI EDUCAZIONE INTERCULTURALE FRA SCUOLE DEL TERRITORIO E CENTRO ITALIANO PER TUTTI

SIAMO TUTTI MIGRANTI PROGETTO INTEGRATO DI EDUCAZIONE INTERCULTURALE FRA SCUOLE DEL TERRITORIO E CENTRO ITALIANO PER TUTTI Istituto Beata Vergine Addolorata via Calatafimi, 10-20122 Milano tel: +39.02.58.10.11.85 info@ibva.it www.ibva.it italianopertutti@ibva.it tel: 02.4952.4600 SIAMO TUTTI MIGRANTI PROGETTO INTEGRATO DI

Dettagli

nostre «certezze» sul fatto che senza di lui non potremo mai più essere felici, che durano fino a una nuova... relazione!) continueremo a infilarci

nostre «certezze» sul fatto che senza di lui non potremo mai più essere felici, che durano fino a una nuova... relazione!) continueremo a infilarci Pensieri. Perché? Cara dottoressa, credo di avere un problema. O forse sono io il problema... La mia storia? Stavo con un ragazzo che due settimane fa mi ha lasciata per la terza volta, solo pochi mesi

Dettagli

Andrea Crisanti scenografo

Andrea Crisanti scenografo UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA LA SAPIENZA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA Corso di laurea in Lettere Andrea Crisanti scenografo RELATORE Prof. Paolo Bertetto CORRELATORE Prof. Andrea Minuz LAUREANDA Elisa

Dettagli

ANALISI PSICOLOGICA DELL INTOLLERANZA E DEL RAZZISMO

ANALISI PSICOLOGICA DELL INTOLLERANZA E DEL RAZZISMO ANALISI PSICOLOGICA DELL INTOLLERANZA E DEL RAZZISMO Mi sono spesso chiesto: come nasce, come si genera il fenomeno del razzismo? Quali sono le cause più profonde dell essere umano che ci fanno pensare

Dettagli

Non parlerò mai di storia come di una cosa già tutta fatta, ma come di una cosa che si fa e che si cerca

Non parlerò mai di storia come di una cosa già tutta fatta, ma come di una cosa che si fa e che si cerca Non parlerò mai di storia come di una cosa già tutta fatta, ma come di una cosa che si fa e che si cerca M. Bloch Tipologie di fonti Ogni epoca si dà le fonti che rispondono ai propri bisogni (M.Vovelle)

Dettagli

Programmazione didattica

Programmazione didattica Programmazione didattica di italiano IN BASE AL LIVELLO LOGICO COGNITIVO ESPRESSIVO DELLA CLASSE E DEI PROCESSI INTELLETTIVI E PSICODINAMICI DELL ETÀ EVOLUTIVA, SI INDIVIDUANO: GLI OBIETTIVI FORMATIVI

Dettagli

Narrami, o Musa dell eroe multiforme, che tanto vagò dopo che distrusse la rocca sacra di Troia: di molti uomini vide le città e conobbe i pensieri

Narrami, o Musa dell eroe multiforme, che tanto vagò dopo che distrusse la rocca sacra di Troia: di molti uomini vide le città e conobbe i pensieri C ERA UNA VOLTA ULISSE Narrami, o Musa dell eroe multiforme, che tanto vagò dopo che distrusse la rocca sacra di Troia: di molti uomini vide le città e conobbe i pensieri OMERO, ODISSEA traduzione di G.A.PRIVITERA

Dettagli

L evoluzione del gioco del calcio in Italia

L evoluzione del gioco del calcio in Italia S E T T O R E T E C N I C O F. I. G. C. C o r s o M a s t e r per allenatori professionisti di 1 categoria UEFA - PRO Licence TESI L evoluzione del gioco del calcio in Italia Studio sui modelli sociali

Dettagli

Il suo background di creatività emerge in modo evidente

Il suo background di creatività emerge in modo evidente ELENA PARISI EMOZIONI senza TEMPO Elena Parisi nasce in una famiglia d'arte, essendo figlia di Paola e Marcello Parisi (il noto fashion designer che ha disegnato tessuti per i più importanti stilisti dell'alta

Dettagli

ELABORATO DAI DOCENTI ertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghj ISTITUTO COMPRENSIVO CALVISANO. klzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwer

ELABORATO DAI DOCENTI ertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghj ISTITUTO COMPRENSIVO CALVISANO. klzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwer qwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdf ghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmq wertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfg CURRICOLO DI STORIA hjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqw ELABORATO DAI DOCENTI

Dettagli

DIREZIONE DIDATTICA I CIRCOLO UMBERTIDE GIOCO, LIBERA TUTTI! A volte il mondo io non lo comprendo Però se giochiamo lo prendo Bruno Tognolini

DIREZIONE DIDATTICA I CIRCOLO UMBERTIDE GIOCO, LIBERA TUTTI! A volte il mondo io non lo comprendo Però se giochiamo lo prendo Bruno Tognolini GIOCO, LIBERA TUTTI! A volte il mondo io non lo comprendo Però se giochiamo lo prendo Bruno Tognolini PROGETTO DI PLESSO SCUOLA PRIMARIA PIERANTONIO a. s. 2014/2015 PREMESSA La scuola rappresenta lo spazio

Dettagli

Storia di un palloncino con la testa tra le nuvole, con i piedi per terra

Storia di un palloncino con la testa tra le nuvole, con i piedi per terra 1 Storia di un palloncino con la testa tra le nuvole, con i piedi per terra STILEMA / UNOTEATRO di e con Silvano Antonelli collaborazione drammaturgica Alessandra Guarnero Ogniqualvolta si utilizzino e

Dettagli

CONOSCERE, FORMARE per CAMBIARE

CONOSCERE, FORMARE per CAMBIARE 1 CONOSCERE, FORMARE per CAMBIARE Percorsi educativi per l affermazione di una cultura di genere Contro ogni forma di violenza e discriminazione Piena cittadinanza delle differenze A cura dell Associazione

Dettagli

PROPOSTA DI CORSI DI FORMAZIONE PER DOCENTI

PROPOSTA DI CORSI DI FORMAZIONE PER DOCENTI BARBARA PISCINA Animatrice pedagogica cell. 3286766227 e-mail barbara.piscina@fastwebnet.it PROPOSTA DI CORSI DI FORMAZIONE PER DOCENTI Il percorso di formazione vuole essere l occasione per riflettere

Dettagli

L'esperienza di giovani fotografi ugandesi raccontata alle scuole italiane

L'esperienza di giovani fotografi ugandesi raccontata alle scuole italiane Nuovi sviluppi Un percorso didattico per cambiare il proprio punto di vista L'esperienza di giovani fotografi ugandesi raccontata alle scuole italiane Ottobre 2009 Premessa Cesvi lavora in Uganda dal 2001

Dettagli

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA Scuole dell Infanzia Gianni Rodari Istituto Comprensivo Crespellano R E L I G I O N E C A T T O L I C A Anno scolastico 2014-2015 Insegnante: Calì Angela PREMESSA Insegnare

Dettagli

CINEAMANDO LO SVILUPPO DELLA PERSONA ATTRAVERSO IL CINEMA

CINEAMANDO LO SVILUPPO DELLA PERSONA ATTRAVERSO IL CINEMA CINEAMANDO LO SVILUPPO DELLA PERSONA ATTRAVERSO IL CINEMA 1. PREMESSA Il nostro tempo è caratterizzato da continui e complessi cambiamenti culturali e dalla contemporanea disponibilità di numerose informazioni

Dettagli

una distribuzione presenta una produzione

una distribuzione presenta una produzione una distribuzione presenta una produzione Un documentario in dieci capitoli che racconta attraverso un viaggio in auto i sogni e le visioni della Rockstar italiana. Sarà presentato alla 72a Mostra Internazionale

Dettagli

una distribuzione presenta una produzione

una distribuzione presenta una produzione una distribuzione presenta una produzione Un documentario in dieci capitoli che racconta attraverso un viaggio in auto i sogni e le visioni della Rockstar italiana. Sarà presentato alla 72a Mostra Internazionale

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DIDATTICO-EDUCATIVA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA

PROGRAMMAZIONE DIDATTICO-EDUCATIVA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA PROGRAMMAZIONE DIDATTICO-EDUCATIVA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA CAMPO DI : I DISCORSI E LE PAROLE E il campo che permette ai bambini, opportunamente guidati, di estendere il patrimonio lessicale, le competenze

Dettagli

INDICE. Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative;

INDICE. Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative; INDICE Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative; - LE LINEE DI METODO, che individuano le esperienze di apprendimento,

Dettagli

Capitolo 6. Il montaggio: la grammatica del cinema

Capitolo 6. Il montaggio: la grammatica del cinema Capitolo 6 Il montaggio: la grammatica del cinema Frammentazione dello spazio DÉCOUPAGE LA GRAMMATICA DEL CINEMA IL MONTAGGIO Operazione che consiste nell unire la fine di una inquadratura con l inizio

Dettagli

Il fumetto Creazione di storie per immagini

Il fumetto Creazione di storie per immagini Il fumetto Creazione di storie per immagini Introduzione Il fumetto è un linguaggio che a sua volta utilizza un linguaggio molto semplice. L efficacia di questo mezzo espressivo è resa dall equilibrio

Dettagli

dopo la crisi rinnoviamo la professione di Patrizia Bonaca ODCEC di Roma

dopo la crisi rinnoviamo la professione di Patrizia Bonaca ODCEC di Roma Il mondo delle professioni sta affrontando un periodo di profondi cambiamenti dovuti all evoluzione culturale che l attuale crisi economica richiede. E in atto un vero e proprio cambio di paradigma, che

Dettagli

CENTRI RICREATIVI ESTIVI COMUNALI CALDOGNO 2010

CENTRI RICREATIVI ESTIVI COMUNALI CALDOGNO 2010 CENTRI RICREATIVI ESTIVI COMUNALI CALDOGNO 2010 PROGETTO EDUCATIVO PREMESSA I centri estivi, che proponiamo e realizziamo, oltre a prevedere l aspetto ludico ricreativo, vogliono essere anche un occasione

Dettagli

informa giugno 15 n. 1 I

informa giugno 15 n. 1 I DUE SGUARDI: UN AFRICA Mostra fotografica - Trento, piazza Fiera - 30 maggio - 2 giugno 2015 informa A febbraio 2012 noi studenti e studentesse trentine abbiamo potuto conoscere la realtà ugandese in un

Dettagli

LA VINCOLATA LIBERTA DEL VOLONTARIO

LA VINCOLATA LIBERTA DEL VOLONTARIO LA VINCOLATA LIBERTA DEL VOLONTARIO di Lorenzo Sartini 1. Quali necessità nell azione del volontario? Ciò che contraddistingue le associazioni di volontariato fra le altre organizzazioni che agiscono per

Dettagli

Il viaggio: metafora di una visione interdisciplinare

Il viaggio: metafora di una visione interdisciplinare Il viaggio: metafora di una visione interdisciplinare Davide Papotti Università degli Studi di Parma Dipartimento ALEF - Antichistica Lingue Educazione Filosofia Quattro domande Il viaggio e la sua narrazione

Dettagli

Mediterranea INTRODUZIONE

Mediterranea INTRODUZIONE 7 INTRODUZIONE guerrieri Palermo, anno 1076. Dopo che - per più di duecento anni - gli arabi erano stati i padroni della Sicilia, a quel tempo nell isola governavano i normanni, popolo d i guerrieri venuti

Dettagli

Cosa succede all uomo?

Cosa succede all uomo? Cosa succede all uomo? (utilizzo uomo o uomini in minuscolo, intendendo i maschietti e Uomo o Uomini intendendo il genere umano) Recentemente, mi sono trovato in discorsi dove donne lamentavano di un atteggiamento

Dettagli

Gli eventi sonori nel multimediale Il suono nei documentari - Il suono negli spot pubblicitari Il rapporto audiovisivo nei videoclip musicali

Gli eventi sonori nel multimediale Il suono nei documentari - Il suono negli spot pubblicitari Il rapporto audiovisivo nei videoclip musicali Gli eventi sonori nel multimediale Il suono nei documentari - Il suono negli spot pubblicitari Il rapporto audiovisivo nei videoclip musicali Suono e immagini : contesti I contesti principali in cui le

Dettagli

I QUATTRO ELEMENTI ARIA ACQUA

I QUATTRO ELEMENTI ARIA ACQUA Scuola dell Infanzia Porto Cervo 1 SEZIONE Insegnanti: Derosas Antonella, Sanna Paola I QUATTRO ELEMENTI ARIA ACQUA TERRA FUOCO SETTEMBRE: Progetto accoglienza: Tutti a scuola con i quattro elementi OTTOBRE-

Dettagli

Istituto comprensivo A. Manzoni di Parabiago. Progetto Scuola Famiglia per l A. s. 2014-2015:

Istituto comprensivo A. Manzoni di Parabiago. Progetto Scuola Famiglia per l A. s. 2014-2015: Istituto comprensivo A. Manzoni di Parabiago Progetto Scuola Famiglia per l A. s. 2014-2015: INTRODUZIONE Il corpo e l anima sono ugualmente importanti: se il primo va nutrito con il cibo, come appunto

Dettagli

PREMESSA. È sembrato opportuno partire, in questo elaborato, da. un analisi del mezzo usato per l emissione del messaggio e la

PREMESSA. È sembrato opportuno partire, in questo elaborato, da. un analisi del mezzo usato per l emissione del messaggio e la PREMESSA Lo studio dei mass media non può mai prescindere dal contesto storico-sociale in cui opera e di cui tratta influenzando, spesso, i soggetti che vi vivono. È sembrato opportuno partire, in questo

Dettagli

Premio rina gatti 2013-2014. per la creatività intergenerazionale vii edizione multidisciplinare

Premio rina gatti 2013-2014. per la creatività intergenerazionale vii edizione multidisciplinare Premio rina gatti 2013-2014 per la creatività intergenerazionale vii edizione multidisciplinare ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE VOLUMNIO PONTE SAN GIOVANNI A SPASSO NEL TEMPO Il premio è dedicato alla memoria

Dettagli

CURRICOLO DISCIPLINARE DI ARTE E IMMAGINE

CURRICOLO DISCIPLINARE DI ARTE E IMMAGINE A.S. 2014/2015 MINISTERO DELL ISTRUZIONE DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA Istituto Comprensivo Palena-Torricella Peligna Scuola dell Infanzia, Primaria e Secondaria di 1 grado Palena (CH) SCUOLA PRIMARIA

Dettagli

CURRICOLI SCUOLE INFANZIA

CURRICOLI SCUOLE INFANZIA ISTITUTO COMPRENSIVO di PORTO MANTOVANO (MN) Via Monteverdi 46047 PORTO MANTOVANO (MN) tel. 0376 398 781 e-mail: mnic813002@istruzione.it e-mail certificata: mnic813002@pec.istruzione.it sito internet:

Dettagli

Possa tu costruire la scala che conduce alle stelle e percorrerne ogni gradino (Bob Dylan)

Possa tu costruire la scala che conduce alle stelle e percorrerne ogni gradino (Bob Dylan) PROGETTO: Una vita, tante storie Possa tu costruire la scala che conduce alle stelle e percorrerne ogni gradino (Bob Dylan) Introduzione: Il racconto della propria vita è il racconto di ciò che si pensa

Dettagli

Allegato 1 - Linee di Indirizzo a.s.2015/2016

Allegato 1 - Linee di Indirizzo a.s.2015/2016 Allegato 1 - Linee di Indirizzo a.s.2015/2016 La valigia delle idee Progetti e percorsi formativi per gli studenti delle scuole dell infanzia, primarie e secondarie di primo grado di Sesto Fiorentino 1

Dettagli

I TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE RELATIVI ALL IRC NEI CAMPI DI ESPERIENZA.

I TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE RELATIVI ALL IRC NEI CAMPI DI ESPERIENZA. I TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE RELATIVI ALL IRC NEI CAMPI DI ESPERIENZA. (Cfr. Indicazioni nazionali per il curricolo Sc. Infanzia D.P.R. dell 11-02-2010) Il sé e l altro Le grandi domande,

Dettagli

Asili nido comunali di Verbania PROGETTO EDUCATIVO Anno scolastico 2013-2014

Asili nido comunali di Verbania PROGETTO EDUCATIVO Anno scolastico 2013-2014 L educazione è un diritto di tutti i bambini e ragazzi, che devono poterne fruire senza limitazioni Ma è anche un bene degli adulti, di tutti gli adulti che la difendono e la arricchiscono e con la partecipazione

Dettagli

[S]oggetti migranti. Introduzione. Descrizione del progetto. Réseau européen des Associations de Diasporas & Musées d Ethnographie [READ-ME]

[S]oggetti migranti. Introduzione. Descrizione del progetto. Réseau européen des Associations de Diasporas & Musées d Ethnographie [READ-ME] [S]oggetti migranti Réseau européen des Associations de Diasporas & Musées d Ethnographie [READ-ME] Introduzione I musei etnografici sono spesso rimessi in questione a causa della loro difficoltà a dialogare

Dettagli

Punti essenziali del Piano Triennale di Circolo 2013-2016

Punti essenziali del Piano Triennale di Circolo 2013-2016 Direzione Didattica 2 Circolo San Giuseppe Via Enrico Costa, 63 - telefax 079/233275 - Sassari e-mail ssee00200p@istruzione.it - sito web www.secondocircolosassari.gov.it Cod. Fiscale. 80002320903 Cod.

Dettagli

PERCORSI DI LAVORO, SUGGERIMENTI DIDATTICI E FILMOGRAFIA RAGIONATA SUL BURKINA FASO

PERCORSI DI LAVORO, SUGGERIMENTI DIDATTICI E FILMOGRAFIA RAGIONATA SUL BURKINA FASO PERCORSI DI LAVORO, SUGGERIMENTI DIDATTICI E FILMOGRAFIA RAGIONATA SUL BURKINA FASO L AFRICA DELLA TV, DELLA PUBBLICITÀ E DEL CINEMA D OCCIDENTE Far ricercare e analizzare agli studenti immagini fotografiche,

Dettagli

CLASSE PRIMA - SCUOLA PRIMARIA

CLASSE PRIMA - SCUOLA PRIMARIA Ricavare da fonti di tipo diverso informazioni e conoscenze su aspetti del passato. CLASSE PRIMA - SCUOLA PRIMARIA Individuazione delle parole del tempo (prima, dopo, poi, infine, mentre ). Individuazione

Dettagli

Scuola Secondaria Statale di I grado Manara Valgimigli ALBIGNASEGO

Scuola Secondaria Statale di I grado Manara Valgimigli ALBIGNASEGO PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA Anno scolastico 2011/12 Docente Di Bella Carmela Disciplina Italiano Classe I Sezione F n. alunni 25 SITUAZIONE DI PARTENZA Livello della classe (indicare con X a sinistra):

Dettagli

Dopo il Silenzio. Di Pietro Grasso. Presentazione di regia. Di Alessio Pizzech

Dopo il Silenzio. Di Pietro Grasso. Presentazione di regia. Di Alessio Pizzech Dopo il Silenzio Di Pietro Grasso Presentazione di regia Di Alessio Pizzech Dopo la significativa esperienza di Per non Morire di mafia, tratto dall omonimo libro, che dopo il fortunato battesimo Spoletino

Dettagli

METODOLOGIA Scuola dell infanzia La progettazione, l organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali

METODOLOGIA Scuola dell infanzia La progettazione, l organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali METODOLOGIA Scuola dell infanzia La scuola dell infanzia è un luogo ricco di esperienze, scoperte, rapporti, che segnano profondamente la vita di tutti coloro che ogni giorno vi sono coinvolti, infatti

Dettagli

DIOCESI DI RIETI Ufficio per la Pastorale della Salute IL DIRETTORE

DIOCESI DI RIETI Ufficio per la Pastorale della Salute IL DIRETTORE Grazie a voi ragazzi, ai vostri Professori, ai vostri Presidi che vi hanno dato il permesso di partecipare al nostro incontro. Il nostro incontro formativo di oggi ha un titolo particolare: Facebook: Dalla

Dettagli

IMMAGINI DELLA FORMAZIONE IN ETÀ ADULTA. LA FIGURA DEL VIAGGIO NEI DIARI FORMATIVI DEI DOCENTI NEOASSUNTI

IMMAGINI DELLA FORMAZIONE IN ETÀ ADULTA. LA FIGURA DEL VIAGGIO NEI DIARI FORMATIVI DEI DOCENTI NEOASSUNTI IMMAGINI DELLA FORMAZIONE IN ETÀ ADULTA. LA FIGURA DEL VIAGGIO NEI DIARI FORMATIVI DEI DOCENTI NEOASSUNTI Chiara Biasin e Andrea Porcarelli Università di Padova Bressanone 5 aprile 2013 INTRODUZIONE E

Dettagli

Indice. Concetti chiave PARTE I. Introduzione

Indice. Concetti chiave PARTE I. Introduzione Introduzione XI PARTE I Concetti chiave I I significati e i media Gli approcci semiotici 3 Lo strutturalismo 6 Esempio: Titanic 7 La denotazione e la connotazione 8 Tipi diversi di segni 11 I codici e

Dettagli

Gianni e Antonio. Una terra da abitare

Gianni e Antonio. Una terra da abitare Gianni e Antonio Una terra da abitare 2003 Queste foto non hanno nulla di originale. Sono la memoria quotidiana di un viaggiatore qualsiasi, che si è trovato, per un tempo né breve né lungo, a essere,

Dettagli

Piano dell Offerta Formativa

Piano dell Offerta Formativa Direzione Didattica del 1 Circolo di San Giorgio a Cremano (Na) Scuola dei bambini che sorridono nella pace Piano dell Offerta Formativa classi Seconde plesso Gianni Rodari Anno scolastico 2012/13 Piano

Dettagli

L ENERGIA DELLA TERRA IL PICCOLO ORTOLANO STORIE DALLA TERRA LA VITA DELLA CERAMICA

L ENERGIA DELLA TERRA IL PICCOLO ORTOLANO STORIE DALLA TERRA LA VITA DELLA CERAMICA La Cooperativa Solidarietà Onlus di Treviso ha alle spalle una storia di 38 anni basata sull obiettivo dell inclusione sociale, con una particolare attenzione nei confronti della disabilità. È radicata

Dettagli

DA DUMBO AD ELMER: DUE ELEFANTI SPECIALI

DA DUMBO AD ELMER: DUE ELEFANTI SPECIALI Schermi a colori, bambini in bianco e nero. Annamaria Aureli La ricerca biennale proposta all interno dell area educazione ai media del Progetto Speciale di Riccione si è intitola Schermi a colori, bambini

Dettagli

Racconti di me. Un regalo

Racconti di me. Un regalo 1 Racconti di me di Cetta De Luca Un regalo Io non regalo oggetti. Magari un sogno, un emozione qualcosa che rimanga nella vita di valore. A volte solo un ricordo, a volte me stessa. 2 Apparenza Tu che

Dettagli

MAURIZIO ABBATI STRUMENTI UTILI PER CAMBIARE E MIGLIORARE. HOUSE ORGAN AZIENDALE Guida alla creazione di un magazine interno

MAURIZIO ABBATI STRUMENTI UTILI PER CAMBIARE E MIGLIORARE. HOUSE ORGAN AZIENDALE Guida alla creazione di un magazine interno MAURIZIO ABBATI STRUMENTI UTILI PER CAMBIARE E MIGLIORARE HOUSE ORGAN AZIENDALE Guida alla creazione di un magazine interno Indice 01. 02. 03. I tipi di house organ Dall idea al progetto I contenuti A

Dettagli

La Pedagogia Speciale

La Pedagogia Speciale La Pedagogia Speciale Rosa Maria Lombardo Pedagogista 1 La Pedagogia Speciale è una branca della Pedagogia che interviene, con modalità ben definite, nell area della disabilità di varia natura, da quella

Dettagli

PROGETTAZIONE ANNUALE di plesso

PROGETTAZIONE ANNUALE di plesso PROGETTAZIONE ANNUALE di plesso Scuola dell infanzia di via Roma ANNO SCOLASTICO 2015 / 2016 1. SITUAZIONE INIZIALE Non c è crescita senza l opportunità di fare esperienza (M. Bernardi) Nel corso di questi

Dettagli

Educazione di genere: impossibile non farla

Educazione di genere: impossibile non farla Educazione di genere: impossibile non farla Inizia prima della nascita Riguarda loro, ma innanzitutto noi Riguarda la soggettività individuale ma anche la struttura sociale E la struttura sociale a sua

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO COMPLETO ALESSANDRO MANZONI SAMARATE SCUOLA DELL INFANZIA BRUNO MUNARI

ISTITUTO COMPRENSIVO COMPLETO ALESSANDRO MANZONI SAMARATE SCUOLA DELL INFANZIA BRUNO MUNARI ISTITUTO COMPRENSIVO COMPLETO ALESSANDRO MANZONI SAMARATE SCUOLA DELL INFANZIA BRUNO MUNARI PROGRAMMAZIONE PER COMPETENZE CURRICOLO delle ATTIVITA EDUCATIVE Della SCUOLA DELL INFANZIA Anno Scolastico 2012.13

Dettagli

Le scuole dell infanzia del 1 Circolo di ABBIATEGRASSO

Le scuole dell infanzia del 1 Circolo di ABBIATEGRASSO Le scuole dell infanzia del 1 Circolo di ABBIATEGRASSO Scuola dell infanzia di v.le Papa Giovanni XXIII Scuola dell infanzia di Ozzero Scuola dell infanzia di Morimondo propongono ampliamento del progetto

Dettagli

La destinazione dell uomo

La destinazione dell uomo Lettura 2 Johann Gottlieb Fichte La destinazione dell uomo Johann Gottlieb Fichte, Lezioni sulla missione del dotto, a cura di G.P. Marotta, Bergamo, Minerva Italica, 1969, pp. 47-53, 56-57, 59-60 Nel

Dettagli

Traccia per la scuola secondaria di primo grado: materiali e proposte di percorso

Traccia per la scuola secondaria di primo grado: materiali e proposte di percorso Traccia per la scuola secondaria di primo grado: materiali e proposte di percorso Titolo: Confronto tra fiabe: Pinocchio e le fiabe di paesi lontani Possibili discipline coinvolte - Italiano, Lingua2 (inglese,

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO VERBICARO

ISTITUTO COMPRENSIVO VERBICARO ISTITUTO COMPRENSIVO VERBICARO PROGRAMMAZIONE ANNUALE Scuola Primaria classe prima plesso Molinelli a.sc.2013/2014 PREMESSA Gli insegnanti della classe, tenendo conto dell analisi della situazione di partenza,

Dettagli

Learning News Giugno 2012, anno VI - N. 6

Learning News Giugno 2012, anno VI - N. 6 Learning News Giugno 2012, anno VI - N. 6 A che ruolo giochiamo? Il teatro al servizio della formazione di Francesco Marino Una premessa: di che cosa parliamo quando parliamo di Parleremo di teatro (che

Dettagli

ALL.A - CURRICOLO D ISTITUTO

ALL.A - CURRICOLO D ISTITUTO ALL.A - CURRICOLO D ISTITUTO CURRICOLO SCUOLA DELL INFANZIA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA DELL INFANZIA (dalle INDICAZIONI NAZIONALI) IL SE E L ALTRO: Il bambino gioca

Dettagli

SCUOLA DELL'INFANZIA " MADRE LINDA LUCOTTI" ISTITUTO MARIA AUSILIATRICE R.C. A.S. 2011 \ 2012

SCUOLA DELL'INFANZIA  MADRE LINDA LUCOTTI ISTITUTO MARIA AUSILIATRICE R.C. A.S. 2011 \ 2012 ISTITUTO MARIA AUSILIATRICE PREMESSA L incontro con la fiaba è molto stimolante perché sollecita nei bambini esperienze altamente educative, sul piano cognitivo, affettivo, linguistico e creativo. La fiaba

Dettagli

Oltre il muro. Corsi di formazione. per insegnanti, educatori, operatori culturali, genitori e cittadini interessati

Oltre il muro. Corsi di formazione. per insegnanti, educatori, operatori culturali, genitori e cittadini interessati Corsi di formazione per insegnanti, educatori, operatori culturali, genitori e cittadini interessati Il cinema e le nuove tecnologie come strumenti di inclusione Oltre il muro Oltre il muro è un progetto

Dettagli

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XLVI GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione Cari fratelli e sorelle, all avvicinarsi della Giornata

Dettagli

L EDUCAZIONE AI MEDIA PROMOSSA DAGLI ENTI LOCALI Marco Grollo - PROGETTO AVIANO

L EDUCAZIONE AI MEDIA PROMOSSA DAGLI ENTI LOCALI Marco Grollo - PROGETTO AVIANO L EDUCAZIONE AI MEDIA PROMOSSA DAGLI ENTI LOCALI Marco Grollo - PROGETTO AVIANO Negli ultimi anni i media sono sempre più al centro dell attenzione, per la loro sempre più rapida diffusione, soprattutto

Dettagli

PIANO PROGETTUALE DELLA SCUOLA DELL INFANZIA

PIANO PROGETTUALE DELLA SCUOLA DELL INFANZIA PIANO PROGETTUALE DELLA SCUOLA DELL INFANZIA PREMESSA La Scuola dell Infanzia offre a ciascun bambino un ambiente di vita e di cultura, un luogo di apprendimento e di crescita dalle forti connotazioni

Dettagli

DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso

DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso LIBERI PENSIERI PER LIBERI SENTIMENTI La riflessione circa In viaggio verso l incontro come ci è stato proposto, nasce attorno alla lettura del romanzo : C è nessuno?

Dettagli

COME ARRIVARE DI NUOVO A FINE MESE

COME ARRIVARE DI NUOVO A FINE MESE MARTINO CARRIERI COME ARRIVARE DI NUOVO A FINE MESE Conversazioni e consigli di dieci famiglie italiane Disegni di Alfredo Pompilio Dellisanti MARTINO CARRIERI COME ARRIVARE DI NUOVO A FINE MESE (Conversazioni

Dettagli

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 10 OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI AUTOCONTROLLO ATTENZIONE E PARTECIPAZIONE ATTEGGIAMENTO E COMPORTAMENTO

Dettagli

Progetto intercultura relazione finale anno scolastico 2011-2012

Progetto intercultura relazione finale anno scolastico 2011-2012 Progetto intercultura relazione finale anno scolastico 2011-2012 Scuola dell infanzia Pariani Malcesine Responsabile del progetto insegnante De Santis Maria Pia Premessa La scuola è un laboratorio di vita

Dettagli

Introduzione A cura del Dott. Cravero, psicologo de Il Cerchio - Centro Adozioni ASL Milano 1

Introduzione A cura del Dott. Cravero, psicologo de Il Cerchio - Centro Adozioni ASL Milano 1 Relazione Incontro del 30 Settembre 2008 BAMBINI ADOTTIVI E BIOLOGICI INSIEME IN FAMIGLIA Introduzione A cura del Dott. Cravero, psicologo de Il Cerchio - Centro Adozioni ASL Milano 1 La genitorialità

Dettagli

LICEO STATALE C. TENCA MILANO Dipartimento di Lingue PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE DI LINGUE E CULTURE STRANIERE

LICEO STATALE C. TENCA MILANO Dipartimento di Lingue PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE DI LINGUE E CULTURE STRANIERE MILANO PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE DI LINGUE E CULTURE STRANIERE STRUTTURA DELLA DISCIPLINA 2 Riflessione sulla lingua Dimensione comunicativa-funzionale Dimensione letteraria 3 Articolazione della disciplina

Dettagli

Bruno Accarino Zoologia politica. Favole, mostri e macchine Mimesis, Milano 2013, pp. 230, 20

Bruno Accarino Zoologia politica. Favole, mostri e macchine Mimesis, Milano 2013, pp. 230, 20 Bruno Accarino Zoologia politica. Favole, mostri e macchine Mimesis, Milano 2013, pp. 230, 20 Nella premessa al testo, Bruno Accarino si preoccupa di chiarire prima di tutto cosa la sua opera non sia:

Dettagli

RELAZIONE PROGRAMMA YOUTH IN ACTION

RELAZIONE PROGRAMMA YOUTH IN ACTION PROGETTO N. 360714-4.6-DE-2011-R1 PERIODO APRILE 2012 A MAGGIO 2013 RELAZIONE PROGRAMMA YOUTH IN ACTION AMU - ASSOCIAZIONE AZIONE PER UN MONDO UNITO A SCUOLA DI CITTADINANZA GLOBALE Questa attività ha

Dettagli

La Democrazia spiegata dal Difensore Civico del Comune di Segrate, avv. Fabrizia Vaccarella, al Consiglio Comunale dei Ragazzi

La Democrazia spiegata dal Difensore Civico del Comune di Segrate, avv. Fabrizia Vaccarella, al Consiglio Comunale dei Ragazzi La Democrazia spiegata dal Difensore Civico del Comune di Segrate, avv. Fabrizia Vaccarella, al Consiglio Comunale dei Ragazzi Vi avevo anticipato l anno scorso che il Difensore Civico s interessa dei

Dettagli

PROGETTARE, INSEGNARE E VALUTARE PER COMPETENZE IL CONTRIBUTO DEI PROGETTI EUROPEI DI COLLABORAZIONE ON LINE. Dino Cristanini

PROGETTARE, INSEGNARE E VALUTARE PER COMPETENZE IL CONTRIBUTO DEI PROGETTI EUROPEI DI COLLABORAZIONE ON LINE. Dino Cristanini PROGETTARE, INSEGNARE E VALUTARE PER COMPETENZE IL CONTRIBUTO DEI PROGETTI EUROPEI DI COLLABORAZIONE ON LINE Dino Cristanini Indicazioni nazionali k per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo

Dettagli

ATTIVARE LA SOLIDARIETÀ Percorsi formativi per studenti. www.trevisovolontariato.org

ATTIVARE LA SOLIDARIETÀ Percorsi formativi per studenti. www.trevisovolontariato.org ATTIVARE LA SOLIDARIETÀ Percorsi formativi per studenti www.trevisovolontariato.org Il Laboratorio Scuola & Volontariato è un iniziativa del Coordinamento delle associazioni di volontariato della Provincia

Dettagli

COMPITI PER LE VACANZE ESTIVE (ITALIANO) classe 1^B

COMPITI PER LE VACANZE ESTIVE (ITALIANO) classe 1^B 08/06/2015 COMPITI PER LE VACANZE ESTIVE (ITALIANO) classe 1^B - Grammatica: svolgi tutti gli esercizi da p. 3 a p. 19 (tranne l es. 6 p. 19) + leggi p. 24-25 (ripasso del verbo) e svolgi gli es. da 1

Dettagli

FINALITA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA

FINALITA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA I.C.S. MAREDOLCE FINALITA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA La nostra scuola dell Infanzia con la sua identità specifica sotto il profilo pedagogico e metodologico-organizzativo persegue: l acquisizione di capacità

Dettagli

In ascolto del respiro della terra

In ascolto del respiro della terra Progetto educativo-didattico delle Scuole dell Infanzia IC Dosolo-Pomponesco-Viadana 2013/2014 In ascolto del respiro della terra QUANDO TUTTO È SI- LENZIO, POTRETE SEN- TIRE UN LUNGO E PRO- FONDO RESPIRO

Dettagli

PRESENTAZIONE. * Laboratori di aggiornamento per insegnanti: Comunicazione verbale e non verbale Dizione Lettura espressiva Narrazione della fiaba

PRESENTAZIONE. * Laboratori di aggiornamento per insegnanti: Comunicazione verbale e non verbale Dizione Lettura espressiva Narrazione della fiaba PRESENTAZIONE Le Acque compagnia teatrale, che svolge dal 1996 la propria attività in ambito artistico, formativo, scolastico e sociale, presenta dei progetti teatrali-educativi per la Scuola Primaria.

Dettagli

ITINERARIO MODULARE 1 La narrazione dell interiorità attraverso l arte

ITINERARIO MODULARE 1 La narrazione dell interiorità attraverso l arte SPUNTI OPERATIVI Alberta Toschi ITINERARIO MODULARE 1 La narrazione dell interiorità attraverso l arte L itinerario si inscrive nella parte finale del lavoro delle classi terze (L autobiografia. Oggi:

Dettagli

Geografia 5ª. PRIMO PERCORSO Le comunità territoriali organizzate (pag. 102-113) Antares 5 a. Programmazione. Percorsi - conoscenze - competenze

Geografia 5ª. PRIMO PERCORSO Le comunità territoriali organizzate (pag. 102-113) Antares 5 a. Programmazione. Percorsi - conoscenze - competenze VERSO I TRAGUARDI DI COMPETENZA Geografia 5ª si orienta nello spazio circostante e sulle carte geografiche, utilizzando riferimenti topologici e punti cardinali; riconosce e denomina i principali oggetti

Dettagli

Modello formativo interculturale e autobiografico. A cura di Ambra Gasparetto

Modello formativo interculturale e autobiografico. A cura di Ambra Gasparetto Modello formativo interculturale e autobiografico A cura di Ambra Gasparetto Attività interculturale Livello cognitivo Informazione - conoscenza Livello affettivo Rappresentazioni reciproche ed emozioni

Dettagli