rbaniana In ascolto dell Africa ANNO XXXVII Periodico della Pontificia Università Urbaniana Maggio 2012

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1 rbaniana ANNO XXXVII Periodico della Pontificia Università Urbaniana Maggio 2012 U In ascolto dell Africa

2 INDICE-MAGGIO Editoriale In ascolto dell Africa di P. Alberto Trevisan L incontro IN ASCOLTO DELL AFRICA Dossier Speciale Culture, processi di sviluppo, comunicazione e ruolo profetico della Chiesa La Chiesa Cattolica e la cultura nilotica La dinamica collisione con la realtà di una delle più grandi tribù dell Africa subsahariana Rivista Quadrimestrale a carattere informativo della Pontificia Università Urbaniana di Roma ANNO XXXVII Maggio 2012 A cura del CENTRO COMUNICAZIONI SOCIALI Direttore Prof. D. Luca Pandolfi Redazione Prof.ssa Cecilia Gobbi Prof. Emanuele Di Marco Sr. Roberta Tremarelli Paula Daud Collaborano D. Roberto Cherubini Segretario Generale P. Marek Rostkowski, omi Direttore della Biblioteca P. Giuseppe Iuliano, sx Direttore Istituti Affiliati Sede Città del Vaticano Tel Fax E.mail Grafica, impaginazione e stampa a cura di Inprinting srl, Roma Finito di stampare nel Maggio L Eglise comme ferment dans le processus de développement La formation et l interculturalité demeurent fondamentales pour un développement. Cas du Togo Towards a better International Media-Image of Africa The effects of media battering of Africa by foreign print and electronic media Medias au Cameroun, un potentiel d évangélisation Aéropage, nouveaux moyens et cyber évangélisation Parlare dell Urbaniana da lontano Vita dell Università Iniziative: Master di I Livello in Comunicazione Sociale nel contesto Interculturale e Missionario Dalle Facoltà e dagli Istituti Uniti da un filo d inchiostro Il corso di Italiano scritto (livello D - Avanzato) Dialogo per il lavoro di ricerca Il colloquio dei dottorandi della Facoltà di Filosofia Voci dal mondo Nuova affiliazione, aggregazioni e rinnovi Visita del Prof. Genovese ai Seminari Affiliati in Sénégal e in Bénin Elenco dei partecipanti al Convegno In ascolto dell Africa, La Biblioteca dell Università Mostra presso la Biblioteca dell Università Presentazione di Katalog Poloników Biblioteki Urbaniana University Press Novità editoriali Tesi di Laurea e Nomine

3 EDITORIALE In ascolto dell Africa di P. Alberto Trevisiol, imc Rettore Per l Occidente il continente Africano ha sempre costituito una realtà fra il misterioso e il remoto, spesso un segno rivelatore delle proprie contraddizioni. L Africa è infatti il terreno dove sono maturati e si sono realizzati i grandi sogni dell evangelizzazione e dove hanno operato figure e- semplari, alcune anonime e altre famose, che hanno inserito nelle profondità dell humus africano le radici di una fede nata in Medio Oriente e cresciuta nella civiltà europea. Ma è stato anche lo scenario di lotte sanguinose che hanno generato la mostruosità di sistemi economici e politici di sfruttamento e umiliazione dell uomo africano: la schiavitù, i colonialismi, gli imperialismi militari e culturali. Più recentemente l Africa ha svelato, a chi vi si avvicinava con rispetto e curiosità, la complessità della sua storia e i tesori delle antiche civiltà che erano rimaste per millenni sconosciute agli altri mondi. Ma soprattutto, specialmente dopo il Concilio Vaticano II, l Africa è divenuta protagonista di uno sviluppo rigoglioso di Chiese locali dalle identità robuste, di strutture articolate e di un pensiero vigoroso ed originale. In questa prospettiva il Convegno sull Africa che l Urbaniana celebra in Maggio vuol essere innanzitutto un momento di ascolto, l opportunità di capire meglio e valorizzare la complessità del cristianesimo africano, le vie originali e ambiziose che si è creato per portare la fede con rispetto e amore a popoli e universi culturali altri rispetto a quelli di più antica evangelizzazione. Sono convinto che l Africa in questo senso ha un ruolo importante da giocare, in un tempo in cui anche l Occidente si interroga sull esigenza di una nuova evangelizzazione che sappia mettere l uomo e la donna moderni di nuovo in contatto diretto e fecondo con la persona di Gesù. Ascoltare con interesse e rispetto, comprendere con umile curiosità, stupirsi della novità che il messaggio evangelico suscita quando entra in contatto con le realtà umane, riflettere sulle sfide aperte, imparare. Questi vogliono essere gli atteggiamenti con cui ci prepariamo a queste tre giornate di studio, certi che l incontro con la fatica dell uomo africano nel suo impegno di fedeltà al Vangelo aiuterà ognuno di noi a ricomprendere anche la propria. n.2/12 URBANIANA 1

4 DossierSpeciale IN ASCOLTO Culture, processi di sviluppo, comunicazione La facciata della parrocchia della Consolata a Nyeri (Kenya) La dinamica collisione con la realtà di una delle più grandi tribù dell Africa subsahariana LA CHIESA E LA CULTU di Geoffrey Menya Primo ciclo di Teologia gua, religione e cultura, diversi sistemi politici, tradizioni e costumi. Il Kenya, con capitale Nairobi, occupa un area di km², con 43 milioni di abitanti. Le lingue ufficiali sono l inglese e lo swahili. Il 78% della popolazione è cristiana (protestanti, evangelici e cattolici); i cattolici sono il 32%. Il resto della popolazione segue altre religioni (islamismo, induismo e religioni tradizionali indigene). La chiesa cattolica è presente in Kenya dal diswahili Nchini Kenya Waluo ni mojawapo ya makabila ambayo yamehifadhi mila za kuoa wanawake wengi, Jambo linaochangia katika kuenea kwa ugonjwa wa ukimwi. Kwa hakika hii ni changamoto kubwa kwa kanisa la kikatoliki. Chuo kikuu cha Urbaniana kina jukumu kuona kwamba uhamasishaji tosha umelifikia kabila hili. Il Kenya è uno dei 56 stati dell Africa, si trova nella zona orientale del Continente ed è un paese multietnico. Vi risiedono 43 tribù o- gnuna delle quali ha una propria lin- 2

5 DELL AFRICA e ruolo profetico della Chiesa CATTOLICA RA NILOTICA ciannovesimo secolo, in pieno periodo coloniale, con l arrivo di missionari, come i Mill-Hill Missionaries nell Ovest del paese, dove io sono nato, fra i gruppi dei Luo, una delle più grandi tribù del paese, che vive intorno al lago Victoria. Questa etnia, detta in genere Nilotica, è il gruppo più grande dell Africa dopo quello Bantu : è caratterizzata da una cultura complessa e rigida nelle sue tradizioni. È praticata la poligamia e se ad una reditarietà delle donne rappresentano una ferita ancora aperta anche dopo l avvento della modernità e della globalizzazione. Questo problema va a contrastare con i dettami della Chiesa Cattolica e i protagonisti di questa tradizione vedono la chiesa come un ostacolo, uno strumento di distruzione di una cultura e di valori che sono considerati fondanti. La religione e la politica locale sono molto sentite e seguite dalla gente che rimane sospettosa e indifferente alla chiesa, vista come qualcosa che dall esterno vuole imporre la sua cultura, evitando di dialogare con il popolo. A causa anche della poligamia e del wife-inheritance, in modo particolare negli anni 80, si è diffusa la malattia dell H.I.V., portatrice di morte, ma il popolo spiegava questo come una punizione per il male commesso e non considerava il punto di vista scientifico. Per questo, secondo la tradizione, la persona malata doveva essere purificata tradizionalmente dagli stregoni e cosi, ancora oggi, questa è una malattia che decima le tribù e aumenta il numero degli orfani e migliaia sono i bambini abbandonati a se stessi che vengono curati dagli orfanatrofi religiosi e laici. Ecco il motivo per cui la chiesa cerca di cambiare quest aspetto della cultura radicalmente e non scende a compromessi con il sistema politico e religioso di questo popolo. A causa di tutto ciò, tanta gente è diventata protestante, perché questa religione è meno severa nei confronti di tali tradizioni. Inoltre, molte persone cristiane, quando hanno dei problemi, si rivolgono ancora agli stregoni e ai culti tradizionali perché la chiesa non risponde come vorrebbero ai loro bisogni: questa è una grande sfida per la chiesa cattolica. Anch io appartengo a questa tribù, e sono nato in una famiglia poligamica donna muore il marito, questa viene e- reditata dal cognato ( wife-inheritance ). Sono molto sentiti i riti religiosi tradizionali che escludono la presenza delle donne perché queste rendono i luoghi sacri impuri; inoltre, se la donna è sterile viene discriminata dal resto del gruppo. Grazie alla religione cattolica, ad esempio, le donne hanno avuto la liberta di radunarsi assieme agli uomini in chiesa. Tra tutte le tradizioni suddette, la poligamia e l en.2/12 URBANIANA 3

6 Geoffrey coi suoi compagni assieme ai ragazzi di Nyumani Children Home a Nairobi (Kenya). Nella foto sotto con un gruppo di bambini orfani poco cristiana e non praticante. Di solito i bambini di queste famiglie non ricevono i sacramenti, ma io, per fortuna, sono stato battezzato a 9 anni. Dopo la prima comunione, ho frequentato la chiesa come chierichetto: amavo la chiesa e da lì è nata la mia vocazione religiosa. Dopo di me, i miei si sono convertiti e anche il mio papà, poco prima della sua morte, è stato battezzato. In parrocchia ho conosciuto tanti preti missionari meravigliosi di Mill-Hill e Fidei donum : hanno curato la mia vita fino al momento in cui sono entrato nell Istituto dei Missionari della Consolata. Dopo un lungo cammino di vita formativa con loro, sono arrivato in Italia dove sto studiando la teologia. Questa è un opportunità unica perché mi apre alle realtà differenti del mondo, nello scambio delle diversità culturali, intellettuali, sociali e religiose. Nella ricerca universitaria, trovo nuove strategie e metodologie aggiornate per dialogare con le altre culture nelle loro problematiche strutturali; di più, l università e un luogo che dà intelligenza alla fede. Per me, questo dono della conoscenza teologica, spirituale e scientifica mi permetterà di offrire alla mia gente un altro modo di vedere la realtà, di dialogare e di lavorare insieme. Gli insegnamenti universitari, dunque, mi aiutano a capire il mio popolo e a portare gli uomini a Dio, che è la vera libertà e felicità. 4

7 L EGLISE COMME FERMENT DANS LE PROCESSUS DE DEVELOPPEMENT EN AFRIQUE La formation et l interculturalité demeurent fondamentales pour un développement. Cas du Togo di Jules Koffi Bobo Nordjoe Master en Communication Sociale en le contexte Interculturel et Missionnaire italiano La Chiesa si pone come fermento nel processo di sviluppo in Africa. Il cristianesimo come realtà, secondo la logica dell incarnazione di Gesù, tende ad incorporarsi all umanità per trasformare il mondo in ogni luogo ed in ogni tempo (cfr LG 45; GS; Populorum progressio). Questa incarnazione individua nell urgenza della formazione soprattutto dei laici e nell interculturalità vissuta, alcune chiavi per vivere e promuovere la Chiesa come famiglia (cfr. Ecclesia in Africa), la riconciliazione, la giustizia e la pace (cfr. Africae munus) per uno sviluppo dell intero Continente. Nell articolo si illustra il caso del Togo. Parmi les grandes religions qu a connu l humanité, selon C. Dawson, le christianisme est celle qui ne s identifie jamais totalement à un ordre sacré qui doit être conservée intacte, au complet; son idéal religieux n est pas d adorer une perfection immuable, mais plutôt une valeur spirituelle qui tend à s incorporer de l humanité pour transformer le monde. L Eglise du Christ est porteuse de ce mouvement de salut dans le monde de tout temps et de tout lieu. Comment la foi chrétienne peut aider alors aujourd hui les peuples africains à vivre mieux le quotidien de leur vie? Comment l Eglise pourrat-elle véritablement être sacrement universel de salut (Lumen gentium, 45) dans les sociétés où l injustice compromet sérieusement la paix et la liberté des enfants de Dieu pour un développement intégral? A la suite de la Gaudium et Spes du Concile Vatican II, de la Populorum progressio du pape Paul VI, de l Exhortation apostolique postsynodale Ecclesia in Africa de Jean Paul II, le pape Benoit XVI, en syntonie avec les 57 propositions du second Synode Spécial pour l Afrique (2009) a centré son Exhortation postsynodale Africae munus (AM) du 19 novembre 2011, sur le thème de la réconciliation, de la justice et de la paix tant nécessaires pour le développement du continent. Cette mission tracée dans l Exhortation engage l Eglise en Afrique à vivre au nom du Christ le concept théologique d Eglise famille (cfr Ecclesia in Africa) dans la réconciliation entre les personnes et les communautés, la solidarité, la chaleur des relations, n.2/12 URBANIANA 5

8 DossierSpeciale In ascolto dell Africa l accueil, le dialogue et la confiance (cfr AM 7). Dans la promotion de la justice dans les diverses situations sociologiques, ethniques, économiques, les peuples africains ont besoin d écouter la voix du Christ qui proclame aujourd hui l amour pour l autre, même pour l ennemi jusqu au don de la vie et qui prie encore aujourd hui pour l unité et la communion de tous les hommes en Dieu (cfr. Jn 17,20-21). Les membres de l Eglise du Christ sont ainsi interpellés de diverses manières pour le redressement social, vecteur d un vrai développement; ils doivent être sel de la terre et lumière du monde. Le cas de certains pays comme le Togo illustre l urgence de cette mission de nos Eglises. C est ainsi que comme au Benin, en République démocratique du Congo, au début de la jeune démocratie du Togo, Mgr P. Kpodzro eut la grande et lourde responsabilité de présider en 1991, la Conférence Nationale et le HCR (Haut Conseil de la République). En 2009, Mgr Nicodème Barrigah, évêque d Atakpamé fut chargé de présider la Commission Vérité, Justice et Réconciliation (CVJR). Cette Commission, sur le modèle sud africain devrait faire la lumière sur les crimes politiques survenus au Togo entre 1958 et Il s agit de cerner les responsabilités des pages douloureuses de l histoire togolaise et de proposer une indemnisation des victimes pour un processus de réconciliation dans la justice et la vérité, gages du développement. En fin de mission, après 34 mois d activités, la CVJR a officiellement remis le 03 avril dernier au chef de l Etat togolais son rapport comportant une soixantaine de recommandations proposant entre autres des mesures susceptible d apaiser et d éviter la répétition des violences commises. La Conférence épiscopale dans sa dernière session a décrété des journées de réconciliation dans chaque diocèse et une journée nationale de réconciliation. En avril 2010, naissait le Réseau Togolais de Recherches Théologiques (RTRT) qui a publié son premier ouvrage sur: L Eglise et le développement socio-politique au Togo 50ans après les indépendances (Ed. S. Augustin Afrique, Lomé 2010). La mission des Eglises dans l Afrique d aujourd hui implique à notre avis beaucoup plus les fidèles laïcs, vus les divers champs de réalisation. Cette prise de conscience depuis le Concile a besoin d être complétée par la formation qui va de paire avec la responsabilité. La formation n est pas synonyme d instruction. Si l instruction est l ensemble des notions scolaires ou académiques, la formation vise à aider les bénéficiaires à utiliser de nouvelles techniques et de nouveaux instruments pour améliorer leur vie et celle de leurs communautés et sortir de l assistentialisme. La formation s attèlera à promouvoir l interculturalité dans les diverses initiatives de développement. Ainsi, la formation et l interculturalité demeurent fondamentales pour un développement endogène. Sur une superficie de km², 80% de la population ( ) répartie en plus de 43 ethnies, pratique une agriculture de subsistance. Jean Marc Ela avait insisté sur l importance des sciences sociales sur le continent pour un développement durable. La mission des Eglises particulières ne saura négliger le secteur primaire et primordiale. Car, comme le soulignait don Tonino Bello, l Eglise a le devoir d annoncer la libération de millions d êtres humains, d aider cette libération à naitre, de témoigner pour elle, de faire qu elle soit totale. C est impossible d accepter que l évangélisation puisse ou doive négliger l importance des problèmes d aujourd hui au sujet de la justice, la libération, la développement et la paix dans le monde. Ce serait oublier l Evangile du prochain, souffrant et nécessiteux. 6

9 Complex rail system in Johannesburg, South Africa. TOWARDS A BETTER INTERNATIONAL MEDIA-IMAGE OF AFRICA The effects of media battering of Africa by foreign print and electronic media are enormous di Anthony Gbenayon Godonu Master in Social Communication in Intercultural and Missionary Context italiano Una migliore immagine internazionale dell Africa. Agli occhi del mondo, per come è presentata dai massmedia internazionali, l Africa è in guerra o muore di fame o è sotto l assedio di disastri naturali. Si aggiungono poi i pericoli provenienti dai pirati somali o nigeriani, il rischio di rapimenti o attentati suicidi o l incessante susseguirsi di colpi di Stato come in Mali o Guinea Bissau. Gli effetti di questo tipo della propagazione negativa sull immagine della Africa da parte di stampa estera e di media elettronici sono enormi. Senza discutere o negare l esistenza di guerre, malattie, fame, dispotismo, povertà e terrorismo ci sono molti lati positivi dell Africa che sono ancora da esplorare. Positivi valori culturali quali la famiglia, il cibo e la cortesia, le risorse naturali e l affermazione di africani in diversi ambiti professionali in tutto il mondo. Anche di questi dovrebbe essere data pubblicità nei media e nell attenzione internazionale al fine di bilanciare l immagine dell Africa in tutto il mondo. As long as my memory can carry me, Africa has been under the yoke of negative international media. In the eyes of the world as presented by the international mass-media, Africa is either at war or hungry or under the siege of natural disasters. And of recent, it is either Somalian pirates or Nigerian Boko Haram with the consequences of kidnapping and suicide bombing respectively or the ceaseless coup d état in Mali and Guinea Bissau in the international news. For instance, sometime ago, in one of BBC documentary programs aired on Saturday 26 June, 2010, Lagos the commercial capital of Nigeria was presented as a slum city where more than 50% of its population lives in slums and n.2/12 URBANIANA 7

10 DossierSpeciale In ascolto dell Africa gun in Africa, the propensity to backwardness and tomfoolery leading to the prevalent perceived state of affairs, continue to be purveyed in the media to the delight of their audience and the indignation of indigenous Africans. The saddest part of this bad-image making of Africa is that many Africans in diaspora who were either born and bred in Europe and America or immigrated there as children have joined in this defacing of Africa. With this kind of image of Africa, investors from other continents are often discouraged or too scared to come to Africa and in this way, Africa s economy is distorted. dumps. There is just nothing positive in the international mass-media about Africa. This definitely has sparked reactions and condemnations from the citizenry. One Nigerian writer by name Chuks Nwanne while viewing this precarious African situation stated that Over the years, there has been a general outcry from different quarters of the continent on how the international media has done great harm to Africa in its coverage by casting Africa in negative light. African governments and scholars have viewed this kind of reportage as a deliberate project of alienating Africa and framing it as a hopeless continent. According to the same writer, Research has shown that international media has low budgets for Africa as it believes that no good news can come out of the black continent. It has suddenly Central business district on Lagos Island, Lagos, Nigeria become a popular opinion that all news from Africa is bad news. Critical observation has shown that few international correspondents are usually sent to cover Africa on a long-term basis. Those who are sent to the continent are usually assigned only in moments and areas of crisis and for a very short period. The effects of this kind of media battering of Africa by foreign print and electronic media are enormous. For instance, many people in the western world still believe the mythical tales of Africa. They still believe the myths that Africans are living stoneage lifestyles in caves and trees and clad in leaves, barks and animal skins. These ideals occur despite clear representations to the west of the existence of cities and modern life in Africa. Mythically instigated evolutionary edicts of life having be- And with these kinds of news coming out of Africa on daily basis, it seems difficult to present any positive sides of Africa. It is for this reason that we have to look again at how the international mass-media portrays the image of Africa before the world. Hence, the international and African bodies must see to it that Africa is redeemed from being the victim of negative international mass-media. Inasmuch as I will not argue against or even deny the existence of wars, hunger disease, pestilence, despotism, poverty, terrorism, suicide bombing and so on in Africa, I think there are many positive sides of Africa that are yet to be explored. Such positives images include wonderful cultural values such as family, food and courtesies, natural endowments and resources, and the many successes of Africans in various professional fields in the world. These also should be given media publicity and attention in order to balance the image of Africa in the world. It is true we have slums and ghettos. But we also have luxury locations like New York, Rome, Paris and London. Thus from the above there is need to right the wrongs of the image of Africa in the world and this can only be done by those who have the International mass-media at their beck and call. This call is very urgent and necessary if Africa is to reclaim its proper position among committee of world powers. 8

11 Complex rail system in Johannesburg, South Africa. MEDIAS AU CAMEROUN, UN POTENTIEL D EVANGELISATION QUI FAIT PEUR D USAGE Aéropage, nouveaux moyens d évangélisation et à évangélisera cyber évangélisation di Félix Désiré Amougou Master en Communication Sociale en le contexte Interculturel et Missionnaire Aéropage, nouveaux moyens d évangélisation et à évangélisera cyber évangélisation, sont autant de titres en usage de nos jours pour dire italiano Nuovi areopaghi, nuovi mezzi di evangelizzazione ed evangelizzazione del cyberspazio: sono tutti i titoli usati oggi per parlare dell'importanza della comunicazione nella missione profetica della Chiesa. Eppure, sia all'interno che all'esterno della Chiesa in Camerun, questi mezzi sembrano spaventare. Quando si pensa all'uso dei media la riflessione è spesso di livello piuttosto avanzato ma, nell uso concreto si notano anche i segni di una certa timidezza da parte delle singole chiese in Camerun. l importance de la communication dans la mission prophétique de l Église. Et pourtant aussi bien à l intérieur qu à l extérieur de l Église, ces medias semblent faire peur au Cameroun. Au moment où la réflexion sur l usage des medias est plutôt avancée au niveau de l Eglise hiérarchique pour en exploiter la portée, bien de signes alertent encore une timidité de la part des églises particulières au Cameroun. Tenez, la plupart des diocèses ont une intense activité pastorale des fois ad- n.2/12 URBANIANA 9

12 DossierSpeciale In ascolto dell Africa mirables et devant servir d exemples pour les autres, mais ces témoignages d engagement de vie de foi et d Eglise, restent non ou mal connus. L action politique est déjà une entorse assez importante sur l acquisition des moyens de communication ordinaire. Ces Eglise ont encore, pour celles qui ont franchi le seuil du courage, des radios ou des medias en tout cas non autorisés, mais tolerés.la question de la licence de fonctionnement étant toujours un cercle-carré dans son acquisition. Pour dire les règles de jeu en la matière ne sont pas claires et les critiques d attribution, très variés et variables. Le point de vue de l Eglise dans un contexte de survie, peut en effet gêner, de art sa prépondérance. Dans ce cas, il est plutôt prudent et malin de le contrôler en le tenant sous garde. Cette manière de faire peut signifier à la fois et sans le dire, la censure et le peu des libertés d expression et d opinion. L Église au Cameroun, n est pas sortie de cette l ornière pour ce qui est de ses medias ou du moins ce qu elle prétend avoir. Dans ce contexte de contrôle clandestin des opinions, la voix d une Institution ne peut aller loin, quand il existe un podium pour la faire entendre. Mais cela suffit-il pour comprendre le niveau d utilisation des medias dans les diocèses camerounais? L état des lieux à fait, emmène à découvrir au Cameroun l existence d une Eglise qui «se vend peu ou pas du tout», pour parler le langage du marketing communicationnel. Une certaine étude très récente et toujours en cours de son approfondissement décrit la prudence inquiétante et déconcertante avec laquelle au Cameroun, la question de la communication est gère dans l Eglise au Cameroun. Le dite recherche pense que tout est à y commencer. Sur le plan paroissial, un feuillet circule dans bien de paroisse les dimanches, où on retrouve, des informations d ordres liturgiques ou/et pastorale. Cela se résume habituellement à remettre sur un cahier, les textes de la célébration dominicale avec un mot explicatif: et ensuite les annonces de la semaine. Cette pratique a le mérite de faire porter aux fidèles à la maison un souvenir de la paroisse, même si la garantie lecture n est pas acquise pour un certain nombre. Il en est de même pour les périodiques des diocèses dont la parution est parfois au gré des moyens financiers ou des évènements d importance. Presqu aucun diocèse dispose d une radio diocésaine pour la propagation de la Bonne nouvelle dans ce canal médiatique qui reste le plus prisé. On en est toujours à utiliser des espaces de programmes des medias publics ou d autres privés. Ce qui, respectant la déontologie éditoriale de chaque organe de presse, peut limiter, mieux orienter l opinion de l Église, lorsqu il ne la rend pas simplement partisane. Quand il existe un studio radio, il fait dans le matériel bien désuet et incompatible avec les temps modernes. Il faudra mettre dans le même registre de traitement l usage de la télévision dans laquelle, l Eglise est inexistante. Car n en disposant pas de la moindre unité télévisuelle. Le domaine de la cyberpresse est celui dans lequel il faudra sans douter s extasier, tellement les résultats de l étude évoquée plus-haut, font peur pour ne pas dire plus. L auteur de cette de la recherche en est arrivé à conclure qu ici : «l Eglise ne tisse pas sa toile». Car en général pour découvrir l activité et même les diocèses, c est moins par là qu il faut s orienter. Il ne sera pas surprenant pour la plupart des cas, de tomber sur des données qui relèvent de l époque de Salomon, sans que ce ne soit la Bible, ni de l histoire toujours vraie. Ce manque d animation régulière des sites diocésains est lié en partie l absence des compétences apostolique ou laïque, et quelquefois à les ignorer. Le disant cependant nul n ignore que des moyens, il en faut pour mettre sur pieds des infrastructures médiatiques et aussi des ouvriers compétents dans le secteur, qu il faut au préalable former. Car la pratique du bénévolat ou volontariat a courte vie dans le métier, surtout en ce moment des revendications plurielles des droits de tous et de chacun. A un moment où le Saint-Père benoit XVI à la suite de son Bienheureux Prédécesseur Jean-Paul II, insiste sur l usage certain prudent mais nécessaire des medias classiques et modernes, il urge d oser. Le centre de communication sociale de l Université Pontificale Urbaniana est une porte ouverte pour commencer à pallier à la difficulté. On ne le dira plus assez, la communication est le moteur de la vie de notre ère. Et de la communication, quelqu un disait encore. «Si vous ne la faites pas (la communication), elle vous fait». 10

13 EDUCATION A LA VIE ET A L AMOUR Contribution de l Eglise de Yaoundé pour la société camerounaise de demain di Félix Désiré Amougou De nombreuses infrastructures scolaires et universitaires, sont l œuvre de l Eglise en Afrique en général, en particulier au Cameroun et singulièrement à Yaoundé. La qualité de l enseignement y dispensé est fort bien appréciée depuis des lustres. Parmi les devoirs dits régaliens qui incombent à un Etat, il y a la formation, mieux, l éducation de ses citoyens et les soins de santé de ceux-ci, entre autres. Il appartient en effet à la structure étatique de former sa jeunesse à la responsabilisation et de maintenir les connaissances acquises par les moins jeunes, par des moyens dont elle dispose. Au file des années et même des siècles, cette importante tache, déborde le seul pouvoir des Etats. Certains diront les bien-pensants, le pouvoir et l activité de l Eglise relèvent du domaine spirituel. Mais cette approche myope des choses, ignore que l esprit est incarné dans un corps, a bien penser donc, la préoccupation de l Eglise c est l - Homme et tout homme. L épanouissement total de l Homme est à alors la mission profonde que Christ a confiée à son Eglise. Il est par conséquent important de comprendre que tout ce qui touche ou concourt à cet objectif de la vie de humaine, relève du souci premier de l Eglise. Dans ce sens, devant le reproche qu on lui adressait pour ses dénonciations politiques, Mgr Jean ZOA, alors Archevêque de Yaoundé (+1998), aimait à répéter que. «Rien de tout ce qui touche l Homme ne saurait laisser l Eglise indifférente».véritablement l Archidiocèse de Yaoundé au Cameroun a lié l acte à cette parole prophétique en mettant sur pieds, et en terme de référence, de nombreux établissements scolaires. On compte précisément, une centaine d écoles primaires et maternelles, 16 collèges d enseignement secondaire général et technique, et une Ecole normale supérieure d instituteurs. La coutume a toujours voulu qu au Cameroun pour souci d émulation, que soit publiée par ordre de mérite, une liste nationale des établissements. Et dans cet exercice, les établissements catholiques ont toujours occupé les premiers rangs dans ce classement général. La qualité et le sérieux de l éducation dans cet ordre d enseignement imposent la course aux places disponibles à travers tout le pays. Il se dénote d ailleurs que la grande majorité de l Elite dirigeante du pays est passée par cette maison. Autre chose est cependant l usage ultérieurement fait, non pas de l incontestable instruction reçue, mais de la morale acquise. Dans ces établissements catholiques en général, on parle plutôt de la formation intégrale de l Homme. C est la raison pour laquelle on rallie l instruction à l éducation proprement dite but ici n est donc pas de former des hommes, seulement à la tête bien faite, mais bien mieux de bâtir la société par la formation des hommes et femmes équilibrés, instruits sociables et responsables. On prend en compte donc tout ce qui y concourt et d une manière totale et pleine. Rien de plus normale de comprendre ainsi la raison de l ajout de nombre d autres disciplines ajoutées pour compléter le programme officiel. Citons-en quelques-unes. La religion, la morale, l éducation civique, le savoir-vivre, l éducation à la vie et à l Amour (EVA), l hygiène, la pratique agricole etc... Autant de spécificités ignorées du programme public. Les parents, ceux qui se font une haute idée de l avenir de leurs enfants affluent vers ces établissements. Car à ces domaines spécifiquement utiles pour la formation intégrale d un être humain, s ajoutent assez souvent aussi une bonne dose de conduite ou discipline et la maitrise des effectifs. Dans la cité capitale du Cameroun, l Eglise ratisse encore bien large avec l université catholique avec ses deux campus de Nkolbisson et d Ekounou. Dans ces deux quartiers baptisés «quartiers latins», se dispensent des cours sur les spécialités de: Sciences sociales et Gestion, Philosophie, Droit Canonique, Théologie dans ses diverses composantes. A ces deux plates-formes d excellence, s ajoute avec grand fierté, l Ecole supérieure des Infirmiers affiliée. Une réflexion est menée en ce moment sur l affiliation de l Institut Théologique et pastorale des religieux (ITPR) de la colline de Mvolyé. Et sur cette démarche l institut de Philosophie Joseph Mukassa et l Ecole de Théologie Saint Cyprien de Ngoya sont assez avancés sur la négociation avec la faculté de théologie de la «Catho» pour reconnaissance de leurs enseignements et puis de leurs diplômes délivrés. Pour tout dire, a Yaoundé se forme véritable l intelligentsia du Cameroun dans la diversité disciplinaire la plus appréciée. Et c est l action indéniable de l Eglise qui est à Yaoundé, donc au Cameroun. n.2/12 URBANIANA 11

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