Master Universitario di primo livello per le funzioni di coordinamento delle Professioni Sanitarie

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Master Universitario di primo livello per le funzioni di coordinamento delle Professioni Sanitarie"

Transcript

1 DISPENSA 2/2 Master Universitario di primo livello per le funzioni di coordinamento delle Professioni Sanitarie TITOLO: RISK MANAGEMENT - La gestione del rischio in sanità 2. Il sistema organizzativo per il trattamento del Rischio: gestione strategica e operativa 3. Il trattamento pro-attivo del Rischio: metodologia FMEA (FAILURE MODES & EFFECTS ANALYSIS) Docente: dott.ssa Sandra Balestra 1

2 Il sistema organizzativo per il trattamento del Rischio: gestione strategica e operativa (applicazione del PDCA - W. Edwards Deming ) A) Il Rischio in Sanità 1) L approccio sistemico all errore 2) I principi base delle organizzazioni orientate al miglioramento B) La gestione operativa 1) Impostazione della mappa operativa aziendale - i processi organizzativi: rappresentazione, misurazione e formalizzazione - la gestione e il controllo della documentazione C) La gestione strategica 1) Il sistema di gestione: implicito ed esplicito 2) Predisposizione del sistema di monitoraggio per l individuazione dei processi critici: - le verifiche ispettive interne - l'incident reporting 2

3 Il trattamento proattivo del Rischio: Metodologia FMEA (gli aspetti teorici e l'operatività nel sistema di gestione) A) La presentazione dello strumento: - la storia e le schede ad oggi in uso (es. di applicazione teorica) - la matrice di correlazione - la griglia di valutazione - la matrice di rischio - l'indice di priorità di rischio - l'individuazione delle cause degli eventi indesiderati - studio e gestione delle azioni correttive - la collocazione del modello FMEA nel sistema di gestione B) Altri strumenti per la gestione del rischio: RCA FTA C) Esercitazione pratica 3

4 Qualunque prestazione sanitaria (!!!), anche la più semplice, ha in sé un rischio di errore, dunque un rischio per il paziente è necessario mettere in atto tutti i provvedimenti o le procedure possibili per costruire un ambiente sanitario il più sicuro possibile, dove, se l errore non è evitabile, il rischio di sbagliare è ridotto al minimo. 4

5 Risk Management La gestione del rischio clinico è un PROCESSO sistematico di identificazione, valutazione e trattamento dei rischi attuali e potenziali. Ha l obiettivo di aumentare la sicurezza dei pazienti, migliorare i risultati ed indirettamente abbattere i costi, riducendo gli eventi avversi prevenibili. Ha quindi a che fare con la legalità e l accettabilità tecnica dei trattamenti sanitari. A questo scopo è necessario che le organizzazioni sanitarie, come da tempo avviene nelle industrie ed in altri settori come quello petrolchimico o nell aeronautica, analizzino gli eventi avversi utilizzando tecniche di indagine rigorose per giungere a rimuovere gli errori di sistema che sono alla base di tali eventi. La funzione di gestione del rischio fornisce all organizzazione le informazioni necessarie ad imparare dagli errori. 5

6 Risk Management La sfida per le strutture sanitarie è quella di adattare questi strumenti alla propria realtà. L efficacia i di un sistema di gestione del rischio clinico è commisurata ad almeno tre elementi: il cambiamento della concezione dell errore: non più visto come fallimento individuale, ma come occasione di miglioramento per l intera organizzazione l adozione di strumenti idonei per la rilevazione e l analisi dei rischi, per il loro trattamento ed infine per il monitoraggio nel tempo la creazione di soluzioni organizzative ad esso orientate (!!!!) 6

7 Risk Management. QUINDI la gestione totale, integrata, del rischio di errore, è la modalità per coniugare la sicurezza delle cure (paziente) e la tranquillità di azione del personale sanitario (operatore) p oltre che le opportunità di risparmio per l azienda 7

8 Risk Management Processo organizzativo e gestionale (strategie, decisioni, azioni) finalizzate alla riduzione del rischio Sicurezza del paziente attraverso il miglioramento globale della qualità delle prestazioni erogate Sicurezza dell operatore attraverso l attivazione del servizio di protezione e prevenzione (!!!) Sicurezza delle apparecchiature Sicurezza delle strutture 8

9 Risk Management Processo organizzativo e gestionale (strategie, decisioni, azioni) finalizzate alla riduzione del rischio Rischio Operatore Utente Collettività 9

10 L'APPROCCIO SISTEMICO ALL'ERRORE Gli errori sono conseguenze dell agire organizzato e non causa del fallimento del sistema. (Reason) Analizzando la genesi di un incidente, prendendo in considerazione tutti gli eventi, gli errori i deficit che lo hanno generato ci si accorge che la maggior parte delle cause sono dovute all uomo, ma solo una piccolissima parte di esse è rappresentata da un vero e proprio errore umano. Nella maggior parte dei casi, infatti, si tratta di problemi di manutenzione o di decisioni manageriali errate, o di sistemi di comunicazione inefficaci, ecc. Raramente gli incidenti sono stati causati da un unico errore, umano o tecnologico, più spesso essi sono il frutto di una concatenazione di errori ed eventi e l operatore, responsabile dell errore finale, non è altro che l ultimo casuale anello di questa catena. Da queste considerazioni nasce un modello (Reason, 1990) utile per individuare e diagnosticare gli errori in sistemi socio-tecnici complessi. 10

11 Il comportamento umano e l errore Tipologia di Comportamento (Classificazione di Jens Rasmussen) Skill-based Rule-based Knowledge-based Slips Lapses Mistakes Comportamento di tipo automatico Comportamento di tipo regolato Situazione sconosciuta, azione da definire Tipologia di Errore (Reason 1990) Regola non applicata Errore umano (attivo) Regola non ricordata Regola errata o non esistente Errore latente Near miss event = quasi errore 11

12 Il comportamento umano e l errore ERRORI ATTIVI Per quanto riguarda gli errori attivi essi sono quelli più facilmente individuabili in quanto fattori scatenanti l incidente. Si collocano a livello di persone e quindi il loro riscontro coincide id spesso con l identificazione i di una responsabilità individuale. RISCHIO ORGANIZZATIVO Fermarsi però a questo livello di analisi rischierebbe di far pensare che la rimozione o la punizione del responsabile possa evitare il ripetersi dell evento evento. In realtà è molto probabile che individui diversi o lo stesso individuo a distanza di tempo, se posto nelle medesime condizioni, riproporrebbe lo stesso tipo di errore. 12

13 Il comportamento umano e l errore ERRORI LATENTI Metaforicamente descritti da Reason come patogeni, rimangono latenti all interno dell organismo ma, in connessione con altri fattori ed in condizioni facilitanti, possono dare origine ad un evento patologico. Allo stesso modo in tutte le organizzazioni sono presenti elementi potenzialmente dannosi. Quanto più essi sono numerosi, tanto più probabile sarà il verificarsi di una combinazione scatenante. AMBITI: TECNOLOGICO (err. di progettazione / manutenz. / addestramento t all uso) GESTIONALE (errata distrib. carichi di lavoro; carenza di leadership; mancanza di chiarezza sugli ob.; mancata motivazione) etc 13

14 Il comportamento umano e l errore Questi fattori possono creare ambienti di lavoro che facilitano gli errori e le violazioni. L ATTENZIONE AGLI ERRORI LATENTI si connota come fortemente PROATTIVA, infatti. l eliminazione di quanti più errori latenti possibile, riduce la probabilità che si verifichi un INCIDENTE. 14

15 Gli otto principi base: PRINCIPI BASE DELLE ORGANIZZAZIONI ORIENTATE AL MIGLIORAMENTO (UNI EN ISO 9000) 1. Organizzazione orientata al Cliente 2. Leadership 3. Coinvolgimento del personale 4. Approccio basato sui processi 5. Visione sistemica della gestione aziendale 6. Miglioramento continuo 7. Decisioni basate su elementi attendibili e concreti 8. Rapporto di reciproca utilita con i fornitori 15

16 Definizioni da approfondire: Cliente: organizzazione o persona che riceve un prodotto/servizio Es: consumatore, committente, t utilizzatore t finale, dettagliante, t beneficiario, i i acquirente N.B. Un cliente può essere interno o esterno all organizzazione Fornitore: organizzazione o persona che fornisce un prodotto/servizio Es: produttore, distributore, dettagliante, venditore di un prodotto, erogatore di un servizio o di informazioni N.B. 1 Un fornitore può essere interno o esterno all organizzazione N.B. 2 In alcune situazioni contrattuali un fornitore può essere, a volte, chiamato appaltatore 16

17 Analisi dettagliata dei principi: 1. Organizzazione orientata al Cliente 2. Leadership 3. Coinvolgimento del personale 4. Approccio basato sui processi 5. Visione sistemica della gestione aziendale 6. Miglioramento continuo 7. Decisioni basate su elementi attendibili e concreti 8. Rapporto di reciproca utilita con i fornitori Le organizzazione dipendono dai loro clienti, perciò dovrebbero capire le loro esigenze presenti e future, rispettare i requisiti del cliente e mirare a superare (!!!) le aspettative del cliente Individuare i clienti: interni e/o esterni, utilizzatori del prodotto, destinatari del servizio, soci, personale, fornitori, ambiente sociale, ecologico, etc Identificare le necessità del Cliente e le sue attese: caratteristiche, prestazioni, affidabilità, tempi di consegna, prezzi, servizio, etc Estendere le necessità del Cliente a tutta l organizzazione e motivare il personale nel perseguire le necessità individuate Studiare per i processi le metodologie più adatte a perseguire le necessità individuate Misurare la soddisfazione del Cliente e attivare le necessarie azioni per migliorare 17

18 Analisi dettagliata dei principi: 1. Organizzazione orientata al Cliente 2. Leadership 3. Coinvolgimento del personale 4. Approccio basato sui processi 5. Visione sistemica della gestione aziendale 6. Miglioramento continuo 7. Decisioni basate su elementi attendibili e concreti 8. Rapporto di reciproca utilità con i fornitori I responsabili di area e funzione devono stabilire unità di intenti e di indirizzi all interno dell organizzazione i e creare l ambiente interno in cui il personale è pienamente coinvolto a perseguire gli obiettivi definiti I Responsabili devono creare le condizioni migliori affinché le persone conoscano gli obiettivi e li possano raggiungere 18

19 Analisi dettagliata dei principi: 1. Organizzazione orientata al Cliente 2. Leadership 3. Coinvolgimento del personale 4. Approccio basato sui processi 5. Visione sistemica della gestione aziendale 6. Miglioramento continuo 7. Decisioni basate su elementi attendibili e concreti 8. Rapporto di reciproca utilità con i fornitori Il personale, a tutti i livelli, costituisce l essenza dell organizzazione ed il suo pieno coinvolgimento consente di mettere l abilità delle singole persone al servizio dell organizzazione. La valorizzazione della risorsa umana è un punto di forza. Motivazione, i formazione ed informazione i sono fondamentali per creare le condizioni i i ideali. 19

20 Analisi dettagliata dei principi: 1. Organizzazione orientata al Cliente 2. Leadership 3. Coinvolgimento del personale 4. Approccio basato sui processi 5. Visione sistemica della gestione aziendale 6. Miglioramento continuo 7. Decisioni basate su elementi attendibili e concreti 8. Rapporto di reciproca utilità con i fornitori Un risultato desiderato si ottiene con maggior efficienza quando le relative risorse ed attività sono gestite come un processo. E più importante prima sapere cosa fare e solo successivamente decidere come fare. E necessario individuare per ogni processo: Elementi in ingresso Elementi in uscita Fattori che influenzano il risultato Qual è la sequenza logica delle attività Cosadeve essere misurato e come per tenere il processo sotto controllo (!!!) 20

21 Analisi dettagliata dei principi: 1. Organizzazione orientata al Cliente 2. Leadership 3. Coinvolgimento del personale 4. Approccio basato sui processi 5. Visione sistemica della gestione aziendale 6. Miglioramento continuo 7. Decisioni basate su elementi attendibili e concreti 8. Rapporto di reciproca utilità con i fornitori Identificare, capire e gestire un sistema di processi interconnessi per perseguire determinati obiettivi, contribuisce all efficacia e all efficienza dell organizzazione. È più importante prima sapere cosa fare e solo successivamente decidere come fare.!!! dall L applicazione di questo principio è molto difficile ed attualmente ancora lontana dall effettiva attuazione in molte realtà. È necessario per tutti concentrarsi sul fatto che la capacità di individuare il sistema dei processi e comprenderne le relative correlazioni sarà l elemento che condizionerà la competitività delle organizzazioni. È perciò necessario abituarsi a valorizzare la visione per processi fino a considerare il posto di lavoro una fase del processo 21

22 Analisi dettagliata dei principi: 1. Organizzazione orientata al Cliente 2. Leadership 3. Coinvolgimento del personale 4. Approccio basato sui processi 5. Visione sistemica della gestione aziendale 6. Miglioramento continuo 7. Decisioni basate su elementi attendibili e concreti 8. Rapporto di reciproca utilità con i fornitori Il miglioramento continuo deve essere un obiettivo permanente delle organizzazioni. Applicare questo principio significa qualificare il sistema organizzativo come strumento di gestione del processo aziendale L alternativa è far degenerare il sistema verso la burocrazia, la staticità, l immobilismo, l obsolescenza delle regole e degli strumenti. Un sistema dinamico, capace di migliorarsi è l unica strada per la competitività. E necessario creare le condizioni umane, metodologiche e culturali per l evoluzione necessaria. 22

23 Analisi dettagliata dei principi: 1. Organizzazione orientata al Cliente 2. Leadership 3. Coinvolgimento del personale 4. Approccio basato sui processi 5. Visione sistemica della gestione aziendale 6. Miglioramento continuo 7. Decisioni basate su elementi attendibili e concreti 8. Rapporto di reciproca utilità con i fornitori Approccio basato su dati di fatto. Le decisioni efficaci sono basate sulle analisi logiche ed intuitive di dati ed informazioni. I dati e le informazioni attendibili sono il linguaggio che l azienda deve parlare I dati e le informazioni costituiscono l elemento essenziale per l attività di miglioramento ed è importante acquisire la consapevolezza che, se sono ben utilizzati (!) ed interpretati, valorizzano l esperienza e l intuzione intuzione. 23

24 Analisi dettagliata dei principi: 1. Organizzazione orientata al Cliente 2. Leadership 3. Coinvolgimento del personale 4. Approccio basato sui processi 5. Visione sistemica della gestione aziendale 6. Miglioramento continuo 7. Decisioni basate su elementi attendibili e concreti 8. Rapporto di reciproca utilità con i fornitori Il rapporto di reciproco beneficio tra organizzazione e fornitori migliora l abilità di quest ultimi a creare valore. Non c è nessuna organizzazione che possa vivere in modo autonomo sul mercato. Tutte le organizzazioni sono interfacciate tra di loro e, in tal modo, costituiscono tanti sistemi ognuno dei quali serve il suo mercato. Non è pensabile che un azienda sia competitiva senza che lo sia la sua base di fornitura. La competitività si raggiunge con un sistema che garantisce: reciproco rispetto, comune visione del mercato, sistemi gestionali che curino complessivamente il know how, l informazione, le tecnologie etc. 24

25 LA GESTIONE OPERATIVA Un risultato desiderato si ottiene con maggiore efficienza quando le relative attività e risorse sono gestite come un processo (UNI EN ISO 9000) 25

26 PROCESSO Una serie di risorse ediattività correlate tra loro che interagendo trasformano elementi in entrata in elementi in uscita aggiungendo valore input. output 26

27 APPROCCI DI GESTIONE AZIENDALE PER FUNZIONI Processo 1 Funzione 1 Funzione 2 Funzione 3 PER PROCESSI Processo 2 Processo 3 Obiettivo (CLIENTE) Processo 4 UN RISULTATO DESIDERATO SI OTTIENE CON MAGGIORE EFFICIENZA QUANDO LE RELATIVE ATTIVITÀ E RISORSE SONO GESTITE COME UN PROCESSO INTERAZIONE 27 TRASVERSALITÀ DEI PROCESSI PROCESS OWNER

28 TRASVERSALITÀ DEI PROCESSI Si supponga di voler, nella propria azienda, migliorare gli acquisti: è sufficiente un miglioramento delle prestazioni dell ufficio acquisti? Assolutamente no! Va migliorato il processo di approvvigionamento,, che coinvolge molte altre funzioni oltre all ufficio acquisti Es. GESTIONE FARMACO NELLE AZIENDE SANITARIE OSPEDALIERE 28

29 IL PROCESSO DI APPROVVIGIONAMENTO Attività Definizione tecnica ed economica dei componenti da acquistare Valutazione metodi (es. tipo di imballaggio i o modalità di fornitura) Definizione tempi di fornitura Verifica adeguatezza qualità prodotto (soddisfacimento specifiche tecniche) Emissione richiesta di acquisto (RdA) Selezione fornitori, emissione ordine, gestione documenti amministrativi Gestione contabilità fornitori Ricezione materiale Funzione coinvolta Ufficio tecnico Ufficio tempi e metodi Ufficio programmazione Ufficio qualità Ufficio programmazione Ufficio acquisti Ufficio contabilità Accettazione 29

30 STRUMENTI PER L IDENTIFICAZIONE E L ANALISI DEI PROCESSI Check-list settoriale elenchi dettagliati che classificano i processi tipici delle aziende operanti nello stesso settore confronto dei processi indicati nella lista con le attività effettivamente svolte nella propria organizzazione approccio semplice ma non sempre preciso: adatto in contesti standard 30

31 Una proposta di processi primari sanitari Prestazione di ricovero prestazione in cui il paziente, nell arco di alcune ore (day hospital) o alcuni giorni (degenza ordinaria) riceve la diagnosi, la terapia e la riabilitazione rispetto al proprio problema di salute. Prestazione di pronto soccorso prestazione in cui il paziente, nell arco di alcuni minuti (emergenza) o alcune ore (urgenza) riceve la diagnosi e la terapia rispetto al proprio problema di salute. Prestazione ambulatoriale prestazione in cui il paziente, nell arco di una programmazione definita, riceve la diagnosi e la terapia rispetto al proprio problema di salute. fonte: Vignati, Bruno, Organizzazione per processi in sanità, FrancoAngeli,

32 Attività critiche dei processi primari (sottoprocessi) Prestazione di sala operatoria prestazione in cui il paziente, nell ambito di una degenza (day hospital/ordinaria), di una prestazione di pronto soccorso o di una programmazione ambulatoriale, l riceve la diagnosi i e la terapia chirurgica rispetto al proprio problema di salute Prestazione di sala parto prestazione in cui il paziente e il nascituro, nell ambito di una degenza ordinaria, ricevono il monitoraggio, la diagnosi e la terapia rispetto al loro stato di salute fonte: Vignati, Bruno, Organizzazione per processi in sanità, FrancoAngeli,

33 Una proposta di processi di supporto (sanità) Prestazione di medicina di laboratorio prestazione grazie alla quale i processi primari ricevono, nei tempi concordati, le informazioni di laboratorio utili alla diagnosi dello specifico problema di salute del paziente Prestazione di diagnostica per immagini prestazione grazie alla quale i processi primari ricevono, nei tempi concordati, le informazioni di diagnostica per immagini utili alla diagnosi dello specifico problema di salute del paziente Prestazione di produzione e somministrazione di emocomponenti prestazione grazie alla quale i processi primari ricevono, nei tempi concordati, gli emocomponenti necessari alla terapia dello specifico problema di salute del paziente Gestione delle apparecchiature biomediche insieme di attività grazie alle quali i processi primari ricevono, nei tempi necessari, il controllo, la taratura e la manutenzione ordinaria/straordinaria delle apparecchiature biomediche utili alla diagnosi/terapia/riabilitazione dello specifico problema di salute del paziente Gestione dei farmaci insieme di attività grazie alle quali i processi primari ricevono, nei tempi concordati, i farmaci necessari alla terapia dello specifico problema di salute del paziente Gestione della protezione da agenti fisici insieme di attività grazie alle quali i processi primari ricevono, nei tempi necessari: a) il controllo del personale esposto alle fonti radiogene; b) la taratura delle apparecchiature radiologiche utili alla diagnosi dello specifico problema di salute del paziente 33 fonte: Vignati, Bruno, Organizzazione per processi in sanità, FrancoAngeli, 2003.

34 Una proposta di processi di supporto (per il miglioramento della qualità) Monitoraggio della soddisfazione del paziente insieme di attività finalizzate alla quantificazione del livello di soddisfazione del paziente, utili alla definizione delle priorità negli interventi di miglioramento dei processi aziendali. Monitoraggio del miglioramento dei processi sanitari insieme di attività finalizzate alla quantificazione del livello di performance del processo, utili alla individuazione delle aree e delle modalità di miglioramento del processo stesso. Progettazione di un nuovo servizio sanitario insieme di attività in cui la progettazione di un nuovo servizio sanitario si esprime in termini di pianificazione, attuazione, verifica/misurazione, standardizzazione. fonte: Vignati, Bruno, Organizzazione per processi in sanità, FrancoAngeli,

35 Una proposta di processi di supporto (manageriali) Pianificazione strategica insieme di attività finalizzate alla individuazione e alla distribuzione degli obiettivi aziendali in una prospettiva di medio-lungo termine. Budgeting insieme di attività finalizzate alla individuazione e alla distribuzione degli obiettivi aziendali in una prospettiva di breve termine (1 anno). Comunicazione insieme di attività finalizzate alla distribuzione delle informazioni utili sia all interno sia all esterno dell organizzazione. Formazione insieme di attività finalizzate alla individuazione dei bisogni formativi dell organizzazione e alla predisposizione di progetti di formazione atti a soddisfarli, coerenti con gli obiettivi aziendali. Gestione delle risorse umane insieme di attività finalizzate all analisi dei processi aziendali al fine di individuare la quantità e la qualità delle risorse umane necessarie alla loro attuazione. Gestione degli acquisti insieme di attività finalizzate all analisi dei processi aziendali al fine di individuare la quantità e la qualità delle risorse tecnico-strumentali necessarie alla loro attuazione. fonte: Vignati, Bruno, Organizzazione per processi in sanità, FrancoAngeli,

36 I PROCESSI: la rappresentazione Se i processi sono grafici, semplici e modulari, consentono: Una raffigurazione globale dell'organizzazione, del processo o dell'attività L'identificazione immediata delle relazioni tra le attività Di porli in sequenza più chiaramente Di definire la gestione e i controlli specifici 36

37 I PROCESSI: la rappresentazione (mappatura parziale) processo primario = realizzazione del servizio/prodotto primario interazioni interazioni interazioni sotto - sotto - sotto - sotto - process process process process i i interazioni i i interazioni interazioni processi di interazioni processi di processi di supporto supporto supporto interazioni 37

38 I PROCESSI: la rappresentazione Diagramma di flusso Rappresentazione grafica delle attività o fasi di un processo. Si usano per meglio comprendere I processi e per identificarne i passaggi critici. Il diagramma di flusso (Flow chart) è uno strumento dei sistemi di gestione. Inizio i Passo del processo Decisione Documento Fine 38

39 I PROCESSI: la rappresentazione Diagramma di flusso Inizio Passo del processo Decisione Documento Fine SUGGERIMENTI per costruire ed interpretare t un diagramma di flusso: definire chiaramente i limiti del processo impiegare i simboli più semplici attenzione ai punti di decisione assicurarsi che ogni retroazione (feed back) abbia un punto di arrivo 39

40 I PROCESSI: la misurazione Prestazioni misurabili di un processo (esempi) T Ciclo temporale Costo Errori o rielaborazioni (indicatori i di inefficienza) i Tempo di risposta verso il cliente Tempo ciclo del completamento delle attività nei sottoprocessi Errori rilevati nella documentazione Tempo dedicato alle riunioni Tempo dedicato agli spostamenti Indice di soddisfazione dei clienti Numero errori nella prassi quotidiana Tempo del valore aggiunto Numero di punti di decisione (influenza il ritardo complessivo nelle approvazioni) Tempo medio di approvazione di una decisione Frequenza di comunicazione delle informazioni Errori di comunicazione delle informazioni (errori di trascrizione) C Q 40

41 I PROCESSI: la misurazione T Prestazioni misurabili C Q La misurazione può riguardare la globalità della prestazione (misurazione i globale) l ) La maggior parte degli indicatori è legata a: efficacia - efficienza - economicità flessibilità o adattabilità (rispetto a cambiamenti) Indicatori orientati a valutare: ricadute dell esecuzione del processo: sul cliente (outcome) sugli operatori sull organizzazione o cosa avviene dentro il processo (misurazione interna) Occorre particolare attenzione rispetto a: natura dei dati (possibilmente quantitativi) misurazioni dirette presso le aree critiche (utilizzo di FMEA) condizioni di misurazione punti di interfacciamento dei vari processi e delle funzioni parametri di misura semplici da rilevare e analizzare efficiacia - efficienza - economicità Indicatori orientati a valutare: l esecuzione del processo: tempi e metodi 41

42 I PROCESSI: la misurazione T C Q DOPO LA SCOMPOSIZIONE DI UN PROCESSO E UTILE INDIVIDUARNE LE PRESTAZIONI MISURABILI MIGLIORAMENTO!!! 42

43 I PROCESSI: la misurazione T Progettare la raccolta dati C Q Identificazione delle modalità, dei mezzi e delle metodologie per raccogliere ed analizzare i dati Stabilire: i parametri del processo chi, come, dove e quando raccogliere i dati il grado di accuratezza e l affidabilità dei dati responsabilità della raccolta della registrazione e dell analisi dei dati???quando Raccolta e validazione dei dati 43

44 I PROCESSI: analisi strutturale Inizio T Principali criticità Passo del processo C Q Controlli di gestione mancanti o incompleti Mancanza di indicatori T,C,Q Mancanza di criteri di successo Decisione Fine Documento Documenti o informazioni ridondanti o non necessarie Complessità inutili Informazioni contraddittorie Aspetti da valutare con particolare a attenzione e Prestazione attuale del processo Informazioni mancanti Valutazione del Make or Buy mancante o non corretta Sovraccarico o sottoimpiego del personale Conflitti Gestione e controllo della documentazione errata o assente Prestazione potenziale del processo Rischio e impatto potenziale del cambiamento 44

45 I PROCESSI: la catena del miglioramento Indicatori di processo Prevenzione dei problemi Metodi Criteri interni Process Reengineering Misurazione Valutazione Decisioni Risoluzione dei problemi Metodi Benchmarking Specifiche cliente Miglioramento incrementale 45

46 I PROCESSI: la formalizzazione Descrizione i semigrafica di una procedura 46

47 GESTIONE E CONTROLLO DELLA DOCUMENTAZIONE I documenti si possono suddividere in vari livelli Es. di 3 livelli di documenti: 1 livello Statuto, politiche dell organizzazione, carte dei servizi, etc. CRITERI ORIENTAMENTI FINALITÀ (atto aziendale, piano organizzativo, PRR) 2 livello Protocolli, procedure, istruzioni di lavoro, linee guida, circolari, etc. Normativa a Disposizioni o di Legge 3 livello Modulistica (cartacea o informatica), informative, check list etc. 47

48 GESTIONE E CONTROLLO DELLA DOCUMENTAZIONE Per ciascun livello e tipologia di documentazione è necessario definire: Responsabilità redazione/verifica/approvazione diffusione, conservazione, archiviazione (inf. / cart) revisione Contenuti data, edizione, compilatore, destinatario, dati da inserire, modalità di compilazione, etc. 48

49 GESTIONE E CONTROLLO DELLA DOCUMENTAZIONE STRUTTURA DOCUMENTALE PROCEDURE PER LA: 1. REDAZIONE/VERIFICA/VALIDAZIONE 2. REVISIONE 3. DISTRIBUZIONE CONTROLLATA 4. ARCHIVIAZIONE PROCEDURE BACKUP RESTORE DATI INFORMATICA CARTACEA GENERALE PER SINGOLA UNITÀ PER SINGOLO PC DOPO LA LORO DEFINIZIONE VANNO VERIFICATE 49!!!

50 GESTIONE E CONTROLLO DELLA DOCUMENTAZIONE.. E LE REGISTRAZIONI GS???? 50

51 LA GESTIONE STRATEGICA P D C A W. Edwards Deming adottare azioni per migliorare in modo continuativo le prestazioni dei processi Act Plan definire obiettivi e processi per soddisfare i requisiti del cliente e le politiche dell organizzazione monitorare e misurare i processi a fronte delle politiche, degli obiettivi e dei requisiti relativi e riportarne i risultati Check Do dare attuazione ai processi 51

52 MODELLO DI SISTEMA DI GESTIONE MIGLIORAMENTO CONTINUO DEL SISTEMA ORGANIZZATIVO Responsabilità Direzione Cliente requisiti Gestione delle Risorse Input Realizzazione del Servizio Misurazioni, Analisi e Miglioramento Output Cliente soddisfazione PROCEDURE RELATIVE ALLA GESTIONE DEL SISTEMA PROCEDURE RELATIVE ALLE ATTIVITÀ Modello UNI EN ISO 9001:

53 LA GESTIONE STRATEGICA!!! LA GESTIONE OPERATIVA ATTO AZIENDALE - PIANO DI ORG. AZ PRR (piano di riqualif. assist. e di rieq. econ.fin.) 53

54 MODELLO DI SISTEMA DI GESTIONE STANDARDS JOINT COMMISSION Standards 2 Edition Hospital Accreditation Program N ACRONIMO AREA STANDARD REQUISITI 1 ACC Access 5 2 PFR Patient and Family Rights 10 3 AOP Assessment of Patients 7 4 COP Care of Patients 19 5 PFE Patient and Family Education 4 6 QPS Quality Improvement and Patient Safety 5 7 PCI Prevention and Control of Infection 12 8 GLD Governance, Leadership and Direction 5 9 FMS Facility Management and Safety SQE Staff Qualifications and Education MOI Management of Information 3 95 Joint Commission International Accreditation for Hospitals Joint Commission on Accreditation of Healthcare Organizations 54

55 IL MONITORAGGIO PER UNA GESTIONE STRATEGICA UN SISTEMA DI GESTIONE È INCOMPLETO SE NON PREVEDE UN CRITERIO DI MONITORAGGIO CHE CONFERISCA I DATI PER LA VALUTAZIONE DELLA SITUAZIONE Attività ità di Verifica Ispettiva Interna (rif. ISO) Incident Reporting RISCHIO ORGANIZZATIVO!!! 55

56 IL PROCESSO VII (VERIFICA ISPETTIVE INTERNE) Gestione del programma di verifica (audit) Attività di verifica Competenza e valutazione degli auditor Rif. UNI EN ISO 19011:

57 Definizione di Audit Audit = Verifica Ispettiva Audit: Processo sistematico, indipendente e documentato per ottenere evidenze e valutare con obiettività, al fine di stabilire in quale misura i criteri del sistema sono stati soddisfatti. 57

Rischio puro: insieme delle possibili minacce che possono det un impatto aziend negativo in seguito a danneggiamento di beni o persone

Rischio puro: insieme delle possibili minacce che possono det un impatto aziend negativo in seguito a danneggiamento di beni o persone Balesatra risk management Definizione joint commission: insieme di attività cliniche e organizzative volte a identificare, valutare, e ridurre il rischio di danno ai pz, staff e visitatori e sull intera

Dettagli

LA GESTIONE DEL RISCHIO PROFESSIONALE IN MEDICINA GENERALE

LA GESTIONE DEL RISCHIO PROFESSIONALE IN MEDICINA GENERALE S.I.M.G. LA GESTIONE DEL RISCHIO PROFESSIONALE IN MEDICINA GENERALE Strumenti e metodi di identificazione ed analisi di eventi avversi. L approccio reattivo e proattivo Damiano Parretti Arezzo 26 febbraio

Dettagli

REGIONE UMBRIA LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO DELLE AZIENDE SANITARIE DGR 1345 DEL 27/07/2007

REGIONE UMBRIA LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO DELLE AZIENDE SANITARIE DGR 1345 DEL 27/07/2007 REGIONE UMBRIA LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO DELLE AZIENDE SANITARIE DGR 1345 DEL 27/07/2007 GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO Il rischio clinico rappresenta l eventualità di subire

Dettagli

Root Cause Analysis come strumento di audit clinico: metodo e strumenti. Donatella Rizzini Ausl 1 Massa e Carrara

Root Cause Analysis come strumento di audit clinico: metodo e strumenti. Donatella Rizzini Ausl 1 Massa e Carrara Root Cause Analysis come strumento di audit clinico: metodo e strumenti Dott.ssa Donatella Rizzini Ausl 1 Massa e Carrara Root Cause Analysis Root Cause Analysis è un indagine strutturata che ha lo scopo

Dettagli

Gruppo di Coordinamento Gestione del Rischio ( Risk Management )

Gruppo di Coordinamento Gestione del Rischio ( Risk Management ) Pagina 1 di 16 Gruppo di Coordinamento Gestione del Rischio ( Risk Management ) PROCEDURA REDAZIONE VERIFICA APPROVAZIONE Data Funzione Nome Data Funzione Nome Data Funzione Nome 11/2/13 Responsabile Risk

Dettagli

Linee di indirizzo per la gestione del rischio clinico.

Linee di indirizzo per la gestione del rischio clinico. Allegato alla Delib.G.R. n. 46/17 del 22.9.2015 Linee di indirizzo per la gestione del rischio clinico. 1. Modello organizzativo 1.1 Introduzione Il presente documento fonda ogni azione prevista sull importanza

Dettagli

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 10

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 10 MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 10 INDICE IL SISTEMA DI GESTIONE DELLA QUALITÀ Requisiti generali Responsabilità Struttura del sistema documentale e requisiti relativi alla documentazione Struttura dei

Dettagli

IL SISTEMA DELL INCIDENT REPORTING

IL SISTEMA DELL INCIDENT REPORTING SERVIZIO: PRODUZIONE, QUALITA, RISK MANAGEMENT -AOU DI SASSARI- IL SISTEMA DELL INCIDENT REPORTING E ormai consapevolezza diffusa che per governare l alta complessità delle Aziende Sanitarie e le attività

Dettagli

SEGNALAZIONE DEGLI EVENTI AVVERSI E/O NEAR MISS INCIDENT REPORTING

SEGNALAZIONE DEGLI EVENTI AVVERSI E/O NEAR MISS INCIDENT REPORTING PROCEDURA SEGNALAZIONE DEGLI EVENTI AVVERSI E/O NEAR MISS GESTIONE RISCHIO CLINICO SEGNALAZIONE DEGLI EVENTI AVVERSI E/O NEAR MISS INCIDENT REPORTING REVISIONE DATA REDATTO VERIFICATO APPROVATO 0 GENNAIO

Dettagli

Modulo 1 Concetti di base della Qualità

Modulo 1 Concetti di base della Qualità Syllabus rev. 1.04 Modulo 1 Concetti di base della Qualità Il seguente Syllabus è relativo al Modulo 1, Concetti e approcci di base per la gestione della qualità in una organizzazione, e fornisce i fondamenti

Dettagli

IL SISTEMA ASSICURAZIONE QUALITA DI ATENEO

IL SISTEMA ASSICURAZIONE QUALITA DI ATENEO IL SISTEMA ASSICURAZIONE QUALITA DI ATENEO Dott.ssa Lucia Romagnoli Ancona, 15 luglio 2015 maggio 2007 UNIVPM ottiene la certificazione del proprio Sistema di Gestione per la Qualità (SGQ) ai sensi della

Dettagli

6.A.1 Logistica interna ed esterna

6.A.1 Logistica interna ed esterna 6.A.1 Logistica interna ed esterna Il corso si propone di fornire un quadro chiaro di inquadramento della logistica e delle sue principali funzioni in azienda. Si vogliono altresì fornire gli strumenti

Dettagli

Il rischio clinico nei Dipartimenti di Salute Mentale. Spunti e riflessioni dalla presentazione di casi

Il rischio clinico nei Dipartimenti di Salute Mentale. Spunti e riflessioni dalla presentazione di casi Il rischio clinico nei Dipartimenti di Salute Mentale Spunti e riflessioni dalla presentazione di casi Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Intesa Stato Regioni - 20 marzo 2008

Dettagli

Modulo 1 Concetti di base della Qualità

Modulo 1 Concetti di base della Qualità Syllabus rev. 1.03 Modulo 1 Concetti di base della Qualità Il seguente Syllabus è relativo al Modulo 1, Concetti e approcci di base per la gestione della qualità in una organizzazione, e fornisce i fondamenti

Dettagli

Norme per l organizzazione - ISO serie 9000

Norme per l organizzazione - ISO serie 9000 Norme per l organizzazione - ISO serie 9000 Le norme cosiddette organizzative definiscono le caratteristiche ed i requisiti che sono stati definiti come necessari e qualificanti per le organizzazioni al

Dettagli

LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO

LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO NELLE AZIENDE SANITARIE Le presenti linee di indirizzo regionali per la gestione del rischio clinico nelle Aziende Ospedaliere e nelle Aziende Unità

Dettagli

Il sistema di gestione del rischio clinico

Il sistema di gestione del rischio clinico Il sistema di gestione del rischio clinico Prevenzione dei rischi Riprogettazione organizzativa Valutazione e feedback Analisi dei rischi Audit M&M review RCA Identificazione dei rischi Incident reporting

Dettagli

Progetto Gestione Rischio Clinico ASL 3 Bassano del Grappa

Progetto Gestione Rischio Clinico ASL 3 Bassano del Grappa Progetto Gestione Rischio Clinico ASL 3 Bassano del Grappa L ULSS 3 ha sviluppato, a partire dal 2009, un modello organizzativo finalizzato a migliorare la sicurezza del paziente; il punto di partenza

Dettagli

I modelli normativi. I modelli per l eccellenza. I modelli di gestione per la qualità

I modelli normativi. I modelli per l eccellenza. I modelli di gestione per la qualità 1 I modelli di gestione per la qualità I modelli normativi I modelli per l eccellenza Entrambi i modelli si basano sull applicazione degli otto principi del TQM 2 I modelli normativi I modelli normativi

Dettagli

Azione su un prodotto-servizio NC, per renderlo conforme ai requisiti

Azione su un prodotto-servizio NC, per renderlo conforme ai requisiti Partipilo dr. Valerio ODONTOIATRIA E SISTEMA QUALITA Data: 14-07-09 Pag. 4 di 5 Prodotto (Uni en iso Prodotto di proprietà dei cliente (documentazione della) (uni 10722-3:1999) (modifica della) (uni en

Dettagli

Sistemi di Gestione: cosa ci riserva il futuro? Novità Normative e Prospettive

Sistemi di Gestione: cosa ci riserva il futuro? Novità Normative e Prospettive Comitato SGQ Comitato Ambiente Sistemi di Gestione: cosa ci riserva il futuro? Novità Normative e Prospettive Mercoledì, 23 febbraio 2005 - Palazzo FAST (Aula Morandi) Piazzale Morandi, 2 - Milano E' una

Dettagli

Principio 1 Organizzazione orientata al cliente. Principio 2 Leadership. Principio 3 - Coinvolgimento del personale

Principio 1 Organizzazione orientata al cliente. Principio 2 Leadership. Principio 3 - Coinvolgimento del personale Gli otto princìpi di gestione per la qualità possono fornire ai vertici aziendali una guida per migliorare le prestazioni della propria organizzazione. Questi princìpi, che nascono da esperienze collettive

Dettagli

SPAI di Puclini Carlo

SPAI di Puclini Carlo CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA INDICE 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

GESTIONE NON CONFORMITÀ, AZIONI CORRETTIVE E PREVENTIVE

GESTIONE NON CONFORMITÀ, AZIONI CORRETTIVE E PREVENTIVE rev. 0 Data: 01-03-2006 pag. 1 10 SOMMARIO 1. PIANIFICAZIONE... 2 1.1. SCOPO DELLA PROCEDURA GESTIONALE... 2 1.2. OBIETTIVI E STANDARD DEL PROCESSO... 2 1.3. RESPONSABILITÀ E RISORSE COINVOLTE... 2 2.

Dettagli

Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Dalla Conformità al Sistema di Gestione Tab.

Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Dalla Conformità al Sistema di Gestione Tab. Il Sistema Qualità come modello organizzativo per valorizzare e gestire le Risorse Umane Gli elementi che caratterizzano il Sistema Qualità e promuovono ed influenzano le politiche di gestione delle risorse

Dettagli

3. Utilizzo di dati amministrativi (SDO)

3. Utilizzo di dati amministrativi (SDO) 3. Utilizzo di dati amministrativi (SDO) Flussi informativi correnti SDO, prestazioni ambulatoriali, movimento degenti, flussi informativi ministeriali, certificati di assistenza al parto, interruzioni

Dettagli

Qualità è il grado in cui un insieme di caratteristiche intrinseche soddisfa i requisiti (UNI EN ISO 9000:2005)

Qualità è il grado in cui un insieme di caratteristiche intrinseche soddisfa i requisiti (UNI EN ISO 9000:2005) La Qualità secondo ISO Qualità è l insieme delle proprietà e delle caratteristiche di un prodotto o di un servizio che conferiscono ad esso la capacità di soddisfare esigenze espresse o implicite (UNI

Dettagli

Governare il processo della sicurezza

Governare il processo della sicurezza Governare il processo della sicurezza Michele Marchini PIACENZA 20 febbraio 2014 SOMMARIO Argomenti trattati Governo del processo gestione della sicurezza I processi aziendali Il processo della sicurezza

Dettagli

Guida ai Sistemi di Gestione della Salute e della Sicurezza nei Luoghi di Lavoro

Guida ai Sistemi di Gestione della Salute e della Sicurezza nei Luoghi di Lavoro Alberto Alberto ANDREANI ANDREANI Via Mameli, 72 int. 201/C Via Mameli, 72 int. 201/C 61100 PESARO Tel. 0721.403718 61100 PESARO Tel. 0721.403718 e.mail andreani@pesaro.com e.mail andreani@pesaro.com Guida

Dettagli

La gestione dei gas medicinali e la formazione degli operatori

La gestione dei gas medicinali e la formazione degli operatori SOCIETA ITALIANA DI FARMACIA OSPEDALIERA E DEI SERVIZI FARMACEUTICI DELLE AZIENDE SANITARIE La gestione dei gas medicinali e la formazione degli operatori 11 giugno 2007 Annamaria Nicchia - U.O.S.C. di

Dettagli

PEOPLE CARE. Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione.

PEOPLE CARE. Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione. La Compagnia Della Rinascita PEOPLE CARE Un equipe di professionisti che si prendono cura dello sviluppo delle RISORSE UMANE della vostra organizzazione. PEOPLE CARE Un equipe di professionisti che si

Dettagli

Evidenziare le modalità con le quali l azienda agrituristica produce valore per i clienti attraverso la gestione dei propri processi.

Evidenziare le modalità con le quali l azienda agrituristica produce valore per i clienti attraverso la gestione dei propri processi. 5. Processi Evidenziare le modalità con le quali l azienda agrituristica produce valore per i clienti attraverso la gestione dei propri processi. Il criterio vuole approfondire come l azienda agrituristica

Dettagli

Lista Eventi Sentinella - Ministero della Salute

Lista Eventi Sentinella - Ministero della Salute Lista Eventi Sentinella - Ministero della Salute 1. Procedura in paziente sbagliato 2. Procedura chirurgica in parte del corpo sbagliata (lato, organo o parte) 3. Errata procedura 4. Strumento o altro

Dettagli

5.A.1 Controllo statistico di processo (SPC)

5.A.1 Controllo statistico di processo (SPC) 5.A.1 Controllo statistico di processo (SPC) F [2.A.3] Gli obiettivi che si vogliono raggiungere sono relativi alla comprensione del metodo, all utilizzo sistematico delle, alla progettazione di un controllo

Dettagli

Enterprise Risk Management e Sistema di Gestione della Qualità

Enterprise Risk Management e Sistema di Gestione della Qualità Enterprise Risk Management e Sistema di Gestione della Qualità IL RISCHIO Il rischio è la distribuzione dei possibili scostamenti dai risultati attesi per effetto di eventi di incerta manifestazione, interni

Dettagli

GESTIONE DEL RISCHIO: tecnologia sanitaria e strategia globale

GESTIONE DEL RISCHIO: tecnologia sanitaria e strategia globale Arezzo, Centro Affari e Convegni 28 novembre 1 dicembre 2007 II FORUM RISK MANAGEMENT IN SANITÀ GESTIONE DEL RISCHIO: tecnologia sanitaria e strategia globale C. Favaretti Presidente SIHTA Direttore Generale

Dettagli

PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE QUALITA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA. UNI EN ISO 9001 (ed. 2008) n. 03 del 31/01/09 Salvatore Ragusa

PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE QUALITA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA. UNI EN ISO 9001 (ed. 2008) n. 03 del 31/01/09 Salvatore Ragusa PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE QUALITA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA UNI EN ISO 9001 (ed. 2008) Revisione Approvazione n. 03 del 31/01/09 Salvatore Ragusa PROGETTO TECNICO SISTEMA QUALITA Il nostro progetto

Dettagli

Il Percorso continua e si sviluppa. Il POA definisce nuove competenze Applicazione POA. Necessità di risorse Coinvolgimento singoli

Il Percorso continua e si sviluppa. Il POA definisce nuove competenze Applicazione POA. Necessità di risorse Coinvolgimento singoli POLITICA AZIENDALE SCELTE E PROSPETTIVE Il Percorso continua e si sviluppa Il POA definisce nuove competenze Applicazione POA Necessità di risorse Coinvolgimento singoli 2.2 Il controllo della Qualità

Dettagli

Ing. Simone Mosconi. Applicazione della F.M.E.A. alla Sicurezza nei Luoghi di Lavoro

Ing. Simone Mosconi. Applicazione della F.M.E.A. alla Sicurezza nei Luoghi di Lavoro Ing. Simone Mosconi Applicazione della F.M.E.A. alla Sicurezza nei Luoghi di Lavoro 1 Obblighi del Datore di Lavoro D.Lgs. n 81 del 9 aprile 2008 e s.m.i.: Articolo 17 Obblighi del Datore di Lavoro non

Dettagli

GESTIONE DEL RISCHIO, QUALE L APPROCCIO ASSISTENZIALE

GESTIONE DEL RISCHIO, QUALE L APPROCCIO ASSISTENZIALE Direzione del Servizio Infermieristico e Tecnico GESTIONE DEL RISCHIO, QUALE L APPROCCIO ASSISTENZIALE Annita Caminati e Roberta Mazzoni RISK MANAGEMENT Insieme di attività coordinate per gestire un organizzazione

Dettagli

Failure Mode and Critical Effect Analisys (FMECA) Individuazione e valutazione del rischio clinico

Failure Mode and Critical Effect Analisys (FMECA) Individuazione e valutazione del rischio clinico LA FMECA Failure Mode and Critical Effect Analisys (FMECA) Individuazione e valutazione del rischio clinico Standard della Joint Commission - Manuale 2001 Standard LD 5.2. Identificare e dare priorità

Dettagli

Prevenzione dei rischi nelle Aziende Sanitarie

Prevenzione dei rischi nelle Aziende Sanitarie Problematiche degli Eventi Avversi Silvana Romano Prevenzione dei rischi nelle Aziende Sanitarie Particolare attenzione Ambienti Attrezzature Formazione del personale Le Aziende Sanitarie Programmi di

Dettagli

P001/S501. DIREZIONE GENERALE Distretti Socio Sanitari Risk Management DOCUMENTO DI PROPRIETA DELLA ASL DELLA PROVINCIA DI LECCO

P001/S501. DIREZIONE GENERALE Distretti Socio Sanitari Risk Management DOCUMENTO DI PROPRIETA DELLA ASL DELLA PROVINCIA DI LECCO DIREZIONE GENERALE Distretti Socio Sanitari Risk Management SISTEMA INCIDENT REPORT ING P001/S501 rev data note 0 01/12/12 Prima emissione 1 11/9/2015 Adeguamento a format aziendale REDAZIONE VERIFICA

Dettagli

La norma UNI EN ISO 14001:2004

La norma UNI EN ISO 14001:2004 La norma COS È UNA NORMA La normazione volontaria Secondo la Direttiva Europea 98/34/CE del 22 giugno 1998: "norma" è la specifica tecnica approvata da un organismo riconosciuto a svolgere attività normativa

Dettagli

CAP04 Gestione del Processo di Consulenza Tecnica

CAP04 Gestione del Processo di Consulenza Tecnica CAP04 Gestione del Processo di Consulenza Tecnica 1 di 7 INDICE 1 Pianificazione della realizzazione del prodotto... 2 2 Processi relativi al cliente... 2 2.1 Analisi dei bisogni, determinazione dei requisiti

Dettagli

Quality and Health&Safety Management Systems Summary. Rev. 15

Quality and Health&Safety Management Systems Summary. Rev. 15 Quality and Health&Safety Management Systems Summary RS è una filiale del gruppo multinazionale Electrocomponents plc. (con sede nel Regno Unito) che opera, principalmente, dal centro di distribuzione

Dettagli

Rev. 03 del 28/11/2010. Company profile. Pag. 1 di 6

Rev. 03 del 28/11/2010. Company profile. Pag. 1 di 6 Pag. 1 di 6 L Informedica è una giovane società fondata nel 2004 che opera nel settore dell'information Technology per il settore medicale. Negli ultimi anni attraverso il continuo monitoraggio delle tecnologie

Dettagli

I modelli normativi. I modelli per l eccellenza. I modelli di gestione per la qualità. ! I modelli normativi. ! I modelli per l eccellenza

I modelli normativi. I modelli per l eccellenza. I modelli di gestione per la qualità. ! I modelli normativi. ! I modelli per l eccellenza 1 I modelli di gestione per la qualità I modelli normativi I modelli per l eccellenza Entrambi i modelli si basano sull applicazione degli otto principi del TQM 2 I modelli normativi I modelli normativi

Dettagli

Il corretto approccio al Sistema di Gestione Aziendale per la Sicurezza e Salute OHSAS 18001:2007

Il corretto approccio al Sistema di Gestione Aziendale per la Sicurezza e Salute OHSAS 18001:2007 Il corretto approccio al Sistema di Gestione Aziendale per la Sicurezza e Salute OHSAS 18001:2007 GENERALITA Il Sistema di Gestione Aziendale rappresenta la volontà di migliorare le attività aziendali,

Dettagli

Linee di indirizzo per la segnalazione e gestione degli eventi sentinella

Linee di indirizzo per la segnalazione e gestione degli eventi sentinella Allegato 1 Linea di indirizzo 1/2010 Linee di indirizzo per la segnalazione e gestione degli eventi sentinella 1. Scopo Lo scopo di questa procedura è definire le responsabilità e le modalità di gestione

Dettagli

VALUTARE, QUALIFICARE E MONITORARE I FORNITORI

VALUTARE, QUALIFICARE E MONITORARE I FORNITORI VALUTARE, QUALIFICARE E MONITORARE I FORNITORI Rev. Data Causale Redazione Verifica Approvazione 00 Xx/xx/xxxx Prima emissione INDICE SCOPO DELLA PROCEDURA RESPONSABILITÀ CAMPO DI APPLICAZIONE MODALITÀ

Dettagli

La Nuova Immagine snc Partita IVA 04297941009

La Nuova Immagine snc Partita IVA 04297941009 CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA INDICE pag 1. LIVELLO STRATEGICO 3 1.1 Politica della Qualità 3 1.2 Responsabilità della Direzione 4 1.3 Organizzazione orientata al Cliente 4 1.4 Coinvolgimento

Dettagli

Strumenti per la progettazione, il controllo ed il miglioramento della Qualità

Strumenti per la progettazione, il controllo ed il miglioramento della Qualità Strumenti per la progettazione, il controllo ed il miglioramento della Qualità - Tecniche e Strumenti avanzati per la progettazione ed il miglioramento QFD, FMEA Prof. Marcantonio Catelani Facoltà di Ingegneria

Dettagli

Le Raccomandazioni ministeriali per la prevenzione dei rischi in chirurgia: linee di indirizzo regionali di implementazione a livello aziendale

Le Raccomandazioni ministeriali per la prevenzione dei rischi in chirurgia: linee di indirizzo regionali di implementazione a livello aziendale Le Raccomandazioni ministeriali per la prevenzione dei rischi in chirurgia: linee di indirizzo regionali di implementazione a livello aziendale PREMESSA Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche

Dettagli

Manuale Gestione Qualità

Manuale Gestione Qualità 2.0 REQUISITI GENERALI E DESCRIZIONE DEI PROSSI Groupservice ha stabilito, attuato e documentato un Sistema Gestione Qualità mantenendone l'aggiornamento e verificandone costantemente l'efficacia, nell'ottica

Dettagli

TECNICHE E STRUMENTI PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO

TECNICHE E STRUMENTI PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO TECNICHE E STRUMENTI PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO EMOGLOBINE: DIAGNOSTICA, STANDARDIZZAZIONE PROSETTIVE DESENZANO 9 MAGGIO 009 EmmEffe S.r.l. Management & Formazione Via Fauchè, 0 Milano 0 Tel.

Dettagli

Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta. Quadri sulla gestione

Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta. Quadri sulla gestione 6 Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta Quadri sulla gestione Impiegati con responsabilità direttive Dirigenti di imprese private e organizzazioni pubbliche, interessati

Dettagli

LA CERTIFICAZIONE. Dr.ssa Eletta Cavedoni Responsabile Qualità Cosmolab srl Tortona

LA CERTIFICAZIONE. Dr.ssa Eletta Cavedoni Responsabile Qualità Cosmolab srl Tortona LA CERTIFICAZIONE Dr.ssa Eletta Cavedoni Responsabile Qualità Cosmolab srl Tortona Qualità Grado in cui un insieme di caratteristiche intrinseche soddisfa i requisiti (UNI EN ISO 9000/00) Requisito Esigenza

Dettagli

AZIENDA SANITARIA LOCALE TO1 - SC MEDICINA LEGALE - OBITORIO CIVICO

AZIENDA SANITARIA LOCALE TO1 - SC MEDICINA LEGALE - OBITORIO CIVICO AZIENDA SANITARIA LOCALE TO1 - SC MEDICINA LEGALE - OBITORIO CIVICO PROCEDURA PR01 - n conformità, Reclami, Azioni Correttive, Azioni Preventive Edizione 2 Approvata dal Direttore della SC Medicina Legale

Dettagli

Manuale della qualità

Manuale della qualità Sistema di gestione per la qualità Pag. 1 di 10 SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITÀ 1. REQUISITI GENERALI L ISTITUTO SUPERIORE L. LOTTO di Trescore Balneario si è dotato di un Sistema di gestione per la

Dettagli

Verifica dei Risultati Analisi e Miglioramento della Qualità

Verifica dei Risultati Analisi e Miglioramento della Qualità Supporto ad azioni di miglioramento del sistema di gestione qualità di SerT e strutture accreditate per soggetti dipendenti da sostanze d abuso Verifica dei Risultati Analisi e Miglioramento della Qualità

Dettagli

L attività dell Internal Audit. G.M. Mirabelli

L attività dell Internal Audit. G.M. Mirabelli L attività dell Internal Audit G.M. Mirabelli Milano 13 ottobre 2006 Obiettivi della presentazione Evidenziare i compiti che nel nuovo Codice di autodisciplina sono assegnati all Internal Auditing, se

Dettagli

SCHEDA REQUISITI PER LA QUALIFICAZIONE DEL CORSO PER AUDITOR / RESPONSABILI GRUPPO DI AUDIT DI BUONE PRASSI IGIENICHE E PROCEDURE BASATE SU HACCP

SCHEDA REQUISITI PER LA QUALIFICAZIONE DEL CORSO PER AUDITOR / RESPONSABILI GRUPPO DI AUDIT DI BUONE PRASSI IGIENICHE E PROCEDURE BASATE SU HACCP Viale di Val Fiorita, 90-00144 Roma Tel. 065915373 - Fax: 065915374 E-mail: corsi@cepas.it Sito internet: www.cepas.eu sigla: SH55 Pag. 1 di 5 SCHEDA REQUISITI PER LA QUALIFICAZIONE DEL CORSO PER AUDITOR

Dettagli

La CERTIFICAZIONE DEI SISTEMI DI GESTIONE AZIENDALE

La CERTIFICAZIONE DEI SISTEMI DI GESTIONE AZIENDALE La CERTIFICAZIONE DEI SISTEMI DI GESTIONE AZIENDALE CERTIQUALITY Via. G. Giardino, 4 - MILANO 02.806917.1 SANDRO COSSU VALUTATORE SISTEMI DI GESTIONE CERTIQUALITY Oristano 27 Maggio 2008 GLI STRUMENTI

Dettagli

PROCEDURA GESTIONE DELLE AZIONI CORRETTIVE E DELLE AZIONI PREVENTIVE

PROCEDURA GESTIONE DELLE AZIONI CORRETTIVE E DELLE AZIONI PREVENTIVE originale copia controllata copia non controllata N. distribuzione interna a cura del RQ bozza La presente procedura definisce le modalità e le responsabilità con cui ogni UO/Servizio dovrà gestire le

Dettagli

Il Piano di montaggio, uso e smontaggio del ponteggio - PiMUS

Il Piano di montaggio, uso e smontaggio del ponteggio - PiMUS Il Piano di montaggio, uso e smontaggio del ponteggio - PiMUS a cura di Francesco Botte Delta Consulting S.a.S. w w w. d e l t a c o n s u l t i n g f e l t r e. e u aprile 2010 Indice Il PiMUS 3 La persona

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI

DOCUMENTO DI SINTESI Modulo Relazione audit M_PQ-8-01_03 ed. 3 rev. 00 1 giugno 2010 DOCUMENTO DI SINTESI Modalità di gestione delle registrazioni delle manutenzioni preventive e correttive delle apparecchiature Gennaio 2013

Dettagli

FORNITORE: SEDE: TELEFONO FAX INDICAZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO

FORNITORE: SEDE: TELEFONO FAX INDICAZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO FORNITORE: SEDE: TELEFONO FAX INDICAZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO L autovalutazione è una valutazione che fornisce un giudizio sull efficacia e sull efficienza dell Azienda e sul grado di

Dettagli

LA RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETA E I MODELLI ORGANIZZATIVI, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA SICUREZZA SUL LAVORO

LA RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETA E I MODELLI ORGANIZZATIVI, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA SICUREZZA SUL LAVORO LA RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETA E I MODELLI ORGANIZZATIVI, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA SICUREZZA SUL LAVORO Studio Candussi & Partners Università di Udine 30 aprile 2009 Lo Studio Candussi

Dettagli

La gestione del Rischio Clinico in Valle d Aosta: consolidamento del metodo FMEA

La gestione del Rischio Clinico in Valle d Aosta: consolidamento del metodo FMEA La gestione del Rischio Clinico in Valle d Aosta: consolidamento del metodo FMEA Vuillermin Giuliana Berti Pierluigi Ippolito Rita Azienda USL Regione Valle d Aosta Analisi del contesto L Azienda USL della

Dettagli

CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA. 1.1 Politica della Qualità 3. 1.2 Responsabilità della Direzione 4

CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA. 1.1 Politica della Qualità 3. 1.2 Responsabilità della Direzione 4 CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA INDICE pag 1. LIVELLO STRATEGICO 3 1.1 Politica della Qualità 3 1.2 Responsabilità della Direzione 4 1.3 Organizzazione orientata al Cliente 4 1.4 Coinvolgimento

Dettagli

DELIBERA n. 11/13 della seduta del 31 luglio 2013

DELIBERA n. 11/13 della seduta del 31 luglio 2013 DELIBERA n. 11/13 della seduta del 31 luglio 2013 Definizione degli indirizzi in materia di certificazione di qualità delle imprese che effettuano trasporti di merci pericolose, di derrate deperibili,

Dettagli

PASSAGGIO ALLA ISO 9000:2000 LA GESTIONE DELLE PICCOLE AZIENDE IN OTTICA VISION

PASSAGGIO ALLA ISO 9000:2000 LA GESTIONE DELLE PICCOLE AZIENDE IN OTTICA VISION PASSAGGIO ALLA ISO 9000:2000 LA GESTIONE DELLE PICCOLE AZIENDE IN OTTICA VISION PIETRO REMONTI 1 2 APPROCCIO BASATO SUI PROCESSI UN RISULTATO DESIDERATO È OTTENUTO IN MODO PIÙ EFFICACE SE RISORSE E ATTIVITÀ

Dettagli

A.O. MELLINO MELLINI CHIARI (BS) GESTIONE DELLE RISORSE 1. MESSA A DISPOSIZIONE DELLE RISORSE...2 2. RISORSE UMANE...2 3. INFRASTRUTTURE...

A.O. MELLINO MELLINI CHIARI (BS) GESTIONE DELLE RISORSE 1. MESSA A DISPOSIZIONE DELLE RISORSE...2 2. RISORSE UMANE...2 3. INFRASTRUTTURE... Pagina 1 di 6 INDICE 1. MESSA A DISPOSIZIONE DELLE RISORSE...2 2. RISORSE UMANE...2 2.1. GENERALITÀ... 2 2.2. COMPETENZA, CONSAPEVOLEZZA E ADDESTRAMENTO... 2 3. INFRASTRUTTURE...3 4. AMBIENTE DI LAVORO...6

Dettagli

REV. 6 PAG. 1/6 MANUALE INFORMATIVO

REV. 6 PAG. 1/6 MANUALE INFORMATIVO REV. 6 PAG. 1/6 MANUALE INFORMATIVO MANUALE INFORMATIVO REV. 6 PAG. 2/6 1 PRESENTAZIONE DEL CONSORZIO Il Consorzio Multisettoriale Piemontese, nuova denominazione del Consorzio Aziende Metalmeccaniche

Dettagli

Gestire le NC, le Azioni Correttive e Preventive, il Miglioramento

Gestire le NC, le Azioni Correttive e Preventive, il Miglioramento Scopo Responsabile Fornitore del Processo Input Cliente del Processo Output Indicatori Riferimenti Normativi Processi Correlati Sistemi Informatici Definire le modalità e le responsabilità per la gestione

Dettagli

Il sistema di gestione di SINTESI SpA è certificato UNI EN ISO 9001:2008 (settori EA 35 e EA 37).

Il sistema di gestione di SINTESI SpA è certificato UNI EN ISO 9001:2008 (settori EA 35 e EA 37). Carta di qualità dell offerta formativa La Carta della Qualità ha la finalità di esplicitare e comunicare al sistema committente/beneficiari gli impegni che SINTESI SpA assume nei suoi confronti a garanzia

Dettagli

Le procedure gestionali del SGQ di UTFUS TF GQL

Le procedure gestionali del SGQ di UTFUS TF GQL Le procedure gestionali del SGQ di UTFUS TF GQL Sommario Procedure gestionali obbligatorie secondo ISO 9001:2008; Gestione Documenti; Audit Interni; Non Conformità; Azioni di miglioramento (azioni correttive

Dettagli

SEMINARIO Sistemi di gestione e modelli organizzativi per l Edilizia Residenziale Pubblica: Il valore aggiunto del Sistema Integrato

SEMINARIO Sistemi di gestione e modelli organizzativi per l Edilizia Residenziale Pubblica: Il valore aggiunto del Sistema Integrato SEMINARIO Sistemi di gestione e modelli organizzativi per l Edilizia Residenziale Pubblica: Il valore aggiunto del Sistema Integrato Firenze, 22 Febbraio 2008 Massimo Maraziti presentiamoci Process Factory

Dettagli

La gestione della qualità nelle aziende aerospaziali

La gestione della qualità nelle aziende aerospaziali M Premessa La AS 9100 è una norma ampiamente adottata in campo aeronautico ed aerospaziale dalle maggiori aziende mondiali del settore, per la definizione, l utilizzo ed il controllo dei sistemi di gestione

Dettagli

ISO 9001:2000: COME UTILIZZARE LA NORMA PER GESTIRE I FORNITORI

ISO 9001:2000: COME UTILIZZARE LA NORMA PER GESTIRE I FORNITORI Attenzione: la Guida che state stampando è aggiornata al 14/06/2007. I file allegati con estensione.doc,.xls,.pdf,.rtf, etc. non verranno stampati automaticamente; per averne copia cartacea è necessario

Dettagli

Area Applicativa: Qualità

Area Applicativa: Qualità Il software progettato e sviluppato per gestire in modo del tutto informatizzato le attività relative al controllo qualità aziendale. Un applicazione specifica che consente di raccogliere dati, analizzarli

Dettagli

Traduzione non ufficiale

Traduzione non ufficiale Traduzione non ufficiale Proposta di RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulla costituzione del Quadro europeo delle Qualifiche per l apprendimento permanente (testo con attinenza all

Dettagli

Accademia Beauty and Hair

Accademia Beauty and Hair INDICE CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

La valutazione individuale e il ciclo delle performance in sanità

La valutazione individuale e il ciclo delle performance in sanità La valutazione individuale e il ciclo delle performance in sanità Responsabile scientifico: Prof. Andrea Vettori, Docente di Healthcare management Università degli studi Guglielmo Marconi, Roma Autori:

Dettagli

ALLEGATO TECNICO PER L ACCREDITAMENTO DEGLI ORGANISMI DI FORMAZIONE CERTIFICATI

ALLEGATO TECNICO PER L ACCREDITAMENTO DEGLI ORGANISMI DI FORMAZIONE CERTIFICATI Allegato 4 ALLEGATO TECNICO PER L ACCREDITAMENTO DEGLI ORGANISMI DI FORMAZIONE CERTIFICATI Il presente Allegato tecnico, rivolto a tutti gli Enti di formazione già certificati secondo la norma internazionale

Dettagli

Procedura generale sanitaria Segnalazione degli eventi sentinella

Procedura generale sanitaria Segnalazione degli eventi sentinella Pagina di 1/5 ORIGINALE N CONSEGNATO A 1. Scopo...2 2. Campo di applicazione...2 3. Diagramma di flusso...2 4. Responsabilità...2 5. Descrizione delle attività...2 5.1. Definizione di Evento Sentinella...2

Dettagli

SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITA 1. REQUISITI GENERALI...2

SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITA 1. REQUISITI GENERALI...2 Pagina 1 di 10 INDICE 1. REQUISITI GENERALI...2 2. REQUISITI RELATIVI ALLA DOCUMENTAZIONE...4 2.1. QUALITÀ...4 2.2. TENUTA SOTTO CONTROLLO DEI DOCUMENTI...5 2.3. TENUTA SOTTO CONTROLLO DELLE REGISTRAZIONI...9

Dettagli

IMPLEMENTAZIONE di un SISTEMA di GESTIONE AMBIENTALE (secondo la norma UNI EN ISO 14001-2004)

IMPLEMENTAZIONE di un SISTEMA di GESTIONE AMBIENTALE (secondo la norma UNI EN ISO 14001-2004) Dott. Marco SALVIA IMPLEMENTAZIONE di un SISTEMA di GESTIONE AMBIENTALE (secondo la norma UNI EN ISO 14001-2004) Dr. Marco SALVIA 1 Perché gestire la variabile ambientale in azienda? 1. Perché rappresenta

Dettagli

Il Piano di comunicazione

Il Piano di comunicazione Il Piano di comunicazione 23 lezione 11 novembre 2011 Cosa è un piano di comunicazione Il piano di comunicazione è uno strumento utilizzato da un organizzazione per programmare le proprie azioni di comunicazione

Dettagli

8 MISURAZIONI, ANALISI E MIGLIORAMENTO. 8.1 Generalità 8.2 MONITORAGGI E MISURAZIONI. 8.2.1 Soddisfazione dei cliente

8 MISURAZIONI, ANALISI E MIGLIORAMENTO. 8.1 Generalità 8.2 MONITORAGGI E MISURAZIONI. 8.2.1 Soddisfazione dei cliente 8 MISURAZIONI, ANALISI E MIGLIORAMENTO 8.1 Generalità l I.I.S. G.Antonietti, allo scopo di assicurare la conformità del proprio Sistema di Gestione della Qualità alla norma di riferimento UNI EN ISO 9001:2008

Dettagli

L approccio sistemico alla gestione della sicurezza sul lavoro: i SGSL

L approccio sistemico alla gestione della sicurezza sul lavoro: i SGSL Salute e Sicurezza sul Lavoro in ambito caseario Implementazione di un Sistema di Gestione Siamaggiore, Loc. Pardu Nou - Giovedì 2 luglio 2015 L approccio sistemico alla gestione della sicurezza sul lavoro:

Dettagli

Il sistema qualità in una Unità di Raccolta

Il sistema qualità in una Unità di Raccolta Il sistema qualità in una Unità di Raccolta Bologna, 22 dicembre 2012 Relatrice: Ivana Menichini (UO.1) L Unità di Raccolta deve istituire e mantenere un Sistema di gestione per la qualità, in raccordo

Dettagli

Esistono cose urgenti perché ci si è mossi tardi

Esistono cose urgenti perché ci si è mossi tardi Consulenza Organizzativa e di Direzione Aziendale Esperti nella creazione, sviluppo e implementazione di Sistemi per l organizzazione aziendale: - Qualità ISO 9001 (2015) - Ambiente ISO 14001 - Gestione

Dettagli

SCHEDA REQUISITI PER IL II MODULO DEI CORSI DI FORMAZIONE PER AUDITOR / RESPONSABILI GRUPPO DI AUDIT DI SISTEMI DI GESTIONE PER LA QUALITA

SCHEDA REQUISITI PER IL II MODULO DEI CORSI DI FORMAZIONE PER AUDITOR / RESPONSABILI GRUPPO DI AUDIT DI SISTEMI DI GESTIONE PER LA QUALITA Viale di Val Fiorita, 90-00144 Roma Tel. 065915373- Fax: 065915374 E-mail: corsi@cepas.it Sito internet: www.cepas.eu Pag. 1 di 5 SCHEDA REQUISITI PER IL II MODULO DEI CORSI DI FORMAZIONE PER AUDITOR /

Dettagli

VERSO UN SISTEMA DI GESTIONE INTEGRATO DELLA SICUREZZA PER LA SANITA DEL VENETO.

VERSO UN SISTEMA DI GESTIONE INTEGRATO DELLA SICUREZZA PER LA SANITA DEL VENETO. Agenzia Regionale Socio Sanitaria del Veneto VERSO UN SISTEMA DI GESTIONE INTEGRATO DELLA SICUREZZA PER LA SANITA DEL VENETO. dott. Antonio Compostella Direttore ARSS del Veneto Verona, 15.12.2008 Contesto

Dettagli

GESTIONE DELLA QUALITA TOTALE DEFINIZIONE DI QUALITA IL CONCETTO DI QUALITA. Prof.ssa Federica Murmura. a.a. 2014-2015

GESTIONE DELLA QUALITA TOTALE DEFINIZIONE DI QUALITA IL CONCETTO DI QUALITA. Prof.ssa Federica Murmura. a.a. 2014-2015 GESTIONE DELLA QUALITA TOTALE a.a. 2014-2015 1 DEFINIZIONE DI QUALITA La norma UNI EN ISO 9000: 2005 definisce la qualità come «l insieme delle caratteristiche intrinseche di un prodotto/ servizio che

Dettagli

PROCEDURA PR03 - Documentazione e Registrazioni del SGQ

PROCEDURA PR03 - Documentazione e Registrazioni del SGQ AZIENDA SANITARIA LOCALE TO1 - SC MEDICINA LEGALE TO1 - OBITORIO CIVICO PROCEDURA PR03 - Documentazione e Registrazioni del SGQ Edizione 2 Approvata dal Direttore della SC Medicina Legale Emessa dal Referente

Dettagli

Il sistema di Incident reporting

Il sistema di Incident reporting Il sistema di Incident reporting L esperienza della Regione Emilia-Romagna Elementi di scenario Forte interesse della letteratura agli errori in Medicina Attenzione dei mass media agli episodi di malasanità

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA MASTER I LIVELLOIN MANAGEMENT SANITARIO PER LE FUNZIONI DI COORDINAMENTOPER LE PROFESSIONI SANITARIE A.A.

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA MASTER I LIVELLOIN MANAGEMENT SANITARIO PER LE FUNZIONI DI COORDINAMENTOPER LE PROFESSIONI SANITARIE A.A. UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA MASTER I LIVELLOIN MANAGEMENT SANITARIO PER LE FUNZIONI DI COORDINAMENTOPER LE PROFESSIONI SANITARIE A.A. 2009/2010 1 MASTER I LIVELLO MANAGEMENT SANITARIO PER LE FUNZIONI

Dettagli