UNIVERSITÀ TELEMATICA DELLE SCIENZE UMANE NICCOLO CUSANO. Master in Dirigenti Scolastici II edizione II sessione

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1 UNIVERSITÀ TELEMATICA DELLE SCIENZE UMANE NICCOLO CUSANO Master in Dirigenti Scolastici II edizione II sessione Nuovi media e leadership. Romeo e Giulietta secondo noi: resoconto di un esperienza scolastica per sviluppare la leadership di domani favorendo la passione per il cambiamento oggi. Candidato Simona Dalloca Relatore Prof. Max Bruschi ANNO ACCADEMICO

2 A mio figlio che ogni giorno mi insegna che voglio superare me stessa, accettando le burrasche delle nostre anime che si incontrano e si scontrano cambiandomi cambiandosi costruendo l amore meraviglioso che ci meritiamo di vivere. A mia madre Oh quanto è corto il dire e come fioco al mio concetto! e questo, a quel ch'i' vidi, è tanto, che non basta a dicer `poco'. O luce etterna che sola in te sidi, sola t'intendi, e da te intelletta e intendente te ami e arridi! Quella circulazion che sì concetta pareva in te come lume reflesso, da li occhi miei alquanto circunspetta, dentro da sé, del suo colore stesso, mi parve pinta de la nostra effige: per che 'l mio viso in lei tutto era messo. Qual è 'l geomètra che tutto s'affige per misurar lo cerchio, e non ritrova, pensando, quel principio ond' elli indige, tal era io a quella vista nova: veder voleva come si convenne l'imago al cerchio e come vi s'indova; ma non eran da ciò le proprie penne: se non che la mia mente fu percossa da un fulgore in che sua voglia venne. A l'alta fantasia qui mancò possa; ma già volgeva il mio disio e 'l velle, sì come rota ch'igualmente è mossa, l'amor che move il sole e l'altre stelle. 2

3 Ringraziamenti Ringrazio i miei mentori, che cito in ordine temporale di relazioni intessute e da cui ho imparato qualcosa e che mi hanno offerto un opportunità rara di crescita. Alcuni senza neanche essersene resi conto. Michela Dalloca Fiorenzo Mondelli Giandomenico Logroscino Beatrice Bracco Roberto Gessa Daniela Jannotta Giuseppe Ignesti Gabriella Di Paola Anna Rita Cirotti Vito Piazza Agostino Barella Armida Colombo Anna Dinarelli Leopoldo Proano Fladislao Rudnicki Rosalia Vitale Daniela Moretti Gabriella Nasi Paolo Transocchi Psicologa Manager Professore, Medico Maestra, Teatro Ristoratore, Attore Professoressa, Semiologia Professore, Storia Professoressa, Grammatica Psicologa Ispettore scolastico Psichiatra Insegnante elementare Insegnante elementare E.F.T. Trainer Mastro, Edile Insegnante elementare P.N.L. Trainer Vice-direttrice sanitaria Dirigente Medico 3

4 SOMMARIO Ringraziamenti CAPITOLO Dichiarazione programmatica d intenti CAPITOLO Verso un educazione emotiva Il training per attori Allineamento dei livelli di pensiero in Misery non deve morire Montaggio video e submodalità Allineamento dei livelli di pensiero nella propria vita tra Spirito Missione Valori CAPITOLO Romeo e Giulietta secondo noi Nascita e resoconto del progetto obiettivi didattici ed emotivi La critica I pareri dei genitori in merito alla critica Conclusione Feedback: I temi dei bambini sull esperienza vissuta BIBLIOGRAFIA

5 1. Capitolo Dichiarazione programmatica d intenti Il segreto di questo mestiere sono i rapporti, i rapporti personali. 1 La prima volta che mi sono trovata a ragionare sul tema: crescita personale e cinema, lo spunto è arrivato da un monologo, magistralmente interpretato da Al Pacino, nel film Scent of a Woman - Profumo di donna, del 1992 diretto da Martin Brest che è, per curiosità, liberamente ispirato all'omonimo film del 1974, diretto da Dino Risi ed interpretato da uno strepitoso Vittorio Gassman, e tratto dal romanzo Il buio e il miele di Giovanni Arpino. non c è niente di peggio che assistere alla stupida amputazione di un anima, poiché per quello non c è protesi Entrando qua dentro ho sentito queste parole: La culla della leadership, beh quando il supporto si rompe cade a pezzi e la culla qua è già caduta. Fabbricanti di uomini, creatori di leader, state attenti al genere di leader che producete. Io non so se il silenzio di Charles in questa sede sia giusto o sbagliato, non sono giudice né giurato, 1 Jerry Maguire, film del 1996, di Cameron Crowe. 5

6 ma vi dico una cosa, quest uomo non venderà mai nessuno per comprarsi un futuro e questa amici miei si chiama onestà, si chiama coraggio e cioè una di quelle cose di cui un leader dovrebbe essere fatto. Io mi sono trovato spesso ad un bivio nella vita, io ho sempre saputo qual era la direzione giusta, senza incertezze sapevo qual era, ma non l ho mai presa perché era troppo duro imboccarla. Questo succede a Charles, è giunto ad un bivio, ed ha scelto una strada, ed è quella giusta è una strada fatta di principi che formano il carattere. Lasciatelo continuare nel suo viaggio, voi adesso avete il futuro di questo ragazzo nelle vostre mani, è un futuro prezioso, potete credermi, non lo distruggete, proteggetelo, abbracciatelo, è una cosa di cui un giorno andrete fieri, molto fieri. La domanda a cui voglio dare una risposta è appunto che genere di leader la scuola deve creare, che genere di leader io voglio essere 2, anche solo nel mio gruppo classe, per generare il cambiamento che voglio vedere nell altro perché diventi leder della propria vita e possa condurla dove lui vuole che vada, senza false giustificazioni di un medesimo 3 o idem, che implica la permanenza nel tempo di una identità sostanziale e che per dirla alla Bandler 4 legittima il ferire l altro data la sua immutabilità, quando invece potrebbe prendere coscienza dell identità come ipse del se stesso, che sottende invece un così intimo legame con l alterità da non poter pensare all una senza l altra, Sé come un altro, che non solo, nelle sue infinite possibilità può essere capito, ma anche scelto nel diventare la persona che vogliamo essere e dove l identità, idem, della persona storica si perde nella coscienza che il contenuto è più grande del suo contenente, che pur diviene, anche se, quello sì, rimane immutabile, per lo meno nella sua genetica fino alla morte. Questa riflessione mi fa pensare, quanto sia generosa la vita e in essa la linguistica 5, che pur nelle sue leggi ferree ci mostra che il cambiamento 2 Mahatma Gandhi, Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo,, cit. nota. 3 Ricoeur Paul, Sé come un altro, Jaca BooK, Milano 1993, p.77 Nell accezione che il termine vuole significare nel libro dove Daniela Iannotta che ne cura la traduzione esplicita: non esistono in francese due termini che consentano di designare il medesimo e lo stesso. Poiché in italiano esiste tale possibilità, tradurremo, ormai meme con medesimo, che pone al vertice delle significazioni dell aggettivo la similitudine che fa del medesimo il sinonimo del tale e quale, mentre negli altri casi utilizzeremo il termine stesso. 4 Bandler Richard, Usare il cervello per cambiare, Astrolabio, Roma 1986, p. 15. Bandler è il creatore, insieme a John Grinder, della PNL programmazione neuro linguistica (o, in inglese, NLP da Neuro-linguistic programming): Non ho mai capito in che modo trasformare qualcuno così da renderlo più felice possa mutarlo in un essere umano di minor valore. Ma mi sono accorto, invece, di quante persone siano bravissime a far star mele i loro mariti, le loro mogli, i loro figli, o addirittura dei completi estranei, col semplice espediente di essere se stessi.talvolta chiedo a qualcuno: Perché essere veramente te stesso, quando potresti diventare qualcosa di veramente valido? 5 Così come la intende Korzybski nell'area della semantica e Noam Chomsky nella teoria sintattica della grammatica trasformazionale. Dilts R.,Il potere delle parole, Alessio Roberti Editore, Bergamo 2004, p Nel suo lavoro più importante, Science and Sanity, Korzybski afferma che il progresso umano è dovuto in gran parte a un sistema nervoso più flessibile, che è capace di formare e usare rappresentazioni simboliche o mappe. Il linguaggio, per esempio, è un tipo di mappa o modello del mondo che ci consente di riassumere o generalizzare 6

7 anche nel suo significante evolve, seppur seguendo i suoi modi e suoi tempi, anche là, dove è appena stata dimostrata la sua immutabilità, nel miracolo più grande: quello dei nostri figli, e che la storia tutta, seppur nella diversità delle sue discipline, programmi, convenzionalmente divise dall uomo che ha spartito così il sapere della filosofia, ci insegna che resistergli e combatterlo é vano. E dunque la scelta appare obbligata nello scegliere una leadership che riguardi la gestione del cambiamento: capace di diffondere una vision, allineata coi valori di chi la propone, che debbono e vogliono essere ecologici, dove questo implica far cose e far fare cose che facciano bene a lui, agli altri e al contesto in cui si svolge l azione, che sappia sviluppare la capacità di percezione e sensibilità per il fattore umano, che motivi e susciti passione per il cambiamento, che non abbia paura di perseguire risultati a lungo termine e che per questo sappia infondere pazienza, che favorisca lo sviluppo delle idee e la formulazione delle strategie dal basso attraverso il team, che sostenga lo sviluppo degli individui (empowerment) sprigionando da essi tutte le energie potenziali che possano apportare al gruppo il contributo unico e insostituibile di ciascuno. Il compito fondamentale dei leader, spiega Goleman al World High Performance Forum, organizzato da HSM nel 2009 consiste nel saper innescare sentimenti positivi nei propri dipendenti, suscitare ispirazione, passione ed entusiasmo, saper promuovere impegno e coinvolgimento: tutte qualità che hanno a che fare con l intelligenza emotiva. Dunque la competenza emotiva è alla base della leadership. 6 Secondo Goleman, che si rifà agli studi di Gardner sulla molteplicità delle intelligenze 7, il quoziente d intelligenza contribuisce solo per le nostre esperienze e di trasmetterle ad altri, evitando che ripetano gli stessi errori o che inventino nuovamente qualcosa che è già stato scoperto. Korzybski sosteneva che questo tipo di abilità linguistica di generalizzare, caratteristica degli esseri umani, giustifica il nostro formidabile progresso rispetto agli animali, ma il fraintendimento e l'uso scorretto di questo meccanismo simbolico è anche responsabile di molti dei nostri problemi. Egli riteneva che gli esseri umani avessero bisogno di essere opportunamente istruiti nell'uso del linguaggio, per prevenire la confusione e gli inutili conflitti che sorgono quando si scambia la mappa per il territorio. La legge dell'individualità di Korzybski afferma che "non ci sono due persone, o situazioni o fasi di processi che siano identiche in ogni dettaglio" Korzybski riteneva che fosse importante insegnare alle persone come riconoscere e superare le loro abitudini linguistiche, allo scopo di comunicare più efficacemente e per apprezzare meglio le caratteristiche uniche delle loro esperienze quotidiane. Cercò di sviluppare degli strumenti che avrebbero indotto le persone a valutare le loro esperienze attraverso gli aspetti peculiari di una determinata situazione, piuttosto che attraverso le implicazioni generate dal loro linguaggio abituale. Il suo obiettivo era incoraggiarle a ritardare la loro reazioni immediate, per cercare di individuare gli aspetti peculiari della situazione e di formulare interpretazioni alternative. 1941, Korzybski parlò della "neurolinguistica" definendola un importante campo di studio collegato alla semantica generale. La PNL sostiene che tutti noi abbiamo la nostra personale visione del mondo e che questa visione è basata sulle mappe interne, che abbiamo costruito attraverso il linguaggio e i sistemi rappresentazionali sensoriali, come risultato delle esperienze della nostra vita individuale. Sono queste mappe "neurolinguistiche" che determinano il modo in cui interpretiamo il mondo circostante e reagiamo ad esso, ed il modo in cui attribuiamo un significato ai nostri comportamenti e alle nostre esperienze, più che alla realtà in se stessa. Come l'amleto di Shakespeare sottolinea, "nessuna cosa è buona o cattiva, è il pensiero che la rende tale" 6 Alvarez R., Leader in cerca di emozione, in rivista online Media Key, N 282, 2009, p.13 7 Goleman Daniel, Intelligenza emotiva, BUR, Bergamo 2008 di, p.63 7

8 il 30% al raggiungimento del successo: le persone possono incagliarsi nelle secche di passioni senza freni e impulsi burrascosi, individui con Qi elevato possono rivelarsi nocchieri spaventosi nei flutti della loro vita privata 8. La letteratura, la musica, l arte in genere, ci raccontano le storie di questi uomini da sempre. Uomini disperati, pieni di talento, morti soli e senza soldi, rivalutati e venerati post mortem. Brani, sculture, quadri, musiche, film, attori di sublime levatura dove tutto era capito e nulla sentito, nell accezione junghiana del termine, così che le loro rivelazioni siano fonte di ispirazione per noi e causa della rovina di una vita per loro. Uomini non educati ad un intelligenza emotiva, dove questa significhi avere la capacità di motivare se stessi e di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni (quanti no sei disposto a prendere per inseguire il tuo sogno?), di controllare gli impulsi e rimandare le gratificazioni, di modulare i propri stati d animo evitando che la sofferenza impedisca di pensare e ancor più di fare e dunque la capacita di essere empatici e di continuare a sperare o ancor meglio di volere. Tutte qualità di cui un leader dovrebbe essere fatto, la mia vision è chiara: creare degli essere umani felici capaci di condurre le proprie vite al successo, anche nella scelta di essere solo, con tutte le responsabilità che questo solo comporta, dei family man 9, comunque consapevoli dei propri bisogni, "Tutti abbiamo bisogno di qualcosa", e delle strategie adatte per soddisfarli. La missione: portare la scuola verso una alfabetizzazione emotiva che espliciti un ruolo sociale nell impartire ai ragazzi lezioni essenziali per la vita, aiutandoli a sprigionare il prodigio che è in loro, dove i voti non vengono dati poiché è la vita stessa l esame finale. Questo non è che un ritorno al ruolo classico dell educazione che confluisce il credo aristotelico della capacità di padroneggiare le emozioni all arte della maieutica socratica e 8 Goleman D.,Intelligenza emotiva, op. cit., p.54 9 The Family Man, film del 2000, diretto da Brett Ratner, a mio parere libero remake, pieno di citazioni, di La vita è meravigliosa, film del 1946, diretto da Frank Capra, di cui mai come adesso apprezzo il titolo. Entrambe di quel filone a cui si ispira anche Sliding Doors, del 1998,di Peter Howitt, che fanno il focus su quali vite avrebbero potuto avere i protagonisti facendo altre scelte, cosa avrebbero perso e cosa guadagnato, alle fine dei quali i protagonisti scoprono la loro scala di valori per i quali le rinunce, riempite di significato, diventano dolcissime, nella gioia di vivere responsabilmente ciò che hanno scelto. 8

9 all idea che Erasmo aveva della corretta educazione della gioventù come prima speranza di una nazione. Mi sorprende ritrovarmi ancora così motivata, si vede che tutti i corsi che ho lautamente pagato per imparare a gestire la mia intelligenza emotiva funzionano, nonostante le ostilità, le posizioni defilate e silenti, le comunicazioni coperte, alla suocera, inficiate da pregiudizi, svalutazioni, censure, critiche, sarcasmo ed ironia fino al disprezzo, nonostante essermi sentita capro espiatorio di responsabilità attribuitemi da altri per ogni sentimento, emozione, pensiero e comportamento messo in atto e dopo essere passata, nel mezzo del cammin di nostra vita 10 in quella selva oscura di assenza di autostima e stima reciproca che porta inesorabilmente a smarrire la diritta via. Ora però che la mia mente fu percossa da un fulgore nel riconoscere nel l amore che move il sole e l'altre stelle dipinta la mia immagine per che 'l mio viso in lei tutto era messo. 11 Il mio desiderio è che quel che ho imparato sia alla portata di tutti in una scuola pubblica che è: Art.34 Cost: obbligatoria e gratuita e si propone: Dai Programmi del 1985: " Formazione dell'uomo e del cittadino italiano nel quadro dei principi della Costituzione..." Dalla Legge 148/90: concorrere "...alla formazione dell uomo e del cittadino secondo i principi sanciti dalla Costituzione e nel rispetto e nelle valorizzazione delle diversità individuali, sociali e culturali. Essa si propone lo sviluppo della personalità del fanciullo promuovendone la prima alfabetizzazione culturale." All art. 5 del decreto attuativo della riforma Moratti L.53/03:.promuove,nel rispetto delle diversità individuali, lo sviluppo della personalità.. ed ha il fine di educare ai principi fondamentali della convivenza civile. Il punto è che però l alfabetizzazione emotiva rovescia completamente il senso dell educazione affettiva, perché invece di usare l affettività per educare, educa la stessa affettività o per dirla alla Lipman insegna a pensare. L'epistemologia ha bisogno di trovare un punto di vista che possa considerare la nostra stessa conoscenza come oggetto di conoscenza, vale a dire un meta punto di vista, come nel caso in cui si costituisce un meta linguaggio per considerare il linguaggio divenuto oggetto. Contemporaneamente, questo meta punto di vista deve permettere l'auto considerazione 10 Dante, Inferno, canto primo. 11 Dante, Paradiso, canto trentatreesimo. 9

10 critica della conoscenza arricchendo nello stesso tempo la riflessività del soggetto conoscente 12 Il che non vuol dire dimenticarsi dei programmi, ma piuttosto insegnarli nella loro complessità, che la mente, a partire dal Seicento ha parcellizzato a misura d uomo, per poterli comprendere, secondo il metodo prospettato da Cartesio, e divedendoli così in saperi separati, in cui il conoscibile è stato così ricondotto al misurabile, come punto di applicazione per assimilarne oltre che i contenuti il processo del pensiero umano che li ha portati ad essere tali poiché, dice Lipman, il pensare in questione può riguardare qualunque cosa, incluso lo stesso processo del Pensiero» 13 Si tratta certo di un metodo, nel senso cartesiano, che permette di ben condurre la propria ragione e di cercare la verità nelle scienze. 14 Si può ricondurre il saper leggere, scrivere e far di conto, che secondo i Programmi didattici del 1955 costituiva il fine della scuola elementare, ad una realtà più complessa nel quale è contenuto dato che: Il pensiero complesso... è un pensiero consapevole delle proprie assunzioni ed implicazioni nonché delle ragioni e dell'evidenza che sottendono questa e quella conclusione. (Esso) tiene conto della sua stessa metodologia, delle proprie procedure, delle proprie prospettive e punti di vista. Il pensiero complesso è preparato a riconoscere i fattori che determinano i preconcetti, i pregiudizi, e l'autoinganno. (Esso) implica un pensare sulle proprie procedure ed allo stesso tempo, pensare i propri contenuti... Quanto qui si definisce pensiero complesso include dimensioni ricorsive, metacognitive, autocorrettive e tutte quelle altre forme di pensiero che implicano una riflessione sulla propria metodologia mentre allo stesso tempo si applicano ad un contenuto 15 Dove la prima finalità dell insegnamento ritorna ad essere, come sosteneva Montaigne, avere una testa ben fatta piuttosto che una testa ben piena, che non abbia bisogno di definire le cose importanti attraverso frontiere, ma cerchi il cuore di quelle azioni ispirate 16, analizzando il quale, che per dirla alla Dewey, riusciamo a porre dinanzi alla mente le conseguenze di diversi modi e linee d'azione e che dunque ci permette di conoscere ciò che facciamo quando operiamo 17 Per quanto i tempi siano maturi, le leggi siano pronte, i mezzi siano disponibili ed efficaci, i corsi di aggiornamento forniti dalle stesse istituzioni continuino a ripeterne l importanza, con 12 Morin E., Introduzione al pensiero complesso, Sperling & Kupfer, Milano 1995, p Lipman M., Thinking Children and Education, Dubuque, (lowa) 1993, pp Morin E., La natura della natura, Il Metodo vol. 1, Cortina, Milano 2001 pp Lipman M, Thinking in Education, Cambridge University Press, New York 1991, p Moretti Daniela, Appunti corso di leadership, Roma 2010: Il leader non si concentra sull attivismo, ma sull efficacia. Per volare alto e realizzare le sue azioni ispirate utilizza due ali, il cuore e la mente. 17 Dewey J.F., Come pensiamo, La Nuova Italia, Firenze 1994, pp

11 diverse parole, sostenute da altrettante diverse scuole di pensiero, l uomo non lo è per la sua stessa natura che annovera fra uno dei suoi bisogni fondamentali la sicurezza 18 scordandosi però che la storia di tutte le discipline insegna che essa non è sinonimo di rigidità, ma bensì di evoluzione e che la si conquista con la flessibilità all adattamento al nuovo, sviluppando la capacità di saper aggiustare il tiro, laddove la fermezza di posizioni ha generato invece i più grandi conflitti. Ci si muove dunque all interno di un istituzione, la scuola, ancora troppo burocratica, dove il meglio della leadership che si può trovare è manageriale e che, se ben esercitata, riesce al massimo nella gestione della qualità e della redditività del servizio. Essendo, però, nel 18 Dalla pirmide di Maslow, Antony Robbins ("E' l'autore di volumi di successo del self help; conduce seminari a effetto; ha affascinato, negli anni, clienti che vanno da svariati Presidenti americani al Leader russo Mikhail Gorbachev; i suoi discorsi sono echeggiati anche tra le mura della Casa Bianca di George Bush padre e di Bill Clinton". Il Sole 24 Ore - 8 Agosto 2006) formula la sua teoria dei 6 bisogni dell uomo: 4 primari/fondamentali Certezza Varietà Importanza Amore/Unione 2 superiori Crescita Contributo La soddisfazione dei quali, tutti indistintamente, contribuisce alla nostra realizzazione, non è dunque avere il bisogno di sicurezza, tutti lo abbiamo, ciò che si sta mettendo in discussione quanto le strategie che utilizziamo per soddisfarla. 11

12 concetto di qualità insito già il germe del cambiamento, come si intuisce metamodellando 19 il termine, anche solo con due semplici domande quali: rispetto a chi? Rispetto a cosa? La mancanza di un indice di referenzialità 20, che amplia così il significante ad innumerevoli possibilità di significati, implica, per la dirigenza dell istituzione, comunque l assunzione di una responsabilità di scelta, per lo meno nella risposta alla domanda quale qualità, che presuppone quell uso dell autonomia che farebbe la distinzione tanto auspicata delle scuole che invece nella lettura dei POF (Piano dell Offerta Formativa) rimangono similarmente e indistintamente solo statali. Al rischio del cambiamento viene di nuovo privilegiata l organizzazione all interno della quale regole e procedure sembrano garantire il minimo dell errore 21, questo grande mostro, e per il timore del quale, ancora una volta, si preferisce 19 Bandler & Grinder, La struttura della magia, Astrolabio, 1981Roma, p.60 I modelli impoveriti... implicano una limitazione delle opzioni di comportamento. Quando le parti mancanti vengono recuperate, nell'individuo ha inizio il processo di cambiamento Quando una persona esclude un intero sistema rappresentazionale, il suo modello e la sue esperienza si riducono" Il termine deriva dallo studio e dall'applicazione della Grammatica Trasformazionale (N. Chomsky). E il modello con il quale è strutturato il principale sistema rappresentazionale degli esseri umani, e cioè il linguaggio (= modello). Viene utilizzato in PNL da Bandler e Grinder con lo scopo di recuperare, attraverso domande molto specifiche, quelle informazioni custodite nella nostra struttura profonda che i meccanismi trasformazionali del linguaggio hanno cancellato, deformato o generalizzato. Essi hanno creato uno schema di domande atte allo scopo studiando il linguaggio che Milton Erickson, uno di maggiori ipnoterapisti dei nostri tempi e psichiatra, usava nel corso delle sue sedute. Erickson poneva ai clienti delle domande capaci di riportarli alla ricchezza originale delle loro strutture profonde facendoli così giungere alla "buona formazione semantica", dove ogni parte del modello èra stata "esplorata" bloccando l'effetto di impoverimento dei meccanismi trasformazionali che vi avevano applicato. 20 Dilts R, Il potere delle parole, op. cit., p.235 Un esempio particolarmente potente e stimolante dell "utilizzare un indice di riferimento all'interno Notate che Gesù non mise in discussione la convinzione stessa. Piuttosto la "super-incorniciò", provocando lo spostamento della posizione percettiva del gruppo e ampliando la loro mappa della situazione, includendovi il loro comportamento. 21 Dove Errore = Giudizio, basterebbe, spostare l uguaglianza a Errore = Informazione e osservare la natura dove il concetto di "errore" non esiste e l'apprendimento procede per ridefinizioni a partire da risultati ottenuti per passare a pensare l'errore come una "utile" informazione che ci avvicina a quel principio che in natura ha 12

13 concentrarsi sulla più matematica, meccanica, riuscita di una quadratura di bilancio. Così la qualità si trasforma in soddisfazione, la si misura con questionari di autovalutazione che vengono regolarmente, come la legge prevede, somministrati, archiviati e persi nei meandri impolverati del ciberspazio. Allora nasce il bisogno di chiedersi come mai, nonostante tutto quello che è stato detto e scritto e nonostante alla dirigenza delle scuole italiane ci siano cervelli di cui avere più che stima persistano tali resistenze. Un feedback necessario per non rischiare di inciampare negli stessi inganni. Il dilemma è antico: essere o non essere. La paura paralizza l azione. 1. La paura di andare contro l ordine costituito, che si rifà alle teorie della conservazione del potere, là dove, come afferma Morin, Freud ha posto all inizio del mondo sociale il Padre Dio. L immagine del padre è legata a ogni idea di potere, sovranità, dominio e giustifica la visione che fonda l ordine. Ed impersonerà l autorità del capo, la giustificherà attraverso la sua missione protettrice. Pertanto l immagine del padre approderà all immagine del Capo, e poi a quella di Dio 22, che ci deresponsabilizza adducendo una giustificazione quasi religiosa al nostro non agire: onora il padre e la madre. 2. La paura generata dalla mancanza di fede o fiducia, che risiede nella convinzione di non potere superare quel deserto che conduce a una nuova oasi più ricca di quella dalla quale si è partiti che implica l incapacità, ancora biblica, di credere nell esistenza stessa di quella terra promessa, la mancanza della quale è costata a Mosè la possibilità di raggiungerla. O detto in un altro modo, più orecchiabile, classico della musica leggera, l incapacità di immaginare che quasi sempre dopo la collina è il sole 23. prodotto i migliori risultati; quanto più una persona connette i propri errori a giudizi (propri o altrui) quanto meno sarà in grado di usarli ai fini di una proficua analisi volta a ricercare una strategia più efficace. 22 Morin E, La vita della vita, Il Metodo Vol. 2, Cortina, Milano 2004, cap L arche della fraternità 23 Mogol / Lucio Battisti, La collina dei ciliegi, 45 giri Numero Uno ZN 50316; settembre

14 Se invece vogliamo averne una visione più profonda e completa che spero di ricordarmi quando e se mi troverò nella posizione di dover scegliere, lascio la parola ad Ada Cortese, nella narrazione della quale, come altro da me, ho il piacere di riconoscermi e di scegliermi, nel qui e ora, totalmente e completamente: Siamo sommersi da notizie negative, costantemente a confronto con la nostra debolezza, il nostro limite, sospesi ormai da tempo tra il rischio dell'annientamento totale e la possibilità della umana trasfigurazione. Sappiamo che il pensabile è tutt'uno con il possibile e che il possibile, avendo a disposizione l'eternità del non tempo, prima o poi accade. L'uomo può ciò che fin qua solo la natura poteva. Complice Prometeo, ha rubato il fuoco agli dei, ha sottratto all'universo fisico quasi tutti i suoi segreti. L'uomo però ha anche rubato il cielo agli dei. Lo fece quando apparve sulla Terra un uomo di nome Gesù. Con la comparsa della coscienza cristica l'uomo resta orfano di idoli e di divinità. E tanto, tanto libero. E tanto, tanto potente. Ma egli pare non sapere che farsene della sua libertà e del suo potere. Una mutazione naturale gli si è installata dentro, invisibilmente, silenziosamente. Una mutazione per cui tutte le cose terrene sentono di dipendere da lui come lui seppe in passato di dipendere da dio. Ma egli non osa ancora guardare al suo potere totale sicché insiste ancora ad agire irresponsabilmente come un bimbo, pretendendo fantasmaticamente eterna rassicurazione da una presenza più grande di lui. Da un Padre, da un'autorità che continuerà a dargli pane e sonno. Prende il potere come un gioco e, proprio come un bimbo, preferisce mano-mettere, manipolare, buttarsi goffamente e crudelmente sui suoi compagni di gioco. Non ama ancora il gioco del cielo sulla terra. Non ama. Ma il possibile ha davanti a sè l'infinito per accadere. 24 E ancora Ho l'impressione non ci si voglia svegliare del tutto. Che si voglia restare tra favola e risveglio. Il cosiddetto Grande Risveglio Spirituale non ha nulla a che fare con sentimentalismi, 24 Cortese Ada, Il gioco del potere sprecato, da Individuazione, Anno 11 N 42 Dicembre

15 romanticismi e umanesimi unilaterali. Il risveglio consiste, radunando tutte le nostre facoltà intellettive e senzienti, nel sopportare lo sguardo sulla nuda Cosa. Al di là del Bene e del Male, senza voli verso il prima o verso l'oltre, assistere anche solo al grande Fenomeno del Mondo. Perché è così difficile accettare la partenogenesi della natura, la sua crescita, il suo dramma, senza dovere scaricare le tensioni su un Grande Responsabile? Perché è così difficile, accanto all'umana, composta e silenziosa pietà, riconoscere quella necessità superiore a cui la stessa Madre di tutte le Madri ha saputo sottomettersi? Ma avete presente gli infiniti volti della Madonna in cui essa, la Pietà, è rappresentata? Avete presente lo sguardo della madre e del Figlio? Mai trapela facile emotività, ma solo un dolore infinito che dice anche l'infinita impotenza per quello che già si lascia intuire essere un destino dolorosissimo ma necessario e finalizzato. Noi invece temiamo di dare nome alle cose nel distacco. Temiamo l'oscillazione tra l'algida osservazione scientifica e il bruciante coinvolgimento affettivo. Eppure occorre spendere due parole a favore della scienza se scienza è semplicemente conoscenza. Ecco, noi non reggiamo avanti alla visione distaccata dell'evoluzione di cui siamo parte. Non la vogliamo avere. Vogliamo restare ciechi e vicini al dolore. L'immagine che mi sovviene è di una Madonna che, per non reggere il dolore, non lascerebbe né riconoscerebbe a Cristo il suo destino salvifico. Quando avanzo la necessità che in me l'essere avverte di incoraggiare la mutazione che mi ha colpita nel venire al mondo, mutazione di logica e di struttura coscienziale, spesso mi sento dire che per noi, qui in questa parte tranquilla di Occidente, è facile parlare di compito spirituale, che ogni secondo al mondo muoiono tot bambini, che in Sud America esistono commerci vergognosi di carne umana, che i poveri e i barboni non possono essere rimossi. Ecco: mi sento di nuovo sola nel repentino e subdolo cambio di registro su cui l'altro si sposta e dal quale osserva, giudica e ascolta il mio esserci. Tutte le volte che si cerca di parlare oltre l'immediata immedesimazione (che non può durare troppo a meno di non decidere di dedicarci la vita), oltre la comunione naturale della carne e del destino fisico, tutte le volte, dicevo, che si tenta il nuovo discorso con totale determinazione e con radicale sentire, sembra che si compia il peccato immondo ed egoico della selezione solo perché si vuole consacrare la totalità del proprio essere al mondo all'evoluzione coscienziale dell'essere! E la fiducia che questa esigenza provenga proprio dall'essere stesso che soffre e ha sofferto i limiti della "pre _ mutazione" (quando persiste lo stato limbico del guado inoperoso), è 15

16 sempre troppo facilmente sottratta. Proprio nel momento cruciale! Quando occorrerebbe dire un no radicale alla radice della sofferenza! Quando si dovrebbe osare entrare nella stanza che già per noi è stata arredata di quella trasparenza e universalità concreta che saprebbe, nei secoli dei secoli, sottrarre il dolore nel mondo. Ma non si tollera la colpa di abbandonare e così si pretende di erigere a metodo la paralisi. Sì, perché paralizzante è restare nella figura spirituale del pensiero che coglie sempre e solo la contraddizione. Pavida è quella condizione psichica che accusa la necessaria nuova radicalità di "rimozione" unilaterale perché in realtà non fa che ribadire l'impossibilità sia di pensare il nuovo che, tanto meno, di tentarlo qui ed ora subito. Si rimuove, così, quel lato dell'animale uomo che non sa amare la libertà ed i grandi voli. E non sa non perché sia brutto e cattivo, ma perché tale ignoranza gli è elemento costitutivo in una certa sua fase evolutiva; lato, dunque, fisiologico e non moralistico. E così ancora una volta il Grande Inquisitore di Ivan Karamazov non molla la scena. Ancora una volta nel nome dell'amore per il genere umano, per i suoi fardelli, per la sua imperfezione, si preferisce restare al calduccio sotto l'ala anche se soffocante di qualche autorità ideologica che tolga l'abisso e l'angoscia dell'essere orfani e responsabili su questa Terra della fragilità di Dio. Non mi dispiace affatto tentare di cambiare tutto questo. 25 Di qualunque genere di paura si tratti gli uomini che fanno l istituzione scuola non si sentono ancora pronti ad affrontare quel caos 26 disorganizzativo che precede l evoluzione ad una nuova riorganizzazione. Acquietano la propria coscienza pensando di poter colmare il gap fra la letteratura, che auspica la capacità di gestire il cambiamento, e la pratica della stessa fornendo tutt al più una formazione in servizio, spesso frequentata dai soli membri del gruppo capaci di mettersi già di per stessi in discussione nelle proprie convinzioni a favore di una crescita personale e professionale anche se in numero così esiguo rispetto al più ampio gruppo di appartenenza da non poterne determinare, da soli, il cambiamento del sistema. Uomini, dunque, che propongono una formazione a cui non credono e che per quanto attuino, allo stesso tempo sminuiscono, nell incapacità di pensare che possa venire realmente applicata: facendoci preferire i mali che sopportiamo ad altri che non conosciamo? Così la coscienza ci fa tutti vili e così il colore innato della risolutezza, lo si rovina con una squallida gettata di 25 Cortese Ada, Fratelli crudeli?, Individuazione, Anno 11 N 42 Dicembre Nietzsch Friedrich Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi., cit. nota. 16

17 pensiero e le imprese d'alto grado e il momento, proprio per questo, cambiano il loro corso e perdono persino il loro nome di azioni 27 Se il contrario della paura si chiama coraggio, coraggio di decidere, allora la domanda rimane sempre la stessa come creare dei leader che possiedano questa competenza? E la risposta è nell educazione della loro intelligenza emotiva perché se è vero, come la mia esperienza insegna, che altro non si tratti che di competenza allora si può imparare. Nella vita si tratta sempre di prendere delle decisioni. La gente ha paura di decidere, teme di sbagliare, ma lo sbaglio più grosso è non decidere. Meglio sbagliare che non decidere affatto. Un altra lezione che ho appreso è che in una situazione estrema non bisogna anticipare i problemi, ti sottrae solo energie che non puoi sciupare. La chiave è non fermarsi mai, andare avanti, sempre. Non sai cosa puoi trovare dietro l angolo. Ma se non ti affacci non potrai mai saperlo 28, dice Fernando Parrado, raccontando di come è sopravvissuto alla tragedia sulle Ande. Ma attenzione, avverte Rovira, il coraggio non è l assenza di paura bensì la consapevolezza che c è qualcosa per cui vale la pena di rischiare. Il coraggio ha il potere di trasformare la minaccia in opportunità 29 Qualsiasi sentimento noi proviamo, anche la paura, è dotato di una intenzione positiva 30, va guardata, analizzata, ringraziata, pensate delle opzioni per affrontarla, quali potrebbero essere le conseguenze di tali possibilità, scelta una soluzione, accettata la responsabilità, e attuata, altrimenti il coraggio diventa dannoso come il gioco d azzardo. Responsabilità altra competenza a cui l educazione emotiva educa insieme alla capacità di interpretare gli errori come occasioni d apprendimento anziché come esperienze da dimenticare, da nascondere o addirittura da scaricare sugli altri, perché nel concetto di responsabilità è contenuto il principio di libertà di cambiamento dato che se quello che accade è frutto della mia responsabilità allora io posso, se voglio, cambiare i risultati che ottengono e non mi piacciono, perché io ho il potere di cambiarmi a tal fine, finisce così la condizione di 27 Shakespeare William, Amleto 28 Alvarez R., Leader in cerca di emozione, art.cit., p Idem, p Dilts R. Il potere della parole e della PNL, Alessio Roberti Editori, p57 il reincorniciamento del contenuto in PNL consiste nel'individuare l'intenzione che sta dietro al comportamento esteriore di una persona. In PNL ciò si ottiene più comunemente scoprendo 1'"intenzione positiva", lo "scopo positivo" o il "metarisultato" collegato ad un particolare sintomo o comportamento problematico. Uno dei principi fondamentali della PNL è che separare il "comportamento" di una persona dal suo "sé" è utile. In altre parole, è importante separare l'intenzione, la funzione, la convinzione (etc.) positiva che genera un comportamento dal comportamento stesso. Secondo questo principio è più rispettoso, ecologico e produttivo rispondere alla 'struttura profonda', piuttosto che alla manifestazione superficiale di un comportamento problematico. 17

18 vittima 31 di un altro da me, su cui non ho alcun potere di cambiamento, ma solo quello, e sempre e solo che lui lo voglia, di influenza 32. È noto il caso di Thomas Edison. Dopo aver tentato per ben volte di perfezionare la lampadina elettrica senza riuscirci, qualcuno gli chiese: Hai forse intenzione di andare incontro ai fallimenti?. La risposta di Edison fu: Io non fallisco, semplicemente ho scoperto un altro modo di non inventare la lampadina elettrica 33. Se per essere il leader del cambiamento devo possedere i sette poteri, come ci spiega Rovira nel suo libro omonimo, che sono, ricapitolando: 1. Coraggio 2. Responsabilità 31 Sulla teoria transazionale di E. Berne, che individua gli stati dell Io Genitore, Adulto e Bambino e inoltre gli ordini che i vari stati impartiscono l uno all alto quali giochi psicologici, decisi nella prima infanzia e atti a ripetere un copione, che consolida vecchie scelte comportamentali fino a renderle vincolanti e dunque limitanti sia il rapporto che la persona ha con gli altri, sia il rapporto che ha con se stessa, Steve Karpman sviluppa il suo Triangolo Drammatico dove indica i diversi ruoli sociali (Persecutore, Salvatore e Vittima) che gli individui giocano nelle relazioni. Secondo S.Karpman ognuno passa gran parte del suo tempo di vita in un particolare ruolo, col preciso intento di validare la sua posizione esistenziale Il Salvatore è un ruolo in cui si agisce prevalentemente lo stato dell'io Genitore Affettivo - cioé la parte di noi che funziona in maniera apparentemente protettiva ma che, in realtà, non favorisce la crescita e l'autonomia dell'altro. In tal senso la posizione esistenziale di chi assume questo ruolo è " IO SONO OK, TU NON SEI OK" (IO + TU - ) in quanto svaluta le capacità dell'altro. Nel ruolo di Vittima lo stato dell'io agito è quello del Bambino Adattato -. E'il ruolo di colui che si adatta anche quando la situazione non lo richiede e non facilita il proprio e altrui benessere, la sua posizione esistenziale é IO - TU+. Il Persecutore è il ruolo rivestito da chi agisce prevalentemente lo stato dell' Io Genitore Normativo -, cioè da chi dà norme, regole e limiti che aumentano il malessere e la dipendenza. Anche in questo caso ci si trova di fronte ad una posizione esistenziale IO+ TU- poiché chi agisce il GN- è sovente ipercritico e svaluta le persone. Persecutore. 32 Moretti Daniela, Appunti dal corso di leadership, Roma 2010: Nessuno cambia nessuno. Il Leader può agire sulla sfera dell essere e non dell avere. Spende tempo in ciò che può controllare (se stesso es. sviluppo di una comunicazione efficace) e in ciò che può influenzare (gli altri es. utilizzo di una comunicazione efficace). Si chiede chi devo essere per avere quello che voglio? E così il mondo si modella a lui e non viceversa. Non si fa guidare da stati d animo, ma da valori. 33 Alvarez R., Leader in cerca di emozione, art.cit., p.18 18

19 3. Determinazione 4. Umiltà (non umiliare l altro per affermare sé stesso) 5. Fiducia 6. Amore 7. Collaborazione La discussione si sposta su un piano valoriale. E quindi, come deve essere un educazione emotiva che formi il carattere a questi che sono da sempre riconosciuti come valori morali, per formare un essere umano dignitoso? Nella convinzione che possedere questi valori non sia giusto di per se stesso, ma necessario per vivere una vita felice. 19

20 2. Capitolo Verso un educazione emotiva La mia esperienza personale in meta posizione o altra posizione rispetto all io narrativo che lascia il posto alla terza persona. Quand ero bambina ero convinta che questi valori fossero il fulcro della mia identità, così ero stata cattolicamente educata, nonostante negli anni settanta facessi già parte di una famiglia allargata con tutte le implicazioni di giudizio esterno che questo comportava. Ero sanamente orgogliosa di me stessa, sincera nella comunicazione dei miei sentimenti, credevo di poter realizzare i miei sogni e la cosa più bella, non vedevo l ora che cominciasse un altro giorno per poterlo vivere e scoprire come sarebbe stato, cosa mi avrebbe insegnato, mi svegliavo cantando, grata e felice di essere in armonia col sole che sorgeva, ero congruente e allineata secondo tutti i sei livelli logici proposti da Dilts. 34 Trans- Missione Chi? Permesso Motivazionale Perché? Direzione Come? Azione Che cosa? Reazione Dove? Quando? Limiti e coercizioni Dallo schema, che non a caso è messo in piramide, dato che la sua base incide sull apice e viceversa, si comprende come si impara o nel mio caso disimpara ad essere ciò che vogliamo 34 Dilts R, I Livelli di pensiero, Alessio Roberti Editore, Bergamo 2004, schema rivisitato p.71 20

21 essere, che è dato non solo da voler avere certi valori, ma dalla scala di importanza che noi attribuiamo ad essi nella nostra vita, ma questa è un altra storia. Cerchiamo di analizzare cosa può essere successo a quella bimbetta, come affettuosamente la chiamava la mia analista nei tre anni di terapia junghiana, che niente ha potuto contro la mia ferrea volontà a continuare a capire senza voler sentire 35. Quando nulla si sa sulla meta posizione, che in PNL è un mezzo per applicare un processo autoreferenziale in modo da facilitare i cambiamenti e la crescita psicologica. Nella metaposizione ci si dissocia da e poi ci si volge indietro per riflettere sui propri pensieri, sulle proprie azioni e interazioni al fine di guadagnare nuove intuizioni e comprensioni che aiutino ad agire più efficacemente. 36, l unico sistema che si ha per imparare è reagire all emozione/sensazione negativa che limiti e coercizioni ci provocano e che provengono dall ambiente e dal vivere sociale, con nuovi comportamenti nella speranza che quella sgradevolezza svanisca, poiché ci è ancora ignaro cosa vi sia all apice della piramide e in quale modo sia possibile compierne il processo opposto. (Ecco perché la piramide egizia, programma di quest anno, è stata per me e per i miei bambini motivo di meta riflessione su bisogni e valori dell uomo, che hanno diretto la storia in un modo piuttosto che in un altro, come lo scorso anno scolastico l homo erectus ci era servito per analizzare il bisogno che l uomo ha di soddisfare in primis i suoi bisogni fisiologici, motivo per cui ha assunto la sua posizione eretta. Ci siamo così permessi di avventurarci oltre, cercando di capire cosa spinge l uomo verso l autorealizzazione, scoprendo così quel principio guida, via dal dolore verso il piacere, che porta l uomo, anche se solo dopo aver acquisito le competenze volontà, impegno e da ultima, ma sicuramente non meno importante la capacità di rimandare le gratificazioni, cioè di progettare a lungo termine, a rendere quel piacere duraturo trasformandolo in piacere di vivere). 35 Jung Carl Gustav, Anima mia, salvami dal drago, Domenica Il Sole 24 Ore, 17 ottobre 2009 La visione dell alluvione mi sopraffece e percepii lo spirito del profondo, senza tuttavia comprenderlo. Esso però mi forzò causandomi un insopportabile, intimo struggimento, e io dissi: «Anima mia, dove sei? Mi senti? Vuoi che ti racconti tutto ciò che ho visto, vissuto, assorbito in me? Oppure non vuoi sentire nulla di tutto il rumore della vita e del mondo? Ma una cosa devi sapere: una cosa ho imparato, ossia che questa vita va vissuta. Questa vita è la via, la via a lungo cercata verso ciò che è inconoscibile e che noi chiamiamo divino. Non c è altra via. Ogni altra strada è sbagliata. Ho trovato la via giusta, mi ha condotto a te, anima mia. Ritorno temprato e purificato. Non credevo che la mia anima potesse essere l oggetto del mio giudizio e del mio sapere; il mio giudizio e il mio sapere sono invece proprio loro gli oggetti della mia anima Approda al luogo dell anima colui il cui desiderio si distoglie dalle cose esteriori. Se non la trova, viene sopraffatto dall orrore del vuoto La sua anima si trovava certo nelle cose e negli uomini, tuttavia colui che è cieco coglie le cose e gli uomini, ma non la propria anima nelle cose e negli uomini. Nulla sa dell anima sua. Come potrebbe distinguerla dagli uomini e dalle cose? La potrebbe trovare nel desiderio stesso, ma non negli oggetti del desiderio. Se lui fosse padrone del suo desiderio, e non fosse invece il suo desiderio a impadronirsi di lui, avrebbe toccato con mano la propria anima, perché il suo desiderio ne è immagine ed espressione Ma la fame trasforma l anima in una belva che divora cose che non tollera e da cui resta avvelenata. Amici miei, saggio è nutrire l anima, per non allevarvi draghi e diavoli in seno. 36 Dilts R., Il potere delle parole, op.cit,.p

22 Il modo in cui percepiamo l ambiente non è, come molti pensano, cognitivo, ma emozionale 37 : un fatto esterno viene prima sentito (percepito con i sensi), poi valutato emozionalmente se gradito o non gradito (comparato con la catena di esperienze precedenti), poi rielaborato, cioè agganciato alla catena di concetti (codificato in simboli utilizzabili), poi finalmente giudicato e noi categorizziamo idee e informazioni secondo le caratteristiche fisiche registrate dai nostri sensi 38. Goleman poi, ne fa un fatto neuronale. Le emozioni primarie dipendono dai circuiti del sistema limbico e, in primo luogo, dall amigdala. Essa è programmata per inviare chiamate di emergenza in caso di pericolo, il guaio però è che è poco precisa e basta un elemento chiave simile a una passata situazione che è stata registrata dai nostri sensi come pericolosa, per far si che bypassi la neocorteccia, dove le azioni vengono programmate e organizzate in vista di un obiettivo, eseguendo dei veri e propri sequestri emozionali, e organizzando delle modalità di reazione che possono essere superate e non pertinenti alla situazione contingente che ormai non ha più nulla da condividere con quella passata. 39 L educazione che si fissa prevalentemente sul livello cognitivo, come è di prassi nelle scuole, è sempre un educazione parziale perché trascura il fatto che, il livello cognitivo poggia pesantemente sul livello emozionale (proprio in senso epigenetico). Solo un educazione emozionale può tenere a bada l amigdala riportandola a quei circuiti normali capaci di trovare un armonia tra mente e cuore. Ma certo negli anni settanta, quando questi studi erano ancora agli albori, io non potevo certo pretendere che la scuola me ne impartisse una anche se già Pascal diceva: 474. Tutto il nostro ragionamento si riduce a cedere al sentimento. Ma la fantasia è simile e contraria al sentimento, di modo che non si può distinguere tra questi contrari. L uno dice che il mio sentimento è pura fantasia, l atro che la sua fantasia è sentimento. Bisognerebbe avere una regola. La ragione si offre, ma è pieghevole in tutti i sensi; così non si ha nessuna regola Gli uomini scambiano spesso la loro immaginazione per il loro cuore e credono di essere convertiti dal momento che pensano di convertirsi 37 Greenspan S. I., L intelligenza del cuore, le emozioni e lo sviluppo dell intelligenza, Mondatori, MI, 1997, cap:2-5. Lo studioso descrive, in base alle ricerche sopra un grande numero di neonati seguiti nella loro crescita, sei livelli di maturazione emotiva. Per comodità del lettore ne presento almeno i nomi, rimandando al libro già spesso citato per la conoscenza specifica: - I Livello: dare un senso alle emozioni; - II Livello: intimità e relazioni; - III Livello: primi germi della intenzionalità (preverbale); - IV Livello: scopo e interazione (nascita del Sé preverbale); - V Livello: Immagini, idee, simbli; - VI Livello: il pensiero emotivo. 38 Idem p Goleman Daniel, Intelligenza emotiva, op.cit., cap.2 22

23 477. Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce; lo si constata in mille cose. Dico che il cuore ama l essere universale e se stesso naturalmente, a seconda che si attacchi all uno o all altro; e si indurisce contro l uno o contro l altro, a sua scelta. Voi avete respinto l uno e conservato l altro: è forse per ragione che amate voi stessi? 479. Noi conosciamo la verità, non solamente con la ragione, ma anche con il cuore ed è su questa conoscenza del cuore e dell istinto che la ragione deve fondarsi, e fondarvi ogni suo discorso 40 E dunque la bimbetta piena di sani valori si affacciava al mondo, ma i suoi comportamenti non erano adeguati nel dove e quando e questo le provocava sofferenza. Sentiva di non essere accettata nella sua identità, confondeva quest ultima con i suoi comportamenti. E lei voleva essere accettata e amata, cambiava i suoi comportamenti, senza quella flessibilità che permette di fare la cosa giusta per ottenere l obiettivo senza allontanarsi da se stessi, sfornita della consapevolezza dell errore come opportunità e di quell eroica volontà di continuare a credere in se stessi trovando il come, il dove e il quando giusto per potersi esprimere. Trasformava l originaria fame di contatto fisico in fame di riconoscimento sociale e il bisogno d amore subito, tipico dei bambini, mancando della capacità di rimandare la gratificazione, la conformava ai valori del vivere comune, senza passione né missione. Cominciava ad accettare compromessi, non allineati con i suoi valori, finché l uno dopo l altro finiva per cambiarli quei valori. Svaniva il coraggio, faceva il suo ingresso la paura che blocca l azione, sceglieva ciò che era giusto per gli altri, nella speranza di non sbagliare e aumentava la sua disistima. Si conformava alla media delle attese evitando la frustrazione del sostenere le proprie opinioni, ancora incapace di una comunicazione efficace. Era spesso soggetta a rapimenti emotivi che impedivano la risoluzione dei conflitti, con entrambe gli attori vincenti. 41 Ogni scontro una ferita emozionale, ogni feedback comprovava la sua inadeguatezza, non sapeva scegliere i suoi mentori. E avviandosi su quella strada del conformismo, che si accontenta di soddisfare i bisogni fisiologici come realizzazione di un intera vita, aveva perso la direzione, tutti i suoi valori erano svaniti, e non trovava più un permesso motivazionale alla sua esistenza. L unica certezza era che non sarebbe mai cambiata la sua condizione di vittima del mondo e di se stessa, ancora non conosceva cosa volesse dire meta modello dove il mai in assoluto non esiste. Troppe erano la colpe da scontare, a chi avrebbe dovuto chiedere perdono? La fortuna è: che era finalmente giunta all apice della piramide portando con sé: 40 Pascal B., Pensieri, Rusconi, Milano 1993, p Secondo una transazione, come vorrebbe Berne, del genere IO SONO OK TU SEI OK che genera ottimismo, distensione, felicità, e con la capacità di contrattazione, la risoluzione del conflitto, senza perdenti. 23

24 Un valore, l impegno con cui si applicava a tutte le cose che faceva, nella certezza mai abbandonata che per prima la soddisfazione dovesse essere la sua. Un bisogno superiore, la crescita, nel dubbio che se non era quello che pensava di essere allora doveva scoprire chi fosse. L impegno nelle varie crisi che l hanno portata all apice della piramide, ha mantenuto in lei vivo il gusto della vita. la caratteristica del flusso è una sensazione di gioia spontanea, perfino di rapimento. Poiché il flusso ci fa sentire così bene, esso è di per stesso gratificante. Si tratta di uno stato in cui la consapevolezza si fonde con le azioni e nel quale gli individui sono assorbiti in ciò che stanno facendo e prestano attenzione esclusivamente al loro compito In questo senso, i momenti di flusso sono privi di ego Sebbene l individuo in uno stato di flusso dia prestazioni al massimo livello, non è mai preoccupato di far bene, non indugia a pensare al successo o al fallimento: il puro e semplice piacere basta a motivarlo. 42 La crescita, l ha sempre portata ad interrogarsi e a sviluppare, in tutti i modi possibili, quelle caratteristiche che quando è arrivato il Maestro hanno fatto sì che l allieva fosse pronta. 42 Goleman D., Intelligenza emotiva, op.cit,pp

25 Il training per attori La recitazione è un modo di mantenere vive le parole che una persona usa per caratterizzare se stessa o qualcun altro. Mantenendo il nostro linguaggio collegato all'azione possiamo avere la sensazione del cambiamento e della crescita 43 L esperienza di educazione emotiva più importante che ha fatto, anche se non sapeva a cosa si stesse educando e pensava che il suo obiettivo fosse di fare l attrice, è stata quella di ottenere il diploma al Centro internazionale di formazione per attori di Beatrice Bracco 44 : " il lavoro che da venti anni svolgo insieme ai miei allievi ha come obiettivo quello di condurli, in quanto attori, non a recitare ma a vivere l esperienza del personaggio sul palcoscenico senza chiudere, come spesso accade per mancanza di fiducia, i canali dell esperienza stessa e cioè i propri sensi, la propria emotività Un attore deve scoprire che sul palco può vivere e non solo sopravvivere: invece che dare spazio alla paura di non funzionare è necessario nutrire la gioia di creare. È importante, per essere presente sul palcoscenico, sviluppare il processo creativo attraverso l autoconoscenza che parte dalla centralità e dall osservazione; intendo quest ultima non nel senso di mera elaborazione mentale, che ci allontana inconsapevolmente dalla percezione, ma come un mettersi in ascolto di sé, degli altri e della vita stessa. Affidarsi all esperienza, a ciò che è qui ed ora in movimento, richiede un training disciplinato e specifico che faccia acquistare fiducia al corpo stesso dell'attore, ne riduca le tensioni e apra i suoi canali facendogli desiderare il rischio del non sapere piuttosto che soffrirne. I cambiamenti che un attore opera su di sé, quando nel corso del training accetta di entrare in un processo vivo, di esserne spiazzato, senza anticipare le risposte ma anzi elaborandone di nuove, sono evidenti la vera creatività è scoperta e, per scoprire, dobbiamo lasciare che la realtà ci venga incontro, ci sorprenda, ci abiti, affinché, man mano che noi creiamo, essa ci crei. Questo diventa possibile solo se la nostra apertura è totale Mi piace ricordare le parole di Stanislavskij gli artisti che non vanno avanti, vanno indietro Polster I. e M., Gestalt Therapy Integrateci,, Brunner-Mazel, New York 1973, p L Acting Training di Beatrice Bracco è una delle più importanti scuole di recitazione dell intero panorama Nazionale. Alla base del lavoro che propone c è lo studio e la sua rielaborazione personale degli insegnamenti di Stanislvskij e di insegnanti e registi come Vactangov, Suler, Strasberg, Peter Brook, Growtowsky e l approfondimento di discipline e pratiche diverse, dirette a trasformare l energia, a favorirne l espressione nell emisfero destro del cervello e l accesso al subconscio (Bioenergetica, Gestalt, Antroposofia, Taoismo, Tradizione Indio dell America latina, Musica, Danza terapia e altre). 45 Bracco Beatrice, sito personale, 25

26 L impegno che ci ha messo e i quattro anni che ci si è dedicata le hanno insegnato tutte le strategie utili per vivere il personaggio. Per far questo si è dovuta riprogrammare 46, e il training impone che questo avvenga nuovamente dalla base della piramide. Focus: Essere un bravo attore Esercizi: Studio del personaggio a tale profondità da conferirgli la vita Analisi del testo del testo Sensoriali: Aumentare la capacità di recezione con tutti i sensi Reimparare a giocare, Inventare tutto con l immaginazione come se fosse vero Fisiologia e Comunicazione non verbale Diventa musica Cambia il ritmo Rilassamento Training autogeno Ipnosi Umanizzare animali Quadri viventi Comunica la musica con la stoffa Perdersi per ritrovarsi Meta posizione: Le due sedie Contrasto/Vedere il buono Equivoci Improvvisazione Esercizi sulla fiducia Spirito Missione Identità Chi? Convinzioni/ Valori Perché? Capacità Come? Comportamenti Cosa? Ambiente Dove? Quando? Il cuore della scena: qual è la motivazione che muove il personaggio in quella determinata direzione? Responsabilità della riuscita della scena, anche se si è comparse. Fiducia che il lavoro fatto si vedrà Coraggio di mostrarsi Presenza, ascolto attivo, capacità di nominare l emozione (come mi fa sentire?), reazione all azione e non alla sua interpretazione, integrare le difficoltà o errori per renderli creativi, superare le frustrazioni per la riuscita del gruppo, assumere altri punti di vista, sensibilità agli altri, comprendere i rapporti, dirigere le nostre emozioni. Sospensione del giudizio. Auto gratificazione. Invece di parlare ascoltare Invece di interpretare ascoltare Invece di far finta fare Cambiare fisiologia Mollare le tensioni del corpo Lavorare per la riuscita del gruppo Ricreare l ambiente dove si svolge l azione: immaginare di essere lì, vederne le cose, sentirne i suoni, percepirne gli odori. questo nel lì e quando rievoca le sensazioni emotive, come se le avessi in quel momento, vere. 46 Dilts R., Il potere delle parole e della PNL, op.cit., p.81 Potremmo dire, per esempio, che la "difficoltà ad apprendere" è come un "difetto nel programma di un computer". Questo ci porterebbe spontaneamente a porre domande del tipo: "Dov'è il guasto?", "Qual è la sua causa e come può essere riparato?", "Il problema viene da una particolare riga del programma? È nell'intero programma? È nel computer? 26

27 Imparava tecniche di PNL e si educava emotivamente senza esserne conscia, applicava l allineamento dei livelli per imparare a diventare qualcuno diverso da lei. Aveva, dunque, intuito la grandezza dell allineamento dei livelli, anni prima di comprenderlo. Era già arrivata all apice della piramide, ed era anche riuscita a compierne il processo inverso quando superando il cuore della scena era arrivata a comprendere la missione del personaggio di Misery non deve morire che inevitabilmente a cascata aveva coinvolto tutti i livelli della piramide determinando quello che è stato uno dei suoi più grandi successi. Eppure, nonostante negli anni avesse interpreto i ruoli il più possibile diversi da lei, nella speranza, di comprenderne il cuore e arricchirne così la sua mappa del mondo, i risultati nella sua vita erano a breve termine. Come avverte Dilts se non si cambia a livello di identità e di percezione di se stessi, se non si porta avanti una missione con passione e speranza, le fonti di motivazione che vengono attivate nel nostro cervello quando attingiamo ai nostri sogni, le vecchie abitudini e i vecchi percorsi neuronali hanno il sopravvento, perché come sostiene Goleman per rimanere concentrati sull obiettivo occorrono impegno e rinforzo costante 47 E difatti lei era cambiata:era diventata un attrice capace. Il focus, l obiettivo era stato raggiunto, le domanda che si poneva per interpretare un personaggio era corretta e specifica, la qualità della tua vita dipende dalle domande che ti poni. 48 Lei si chiedeva, per esempio: come si comporta e quali sono le azioni che compie una persona ricca e famosa 49 e sicura di se stessa? 47 Goleman D & Boyatzis E. & Mckee A., Essere leader, Rzzoli, Milano 2002, p Robbins A., Come ottenere il meglio da se e dagli altri, Bompiani, Milano 2000, p.15,63,102,107 Per imitare l'eccellenza dovrete trasformarvi in detective, in investigatori, diventare un individuo che fa un sacco di domande e che segue tutte le tracce che portano a ciò che produce l'eccellenza Si può ricostruire la sintassi mentale di chiunque, si può cioè aprire la combinazione della cassaforte della mente altrui e della propria pensando come un esperto di casseforti Bisogna, per questo, cercare cose che prima non si sono viste, prestare orecchio ad altre mai prima udite, sentirne tattilmente di mai prima sentite, e porre le domande che prima non si sapevano rivolgere Imparare a porre domande aiuta insieme a definire i propri obiettivi e a raggiungerli Rivolgete domande specifiche. Dovete descrivere quel che volete, sia a voi stessi che agli altri Con che tono, quanto a lungo, fino a che punto? Quando, dove, come, con chi?... preferite sempre le domande relative al "come" rispetto a quelle relative al "perché". Queste seconde possono fornirvi ragioni, spiegazioni, giustificazioni e scuse, ma di solito non vi mettono a disposizione utili informazioni. 27

28 Quello che le impediva di traslare ciò che aveva imparato nella sua vita personale e diventare la persona che voleva essere era: non vedere l intima struttura del meccanismo nel suo insieme (ancora una volta didattica della meta cognizione) e l impossibilità, dunque, di fare un cambio di focus: diventare un essere umano felice, e di allineare la sua persona rispetto alla realizzazione della sua visione, poiché come dice Dilts. gli stessi principi possono essere applicati allo sviluppo organizzativo e alla leadership di livello macro 50 o alla formazione di gruppi (gruppo classe) e gruppi di lavoro giacché: una percezione comune e condivisa della visione, della missione, dei valori e delle capacità costituisce indubbiamente il fondamento del cosiddetto spirito di gruppo. 51 Stava cercando le risposte ai quesiti fondamentali della vita nel posto sbagliato, anche se il percorso le ha fornito strumenti e tecniche adatti, che la stessa PNL ha mutuato, in questo caso lei stessa inconsciamente, 52 dal teatro. Ma se la realtà è complessa e non ha confini prestabiliti, compenetrandosi e dividendosi in un eterna evoluzione, cosa importa da dove vengono le cose purché funzionino. 49 Ricche e famose, film del 1981 diretto da George Cukor, con protagoniste Jacqueline Bisset e Candice Bergen, remake del film del 1943 L'amica, con Bette Davis e Miriam Hopkins. 50 Ditls R., Leadership e visione creativa, Guerini e Associati, Milano 2000, p Idem, p Inconsciamente perché per quanto Bandler & Grinder in, La struttura della magia, dedichino molto spazio alla tecnica di recitazione (Perls, 1977) per recare assistenza nel processo di cambiamento, p.66, non hanno una visione dell arte in se della recitazione e del Metodo per apprenderla nel complesso, avendo analizzato di questa solo la parte che gli psicoterapeuti usano con i loro clienti. Condividono con me, invece, l idea che tutte le tecniche sono valide purché siano efficaci, sottolineando che quelle che funzionano per una persona non è detto che siano altrettanto valide per un altra che come soggetto unico e irripetibile ha i propri e preferenziali canali d accesso aperti al cambiamento. 28

29 Allineamento dei livelli di pensiero in Misery non deve morire L interpretazione di Anni, protagonista di Misery non deve morire, film del 1990, diretto da Rob Reiner e tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King, per una mente che non conosceva ancora la struttura di Dilts, è stata una ricerca continua e priva di limiti, con una formulazione costante e quasi ossessiva di domande, che si è conclusa con l illuminazione che ha reso possibile, anche dopo vent anni, a chi aveva frequentato quel corso insieme a lei di averne ancora memoria. La sfida era interessante si era chiesta di diventare Anni, qualcosa che non sarebbe mai potuta essere: una serial killer, omicida di bambini. Il lavoro era cominciato dallo studio del personaggio, era stato letto il libro, visto il film, imparata la parte, ricreato l ambiente in cui avveniva l azione. Sensorialmente: aveva ricostruito l emozione di una donna sola, provato sulla time line giorno, dopo giorno, cosa volesse dire non vedere nessuno. Ricreata la sensazione di trovarsi in un posto freddo e coperto la maggior parte dell anno dalla neve, di questa saggiata la consistenza e percepita la temperatura sulla pelle. Immaginato e ricreato il suo passato per averne memoria nei comportamenti. Aveva ucciso, ucciso cuscini su cuscini, ma la disgustava solo l idea che potessero essere bambini, e più tentava di avvicinarsi al personaggio più tutto il suo essere lo rifiutava. Continuava a ripetersi: c è sempre una giustificazione plausibile nella mente di chi compie l azione anche la più terribile, così come insisteva la Bracco. Anni dopo avrebbe scoperto che si chiamava intenzione positiva, ma non era in grado di trovarla. 29

30 E allora tornava ai sensi ricreando rumori insopportabili che potessero provenire da quei bambini e che potessero farle perdere la ragione desiderando di ucciderli, ma nulla. Ripeteva azioni professionali e meticolose come se fosse un infermiera e ne imparava le abilità. Eppure le sembrava che fosse tutto poco credibile, non le rimaneva che aver fiducia che tutto quel lavoro bastasse per ottenere una buona interpretazione della scena. Stava aspettando il suo turno, si sentivano gli applausi della scena precedente che era appena terminata, girava nel chiostro del convento sconsacrato, dove si svolgeva il seminario, concentrata, ancora lavorando sull ultima ipotesi che aveva formulato su Anni, che fosse un autolesionista, quando provò a schiaffeggiarsi. Ecco, miracolosamente, il salto di livello, la missione, Anni era la mano di Dio per liberare il mondo da tutta quella sofferenza, da tutta quella solitudine, non avrebbe potuto fare altrimenti, doveva salvare Misery. Il personaggio del suo libro preferito doveva vivere per alleviare il dolore di tutte quelle donne che in lei vedevano il loro riscatto, e la lettura svagava da quel dolore insopportabile di un matrimonio fallito, senza più speranze verso un futuro, anche se questo avesse dovuto significare ucciderne il suo autore, il suo più grande amore, di cui era la più grande fan. Anni era dunque un angelo della morte o della misericordia, che uccide per alleviare il dolore alle sue vittime, così come aveva fatto con quei bambini che le erano stati affidati e per i quali, ormai, la sofferenza della vita era terminata. La missione ha dato il permesso motivazionale alla sua identità, convalidato i suoi valori come giusti, approvandone capacità e comportamenti e così tutti i registri sensoriali che il lavoro aveva risvegliato, allineati, hanno contribuito al successo della scena. La sua insegnate, dopo anni di frustrazioni e insuccessi, in cui però la costanza e i feedback le avevano permesso di migliorare lentamente e inesorabilmente in direzione del suo obiettivo, le disse: Finalmente il mio uccellino sta prendendo il volo e così fu, migrò verso nuovi lidi, confermò le cose che aveva imparato, per le quali continua ad esprimere la sua gratitudine, nella convinzione/certezza, considerando il punto da cui era partita, che tutto si può imparare basta che lo si voglia. Ora la questione era che lei si accorse di non volere essere un attrice, ma un essere umano felice, non era nel posto giusto. 30

31 Montaggio video e submodalità Ancora una volta la sua crescita l ha portata a sviluppare una professione, quella di montatrice video, che non disattendeva la direzione della sua conoscenza come studio dei processi del pensiero dell essere umano, anche se l attenzione alle espressioni mimiche, facciali e corporee, dei soggetti presi in considerazione, e lo studio emotivo di quel che rappresentano e delle intenzioni che sottendono, in un loop continuo fino alla perfezione, nel tentativo di dar loro un significato all interno di un progetto più ampio che è un film, non può e non deve essere priva di giudizio, dato che essa concorre al significato globale dell opera. Così, insieme all abilità professionale di riconoscere i segnali d accesso alla persona, nelle modalità visive (V) auditive (A) e cenestesiche (K) e alla sensibilità alle emozioni che esse esprimono si è portata dietro anche la deviazione professionale di interpretarle. noi categorizziamo idee e informazioni secondo le caratteristiche fisiche registrate dai nostri sensi 53. DX SX Visivo Costruito Visivo Ricordato Auditivo Costruito Auditivo Ricordato Cinestesico Auditivo Digitale Pensate agli sviluppi in chiave educazionale di queste conoscenze tanto utili quando, per esempio, un bambino nella più totale confusione da ansia da prestazione cerca di ricordare la lezione, mettendo gli occhi in alto a destra, dove ha sede il visivo/costruito, chiaramente non trovandovi niente, piuttosto che in alto a sinistra dove ha sede il visivo/ricordato o al centro a sinistra dove a sede l auditivo/ ricordato, e dove avrebbe la speranza, dunque, di recuperare nella sua mente del materiale utile allo scopo Ditls R., Leadership e visione creativa. op. cit., p Dilts R, I Livelli di pensiero, op.cit, schema rielaborato, p.44 31

32 O sul piano dello spessore attoriale dal momento in cui tutto il lavoro di ricostruzione del personaggio in Misery, prima della messa in scena, ha preso sede nella parte del cervello a lui reputata, cioè nel ricordato, diventando bagaglio dell attore, piuttosto che cercato al momento e dunque costruito, nella recitazione di un testo dove le parole non hanno ancora un legame col mondo emozionale che descrivono. Un'altra particolare abilità che questo lavoro le ha inoltre insegnato è l uso delle sub modalità, che altro non sono, che l effect editor di un qualsiasi programma di montaggio video dal broadcast al più semplice che si possa trovare in commercio, per lo meno per quanto riguarda quelle visive e auditive: SUB MODALITÀ VISIVE Luminosità Dimensioni Colore/bianco e nero Saturazione Sfumature, o bilanciamento del colore Forma Collocazione Distanza Contrasto Chiarezza Messa a fuoco Durata Movimento (diapositiva/ film) Velocità Direzione Immagine tridimensionale/ piatta Stabilità orizzontale e verticale Punti luminosi Prospettiva (punto di vista) Immagine associata/ dissociata Primo piano/sfondo Sé/contesto Frequenza o numero (schermo suddiviso, o immagini multiple) Primo piano/ panoramica Rapporto tra altezza e larghezza Orientamento Densità Granulosità Lampeggiamento Orientamento dell illuminazione Simmetria Immagine digitale (caratteri scritti ) Ingrandimento Aspetto delle superfici SUBMODALl AUDITIVE Altezza Tempo (velocità) Volume Distanza Contrasto Dall appendice di Bandler R in Usare il cervello per cambiare Figura/sfondo Ritmo Suono continuo o interrotto Timbro o tonalità Suono digitale (parole) Suono associato / dissociato Durata Localizzazione Chiarezza Numero Simmetria Risonanza col contesto Fonte esterna/interna Monoaurale/ stereofonico Non vi sembra di aver letto il manuale tecnico di un software dedicato al montaggio di un film? 32

33 Ebbene, sostiene Bandler, tutte le nostre esperienze vengono pensate utilizzando certe rappresentazioni del sistema sensorio: immagini visive, suoni auditivi, sensazioni cenestesiche (Tatto, Gusto e Olfatto) Le submodalità sono gli elementi più semplici all'interno di ogni modalità.le submodalità sono, letteralmente, i modi in cui il cervello ordina e codifica l'esperienza. Gli schemi submodali di trasformazione possono essere impiegati per cambiare direttamente il software umano: i modi in cui reagiamo alle nostre esperienze e ad esse pensiamo. 55 E dunque forse non ci siamo sbagliati, sempre di software si tratta. Tutti quegli effetti video e audio qualcuno deve pure averli pensati, visti, uditi, da qualche parte, dentro di sé. Deve pur aver visto/immaginato tutto virato di verde per farne un effetto da poter applicare su una clip video così da poter ampliare la sua mappa della realtà, aggiungendovi un nuovo punto di vista, agganciato ad un altrettanto nuova sensazione visiva di quest ultima! Mai avrei pensato, lei avrebbe pensato, che tutto questo un giorno avrebbe avuto un senso. Dice ancora Bandler, l uso delle submodalita Insegna a trasformare la nostra esperienza quando essa non ci soddisfa, e a gustare ancora di più la nostra soddisfazione quando la vita ci va bene 56 Per esempio, quegli occhi grandi e giudicanti di quella determinata persona che mi ha fatto soffrire così terribilmente e che continuo a vedere così vicini a me sentendomi in ogni cosa che faccio sempre, ancora, inadeguata. Conoscendo come noi usiamo le nostre submodalità, ed è la linguistica che usiamo che ci svela il segreto, siamo in grado di riformattare l hardware alla base, perché se è vero che categorizziamo secondo le caratteristiche fisiche registrate dai nostri sensi allora possiamo cambiare le nostre sensazioni e vedere quegli occhi grandi diventare piccoli e allontanarsi da noi fino a svanire. 55 Bandler R., Usare il cervello per cambiare, op. cit., pp.8,9 56 Idem p.9 33

34 Può essere un idea, ma ognuno ha quella che funziona meglio per se stesso. Un giorno un mio collega tentava di tirarmi nei sui schemi mentali di deresponsabilizzazione e di colpa, che tanto, tempi prima, attivavano in me sequestri emozionali, con esplosioni di rabbia da non riconoscimento, quando è bastata un interruzione di schema per farci una bella risata, gli ho detto: Ma smettila, se no ti faccio diventare piccolo e verde. Cosa ci impedisce di farlo? Chi è l unico padrone e signore dei nostri pensieri se non noi stessi? Per rubare una metafora a Bandler, siamo gli autisti del nostro autobus, una volta imparato a guidare, bisogna scegliere la direzione. E torniamo nuovamente a parlare di valori. 34

35 Allineamento dei livelli di pensiero nella propria vita tra Spirito Missione Valori La bimbetta cresceva e sviluppava competenze inconsce che altro non aspettavano che diventare consce. La sua più grande crisi esistenziale l aveva costretta a scegliere, vivere o morire. Il perdono doveva essere totale verso se stessa, da tutte le volte che pensava di essersi irrimediabilmente tradita. E tu non giudicare, il cuore della legge è il perdono 57 ed è in questo che si esprime il secondo comandamento Ama il prossimo tuo come te stesso 58 Non giudicare prima di tutto perdona te stesso te stesso D improvviso a cascata dall apice della piramide è tutto chiaro Chiari i comportamenti dei grandi uomini, dei grandi leader, che pur nelle loro crisi hanno avuto il coraggio di vivere una vita allineata con il loro spirito, con la loro missione con i loro valori, perché non vi è sofferenza più grande di vivere una vita incongruenti con se stessi. Ecco perché questi uomini hanno dato la vita per la loro missione, non avrebbero potuto sopportare di vivere senza la compagnia degli esseri umani che amavano di più al mondo, loro stessi: che altro avrebbe potuto fare di più Gesù nella vita, oltre a dividere il tempo in due: prima e dopo di lui. E Dilts, che ha studiato gli schemi verbali che Gesù usava scopre che quando è stato sfidato da chi gli chiedeva quale fosse il comandamento più grande, Egli è saltato subito ad un livello logico più alto. Non ha detto: Non devi fare questo o quello. Nessun risultato formulato al negativo. 57 Da Gesù di Nazareth, fu uno sceneggiato televisivo, che venne trasmesso su Rai Uno in cinque puntate 1977, diretto da Franco Zeffirelli, oggi distribuito come film. 58 Il Vangelo. 35

36 Ha detto che il primo e più importante comandamento era: Ama il Signore Dio tuo ( quel Dio nel quale Dante aveva visto dipinta la sua immagine e Ada Cortese la possibilità della umana trasfigurazione) 59 con tutto il tuo cuore, la tua mente, la tua anima e le tue forze. Quando consideriamo cosa ciò voglia dire in relazione ai livelli che stiamo esaminando, ci rendiamo conto che questo comandamento suggerisce di organizzarsi in direzione del proprio obiettivo spirituale più alto (Dio) (Ama) 60, con il tuo cuore (le convinzioni), la mente (le capacità), l anima (l identità), la forza ( i comportamenti). Alla base c è un allineamento di tutti i valori Ama Il Signore Dio tuo La tua anima Il tuo cuore La tua mente Le tue forze Limiti e coercizioni E interessante notare come la casella ambiente nell interpretazione di Dilts rimanga vuota. Quando la presa di coscienza è dall apice della piramide, la missione così alta, non ci sono né limiti né coercizioni che tengano. Poiché non sono più gli avvenimenti esterni che influenzano te ma tu loro, sono le tue scelte che scrivono la storia e non questa che scrive te. Il professor Giuseppe Ignesti, durante una delle sue appassionanti lezioni di storia contemporanea, mi fece capire quanto fosse importante mettersi nei panni del personaggio 59 Parentesi dell autrice 60 Parentesi dell autrice 61 Dilts R, I livelli di pensiero, op.cit., p Idem, schema rivisitato, p.74 36

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