Svolgere un ruolo guida in una società in cambiamento

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1 Svolgere un ruolo guida in una società in cambiamento Monica Gather Thurler Nella maggior parte dei sistemi scolastici, il ruolo della conduzione è affidato ai quadri scolastici (responsabili politici, collaboratori delle direzioni generali, responsabili degli istituti, direttori delle istituzioni di formazione dei docenti), che hanno il compito di esercitare una leadership determinante nello sviluppo di questi sistemi. Parallelamente, l analisi del ruolo e della funzione da svolgere resta ancora troppo spesso limitata a qualche principio generale, legato alla posizione in una struttura gerarchica e al lavoro prescritto dai mansionari (quando ne esistono), invece di basarsi su un analisi approfondita del lavoro reale. Ma, da un Paese all altro, o anche da una regione all altra nei Paesi federalisti, questo cambia, a seconda della legislazione e degli orientamenti politici, ma anche a seconda della cultura professionale preponderante. Di fatto, la loro leadership assumerà funzionamenti e forme molto diversi: i leader si troveranno nella posizione di dirigenti solitari, in quella di membro di un équipe di direzione o piuttosto in quella di un primus inter pares in seno ad un équipe pedagogica. A queste variazioni si aggiungono aspetti di cui non sempre si riesce a misurare le implicazioni: la maggior parte di coloro che fanno parte dei quadri, in precedenza sono stati impegnati come insegnanti, fatto che implica una certa «complicità» con chi si trovano ora a guidare. I quadri succedono sempre a qualcuno e ad un certo momento cedono il posto a qualcun altro. Questo fatto implica il sentirsi in obbligo di garantire una certa continuità dimostrando però la propria capacità a lasciare una propria «traccia» durante la propria permanenza. Inoltre, i quadri rappresentano l autorità, che loro delega potere. Essi si sentono quindi in dovere di mostrarsi impeccabili, di sottomettersi a una cultura istituzionale, alla concezione di questo ruolo che ha il Dipartimento competente, alle autorità politiche locali e regionali, istituzioni il cui ruolo e l influenza variano da un Paese e da un sistema scolastico all altro. Al fine di aprire il dibattito relativo alla problematica della leadership - tema al centro del Congresso della SSRE metterò in relazione la funzione dei quadri scolastici sia al funzionamento dato dal sistema educativo sia al continuo processo di modernizzazione. In virtù dello scarto sempre meno accettabile che vi è fra gli obiettivi dichiarati della scuola e i risultati ottenuti, tenterò di mostrare che l innovazione sembra in questo caso prioritaria. In questa prospettiva, dirigere in una società in cambiamento, significa condurre trasformazioni incessanti, che possono nascere sull onda dell evoluzione della domanda sociale, degli orientamenti della politica dell educazione, del rinnovamento delle conoscenze, delle esigenze del nuovo pubblico scolastico, culturale ed economico. Concetti di leadership John MacBeath Sembra che il mondo si sia accorto dell importanza della leadership. La crescente consapevolezza intorno alla tematica trae origine da più situazioni: l attenzione centrata sui leader mondiali, un corpus sempre più consistente di letteratura in materia

2 che circola nel mondo delle imprese, e l enfasi posta sulla formazione dei futuri capi d istituto a ruoli di leadership, distinti da ruoli di management. Nel settore sono presenti molta ambiguità e confusione terminologica e di significato. Inoltre, non mancano ambiguità e confusione sulla natura e il ruolo della leadership nelle istituzioni educative, viste a confronto con le imprese, e in relazione all'essenza individualistica oppure condivisa della stessa. In primo luogo, l intervento esaminerà la "zuppa" delle definizioni del termine leadership per soffermarsi successivamente su: - quanto stiamo imparando sulla natura della leadership grazie alla ricerca internazionale - i modi in cui la leadership è formata e plasmata dal contesto e dalla cultura di cui fa parte - le sfide per i leader degli istituti scolastici, in considerazione del fatto che ora hanno la responsabilità pubblica (accountability) del loro operato e di quello dei loro istituti Luci e ombre (inconsce) della leadership Gian Piero Quaglino La sfida della leadership si riassume nell'arte della guida degli uomini. In questo consiste la sua ambizione e il suo successo. I lati oscuri coincidono invece con l'equivoco per cui la leadership è intesa come l'arte del comando. Questo equivoco, come è evidente, si centra sul nodo della questione del potere che ogni leadership, appunto, "adombra". L'esercizio del comando diviene così il modo migliore (in fantasia e non sempre in modo consapevole) per non affrontare la possibile perdita del potere, ovvero la sua cessione, il suo "passaggio" ad altri. L'arte della leadership è dunque l'arte di perdere il potere a vantaggio degli altri, ovvero di esercitarlo "con" anziché "su", e, in qualche misura, anche "per" e "tra". Il rischio principale nell'esercizio inconsapevole del potere (cioè della leadership come comando) è, d'altra parte, di lasciarsi impadronire dalle forze "negative" che animano la vita inconscia: la rimozione e la proiezione anzitutto. Così si attiva un mondo di relazioni segnate dalla sfiducia e dall'ostilità. Solo la scelta consapevole di destinare il potere a vantaggio degli altri può dissipare le ombre della sfiducia e dell'ostilità e consentire alla leadership di costruire una relazione "matura" in cui tutti siano protagonisti e si possano riconoscere.

3 La leadership attraverso il cambiamento Michael Schratz Diventare direttore/trice di una scuola è una questione e dirigere bene un istituto scolastico è una questione ben diversa. Nel corso della propria carriera un/a direttore/trice scolastico/a viene continuamente confontato/a con nuove sfide. Per questo motivo l evoluzione della scuola necessita di leadership. Direttori/trici scolastici competenti desiderano raggiungere obiettivi che mirano al cambiamento, che motivano alla partecipazione e che hanno effetti duraturi. Tramite gli operatori con funzione dirigente la leadership mira ad un incremento di qualità del sistema di formazione e si concentra sul compito principale delle scuole, ovvero quello di garantire processi educativi e di formazione eccellenti. L obiettivo è quello di un scuola con un profilo ben delineato e di alta qualità. È compito delle direzioni prendere l iniziativa e proporre stimoli per migliorare la qualità del lavoro educativo. Questa presentazione mostra come, per sviluppare la scuola del futuro, i direttori e le direttrici di istituti scolastici debbano acquisire le competenze proprie della leadership: la capacità dello sviluppo di obiettivi orientati ai risultati, della partecipazione collegiale, della guida cooperativa, del cambio sistematico di prospettiva, della ricerca di consenso e della presentazione entusiasmante di idee e risultati. Sette principi a favore di una leadership sostenibile Andy Hargreaves La sostenibilità nella leadership e nel miglioramento va ben oltre la questione della durabilità nel tempo. In linea con quanto emerge in campo ambientale, definiamo la leadership sostenibile come segue: La leadership sostenibile è di sostanza, si diffonde e permane nel tempo. E'una responsabilità condivisa con altri, che non consuma smodatamente le risorse finanziarie o umane, ma si interessa della comunità e dell'ambiente educativo circostante, evitando di recarvi un'influenza dannosa. La leadership sostenibile è "attivista" nei confronti delle forze che agiscono su di essa. Promuovendo la reciproca "fecondazione" delle buone idee e pratiche all interno di comunità di apprendimento e sviluppo diffusi e condivisi, essa costruisce un ambiente educativo caratterizzato dalla diversità organizzativa. Tale definizione ci suggerisce sette principi per una leadership sostenibile: 1. La leadership sostenibile crea e salvaguarda un apprendimento di sostanza. 2. La leadership sostenibile assicura la permanenza nel tempo dei buoni risultati.

4 3. La leadership sostenibile sostiene la leadership degli altri. 4. La leadership sostenibile si impegna in questioni di giustizia sociale. 5. La leadership sostenibile è tesa a sviluppare, anziché consumare, le risorse umane e materiali. 6. La leadership sostenibile potenzia la diversità ambientale e la sua capacità di miglioramento. 7. La leadership sostenibile è "attivista" nel suo impegno verso l'ambiente. Piccolo manuale di base sulla leadership di sistema David Hopkins Se lo scopo principale delle riforme nei sistemi educativi dei paesi economicamente avanzati mira ad un elevato grado di equità sociale coniugata con il perseguimento dell'eccellenza, allora la politica e l'azione devono focalizzare l'attenzione sul miglioramento del sistema. Questo significa che un capo d'istituto si deve preoccupare del buon esito degli altri istituti scolastici tanto quanto del suo: un miglioramento durevole e costante delle singole scuole non è fattibile senza un movimento in avanti da parte di tutto il sistema. Risulta evidente il successo del programma di riforma del sistema educativo inglese a partire dal Ciononostante, gli standard non stanno crescendo come sarebbe necessario, il divario nel rendimento scolastico è ancora troppo ampio, alcuni istituti continuano a respingere gli alunni in difficoltà ed il sistema è tenacemente caratterizzato da prestazioni inferiori alle attese o potenzialità. Tale programma, voluto e guidato "dal centro", ha costituito un primo passo importante e necessario nell'impegno riformistico, a lungo termine ed ad ampio raggio, su scala nazionale. Lo stesso programma, però, produce anche effetti negativi. Gli insegnanti percepiscono i cambiamenti come imposizioni esterne e si chiedono fino a che punto i materiali disposti dal governo possano essere adattati ai loro obiettivi. Vi è anche la preoccupazione che i cambiamenti non siano pienamente condivisi e "fatti propri" dagli operatori scolastici, sempre a causa della provenienza esterna. Se guardiamo la cosa da una prospettiva più ampia di riforma di un servizio pubblico, in un sistema vasto, complesso e in costante, rapido movimento, è di vitale importanza che la fiducia, l'innovazione e la creatività risiedano proprio laddove il servizio incontra l'utenza. Per quanto meritevoli possano essere, le politiche centralizzate non hanno queste caratteristiche basilari. Non è nella loro natura. L'intervento sarà centrato sulle strategie attualmente esplorate nel sistema educativo inglese, che hanno l'obiettivo di creare un numero sufficiente di leader negli istituti scolastici per farli risultare il perno del cambiamento a livello di sistema. Sulla base di quest'analisi, verranno proposti, inoltre, i mutamenti necessari nello stile della leadership per trasformare il sistema nel suo insieme, mutamenti atti a generare e sostenere un impegno verso i più alti livelli di apprendimento e rendimento per tutti gli alunni in ogni ordine e genere di scuola.

5 Management e educazione: gli insegnamenti del Master in Gestione della Formazione dell'usi Edo Poglia Efficacia, efficienza, leadership, valutazione della qualità ed altri concetti e pratiche a colorazione manageriale sono stati a lungo considerati estranei al mondo della scuola, incentrato idealmente invece su valori umanistici, sociali e di sviluppo personale. Le difficoltà finanziarie che hanno marcato la scuola pubblica durante il decennio scorso, ma anche l'evoluzione dell'atteggiamento delle autorità, l'hanno però confrontata con la necessità di entrare almeno in parte nelle logiche manageriali. Se le cose stessero solo così, avrebbero forse ragione coloro che vedono in questa tendenza una sconfitta della scuola costretta ad accettare principi e funzionamenti non suoi. Esiste invece un altra faccia della medaglia nota da anni ai ricercatori interessati a tematiche quali quelle dell effetto-istituto, del progetto d istituto, della scuola efficace : una buona pedagogia è tributaria anche del contesto nel quale si situa: in primo luogo quello dell istituto scolastico. Questo va perciò gestito nel modo più - pedagogicamente- efficace possibile. La domanda che si pone è però quella di capire se i metodi manageriali, condivisi da gran parte delle aziende e sempre più anche delle istituzioni pubbliche, possono veramente essere adottati, piegandoli, alle realtà e agli obiettivi educativi. L esperienza del Master in Gestione della Formazione dell USI, indirizzato essenzialmente ai direttori di istituti scolastici, offre spunti interessanti per rispondere a questo interrogativo. Un leader scolastico come attivatore di leadership educativa Ivana Summa Ancora oggi, nella scuola autonoma, abbiamo tra i capi d istituto molti bravi burocrati, improbabili manager, ma troppi pochi leader educativi. C è un grande bisogno, invece, di dirigenti scolastici che sappiano attivare una leadership in grado di coagulare le energie e le risorse umane presenti nelle nostre scuole ma non adeguatamente utilizzate in tutte le dimensioni e nei diversi livelli del processo educativo. Per rendere le scuole veramente efficaci, infatti, è necessario un capo d istituto che, da leader, sappia mettere saldamente al centro, oltre le sue personali competenze, le competenze degli studenti e delle loro famiglie e quelle del corpo professionale degli insegnanti, in una direzione dove sono gli stessi valori democratici a sostenere una estensione della leadership stessa di tipo partecipato e condiviso. La natura stessa dell organizzazione scolastica, il suo essere contemporaneamente servizio ed istituzione, comunità e burocrazia, luogo di vita e luogo di lavoro, esige

6 una leadership del tipo sopra tratteggiato, che emerge soltanto se il leader istituzionale capitalizza il proprio potere estendendolo agli altri. La leadership scolastica sulla via del successo? Fattori di successo e di rischio per l operato delle direzioni degli istituti scolastici. Katharina Maag Merki Attualmente, dal punto di vista internazionale, la creazione di istituti autonomi rappresenta uno dei trend più importanti nell evoluzione della scuola (Burkard & Eikenbusch, 2002). Le direzioni scolastiche vi assumono un ruolo chiave. Sebbene diverse indagini abbiano loro attestato una notevole efficacia per lo sviluppo di aspetti importanti per le pratiche scolastiche, i risultati dell indagine PISA 2003 (Zahner Rossier et al., 2004) mostrano che in Svizzera non sono constatabili correlazioni significative tra l autonomia degli istituti e le competenze in matematica raggiunte dagli allievi. Ci si chiede dunque quali ragioni ci siano. Nell ambito di questa presentazione viene sostenuta la tesi che a causa dell alta eterogenità nell implementazione di istituti autonomi nella Svizzera tedesca non esista il modello di autonomia scolastica, e neppure il concetto di leadership. Non sono dunque in prima linea caratteristiche strutturali quali una maggiore libertà d azione ad influire sulle prestazioni degli allievi, bensì piuttosto la qualità e il grado di implemetazione dell autonomia scolastica nei singoli istituti. I fattori di importanza cruciale sono di consequenza identificabili al livello processuale dei singoli istituti, mentre gli aspetti strutturali rappresentano le condizioni quadro necessarie, ma non sufficienti, per un implementazione produttiva nelle singole scuole. Si rivela perciò necessaria un analisi sistematica dell efficacia di vari modelli d implementazione, così come una discussione dei fattori di successo e di rischio in essi presenti. I risultati di analisi empiriche di questo tipo vengono tematizzati in questa presentazione, che presta inoltre particolare attenzione al ruolo delle direzioni scolastiche. Burkard, C., & Eikenbusch, G. (2002). Schulentwicklung international - eine Bilanz. Was können wir von den Erfahrungen anderer Länder lernen? Pädagogik, 54(11), Zahner Rossier, C., Berweger, S., Brühwiler, C., Holzer, T., Mariotta, M., Moser, U., et al. (2004). PISA 2003: Kompetenzen für die Zukunft. Erster nationaler Bericht. Neuchâtel, Bern: BFS/EDK

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