Etiopia: crescita record tra i Paesi dell'africa Subsahariana

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1 n. 1 Anno 5-17 gennaio 2011 ECONOMIA, NORMATIVE, OPPORTUNITÀ E OBIETTIVI ALL ESTERO PER LE IMPRESE ITALIANE Sommario Nell'agroindustria uno dei maggiori vantaggi competitivi del Paese pag 5 Il decollo della filiera saccarifera pag 8 Un Paese ricco di energia pag 10 Il Governo di Addis Abeba punta anche sui biocombustibili pag 13 L'Etiopia cambia pelle pag 15 Un passato millenario e un futuro nel turismo pag 18 Quando l'artigianato diventa piccola industria pag 20 Interscambio e presenza italiana in Etiopia pag 22 Investire in Etiopia: il quadro normativo pag 23 Etiopia: crescita record tra i Paesi dell'africa Subsahariana L'Etiopia, attualmente sede dell'unione Africana, fa parte del crescente numero di Paesi africani che stanno uscendo dalla trappola del sottosviluppo e della povertà. In questo percorso può puntare su un grandissimo patrimonio di risorse con particolare riguardo all'agricoltura, all'energia e anche su un non trascurabile potenziale minerario. È un Paese popoloso (circa 80 milioni di abitanti), che ha avuto un ruolo importante nella storia, con un mercato interno di crescente interesse e alcune filiere in rapido sviluppo sia in campo industriale (prodotti di consumo, filiera agroalimentare) che in quello dei servizi. E soprattutto il Governo di Addis Abeba è fortemente impegnato a sostenere e accelerare questa crescita. Si aprono quindi, anche per le imprese italiane, numerose opportunità e occasioni che altri Paesi, peraltro, hanno già iniziato a cogliere, come spiega in questa intervista l'ambasciatore italiano ad Addis Abeba, Renzo Rosso. Il tutto in un contesto di cui è opportuno comprendere le peculiarità a pagina 2 INDIA India: Prysmian punta al raddoppio del fatturato di Ravin Cables pag 24 GRECIA Atene delibera una 'fast track' per i nuovi investimenti qualificati pag 25 SETTORI E AZIENDE Energia Trasporti pag 26 Addis Abeba, panorama INFRASTRUTTURE India: Prysmian punta al raddoppio del fatturato di Ravin Cables Il gruppo italiano Prysmian, tra i leader mondiali nel settore dei cavi e sistemi per l'energia e le telecomunicazioni, ha acquisito una quota di maggioranza e controllo pari al 51% nel gruppo indiano Ravin Cables a fronte di un investimento complessivo di circa 26 milioni di euro a pagina 24 Realizzata dal Sole 24Ore in collaborazione con l Ufficio Sostegno Imprese della Farnesina (DGSP) -

2 L'Etiopia ha attratto l'attenzione di molti osservatori per gli alti tassi di crescita registrati negli scorsi anni. Quali sono le prospettive per il prossimo futuro? L'Etiopia ha sperimentato una crescita molto sostenuta negli anni passati che si è aggirata intorno all'11% nel periodo , ha poi avuto una flessione in coincidenza della crisi finanziaria internazionale. Adesso è di nuovo in ripresa. Si stima che manterrà un buon trend, con un tasso di crescita tra il 7 e l'8% annuo, anche nei prossimi anni. Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale attualmente l'etiopia è il Paese che ha il più alto tasso di crescita tra i Paesi dell'africa sub-sahariana non produttori di petrolio ed il terzo più alto se si considerano anche i Paesi produttori. L Ambasciatore italiano in Etiopia, Renzo Rosso Come si configura per composizione settoriale l'economia etiopica? L'economia etiopica è ancora basata in modo predominante sull'agricoltura. Il caffè rappresenta la principale coltura commerciale, seguita da fiori recisi, semi oleaginosi e legumi. Il settore dei servizi rappresenta circa il 40%. Il settore manifatturiero risulta caratterizzato da industria leggera di piccola scala e artigianato locale e da imprese agroalimentari che hanno vissuto una dinamica di rapida espansione negli ultimi anni. Il settore minerario, infine, rappresenta soltanto lo 0,5% del PIL ed è principalmente incentrato sull'estrazione e sulla vendita di oro. Il piano quinquennale di sviluppo economico, Growth and Transformation Plan (GTP), relativo al periodo e varato recentemente dal Parlamento etiopico, prevede una consistente crescita del settore agricolo che dovrebbe rimanere il motore dello sviluppo economico del Paese per i prossimi cinque anni ed un'ulteriore crescita dell'industria che dovrebbe preparare la "rivoluzione industriale" da attuarsi nel quinquennio successivo. "Villa Italia" Sede dell'ambasciata d'italia Sorge su un terreno originariamente di 40 ettari, oggi di 15, concesso dall'imperatore Menelik all'italia alla fine del XIX secolo, al pari di analoghe concessioni alle potenze dell'epoca (Francia, Gran Bretagna, Russia, Germania). Da allora è sede della Rappresentanza diplomatica italiana in Etiopia (Legazione prima e Ambasciata a partire dal 1952). L'attuale residenza, realizzata nella sua parte originaria dall'architetto e costruttore italiano Castagna, è frutto di successivi interventi tra il 1902 e il Negli anni dell'africa Orientale Italiana ( ) è stata residenza del Governatore e poi del Vicere Amedeo d'aosta e dalla sua famiglia. Dal 1941 è stata usata dalla casa Imperiale Etiopica come residenza per ospiti illustri. Al momento del ristabilimento delle relazioni diplomatiche nel 1952 è stata restituita all'italia, seppure ridotta da 40 a 15 ettari, e contemporaneamente è stata data all'etiopia la sede dell'ambasciata a Roma nel quartiere Nomentano. Oggi Villa Italia ospita la Residenza dell'ambasciatore, le Cancellerie Diplomatica e Consolare, l'abitazione e gli uffici dell'addetto Militare, gli Uffici della Cooperazione allo Sviluppo e altre abitazioni di dipendenti dell'ambasciata. Vi sono edifici di servizio e una scuderia. Tra gli edifici e le strade di collegamento vi sono giardini, aree boschive e terreni sportivi. Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

3 L'idea di un piano di sviluppo rimanda a suggestioni dirigistiche. Quale è l'atteggiamento delle Autorità etiopiche nei confronti dell'economia e del libero mercato? In effetti il Governo etiopico promuove il "Developmental State", un assetto che prevede un forte intervento dello Stato nell'economia sia a livello di emanazione di indirizzi agli operatori economici, sia come presenza attiva nella gestione di interi settori. Gli osservatori occidentali vedono proprio nella mancata liberalizzazione di importanti settori, ad esempio quello bancario o delle telecomunicazioni, uno dei principali ostacoli alla promozione di un pieno sviluppo del Paese. Su altri importanti settori, ad esempio quello dell'energia elettrica, è invece in fieri una riflessione che dovrebbe portare a vararne la liberalizzazione. Quali sono le opportunità di investimento per le imprese italiane? E quali gli eventuali ostacoli? L'Etiopia ha un grande potenziale di sviluppo nel settore agricolo, agro-industriale, nel tessile, nell'industria della pelle, nel settore energetico, come illustrato nelle presentazioni settoriali che seguono. Imprese cinesi ed indiane, soprattutto, sono entrate e continuano ad entrare nel mercato locale in grandi numeri. Al momento il settore delle infrastrutture è dominato dalla presenza cinese, quello dello zucchero dagli indiani, mentre la Turchia ha investito molto nel tessile. Proprio la concorrenza con le aziende di questa nazionalità è la prima barriera all'ingresso da affrontare per le nostre imprese, che però possono puntare sulla riconosciuta qualità dei prodotti e processi italiani. Un altro importante ostacolo è l'incertezza del diritto, sia sotto l'aspetto della pubblicità e della consultabilità delle leggi in vigore, non sempre agevole, sia sotto l'aspetto della sua applicazione. È questo uno dei motivi per cui nonostante l'elevato potenziale di sviluppo del mercato etiopico, la presenza di investitori italiani è ancora ridotta. Sarebbe importante affrontare i rischi del mercato con strutture robuste proprie delle aziende di medie-grandi dimensioni o dei consorzi di aziende. Un villaggio rurale Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

4 Quali sono le maggiori iniziative svolte dall'ambasciata anche in collaborazione con ICE previste per il 2011? L'Ambasciata, insieme a ICE (Istituto per il Commercio Estero) e all'italian Business Community Association (IB- CA), che riunisce imprenditori italiani residenti in Etiopia, sarà presente alla 15ma edizione della Addis Ababa International Trade Fair organizzata dalla Addis Ababa Chamber of Commerce, che si terrà nel prossimo mese di febbraio. In occasione della Fiera saranno organizzati incontri tra le aziende italiane partecipanti e potenziali controparti locali, eventi e seminari a margine. L'Ambasciata organizzerà diversi altri eventi promozionali e seminari nel corso dell'anno, anche in collaborazione con IBCA. Il 12 gennaio scorso il Ministro dell Industria, S.E. Mekonnen Manyazewel, ha presentato alla comunità imprenditoriale italiana qui residente il piano di sviluppo economico quinquennale (Growth and Transformation Plan), varato recentemente dal Parlamento etiopico. L evento, che ha avuto luogo in Ambasciata, ha avuto un ottimo successo per numero di presenze e contenuti. È in corso di definizione anche la Guida agli investimenti che sarà pronta all'inizio dell'anno e potrà essere richiesta dagli imprenditori interessati anche via a Addis Abeba - Una vecchia stazione ferroviaria in disuso (foto Miguel Medina/AFP) Per iscriversi a questa newsletter compilate il modulo all indirizzo DiplomaziaEconomica/Newsletter/ Leggi gli aggiornamenti su Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

5 Nell'agroindustria uno dei maggiori vantaggi competitivi del Paese Il Growth and Transformation Plan punta a sviluppare la catena del valore (trasformazione, conservazione, esportazioni) del grande potenziale agricolo del Paese (52 milioni di ettari coltivabili con possibilità di raccolto in tutto l'anno). Un ruolo di primo piano è previsto anche per gli investitori stranieri L'agricoltura è il più importante settore dell'economia etiopica, alla quale contribuisce per il 46% del PIL, l'85% dell'occupazione nel Paese, il 45% delle entrate nazionali e l'85% dei guadagni dall'export. Nonostante questo ruolo decisivo giocato dai prodotti agricoli, l'etiopia rimane fortemente dipendente dalle importazioni di alimenti trasformati o semi-trasformati, poiché il tradizionale sistema di piccolissimi produttori e di mercato informale non è né in grado di supplire alla crescente domanda interna né di sfruttare l'enorme potenziale di esportazione. In questo contesto il Governo etiopico con il nuovo piano nazionale relativo al quinquennio , denominato Growth and Transformation Plan (GTP), attribuisce all'agricoltura il ruolo di motore dell'economia e mira a risolvere le carenze strutturali del settore e ad aumentare la produttività attraverso un forte coinvolgimento di investitori stranieri per i quali si prevedono importanti incentivi fiscali (vedi più avanti la guida agli investimenti). I dati ufficiali del FMI parlano di una crescita del PIL a due cifre in tutti gli ultimi sei anni, facendo dell'etiopia il Paese africano col più alto tasso di sviluppo, tra quelli senza risorse petrolifere. Dell'area totale dell'etiopia il 45% è co- La cerimonia del caffè Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

6 stituito da terreni arabili, pari a circa 52 milioni di ettari (15 quelli attualmente coltivati), terreni che, come nella maggior parte dei Paesi africani, sono di esclusiva proprietà statale e possono essere assegnati in concessione anche per periodi lunghi e a costi estremamente contenuti. Il basso costo delle materie prime e della forza lavoro, così come la straordinaria ricchezza delle colture e climatica - che permette raccolti durante tutto l'arco dell'anno - rappresentano rilevanti vantaggi competitivi. L'Etiopia, con un'altitudine tra i 148 e metri, presenta 18 maggiori aree e 49 sotto-zone agro-ecologiche, ognuna con il proprio potenziale biologico, che fanno del Paese uno dei maggiori centri mondiali di biodiversità con un enorme potenziale nella produzione di alimenti biologici a basso costo. Dal punto di vista geografico l'etiopia si colloca in una posizione strategica in prossimità dell'europa e del crescente mercato mediorientale. Inoltre sia il mercato interno sia quello regionale africano (COMESA) presentano un enorme potenziale, a fronte della crescita esponenziale della domanda alla quale vanno incontro. D'altra parte il Paese deve far fronte all'assenza di un accesso diretto al mare e alla carenza di infrastrutture. In questo senso, tuttavia, il Governo si sta impegnando con grandi investimenti sia nella rete stradale che in quella ferroviaria, e attraverso accordi per l'utilizzo dei porti di Gibuti, Somaliland e Kenya. Il principale prodotto agricolo etiopico è il caffè, del quale l'etiopia è la quinta produttrice mondiale e la prima in Africa, oltre ad esserne la seconda produttrice biologica mondiale. L'Etiopia è inoltre il luogo di nascita del caffè, esclusivamente di qualità "Arabica", e del quale presenta la maggiore diversità genetica al mondo. Si segnalano anche notevoli opportunità nel mercato dei cereali: teff - cereale dalle notevoli proprietà nutraceutiche, fondamentale nella dieta locale, privo di glutine e dunque interessante per la preparazione di alimenti per celiaci, mais, grano, orzo, sorgo e riso. Tale settore è risultato già fortemente redditizio per investitori indiani ed arabi. L'Etiopia è, inoltre, una delle maggiori produttrici ed esportatrici mondiali di semi oleosi. Le principali colture sono il sesamo, il niger e il seme di lino, per i quali l'etiopia figura tra i primi sei produttori al mondo. In questo contesto il Governo di Addis Abeba ha anche tracciato delle linee gui- Jimma - Esperimento di agricoltura urbana (foto treesftf) Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

7 da di sviluppo Comprehensive Africa Agriculture Development Programme (CAADP) che fanno riferimento alla visione e alla strategia per lo sviluppo sostenibile dell'agricoltura in Africa della NEPAD (New partnership for Africàs Development) promossa dall'unione Africana. Il programma ha l'obiettivo di sostenere i Paesi Africani nel perseguimento di una crescita economica trainata dallo sviluppo agricolo che favorisca la sicurezza alimentare e nutritiva e la crescita nelle esportazioni attraverso una migliore pianificazione strategica e incrementi di investimenti nel settore. L'Etiopia, non solo aderisce al Programma CAADP, ma ha appena completato il Business Investment Plan, in cui si evidenziano opportunità e necessità per lo sviluppo agricolo sostenibile e la commercializzazione, soprattutto per alcuni prodotti agricoli e animali. In tale contesto, il trasferimento di buone pratiche, la formazione nell'uso di tecnologie adeguate per la trasformazione dei prodotti in derivati, la diffusione di modelli produttivi consortili e il rafforzamento delle capacità nel creare network, rappresentano aree di collaborazione in crescente richiesta. Dove investire Trasformazioni agro-industriali: per esportare prodotti ad alto valore aggiunto, puntando sulla disponibilità di mano d'opera e di materia prima a basso costo (caffè, tè, pellame, latte, carne, cereali, semi oleosi, fieno greco, leguminose, spezie). Sementi: sfruttando le qualità degli altopiani etiopici, quali la grande varietà biologica e la possibilità di fare fino a tre raccolti annuali, beneficiando inoltre dello status di OGM-free. Vite da vino: la quale fu introdotta con successo proprio dagli italiani. Colture ortofrutticole: fruendo delle diverse zone agro-climatiche del Paese con un'ampia varietà di frutta vantaggiosamente coltivabile (mango, papaia, avocado, ananas, limoni, pere, susine, mele etc.) Floricoltura: la cui industria è emersa come uno dei sotto-settori a più alto sviluppo nel Paese durante gli ultimi anni. Apicoltura: l'etiopia è il più grande produttore africano di miele ed il quarto maggiore produttore di cera d'api al mondo con ancora notevoli margini di sviluppo commerciale. Fornitura di macchine agricole: vi sono ampi margini di sviluppo sia per l'esportazione, sia per l'assemblaggio sul posto, sia attraverso formule innovative di leasing 1. Agevolazioni La Cooperazione italiana allo Sviluppo potrebbe inoltre favorire gli investitori italiani con l'attivazione dell'articolo 7 della legge 49/87. Esso prevede l'erogazione di credito agevolato da parte della Cooperazione per finanziare parte del capitale di rischio di imprese italiane in joint venture con imprese locali, in settori e progetti collegati all'agricoltura, all'allevamento ed al trattamento di prodotti derivati. Con l'italia sono stati inoltre stipulati accordi bilaterali per gli investimenti e trattati contro la doppia tassazione. Link e contatti Ambasciata Addis Abeba: Agenzia etiopica per gli investimenti: Guida agli investimenti in Etiopia: file=investment_guide.pdf Guida ai costi di terreni, utenze e tassazione in Etiopia: org/docs/ download.php?file= FACTOR% 20 COSTS.pdf 1 Si potrebbe pensare ad esempio alla vendita di "pacchetti di ore moto" per le principali macchine con servizi di manutenzione e supporto logistico, che impegnino, a livelli scalari, le concessionarie e le stesse case costruttrici. I vantaggi sono evidenti: il grande cliente prende in affitto la quantita' esatta di ore moto che gli sono necessarie, senza spreco alcuno; non si preoccupa della manutenzione dei mezzi; ottiene il massimo risultato con costi contenuti; le case costruttrici rimangono proprietarie delle macchine. Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

8 ECONOMIA Il decollo della filiera saccarifera Forte impegno del Governo nel settore. Entro pochi anni l'etiopia diventerà un importante esportatore mondiale. È avviata la costruzione di otto nuovi zuccherifici. Costi molto bassi e rese elevate. E si aprono interessanti prospettive anche per la produzione di etanolo Il settore dello zucchero, già indicato come prioritario nel piano quinquennale di crescita (nell'anno ha assorbito il 45,3% delle risorse destinate allo sviluppo dell'industria), continua a essere considerato strategico dal Governo. Secondo le previsioni del Growth and Transformation Plan la produzione nazionale di zucchero dovrebbe più che raddoppiare nel prossimo quinquennio, permettendo al Paese, ancora oggi importatore netto di zucchero, di soddisfare la domanda locale ed iniziare le esportazioni. Il GTP prevede la costruzione di 8 nuove fabbriche di zucchero governative di- slocate in diverse parti del Paese (regione Amara, Southern Region, Oromia, Tigrai). Il potenziamento del settore dovrebbe portare ad una sostenuta produzione per l'esportazione (oltre alla produzione di etanolo ed energia) già nei prossimi anni. Si sottolinea a tal proposito che il costo di produzione del bene in Etiopia è molto basso e rende competitivo lo zucchero etiopico anche rispetto allo zucchero prodotto in Brasile. Dall'altra parte iniziano a nascere anche iniziative private come Hibir Sugar Share Company, società costituita da tre ingegneri che hanno lavorato per lungo tempo nelle fabbriche statali. Essi avrebbero versato il capitale iniziale dell'azien- Una ragazzina vende canne da zucchero lungo la strada Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

9 da e starebbero preparando una campagna di raccolta di fondi attraverso l'emissione di titoli azionari per la costruzione di una nuova fabbrica di zucchero nei pressi del lago Tana. Le fabbriche private tuttavia non sono ancora operative e quindi la produzione e la distribuzione sono ancora oggi completamente controllate dal Governo. Il programma di rilancio del settore ha previsto nel quinquennio trascorso lavori di ammodernamento ed espansione delle tre fabbriche esistenti (Metahara, Wonji e Fincha) e la costruzione del nuovo stabilimento di Tendhao. Tali commesse sono state finanziate dall'export Import Bank of India e affidate ad imprese della stessa nazionalità. I lavori dovrebbero terminare entro il 2011 e gli impianti dovrebbero aumentare progressivamente la produzione fino a funzionare a pieno regime nel giro di circa 5 anni. Recentemente la Ethiopian Sugar Development Agency (ESDA) è stata trasformata nella Sugar Corporation, che ha conservato lo stesso mandato dell'esda (dalla supervisione sul settore all'implementazione dei programmi di sviluppo della produzione) con la differenza che il nuovo capo, Abay Tsehay, ha rango di Ministro, a differenza del suo predecessore, Belay Dechassa che aveva il titolo di Direttore Generale. La nuova configurazione sembra sottolineare l'importanza crescente conferita da queste Autorità al settore. Le nuove fabbriche saranno anche attrezzate per la produzione di etanolo. La raccolta dell acqua dalle rive del lago Tana Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

10 Un Paese ricco di energia Consumi in forte crescita. Prevista nei prossimi anni l'attivazione di 15mila Megawatt aggiuntivi per il 90% da fonti idroelettriche. Il resto verrà da fonti eoliche e geotermiche. La copertura della rete è ancora molto bassa. Sarà fortemente estesa e sono già avviati interventi di interconnessione con i Paesi vicini per consentire l'esportazione delle eccedenze. Finanziamenti disponibili dalle istituzioni internazionali L'incremento della capacità produttiva nel settore dell'energia elettrica è una delle top priorities del Governo etiopico. L'accesso alla rete elettrica è ancora molto insoddisfacente. Si stima che nelle aree rurali, dove risiede l'84% dei quasi 80 milioni di abitanti del Paese, meno del 5% delle persone abbia accesso all'energia elettrica, mentre nelle città questo dato salirebbe al 25-30%. Infine, il consumo annuo pro capite di elettricità in Etiopia è stato nel 2009 di 100 kwh, contro i 478 kwh della media dell'africa Sub Sahariana. La sostenuta crescita economica degli ultimi anni ha provocato un aumento della domanda di energia elettrica sia per consumo domestico che, soprattutto, per impieghi produttivi. Dati dell'ethiopian Electric Power Cororation (EEP- CO) indicano una variazione di tale domanda da un tasso del 5/6% all'anno nel periodo , al 15% tra il 2002 ed il 2006, fino ad un incremento del 25% annuale nel 2008/2009. Il perseguimento degli ambiziosi obiettivi di crescita fissati nel nuovo piano quinquennale di sviluppo per il periodo comporterà un ulteriore, sostenuto, aumento della domanda di energia elettrica. L'EEPCO ha dunque elaborato un piano di sviluppo della rete elettrica che si pone come obiettivo l'installazione di MW di potenza nell'arco di dieci anni. Il piano delinea un portafoglio energetico composto da idroelettrico, con una quota predominante superiore al 90%, e da eolico e geotermico per la parte restante. Questi ultimi due contributi indicano il tentativo del governo di diversificare le proprie fonti di approvvigionamento, pur in un contesto in cui il costo di produzione dell'idroelettrico rimane di gran lunga il più competitivo. L'eolico permetterebbe infatti di ottenere energia per i picchi di consumo nei periodi di siccità Le cascate del Nilo Azzurro dal Lago Tana Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

11 in cui il contributo dell'idroelettrico cala, mentre il geotermico, se sfruttato in modo sostenibile, sarebbe in grado di produrre energia in modo continuo limitando la variabilità delle altre rinnovabili. Lo sfruttamento dell'energia solare è limitato al fotovoltaico per uso domestico e al momento non è nei piani del Governo la realizzazione di impianti solari di taglia rilevante. La Banca Mondiale sostiene un progetto per lo sviluppo dell'utilizzo dell'energia solare denominato "Lighting Africa". Per l'etiopia è in preparazione un programma di finanziamento attraverso la Development Bank of Ethiopia di cui potranno usufruire imprenditori privati interessati a sviluppare il progetto in Etiopia (www.lightingafrica.org). Nello sviluppo delle energie rinnovabili, per la realizzazione di centrali di grandi dimensioni, il Giappone e la Germania (KfW) hanno mostrato interesse per il settore geotermico e la Norvegia e la Germania (GTZ) per il settore eolico. La Francia (AFD) e la Germania sono già attive rispettivamente nel settore eolico e in quello delle microapplicazioni "off grid" per l energia solare e "mini grid" per l idroelettrico. Alla costruzione di impianti per la produzione di energia si affiancano i progetti per la realizzazione di linee di trasmissione sul territorio nazionale, quelli per l'elettrificazione rurale, e quelli per rendere più efficienti i consumi in aree urbane. Questi interventi, già attivi, presentano ampi potenziali di sviluppo. La Banca Mondiale e la Banca Africana di Sviluppo sono tra i maggiori finanziatori in questo settore. Sono inoltre in fase di realizzazione gli elettrodotti che allacceranno la rete etiopica con quelle di Gibuti e quella del Sudan. Si prevede di poter esportare inizialmente un massimo di 200MW in ciascuno dei due Paesi. Contribuiscono in maniera consistente a questi progetti la Banca Mondiale e la Banca Africana di Sviluppo, ma anche l'unione Europea attraverso l'eu-africa Infrastructure Trust Fund e l'agenzia Francese di Sviluppo (AFD). Sono inoltre in corso i preparativi per l'assegnazione del progetto per l'interconnessione elettrica tra Etiopia e Kenya, che consentirà l'esportazione di un massimo di 900 o 1000 MW in Kenya e da lì, in parte, in Tanzania e Uganda. Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

12 Sono interessati al finanziamento di quest'opera la Banca Mondiale, la Banca Africana di Sviluppo, la Banca Europea degli Investimenti, l'agenzia Francese di Sviluppo AFD. Infine è in discussione un progetto di legge per la liberalizzazione del settore dell'energia elettrica, oggi interamente gestito dall'azienda governativa EEP- Co. L'obiettivo dell operazione è quello di attrarre investimenti stranieri e creare opportunità per produttori indipendenti con meccanismi di concessione e con tariffe garantite di fornitura alla rete nazionale. Le autorità mirano anche ad aprire all'etiopia le opportunità di finanziamento derivanti dal commercio dei permessi di emissione di gas ad effetto serra. Per ogni informazione su Calls for expression of interest e su ogni altro progetto promosso dalla Ethiopian Electric Power Cororation vedi: Etiopia - Mappa delle reti e degli impianti idroelettrici (Fonte Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

13 INVESTIMENTI E INTERSCAMBIO Il Governo di Addis Abeba punta anche sui biocombustibili Obiettivo: accrescere la produzione di etanolo a quasi 200milioni di tonnellate anno. Nel paese si inizia a introdurre la benzina verde. Oltre 23 milioni di ettari disponibili per la produzione di atropa, ricino, palma da olio destinabili alla produzione di biocarburanti Per ridurre la dipendenza dai prodotti petroliferi e promuovere uno sviluppo sostenibile il Governo ha finora incentivato la produzione di biocarburanti. L'obiettivo di continuare su questa strada è chiaramente statuito anche nel Growth and Transformation Plan. - Aumentare la produzione di etanolo a milioni di litri all'anno coordinando le attività produttive delle fabbriche di produzione di zucchero pubbliche e private; - Aumentare la produzione di biodiesel fino a 1.6 milioni di litri attraverso l'attrazione di investitori privati nel settore. Dei tre zuccherifici statali attualmente operanti soltanto uno, la Finchaa Sugar Factory, è in grado di produrre etanolo. Al momento essa produce 8 milioni di litri all'anno di biocarburante, ma a piena capacità, quando i lavori di espansione saranno ultimati, dovrebbe essere in grado di produrne 18 milioni di litri l'anno. Anche nei progetti di espansione di Wonjii e Metahara sono previste distillerie di etanolo che dovrebbero avere rispettivamente una capacità pari a 20,5 milioni di litri e 36,5 milioni di litri annui. La nuova fabbrica di Tendhao, la cui entrata in funzione è prevista a breve, ma il cui funzionamento a pieno regime è previsto nel 2013, dovrebbe avere una capacità produttiva di 50,6 milioni di etanolo. Alla fine del prossimo quinquen- La canna da zucchero viene trasportata verso una raffineria (foto Mario Roberto Duran Ortiz) Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

14 nio le quattro fabbriche sopra indicate dovrebbero essere in grado di produrre a pieno regime circa 125 milioni di litri di etanolo l'anno. Gli ambiziosi piani di espansione dell'industria dello zucchero contenuti nel Growth and Transformation Plan, in particolare la costruzione delle 8 nuove fabbriche previste, dovrebbero porre le basi per un ulteriore e cospicuo aumento della produzione di etanolo negli anni successivi. Anche le fabbriche di zucchero private prevedono la costruzione di distillerie di etanolo (la Hibir sugar Factory, sopra menzionata, e la Habesha Sugar Factory, costituita da imprenditori di nazionalità pakistana). Al momento il Ministero dell'energia ha stabilito di commercializzare nella sola Addis Abeba una miscela di benzene al 95% ed etanolo al 5%, ma ci si attende a breve un aumento della percentuale di biocarburante al 10% ed un successivo incremento al 20% man mano che le fabbriche di zucchero aumenteranno la loro produzione. Secondo i dati diramati dalle Autorità etiopiche, nel Paese esistono 23,4 milioni di ettari di terre (di cui oltre la metà nella regione dell'oromia) disponibili, per la coltivazione di jatropa, ricino e palma da olio. La jatropa, una pianta diffusa anche in India e Indonesia, utilizzata per la produzione di sapone, cera, trattamento del cuoio, può crescere anche in clima secco con rese valutate da alcuni esperti in 1000 litri per ettaro in regimi inferiori ai 200 mm di pioggia annua. Le rese salirebbero a 5mila litri in condizioni di maggiore (ma non eccessiva) piovosità e con l'utilizzo di fertilizzanti. Secondo il National Biofuel Center della Petroleum Conservation Research Association indiana, su 10 milioni di ettari con una resa di 1,5 tonnellate per ettaro, sarebbe possibile produrre l'equivalente di 10 milioni di tonnellate di petrolio. Attorno ai programmi del Governo etiope si è registrato un forte interesse da parte di investitori privati. Tra questi anche un'azienda italiana, la FRI-EL Green Power, che ha rilevato, nel 2008, una azienda governativa per avviare (con un investimento di 32 milioni USD) la coltivazione di una piantagione di Jatropha e palma da olio per la produzione di bio-carburante. Una pianta di Jathropa Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

15 L' Etiopia cambia pelle Finora il Paese, caratterizzato da un'antica tradizione conciaria che risale ai tempi dei faraoni, era stato soprattutto un importante esportatore di pelli grezze. Ora punta a sviluppare l'intera filiera a valle (calzature, accessori) sostituendo le importazioni dall'estero e aprendo un varco alle esportazioni. Il settore è caratterizzato da una forte presenza cinese, ma l'italia, già importante fornitore di tecnologie, può offrire in più la qualità Il Governo di Addis Abeba ha deciso di premere l'acceleratore sullo sviluppo della filiera del cuoio che si basa su una millenaria tradizione artigianale (risale ai tempi dei faraoni) e più concretamente su un' attività di allevamento di consistenti dimensioni: 41 milioni di bovini (la più grande popolazione bovina in Africa e la decima al mondo), 25 milioni di ovini e 23 milioni di caprini. Nel mese di febbraio del 2009 è entrata in vigore una legge che ha aumentato i dazi su pelli grezze e semilavorati del 150% con l'obiettivo di frenare l'esportazione e privilegiare l'impiego locale per la fabbricazione di prodotti finiti. La decisione è frutto delle forti pressioni dell'associazione di categoria, la Ethiopian Leather Industries Association (Elia). Ora, per il Paese, si apre una sfida importante perché la scelta effettuata non si trasformi in un boomerang (negli ultimi mesi il flusso di esportazione di pelli grezze è diminuito) occorre un salto di qualità dell'industria calzaturiera e dei prodotti in cuoio (guanti, valige, vestiti, accessori) che richiede importazione di tecnologia, formazione di manodopera e di quadri tecnici, organizzazione e controllo della qualità dell'intera filiera a partire dalla materia prima. In questo contesto la vera novità consiste nel ruolo assunto dalla Cina, che finora ha visto l'etiopia soprattutto come un mercato di sbocco. Ormai è il principale fornitore di prodotti finiti sul mercato locale (la produzione calzaturiera etiope è Il Progetto di Assistenza Tecnica delle Cooperazione Italiana La Cooperazione italiana ha avviato nel maggio 2009 un progetto della durata complessiva di due anni che si iscrive nel più ampio contesto degli interventi a favore dello sviluppo del settore privato in Etiopia, finanziati nel corso degli ultimi dieci anni. L'intervento, del valore di 2,7 milioni di euro, è realizzato dall'unido con il monitoraggio della Cooperazione italiana. L'obiettivo principale è il miglioramento delle capacità tecniche e manageriali di tutti gli attori del settore della lavorazione della pelle in Etiopia in modo da creare condizioni favorevoli per l'incremento delle esportazioni. La componente principale è riferita all'assistenza tecnica al reparto conciario e di manifattura delle calzature e degli altri accessori in pelle. Il rafforzamento di questi settori prevede anche il coinvolgimento di potenziali investitori stranieri, invitati a visitare le imprese etiopi, beneficiarie del progetto, con l'obiettivo di individuare eventuali aree di miglioramento. Contatti utili: Ufficio della Cooperazione Italiana ad Addis Abeba tel ; dott. Michele Boario Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

16 ben lontana dal soddisfare il fabbisogno interno). Ora, dietro richiesta del Governo di Addis Abeba e nel contesto della nuova politica cinese di alleanza per lo sviluppo dei Paesi africani, è stato siglato un accordo che prevede il supporto di Pechino allo sviluppo dell'industria di trasformazione locale che si è già tradotta nella crescente presenza in Etiopia di aziende di proprietà cinese che producono calzature, guanti, cinture, borse, abiti. Accordi analoghi per lo sviluppo dell'industria locale sono stati conclusi anche con India e Giappone. Obiettivo a lungo termine del Governo etiope e della Ethiopian Leather Industries Association è non solo quello di mettere l'industria calzaturiera e di trasformazione del Paese nelle condizioni di soddisfare la domanda interna, ma anche di sviluppare le esportazioni, tenendo conto che già oggi alcuni calzaturifici e industrie etiopi di prodotti in pelle esportano in direzione dei Paesi africani contigui, Europa, Nordamerica e Giappone. L'insieme dei cambiamenti introdotti recentemente dovrebbe tradursi in un volume di esportazioni per la filiera pelle/cuoio del Paese per l'anno fiscale pari a circa 300 milioni di USD. Dopo il caffè, infatti, le pelli sono la seconda voce dell'export etiope. Il Segretario Generale dell'ethiopian Leather Industries Association nel corso di diversi incontri con l'ambasciata d'italia ad Addis Abeba, ha sottolineato che anche l'italia può fornire un importante contributo a questa sfida sotto almeno tre aspetti: - la fornitura di tecnologie, tenuto conto che già oggi il nostro Paese è il principale fornitore di macchinari e di additivi dell'industria etiope di lavorazione del cuoio e delle pelli; - il potenziamento del Leather and Leather Products Technology Institute sostenuto dalla cooperazione economica italiana e dall'unido (Nazioni Unite); - una maggiore presenza produttiva in Etiopia dei calzaturifici italiani. Attualmente la capacità produttiva dell'industria calzaturiera etiope (filiera del cuoio), concentrata soprattutto ad Addis Abeba, si avvia verso le 20mila paia di scarpe al giorno (non superava le 5mila paia nel 2002), ma anche con questi numeri è largamente insufficiente per fare fronte a un mercato di 80 milioni di persone su cui si vendono annualmente 15 milioni di paia di scarpe in cuoio all'an- Mojo - il mercato del pellame Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

17 no, in aggiunta a 27 milioni di paia in materiali diversi. Nel Paese sono attive anche una ventina di concerie industriali, quasi tutte con una capacità giornaliera superiore ai 3 mila pezzi al giorno. Una quindicina di queste operano in modo integrato e sono abbastanza flessibili e attrezzate per soddisfare la maggior parte delle specifiche richieste dai clienti. Sono concentrate soprattutto nella regione di Oromia, a sud della capitale e in quella di Amhara, a Nord. Tra i prodotti "premium" del Paese due tipologie di pelli ovine internazionalmente conosciute come "Selallie Genuine" e "Bati Genuine", dal nome delle province di provenienza, con caratteristiche di elasticità e morbidezza particolarmente adatte alla produzione di guanti. I flussi di import-export avvengono soprattutto attraverso il porto di Gibuti ma, per pelli finite e prodotti in pelle, è in crescita l'utilizzo del cargo aereo. Le esportazioni di semilavorati e pelli grezze (principalmente ovine) verso l'italia, è sceso da oltre 39 milioni di dollari nel 2006/2007 a poco meno di 30 milioni Non ci sono state significative diminuzioni dei flussi verso altri Paesi europei mentre sono aumentate quelle in direzione dell'asia: Cina (oltre 10 milioni di dollari), India (oltre 6 milioni). Indonesia, Giappone, Malaysia, Singapore e Tailandia. Le industrie straniere che delocalizzano in Etiopia per esportare prodotti finiti godono di diversi benefici previsti da un'apposita nomativa (Export Trade Duty Incentive Scheme). Consistono nell'esenzione (o successivo rimborso) per i dazi e altre tasse relative all'importazione di materie prime, macchinari, semilavorati, carburanti, prodotti accessori (ad esempio: confezionamento). Nel caso dei rimborsi, i flussi in uscita ed entrata vengono registrati su un apposito libro (Voucher Book) rilasciato dalle Dogane. Possono utilizzare magazzini e capannoni industriali in regime di porto franco (Bonded Manufacturing Warehouses) e i loro dipendenti e tecnici stranieri sono esentati dalla imposizione locale sui redditi. Da rilevare che la normativa si applica non soltanto al settore del cuoio, ma anche al comparto tessile/abbigliamento e all'industria di trasformazione alimentare. Un vantaggio aggiuntivo è dato dalla vasta rete di accordi commerciali preferenziali che favoriscono la vendita di prodotti etiopi sui mercati europei, in Usa e su alcuni mercati asiatici. Contatti utili: Ethiopian Investment Agency: Lavorazione delle pelli in una conceria Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

18 INVESTIMENTI E INTERSCAMBIO Un passato millenario e un futuro nel turismo Vallate e montagne spettacolari, siti storici millenari: l'etiopia ha un grande potenziale turistico. Gli arrivi sono in crescita ma mancano le infrastrutture. Ad Addis Abeba nascono alberghi a cinque stelle mancano le categorie intermedie e nelle altre città la domanda è ancora insoddisfatta L'offerta turistica del Paese è caratterizzata da attrattive naturali, storiche, culturali, archeologiche e antropologiche. I flussi turistici sono cresciuti costantemente negli ultimi anni (in media del 15% ogni anno). Circa il 30% dei turisti proviene da paesi africani, il 27% da Paesi europei, il 22% dall'america, il resto da Medio Oriente, Asia ed Oceania. I turisti europei in Etiopia sono soprattutto di nazionalità britannica, tedesca e italiana. Sebbene la disponibilità di camere d'albergo, il numero delle agenzie di viaggio e di operatori turistici siano aumentati negli ultimi anni, si registra ancora una generale carenza di infrastrutture turistiche. Le Autorità etiopiche vedono con favore investimenti esteri per l'espansione delle infrastrutture nelle destinazioni turistiche più importanti, che includono la rotta storica del nord, la Rift Valley, il Parco Nazionale dell'omo, Harar e le montagne settentrionali. Il turismo è un settore ad alto potenziale di sviluppo, anche se attualmente è in una fase ancora iniziale. Si può pensare alla realizzazione di partnership con gli operatori turistici locali ed assistenza Rift Valley - I magnifici paesaggi del Dallol Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

19 nella creazione di tour operators rivolti ai viaggiatori italiani. La procedura per l'apertura in loco di un'agenzia di viaggi non presenta grandi difficoltà, essendo necessario un investimento minimo (due macchine con autista, ufficio e staff qualificato). Investimenti nel settore alberghiero possono risultare molto redditizi, dato il basso livello medio dell'offerta da una parte, ma solo ancora per qualche tempo, vista la rapida crescita del numero degli alberghi di buon livello soprattutto ad Addis Abeba negli ultimi anni. Infatti ad Addis Abeba si registra una forte domanda di alberghi a quattro o cinque stelle. Nei principali siti turistici del nord, la domanda è maggiormente orientata ad alberghi di tre stelle, di piccole e medie (20-30 stanze) dimensioni. Città come Gondar e Bahar Dar oltre ad offrire attrazioni turistiche, sono anche importanti centri di affari. Mago, Omo River - Donna Mursi con il tipico piattello labiale Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

20 INVESTIMENTI E INTERSCAMBIO Quando l'artigianato diventa piccola industria In Etiopia stanno crescendo alcune aziende locali che producono oggetti di artigianato utilizzando sia tecniche tradizionali e manuali sia procedimenti industriali adeguandosi a standard qualitativi e di design adatti ai mercati internazionali L'evoluzione qualitativa dell'artigianato etiope è un trend emergente che ha anche un buon impatto sociale in quanto promuove la professionalizzazione di mano d'opera locale. Il fenomeno può essere di sicuro interesse anche per acquirenti italiani. Di seguito sono riportati gli esempi di due aziende di questo tipo. Taytu - Made in Ethiopia è una trading company costituita da 11 aziende locali che produce oggetti in pelle, principalmente borse da donna. Taytu nasce da un progetto curato da UNIDO e finanziato dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo con l'obiettivo di incentivare la diversificazione della produzione etiopica, concentrata soprattutto sul settore agricolo, e la realizzazione di prodotti ad alto valore aggiunto. Le prime collezioni di borse sono state disegnate da professionisti italiani del settore che hanno unito caratteristiche di gusto etnico alle tendenze della moda occidentale, realizzando prodotti dal design contemporaneo e internazionale. Taytu esporta nei Paesi europei, negli Stati Uniti e in Giappone. Contatti: Ato Solomon Yesuf JONZO P.L.C. Bole Sub City Kebele 03/05 House 105 P.O.Box TEL: /09 Mobile: Una borsa della collezione Taytu Diplomazia Economica Italiana - n gennaio

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