UN TUFFO NEL GIOCO. Ludografie di un centro estivo. Cristina Bertocci. Antonio Di Pietro. Postfazione di Gianfranco Staccioli COOPERATIVA SOCIALE CAT

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "UN TUFFO NEL GIOCO. Ludografie di un centro estivo. Cristina Bertocci. Antonio Di Pietro. Postfazione di Gianfranco Staccioli COOPERATIVA SOCIALE CAT"

Transcript

1 COOPERATIVA SOCIALE CAT COMUNE DI FIRENZE QUARTIERE 1 LUDOCEMEA UN TUFFO NEL GIOCO Ludografie di un centro estivo Cristina Bertocci Antonio Di Pietro Postfazione di Gianfranco Staccioli

2 A cura di: Cooperativa Sociale CAT (FI) Quartiere 1 Comune di Firenze LudoCemea Gruppo di Ricerca e Azione della Federazione Italiana dei CEMEA Vice-Presidente Coop. Soc. CAT: Sandro Meli Presidente Quartiere 1: Anna Laura Abbamondi Coordinatrici del Centro Estivo CAT-Vittorio Veneto : Francesca Mugnai e Serena Conti Fotografie: Natalia Bavar Un sentito ringraziamento a Cristina Bertocci, Barbara Carracini, Paolo Cattaneo, Antonio Di Pietro, Lucia Domenichelli, Sofien Douik, Luciano Franceschi, Matteo Frasca, Carlo Giabbanelli, Barbara Hoffmann, Luca Perrotta e Vittoria Piattelli, docenti LudoCemea che hanno progettato la formazione per educatori di centri estivi. Un grazie anche agli educatori e agli ausiliari che hanno operato al Centro Estivo CAT- Vittorio Veneto di Firenze, i quali, con la loro collaborazione e complicità, hanno reso possibile questo progetto di ricerca: Paola Baldassi, Natalia Bavar, Caterina Bencini, Ilenia Bini, Ilaria Calonaci, Aldo Cambi, Annunziata Carosone, Donatella Chiaramonti, Cecilia Chiarantini, Lorenzo Cinti, Antonella Curradi, Tiziana Fantini, Raffaella Fedi, Debora Ferrari, Vincenza Garzo, Alessandra Genuini, Eleonora Giuntini, Elena Manni, Rossella Masi, Muriel Mendez, Barbara Morozzo, Simona Norrito, Claudia Novelli, Guendalina Paccini, Gianluca Palmieri, Gianna Parrino, John Percival, Katia Pezzatini, Beatrice Raugei, Michela Sarti, Enrico Testi, Lapo Vannini, Carolina Zipolo. Un abbraccio a Gioia Bertolini, alle Coop. Soc. Cepiss e Barberi, alla cucina V. Veneto, agli autisti dell Autoparco comunale e a tutte le strutture del Comune di Firenze e del Q.1 coinvolte nel centro estivo. Stampa: Tipografia Coppini, Firenze 2003 Tiratura: 600 copie In copertina: disegno fatto da un bambino con l indicazione di creare una cartolina che riporti come immagine il ricordo più bello del Centro Estivo Cooperativa Sociale CAT: tel ; fax

3 Cristina Bertocci Antonio Di Pietro UN TUFFO NEL GIOCO Ludografie di un centro estivo Postfazione di Gianfranco Staccioli a Marta COOPERATIVA SOCIALE CAT COMUNE DI FIRENZE QUARTIERE 1 LUDOCEMEA

4 PER UN CENTRO ESTIVO Sandro Meli Vice Presidente Cooperativa Sociale CAT I soggiorni estivi in città sono un esperienza che impegna il comune e il privato sociale per offrire momenti di crescita educativo-ricreativa ai bambini delle fasce d età 3-14 anni (infanzia, elementari, media inferiore). Quando finisce la scuola si presenta l opportunità di dare una risposta all esigenza di svago che i ragazzi avanzano e alle necessità organizzative delle famiglie. Con questo servizio ci proponiamo di rispondere a una domanda sociale complessa, offrendo una situazione di vacanza organizzata secondo obiettivi pedagogici che permettano, in un clima comunitario, di esprimere se stessi nel rapporto con gli altri, siano essi adulti o ragazzi. All interno di un esperienza ludica ci si propone di riuscire ad attivare la comunicazione e la conseguente socializzazione dei ragazzi, fra loro e l ambiente sociale che li circonda. Tramite progetti sull educazione ambientale, il rispetto degli altri e della natura, di giochi collaborativi, l attività fisica e i laboratori d espressione e di costruzione creativa, le gite, le escursioni e i bagni in piscina e al mare in un contesto non valutativo e non competitivo viene offerto uno sviluppo pratico complessivo agli apprendimenti quotidiani fatti di sensazioni, relazioni, scambi e confronto. Attraverso una metodologia applicata al gioco si tende a favorire la socializzazione, potenziare l autonomia del ragazzo e facilitare l inserimento dei giovani disabili in un clima accettante e collaborativo, dove le esigenze e le possibilità di ciascuno contribuiscono a creare un ambiente favorevole all apprendimento (mediato dal divertimento) e alla socializzazione. Per questi motivi, soprattutto di carattere metodologico, la Cooperativa Sociale CAT ha offerto due weeck-end di formazione a tutti gli educatori dei propri centri estivi: uno specifico per i bambini dai tre ai sei anni ed uno dai sei anni in poi. Questa formazione, affidata ad un équipe LudoCemea (ente accreditato alla formazione dal Ministero dell Istruzione, Università, Ricerca e dal Ministero della Salute), ha affrontato la tematica Ritmi di vita e ritmi di gioco in un centro estivo. Una formazione pratico-riflessiva (metodologia caratteristica dell educazione attiva) che ha fortemente motivato, poi, le linee di programmazione dei centri estivi CAT e le pagine di questo libretto. 2

5 VACANZE IN LIBERTÀ Abbamondi Annalaura Presidente del Q1 di Firenze Un tuffo nel gioco. Ludografie di un centro estivo è un libretto che racconta e cerca di spiegare attraverso le immagini del gioco i percorsi educativi e le modalità di svolgimento dell esperienza dei centri estivi in città. È superfluo dire quale importanza abbia questo servizio per le famiglie. Ed è per questo che il nostro quartiere, come per altro tutti i quartieri della città, impegnano risorse economiche significative per il loro svolgimento. Ma l impegno economico sarebbe insufficiente se ad esso non si accompagnasse una qualità del servizio in grado di ottenere buoni risultati. Ogni anno un maggior numero di bambini frequentano i centri, segno questo certamente di un aumento della necessità, ma anche, altrettanto certamente, di un gradimento del servizio. La Cooperativa Sociale CAT (per proprio conto e in ATI con le Coop. sociali Cepiss e Barberi) che ha gestito i centri estivi del Quartiere 1 (Comune di Firenze), e il LudoCemea, gruppo di ricerca e azione della Federazione Italiana dei CEMEA, mettono in mostra una ricerca sul significato e il ruolo del gioco, anzi dei giochi, nello svolgimento dell esperienza quotidiana dei bambini che frequentano i centri estivi. Partendo dal presupposto, che ne è il fondamento, che il centro estivo non è la scuola, né una prosecuzione di essa, ma una esperienza diversa, un modo di trascorrere il tempo in spazi definiti, con una cadenza dei tempi altrettanto definiti, in altre parole in una cornice nella quale però il soggetto da rappresentare è libero e vario. Giocare in libertà, avere la possibilità di esprimersi con fantasia sono caratteristiche di un buon ricordo di un centro estivo per un bambino. Raccogliere dunque in un testo alcuni giochi che vengono proposti e che via via si creano anche spontaneamente a partire dagli spunti offerti dagli educatori, appare dunque da un lato una significativa testimonianza, dall altro un utile strumento di lavoro per quanti si apprestano a prestare la loro opera di educatori in un centro estivo. 3

6 UNA FINESTRA SULLA QUOTIDIANITÀ LUDICA Antonio Di Pietro Un progetto educativo che vuole lasciare un segno e un segnale, non prescinde da una documentazione. Una documentazione è un importante canale di comunicazione, perché ha il pregio di creare una finestra su di un quotidiano anche per chi non ha potuto viverlo, permette di ricordare e rielaborare le esperienze vissute. Infatti, una documentazione dà all esperienza educativa quel valore aggiunto e duraturo che possiamo individuare come ulteriori possibilità di confronto e di divulgazione, come un punto di partenza per avviare nuove progettazioni. Una documentazione, quindi, è uno spunto per continuare a riflettere e fare un approfondimento critico sulla propria azione educativa, per creare un filo diretto con il lettore (genitore, educatore ), per lasciare un album di ricordi (ai bambini ed educatori partecipanti), per sviluppare un particolare sguardo su di una quotidianità vissuta. Molteplici possono essere gli strumenti documentari: relazioni, foto, diari, video, interviste, mostre, ecc. La modalità che abbiamo scelto per caratterizzare i ritmi di vita e i ritmi di gioco del centro estivo della Cooperativa CAT presso la Scuola Vittorio Veneto di Firenze, possiamo definirla ludografica. Una documentazione ludografica intende mettere in luce istantanee di gioco, ovvero fotogrammi ludici relativi al soggettivo sguardo di chi osserva e prende spunto dalle tracce lasciate dal/nel giocatore. E se giocare significa rapportarsi con l altro, con l ambiente circostante, oltre che con il gioco stesso, attraverso la ludografia s intende comprendere una visione globale di questo rapporto. La grafia ludica riguarda il narrare, il narrarsi e, in un certo modo, riguarda anche varie forme di scrittura per riportare le osservazioni intorno ad accadimenti ludici. E una scrittura non è detto che possa essere fatta soltanto con una penna. La grafia è tutto ciò che lascia una traccia. Grafia, infatti, significa più cose: può essere scrittura e descrizione, comprende la riproduzione e il disegno; come secondo elemento di un termine, la grafia rimanda a parole come fotografia, radiografia, geografia E la ludografia è ciò che possiamo riconoscere come traccia lasciata nell esperienza di una persona, ma anche come un segno, una documentazione (non solo scritta) che prende spunto dall azione ludica. Con questa documentazione ludografica si vuole, perciò, descrivere un sintetico quadro organico sul significato del giocare nella quotidianità della vita di un bambino. Le presenti Ludografie di un centro estivo sono brevi flash per soffermarsi a riflettere sulle condizioni del gioco, cioè sul come, oggigiorno, il giocare si inserisce, e si può inserire, nella vita quotidiana di un bambino. Una ricerca in azione che vuole descrivere una sorta di ecologia della ludicità da attivare e scatenare con le modalità di un animazione a carattere educativo. Una metodologia, che si rifà ai principi dell educazione attiva, attraverso la quale valorizzare l ordinaria ludicità e, perché 4

7 no, in-segnare giochi di un certo tipo, con la convinzione che anche il gioco può essere una grafia, perché può lasciare tracce e produrre cambiamento. E quel lento processo di cambiamento è relativo alla crescita globale (motoria, affettiva e cognitiva) della persona. Quale contesto migliore, per iniziare a disegnare una mappa (in continua traformazione) del quotidiano senso del gioco attività principale (naturale) nella vita di un bambino se non a partire da un centro di vacanza? Essere in vacanza, del resto, significa essere liberi e disponibili, un concetto filosofico e un atteggiamento che ci riporta ad una delle più significative definizioni del gioco: il gioco è un azione libera: conscia di non essere presa sul «serio» e situata al di fuori della vita consueta (Huizinga J., in: Homo Ludens). In altre parole, se nel gioco esiste questa conditio sine qua non, ciascun giocatore deve sentirsi libero sia di mettersi in gioco come crede sia di cessare il proprio coinvolgimento ludico appena lo desideri. Caratteristica predominante che un adulto dovrà tenere sempre ben presente nel fare animazione, senza andare verso la deriva (spesso inconsapevole) della strumentalizzazione del gioco e/o del giocatore. Per questo può sembrare paradossale che il gioco (qualcosa che per definizione è un atto libero e inutile, cioè senza finalità ) si possa anche insegnare. E un educatore deve sapere bene che ci sono giochi che esasperano soltanto alcuni aspetti della comunicazione ludica (per fare solo qualche esempio: l agonismo, come in quei giochi da villaggio turistico; l individualismo, come in quei giochi creati dall industria del divertimento) e ci sono giochi (detti tradizionali ) che muovono con leggerezza una gamma di relazioni ed emozioni che aiutano a crescere. La motivazione ad in-segnare (dal latino insignare imprimere nella mente e nella memoria dei segni ) il gioco e il giocare, non si distacca da quella di educare. Insegnare è fare in modo che nelle persone con le quali l educatore viene a contatto rimanga un qualcosa di stabile, di permanente e che, al tempo stesso, crei un cambiamento nella direzione della crescita personale. E la grafia di questo cambiamento, come si è soliti dire, varia al variare dell ambiente di gioco, dalle dinamiche che innesca il giocare, dalle storie di vita di un giocatore, ma anche nel caso in cui il gioco viene insegnato/animato dalle scelte (quale gioco, in quale momento e in che contesto) e dallo stile di un educatore. Un mestiere difficile e assai complesso è quello di un educatore che vuole porre attenzione alle proprie modalità, che sa di dover essere conduttore, osservatore e partecipante al tempo stesso, che muove cambiamenti a partire dalla propria messa in gioco. 5

8 SPAZI PER L AUTONOMIA Cristina Bertocci I bambini sono persone ricche di potenzialità originali e di capacità creative, sono ideatori di progetti, riescono ad inventare giochi sempre differenti, hanno una potenziale ricchezza che ha bisogno di essere valorizzata e ascoltata per essere realizzata. Nel periodo che va dai tre ai sei anni vivono un progressivo sviluppo delle competenze relazionali, emotive, intellettive, motorie. Sono persone che hanno una loro peculiare concezione del mondo, diversa dagli adulti, una loro autonomia e un loro tempo individuale. Incontrare l altro, fare i conti con le inevitabili differenze di abitudini, di competenze sociali e di ritmi di vita, adeguarsi alle diverse situazioni, può significare accedere ad un terreno di esperienze assai varie, importanti e per certi aspetti faticose. I servizi educativi per l infanzia dovrebbero essere luoghi in cui ogni bambino può esprimere, in prima persona e al proprio livello, ciò che è, ciò che predilige. Questo lo può fare in un clima di accoglienza, di ascolto e di fiducia, in cui il bambino è sostenuto e incoraggiato. Anche un centro estivo che vuole integrarsi in un progetto educativo finalizzato al benessere del bambino non può prescindere da queste prerogative. Il lavoro di un educatore, in un ambiente che vuole essere accogliente, è molto delicato. Un educatore ha il compito di allestire gli ambienti, di osservare, di prevedere e di programmare le attività che ritiene possano sollecitare le curiosità dei bambini. Al tempo stesso egli ha il compito di dar valore alle esperienze del bambino, aspettando che la curiosità si traduca in iniziative. Per stimolare ed offrire esperienze significative un ambiente dovrebbe essere a misura del bambino, in funzione della sua autonomia. Questo richiede attenzione nell arredo, cura nei luoghi di vita, vuol dire offrire la possibilità al bambino di abitare uno spazio, ossia fargli conoscere dove riporre l abito. L ambiente è un luogo per agire, creare, giocare, anche da soli, è uno spazio da esplorare che consente sicurezza, affettività e stimolo. È un luogo che rispetta l identità delle persone che lo vivono, favorendone l autonomia. Abitare significa accogliere le diversità, ascoltare l altro e i diversi tempi individuali. Mangiare, fare la merenda, andare in bagno sono delle scansioni temporali di una giornata che per i bambini rappresentano delle vere e proprie esperienze di vita, così come giocare con l acqua o giocare con il cibo sono occasioni d apprendimento per conoscere e comprendere la realtà. La dilatazione dei tempi, la lunghezza dell attenzione permette al bambino la costruzione del pensiero. Per garantire questa lunghezza è necessario un habitat protetto, organizzato e rassicurante dove i tempi individuali e gli spazi abitabili vengono organizzati dagli educatori che rappresentano la liason fra mondo del bambino e realtà, in un centro estivo che voglia definirsi educativo. 6

9 I primi giorni dei centri estivi sono carichi di emozioni dovute alla separazione dall adulto. Ogni bambino ha una propria reazione di ansia, di felicità, di paura: ci sono quelli che si ambientano subito, altri, invece, che hanno bisogno di rassicurazioni e di coccole per sentirsi più tranquilli. L educatore, in un momento così delicato, può ascoltare, consolare, dialogare e magari, giocare con il bambino e i suoi oggetti (affettivi) portati da casa, che rappresentano un legame fra il bambino, la propria quotidianità e il nuovo ambiente. Al mattino «Vieni tu a prendermi?» «A che ora vieni?» «Vieni tu o il babbo?» Quando il genitore accompagna il figlio al Centro Estivo e se ne va, l educatore è pronto ad accogliere il bambino con un abbraccio rassicurante, oppure 7 a iniziare un gioco «Si fa che te eri la mamma, e lui era il nostro bambino?»

10 Uno dei compiti principali dell educatore è quello di predisporre con cura l ambiente, mettendo a disposizione materiali semplici e sicuri, ricercando il materiale più adatto al gioco in rapporto all età dei bambini. Questo tipo di occasione ludica si definisce gioco euristico. Per gioco euristico (dal greco heurìskein trovare ), si intende un attività di esplorazione spontanea che i bambini compiono con semplici oggetti, come per esempio: tappi, tubi, mollette per i panni Il tubo può diventare il canocchiale o un mezzo per comunicare con gli altri. «Hei, guardami! No, da dentro il canocchiale» Lo spruzzino diventa uno strumento di misurazione. «Ce ne entra molta di più nel mio, invece che nel tuo» 8

11 In questi casi la presenza dell adulto è interessata ad osservare i comportamenti dei bambini costruendo con loro una relazione empatica. A differenza dei bambini di due o tre anni, i bambini un po più grandi riscoprono le cose di uso quotidiano con una nuova funzionalità, infatti, con un oggetto si può avere una rappresentazione della realtà. Il progetto di crescita si costruisce in un contesto collettivo e permette di condividere l atto di esplorare per conoscere, che è un emozione e un piacere che stimola la creatività e l intelligenza dei bambini. Il pennello è la bacchetta magica, l acqua una pozione misteriosa. «Vieni a vedere!» «Oh, non c è più, ma l avevo fatto qui?» «Allora lo rifaccio» Con degli oggetti e con l acqua si possono fare infinite sperimentazioni. Con il pennello e l acqua i bambini possono colorare d invisibile ciò che li circonda. 9

12 Nei giochi di gruppo l educatore accompagna il bambino nel gioco, predisponendo e sistemando il materiale. Proporre a bambini dai tre ai sei anni attività di gruppo significa accogliere i loro tempi individuali e le loro capacità cognitive, adottando modalità educative che siano da stimolo all apprendimento di nuovi comportamenti. Lo sviluppo non è uguale per tutti e l educatore deve, quindi, sostenerlo valorizzando le capacità individuali in atto. Alcuni giochi cantati «È morto Sansone chi lo seppellirà la compagnia di Giove farà la carità. Tocchiamogli (ogni volta si indica una parte del corpo) Vediam che effetto avrà» «Come è bella la lungatella, la lungatella così sottile, se si scioglie faremo un nodo, e poi dopo passiam di sotto, otto, otto...» 10

13 È importante che l adulto sia consapevole dei giochi da proporre ai bambini nelle diverse fasce d età. I giochi di gruppo aiutano la crescita e le regole costituiscono un forte incentivo per lo sviluppo, ma sta agli adulti usare le modalità adatte, senza forzature, senza aspettative e senza adottare i tempi mentali degli adulti. L educatore dovrebbe offrire strumenti ludici che favoriscano l autonomia individuale e collettiva, per far sì che questi giochi possono essere giocati anche spontaneamente fra soli bambini. Alcuni giochi espressivi Passando sotto il lenzuolo i bambini si trasformano in? 11

14 Il gioco spontaneo, spesso, richiama alla mente un attività caotica, un riempitivo tra momenti programmati, un momento in cui il bambino possa sfogarsi. Sembra paradossale, ma un adulto può progettare anche momenti di gioco spontaneo. Può creare occasioni stimolanti, agire indirettamente, proporre un opportunità di gioco già conosciuta dai bambini. «Un formicaio, ma dove vivono le formiche? Cosa mangiano? L erba, le foglie? Facciamogli una piscina» «Attenzione!! Le formiche non sanno nuotare. Salvataggio! Facciamogli un ponte» «Guarda io qui ho fatto il ponte per le formiche» «Te vai a prendere le bricioline di pane così gli si fa anche la mensa!» 12

15 Le relazioni di gioco spontaneo sono interessanti per l adulto: osservare come i bambini giocano, cosa si dicono, sono elementi importanti per instaurare una relazione d ascolto. Gli adulti possono sostenere, valorizzare le fatiche intellettuali dei bambini. Si ha in questo modo, la possibilità di godersi, di stupirsi dei bambini e delle loro trovate, di divertirsi nell osservarli, nell ascoltarli, nell assecondarli. «Questo è un misto magico, ci si è messo terra, acqua e delle erbe del bosco lo possono mangiare degli animali, però fa un po schifo» «Noi siamo dei cavalieri» «Noi siamo degli animali» Dopo aver insegnato un gioco, i bambini lo rifanno senza l educatore: «Lupo che fai?» 13

16 Per un bambino ascoltare una storia, una fiaba o un racconto significa vivere in prima persona i drammi e le gioie dei personaggi. Gustarla, comprenderla e goderne comporta un operazione di decontestualizzazione. Per i bambini, infatti, il racconto è un mondo reale nel quale cercano di intervenirvi per modificare il corso degli eventi. Quando la narrazione significa anche interazione il clima è carico di magia, un momento di grande intensità e complicità emozionale fra il bambino e l adulto. Una semplice scatola da scarpe con dentro la storia. Arredi semplici, recuperati e inventati che evocano nella fantasia del bambino le reali ambientazioni della storia. Non può mancare la farina, il miele e il lupo cattivo. Una scatola narrativa che ricrea la magia del bosco. «Grr! Fa paura» «Ci rifai vedere il lupo?» «Non è cattivo il miele del lupo» «Dove è andato il capretto?» «Si è messo dentro un armadio, il lupo non l ha mangiato» 14

17 Quando i bambini chiedono di ascoltare ancora una volta la stessa storia è importante soddisfare questo loro bisogno perché li aiuta alla comprensione di un concetto, a rafforzare le proprie sicurezze e a ricavare dalla storia un significato personale. E quando l adulto diventa ascoltatore delle storie dei bambini, suscitando e sostenendo la narrazione, possono emergere elementi interessanti, sulla interpretazione e rielaborazione della storia. Il Lupo e i sette capretti così un bambino di quattro anni l ha ri-raccontata: «La mamma capra era andata a comprare la spesa nel bosco, perché lì non c erano i supermercati. Il lupo poi mangia i tre capretti, ma ne rimane uno perché se ne è dimenticato. La mamma apre con lo spago la pancia e lui se ne accorge perché non li ha ingoiati, ma la sua pancia è piena di sassi perché non sa bere» 15

18 GIOCARE IL TEMPO Antonio Di Pietro Ci sono ormai molti studi sulla condizione dell infanzia di oggigiorno e gran parte di questi prendono spunto dal continuo mutare della vita quotidiana, dal ridimensionamento delle responsabilità familiari, dalla frammentazione delle relazioni umane, dalle ridotte possibilità di fare esperienze socializzanti. Si è solito dire, infatti, che sempre più i bambini sono irrequieti, instabili, distratti, bulli e fanno vita da adulti, si preoccupano di cose da adulti e lavorano quanto gli adulti. Certo, nella nostra società i bambini non lavorano in fabbrica a cucire palloni da calcio, ma c è chi già alle sette del mattino è a fare un attività (come pre-scuola) prima di affrontare le otto ore di vita scolastica, per poi andare (se non c è un post-scuola) al corso di nuoto, di karate, di basket... Senza entrare nei motivi, cause e conseguenze, è accertato che lo stile di vita dei bambini è profondamente cambiato da quello dell infanzia dei propri genitori. Ma almeno due osservazioni conviene comunque fare: il ritmo di vita degli adulti di oggigiorno influenza quello di crescita del bambino; il tempo extra-familiare tende verso il dominio della scuola, dei corsi di ogni tipo, della televisione, i quali sono investiti di un carico educativo e socio-affettivo che fino a una generazione fa era impensabile. E ciò che vogliamo offrire con il presente contributo sono spunti di riflessione che prendono avvio dal modo dei bambini di giocare il proprio tempo. Giocare è un modo attraverso il quale si esprime una cultura, il relazionarsi con gli altri, la gestione degli spazi e l uso del tempo (anche interiore). Il gioco, infatti, è un azione che richiede un particolare habitat ludicus, condizione che ci piace considerare come propria e caratterizzante di un centro estivo. In un centro estivo, particolare luogo di vacanza per i bambini, è possibile far emergere con una certa calma e lentezza i bisogni di esperienza personale (favorendo l esplorazione del nuovo, del non conosciuto e del non praticato), di socializzazione (con proposte che consentono diverse dinamiche relazionali), d intimità (del resto è faticoso trascorrere un intera giornata in gruppo), di responsabilizzazione (facendo intervenire i bambini nella gestione delle cose che possono essere fatte), d espressione, di creatività Il tutto cercando di seguire il ritmo individuale dei bambini, per far vivere una vacanza su misura, senza le rigidità degli orari e delle norme che solitamente s incontrano durante tutto l anno, e valorizzando il piacere del giusto per fare (senza, cioè, una finalizzazione mirata al rendimento e alla performance) e del divertimento (nel senso di divertere, che dal latino significa volgere altrove, andare in una direzione altra ). Interrogarsi sulla quotidianità, differenziare i momenti di una giornata, agire in modo che il bambino possa ri-appropriarsi di un proprio ritmo di vita, sono alcune delle maggiori, e più impegnative, sfide che un educatore può mettere in campo per l or- 16

19 ganizzazione di un centro estivo. Riporteremo, infatti, nelle prossime pagine alcuni attimi ludenti dove si evidenziano situazioni che emergono da un certo fare dell educatore, basato sul disporre e attivare, proporre e accogliere, condurre e lasciar andare. Tutto questo senza preoccuparsi di perdere tempo nell affidare l iniziativa al bambino o di fare un qualcosa che può sembrare un niente di speciale. Troppo spesso, infatti, presi dalla voracità del fare, consumare e produrre, si tende a pensare che una proposta riuscita sia quella che rapidamente raggiunga un buon prodotto. Invece, porre l attenzione alle cose più semplici e quotidiane presuppone che un educatore abbia già riflettuto sul proprio gruppo di riferimento, sul senso di proporre un attività anziché un altra, sulle condizioni necessarie per far sì che i bambini si possano attivare in azioni autonome e spontanee. E quest ultime, inoltre, nulla tolgono alle proposte ed alla conduzione di un educatore, anzi confermano quanto sia fondamentale osservare un gruppo per comprenderlo e offrirgli proposte mirate attraverso giochi dove s innescano diversi modi di relazionarsi e attraverso laboratori che affinano la manualità e l espressività di ciascuno. Promuovere uno stile attivo nel fare educazione (informale) non può prescindere dal continuo confronto con i bisogni reali del bambino. L educatore, come possiamo vedere dagli spunti delle pagine seguenti, oltre a mettere in pratica il proprio repertorio di cose da fare, può organizzare un ambiente accogliente, disporre i materiali per garantire un autonomia d iniziativa, prevedere momenti occasionali di gioco per offrire diversi modi di stare insieme, progettare un non-momento per osservare il proprio gruppo di riferimento, programmare un avventura, creare le condizioni per far sì che i bambini possano appropriarsi del proprio spazio. E pensare in tale modo un centro estivo, può far assumere a un periodo di vita collettiva un sapore di leggerezza, di forti emozioni, di invenzione collettiva e individuale, sapori che fanno provare il gusto della lentezza. A tal proposito Kundera scrive: Prendiamo una delle situazioni più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da un qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo (Kundera M., in: La lentezza). Una particolare qualità di vita attraverso la quale è possibile far emergere una poetica del tempo che si sviluppa con un andamento ludico proporzionale ai ritmi individuali, può far vivere al bambino esperienze da ricordare, da custodire e da portare con sé anche senza un educatore, anche quando finiscono le vacanze. 17

20 Il primo incontro, le prime parole, le prime sensazioni, insomma, tutte le prime volte rivestono un importanza fondamentale nella vita di una persona. Si provi a pensare, solamente, a quali emozioni c investono quando arriviamo per la prima volta in una casa che non conosciamo. Ecco, allora, che un primo pensiero, un oggetto, una certa predispozione dell ambiente può far sentire al nuovo arrivato già un senso di appartenenza e testimonia che qualcuno si è dedicato alla sua presenza. «Dov è il mio gruppo?», chiedono alcuni bambini appena arrivati, tenendosi forte alle mani del genitore. Mani che vengono accompagnate a prendere un filo da seguire. Anche così può iniziare una giornata di vacanza mentre i genitori cominciano ad andare via. 18

21 Questo predisporre un qualcosa per chi deve arrivare, trasforma l arrivo in accoglienza. La pre-occupazione di accogliere ciò che viene dall esterno è un po come accogliere il mondo interno della persona che si avvicina per la prima volta a qualcuno o qualcosa. Questo tentativo di pre-vedere alcune aspettative e desideri ci portano a progettare percorsi educativi a partire dalla vita reale, dal quotidiano, dal qui e ora e ad adottare un atteggiamento basato sulla fiducia e l ascolto reciproco. Un filo del colore del proprio gruppo per iniziare a giocare per incontrare e conoscere il gruppo di appartenenza per cominciare a fare. 19

22 Durante una giornata ci sono diversi momenti che creano quel giusto clima di serenità dove poter raccontare qualcosa di sé. Un particolare momento lo possiamo riconoscere durante un laboratorio di attività manuali ed espressive. In un laboratorio con condizioni particolari e favorevoli per far sì che ogni partecipante trovi uno spazio adeguato con materiali pronti all uso, con strumenti di lavoro da utilizzare autonomamente, dove le indicazioni di un adulto diventano una possibilità per acquisire nuove «Lo sai che ti chiami come mio papà? «Gigio, Gigetto, cade dal letto» «Qualcuno mi può dare il verde, il verde?» «I miei nonni hanno una casa in campagna» «Vieni con me, che mi devo lavare le mani?» 20

IL NOSTRO PERCORSO OPERATIVO (8 comuni del Veneto gruppi di nidi e scuole del infanzia)

IL NOSTRO PERCORSO OPERATIVO (8 comuni del Veneto gruppi di nidi e scuole del infanzia) IL NOSTRO PERCORSO OPERATIVO (8 comuni del Veneto gruppi di nidi e scuole del infanzia) modalità e mezzi per organizzare il lavoro didattico sull intercultura e sulla fiaba con i bambini, i genitori e

Dettagli

Scuola dell Infanzia M.Montessori. Progetto Educativo-Didattico A.S.2011-12

Scuola dell Infanzia M.Montessori. Progetto Educativo-Didattico A.S.2011-12 Scuola dell Infanzia M.Montessori Progetto Educativo-Didattico A.S.2011-12 Premessa Ogni bambino-a giunge alla Scuola dell Infanzia con un bagaglio di esperienze e conoscenze legate alla propria storia

Dettagli

Elena Mignani Casa di Riposo S. Giuseppe -Casnigo

Elena Mignani Casa di Riposo S. Giuseppe -Casnigo Dal progetto educativo alla creazione di reti relazionali Elena Mignani Casa di Riposo S. Giuseppe -Casnigo La forza autentica della scoperta e dell incontro con l altro può essere solamente la fede in

Dettagli

DALLA TESTA AI PIEDI

DALLA TESTA AI PIEDI PROGETTO EDUCATIVO DIDATTICO ANNUALE SCUOLA DELL INFANZIA A. MAGNANI BALIGNANO DALLA TESTA AI PIEDI ALLA SCOPERTA DEL NOSTRO CORPO Anno scolastico 2013-14 MOTIVAZIONI Il corpo è il principale strumento

Dettagli

ASILO NIDO NAVAROLI PIANO DI OFFERTA FORMATIVA (P.O.F.) ANNO SCOLASTICO 2014-2015

ASILO NIDO NAVAROLI PIANO DI OFFERTA FORMATIVA (P.O.F.) ANNO SCOLASTICO 2014-2015 ASILO NIDO NAVAROLI PIANO DI OFFERTA FORMATIVA (P.O.F.) ANNO SCOLASTICO 2014-2015 INDICE Il Piano dell Offerta Formativa 1 Presentazione del Asilo Nido Navaroli 1-2 La nostra idea di bambino 3 Partecipazione

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA ALTINO

SCUOLA PRIMARIA ALTINO SCUOLA PRIMARIA ALTINO PROGETTO CONTINUITA : MANGIA SANO E VAI LONTANO Incontro con i bambini di 5 anni delle scuole dell infanzia di Altino Durante gli incontri di continuità con la Scuola dell Infanzia

Dettagli

Progetto Educativo LA PEDAGOGIA DELLA FAMIGLIA E DELLE RELAZIONI FAMIGLIARI

Progetto Educativo LA PEDAGOGIA DELLA FAMIGLIA E DELLE RELAZIONI FAMIGLIARI Società Cooperativa Sociale a r. l. Via Cipro 16/v 36100 VICENZA Info: C.F./P.I: 03497880249 Iscrizione Albo Cooperative: A194708 Progetto Educativo LA PEDAGOGIA DELLA FAMIGLIA E DELLE RELAZIONI FAMIGLIARI

Dettagli

.Leggere fiabe, ascoltare, assaporare. il suono delle parole. che scorrono

.Leggere fiabe, ascoltare, assaporare. il suono delle parole. che scorrono .Leggere fiabe, ascoltare, assaporare il suono delle parole che scorrono Il progetto Andar per fiabe nasce dal desiderio di noi insegnanti di avvicinare i bambini alle realtà che vivono quotidianamente

Dettagli

esperienze naturali di gioco ascolti e ricerche in giardino

esperienze naturali di gioco ascolti e ricerche in giardino esperienze naturali di gioco ascolti e ricerche in giardino Indice Esperienze naturali di gioco di Sabrina Bonaccini.6 Il rapporto tra bambino e natura: una convivenza da ritrovare di Federica Marani e

Dettagli

INSIEME A LUPO ROSSO

INSIEME A LUPO ROSSO Istituto Comprensivo n.1 Bologna Anno Scolastico 2007-2008 Scuola dell'infanzia "Giovanni XXIII" INSIEME A LUPO ROSSO IMPARIAMO LE REGOLE DELLA STRADA PROGETTO DI EDUCAZIONE STRADALE GUIDATO DA SILVIA

Dettagli

1044 PIAZZE PER I 40 ANNI DELLA LEGGE 1044 SUI NIDI PENSIERI DEI NOSTRI GENITORI:

1044 PIAZZE PER I 40 ANNI DELLA LEGGE 1044 SUI NIDI PENSIERI DEI NOSTRI GENITORI: 1044 PIAZZE PER I 40 ANNI DELLA LEGGE 1044 SUI NIDI PENSIERI DEI NOSTRI GENITORI: L Asilo nido è un servizio essenziale per noi genitori lavoratori, sarebbe impossibile concepire l assenza di un servizio

Dettagli

Tullio De Mauro e Dario Ianes (a cura di) Giorni di scuola. Pagine di diario di chi ci crede ancora. Erickson

Tullio De Mauro e Dario Ianes (a cura di) Giorni di scuola. Pagine di diario di chi ci crede ancora. Erickson Tullio De Mauro e Dario Ianes (a cura di) Giorni di scuola Pagine di diario di chi ci crede ancora Erickson Lo sguardo dei bambini 39 Capitolo quinto Lo sguardo dei bambini di Camillo Bortolato Quando

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI LENO SCUOLE DELL INFANZIA DI LENO, CASTELLETTO E PORZANO PROGETTO

ISTITUTO COMPRENSIVO DI LENO SCUOLE DELL INFANZIA DI LENO, CASTELLETTO E PORZANO PROGETTO ISTITUTO COMPRENSIVO DI LENO SCUOLE DELL INFANZIA DI LENO, CASTELLETTO E PORZANO PROGETTO ANNO SCOLASTICO 2012-2013 RAGIONI DELLA SCELTA L acqua è un elemento fondamentale per la nostra vita. E importante

Dettagli

Programmazione 2014/2015. Elaborato da: Aiello Valentina. Scuola dell Infanzia. San Matteo. Nichelino

Programmazione 2014/2015. Elaborato da: Aiello Valentina. Scuola dell Infanzia. San Matteo. Nichelino Programmazione 2014/2015 Elaborato da: Aiello Valentina Scuola dell Infanzia San Matteo Nichelino Nella scuola dove siamo Quando in cerchio ci troviamo Si fa bella l esperienza Non possiamo farne senza!

Dettagli

FONDAZIONE ANGELO PASSERINI Casa di Riposo Valsabbina O.N.L.U.S. Via Angelo Passerini n. 8 25070 NOZZA di VESTONE (bs) CARTA DEI SERVIZI

FONDAZIONE ANGELO PASSERINI Casa di Riposo Valsabbina O.N.L.U.S. Via Angelo Passerini n. 8 25070 NOZZA di VESTONE (bs) CARTA DEI SERVIZI FONDAZIONE ANGELO PASSERINI Casa di Riposo Valsabbina O.N.L.U.S. Via Angelo Passerini n. 8 25070 NOZZA di VESTONE (bs) CARTA DEI SERVIZI L asilo nido IL GIARDINO SEGRETO si presenta L asilo nido aziendale

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA SORBANO DEL VESCOVO ANNO SCOLASTICO 2012-2013. Progetto annuale UNA FIABA.. A COLORI!!!

SCUOLA DELL INFANZIA SORBANO DEL VESCOVO ANNO SCOLASTICO 2012-2013. Progetto annuale UNA FIABA.. A COLORI!!! SCUOLA DELL INFANZIA SORBANO DEL VESCOVO ANNO SCOLASTICO 2012-2013 Progetto annuale UNA FIABA.. A COLORI!!! Il tempo dell accoglienza Accogliere i bambini significa, in primo luogo, predisporre un ambiente

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA S. LEONE IX SESSA AURUNCA (CE) ANNO SCOLASTICO 2012/2013

SCUOLA DELL INFANZIA S. LEONE IX SESSA AURUNCA (CE) ANNO SCOLASTICO 2012/2013 SCUOLA DELL INFANZIA S. LEONE IX SESSA AURUNCA (CE) ANNO SCOLASTICO 2012/2013 Chiunque sia, ovunque si trovi, l uomo vive nel movimento: il suo corpo è un mondo di movimento in sé Il movimento non è verbale

Dettagli

Progetto educativo. Anno Scolastico

Progetto educativo. Anno Scolastico Scuola dell'infanzia Comunale Anna Jucker Villanuova S/Clisi Progetto educativo Anno Scolastico 2015/2016 Introduzione Per ogni genitore la nascita del proprio figlio è gioia, speranza per il futuro perchè

Dettagli

QUANTE EMOZIONI GESU

QUANTE EMOZIONI GESU SCUOLA DELL INFANZIA SACRA FAMIGLIA La Spezia PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA A.S. 2014-2015 QUANTE EMOZIONI GESU Al centro di qualsiasi programmazione nella scuola dell Infanzia ci deve

Dettagli

Asilo Nido PROGETTO PEDAGOGICO

Asilo Nido PROGETTO PEDAGOGICO Asilo Nido PROGETTO PEDAGOGICO 1) FINALITA Il nostro Asilo Nido è una scuola di ispirazione cristiana, è gestito dalla Cooperativa Sociale Casa Famiglia Agostino Chieppi ed è parte integrante del Plesso

Dettagli

Non mi resta che augurarvi buona lettura, sperando di aiutarvi a diventare tanti Papà Ricchi! 1. IL RICCO NON LAVORA PER DENARO

Non mi resta che augurarvi buona lettura, sperando di aiutarvi a diventare tanti Papà Ricchi! 1. IL RICCO NON LAVORA PER DENARO Credo che nella vita sia capitato a tutti di pensare a come gestire al meglio i propri guadagni cercando di pianificare entrate ed uscite per capire se, tolti i soldi per vivere, ne rimanessero abbastanza

Dettagli

QUELLO CHE CERCHI C È Il mago di Oz - L. FrankBaum

QUELLO CHE CERCHI C È Il mago di Oz - L. FrankBaum QUELLO CHE CERCHI C È Il mago di Oz - L. FrankBaum Questa storia è stata scelta perché ricca di spunti educativi. Nel periodo dell inserimento ci guiderà DOROTHY che ci aiuterà nella conoscenza delle regole

Dettagli

ANNO SCOLASTICO 2011-2012. PROGRAMMAZIONE della SCUOLA DELL INFANZIA La Pellegrina

ANNO SCOLASTICO 2011-2012. PROGRAMMAZIONE della SCUOLA DELL INFANZIA La Pellegrina ANNO SCOLASTICO 2011-2012 PROGRAMMAZIONE della SCUOLA DELL INFANZIA La Pellegrina I BAMBINI I GENITORI CONOSCENZA dei COMPAGNI CONOSCENZA degli INSEGNANTI CONOSCENZA del PERSONALE DELLA SCUOLA CONOSCENZA

Dettagli

PROGETTO INSERIMENTO ACCOGLIENZA (2013/14)

PROGETTO INSERIMENTO ACCOGLIENZA (2013/14) ISTITUTO COMPRENSIVO S. LUCIA BERGAMO - SCUOLA DELL INFANZIA STATALE AQUILONE - Via Sylva,10 Tel. 035-402077 PROGETTO INSERIMENTO ACCOGLIENZA (2013/14) Chi ben comincia è a metà dell opera 0 Premessa Iniziare

Dettagli

*** SASHA per SEMPRE ***

*** SASHA per SEMPRE *** *** SASHA per SEMPRE *** Siamo una coppia di portoghesi che abita in Italia da più di 10 anni. Abbiamo un figlio piccolo e nel 2010 abbiamo deciso di avventurarci in un progetto di solidarietà e di Amore:

Dettagli

COS E IL MICRONIDO PICCOLI PASSI E COSA OFFRE

COS E IL MICRONIDO PICCOLI PASSI E COSA OFFRE 1 COS E IL MICRONIDO PICCOLI PASSI E COSA OFFRE La Scuola dell Infanzia Silvio Moretti offre il servizio di Micro-nido ai bambini residenti e non, in età compresa dai 18 ai 36 mesi. Il nido nasce per far

Dettagli

SCUOLA DELL'INFANZIA SAN FRANCESCO

SCUOLA DELL'INFANZIA SAN FRANCESCO SCUOLA DELL'INFANZIA SAN FRANCESCO La scuola dell'infanzia San Francesco nasce a Piombino all'inizio degli anni sessanta nell'area della Chiesa dell'immacolata su richiesta della società ILVA che intendeva

Dettagli

Ti racconto attraverso i colori

Ti racconto attraverso i colori Ti racconto attraverso i colori Report del viaggio a Valcea Ocnele Mari Copacelu INVERNO 2013 "Reale beatitudine Libero vuol dire vivere desiderando casa protetta Libertà è tenere persone accanto libere

Dettagli

IO, CITTADINO DEL MONDO

IO, CITTADINO DEL MONDO Scuola dell Infanzia S.Giuseppe via Emaldi13, Lugo (RA) IO, CITTADINO DEL MONDO VIAGGIARE E UN AVVENTURA FANTASTICA A.S. 2013 / 2014 INTRODUZIONE Quest anno si parte per un viaggio di gruppo tra le culture

Dettagli

servizio civile volontario

servizio civile volontario c r i s t i n a Mi chiamo Cristina e ho svolto servizio presso una cooperativa SERVIZIO CIVILE NAZIONALE che ha sede a Ivrea, che mi ha selezionato per un progetto di supporto educativo ai minori per evitare

Dettagli

La nostra idea di bambino...

La nostra idea di bambino... Conservare lo spirito dell infanzia Dentro di sé per tutta la vita Vuol dire conservare la curiosità di conoscere Il piacere di capire La voglia di comunicare (Bruno Munari) CITTÀ DI VERCELLI Settore Politiche

Dettagli

INDICE. Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative;

INDICE. Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative; INDICE Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative; - LE LINEE DI METODO, che individuano le esperienze di apprendimento,

Dettagli

L'INCREDIBILE STORIA DELLO ZEROSEI!!!

L'INCREDIBILE STORIA DELLO ZEROSEI!!! L'INCREDIBILE STORIA DELLO ZEROSEI!!! NUOTO RAGAZZI - 1976 NUOTO RAGAZZI E NUOTO PICCOLISSIMI - 1978 NUOTO PICCOLISSIMI SU FILODIRETTO 1978 NUOTO PICCOLISSIMI SU FILODIRETTO - 1979 VOLANTINO

Dettagli

A CASA CON SOSTEGNO Un progetto rivolto alle famiglie con figli e figlie con deficit (in età 0 14) realizzato nella città di Parma

A CASA CON SOSTEGNO Un progetto rivolto alle famiglie con figli e figlie con deficit (in età 0 14) realizzato nella città di Parma A CASA CON SOSTEGNO Un progetto rivolto alle famiglie con figli e figlie con deficit (in età 0 14) realizzato nella città di Parma ( ) Per affrontare i problemi sociali non possiamo fare a meno di ascoltare

Dettagli

diocesi di il giorno in cui è iniziato il viaggio data luogo persone significative emozioni pensieri

diocesi di il giorno in cui è iniziato il viaggio data luogo persone significative emozioni pensieri LA VITA SI RACCONTA Primo momento della mattinata: in gruppo il coordinatore spiega brevemente il lavoro da svolgere personalmente, cosa si farà dopo e dà i tempi. Ogni partecipante si allontana, cercando

Dettagli

PROGETTO EDUCATIVO CENTRI ESTIVI 2013 Centro estivo nido d infanzia La lumaca sull amaca, Settimana di equitazione Soggiorno marino

PROGETTO EDUCATIVO CENTRI ESTIVI 2013 Centro estivo nido d infanzia La lumaca sull amaca, Settimana di equitazione Soggiorno marino PROGETTO EDUCATIVO CENTRI ESTIVI 2013 Centro estivo nido d infanzia La lumaca sull amaca, Settimana di equitazione Soggiorno marino 1 #%&$'()))**+, * CONCETTI DI RIFERIMENTO La proposta dei centri estivi

Dettagli

DIREZIONE DIDATTICA I CIRCOLO UMBERTIDE GIOCO, LIBERA TUTTI! A volte il mondo io non lo comprendo Però se giochiamo lo prendo Bruno Tognolini

DIREZIONE DIDATTICA I CIRCOLO UMBERTIDE GIOCO, LIBERA TUTTI! A volte il mondo io non lo comprendo Però se giochiamo lo prendo Bruno Tognolini GIOCO, LIBERA TUTTI! A volte il mondo io non lo comprendo Però se giochiamo lo prendo Bruno Tognolini PROGETTO DI PLESSO SCUOLA PRIMARIA PIERANTONIO a. s. 2014/2015 PREMESSA La scuola rappresenta lo spazio

Dettagli

Le principali differenze psicologiche, comportamentali e di ruolo tra maschi e femmine.

Le principali differenze psicologiche, comportamentali e di ruolo tra maschi e femmine. Dott.ssa Panaghia Facchinelli, Pedagogista clinica Tel 348-8742827 panaghia@email PERCORSO DI EDUCAZIONE ALL AFFETTIVITA E ALLA SESSUALITA Questo progetto di educazione all affettività e sessualità è rivolto

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA: VIA C. ALBERTI VIA DEL GINESTRINO PROGETTO ACCOGLIENZA

SCUOLA DELL INFANZIA: VIA C. ALBERTI VIA DEL GINESTRINO PROGETTO ACCOGLIENZA SCUOLA DELL INFANZIA: VIA C. ALBERTI VIA DEL GINESTRINO PROGETTO ACCOGLIENZA 1 Il suddetto progetto consiste in una serie di proposte atte a promuovere un graduale inserimento alla Scuola dell Infanzia

Dettagli

PROGETTAZIONE ANNUALE A.S. 2010/2011 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN GIUSEPPE SULLE ALI DELLE EMOZIONI

PROGETTAZIONE ANNUALE A.S. 2010/2011 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN GIUSEPPE SULLE ALI DELLE EMOZIONI PROGETTAZIONE ANNUALE A.S. 2010/2011 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN GIUSEPPE SULLE ALI DELLE EMOZIONI FESTE E RICORRENZE Le feste rappresentano esperienze belle e suggestive da vivere e ricordare per

Dettagli

PROGRAMMAZIONE ASILO NIDO INTEGRATO SAN PIETRO IN VOLTA ANNO 2014-2015

PROGRAMMAZIONE ASILO NIDO INTEGRATO SAN PIETRO IN VOLTA ANNO 2014-2015 Comune di Venezia Direzione Politiche Educative, della Famiglia e Sportive Settore Politiche Educative Servizi Educativi Territoriali Coordinamento Psicopedagogico Lido 1 PROGRAMMAZIONE ASILO NIDO INTEGRATO

Dettagli

CORSO ALLENATORI 2 livello. Fare sport: tra tradizione e innovazione

CORSO ALLENATORI 2 livello. Fare sport: tra tradizione e innovazione Fare sport: tra tradizione e innovazione Lo sai papa, che quasi mi mettevo a piangere dalla rabbia, quando ti sei arrampicato alla rete di recinzione, urlando contro l arbitro? Io non ti avevo mai visto

Dettagli

UNITA DI APPRENDIMENTO. A scuola SerenaMente

UNITA DI APPRENDIMENTO. A scuola SerenaMente UNITA DI APPRENDIMENTO Denominazione Situazione diagnostica A scuola SerenaMente Il primo giorno di scuola non è lo stesso per tutti i bambini. Per alcuni, si tratta di ritornare in un posto lasciato solo

Dettagli

Il viaggio di. Bianchina e Nerina

Il viaggio di. Bianchina e Nerina Il viaggio di Bianchina e Nerina Progetto realizzato da: Chiara Anichini, Giulia Palli. Scuole coinvolte: Istituto Comprensivo Marco Polo: Scuola Primaria C. Guasti, Scuola dell Infanzia Villa Charitas.

Dettagli

Progetto continuità scuola dell infanzia scuola primaria

Progetto continuità scuola dell infanzia scuola primaria PREMESSA In relazione alle più recenti indicazioni ministeriali nelle quali viene valorizzata l autonomia scolastica, i progetti per la continuità didattico - educativa rappresentano un ambito di valutazione

Dettagli

PROGETTO DI PLESSO: LA NATURA NELL ARTE E NELL IMMAGINARIO

PROGETTO DI PLESSO: LA NATURA NELL ARTE E NELL IMMAGINARIO Scuola dell Infanzia Ponte Abbadesse a.s. 2012/2013 PROGETTO DI PLESSO: LA NATURA NELL ARTE E NELL IMMAGINARIO P. Cezanne, Mont Sainte Victoire 1890. L [rt_ [ tutt_ l tà f[ muov_r_ n_l nuovo, mo^ifi][

Dettagli

PRESENTAZIONE DELLA SCUOLA E DELLE ATTIVITA A.S. 2013-2014

PRESENTAZIONE DELLA SCUOLA E DELLE ATTIVITA A.S. 2013-2014 IC 41 CONSOLE: LA SCUOLA DELL INFANZIA PRESENTAZIONE DELLA SCUOLA E DELLE ATTIVITA A.S. 2013-2014 DESCRIZIONE DELLA SCUOLA La scuola dell infanzia dell IC 41 Console e situata nel quartiere Bagnoli in

Dettagli

PROGETTI SEZIONE VIOLA VIOLA 3 ANNI ANNI. Ins.:Imma Esposito Maria Carlotta

PROGETTI SEZIONE VIOLA VIOLA 3 ANNI ANNI. Ins.:Imma Esposito Maria Carlotta PROGETTI SEZIONE VIOLA VIOLA 3 ANNI ANNI Ins.:Imma Esposito Maria Carlotta LE STAGIONI CI ACCOMPAGNANO NEL MONDO DEI COLORI Questo progetto è rivolto ai bambini di 3 anni, che pur non essendo ancora del

Dettagli

Nonni si nasce o si diventa?

Nonni si nasce o si diventa? Nonni si nasce o si diventa? Riflessioni perché la Nonnitudine sia uno status di vita occasione di Vita! I nonni Ci sono delle cose che solo i nonni sanno, son storie più lontane di quelle di quest anno.

Dettagli

L intervenire secondo il modello empaticorelazionale

L intervenire secondo il modello empaticorelazionale L intervenire secondo il modello empaticorelazionale Il progetto amico Prof. Nicola Cuomo Dott.ssa Alice Imola Dip. Di Scienze dell Educazione Università di Bologna No insegnante No educatore No terapista

Dettagli

METTERSI IN GIOCO : ESPERIENZE DI LABORATORIO NEL GRUPPO DI LAVORO CON I DOCENTI PER ACQUISIRE UNA MAGGIORE EFFICACIA RELAZIONALE NEL GRUPPO CLASSE

METTERSI IN GIOCO : ESPERIENZE DI LABORATORIO NEL GRUPPO DI LAVORO CON I DOCENTI PER ACQUISIRE UNA MAGGIORE EFFICACIA RELAZIONALE NEL GRUPPO CLASSE METTERSI IN GIOCO : ESPERIENZE DI LABORATORIO NEL GRUPPO DI LAVORO CON I DOCENTI PER ACQUISIRE UNA MAGGIORE EFFICACIA RELAZIONALE NEL GRUPPO CLASSE Dr.ssa Arianna Pomero Aspetto centrale dell essere essere

Dettagli

Gruppo G.R.E.M. Piemonte e Valle d Aosta. Attività di animazione: LA FAMIGLIA KIT DI ANIMAZIONE

Gruppo G.R.E.M. Piemonte e Valle d Aosta. Attività di animazione: LA FAMIGLIA KIT DI ANIMAZIONE Gruppo G.R.E.M Piemonte e Valle d Aosta Attività di animazione: LA FAMIGLIA KIT DI ANIMAZIONE Il kit, pensato per l animazione di bambini, ragazzi e adulti sul tema famiglia è così composto: - 1 gioco

Dettagli

Circolo Didattico Agrate Brianza Anno scolastico 2008-2009

Circolo Didattico Agrate Brianza Anno scolastico 2008-2009 Circolo Didattico Agrate Brianza Anno scolastico 2008-2009 Progetto realizzato in collaborazione tra: Sezione Azzurri scuola dell Infanzia Via Garibaldi Classe 1B scuola Primaria Omate Classe 1C scuola

Dettagli

Anno Scolastico 2015/2016 Bambini di quattro cinque anni GALLERIA DI COLORI

Anno Scolastico 2015/2016 Bambini di quattro cinque anni GALLERIA DI COLORI ! Anno Scolastico 2015/2016 Bambini di quattro cinque anni GALLERIA DI COLORI Insegnante: Arianna Rucireta NESSUN GRANDE ARTISTA VEDE MAI LE COSE COME REALMENTE SONO. SE LO FACESSE, CESSEREBBE DI ESSERE

Dettagli

Progetto di esperienze Sulle tracce di Mirò

Progetto di esperienze Sulle tracce di Mirò Progetto di esperienze Sulle tracce di Mirò Gli bastava un emozione anche piccola e la sua immaginazione si metteva in moto. Una macchia sul muro. Un filo che usciva dalla tela, un granello di polvere.

Dettagli

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SANTO SPIRITO Corso Mazzini, 199 57126 LIVORNO - Tel. 0586.260938 Fax 0586.268117 Email: santospirito@fmalivorno.it PROGRAMMAZIONE EDUCATIVO-DIDATTICA Anno Scolastico 2012-2013

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN VINCENZO PALLOTTI AVELLA (AV) PROGETTO EDUCATIVO-DIDATTICO PER L A.S. 2014/2015

SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN VINCENZO PALLOTTI AVELLA (AV) PROGETTO EDUCATIVO-DIDATTICO PER L A.S. 2014/2015 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN VINCENZO PALLOTTI AVELLA (AV) PROGETTO EDUCATIVO-DIDATTICO PER L A.S. 2014/2015 1 Parlami del cuore, raccontami una storia una filastrocca che si impari a memoria. Scaccia

Dettagli

Esperienza possibile Progettare un intervento pastorale su Social Network

Esperienza possibile Progettare un intervento pastorale su Social Network Esperienza possibile Progettare un intervento pastorale su Social Network Elaborazione di un esperienza pastorale utilizzando come mezzo di comunicazione un Social Network. I punti di partenza sono: Proposta

Dettagli

Test di ascolto Numero delle prove 2

Test di ascolto Numero delle prove 2 Test di ascolto Numero delle prove 2 Ascolto Prova n. 1 Ascolta i testi: sono brevi dialoghi e messaggi. In quale luogo puoi ascoltare i testi? Scegli una delle tre proposte che ti diamo. Alla fine del

Dettagli

Livello CILS A2 Modulo bambini

Livello CILS A2 Modulo bambini Livello CILS A2 Modulo bambini MAGGIO 2012 Test di ascolto numero delle prove 3 Ascolto Prova n. 1 Ascolta il testo. Completa il testo e scrivi le parole che mancano. Alla fine del test di ascolto, DEVI

Dettagli

PROGETTO di INSERIMENTO e ACCOGLIENZA

PROGETTO di INSERIMENTO e ACCOGLIENZA PROGETTO di INSERIMENTO e ACCOGLIENZA INSEGNANTI DI RIFERIMENTO: Scainelli Stefania e Pallotti Alessandra PREMESSA - L INGRESSO ALLA SCUOLA DELL INFANZIA. L ingresso alla Scuola dell Infanzia è una tappa

Dettagli

Il ciliegio. Nido d infanzia. Nido comunale d infanzia Gualtieri RE. Comune di Gualtieri

Il ciliegio. Nido d infanzia. Nido comunale d infanzia Gualtieri RE. Comune di Gualtieri Nido d infanzia Comune di Gualtieri Il ciliegio Nido comunale d infanzia Il ciliegio Gualtieri RE Via G. di Vittorio tel. 0522 828603 nidociliegio@alice.it www.asbr.it storia 1978 Il nido d infanzia Il

Dettagli

MODULO DI PROGETTAZIONE I ANNO Progettazione e realizzazione d un intervento formativo.

MODULO DI PROGETTAZIONE I ANNO Progettazione e realizzazione d un intervento formativo. PAOLA LIPAROTO Classe F3 - Anno scolastico 2008 2009 MODULO DI PROGETTAZIONE I ANNO Progettazione e realizzazione d un intervento formativo. Relazione finale Titolo del progetto: Piccoli Narratori Contenuti:

Dettagli

La gestione delle emozioni: interventi educativi e didattici. Dott.ssa Monica Dacomo

La gestione delle emozioni: interventi educativi e didattici. Dott.ssa Monica Dacomo La gestione delle emozioni: interventi educativi e didattici Dott.ssa Monica Dacomo Attività per la scuola secondaria di I grado Chi o cosa provoca le nostre emozioni? Molti pensano che siano le altre

Dettagli

I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo?

I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo? I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo? In Italia, secondo valutazioni ISTAT, i nonni sono circa undici milioni e cinquecento mila, pari al 33,3% dei cittadini che hanno dai 35 anni in su. Le donne

Dettagli

Filopoesia per l educazione. Gemellaggi tra bambini e studenti alla LUMSA.

Filopoesia per l educazione. Gemellaggi tra bambini e studenti alla LUMSA. Filopoesia per l educazione. Gemellaggi tra bambini e studenti alla LUMSA. Di tutto quello che anche quest anno abbiamo cercato di fare, dei bambini della scuola dell Infanzia che continuano a giocare

Dettagli

METODOLOGIA Scuola dell infanzia La progettazione, l organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali

METODOLOGIA Scuola dell infanzia La progettazione, l organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali METODOLOGIA Scuola dell infanzia La scuola dell infanzia è un luogo ricco di esperienze, scoperte, rapporti, che segnano profondamente la vita di tutti coloro che ogni giorno vi sono coinvolti, infatti

Dettagli

Introduzione. A chi è destinato il programma? Obiettivi

Introduzione. A chi è destinato il programma? Obiettivi Introduzione Tina e Toni è un programma di prevenzione globale destinato alle strutture che accolgono bambini dai 4 ai 6 anni, come le scuole dell infanzia, le strutture d accoglienza e i centri che organizzano

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO LEONARDO DA VINCI LIMBIATE scuole dell infanzia don Milani e Andersen anno scolastico 2014-2015 ORGANIZZAZIONE DEL CURRICOLO

ISTITUTO COMPRENSIVO LEONARDO DA VINCI LIMBIATE scuole dell infanzia don Milani e Andersen anno scolastico 2014-2015 ORGANIZZAZIONE DEL CURRICOLO 1 programmazionescinfdonmandirc14.15 ISTITUTO COMPRENSIVO LEONARDO DA VINCI LIMBIATE scuole dell infanzia don Milani e Andersen anno scolastico 2014-2015 ORGANIZZAZIONE DEL CURRICOLO 2 GIORNATA SCOLASTICA

Dettagli

Come migliorare la tua relazione di coppia

Come migliorare la tua relazione di coppia Ettore Amato Come migliorare la tua relazione di coppia 3 strategie per essere felici insieme I Quaderni di Amore Maleducato Note di Copyright Prima di fare qualunque cosa con questo Quaderno di Amore

Dettagli

Seminario Non luoghi qualsiasi La funzione sociale ed educativa degli Spazi per bambini e adulti Bergamo 21 novembre 2006

Seminario Non luoghi qualsiasi La funzione sociale ed educativa degli Spazi per bambini e adulti Bergamo 21 novembre 2006 Seminario Non luoghi qualsiasi La funzione sociale ed educativa degli Spazi per bambini e adulti Bergamo 21 novembre 2006 PAROLE E IMMAGINI PER RACCONTARE GLI SPAZI PER BAMBINI E ADULTI. Gruppo di coordinamento

Dettagli

ISTITUTO STATALE COMPRENSIVO Magistri Intelvesi San Fedele Intelvi (Como) Anno Scolastico 2012-2013 PROGETTO TEATRO

ISTITUTO STATALE COMPRENSIVO Magistri Intelvesi San Fedele Intelvi (Como) Anno Scolastico 2012-2013 PROGETTO TEATRO ISTITUTO STATALE COMPRENSIVO Magistri Intelvesi San Fedele Intelvi (Como) Anno Scolastico 2012-2013 PROGETTO TEATRO Il progetto teatro nasce dalla necessità di avvicinare gli alunni al mondo teatrale perché

Dettagli

Scuola Gianni Rodari Classe II Porto Sant Elpidio Docente Sabrina Gobbi

Scuola Gianni Rodari Classe II Porto Sant Elpidio Docente Sabrina Gobbi Scuola Gianni Rodari Classe II Porto Sant Elpidio Docente Sabrina Gobbi 1 MAPPA CONCETTUALE TRIBÙ insieme di CLAN insieme di FAMIGLIE GRUPPO organizzato variabile nel TEMPO SPAZIO generato da BISOGNO di

Dettagli

UN VIAGGIO NEL VOLONTARIATO

UN VIAGGIO NEL VOLONTARIATO Associazione di Volontariato per la Qualità dell Educazione UN VIAGGIO NEL VOLONTARIATO Esplora con noi il mondo del volontariato! con il contributo della con il patrocinio Comune di Prepotto Club UNESCO

Dettagli

1. Introduzione. 2. Gli obiettivi. 3. Il percorso 2015 16

1. Introduzione. 2. Gli obiettivi. 3. Il percorso 2015 16 1. Introduzione Il percorso genitori è il cammino che l AC diocesana ha preparato per valorizzare l esperienza associativa che i ragazzi vivono in ACR e per maggiormente condividere con le famiglie e la

Dettagli

Asilo nido Centro ricreativo Centro educativo. Progetto Educativo Asilo Piccoli Passi

Asilo nido Centro ricreativo Centro educativo. Progetto Educativo Asilo Piccoli Passi Progetto Educativo Asilo Piccoli Passi Asilo Asilo nido nido Centro Centro ricreativo ricreativo Centro Centro educativo educativo Indroduzione Il desiderio di aprire l Asilo Nido nasce da un istintivo

Dettagli

Attivare e facilitare i gruppi di auto/mutuo aiuto

Attivare e facilitare i gruppi di auto/mutuo aiuto LAVORO SOCIALE IN TASCA COLLANA DIRETTA DA M.L. RAINERI Valentina Calcaterra Attivare e facilitare i gruppi di auto/mutuo aiuto Indice Introduzione 9 1. Cos è un gruppo di auto/mutuo aiuto 11 I fondamenti

Dettagli

Gestire le Risorse Umane - Costruire Fiducia Sospiro (Cremona) 19 giugno 2009

Gestire le Risorse Umane - Costruire Fiducia Sospiro (Cremona) 19 giugno 2009 Bologna - Tel. & fax 051 543101 e-mail: e.communication@fastwebnet.it www.excellencecommunication.it Gestire le Risorse Umane - Costruire Fiducia Sospiro (Cremona) 19 giugno 2009 Docente: Antonella Ferrari

Dettagli

La PROGETTUALITA nella SCUOLA dell INFANZIA

La PROGETTUALITA nella SCUOLA dell INFANZIA La PROGETTUALITA nella SCUOLA dell INFANZIA 1 DIRITTO DI ESSERE UN BAMBINO Chiedo un luogo sicuro dove posso giocare chiedo un sorriso di chi sa amare chiedo un papà che mi abbracci forte chiedo un bacio

Dettagli

TELEFONO AZZURRO. dedicato ai bambini COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO?

TELEFONO AZZURRO. dedicato ai bambini COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO? COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO? 1 Ehi, ti e mai capitato di assistere o essere coinvolto in situazioni di prepotenza?... lo sai cos e il bullismo? Prova a leggere queste pagine. Ti potranno essere utili.

Dettagli

Asili nido comunali di Verbania PROGETTO EDUCATIVO Anno scolastico 2013-2014

Asili nido comunali di Verbania PROGETTO EDUCATIVO Anno scolastico 2013-2014 L educazione è un diritto di tutti i bambini e ragazzi, che devono poterne fruire senza limitazioni Ma è anche un bene degli adulti, di tutti gli adulti che la difendono e la arricchiscono e con la partecipazione

Dettagli

Il corpo in gioco! Unità d apprendimento N 2 esperienza realizzata con i bambini di 3 anni

Il corpo in gioco! Unità d apprendimento N 2 esperienza realizzata con i bambini di 3 anni Il corpo in gioco! Unità d apprendimento N 2 esperienza realizzata con i bambini di 3 anni dal 28 ottobre 2013 al 9 gennaio 2014 anno scolastico 2013-2014 MOTIVAZIONE: In questo primo periodo di scuola

Dettagli

PROGETTO DI MUSICOTERAPIA ORCHESTRALE CENTRO LA NOTA IN PIU E UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI BERGAMO

PROGETTO DI MUSICOTERAPIA ORCHESTRALE CENTRO LA NOTA IN PIU E UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI BERGAMO PROGETTO DI MUSICOTERAPIA ORCHESTRALE CENTRO LA NOTA IN PIU E UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI BERGAMO www.lanotainpiu.it CONDIVIDERE LA MUSICA, PERCHE?: Aderire al lavoro comune e alle sue prerogative:

Dettagli

PROGETTO CLASSI PRIME. Scuola Primaria Plessi: CARNOVALI-MATTEI-S.UGUZZONE A SCUOLA IMPARIAMO GIOCANDO.

PROGETTO CLASSI PRIME. Scuola Primaria Plessi: CARNOVALI-MATTEI-S.UGUZZONE A SCUOLA IMPARIAMO GIOCANDO. PROGETTO CLASSI PRIME Scuola Primaria Plessi: CARNOVALI-MATTEI-S.UGUZZONE A SCUOLA IMPARIAMO GIOCANDO. PREMESSA Per agevolare l inserimento nella scuola Primaria dei bambini provenienti da diverse scuole

Dettagli

Istituto Comprensivo A.Moro Via Olimpiadi,1 Dalmine Tel. 035 56.15.26 dirigente@icmorodalmine.it segreteria@icmorodalmine.it

Istituto Comprensivo A.Moro Via Olimpiadi,1 Dalmine Tel. 035 56.15.26 dirigente@icmorodalmine.it segreteria@icmorodalmine.it 12 Istituto Comprensivo A.Moro 1 Istituto Comprensivo A.Moro Via Olimpiadi,1 Dalmine Tel. 035 56.15.26 dirigente@icmorodalmine.it segreteria@icmorodalmine.it GIANNA BERETTA MOLLA - Via N. Sauro, 1 - Sabbio

Dettagli

Nido d Infanzia Comunale Biribimbo

Nido d Infanzia Comunale Biribimbo Città di Castel San Giovanni Nido d Infanzia Comunale Biribimbo ANNO EDUCATIVO 2011-2012 Educatrici: Barbara Dragoni, Cristina Cattivelli e Chiara Savini Una buona scuola è quella dove il bambino entra

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO BUONARROTI CORSICO PROGETTO TEATRO SCUOLA SECONDARIA I GRADO BUONARROTI A.S. 2012-2013

ISTITUTO COMPRENSIVO BUONARROTI CORSICO PROGETTO TEATRO SCUOLA SECONDARIA I GRADO BUONARROTI A.S. 2012-2013 ISTITUTO COMPRENSIVO BUONARROTI CORSICO PROGETTO TEATRO SCUOLA SECONDARIA I GRADO BUONARROTI A.S. 2012-2013 Il Progetto Teatro viene proposto ogni anno a gruppi di classe individuati in base alle scelte

Dettagli

Facciamo un calendario

Facciamo un calendario ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI SCUOLA DELL INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI I GRADO DOCUMENTAZIONE PERCORSO DI STORIA Scuola dell Infanzia Facciamo un calendario Scuola dell Infanzia Insegnanti: F Aloisio,

Dettagli

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 10 OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI AUTOCONTROLLO ATTENZIONE E PARTECIPAZIONE ATTEGGIAMENTO E COMPORTAMENTO

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE. Scuola dell INFANZIA Via Nigoline, n 16 SCUOLA DELL INFANZIA 25030 ADRO. Mail Segreteria : Bsic835008@istruzione.

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE. Scuola dell INFANZIA Via Nigoline, n 16 SCUOLA DELL INFANZIA 25030 ADRO. Mail Segreteria : Bsic835008@istruzione. Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca Istituto Comprensivo Statale di Scuola dell Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo Grado Via Nigoline, 16 25030 ADRO (BS) ISTITUTO COMPRENSIVO

Dettagli

Roberto Ghiretti Presidente Studio Ghiretti & Associati

Roberto Ghiretti Presidente Studio Ghiretti & Associati Roberto Ghiretti Presidente Studio Ghiretti & Associati 1 Lo Sport come strumento educativo Lo sport per i bambini e ragazzi rappresenta una straordinaria opportunità di crescita. Grazie all attività motoria,

Dettagli

A.S. 2007/08 INS. Martinis Margherita Mazza Giuseppina SCUOLA DELL INFANZIA COLLODI

A.S. 2007/08 INS. Martinis Margherita Mazza Giuseppina SCUOLA DELL INFANZIA COLLODI A.S. 2007/08 INS. Martinis Margherita Mazza Giuseppina SCUOLA DELL INFANZIA COLLODI Proseguire il lavoro svolto lo scorso anno scolastico sulle funzioni dei numeri proponendo ai bambini storie-problema

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA DI ALSENO

SCUOLA DELL INFANZIA DI ALSENO SCUOLA DELL INFANZIA DI ALSENO PROGETTO ACCOGLIENZA MOTIVAZIONE L Ingresso alla Scuola dell Infanzia costituisce l inizio di un nuovo cammino, che vede il bambino il più delle volte alla sua prima esperienza

Dettagli

PROGETTO ACCOGLIENZA TUTTI A BORDO

PROGETTO ACCOGLIENZA TUTTI A BORDO PROGETTO ACCOGLIENZA TUTTI A BORDO L entrata alla scuola dell infanzia rappresenta per il bambino una tappa fondamentale di crescita. La scuola è il luogo dove il bambino prende coscienza della sua abilità

Dettagli

SCUOLA DELL'INFANZIA " MADRE LINDA LUCOTTI" ISTITUTO MARIA AUSILIATRICE R.C. A.S. 2011 \ 2012

SCUOLA DELL'INFANZIA  MADRE LINDA LUCOTTI ISTITUTO MARIA AUSILIATRICE R.C. A.S. 2011 \ 2012 ISTITUTO MARIA AUSILIATRICE PREMESSA L incontro con la fiaba è molto stimolante perché sollecita nei bambini esperienze altamente educative, sul piano cognitivo, affettivo, linguistico e creativo. La fiaba

Dettagli

PROGETTO Dott.ssa Valentina Zaffino

PROGETTO Dott.ssa Valentina Zaffino GIOCO DI RUOLI PROGETTO Dott.ssa Valentina Zaffino GIOCO DI RUOLI Dott.ssa Valentina Zaffino PREMESSA La scuola è per i ragazzi la prima e la principale forma di aggregazione. La personalità del singolo

Dettagli

PROGETTAZIONE ANNUALE a.s. 2014-15

PROGETTAZIONE ANNUALE a.s. 2014-15 PROGETTAZIONE ANNUALE a.s. 2014-15 Esplorare..dire, fare, abbracciare.. Le educatrici del nido, nel corso dell anno 2014-2015 proporranno ai bambini un percorso didattico intitolato Esplorare dire, fare,

Dettagli

AMBIENTE SCOLASTICO ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA

AMBIENTE SCOLASTICO ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA AMBIENTE SCOLASTICO La scuola dell infanzia di Montebello è situata nell omonimo quartiere della città di Perugia. Dispone di un piccolo giardino che confina con una grande area verde attrezzata ed un

Dettagli

Diana Dimonte. L affido: dall infanzia all adolescenza, un percorso alternativo. Un aiuto per capire, crescere, ritrovarsi

Diana Dimonte. L affido: dall infanzia all adolescenza, un percorso alternativo. Un aiuto per capire, crescere, ritrovarsi L affido: dall infanzia all adolescenza, un percorso alternativo Un aiuto per capire, crescere, ritrovarsi In occasione del Convegno sull affido Genitori di scorta si nasce o si diventa? - Strade e percorsi

Dettagli

I MOMENTI DI CURA: SOLO SODDISFAZIONE DI BISOGNI DI ACCUDIMENTO FISICO?

I MOMENTI DI CURA: SOLO SODDISFAZIONE DI BISOGNI DI ACCUDIMENTO FISICO? I MOMENTI DI CURA: SOLO SODDISFAZIONE DI BISOGNI DI ACCUDIMENTO FISICO? Il Lavoro di cura fisica e psichica necessaria al benessere e alla crescita del bambino è parte integrante del Progetto Educativo

Dettagli