Documento congressuale conclusivo (A) tesi IL LAVORO DECIDE IL FUTURO PER LA DEMOCRAZIA E IL CAMBIAMENTO

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1 Documento congressuale conclusivo (A) tesi IL LAVORO DECIDE IL FUTURO PER LA DEMOCRAZIA E IL CAMBIAMENTO Il XVII Congresso della CGIL ha impattato con il ripresentarsi del gigantesco problema della disoccupazione di massa. Così le tematiche della desertificazione industriale, della necessità di un nuovo pesante intervento della spesa pubblica a sostegno di una politica industriale innovativa e del welfare, della difesa e della distribuzione del lavoro disponibile, dell'accesso alla pensione e della tutela del reddito dei disoccupati e degli inoccupati e dei giovani in cerca di lavoro sono state al centro della discussione che si è sviluppata nelle assemblee e nei congressi di categoria. Il Congresso della Cgil di Brescia con l'intento di far vivere i contributi emersi nel dibattito congressuale della due giorni di Assemblea, ora nella sua fase conclusiva, e di raccogliere l'elaborazione proveniente dalle Assemblee di base e dai percorsi delle Categorie e dei Pensionati, sottolinea l'importanza del confronto intervenuto che ha rimesso al centro analisi, giudizi, necessità, difficoltà e proposte per il mondo del lavoro. Un confronto che impegna e richiede alla nostra organizzazione di rivendicare alle diverse forze istituzionali, politiche e sociali, scelte e risposte efficaci per contrastare la crisi e disegnare una nuova fase di sviluppo sostenibile. Questa prospettiva, le cui radici sono riconoscibili nei Principi costituzionali, muove dal riconoscimento del lavoro, dal rispetto della dignità, dalla salvaguardia dell'integrità e della salute dei lavoratori e delle lavoratrici, dallo sviluppo delle libertà sindacali e dei diritti, investendo, quale condizione irrinunciabile, sull'accesso all'istruzione pubblica, sulla valorizzazione dei diversi saperi, differenze e e culture. Anche a Brescia la perdita di occupazione è arrivata a toccare l'8,4% rispetto alla media lombarda dell' 8,1%. Non era mai successo che la nostra provincia superasse la media della Lombardia; si tratta di una novità storica che ci conferma l'importanza di mettere in campo politiche per favorire occupazione, lavoro buono e dignitoso. Le cause della crisi sono note, semplici da individuare nei fenomeni in atto: perdita del posto di lavoro, diminuzione delle entrate a causa della permanenza in ammortizzatore sociale, figli piccoli o figli grandi in situazione di precarietà e/o anziani a carico, risparmi assottigliati o azzerati, taglio delle utenze, sfratti per morosità incolpevole, ricerca di un lavoro che non si trova, lavoro povero. In questa situazione di crisi straordinaria si impongono politiche straordinarie per le quali occorrono scelte più coraggiose e lungimiranti. In questa prospettiva, sia nei settori pubblici che in quelli privati, si impongono la riduzione dei livelli di precarietà, delle forme di rapporto di lavoro e, superando le novità introdotte dalla Legge Fornero, la Riforma degli ammortizzatori sociali e la modifica al Sistema pensionistico: sul Mercato del Lavoro, per l'iniquità e gli effetti negativi prodotti in termini di ridotta copertura degli ammortizzatori sociali e delle indennità di disoccupazione riservati ai lavoratori e alle lavoratrici su cui insiste la crisi produttiva, occupazionale e la precarizzazione; in materia previdenziale per l'insostenibile prolungamento del periodo per

2 l'accesso alla pensione, per l'inaccettabile criterio dell'aspettativa di vita che non prevede limiti all'aumento dell'età pensionabile e alla riduzione dei rendimenti, per il blocco della rivalutazione delle pensioni solo parzialmente rimosso grazie alla mobilitazione unitaria; sul lavoro precario vanno ridotte le forme di rapporto di lavoro, sia nel numero delle tipologie, sia soprattutto nel livello di precarietà che le caratterizza; vanno incluse tutte le forme parasubordinate nei contratti territoriali e nazionali. Per raggiungere questi obiettivi è necessario promuovere una campagna di iniziative e mobilitazioni. Alla crisi finanziaria-economica-ambientale, i Governi che si sono alternati negli ultimi anni in Italia, anziché coglierne la portata strutturale e la domanda di cambiamento per un nuovo paradigma di sviluppo, hanno incentrato le loro scelte quasi esclusivamente sulla modifica di regole per contenere la spesa pubblica e ridimensionare condizioni, welfare e diritti del lavoro. Di fatto, dimostrandosi incapaci di agganciare processi di conoscenza e traiettorie eco-innovative che, in altri Paesi non meno investiti dalla crisi, hanno permesso dinamiche economiche positive con benefici di maggiore tenuta e sviluppo occupazionale. L'assenza di politiche pubbliche per orientare i comportamenti non ha favorito le imprese italiane, grandi e piccole, privandole di una visione di prospettiva e della ricerca necessaria per l'innovazione di processo e di prodotto secondo le traiettorie indicate dai vincoli europei e internazionali in materia di strategia energetica e di lotta ai cambiamenti climatici. In questa prospettiva si è misurato il Piano per il Lavoro della CGIL, la cui declinazione a livello territoriale ha permesso alla Camera del lavoro di di richiamare al centro della discussione la necessità di interventi di eco-innovazione per un nuovo sviluppo industriale fondamentale per l'economia italiana, per la messa in sicurezza del territorio, per l'efficientamento degli edifici, per la rigenerazione urbana e per l'ampliamento della mobilità sostenibile; interventi propedeutici alla creazione di posti di lavoro. Creare posti di lavoro è la questione che resta centrale e ancora tutta da affrontare, da sommare allo sforzo fin qui perseguito di tenuta degli attuali livelli occupazionali, opponendo proposte e iniziativa per impedire i licenziamenti. La progettazione di interventi nella direzione indicata permetterebbe l'attivazione delle risorse necessarie, dissolvendo alibi che, a questo livello, giustificano troppo spesso la mancanza di politiche industriali e di azione. Ciò premesso è urgente un serio e convinto rilancio del contrasto all'evasione fiscale contributiva, al lavoro nero, al caporalato, alla corruzione e alle pratiche, vecchie e nuove, della criminalità organizzata. Nel contrasto al caporalato va rivendicata una riforma del collocamento pubblico che riporti il controllo dell'incontro fra domanda e offerta, soprattutto per il lavoro stagionale, come prevede la proposta di legge elaborata dalla Flai e dalla Funzione Pubblica. Occorre introdurre misure sulla fiscalità generale per ridurre il peso gravoso e ingiusto delle tasse sui redditi da lavoro e da pensione, agendo sull'irpef e non sull'irap.

3 Nonostante le preannunciate chiusure da parte del Governo, la CGIL non rinuncia a proporre l'applicazione di una patrimoniale sulle grandi ricchezze e ad insistere su una inversione del carico fiscale dal lavoro alle rendite. Una tassazione sulle rendite finanziare e l'introduzione di un sistema di sanzioni come indicato dall'ue chi inquina, paga, potrebbero recuperare risorse vitali per l'economia del Paese. Il nuovo Governo sembra voler procedere celermente; i preannunci di riforma in particolare per il lavoro chiedono alla CGIL di essere in campo da subito con la propria proposta, facendo vivere il Piano per il lavoro e la cancellazione di riforme che lo mortificano, impoverendo salari e redditi. In questa direzione va ribadito il no ai licenziamenti quale punto di tenuta, anche attraverso nuove solidarietà e redistribuzione dell'orario. Le ore di cassa integrazione, di mobilità e il numero dei disoccupati testimonia il rischio di radicalizzazione del conflitto sociale con modalità più distruttive e inedite. In questo difficile contesto le Federazioni di Categoria, in stretta sintonia con la Camera del Lavoro e i Servizi, hanno svolto pienamente il loro ruolo a tutti i livelli e su tutti i fronti, con la gestione di migliaia di crisi aziendali attraverso accordi di cassa integrazione, mobilità e contratti di solidarietà. Tutte le sedi decentrate della CGIL con il supporto importante delle SPI si sono prodigate per reggere l'aumentata domanda di assistenza, arrivando ad ampliare l'iniziativa con forme di collaborazione e di mutuo soccorso raccordandosi con realtà impegnate sul fronte del disagio sociale e abitativo. Stesso sforzo è stato sviluppato da parte dell'ufficio Immigrati, degli Uffici vertenze e del Patronato INCA, a cui si aggiunge il ruolo di servizio e tutela sul versante fiscale del CAF e il lavoro svolto dalle Associazioni che alla CGIL fanno riferimento, quali Auser, Federconsumatori e Sunia. Non sono mancate in questi anni le iniziative di mobilitazione anche a livello territoriale fino allo sciopero generale del 18 aprile scorso, che hanno visto impegnata troppo spesso la sola CGIL. Tuttavia occorre un ripensato protagonismo e la sperimentazione di forme organizzative innovative per affrontare le sfide che ci aspettano in termini di insediamento, rappresentanza e contrattazione. Di fronte a una situazione di frantumazione sociale è di grande importanza il Testo Unico del 10 Gennaio 2014 perchè rappresenta un passaggio per orientare i comportamenti e per aiutare il riposizionamento positivo dei rapporti con CISL e UIL. La certificazione degli iscritti, il voto dei lavoratori e delle lavoratrici sui CCNL mettono al riparo dalle forzature e rotture che han prodotto accordi separati, subiti nel recente passato. Ora si tratta di procedere secondo la decisione assunta dalla nostra organizzazione per una consultazione nei luoghi di lavoro, democratica e vincolante. A Brescia, dal 2008 ad oggi, gli accordi sulla ristrutturazione delle aziende sono stati molti. Siamo la provincia dove ci sono stati sottoscritti più contratti di solidarietà e siamo stati i primi a partire con questo strumento ora diffuso

4 anche in altre zone d'italia. Ci sono stati anche accordi con gli Istituti bancari per favorire anticipi di credito rispetto ai tempi biblici del Ministero, accordi di flessibilità e modifica delle turnazioni in funzione dell'andamento degli investimenti e del mercato. Una provincia dinamica dove il sindacato contratta. Da questo fronte la proposta dell'associazione Industriali Bresciana ci trova disponibili se c'è rispetto e riconoscimento reciproco, e dell'autonomia delle diverse categorie, e se questo serve ad allargare la contrattazione. Si tratta di far vivere lo spazio del confronto senza scivolare su scorciatoie che insistono su flessibilità e riduzione del costo del lavoro in un Paese ormai penultimo in Europa per livello di costo. La crisi richiede risposte nuove da ricercarsi oltre le strade già battute. Ci aspettiamo un nuovo protagonismo da parte delle imprese e da parte delle pubbliche amministrazioni. La discussione intorno all'expo, pur con ritardi e limiti, può essere un terreno per riposizionare le politiche di salvaguardia del paesaggio, di sviluppo del turismo, per la prospettiva degli scambi commerciali e delle produzioni alimentari, capaci di superare visioni modeste e poco lungimiranti. La scelta di alcuni EE.LL di dare in comodato gratuito terreno demaniale sottraendolo a nuove speculazioni edilizie, per destinarlo al recupero di biodiversità, favorendo la nascita di cooperative agricole e nuova occupazione giovanile, merita il nostro sostegno, rivendicando un piano preventivo per l'occupazione, la qualità, le condizioni e il riconoscimento della prestazione. In assenza, può prevalere il rischio che da progetti validi e importanti scaturisca lavoro povero e sfruttamento. Iniziative per impedirlo possono alimentare una contrattazione territoriale che sappia giocare in anticipo, come ci siamo proposti con le iniziative sindacali che abbiamo promosso. L incerto quadro istituzionale in evoluzione, non ci rassicura circa il necessario ruolo di coordinamento che dovrebbero svolgere le istituzioni sul territorio. A questo proposito non condividiamo le scelte della Regione Lombardia tese ad introdurre un nuovo centralismo regionale nella programmazione e nella gestione di diverse materie oggi di competenza territoriale (lavoro, formazione, trasporto pubblico, servizi alla persona e servizi sanitari e socio sanitari). Nel confronto con la Regione il coordinamento da parte della CGIL Regionale deve svilupparsi in maniera più puntuale e su tutti i versanti delle politiche sociali e territoriali. A livello decentrato, va sostenuto a tutti i livelli la gestione associata delle funzioni tra Comuni, con il duplice obiettivo di razionalizzare le risorse e migliorare la qualità e la diffusione dei servizi, salvaguardando in tutti i processi di riordino istituzionale, l'occupazione e le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori interessati. Molte incognite accompagnano il destino delle Province, ma questo non supera la necessità di politiche coordinate per la messa in sicurezza del territorio e per il suo sviluppo con benefici sul lavoro. L'orientamento del Comune di Brescia di guardare alla città metropolitana o area vasta per la gestione integrata dei servizi ci impegna a definire proposte da portare al confronto. Così come la proposta dei Consigli di Quartiere eletti anche con il voto dei migranti e dove è prevista la loro partecipazione chiede il nostro impegno e sostegno per una società inclusiva. La Camera del lavoro di Brescia, nell ambito delle iniziative da individuare sul

5 territorio per affrontare la situazione, è convinta che conviene investire nel welfare locale, quale fattore di tutela e anche di sviluppo e produzione di reddito, superando storture e limiti nei servizi preposti e nelle scelte che sono state adottate nel recente passato. Si impongono interventi, fra i quali : non ridurre la rete esistente dei servizi promuovendone la riorganizzazione e il potenziamento e soprattutto l'integrazione tra i servizi sanitari ed assistenziali con l'obiettivo della presa in carico delle persone potenziare gli enti preposti alla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, favorendo il loro coordinamento. In specifico prevedere il potenziamento dei servizi pubblici di prevenzione, sicurezza e controllo. sostenere gli operatori e le operatrici alle prese con le aumentate difficoltà e domande di intervento, contrastando l'abbassamento delle tutele contrattuali sostenere i nuclei familiari nei casi di morosità e di sopravvenuta impossibilità a pagare i canoni e i mutui, per evitare che la perdita di lavoro determini la perdita della casa; istituire una commissione di accompagnamento casa in casa calmierare le tariffe di accesso ai servizi a domanda individuale (Rsa, Nidi, ecc) e prevedere sconti sulle utenze sostegno alle famiglie in difficoltà con la presenza di minori (lotta alla dispersione scolastica) affrontare il ridimensionamento della rete ospedaliera come occasione per riqualificare l'offerta territoriale senza ridurre le possibilità di cura, verificando inoltre la opportunità di una riqualificazione corretta della rete territoriale delle RSA con un occhio di particolare riguardo alle esperienze positive delle Case della salute Impugnare provvedimenti discriminatori proseguendo l'attività di contrasto al razzismo istituzionale, attività che ha prodotto risultati molto positivi. Favorire iniziative per risolvere definitivamente la situazione scandalosa nella quale versa l'ufficio Territoriale sull'immigrazione, pretendendo il rispetto dei tempi per l'evasione delle pratiche. Questa vale anche per il rilascio dei permessi di soggiorno di competenza della Questura. Prevedere un sistema di borse di studio che superi e contraddica la logica del buono scuola, diretto principalmente a tutelare il carattere pubblico della formazione e a garantire un autonomia degli studenti rispetto alle scelte formative. Le borse di studio devono essere principalmente dirette agli studenti meno abbienti; un sistema di comodato d uso o di gratuità totale dei libri di testo. Un sistema che coinvolga le singole istituzioni scolastiche e finanziato in modo integrato dallo Stato, dalle Regioni e dai bilanci delle scuole autonome. Prevedere l esenzione delle tasse scolastiche ai soggetti che sono a rischio di abbandono scolastico e prevedere per gli stessi un piano di borse di studio straordinario Sostenere l'esperienza delle donne nel difficile percorso di affermazione

6 della libertà femminile, impegnando l'organizzazione nel confronto e nel sostegno della loro iniziativa politica e sociale. Il congresso ritiene che il tema della non autosufficienza debba trovare risposte strutturali attraverso una legge di sostegno e attraverso adeguati finanziamenti.questa problematica deve essere affrontata a livello nazionale con il Governo, con la Regione Lombardia e con le amministrazioni comunali. Questa Camera del lavoro è disponibile a sperimentare e promuovere in collaborazione con le pubbliche amministrazioni e l'associazionismo forme di programmazione partecipata del welfare locale con l'obiettivo di rispondere in modo migliore ai bisogni senza altresì permettere un disimpegno della pubblica amministrazione ed una deresponsabilizzazione in nome di una distorta sussidiarietà. Ciò premesso è importante sostenere processi di confronto partecipati per l'analisi dei problemi e la contrattazione delle soluzioni. La contrattazione sociale rappresenta inoltre l' occasione per un rilancio del valore della Confederalità, intrecciando l'esperienza positiva dello Spi con la contrattualità delle categorie nei servizi e la funzione di raccordo della Camera del lavoro. In questa fase la Camera del lavoro ha deciso di affrontare una fase propositiva in ordine: all' avvio di un confronto in cui il Comune di Brescia si faccia parte attiva insieme ai Comuni della Provincia interessati alla presenza di aree inquinate, discariche, cave e di situazioni a rischio, con le parti sociali e le associazioni ambientaliste, per la definizione di un Piano strategico di Bonifica e riduzione, definendo priorità, programma, attivazione di risorse e sviluppo occupazionale; alla gestione integrata dei rifiuti per la realizzazione programmata degli obiettivi di legge per la raccolta differenziata; alla definizione del Piano energetico locale; alla messa in sicurezza del territorio e dei sistemi idrografici; alla riduzione delle emissioni inquinanti; allo sviluppo della mobilità sostenibile; alla progettazione della rigenerazione urbana nell'ambito dei P.G.T., adottando il divieto all'ulteriore consumo del suolo. Nel percorso delineato va affrontata la gestione del servizio idrico integrato avendo come vincolo l'esito del voto referendario, ribadendo che l'acqua è bene pubblico, che va gestito da soggetto ad intero capitale pubblico tenendo in considerazione la sostenibilità economica, sviluppando una corretta gestione industriale nel rispetto dell'ambiente e favorendo il controllo del territorio. La Camera del Lavoro di Brescia nel delineare l'impegno per il prossimo futuro ribadisce la volontà di ricercare proposte e iniziative condivise con CISL e UIL. Questa ricerca dovrà svilupparsi anche a tutti i livelli dell'organizzazione; favorire inclusione piuttosto che esclusione può impedire chiusura e rigidità delle posizioni, per lo sviluppo di un confronto dialettico a tutti i livelli, a partire

7 dai luoghi di lavoro nel rapporto con lavoratori e lavoratrici, da coinvolgere nell'assunzione delle decisioni, pena alimentare perdita di intelligenza nella lettura della realtà da affrontare e mancare la forza necessaria per cambiarla. 6 Marzo 2014

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