di Bogliasco Claudio Gavazzi: «È giunto il momento di lasciare; vorrei trovare qualcuno che ci faccia fare il salto di qualità»

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1 GENTE NOVEMBRE 2014 di Bogliasco INFORMAZIONI DALLA PISCINA COMUNALE DI BOGLIASCO N. 31 n. 30 maggio di Bogliasco INFORMAZIONI DALLA PISCINA COMUNALE DI BOGLIASCO Claudio Gavazzi: «È giunto il momento di lasciare; vorrei trovare qualcuno che ci faccia fare il salto di qualità» L editoriale di Gente di Bogliasco è l intervista al presidente Gavazzi: passato, presente e futuro. Presidente cominciamo facendo un passo indietro... Molto indietro perché per me è il momento di tracciare il bilancio di una lunga esperienza cominciata quasi dieci anni fa. Il bilancio sportivo è molto positivo, sono davvero stupito dei risultati ottenuti. Eravamo soliti dire che per la nostra dimensione, per quello che siamo, per la nostra realtà, vincere un Trofeo del Giocatore (qualcuno lo definisce il Premio Oscar della pallanuoto) sarebbe stato qualcosa di grandioso. In questi anni ne abbiamo vinti cinque e siamo al quarto consecutivo, cinque in soli nove anni, è davvero sorprendente. Questo grazie unicamente al valore dei tecnici che abbiamo, all impegno ed all'abnegazione dei ragazzi che ogni giorno danno tutto e anche e soprattutto a quello delle famiglie che sostengono l attività dei loro figli. Come padre sono consapevole di quanto sia grande questo sacrificio, in termini economici ma ancor più in termini di vita, vita che viene stravolta dai ritmi dello sport: allenamenti, partite, finali, convocazioni non c'è mai un attimo di libertà. Ogni anno non contiamo più quante famiglie devono rinunciare alle ferie estive perché ci sono le finali da giocare in estate. Credo che questo premio sia di tutti loro e che la continuità e la costanza dei risultati siano la conseguenza di questa totale dedizione; tutto ciò concentrato in una piccolissima comunità ha dello stupefacente. Oggi la Rari Nantes Bogliasco si ritrova ad essere l'unica società italiana con entrambe le squadre, maschile e femminile, in serie A1, con tutte le giovanili sempre nelle primissime d'italia, e poi Bogliasco trova suoi giocatori in ogni selezione nazionale sia maschile che femminile, e se non bastasse in pochi anni le ragazze del nuoto sincronizzato hanno scalato le classifiche arrivando nell'olimpo di questa specialità piazzandosi nelle prime dieci d'italia; ci voltiamo e vediamo alle nostre spalle città come Roma, Napoli, Catania; tutto molto bello, davvero fantastico. Nonostante l anno difficile che la Rari Nantes Bogliasco ha affrontato? Sì nonostante gli anni difficili. Facciamo un altro passo indietro. Se guardiamo il rovescio della medaglia sono stati anni terribili. Come è risaputo ci sono stati interventi molto violenti da parte dell autorità fiscale, per più di sette anni abbiamo subito moltissima pressione, alla fine siamo riusciti a dimostrare che non eravamo quelli che venivano dipinti e raccontati. Siamo venuti fuori da una situazione estremamente complicata. In un momento in cui tutto viene demonizzato, aver dimostrato la nostra onestà e trasparenza, ci dà soddisfazione, ma tra la terribile crisi economica nazionale e gli accanimenti ci ritroviamo nostro malgrado con tutte le ossa rotte. Tutto ciò, in particolare l'enfasi negativa di questo ultimo anno, ha avuto per noi l effetto di una vera e propria alluvione, uno tsunami, sono state spazzate via tutte le risorse economiche, mentali e fisiche, ogni energia è stata risucchiata. Adesso che abbiamo superato l onda di piena e rivediamo il sole, siamo circondati dalle macerie, dal fango, dalla distruzione; è forse una sensazione peggiore di quando combattevi con la furia degli elementi, ci stiamo chiedendo da che parte cominciare per ricostruire. Sicuramente ricominceremo dal bene più prezioso: i nostri ragazzi. Insomma abbiamo una notizia buona: abbiamo superato la crisi ed abbiamo dei ragazzi meravigliosi; ed una meno buona: abbiamo cicatrici profonde che ancora sanguinano copiosamente e che fanno ancor più male quando ci chiediamo il perché tutto di questo. Come sempre accade le difficoltà rivelano il vero volto delle persone: abbiamo avuto gente ed istituzioni che si sono strette a noi e ci hanno dato una mano enorme e in questo, senza che nessuno me ne voglia, non posso non menzionare il Sindaco Luca Pastorino e Don Silvio Grilli due persone davvero eccezionali, un'enorme risorsa per la comunità di Bogliasco, ma, ovviamente, abbiamo anche registrato malignità, cattiveria, tentativi di "sciacallaggio" per fortuna si è trattato davvero di pochissimi, tutto questo fa parte dell'essere umano nulla di strano, >>> Via Cavour, 5 Bogliasco Genova Tel

2 GENTE di Bogliasco INFORMAZIONI DALLA PISCINA COMUNALE DI BOGLIASCO n. 31 novembre DALLA PRIMA Intervista a Claudio Gavazzi però lascia l'amaro. In ogni caso ho una certezza: ora so che il Bogliasco tornerà più forte di prima anche se ci aspetta una salita molto lunga e faticosa. La stagione è già ricominciata, senza mollare un attimo... Devo confessare che per tutto il mese di giugno ho seriamente pensato di riconsegnare le chiavi della piscina al Sindaco. Poi l'amore, la forza e la determinazione delle persone che costituiscono lo staff mi hanno spinto a buttare il cuore oltre l'ostacolo, ed eccoci qui ancora una volta con risultati sportivi superiori alle previsioni. Questo perché chi, in queste difficoltà, è rimasto con noi: atleta, allenatore, istruttore, dirigente o anche solo amico non lo ha fatto per denaro ma per passione, amore, dedizione; si è così creato un entusiasmo contagioso, una coesione ed una compattezza straordinari, ne è venuta fuori una vera Squadra questi valori sono l elemento primario e trascinante. In tribuna, in mezzo alla gente, durante le partite di inizio stagione, ho avvertito un grande entusiasmo che ci circonda e sostiene, ho sentito commenti che suonavano così: sulla carta sono molto più deboli eppure in acqua sono molto più forti questo credo sia il Nuovo Bogliasco. I nostri ragazzi, le nostre ragazze stanno dando vita ad una bella storia, di quelle da raccontare: compatti e coesi, trascinati da due veri condottieri come Arnaldo e Teresa, animati dalla voglia di brillare con orgoglio stanno impersonando il lato migliore della nostra gioventù direi che hanno impresso nel cuore, e non solo nelle magliette, la scritta non c'è fango che tenga, fantastici!. Per non parlare poi dello spirito meraviglioso di tutti gli addetti ai lavori che stanno affrontando grandi sacrifici con il sorriso, la gioia e l'entusiasmo di un bambino. Davvero grazie a tutti loro che sono la certezza che il Bogliasco sarà più grande e più forte. Prospettive e obiettivi? Perché non provare a vincere il quinto Trofeo del Giocatore consecutivo? In fondo abbiamo tutte le carte in regola per farcela. E Claudio Gavazzi? Quello che potevo fare l ho fatto, ho portato avanti il "testimone" di quella staffetta che è la gestione di una Società Sportiva, la mia frazione si può dire conclusa, o quasi; ora serve qualcuno con forze fresche e nuova energia. Poter dire che siamo vivi dopo lo tsunami che ci ha investito e che è durato ben sette anni è un vanto; quest anno mi piacerebbe completare il consolidamento della Rari Nantes Bogliasco. Vorrei creare tutte le condizioni affinché possa arrivare qualcuno in grado di far fare quel salto di qualità che Bogliasco merita e che gli spetta, qualcuno che possa portare i nostri colori alla conquista dell'europa perché chi si ferma è perduto, sì ora serve qualcuno che faccia meglio di quanto ho fatto io. Edoardo di Somma e Giacomo Cocchiere: il miracolo Era il 2 giugno, sulla strada di casa, verso Bogliasco. Sulla stessa moto viaggiavano Edoardo Di Somma e Giacomo Cocchiere, vengono centrati da un altra moto. Un incidente terribile: il conducente dell altro mezzo morirà alcune ore dopo, Edo e Giacomo, risultano gravemente feriti. Da allora ad oggi interventi chirurgici, immobilità, riabilitazione, tanto dolore. Recuperano, lentamente, ci vuole tempo ma loro se lo bevono: Edo rientra sabato 25 ottobre contro il Brescia, Giacomo il 15 novembre per la prima del Camogli in A2. Comincia Edoardo che ha da poco compiuto 18 anni, che ha sempre giocato nella Rari Nantes Bogliasco, vincendo scudetti e piazzamenti di categoria, un bronzo Europeo, il collegiale con il ct Campagna. Il tuo rientro ha avuto un significato speciale, per te e per tutti coloro che ti sono vicini? Mi dicevano che sarei stato fortunato se fossi rientrato a gennaio e invece ce l abbiamo fatta. Sono molto contento. Come ti senti? Bene e ho tanta voglia di giocare. Torniamo al 2 giugno... Non ricordo niente. Sono tornato dopo15 giorni di ritiro con la Nazionale maggiore. Ho incontrato i miei amici, poi sulla via di casa è successo l incidente. Mi sono trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato ma nella sfortuna è andata bene. E stato uno scontro duro, basta guardare le moto, se avessi picchiato schiena o testa sarebbe stata un altra cosa. Non ho avuto lesioni agli organi interni, le ossa si riformano e c è la consapevolezza di tornare come prima. Difficile e doloroso? Allenamenti duri, manipolazioni, ginnastica passiva. Avevo perso tutto e rientrare con i ritmi dei miei compagni non è stato facile. Mi accorgo che non sono ancora in forma e che c è ancora da lavorare. Un lungo periodo bloccato in un letto, cosa pensavi? Ti fai tante domande, ti arrabbi, ti disperi poi pensi che sei ancora qui e allora vai avanti. Chi ti è stato vicino? La mia famiglia, soprattutto la mamma che mi ha sopportato. I miei amici e ho capito che nella mia vita c erano tante persone buone ed io non me ne accorgevo. Come passavi il tempo? Fisioterapia tutti i giorni e amici. Quando mio fratello era in casa stavo con lui. Il tempo non passava mai, giornate infinite. La prima volta che sei uscito? Non avrei dovuto camminare ma non ce la facevo più e sono andato a fare la spesa con la

3 GENTE di Bogliasco INFORMAZIONI DALLA PISCINA COMUNALE DI BOGLIASCO n. 31 novembre mamma. Il giorno dopo sono stato a letto tutto il giorno, ero distrutto ma mi sono sentito rinato. Più dolori fisici o più preoccupazioni? Sapevo che sarebbe tornato tutto come prima quindi ero tranquillo, più che altro tanto dolore, ne ho ancora. Sento di essere ancora impedito in alcuni movimenti, ci vuole ancora tempo. Chi ti ha dato la certezza che ne saresti uscito? Mi sono affidato a Federico Santolini il chirurgo che mi ha operato per otto ore consecutive e che mi ha detto che ce l avremmo fatta ed a Simone Rigalza, preparatore atletico ed osteopata. E' stato determinante e continua ad esserlo, abbiamo lavorato tanto, e ancora ne abbiamo. Due mesi fermo in un letto, ho dovuto imparare nuovamente a camminare: dalla rabbia alla consapevolezza che è stato un miracolo. Definisci Simone Rigalza... Il mio mentore, il mio salvatore, siamo stati tanto tempo insieme e dal punto di vista pallanuotistico mi ha fatto rinascere. Momenti di tensione? Quando non ce la facevo più, lui mi spronava. Abbiamo lavorato tanto sulla testa, parte tutto da lì. Obiettivi? Il 7Bello, un esperienza pazzesca, voglio tornare ad essere quel giocatore. Con te quel giorno c era Giacomo Cocchiere, ne avete parlato di quello che è successo? Abbiamo vissuto questa esperienza insieme, ci consociamo da quando eravamo bimbi, e siamo ancora più vicini. Quando vi siete rivisti? I primi di luglio, è stato emozionante. Ci siamo detti che ci deve servire da lezione e poi dimenticare tutto. Cosa hai imparato? Che senza questo sport non potrei stare quindi di darsi regole e limiti. Ho capito la bellezza della vita e che perderla è proprio questione di un attimo. Saluta Giacomo... In bocca al lupo per il suo campionato. Gli voglio anche dire che ciò che non ti uccide ti fortifica, quindi torneremo più forti di prima. Chi ringrazi? La mia famiglia, miei compagni di squadra che hanno fiducia in me, mister Bettini sempre presente e di sprono, Pachito fondamentale, Simone Rigalza, Federico Santolini, i miei amici, la Rari Nantes Bogliasco che è come un altra famiglia, che mi ha insegnato ad affrontare la vita lottando e senza mai mollare, esattamente come è la pallanuoto. GIACOMO COCCHIERE Partiamo da quel 2 giugno, cosa ricordi? Una bella serata insieme ai miei amici, la partenza per tornare a casa, poi più niente. Da allora ad oggi tanto dolore, preoccupazione, angoscia, invece ti ritroviamo in piscina, alla Rari Nantes Camogli, dove alleni e giochi? E passato tanto tempo. Dalla rabbia per non poter giocare le Finali under 20, a passare un estate travagliata,a ricominciare la preparazione con gli altri: questa è stata la sensazione più bella. Riuscire a buttarmi in acqua insieme a chi ha trascorso un estate normale, è stato bellissimo. Lo immaginavi quel momento? Si ogni giorno. Ero consapevole che sarebbe successo, l incertezza era negli altri, ero sicuro che sarei tornato a giocare. Come hai fatto? Ho lavorato con Luciano Chiavarini che desidero ringraziare perché mi ha aiutato tanto. Sono entrato nel suo studio che ero in stampelle e non riuscivo ad appoggiare la gamba e sono uscito pronto per cominciare la preparazione con i miei compagni di squadra. Ringrazio anche Fabio Grossi detto Mao, il preparatore della Rari Nantes Camogli che mi ha seguito, oltre a mister Magalotti. Cosa hai imparato da questa esperienza? Ho capito quante persone mi vogliono bene e di stare attento, soprattutto agli altri. Edoardo? Sembrava tutto perduto, invece è più in forma di me. E stato veramente forte. Ha vissuto mesi peggiori dei miei, ha visto quattro mura per giorni e giorni: lo ammiro molto. Quando vi siete rivisti per la prima volta? Sono andato a trovarlo un mese dopo: è stato emozionante. Ma c è stato un piccolo particolare, salivo le scale, è scivolata la stampella, ho appoggiato il piede ed ho sentito un male pazzesco. Mi sono sdraiato accanto a lui e siamo rimasti così e siamo scoppiati a ridere. Chi ti senti di ringraziare? Sono tanti. Daniele Magalotti e Pachito, i miei allenatori, i miei punti di riferimento. I miei compagni, anzi amici, e tanti altri. E per essere un po più profondi, il Signore. E la grande Famiglia Cocchiere? Tutti. I miei genitori subito mi hanno tirato le orecchie, soprattutto la mamma, e con ragione. I tuoi obiettivi? Giocare e divertirmi. Saluta Edo? Ciao, la prossima volta andiamo in auto, non ti preoccupare. SIMONE RIGALZA Sei arrivato quando i medici lo hanno rimesso insieme, la prima volta che vi siete incontrati? Edo sembrava una marionetta, legato ai fili: stava in piedi, non aveva in atto alcun quadro patologico e questo mi ha reso molto felice, il primo miracolo compiuto dai professionisti che lo hanno curato. Noi abbiamo cercato di capire che cosa avremmo potuto fare partendo dalla sua condizione. E stato un risveglio, dopo due mesi in cui è stato bloccato in un letto, un astronauta quando torna sulla terra deve sottoporsi a riabilitazione, figuriamoci per chi ha subito un trauma come il suo. Quello che ha fatto è stato un altro miracolo. Come avete cominciato? I primi di agosto, molto lentamente, in parallelo al lavoro che hanno fatto i fisioterapisti. Dopo poco abbiamo proseguito per ricostruire l apparato muscolare. In acqua si sentiva sollevato ma era completamente scoordinato e con forti restrizioni meccaniche: è stata una scalata veloce, nuoto, palestra, ginnastica passiva, pratiche osteopatiche. Edo si è buttato nel fuoco e, senza rischiare niente, ogni giorno abbiamo alzato l asticella, procedendo in questo modo siamo riusciti a bruciare le tappe. Una piacevole scoperta. Il rientro era programmato per i primi mesi del nuovo anno, invece il 25 ottobre ha giocato la prima partita di campionato. E tornato quello di prima? Diventerà più forte di prima, siamo consci del nostro lavoro. Ora può giocare e bene ma non dobbiamo mai dimenticare quello che è stato. La sua volontà gli ha permesso di superare le restrizioni che si sono verificate. Tu lavori molto anche sulla sfera emotiva? Lui ambisce sempre a qualcosa di più, è normale che abbia incontrato anche momenti di sconforto, però ha capito che era in continuo e costante miglioramento. Nella vita bisogna imparare ad accettare la sconfitta come qualcosa di costruttivo quindi abbiamo cercato di non farlo abbattere e che continuasse a credere in se stesso. Poi ci sono cose nostre che rimangono tali. Pensavi di raggiungere questi risultati? Sono abituato a non darmi limiti quando cerco di recuperare un paziente, o un atleta, o formare la preparazione per una squadra. E comunque stata una bellissima sorpresa: Edo ha fatto il 90%, il rimanente è stato il frutto dell unione dei nostri intenti. Ed ora? Continuiamo a lavorare; e insieme a Daniele Bettini cercheremo di dare a lui quello che ancora gli manca per ritornare a fare le stesse cose di prima. Ti sei emozionato per il suo rientro in prima squadra, ha giocato e segnato una doppietta? Sicuramente si. Da dove prendi l energia? Da tutti, come ha fatto Edo che ha avuto una grande forza ma è anche sempre stato aiutato dall affetto delle persone che gli sono state vicine. La Rari Nantes Bogliasco ha avuto un ruolo? Certo, abbiamo lavorato tutti insieme. Da parte loro il calore ed il rispetto: lavoravamo in un angolo che poi è diventato il centro della vasca. La definizione di miracolo è corretta? Si quello che è successo ha qualcosa di speciale. Quanto ti è tornato indietro? Molto, è stato bellissimo. Un messaggio al ct Campagna? Sandro non ha bisogno dei miei consigli. Il nostro lavoro ha l obiettivo di essere nuovamente convocabile, ci arriveremo, lui poi, farà le scelte più opportune, noi sicuramente arriveremo là.

4 GENTE di Bogliasco INFORMAZIONI DALLA PISCINA COMUNALE DI BOGLIASCO n. 31 novembre RARIAZZURRA: ARNALDO DESERTI Dopo due anni alla Rari Nantes Savona il capitano è tornato. Perché? La mia famiglia, il lavoro, la ricerca di nuovi stimoli, alla mia età è fondamentale ma soprattutto mi sono sentito di dover ricambiare tutto quello che la Rari Nantes Bogliasco mi ha dato nel tempo. Una piccola parentesi di due anni a Savona ma i rapporti sono sempre rimasti ottimi. Io sono e rimarrò sempre un Bogliaschino, era giusto dare una mano come hanno fatto altri miei compagni, ci tengo a citare Ale Di Somma e Gimmi Guidaldi che hanno rinunciato ad offerte più allettanti perché tutti noi teniamo molto a questa società. Emozione ed affetto? Io più di tutti qui ci sono proprio nato. Vedo mia figlia Sofia che frequenta l aquagol e mi ricordo di quando ho cominciato: avevo quattro anni e MATTEW DE TRANE Perché in Italia ed alla Rari Nantes Bogliasco? Perché volevo fare una nuova esperienza, mio nonno era italiano di Foggia, volevo riannodare i fili. E la pallanuoto? Quella italiana è una storia bellissima, la più importante. stavo in acqua con mio fratello molto più grande di me. Ho la Rari Nantes Bogliasco nel DNA e spero che succeda anche alle mie bambine. Vedo i giovani che frequentano la piscina e mi rendo conto che c è un attaccamento particolare alla società. E un ambiente sano, bello, e sono contento di essere tornato. Un bilancio pur se parziale? Per fortuna, ma soprattutto per bravura, sta andando tutto bene, speriamo di proseguire così. Il nostro obiettivo è salvarci e far crescere i nostri giovani. Sofia dorme con il pallone... E vero, si sta appassionando. Per il compleanno ha voluto la torta a forma di campo da pallanuoto. Non ho mai insistito, desidero solo che si diverta. Poi c è Agnese, la piccolina, che segue quello che fa la maggiore quindi è possibile che la troveremo con la calotta. Tempo libero? Poco. Oltre alla pallanuoto collaboro con uno studio legale, Marin e Ventura: mi hanno adottato e sopportano le mie assenze. Poi con Ale, Roman, Luigi ed un altro socio abbiamo intrapreso l avventura di Strakkino che sta andando abbastanza bene, puntiamo a consolidarci su Genova per poi aprire altri punti vendita. E nato come un investimento, un divertimento ma serio. Piatto preferito? La focaccia con il formaggio di Strakkino. Tu cucini? No, ma una pasta la so fare. E come? Metto su l acqua, quando bolle butto al pasta, condimento burro, olio, parmigiano o ancora meglio i sughi di mia suocera Elisabetta, il suo pesto è speciale. Racconti le favole alle tue bimbe? Certo, alla grande canto Cenerentola Innamorata, la piccola si addormenta da sola, è tosta. Ti piace la musica? Si tutta, a parte il rock pesante. La pallanuoto riesce ancora ad emozionarti? Pensavo di non sentire più le partite invece ho sempre quel qualcosa nello stomaco, è un buon segno, non sono qui a fare il compitino. Cosa ti fa arrabbiare? Non sopporto le persone false. Piangi? Mi emoziono e non mi vergogno. C è qualcosa che non hai fatto e che vorresti fare? Avrei voluto andare alle Olimpiadi. Non ho capito perché non sono stato convocato ma mi sono imposto di accettare la scelta tecnica anche se non la condividerò mai. E nella vita? Non mi posso lamentare: stiamo tutti bene, abbiamo due bambine bellissime, non mi manca niente anche se proverò sempre a fare meglio. Arrivano dalla California, passando per Budva e Tenerife. Sono i nuovi stranieri della Rariazzurra Lo scorso anno hai giocato in Montenegro a Budva? Una bella esperienza, il livello ottimo ma una piccola città. Anche Bogliasco è un paese? E vero ma vicino a grandi città, a cominciare da Genova. Lavoriamo molto quindi abbiamo poco tempo libero ma siamo riusciti a visitare anche Firenze e Milano. Mancino della Nazionale Usa? Fino a due stagioni fa, ma non ho perso le speranze, invio un messaggio a coach Udovicic, se ha bisogno di me, sono pronto. Quando hai cominciato a giocare? Avevo quindici anni, nuotavo da quando ne avevo otto, alcuni amici parlarono a mia mamma della pallanuoto e così decidemmo di provare. Abbiamo fatto bene, sono molto felice. Chi hai lasciato in California? Mamma Debora, papà Joseph, il mio fratello gemello Michael e mia sorella Megan. Mi mancano molto ma arriveranno a dicembre e finalmente staremo insieme. Sarà un bellissimo regalo di Natale. Ho nostalgia ma la tecnologia aiuta a sentirsi più vicini. Arrivi dalla famosa Pepperdine University, che tipo di studi hai fatto? Psicologia, ma non ho ancora deciso cosa farò, dopo la pallanuoto. Quando non ti alleni cosa fai? Siamo stati allo Stadio per il derby di calcio, spesso andiamo a vedere le partite della Pro Recco Rugby, mi piace la musica rap e hip hop, ballare, siamo già andati in un paio di locali, insomma ci divertiamo. Sei soddisfatto della tua scelta? Molto. L ambiente è perfetto. Coach Dani è una persona ottima, la squadra ci ha accolto con grande affetto. California, patria del surf, delle belle ragazze? Probabilmente sono l unico californiano che non surfa e in quanto alle donne è vero, ma vorrei una fidanzata italiana, magari pallanuotista. Cosa ti fa arrabbiare nella vita? La cattiveria e la violenza. Menù preferito? Pasta al pesto e focaccia al formaggio, il vino italiano, anche se quello californiano non è da meno. Saluta i bogliaschini... Venite a vedere la Rari Nantes e Forza Bogliasco.

5 GENTE di Bogliasco INFORMAZIONI DALLA PISCINA COMUNALE DI BOGLIASCO n. 31 novembre I NUOVI ARRIVI STEPHAN LOOMIS L anno scorso alle Canarie, quest anno a Bogliasco? Il livello della pallanuoto qui è molto alto, sono felice di lavorare duro. L anno scorso era sempre una festa, quest anno è lavoro. Ci alleniamo molto e con impegno. Stanco? Un po ma è una bella sensazione. L esperienza del campionato italiano? Meravigliosa. Giochiamo contro squadre come Pro Recco, Brescia, la migliore pallanuoto che io abbiamo mai visto. E meraviglioso che io possa essere in acqua e incontrare grandi campioni. Ti emozioni? Certo. Era il mio sogno da quando ero in California. Perché hai cominciato a giocare a pallanuoto? Nuotavo ad un buon livello ma mi annoiavo, la pallanuoto è divertimento puro. Perché in America non esiste un Campionato? E difficile perché culturalmente funzionano altri sport: pallacanestro, football, baseball, è difficile trovare aziende che investano nella pallanuoto, poco pubblico e quindi pochi sponsor. Cosa pensi della Rari Nantes Bogliasco? La prima partita giocata in casa, il derby contro il Savona, mi ha emozionato molto. Tanto pubblico, tanta gente che faceva il tifo, gli Irriducibili che non smettevano di cantare. Sono venuti a Sori contro il Recco, sono venuti a Firenze: mi piace tanto. Conosci Mattew? Abbiamo cominciato a giocare insieme che avevo 14 anni e lui 15. Abbiamo frequentato prima le scuole superiori, poi l Università e siamo ancora insieme. Cosa ti piace di qui? Il cibo, ogni volta che mi siedo a tavola scatto una foto, è uno spettacolo. Il pesto, il ragù: andiamo al Ristorante La Risacca ed è come essere a casa. E l amore? Oh che meraviglia, ognuno di noi ne ha bisogno. Vorrei capire come amano le donne italiane, probabilmente è diverso, sono curioso. La donna perfetta? Sono una persona allegra, mi piace ridere e scherzare, vorrei che fosse ironica. Chi hai lasciato in California? La mia famiglia che vive vicino a San Francisco: mamma Sonia, papà David e mia sorella minore Malory, sta studiando a Washington per diventare ostetrica. Li aspetto in primavera perché trascorrerò Natale in Europa, forse a Bogliasco oppure a Londra dove ho amici. Ti piace il surf? Si ma senza tavola. Sei un musicista? Suonavo il trombone in una jazz band ed in un orchestra sinfonica poi quando sono andato all Università, Facoltà di Psicologia ed ho cominciato a giocare a pallanuoto non ho più avuto tempo, mi manca molto e vorrei cominciare a studiare il pianoforte. Cosa non sopporti? L ignoranza e l uso sbagliato dei social media. Saluta il mister e la squadra... Ciao Dani, ciao squadra e forza Bogliasco. EDOARDO PRIAN Per il portiere è un ritorno a casa, con il Bogliasco ha giocato nelle giovanili poi è andato a fare esperienza Perché hai accettato il Bogliasco? Dopo tre anni di esperienze fuori desideravo tornare a casa, per stare con la mia famiglia e la mia ragazza. Ho un ottimo ricordo del periodo trascorso alla Sport Management in particolare con il mio compagno di squadra e di casa Andrea Razzi e con mister Baldineti al quale devo molto, ma c era una grande voglia di tornare qui. E cosa invece ti ha portato fuori? Il primo anno ho accettato la proposta di Gu Baldineti ed ho visto giusto perché siamo stati promossi, il secondo anno volevo fare un esperienza lontano e ho avuto l opportunità di giocare a Cagliari, lo scorso anno mi ha richiamato Gu ed ha avuto di nuovo ragione perché abbiamo vinto il campionato. Sono maturato molto, ho potuto conoscere tante persone. Il futuro? Sono laureato in Design, è difficile trovare occupazione in questo settore, diciamo che per ora mi accontento ma sto cercando un lavoro serio. Hai parlato della tua ragazza che poi si chiama Eugenia Dufour e gioca nella Rarirosa, le prospettive riguardano anche il vostro rapporto? Diciamo che vivo molto alla giornata ma stiamo bene e vedremo che cosa il futuro ci riserva. Lei ha detto che le dai molti consigli ma anche aggiunto che ci sono differente sostanziali? E vero e che le ragazze non si offendano invece di offendono, ma la pallanuoto femminile è un altro sport, è tutto calibrato alle differenze che esistono tra uomo e donna. Un bilancio di questo scorcio di campionato? Sono state giornate impegnative. Obiettivo stagionale raggiungere la quota salvezza, venti-ventiquattro punti, poi avremo la mente più libera per toglierci qualche soddisfazione. Passioni? Il cibo, andare allo stadio a tifare Sampdoria, uscire con gli amici. Menù preferito? Alla genovese: ravioli al ragù, pansoti, focaccia la formaggio di cui vado matto, vorrei ringraziare il mio amico Andrea Bonomo che ha aperto una focacceria e spesso vado a svaligiargli il banco, e per finire millefoglie alla nutella. Scaramantico? Abbastanza. Di solito faccio le corna sott acqua, mezzi antichi che però funzionano. Cosa tieni sul comodino? Una lampada ed una cassa per la musica. Mi piace la dance commerciale. Colonna sonora del momento? Calvin Harris Under Control. Ti piace anche ballare? Diciamo che quando non ero fidanzato ci andavo spesso, adesso preferisco evitare. Come sei arrivato alla pallanuoto? Da ragazzino giocavo a calcio, andavo al mare a Sturla ed ho conosciuto tanti ragazzi che giocavano. E bastata un estate per mollare il calcio e cominciare a giocare a pallanuoto. Ero attaccante, in porta mi ha messo Franco Falcone, avrò avuto dieci anni, forse ci ha azzeccato. Ma in estate torno a fare dei gol. MATTEO MONARI Arriva da Modena, ha giocato nel Chiavari ed ora è alla Rari Nantes Bogliasco. è il gigante di Modena... E un soprannome che mi hanno dato, mi piace e me lo tengo. >>>

6 GENTE di Bogliasco INFORMAZIONI DALLA PISCINA COMUNALE DI BOGLIASCO n. 31 novembre Sei arrivato al Bogliasco passando per Chiavari, soddisfatto? Molto. Non mi sono mai trovato così bene. E un gruppo fantastico, soprattutto per la grinta che ci mettiamo ogni sabato, è la nostra caratteristica. Ti trovi migliorato? Sto lavorando tantissimo. Il mister mi aiuta tanto in fase difensiva, mi sento di avere qualcosa in più rispetto agli altri anni. Hai nostalgia di casa? Certo, appena posso vado a casa a trovare i miei genitori, i miei nonni, mio fratello che lavora in Svizzera. Le tradizioni che ti mancano? I tortellini in brodo, quelli fatti a mano dalla nonna. Stai vivendo questa nuova esperienza con due compagni di viaggio, gli americani con i quali dividi l appartamento? Mi trovo molto bene, sono un po strani, ma molto simpatici. Abbiamo formato un bel gruppo e ci frequentiamo anche fuori dalla piscina. Chi cucina, chi fa la spesa e chi le pulizie? Quando ci accorgiamo che la casa è in condizioni impossibili ci guardiamo in faccia e cominciamo a pulire. Per la spesa compriamo il minimo indispensabile perché pranzo e cena siamo fissi alla Risacca. Colgo l occasione per ringraziare tutti perché ci coccolano ed anche ad orari impossibili ci fanno trovare sempre qualcosa di buono da mangiare. Quando non ti alleni cosa fai? Lavoro come elettricista, anche per questo ringrazio il presidente Gavazzi che mi ha dato questa opportunità, mi trattano molto bene. Sono perito elettrotecnico. Quando non lavori e non ti alleni? Mi riposo perché ne ho bisogno e coltivo la passione della pesca. Una tradizione di famiglia. I miei nonni materni, che purtroppo non ci sono più, erano di Messina per cui per tre mesi all anno ci trasferivamo in Sicilia. L ultima volta? L altro giorno siamo usciti in canoa e abbiamo preso delle lampughe. L amore? Sono single ma sono in cerca. Mi piacciono le more e deve essere tosta e sapermi tenere testa. Qui alla Rari Nantes Bogliasco ci sono belle ragazze? Infatti le guardo. Leggi? Non ho tempo ma quando ero piccolo mi piaceva Geronimo Stilton. Musica? Sempre, anche quando lavoro. Mi piace la vecchia musica italiana come Rino Gaetano, Vasco Rossi che è di Zocca, dalle mie parti. Tatuaggi? Una frase tratta da un brano dei Queen che dice che bisogna vivere giorno per giorno ma è una cosa mia e preferisco rimanga tale. Cinema? Film storici come Braveheart o il Gladiatore: quando giochiamo in casa sento quell atmosfera. Cos è per te la Rari Nantes Bogliasco? E una rivincita con me stesso per capire dove posso arrivare. Cos è per te la pallanuoto? Un emozione, uno sfogo, mi fa stare bene, senza non riuscirei a vivere. FEDERICO INSOLLITTO Ha difeso i pali delle giovanili della Rari Nantes Bogliasco, quest anno il debutto in prima squadra. Perché hai accettato? L ho fatto subito perché ho pensato che era l opportunità per farmi crescere come pallanuotista e come persona. Giocare qui anche in prima squadra mi permette di stare a casa con i miei genitori ed aiutarli nel lavoro. Ultima stagione con il doppio tesseramento, a Bogliasco con le giovanili a Piacenza in prima squadra? E stata una bella esperienza ma mi mancava casa. Vivere da solo è difficile, troppa nostalgia di mamma e papà. La tua giornata tipo? Sveglia alla quattro per andare a lavorare, nel panificio focacceria di papà, poi allenamento, torno a casa, oppure dalla mia ragazza, ancora allenamento. Poco tempo per riposare ma ce lo facciamo bastare. Se la Rari Nantes Bogliasco fosse una focaccia? Quella al cioccolato: buonissima, consistente, energica. Quando hai cominciato a giocare a pallanuoto? Avevo dieci anni, mi ero stufato del nuoto, volevo smettere poi un amico mi ha invitato a provare e sono andato a Sestri. Chi ti ha messo in porta? Renzo Zonari, un grande allenatore. Devo dire che non sono riuscito a godermelo perché da piccolo ero una testa calda, mi piacerebbe un giorno lavorare ancora con lui. Cosa vedi da quel rettangolo che si chiama porta? Tante cose. Bisogna stare attenti a tutto. Situazioni che ti portano a dover essere reattivo su ogni pallone, bisogna dare il massimo in ogni azione. Dove può arrivare la Rariazzurra? Se lavora bene e avrà anche un pizzico di fortuna, nelle prime cinque. E Insollitto? Ad essere il primo. Siamo in tre e tra di noi c è rispetto, affetto e collaborazione. L abbondanza mi stimola, è bellissimo, a lungo ho lavorato da solo, questa nuova condizione mi piace tantissimo. ROBERTO RAVINA Primo anno di Università e prima volta nel massimo Campionato... Quanti cambiamenti? Mi sono trovato molto bene con le giovanili e sono molto felice di essere in prima squadra, sia con i giovani che con i così detti senatori. Quando hai cominciato? Avevo sei anni, prima a Quinto poi a Nervi con Lillo Morbelli che è anche un cugino, un po' alla lontana. Con mio fratello più grande, Nicolò, poi dopo avere vinto il campionato juniores, aspetta che chiedo a papà che si ricorda tutto, era il Poi sono andato a Sori, poi Quinto e Bogliasco. Da chi è formata la tua famiglia? Mamma Anna, papà Carlo, e mio fratello Nicolò. Mi seguono sempre, anche in trasferta ma gli dico di non parlare, non voglio commenti. In squadra un compagno che è anche allenatore dell under 20? Gimmi Guidaldi. Mi dice sempre qualcosa, aiuta molto noi giovani. Primo anno di Università? Facoltà di Economia. E dura ma cerchiamo di farci stare tutto: autobus, treno, moto ma non quando piove. Cerco di non rischiare: l incidente di Edo e Cocchi mi ha colpito, sono arrivato sul posto che era appena successo. Mi ha insegnato tanto, bisogna essere prudenti. Passioni? Mi piacciono i film, tutti i generi e i fumetti manga. C era una volta in America è il mio preferito è stato lo spunto della tesina per l esame di Maturità. Peccato che la Commissione non mi ha dato soddisfazione. Cosa vuoi fare da grande? Mio papà lavora in borsa vorrei fare come lui. C è anche la Nazionale? Una medaglia d argento agli Europei, la scorsa estate quarti. Quante emozioni. La prossima estate ci saranno i Mondiali, lavoro per esserci e con me spero tanto che rientri Edoardo. Il suo recupero? Non credevo fosse così veloce. Cos è per te la pallanuoto? E gran parte della mia vita. Obiettivi? Mi piacerebbe viaggiare, magari un esperienza d lavoro in America, chissà se Mattew e Stephen mi possono aiutare, ogni tanto ne parliamo. Perché alla Rari Nantes Bogliasco? Perché è l unica società in A1 sia con la squadra maschile sia con quella femminile, il settore giovanile ai massimi livelli: è una società seria come ce ne sono poche in Italia. Pregi e difetti? Ai primi non ci ho mai pensato. Per il resto a volte permaloso e un po disordinato. Aiuti in casa? No perché mia mamma è brava e mi fa trovare tutto pronto. Cosa ti rende felice? Stare con la famiglia e con gli amici. Cosa ti fa arrabbiare? La falsità delle persone, preferisco la sincerità anche se mi può ferire. Mi è dispiaciuto che il Nervi sia fallito, scusa ma lo dovevo dire. Cos è la Rari Nantes Bogliasco? E un occasione importante per fare bene, insieme ai miei amici quindi forza Bogliasco. >>>

7 GENTE di Bogliasco INFORMAZIONI DALLA PISCINA COMUNALE DI BOGLIASCO n. 31 novembre GIACOMO NOVARA Arriva da Torino, lo scorso anno nelle giovanili, questa stagione anche alla Rariazzurra. Un bel salto... Sono felice ed emozionato. Qui alla Rari Nantes Bogliasco è un bell ambiente, sto imparando molto, quindi occhi ed orecchie bene aperti. Questo è un altro ambiente, un altra vita. È la pallanuoto ad averti cambiato la vita? Gioco da più di dieci anni, è la mia passione, dopo lo studio il mio primo pensiero è la piscina, non potrei non andarci, fa parte del mio metabolismo. Tu e tuo fratello più piccolo, Ettore? Frequentiamo gli Emiliani di Nervi, lui seconda ed io quarta scientifico. Insieme abbiamo scelto di lasciare tutto e venire a Bogliasco. Un paio di anni fa ho avuto Marco Sbolgi come allenatore in Nazionale, mi sono innamorato di come insegna la pallanuoto così abbiamo deciso di venire qui che prima di essere una grande società è una bellissima famiglia. Qui posso parlare anche dei miei problemi, al di fuori della pallanuoto, e c è sempre qualcuno che mi ascolta e mi aiuta. La tua vera famiglia è rimasta a Torino? Si mamma Ada, papà Tito e gli altri due fratelli Valerio e Giorgio, anche loro pallanuotisti ma hanno deciso di smettere per dedicarsi allo studio. Ringrazio tutti loro perché stanno affrontando uno sforzo economico importante ma lo fanno volentieri perché credono in noi. Li ringrazio anche perché pur essendo lontani sono sempre presenti, vengono a trovarci ed a vedere le partite. Come gestite la quotidianità? Da fratello maggiore seguo Ettore anche nello studio anche se devo dire che è molto responsabile. Cuciniamo entrambi, a pranzo io, a cena lui. Pulizie due volte alla settimana, insieme. Tempo libero? Mi devo ambientare. Mi piace venire in piscina anche se non mi alleno, mi piace passeggiare per Bogliasco oppure visitare Genova. A Torino ho lasciato tante amiche ed amici, qui ne ho già ma spero di trovare anche l amore. Cosa ti fa arrabbiare? Le persone false. Cos è la pallanuoto? Fa parte della mia vita. Tutta la mia energia e la mia felicità li metto in ogni allenamento, per migliorare e non smettere mai di divertirmi. RARIROSA: I NUOVI ARRIVI MARIO SINATRA Dopo 17 anni al Rapallo un cambio di vita ma non di prospettive. E il nuovo allenatore di tutta la pallanuoto femminile, prima squadra e giovanili Perche hai accettato la proposta della Rari Nantes Bogliasco:? Perché è una società seria che da sempre lavora molto bene sui giovani, una filosofia che si sposa benissimo con la mia, o la mia si sposa con quella del Bogliasco. Nello specifico la squadra femminile è in A1, un bel progetto: tante ragazze giovani ed il fatto di essere vicino a casa ha chiuso il cerchio. Alleni quattro formazioni? Stiamo lavorando molto bene. Ho trovato entusiasmo ed uno spirito diverso da quello che c era a Rapallo. Qui c è lo spirito del paese: tutti vanno in piscina, tutti si divertono, chiunque voglia buttarsi in acqua a fare due tiri trova spazio. E il significato del paese piccolo e per me che sono nato a Camogli è stato un piacere ritrovarlo. Un entusiasmo che è trascinante. E quando gioca la Rarirosa tu vorresti la piscina piena? C è già stato un miglioramento ma spero con il tempo di coinvolgere sempre di più le persone di Bogliasco che si possano identificare anche nella squadra femminile. Quando non sei in piscina cosa fai? Il marito ed il papà. Mia moglie Barbara che lavora e due bambini, Lorenzo e Pietro, sette anni e mezzo e quattro anni e mezzo, una gestione molto impegnativa. Pietro frequenta i corsi di nuoto, il piccolo è a parte. E allegro e molto vivace, dobbiamo corrergli dietro, sempre. A chi assomiglia? Non lo sappiamo ancora. Come sei arrivato alla pallanuoto? A quella giocata attraverso la tradizione di Camogli, frequentavo i corsi nuoto e Giumin Di Bartolo, come era solito fare, sceglieva e passava i ragazzi alla pallanuoto. Come allenatore in maniera casuale: era nata la squadra a Rapallo, davo una mano perché la mia fidanzata, attuale moglie, giocava, sembrava che volessero sciogliere il gruppo allora mi proposi. Poi hai capito che era il tuo mestiere? Ho capito che la pallanuoto era dentro di me e sono andato avanti. E qualcosa che ti prende, è una passione perché non esiste altro motivo. La amiamo, ci avvolge completamente. E quello che mi piace fare. Quando parlano di cambiamenti cosa ne pensi? E un problema relativo alla maschile perché la femminile come al solito non viene contemplata in alcun ragionamento, in questo caso è meglio. Io non credo che il nostro sport debba essere cambiato nelle regole, è il marketing sul quale bisogna lavorare. Perché la vasca da 25 metri? Non lo hanno fatto negli altri sport, non hanno ridotto il campo da calcio né abbassato i canestri nel basket. E chiaro che la proposta nasce perché in alcuni paesi non esistono vasche da 33 metri : insomma si gioca in sette e si gioca nei campi disponibili, ci adatteremo, non vedo il problema. Noi che lavoriamo in piscina lo sappiamo e lo facciamo già ogni giorno: siamo nati adattandoci, questi cambiamenti portano solo confusione. Hai pronunciato la parola magica, marketing, hai qualche suggerimento? L obiettivo è portare la gente in piscina e mi sembra che rispetto a qualche hanno fa c è da registrare più pubblico. L orario consono è la chiave di volta: sediamoci intorno ad un tavolo a pensiamo al bene comune. Giocare alle tre del pomeriggio è scomodo, il nostro è uno sport per famiglie e allora portiamole in piscina ad un orario consono, ad esempio le otto di sera. Rendiamo le vasche più comode ed accoglienti, lo spettacolo è già la partita. E poi andiamo verso il periodo estivo, senza togliere nulla alle Nazionali alle quali dedicare la prima parte dell anno. Sfruttiamo il mare, ci sono immagini e foto con centinaia di persone che si godono lo spettacolo. E parlo di pallanuoto, non di beach. Poi torniamo al pallone giallo che ci distingueva dagli altri sport, mettiamo i colori sul bordo vasca, nei costumi, nelle calottine. Le tue passioni? La mia famiglia e la pallanuoto. Ti piace mangiare? Certo. E cucinare? Tantissimo. Ieri sera ad esempio ho preparato la pizza, pasta compresa. Chi ti ha insegnato? Mia mamma, ottima cuoca. Cosa non hai ancora fatto nella vita e vorresti fare? Ci sono tante cose che avrei potuto fare e non ho fatto. Ma in questo momento sono molto soddisfatto con tutti i dubbi ed i problemi del caso. Fare l allenatore è quello che voglio fare, volevo dei figli, ne ho due, sono sposato, innamorato di mia moglie, sono felicissimo. Forse un po più di tempo libero ma poi magari mi annoierei. Cosa ti fa arrabbiare? Ipocrisia, falsità, ignoranza. L ultima volta che hai pianto? Vedendo un film. Disponibile al dialogo con le tue atlete? E fondamentale. L allenatore deve essere anche psicologo e ci deve essere anche un rapporto di amicizia. Qui siamo ancora all inizio ma lo dimostra l ottimo rapporto che ho con le ragazze allenate fino allo scorso anno. Perché ci sono uomini che allenano squadre femminile e non ci sono donne che allenano squadre maschili? Credo che ci siano tantissime donne con capacità pazzesche. Per alcuni aspetti le donne sono superiori a noi uomini, gestire uno spogliatoio per una donna, per contro non è facile. Noi abbiamo innata la gerarchia, la donna è più anarchica e più emotiva quindi per gestire uno spogliatoio tendono a complicarsi la vita.

8 GENTE di Bogliasco INFORMAZIONI DALLA PISCINA COMUNALE DI BOGLIASCO n. 31 novembre Due campionesse che hanno TERESA FRASSINETTI Perché alla Rari Nantes Bogliasco? Ho scelto per tanti motivi, ma è stata una sensazione a pelle, da subito mi è piaciuto il modo di fare e poi ho pensato che avrei ritrovato Mario e Giulia. E tutto confermato, mi trovo molto bene. Cosa conoscevi? Sapevo che la squadra è giovane ed inesperta ma ha tanta voglia di lavorare, è un bel gruppo. In piscina c è sempre, e non è scontato, il sorriso, è la piccola magia di Bogliasco. Un ambiente piccolo, poche persone, è tutto molto famigliare, con grande serenità. Anche Mario è bravo a rendere l ambiente così. La società? Per quello che mi riguarda sono tutti corretti, gentili e sempre presenti. Anche il presidente Gavazzi e per noi ha un significato importante. Dove può arrivare la Rarirosa? Non abbiamo pressioni, la squadra è giovane e potrà fare bene ma anche inciampare, io vedo già grandi miglioramenti. Mai dare nulla per scontato, non si arriva mai. Reduce dal primo collegiale stagionale con la Nazionale? Un gruppo allargato: nuove convocate e le escluse della scorsa stagione, ricominciamo a lavorare. Possiamo tornare agli Europei di Budapest, al tuo rientro da quel maledetto pozzetto? E stato un incubo, ancora oggi non posso credere che sia successo a me, io che sono così severa con me stessa. Non mi sono perdonata. Il solito balletto di responsabilità? Me le sono prese, un errore così grave, per l esperienza che ho, non pensavo alla così detta trance agonistica. E vero qualcuno mi poteva aiutare ma non è successo. Ci sono stati cambiamenti nello staff, l arrivo di Paolo Zizza, di cui siamo molto contente ed altri. Più di 200 presenze in Azzurro, il prossimo sarà il 10 anno? Vorrei festeggiare ma non dico come. Avremo il Mondiale a Kazan, prima la World League. Obiettivo Rio, non ci si qualifica ma si può rientrare nel Club Olimpico: da luglio in poi una lunga ed impegnativa no stop. E tu? E il mio obiettivo. Il ricordo più bello con il 7Rosa? La prima medaglia, era il 2006, argento agli Europei, ero giovanissima. Un prozio Agostino Frassinetti, Olimpionico di Nuoto, Anversa 1920 e Parigi 1924? Papà era molto fiero dello zio ed è molto fiero di me. Lui era un velista. Non c è più, è mancato. Ho sofferto molto per non essergli stata vicino nell ultimo periodo, ero alle Olimpiadi. Una famiglia unita? Mia mamma Liliana, mia sorella Costanza che sta lavorando a Parigi con un progetto di ricerca, è pediatra neonatologa, il mio compagno Tommaso. Cosa fai quando non ti alleni? Sono iscritta all Università, Economia Marittima, e sto per cominciare uno stage in un cantiere navale di riparazioni. Non vedo l ora. Riuscire a far conciliare tutto sarà un altra bella prova ma questa è la vita ed io a me stessa chiedo sempre tanto. Mi piace cucinare, adoro il pesce, quando posso leggo e costruisco oggetti, si chiama riciclo creativo. Cosa ti fa arrabbiare? La cattiveria e la violenza. Dicono che la pallanuoto sia uno sport violento, non è vero. Sul volto avrò una decina di punti di sutura, non sempre si incontrano giocatrici corrette, a mi piace giocare in maniera pulita ma non sono quella che le sta a prendere. Cos è per te la pallanuoto? E passione e sacrificio. Purtroppo non riceve l attenzione e la retribuzione che merita. Il dopo come sarà? Mi vedo con una famiglia, con dei bambini ed avviata lavorativamente. Chi ringrazi? La mamma perché mi ha sempre sostenuto anche quando avrebbe avuto bisogno di me. Ristorante LA RISACCA Via Colombo 21 BOGLIASCO Tel

9 GENTE di Bogliasco INFORMAZIONI DALLA PISCINA COMUNALE DI BOGLIASCO n. 31 novembre scelto i colori bianco-azzurri GIULIA RAMBALDI GUIDASCI Da Milano, in giro per l Italia per la pallanuoto, era una bambina, ora è una donna. Dove hai cominciato? Nella Canottieri Milano, un anno a Varese, due anni a Messina, di nuovo Varese, poi Liguria: Nervi, Pro Recco, due anni a Rapallo ed ora Bogliasco. Chi ti ha messo in acqua per la prima volta? Simona Del Bianco, mi ha convinta. Inizialmente non mi piaceva poi ho cominciato a divertirmi e non ho più smesso. Perché a Bogliasco? E stato Mario Sinatra. Ho avuto il piacere di essere stata allenata da lui, mi ha proposto di venire qui, un ambiente che mi è piaciuto subito. Semplice, con buoni valori, l impegno con i giovani, la serietà con le prime squadre sia maschile sia femminile, conoscevo le ragazze. Non tornerei indietro, sono contentissima della scelta che ho fatto. Ti manca la tua famiglia? Milano è vicina, ci vediamo spesso e quando ho desiderio di tornare a casa faccio presto. Chi c è a casa? Mamma Laurita, papà Riccardo e mio fratello Simone che è un piccolo genio: ha cominciato con i computer ora è passato alle macchine elettriche. E tu? Studio, ultimo anno di Fisica Nucleare, poi vorrei tentare la specializzazione in Fisica Sanitaria. Roba di bosoni, ce li spieghi? Quando li capirò bene, volentieri. Perché questa scelta? Sono sempre stata curiosa e la fisica è in grado di spiegare tutto. Ho capito tanti fenomeni: dal perché vediamo l arcobaleno al perché la mela cade. Serve anche nella pallanuoto? Certo. Ci sono ingegneri e fisici che concentrano il loro lavoro nel mondo dello sport. Il nuoto si presta molto: tecnica, vortici. E tu scegli il campo medico, perché? Vorrei rendermi utile. Cos è per te la pallanuoto? Passione. Mi ha permesso di creare tante amicizie, di vivere tante esperienze. Cosa ti ha insegnato? A non mollare mai. Il valore della collaborazione, i sacrifici che portano ai risultati, le scorciatoie che a lungo termine non pagano, ho avuto tante soddisfazioni. Anche le conquiste con la Nazionale? Una carriera breve ma intensa. In due anni: argento alla World League, quarte ai Mondiali di Shangai, oro agli Europei, peccato per le Olimpiadi di Londra, non è andata come speravamo. E poi? Incomprensioni con l allenatore. Se cambiasse qualcosa potrei tornare ma sto bene dove sono e come sono. E difficile creare l ambiente perfetto con tecnico, compagne di squadra, per essere serene e riuscire ad allenarsi bene. Cosa ti fa arrabbiare? Può sembrare banale ma le ingiustizie ed i giudizi affrettati. Piangi? Si, mi commuovo, ora più di prima, soprattutto per le cose belle. Obiettivi personali? La laurea e qualche viaggio: India e Sud America, con amici, pochi e fidati. Obiettivi sportivi? Vorrei che crescessero le giovani e con la squadra punterei ai primi quattro posti, dipende tutto da noi. Vi frequentate anche fuori? Si è un bel gruppo. Ho legato con i ragazzi americani e Monari, anche loro sono qui da soli, pranziamo spesso insieme, sono simpatici, con loro mi diverto. Cosa fai quando non studi e non ti alleni? Amo la natura, il mare, il surf: qui è perfetto. La favola che preferisci? Robin Hood. Non mi piace che ci sia disparità tra le persone. Sto male quando penso che c è chi ha tanto e chi niente. Scaramantica? No. Mente scientifica. Cosa ti piace di Bogliasco? E un ambiente ristretto vicino ad una città grande, mi piace questo connubio. Mi sono arrabbiata quando è venuta l alluvione perché ci sono i mezzi per intervenire e la burocrazia blocca tutto. Un messaggio ai bogliaschini? Venite a vederci, lo sport aiuta i giovani.

10 GENTE di Bogliasco INFORMAZIONI DALLA PISCINA COMUNALE DI BOGLIASCO n. 31 novembre GIOVANNA BURLANDO NUOTO SINCRONIZZATO E sua la supervisione di tutto il settore, nonostante la nazionale, le collaborazioni all estero, la danza ed una splendida bambina che si chiama Viola Cosa ci aspettiamo da questa stagione? Un team unito con entusiasmo e voglia di lavorare. Ci sono i presupposti: abbiamo i numeri, l imprescindibile collaborazione con la ginnastica acrobatica ed artistica, la nuova dirigente che ha cominciato a lavorare molto bene. Colgo l occasione per ringraziare Alessandra Carbone per tutto quello che ha fatto. A proposito di cambiamenti, ne sono avvenuti anche nello staff tecnico? Per la prima volta Virna Taccone scende in campo per la prima squadra. Ha un passato importante come atleta, in nazionale fino al 2008, ha sempre seguito il settore giovanile ed ora è pronta per questo ruolo. La conferma di Aurora Sarlo, l arrivo di Laura Castoro per le esordienti B e C, con lei abbiamo lavorato tanto insieme, siamo state compagne di doppio. Non c è stata bisogno di convincerla perché ha sempre avuto una grande passione. E la collaborazione di Laura Picasso che è una persona molto importante, un sostegno. Sono felice se riusciamo a fare qualcosa, tutte insieme. SIMONA BOASI RAVINA Subentra ad Alessandra Carbone nel ruolo di responsabile del settore nuoto sincronizzato, anche se è già un po di tempo che frequenta la Rari Nantes Bogliasco Doppio incarico? In effetti c è stato il passaggio da genitore a genitore-dirigente, un passaggio, di grande qualità. C è un grande entusiasmo e voglia di fare. Sono convinta che tutti insieme riusciremo ad ottenere grandi risultati. Quali sono gli obiettivi? Di crescere. Dal settore propaganda alle esordienti, passando per le Assolute. Per fare questo bisogna lavorare ognuno nel proprio ruolo molto seriamente e con volontà. In attesa dei calendari ma qui a Bogliasco si lavora come se ci fosse la gara domani? Siamo in attesa ma le ragazze lavorano già da due mesi, sabato e domenica comprese. Quali sono i tuoi obiettivi? Coordinare i tecnici, mettere a punto i programmi, curare la parte artistica che è sempre la più importante. Continuare ad amare quello che faccio, a dare il mio massimo. Il sincro a Bogliasco ha numeri importanti soprattutto tra le più piccole, intravedi già una nuova Giovanna Burlando? Si ne vedo e mi fa molto piacere. Poi c è il settore propaganda allenato da Alessia Bellomo, che continua a crescere in qualità e quantità. La Nazionale azzurra come sta? Abbiamo ripreso. Puntiamo alla qualificazione Olimpica, sarà difficile ma noi ci proviamo fino all ultimo. E il principio dello sport, non mollare mai. E per la Rari Nantes Bogliasco? Ci proviamo, la vetrina della Coppa Comen potrebbe essere alla nostra portata. Ripeto fa tutto la testa, la volontà, la passione. Come si fa a sopportare la fatica dello sport? Il sorriso si trova nel piacere di quello che si fa tutti i giorni, nel gruppo, nella sintonia con l allenatore. E energia che supera la fatica. Tu per varie ragioni sei da sempre nel cloro? Non riesco a stare senza. Ho cominciato come atleta, prima nuoto e poi pallanuoto. Ho sposato un pallanuotista. Mia figlia fa nuoto sincronizzato. L unica eccezione è il maschio che ha scelto il calcio. Pallanuoto e sincro due mondi molto diversi? All inizio ero molto spaesata, è stato difficile ma sono appassionata e sto conoscendo uno sport che è molto bello e molto faticoso. Come si fa a superare la fatica? Ognuno deve avere un obiettivo, prepararsi ed allenarsi in maniera finalizzata diversamente non è possibile. Il tuo progetto personale? Arrivare viva a luglio, scherzo. Che ci sia stato un miglioramento: sentire più felicità che tristezza, meno critiche e più entusiasmo. Nonostante le pailletes il trucco, la grazia con la quale queste atlete si muovono il mondo del sincro è spietato? Fortunatamente vale la meritocrazia. Esistono gare, obbligatori ad esempio, con punteggi chiari, questo limita la polemica, per il resto io credo nella cattiveria ma che sia costruttiva. Lo stimolo di fare meglio degli altri deve essere sano, leale e sportivo. Messaggio per atlete, tecnici, genitori? A questi ultimi dico di fare i genitori stando vicino ai propri figli senza pressarli, ci pensano già gli allenatori, senza farli sentire campioni del mondo, ai tecnici ho sempre detto che vorrei un ambiente sincero e sereno dove si può parlare liberamente. Alle atlete lealtà, non sopporto le voci di corridoio, inutili, anzi dannose.

11 GENTE di Bogliasco INFORMAZIONI DALLA PISCINA COMUNALE DI BOGLIASCO n. 31 novembre VIRNA TACCONIE A Bogliasco da una manciata di anni. Tecnico delle più piccole ma anche atleta, nel 2012 gareggiò agli Italiani Assoluti per i colori bianco-azzurri. Nuova esperienza? Sono entusiasta del nuovo incarico. E una novità, anche per me, mi metto alla prova. Seguire le piccole che approcciano al sincro e occuparsi di una squadra assoluta prevedono metodologie completamente differenti. L idea di respirare l atmosfera delle grandi competizioni, di vivere il nuoto sincronizzato è emozionante. Ci proviamo. Quelle competizioni che hai vissuto come atleta, ad altissimo livello? In Nazionale ho cominciato con la Coppa Comen, gara internazionale ma ancora leggera, poi gli Europei giovanili, in quegli anni ci fu il cambio generazionale ed entrai in prima squadra, fino ai Mondiali di Melburne nel Esperienze preziose che trasmetterai? Spero di riuscirci. Il fatto di essere stata atleta, ad un certo livello, potrebbe aiutarmi nella loro preparazione tecnica, voglio dare loro tutto quello che ho ricevuto io. Come si fa a sopportare la fatica del nuoto sincronizzato? Ci vuole passione. E uno sport che ti può prendere il cuore, se non succede è impossibile praticarlo. Tante ore di allenamento, la preparazione in acqua, nuoto e tecnica, quella a secco, atletica, ginnastica artistica, da quest anno abbiamo integrato l acrobatica. Quindi se non c è passione non si può. Aspettiamo il calendario? Le prime gare regionali tra dicembre e gennaio, gli Italiani Assoluti invernali, la prima competizione importate, i primi di febbraio. I tuoi obiettivi? Quest anno non c è stato solo un cambio di panchine ma anche nella squadra. Alcune ragazze hanno cominciato l università e dovendo fare una scelta hanno preferito lo studio. Abbiamo rivisto tutte le categorie e faremo esordire atlete più giovani ma meritevoli. Il lavoro più importante riguarda preparare bene una squadra nuova e interessante. Alle tue piccole cosa vuoi dire? Che saranno sempre nel mio cuore, sono la gioia di questo sport. E alle grandi? Di lavorare tanto. Stiamo rivedendo sul bordo vasca volti che hanno fatto la storia del nuoto sincronizzato italiano, Laura Picasso e Laura Castoro, come avete fatto a convincerle? Giovanna Burlando, come sempre, è stata determinante. Anche se non fisicamente è costantemente presente, nella preparazione dei programmi, delle coreografie, nella gestione del gruppo. Le due Laura hanno una grande esperienza ed io ho tanto da imparare da loro. Poi c è Aurora Sarlo, insieme, tutti i giorni, condividiamo tutto. Quando non sei in piscina cosa fai? Studio. Gli ultimi due esami, per terminare Giurisprudenza, Diritto del Lavoro e Diritto Civile due. E se dovessimo paragonarli ad un esercizio di sincro? Obbligatori, senza ombra di dubbio. La bellezza passa anche dai corsi della piscina e della palestra SARA MUSSELLI Ha trasformato il volto della palestra di Bogliasco, seconda stagione, un grande successo. Per quest anno conferme e novità? Insegnanti e corsi nuovi. Sono 29 ore settimanali, total body, corpo libero, yoga, zumba, spinning. Uno staff formato da cinque professionisti: Alessandra, Elisabetta e Davide, Consuelo. Sono validi, qualificati, concreti e mi stanno aiutando a far crescere la palestra. Infatti i numeri sono ottimi? Sono contenta, rispetto allo scorso anno siamo cresciuti, la proposta è ancora più ampia potendo unire palestra a piscina. Molte persone un po refrattarie all acqua, in questo modo hanno abbattuto le barriere. All orario regolare si aggiungono le Master Class mensili? Ci vediamo, la domenica, arriva anche gente nuova, che viene a provare, ad annusare, hanno gradito e torneranno. Facciamo di tutto, anche pilates e walking. Sono momenti di grande aggregazione. Ad ottobre abbiamo inserito anche la parte relativa all alimentazione con il nutrizionista Matteo Troilo. Chi è venuto si è divertito, ha trascorso due ore in grande serenità. Attività fisica, alimentazione equilibrata, vita sana, non è facile, un aiutino? E solo consapevolezza, impariamo a mangiare in maniera corretta e staremo meglio. E tu cosa mangi? Di tutto e tante volte durante il giorno. Non elimino nessun alimento, cerco di non esagerare soprattutto nei dolci ma il nostro organismo ha bisogno di un apporto completo. Menù preferito? Lasagne al forno, focaccia al formaggio, patate fritte, crostata con nutella. Tutto molto dietetico! Il futuro del fitness? Sempre in evoluzione. Ogni anno al Festival di Rimini c è qualcosa di nuovo o di rivisitato. L elemento costante è portare le persone a divertirsi: vieni in palestra, non pensi a nulla se non a divertirti. Quando hai capito che la palestra sarebbe diventata il tuo lavoro? Ho sempre praticato molto sport, già da bambina. Era la mia passione insieme alle lingue. Quando ho capito che per diventare interprete avrei dovuto affrontare un percorso troppo lungo, ho scelto. Università, Facoltà di Scienze Motorie e lavoro in palestra. Cosa fai quando non sei in palestra? Ho tanti amici, vivo con una gatta tutta nera Baghira. Diciamo che il lavoro mi impegna parecchio ma quando esco mi diverto. Il tuo look è sempre scarpe da ginnastica? Preferibilmente si ma all occorrenza anche il tacco. Misura? Ovviamente 12.

12 GENTE di Bogliasco INFORMAZIONI DALLA PISCINA COMUNALE DI BOGLIASCO n. 31 novembre

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