Un laboratorio per la qualità del prodotti'madejn Salerno. La novità L'assessore Buonaiuto «Il centro agroalimentare diventa polo di ricerca"

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1 ~.. ;,,~:;..., ~~~c_.~ -_~. L'aliInentazione lidi_t._ &.haw Un laboratorio per la qualità del prodotti'madejn Salerno La proposta della Giunta per tutelare in tempi rapidi il mercato ittico e agricolo Gianluca Sollazzo jjii;,'!i il' rf!l ti': 1 La novità L'assessore Buonaiuto «Il centro agroalimentare diventa polo di ricerca" Il Mattino di Salerno - 20/01/2011, TI provvedimento L'obiettivo: assicurare aj consumato~ ri una completa e corretta informazione sulle caratteristiche dei prodotti alimentari nonché rafforzare la prevenzione e la repressione delle frocli. L'efficacia: garantire in tempo reale i risultati di analisi microbiologiche. V ambizione: creare un polo di ricerca scienti.fic a sulle problematiche agroalimentari, magari in simbiosi con lnniversità e i plù importanti centri di studio alimentari. Il centro agroalimentare e ilmercato ittico rilandano la crociata per la 'tutela del foodmade in Salerno. Si parte da una novità che sarà discussa nella prossima riunione di Giunta di domani a Palazzo di Città. In cantiere c'è la proposta di creare nella strutnua del centro agroalimentare, nella zona industriale, un laboratorio sullo studio qualitativo dei prodotti alimentari, da quelli ittici a quelli agricoli. Novità in assoluto per II polo agroalimentare, comprendente anche il mercato ittico salernitano~ che l'amministrazione comunale conta dimettere in cantiere in tempi davvero brevissimi. Unanovimmaal contempounascelta di necessità in linea conle recentis~ sìine disposizioni approvate dalla ''1Comrnissìone Agricoltura della Camerainmerito alla tracciabilità della filiera agroalimentare. ((Qualità ed etichettatura obbligatoria per i prodotti agroalimentari», questo in sintesi il solco normativa imposto dal Govemo;nel qualeil Comune ha deciso di inserirsi in tempi da record. Anzi, la sensazione è che si siano bruciatli tempi. L'allestimento dellaboratorio di analisi e diricerca qualitativa del food salernitano, dal pesce all'ortofrutta, sarà allestito in poche settimane. In questi ottica il progetto sarà discusso domani in giunta coffillilale, ma tecnici del COIDllile e specialisti. del~ l' Aslsono già all' opera per approntare tutti gli accorgimenti tecnici basl~ lari per la creazione di un centro di ricerca. Nelle prossime ore'ad esempio saranno installati i primi micro~ scopiin un ambiente specifico giàindividuato all'interna del Centro Agroalimentare della zona industriale. Unprimo passo per arrivare alla L'obiettivo Si punta a garantire la tracci abilità contro ogni frode La tecnologia Gli specialisti dell'asl proporranno gli accorgimenti tecnici perillaborator'lo creazione di un autentico laboratorio di ricerca e di studi reso possibile grazie alla collaborazione con rasi. Pronta per scendere in camp9 llila scruera di veterinari che avràil èompito di tracciare qualità, composizione biologica e derivazione dellama~ teriaìttica e agricola pronta da mettere sulla tavola. (<Avremo unlaborato-. rio che ciconsentirà di studiare affonda ilprodotto, dal pesce all'ortaggio, risparmiando in tempo-erisorse: eviteremo infatti il trasporto del food in altri laboratori, poiché ne avremo uno nostro prop~o,in casa», annun- cial'assessore comunale al commercio, Alfonso Buonaiuto, che commenta positivamentela partenza del progetto che pone al centro il decollo dellaf1.u1zione diricerca e di analisi del CentroAgroalimentare salemitana. ((:8 una novità - aggiunge l'assessore ~ e allo stesso tempo un primo passo per la tr?-sfonnazione del centro agroalimei:!-tare del comune di Salerno da semplice luogo di compravendita conunerciale a un polo di dc.erca sui prodotti ittici e agricoli». Con un obiettivo di tutto rispetto: «Garantire il food made in S.alemo e /I preservarlo dalle frodi alimentari», dice Buonaiuto. Una proposta innovativa che si pone in linea anche con i principi della legge approvata nelle ultime ore dalla commissione agricoltura della Camera sulla tracciabilità e quindi le etichettature dei prodotti agroalimentari. Nello stesso laboratorio di ricerca agroalimentare targato Salerno si approfondiranno gli studi su alcune specie marine a rischio di estinzione, comela tartaroga caretta caretta, e gli standard micologici per ifunghi. Ij;) RIPRODUZIONE RISERVATA -/

2 Laura Cesarano Il claim scelto è categorico: «O è così, o non b. La disgiuntiva non lascia posto alle mezze misme. La mozzarella di bufala campana dop deve rilanciare la sua immagine perché la concorrenza è agguerrita e spietata. Ma prima di vedere la campagna in televisione - con le bufale in primo piano a fare da testimonial- passerà ancora del tempo. Colpa dei finanziamenti, spiegano al Consorzio, che non arrivano. li battage pubblicitario per ora percorre solo le strade, sotto forma di cartelloni sei metri per tre e manifesti pubblicitari sugli autobus e sulle pensiline delle fermate. Destinazione: tuttal'area della denominazione di origine protetta, vale a dire la Campania COn le province di Caserta e Salerno, parte delle province di Napoli e Benevento, il Lazio conle province dilatina, Frosinone e Roma, la Puglia con parte della provincia di Foggia e il Molise con il COffilUle di Venafro. Una partita che si gioca in casa, per ora. Mal'altra incontro importante si gioca al Nord, dove nuovi produttori sono pronti a dare battaglia, e sui mercati esteri. «Con i limitati fondi di bilancio del nostro consorzio -spiega"ilpresidente Luigi Chianese nella nota che annuncia l'avvio della nuova campagna pubblicitaria - abbiamo puntato a mettere in campo un' iniziativa rivolta innanzitutto ai nostri consumatori, quelli che risiedono nelle zone dove si produce mozzarella dop e che spesso non riescono a cogliere le differenze rispetto ai tanti tipi di mozzarella che offre il mercato». Solo i consumatori locali, dunque, leggeranno i tre slogan che accompagnano i cartelloni. «Solo latte di bufala, e non si fanno eccezioni»; «Ci mettiamo la faccia (delle bufale, ndr). Perché sappiamo tutto di loro». «Diecimila controlli all' anno. Per questo non ha uguali». La formula per affrontare la concorrenza è proprio questa. Offrire un prodotto supercertificato per lasciarsi definitivamente alle spalle gli scandali passati che hanno investito L'iniziativa Perora parte solo nell'area di produzione aspettando la pubblicità nazionale proprio le garanzie di qualità. Per fare questo il Consorzio stamettendo in campo "LUla rete dicontrolliincrociati con altri importanti gruppinazionali. lfurbi devono restare fuori, non solo perché danneggiano la salute del consumatore, ma anche perché un solo produttore disonesto può trascinare nel fango l'intero comparto evanificaretutto" Come dire, d'ora in poi controlli ancora più puntuali e severi per dare un contenuto sempre più sicmo e inattaccabile a quel marchio. A quei marchi, anzi, visto che il prodotto «certificato e garantito» ne presenta due: il simbolo del Consorzio di Tutela e quello emopeo della Denominazione di origine protetta. Un «nuovo corso» che coincide La campagna promozionale «o è così O non è», la mozzarella dichiara guerra alle imitazioni anche coni' arrivo, lo scorso settembre, del nuovo direttore del Consarzio, Antonio Lucisano, esperienze nel settore alimentare con Unilever e Cirlo, alla sua «prima volta» nella filiera bufalina. Intanto, i numeri del Consorzio crescono. È il quarto in Italia dopo quelli per la tutela del Grana, del Parmigiano e del Parma. Ed è il primo nel centrosud. Con WlO statuto completaillente rivoluzionato, il sodalizio vede ora aumentare le adesioni dei piccoli produttori e degli allevatori. La nuova iniziativa promozionale realizzata dal romano Gruppo Moccia è totalmente autofinanziata ed è costata, dicono dal Consorzio, ~(diverse decine dimigliaia di euro)). N ella stessa iniziativa anche illancio del nuovo sito internet 'WW'W.mozzarelladop.it, vivacizzato da curtosità, consigli su come acq uistare il prodotto, ricette e notizie storiche. E proprio la rete, per il momento, l'uiùco veicolo di informazione che valica in confini dell' area dop.aspettando gli spotsulle retinazionali. ~ RIPRODUZIONE RISERVATA - ~ La storia L'awio nell'81 poi i marchi Il Consorzio di tutela, costituito nel 1981, ha reso possibile l'ottenimento e la registrazione della denominazione di origine, necessaria alla tutela del prodotto. È il solo organismo riconosciuto dal ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per la tutela, vigilanza, valorizzazione e promozione della dop Mozzarella di Bufala Campana. - 7"'~ ~~':_~.-~. -,:...: "-,... ~~ Il Mattino di Caserta - 24/01/2011 Il disciplinare Solo latte intero di bufala La mozzarella di bufala campana è l'unica mozzarella in commercio ad aver ottenuto il riconoscimento europeo della dop.ll disciplinare di produzioneapprovato sia dal ministero Italiano dell'agricoltura sia dall'unione Europea - prevede l'utilizzo di solo latte intero di bufala - oltre al caglio e saleproveniente da allevamenti presenti nella tradizionale zona di origine (centro-sud Italia: province di Caserta e Salerno, parte della provincia di Napoli e Benevento; comuni delle province di Latina, Frosinone e Roma; piccola parte della provincia di Foggia; comune di Venafro). - ~ ii I numeri 500 milioni di euro il fatturato Nel 2009 SOflO state prodotte circa tonnellate di Mozzarella di Bufala Campana di cui i117% esportato. Le province di Caserta e Salerno rappresentano circa il 90% della produzione certificata. 1 dati 2009: caseifici certificati 127. produzione dop t.. fatturato alla produzione 300 milioni di euro. fatturato al consumo 500 milioni di euro, addetti compreso indotto unità.

3 Lucisano: con nuove garanzie di qualità eccellenza assicurata Il Mattino di Caserta - 24/01/2011 L'intervista «La mozzarella di bufala è un prodotto di eccellenza. In Usa e in Giappone raggiunge i cento euro al chilo». Parole del nuovo direttore del Consorzio per la tutela della mozzarella di bufala campana dopi Antonio Lucisano. n «foie gras» campano. «Proprio così, ma dato per scontato». Nel senso che dovrebbe costare di più" «Quando parliamo di un prodotto certificato, dobbiamo considerare i costi di produzione. C'è poca consapevolezza del valore del prodotto, che esce dagli stabilimenti sotto i dieci euro»), ChemozzareUac'è ingiro~ «e è di tutto, dal misto vaccino al pizza cheese. Ma stiamo parlando di prodotti completamente diversi e non certificati. Abbiamo persino scoperto una IImozzarelladi bufalacampana l1 prodotta in Australia In questo senso, dovremmo prevedere un aumento del prezzo: illatte bufalina costa il triplo del lattevaccino». Pagare dipiù, main cambio di maggiori garanzie. I marchi sonoin grado di fornirle? <do sono qui da settembre e posso dire che in larghissima misura i cosiddetti scandali sono stati gonfiati e spesso erano privi di fondamento. Questo non significa che non dobbiamo vigilare. Anzi, stiamo stipulando accordi con altri consorzi di tutela, come l'asiago, peruninterscambio di vigilanza. Tutta la mia attività è impostata sui principi di trasparenza e intransigenza». D' orain poi, un prodotto sempre più garantito? <<È proprio in quest' ottica che parte la nuova campagna pubblicitaria. La strategia è intervenire sull' area di produzione per fare un' operazione di tipo educativo. Il valore aggiunto della dop è poco compreso». E per promuovere il prodotto certificato fuori dall'areale di produzione? «Avremo bisogno di sostegno. Ma siamo derelitti. In tv si vede la pubblicità di Grana e Parmigiano, non si vede la nostra. La Regione ha chiuso i rubinetti. E non siamo supportati dal ministero. E poi I nodi «Ministero e Regione non aiutano È il nostro foiegras: prezzi da rivedere» ci sono gli interessi dei produttoli del nord, che hanno scoperto che la produzione di mozzarella non entra nei vincoli delle quote latte e puntano a intensificare l'attività». Prossimo impegno, una campagna nazionale sulla dop1 «Ci aspettiamo che la Regione esca dalle secche in cui si trova e ci dia una mano. Per il momento partiamo con questa campagna locale, completamente finanziata dal Consorzio e senza alclll1 aiuto esterno». I.c.

4 Il Denaro - 25/01/2011 ~ Ministero delle Politiche agricole ~ Prodotti di qualità, incentivi a tutela del marchio ANTONELLA AUTERO Contributi per la valorizzazione della qualità dei prodotti agricoli e alimentari contraddistinti da marchio europeo.ll ntinistero delle Politiche agricole e forestali pubblica i criteri per l'accesso ai finanziamenti destinati a due diverse categorie di iniziative: promozione e valorizzazione dei prodotti attraverso la partecipazione a fiere e maillfestazioni; salvaguardia dell'immagine e tutela anche legale, sia in campo naiionale che internazionale. Le richieste di contributo devono essere presentate al Ministero entro il primo marzo e riguardare esclusivamente prodotti a indicazione geografica. Per ogni istanza potrà essere concesso un finanziamento massimo dagli 80 mila (per le iniziative di promozione) ai 270mila euro (per j progetti di tutela dell'immagine). Contributi: i criteri di assegnazione LE INIZIATIVE Nel dettaglio il ministero finanzia iniziative di promozione e valorizzazione che riguardano la partecipazione a fiere, convegni e manifestazioni e la realizzazione di interventi, da parte di Consorzi di tutela incaricati dal ministero della politiche agricole, da organismi di carattere associativo che lavorano alla valorizzazione dell'immagine e alntigliorarnento della qnalità dei pron Carciofo dipaestum e il limone Costa d'amalfi due marchi Igp riconosciuti aua Campania dotti caratterizzati dalle denominazioni di origine, dalle indicazioni geografiche e specialità tradizionali garantite. I progetti possono essere frnalizzati anche a una migliore produzione e alida più estesa divulgazione, conoscenza e informazione dei prodotti stessi. Non solo: i contributi regolamentati da Giancarlo Galan sono rivolti anche a iniziative riguardanti la salvaguardia dell'immagine e la tutela legale, sia in c~po nazionale che internazionale, predisposte da Consorzi di tutela incaricati dalministero delle politiche agricole nonché da altri organisnti di carattere associativo. DOMANDE Le domande di contributo dovranno riguardare esclusivamen- Corsie preferenziali Natura del richiedente, dando priorità ai Consorzi di tutela incaricati dal Mipaaf Prodotti che hanno ottenuto il riconoscimento comunitario da non più di due anni dalla data di presentazione dell"istanza Aggregazioni di Consorzi eia di Organismi di carattere associativo Collaborazione. fra più soggetti proponenti IConsorzi e/o Organismi as~ociativi aventi titolo) Realizzazione di iniziative-riguardanti più prodotti a indicazione geografica Corretta esecuzione di eventuali precedenti progetti realizzati con il contributo del Mipaa! Organismi che tutelano marchi registrati dal Mipaa! I:erogazione Le percentuali massime di contributo erogabili dal ministero non potranno superare l'importo massimo del 90 per cento dejla somma richiesta' Le istanze saranno am,messe a contributo nel limite degli stanziamenti di bilancio e comunque per un importo massimo di contributo, per ogni singola domanda. di 80 mila euro per le iniziative di promozione e di 270 mila per quelle di tutela dell'immagine Nell'erogazione dei contributi possono-essere concesse anticipazioni fino ad un massimo del 50 per cento dell'importo complessivo Nell'assegnazione delle risorse la Commissione esaminatrice teftà conto di precisi criteri., dando priorità ai Consorzi di tutela incaricab dalmipaaf; ai prodotti che te prodotti ad indicazione geografica che, alla data di presentazione della richiesta, hanno già ottenuto il riconoscimento europeo e nazionale; contenere la descrizione o il contenuto dell'iniziativache si intende realizzare e l'importo del finanziamento richiesto; contenere la dichiarazione di tutte le altre attività svolte in collaborazione con la pubblica amministrazione ed in par. ticolarecon ilministero delle politiche agricole. RISORSE Nell' assegnazione delle risorse la Commissione esaminatrice terrà conto di precisi criteii., dando priorità, nell'ordine, ai Consorzi di tutela incaricati dal Mipanf; ai prodotti che hanno ottenuto il riconoscimento comunitario da non più di due anni dalla data di presentazione dell'istanza; alle aggregazioni di Consorzi elo di organismi di carattere associativo; alla collaborazione, fra più soggetti proponenti (Consorzi e/o Organisnti associativi aventi titolo); alla realizzazione di iniziative riguardanti più prodotti a indicazione geografica; alla corretta esecuzione di eventuali precedenti progetti realizzati con il contributo del Mipaaf; e infme agli organisnti che tutelano marchi registrati dal Mipaaf. Le percentuali m&,ssime di contributo erogabili dal ministero non potranno 'superare l'importo massimo del 90 per centodella somma richiesta.

5 Il Denaro - 25/01/2011 ~ Europa. 1 ~ Alimentari, sull' etichetta l'italia darà battaglia II miillslm delle Politiche agricole Giancarlo Galan difende in Europa la legge italiana sull' etichettatura di origine che, dice, è "all' avanguardia", e annuncia battaglia diplomatica in De per la sua completa applicazione. "ll conunissario europeo - dice Galan - ha definito la legge italiana la strada del futuro con un solo difetto, quello di essere avanti di due anni rispetto al resto dell'europa". Galan ha quindi spiegato che la legge italiana comincera' ad essere applicata partendo dalla carne suina e dai prodotti lattiero caseari. Se Bruxelles avanzera' dei dubbi circa la compatibilità con il quadro comunitario, il ministro e' pronto a dare battaglia. ''La legge è stata approvata all'unanimita' dal Parlamento", ha ricordato. "Credo - ha proseguito il ministro - che agli italiani possa far piacere per una volta essere avanti a tutti gli altri" paesi De.

6 Petronilla Carillo Nellaseratadiierisonotomatiliberiset ~ dei nove manager arrestati a seguito dell'indagine dei carabinieri del Noe che ha portato in carcere un gruppo di dirigenti de La Doria. Tra questi anche il direttore generale Andrea Ferraioli. Aidomiciliari, invece, illegaleresponsabile e il direttore del laboratorio Ge.I.SA, Giovanni D'Ambrosia e Wigi Sorrentino. TI loro legale, l'avvocato Rocco Pecoraro, attende di vedere gli atti. n collegio dei magistrati, difatti, haritenuto che siano cessate le esigenze re 'strittive. La condotta illecita, limitata al solo periodo , è stata modificataerego1arizzatanel20lo. Inserataarrivaancheunanotastampa della società la quale, nell' esprimere la propria soddisfazione per la scarcerazlone, ribadisce (tl'oggettiva sproporzione tra la misura cautelare adottata e la minima entità dei fatti contestatb>. La Doriarlbadisce di aver sempre operato correttamente, confelida di riporre la massima fiducia nell' operato dellarnagistratura e confida in lula rapida con- Il fatto Uberisetle dei nove manager arrestati Andrea Ferraioli torna a casa clusione della vicenda con l'archiviazione. Quindi invita tutti a visionare sulproprio sito internet il codice etico di cui si è dotata. Andrea Ferraioli, Giuseppe CUomo, Sergio Amato, Giuseppe Milito, GaetanoDiDio,SusannaCUomotoman do dunque liberi. Tutti loro, come anche Giovanni D'Ambrosio e Luigi $orrentino, hanno chiarito la propria posi- zione, ieri mattina, dinanzi al couegio di magistrati della sezione del giudice per le indagini preliminari di Napoli. Ognuno per le proprie competenze: L'unico che non è stato ancorainterro.gato è Giuseppe Dinisi, gestore della Ecodirusi, la cava di Cerignola. L'imprenditore è ancora piantonato presso il reparto Cardiologia dell'ospedale di Foggia. Lesue condizioni migliorano e non destano, perilmomento preoccupazione. In particolare Andrea Ferraioli (assisti- 10 dall' awocato Antonio Samo, legale del Gruppo Doria) ha spiegato il per- ché della classificazione deirifiuti deri 'vanti dal lavaggio dei pomodori come «altrimenti non specificato)) e non carpe rifiuti organici. (<N'on ha fatto altro che ripetere ciò che dadue annistaspiegando agli inquirenti attraverso le sue memorie difensive», ha precisato illegale diferraioli. In pratica il direttore generale della Doriaha spiegato ai magistrati che il codi, cecere stato definito come «altrimenti non specificato» a seguito di una serie divalutazionieconsultazionifatteinsede aziendale con la collabomzione di espertidelsettore,nonultimoildocent~ dell'università di Panna, professore Stefano Maglia. E ciò perché la quantità di pomodoro che finiva all'interno dei fanghi è infinitesimale rispetto ai metri cubi di teniccio che veniva scaricato a seguito del lavaggio dei pomodori. Ferraioli avrebbe spiegato aigiudici che il comportamento aziendale eraimprontato anche su un'altra considerazione. Il procuratore Giandomenico Lepore, acapodella' procura di Napoli competente peri reati ambientali, aveva chiesto e ottenuto Il carcere per nove Indagati poi scarcerati ungiamo dopo Il Mattino di Salerno - 26/01/2011 La Doria, pomodori e rifiuti Il gip ordina: scarcerate tutti Un giorno djpo: {(Non ci sono esigenze cautelali». L'azienda: ora archivino Ovvero cheifanghi prodottinon sarebbero rifiuti organici inquanto non derivanti dal procedimento industriale'w lavorazione del pomodoro.lllegale aggiunge anche: (<La veridicità delle dichiarazioni rese dal direttore generale Ferraioli è stataaccertata dal collegio di giudici anche perché le dichiarazioni degli altri manager sono state perfettamente inlinea conle sue)). Giuseppe Milito, legale rappresentante e gestore dellaedil Cava, una delle due cave dove, dal 2008 al 2009, la Doriaha portato i fanghi derivanti dal lavaggio del pomodoro, durante l'interrogatorio di garanzia (dinanzi. al suo legale, l'avvocato Landi) ha invece sostenuto di aver inviato unalettera ai vertici dell'azienda di Angri subito dopo i primi sopralluoghi dei carabinieri del Noe proprio p er chiedere di riversare altrove i rifiuti, chiedendo 1'interruzione del rapporto. rapporto che di fatto è cessato appunto nei primimesi de c RIPRODUZIONE RISERVATA \

7 Il Mattino di Salerno - 26/01/2011 I dati Conserviero, il primato dell'export provinciale I Èl'agro noeerina sarnese il cuore pulsante della produzione conserviera italiana. È questo il «distretto del pomodoro,) chefada traino alle migliori produzioni Raliane. L'Anicavè invece la principale associazione del settore: 140 le aziende iscritte, la maggior partecampane,ma compaiono anche realtà produhivedi altre nove regioni e dialcune province. Una produzioneche,loscorso anno (sono questi gli uhimi dati registrati) ha lavorato quintali per un fatturato stimato (secondo "Anicav) intomoad un milione e riferiscono alla sola provincia di Salerno. La scorsa estate le esportazioni salemitane hanno registrato un importante primato nel settore detle esportazioni: il42.65 per cento dell'intero export provinciale erano i prodotti conservieri con ben 219 milioni di euro. Un bel risultato se si considera che questo comparto subisce le continue aggressioni da parte del mercato cinese che lancia (e talvora vende anche ad aziende salemitane compiacenti) il concentrato di pomodoro. I classici.. pelati)) sono il prodotto più conosciuto all'estero del made in ltaly. Tuttavia, se il settore è stato il primo per valore, è anche vero che ha subito una flessione pesantissima rispetto allo stesso periodo del 2009:25.milionidieuroin I meno. Le conserve hanno perso mercato in Africa (-21 milioni), in Europa (-4 milioni), mentre guadagnanotelteno in America (+3,5 milioni) e in Asia (un milione). Gallozzi: «Incredulo e solidale. parliamo di un marchio qualità» «Ho appreso conincredulltà - ha dichiarato il Presidente di Confindustria Salerno, Agostino Gallozzi - del provvedimento assunto dalla autorità giudiziaria nei confronti diandrea Periaioliedelmanagementde "La Doria Sp.fu). Esprimo la massima ed accorata solidarietà sul piano umano e personale alla famiglia FerraiQli, ad Andrea Ferraioli ed in particolare' all'amico e collega Antonio Ferraloli, con il quale in questi anni abbiamo condiviso azioni ed iniziative all'interno dell'associazione per 1& Il ptesidente "Con Antonio abbiamo condiviso sempre principi elici" convinta affermazione degli indiscutibili principi di correttezza legale, etica e sociale che devono caratterizzare l'attività imprenditoriale e la gestione concreta e quotidiana di ogni azienda sana e trasparente». «Sono certo -ha concluso Gallozzi - che la vicenda sarà al più presto chiarita anche in considerazione del prestigio nazionale ed internazionale che accompagna "La Doria", tra l'altro quotata in Borsa, uno dei principali riferimenti occupazionali ed industriali del nostro territorio, fiducioso nell' operato della magistratura che saprà senza dubbio tenere conto della necessità di giungere al più presto a risultanze certe ed inequivocabili rispetto all'oggetto delle indagini». Illegale Pecoraro: non c'era I nessun motivo I per alterare le analisi : «Aspetto di vedere gli atti prima di capire cosa sia SUcceSSOn. Rocco Pecoraro, legale di Giovanni O'Ambrosioe Lui~ Sorrentino rispettivamenteledale ' rappresentante e direttore del 'laboratorio del centro di analisi Ge.I.S~di via San Leonardo, prefensce non esprime pareri di merito. Nel corso dell'interrogatorio napoletano, 'i suoi assistiti, avevano entrambi riferito al collegio dei gip la stessa versione dei fatti. Ovvero che le analjsj di laboratorto commissionate da La Ooria erano state eseguite con rigore e non manomesse. Portando anche a giustificazionedelloro comportamento il fatto che si tratta di rilievi 'aciliedi minimo costo: appena 2OOeuro. «Non ci ' sarebbero stati motivi - spiega il loro avvocato - permodificarle... Una posizione che, evidentemente non ha convinto il collegio di ' magistrati i quali hanno ritenuto essere proprio quella certificazione «sbaglialau la causa principale dei problemi di sversamento dei rifiuti che non sono stati Classificati come speciali, così come richiesto dalla stessa legge. pe.car. «:IRIPAOOlJZIONEAISERVATA I

8 Il Mattino di Salerno - 26/01/2011 L'intervista Pancrazio: <<Adeguare la legge ogni regione fa in modo diverso» Il presidente dell'anicav: i produttori onnai fuggono dalla Camp~ia «Ho appreso con sorpresa dei prowedimenti assunti dal gip presso il Tribunale di Napoli nei confronti dei dirigenti de La Doria. Esprimo dunque, anorne mio per ~ sonale e dell' associazione, la pie~ nasolidarietà alla famiglia Ferraioli, di cui sono note le caratteristiche di correttezza e impegno sul fronte della legalità nella gestione dell'impresa». n presidente nazionale dell'anicavi Anmbale Pancrazio, di ritorno da Roma dove ha partecipato ad un incontro di Federalimentari, commentain questo modo la vicenda che vede al centro dell' azione della magistratura 1'azienda conserviera di Angri, società quotata in borsa e una delle principali realtà a livello nazionale ed inteinazionale del settore della trasformazione del pomodoro, nonché punto di riferimento sociale ed occupazionale per il territorio in cui opera. «Abbiamo fiducia nell' azione della magistratura - prosegue il presidente dell' associazione nazionale degli industriali conservieri - e perciò siamo convinti che in breve tempo l'intera vicenda si chiarirà e si andrà a una rapida conclusione». L'iniziativa della magistratura si riferisce all'interpretazione della nonna suirlfiuti e, inpartlcolare, alla codifica da attribuire alla cosiddetta terra di primo lavaggio: «ll problema è che la legge viene diversamenteinterpretataasecon- La legislazione "Le aziende pagano anche 100 euro a tonnellatre ( per accedere a discariche speciali» da dei territori e cisono ancheterritori che hanno una legislazione ambientale molto più semplice rispetto alla nostra. In Campania questo tipo di rifiuto e considerato speciale e va smaltito in un certo modo. E le aziende pagano anche 100 emo a tonnellata per portare i rifiuti in discariche speciali. In altre regioni è considerato un ammendante in agricoltura e quindi può essere smaltito con maggiore semplicità e a costi inferiori», Qual è la posizione dell' Anicav a riguardo! <<Abbiamo più volte sollevato que-. sto problema sia agli organismi di controllo che ai livelli politici e istituzionali per trovare una soluzione adeguata coerente conle leggi e conle esigenze delle imprese. Bisogna tutelare i produttori campani e consentire loro di poter lavorare bene e di essere competitivi anche congli altri produttori. Non dimentichiamo che è questa la terra del pomodoro. n ri,schio è che molte aziende, come,già sta accadendo decidano di delocalizzarsi e quindi di trasferire altrove la produzione abbandonando quello che da sempre è considerato il distretto del pomodoro per eccellenza», Come hanno reagito gli altri produttori? ' «È una situazione che ha lasciato tutti interdetti. C'è un'indagine della magistratura e preferiamo ilonesprirnerenessun tipo di commento. Se non quello relativo alla necessità di rivedere le legislatura. Non è stata per nessuno una bella notizia». pe.car. RIPRODUZIONERISERVATA

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