Progetto Sovvenzione Distrettuale Rotary Foundation Visione futura

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Progetto Sovvenzione Distrettuale Rotary Foundation Visione futura"

Transcript

1 ROTARY INTERNATIONAL Distretto SICILIA - MALTA Club di RAGUSA Progetto Sovvenzione Distrettuale Rotary Foundation Visione futura 1

2 Il Rotary Club di Ragusa, in collaborazione con la Caritas diocesana di Ragusa, ha ottenuto nell anno rotariano una Sovvenzione Distrettuale della Rotary Foundation Visione Futura per lo svolgimento di un progetto che ha avuto luogo nei Comuni di Ragusa e Santa Croce Camerina dall ottobre 2013 e fino all aprile del Il progetto ha assegnato a 6 scuole della diocesi di Ragusa una borsa di studio di 2.000,00 per ciascuna scuola, da destinare alle attività previste nel piano di lavoro. Il progetto ha operato su due aree di intervento tra le molte contemplate dal bando della Rotary Foundation. Quelle prescelte dal gruppo di progettazione sono state: Pace e prevenzione/risoluzione dei conflitti e Alfabetizzazione ed educazione di base. Si è ritenuto che l analisi del contesto territoriale ragusano, dove risiedono un gran numero di cittadini non italiani e dove giungono migliaia di profughi in fuga da guerre e persecuzioni, dimostrasse quanto impellente fosse questa necessità. Sinteticamente, le azioni progettuali hanno previsto: un certo numero di ore di sostegno linguistico, sociale e psicologico, per alunni immigrati appena giunti in provincia di Ragusa e da inserire nelle classi; un percorso di 21 ore rivolto ad alunni di ogni nazionalità sul tema dell'intercultura, della pace e della risoluzione pacifica dei conflitti; la fornitura di alcuni kit scolastici per alunni italiani e stranieri in difficoltà economica; un intervento specialistico sull educazione interculturale rivolto ai docenti e ai genitori. Gli Istituti beneficiari del progetto sono stati: Istituto Comprensivo Psaumide di Camarina, Santa Croce Camerina (scuola primaria e secondaria di primo grado) (n. 2 Borse di studio); Istituto Comprensivo G. Pascoli, Ragusa (scuola primaria e secondaria di primo grado) (n.2 borse di studio); Scuola Media Statale Vann Antò, Ragusa (n.1 borsa di studio); Istituto Magistrale Statale G.B. Vico, Ragusa. (n.1 borsa di studio) 2

3 Interventi sull area Pace e prevenzione/risoluzione dei conflitti Il progetto si proponeva di affrontare il tema dell intercultura non più, come tradizionalmente si è fatto in ambito nazionale negli ultimi 20 anni, nell ottica del riconoscimento dei diritti dei nuovi arrivati per una migliore integrazione, ma con l obiettivo di rendere consapevoli i ragazzi dei meccanismi della diversità, del punto di vista e dello stereotipo, così da creare un salutare incidente mentale tra ciò che si pensa essere vero e quello che la realtà mostra di essere dopo l apprendimento dei processi attraverso cui ciascuno di noi si costruisce un opinione. Si è proposta quindi, commisurandola alle età dei ragazzi coinvolti, una visione integrata delle culture che coinvolge allo stesso tempo e sullo stesso piano italiani e stranieri, ospiti ed ospitanti, in quanto tutti portatori di diversità e tutti unici. Il percorso era stato pensato per articolarsi in 7 incontri di 3 ore ciascuno con la metodologia dell educare nella relazione in cui l utilizzo di dinamiche, simulazioni e giochi di ruolo, il setting (inteso come l organizzazione degli spazi) informale, la scelta di impostare la lezione come un incontro/confronto e non come lezione frontale ex cathedra, diventano le leve su cui spingere per favorire l acquisizione di tecniche interculturali come strumento quotidiano. I risultati attesi erano quelli di favorire la capacità di distinguere la persona dal problema in modo da evitare giudizi personali; l abilità nel saper cogliere le ragioni dell altro; imparare a strutturare critiche costruttive ed evitare il linguaggio giudicante; cercare l interesse comune piuttosto che la vittoria ad ogni costo; uscire dalla logica delle posizioni 3

4 per entrare in quella dei reciproci vantaggi. Per questo il corso ha utilizzato l educazione interculturale come strumento di risoluzione dei conflitti. Lo svolgimento del progetto ha portato a delle richieste variabili per ogni istituto coinvolto, sulle basi delle necessità di ciascuno. Poiché l intercultura è un sistema per definizione aperto, gli operatori hanno accettato di buon grado di sperimentare anche altre modalità, inizialmente impreviste, vivendo con curiosità la proposta di cornici altre rispetto alla formulazione progettuale e accettando di buon grado di misurarsi con l imponderabile, sapendo, come si insegna nel corso che ho bisogno dell altro per conoscermi, nelle relazioni so che l altro mi può sempre spiazzare e ne gioisco! La Scuola Media Vann Antò di Ragusa è stata l unica che si è attenuta alle richieste iniziali dello staff di esecuzione del progetto. Alla Vann Antò, infatti, il percorso è stato seguito da un gruppo di trentuno studenti individuati dalle insegnanti di lettere tra le nove terze medie presenti nell anno scolastico nell Istituto scolastico ragusano. A seguire le sei lezioni (cinque in aula, secondo il setting previsto, ed una presso la sede del Progetto Famiglia Amica che aderisce alla rete nazionale del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) sono stati Vincenzo La Monica e Jenny Campagnolo, responsabili dei percorsi nelle scuole per la Caritas e, per il Rotary, i due tutor ingegner Giuseppe Cicero e dottor Saro Distefano. A parte il primo degli incontri, nel quale hanno partecipato tutti gli alunni delle nove terze classi (in due incontri presso l Aula Magna dell Istituto di via Leoncavallo), i successivi sono stati condotti in una aula della scuola con la presenza, non costante ma significativa, di alcune insegnanti dell Istituto (Cappello, Rizza, Criscione, Ventura). Nel corso del primo incontro i tutor Giuseppe Cicero e Saro Distefano hanno illustrato gli scopi e le finalità del Rotary International interagendo con gli alunni che hanno mostrato grande interesse per le attività portate avanti dal Rotary sia a livello locale che internazionale. Quanto è emerso (ed in parte supportato dalle schede anonime consegnate agli alunni e restituite debitamente compilate) è che l argomento intercultura latu sensu è stato perfettamente recepito dagli alunni. Sin dalle prime ore di incontri, gli studenti presenti in aula (e l assunto vale sia per gli italiani sia per i non italiani, presenti in buona percentuale) hanno mostrato un notevole interesse per un argomento a loro non del tutto ignoto. Anzi. Non pochi di loro hanno mostrato di 4

5 essere a conoscenza, ed in alcuni casi anche approfondita, della tematica che include l accoglienza e la diversità, la paura del diverso e la possibilità/necessità del confronto e della sua utilità. Nessuno ha mostrato tendenze estreme verso la separazione tra le etnie nel mentre in molti hanno dichiarato e dimostrato di conoscere la genesi e soprattutto gli sviluppi dei cosiddetti flussi migratori nei quali alcuni di loro si sono trovati coinvolti. In tal senso la testimonianza di rifugiati invitati a partecipare dalla Caritas è stata di estrema utilità per far comprendere o far comprendere meglio cosa spinge un africano o un mediorientale ad affrontare pericoli e difficoltà per giungere in Europa, sovente per l ingresso rappresentato proprio dalla nostra Provincia. Alla Vann Antò il corso di Intercultura si è svolto senza alcun significativo intoppo, con la preziosa collaborazione delle insegnanti e del personale amministrativo della Scuola. Tra gli alunni si è registrato un notevole interesse, come attesta anche la verificata volontà di partecipazione al corso da parte di alunni che ne erano rimasti fuori. Anche considerando che la scuola media ragusana Vann Antò, per tutta una serie di motivi (insiste in un quartiere semi-periferico e con bassa presenza di forestieri, almeno rispetto alla Pascoli; non è un istituto comprensivo e di conseguenza nelle iscrizioni alle prime classi risente molto della scelta a suo favore da parte di famiglie della media ed alta borghesia cittadina) presenta una percentuale bassa di alunni non italiani, rimane tuttavia perfettamente chiaro che il corso in parola ha avuto svolgimento normale ed esito, almeno all apparenza, di ottima levatura. Particolarmente interessante è stata la scelta delle insegnanti (in linea con le finalità del progetto) di riprendere durante le normali lezioni scolastiche gli argomenti trattati negli incontri pomeridiani. In questo caso i ragazzi che hanno frequentato il corso sono divenuti nel contempo oggetto della formazione e soggetto educativo per la collettività dei pari in un processo di educazione a cascata che ricorda da vicino il metodo d intervento della peer education (educazione tra pari) i cui destinatari prevalenti sono proprio gli adolescenti. A causa del ruolo che il gruppo dei pari gioca in questa fase del ciclo di vita in cui i cambiamenti da gestire sono molti e profondi, si pensa che una educazione che giunga da un proprio coetaneo possa essere più efficace e, nel caso in questione, il valore dell educazione è soprattutto quello preventivo di atteggiamenti di chiusura o, nei peggiori dei casi, di xenofobia e razzismo. 5

6 Per quanto riguarda L Istituto Comprensivo Giovanni Pascoli, il corso è stato tenuto sempre da Vincenzo La Monica e Jenny Campagnolo, mentre la partecipazione dei tutor soci rotariani è stata assicurata dal dottor Carmelo Arezzo e dall ingegnere Antonella Leggio. Nell incontro al quale ho partecipato ricorda Carmelo Arezzo - presentare sia pure con le difficoltà di un uditorio particolarmente giovane, bambini delle elementari, il senso della presenza del Rotary nel mondo, ha evidenziato come un processo di integrazione di visione positiva della interculturalità può trovare nel riferimento diretto alla internazionalità del club Rotary e più in generale dei clubs service una sponda particolarmente efficace. Da sottolineare aggiunge Antonella Leggio il senso di arricchimento per noi soci, trasmesso dall entusiasmo e dalla partecipazione con cui i ragazzi hanno accolto e vissuto il progetto e dalla professionalità con cui è stato gestito. La scuola Pascoli conta, nel Plesso Ecce Homo, una notevole presenza di famiglie di nazionalità non italiana. In alcune classi la percentuale di alunni stranieri supera il 40%. Come si legge nella Relazione del Dirigente Scolastico relativa al programma annuale 2014 il bisogno formativo emerso è certamente collegato all integrazione delle diversità, alla conoscenza delle identità culturali e alla promozione della comunione sociale ispirata ai valori del rispetto, della tolleranza, della cooperazione, per costruire una società dialogica e accogliente. Consapevoli dell importante opportunità che il progetto rotariano forniva loro, i responsabili scolastici individuati dal dirigente prof. Rosario Pitrolo per seguire il progetto hanno richiesto una rimodulazione del corso sull intercultura per poter consentire di partecipare, oltre che agli alunni dell ultimo anno della scuola media, anche agli alunni di due quinte classi elementari e di una quarta elementare. La proposta di lavorare con bambini così piccoli e in un numero così grande (si trattava di circa 60 alunni) ha comportato una profonda rimodulazione degli argomenti e sostanziali modifiche al programma e alla metodologia. Il primo è stato estremamente semplificato, soffermandosi quasi esclusivamente sul tema delle diversità, del rispetto del punto di vista altrui, dell importanza dell amicizia e delle alleanze e dell utilizzo della fantasia e della creatività. La metodologia ha subito una decisa virata verso il gioco, con la proiezione di cartoni animati, la produzione di disegni e cartelloni, lo svolgimento di giochi di movimento, seppur nell inadeguatezza del setting. La sala a disposizione, infatti, era quella dell Aula Magna scolastica, con la disposizione classica ad 6

7 auditorium che è stata scompaginata tutte le volte che è stato possibile, ma che inevitabilmente, per la presenza di numerose sedie, ha intralciato qualche attività. La risposta dei bambini, che appartenevano ad otto nazionalità differenti, è stata superiore ad ogni aspettativa anche per merito delle maestre, ovviamente presenti durante le ore di corso, che hanno recepito gli stimoli ricevuti nelle ore di formazione per riportarli nelle ore di lezione in classe e restituirli volta per volta ai formatori in uno scambio arricchente per tutti gli attori in gioco. Il lavoro con il gruppo dei ragazzi di terza media è stato ugualmente proficuo. Il programma è stato accorciato in virtù delle minori ore a disposizione, ma sono stati proposti tutti gli argomenti previsti. La maggiore difficoltà operativa è stata quella relativa al numero di partecipanti. Le due classi di scuola media presenti al plesso Ecce Homo contavano, infatti, 36 alunni, un numero superiore a quello considerato ideale (25) ma non tale da consentire agevolmente una selezione come nel caso della scuola Vann Antò. Superato questo ostacolo che ha pregiudicato solo relativamente il buon esito del corso, resta da aggiungere che le lezioni, tenutesi nelle ore scolastiche, hanno riscosso, secondo la somministrazione del questionario di gradimento anonimo, un livello di gradimento del 97% con un 87% dei ragazzi che hanno dichiarato di sentirsi più che soddisfatti (30%) o del tutto soddisfatti (57%). Gli argomenti che hanno trovato percentuali maggiori di gradimento sono stati quelli relativi all intercultura e alla mondialità (rispettivamente 87% e 80% di dichiarazione di alta soddisfazione degli argomenti proposti). 7

8 L Istituto Comprensivo Psaumide di Santa Croce Camerina ricalca, in molti casi amplificandole, le caratteristiche della scuola Pascoli di Ragusa. La percentuale di alunni non italiani è molto alta (si pensi che a Santa Croce una nuova nascita su tre appartiene a genitori stranieri) ed è possibile trovare in una stessa classe diversi livelli di integrazione. La prof.ssa Giovanna Campo, dirigente dell Istituto, ha aderito con grande entusiasmo alla proposta progettuale, dimostrando grande convinzione nelle possibilità del corso. Per questo motivo, dopo le due lezioni introduttive rivolte a tutti gli alunni delle quattro terze medie, ha richiesto di poter assicurare il corso di intercultura a tutti, senza selezionare i 25 alunni richiesti. È stata una scelta che ha comportato delle obiettive difficoltà che sono state preventivamente discusse insieme alla dirigente e che si è deciso di affrontare ugualmente, preferendo lasciare comunque qualche traccia formativa in tutti gli alunni, piuttosto che garantire una formazione completa solo a pochi. Il corso è stato così dimezzato nella sua durata per poter essere offerto ad un numero di ragazzi che è rimasto quasi doppio rispetto a quello considerato ottimale, poiché i due gruppi interessati erano composti ciascuno da circa 45 ragazzi. Gli incontri sono stati condotti da Vincenzo La Monica e Jenny Campagnolo, mentre il socio rotariano di riferimento è stata la dottoressa Maria Ragusa. Nei due gruppi la percentuale di alunni stranieri era in media superiore al 20% e in alcuni casi erano molto visibili fenomeni di esclusione e 8

9 rifiuto dell altro. Per questo le attività hanno insistito prevalentemente sul tema del valore delle differenze, sul rispetto delle culture altre, sull importanza del pensiero libero da condizionamenti soprattutto nei concetti di giusto e sbagliato che, probabilmente per abitudini scolastiche, agiscono pesantemente sui ragazzi. Lo sforzo è stato sicuramente premiato da interventi pertinenti ed osservazioni intelligenti giunte da più parti dai ragazzi che sembravano maggiormente interessati a queste tematiche. Non si può nascondere, tuttavia, che l alto numero di partecipanti e la loro giovane età ha reso difficile soprattutto il passaggio dal momento del gioco a quello delle riflessioni inerenti al gioco, facendo perdere qualche significativo momento di crescita e di scambio. È stato anche molto difficile riuscire a vincere alcuni meccanismi di resistenza che colpivano i ragazzi di più recente immigrazione, la cui condizione sarà meglio illustrata nel report relativo alla seconda area di intervento del progetto. Altra difficoltà nello svolgimento delle attività è stato il setting. Avevamo a disposizione l Aula Magna della scuola che si è rivelata all avanguardia e funzionale (anche grazie alla disponibilità del personale non scolastico) per la proiezione di video e cartoni animati, ma che presentava la disposizione classica ad auditorium che favoriva la dispersione dei ragazzi ed impediva una disposizione più informale dei posti a sedere. Solo nell ultima lezione, approfittando di una giornata primaverile, si è potuta svolgere un attività conclusiva all aperto. L esperienza nella scuola Psaumide di Santa Croce è stata in definitiva molto utile dal punto di vista dell osservazione delle dinamiche di integrazione, non solo scolastiche, ma crediamo abbia lasciato tracce significative solo in una parte dei ragazzi coinvolti, rimanendo più superficiale negli altri. L Istituto Magistrale Statale G.B. Vico prevede, per il triennio del corso di scienze umane, alcuni stage formativi sui temi sociali. Visto l elaborato progettuale, il corso di studi particolarmente attento al sociale e la maggiore maturità degli alunni coinvolti, si è pensato di modulare una proposta per la scuola sui seguenti temi: un corso sull intercultura per gli alunni delle terze classi, un corso sulla risoluzione dei conflitti sociali con un focus sulla casa e sull'abitare per gli alunni delle quarte classi e un corso sull'educazione alla pace e alla legalità per gli alunni delle quinte classi. La Caritas ha affidato i tre stage a vari formatori, mentre i tutor individuati dal Rotary sono stati l ingegner Francesco Minardi, la dottoressa Giovanna Licitra e il dottor Francesco Randazzo che hanno partecipato all incontro iniziale e conclusivo di tutti e tre gli stage. 9

10 Nel dettaglio il percorso sull intercultura ha coinvolto due classi per un totale di 51 alunni. I conduttori dello stage sono stati Vincenzo La Monica, Maria Rita Busacca e Francesca Greco. Il lavoro, organizzato secondo la collaudata metodologia attiva, che prevede un momento di riscaldamento da svolgere all aperto, l utilizzo di esercizi e giochi di ruolo a cui seguono riflessioni guidate ed esempi pratici ha fornito - su un livello di maggiore complessità rispetto alle analoghe proposte rivolte ai ragazzi più piccoli - nuove conoscenze sui meccanismi mentali ed emotivi (ad esempio lo stereotipo ed il punto di vista) che ci fanno percepire la realtà. Altro obiettivo che si può dire essere stato più che raggiunto è stato quello di acquisire tecniche per cercare soluzioni creative dei conflitti e vivere in contesti multiculturali. Non da trascurare, infine, così come rilevato verbalmente dagli stessi alunni, la possibilità di sperimentare in prima persona tematiche che prima dello stage erano rimaste solo teoriche. L ottimo riscontro ottenuto dallo stage sia nelle verbalizzazioni dei ragazzi che nelle schede anonime di monitoraggio è da attribuirsi sicuramente al lavoro propedeutico svolto in classe dai docenti e da una spiccata predisposizione che quasi tutti i partecipanti hanno mostrato con una grande disponibilità a mettersi in gioco in un contesto nuovo, che imponeva loro di esporsi. Tra i punti di debolezza del progetto è risultato predominante quello relativo alla richiesta di un contatto con situazioni reali, soprattutto con migranti per testimonianze e casi studio. Il setting non ideale ha portato i conduttori a riformulare tutte quelle attività che richiedevano divisioni di spazi e ampia libertà di movimento. A quest ultimo ostacolo si è ovviato con attività svolte all aperto che, però, hanno risentito delle condizioni climatiche non sempre ottimali. 10

11 Tra i punti di forza è emerso un grande spirito di collaborazione ed è risultata, anche a detta degli insegnanti, particolarmente stimolante ed efficace l interazione tra le due classi. In questo senso il grande numero di partecipanti (tra cui due ragazzi con disabilità) non ha influito sulla riuscita del percorso, proprio grazie alla particolare sensibilità degli alunni e ai temi proposti che li hanno evidentemente portati alla riflessione e all empatia. Positiva è stata anche la scelta di bilanciare i momenti teorici con quelli dinamici e divertenti. Come riportato in qualche scheda di monitoraggio: mi è piaciuto molto metterci in discussione, dialogare in modo costruttivo su tematiche interessanti e molto complesse. Abbiamo esposto le nostre riflessioni senza avere timore di sbagliare o di venire giudicati. Oppure: mi è piaciuto il modo in cui abbiamo interagito, tra di noi e con gli operatori, ragionando su tematiche fondamentali non solo per chi lavora nel sociale, ma anche semplicemente per vivere in società. Le attività sono state, nel complesso, piuttosto coinvolgenti e hanno di certo contribuito ad aprire le nostre menti. A conclusione di questo stage è possibile, grazie alla somma di tutti i questionari di monitoraggio, poter stilare un breve report statistico sul gradimento della proposta interculturale effettuata per il Vico e per le due scuole secondarie di primo grado di Ragusa, per un totale di circa 120 partecipanti. Riguardo alla soddisfazione complessiva del corso emerge che un ragazzo su due si dice completamente soddisfatto dell esperienza e che i livelli alti o altissimi di gradimento riportano una percentuale dell 87% dei partecipanti, mentre l insoddisfazione è relegata al 2% della popolazione coinvolta. Progetto Rotary Foundation. Soddisfazione Complessiva del corso sull intercultura. Particolare rilievo va riferito al dato sulla chiarezza dei formatori che ha raggiunti livelli di piena soddisfazione per il 70% degli alunni e di soddisfazione alta per un altro 25%. 11

12 Progetto Rotary Foundation. Chiarezza dei formatori del corso sull intercultura Lo stage formativo proposto alle quarte classi del Liceo di Scienze Sociali G. B. Vico, denominato I Tetti colorati ed avente come oggetto la risoluzione dei conflitti sociali, con il focus sulla casa e sull abitare, è stato rivolto a 3 classi per un totale di 59 studenti. A condurre lo stage Vincenzo La Monica, Jenny Campagnolo e Anita Adamo, operatori della Caritas diocesana, e Laura Sgarlata, giovane architetto in servizio civile nazionale per la Caritas. Si è attivato un percorso che, partendo dal concetto pieno di dimora, ha fatto emergere l importanza delle implicazioni psicologiche, sociali, fisiche che la casa porta con sé. L approccio che si è adottato è quello proprio della psicologia di comunità: l abitazione come luogo di contatto con il mondo esterno, opportunità di socialità e di integrazione, in special modo rispetto alle persone e alle famiglie che soffrono condizioni di povertà e fragilità sociale. Rispetto al fine della prevenzione dei conflitti sociali, l emersione agli occhi della comunità delle aree di vulnerabilità interne ad essa, può comportare il rafforzamento dei legami spesso flagili che molte famiglie vivono: in una condizione di precarietà economica e di ingresso nella povertà, infatti, relazioni comunitarie di pace, paritarie, non giudicanti e improntate al rispetto, possono essere trampolino verso il miglioramento o voragine verso l impoverimento e il disagio. Nel primo giorno i ragazzi sono stati condotti alla consapevolezza delle dimensioni della vita umana che dalla dimora dipendono: aspetti di relazione dell uomo con se stesso, con la famiglia, con i conoscenti, con la comunità. Il fatto di avere una casa dà il senso di occupare un luogo e quindi di avere dei diritti, di potercela fare. A partire dall esperienza della propria casa, si sono analizzate le funzioni dei vari ambienti domestici, attribuendo agli spazi fisici le relative 12

13 implicazioni relazionali e funzionali. I ragazzi hanno realizzato in maniera congiunta una pianta dell abitazione tipo, alla quale hanno attribuito le funzioni e le opportunità relazionali. Il secondo giorno si è posta l attenzione sulla povertà, quale fenomeno multidimensionale, complesso e pluriforme. In esso il bisogno abitativo comporta un carico di deprivazione in termini di possibilità e di benessere, con dimensioni importanti nel territorio ragusano. A partire da un esperimento di deprivazione della casa costruita il giorno prima, e quindi al venire meno delle relative funzioni dell abitazione, i ragazzi hanno compreso gli effetti del vivere in una casa non adeguata e non sicura. Le immagini proiettate di case deprivate del nostro territorio hanno scosso molto la coscienza dei ragazzi. Si è giunti a definire gli abitanti di queste case senza dimora, non forzando i termini: secondo l Osservatorio europeo sull homelessness, infatti, una persona è considerata senza dimora quando versa in uno stato di povertà materiale e immateriale, che è connotata dal forte disagio abitativo, cioè dall impossibilità e/o incapacità di provvedere autonomamente al reperimento e al mantenimento di un abitazione in senso proprio. Infine sono state analizzate le possibilità di intervento rispetto al problema dell homelessness. I ragazzi hanno ipotizzato possibili risposte al problema dell esclusione sociale e, in particolare, del bisogno abitativo. Si è giunti alla necessità di un concetto espanso di persona, che superi i facili stereotipi legati al disagio sociale e apra ad interventi centrati sulle risorse degli individui e sulla loro libertà di scelta. Tale visione, insieme con l approccio di comunità, è tra i perni del modello di intervento sociale di contrasto alle povertà estreme denominato Housing First (la casa prima di tutto). L intervento formativo sulla metodologia dell Housing first è stato tenuto da Marco Iazzolino, appositamente chiamato da Roma, dove è segretario della FIOPSD Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora. Grazie al progetto, i ragazzi hanno avuto l opportunità di ascoltare le più recenti tendenze sociali per risolvere il problema dell abitare. Housing first è un approccio relativamente recente, adottato per la prima volta negli Stati Uniti negli anni 90 e usato nell ambito di programmi e politiche riguardanti persone senza dimora. A differenza degli approcci gradualistici ancora predominanti in molti paesi e che richiedono alle persone senza dimora di dare prova di essere pronti ad essere inseriti in una casa prima che venga loro offerto un alloggio stabile di lungo periodo, i progetti basati 13

14 sull Housing First inseriscono le persone senza fissa dimora direttamente all interno di alloggi, fornendo loro supporto sociale e multidisciplinare a partire dalla casa. Lo stage è stato partecipato dagli studenti in maniera molto attiva: nei vari momenti di rielaborazione dell esperienza formativa sono emersi contenuti profondi che rivelano un atteggiamento di empatia rispetto al problema. L individuazione degli stereotipi, di cui inconsapevolmente i giovani erano portatori, in capo ai cosiddetti poveri è stato un risultato fra i più importanti. L approccio che rispetta le scelte delle persone in stato di necessità, utile per non imporre percorsi standard, è stata probabilmente la conquista più durevole dello stage, insieme ad uno sguardo più consapevole sulla realtà sociale della città in cui gli studenti vivono. Il percorso su pace e legalità è stato seguito dai formatori Angelo Milazzo e Stefania Pace. Gli alunni che hanno partecipato appartenevano a 2 classi per un totale di 35 partecipanti. L idea che ha motivato lo stage è stata quella di saldare i concetti di libertà e legalità con la corresponsabilità, ossia una rinnovata capacità di mettersi nei panni degli altri. Prima della legalità, è infatti la prossimità il fondamento della giustizia sociale. Solo recuperando il linguaggio dei rapporti umani, riusciremo a parlare di nuovo insieme quello delle leggi. Gli argomenti affrontati sono stati: 1) la legalità come mezzo: giustizia sociale e corresponsabilità; 2) imparare il linguaggio dei rapporti umani: dal bene personale al bene comune; 3) l illegalità e la corruzione: minacce allo sviluppo del nostro paese e ai beni comuni; 4) cittadinanza attiva e lavoro: lavoro come bene comune, e auto imprenditorialità nei giovani (modulo che ha visto la partecipazione degli operatori del progetto Policoro). Quest ultimo aspetto è stato anche ripreso dai soci rotariani intervenuti rimandando alle attività rivolte ai giovani dal club sia dal punto di vista della formazione (incontri con esperti, convegni e conferenze) sia della partecipazione (Interact e Rotaract). Come hanno notato i tutor: gli studenti del G.B. Vico hanno dimostrato di partecipare attivamente, corrispondendo sia agli input offerti dai formatori del progetto e dai loro stessi insegnati tutor scolastici, ma anche agli input dati dai soci Rotary, tutor del progetto per la scuola G.B. Vico. A riguardo e in considerazione dei benefici registrati, si esprime l augurio che il progetto torni ad essere approvato e a potersi ripetere ancora per la fascia d età degli studenti di cui 14

15 si relaziona e per altri istituti di pari grado. Della forte motivazione in loro riscontrata a relazionarsi, con semplicità e disponibilità, in modalità tale da superare gli ostacoli che spesso si frappongono tra loro stessi e nei rapporti con gli insegnati e con l esterno in generale, superando i condizionamenti di tipo culturale che si riscontrano nella vita reale, ne è prova la consapevolezza, espressa attraverso il riempimento di una valigia virtuale da portare sempre con sé nel cammino futuro, dei valori e dei sentimenti che è bene osservare e sentire in ogni attimo della loro esistenza. Riguardo all esperienza complessiva dello stage e al significato che esso riveste per l Istituto G. B. Vico, è giunto anche un contributo della professoressa Celestina Rimoldi, referente individuata dalla scuola per i percorsi formativi: A conclusione delle attività realizzate nell ambito del percorso Stage rivolto alle classi del secondo biennio del Liceo Economico Sociale e alle classi quinte del Liceo di Scienze Sociali G. B. Vico di Ragusa, è possibile affermare che gli alunni hanno risposto con motivato interesse e personale partecipazione a quanto proposto da esperti e docenti interni, rilevando, in tal modo, una valida corrispondenza tra l offerta educativa e i loro bisogni formativi. Nella fattispecie, per quanto riguarda il laboratorio Nessuno è straniero, avente ad oggetto la sensibilizzazione alla tematica dell intercultura al fine di promuovere il superamento di pregiudizi e stereotipi, la suddivisione degli alunni in gruppi di lavoro ha messo in mostra le loro capacità organizzative ed il loro talento, senza evidenziare gerarchie. La metodologia laboratoriale si è rivelata valida anche mettendo in evidenza le sfumature e le differenze di linguaggio ed una capacità da parte degli alunni di cogliere aspetti diversi o inattesi rispetto a quanto loro proposto, manifestando un autentico piacere della condivisione con l altro, che va al di là di rigidi schemi predisposti. Gli alunni sono stati ricettivi, collaborativi, ed hanno tratto tutti gli aspetti positivi degli incontri, dando pure suggerimenti concreti affinché la scuola riproponga anche in altre classi lo stesso progetto. Relativamente alle classi quarte impegnate nella ricerca sociale: I tetti colorati, avente ad oggetto la divulgazione del modello europeo dell Housing first, ovvero una proposta operativa in cui la casa è precondizione verso l autonomia, il lavoro sulla dimora è stato inteso come rete di relazioni e rapporti, mettendo al centro la persona e le sue fatiche, mentre intorno opera una rete di supporto ed accompagnamento che si prende carico e promuove integrazione con i servizi socio sanitari e con la comunità locale. Gli studenti sono stati chiamati a conoscere attori e temi dell abitare sociale, conoscere tecniche di riduzione della conflittualità ed equivoci interculturali nelle relazioni di vicinato. Hanno appreso come funziona il Sostegno abitativo, sociale, relazionale e di integrazione sulla casa. 15

16 L opportunità offerta dallo stage alle classi quinte del Liceo di Scienze Sociali, che hanno affrontato il tema: Verso la democrazia inclusiva, è stata quella di conoscersi, di maturare uno spirito costruttivo di incontro, dialogo e solidarietà e di promuovere l imparare a vivere insieme. Il modello formale che ne consegue vede l alunno come protagonista, portatore di interessi, di bisogni formativi, di un profilo intellettuale, da identificare per poterlo potenziare e valorizzare. Tutta l esperienza svolta testimonia la valida e proficua collaborazione, ormai decennale, dell Istituto G. B. Vico con gli operatori Caritas, che nel tempo hanno reso possibile, superando di fatto gli ostacoli, la formazione di numerosi studenti in perfetta sinergia con tutti gli attori sociali coinvolti. Gli obiettivi proposti sono stati pertanto raggiunti, confermando di volta in volta le scelte adeguate e formulandone di nuove in un processo di crescita reciproca e continua. Quest anno è stato determinante, per l effettiva realizzazione dello stage, il coinvolgimento della Rotary Foundation - attraverso il Rotary Club di Ragusa che ha condiviso le finalità promosse dal progetto mediante il coinvolgimento e l osservazione partecipante dei tutor designati. Inoltre, poiché lo stage si è tenuto in orario antimeridiano e fuori sede (Vescovado), sono stati coinvolti i Consigli di Classe, che hanno così testimoniato la propria disponibilità e partecipazione. L ultima azione prevista nell area Pace e prevenzione/risoluzione dei conflitti è stata quella della formazione a genitori ed insegnanti. Il percorso è stato tenuto da Carlo Palanti, mediatore culturale del Forum dell intercultura di Roma, e ha coinvolto 25 tra genitori ed insegnanti sul tema della proposta interculturale come un processo basato sull'incontro, la conoscenza, lo scambio e la trasformazione. Anche alla platea di adulti sono state offerte tecniche relazionali di decostruzione degli stereotipi e dei pregiudizi attraverso dinamiche di decentramento, rispetto e ascolto, in un processo di avvicinamento dell'altro per affrontare in maniera creativa i conflitti. 16

17 17

18 Interventi sull area Alfabetizzazione ed educazione di base Il progetto ha previsto come primo intervento il sostegno materiale per quei ragazzi in situazione di indigenza economica attraverso la fornitura di 45 kit scolastici (diari, penne, colori, quaderni, cancelleria etc..), divisi equamente nelle scuole Vann Antò, Pascoli e Psaumide di Santa Croce Camerina. Al di là dell aspetto assistenziale volto a tranquillizzare le situazioni più urgenti, il progetto prevedeva di fornire un sostegno agli istituti scolastici mediante un equipe di mediazione linguistica e culturale supportata dalle figure dell assistente sociale e dello psicologo. L equipe, composta dall assistente sociale Anita Adamo, dalle psicologhe Barbara Buscemi ed Eva Barone, dalla pedagogista Francesca Greco e dalle mediatrici culturali Mariam Zahavi e Rosangela Puglisi, ha operato nelle tre scuole interessate dal progetto per garantire un servizio di sostegno socio psico pedagogico e un processo di familiarizzazione, termine che si preferisce ad alfabetizzazione, per bambini ed adolescenti di recente immigrazione, così da favorire forme di parità e di integrazione linguistica e culturale. Per una pura casualità l intervento progettuale si è inserito nei mesi in cui veniva a mancare, perché non rifinanziato, nelle scuole di Ragusa e Santa Croce Camerina, l equipe socio-psico-pedagogica. Pertanto il lavoro delle operatrici Caritas, inizialmente pensato come affiancamento e completamento rispetto a quello dell equipe, si è rivelato sostitutivo o, come ha detto un dirigente scolastico, una vera e propria ancora di salvezza per le scuole interessate dal progetto rotariano. Presso l'istituto Comprensivo G. Pascoli di Ragusa il lavoro di mediazione linguistica e culturale ha riguardato 6 alunni (3 alla primaria e 3 alla secondaria di primo grado, tutti di seconda media). Le nazionalità erano rumena, albanese, marocchina e dominicana. Si trattava di alunni 18

19 stranieri arrivati da poco in Italia che si trovano ad un livello principiante e A1 del portfolio europeo delle lingue. Per gli alunni della seconda media è stato programmato un piano didattico personalizzato per favorire il loro inserimento in classe e per permettere loro di comprendere e utilizzare un lessico base, o quantomeno più comune, e padroneggiare le strutture morfo-sintattiche della lingua italiana. Per svolgere l attività didattica è stato seguito il programma per alunni non italofoni che è stato fornito alla mediatrice dai docenti di italiano. Le ore a disposizione si sono rivelate poche, soprattutto se raffrontante ai problemi già ipotizzati in fase progettuale e confermati dall operatrice Caritas. Si è scelto di lavorare su alcune difficoltà che gli stranieri spesso incontrano nella lingua italiana: l utilizzo delle doppie (problema molto comune per rumeni ed arabi poiché, nelle loro lingue, la doppia consonante è fenomeno assente o comunque molto raro), la pronuncia e anche le differenze e il significato delle parole con la doppia consonante o meno, sulle congiunzioni, sulla coniugazione dei verbi regolari e irregolari, i tempi (passato, presente e futuro), gli ausiliari, i pronomi combinati, anche attraverso la lettura di brani, la produzione scritta e gli esercizi sui vari argomenti svolti. Con l alunno di nazionalità marocchina (frequentante la quinta elementare) si è lavorato sull uso degli articoli, sulla coniugazione dei verbi al passato, presente e futuro, sulla lettura e sul dettato. Un buon lavoro è stato svolto anche su due alunni in seconda elementare che hanno dimostrato maggiore voglia di interagire e conoscere. Non si può nascondere, tuttavia, che gli alunni presentano ancora grosse difficoltà di apprendimento. In definitiva, il tempo a disposizione per la mediazione è servito, purtroppo, soltanto per un introduzione rispetto alle esigenze e quindi il vantaggio che ne hanno tratto gli alunni è stato, per forza di cose, limitato. Si avverte sicuramente il bisogno di una figura alla quale rapportarsi con fiducia, con la quale costruire un percorso didattico più completo e che quindi li segua più a lungo e a più lungo termine. Per quanto maestre e professoresse, per i casi di competenza, abbiano svolto un lavoro egregio, avendo peraltro classi intere che, come è normale, assorbono già tutta la loro attenzione, essere accompagnati in questo percorso da una persona esterna che non sia lo stesso docente scolastico è fondamentale per gli alunni stranieri, anche per fornire loro stimoli e guide con metodologie adatte ad un percorso sia didattico che comportamentale. L intervento psicologico è stato rivolto ad un gruppo classe di prima media, formato da 18 alunni, 9 maschi e 9 femmine, segnalato da docenti della scuola. Il motivo della segnalazione è inerente a problematiche comportamentali dell intero gruppo classe. L intervento è stato svolto in maniera congiunta tra la 19

20 psicologa e la pedagogista. L atteggiamento dei ragazzi e dei docenti nei confronti dell intervento e dell operatore durante gli incontri è stato di disponibilità, apertura e collaborazione. Sono stati svolti sei incontri con il gruppo classe durante i quali sono emerse le difficoltà riscontrate dai membri del gruppo, è stato sostenuto il processo di consapevolezza, la verbalizzazione e gestione delle emozioni, il confronto e la condivisione, l educazione al dialogo e al rispetto reciproco, la gestione del conflitto, l individuazione di strategie funzionali alla risoluzione dei problemi. L osservazione diretta delle dinamiche intercorse fra gli alunni ha contribuito a restituire in modo più concreto il quadro problematico di una classe nella quale emergono fenomeni di aggressività verbale e non, scarsa scolarizzazione, incapacità di riconoscere i ruoli, episodi di bullismo, forte conflittualità. Attraverso dinamiche strutturate si è pertanto fatto prendere consapevolezza, all intera classe, dei disagi che il gruppo vive, e si è offerta la possibilità di gestire gli eccessi mediante un regolamento (con relativi premi e sanzioni) stabilito dagli alunni stessi. La gestione degli incontri, avvenuti sempre mediante il metodo del circle time, ha fatto riscontrare non poche difficoltà nella comunicazione e nella capacità di ascolto, che in molti casi hanno anche inficiato la buona riuscita delle attività. Durante gli incontri, comunque, i ragazzi hanno stilato un regolamento interno di classe e stabilito sanzioni e premi per le relative norme comportamentali. Si sono svolti, anche se non previsti nel progetto, due incontri di cui uno con i docenti, come momento di condivisione delle difficoltà riscontrate nella gestione del gruppo classe ed individuazione di strategie funzionali per la relazione educativa, l altro con i genitori, come momento di confronto e condivisione delle difficoltà riscontrate nel ruolo genitoriale in rapporto alla fase evolutiva adolescenziale dei propri figli ed individuazione di strategie funzionali per la relazione educativa. Presso la scuola elementare l intervento è stato rivolto a due bambine segnalate dalle maestre. In un primo caso la segnalazione era inerente a problematiche comportamentali. Per il secondo caso la segnalazione era inerente a difficoltà presenti nell andamento scolastico. Per ciascuno dei due casi sono stati effettuati due incontri di osservazione in cui si è osservato il comportamento della bambina in classe durante le ore di lezione e 4 incontri individuali in cui è stata sostenuta l autostima e la sfera affettiva tramite identificazione, riconoscimento, verbalizzazione e gestione delle emozioni. Durante gli incontri si è dato spazio anche all ascolto delle difficoltà riscontrate dalle maestre referenti nella relazione con la bambina e al termine dell intervento sono state fornite alle insegnanti indicazioni nella gestione della relazione educativa attraverso un rinforzo delle modalità educative funzionali già presenti e la modifica di quelle disfunzionali. L atteggiamento delle bambine e delle maestre referenti nei confronti dell operatore durante gli incontri è stato di estrema disponibilità, apertura e collaborazione. 20

Educare alla solidarietà, scoprire il volontariato

Educare alla solidarietà, scoprire il volontariato Educare alla solidarietà, scoprire il volontariato Il progetto Educare alla solidarietà, scoprire il volontariato è nato in seguito ad un progetto pilota avviato durante l anno scolastico 1999/2000 e presentato

Dettagli

PROGETTO ACCOGLIENZA

PROGETTO ACCOGLIENZA PROGETTO ACCOGLIENZA Premessa L avvio di una nuova esperienza scolastica o il passaggio da una classe all altra dovrebbe avvenire senza cambiamenti bruschi, senza traumi, solo con l entusiasmo di intraprendere

Dettagli

ATTIVARE LA SOLIDARIETÀ Percorsi formativi per studenti. www.trevisovolontariato.org

ATTIVARE LA SOLIDARIETÀ Percorsi formativi per studenti. www.trevisovolontariato.org ATTIVARE LA SOLIDARIETÀ Percorsi formativi per studenti www.trevisovolontariato.org Il Laboratorio Scuola & Volontariato è un iniziativa del Coordinamento delle associazioni di volontariato della Provincia

Dettagli

SCHEDA DI ATTIVITÀ LICEO COPERNICO

SCHEDA DI ATTIVITÀ LICEO COPERNICO SCHEDA DI ATTIVITÀ LICEO COPERNICO Progetto / Attività Titolo PROGETTO INTERCULTURA 2011-2012 Coordinatore/ referente di Progetto Prof./Prof.ssa Saura Lascialfari Presentazione Il Progetto Intercultura

Dettagli

Per costruire e migliorare il rapporto di collaborazione Scuola /Famiglia

Per costruire e migliorare il rapporto di collaborazione Scuola /Famiglia Istituto Comprensivo - Monte Urano Via Vittorio Alfieri 1 - Monte Urano - prov. Ascoli Piceno - cap.63015 telefono 0734/840605 Fax 0734/840880 Per costruire e migliorare il rapporto di collaborazione Scuola

Dettagli

Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2014/20145 SCUOLA PRIMARIA Compito Esperto Classi Quinte TITOLO: educazione all'affettività e alla sessualità

Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2014/20145 SCUOLA PRIMARIA Compito Esperto Classi Quinte TITOLO: educazione all'affettività e alla sessualità VALORE DI RIFERIMENTO Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2014/20145 SCUOLA PRIMARIA Compito Esperto Classi Quinte TITOLO: educazione all'affettività e alla sessualità Democrazia, non violenza e pace (società):

Dettagli

Continuità tra i diversi ordini di scuola

Continuità tra i diversi ordini di scuola Continuità tra i diversi ordini di scuola Criteri Formazione Classi Prime La commissione continuità è composta da docenti della scuola dell infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di

Dettagli

LA SCUOLA COME RISORSA EDUCATIVA PER AFFRONTARE UN CAMBIAMENTO Patrizia Orsini. Premessa

LA SCUOLA COME RISORSA EDUCATIVA PER AFFRONTARE UN CAMBIAMENTO Patrizia Orsini. Premessa Convegno Nazionale La Mediazione familiare, una risorsa per genitori e bambini nella separazione Bologna, 1 e 2 dicembre 2006 LA SCUOLA COME RISORSA EDUCATIVA PER AFFRONTARE UN CAMBIAMENTO Patrizia Orsini

Dettagli

DIREZIONE DIDATTICA I CIRCOLO UMBERTIDE GIOCO, LIBERA TUTTI! A volte il mondo io non lo comprendo Però se giochiamo lo prendo Bruno Tognolini

DIREZIONE DIDATTICA I CIRCOLO UMBERTIDE GIOCO, LIBERA TUTTI! A volte il mondo io non lo comprendo Però se giochiamo lo prendo Bruno Tognolini GIOCO, LIBERA TUTTI! A volte il mondo io non lo comprendo Però se giochiamo lo prendo Bruno Tognolini PROGETTO DI PLESSO SCUOLA PRIMARIA PIERANTONIO a. s. 2014/2015 PREMESSA La scuola rappresenta lo spazio

Dettagli

PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE PER COMPETENZE

PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE PER COMPETENZE PROGRAMMAZIONE DISCIPLINARE PER COMPETENZE ISTITUTO ANNO SCOLASTICO INDIRIZZO CLASSE PRIMA SEZIONE DISCIPLINA DOCENTE QUADRO ORARIO (N. ore settimanali nella classe) 1. FINALITA DELLA DISCIPLINA L asse

Dettagli

CURRICOLI SCUOLE INFANZIA

CURRICOLI SCUOLE INFANZIA ISTITUTO COMPRENSIVO di PORTO MANTOVANO (MN) Via Monteverdi 46047 PORTO MANTOVANO (MN) tel. 0376 398 781 e-mail: mnic813002@istruzione.it e-mail certificata: mnic813002@pec.istruzione.it sito internet:

Dettagli

Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca Repubblica Italiana Regione Siciliana

Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca Repubblica Italiana Regione Siciliana Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca Repubblica Italiana Regione Siciliana Primo Istituto Comprensivo di Scuola Materna, Elementare e Media Leonardo Da Vinci Via Concetto Marchesi

Dettagli

ANALISI DELLE PRESENZE E REPORT QUESTIONARIO SODDISFAZIONE DEI CORSISTI

ANALISI DELLE PRESENZE E REPORT QUESTIONARIO SODDISFAZIONE DEI CORSISTI Centro Territoriale per l Integrazione (AREA INTERCULTURA) DIREZIONE DIDATTICA STATALE Pierina Boranga - 1 CIRCOLO di Belluno Via Mezzaterra,45 Tel. 0437 913406 Fax913408 CORSO DI FORMAZIONE L APPROCCIO

Dettagli

Progetto elaborato e co-condotto da: Dr.ssa Silvia Re delle Gandine Dr.ssa Erica Maggioni Dr.ssa Elisabetta Landi.

Progetto elaborato e co-condotto da: Dr.ssa Silvia Re delle Gandine Dr.ssa Erica Maggioni Dr.ssa Elisabetta Landi. PER CRESCERE INSIEME Percorso interattivo di educazione all affettività e di prevenzione dell uso e dell abuso di alcolici e sostanze stupefacenti rivolto agli alunni della classe terza della Scuola Secondaria

Dettagli

RELAZIONE DESCRITTIVA DEL PROGETTO

RELAZIONE DESCRITTIVA DEL PROGETTO C I R C O L O D I D A T T I C O D I S A N T A G A T A L I B A T T I A T I PROGETTO NO AL BULLISMO Percorso di prevenzione dei fenomeni di bullismo A.S. 2011-2012 RELAZIONE DESCRITTIVA DEL PROGETTO PREMESSA

Dettagli

PROGETTO : SPORTELLO DI ASCOLTO PSICOLOGICO PER LA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

PROGETTO : SPORTELLO DI ASCOLTO PSICOLOGICO PER LA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO PROGETTO : SPORTELLO DI ASCOLTO PSICOLOGICO PER LA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO Dottor. ssa Valentina Cerri Psicologa e Psicoterapeuta PREMESSA L adolescenza e la preadolescenza costituiscono fasi

Dettagli

Progetto alunni stranieri accoglienza, integrazione, L2

Progetto alunni stranieri accoglienza, integrazione, L2 Progetto alunni stranieri accoglienza, integrazione, L2 Anno Scolastico 2012/2013 [[[Nessun bambino può essere considerato straniero, laddove ci si occupa di educazione, di trasmissione di valori, di conoscenze

Dettagli

CONTRATTO FORMATIVO SCUOLA DELL INFANZIA

CONTRATTO FORMATIVO SCUOLA DELL INFANZIA CONTRATTO FORMATIVO SCUOLA DELL INFANZIA Le nostre scuole dell'infanzia, in continuità con le scelte già espresse nel POF, hanno definito, attraverso una riflessione avvenuta in più incontri tra genitori

Dettagli

CORSO - Educazione all affettività e alla sessualità -

CORSO - Educazione all affettività e alla sessualità - Studio di Psicologia e Sessuologia Dr. Silvano Sala Ordine Psicologi del Lazio n.iscr. 8448 - Federazione Italiana Sessuologia Scientifica n. iscr. 207 Tel.: +39 0341 1761009 - Cell.: +39 347 8773720 Lungo

Dettagli

A.Bagni Alla cortese Attenzione ANNO SCOLASTICO 2012/2013 STAR BENE A SCUOLA SPORTELLO DI ASCOLTO PSICOLOGICO (SAP)

A.Bagni Alla cortese Attenzione ANNO SCOLASTICO 2012/2013 STAR BENE A SCUOLA SPORTELLO DI ASCOLTO PSICOLOGICO (SAP) Non c'è intelligenza senza emozioni, Non c'è apprendimento senza desiderio. Non c'è scuola senza un po' di volonta' e vita. A.Bagni Alla cortese Attenzione Del Dirigente Scolastico Del Collegio docenti

Dettagli

PROGETTO CONTINUITÀ. Anno scolastico 2015/2016. Docente referente: Franzosi Flavia

PROGETTO CONTINUITÀ. Anno scolastico 2015/2016. Docente referente: Franzosi Flavia PROGETTO CONTINUITÀ Anno scolastico 2015/2016 Docente referente: Franzosi Flavia PREMESSA Motivazione del Progetto La continuità nasce dall'esigenza primaria di garantire il diritto dell'alunno a un percorso

Dettagli

La dimensione pedagogico educativa: cardine degli interventi efficaci sul Sistema Scuola-Famiglia-Territorio

La dimensione pedagogico educativa: cardine degli interventi efficaci sul Sistema Scuola-Famiglia-Territorio COMUNE DI MASSA Assessorato Turismo, Cultura, Pubblica Istruzione e Gemellaggi La dimensione pedagogico educativa: cardine degli interventi efficaci sul Sistema Scuola-Famiglia-Territorio COMUNE DI MASSA

Dettagli

Progetto di educazione alla salute e di promozione del benessere

Progetto di educazione alla salute e di promozione del benessere Progetto di educazione alla salute e di promozione del benessere Rivolto agli studenti della scuola secondaria di primo grado PREMESSE L educazione affettiva e relazionale dei giovani d oggi pone, a quanti

Dettagli

Capire i conflitti Praticare la pace centenario della Grande Guerra Capire i conflitti Praticare la pace. tema del conflitto

Capire i conflitti Praticare la pace centenario della Grande Guerra Capire i conflitti Praticare la pace. tema del conflitto Progetto Scuola 2014-18 Capire i conflitti Praticare la pace Quando si parla di guerra si parla spesso di vinti e vincitori, qui invece ci sono storie di persone partecipante del 2012 In occasione del

Dettagli

PON 2007 IT 05 1 PO 007 F.S.E. AOODGAI / 44621. Annualità 2012 / 2013. Azione: C 1 F.S.E. 2011 2467

PON 2007 IT 05 1 PO 007 F.S.E. AOODGAI / 44621. Annualità 2012 / 2013. Azione: C 1 F.S.E. 2011 2467 PON 2007 IT 05 1 PO 007 F.S.E. AOODGAI / 44621 Annualità 2012 / 2013 Azione: C 1 F.S.E. 2011 2467 Questionari Gradimento Soddisfazione Monitoraggio corsi PON CORSI ANALIZZATI 4 S o g g e t t i I n t e

Dettagli

Scritto da Administrator Martedì 23 Aprile 2013 06:21 - Ultimo aggiornamento Martedì 23 Aprile 2013 06:29

Scritto da Administrator Martedì 23 Aprile 2013 06:21 - Ultimo aggiornamento Martedì 23 Aprile 2013 06:29 PROGETTO INSIEME E MEGLIO! SPORTELLO DSA E BES SCUOLA PRIMARIA SPORTELLO DI ASCOLTO SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO Progetto Insieme è meglio! - Sportello DSA e BES Scuola primaria. Finalità generali

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SAN DANIELE DEL FRIULI CURRICOLO CITTADINANZA E COSTITUZIONE

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SAN DANIELE DEL FRIULI CURRICOLO CITTADINANZA E COSTITUZIONE ISTITUTO COMPRENSIVO DI SAN DANIELE DEL FRIULI CURRICOLO CITTADINANZA E COSTITUZIONE MODELLO DI MATRICE ADOTTATA PER LA COSTRUZIONE DEL CURRICOLO CITTADINANZA E COSTITUZIONE Periodo di riferimento Traguardi

Dettagli

SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA

SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA (Allegato 1) SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1) Ente proponente il progetto: ARCI NAPOLI 2) Codice di accreditamento: NZ05738 3) Albo e classe di iscrizione:

Dettagli

ISTITUTO STATALE COMPRENSIVO Magistri Intelvesi San Fedele Intelvi (Como) Anno Scolastico 2012-2013 PROGETTO TEATRO

ISTITUTO STATALE COMPRENSIVO Magistri Intelvesi San Fedele Intelvi (Como) Anno Scolastico 2012-2013 PROGETTO TEATRO ISTITUTO STATALE COMPRENSIVO Magistri Intelvesi San Fedele Intelvi (Como) Anno Scolastico 2012-2013 PROGETTO TEATRO Il progetto teatro nasce dalla necessità di avvicinare gli alunni al mondo teatrale perché

Dettagli

1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA

1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA AREA SOCIO/AFFETTIVA- SCUOLA PRIMARIA Integrazione tra i lavori di gruppo di settembre (Thouar, Villini, Paganini, Montanella) 1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA Competenza personale L alunno è consapevole della

Dettagli

La Scuola Secondaria di Primo Grado

La Scuola Secondaria di Primo Grado La Scuola Secondaria di Primo Grado È un ambiente educativo sereno, nel quale i ragazzi imparano solide nozioni di base e un efficace metodo di studio, utilizzando le nuove tecnologie, la rete internet

Dettagli

IDENTITA, CREATIVITA' E COMUNICAZIONE PROGETTO INTERCULTURALE E DI INTEGRAZIONE PER BAMBINI NON ITALOFONI DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA A.S.

IDENTITA, CREATIVITA' E COMUNICAZIONE PROGETTO INTERCULTURALE E DI INTEGRAZIONE PER BAMBINI NON ITALOFONI DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA A.S. IDENTITA, CREATIVITA' E COMUNICAZIONE PROGETTO INTERCULTURALE E DI INTEGRAZIONE PER BAMBINI NON ITALOFONI DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA A.S. 2010-2011 PREMESSA Il lavoro svolto dalla Commissione intercultura

Dettagli

PROGETTO EDUCATIVO. 1. I riferimenti pedagogici a cui la Scuola dell Infanzia Stella Mattutina fa riferimento

PROGETTO EDUCATIVO. 1. I riferimenti pedagogici a cui la Scuola dell Infanzia Stella Mattutina fa riferimento PROGETTO EDUCATIVO 1. I riferimenti pedagogici a cui la Scuola dell Infanzia Stella Mattutina fa riferimento Nella Scuola dell Infanzia Stella Mattutina l azione educativa mira al raggiungimento delle

Dettagli

FORMULARIO. Anno scolastico 2013/2014 TITOLO DEL PROGETTO. dei nostri luoghi

FORMULARIO. Anno scolastico 2013/2014 TITOLO DEL PROGETTO. dei nostri luoghi Ministero dell Istruzione, dell Università e Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Basilicata Direzione Generale Piazza delle Regioni - 85100 Potenza Prot. AOODRBA 1482 Potenza, 13 marzo 2014 FORMULARIO

Dettagli

TITOLO DEL PROGETTO: EDUCARE ALL AFFETTIVITA. COORDINATORE DI PROGETTO: Prof.ssa A. De Maria

TITOLO DEL PROGETTO: EDUCARE ALL AFFETTIVITA. COORDINATORE DI PROGETTO: Prof.ssa A. De Maria C.F. 80006100434 - codice meccanografico MCSD01000D e-mail segreteria@istartemacerata.it www.istitutoartemacerata.it PROGETTI P.O.F. 2011/2012 TITOLO DEL PROGETTO: EDUCARE ALL AFFETTIVITA COORDINATORE

Dettagli

1. Descrizione dei contenuti, tempi, luoghi, fasi, modalità, strumenti e protagonisti

1. Descrizione dei contenuti, tempi, luoghi, fasi, modalità, strumenti e protagonisti Relazione finale del progetto: Laboratorio di scrittura 1. Descrizione dei contenuti, tempi, luoghi, fasi, modalità, strumenti e protagonisti Il progetto intendeva fornire competenze lessicali, grammaticali

Dettagli

Il Consiglio comunale dei ragazzi.

Il Consiglio comunale dei ragazzi. Il Consiglio comunale dei ragazzi. Un Progetto per le bambine e i bambini, per i ragazzi e le ragazze tra intenzioni e scelte Premessa L Amministrazione comunale di Cento, con questo progetto, intende

Dettagli

1.3 Sportello Psicologico pag. 8 1.4 Accogliamo gli alunni stranieri pag. 7 1.5 Formazione, Ricerca e Sperimentazione pag. 9

1.3 Sportello Psicologico pag. 8 1.4 Accogliamo gli alunni stranieri pag. 7 1.5 Formazione, Ricerca e Sperimentazione pag. 9 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Istituto Comprensivo Statale di Calolziocorte Via F. Nullo,6 23801 CALOLZIOCORTE (LC) e.mail: lcic823002@istruzione.it - Tel: 0341/642405/630636

Dettagli

ANNO SCOLASTICO 2015 / 2016 PROPOSTE FORMATIVE. ATTIVITA di AMPLIAMENTO dell OFFERTA FORMATIVA

ANNO SCOLASTICO 2015 / 2016 PROPOSTE FORMATIVE. ATTIVITA di AMPLIAMENTO dell OFFERTA FORMATIVA ANNO SCOLASTICO 2015 / 2016 PROPOSTE FORMATIVE di AMPLIAMENTO dell OFFERTA FORMATIVA I tre ordini di scuola, in accordo fra loro per garantire una continuità dalla scuola dell Infanzia alla scuola Superiore

Dettagli

METODOLOGIA Scuola dell infanzia La progettazione, l organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali

METODOLOGIA Scuola dell infanzia La progettazione, l organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali METODOLOGIA Scuola dell infanzia La scuola dell infanzia è un luogo ricco di esperienze, scoperte, rapporti, che segnano profondamente la vita di tutti coloro che ogni giorno vi sono coinvolti, infatti

Dettagli

Dal Profilo dello studente a I discorsi e le parole Inglese e seconda lingua Comunitaria

Dal Profilo dello studente a I discorsi e le parole Inglese e seconda lingua Comunitaria Dal Profilo dello studente a I discorsi e le parole Inglese e seconda lingua Comunitaria Profilo dello studente Lo studente al termine del primo ciclo, attraverso gli apprendimenti sviluppati a scuola,

Dettagli

UNITÀ DI APPRENDIMENTO A SCUOLA DI REGOLE

UNITÀ DI APPRENDIMENTO A SCUOLA DI REGOLE ISTITUTO COMPRENSIVO PIETRO VANNUCCI SCUOLA DELL INFANZIA - SCUOLA PRIMARIA - SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO 06062 Città della Pieve (PG) Via Marconi, 18 Tel. 0578/298018 Fax 0578/2987 E-mail: pgic82100x@istruzione.it

Dettagli

PROGETTO DEL CENTRO SOCIO EDUCATIVO IL MELOGRANO

PROGETTO DEL CENTRO SOCIO EDUCATIVO IL MELOGRANO COMUNE DI SERRAVALLE PISTOIESE PROVINCIA DI PISTOIA PROGETTO DEL CENTRO SOCIO EDUCATIVO IL MELOGRANO Premessa La progettazione di un centro socio educativo sul territorio di Serravalle P.se nasce dall

Dettagli

SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA

SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA (Allegato 1) SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1) Ente proponente il progetto: ARCI NAPOLI 2) Codice di accreditamento: NZ05738 3) Albo e classe di iscrizione:

Dettagli

CURRICOLO FORMATIVO CONTINUO

CURRICOLO FORMATIVO CONTINUO CURRICOLO FORMATIVO CONTINUO E' un percorso educativo e didattico perseguito nei tre ordini di scuola che rende più organico il lavoro compiuto dai docenti; sono state condivise le mete comuni ed è in

Dettagli

PREMESSA disagio scolastico Difficoltà di apprendimento Difficoltà relazionali/emozionali Apatia FINALITA OBIETTIVI

PREMESSA disagio scolastico Difficoltà di apprendimento Difficoltà relazionali/emozionali Apatia FINALITA OBIETTIVI DISAGIO 0 PREMESSA La scuola ha il compito di creare le condizioni che favoriscano nell alunno la costruzione di un immagine positiva di sé poiché l esperienza scolastica riveste un ruolo importante per

Dettagli

OGGETTO: Linee guida Progetto PERCORSO DI ORIENTAMENTO in collaborazione con la FS Prof. Sergio.

OGGETTO: Linee guida Progetto PERCORSO DI ORIENTAMENTO in collaborazione con la FS Prof. Sergio. Distretto Scolastico N 53 Nocera Inferiore (SA) Prot. n. 1676 C/2 Nocera Superiore,18/10/2012 A tutti i docenti All attenzione della prof. Sergio FS di riferimento All attenzione di tutti i genitori Tramite

Dettagli

Progetto Educativo. Istituto infanzia parrocchiale BEATA VERGINE DEL ROSARIO Via Don Bosco 1 Azzano X

Progetto Educativo. Istituto infanzia parrocchiale BEATA VERGINE DEL ROSARIO Via Don Bosco 1 Azzano X Progetto Educativo Istituto infanzia parrocchiale BEATA VERGINE DEL ROSARIO Via Don Bosco 1 Azzano X Parrocchia San Pietro Apostolo Via Don Bosco 12 Azzano X La scuola dell infanzia Beata Vergine del Rosario,

Dettagli

L EDUCAZIONE AI DIRITTI UMANI

L EDUCAZIONE AI DIRITTI UMANI L EDUCAZIONE AI DIRITTI UMANI L educazione ai diritti umani può essere definita come l insieme dei programmi e delle attività educative centrati sulla promozione dell uguaglianza della dignità umana, al

Dettagli

Documento di approfondimento. Valutazione dello stress lavoro correlato e benessere organizzativo nella scuola

Documento di approfondimento. Valutazione dello stress lavoro correlato e benessere organizzativo nella scuola Documento di approfondimento Valutazione dello stress lavoro correlato e benessere organizzativo nella scuola VALUTAZIONE DELLO STRESS LAVORO CORRELATO E BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLA SCUOLA Il Decreto

Dettagli

educazione alla legalità

educazione alla legalità Coordinamento LIBERA TOSCANA educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva Percorsi e Laboratori Per la scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado a.s. 2011-2012 In collaborazione con:

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DELL AQUILA DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA LM / 85 BIS

UNIVERSITA DEGLI STUDI DELL AQUILA DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA LM / 85 BIS UNIVERSITA DEGLI STUDI DELL AQUILA DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA LM / 85 BIS PROGETTO DI TIROCINIO L istituzione del nuovo Corso di Laurea in Scienze

Dettagli

Scheda di PRESENTAZIONE PROGETTO 2.11 ANNO SCOLASTICO 2014/2015

Scheda di PRESENTAZIONE PROGETTO 2.11 ANNO SCOLASTICO 2014/2015 Scheda di PRESENTAZIONE PROGETTO 2.11 PROGETTO CONTINUITÀ EROI CHE PASSANO, EROI CHE RESTANO DOCENTI: scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado DESTINATARI: ALUNNI/E CLASSI 5^ SCUOLA PRIMARIA - 1^ 1.

Dettagli

PROGETTO EDUCATIVO TRIENNALE

PROGETTO EDUCATIVO TRIENNALE Scuole dell infanzia di Baraggiole e Calderara PROGETTO EDUCATIVO TRIENNALE Anni scolastici 2012-13/2014-15 Le scuole dell infanzia dell Istituto Comprensivo T. Croci si pongono come obiettivo, nel corso

Dettagli

Piano di studio. Certificato di studi avanzati (CAS) SUPSI Competenze gestionali e relazionali del docente di classe

Piano di studio. Certificato di studi avanzati (CAS) SUPSI Competenze gestionali e relazionali del docente di classe Piano di studio Certificato di studi avanzati (CAS) SUPSI Competenze gestionali e relazionali del docente di classe Stato del documento: Approvato dalla Direzione DFA il 15 giugno 2011 Introduzione Il

Dettagli

Convitto Nazionale Amedeo di Savoia Duca d Aosta. Piano di Integrazione di Istituto

Convitto Nazionale Amedeo di Savoia Duca d Aosta. Piano di Integrazione di Istituto Convitto Nazionale Amedeo di Savoia Duca d Aosta Piano di Integrazione di Istituto Valido per il triennio scolastico 2015 / 2018 PREMESSA Con il Progetto d Istituto per l Integrazione Scolastica degli

Dettagli

UNA SCUOLA PER AMARE

UNA SCUOLA PER AMARE UNA SCUOLA PER AMARE L iniziativa UNA SCUOLA PER AMARE vuole essere una chiave d accesso per entrare nelle scuole, ma soprattutto nella sfera affettiva dei giovani, alla quale durante il percorso scolastico

Dettagli

P.A.I. (Piano Annuale dell Inclusività)

P.A.I. (Piano Annuale dell Inclusività) P.A.I. (Piano Annuale dell Inclusività) I dati si riferiscono all anno scolastico 2014/2015 Approvato nel Collegio dei Docenti del 12 giugno 2015 Gli alunni certificati in base alla Legge 104/1992 Tabella

Dettagli

Istituto E.Fermi Macerata Istituto Professionale Statale per l Industria e l Artigianato sedi di Corridonia e Macerata

Istituto E.Fermi Macerata Istituto Professionale Statale per l Industria e l Artigianato sedi di Corridonia e Macerata PROGETTO INTERCULTURA E ORIENTAMENTO Rete tra Istituto Comprensivo E.Fermi, Ctp/Eda E:FERMI di Macerata, Istituto Professionale di Stato per l Industria e l Artigianato sede di Corridonia e sede di Macerata,

Dettagli

Istituto Comprensivo Via Casal Bianco

Istituto Comprensivo Via Casal Bianco MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA - Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio Istituto Comprensivo Via Casal Bianco PIANO DI LAVORO EDUCATIVO-DIDATTICO COORDINATO ANNO SCOLASTICO

Dettagli

Le principali differenze psicologiche, comportamentali e di ruolo tra maschi e femmine.

Le principali differenze psicologiche, comportamentali e di ruolo tra maschi e femmine. Dott.ssa Panaghia Facchinelli, Pedagogista clinica Tel 348-8742827 panaghia@email PERCORSO DI EDUCAZIONE ALL AFFETTIVITA E ALLA SESSUALITA Questo progetto di educazione all affettività e sessualità è rivolto

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO di BORGO SAN GIACOMO. Anno Scolastico 2015 / 2016

ISTITUTO COMPRENSIVO di BORGO SAN GIACOMO. Anno Scolastico 2015 / 2016 ISTITUTO COMPRENSIVO di BORGO SAN GIACOMO SCHEDA PROGETTO POF ARTICOLAZIONE ANNUALE SCUOLA PRIMARIA SECONDARIA DI PRIMO GRADO PROGETTO DI ISTITUTO DELLA SEZ. /PLESSO DI DELLA/E CLASSE/I Anno Scolastico

Dettagli

TOLLO CH -VIA CAVOUR N.2

TOLLO CH -VIA CAVOUR N.2 TOLLO CH -VIA CAVOUR N.2 Tel. 0871. 961126-961587 Fax 0871 961126 email chic81300t@istruzione.it chic81300t@pec.istruzione.it www.istitutocomprensivotollo.it CHIC81300T Cod. Fisc. 80003000694 PROGETTO

Dettagli

PERCORSO DIDATTICO INTERDISCIPLINARE PER GLI ANNI PONTE. Titolo: LOGICAMENTE

PERCORSO DIDATTICO INTERDISCIPLINARE PER GLI ANNI PONTE. Titolo: LOGICAMENTE PERCORSO DIDATTICO INTERDISCIPLINARE PER GLI ANNI PONTE Titolo: LOGICAMENTE Destinatari : alunni dell ultimo anno di scuola dell Infanzia e alunni della classe prima di scuola primaria. Risorse professionali:

Dettagli

PROGETTI della SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

PROGETTI della SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO PROGETTI della SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO PROGETTO EDUCAZIONE ALLA SOCIOAFFETTIVITA Il progetto sperimenta la tecnica del Circle Time, rispondendo al bisogno dei discenti di esplorarsi attraverso attività

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO E. MOROSINI B. DI SAVOIA. Proposta di formazione linguistica per l anno 2015 2016. Alla cortese attenzione: Dott.

ISTITUTO COMPRENSIVO E. MOROSINI B. DI SAVOIA. Proposta di formazione linguistica per l anno 2015 2016. Alla cortese attenzione: Dott. ISTITUTO COMPRENSIVO E. MOROSINI B. DI SAVOIA Proposta di formazione linguistica per l anno 2015 2016 Alla cortese attenzione: Dott. Falessi Roberto Oggetto: Percorsi di formazione linguistica Data: 09

Dettagli

PROGETTO STAR BENE INSIEME A SCUOLA

PROGETTO STAR BENE INSIEME A SCUOLA CLASSI PRIME A/B ANNO SCOLASTICO 2014 2015 PROGETTO STAR BENE INSIEME A SCUOLA Premessa Le attuali classi prime sono composte da 44 alunni, 35 dei quali provengono dalla scuola dell Infanzia del quartiere

Dettagli

PROGETTI MIUR PON F 3 REGIONE CAMPANIA

PROGETTI MIUR PON F 3 REGIONE CAMPANIA PROGETTI MIUR PON F 3 REGIONE CAMPANIA Preside Prof PAOLA CARRETTA Coordinatrice dei progetti di rete di EIP CAMPANIA Membro del Gruppo di Direzione e Coordinamento PON F3 PROGETTO INSIEME E POSSIBILE

Dettagli

Istituto Paritario Minerva. Progetto Educativo di Istituto (P.E.I)

Istituto Paritario Minerva. Progetto Educativo di Istituto (P.E.I) Istituto Paritario Minerva Progetto Educativo di Istituto (P.E.I) ANNO SCOLASTICO 2014-2015 PREMESSA La legge 62 del 10 Marzo 2000, recante Norme sulla parità scolastica e disposizioni sul diritto allo

Dettagli

QUESTIONARIO DI PERCEZIONE DEL SERVIZIO SCOLASTICO

QUESTIONARIO DI PERCEZIONE DEL SERVIZIO SCOLASTICO Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Istituto Comprensivo A. Da Rosciate via Codussi, 7 24124 Bergamo C.F. 95118530161 Tel 035243373 Fax: 035270323 e-mail: segreteria@darosciate.it

Dettagli

A più voci contro la dispersione scolastica

A più voci contro la dispersione scolastica A più voci contro la dispersione scolastica 1. Contesto dell intervento Abbandoni, interruzioni formalizzate, frequenze irregolari, ripetenze, ritardi : hanno nomi diversi le disfunzioni che caratterizzano

Dettagli

PROGETTO LEGALITÁ - Io, cittadino nel Mondo

PROGETTO LEGALITÁ - Io, cittadino nel Mondo PROGETTO LEGALITÁ - Io, cittadino nel Mondo Premessa Educare alla legalità significa elaborare e diffondere un'autentica cultura dei valori civili (Circolare Ministeriale n 302/93) Con tale progetto la

Dettagli

Milano, 22/09/2015. Dirigente Scolastico Prof.ssa Angela Izzuti 15.15-16.15 GIOVEDI 1/10 16.15-17.15 14.15-15.15 15.15 16.15 VENERDI 2/10 16.15 17.

Milano, 22/09/2015. Dirigente Scolastico Prof.ssa Angela Izzuti 15.15-16.15 GIOVEDI 1/10 16.15-17.15 14.15-15.15 15.15 16.15 VENERDI 2/10 16.15 17. Circolare n. 14 A Docenti corsi diurni Oggetto: Consigli di Classe Sono convocati i Consigli di Classe, secondo il calendario allegato, con il seguente OdG 1. Andamento didattico disciplinare (per le classi

Dettagli

L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA

L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA FINALITA L educazione all affettività rappresenta per l alunno un percorso di crescita psicologica e di consapevolezza della propria identità personale

Dettagli

Curricolo verticale di Cittadinanza e Costituzione. Scuola dell infanzia - Anni 3

Curricolo verticale di Cittadinanza e Costituzione. Scuola dell infanzia - Anni 3 Curricolo verticale di Cittadinanza e Costituzione Scuola dell infanzia - Anni 3 A Identità e appartenenza. A1 Percepire e riconoscere se stesso. A1Mi conosco attraverso giochi motori sul corpo. A2 Saper

Dettagli

Concorso di idee #La Mia scuola sicura# Progetto: Promozione della cultura della sicurezza

Concorso di idee #La Mia scuola sicura# Progetto: Promozione della cultura della sicurezza Liceo Scientifico Statale Ernesto Basile Via San Ciro, 23-90124 Palermo Tel: 0916302800 - Fax: - 0916302180 Codice Fiscale: 80017840820 Internet : htpp://www.liceobasile.it email: paps060003@istruzione.it

Dettagli

Presentazione dei lavori laboratoriali

Presentazione dei lavori laboratoriali Presentazione dei lavori laboratoriali «Progetto NEVERSTOPLEARNING» Istituto Tecnico Tecnologico Statale Alessandro Volta Dott.ssa Raffaella Gentile Psicologa Insegnante organizzazione: gli insegnanti

Dettagli

CIRCOLO DIDATTICO DI GUARDIAGRELE Modesto Della Porta a.s. 2010-20112011 IN VIAGGIO VERSO L ALTRO Laboratorio di educazione emotivo-affettiva e relazionale. MOTIVAZIONE Il bullismo è un azione di prepotenza,

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO THIESI

ISTITUTO COMPRENSIVO THIESI ISTITUTO COMPRENSIVO THIESI INFANZIA-PRIMARIA-SECONDARIA PROGETTO SPAZIO D ASCOLTO PSICOLOGICO PER ALLIEVI E FAMIGLIE E SUPPORTO ALLE DINAMICHE PONTE NEL CONTESTO SCOLASTICO Insegnante Valeria Sassu ISTITUTO

Dettagli

Oggetto: relazione su analisi dei dati dei questionari di verifica relativi al progetto Mettiamoci nei loro panni - 2011

Oggetto: relazione su analisi dei dati dei questionari di verifica relativi al progetto Mettiamoci nei loro panni - 2011 Società Cooperativa Sociale CRISALIDE - ONLUS Sede Legale: Via Europa n. 228-24069 Luzzana (BG) cell. 3316643586-3298954439 - 3298885363 fax: 035 19962686 www.cooperativacrisalide.it - info@cooperativacrisalide.it

Dettagli

ANNO SCOLASTICO 2013/2014. Referente di Progetto Prof.ssa Patrizia M.A. Di Lorenzo Prof.ssa Rosa Stella Macaluso

ANNO SCOLASTICO 2013/2014. Referente di Progetto Prof.ssa Patrizia M.A. Di Lorenzo Prof.ssa Rosa Stella Macaluso ANNO SCOLASTICO 2013/2014 Referente di Progetto Prof.ssa Patrizia M.A. Di Lorenzo Prof.ssa Rosa Stella Macaluso Premessa La Continuità nasce dall esigenza primaria di garantire il diritto del bambino/ragazzo

Dettagli

PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ FRA SCUOLA E FAMIGLIA

PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ FRA SCUOLA E FAMIGLIA Ministero dell Istruzione, dell'università e della Ricerca Istituto Comprensivo Statale di Landriano Via B. Brecht, 1 27015 Landriano (PV) Tel. 038264103 Fax 038264143 - sito web: www.iclandriano.gov.it

Dettagli

Direzione Didattica Statale G. MAZZINI

Direzione Didattica Statale G. MAZZINI Direzione Didattica Statale G. MAZZINI Progetto A.M.I.C.O. Azioni Metodologiche ed Iniziative per la Cooperazione aa.ss. 2014/2015 Sede/i di realizzazione del progetto: Plessi di scuola primaria della

Dettagli

Giornata Europea sulla Depressione

Giornata Europea sulla Depressione Giornata Europea sulla Depressione Giornate europee sulla Depressione: ottobre 2011 Programma Titolo Progetto Mandato di Ricerca internazionale Depressione: identikit & arresto! Convegno sulla solitudine

Dettagli

PROGETTO CONTINUITÀ SCUOLA INFANZIA SCUOLA PRIMARIA

PROGETTO CONTINUITÀ SCUOLA INFANZIA SCUOLA PRIMARIA ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE CESALPINO Scuola dell Infanzia, Primaria, Secondaria di 1 grado Via Porta Buia - Arezzo Tel. 0575/20626 Fax 0575/28056 e mail: media.cesalpino@tin.it sito internet: www.iccesalpino.it

Dettagli

- PROGETTO D INSERIMENTO ED INTEGRAZIONE DI ALUNNI STRANIERI IN UNA SCUOLA PLURALISTA

- PROGETTO D INSERIMENTO ED INTEGRAZIONE DI ALUNNI STRANIERI IN UNA SCUOLA PLURALISTA - PROGETTO D INSERIMENTO ED INTEGRAZIONE DI ALUNNI STRANIERI IN UNA SCUOLA PLURALISTA A cura di - 1 Soggetto proponente e attuatore I.T.C. P.A.C.L.E. e ITER M. Luther King di Muggiò (MI) Via Allende, 3

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO 9 BOLOGNA LINEE GUIDA AI CRITERI DI VERIFICA E VALUTAZIONE A.S. 2014-2015

ISTITUTO COMPRENSIVO 9 BOLOGNA LINEE GUIDA AI CRITERI DI VERIFICA E VALUTAZIONE A.S. 2014-2015 LINEE GUIDA AI CRITERI DI VERIFICA E VALUTAZIONE A.S. 2014-2015 1 Premessa Nel rispetto della normativa vigente sulla valutazione vengono preparati, secondo criteri il più possibile oggettivi, test di

Dettagli

Bambine e Bambini costruttori di pace

Bambine e Bambini costruttori di pace Istituto Comprensivo V. Tortoreto SCUOLA PRIMARIA Delia e Filippo Costantini Passo San Ginesio Bambine e Bambini costruttori di pace anno scolastico 2004-05 DATI IDENTIFICATIVI DELL ISTITUZIONE SCOLASTICA

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI SCUOLA MEDIA ARMANDO DIAZ OLBIA PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI PREMESSA Da alcuni anni la nostra scuola è frequentata da alunni stranieri provenienti da paesi europei ed extraeuropei, da

Dettagli

Presentazione Progetti a.s. 2013-2014 - Scuola Media

Presentazione Progetti a.s. 2013-2014 - Scuola Media Presentazione Progetti a.s. 2013-2014 - Scuola Media Interventi di prevenzione delle situazioni di disagio a scuola Percorsi educativi Classi Prime Educazione psico-affettiva L educazione psico-affettiva,

Dettagli

Progetto Integrazione alunni stranieri ed Educazione all Intercultura Anno scolastico 2011/12

Progetto Integrazione alunni stranieri ed Educazione all Intercultura Anno scolastico 2011/12 Prot. 1754/B15 Milano, 30 Settembre 2011 Progetto Integrazione alunni stranieri ed Educazione all Intercultura Anno scolastico 2011/12 Richiesta accesso fondo Aree a Forte Processo Immigratorio Premessa

Dettagli

DOL Diploma On Line Modulo di progettazione II anno Relazione finale. Pitti Floriana Classe F7 Tutor: Giovanni Di Rosa

DOL Diploma On Line Modulo di progettazione II anno Relazione finale. Pitti Floriana Classe F7 Tutor: Giovanni Di Rosa DOL Diploma On Line Modulo di progettazione II anno Relazione finale Pitti Floriana Classe F7 Tutor: Giovanni Di Rosa Realizzazione di un full adder a due bit 08/11/2010 Premessa A causa di un mancato

Dettagli

PROGETTI SPECIFICI. I PROGETTI svolti da personale esperto del settore SARANNO EFFETTUATI A CONDIZIONE CHE SUSSISTANO LE RISORSE ECONOMICHE E UMANE.

PROGETTI SPECIFICI. I PROGETTI svolti da personale esperto del settore SARANNO EFFETTUATI A CONDIZIONE CHE SUSSISTANO LE RISORSE ECONOMICHE E UMANE. PROGETTI SPECIFICI Scuola dell infanzia di Cuasso al Monte I PROGETTI svolti da personale esperto del settore SARANNO EFFETTUATI A CONDIZIONE CHE SUSSISTANO LE RISORSE ECONOMICHE E UMANE. Attività psicomotoria

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI BALANGERO

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI BALANGERO ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI BALANGERO PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA Scuola Primaria Anno scolastico 2013/2014 Il Collegio dei Docenti della Scuola Primaria dell Istituto Comprensivo di Balangero condivide

Dettagli

ALFABETO DEL CITTADINO. Libera Lombardia

ALFABETO DEL CITTADINO. Libera Lombardia ALFABETO DEL CITTADINO Libera Lombardia PREMESSA Il tema della legalità e quello dell impegno che la scuola deve assumere per la costruzione di relazioni consapevoli tra cittadini e tra questi e le istituzioni

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE BEATO CONTARDO FERRINI. B E S : Ben-Essere-a Scuola a.s. 2015/16

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE BEATO CONTARDO FERRINI. B E S : Ben-Essere-a Scuola a.s. 2015/16 L I.C. Ferrini di Olgiate Olona è assegnatario di un contributo da parte della Fondazione Comunitaria del Varesotto per la realizzazione del Progetto: B E S : Ben-Essere-a Scuola a.s. 2015/16 INFORMAZIONI

Dettagli

UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE DELLA SARDEGNA

UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE DELLA SARDEGNA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE DELLA SARDEGNA PROGETTO DI FORMAZIONE PER DOCENTI E DIRIGENTI - A.S. 2012-2013 Curricolo,apprendimenti e valutazione nelle nuove indicazioni nazionali per il primo ciclo dell

Dettagli

PROGETTO SCUOLA SPORT E DISABILITA UN OCCASIONE DI INCONTRO E CRESCITA

PROGETTO SCUOLA SPORT E DISABILITA UN OCCASIONE DI INCONTRO E CRESCITA PROGETTO SCUOLA SPORT E DISABILITA UN OCCASIONE DI INCONTRO E CRESCITA PRESENTAZIONE Il presente progetto costituisce un iniziativa volta a promuovere un percorso di crescita dei ragazzi nel confronto,

Dettagli

VALUTAZIONE DELL ALUNNO

VALUTAZIONE DELL ALUNNO LA VALUTAZIONE VALUTAZIONE DELL ALUNNO In seguito all introduzione del voto decimale nella scuola, ripristinato dal tanto discusso e contestato decreto Gelmini, si è sviluppato, nelle scuole, un ampio

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA S. LEONE IX SESSA AURUNCA (CE) ANNO SCOLASTICO 2012/2013

SCUOLA DELL INFANZIA S. LEONE IX SESSA AURUNCA (CE) ANNO SCOLASTICO 2012/2013 SCUOLA DELL INFANZIA S. LEONE IX SESSA AURUNCA (CE) ANNO SCOLASTICO 2012/2013 Chiunque sia, ovunque si trovi, l uomo vive nel movimento: il suo corpo è un mondo di movimento in sé Il movimento non è verbale

Dettagli