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1 UniversitàdegliStudidiParma Banca e Finanza in Europa Prof. 1

2 8. SEPARAZIONE TRA PROPRIETA E CONTROLLO 2

3 9. BANZA E MERCATO: QUALI CONTROLLORI? (ovvero: chi controlla i controllori?) 3

4 Summary Questa lezione si articola in due parti, in virtù dei suoi molteplici legami con lezioni precedenti (in particolare, lezioni 5* e 8**), ma anche del suo essere di fatto l ultima (lunedì prossimo 12 maggio, tavola rotonda conclusiva sul futuro dell Europa). Le due parti: A) Gli arbitri e le regole del gioco (prospettiva giuridicoistituzionale); B) I modelli di capitalismo (prospettiva economica). (*) Banca versus Mercato. (**) Separazione fra proprietà e controllo. 4

5 Parte A) Gli arbitri e le regole del gioco Da un punto di vista giuridico e istituzionale, il concetto fondamentale è quello della regolamentazione del sistema finanziario [capp. 16, 17, 18, 19 del libro di testo: M. Onado]. I suoi obiettivi sono i seguenti: Stabilità macroeconomica; Stabilità microeconomica; Concorrenza; Correttezza; Trasparenza. 5

6 Le istituzioni Nei vari paesi (USA vs. UE, ma differenze esistono anche all interno dei vari paesi europei), per il raggiungimento di questi obiettivi di norma operano le seguenti istituzioni: 1. Banche centrali; 2. Organi di vigilanza bancaria; 3. Organi di vigilanza sui mercati finanziari; 4. Organi di vigilanza sulle assicurazioni; 5. Autorità antitrust. 6

7 La divisione dei compiti nella regolamentazione Questa divisione dei compiti può assumere varie forme: una vigilanza per soggetti ( verticale ): una vigilanza per attività ( orizzontale ) una vigilanza per finalità In quest ultimo caso, verso il quale ci si è orientati dopo aver sperimentato i limiti delle prime due forme, ogni autorità presidia un obiettivo, prescindendo sia dalla forma giuridica degli intermediari finanziari, sia dalle funzioni o attività da essi svolte [segue] 7

8 Ne consegue che questo schema, esteso al mercato finanziario, prevederebbe: un autorità che vigili sulle condizioni di stabilità del mercato e di ciascun intermediario; un autorità per la trasparenza del mercato finanziario (ivi compresa la correttezza); un autorità a garanzia della tutela della concorrenza. Eccezioni esistono nei vari paesi: la storia conta! 8

9 Il caso italiano Al pari di altri paesi, anche l Italia presenta sì rispetto al quadro teorico testé evidenziato alcune eccezioni (es. competenze Isvap; es. competenze Banca d Italia). Nondimeno, il caso dell Italia è -- al pari di quelli degli altri paesi dell UE -- un caso da manuale di cambiamento indotto dal processo di integrazione europea. Difatti, il principio del mutuo riconoscimento, da un lato, e le direttive in materia bancaria e finanziaria degli anni 80 e primissimi anni 90 (direttive recepite nel nostro ordinamento), dall altro, hanno letteralmente cambiato il volto del nostro sistema finanziario: delle nostre Banche e della nostra Borsa. 9

10 La partita E, in primis, mutata la forma, ossia, il quadro delle regole del gioco e degli arbitri chiamati a far rispettare quelle regole [si veda la tab. 16.1, p. 422, del manuale di M. Onado] Ma è altresì mutata la sostanza delle cose, ossia per rimanere nella metafora calcistica il numero dei giocatori e, soprattutto, la qualità del gioco espresso dalle varie squadre! (e su questo ci soffermeremo ora, nella seconda parte della lezione, parlando di modelli di capitalismo ). Insomma, assistiamo a una nuova partita, su un campo da gioco pressoché completamente nuovo: il cosiddetto level playing field, che è una dei massimi risultati del processo di integrazione europea (mercato interno, eccetera). 10

11 Parte B) I modelli di capitalismo C è un posto per l Italia fra i due capitalismi? : così si interrogava il professor Romano Prodi [il Mulino, n 1/1991, pp ] nel momento in cui, dopo il crollo del Muro di Berlino, la letteratura economica internazionale per merito soprattutto del volume di Michel Albert, Capitalisme contre capitalisme -- cominciò a porre a confronto i due grandi modelli: l anglosassone (o neoamericano), il renano (o germanico-giapponese). Alla domanda, R. Prodi rispondeva con l immagine di un Italia senza volto : di un capitalismo italiano cioè che non apparteneva a nessuna delle due grandi famiglie: né anglosassone, né renano. [segue] 11

12 Parte B) I modelli di capitalismo Certo, da allora molte cose sono cambiate. Ma ancor oggi non è facile classificare il capitalismo italiano. Di più: sono gli stessi due modelli che, da un po di tempo a questa parte, si trovano sulla via di una loro ridefinizione. Procediamo per gradi. 12

13 Fine anni 80/Primissimi anni 90 Scattando due fotografie al tempo del crollo del Muro di Berlino, si poteva ottenere questa elementare descrizione dei due modelli di capitalismo : [segue] 13

14 Anglosassone L impresa è un bene come tutti gli altri, che si compra e si vende sul "mercato" Renano (Germanico) L impresa non è un bene da comprare e vendere come tutti gli altri: è innanzitutto una "istituzione" Un elevato flusso di profitti (attuali e futuri) è fondamentale per tenere alta la quotazione del titolo in Borsa L impresa è, sotto molti profili, un bene della "comunità", e assume sempre una certa rilevanza pubblica Moltissime sono infatti le società quotate in Borsa (a Wall Street come alla City londinese) Relativamente poche sono le società quotate (la Borsa di Francoforte non è neppure paragonabile a Londra) L azionariato di tutte le corporations è anonimo e altamente frammentato, con un ruolo di rilievo giocato dai fondi pensione e da altri investitori istituzionali: non è un azionariato stabile. La proprietà delle (grandi) imprese fa capo a un intreccio di grandi banche (le c.d. "banche miste"), di compagnie di assicurazione, di fondazioni, senza escludere il governo nazionale e/o i governi regionali ("Laender"): è un azionariato stabile. L ottica è di breve termine nella gestione dell impresa (ossia, della società quotata e passibile quindi di take-over ostile) L ottica è di medio-lungo termine nella gestione di quella che può essere vista come una impresa-istituzione (non c è per definizione il rischio di scalate, tantomeno ostili). In sintesi, è il capitalismo degli shareholders (gli azionisti), e l obiettivo principe è quello di massimizzare lo shareholder value (la creazione di valore per l azionista) In sintesi, è il capitalismo degli stakeholders (i portatori di interesse), e quello che va massimizzato è appunto l interesse di tutti coloro che sono coinvolti nell impresa (clienti, fornitori, dipendenti, azionisti, comunità locale). 14

15 Ancora su Anglosassone versus Renano Ripetiamo: molte cose da allora (fine anni 80/inizi anni 90) sono cambiate, e anche quello che appariva impossibile (ed effettivamente lo era) si è puntualmente verificato: un take-over ostile su un importante impresa tedesca condotto da un gruppo straniero. Ma la stilizzazione offerta nella pagina precedente conserva una sua validità sia per fissare le idee sia per capire fino a che punto i due modelli esistono ancora in quelle forme (ci torneremo a conclusione). 15

16 La contendibilità del controllo (ossia, la corporate governance esercitata dal mercato) Essa è connaturata al capitalismo anglosassone. Difatti, per contendibilità intendiamo seguendo M. Onado -- la situazione in cui i diritti di controllo (leggi: pacchetti azionari) sono frazionati a tal punto che è possibile acquistarli sul mercato borsistico e aggregarli in modo da sostituirsi a chi, in quel momento, controlla la società. Quando la proprietà è contendibile, il modello proprietario è quello della public company (qualcosa come: società ad azionariato diffuso) e lo strumento di trasferimento del controllo è la scalata (take-over, appunto) che può essere amichevole od ostile. 16

17 La corporate governance esercitata dagli intermediari (Banche, ecc.) Le azioni di monitoraggio e, più in generale, le attività che sono alla base di una efficiente allocazione del credito sono realizzabili solo dalle banche, e solo per le banche sono economicamente convenienti. Si pensi infatti alla: selezione definizione delle clausole contrattuali per il recupero del credito controllo durante la vita del prestito intervento diretto in caso di inadempienza. Non per caso in Germania è tradizionalmente diffusa la prassi della Hausbank (o banca di casa ). Parimenti diffusa in Germania è la pratica della partecipazione azionaria (spesso, anche di maggioranza) delle banche nelle imprese industriali e di servizi, che consente quindi una rappresentanza negli organi sociali. 17

18 Il rapporto Banca-Industria La prassi tipica del capitalismo germanico, e in particolare l esistenza e l operatività delle c.d. banche miste, ci porta al grande tema del rapporto banca-industria. Questo rapporto, almeno dalla crisi degli anni 30 nel secolo scorso, ha rappresentato uno dei nodi più sensibili dell architettura finanziaria di tutti i Paesi sviluppati. L Italia sol per fare un esempio dalla legge bancaria del 1936 (frutto della grande crisi ) al nuovo testo unico in materia bancaria del 1993 (frutto, a sua volta, del processo di integrazione europea) sancì l assoluta separatezza fra banca e impresa. Oggi le cose sono cambiate, e le vicende in atto sul mercato finanziario italiano ce ne offrono testimonianza quotidianamente, e nei due sensi: banche che entrano nel capitale di importanti gruppi industriali e, d altro canto, imprenditori di spicco che acquistano pacchetti azionari di rilievo nei più grandi gruppi bancari del paese. 18

19 Verso la convergenza dei due modelli di capitalismo? A dieci (e più) anni di distanza dal Capitalismo contro capitalismo a la Albert, si è fatta strada la tesi della convergenza fra i due modelli: l anglosassone e il renano. Anche lo stesso Michel Albert ne ha parlato [il Mulino, n 3/2001, pp ]. E la convergenza si verifica soprattutto per ciò che riguarda le strutture e il funzionamento del settore finanziario, mentre differenze permangono in ambiti quali lo stato sociale, il mercato del lavoro, la politica di bilancio, eccetera. 19

20 La Banca s inchina alla Borsa......e azionisti onnipotenti dominano i managers Così sostiene letteralmente (p. 387) M. Albert nel suo saggio citato (benché scritto prima dell esplosione della bolla speculativa dei titoli hi-tech). L autore, tuttavia, non nasconde le differenze strutturali ancora presenti fra le due sponde dell Atlantico: Una generazione fa le banche americane finanziavano le imprese nella misura dell 80% circa, mentre oggi la percentuale è scesa al 20% appena ;...Mentre in Europa le banche forniscono ancora 2/3 dei finanziamenti dell impresa. Ma lo stesso autore enfatizza il ruolo giocato dai mercati finanziari nell attuale contesto competitivo. 20

21 L Europa unita era ed è attraversata dai due modelli Sia al tempo del crollo del Muro di Berlino che oggigiorno, nell UE convivono i due modelli: l Anglosassone, che ha la sua piena realizzazione nel Regno Unito; il Renano, che oltre che in Germania funziona nel Benelux e, con alcune varianti, nei Paesi dell Europa del Nord; abbiamo poi Paesi quali l Italia, la Francia e la Spagna che alcuni classificano come capitalismo mediterraneo, ma che a ben vedere sono caratterizzati da istituzioni economiche e sociali assai diverse fra loro. La morale della favola è che, al di là delle classificazioni, l Europa unita è attraversata da più modelli. D ora in avanti, più che sul passato, conviene pertanto riflettere sulla portata di una (possibile) convergenza indotta dal processo di integrazione europea [per una prima riflessione si veda: Franco Mosconi, il Mulino, n 3/2002, pp ]. 21

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