Confronto degli oneri contributivi. e fiscali e delle prestazioni sociali. in Austria ed Italia

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1 Confronto degli oneri contributivi e fiscali e delle prestazioni sociali in Austria ed Italia di K. Schönach, G. Innerhofer, G. Auer SINTESI (a cura di Klaus Schönach e Andrea Zeppa) Bolzano / Innsbruck, dicembre 2003

2 Confronto degli oneri contributivi e fiscali e delle prestazioni sociali in Austria ed Italia - SINTESI - * GLI OBIETTIVI DELLO STUDIO Il presente studio persegue un triplice obiettivo: a) Consentire a quanti lavorano in Austria o in Italia (Alto Adige) di disporre di un valido compendio della legislazione fiscale e sociale in vigore, in quanto i lavoratori e le lavoratrici devono essere in grado di sapere come procedere in caso di assunzione, di domanda di residenza, di obblighi d imposta e di versamento dei contributi dell assicurazione sociale. Oltre alla sezione dedicata alle imposte, viene riservato ampio spazio al confronto delle prestazioni sociali quali le pensioni, l indennità di disoccupazione, la copertura in caso di insolvenza, gli assegni familiari, ecc. b) Lo studio analizza il lavoro transfrontaliero (sia in forma di distacco del lavoratore in altro Stato sia in caso di effettivi lavoratori frontalieri), la relativa normativa UE, in particolare il regolamento 1408/71 e le sue ricadute sulle normative nazionali. c) Entrambi i paesi si sono trovati o si trovano attualmente a dover affrontare importanti riforme, quali ad es. la riforma fiscale o pensionistica. La conoscenza delle reciproche disposizioni può essere d aiuto nella ricerca di nuovi approcci e soluzioni o per meglio interpretare le linee di cambiamento già individuate. * La sintesi è stata curata da Klaus Schönach (AK-Tirol) e Andrea Zeppa (AFI-IPL). 2

3 SINTESI DEI RISULTATI 1. Contributi sociali ¾I contributi obbligatori complessivi a favore della previdenza sociale in Austria ammontano al 40% per gli operai ed al 39,3% per gli impiegati, come illustrato in tabella 1. Dal si giungerà ad un allineamento dei contributi per l assicurazione sanitaria degli operai e degli impiegati, cosicché per entrambe le categorie di lavoratori i contributi ammonteranno complessivamente al 39,8%, di cui il 18% a carico del lavoratore e il 21,8% a carico del datore di lavoro. Oltre il 90% dei lavoratori dipendenti verseranno dunque contributi uniformi. Sommando anche tutti gli altri contributi a carico del datore di lavoro, l onere per le imprese è pari a circa il 31,5% delle retribuzioni lorde. Tabella 1 Aliquote contributive (in %) dall sul lavoro dipendente (Austria) OPERAI IMPIEGATI Lavoratori Datori TOTALE Lavoratori Datori TOTALE Assicurazione contro la disoccupazione 3,00 3,00 6,00 3,00 3,00 6,00 Assicurazione sanitaria 3,95 3,65 7,60 3,40 3,50 6,90 Assicurazione contro gli infortuni - 1,40 1,40-1,40 1,40 Assicurazione pensionistica 10,25 12,55 22,80 10,25 12,55 22,80 Somma contributi ASVG (legge generale austriaca 17,20 20,60 37,80 16,65 20,45 37,10 sulla previdenza sociale) Quota Camera dei lavoratori 0,50-0,50 0,50-0,50 Contributo promozione edilizia abitativa agevolata 0,50 0,50 1,00 0,50 0,50 1,00 Assicurazione indennità insolvenza - 0,70 0,70-0,70 0,70 TOTALE 18,20 21,80 40,00 17,65 21,65 39,30 ¾Gli oneri sociali in Italia dipendono dal settore economico e dal numero di persone occupate in un azienda. Come risulta dalla tabella 2, i contributi complessivi variano tra il 40% e il 60% circa, compresa l assicurazione contro gli infortuni. La differenza più significativa riguarda certamente la quota a carico dei lavoratori, con un valore pari a circa il 9%, che equivale alla metà del contributo versato dai lavoratori in Austria. In entrambi i paesi i contributi vengono essenzialmente calcolati sul reddito lordo. Le differenze nell ammontare dei contributi derivano dunque dalla diversa entità dei contributi versati dai datori di lavoro. La quota più bassa è quella a carico degli impiegati nel settore del commercio, con circa il 31%, quella più alta è a carico degli operai del settore edilizio (industria e artigianato), con quasi il 50%. 3

4 Tabella 2 Contributi sociali in % per alcuni settori economici (Italia) SETTORE ECONOMICO Lavoratore Datore * TOTALE Impiegati commercio (meno di 50 dip.) 8,89 31,28 ( 0,5) 40,17 Operai industria (meno di 15 dip.) 8,89 37,68 ( 5,0) 46,57 Operai industria (oltre 15 dip.) 8,89 38,58 ( 5,0) 47,77 Operai industria edilizia (meno di 15 dip.) 8,89 49,78 (13,0) 58,67 Operai artigianato 8,89 33,73 ( 5,0) 42,62 Operai artigianato edilizio 8,89 47,73 (13,0) 56,62 Nota: * Tra parentesi sono riportati contributi medi presunti per l assicurazione contro gli infortuni ¾Il confronto tra le aliquote contributive segnala in primo luogo differenze nel contributo pensionistico: in Italia esso ammonta al 32,7%, di cui l 8,89% a carico del lavoratore. In Austria invece ammonta al 22,8%, di cui 10,25% a carico del lavoratore. Gli altri contributi, dove comparabili, sono sempre più bassi in Italia rispetto all Austria (cfr. contributo disoccupazione, fondo liquidazioni, ecc.). ¾Una delle differenze più importanti si riscontra tuttavia nella base contributiva massima: mentre in Austria l aliquota contributiva per redditi superiori a tale soglia (il limite annuale per il 2003 ammonta a ¼è pari a zero, in Italia le aliquote contributive aumentano: per redditi superiori al limite annuale di ¼ , i lavoratori sono tenuti a versare un ulteriore contributo pensionistico pari all 1%. In Italia è previsto un massimale soggetto ai contributi pensionistici (2003: limite annuale di ¼VRORSHUTXHLlavoratori che hanno iniziato a versare successivamente al Tale importo massimo vale sia per i lavoratori che per i datori di lavoro. ¾In Italia non esiste per legge un assicurazione contro la malattia. Le prestazioni sanitarie vengono finanziate dalle entrate fiscali e cioè prevalentemente attraverso l imposta regionale IRAP, che dal 1998 ha sostituito, tra l altro, la tassa sulla salute. In Austria l assicurazione sanitaria è finanziata da contributi dei lavoratori e dei datori di lavoro. ¾Analogie si riscontrano nelle basi imponibili ai fini contributivi. Innanzitutto va constatato che in entrambi i paesi i contributi versati dai lavoratori riducono la base imponibile per il calcolo dell imposta sui redditi da lavoro subordinato. Altri aspetti comuni sono rappresentati dai cosiddetti principi del diritto (Anspruchsprinzip, Austria) o della competenza (Italia), in base ai quali sono soggette a contribuzione anche le quote di retribuzione non effettivamente pagate ma spettanti per legge o sulla base di un contratto collettivo. 4

5 2. L imposta sul reddito a) Sistema di tassazione individuale. Entrambi i paesi applicano un sistema di tassazione individuale, ossia è ciascun singolo contribuente e non i nuclei familiari ad essere tassato. Entrambi i sistemi prevedono però elementi di tassazione del reddito familiare, rappresentati in Austria dalle detrazioni per famiglie monoreddito o per genitori soli. In Italia tale aspetto incide in misura maggiore e riguarda le agevolazioni per coniugi, figli ed altri componenti della famiglia a carico. b) Imposta sui redditi da lavoro subordinato. In entrambi i paesi il datore di lavoro preleva tale imposta per conto del lavoratore e la versa allo Stato. I contributi sociali che la legge pone a carico del lavoratore vengono dedotti dalla base imponibile fiscale. In compenso le pensioni e le altre prestazioni sociali sono soggette a tassazione. Una sostanziale differenza è rappresentata dal fatto che in Italia, alla conclusione di un rapporto di lavoro, viene sempre effettuata la relativa perequazione fiscale tramite il datore di lavoro (conguaglio). Il datore di lavoro include nel conguaglio solo le retribuzioni da lui pagate, a meno che il lavoratore richieda l inclusione nel conguaglio anche di redditi precedenti. Più rapporti di lavoro nel corso del periodo d imposta solitamente producono un debito d imposta da inserire nella dichiarazione dei redditi. In Austria il datore di lavoro può effettuare la perequazione solo se il lavoratore ha prestato il proprio lavoro presso di lui per tutto l anno. Un ulteriore differenza consiste nel fatto che in Italia emergono differenze d imposta in sede di conguaglio fiscale di fine d anno. Dato che la 13ma e la 14ma mensilità non vengono considerate nel calcolo dell aliquota mensile d imposta, l aliquota definitiva di fine d anno è solitamente più elevata rispetto a quella applicata mensilmente. In Austria questo problema non si pone, in quanto le mensilità aggiuntive vengono tassate separatamente. c) Aliquote. In entrambi i paesi vi sono cinque scaglioni, con un aliquota massima ufficiale pari in Austria al 50% ed in Italia al 45%. Tabella 3 Aliquote d imposta per scaglioni di reddito Austria Scaglioni di reddito (Euro) Aliquota d imposta Italia Scaglioni di reddito (Euro) Aliquota d imposta (Irpef) Fino a Euro 0 % Fino a Euro 23% Da a % Da a % Da a % Da a % Da a % Da a % Da % Da % 5

6 Considerando che in Austria la 13esima e la 14esima mensilità hanno una tassazione agevolata (6%), l effettiva aliquota massima d imposta per i lavoratori è pari al 45%. In Italia non esiste una tassazione separata delle mensilità. La quota di reddito non assoggettata ad imposta (no tax area) ammonta per i lavoratori in Italia a ¼DOO DQQRPHQWUHLQ$XVWULDè pari per il 2003 a ed aumenta de facto in caso di 14 mensilità a ¼ I primi due scaglioni di reddito (i primi ¼YHQJRQRWDVVDWLDOHGL successivi ¼DOVRQRLQ,WDOLDVHQVLELOPHQWHSLù elevati e le aliquote d imposta salgono poi meno rapidamente rispetto all Austria. Grazie alle maggiori detrazioni ed alla tassazione agevolata della 13esima e 14esima mensilità in Austria (6%), l effettivo carico fiscale (in % sulla retribuzione lorda) è sensibilmente più pesante in Italia rispetto all Austria (vedi grafico 1). Grafico 1 Imposta annuale sui redditi da lavoro subordinato in percentuale confronto Austria / Italia 40,0 Austria Italia 35,0 Aliquota fiscale media in % 30,0 25,0 20,0 15,0 10,0 5,0 0, Retribuzione lorda mensile in Euro (x 14) Nota: il calcolo è stato effettuato assumendo la stessa base imponibile Fonte: elaborazioni AFI-IPL e AK-Tirol, 2003 d) Spese deducibili. In Italia i costi per pubblicità sono esenti solo per una quota forfetaria; i costi che superano tale quota non vengono riconosciuti. Gli importi deducibili relativi a spese private sono del tutto paragonabili alle spese speciali o agli oneri straordinari austriaci, sebbene la detraibilità di singole spese speciali 6

7 sia regolamentata in modo che si applica uno sconto d imposta forfetario del 19% per qualsiasi fascia di reddito. Se si tiene conto della somma dei contributi sociali e dell imposta sui redditi da lavoro, si determina in Italia ed in Austria il seguente carico fiscale (in %) per i diversi livelli di reddito (vedi grafico 2). Grafico 2 - Carico fiscale e contributivo in % sul reddito lordo: confronto Austria - Italia Austria Italia Carico fiscale e contributivo in % della retribuz. lorda 50,0 45,0 40,0 35,0 30,0 25,0 20,0 15,0 10,0 5, Retribuzione lorda mensile in Euro (x 14) Fonte: elaborazioni AFI-IPL e AK-Tirol, 2003 Per una retribuzione mensile lorda compresa tra e Euro, il carico fiscale è quasi identico nei due paesi (in entrambi passa dal 21% al 31% circa), per poi crescere maggiormente in Austria rispetto all Italia. Solo i lavoratori con redditi più elevati (oltre i Euro lordi) sono tassati più in Italia che in Austria. e) Assegni familiari. Mentre in Austria gli importi per gli assegni familiari uniti alle detrazioni per i figli sono stabiliti indipendentemente dal reddito ma solo in base all età ed al numero di figli, in Italia vigono regole molto complesse. Oltre all età ed al numero dei figli, anche il reddito riveste un ruolo importante. In Italia all aumentare del reddito gli assegni familiari decrescono. Esempi: per 2 figli (di 8 e 15 anni) in Austria si ricevono ¼DOPHVH,Q Italia, con un reddito mensile pari a ¼VLULFHYRQR¼FRQXQUHGGLWR 7

8 di ¼VLVFHQGHD¼HFRQXQUHGGLWRGL¼JOLDVVHJQLFDODQR ulteriormente a ¼ Queste differenze si riflettono nel rapporto tra reddito netto e lordo. Per i redditi più bassi, gli assegni familiari compensano il carico fiscale. A partire da un reddito mensile di Euro lo squilibrio a favore dell Austria si fa sempre più evidente: il reddito disponibile per una famiglia con due figli risulta sempre più alto in Austria di 6-7 punti percentuali (vedi grafico 3). Grafico 3 Rapporto % tra reddito disponibile e retribuzione lorda considerando gli assegni familiari (ipotesi di famiglia monoreddito con 2 figli) 150,0 140,0 %netto / lordo (su base annua) 130,0 120,0 110,0 100,0 90,0 80,0 70,0 60,0 Austria Italia 50, Retribuzione lorda mensile in Euro (x 14) Fonte: elaborazioni AFI-IPL ed AK-Tirol,

9 Grafico 4 - Reddito annuale netto: differenze tra Italia ed Austria al variare della retribuzione lorda ¼XUR Reddito netto "persona single" Reddito netto con assegni familiari Vantaggio in Austria (su base annuale) Vantaggio in Italia Retribuzione lorda mensile in ¼XUR[ Fonte: elaborazioni AFI-IPL ed AK-Tirol, 2003 Il grafico 4 mostra che per una persona singola le differenze nel reddito netto (barre azzurre) sono relativamente ridotte, soprattutto per i redditi nella fascia media. In una famiglia con due figli, il reddito annuale netto è in Austria sostanzialmente più elevato, con una differenza che per uno stipendio mensile lordo di Euro ammonta a Euro in un anno. 3. Confronto delle prestazioni sociali ¾Assicurazione sanitaria. In Italia ogni persona è assicurata contro le malattie in base alla cittadinanza (italiana) o al rapporto di lavoro (cittadini stranieri); le relative prestazioni vengono finanziate per la maggior parte dalle entrate fiscali. In riferimento ai contributi, per l assicurazione sanitaria essi non gravano sul lavoratore contrariamente a quanto succede in Austria. Esiste un contributo al fondo per l indennità di malattia, ma solo per determinati settori e grava solo sui datori di lavoro. Un ulteriore sostanziale differenza è rappresentata dai costi delle cure odontoiatriche. Mentre in Austria le cure dentali sono fondamentalmente gratuite e sussiste l obbligo di cura sulla base delle convenzioni tra casse 9

10 malati e la maggior parte dei medici, in Italia (Alto Adige) è in primo luogo il paziente a dover sostenere i costi, che sono piuttosto elevati. La Provincia Autonoma di Bolzano rimborsa, tuttavia, singole cure odontoiatriche, qualora non vengano superati determinati limiti di reddito e patrimoniali. ¾Indennità di malattia. In entrambi i paesi la malattia dà diritto alla relativa indennità. In Austria, le differenze di trattamento in riferimento al diritto del lavoratore di continuare a percepire la retribuzione dal datore di lavoro sono state eliminate e le prestazioni sono ora uniformi per tutti. In primo luogo il lavoratore è titolare di un diritto di natura privata nei confronti del datore di lavoro relativo alla prosecuzione del pagamento del compenso. Inoltre, sussiste il diritto di natura pubblica nei confronti dell ente assicurativo contro le malattie. Se il diritto di natura contrattuale viene esaurito o ammonta a meno del 50% dello stipendio, subentra il diritto nei confronti della cassa malati. L indennità di malattia viene garantita per un periodo che normalmente è di 26 settimane, ma che, in presenza di determinati periodi assicurativi ed in funzione delle disposizioni statutarie delle singole casse malati, può raggiungere le 78 settimane. In Italia, invece, il diritto a percepire l indennità di malattia da parte del relativo fondo INPS sussiste già a partire dal quarto giorno di malattia per un massimo di 180 giorni per anno solare. Un aspetto in comune tra i due paesi è rappresentato dal fatto che l indennità di malattia è all inizio più bassa (in Austria ed in Italia 50%), per poi aumentare al 60% (Austria) ed al 66% (Italia) a partire da una certa durata. In Italia, tuttavia, quasi tutti i contratti collettivi prevedono una copertura per i primi 3 giorni di malattia ed un integrazione al trattamento INPS per i giorni successivi che spesso arriva a coprire fino al 100% della retribuzione. ¾Assicurazione contro gli infortuni. In Austria il lavoratore, in caso di infortunio sul lavoro o di malattia professionale, vanta in primo luogo un diritto alla continuità retributiva nei confronti del datore di lavoro per la durata dell inabilità al servizio e comunque al massimo per otto settimane. Solo successivamente subentra il diritto nei confronti della cassa malati. In Italia il diritto nei confronti dell INAIL sussiste già a partire dal quarto giorno lavorativo. Questa diversa regolamentazione spiega le differenze tra i contributi per l assicurazione contro gli infortuni nei due paesi. 10

11 ¾Indennità di maternità. Le future mamme ricevono in Austria un sussidio per un periodo che va da otto settimane prima della data prevista per il parto a otto settimane dopo il parto. L importo del sussidio è pari al 100% della retribuzione netta media percepita, senza alcun limite massimo. In Italia, il congedo per maternità ha una durata di cinque mesi, ovvero, solitamente, due mesi prima e tre mesi dopo la nascita. L indennità di maternità spettante in questo periodo è pari all 80% della retribuzione giornaliera media e viene versata dall INPS. Il pagamento avviene normalmente tramite il datore di lavoro, che provvede alla compensazione con i contributi previdenziali dovuti. In Austria l indennità viene pagata direttamente dalle casse malati. La peculiarità di questa indennità in Austria consiste nel fatto che, non sussistendo limiti massimi alla base contributiva, l importo versato alle lavoratrici madri è sempre pari alla retribuzione piena senza alcuna decurtazione. ¾Assegno per la cura dei figli (Kinderbetreuungsgeld) Indennità nel congedo facoltativo. Si ravvisano notevoli differenze nella natura e negli importi relativi a questo tipo di prestazione. In Austria ogni madre riceve fino al compimento del 30mo mese di vita del bambino e, in caso di suddivisione tra i genitori, fino al 36mo mese di vita ¼PHQVLOL,QROWUHVHVXVVLVWRQRGHWHUPLQDWL requisiti, c è un supplemento pari a ¼PHQVLOLFKHWXWWDYLDLQDOFXQLFDVLYD rimborsato. In Italia è garantito il pagamento di un indennità di maternità nel corso del congedo facoltativo dal lavoro, per ulteriori sei mesi nella misura del 30% della retribuzione giornaliera media. Il pagamento di quest indennità può essere esteso fino a dieci o al massimo undici mesi, qualora il reddito della richiedente rimanga al di sotto di due volte e mezzo il minimo vitale. Secondo il parere degli autori, l indennità di maternità durante il congedo facoltativo è paragonabile agli assegni austriaci per la cura dei figli, per cui tale sussidio va considerato nei confronti delle prestazioni nei due paesi. ¾Indennità di disoccupazione. La durata del pagamento dell indennità di disoccupazione in Austria è scaglionata in base all età ed all anzianità di servizio: per persone oltre i 50 anni l indennità è garantita per un anno. In Italia viene pagata al massimo per 180 giorni, periodo che viene esteso a nove mesi per gli ultracinquantenni. Un particolare istituto è rappresentato in Italia dall indennità di mobilità, cui possono tuttavia ricorrere solo aziende con più di 11

12 15 collaboratori e che deve riferirsi ad operazioni di riduzione del personale. L indennità di mobilità ammonta, dal primo al dodicesimo mese, all 80% dell ultima retribuzione, ed a partire dal tredicesimo mese è pari al 64%. Può essere pagata per un periodo fino a 36 mesi, in funzione dell età del lavoratore interessato. In Italia l indennità di disoccupazione ammonta al 40% della retribuzione media dei tre mesi antecedenti l inizio del periodo di disoccupazione. In Austria l indennità di disoccupazione è composta dall importo base, dal sussidio familiare, a cui può aggiungersi un assegno integrativo. L importo base è pari al 55% del reddito netto dell ultimo anno solare. L indennità di disoccupazione, compreso il sussidio familiare, non può comunque superare l 80% del reddito netto fittizio. La Cassa integrazione guadagni ordinaria è paragonabile all istituto austriaco del lavoro ridotto (Kurzarbeit). La cassa integrazione guadagni ordinaria si accolla in caso di eccedenza di personale per un determinato periodo l 80% della retribuzione. In Austria, invece, i sussidi pubblici per il lavoro ridotto ammontano a circa un terzo della retribuzione. ¾Assicurazione pensionistica. Entrambi i paesi hanno in comune il fatto che i rispettivi governi hanno elaborato nell anno 2003 importanti riforme pensionistiche. L Austria e l Italia sono fra i paesi appartenenti all Unione Europea con i più alti oneri pensionistici. Per le pensioni di vecchiaia, l età pensionabile è per entrambi i paesi di 65 anni per gli uomini e di 60 per le donne. A ciò si aggiunge l obbligo di 20 anni di contributi in Italia e di 15 anni in Austria. Anche in Italia ci sono le cosiddette pensioni anticipate : per poter accedere alla pensione d anzianità occorre avere un età minima di 57 anni ed almeno 35 anni di contributi. In Austria tale situazione è paragonabile con la pensione di vecchiaia anticipata in presenza di lunghi periodi assicurativi. Sostanzialmente, in Austria sono necessari 37,5 anni di assicurazione oppure 35 anni di assicurazione obbligatoria. ¾Assegno di cura. Non esiste attualmente in Italia un istituto paragonabile all assegno di cura austriaco (Pflegegeld). È in corso di discussione l introduzione in Alto Adige di un assicurazione per la non autosufficienza. 12

13 ¾Assicurazione contro le insolvenze. Mentre in Austria con la legge sull assicurazione contro le insolvenze gli eventuali mancati pagamenti dello stipendio in caso di procedura di insolvenza vengono garantiti per un periodo fino a sei mesi, in Italia esiste un fondo di garanzia per pagare le liquidazioni e, dall entrata in vigore del relativo regolamento UE, in alcuni casi vengono garantiti anche i mancati versamenti delle retribuzioni. 4. Confronto dei costi del lavoro ¾Mentre in Austria in quasi tutti i contratti collettivi sono previste una 13esima ed una 14esima mensilità (ad eccezione di taluni contratti collettivi relativi a singoli comparti, che prevedono solo tre settimane), a loro volta fiscalmente agevolate, in Italia di regola si ha diritto solo alla 13esima mensilità (gratifica natalizia). La 14esima mensilità è prevista solo in alcuni contratti collettivi (ad es. commercio, turismo, edilizia). ¾In Austria ci sono 13 giorni festivi ufficiali, due dei quali nel 2003 sono caduti di sabato o di domenica, per cui vanno calcolate 11 festività effettive. In Italia le festività sono complessivamente 11, ma quelle che cadono di domenica vengono pagate extra. ¾In caso di malattia, in Austria il datore di lavoro è tenuto nelle prime settimane a continuare a versare la retribuzione; in Italia l INPS versa a partire dal quarto giorno l indennità di malattia. I contratti collettivi possono poi prevedere indennità integrative che possono compensare la perdita della retribuzione fino al 100%. ¾In Austria al lavoratore spettano almeno cinque settimane di ferie, in Italia generalmente solo quattro. I contratti collettivi possono tuttavia prevedere un numero maggiore di giornate di ferie retribuite. La differenza è comunque più che compensata dal diritto a fruire di permessi fino ad 88 ore. ¾Notevoli differenze risultano dalla rilevazione EUROSTAT sul costo orario del lavoro. In Austria esso è pari, nella media dei settori dell industria e dei servizi, ad ¼GLFXL¼LPSXWDELOLDFRVWLGLUHWWLH¼DFRVWLLQGLUHWWL,Q Italia il valore medio del costo orario del lavoro ammonta a ¼GLFXL 13,07 relativi a costi diretti e ¼DFRVWLLQGLUHWWL3HUHQWUDPELLSDHVL emerge che il più alto costo del lavoro si riscontra nel settore bancario ed assicurativo (Austria: ¼, Italia: ¼QHOODSURGX]LRQHHGLVWULEX]LRQH 13

14 di energia elettrica e di acqua (Austria: ¼,WDOLD¼QHOO LQGXVWULD mineraria ed estrattiva (Austria: ¼,WDOLD¼ Grafico 5 Costo orario del lavoro in Italia ed in Austria per settore economico (2000) 0HGLDVHWWRULLQGXVWULDOLHGHLVHUYL]L 18,99 23,60 6HUYL]LLPPRELOLDULHGLPSUHQGLWRULDOL 17,91 24,81 %DQFKHHDVVLFXUD]LRQL 32,16 34,42 7UDVSRUWLHLQIRUPD]LRQL $OEHUJKLHSXEEOLFLHVHUFL]L &RPPHUFLR 20,31 21,93 12,81 14,05 16,88 20,91 Italia Austria &RVWUX]LRQL 16,26 22,71 (QHUJLDHDFTXD 27,20 37,64,QGXVWULDLQVHQVRVWUHWWR 18,28 24,32 $WWLYLWjHVWUDWWLYH 20,91 27,56 Fonte: Eurostat, Statistics in focus 18/ ,00 10,00 20,00 30,00 40,00 ¼XURSHURUDGLODYRUR Il costo del lavoro medio nell UE è pari a ¼LOYDORUHUHJLVWUDWRLQ$XVWULDè quindi di circa il 6% superiore e quello dell Italia di circa il 14% inferiore a tale media europea. 14

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