Apache Web Server Il primo sito italiano completamente dedicato al Web Server Apache Piattaforma Win32

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1 Apache Web Server Il primo sito italiano completamente dedicato al Web Server Apache Piattaforma Win32 Lezioni pratiche alla configurazione del server Apache su Windows98 Salve a tutti giovani amministratori, qui potrete trovare un elenco di lezioni che vi accompagneranno a passo a passo, dall installazione del server Apache fino alla completa configurazione. Ovviamente quelle in elenco non sono tutte le lezioni poiché sono ancora in fase di stesura, ma solo le prime già pronte al download, spero di poter aggiornare l'elenco aggiungendo almeno un paio di lezioni a settimana. Buon lavoro. N lezione Titolo Data Introduzione Introduzione 28/05/2000 Storia Storia 28/05/2000 Lezione 1 Installazione di Apache su Win9x 28/05/2000 Lezione 2 Prima esecuzione 28/05/2000 Lezione 3 Configuriamo la rete 28/05/2000 Lezione 4 Configurazione di base del file config 02/06/2000 Lezione 5 Il nostro primo sito web 18/05/2000 Lezione 6 Gestione dei file index 20/05/2000 Lezione 7 Gestione di file index virtuali (prima parte) 20/05/2000 Lezione 8 Gestione di file index virtuali (seconda parte) 21/05/2000 Lezione 9 Gestione degli errori 25/05/2000 Lezione 10 Configurazione di Apache e delle CGI 28/05/2000 Lezione 11 Configurare le SSI in Apache 29/05/2000 Lezione 12 Sicurezza dei sistemi informatici 30/05/2000 Lezione 13 Codici di status HTTP /05/2000 Lezione 14 Variabili d'ambiente personali 02/06/2000 Lezione 15 Personalizzare le variabili a seconda del browser 03/06/2000 Lezione 16 File di config standard 05/06/2000 Lezione 17 Gestire i MIME 06/06/2000 Lezione 18 Negoziare il linguaggio 07/06/2000 Lezione 19 Negoziare le immagini 08/06/2000 Lezione 20 Mapping dei tipi 09/06/2000 Lezione 21 Direttive di blocco <VirtualHost> 12/06/2000 Lezione 22 Direttive di blocco <Directory> <DirectoryMatch> 12/06/2000 Lezione 23 Direttive di blocco <Files> <FilesMatch> 12/06/2000 Lezione 24 Direttive di blocco <Location> <LocatioMatch> 13/06/2000 Lezione 25 Direttive di blocco <IfDefine> <IfModule> 14/06/2000 Lezione 26 AccessFileName 1 Parte 09/09/2000 Lezione 27 AccessFileName 2 Parte 11/09/2000 Lezione 28 Come far girare Script CGI in Perl con Windows 95/98 e Apache 09/11/2000 Lezione 29 Come installare in Apache il modulo ASP già compilato. 14/11/2000 Lezione 30 Virtualhost e Alias 09/01/2001

2 Introduzione Questa guida nasce dalla mia vana esigenza di trovare sulla rete del materiale utile e soprattutto in italiano che trattasse in maniera approfondita la configurazione di un server Apache su sistemi Win32, ma ahimè le ricerche in internet non sono state in grado di risolvere i miei problemi, non sono riuscito ad individuare nulla a riguardo che superasse due facciate. Pertanto, al fine di cercare di venirne a capo di quest incresciosa situazione, mi sono mosso in altre direzioni cercando di tradurre la documentazione in inglese fornita da Apache e partecipando ed anche visitando stressanti mail-list e forum sulla rete al fine di individuare tra le varie richieste qualcosa che mi potesse davvero essere di aiuto. A tutt oggi, anche se con il suddetto modo sono riuscito ad accumulare abbastanza esperienze in questo campo, non auguro a nessuno di passare ciò che ho dovuto passare io, ed è per questo che ho deciso di riunire tutte le mie esperienze in un file di testo, in modo da dare una guida, se non proprio completa, perlomeno discreta, su come installare e configurare un server Apache in ambiente Win32.

3 Un po' di storia Il Server Apache nasce dall implementazione del codice sorgente in C del più anziano NCSA, messo a disposizione, ed ancora reperibile gratuitamente, nel sito mediante l aggiunta di patch da parte di terze persone. Proprio da queste patch, almeno come affermano in molti, nasce il nome di Apache, ma le leggende in materia sono tante ed esuli da questa guida. Come molti di voi già saprà, il softwareserver Apache fa parte di una corrente di pensiero che ha adottato la strada del OpenSources, e cioè di rendere di dominio pubblico il codice sorgente dei propri applicativi, in modo tale da permettere a chiunque ne sentisse l esigenza di poter apportare le proprie modifiche al programma, personalizzarlo secondo le proprie necessità. Grazie a questa linea di pensiero, tale software si è potuto evolvere ad una velocità spaventosa, imbattendosi nelle simpatie di migliaia di programmatori sparsi per il mondo grazie anche all aiuto della rete. Tutt oggi il server Apache, sia perché è possibile reperirlo gratuitamente sia perché garantisce una buona robustezza, è divenuto il webserver più diffuso al mondo. Altri software che hanno adottato l iniziativa dell OpenSources stanno avendo lo stesso successo ed altri se ne vanno aggiungendo, anche la tanto blasonata Windows a dichiarato di voler rendere disponibili i codici sorgenti di Windows2000. Sicuramente vi starete chiederete che cosa ci guadagnano, e cosa spinga i poveri programmatori a regalare a chicchessia il loro operato costato miriadi di nottate insonni. Beh, apparentemente proprio nulla, la maggior parte di loro lo fa solo per passione, gareggiando contro se stessi spingendo al limite le loro potenzialità, ma è altresì vero che chi partecipa al gruppo come quello di Apache possiede una carta in più nella ricerca di lavori più redditizi, potendo mettere con vanto sul proprio curriculum di essere un partecipante di tale gruppo. C è anche un altra cosa, e cioè dando via il loro software gratuitamente, tali programmatori si liberano da ogni responsabilità sul loro software o dal dover dare ai propri clienti alcun tipo di assistenza, o quantomeno se la fanno pagare molto profumatamente.

4 Lezione 1 Come installare Apache Al momento della stesura di queste pagine la versione più aggiornata d Apache per Win32 è la anche se in versione beta, e personalmente credo che ci resterà anche per molto per le versioni successive, andrà benissimo al nostro scopo. Il motivo per il quale le versioni per sistemi Win32 di Apache sono definite versioni beta, è dato dal fatto che un gran numero di funzioni dello stesso sono accessibili solo da sistemi Unix ( Linux va benissimo ), e,almeno per il momento, il gruppo di Apache non ha alcuna intenzione di implementare tali funzioni per Windows. E possibile scaricare gratuitamente il webserver Apache per Windows dal sito ufficiale di Apache Una volta scaricato il file dalla rete, non ti resta altro che installare il server, grazie all impegno dei programmatori di Apache, la fase tale operazione non comporta più un problema per i meno esperti come in passato, in fatti se avete provveduto a scaricare la versione eseguibile del server anziché i file binari da compilare, il tutto sarà semplificato da un allegro winzard che ci segue e ci aiuta chiedendoci solo dove voler installare il Server e che tipo d installazione intendiamo fare tra tipica, minima e custom. Voi per non complicarvi la vita e meglio seguire i miei suggerimenti nel seguito delle lezioni, sceglierete C:\Apache come directory nella quale installare il server, e la voce custom per ciò che riguarda il tipo d installazione ( la voce custom si differenzia da quella tipica per l installazione dei file sorgenti ). Fatto ciò fate eseguire l installazione fino al suo completamento, dopo di ché dovrete riavviare il computer.

5 Lezione 2 Il primo avvio (fallito) di Apache Eh sì gente l installazione del nostro bel server Apache è terminata. Lo so che ai più ostici possa non sembrare vero eppure è cosi, in poco meno di una manciata di secondi siamo riusciti a installare il server, lo stesso server che fino a poche versioni precedenti richiedeva la compilazione manuale dei sorgenti e soprattutto elevate conoscenze nel campo dell informatica. Una volta riavviato il computer potete avviare Apache grazie alla comoda icona start apache che troverete in start>programmi>apache Web Server>start Apache. Cliccandoci su con mouse si dovrebbe aprire un shell del Dos, dico dovrebbe poiché pur provandoci tale finestra non resterà aperta per più di mezzo secondo. Che cosa sta succedendo? Niente di più normale, non rattristatevi pertanto se credete di aver sbagliato qualcosa, il server è perfettamente funzionante ma nel tentativo di avviarsi non riesce a trovare le direttive necessarie alla sua corretta esecuzione. Ebbene sì, è arrivato il momento di rimboccarci le maniche e di dare inizio alla configurazione di Apache. Per far ciò dobbiamo andare a modificare manualmente il file di config httpd.conf reperibile all interno della directory C:\Apache\conf, normalmente file con estensione.conf non sono associati a nessun programma, pertanto per aprirgli e modificarli dovrete farci su un doppio click del mouse si aprirà una finestra di Windows che vi chiederà con quale programma vogliate aprire questo tipo d estensione e se volete associare il programma scelto anche in seguito. Voi tra i tanti programmi che usciranno in lista sceglierete Notepad di Windows. Comunque prima di dare inizio alle modifiche e alla configurazione del server, sarà bene accertarsi di avere ben configurato sul PC un protocollo di trasmissione.

6 Lezione 3 Configuriamo la rete Questa lezione può essere tranquillamente saltata da tutti coloro che abbiano il loro PC collegato in rete con uno o più PC, poiché il protocollo di rete è già ben configurato e funzionante dal momento in cui il proprio computer a riconosciuto e istallato i driver della scheda di rete. Mentre per tutti coloro che intendano utilizzare la propria macchina sia da Server sia come client, il discorso si complica un po. In pratica un server, qualunque esso sia, funziona ed è stato sviluppato per gestire le richieste di più macchine comunicanti tra di loro attraverso una rete, pertanto pur non essendo collegati realmente a nessun PC dobbiamo far capire al server che lo potremmo essere in un secondo momento (faccio un esempio più pratico, ammettiamo che nel nostro ufficio ci siano tre macchine collegate tra di loro attraverso una rete e che una di esse sia in funzioni da server, il tutto funziona egregiamente dato che il server si è accorto della presenza della rete, e tutte e tre le macchine compresa quindi anche quella server, riescono attraverso l uso del browser a visualizzare le risorse messe a disposizione del server. Ammettiamo in fine che i due operatori del nostro uffici smettano di lavorare sulle loro macchine client alle sei del pomeriggio spegnendo i loro PC mentre l addetto alla manutenzione del server smonterà alle otto, nel momento in cui i due client sono spenti viene a mancare il dialogo tra le macchine ma il softwareserver continuerà a funzionare sulla macchina server continuando a mostrare tramite il browser i suoi contenuti, questo perché al server in fondo non interessa chi sia in ascolto di esso ma che qualcuno abbia la possibilità di farlo. Ora per concludere tutta sta pappardella il nostro scopo sarà di ingannare il server facendoli credere di essere pronti ad inviare informazioni ai nostri inesistenti client, che al momento sono spenti.) In pratica basta configurare un protocollo di rete tra i tanti messi a disposizione da Windows. Qualcuno di voi potrebbe chiedersi perché non usare il protocollo utilizzato e perfettamente funzionante per accedere ad Internet, tale protocollo va anch esso bene ma funziona solo nel momento in cui vi collegate alla rete, quindi se non avete intenzione di spendere una barca di soldi in bollette, solo per vedere come funziona il vostro server ve lo sconsiglio di cuore. Chiarita, almeno spero, la situazione passiamo ora alla configurazione della rete, andate nel pannello di controllo di Windows e selezionate l icona rete cliccandoci su per aprirla, ora cliccate su aggiungi si aprirà una nuova finestra di dialogo cliccate su protocollo e ancora su aggiungi, si aprirà un'altra finestra scegliete Microsoft e selezionate tra l elenco protocollo compatibile IPX/SPX cliccate su OK ed il gioco è fatto non vi resta che riavviare il vostro PC. Prima di fare tale operazione ricordatevi di avere sotto mano il disco di Windows98. Se tutto è andato bene una volta riavviato il PC dovrebbe apparire sul desktop l icona risorse di rete.

7 Lezione 4 Configurazione di base del file config Scusatemi tanto amici, ma avevo sottovalutato una lezione che ritenevo negligentemente superflua, e ringrazio Marcello Sanci per avermelo ricordato. Eravamo rimasti al settaggio della rete sulla nostra macchina Windows, ora se tutto è andato per il meglio, sul vostro desktop dovrebbe apparire l'icona risorse di rete, e se al contrario non appare dovrete riprovare reinstallando la rete, mentre per tutti coloro che visualizzato tale icona, non dovranno far altro che cliccarci su col tasto destro del loro mouse e scegliere proprietà dal menù, a questo punto si aprirà una finestra di dialogo con tre caselle, voi cliccate su identificazione e copiate il nome della vostra macchina che utilizzerete per l'identificazione del localhost del server, volendo, se il nome riportato non vi piace, potrete scriverne un altro ad esempio fastserver o qualunque altro vi possa venire in mente. Se avete scelto di cambiare il nome alla vostra macchina sarete costretti a riavviare il sistema per il corretto funzionamento del sistema. Una volta individuato il nome della macchina non vi resta che andare a modificare il vostro file confing, dalla cartella conf di apache cliccando sul file httpd.conf, che potrete aprire con un comune editor di testi come Notepad. Per chi ancora non l'avesse intuito il file confing è il file più importante del server Apache, ed è considerato il suo cuore in quanto è da esso che il server preleva i suoi impulsi vitali per il suo corretto funzionamento. Questo file è composto da un insieme di direttive con i loro rispettivi valori, e da commenti individuabili dal carattere # prima della linea, il server in fase di avviamento effettua una scansione di questo file ignorando tutte le stringhe precedute dal #, ovviamente le direttive elencate non sono tutte, ma solo quelle che si ritengono di uso comune scritte di default durante l'installazione, provvederemo in seguito ad aggiungere le direttive mancanti a secondo delle necessità. Aperto il file confing andate alla ricerca del direttiva ServerName ed eventualmente decommentatela cancellando il carattere #, accanto a ServerName scriverete il nome della vostra macchina, in questo modo sarà possibile designare un DNS virtuale al posto del più squallido localhost o dell'indirizzo Ip Passiamo ora alle altre direttive da modificare, anche se ciò non è indispensabile per il corretto funzionamento del server in quanto settate di default durante l'installazione è bene terne conto, modificandole a nostro piacimento. ServerType Questa direttiva permette di specificare come Apache deve gestire più copie di se stesso. Le possibili variabili sono 'inetd' o 'standalone'. Anche se vi è data la possibilità di scegliere, inetd è decisamente sorpassata è valida solo per sistemi Unix, che comunque anche per essi si sceglie standalone, ed è ciò che farete anche voi lasciando tutto com'è. ServerRoot Questa direttiva indica la posizione in cui è stato installato il server, ed è correttamente configurata durante l'installazione dello stesso. PidFile Indica la posizione e il nome del file nel quale il server deve conservare il suo numero d'identificazione, potrete scegliere tutte le posizioni e i nomi più assurdi, ma per il momento vi consiglio di lasciare quello di default e cioè logs/httpd.pid LoadModule Con questa direttiva potrete caricare tutti i moduli aggiuntivi, in Win32 sotto forma di DLL, oltre quelli installati di default dal server, voi non dovrete far altro che cancellare tutti i caratteri di commento # se non sono gia stati tolti di default durante l'installazione, e se scaricate nuovi moduli dalla rete non dovrete far altro che elencarli sotto questa direttiva. Port: Quando viene utilizzata in una sezione globale del file di configurazione e in assenza di direttive 'BindAddress' o 'Listen', la direttiva 'Port' imposta il numero di porta sul quale Apache deve mettersi in attesa di richieste. In realtà questa direttiva è stata inclusa solo per mantenere una compatibilità verso il basso, perché, per ottenere questo scopo, bisognerebbe utilizzare le direttive 'BindAddress' e 'Listen'.

8 ServerAdmin Tale direttiva fornisce ad Apache un indirizzo di posta elettronica ( _address) per l'invio di pagine generate automaticamente dal server. ServerName Questa direttiva permette di impostare l'hostname del server da utilizzare per creare l'url di redirezione, in pratica corrisponde ad utilizzare la direttiva 'location' o ad accedere alla directory senza il carattere / finale. Nota: tu non puoi inventare arbitrariamente sul nome del Server in quanto esso è definito dal DNS. DocumentRoot Questa direttiva specifica la directory dalla quale Apache preleva i file da inviare ai client. UserDir Con questa direttiva potrete impostare le pach server per la creazione delle directory dei vostri utenti potrete scegliere il nome di tale cartella e la sua posizione in modo arbitrario. ErrorLog Specifica la directory e il nome nel quale salvare i file log degli errori. CustomLog Specifica il nome e la directory dove verranno salvati i file di log degli accessi. ScriptAlias Specifica il nome della directory e la sua posizione dove installerete i vostri script CGI o Perl, voi potrete scegliere qualunque nome e posizione, è consigliabile cambiare i settaggi per questioni di sicurezza. Grazie all'uso di questa direttiva non vi è bisogno di specificare nell'url la diretta posizione di tale cartella per accedere agli script, ma basta scrivere la pach scelta /cgi-bin/.

9 Lezione 5 Creazione del nostro primo sito Oggi creeremo il vostro primo sito. Come prima cosa andremo a prelevare il file di confing httpd.conf dalla directory "c:\apache\conf", tale locazione dipende da dove avete scelto d'installare il server Apache. Molto probabilmente a tale file non è associato nessun programma, e con un doppio click del mouse vi verrà chiesto di specificare con quale applicazione lo volete aprire, voi sceglierete 'NotePad' di Windows. Una volta aperto il file confing iniziate a cercare una stringa contenente la parola DocumentRoot, al fine di semplificare tale ricerca potete anche usare il comando trova di Notepad, tale stringa individua la direttiva "DocumentRoot" e serve a far capire al server dove andare a cercare le pagine e i vari file che comporranno il vostro sito, troverai scritto "C:/Apache/htdocs" o qualcosa di simile a seconda di dove hai installato il programma, all'interno della directory htdocs, creata di default dal programma, è contenuto il manuale di Apache e la pagina di apertura del server (la classica pagina che vi informa del corretto funzionamento di Apache). A questo punto potrete decidere di cambiare la cartella nella quale pubblicherete le vostre pagine e di nominarla come più vi aggrada, da questo punto in poi identificherò la nostra nuova cartella di root col nome "new", pertanto se non volete correre rischi d'incomprensione vi consiglio di chiamare la vostra nuova cartella con tale nome modificando la direttiva in questo modo: DocumentRoot "C:/Apache/new", dopo di ché potrete salvare il file confing e riavviare Apache. A differenza dei sistemi Unix, quelli Win9x non sono in grado di generare tale directory, quindi non devi fare altro che andare in c:\apache e creare manualmente la tua nova cartella new, con un qualsiasi dei tuoi programmi per l'elaborazione di pagine html potrai preparare la tua pagina di benvenuto e salvarla in c:\apache\new col nome di index.html. Aprendo il vostro browser preferito scriverete la vostra URl ed ecco che il server vi invierà la vostra pagina di benvenuto del vostro nuovo sito. La prossima volta vi insegnerò a definire quali pagine far aprire di default ad Apache, nell'evenienza in cui digitando l'url del vostro sito non specifichiate una determinata pagina. Per far questo preparerete alcune cartelle interne alla directory c:\apache\new ( d'ora in avanti userò sempre tale percorso per indicare la cartella di root e scriverò..\new per semplicità) e salvate in esse alcuni tipi di file a piacere (cercate di inserire quante più tipi d estensioni possibili tipo txt, doc, rar, zip, java, class, bmp) inoltre potrete copiare in..\new la cartella "manual" contenuta in htdocs. Fatto ciò modificate la vostra pagina index.html in modo da creare soltanto dei collegamenti alle vostre nuove cartelle ma non ai file interni.

10 Lezione 6 Gestione dei file index Come promesso, e nella speranza che siate riuscite a creare e visualizzare la vostre bella pagina personalizzate nella vostra nuova directory di Root "new", oggi impareremo a gestire le index del server Apache. DirectoryIndex Molto probabilmente, navigando per il Web, avrete avuto modo di notare che per visualizzare l'home page di un sito non avete alcun bisogno di specificare nell'url il nome della pagina. La stessa cosa accade quando indicate l'url del vostro sito in locale. Che cosa accade in realtà? Il server reagisce alla richiesta innocuamente incompleta da parte del client, cercando di esaudire il vostro comando nel modo più opportuno ed attendibile, purtroppo tutt'oggi non esiste ancora un software in grado di decidere liberamente e con criterio in particolari situazioni o richieste, ma è altresì compito dell'amministratore di rete (cioè voi) preparare a priori il Server su come comportarsi. Per iniziare non dovete fare altro che aprire il nostro bravo file di confing ed individuare la direttiva "DirectoryIndex" accanto ad essa troverete gia alcuni nomi accompagnati da diverse estensioni di file, che il server deve caricare di default nel qual caso non venga specificato, da parte di un client, un particolare tipo di file.(ricorda che il nome Index e il nome index per Unix sono due nomi differenti mentre per Win32 non ha alcuna differenza) In questa direttiva potrete aggiungere e modificare i nomi con rispettive estensioni delle pagine che desiderate far aprire di default, ricordate di lasciare sempre uno spazio tra i diversi nomi, che possono essere così indicati: < DirectoryIndex index.htm index.html index.shtml default.htm default.html home.htm home.html home.asp > (senza i caratteri '<' e '>'). A questo punto, digitando un URl puntante ad una cartella, il server avvierà una ricerca, nella stessa, della pagina da visualizzare a partire dal primo nome elencato nella suddetta direttiva, e non appena ne trova una corrispondente, ammettiamo index.shtml, blocca la ricerca ed invia la pagina al client, ignorando eventuali file interni alla cartella che ad esempio si possono chiamare home.html o qualunque altro tipo che venga dopo il primo nome individuato. Ma cosa succede se il server non riesce a trovare nella cartella nessuno dei file elencati in DirectoryIndex? A questo scopo entra in gioco la richiesta che vi avevo fatto la volta scorsa di creare diverse directory e di riempirle di file di diverse estensioni.

11 Lezione 7 Gestione di file index virtuali La volta scorsa abbiamo illustrato, mediante la direttiva DirectoryIndex, il modo per far caricare di default le pagine da noi desiderate. Oggi invece vedremo d'imparare come si comporta Apache quando, all'interno di una directory, non riesce ad individuare alcun tipo file da noi elencato nella direttiva DirectoryIndex. Generazione di file index virtuali Il nome di file index virtuale è stato scelto da me in quanto ne ignoro la vera nomenclatura di questa caratteristica, comunque ho deciso di chiamarlo così per il fatto che tale file in realtà non esiste, ma è Apache che lo crea dinamicamente allo stesso modo di uno script CGI o JavaScript. Se avete creato le cartelle e immesso in esse alcuni file, come vi avevo chiesto, sicuramente vi sarete accorti che accedendo in esse da una finestra del browser digitando la vostra URL vi appare un elenco ordinato dei file contenuti nella cartella con le rispettive icone, nome dei file, dimensioni dei file ecc. Come intestazione vi apparirà la scritta "index of /tua directory" mentre in coda se non hai modificato nulla che io vi abbia consigliato nel vostro file di confing dovrebbe apparire rispettivamente il nome e la versione del software server e nel nostro caso sarà "Apache/ Server" poi dovrebbe apparire il nome DNS che avete scelto da dare al vostro sito, dovrebbe apparire il nome della tua macchina ed in fine dovrebbe apparire il nome della porta su cui si e deciso di far girare di default Port 80. Sin qui non è nulla di speciale anzi somiglia molto al modo di visualizzare le cartelle e i file su sistemi Unix un po' più datati, tanto è vero che molti utenti Windows preferirebbero poter visualizzare il contenuto di una cartella alla solita maniera (provate ad accedere nella stessa cartella dal vostro browser inserendo l'url c:\apache\tua_cartella, per capire cosa intendo). Ma la cosa diventa molto più interessante se si modificano o si applicano alcune direttive contenute nel file di confing (generalmente durante l'installazione, all'interno del file confing, vengono immesse di default tutte le direttive di maggior uso, o meglio quelle standard, ma sappiate già d'adesso che non sono le uniche ma che ve ne sono molte altre di maggiore o minore interesse, anche se per il momento ci accontenteremo di quelle che abbiamo). Al fine di configurare il nostro file index virtuale ci interesseremo delle seguenti direttive: DefaultType Alias "Icons" AddIcon AddDescription ReadmeName HeaderName IndexIgnore AddEncoding DefaultType Questa direttiva istruisce il server su come comportarsi nel momento in cui gli viene chiesto di aprire un file del tipo sconosciuto, di default viene indicato il valore "text/plain", costringendo il server a codificare il contenuto dei documenti in formato testo, ma potreste scrivere anche "text/html" nel eventualità che vogliate codificare i documenti in html. A che serve tale direttiva..? Questa direttiva è un residuo di Unix il quale permette di salvare dei documenti senza specificare nessuna estensione, anche win98 si può settare per fare ciò, ma è esule dal mio compito. Alias "Icons" Questa direttiva crea una path server, e cioè crea una cartella speciale allo stesso modo di una cartella cgibin, con la differenza che in essa l'unico ad avere accesso è il solo server, qui puoi mettere tutte le iconcine che vuoi in formato gif che rappresentino i vari tipi d'estenzioni dei file, in essa ci sono già quelle più comuni in ambiente Unix ma puoi mettere quelle che ti pare.

12 AddIcon Questa direttiva serve per far capire al server quale icona caricare a seconda dell'estenzione di file trovata dovrai pertanto indicare al server dove sia possibile trovare tale icona, avendo però specificato in precedenza la path server che contengono le icone ti basterà scrivere "AddIcon /Icons/nome.gif" e poi lascia uno spazio e scrivi ".nomeestenzione". A titolo di esempio copia questa iconcina di winzip nella cartella icons poi vai alla direttiva AddIcon e cerca quella che visualizza l'estenzione.zip modifica il percorso in modo che carichi la nuova icona, diversamente puoi riscrivere completamente la direttiva "AddIcon /Icons/winzip.gif.zip" ed inserirla come prima direttiva addicon in modo da sovrascrivere eventuali doppioni, volendo puoi associare ad essa anche altri tipi di file compressi scrivendo ad esempio "AddIcon /Icons/winzip.gif.zip.rar.gz.tgz.z.Z". AddDescription questa direttiva analogamente alla precedente ti permette di associare ad una determinata estenzione o gruppi di estenzioni, anziché una icona, un piccolo messaggio descrittivo su tipo di file. Sempre sull esempio dei file zip potresti scrivere così: AddDescription "Directory compressa".zip.rar.gz.tgz.z.z

13 Lezione 8 Gestione di file index virtuali (parte seconda) Oggi vi ho allegato un file zip con all'interno alcune delle icone più comuni in ambiente Windows, in più ti ho allegato anche un file di testo dove troverai le direttive gia pronte, se seguirai l'ordine con cui sono state scritte non dovresti avere problemi nel visualizzare le icone. Adesso comunque andiamo avanti con la lezione, se la memoria non mi tradisce dovremmo essere rimasti alla spiegazione di ReadmeName e HeaderName. ReadmeName La direttiva ReadmeName, tradotto in italiano leggimi, è una direttiva abbastanza interessante, generalmente non necessita di particolari modifiche, pertanto la lascerai così com'è. Il modo migliore per capire a cosa serve consiste nel preparare un file di testo o html e scriverci dentro qualcosa, dopo di che non ti resta che salvarlo all'interno di una delle directory che non contiene il classico file d'index, col nome di Readme.txt o qualunque altra estenzione, anzi potresti addirittura omettere l'estenzione in quanto come mi pare d'averti gia insegnato Apache è in grado di riconoscere e codificare, mediante la direttiva DefaultType, anche i file sconosciuti. Fatto ciò non ti resta che avviare il tuo server ed andare a visitare la directory nella quale hai salvato il file readme. Ed ecco che a sorpresa anziché trovare a piè di pag la classica versione del software web ecc., vedrai il contenuto del tuo bel file readme. Bello vero? HeaderName Allo stesso modo della direttiva precedente, HeaderName, anziché sostituire l'intestazione a piè di pag. sostituisce la più squallida scritta d'intestazione Index of / (tua dir) con un più bello file di testo che preparerai accuratamente e salverai col nome di Header, per quanto riguarda l'estensione vale la stessa regola di prima. ( Io ti consiglio comunque di creare tali file in formato html, in modo tale da poter conservare il più possibile la formattazione del testo ). A titolo d'esempio ti ho allegato inoltre un file zip "read&head.zip" dove ho inserito gia i due file, non ti resta quindi che provarli ed eventualmente modificarli a piacimento. IndexIgnore Questa è una delle direttive che mi piacciono di più, essa è in grado di dire al server quale tipi di file mostrare o non mostrare nelle index virtuali, creato in principio per nascondere file inutili e numerosi quali potrebbero essere le decine o centinaia di file d'immagine contenuti in un documento web, potrebbe anche essere un metodo, se non proprio sicuro, ma quantomeno in grado di nascondere file importanti dagli occhi dei male intenzionati più sprovveduti, e poi come si dice "occhio non vede, cuore non duole" potendo rendere più difficile ai cattivi di individuare un file di cui non conosce né il nome né le sue coordinate. Di default tale direttiva è già impostata in questo modo: IndexIgnore.??* *~ *# HEADER* README* RCS CVS *,v *,t come puoi notare gli si chiede di ignorare i file readme e header, in quanto sarebbero ripetitivi nella stessa pag, che ne so tu per provare potresti aggiungere *jpg lasciando uno spazio vuoto per ignorare tutti i file jpg.( ricorda di salvare il file confing dopo ogni modifica e di riavviare il server per le verifiche ) Alla fine di tale lezione avrai potuto notare che l'index virtuale, ti permette di creare qualcosa di più interessante rispetto ad un normale elenco di file, potendo personalizzare il tutto secondo le proprie esigenze. AddEncoding Per finire parleremo della direttiva AddEncoding, che se pur non ci azzecca nulla con l'index virtuale ti è indispensabile per definire alcuni tipi di mime al server sconosciuti. A titolo di esempio la codifica text/html viene definita un MINE, e serve per far capire al server come comportarsi quando incontra certi tipi di file, in questo caso gli si chiede di trattare file di testo come se fossero file html. Vi sono molti tipi di file sconosciuti al server, ogni giorno quasi, escono nuovi tipi di estensioni e per piattaforme differenti, pertanto pur essendo visualizzate in elenco in un index virtuale, cliccandoci sopra non accade nulla, in quanto il server non è stato istruito su cosa fare, un caso che mi viene a mente si verifica con i file di winrar ( non so se lo conosci, e un programma di compressione a mio parere migliore di winzip) che salva i file compressi in formato rar per far capire al server che anch esso e un file compresso, devi modificare la direttiva AddEncoding x-compress Z aggiungendo dopo uno spazio rar, il risultato dovrebbe essere il seguente >AddEncoding x-compress Z rar<. Per oggi basta così, le direttive AddEncoding sono molte, ma ci ritorneremo ogni qualvolta ne sentiremo il bisogno. Nella prossima lezione spiegheremo come personalizzare i messaggi di errore.

14 Lezione 9 Gestione degli Errori Oggi spiegheremo come si comporta, o meglio come far comportare, il server Apache al verificarsi di errori. Parliamo in questa lezione dei fatidici errori 400, 401, 500 ecc. Innanzi tutto andrebbe configurata la direttiva errorlog, dico andrebbe ma effettivamente è già stata configurata a dovere durante l'installazione tale direttiva dovrebbe riportare la seguente stringa >ErrorLog logs/error.log< dove logs si comporta da path server pertanto non è necessario riportare l'url completa c:\apache\logs mentre error.log ( che potrai tranquillamente aprire con il notepad di windows ) è un file di log capace di registrare tutti gli eventi che hanno generato un errore in Apache, in pratica viene visualizzato un elenco di richieste fatte dal client che il server non è riuscito ad interpretare o a portare a termine. Ad ogni errore corrisponde una piccola descrizione di ciò che è accaduto in modo da poter più facilmente individuare l'errore. Mediane la direttiva LogLevel hai la possibilità di scegliere che tipo di informazioni vuoi ricevere sul tuo file errorlog e quali errori vuoi che siano riportati rispetto ad altri che potrebbero benissimo essere ignorati, per il momento ti consiglio di scrivere la seguente stringa >LogLevel debug< in modo da avere le informazioni necessarie per ripristinare gli errori. > Andando avanti con la lezione facciamo in modo da generare un errore, il più classico e da te più conosciuto lo si ottiene cercando di far eseguire uno script cgi al nostro server, se ancora non l'hai fatto fallo ora, e a sorpresa, spiacevole, verrà aperto un messaggio di Apache che ti informa che qualcosa è andato storto invitandoti a contattare il tuo amministratore di rete mediante l'indirizzo che ha gia riportato nella direttiva ServerAdmin, e che non riuscivi a capire a cosa poteva servire, ora dirai bella sozzeria se l'amministratore sono io!! Ma tale direttiva non è stata pensata per gli amministratori ma bensì per gli sventurati utenti della rete che trovandosi d'innanzi questo odioso messaggio d'errore pensano che tu sei l'unico super eroe capace di risolvere ogni loro problema. Per il momento non ce ne frega ancora nulla di come correggere gli errori ma ci limiteremo a fornire ai nostri utenti alcuni messaggi di errore. Di default se generi un errore ti appare un messaggio del server di questo tipo: Internal Server Error The server encountered an internal error or misconfiguration and was unable to complete your request. Please contact the server administrator, and inform them of the time the error occurred, and anything you might have done that may have caused the error. More information about this error may be available in the server error log. Apache/ Server at speedweb Port 80 Che in pratica ci informa che si sono verificati degli errori interni al server e che è necessario informare l'amministratore di rete di quanto è accaduto. Potremmo modificare tale messaggio mediante la direttiva ServerSignature scegliendo tra una delle tre opzioni a disposizione e cioè On - Off . Di default è impostata su On dandoti così a piè di pag la versione del server ecc; mettendo Off invece togli tale intestazione a piè di pag; in fine con fai apparire un link sul nome del tuo server che riporta alla configurata in ServerAdimir. Provarle tutte non ti costa nulla. Questo comunque non è il miglior modo di gestire i messaggi d'errore ed oltretutto non funzionano neanche con tutti i possibili errori. Per ottenere qualcosa di più decente e soprattutto nel rispetto dei nostri utenti è preferibile creare un bel po' di pagine una per ogni tipo di errore possibile dove spiegherete che cosa è accaduto e che cosa dovrebbero fare gli utenti stessi per ovviare ad alcuni errori. Gli errori più frequenti sono: 400: La richiesta non può essere soddisfatta dal server per via di un errore di sintassi. 401: Errore di sintassi o richiesta impossibile da soddisfare perché è stata richiesta l'autenticazione dell utente. 402: E' richiesto un pagamento al fine di soddisfare tale richiesta. 403: La richiesta effettuata è proibita oppure non hai i permessi idonei per tale richiesta ( questo è uno degli errori più frequenti che si verificano quando non configuri opportunamente i permessi dei programmini cgi ). 404: La richiesta non può essere soddisfatta in quanto il file richiesto non esiste. 500: Il server ha incontrato una condizione inaspettata. 501: Il server non sopporta il servizio richiesto. 502: Il server è temporaneamente sovraccarico di richieste da parte di altri utenti, provate a collegarvi tra qualche minuto. 503: Il server tentando di accedere ad altri servizi non ottiene alcuna risposta.

15 Soffermandoci per il momento su gli errori sopra elencati, crea per ognuno di essi una bella pagina html e salvala col nome dell'errore, ad esempio per l'errore 500 potresti preparare un file html che salverai col nome di 500.html, con il seguente messaggio "o stai tentando di fare il furbo accedendo a risorse private oppure il tuo caro amministratore di sistema sta trovando alcune difficoltà a configurare il servizio, ti prego di scusarmi!" Spero di aver reso l'idea. una volta create tutte le pagine html 400.html 401.html 402.html 403.html 404.html 500.html 502.html e 503.html le potrai inserire in una cartella all'interno della tua directory di root "alex" che chiamerai "errore" (per rendere meglio l'idea vi allego la cartella errore zippata ). Fatto ciò non ti resta che riprendere il nostro bel file di confing e cercare "Customizable error response" essa non è una direttiva ma individua le direttive per la personalizzazione dei file dei messaggi d'errori e cioè ErrorDocument quindi scriverai quanto segue ErrorDocument 400 ErrorDocument 402 ErrorDocument 403 ErrorDocument 404 ErrorDocument 500 ErrorDocument 501 ErrorDocument 502 ErrorDocument 503 Ricorda di cambiare tuohost col nome del tuo server.

16 Lezione 10 Configurazione di Apache per i CGI Prima di passare al configurazione e alla modifica del file confing di Apache, è opportuno chiarire alcune cose Che cosa sono le CGI e a cosa servono. Le CGI meglio conosciute come Common Gateway Interface, tradotto in italiano Interfaccia d'ingresso Comune, definiscono il modo in cui il Server ed i programmi gateway comunicano specificando una serie di parametri d ambiente, le quali offrono informazioni come l indirizzo del client remoto, la versione del softwareserver, o i parametri di un modulo da compilare. Pertanto le CGI altro non sono che una specifica di programmazione riconosciuta e standardizzata per i più diffusi server, al momento tale specifica è arrivata alla versione 1.1. Ho avuto modo di constatare che molti confondono il Perl con le CGI, tale confusione è generata dal fatto che le CGI nascono con il linguaggio di programmazione Perl, ecco spiegato anche perché l interprete Perl riesce a riconoscere sia gli script con estensioni PL che con quelle CGI, ma volendo, nessuno vi vieta di scrivere le vostre CGI con qualsiasi altro linguaggio di programmazione, l importante è che siano rispettate le specifiche gateway. Comunque a mio modesto parere il modo più semplice di scrivere le CGI rimane il Perl, dando oltretutto la possibilità a terzi di poter prelevare il sorgente e personalizzarlo a loro gusto, un'altra ragione per il quale preferisco il Perl è che il suo interprete e reperibile gratuitamente dal sito per i più diffusi sistemi operativi, garantendo pertanto la più elevata compatibilità rispetto a quanta né possa garantire uno stesso script scritto in C++. Fatte queste premesse, e nella speranza che abbiate già provveduto a scaricarvi il vostro interprete Perl per sistemi Win32, possiamo andare avanti con la configurazione del nostro bravo Server Apache. Anche in questo caso devo fare una piccola premessa, e cioè devo ringraziare il mio amico Davide Anastasia grazie al quale sono riuscito a trovare il modo più semplice per spiegare tale configurazione, prima del suo aiuto tale lezione risultava scritta in una forma molto scoordinata e complessa. Adiamo ora ad aprire il nostro file confing ed andiamo alla ricerca della nostra prima direttiva da modificare e cioè Options Options Questa direttiva è una delle più strane e difficili da interpretare, in quanto sono molti i possibili scopi applicativi rendendo difficoltoso il suo inserimento in determinate categorie o contesti. In pratica serve all amministratore di server per specificare i permessi e controllare a distanza ciò che gli utenti possono consultare o meno all interno del sito. Di seguito sono riportate le varie specifiche di questa direttiva All = definisce tutte le opzioni ed i permessi tranne che per MultiViews, IncludeNOEXEC e SymLinksIfMatch ExecCGI = questa specifica serve per impostare i permessi per l esecuzione delle CGI ( questa specifica è inclusa in All) FollowSymLinks Includes = permette l esecuzione delle include lato server IncludeNOEXEC = questa specifica permette l esecuzione delle include ma disabilita #exec e #include di script CGI Indexes = questa specifica permette la generazione delle index virtuali spiegata nelle lezioni precedenti MultiViews SymLinksIfMatch Le specifiche, o argomenti, di questa direttiva possono essere elencati lasciando uno spazio vuoto tra un argomento e l atro, e possibile anche anteporre ad una o più specifiche il segno o + in modo da specificare quale ignorare e quali aggiungere, ad esempio potrete scrivere così: Options All + MultiViews -Indexes. in questo modo potrete specificare di definire l esecuzione di tutti gli argomenti con All ed anche l esecuzione del MultiViews, che non viene compreso in All meno però la specifica Indexes che invece era compresa all interno di All. Spero di essere stato chiaro. Comunque per terminare sta pappardella sulla direttiva Options concluderemo con lo scrivere solamente All, almeno per questa lezione.

17 La seconda direttiva che andremo a modificare sarà ScriptAlias /cgi-bin/, tale direttiva specifica al server la directory dove cercare gli script CGI e riconoscerli come tali, di default in fase d installazione Apache ha assegnato a tale cartella il percorso "C:/apache/cgi-bin/" ma voi potrete specificarne un qualsiasi altro, in pratica non state facendo altro che creare una path server proprio come avete fatto per la cartella icons. Comunque per il momento lascerei tutto così com è. Andando avanti dovremo cercare la direttiva AddHandler, tradotto in italiano aggiungi un appiglio una maniglia una chiave, un qualcosa in pratica capace di far capire al server con cosa ha a che fare, in modo da agire di conseguenza secondo le direttive sopra spiegate, noi per il momento scriveremo le seguenti specifiche AddHandler cgi-script.cgi AddHandler cgi-script.pl AddHandler cgi-script.exe Per il momento questo è tutto ciò che vi occorre per cominciare a provare i vostri semplici script CGI, ma presto preparerò altre lezioni in modo da implementare l uso delle CGI con i DataBase e la posta elettronica.

18 Lezione 11 SSI Server Side Include per Win98 Server Apache Cari amici, oggi impareremo a configurare il Server Apache in modo da ampliarne le potenzialità mediante l impiego delle ssi, Server Side Include, o meglio nel caso specifico di Apache delle Xssi (extended server Side Include). Grazie alla loro implementazione all interno del server Web, è possibile realizzare dei siti dall aspetto molto professionale e dinamico, senza tuttavia imbattersi nelle comuni problematiche dei più o meno conosciuti linguaggi di programmazione. Infatti all interno dei suoi tag le pagine ssi, con le classiche estensioni.stm o.shtml, contengono tutte le specifiche in grado di comunicare con il server opportunamente configurato per interagire con le stesse. L uso più classico delle ssi consiste nel formattare i documenti Web assemblando in modo ordinato più documenti, proprio come se si trattasse di semplici frame, anche se tale paragone molto riduttivo servirà per rendere l idea. L impiego delle ssi all interno di siti Web, risale a tempi molto lontani ( si parla ovviamente di tempi relativi, riguardanti, nel nostro caso, il mondo dell informatica ) e cioè dall impiego dei più anziani webserver come il Cern, lontano antenato diretto del nostro attuale Apache, ed è ad esse che bisogna ringraziare se il Web si è mosso dalle più squallide pagine statiche alle più fantasiose pagine dinamiche. Ovviamente da allora anche le ssi, al pari passo dei server o di qualsiasi altro software, sono state modificate ampliando e potenziando le loro potenzialità, potendo oggi sostituire come già detto parecchi linguaggi di programmazione o d interagire egregiamente con essi, il caso più classico è l interazione con le CGI. Non essendo questa la sede opportuna per dare altre spiegazioni sulle ssi, ci limiteremo di seguito alla configurazione del server Apache. Come prima operazione da fare, bisogna accertarsi che durante l installazione di Apache sia stato installato e configurato anche il modulo relativo alle ssi e cioè il module_include. Questa operazione nella maggior parte dei casi è facoltativa in quanto tale modulo viene caricato di default, comunque verificare non costa nulla, apriamo pertanto una shell del DOS e digitiamo la posizione in cui avete scelto d installare Apache, se avete seguito le altre lezioni passo a passo potrete tranquillamente scrivere cd C:\apache altrimenti specificherete il vostro percorso personale, dopo di che cliccate sul tasto invio e scrivete quanto segue: apache l, cliccate nuovamente invio e potrete visualizzare l elenco dei moduli installati sulla vostra macchina, non dovete far altro che controllare che nell elenco vi sia la stringa mod_include.c. Se non la trovate, siete davvero sfortunati, provate comunque a cercare nel file di confing una stringa da decommentare contenente qualcosa simile a AddModule mod_include.c se non trovate neanche questa allora siete proprio sfigati e la soluzione più semplice consiste nel reinstallare Apache magari con una versione più recente. Una volta controllato con successo l esistenza del modulo include, possiamo passare alla modifica del file di confing in modo da settare il server per il riconoscimento dei file ssi aggiungendo le seguenti stringhe: AddType text/html.shtml AddType text/html.stm AddHandler sever-parsed.shtml AddHandler sever-parsed.stm Fatto ciò dovremmo abilitare la directory del server in modo da permettere l esecuzione delle ssi, se avete seguito la lezione sulle CGI non dovrete modificare nulla della direttiva Options in quanto avendo specificato il parametro All in esso è compreso anche il parametro Include specifico per l esecuzione delle ssi. Potrete inoltre specificare il parametro includesnoexec non contenuto in All, tale parametro permette l esecuzione delle ssi ma non anche dei comandi ssi. Inoltre dovremo andare a modificare la direttiva DirctoryIndex aggiungendo index.shtml index.stm ed anche se volete main.shtml default.shtm e tutti i nomi dei file che intendete far aprire di default al server. Questo è tutto. In attesa che il nostro amico Salvatore ci fornisca le sue lezione sulle ssi, vi consiglio di andare a visitare i siti (disponibile anche nella documentazione fornita con Apache) e per la documentazione ufficiale, purtroppo in lingua inglese, come anche il sito dove troverete un tutorial ssi. Per chi invece vuole mettere alla prova il corretto funzionamento delle ssi, potrà inserire nelle proprie pagine i seguenti tag e salvare le pagina con estensione.shtml

19 <font size=3><b>giorno ed ora locale: <font color=red> <!--#echo var="date_local" --></font> </B> ed anche i seguenti <B>Giorno ed ora GMT (greenwich, UK): <font color=red size=3> <!--#echo var="date_gmt" --></font> </B> <B>Il nome di questo documento è <font color=red size=3> <!--#echo var="document_name" --></font> </B> <B>L'URl di questo documento è <font color=red size=3> <!--#echo var="document_uri" --></font> </B> <B>Modificato il <font color=red size=3> <!--#echo var="last_modified" --></font> </B> <B>Server name: <font color=red size=3> <!--#echo var="server_name" --></font> </B> <B>Protocollo http: <font color=red size=3> <!--#echo var="server_protocol" --></font> </B> <B>Webserver: <font color=red size=3> <!--#echo var="server_software" --></font> </B> Ancora qualche altro esempio pratico e poi vi lascio, create un file ti testo scriveteci dentro ciò che vi pare e salvatelo come prova.txt nella directory root dove vi è anche il file shtml che modificherete inserendo la seguente stringa <!--#include file="prova.txt" --> Scrivete ora l url del vostro sito puntante al vostro file.shtml e vi appariranno sullo schermo le variabili prima elencate ed un primo esempio di include, noi abbiamo deciso di includere prova.txt, ma voi intuendo il procedimento potrete includere qualsiasi file. Se il file che volete includere non si trova nella directory del file shtml dovrete specificarne il percorso all interno dei tag include ssi nel seguenti modi: <!--#include virtual="/prova.txt" --> oppure <!--#include virtual="altradirectory/prova.txt" --> Questo è davvero tutto ciò che da parte mia posso dirvi riguardante il mondo delle ssi.

20 Lezione 12 Rendere sicuro il nostro Server Apache Cari amici mi ero prefissato di pubblicare questa serie di lezione sulla sicurezza, nelle prossime settimane, in quanto richiedeva una più approfondita conoscenza del nostro Server. Tuttavia ho deciso di pubblicarla oggi spinto da due motivi: il primo è dovuto all'implementazione nel nostro server di funzionalità CGI e ssi che potrebbe essere causa di seri attacchi al nostro sistema, ed il secondo motivo lo riconduco alla più striminzita, inutile, sconclusionata e limitante lezioni su Apache (la si potrebbe considerare praticamente un'offesa a tale server) riguardante proprio la sicurezza pubblicata su Premesso ciò partiamo subito col dare delle più sostanziose lezioni di sicurezza. Sicurezza Cominciamo subito a mettere le cose in chiaro, anche se ciò potrà amareggiarvi sappiate che non esiste al mondo e mai esisterà la possibilità di creare un server sicuro, il vostro unico compito sarà di rendere il più possibile ai vostri nemici la vita difficile. Il rapporto di sicurezza da implementare al nostro server e paragonabile al modo in cui ognuno di noi rendere difficoltosa l'intrusione dei ladri nella nostra abitazione, aumentando i sistemi di sicurezza in rapporto ai nostri valori posseduti, per rendere l'idea provate ad immaginare il livello di protezione della banca sotto casa vostra sicuramente noterete differenze sproporzionate rispetto a quelle adottate per la vostra abitazione, ma nonostante ciò è più probabile che sia la banca ad essere violate, anziché la vostra piccola casuccia. Che cosa vuol dire ciò..?..vuol dire che tutte le tecniche di sicurezza più o meno valide o potenti adottate a seconda delle particolari esigenze servono solo a tenere alla larga i più sprovveduti, o quantomeno a rendere difficile l'impresa. Che cosa dobbiamo fare allora per difenderci? Il nostro compito consiste nel conservare il più segreto possibile i privilegi di root, in quanto è solo lui che può decidere il bello o il cattivo tempo all'interno della sua rete, decidendo chi può e chi no fare una determinata azione. Ciò che dovremmo fare sarà pertanto seguire le seguenti linee di principio: Nessuno deve essere in grado di copiare, modificare e cancellare file Nessuno deve avere la possibilità di avviare programmi non approvati dal nostro Server Configurare il server in modo da impedire ai nostri utenti con particolare permessi di commettere errori, anche involontari (sia il vandalismo, sia l'inettitudine sono le principali cause dei disastri). Purtroppo quando parliamo di sicurezza dei sistemi, ci riferiamo per antonomasia a quelli Unix e non a quelli Win32, non perché non dispongano di meccanismi legati alla sicurezza, ma perché tali meccanismi sono troppo fragili, poco documentati, e continuamente colpiti da nuovi bag. Speriamo che le cose possano migliorare con la nuova release Windows2000, che non ho ancora avuto modo di testare. Tutti coloro che abbiano installato sulla loro macchina una versione di Linux, sicuramente, pur non avendoci capito un h, avranno notato che qualsiasi operazione da effettuare deve essere eseguita da un utente noto al sistema, che ne registrerà tutte le azioni in un file di log, in modo da poter risalire immediatamente a chi ha causato un danno. Tornando al nostro server, dovremmo decidere in che modo comportarci in ambiente interno, cioè specificando i privilegi delle varie macchine client che possono collaborare con l'amministratore nella realizzazione del server mediante una Intranet locale, ed anche come comportarci nei confronti dell'ambiente esterno, e cioè della grande rete Internet. E si ragazzi..! forse molti di voi lo ignoravano, ma il vostro bel Server locale funziona come tale anche in Internet, sicuramente la maggior parte di voi non avrà a disposizione un identificativo DNS valido o un indirizzo IP stabile, in quanto quest'ultimo cambia ad ogni nuova connessione, ma se qualche navigatore più attento riesce ad individuarlo nel momento in cui siete connessi, non dovrà far altro che digitarlo all'interno del suo browser come URL per visualizzare con tutta tranquillità il vostro sito locale. (questo è quello che farebbero i più buoni se volete sapere i mezzi usati da quelli davvero cattivi vi consiglio di acquistare un libro davvero utile edito dall'apogeo "HACKER! Prevenire gli attacchi informatici è possibile, Tecniche di protezione dei sistemi).

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