CODICE FISCALE NELLA CULLA All'Ospedale Sant'Anna di Torino una postazione dell'agenzia per l'attribuzione del codice fiscale ai neonati

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1 CODICE FISCALE NELLA CULLA All'Ospedale Sant'Anna di Torino una postazione dell'agenzia per l'attribuzione del codice fiscale ai neonati SCUOLA DI LEGALITA "L Agenzia delle Entrate indaga. Vuoi saperne di più?". E' la nuova iniziativa didattica per i maturandi degli istituti tecnici varata dalla Direzione regionale, in collaborazione con Arma dei Carabinieri, INPS, Polizia Municipale e SIAE Periodico di comunicazione istituzionale della Direzione regionale del Piemonte dell Agenzia delle Entrate 1 SCACCO ALLE FRODI IVA L attività di intelligence dell ufficio regionale porta alla luce operazioni illecite di rilevante entità Anno XV numero II - Aprile 2013

2 PiemontEntrate Periodico di comunicazione istituzionale della Direzione Regionale del Piemonte dell Agenzia delle Entrate registrazione Tribunale Torino n del 16/06/00 Anno XV Numero 2 - aprile 2013 Sommario Direttore Editoriale: Rossella Orlandi Direttore Responsabile: Franco Ricca COMITATO DI REDAZIONE Giovanna Dal Negro Adriana Noto Giuliano Donatiello Luciano Morlino Roberta Quarto Marco Siliquini Maria Gabriella Bernabei Patrizia Manna Grafica, impaginazione e pubblicazione sul sito internet regionale a cura di Domenico Vetere CONTATTI Per collaborare con la redazione, inviare contributi o segnalazioni: Tel /555 A questo numero hanno collaborato anche: Alessia Congiu Alberto Gibin Valeria Granifero Monica Pastorino Alberto Toscano Giovanna Zippo Foto del Progetto Fisco e Scuola e dell inaugurazione dello sportello codici fiscali Sant Anna per gentile concessione di Paolo Siccardi 2

3 L EDITORIALE ROSSELLA ORLANDI DIRETTORE REGIONALE DEL PIEMONTE QUELLI CHE L'EVASIONE FISCALE L azione di contrasto all'evasione fiscale viene qualificata da taluni come una sorta di persecuzione perpetrata ai danni di piccoli imprenditori, artigiani, persone fisiche che, a vario titolo, sarebbero "vessate" dall'amministrazione finanziaria a causa di irregolarità più o meno formali, o comunque causate da una normativa complessa, spesso incomprensibile anche agli addetti ai lavori. Gli operatori del fisco sono inoltre accusati di non contrastare la "vera evasione" e di accanirsi soltanto contro quei fenomeni che, anche se non condivisi dai più, sarebbero peccati veniali tollerabili e comunque insiti nel nostro sistema fiscale caratterizzato dall'eccessivo prelievo tributario. Partirei da un principio che, credo, dovrebbe essere unanimemente condiviso: ogni forma e qualsiasi tipo di evasione ed elusione d'imposta consente al suo autore di sottrarsi indebitamente al dovere di contribuire alle spese della collettività e di caricare l'onere sulle spalle degli altri, per cui va combattuta con tutti gli strumenti giuridici che il legislatore mette a disposizione; se così non fosse, da un lato, si accetterebbe una società iniqua, mentre dall'altro si finirebbe per attribuire un'inopportuna discrezionalità agli organi di controllo. Naturalmente, al fine di salvaguardare situazioni meno gravi o addirittura inoffensive, esiste nel nostro ordinamento giuridico un sistema di gradazione nella determinazione delle sanzioni da applicare nel caso concreto. Fatta questa doverosa premessa, l'azione di contrasto che viene quotidianamente esercitata dagli organi preposti si convoglia prioritariamente su quei fenomeni di evasione ed elusione fiscale internazionale o fenomeni di frodi fiscali caratterizzati da complessità ed importanza anche in termini di valore assoluto per perdita del gettito fiscale (ne diamo alcuni esempi anche su questo numero di Piemontentrate). Tale priorità d'azione è dettata, oltre che da esigenze erariali, da motivi economici di garanzia per tutti i contribuenti che onestamente esercitano la propria attività; qualora tale azione di contrasto non fosse esercitata, gli operatori economici vedrebbero inevitabilmente compromessa la loro capacità di restare in un mercato di libera concorrenza. Un imprenditore che non versa Iva, ritenute, contributi previdenziali, ecc., riesce ad esercitare la propria attività con costi d'impresa minori e praticare prezzi inferiori nella vendita di beni e servizi; lo stesso vale per il professionista che non emette regolare parcella per le proprie prestazioni, che potrà permettersi di chiedere alla propria clientela un onorario più basso del collega fiscalmente corretto, senza alcun sacrificio personale, ma alle spalle della collettività. Questi comportamenti ledono dunque direttamente, in termini di concorrenza sleale, i contribuenti onesti che operano negli stessi settori e danneggiano la collettività sottraendo risorse per finanziare i servizi erogati, lasciandoli a carico solo di una parte dei cittadini. Risulta quindi evidente, da queste semplicissime considerazioni, che è interesse di tutti non delegittimare l'attività di contrasto all'evasione. 3 3

4 PIEMONTE, PROCESSI PENDENTI IN CALO IL DATO È STATO RESO NOTO NELLA CERIMONIA DI APERTURA DELL'ANNO GIUDIZIARIO TRIBUTARIO Il 2 marzo scorso, nel salone della sede dell'ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Torino, si è tenuta la cerimonia inaugurale dell'anno giudiziario tributario In apertura, il Presidente della Commissione Tributaria regionale del Piemonte, Vittorio Garino, ha evidenziato come, sebbene si sia ridotto l'arretrato del contenzioso tra Stato e cittadini, permangano comunque difficoltà legate alle insufficienze di organico e di attrezzature, soprattutto in fatto di computer e telefonia. Nonostante ciò, i giudici tributari del Piemonte continuano ad offrire una risposta di giustizia rapida: le Commissioni Tributarie provinciali e quella regionale, infatti, sono riuscite in un anno, a fronte di settemila nuovi ricorsi, a ridurre le cause pendenti da a contempo, evidenzia anche come gli uffici, filtrando le situazioni preventivamente risolvibili con l'utilizzo dell'autotutela e degli altri strumenti deflattivi, abbiano instaurato un buon rapporto con i contribuenti. E' stato sottolineato che in Piemonte 166 funzionari laureati e professionalmente formati sono impegnati nell'attività di contenzioso. A fronte di questo impegno, si è raggiunta nel 2012 una percentuale di sentenze favorevoli superiore al 60% in CTP e di poco inferiore in CTR, con una partecipazione alle udienze, da parte degli uffici, che si attesta al 95%. Nel 2012, poi, ha debuttato l'istituto della mediazione che, sia a livello nazionale che regionale, si è dimostrato un ottimo strumento deflattivo; infatti, in Piemonte ha eliminato più del 60% del potenziale contenzioso. Nel corso dell'intervento, il presidente Garino ha esposto anche dati decisamente soddisfacenti per l'agenzia delle Entrate, mettendo in evidenza la buona percentuale delle cause vinte in contenzioso dalle pubbliche amministrazioni. Sono seguiti gli interventi del rappresentante del Consiglio di presidenza, del rappresentante del Ministero dell'economia e delle Finanze, del Generale della Guardia di Finanza, dei Presidenti del Consiglio dell'ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili, della Camera degli Avvocati tributaristi e dell'associazione giudici tributari. A nome della Direzione regionale del Piemonte dell'agenzia delle Entrate, è intervenuto il Capo Ufficio Legale, Giovanna Zippo, che ha evidenziato come il Piemonte nel 2012 si sia dimostrato ancora una volta una regione virtuosa, con un numero di contenziosi più contenuto rispetto ad altre regioni di dimensioni analoghe. Ciò dimostra sicuramente la poca litigiosità dei contribuenti piemontesi e dei loro difensori, che tendono a privilegiare la via giudiziaria solo per casi importanti e dibattuti, dando origine quindi ad un contenzioso di qualità più che di quantità. Nel Alcuni "numeri" del contenzioso regionale Funzionari legali dell'agenzia delle Entrate 166 Partecipazione alle udienze 95% Sentenze favorevoli all'agenzia 60% Riduzione delle liti per mediazione 60% 4 4

5 IVA EVASA IN COOPERATIVA L'UFFICIO ANTIFRODE DELLA D.R. PORTA ALLA LUCE ILLECITI DI GRUPPO A BENEFICIO DEL "PRIMO LIVELLO" Cooperative e consorzi esistevano, ma erano strumentalmente utilizzati per l'emissione di fatture false a fronte delle quali non risultava alcun versamento dell'iva a debito oltre che, in certi casi, delle ritenute d'acconto e dei contributi previdenziali obbligatori. L'obiettivo era quello di spostare il carico fiscale e contributivo su soggetti (solo) formalmente distinti dalla società consortile al vertice della catena degli appalti, che risultava in regola con gli obblighi di legge e manteneva i rapporti diretti con i committenti. L'Ufficio Antifrode della Direzione regionale dell'agenzia delle Entrate ha incrociato alcuni dati e informazioni in suo possesso selezionando due "gruppi" di cooperative che presentavano indizi di rischio fiscale elevato. I gruppi operavano nel settore della logistica e facchinaggio ed erano strutturati nei seguenti livelli: 1) società consortile capofila; 2) consorzio di cooperative; 3) cooperative. I soggetti dell'ultimo livello risultavano non effettuare alcun versamento IVA, nonostante dichiarassero un fatturato elevato e pochi acquisti con IVA detraibile, tenuto conto del settore di attività ad alto contenuto di prestazioni di lavoro in cui operavano. Le cooperative oberate dai debiti fiscali venivano poste in liquidazione e i soci lavoratori "passavano" ad altre di nuova costituzione. La competitività della società consortile sul mercato (possibilità di offrire prezzi concorrenziali per aggiudicarsi gli appalti) era assicurata dai mancati versamenti di imposte e contributi da parte delle cooperative ed era finanziata dallo Stato, cioè da tutti i cittadini. Gli importi non versati, però, potevano anche costituire un indebito arricchimento per qualcuno se affluivano effettivamente sui conti delle cooperative e non venivano utilizzati per adempiere agli obblighi fiscali ma prelevati. In misura minore si è riscontrato anche il ricorso all'utilizzo di fatture false da parte delle cooperative con la conseguente formazione di un credito IVA utilizzato in compensazione sia verticale (IVA) sia orizzontale (ritenute e contributi previdenziali), nonché l'emissione di fatture imponibili IVA registrate dalla struttura consortile con IVA a credito e dalla cooperativa come non imponibili (mancata esposizione dell'iva a debito in dichiarazione). L'ufficio che ha effettuato i controlli ha ritenuto che l'alternarsi delle cooperative, il passaggio dei soci lavoratori da una all'altra e l'assenza di versamenti IVA nonché in taluni casi di ritenute e contributi previdenziali, fossero riconducibili ad un unico disegno fraudolento. Definiti l'ipotesi d'illecito e il perimetro dei soggetti coinvolti, sono stati disposti accessi simultanei presso più luoghi al fine di reperire gli indizi a supporto. L'indagine ha coinvolto più di metà dei funzionari dell'ufficio ed è durata diversi mesi. Al termine dell'attività istruttoria sono stati contestati, per più annualità d'imposta, l'emissione e l'utilizzo di fatture false per circa 35 milioni di euro, con un'iva non versata di 7 milioni per ciascuno dei due "gruppi". In relazione ad uno dei due filoni d'indagine, notizie recenti di stampa hanno messo in evidenza che la Procura della Repubblica ha disposto perquisizioni in nove diversi luoghi tra Torino e provincia e consegnato avvisi di garanzia ai soggetti individuati quali registi e partecipanti al disegno criminoso. 5 5

6 AGENZIA E CONFINDUSTRIA AL CONFRONTO PRIMA RIUNIONE DEL TAVOLO REGIONALE PER L'ESAME CONGIUNTO DELLE PROBLEMATICHE TRIBUTARIE Si è tenuta il 6 marzo scorso la prima riunione di coordinamento tra la delegazione della Direzione regionale del Piemonte dell'agenzia delle Entrate e i rappresentanti di Confindustria. L'incontro è stato voluto per affrontare le problematiche connesse all'interpretazione della normativa fiscale e avviare un rapporto improntato al dialogo e al confronto. Questi, infatti, gli obiettivi principali del protocollo d'intesa tra la Direzione regionale del Piemonte dell'agenzia delle Entrate e Confindustria Piemonte, firmato a Torino ad ottobre I primi frutti di questo progetto sono arrivati con la costituzione di un tavolo tecnico congiunto, composto da un gruppo di specialisti di entrambi gli enti, per affrontare i riflessi concreti dell'interpretazione di specifiche norme fiscali che impattano sull'attività di impresa. La Direzione regionale ha manifestato il proprio interesse per l'iniziativa mettendo in campo un gruppo di funzionari rappresentativi delle diverse realtà e specializzazioni professionali presenti nell'amministrazione. Il team dell'agenzia, guidati dai capi settore Adriana Noto (Servizi e Consulenza) e Giuliano Donatiello (Controlli e Riscossione), ha così portato il proprio contributo offrendo un'analisi completa delle varie questioni affrontate. I primi temi da esaminare sono stati messi sul tavolo dall'associazione degli industriali piemontesi che ha proposto per la discussione una serie di problematiche operative che le imprese si trovano ad affrontare quotidianamente e per le quali si rivolgono al proprio ente associativo per avere supporto. Si è così discusso, principalmente, dell'evoluzione normativa relativa alla deducibilità dei costi per autovetture assegnate in uso promiscuo ad amministratori e dipendenti, nonché della spettanza delle deduzioni forfetarie e deduzioni per ricercatori, in caso di lavoratori dipendenti distaccati da società estere presso datori di lavoro in Italia. L'incontro si è svolto presso la sede di Confindustria Piemonte in un clima di serena e propositiva collaborazione, all'insegna di un rapporto fondato sui criteri di trasparenza, buona fede e correttezza. NOVITÀ FISCALI, CINQUE I CONVEGNI NEI PRIMI MESI DEL 2013 Cinque appuntamenti per l'approfondimento delle tematiche fiscali in Piemonte organizzati dall'agenzia delle Entrate nei primi mesi del Torino (16 gennaio e 19 febbraio), Novara (12 febbraio), Biella (20 febbraio) e Cuneo (21 marzo) le città protagoniste dei convegni che hanno visto l'amministrazione fiscale a confronto con ordini professionali e associazioni di categoria sui temi di più scottante attualità. Dall'entrata in vigore del nuovo redditometro, alla riforma delle procedure concorsuali nel diritto societario, dalle novità in materia di IVA nella fatturazione ai nuovi requisiti di deducibilità per le perdite sui crediti. Con focus specifico sulla fiscalità internazionale nel secondo appuntamento di Torino del 19 febbraio, che ha visto al centro dell'analisi l'armonizzazione dei trattamenti fiscali per le imprese che lavorano su più ambiti nazionali, i rimedi contro le doppie imposizioni e gli strumenti per evitare fenomeni di elusione. Obiettivo dei convegni è quello di analizzare tempestivamente le principali novità normative a beneficio della platea dei consulenti professionali che assistono i circa 3,2 milioni di contribuenti piemontesi. 6 6

7 COME SI FANNO I CONTROLLI NUOVO PROGETTO EDUCATIVO ALLA LEGALITA DESTINATO AGLI STUDENTI PIEMONTESI MATURANDI Imparare concretamente, dal vivo, come si fa il contrasto all'evasione fiscale e contributiva; cosa significa la tutela del diritto d'autore; come possono intervenire gli organi di polizia giudiziaria in questo contesto. È una vera e propria full immersion per gli studenti, protagonisti di un nuovo progetto formativo messo a punto dalla Direzione regionale del Piemonte dell'agenzia delle Entrate. Destinatari gli studenti piemontesi dell'ultimo anno degli istituti tecnici economici, che vengono guidati per un giorno nei meandri dell'attività operativa di una squadra al servizio della collettività: una vera e propria "nazionale" delle istituzioni composta da Agenzia delle Entrate, Arma dei Carabinieri, Inps, Siae e Polizia Municipale. Questi studenti parteciperanno a una simulazione di indagine che parte dalla segnalazione di un cittadino sull'attività di un circolo sportivo che ha tutte le caratteristiche di un club esclusivo, ma che ai fini fiscali finge di essere una semplice associazione senza fini di lucro. Un caso di evasione fiscale da cui conseguono irregolarità di vario tipo che interessano le altre istituzioni coinvolte. "Abbiamo ricostruito per i ragazzi un ambiente virtuale ispirato a vicende realmente accadute, non inventiamo nulla: è la realtà che spesso supera la fantasia. Cercheremo di spiegare la gravità di queste violazioni e mostreremo loro come funziona il lavoro delle istituzioni preposte al controllo. In questo progetto l'agenzia delle Entrate non è sola. Preziosissimo è stato il contributo dell'arma dei Carabinieri, dell'inps, della Siae e della Polizia Municipale. Lo stretto legame fra tutte le istituzioni verso il comune obiettivo della legalità è, infatti, uno dei principali messaggi da trasmettere ai ragazzi che muovono i primi passi verso questo innovativo percorso di educazione civica, fiscale e contributiva". Così il Direttore regionale, Rossella Orlandi, ha sintetizzato il significato del progetto che è stato presentato a Torino lo scorso 20 marzo. Nella prima fase, fino al mese di maggio del 2013, le attività didattiche interesseranno circa 300 studenti di Torino e provincia. In seguito, nel prossimo anno scolastico, parteciperanno altri mille studenti delle restanti province del Piemonte. 7 7

8 MEDIAZIONE, AL VIA L'OSSERVATORIO AVRÀ IL COMPITO DI FAVORIRE L'APPLICAZIONE DELL'ISTITUTO DI COMPOSIZIONE DELLE LITI FISCALI "MINORI" E' stato attivato presso la Direzione regionale del Piemonte il nuovo organismo denominato "Osservatorio sull'andamento della mediazione". Si tratta di uno strumento diretto a favorire e ad ampliare il dialogo fra l'agenzia delle Entrate, gli Ordini professionali e le organizzazioni che rappresentano i contribuenti, nell'ottica deflattiva e di tax compliance propria della mediazione tributaria. La partecipazione è stata, infatti, estesa ad esperti della materia attentamente selezionati dall'agenzia fra i propri dipendenti ed ai professionisti designati dagli Ordini dei dottori commercialisti ed esperti contabili del Piemonte, dalla Camera degli Avvocati Tributaristi di Torino, dall'associazione Nazionale Tributaristi (LAPET) e dall'istituto Nazionale dei Tributaristi (INT). Del coordinamento dei lavori si occupa Luigina Labriola, in qualità di referente per la mediazione per il Piemonte presso l'ufficio Legale della Direzione regionale. L'organismo neo costituito dovrà essenzialmente svolgere un monitoraggio sistematico delle criticità, dei dubbi e delle divergenze emerse a livello regionale nella gestione del procedimento di mediazione, cercando altresì di individuare le iniziative più idonee a favorire la conoscenza dell'istituto. A tal fine è stato peraltro previsto l'intervento, sempre a fianco dell'osservatorio, di un nucleo per la ricognizione degli orientamenti attualmente prevalenti della Commissione Tributaria regionale ed eventualmente delle Commissioni Tributarie provinciali, su specifiche questioni controverse. Vista la delicata funzione che tale nucleo andrà ad assumere, è stata anche prevista la partecipazione dei giudici tributari designati dai Presidenti di Commissione. L'Osservatorio è già operativo e lo scorso 13 marzo il Direttore regionale ha aperto la prima riunione, rimarcando che l'attività sarà necessariamente improntata ad un confronto tecnico, aperto ai suggerimenti di tutti gli attori coinvolti, in vista del comune obiettivo di garantire un'uniformità di comportamenti su tutto il territorio regionale e una progressiva riduzione del contenzioso di minor valore. Il confronto iniziale è stato proficuo ed ha immediatamente consentito la messa a punto delle future modalità operative. Si tratterà in pratica di stabilire preventivamente le problematiche da porre all'ordine del giorno, di affrontarle sotto un profilo essenzialmente pratico-operativo, così da giungere - ove possibile - ad una soluzione condivisa del problema. Nel corso del primo incontro è stato inoltre chiarito che la funzione del predetto nucleo sarà essenzialmente quella di individuare le questioni controverse sulle quali concentrare la ricerca giurisprudenziale, nonché di stabilire i criteri di sintesi e di classificazione delle sentenze rinvenute. I rappresentanti dell'agenzia non hanno comunque mancato di sottolineare che il superamento delle criticità eventualmente riscontrabili nell'affrontare le questioni "mediabili", non potrà prescindere da un lavoro di insieme - con il coinvolgimento, ove necessario, della Direzione centrale - e dalla costante individuazione di possibili margini di miglioramento. Le aspettative sono elevate, ma ora si passa alla verifica sul campo. Intanto è già stato fissato il prossimo incontro per il 23 maggio

9 FRODI "CAROSELLO", CORSA CONTRO IL TEMPO NEL 2012 LA D.R. HA BLOCCATO L'ATTIVITÀ ILLECITA DI VARI SOGGETTI, AVVIANDO ANCHE L'AZIONE PENALE Nell'ambito delle attività di contrasto delle frodi IVA comunitarie, non sono infrequenti i casi in cui l'amministrazione riesce a intervenire troppo tardi, quando il danno per l'erario è già stato consumato ed è difficilissimo recuperare il maltolto. La frode IVA comunitaria sfrutta, nella sostanza, il salto d'imposta che si crea nei rapporti commerciali tra soggetti domiciliati all'interno dell'unione Europea e può presentarsi in forme diverse che si sono evolute nel tempo. Lo schema di base prevede che un soggetto acquirente nazionale, anziché procedere agli acquisti direttamente da un fornitore comunitario, interpone una cartiera (missing trader) e spesso dei filtri (buffer), con la finalità di giovarsi dell'evasione dell'iva da parte del primo soggetto interposto per abbassare il prezzo di acquisto dei beni e ottenere un indebito vantaggio concorrenziale. Il "ciclo vitale" dei soggetti interposti è molto breve, con conseguenti ricadute negative sulle possibilità di recupero delle somme non versate nonché di reperire indizi di partecipazione al disegno fraudolento dei reali destinatari dei beni. Lo schema può prevedere delle varianti, come ad esempio la frode IVA "carosello", e può combinarsi con l'utilizzo abusivo di altre norme fiscali, come ad esempio l'acquisto di merce senza IVA mediante la presentazione delle "dichiarazioni d'intento" (anche in questo caso viene sfruttato il salto d'imposta che la norma prevede in presenza di determinati requisiti). Sulla base dell'esperienza maturata, nell'anno 2012 l'ufficio Antifrode della Direzione regionale ha cercato di individuare e intercettare fenomeni fraudolenti in tempo reale. Organizzando le informazioni possedute (principalmente processi verbali redatti dall'ufficio stesso, da altri uffici dell'agenzia e da altri enti), è stato selezionato un insieme di soggetti missing trader che hanno effettuato acquisti intracomunitari negli anni passati. Successivamente sono stati individuati i rispettivi fornitori UE e, attraverso questi, tutti i clienti nazionali, dedicando maggiore attenzione alle operazioni commerciali più recenti. Sono così stati individuati alcuni soggetti che presentavano tutte le caratteristiche dei missing trader: effettuazione acquisti intracomunitari, assenza di dichiarazioni e assenza di versamenti. In particolare è stato individuato un soggetto che di fatto stava "proseguendo" l'attività di precedenti cartiere già intercettate e fermate. L'importo degli acquisti e delle cessioni soggettivamente inesistenti effettuato in soli undici mesi dell'anno 2011 è risultato pari a 18 milioni di euro circa, con un'iva relativa non versata pari a 3,6 milioni. Non appena l'ufficio ha effettuato l'accesso e soprattutto ha escluso la partita IVA dall'elenco VIES, si è avuto modo di osservare che il soggetto ha smesso di operare, ma il suo posto è stato preso da un altro missing trader che ha lavorato negli ultimi due mesi del 2011 e nei primi quattro del 2012, realizzando operazioni inesistenti per 9 milioni circa con un'iva non versata di 1,8 milioni di euro. L'ufficio ha attivato il controllo anche nei confronti di tale soggetto tra marzo e aprile 2012, lo ha escluso dall'elenco VIES in modo da interrompere la frode e ha redatto il processo verbale di constatazione. L'ufficio ha segnalato tutti i clienti delle cartiere (la maggior parte dei quali domiciliati fuori regione) e ha esposto il piano di controllo alla Procura della Repubblica. E' notizia recente che la Procura ha proseguito le indagini e arrestato cinque persone reputate "componenti di un sodalizio ritenuto responsabile di una frode ". Le indagini dell'ufficio hanno permesso di segnalare all'autorità giudiziaria non solo i nominativi delle "teste di legno" che amministravano le cartiere, ma anche un soggetto che probabilmente rappresentava l'anello superiore nel sodalizio che ha architettato e gestito la frode. 9 9

10 IL CODICE FISCALE NELLA CULLA L'AGENZIA HA ATTIVATO IL SERVIZIO PRESSO IL "SANT'ANNA" DI TORINO Niente più spostamenti in giro per la città, né code da affrontare, ma un unico punto di servizio dove svolgere le prime pratiche amministrative. Accade all'ospedale ostetrico ginecologico "Sant'Anna" di Torino, dove i neo genitori potranno ricevere, praticamente in tempo reale e "a portata di culla", il codice fiscale per il loro bambino grazie allo sportello dedicato attivato dalla Direzione regionale del Piemonte dell'agenzia delle Entrate. La postazione lavora "fianco a fianco" con gli sportelli dello stato civile del Comune di Torino, che era già attivo per le pratiche anagrafiche. Si tratta di un servizio molto importante: senza il codice fiscale, ad esempio, non è possibile effettuare presso la Asl la scelta del pediatra per il proprio bambino. "Con lo sportello offriamo una soluzione semplice e immediata alle necessità delle persone. Non è più il cittadino che deve andare alla ricerca dell'ufficio competente, ma è il servizio che arriva dove si presenta l'esigenza da soddisfare", così il Direttore regionale Rossella Orlandi nella foto a destra, mentre inaugura lo sportello ha sottolineato il senso di questo nuovo punto di assistenza agli utenti. Nella sua fase iniziale, lo sportello sarà aperto il martedì ed il venerdì, dalle ore 9 alle ore 13. La platea potenziale è veramente molto estesa, basti pensare che solo nel 2012 presso l'ospedale Sant'Anna di Torino sono nati ben bambini. "Questo nuovo servizio aggiunge un ulteriore punto di efficienza ad un ospedale di eccellenza delle mamme e dei neonati, che si avvicina sempre di più alle esigenze delle famiglie", ha notato con soddisfazione il Direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino, Angelo Del Favero. Per la cronaca, il primo utente dello sportello si chiama Roberto, papà di Rebecca. VISTO DI CONFORMITÀ, ATTENZIONE ALLA POLIZZA ASSICURATIVA Al fine di conservare l'iscrizione nell'elenco dei professionisti abilitati ad apporre il visto di conformità sulle dichiarazioni IVA, gli intermediari sono tenuti ad adoperarsi per dare continuità alla copertura assicurativa attraverso il rinnovo della polizza oppure tramite il pagamento della quietanza successiva. La Direzione regionale del Piemonte, con la nota prot del 25 febbraio 2013, ha fornito indicazioni a tale riguardo prevedendo che il rinnovo della polizza assicurativa (nel caso di tacito rinnovo) ovvero gli attestati delle quietanze (nel caso di rateazione del pagamento) debbano essere presentati entro 30 giorni dalla scadenza attraverso uno dei seguenti canali: via fax al numero , mediante consegna a mano, tramite raccomandata AR indirizzata all'ufficio Gestione Tributi della Direzione regionale del Piemonte, corso Vinzaglio 8, Torino, tramite Posta Elettronica Certificata all'indirizzo Coloro che non adempiranno tempestivamente saranno invitati a regolarizzare la posizione e, se non provvederanno, saranno cancellati dall'elenco. Tale provvedimento, tuttavia, non ha carattere sanzionatorio: successivamente alla cancellazione, infatti, il professionista può iscriversi nuovamente, producendo una nuova e completa comunicazione ai sensi dell'art. 21 del D.M. n. 164/1999. Il professionista è però tenuto a verificare con la compagnia assicurativa che la data di validità del rinnovo o la stipula del nuovo contratto coincidano con il giorno di scadenza del contratto precedente. Ciò al fine di evitare periodi di interruzione nella copertura assicurativa. La polizza assicurativa, inoltre, può essere stipulata da una società di servizi, purché nel contratto di assicurazione risulti come contraente la società di servizi e come soggetto assicurato il professionista nella sua attività di apposizione del visto. Nella nota si rammenta infine che eventuali variazioni di dati ed elementi in precedenza resi noti, tra cui in particolare il domicilio fiscale, devono essere comunicati entro 30 giorni alla Direzione regionale

11 EVASORI "SERIALI" SMASCHERATI A TORINO VASTO GIRO DI FRODI FISCALI SCOPERTO DALLA D.P. I DI TORINO. MANETTE E SEQUESTRI PER I COINVOLTI Una rete di imprenditori, professionisti e prestanome che operavano frodi fiscali "a catena" nel settore immobiliare è stata scoperta dalla Direzione provinciale I delle Entrate di Torino. Gli accertamenti hanno fatto emergere imponibile Iva per oltre 85 milioni di euro, rilievi ai fini delle imposte dirette per 25 milioni e imposte non pagate per 24 milioni. Un complesso giro di operazioni truffaldine con 9 società coinvolte e una dozzina di persone implicate a vario titolo. L'indagine è partita da una verifica fiscale nei confronti di una società che riportava in dichiarazione un consistente credito IVA: il classico indizio seguendo il quale molto spesso si scoprono consistenti irregolarità fiscali. Questa volta, però, i funzionari dell'agenzia delle Entrate si sono trovati ad aprire un vero e proprio "vaso di Pandora". Una serie di intrecci di attività fraudolente intessute da un gruppo di soggetti che avevano solidi e sedimentati rapporti d'affari reciproci. All'inizio della matassa si è scoperta una prima società "cartiera". In sostanza, questa emetteva fatture per consentire ad altre società beneficiarie - riconducibili allo stesso gruppo di persone - di abbattere il proprio reddito d'impresa e creare dal nulla dei crediti IVA, utilizzati come una sorta di "bancomat" per pagare altri debiti con l'erario e con gli enti previdenziali attraverso il meccanismo della compensazione. A mano a mano che l'indagine procedeva (in stretto raccordo con la Procura della Repubblica di Torino, cui sono stati segnalati gli indizi dei reati tributari scoperti) emergevano sempre più chiare le "relazioni pericolose" fra soggetti imprenditoriali, e fra questi e i professionisti che fornivano loro il know how specifico per mettere in pratica i trucchetti contabili. I meccanismi scoperti sono quelli ormai conosciuti di questo genere di frodi: sottofatturazioni degli immobili venduti agli acquirenti finali e contabilizzazioni di fatture per operazioni inesistenti (per lo più finte consulenze professionali), il ricorso a "teste di legno", alcune delle quali già incontrate in una precedente indagine dell'ufficio regionale antifrode dell'agenzia. A ciò si sono aggiunti un acconto plurimilionario per l'acquisto di un terreno edificabile inesistente e la falsificazione, all'insaputa dei fornitori, di alcune fatture per gonfiarne gli importi. A sigillare l'attività di indagine sono stati eseguiti alcuni provvedimenti restrittivi e il sequestro conservativo di beni immobili e di conti bancari per un valore complessivo di oltre 9 milioni di euro. Contemporaneamente sono state iscritte ipoteche su 112 immobili a tutela del credito erariale e segnalata la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte per le cessioni immobiliari avvenute, improvvisamente e spesso in blocco, a favore di soggetti societari di nuova costituzione. RISERVATEZZA DEI DATI NEGLI STUDI PROFESSIONALI, CONVEGNO A TORINO "Il rispetto della privacy: obbligo per gli intermediari, garanzia per i contribuenti". Questo è il titolo del convegno che si è tenuto a Torino il 22 marzo, organizzato dalla Direzione regionale dell'agenzia delle Entrate del Piemonte e dall'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Ivrea, Pinerolo e Torino. L'evento formativo era indirizzato prevalentemente ai professionisti del settore tributario che quotidianamente devono confrontarsi con le problematiche relative al trattamento dei dati personali dei propri clienti e con il rispetto di inderogabili standard di sicurezza a tutela della loro riservatezza. Dopo i saluti del Vice Presidente dell'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Torino, Salvatore Regalbuto, e del Direttore regionale dell'agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, il convegno è entrato nel vivo con le relazioni di Giorgio Navarra dell'ufficio Audit Esterno della Direzione regionale, che ha illustrato i Controlli e la metodologia adottata dell'agenzia delle Entrate e di Matteo Piperno della Direzione centrale Audit e sicurezza, che ha parlato dei controlli agli intermediari Entratel

12 L'ETICA PRIMA DI TUTTO INIZIATIVA FORMATIVA SU VALORI E RESPONSABILITÀ DEL SERVIZIO PUBBLICO Il tema non è di quelli facili da affrontare. La responsabilizzazione della pubblica amministrazione nei confronti dei diritti dei cittadini è un concetto ampiamente affermato dalla normativa degli ultimi anni, a partire dalla ormai storica pietra miliare della legge 241 del Una vera e propria rivoluzione culturale, che coinvolge a pieno titolo l'agenzia delle Entrate, che ha deciso di assumere l'iniziativa e giocare d'anticipo. In questi giorni, in Piemonte, è partito un programma di formazione sui temi dell'etica del lavoro che nel giro di tre anni coinvolgerà tutti i funzionari in servizio. Un impegno organizzativo non da poco. Il corso prevede due giorni di approfondimento dedicato ai temi della diligenza professionale, della relazione positiva con il pubblico, con sullo sfondo il sistema di norme, doveri e sanzioni che disciplinano il rapporto di lavoro: sono elementi che sigillano l'alto significato della funzione di servizio alla collettività. E il corso è l'occasione per formalizzare il sistema di valori che l'agenzia delle Entrate fa proprio e condivide con tutti i dipendenti, dimostrando, concretamente, di non trascurare affatto questi aspetti strategici. "In tutte le organizzazioni non è necessario soltanto un sapere tecnico, ma anche un sapere più alto in termini di valori e di saper essere. Specialmente in un momento delicato come questo, in cui siamo oggetto di forti attenzioni, anche a livello mediatico". Queste le parole che ha pronunciato il Direttore regionale Rossella Orlandi, inaugurando la prima edizione del corso di formazione. "Etica - ha proseguito il Direttore - è qualcosa di più che corretto. È innanzitutto onestà, soprattutto onestà intellettuale, per poter svolgere un lavoro serio al servizio del paese. Io sono fiera di appartenere a questa amministrazione che vuole essere simbolo di un'italia giusta. Dobbiamo però avere una spinta continua al miglioramento di noi stessi, con la voglia di farlo concretamente." Intermediari tributari, accordi per l'assistenza telematica La Direzione regionale del Piemonte, nel quadro degli accordi a livello nazionale, ha stipulato di recente dei protocolli d'intesa con gli Ordini dei dottori commercialisti ed esperti contabili e dei consulenti del lavoro della Regione Piemonte, con le associazioni di tributaristi e con numerose associazioni di categoria. Gli Ordini e le associazioni si sono impegnati a promuovere presso i propri iscritti ed associati l'utilizzo in via esclusiva del canale telematico (anche per la registrazione dei contratti), ricorrendo all'assistenza diretta presso gli Uffici solo in via del tutto residuale. Gli intermediari dovranno quindi utilizzare il canale CIVIS per le problematiche legate alle comunicazioni di irregolarità ed alle cartelle di pagamento, mentre nei casi di maggiore complessità potranno utilizzare le apposite caselle PEC messe a disposizione dalla Direzione centrale. Dal canto suo, l'agenzia delle Entrate si è impegnata a fornire risposta alle richieste di assistenza inviate tramite CIVIS e PEC entro un massimo di 10 giorni lavorativi e, per le ipotesi in cui non sia disponibile una modalità telematica per il servizio richiesto o la richiesta di assistenza formulata mediante CIVIS o PEC non sia stata adeguatamente soddisfatta, ha riservato a tutti i sottoscrittori una quota degli appuntamenti disponibili presso gli Uffici territoriali. 12

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