*++$,#!#$$*%*& -%*!$$"%#&.! $$$#!$& + ' %!!/%!!%+4& %!!/!"*5!$5%!! & : )%%!!# ' "! # ( $ %!

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "*++$,#!#$$*%*& -%*!$$"%#&.! $$$#!$& + ' 2 3 44 %!!/%!!%+4& %!!/!"*5!$5%!!01+ +67. 89& : )%%!!# '+ 7 0 +49 8 67. 89 "! # ( $ %!"

Transcript

1 ' ' '!" #$%&!$!#$"$("& $$$! )& *++$,#!#$$*%*& -%*!$$"%#&.! $$$#!$& %!/!**$%!!01+ + ' %!!/%!!%+4& %!!/!"*5!$5%!! & : )%%!!# ' * "! # ( $ %! + +4 " 27 $3& 8' ;++49 REGOLAMENTO DIDATTICO FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA INDICE Articolo 1. Definizioni TITOLO I. Corsi di studio, strutture didattiche e commissioni Articolo 2. Titoli e Corsi di studio Articolo 3. Strutture didattiche Articolo 4. Regolamenti didattici e Ordinamenti didattici Articolo 5. La Facoltà e il Consiglio di Facoltà Articolo 6. Il Preside Articolo 7. Convocazione e funzionamento del Consiglio di Facoltà Articolo 8. La Giunta di Facoltà Articolo 9. Le Classi di Corsi di studio e le Giunte di Classe Articolo 10. I Corsi di studio e i Consigli di Corso di studio Articolo 11. Istituzione, attivazione e disattivazione delle Strutture didattiche Articolo 12. Crediti formativi universitari Articolo 13. Requisiti di ammissione ai Corsi di studio, attività formative propedeutiche e integrative Articolo 14. Manifesto degli studi, curricula e piani di studio Articolo 15. Orientamento e tutorato Articolo 16. Commissione Didattica, Orientamento e Tutorato Articolo 17. Nucleo di Valutazione Articolo 18. Consiglio dei Clinici

2 Articolo 19. Commissioni TITOLO II. Tipologia e regolamentazione dei corsi di studio e delle attività didattiche Articolo 20. Corsi di laurea Articolo 21. Corsi di laurea specialistica Articolo 22. Corsi di specializzazione Articolo 23. Master universitari Articolo 24. Trasferimenti, passaggi di Corso e di Facoltà, ammissione a prove singole Articolo 25. Mobilità studentesca e riconoscimento di studi compiuti all estero Articolo 26. Calendario didattico Articolo 27. Tipologia e articolazione degli insegnamenti Articolo 28. Esami e verifiche del profitto Articolo 29. Studenti impegnati a tempo pieno e studenti non frequentanti, studenti fuori corso e ripetenti interruzione degli studi Articolo 30. Doveri didattici dei Docenti e dei Ricercatori Articolo 31. Attività didattiche formative, integrative e di tutorato legate all incentivazione dei Docenti e dei Ricercatori Articolo 32. Promozione e pubblicità dell offerta didattica Articolo 33. Prove finali e conseguimento dei titoli di studio TITOLO III. Diritti e doveri degli studenti Articolo 34. Immatricolazioni e iscrizioni Articolo 35. Certificazioni Articolo 36. Tutela dei diritti degli studenti TITOLO IV. Norme transitorie e finali Articolo 37. Allegati e approvazione del Regolamento didattico di Facoltà Articolo 38. Modifiche del Regolamento didattico di Facoltà Articolo 49. Norme transitorie ARTICOLO 1 Definizioni 1. Ai sensi del presente Regolamento si intende: a) per Regolamento Generale sull Autonomia, il Regolamento recante norme concernenti l Autonomia Didattica degli Atenei di cui al D.M. del 3 novembre 1999, n. 509; b) per Corsi di studio, i Corsi di Laurea, di Laurea specialistica, di Specializzazione e di Master universitario come individuati dall art. 2; c) per titoli di studio, la Laurea, la Laurea specialistica, il Diploma di Specializzazione e il Master, come individuati dall art. 2; d) per Decreti ministeriali, i Decreti emanati ai sensi e secondo le procedure di cui all articolo 17, comma 95, della legge del 15 maggio 1997, n. 127 e successive modifiche, e recanti la definizione delle Classi di appartenenza dei Corsi di studio, dei relativi obiettivi formativi qualificanti, delle attività formative indispensabili per conseguirli e del numero minimo di crediti per attività formativa e per ambito disciplinare; e) per Classi di appartenenza dei Corsi di studio (o più brevemente Classi di Corsi di studio), l insieme dei Corsi di studio, comunque denominati, raggruppati e determinati dai Decreti ministeriali; f) per Regolamenti didattici dei Corsi di studio, i Regolamenti di cui all articolo 11, comma 2, della legge del 19 novembre 1990, n. 341, nonché all art. 12 del Regolamento Generale sull Autonomia; %

3 g) per Ordinamenti didattici dei Corsi di studio, l insieme delle norme che regolano i curricula dei Corsi di studio; h) per settori scientifico-disciplinari, i raggruppamenti di cui al D.M. del 4 ottobre 2000 Rideterminazione e aggiornamento dei settori scientificodisciplinari e definizione delle relative declaratorie, ai sensi dell art.2 del DM 23 dicembre 1999; i) per ambito disciplinare, un insieme di settori scientifico-disciplinari culturalmente e professionalmente affini, definito dai Decreti ministeriali; j) per credito formativo universitario, la misura del volume di lavoro di apprendimento, compreso lo studio individuale, richiesto ad uno studente in possesso di adeguata preparazione iniziale per l acquisizione di conoscenze ed abilità nelle attività formative previste dagli Ordinamenti didattici dei Corsi di studio; k) per obiettivi formativi, l insieme di conoscenze e abilità che caratterizzano il profilo culturale e professionale al conseguimento delle quali il Corso di studio è finalizzato, come precisati dai Decreti ministeriali; l) per attività formativa, ogni attività organizzata o prevista dalle Università al fine di assicurare la formazione culturale e professionale degli studenti, con riferimento, tra l altro, ai corsi di insegnamento, ai seminari, alle esercitazioni pratiche o di laboratorio, alle attività didattiche a piccoli gruppi, al tutorato, all orientamento, ai tirocini, ai progetti, alle tesi, alle attività di studio individuale e di autoapprendimento; m) per curriculum, l insieme delle attività formative universitarie ed extrauniversitarie specificate nel Regolamento didattico del Corso di studio al fine del conseguimento del relativo titolo; n) per Regolamento per l incentivazione dell impegno didattico dei Professori e dei Ricercatori universitari, il Regolamento approvato dall Ateneo ai sensi dell art. 4 della Legge 370 del 19 ottobre TITOLO I Corsi di studio e strutture didattiche ARTICOLO 2 Titoli e Corsi di studio 1.La Facoltà di Medicina e Chirurgia dell Università degli Studi di L Aquila (in seguito UAQ) organizza i Corsi per il conseguimento di titoli di studio di primo livello o Laurea, di secondo livello o Laurea specialistica, nonché Diplomi di Specializzazione e Master universitari. 2. La Laurea, la Laurea specialistica, il Diploma di Specializzazione e il Master universitario sono conseguiti al termine dei rispettivi Corsi di studio, ossia dei Corsi di Laurea, di Laurea specialistica, di Specializzazione e di Master attivati dalla Facoltà in osservanza dei Decreti ministeriali e nell ambito delle Classi di appartenenza in essi individuate. 3. I titoli di studio rilasciati dall UAQ al termine di Corsi di studio appartenenti alla medesima Classe sono sotto tutti gli aspetti giuridici equivalenti. Essi sono tuttavia contrassegnati da denominazioni particolari coincidenti con quella del Corso di studio corrispondente, oltre che dall indicazione numerica della Classe di appartenenza.

4 4. Tipologia, durata, numero dei crediti necessari e criteri generali per l organizzazione strutturale dei diversi Corsi di studio sono determinati dalle disposizioni delle Leggi e dei Decreti ministeriali in vigore e in particolare del Regolamento Generale sull Autonomia e successive modifiche, e sono disciplinati dai relativi Regolamenti didattici, autonomamente approvati dall UAQ in conformità con tali disposizioni. 5 I requisiti di ammissione ai diversi Corsi di studio, l elenco degli insegnamenti e delle altre attività formative, le modalità di conseguimento dei crediti nell ambito dei diversi curricula, nonché le forme di verifica periodica dei crediti acquisiti sono fissati nei rispettivi Regolamenti didattici. 6. Il conseguimento dei titoli di studio avviene secondo le modalità previste dalle Leggi e dai Decreti ministeriali in vigore e viene disciplinato dall art. 34 del presente Regolamento. 7. La Facoltà può attivare, ai sensi delle Leggi in vigore e secondo la disciplina fissata dall art. 13 del presente Regolamento, servizi didattici propedeutici o integrativi finalizzati al completamento della formazione richiesta dai diversi livelli dei Corsi di studio. ARTICOLO 3 Strutture didattiche 1. Le Strutture didattiche che possono essere proposte dalla Facoltà per l attivazione sono, nell ordine: a) le Classi di Corsi di studio; b) i Corsi di studio, articolati in Corsi di Laurea, Corsi di Laurea specialistica, Corsi di Specializzazione, Corsi di Master universitario; c) le eventuali Strutture didattiche speciali che erogano servizi didattici integrativi, ai sensi dell art Le attività delle Strutture didattiche di cui al punto b) sono disciplinate da un relativo ed apposito Regolamento didattico; 3. Ogni Struttura didattica è retta da un Consiglio didattico costituito da una rappresentanza di Professori di prima e seconda fascia, di Ricercatori e di Studenti. L art. 10 del presente Regolamento ne stabilisce la composizione numerica, la durata della carica e le modalità di elezione. 4. I Regolamenti didattici dei relativi Corsi di studi possono prevedere, ove non contemplati dallo Statuto, l istituzione di organi ristretti all interno di ciascuna Struttura, cui demandare lo svolgimento di particolari funzioni. 5. Ai sensi delle leggi vigenti e in base ad appositi accordi possono essere attivate Strutture didattiche interfacoltà e interateneo, a ciascun livello di Corsi di studio. ARTICOLO 4 Regolamenti didattici e Ordinamenti didattici 1. I Regolamenti delle Strutture didattiche attivate nella Facoltà di Medicina e Chirurgia sono emanati dal Rettore, su proposta del Consiglio didattico interessato e su delibera, a maggioranza dei componenti, del Consiglio di ciascuna Struttura didattica superiore interessata e comunque della Facoltà o delle Facoltà interessate. I regolamenti delle Facoltà devono essere approvati )

5 dal Senato Accademico. I Regolamenti delle Strutture didattiche interateneo sono emanati congiuntamente, in base ad accordi stabiliti, dai Rettori degli Atenei interessati, in seguito ad approvazione dei rispettivi Senati Accademici. 2. Nel rispetto di quanto stabilito dallo Statuto e dal presente Regolamento, i Regolamenti delle Strutture didattiche superiori determinano le norme generali cui devono attenersi i Regolamenti delle Strutture didattiche attivate al loro interno. In particolare, nel caso di attivazione di Corsi di studio interfacoltà, i Regolamenti di Facoltà determinano le norme generali cui devono attenersi i Consigli di Corso di Studio cui essi appartengono, in base ad un accordo tra le Facoltà interessate che assicuri il pieno rispetto delle norme generali stabilite da ciascuna di esse. 3. In caso di persistente dissenso tra diverse Facoltà al cui interno sono attivati Corsi di Studio interfacoltà, la questione viene rimessa al Senato Accademico, che decide in modo vincolante. 4. Il Regolamento didattico di ciascun Corso di studio, approvato dal Consiglio di Facoltà e dal Senato Accademico, nel rispetto dei Decreti ministeriali, disciplina fra l altro l Ordinamento didattico relativo, comprensivo della tipologia e dell ordine degli insegnamenti impartiti, dell articolazione strutturale dei curricula e della determinazione dei crediti corrispondenti ad ogni attività formativa in essi prescritta. 5. L insieme degli Ordinamenti didattici dei Corsi di studio attivati all interno di una Facoltà o dei Corsi di studio interfacoltà confluiscono annualmente, entro i tempi stabiliti dal Senato Accademico, nel Manifesto didattico di Facoltà o nei Manifesti delle Facoltà interessate. 6. Ciascun Regolamento didattico dei Corsi di studio, redatto nel rispetto dei Decreti ministeriali, disciplina in particolare: a) la denominazione del Corso di studi, la formulazione degli obiettivi formativi specifici e la Facoltà o le Facoltà di afferenza; b) l elenco delle attività formative istituzionali finalizzate all acquisizione dei crediti che costituiscono i curricula previsti dal Corso, degli insegnamenti (con indicazione dei settori scientifico-disciplinari di riferimento), suddivisi di norma per annualità e con precisazione delle eventuali propedeuticità nonché articolazioni in moduli e tipologie didattiche, delle altre attività formative contemplate dai Decreti ministeriali; c) le modalità di svolgimento delle eventuali attività di laboratorio, pratiche e di tirocinio previste dai curricula; d) l assegnazione dei crediti formativi universitari alle diverse attività formative suddivise di norma per anno di corso; e) l articolazione dei curricula perseguibili nell ambito del corso e l eventuale possibilità da parte dello studente della formulazione di un piano di studi corrispondente ad un curriculum individuale e le relative modalità di presentazione; f) le eventuali obbligatorietà di frequenza e/o le eventuali modalità organizzative di attività sostitutive della frequenza obbligatoria per studenti lavoratori o disabili, con eventuale previsione di supporti formativi integrativi a distanza per studenti non frequentanti o non impegnati a tempo pieno (ai sensi #

6 dell art. 24 del presente regolamento e dell art. 11, comma 7, lett. h) del Regolamento Generale sull Autonomia); g) la regolamentazione della corrispondenza tra i crediti formativi universitari previsti dal Corso e quelli acquisibili presso altre istituzioni universitarie nazionali e della Comunità europea; h) i requisiti di ammissione al Corso di studio e le eventuali disposizioni relative ad attività formative propedeutiche e integrative istituite allo scopo di consentire l assolvimento del debito formativo, ai sensi dell art. 13; i) la tipologia e le modalità formali che regolano la prova finale per il conseguimento del titolo di studio. ARTICOLO 5 Le Facoltà e il Consiglio di Facoltà 1. La Facoltà di Medicina e Chirurgia è, sotto l aspetto didattico, la struttura fondamentale di appartenenza dei Professori di prima e di seconda fascia e dei Ricercatori. 2. La Facoltà è retta da un Consiglio di Facoltà costituito dai Professori di prima e di seconda fascia, dai Ricercatori confermati e da una rappresentanza degli studenti stabilita dallo Statuto vigente. 3. Il Consiglio di Facoltà assicura il coordinamento e l armonia degli obiettivi formativi di tutte le attività didattiche, di tutorato e di orientamento promosse dalla Facoltà medesima e da tutte le Strutture didattiche attivate al suo interno. )8671:< a) sul calendario didattico, da definire sei mesi prima dall inizio delle lezioni, e sull eventuale articolazione dell anno accademico in cicli didattici; b) sulla distribuzione temporale dell impegno didattico dei Professori e dei Ricercatori (entro i termini fissati dalla Legge, dal Senato Accademico e dal Regolamento didattico di Ateneo), in relazione agli Ordinamenti didattici dei Corsi di studio che li vedono coinvolti ed agli impegni didattici da ciascuno complessivamente assunti in tale quadro; c) sulla compilazione del Manifesto didattico di Facoltà, ai sensi dell art. 4, comma 5 e dell art. 11, commi 1 e 2; d) sull istituzione delle Commissioni didattiche di vigilanza, ai sensi dell art. 13; e) sull istituzione e l attivazione dei Corsi di studio, ai sensi dell art. 8, comma 1; f) sull eventuale costituzione della Giunta di Classe; g) sulla valutazione dell attività didattica dei docenti e dei ricercatori. 4. Il Consiglio di Facoltà, su proposta delle Strutture didattiche interne, delibera in merito agli affidamenti ed alle supplenze di insegnamenti e all assegnazione di contratti, e comunque in merito a tutti i punti previsti dall art.12 comma 3 dello Statuto. (

7 ARTICOLO 6 Il Preside 1. Il Consiglio di Facoltà è presieduto dal Preside, eletto in base allo Statuto. 2. Il Preside nomina, tra i professori di prima fascia del Consiglio di Facoltà, un suo sostituto che ne fa le veci ad ogni effetto, nei limiti fissati dalle disposizioni di legge e dai Regolamenti vigenti e, in ogni caso, limitatamente alla ordinaria amministrazione, in tutti i casi di assenza od impedimento per documentati motivi con formale delega. 3. Il Preside ha la possibilità di delegare parte delle sue funzioni a Professori e Ricercatori della Facoltà, tra i quali può altresì nominare suoi rappresentanti nelle Commissioni di Facoltà, nel Nucleo di Valutazione di Facoltà e in altre Commissioni interfacoltà di Ateneo, ove i relativi Regolamenti lo consentano. 4. Il Preside, ove ravvisi inadempienze, da parte di Professori e Ricercatori nello svolgimento del loro impegno didattico e tutoriale, le comunica al Rettore, che assume gli eventuali provvedimenti nei loro confronti. 5. Il Preside può autorizzare le assenze dalle attività didattiche dei Professori e dei Ricercatori, opportunamente motivate, e provvede alla loro eventuale sostituzione per lo svolgimento dell attività didattica d intesa con il Consiglio di Facoltà. 6. Al termine del mandato di presidenza e fino alla nomina del nuovo preside, le funzioni di questo vengono esercitate dal professore di prima fascia a maggiore anzianità di ruolo (a parità, prevale l anzianità anagrafica). Convocazione e funzionamento del Consiglio di Facoltà 1. Il Preside convoca il Consiglio di norma almeno otto giorni prima delle sedute attraverso affissione all albo e comunicazione scritta indirizzata ai membri del Consiglio nella sede abituale di lavoro. La convocazione deve indicare data, ora e sede della convocazione nonché le voci all ordine del giorno, con eventuali note esplicative. 2. Il Preside, qualora ne ravveda la necessità, può convocare il Consiglio di Facoltà in seduta straordinaria, prescindendo dagli otto giorni di tempo richiesti per la convocazione delle sedute ordinarie. 3. Gli argomenti sono posti all ordine del giorno dal Preside, anche su iniziativa della Giunta di Presidenza o di almeno un quinto dei membri del Consiglio. 4. La seduta del Consiglio inizia previa verifica del numero legale, che si intende raggiunto allorché abbiano firmato la metà più uno degli aventi diritto, dedotte le giustificazioni scritte pervenute presso gli uffici di Presidenza entro l ora di inizio della seduta. La giustificazione può essere inviata dall interessato o dal Dipartimento di appartenenza in particolare in caso di assenza autorizzata o nota alla Direzione del Dipartimento. Sono da intendersi giustificati coloro che siano in missione, ferie o congedo. Gli stessi conservano peraltro il diritto a partecipare alle sedute senza dover interrompere formalmente lo stato di esonero temporaneo dal servizio. 5. Chi accede all aula ha l obbligo di apporre la propria firma di presenza. Le firme fanno fede della validità della seduta; tuttavia, è possibile, a richiesta, verificare il numero di coloro che siano effettivamente presenti nell aula; tale verifica non può essere richiesta nel corso di una votazione. 6. Si intendono valide le votazioni nelle quali una proposizione riporti in favore la maggioranza dei votanti, fatta salva la verifica del numero legale. Gli astenuti sono conteggiati come ostativi al raggiungimento del quorum previsto, salvo il caso in cui siano posti in votazione due proposizioni contrapposte, previa delibera del non valore degli astenuti. Le dichiarazioni di voto devono essere formulate prima dell inizio della votazione. 7. Delle riunioni del Consiglio di Facoltà viene redatto un verbale a cura del Segretario, che viene designato dal Preside di volta in volta tra i componenti presenti alla seduta. Un funzionario dell Ufficio della Presidenza coadiuverà il *

8 Segretario nella stesura del verbale. E possibile l uso di apparecchi di registrazione nelle sedute del Consiglio. Gli intervenuti che vogliano una verbalizzazione estesa del loro intervento, devono dettarlo o consegnarlo scritto al Segretario in maiuscolo al momento. Il verbale, da approvarsi nella successiva seduta utile del Consiglio, è reso disponibile per eventuali osservazioni scritte da indirizzarsi al Segretario presso la Presidenza della Facoltà, almeno otto giorni prima della sua approvazione e, comunque, ai fini dell approvazione nella seduta successiva, il verbale viene inviato in visione, per posta elettronica, a tutti i membri del Consiglio; dopo l approvazione, il verbale è reso disponibile su sito internet di Facoltà 8. Il Consiglio di Facoltà può istituire una Giunta presieduta dal Preside, di cui al successivo articolo 8. La Giunta di Facoltà La Giunta di Facoltà coadiuva il Preside nell espletamento delle sue funzioni. Essa è presieduta dal Preside ed è costituita dal Vicepreside, dal Coordinatore dei Presidenti di Consiglio di Corso di Laurea, dal Coordinatore dei Presidenti di Consiglio di Corso di Laurea Specialistica, dal Presidente del Consiglio dei Clinici, dal Presidente del Collegio dei Direttori delle Scuole di Specializzazione, dai Direttori di Dipartimento, dal Docente nominato Segretario verbalizzante nel Consiglio di Facoltà, dai membri del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico afferenti alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, da un rappresentante dei Professori Associati, da un rappresentante dei Ricercatori e da due rappresentanti degli studenti scelti tra i rappresentanti presenti in Consiglio di Facoltà. Per le sole materie che attengono lo stato giuridico dei docenti universitari non è prevista la presenza dei rappresentanti degli studenti. Alla Giunta spettano di norma funzioni istruttorie. Eventuali deleghe per lo svolgimento di particolari funzioni esecutive devono essere preventivamente conferite alla Giunta con apposita delibera del Consiglio di Facoltà. La Giunta viene convocata dal Preside di norma nei dodici giorni che precedono la seduta del Consiglio di Facoltà ed inoltre ogni qualvolta questi ne ravvisi la necessità. Le sedute della Giunta sono valide se presente la maggioranza assoluta degli aventi diritto. = : 9 -+ Le Classi di Corsi di studio e le Giunte di Classe 1. I Decreti ministeriali determinano la denominazione delle Classi nonché gli obiettivi formativi qualificanti comuni ai Corsi di studio appartenenti alla medesima Classe. Le Classi di Corsi di studio istituite all interno della Facoltà di Medicina e Chirurgia, quali raggruppamenti di Corsi di studio, ai sensi dei Decreti ministeriali, sono qui di seguito riportate: - Classe delle lauree specialistiche in Medicina e Chirurgia - Classe delle lauree specialistiche in Odontoiatria e Protesi Dentaria - Classe delle lauree specialistiche in Scienze Infermieristiche e in Scienze Infermieristiche Ostetriche - Classe delle lauree specialistiche in Servizio Sociale - Classe delle lauree in Biotecnologie Mediche, Veterinarie e Farmaceutiche - Classe delle lauree per le Professioni Sanitarie della Riabilitazione - Classe delle lauree per le Professioni Sanitarie Tecniche "

9 2. La Classe di Corso di studio può prevedere una Giunta di Classe che opera per l organizzazione armonica delle attività didattiche relative ai Corsi di studio attivati al loro interno. 3. La Giunta di Classe, ove istituita, è formata da una rappresentanza di Professori di prima e seconda fascia e di Ricercatori afferenti alla Classe, nonché da una rappresentanza degli studenti. La composizione numerica, la durata della carica e le modalità di elezioni sono stabilite dal Consiglio di Facoltà. Nel caso in cui di una Classe facciano parte Corsi di studio interfacoltà (art. 7, comma 3), il Consiglio di Facoltà contempla la presenza nella Giunta di Classe di rappresentanze di Professori e Ricercatori di Facoltà diverse: in tali casi la Classe si intende come struttura didattica afferente a più di una Facoltà. 4 La Giunta di Classe è presieduta da un Coordinatore, eletto tra i Professori di ruolo di prima fascia che lo compongono. Il Coordinatore dura in carica per un triennio ed è rieleggibile senza soluzione di continuità una sola volta. 5. Le Classi di Corsi di studio del medesimo livello e/o di livelli successivi (ossia di Laurea, Laurea specialistica, Specializzazione) individuabili come appartenenti ad una comune area scientifico-culturale possono, su delibera della Facoltà in base a valutazioni di carattere numerico ed organizzativo, essere congiunte in un'unica Giunta di Classe. 6. La Giunta di Classe ha di norma funzioni propositive nei confronti del Consiglio di Facoltà cui afferisce, ed è tenuta a svolgere i seguenti compiti principali: a) proposta di istituzione di Corsi di studio interni alle Classi, ai sensi dell art. 8, comma 1; b) coordinamento dei curricula dei Corsi di studio interni, per la razionale utilizzazione delle risorse; c) coordinamento delle attività didattiche e formative di ogni tipo dei diversi Corsi di studio; d) proposta di attivazione o della relativa disattivazione dei moduli didattici richiesti dai Corsi di studio; e) proposta di progetti di sperimentazione o di innovazione didattica, elaborati dai Consigli di Corsi di studio; f) organizzazione delle attività di tutorato promosse dai Corsi di Studio, ai sensi dell art. 12, comma 4; g) proposta di progetti di attività di orientamento per l accesso all Università e guida alle preiscrizioni, realizzabili in collaborazione con le Scuole secondarie; h) proposta di organizzazione e attivazione di servizi didattici integrativi, progettati dai Consigli di Corsi di studio, ai sensi dell art Nel caso in cui non siano previste Giunte di Classe, le competenze sono demandate al Consiglio di Facoltà. $

10 ARTICOLO 10 I Corsi di studio e i Consigli didattici di Corso di studio %++%8: 4 : : 9 ' Presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell UAQ sono istituiti i Corsi di studio e i relativi Consigli didattici. I Corsi di Studio istituiti presso la Facoltà di Medicina sono qui di seguito riportati: Corsi di Laurea Specialistica - Corso di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia - Corso di Laurea Specialistica in Odontoiatria e Protesi Dentaria - Corso di Laurea Specialistica in Scienze Infermieristiche - Corso di Laurea Specialistica in Scienze delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione - Corso di Laurea Specialistica in Scienze Sociali Corsi di Laurea - Corso di Laurea in Fisioterapia - Corso di Laurea in Igiene Dentale - Corso di Laurea in Infermieristica - Corso di Laurea in Ortottica e Assistenza in Oftalmologia - Corso di Laurea in Ostetricia - Corso di Laurea in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica - Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro - Corso di Laurea in Tecniche di Radiologia Medica, per Immagini e Radioterapia - Corso di Laurea in Servizio Sociale Corsi di Scuola di Specializzazione - Allergologia ed Immunologia Clinica - Anatomia Patologica - Anestesia e Rianimazione - Audiologia e Foniatria - Biochimica Clinica - Cardiologia Chirurgia dell Apparato Digerente - Chirurgia Generale - Chirurgia Maxillo-Facciale - Chirurgia Plastica e Ricostruttiva - Chirurgia Toracica - Chirurgia Vascolare - Dermatologia e Venereologia - Ematologia - Endocrinologia e malattie del ricambio - Farmacologia - Fisica Sanitaria - Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva - Geriatria - Ginecologia ed Ostetricia - Igiene e Medicina Preventiva - Medicina del Lavoro - Medicina dello Sport - Medicina fisica e riabilitativa - Medicina Interna!

11 - Neurochirurgia - Neurologia - Neuropsichiatria Infantile - Oftalmologia - Oncologia - Ortognatodonzia - Ortopedia e Traumatologia - Otorinolaringoiatria - Patologia Clinica - Pediatria - Psichiatria - Psicologia clinica - Radiodiagnostica - Radioterapia - Urologia 3. I Corsi di studio possono anche essere attivati mediante accordi tra diverse Facoltà dell UAQ (Corsi di Studio interfacoltà) o accordi tra diversi Atenei (Corsi di Studio interuniversitari) (art. 3, comma 5). I Regolamenti didattici dei Corsi di studio interfacoltà e interuniversitari determinano le particolari norme organizzative che ne regolano il funzionamento sul piano della didattica e della attribuzione degli studenti alle Facoltà ed agli Atenei convenzionati nonché la responsabilità amministrativa. 4. I Corsi di Studio sono retti da un Consiglio didattico di Corso di Studio costituito da una rappresentanza di Professori di prima e seconda fascia, di Ricercatori e di Studenti e dal Coordinatore del tirocinio, ove esistente. La composizione numerica, la durata della carica e le modalità di elezione sono deliberate dal Consiglio di Facoltà. Il Consiglio di Facoltà si pronuncia altresì sulla opportunità che più Corsi di studio possano essere retti da un solo Consiglio didattico. 5. Il Consiglio didattico è presieduto da un Presidente, eletto in base al Regolamento didattico di Corso di studio tra i Professori di ruolo che ne fanno parte. Il Presidente ha la responsabilità del funzionamento del Consiglio, ne convoca le riunioni ordinarie e straordinarie e relaziona nella Giunta di Classe, ove istituita, o nella Facoltà sulle attività didattiche e tutoriali svolte all interno del Corso. 6. I Presidenti dei diversi Corsi di Laurea eleggono al loro interno un Coordinatore. 7. I Presidenti dei diversi Corsi di Laurea Specialistica eleggono al loro interno un Coordinatore. 8. I Presidenti dei diversi Corsi di Specializzazione eleggono al loro interno un Coordinatore. 9. Il Consiglio didattico svolge i seguenti compiti: a) propone il Regolamento Didattico del corso di studio; b) formula gli obiettivi formativi specifici del Corso, indica i percorsi formativi adeguati a conseguirli e assicura la coerenza scientifica ed organizzativa dei vari curricula proposti dall Ordinamento;

12 c) propone i requisiti di ammissione ai Corsi di studio e, ove necessario, ne stabilisce le modalità di verifica; progetta eventualmente attività formative propedeutiche ed integrative finalizzate al relativo recupero, ai sensi dell art. 10; d) cura lo svolgimento delle attività didattiche e tutoriali fissate dal Regolamento; verifica e sovrintende all attività didattica programmata segnalando al Preside eventuali inadempienze da parte del personale docente; e) provvede al coordinamento di eventuali attività didattiche svolte in collaborazione da più di un docente; f) predispone, con la collaborazione dei Dipartimenti, la fruizione da parte degli studenti degli strumenti didattici essenziali per lo svolgimento di determinate attività formative previste dall Ordinamento; g) studia nelle forme adeguate un equilibrata gestione dell offerta didattica, in particolare con un attento controllo della regolamentazione degli orari e della fruizione delle strutture per evitare dannose sovrapposizioni delle lezioni e delle altre attività formative; h) esamina ed approva entro i termini indicati dall Amministrazione i piani di studio proposti dagli studenti entro le normative degli Ordinamenti didattici; i) esamina ed approva nei termini indicati dall Amministrazione le pratiche di trasferimento degli studenti, regolamentazione della mobilità studentesca e riconoscimento degli studi compiuti all estero (ai sensi dell art. 25); j) valuta nei termini indicati dall Amministrazione le domande di iscrizione ad anni di corso successivi al primo ai sensi dell art. 34, comma 4; k) cura la corrispondenza tra la durata legale e quella reale degli studi, assicurando attraverso adeguate attività tutoriali la risposta degli studenti all offerta didattica e controllando l entità del lavoro di apprendimento a carico dello studente in relazione alle finalità formative previste dall Ordinamento; l) verifica i crediti acquisiti dagli studenti al fine di valutarne la non obsolescenza dei contenuti conoscitivi; m) indice almeno una riunione l anno, con tutti gli afferenti, per la programmazione didattica ed almeno una riunione l anno, con tutti gli afferenti, per la valutazione dei risultati degli esami e delle altre prove di verifica e, nel complesso, della produttività della didattica, allo scopo di progettare eventuali interventi di recupero ed assistenza didattica nelle forme previste dall art. 13, comma 3; n) determina le modalità dell eventuale riconoscimento di crediti formativi universitari per attività formative non direttamente dipendenti dall Università, ai sensi dell art. 9, comma Le disposizioni degli Ordinamenti didattici dei Corsi di studio concernenti la coerenza tra i crediti assegnati alle attività formative e gli specifici obiettivi formativi programmati, sono deliberate dai Consigli di Facoltà, acquisito entro il termine imprescindibile di trenta giorni, il parere favorevole delle Commissioni didattiche di vigilanza di cui all art. 16. Qualora il parere non sia favorevole, la deliberazione è rimessa al Senato Accademico (ai sensi del Regolamento Generale sull Autonomia, art. 12, comma 3). %

13 8. In base ad apposite convenzioni tra Università, proposte dai Consigli didattici dei Corsi di studio, ratificate dai Consigli di Facoltà e approvate dal Senato Accademico, i Corsi di studio possono prevedere accordi con Corsi di studio attivati presso altri Atenei per il riconoscimento di crediti universitari ivi acquisiti dagli studenti, allo scopo di realizzare percorsi formativi integrati. ARTICOLO 11 Istituzione, attivazione e disattivazione delle Strutture didattiche 1. L istituzione di un nuovo corso di studio, interno ad una Classe di Corso di studio già attivata nell UAQ è deliberata dai Consigli di Facoltà o dalle Facoltà interessate (nei casi di corsi di studio interfacoltà), nel rispetto dei Decreti Ministeriali e delle vigenti leggi. La proposta, pervenuta attraverso la Giunta di Classe, ove istituita, deve essere corredata da un progetto elaborato da un gruppo di Professori e Ricercatori in numero adeguato e dotato delle competenze specialistiche necessarie. Tale proposta viene sottoposta, sentito il parere del Consiglio di Amministrazione e del Nucleo di Valutazione, ad approvazione da parte del Senato Accademico che ne valuta il significato culturale e il valore formativo. L attivazione di un nuovo Corso di studio (già istituito) avviene tramite decreto rettorale, a seguito di delibera del Senato Accademico, previa approvazione del Nucleo di Valutazione e del Consiglio di Amministrazione, tenuto conto delle risorse disponibili e della richiesta didattica. Alla proposta deve essere allegato il relativo Regolamento Didattico, contenente precise disposizioni in materia di obiettivi formativi qualificanti nonché di corrispondenti attività formative. Il nuovo Corso di studio potrà essere attivato a partire dall inizio dell a.a. successivo alla data di approvazione. Le modifiche degli ordinamenti didattici vigenti vengono proposte dal Consiglio del corso di studio competente e segue la medesima procedura. La disattivazione di un Corso di studio è deliberata dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, sentito il Consiglio di Facoltà interessato ed il Nucleo di Valutazione. 2. La proposta di istituzione di una nuova Classe di Corsi di studio è deliberata dal Consiglio di Facoltà o delle Facoltà interessate (nel caso di Corsi di studio interfacoltà) ed è subordinata all attivazione di almeno un Corso di studio ad essa appartenente nel rispetto dei Decreti ministeriali. 3. Nel caso di disattivazioni di Corsi di studio, il Consiglio di Facoltà assicura la possibilità per gli studenti già iscritti di concludere gli studi e di conseguire il relativo titolo, disciplinando gli Ordinamenti didattici in tal senso, e la possibilità di optare per il passaggio ad altri Corsi di Studio attivati con il riconoscimento dei crediti fino a quel momento acquisiti. Le attestazioni di frequenza ai corsi verranno comunque acquisite entro la durata corrispondente al ciclo degli studi ed il conseguimento del relativo titolo avverrà in una durata massima pari al doppio della durata del ciclo, a partire dall anno di disattivazione. In caso contrario lo studente si intende decaduto. ARTICOLO 12 Crediti formativi universitari 1. L unità di misura del lavoro richiesto allo studente per l espletamento di ogni attività formativa prescritta dagli Ordinamenti didattici dei Corsi di studio per conseguire un titolo di studio universitario costituisce il credito formativo universitario. 2. Al credito formativo universitario, di seguito denominato credito, corrispondono, a norma dei Decreti ministeriali, 25 ore di lavoro per studente, comprensive di ore di lezione, di esercitazione, di laboratorio, di seminario e di altre attività formative richieste dagli Ordinamenti didattici, oltre le ore di studio e comunque di impegno personale necessarie per completare la

14 formazione per il superamento dell esame oppure per realizzare le attività formative non direttamente subordinate alla didattica universitaria (tesi, progetti, tirocini, competenza linguistica e informatica, ecc.). Ai sensi dell art. 5 comma 1 del Regolamento Generale sull Autonomia, eventuali variazioni in aumento o in diminuzione delle predette ore per singole classi, entro il limite del 20 per cento, sono possibili, su richiesta delle Facoltà, esclusivamente in seguito a Decreto ministeriale. 3. Ai sensi dell art. 5, comma 2 del Regolamento Generale sull Autonomia, la quantità di lavoro medio svolto in un anno da uno studente impegnato a tempo pieno negli studi universitari è fissata in 60 crediti. I Regolamenti didattici dei Corsi di studio stabiliscono i crediti corrispondenti all interno di ogni tipologia di attività formativa contemplata dalla Classe corrispondente (secondo l elencazione esemplificativa contenuta nell art. 10, comma 1 del Regolamento Generale sull Autonomia), tenendo presenti le quantificazioni del numero minimo di crediti che dovrà essere riservato a ciascun tipo di attività (secondo il Regolamento Generale sull Autonomia, art. 10, comma 2) 4. La frazione dell impegno orario complessivo riservata allo studio personale o ad altre attività formative di tipo individuale è determinata per ciascuna attività formativa nel Regolamento didattico del Corso di studio, nel rispetto della normativa vigente. 5. I crediti corrispondenti a ciascuna attività formativa sono acquisiti dallo studente con il superamento dell esame o di altra forma di verifica del profitto stabilita dai Regolamenti dei Corsi di Studio, ferma restando la quantificazione in trentesimi per la votazione degli esami e in centodecimi per la prova finale, con eventuale lode. 6.Il riconoscimento totale o parziale dei crediti acquisiti dagli studenti avverrà con procedure e criteri predeterminati stabiliti dai Regolamenti didattici dei Corsi di studio. 7. I Regolamenti didattici dei Corsi di studio possono stabilire il numero minimo di crediti da acquisire da parte dello studente in tempi determinati al fine di evitare l obsolescenza dei contenuti conoscitivi, e le forme di verifica periodica, in forme diversificate tra studenti impegnati a tempo pieno negli studi e studenti contestualmente impegnati nello svolgimento di altre attività lavorative, ai sensi dell art. 29, comma Il Consiglio di Facoltà può riconoscere, secondo criteri predeterminati e salvo approvazione del competente Consiglio di Corso di Studi, crediti acquisiti dallo studente nel caso di documentata certificazione (nel rispetto della normativa vigente in materia), da parte sua, dell acquisizione di competenze e abilità professionali, nonché di altre competenze e abilità maturate in attività formative di livello post-secondario alla cui progettazione e realizzazione l Università abbia concorso. I crediti relativi alla conoscenza di una lingua dell Unione Europea possono essere riconosciuti, secondo le modalità previste nei Regolamenti didattici dei Corsi di studio, sulla base di certificazioni rilasciati da strutture, interne o esterne all UAQ, specificamente competenti per ciascuna delle lingue. 9. Nel caso di trasferimenti o passaggi di Corso o di Facoltà (ai sensi dell art. 18), il riconoscimento di crediti acquisiti dallo studente in altro Corso di studio dell UAQ, ovvero nello stesso o in altro Corso di studio di altra Università, anche estera (ai sensi dell art. 25), compete al Consiglio del Corso di Studio cui lo studente si iscrive, che valuta l effettivo raggiungimento degli obiettivi formativi qualificanti richiesti dall Ordinamento. )

15 ARTICOLO 13 Requisiti di ammissione ai Corsi di studio, attività formative propedeutiche e integrative 1. I titoli di studio richiesti per l ammissione ai Corsi di Studio e il riconoscimento delle eventuali equipollenze di titoli di studio conseguiti all estero sono determinati dalle Leggi in vigore e dai Decreti ministeriali. 2. I Regolamenti didattici dei Corsi di studio possono richiedere allo studente il possesso o l acquisizione di una adeguata preparazione iniziale, definendo in modo inequivocabile le conoscenze richieste per l accesso e determinandone, ove necessario, le modalità di verifica. Per i Corsi di Laurea tale verifica può avvenire anche a conclusione di attività formative propedeutiche di cui al comma seguente. La mancanza di tali requisiti culturali definiti dai Regolamenti prende il nome di debito formativo. 3. Allo scopo di favorire l assolvimento del debito formativo, i Consigli di Corso di Studio possono prevedere internamente a ciascun Corso di Laurea l istituzione di attività formative propedeutiche. Tali attività propedeutiche possono essere svolte, in determinati periodi dell anno accademico favorevoli al tipo di impegno dello studente, anche in collaborazione con istituti di istruzione secondaria superiore o con altri enti pubblici o privati, sulla base di apposite convenzioni approvate dal Senato Accademico. Attività propedeutiche e attività formative integrative previste dall Ordinamento didattico sempre allo scopo dell assolvimento del debito formativo possono essere anche svolte da Docenti di prima e di seconda fascia o da Ricercatori sulla base anche di un ampliamento dell impegno didattico e tutoriale nelle forme previste dai Regolamenti per l incentivazione dei Docenti (vedi art. 31). Eventuali attività formative propedeutiche possono essere deliberate dal Consiglio di Facoltà in vista dell accesso al primo anno, la partecipazione alle quali, da parte degli studenti immatricolati, sia soltanto consigliata e facoltativa. 4. Se la verifica dell assolvimento del debito formativo, nelle forme previste dal Regolamento del Corso di Laurea, non è positiva, il Consiglio didattico può proporre all approvazione del Consiglio di Facoltà l indicazione di specifici obblighi formativi da soddisfare comunque entro il primo anno di corso. Tali obblighi formativi aggiuntivi possono essere assegnati anche agli studenti dei Corsi di Laurea ad accesso programmato, che siano stati ammessi con una votazione inferiore ad un minimo prefissato. 5. Per l ammissione ai Corsi di studio superiori alla Laurea, i relativi Regolamenti didattici devono indicare i requisiti curriculari e fissano le modalità di adeguatezza della personale preparazione ai fini dell ammissione. L eventuale integrazione curriculare deve essere effettuata prima di tale verifica attraverso l iscrizione a corsi singoli, comunque attivati presso l UAQ o presso altre Università italiane, riconosciuti come apportatori di credito dal Consiglio didattico e con il superamento dei relativi esami; oppure concordando con il Consiglio didattico specifici percorsi formativi da soddisfare prima dell inizio delle verifiche relative al curriculum del nuovo Corso di studio. ARTICOLO 14 Manifesto degli studi, curricula e piani di studio 1. Entro il termine stabilito dallo Statuto, il Consiglio di Facoltà approva annualmente il Manifesto degli studi, risultante dall insieme coordinato dei diversi Manifesti di tutti i Corsi di studio attivi della Facoltà. #

16 2. Il Manifesto degli studi di Facoltà viene pubblicato nella Guida dello Studente della Facoltà, gratuitamente distribuita dagli uffici competenti ad ogni studente iscritto. 3. Nei Corsi di Laurea, di Laurea specialistica e di Specializzazione, lo studente può seguire uno dei curricula fissati nel Manifesto dall Ordinamento del Corso di studi cui è iscritto, oppure, se ne è prevista la possibilità e secondo le modalità ivi indicate, chiedere l approvazione di un curriculum individuale, in entrambi i casi mediante la presentazione del proprio piano di studi alla Segreteria studenti entro i tempi fissati dall Amministrazione. 4. I piani di studio contenenti la richiesta di approvazione di curricula individuali saranno vagliati, sulla base dei criteri indicati dal Regolamento di Corso di studio, da una apposita Commissione istituita dal Consiglio didattico e approvati dal Consiglio stesso. ARTICOLO 15 Orientamento e Tutorato 1. Le attività di Orientamento e Tutorato, previste dall art. 12 del regolamento didattico di Ateneo, sono organizzate e regolamentate dalle strutture didattiche nell ambito della programmazione didattica e deliberate dal Consiglio di Facoltà. Il coinvolgimento dei docenti e dei ricercatori, nella realizzazione effettiva di tale attività, fa parte dei loro compiti istituzionali. 2. Le attività di Orientamento e Tutorato sono organizzate dalla Commissione Didattica Orientamento e Tutotrato di cui all art. 16 che a sua volta recepisce gli indirizzi della Commissione Orientamento e Tutorato di Ateneo. 3. Le attività di Orientamento e Tutorato sono articolate in a) Orientamento rivolto alle Scuole Medie Superiori, b) Tutorato orientativo e di accoglienza rivolto soprattutto alle matricole, c) Tutorato in itinere rivolto agli studenti iscritti ai Corsi di Laurea d) Tutorato rivolto soprattutto ai laureandi e ai neo laureati per orientarli nella continuazione degli studi o nell inserimento nel mondo del lavoro. Le attività di orientamento e tutorato prevedono il coinvolgimento dei docenti universitari, degli studenti senior e dell eventuale consulenza di tecnici esterni. Orientamento rivolto alle Scuole Medie Superiori prevede le seguenti attività: - attività didattiche orientative rivolte soprattutto agli studenti degli ultimi due anni di corso finalizzate prevalentemente alla fase della pre-iscrizione. Tale attività prevedono l accoglienza degli studenti presso le sedi universitarie e la presenza di docenti universitari presso le scuole. Tali attività sono svolte in collaborazione con l Ufficio Diritto allo Studio Orientamento e Tutorato dell Ateneo, con le Scuole Medie Superiori e con la Dirigenza Scolastica Regionale - corso di formazione dei docenti delle Scuole Medie Superiori su temi relativi all orientamento. - consulenza su temi relativi all orientamento intesa come attività formativa, in base alle richieste provenienti dalle scuole Attività di tutorato in itinere rivolto agli studenti universitari: - Tutorato orientativo e di accoglienza rivolto soprattutto alle matricole - Tutorato didattico che prevede attività didattiche integrative con il coinvolgimento dei docenti e degli studenti senior rivolte a studenti fuori corso e con un elevato numero di debiti formativi - Tutorato individualizzato svolto dai docenti nei riguardi di un piccolo numero di studenti seguiti per tutto il corso degli studi (

17 - Tutorato psicologico svolto da personale esperto presso il Servizio Ascolto e Consultazione Studenti (SACS) per affrontare eventuali problemi psicologici - Tutorato pedagogico svolto da personale esperto presso il Servizio Ascolto e Consultazione Studenti (SACS) finalizzato a migliorare il metodo di studio degli studenti - Tutorato per gli studenti disabili svolto da personale specializzato finalizzato a promuovere l inserimento degli studenti nel contesto universitario. Attività di tutorato in uscita e post universitario rivolto ai laureandi e ai neo laureati - La Facoltà può attivare, nell ambito dei servizi didattici integrativi, di cui all art. 31: - attività di orientamento nel mondo del lavoro e delle professioni - corsi di preparazione agli esami di stato - corsi di formazione professionale e di formazione permanente ARTICOLO 16 Commissione Didattica, Orientamento e Tutorato 1. La Facoltà di Medicina e Chirurgia, secondo le Leggi vigenti, istituisce una Commissione Didattica, Orientamento e Tutorato, paritetica, di Facoltà quale osservatorio permanente delle attività didattiche. 2. La Commissione è presieduta dal Preside o da un suo Delegato ed è composta dai Presidenti di Corso di Laurea, dai Presidenti di Corso di Laurea Specialistica e da una rappresentanza paritetica di studenti che tenga conto dell articolazione degli studi. 3. La Commissione paritetica di Facoltà svolge i seguenti compiti: a) effettua valutazioni, verifiche e rilevazioni statistiche sui vari aspetti dell attività didattica, anche attraverso la predisposizione di specifici questionari valutativi da sottoporre agli studenti; b) propone al Consiglio di Facoltà iniziative di vario tipo atte a migliorare l organizzazione della didattica; c) esprime pareri al Consiglio di Facoltà sulla revisione dei Regolamenti didattici dei Corsi di studio e sulla effettiva coerenza tra i crediti assegnati alle varie attività formative e gli specifici obiettivi formativi programmati. d) sottopone al Consiglio di Facoltà il programma delle attività annuali di Orientamento e Tutorato, monitora la realizzazione delle attività programmate ed, infine, stende una relazione conclusiva alla fine dell anno. ARTICOLO 17 Nucleo di Valutazione ' >7 >+:41? Il Nucleo di Valutazione dura in carica tre anni, è presieduto dal Preside o da un suo delegato, ed è costituito dal Coordinatore dei Presidenti di Corso di Laurea, dal Coordinatore dei Presidenti di Corso di Laurea Specialistica, dal Coordinatore dei Direttori di Scuola di Specializzazione, dai Direttori di Dipartimento, da eventuali altri Professori membri della Facoltà nominati dal Preside e da un numero paritario di rappresentanti degli studenti scelti tra i rappresentanti degli studenti in Consiglio di Facoltà, nei Consigli di Corso di Laurea e di Corso di Laurea Specialistica e nei Consigli di Corsi di Specializzazione. Il Nucleo di Valutazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia, secondo gli indirizzi concordati con il Nucleo di Valutazione di Ateneo, redige la relazione annuale. *

18 ARTICOLO 18 Consiglio dei Clinici Il Consiglio dei Clinici (CdC) è organo consultivo della Facoltà di Medicina e Chirurgia della università degli Studi di L Aquila relativamente ai problemi assistenziali che riguardano i membri della Facoltà stessa nella loro attività di regime di convenzione con le strutture private convenzionate ed è tenuto ad esprimere pareri al Consiglio di Facoltà, relativamente a tutte le questioni di carattere clinico. Il CdC è composto da Professori, Ricercatori, Assistenti del ruolo ad esaurimento, e personale tecnico che espletano attività assistenziale in regime di convenzione con il SSN o con strutture private convenzionate. Sono organi del CdC il Presidente, il Consiglio e la Giunta: il Consiglio e la Giunta sono convocati dal Presidente o su richiesta rispettivamente di almeno 1/3 dei membri. Il Consiglio si riunisce almeno 4 volte l anno in seduta ordinaria. Il Presidente ha la rappresentanza del CdC. Ne presiede il Consiglio e la Giunta. Il Presidente nomina un vice-presidente vicario tra i membri della Giunta che ne fa le veci in tutti i casi di assistenza o impedimento per documentati motivi del Presidente. Il Presidente del CdC è eletto tra i componenti del Consiglio. La carica di Presidente è compatibile con qualsiasi altra carica. Il Presidente resta in carica 2 anni solari e di norma è immediatamente rieleggibile una sola volta. Eventuali rielezioni consecutive hanno durata annuale e possono avvenire in prima votazione e a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto. Il calendario per lo svolgimento delle votazioni per l elezione viene stabilito dal Presidente e la data della prima votazione deve precedere di almeno trenta giorni la scadenza del mandato del Presidente. Le candidature devono essere presentate in una apposita seduta del Consiglio. L elezione si svolge a scrutinio segreto ed in prima votazione a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto. Per le eventuali votazioni successive è richiesta la maggioranza assoluta dei voti espressi. Ogni elettore può esprimere una sola preferenza. Il seggio elettorale è composto da tre membri nominati dal Consiglio. Del Consiglio fanno parte Professori'+ 97+??4-67 A seguito di invito del Presidente e previo parere favorevole del CdC, possono partecipare alle sedute, senza diritto di voto, per la discussione di argomenti scritti all ordine del giorno, persone che, pur non avendone i titoli, svolgono un attività istituzionale continuativa nell ambito della Facoltà. L ordine del giorno delle riunioni deve essere comunicato per lettera inviata almeno 5 giorni prima della seduta. L inserimento di un argomento non previsto nell ordine del giorno può avvenire solo se richiesto per iscritto al Presidente da almeno 1/3 dei membri del Consiglio. Variazioni alla successione degli argomenti dell ordine del giorno possono essere proposte all inizio della seduta da uno o più membri del Consiglio e vanno approvate dalla maggioranza dei presenti. Il Presidente, quando ne ravveda la necessità, per un proficuo ed ordinato svolgimento dei lavori, può limitare la durata degli interventi. Delle riunioni del Consiglio è redatto verbale a cura di un membro della giunta precedentemente nominato dal Presidente come facente funzioni di Segretario. Qualora fosse necessaria una votazione, questa si può effettuare per appello nominale nei seguenti casi: quando richiesto dal Presidente; su richiesta di almeno 1/3 dei presenti; "

19 su richiesta di un singolo membro limitatamente ad un argomento che riguardi strettamente la sua persona. Una votazione può avvenire a scrutinio segreto da almeno 1/3 dei presenti. La Giunta del CdC coadiuva il Presidente nell esercizio delle sue attribuzioni. Il suo mandato coincide con quello del Presidente. La Giunta è composta da 5 membri nominati direttamente dal Presidente. Su proposta del Presidente, possono essere conferiti alla Giunta compiti istruttori per l esame di argomenti particolari, anche con la partecipazione di membri non appartenenti al CdC. ARTICOLO 19 Commissioni Il Consiglio di Facoltà può istituire delle Commissioni permanenti o di durata limitata per lo svolgimento di particolari compiti che vengono loro assegnati con delibera del Consiglio stesso, sia in sede referente che deliberante. Le Commissioni sono presiedute dal Preside o da un suo Delegato e sono composte da componenti del Consiglio di Facoltà, nominati dal Preside, e da una rappresentanza di studenti. TITOLO II Tipologia e regolamentazione dei corsi di studio e delle attività didattiche ARTICOLO 20 Corsi di Laurea 1. Il Corso di Laurea ha l obiettivo di assicurare allo studente un adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali, nonché l acquisizione di specifiche conoscenze professionali. 2. Per essere ammessi ad un Corso di Laurea occorre essere in possesso di un Diploma di Scuola secondaria superiore, o di altro titolo di studio conseguito all estero, riconosciuto idoneo ai sensi delle Leggi vigenti. Altri requisiti formativi e culturali possono essere richiesti per l accesso dai Regolamenti dei Corsi di studio secondo le normative prescritte dall art Per conseguire la Laurea lo studente deve avere acquisito 180 crediti. La durata normale del Corso di Laurea è di tre anni. 4. All atto dell istituzione di un Corso di Laurea, il Regolamento didattico corrispondente stabilisce quali crediti acquisiti saranno riconosciuti validi per l eventuale prosecuzione degli studi universitari in altri Corsi di studio attivati presso l UAQ, nonché, sulla base di specifiche convenzioni, presso altre Università. ARTICOLO 21 Corsi di Laurea specialistica 1. Il Corso di Laurea specialistica ha l obiettivo di fornire allo studente una formazione di livello avanzato per l esercizio di attività di elevata qualificazione in ambiti specifici. 2. Per essere ammessi ad un Corso di Laurea specialistica occorre essere in possesso della Laurea ovvero di altro titolo di studio conseguito all estero, riconosciuto idoneo ai sensi delle Leggi vigenti. Altri requisiti curriculari indicativi di una adeguata preparazione personale possono essere richiesti dai Regolamenti didattici per l accesso ai Corsi di Laurea specialistica, secondo le normative prescritte dall art. 13, comma 5. $

20 3. In deroga al comma 2, i Decreti ministeriali possono prevedere l ammissione ad un Corso di Laurea specialistica con il possesso del Diploma di Scuola secondaria superiore, esclusivamente per Corsi di studio regolati da normative dell Unione Europea che non prevedano per essi titoli universitari di primo livello, fatta salva la verifica dell adeguata preparazione iniziale prevista dagli Ordinamenti didattici ai sensi dell art Salvo le eccezioni previste dal comma 3, per conseguire la Laurea specialistica lo studente deve avere acquisito 300 crediti, ivi compresi quelli già acquisiti con il conseguimento del titolo di Laurea e/o riconosciuti validi ai sensi dell art. 10, comma 5. La durata normale del Corso di Laurea specialistica è di due anni dopo la Laurea. 5. Allo scopo di consentire nei tempi dovuti le iscrizioni al primo anno di Laurea specialistica, il Consiglio di Facoltà può prevedere l ammissione con il riconoscimento temporaneo di un debito formativo da parte dello studente, limitato alla mancanza dei crediti relativi agli esami dell ultimo anno ancora non superati e alla prova finale. Tale debito dovrà comunque essere assolto prima di iniziare le verifiche relative alle attività formative del Corso di Laurea specialistica. 6. La Facoltà può proporre l istituzione di Corsi di Laurea specialistica solo se è già attivato un Corso di Laurea comprendente almeno un curriculum i cui crediti formativi universitari siano integralmente riconosciuti, in base ai Regolamenti didattici, per il Corso di Laurea specialistica, con l eccezione dei Corsi di cui al comma 3, ovvero in seguito al riconoscimento equivalente, sulla base di una specifica convenzione, della validità di un Corso di Laurea attivato presso un'altra Università. ARTICOLO 22 Corsi di Specializzazione 1. Il Corso di Specializzazione ha l obiettivo di fornire allo studente conoscenze e abilità per funzioni richieste nell esercizio di particolari attività professionali e può essere istituito esclusivamente in applicazione di specifiche norme di legge o di direttive dell Unione Europea. 2. Per essere ammessi ad un Corso di Specializzazione occorre essere in possesso almeno della Laurea, ovvero di altro titolo di studio conseguito all estero, riconosciuto idoneo ai sensi delle Leggi vigenti. Altri specifici requisiti di ammissione nonché gli eventuali crediti formativi universitari aggiuntivi rispetto al titolo di studio già conseguito ritenuti necessari per l ammissione sono stabiliti dai Decreti ministeriali e, a norma di essi, dai Regolamenti didattici, ai sensi dell art. 13, comma Per conseguire il Diploma di Specializzazione lo studente deve avere acquisito un numero di crediti, compreso tra 300 e 360, comprensivi di quelli già acquisiti e riconosciuti validi per l ammissione al Corso, numero che viene precisato dai Decreti ministeriali, fatte salve le diverse disposizioni previste da specifiche norme di Legge o da direttive dell Unione Europea. La durata normale dei Corsi di Specializzazione oscilla quindi fra uno e tre anni, e viene stabilita dai rispettivi Regolamenti didattici. 4. Allo scopo di consentire nei tempi dovuti le iscrizioni al primo anno di Specializzazione, il Consiglio di Facoltà, su proposta di Consigli didattici dei Corsi di Studio, può prevedere l ammissione con il riconoscimento temporaneo di un debito formativo da parte dello studente limitato alla mancanza dei crediti relativi agli esami dell ultimo anno ancora non superati e alla prova %!

REGOLAMENTO DIDATTICO DI ATENEO AI SENSI DEL D.M. 270/04

REGOLAMENTO DIDATTICO DI ATENEO AI SENSI DEL D.M. 270/04 REGOLAMENTO DIDATTICO DI ATENEO AI SENSI DEL D.M. 270/04 1 Indice Art. 1 - Definizioni...4 Art. 2 - Autonomia Didattica... 5 Art. 3 - Titoli, Corsi di studio e Corsi di Alta Formazione.... 5 Art. 4 - Rilascio

Dettagli

ARTICOLO 1 Ambito di applicazione

ARTICOLO 1 Ambito di applicazione REGOLAMENTO STUDENTI DELL UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO Approvato dal Senato Accademico con delibera del 10 giugno 2008 e modificato con delibera del Senato Accademico del 14 giugno 2011 Decreto rettorale

Dettagli

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA DECRETO 30 settembre 2011. Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno, ai sensi degli articoli 5 e 13 del decreto

Dettagli

Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni

Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni! Statuto del Politecnico di Torino TITOLO 2 - ORGANI DI GOVERNO DEL POLITECNICO Art. 2.3 - Senato Accademico 1. Il Senato Accademico è

Dettagli

28.02.2012 08.03.2012 08.07.2014, 25.09.2014, 11.11.2014, 10.12.2014, 22.12.2014, 14.01.2015 10.02.2015) 12.11.2014, 02.12.2014 23.12.

28.02.2012 08.03.2012 08.07.2014, 25.09.2014, 11.11.2014, 10.12.2014, 22.12.2014, 14.01.2015 10.02.2015) 12.11.2014, 02.12.2014 23.12. Disposizioni regolamentari relative agli Organi Ausiliari approvate dal Senato Accademico in data 28.02.2012 e dal Consiglio di Amministrazione in data 08.03.2012 e successivamente modificate dal Senato

Dettagli

Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili

Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili TITOLO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto e ambito di applicazione Art. 2 Principi normativi Art. 3 Finalità Art. 4 Destinatari degli interventi

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO

REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO Art. 1 - Finalità e ambito di applicazione Il presente Regolamento, emanato ai sensi della legge 9 maggio 1989, n. 168, disciplina, in armonia con i principi generali stabiliti dalla Carta Europea dei

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE FORME DI COLLABORAZIONE DEGLI STUDENTI ALLE ATTIVITA' CONNESSE AI SERVIZI RESI

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE FORME DI COLLABORAZIONE DEGLI STUDENTI ALLE ATTIVITA' CONNESSE AI SERVIZI RESI Senato Accademico 27 Aprile 2010 Consiglio di Amministrazione 18 Maggio 2010 Decreto Rettorale Rep. n. 811/2010 Prot. n 13531 del 29 Giugno 2010 Ufficio Competente Ufficio Agevolazioni allo studio e disabilità

Dettagli

CORSO DI LAUREA IN BENI ENOGASTRONOMICI D.M. n. 270/2004

CORSO DI LAUREA IN BENI ENOGASTRONOMICI D.M. n. 270/2004 CORSO DI LAUREA IN BENI ENOGASTRONOMICI D.M. n. 270/2004 REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DEL TIROCINIO E DELL ESAME FINALE PER IL CONSEGUIMENTO DEL TITOLO DI STUDIO Art. 1 Ambito di applicazione Il presente

Dettagli

Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 31 gennaio 2011 - Serie generale DELLA REPUBBLICA ITALIANA. Roma - Lunedì, 31 gennaio 2011

Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 31 gennaio 2011 - Serie generale DELLA REPUBBLICA ITALIANA. Roma - Lunedì, 31 gennaio 2011 Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 31 gennaio 2011 - Serie generale Spediz. abb. post. 45% - art. - 1, art. comma 2, comma 1 20/b Legge 27-02-2004, 23-12-1996, n. n. 46-662 Filiale

Dettagli

Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA-CdS) Le informazioni relative agli elementi asteriscati non sono pubbliche

Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA-CdS) Le informazioni relative agli elementi asteriscati non sono pubbliche Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA-CdS) Le informazioni relative agli elementi asteriscati non sono pubbliche I.a. Presentazione del Corso di Studio Denominazione del Corso di Studio Denominazione

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna

Dettagli

REGOLAMENTO DI ATENEO SUL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO

REGOLAMENTO DI ATENEO SUL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI REGOLAMENTO DI ATENEO SUL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO Testo approvato definitivamente dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione rispettivamente

Dettagli

STATUTO DEL POLITECNICO DI MILANO

STATUTO DEL POLITECNICO DI MILANO Emanato con Decreto Rettorale n. 623/AG del 23 febbraio 2012 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 52 del 2 marzo 2012 STATUTO DEL POLITECNICO DI MILANO TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI E PRINCIPI Art.

Dettagli

D.R. n. 15 del 26.01.2015

D.R. n. 15 del 26.01.2015 IL RETTORE Vista la legge 30 dicembre 2010, n. 240 Norme in materia di organizzazione delle Università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l efficienza

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA. Titolo I Norme comuni

REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA. Titolo I Norme comuni REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA Titolo I Norme comuni Art. 1 Oggetto e finalità del Regolamento 1. Il presente regolamento disciplina il conferimento

Dettagli

STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*)

STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*) 1 STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*) I - Costituzione dell Accademia Articolo 1 1. L Accademia Nazionale dei Lincei, istituzione di alta cultura, con sede in Roma, ai sensi dell art. 33 della

Dettagli

Regolamento per l attribuzione a professori e ricercatori dell incentivo di cui all art. 29, comma 19, della Legge 240/2010

Regolamento per l attribuzione a professori e ricercatori dell incentivo di cui all art. 29, comma 19, della Legge 240/2010 Regolamento per l attribuzione a professori e ricercatori dell incentivo di cui all art. 29, comma 19, della Legge 240/2010 Art. 1 - Oggetto 1. Il presente regolamento disciplina i procedimenti di selezione,

Dettagli

(annessa quale Allegato A al Regolamento adottato con D.M. 13 giugno 2007)

(annessa quale Allegato A al Regolamento adottato con D.M. 13 giugno 2007) TABELLA 1 (annessa quale Allegato A al Regolamento adottato con D.M. 13 giugno 2007) TABELLA DI VALUTAZIONE DEI TITOLI PER L INCLUSIONE NELLE GRADUATORIE DI CIRCOLO E DI ISTITUTO DI III FASCIA (ivi compreso

Dettagli

MODALITA DI FUNZIONAMENTO E CONSULTAZIONE DEL TAVOLO PERMANENTE DEI SOGGETI DEL TERZO SETTORE DEL DISTRETTO SOCIALE EST MILANO

MODALITA DI FUNZIONAMENTO E CONSULTAZIONE DEL TAVOLO PERMANENTE DEI SOGGETI DEL TERZO SETTORE DEL DISTRETTO SOCIALE EST MILANO Allegato A alla deliberazione n. 11 dell 08/06/2012 MODALITA DI FUNZIONAMENTO E CONSULTAZIONE DEL TAVOLO PERMANENTE DEI SOGGETI DEL TERZO SETTORE DEL DISTRETTO SOCIALE EST MILANO 1. COMPITI E FINALITA

Dettagli

Prove di ingresso ai corsi di Laurea Magistrale (AREA DIDATTICA E PROMOZIONE DELLA LINGUA ITALIANA) A.A. 2014-2015

Prove di ingresso ai corsi di Laurea Magistrale (AREA DIDATTICA E PROMOZIONE DELLA LINGUA ITALIANA) A.A. 2014-2015 Prove di ingresso ai corsi di Laurea Magistrale (AREA DIDATTICA E PROMOZIONE DELLA LINGUA ITALIANA) A.A. 2014-2015 Ai sensi del D.M. n. 270/2004 gli studenti che intendono iscriversi ad un corso di laurea

Dettagli

Guida all accesso ai Corsi di Laurea Magistrale (ordinamento D.M. 270/04) attivati nell A.A. 2014/2015 dall Ateneo di Palermo

Guida all accesso ai Corsi di Laurea Magistrale (ordinamento D.M. 270/04) attivati nell A.A. 2014/2015 dall Ateneo di Palermo 1 2 Guida all accesso ai Corsi di Laurea (ordinamento D.M. 270/04) attivati nell A.A. 2014/2015 dall Ateneo di Palermo Anno Accademico 2014/2015 3 4 Concept and graphic design: Marketing e Fundraising

Dettagli

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA Premessa La struttura dipartimentale rappresenta il modello ordinario di gestione operativa delle

Dettagli

Regolamento didattico del Corso di Laurea per Ortottista e Assistente di Oftalmologia

Regolamento didattico del Corso di Laurea per Ortottista e Assistente di Oftalmologia UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA Regolamento didattico del Corso di Laurea per Ortottista e Assistente di Oftalmologia ( livello) Presidente: prof. Adriano Magli

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006)

REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006) REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006) Articolo 1 - Ente gestore, denominazione, natura e sede della scuola 1. L Ente Ispettoria Salesiana Lombardo Emiliana, Ente Ecclesiastico

Dettagli

REGOLAMENTO DELLE ATTIVITA FORMATIVE DELLA SCUOLA SUPERIORE SANT ANNA

REGOLAMENTO DELLE ATTIVITA FORMATIVE DELLA SCUOLA SUPERIORE SANT ANNA REGOLAMENTO DELLE ATTIVITA FORMATIVE DELLA SCUOLA SUPERIORE SANT ANNA Emanato con D.R. n. 306 del 17/07/2012 Integrato con D.R. n. 65 12/02/2014. DISPOSIZIONI PRELIMINARI Articolo 1 (Oggetto) 1. Il presente

Dettagli

TBLUE SAUNA MILANO ASSOCIAZIONE RICREATIVA CULTURALE

TBLUE SAUNA MILANO ASSOCIAZIONE RICREATIVA CULTURALE STATUTO CIRCOLO TBLUE Art. 1 COSTITUZIONE - SEDE E costituito, come associazione culturale ricreativa non riconosciuta ai sensi dell art 36 e ss. Codice Civile ed art. 148 comma 3 D.P.R. 917/1986 (T.U.I.R.),

Dettagli

BANDO PER L'AMMISSIONE AI CORSI DI LAUREA IN INGEGNERIA

BANDO PER L'AMMISSIONE AI CORSI DI LAUREA IN INGEGNERIA UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BRESCIA ANNO ACCADEMICO 2013/2014 BANDO PER L'AMMISSIONE AI CORSI DI LAUREA IN INGEGNERIA Sono aperte le immatricolazioni per l anno accademico 2013/2014 ai corsi di laurea in

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA REGOLAMENTO PROCEDURE TERMINI E TASSE (Modificato con D.R. n.1508 del 31/07/2013) INDICE PARTE I NORME GENERALI Art. 1 Art. 2 Ambito di applicazione Definizioni PARTE

Dettagli

TABELLA B A) TITOLI DI STUDIO D ACCESSO

TABELLA B A) TITOLI DI STUDIO D ACCESSO TABELLA B TABELLA DI VALUTAZIONE DEI TITOLI PER L INCLUSIONE NELLE GRADUATORIE DI CIRCOLO E DI ISTITUTO DI III FASCIA (ivi compreso l insegnamento di strumento musicale nella scuola media), VALIDE PER

Dettagli

REGOLAMENTO SUI CULTORI DELLA MATERIA

REGOLAMENTO SUI CULTORI DELLA MATERIA Articolo 1 Ambito di applicazione REGOLAMENTO SUI CULTORI DELLA MATERIA 1. Il presente Regolamento disciplina le modalità di nomina dei Cultori della materia e le loro attività. Articolo 2 Funzioni 1.

Dettagli

REGOLAMENTO PER GLI AFFIDAMENTI E I CONTRATTI PER ESIGENZE DIDATTICHE, ANCHE INTEGRATIVE, AI SENSI DELLA LEGGE 240/2010. Art. 1 Ambito di applicazione

REGOLAMENTO PER GLI AFFIDAMENTI E I CONTRATTI PER ESIGENZE DIDATTICHE, ANCHE INTEGRATIVE, AI SENSI DELLA LEGGE 240/2010. Art. 1 Ambito di applicazione REGOLAMENTO PER GLI AFFIDAMENTI E I CONTRATTI PER ESIGENZE DIDATTICHE, ANCHE INTEGRATIVE, AI SENSI DELLA LEGGE 240/2010 Art. 1 Ambito di applicazione L Università, in applicazione del D.M. 242/98 ed ai

Dettagli

VERBALE DELLA RIUNIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE DELL UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO. Verbale n. 1/2012

VERBALE DELLA RIUNIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE DELL UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO. Verbale n. 1/2012 VERBALE DELLA RIUNIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE DELL UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Verbale n. 1/2012 Il giorno 20 marzo 2012 alle ore 15.00 presso la sede universitaria di Via dei Caniana n. 2, si

Dettagli

ORDINE DEGLI STUDI A.A. 2012 2013 A CURA DELLA PRESIDENZA E DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE DI FACOLTA

ORDINE DEGLI STUDI A.A. 2012 2013 A CURA DELLA PRESIDENZA E DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE DI FACOLTA ORDINE DEGLI STUDI A.A. 2012 2013 A CURA DELLA PRESIDENZA E DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE DI FACOLTA Pag 2 INDICE Parte Prima 1. MANIFESTO DEGLI STUDI PER GLI IMMATRICOLATI A.A. 2012-2013 1.1 Laurea Magistrale

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA REGOLAMENTO PROCEDURE TERMINI E TASSE (Modificato con delibera del Senato Accademico del 19 luglio 2011) INDICE PARTE I NORME GENERALI Art. 1 Art. 2 Ambito di applicazione

Dettagli

Università degli Studi di Siena CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN STRUMENTI STATISTICI PER L ANALISI DELLA QUALITÀ PERCEPITA IN SANITÀ A.A.

Università degli Studi di Siena CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN STRUMENTI STATISTICI PER L ANALISI DELLA QUALITÀ PERCEPITA IN SANITÀ A.A. Università degli Studi di Siena CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN STRUMENTI STATISTICI PER L ANALISI DELLA QUALITÀ PERCEPITA IN SANITÀ A.A. 2011/2012 Art. 1 Oggetto del bando 1. L Università degli Studi di Siena

Dettagli

FACOLTA DI ECONOMIA CALCOLO MEDIA DI LAUREA

FACOLTA DI ECONOMIA CALCOLO MEDIA DI LAUREA LAUREE QUADRIENNALI: FACOLTA DI ECONOMIA CALCOLO MEDIA DI LAUREA o ECONOMIA E COMMERCIO media aritmetica dei voti degli esami di profitto con esclusione dei voti delle Teologie e di quelli riguardanti

Dettagli

Presiede il Consiglio di Classe il Dirigente Scolastico, Prof. oppure per delega del Dirigente Scolastico, il Prof., funge da Segretario il Prof.

Presiede il Consiglio di Classe il Dirigente Scolastico, Prof. oppure per delega del Dirigente Scolastico, il Prof., funge da Segretario il Prof. ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE CESARE BECCARIA ISTITUTO TECNICO - SETTORE ECONOMICO - ISTITUTO PROFESSIONALE per l AGRICOLTURA e l AMBIENTE Sedi associate di - SANTADI e VILLAMASSARGIA VERBALE N. SCRUTINIO

Dettagli

VISTO lo Statuto di Ateneo, in particolare l art. 10 Diritto allo studio, comma 2 lettera d);

VISTO lo Statuto di Ateneo, in particolare l art. 10 Diritto allo studio, comma 2 lettera d); VISTO lo Statuto di Ateneo, in particolare l art. 10 Diritto allo studio, comma 2 lettera d); VISTO il Regolamento delle attività culturali, sociali e ricreative degli studenti, emanato con decreto rettorale

Dettagli

Regolamento per l attribuzione dei crediti formativi altre attività

Regolamento per l attribuzione dei crediti formativi altre attività UNIVERSITA DEGLI STUDI DI GENOVA Scuola Politecnica, Dipartimento di Scienze per l Architettura Regolamento per l attribuzione dei crediti formativi altre attività Corso di Laurea TRIENNALE IN DISEGNO

Dettagli

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto)

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) REGOLAMENTO DI ISTITUZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE Art. 1 - Area delle posizione organizzative 1. Nel rispetto dei criteri generali contenuti nelle disposizioni

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ISCRIZIONE DEGLI STUDENTI A TEMPO PARZIALE AI CORSI DI STUDIO DELL UNIVERSITA DEGLI STUDI DELLA TUSCIA

REGOLAMENTO PER L ISCRIZIONE DEGLI STUDENTI A TEMPO PARZIALE AI CORSI DI STUDIO DELL UNIVERSITA DEGLI STUDI DELLA TUSCIA Università degli Studi della Tuscia Regolamento per l iscrizione degli studenti a tempo parziale ai corsi di studio dell Università degli Studi della Tuscia (D.R. n. 637/07 del 01.08.2007) REGOLAMENTO

Dettagli

STATUTO TITOLO 1 IDENTITÀ, MISSIONE, OGGETTO DELL UNIVERSITÀ PER STRANIERI DI SIENA DELL UNIVERSITÀ PER STRANIERI DI SIENA.

STATUTO TITOLO 1 IDENTITÀ, MISSIONE, OGGETTO DELL UNIVERSITÀ PER STRANIERI DI SIENA DELL UNIVERSITÀ PER STRANIERI DI SIENA. STATUTO DELL UNIVERSITÀ PER STRANIERI DI SIENA TITOLO 1 IDENTITÀ, MISSIONE, OGGETTO DELL UNIVERSITÀ PER STRANIERI DI SIENA Definizioni 1. Ai fini dello Statuto, dei Regolamenti e degli atti dell Ateneo

Dettagli

29, 19 30 2010, 240 24 2014, 478) INDICE

29, 19 30 2010, 240 24 2014, 478) INDICE Regolamento per l attribuzione a professori e ricercatori dell incentivo di cui all art. 29, comma 19 della legge 30 dicembre 2010, n. 240 (emanato con decreto rettorale 24 ottobre 2014, n. 478) INDICE

Dettagli

Sistema Qualità di Ateneo Modello di Ateneo MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI

Sistema Qualità di Ateneo Modello di Ateneo MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI Requisiti di valutazione per un percorso di Ateneo finalizzato all accreditamento in qualità dei Corsi di Studio:

Dettagli

INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO

INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO 1. Attività di valutazione delle Commissioni di Esperti della Valutazione

Dettagli

Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali L Istituto Leopoldo Pirelli si propone di potenziare la cultura dell inclusione per rispondere in modo efficace alle necessità di

Dettagli

DIPARTIMENTO DI SCIENZE NEUROLOGICHE E PSICHIATRICHE Eugenio Ferrari

DIPARTIMENTO DI SCIENZE NEUROLOGICHE E PSICHIATRICHE Eugenio Ferrari Decreto Direttoriale n. 51 del 20.06.2011 SELEZIONE PUBBLICA, PER TITOLI E COLLOQUIO, PER IL CONFERIMENTO DI UN INCARICO INDIVIDUALE CON CONTRATTO DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA VISTA DEL

Dettagli

Il Consiglio di Istituto

Il Consiglio di Istituto Prot. n. 442/C10a del 03/02/2015 Regolamento per la Disciplina degli incarichi agli Esperti Esterni approvato con delibera n.7 del 9 ottobre 2013- verbale n.2 Visti gli artt.8 e 9 del DPR n275 del 8/3/99

Dettagli

ISTRUZIONE SUPERIORE Qualifications Framework for the European Higher Education Area

ISTRUZIONE SUPERIORE Qualifications Framework for the European Higher Education Area Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per l università, l alta formazione artistica, musicale e coreutica e per la ricerca ISTRUZIONE SUPERIORE Qualifications Framework

Dettagli

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Delibera n.12/2013: Requisiti e procedimento per la nomina dei

Dettagli

Parere in ordine all attivazione per l a.a. 2010/2011 dei corsi di studio istituiti ex DM 270/2004

Parere in ordine all attivazione per l a.a. 2010/2011 dei corsi di studio istituiti ex DM 270/2004 Parere in ordine all attivazione per l a.a. 2010/2011 dei corsi di studio istituiti ex DM 270/2004 - MAGGIO 2010 - DOC 05/10 Il NdV ha esaminato le caratteristiche dei corsi di studio istituiti sulla base

Dettagli

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online di I Livello 60 Crediti Formativi (CFU) 1. Premesse Le ragioni della

Dettagli

REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN INGEGNERIA ELETTRICA Second level degree in electrical engineering

REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN INGEGNERIA ELETTRICA Second level degree in electrical engineering REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN INGEGNERIA ELETTRICA Second level degree in electrical engineering ( MODIFICATO IL 29 giugno 2009) Classe 31/S Politecnico di Bari I A Facoltà

Dettagli

studio dei titolari di protezione internazionale

studio dei titolari di protezione internazionale Il riconoscimento dei titoli di studio dei titolari di protezione internazionale IL RICONOSCIMENTO DEI TITOLI DI STUDIO LA NORMATIVA L art 170 del RD 1592 del 3/ 31/08/33 /33di approvazione del Testo Unico

Dettagli

Ministero dell Università e della Ricerca

Ministero dell Università e della Ricerca Statuto dei diritti e dei doveri degli Studenti Universitari In attuazione dell art. 34 della Costituzione della Repubblica Italiana, che sancisce il diritto per tutti i capaci e meritevoli, anche se privi

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI MAGNA GRAECIA DI CATANZARO DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA SALUTE. Programmazione didattica a.a. 2014/2015

UNIVERSITA DEGLI STUDI MAGNA GRAECIA DI CATANZARO DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA SALUTE. Programmazione didattica a.a. 2014/2015 UNIVERSITA DEGLI STUDI MAGNA GRAECIA DI CATANZARO DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA SALUTE CORSO DI LAUREA IN BIOTECNOLOGIE Classe L2 Programmazione didattica a.a. 2014/2015 Per l anno accademico 2014-2015

Dettagli

TASSI DI ASSENZA E MAGGIOR PRESENZA OTTOBRE 2014

TASSI DI ASSENZA E MAGGIOR PRESENZA OTTOBRE 2014 PRESIDIO BORRI VARESE ACCETTAZIONE RICOVERI 18,9 0 22,84 77,16 PRESIDIO BORRI VARESE AFFARI GENERALI E LEGALI 4,35 15,53 19,88 80,12 PRESIDIO BORRI VARESE AMBULANZE 15,78 1,77 20,03 79,97 PRESIDIO BORRI

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA REGOLAMENTO 16 luglio 2014, n. 6 Regolamento per la formazione continua IL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE nella seduta del 16 luglio 2014 visto l art. 11 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, rubricato Formazione

Dettagli

BANDO DI SELEZIONE ESPERTI PON- FSE - 2007-IT 05 1 PO007 Competenze per lo sviluppo Annualità 2014 IL DIRIGENTE SCOLASTICO

BANDO DI SELEZIONE ESPERTI PON- FSE - 2007-IT 05 1 PO007 Competenze per lo sviluppo Annualità 2014 IL DIRIGENTE SCOLASTICO ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE LUIGI EINAUDI Distr. Sc. n 9 - Via V. Veneto 89822 SERRA SAN BRUNO (VV) FONDI STRUTTURALI 2007-2013 PEC: vvis003008@pec.istruzione.it PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE FONDO

Dettagli

MANAGEMENT DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI LIVELLO II - EDIZIONE IX A.A. 2015-2016

MANAGEMENT DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI LIVELLO II - EDIZIONE IX A.A. 2015-2016 MANAGEMENT DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI LIVELLO II - EDIZIONE IX A.A. 2015-2016 Presentazione L'Università Ca' Foscari Venezia e l'escp Europe hanno ideato il Doppio Master universitario in Management

Dettagli

AVVISO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE A NORMA DELL ARTICOLO 7 COMMA 6, D.LGS N. 165 DEL 30.03.2001 E SS.MM.II.

AVVISO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE A NORMA DELL ARTICOLO 7 COMMA 6, D.LGS N. 165 DEL 30.03.2001 E SS.MM.II. AVVISO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE A NORMA DELL ARTICOLO 7 COMMA 6, D.LGS N. 165 DEL 30.03.2001 E SS.MM.II. In esecuzione della deliberazione del Direttore generale n. 765 del 30.04.2013,

Dettagli

MINISTERO DELLA SALUTE

MINISTERO DELLA SALUTE b) unica prova orale su due materie, il cui svolgimento è subordinato al superamento della prova scritta: una prova su deontologia e ordinamento professionale; una prova su una tra le seguenti materie

Dettagli

ALLEGATO 2 A) TITOLI ABILITANTI DI ACCESSO ALLA GRADUATORIA

ALLEGATO 2 A) TITOLI ABILITANTI DI ACCESSO ALLA GRADUATORIA ALLEGATO 2 TABELLA DI VALUTAZIONE DEI TITOLI DELLA TERZA FASCIA DELLE GRADUATORIE AD ESAURIMENTO DEL PERSONALE DOCENTE ED EDUCATIVO DELLE SCUOLE ED ISTITUTI DI OGNI ORDINE E GRADO, APPROVATA CON D.M 27

Dettagli

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI. Art. 1 - Fonti

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI. Art. 1 - Fonti REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI Art. 1 - Fonti 1. Il presente Regolamento disciplina la composizione, la durata e le modalità di funzionamento del Collegio dei Revisori

Dettagli

LINEE DI RIFORMA DELL ORDINE DEI GIORNALISTI

LINEE DI RIFORMA DELL ORDINE DEI GIORNALISTI LINEE DI RIFORMA DELL ORDINE DEI GIORNALISTI Deliberazione del Consiglio nazionale dell Ordine dei giornalisti 9 luglio 2014 1. Canale unico di accesso alla professione Per esercitare l attività professionale

Dettagli

17/04/2015 IL RETTORE

17/04/2015 IL RETTORE Protocollo 7882 VII/1 Data 26/03/2015 Rep. D.R n. 377-2015 Area Didattica Servizi agli Studenti e Alta Formazione Responsabile Dott. Antonio Formato Settore Alta Formazione Responsabile Dott. Tommaso Vasco

Dettagli

a) Legge provinciale 18 ottobre 1995, n. 20 1) Organi collegiali delle istituzioni scolastiche

a) Legge provinciale 18 ottobre 1995, n. 20 1) Organi collegiali delle istituzioni scolastiche a) Legge provinciale 18 ottobre 1995, n. 20 1) Organi collegiali delle istituzioni scolastiche 1)Pubblicata nel B.U. 7 novembre 1995, n. 51. Art. 1 (Ambito di applicazione) (1) Tutte le istituzioni scolastiche

Dettagli

STATUTO DELL AUTONOMIA

STATUTO DELL AUTONOMIA Atti della Commissione statutaria 1 Università degli Studi di Sassari UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SASSARI STATUTO DELL AUTONOMIA SOMMARIO PREAMBOLO Definizioni TITOLO I - PRINCIPI Capo I - Principi generali

Dettagli

Statuto dell Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)

Statuto dell Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) Statuto dell Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) INDICE Articolo 1 - Finalità e natura dell Ente 2 Articolo 2 - Attività dell INAF 3 Articolo 3 - Principi di organizzazione 5 Articolo 4 - Organi 6

Dettagli

MANAGEMENT NELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE

MANAGEMENT NELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE Master di I livello in MANAGEMENT NELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE In Sigla Master 74 Anno Accademico 2009/2010 (1500 ore 60 CFU) TITOLO Management nelle organizzazioni sanitarie FINALITÀ Con la locuzione

Dettagli

Vista la Legge Regionale 24 Marzo 1974 n. 18; Vista la Legge Regionale 4 Febbraio 1997 n. 7; Vista la Legge Regionale 16.1.2001. n. 28 e s.m.i.

Vista la Legge Regionale 24 Marzo 1974 n. 18; Vista la Legge Regionale 4 Febbraio 1997 n. 7; Vista la Legge Regionale 16.1.2001. n. 28 e s.m.i. 28501 di dare atto che il presente provvedimento non comporta alcun mutamento qualitativo e quantitativo di entrata o di spesa né a carico del bilancio regionale né a carico degli enti per i cui debiti

Dettagli

PREMESSA QUADRO NORMATIVO

PREMESSA QUADRO NORMATIVO RACCORDI TRA I PERCORSI DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI E I PERCORSI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE: L ACCORDO IN SEDE DI CONFERENZA UNIFICATA DEL 16 DICEMBRE 2010 PREMESSA Il 16 dicembre scorso

Dettagli

STATUTO FONDAZIONE ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI CASERTA

STATUTO FONDAZIONE ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI CASERTA STATUTO FONDAZIONE ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI CASERTA 1. A norma degli articoli 14 e seguenti del Codice Civile è costituita la Fondazione dell

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA CHIAMATA, LA MOBILITA, I COMPITI DIDATTICI, IL CONFERIMENTO

REGOLAMENTO PER LA CHIAMATA, LA MOBILITA, I COMPITI DIDATTICI, IL CONFERIMENTO REGOLAMENTO PER LA CHIAMATA, LA MOBILITA, I COMPITI DIDATTICI, IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI INSEGNAMENTO E DI DIDATTICA INTEGRATIVA, IL RILASCIO DI AUTORIZZAZIONI PER ATTIVITA ESTERNE DEI PROFESSORI

Dettagli

DIRITTO ALLO STUDIO. Università degli Studi del Sannio. Costruiamo insieme il tuo FUTURO

DIRITTO ALLO STUDIO. Università degli Studi del Sannio. Costruiamo insieme il tuo FUTURO DIRITTO ALLO STUDIO I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. art. 34 Costituzione della Repubblica Italiana Diritto allo studio universitario

Dettagli

Al Direttore Generale per l Università, lo Studente ed il Diritto allo studio universitario del Ministero Istruzione, Università e Ricerca

Al Direttore Generale per l Università, lo Studente ed il Diritto allo studio universitario del Ministero Istruzione, Università e Ricerca Parere n. 5 del 22/6/2011 Al Direttore Generale per l Università, lo Studente ed il Diritto allo studio universitario del Ministero Istruzione, Università e Ricerca Oggetto: Programmazione nazionale dei

Dettagli

Vademecum per il sostegno. Pratiche condivise di integrazione all interno del Consiglio di classe

Vademecum per il sostegno. Pratiche condivise di integrazione all interno del Consiglio di classe Vademecum per il sostegno Pratiche condivise di integrazione all interno del Consiglio di classe Gli strumenti della programmazione DIAGNOSI FUNZIONALE: descrive la situazione clinicofunzionale dello stato

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI DIREZIONE PER LA DIDATTICA E L ORIENTAMENTO

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI DIREZIONE PER LA DIDATTICA E L ORIENTAMENTO UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI DIREZIONE PER LA DIDATTICA E L ORIENTAMENTO D. R. 767 del 30/06/2014 MANIFESTO GENERALE DEGLI STUDI ANNO ACCADEMICO 2014/2015 IL RETTORE VISTA la Legge 19 novembre 1990

Dettagli

Regolamento per il riconoscimento di Crediti Formativi Accademici nei Corsi di Diploma accademico di primo e di secondo livello

Regolamento per il riconoscimento di Crediti Formativi Accademici nei Corsi di Diploma accademico di primo e di secondo livello Istituto Superiore di Studi Musicali "P. Mascagni" - Livorno Regolamento per il riconoscimento di Crediti Formativi Accademici nei Corsi di Diploma accademico di primo e di secondo livello Via Galilei

Dettagli

REGOLAMENTO CARRIERA UNIVERSITARIA DEGLI STUDENTI

REGOLAMENTO CARRIERA UNIVERSITARIA DEGLI STUDENTI REGOLAMENTO CARRIERA UNIVERSITARIA DEGLI STUDENTI Art. 1 Ambito di applicazione 1. Il presente Regolamento contiene le norme organizzative, amministrative e disciplinari alla cui osservanza sono tenuti

Dettagli

CONTRATTO CON LO STUDENTE A.A. 2014/2015

CONTRATTO CON LO STUDENTE A.A. 2014/2015 Si ricorda che alla domanda d iscrizione dovranno essere allegate 2 copie originali di questo contratto, tutte debitamente firmate dallo studente nelle parti indicate. CONTRATTO CON LO STUDENTE A.A. 2014/2015

Dettagli

SUA CDL - CORSI GIA ATTIVI

SUA CDL - CORSI GIA ATTIVI SUA CDL - CORSI GIA ATTIVI La Scheda Unica Annuale (SUA) è lo strumento di programmazione dei Corsi di Laurea e attraverso il quale l ANVUR farà le proprie valutazioni sull accreditamento (iniziale e periodico)

Dettagli

Università Vita~Salute San Raffaele

Università Vita~Salute San Raffaele Università Vita~Salute San Raffaele DECRETO RETTORALE N. 4185 IL RETTORE Visto lo Statuto dell'università Vita-Salute San Raffaele approvato con Decreto del Ministero dell'università e della Ricerca Scientifica

Dettagli

Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Università degli Studi di Roma Tor Vergata Università degli Studi di Roma Tor Vergata DIPARTIMENTO DI ECONOMIA E FINANZA MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO IN ECONOMIA DELLA CULTURA: POLITICHE, GOVERNO E GESTIONE modalità didattica mista presenza/distanza

Dettagli

Ripartizione Relazioni Studenti I L R E T T O R E

Ripartizione Relazioni Studenti I L R E T T O R E Ripartizione Relazioni Studenti I L R E T T O R E VISTA la legge 9 maggio 1989. n. 168; VISTO il D.P.R. del 3 maggio 1957 n. 686, Norme di esecuzione del T.U. delle disposizioni sullo statuto degli impiegati

Dettagli

All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI. Art. 1-

All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI. Art. 1- All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI Art. 1- Diritti e doveri degli studenti I diritti e i doveri degli studenti sono disciplinati dagli art. 2 e 3 del D.P.R. 21

Dettagli

REGOLAMENTO. Articolo 1

REGOLAMENTO. Articolo 1 REGOLAMENTO Il presente Regolamento disciplina, a norma di quanto disposto dallo Statuto, le norme applicative per l organizzazione ed il funzionamento del CRAL e dei suoi organismi, e stabilisce, in prima

Dettagli

FAQ MASTER & CORSI DI PERFEZIONAMENTO

FAQ MASTER & CORSI DI PERFEZIONAMENTO FAQ MASTER & CORSI DI PERFEZIONAMENTO 1. Qual è la differenza tra Master di primo livello e Master di secondo livello? 2. Ai fini dell ammissione al Master, cosa bisogna fare se si possiede un titolo di

Dettagli

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ALL. 5 CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ***** Regolamento sul funzionamento dell Organismo Indipendente di valutazione \ Approvato con deliberazione

Dettagli

COMITATO PER LE PARI OPPORTUNITÀ DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI.. R E G O L A M E N T O

COMITATO PER LE PARI OPPORTUNITÀ DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI.. R E G O L A M E N T O COMITATO PER LE PARI OPPORTUNITÀ DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI.. R E G O L A M E N T O 1. Costituzione In applicazione della normativa nazionale ed europea al fine di: - Promuovere le politiche di pari

Dettagli

DECRETA. ART. 1 Caratteristiche del Master

DECRETA. ART. 1 Caratteristiche del Master Il Rettore Decreto Rep. n 1339 Prot. n 13549 Data 29.04.2014 Titolo III Classe V UOR SOFPL VISTO lo Statuto del Politecnico di Milano; VISTO il D.M. 3.11.1999, n.509; VISTO Il D.M. 22.10.2004, n. 270;

Dettagli

Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali

Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali Approvato nella seduta di Consiglio del 10 gennaio 2014 Del.01/2014 IL CONSIGLIO NAZIONALE DELL ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI CONSIDERATO

Dettagli

STATUTO DELLA S.I.A.

STATUTO DELLA S.I.A. STATUTO DELLA S.I.A. Art. 1 È costituita a tempo indeterminato una Associazione sotto la denominazione Società Italiana di Agopuntura S.I.A. Art. 2 La Società Italiana di Agopuntura ha lo scopo di dare

Dettagli

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO INTERNO DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE BIOLOGICHE ED AMBIENTALI (D.R. n. 1445 del 30 luglio 2002)

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO INTERNO DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE BIOLOGICHE ED AMBIENTALI (D.R. n. 1445 del 30 luglio 2002) REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO INTERNO DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE BIOLOGICHE ED AMBIENTALI (D.R. n. 1445 del 30 luglio 2002) TITOLO PRIMO CAPO PRIMO Natura e caratteristiche del Dipartimento Articolo 1

Dettagli

Rapporto di Riesame - frontespizio

Rapporto di Riesame - frontespizio Rapporto di Riesame - frontespizio Denominazione del Corso di Studio : TECNOLOGIE ALIMENTARI Classe : L26 Sede : POTENZA - Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali - SAFE Primo anno

Dettagli

Lauree triennali ed equipollenza dei titoli di studio pregressi: si sta per chiarire un grande equivoco?

Lauree triennali ed equipollenza dei titoli di studio pregressi: si sta per chiarire un grande equivoco? Lauree triennali ed equipollenza dei titoli di studio pregressi: si sta per chiarire un grande equivoco? Al fine dell iscrizione alle Lauree specialistiche delle professioni sanitarie non è necessario

Dettagli

DENTRO IL LABIRINTO. Roma, aprile 2011. La sostenibilità dei corsi di studio alla luce della recente normativa (DM 17/10 e DM 50/10)

DENTRO IL LABIRINTO. Roma, aprile 2011. La sostenibilità dei corsi di studio alla luce della recente normativa (DM 17/10 e DM 50/10) Roma, aprile 2011 DENTRO IL LABIRINTO La sostenibilità dei corsi di studio alla luce della recente normativa (DM 17/10 e DM 50/10) di Emanuela Stefani e Vincenzo Zara DENTRO IL LABIRINTO. LA SOSTENIBILITA'

Dettagli

STRUTTURA CONTENUTI E SCADENZE SCHEDA SUA CDS. Anno Accademico 2014/2015

STRUTTURA CONTENUTI E SCADENZE SCHEDA SUA CDS. Anno Accademico 2014/2015 STRUTTURA CONTENUTI E SCADENZE SCHEDA SUA CDS Anno Accademico 2014/2015 PERCHE LA SCHEDA SUA CDS? L Obiettivo della scheda SUA-CdS non è puramente compilativo; tale strumento vuole essere una guida ad

Dettagli