La Cina usa il «bazooka» e Shanghai sale del 4,8% Realizzi sulle altre Borse (Milano - 0,9%) - Rimbalzo del petrolio

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1 2 * In Italia Sabato 29 Agosto 2015 Poste italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art.1, c. 1, DCB Milano Anno 151 Numero 237 EMERGENZA PROFUGHI Le tre rotte dei disperati verso la fortezza Europa Alberto Negri u pagina 12 NUOVA STRAGE Libia, in mare 200 cadaveri Camion italiano in Gb, 27 arresti Nicoletta Cottoneu pagina 12 L ANALISI Se la Germania cambia atteggiamento di Paolo Pombeni Sembra che la questione del governo dell'eccezionale flusso di migranti (meglio forse parlare di un esodo di massa) possa finalmente essere presa in carico dall'unione europea. Continua u pagina 12 LE VIE DELLA CRESCITA La doppia terapia per la Cina e l Europa di Alberto Quadrio Curzio La crisi cinese sembra essere subentrata a quella euro-greca. Più in generale,l economia mondiale non si è riassestata nel dopo crisi mentre si sta indebolendo anche la spinta (della globalizzazione) per uno sviluppo di lungo periodo. Consideriamo due fattori importanti di questo scenario e cioè liquidità-finanza e materie prime. Si tratta di due opposti perché il primo opera con estrema velocità creando spesso delle bolle mentre le materie prime, nella loro espressione fisica, entrano in processi di produzione-utilizzo improntati al lungo periodo. Al presente entrambi i fattori contribuiscono a squilibrare e rallentare la crescita mentre non si diffondono politiche economiche per riorientare la geo-economia. Preoccupano in particolare Cina ed Europa di cui tratteremo, mentre gli Usa stanno crescendo bene. Liquidità e finanza. Molti (tra cui Krugman che interpretiamo liberamente) segnalano che nel mondo vi è un eccesso globale di risparmio da cui sono partite varie bolle speculative alla ricerca di profitti finanziari invece che andare verso investimenti produttivi. Il credito facile e la liquidità, per fare alcuni esempi, hanno gonfiato prima la bolla immobiliare Usa e poi ne hanno creata un altra in Spagna, mentre in alcuni Paesi emergenti si sono avuti rialzi abnormi nelle valute. Adesso la grande liquidità pare ritornata prevalentemente negli Usa rialzando (pur nelle volatilità) il dollaro e le quotazioni di Borsa. Molte sono state e sono le cause delle bolle in varie combinazioni temporali: scarsezza nella domanda di investimenti, austerità frenante spesa pubblica e consumi, bassa inflazione, bassi tassi di interesse. In sintesi, per noi la globalizzazione Ict-finanza ha spiazzato troppo gli investimenti produttivi perché questi danno profitti più nel medio-lungo termine che si allungano ulteriormente per quelli infrastrutturali (materiali ed immateriali). La finanza necessita invece di profitti veloci che spesso comportano forti oscillazioni. Continua u pagina 2 Si delinea la via cinese al Qe: dopo calo dei tassi e swap sui debiti locali, acquisto di azioni da parte dei fondi pensione La Cina usa il «bazooka» e Shanghai sale del 4,8% Realizzi sulle altre Borse (Milano - 0,9%) - Rimbalzo del petrolio prally del listino di Shanghai (+4,8%) sulla scia della nuova immissione di liquidità della Banca centrale cinese (è la terza nella settimana) e dell ottimismo per l avvio di investimenti in Borsa dei fondi pensione. Sui mercati europei prevalgono i realizzi: Milano -0,9%(ma la settimana turbolenta si chiude con un +1,14%). Spread stabile a 118 punti. Petrolio in netta risalita: +6% ilwti oltre i 45 dollari al barile. Servizi e analisiu pagine 2-5 JACKSON HOLE La morsa globale che stringe la Fed di Mario Platero Chi continuava a proclamare il declino americano rispetto alla Cina in questi giorni si è dovuto ricredere: nel bel mezzo della crisi di mezza estate il segnale di leaderhip per la stabilità (crescita e Borsa) è venuto proprio dagli Stati Uniti d America. Continua upagina 5 Valsania e Sorrentinou pagina 5 pil cda della Popolare di Vicenza ha annunciato un aumento di capitale di 1,5 miliardi di euro, dopo aver approvato contri semestrali con perdite per 1,05 miliardi frutto di svalutazioni e La settimana che ha scosso la Borsa cinese L andamento dello Shanghai Composite Index nell ultima settimana Performance di giornata , ,27% -8,49% -7,63% 24 agosto Lunedì Lunedì nero : gli indici cinesi crollano più dell 8%, azzerando tutti i guadagni dell anno rettifiche sui crediti imposte dalla Banca centrale europea. Maxi-rettifiche e svalutazioni anche per Veneto Banca, che va in rosso per 213 milioni. Luca Davi u pagine ,27% +5,34% 25 agosto, Martedì La People s Bank of China taglia i tassi di interesse e riduce le riserve obbligatorie delle banche 21 agosto TITOLI DI STATO. POSITIVA L ASTA DEI BOND A 5 E 10 ANNI L ombrello di Francoforte che tiene al riparo i BTp Mara Monti u pagina 3 Per le svalutazioni chieste dalla Bce - Veneto Banca perde 213 milioni Popolare di Vicenza vara l aumento da 1,5 miliardi Premesse migliori per l autunno bancario di Antonio Patuelli CREDITO E RIPRESA Per l imminente autunno, le premesse soprattutto bancarie in Italia sono certamente migliori di un anno fa, anche se non debbono essere trascurati i problemi. Continua u pagina 20 +4,82% 27 agosto, Giovedì Iniezioni di liquidità da parte della PboC. Dietro il rialzo degli indici, la ripresa degli acquisti di titoli da parte del governo 3.234,61 Variazione 21/8-28/8-11,7% Siderurgia. Torna il preridotto All Ilva il piano per l acciaio a basso impatto Meneghello e Palmiottiu pagina 9 Export. Auto decisiva L Italia torna nella top ten degli Stati Uniti Luca Orlandou pagina 10 LEGGE DI STABILITÀ Investimenti: un bonus da 2,6 miliardi potenziali Il bonus investimenti allo studio dei tecnici del governo sarebbe in grado di spingere gli investimenti delle imprese per 2,6 miliardi. È la stima di Federmacchine: il bonus ammortamenti, se applicato sulla falsariga della legge Macron varata da Parigi, favorirebbe una crescita del 14% sul mercato italiano dei macchinari. Fotina e Gaianiu pagina 6 Tasi e tagli: partita da 6 miliardi con i Comuni Tra Governo e Comuni sulla prossima legge di stabilità si giocherà una partita da 5-6 miliardi tra Tasi, partecipate, fabbisogni standard e acquisti di beni e servizi. Intanto il viceministro dell Economia Morando conferma che l abolizione della tassazione sulle prime casse di lusso è tutt altro che scontata. Marco Rogariu pagina 6 Il presidente di Confindustria alla Festa dell Unità Squinzi: «Tifo spietato per chi riduce le tasse ma va tagliata la spesa» di Nicoletta Picchio PANORAMA Commenta la rivoluzione fiscale del governo prima ancora di salire sul palco della Festa del Pd, a Milano: «A uno che ti dice riduciamo le tasse noi facciamo un tifo spietato». Pressione fiscale e semplificazione burocratica sono i due tasti su cui Giorgio Squinzi insiste da sempre come elementi fondamentali per far ripartire il Paese. E ieri è tornato sull argomento, vista l attualità di questi giorni, sottolineando l importanza di sforbiciare la spesa pubblica: «Le tasse si possono tagliare solo se si mette mano seriamente alla spending review, che è assolutamente fondamentale». Il suo auspicio è che la riforma della pubblica amministrazione varata dal governo si possa realizzare in tempi rapidissimi: «Quella della burocrazia è la madre di tutte le riforme». Ed ha continuato il pressing sul governo perché vada avanti: «L esecutivo ha individuato in modo corretto tantissime cose da fare, ma non c è stata l applicazione in modo sufficiente. Non siamo ancora riusciti a tradurre in azione le pulizie in casa necessarie a far ripartire il paese». E sulla spesa pubblica ha insistito: «Vedo che c è molta difficoltà a ridurre, si è detto aboliamo le province, ma i costi sono ancora tutti lì». Continua u pagina 7 Delrio: la ripresa è merito di una forte classe imprenditoriale Luca Orlando u pagina 7 Mafia Capitale, Gabrielli parte dai tre dipartimenti sotto inchiesta Al via la «bonifica» del Comune di Roma: partito dai dipartimenti finiti sotto inchiesta per Mafia Capitale il piano della prefettura, «nel quadro della leale collaborazione» con il sindaco. Al setaccio i contratti di servizio. Intanto è bufera su Marino: opposizioni all attacco. u pagina 8 FOCUS NORME Per chi aderisce alla voluntary compilazione del quadro RW entro il 30 settembre Marco Piazza u pagina 13 Sulle agevolazioni del patent box ruling semplificato per le piccole e medie imprese Miele e Vio u pagina 14 Mercati A FTSE Mib B 21993,74-0,93 variaz. % 8,12 var. % ann. Dow Jones I. B 16643,01-0,07 variaz. % -2,56 var. % ann. e Borse europee chiudono in modo contrastato L una settimana ad altissima volatilità. Il Ftse Mib ha ceduto lo 0,93% (ma il bilancio settimanale è positivo, +1,14%). In lieve calo Francoforte, mentre Parigi e Londra hanno guadagnato terreno. Shanghai ha chiuso in forte rialzo dopo l annuncio che i fondi pensione investiranno in Borsa. In altalena Wall Street, che attende segnali più chiari sulle prossime mosse Fed. BORSA ITALIANA Var% Indici Generali Var% in.an. FTSE It. All Share ( =23356,22) 23631, ,22-0,90 17,35 FTSE MIB ( =24401,54) 21993, ,24-0,93 15,68 FTSE It. Mid Cap ( =20146,67) 33017, ,89-0,74 30,87 FTSE It. Star ( =10000) 24127, ,20-0,72 29,30 Mediobanca (2.1.06=100) 64,15 64,38-0,36 17,86 Comit Globale (1972=100) 1219, ,58-0,23 17,49 Xetra Dax B 10298,53-0,17 variaz. % 8,83 var. % ann. A2A 1,112-1,42 Ansaldo Sts 9,480 0,11 Atlantia 23,980-0,83 Autogrill 7,750-2,58 Azimut H. 19,570-2,73 B. Popolare 15,490-2,15 B.P. E.Romagna 7,765-3,12 B.P. Milano 0,950-1,30 Buzzi Unicem 15,120-0,72 Campari 6,655-1,55 CNH Industrial 7,120-1,32 Enel Green Power 1,707-0,87 Enel 4,046-0,64 Eni 14,410 0,49 Nikkei 225L 19136,32 3,03 variaz. % 23,78 var. % ann. FTSE 100 L 6247,94 0,90 variaz. % -8,20 var. % ann. Exor 41,380-0,93 FCA-Fiat Chrysler 12,700-1,32 Finmecc. 12,000 0,33 Generali 16,360-1,68 Intesa Sanpaolo 3,244-1,99 Luxottica 60,600-1,30 Mediaset 4,312-0,32 Mediobanca 9,025-1,04 Mediolanum 7,050-1,61 Moncler 16,050-1,71 Monte Paschi Si 1,884 0,37 Pirelli & C. 14,920-0,27 Prysmian 19,240-0,62 S. Ferragamo 24,580-5,64 Saipem 8,380 4,16 Snam 4,406 STMicroelectr. 6,540-0,08 Telecom Italia 1,101-2,74 Tenaris 11,610 2,47 Terna 4,180 0,77 Tod's 82,250-1,85 UBI Banca 7,075-1,87 Unicredit 5,845-0,93 UnipolSai 2,062-1,06 World Duty Free 10,230 Yoox 27,950-1,17 /$ 1,1268 B -0,14 variaz. % -14,49 var. % ann. PRINCIPALI TITOLI - Componenti dell indice FTSE MIB QUANTITATIVI TRATTATI Titolo Pr.Rif. Var.% Titolo Pr.Rif. Var.% FTSE ITALIA ALL SHARE -0,9 Base 31/12/02=23.356, apertura chiusura Azioni: numero Azioni: valore Titoli di Stato Obbligazioni FUTURES Var FTSE MIB Set Eurex Bund 10a(set 15) 153,84 0,10 I CAMBI DELL EURO (rilev. BCE) Valuta Diff. Dollaro Usa 1,1268-0,0016 Yen giapponese 136,1600 0,5400 Sterlina inglese 0,7321 0,0009 Franco svizzero 1,0807 0,0036 Renminbi cinese 7,1998-0,0283 Dollaro canadese 1,4954 0,0030 Corona svedese 9,4953-0,0748 Dollaro austral. 1,5789-0,0001 MATERIE PRIME Prezzi uff. a Londra ($/t) Var.% Alluminio 1550,0 0,50 Caffè rob 1581,0-1,60 Brent dtd L 47,66 7,93 variaz. % -52,63 var. % ann. Oro Fixing L 1135,00 1,43 variaz. % -12,15 var. % ann. Paese/Indice Var.% BORSE EUROPEE D.J. EuroStoxx 341,65 0,09 Amsterdam Am. Exc. 445,96 0,59 Bruxelles Bel ,33 0,51 Francoforte Dax 10298,53-0,17 Helsinki Omxh Gen 8013,79-0,01 Lisbona Psi ,23-0,36 Londra Ftse ,94 0,90 Madrid Ibex ,90 0,61 Parigi Cac ,13 0,36 Vienna Atx Index 2335,89-0,58 Zurigo Swiss Mkt 8785,10-0,31 ALTRE BORSE New York DJ Ind ,01-0,07 New York S&P ,83 0,06 New York Nasdaq C. 4823,47 0,22 Tokyo Nikkei ,32 3,03 Hong Kong Hang S ,39-1,04 San Paolo Brsp Bov ,87-1,18 Shanghai Comp. 3234,61 4,90 Sydney All Ordin. 5274,70 0,61 Singapore Straits T. 2955,94 0,36 Toronto 300 Comp ,07 0,71 INDICE CAMBI (22 valute) Indice Sole-24Ore 105,12-1,65 Prezzi di vendita all estero: Albania 2, Austria 2, Francia 2, Germania 2, Monaco P. 2, Slovenia 2, Svizzera Sfr 3,20 * con Marketing Evolution 10,90 in più; con La Biblioteca del Mare 8,90 in più; con Ora Legale 8,90 in più; con Guida alla Salute 1,00 in più; con La Biblioteca dei Ragazzi 7,90 in più; con Guida Touring Club 8,90 in più; con I Grandi Classici dell umorismo 6,90 in più; con Lezioni d Amore 5,90 in più; con L Impresa 6,90 in più; con Norme e Tributi 12,90 in più; con Maternità e Paternità 9,90 in più; con Durc On Line 9,90 in più; con Il Nuovo Fisco a sostegno delle Imprese 9,90 in più; con How To Spend It 2,00 in più; con IL Maschile 2,00 in più. Nella Regione Umbria, in abbinamento obbligatorio con «Il Giornale dell Umbria», a 1,10. INDICI

2 2 Cina e mercati LE STRATEGIE DEL GOVERNO Qe alla cinese e Shanghai sale del 4,8% La Banca centrale annuncia una nuova operazione di rifinanziamento a breve da 8,3 miliardi di euro al tasso del 2,35% Pechino usa il «bazooka», risale la Borsa Terzo intervento sulla liquidità della Banca centrale - In campo anche i fondi pensione PECHINO. Dal nostro corrispondente pfinisce bene un altra settimana durissima per i listini cinesi. Chiusura positiva della borsa di Shanghai a 4,8% con l indice composite ed era ora nuovamente oltre quota 3mila (per la precisione: punti). Ancora un segno più, dunque, a confermare la risalita delle borse cinesi dal pozzo senza fondo delle perdite, giovedì Shanghai aveva chiuso a 4,82%. Sul fronte azionario, tutti i principali settori hanno registrato aumenti. Performance un po sottotono per i titoli bancari dopo che i principali big del settore hanno pubblicato i risultati del semestre che indicano una crescita quasi nulla dei profitti nella prima metà dell'anno e un ulteriore aumento delle sofferenze. Utili sostanzialmente BANCHE IN DIFFICOLTÀ I titoli del settore restano deboli, riflettendo le preoccupazioni per l aumento dei prestiti a rischio piatti nel primo semestre per due delle quattro grandi banche pubbliche cinesi in presenza di domanda interna debole e crediti problematici in aumento. Bank of China, che tra l altro è il principale operatore in cambi del Paese, archivia il semestre con un utile netto a 90,75 miliardi di yuan, in aumento dell 1,14% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. L istituto, quotato alla borsa di Hong Kong dove ha chiuso la seduta in ribasso del 3,53%, ha ricordato in un comunicato che la crescita globale è stata rallentata e che l'istituto è allineato a una crescita più lenta ma anche più sostenibile, il cosiddetto new normal. Risultati piatti anche per un altra delle big four, la Agricultural Bank of China (Abc) che ha registrato nello stesso periodo un incremento degli utili netti limitato allo 0,3% a 104,32 miliardi di yuan. L istituto tradizionalmente è attivo nelle zone rurali della Cina e il suo presidente, Liu Shyu, ha sottolineato in un comunicato che «gli attuali sviluppi economici globali restano instabili e incerti. L economia cinese sta tuttora affrontando una grande pressione al ribasso. Dinanzi a varie sfide come l incremento dei crediti in sofferenza e del rallentamento della crescita degli utili, la banca ha un compito difficile nel prevedere e controllare i rischi nella sua attività». La Banca centrale è intervenuta anche ieri per stabilizzare lo yuan continuando a immettere liquidità nel sistema bancario nazionale. Ha infatti lanciato una nuova operazione di rifinanziamento a breve, della durata di sette giorni, per 60 miliardi di yuan (circa 8,3 miliardi di euro) al tasso del 2,35%. Si tratta del terzo intervento realizzato in una settimana dalla Banca centrale cinese dopo che la settimana scorsa Pboc ha iniettato nel mercato 150 miliardi di yuan. Il timore di ritornare al caos delle ultime due settimane e alle speculazioni selvagge che lo hanno caratterizzato aleggia nell aria, al punto che le autorità di Pechino intendono rendere più rigorosi i controlli sulle manovre sui future. La China Securities Regulatory Commission, l autorità di controllo sulla Borsa, a partire dal 31 agosto ha predisposto che la copertura sui future passi dal 20% al 30% del valore complessivo dei contratti. Inoltre la stessa Commissione ha inviato alla polizia 22 casi sospetti, incluse ipotesi di manipolazioni di mercati e insider trading. In ogni caso per i listini si è trattato di una settimana di passione, in cui senza l'intervento della Banca centrale sui tassi e sui ratios, senza gli acquisti di repo sul mercato aperto e affini, il bilancio sarebbe stato ben più negativo. Come si è detto, la Banca centrale è intervenuta anche a sostegno dello yuan, deprezzato di due punti l 11 agosto con effetti disastrosi per i mercati globali e per la Cina, soprattutto. Quasi ogni giorno la Banca centrale è ormai costretta a predisporre misure in aiuto della divisa nazionale, limando perfino le riserve estere. R.Fa. I sette giorni che hanno scosso la Cina L andamento dello Shanghai Composite Index nell ultima settimana Performance di giornata , ,27% Gli strumenti del governo LA SVALUTAZIONE L 11 agosto, a sorpresa, la Banca del popolo cinese (Pboc) ha annunciato un deprezzamento tecnico dello yuan, e una modifica delle modalità di calcolo del cambio ufficiale. Dopo un apprezzamento del cambio del 18% da metà 2014, e la brusca flessione delle esportazioni a luglio, lamanovra sembrava l inizio di una brusca svalutazione, e si è tornati a parlare di guerra delle valute. La Banca del popolo ha tentato di smorzare le aspettative ed è poi intervenuta ridimensionando la flessione dello yuan che ieri appariva contenuto al 4,1%. Le successive mosse di politica monetaria avrebbero dovuto generare un ulteriore flessione del cambio, ma gli acquisti della Pboc hanno impedito alla valuta di muoversi, con un parziale conflitto tra misure diverse. -8,49% 24 agosto Lunedì Lunedì nero : gli indici cinesi crollano più dell 8%, azzerando tutti i guadagni dell anno -7,63% 25 agosto, Martedì La People s Bank of China taglia i tassi di interesse e riduce le riserve obbligatorie delle banche IL TAGLIO DEI TASSI Il 24 agosto, dopo la brusca flessione della Borsa di Shanghai, la Banca del popolo cinese (Pboc) ha tagliato i tassi di interesse, sui depositi - in parte però liberalizzati - e sui prestiti, per la quarta volta in un anno. I tassi sui prestiti, in particolare, sono scesi al 4,60% e quindi, con un inflazione all 1,6%, determinano tassi reali del tre per cento. La mossa era ilsettimo taglio effettuato dalla banca centrale in questo ciclo espansivo della politica monetaria che è iniziato a giugno 2012, ma che ha avuto una lunga pausa tra il luglio di quell anno e il novembre del Nel sistema cinese, in ogni caso, i tassi di interesse non hanno la stessa importante che possono avere in un economia avanzata e non sono lo s trumento principale di intervento. -1,27% 26 agosto, Mercoledì Reazione incerta della Borsa, si aspettano nuove misure espansive del governo a sostegno dei mercati +5,34% 27 agosto, Giovedì Iniezioni di liquidità da parte della PboC. Dietro il rialzo degli indici, la ripresa degli acquisti di titoli da parte del governo I TAGLI ALLE RISERVE Oltre al taglio dei tassi, la Banca del popolo cinese ha deciso, il 24 agosto, di ridurre la riserva obbligatoria delle grandi banche, passata dal 18,5% al 18% dei depositi. Era il terzo taglio in un anno, il sesto dal 2011 (con una lunga pausa a partire da maggio 2012). Le riserve obbligatorie sono lo strumento principale della politica monetaria cinese e appaiono ancora piuttosto elevate: sono tornate al livello del 2010 e, a differenza dei tassi, sono ancora al di sopra della media degli ultimi 10 anni. Nel 2006, prima della crisi, erano tra l 8% e il 9%. Analogamente sono state abbassate (di 0,50 punti) anche le riserve delle banche specializzate in aziende piccole, medie e agricole, e (di tre punti) quelle delle società di leasing finanziario e automobilistico. +4,82% 28 agosto, Venerdì Secondo giorno di rialzi, sulla scia dei nuovi interventi del governo che annuncia entro breve l avvio degli investimenti in titoli dei fondi pensione 21 AGOSTO ,61 Variazione 21/8-28/8-11,7% IL NATIONAL TEAM Le autorità cinesi sono anche intervenute su alcuni settori specifici a sostegno dell economia e dei mercati. Il 23 agosto, il giorno prima del crollo della Borsa di Shanghai è stato permesso per la prima volta ai fondi pensione locali di acquistare titoli azionari. Questi fondi si aggiungono a quello che è stato chiamato il national team, o team nazionale di investitori pubblici - principalmente banche - che nelle ultime settimane hanno acquistato azioni per sostenere il mercato. La decisione è apparsa un po in contrasto con l annuncio della Csrc, la Commissione di controllo sui mercati, che il 14 agosto aveva espresso la volontà di lasciare alla domanda e all offerta la determinazione dei prezzi. L EDITORIALE Alberto Quadrio Curzio La doppia terapia per la Cina e l Europa u Continua da pagina 1 Ma anche gli investimenti produttivi necessitano di finanza che verrebbe meglio incanalata se lo sviluppo di lungo termine fosse ancorato a programmi infrastrutturali nuovi e di rinnovi ecocompatibili (ma anche a quelli in tecno-scienza, istruzione e salute). Su binari di questo tipo, in partenariati pubblico-privato, si potrebbero attrarre maggiori capitali finanziari che sostengano anche strategie di impresa con rendimenti più attraenti e durevoli. Materie prime. Anche tra queste ci sono state in passato varie bolle speculative delle quali non ci interessiamo qui. Rileviamo invece (come ha evidenziato l Economist) che è in corso una divaricazione di medio-lungo periodo tra l indice dei prezzi delle azioni (Msci world) e quello dei prezzi delle materie prime (indice Bloomberg ). Fatto 100 il livello dei due indici all aprile del 1991, da allora quello dei prezzi delle azioni ha avuto tre andamenti di ascesadeclino sovrastando sempre (salvo un breve periodo di eguaglianza) quello dei prezzi delle materie prime. Quest ultimo, dopo un consistente periodo di crescita (sia pure con oscillazioni) che l ha spinto a un massimo nel 2007 (indice salito di 2,5 volte), ha iniziato un declino che l ha riportato al livello del Cioè a 100 mentre l indice azionario è 3,50 volte superiore a quello del Altri indici sulle materie prime danno profili diversi (anche per le componenti valutarie) ma l aggregato segnala un calo. Una spiegazione (prescindendo dal livello del dollaro) della dinamica dei prezzi delle materie prime fa perno sulla potente domanda cinese (su cui Marco Fortis ha da anni evidenziato vari record mondiali) durante la travolgente crescita dei decenni passati. Questa ha innescato un aumento di produzione di materie prime dovunque. Un complesso circuito di sovra-produzione, di calo dei costi di produzione dovuti all innovazione, di concorrenza al ribasso sui prezzi per espellere nuovi concorrenti (è il caso petrolio saudita contro shale Usa), che ha anche inciso al ribasso ma non in modo omogeneo sui costi di produzione di altre materie prime energivore, ha danneggiato molti Paesi produttori anche per il deprezzamento delle loro valute rispetto al dollaro. La domanda aggregata è quindi calata un po dovunque anche per la crisi Cina ed Europa. Il rallentamento cinese, dopo decenni travolgenti, cambia adesso lo scenario globale. La Cina (che a parità di poteri d acquisto è la maggiore economia mondiale) ha in corso una complessa transizione che secondo l Fmi deve normalizzarla sia rallentando la sua crescita tra il 6% e il 7% annuo sia con riforme. È necessaria la distinzione nella complementarietà tra istituzioni (centrali e locali) e mercati, tra imprese di Stato e private, tra mercati emersi e mercati sommersi (dov è grande quello del credito). E infine il renmimbi dovrà arrivare alla piena convertibilità di mercato. L Fmi preme inoltre per il controllare subito le bolle in atto (quelle immobiliari in particolare) e in potenza. In definitiva l Fmi ritiene che lo statalismo di mercato cinese con crescite annue tra il 10% e il 15% non sia più sostenibile. Che questa transizione sia molto ardua è chiaro sia per le notizie politico-partitiche cinesi sia per gli eventi dei giorni scorsi. L a caduta della Borsa cinese (peraltro non peggiore di quella di fine ), l improvvisa svalutazione dirigistica del renmimbi dapprima e la riduzione dei tassi di interesse poi, l immissione di liquidità, hanno dato l impressione che il rallentamento dell economia cinese sia ben maggiore di quello programmato dal governo e previsto dall Fmi. È un rischio grave per la già fragile economia mondiale. La Cina non può però fare tutto da sola anche se un sistema con risparmi e investimenti tra il 45% e il 50% del Pil deve far crescere rapidamente la domanda interna (beni e servizi) di consumo e non solo per evitare bolle speculative. In questo contesto globale, l Eurozona e la Ue, la cui crescita fatica a superare il 2%, sono chiamate ancora una volta alle loro responsabilità. Vanno attuate politiche economiche espansive, rilanciata l occupazione (specie quella giovanile) e quindi la domanda interna, intensificati investimenti infrastrutturali pubblici e in partenariato che trascinino quelli industriali privati. Perché il mercato unico e l euro non bastano per fare della Ue uno dei motori affidabili dello sviluppo mondiale. Welfare e finanza. Per la prima volta sarà possibile dirottare su azioni, equity fund e fondi bilanciati il 30% degli asset Dai fondi una leva da 313 miliardi di dollari Rita Fatiguso PECHINO. Dal nostro corrispondente Nel Paese del welfare che non c è fioccano gli esperimenti sulle risorse accantonate per garantire una decente copertura assicurativa dei cinesi. Se la riforma del welfare è sicuramente un altro punto critico della società cinese, è CRESCIUTI A DISMISURA Le autorità intendono mettere al servizio della ripresa dell economia un tesoro arrivato alla somma di 1,53 trilioni di yuan anche vero che i fondi accantonati finora fanno gola, specie in un frangente critico come quello attuale. Sono soprattutto le grandi vituperate aziende pubbliche a fornire con i loro utili i contributi assicurativi per i lavoratori ma gli assicurati, alla fine, possono contare su pensioni ridicole, inadeguate a garantire la sopravvivenza in una società competitiva come quella cinese. Per non parlare della copertura sanitaria, altro incubo del cinese medio: The sick men of Asia era il titolo di un approfondimento di Foreign Policy che in tempi non sospetti, già cinque anni fa, evidenziava le distorsioni del sistema, tra l altro il timore del futuro impedisce ancora ai cinesi di consumare a sufficienza. La leadership però si è accorta che i Social Security Fund sono cresciuti a dismisura e mentre ci si chiedeva che farne si è pensato bene di utilizzarli per far ripartire l economia. A fine 2014, gli asset in mano al National Social Security fund avevano raggiunto la somma astronomica di 1,53 trilioni. Un tesoro di opportunità. Com è noto, avendo cambiato in parte la destinazione di queste risorse, in una percentuale pari al 30% potranno essere utilizzati per emettere bond locali. D ora in poi inoltre la collaborazione della previdenza integrativa, cioè dei fondi pensione, sarà altrettanto necessaria. Proprio ieri in un incontro allo State Council i vice ministri delle Risorse umane e della previdenza sociale hanno detto che i fondi pensione locali in Cina inizieranno a investire 2 mila miliardi di yuan (313 miliardi di dollari) in azioni e altre attività finanziarie. You Jun, vice ministro delle Risorse umane e della Previdenza Sociale, ha detto che il Consiglio di Stato ha approvato la possibilità di investire in equities per i fondi pensione decretata lo scorso 17 agosto. Il Consiglio di Stato ha attribuito grande importanza alla questione delle operazioni di investimento dei fondi pensione, definita «una grande riforma della costruzione del sistema di previdenza sociale», ma anche per soddisfare le esigenze attuali di riforma globale, per promuovere lo sviluppo economico e sociale, in linea con gli interessi fondamentali del popolo cinese. Wei Yu Ping, vice ministro cinese delle Finanze, ha aggiunto che l obiettivo del fondo è quello di organizzare le operazioni di investment, i Lo sguardo sui mercati. Piccoli investitori a Pechino EPA fondi pensione locali cinesi inizieranno quindi a investire il più presto possibile. Sembra che circa il 30% dei soldi di queste istituzioni verranno dirottate sulle azioni, sugli equity fund e sui fondi bilanciati. Il resto potrà essere investito in bond convertibili, strumenti di money market e cioè prestiti a brevissimo termine, asset-backed securities, future azionari e future obbligazionari, così come in grossi progetti infrastrutturali. La mossa della scorsa settimana aveva visto le autorità di Pechino preannunciare l esordio sui mercati dei fondi pensione locali. Il mercato aveva fatto orecchie da mercante. Passata la bufera si ritorna a parlare di fondi e soprattutto di incentivi, dato che il viceministro delle Finanze, Yu Weiping, fa sapere che il governo centrale concederà trattamenti fiscali preferenziali agli investimenti dei fondi pensione locali. La precisazione finale di Yu va annotata, a futura memoria: «Salvaguardando le pensioni e promuovendo investimenti diversificati». Ecco un binomio tutto da verificare in concreto. Stretta sui media. Sotto accusa per corruzione Indagati due dirigenti del sito del «Quotidiano del popolo» pindagati per corruzione due dirigenti della società che gestisce il sito del principale giornale del Partito comunista cinese, il Quotidiano del popolo. Liao Hong, presidente di People.cn, è stato sottoposto a misure restrittive obbligatorie, un termine che in genere indica l arresto, in quanto sospettato di crimini legati alla corruzione; il vicepresidente della società, Chen Zhixia, è pure indagato. Liao,che è stato anche direttore del giornale, ha una lunga militanza con il Quotidiano del popolo. Nel 2009 ha vinto un premio giornalistico di primo piano messo in palio dal governo. I due dirigenti non sono raggiungibili e non è chiaro se abbiano un avvocato. «Le indagini proseguono», ha dichiarato il procuratore. Il Quotidiano del popolo, in un comunicato pubblicato sul suo sito, ha sottolineato di aver chiesto alla società di cooperare con gli investigatori e ha assicurato la piena operatività delle pubblicazioni. Non si tratta dell unica indagine sull influente settore dei media di Stato, parte di una stretta più ampia sulla corruzione avviata dal presidente Xi Jinping nel Guo Xhenxi, direttore della pubblicità della China Central Television e direttore generale del canale economico-finanziario, è stato in carcere nel giugno 2014 per sospetta corruzione; diversi produttori, quadri e giornalisti del network televisivo sono stati indagati di recente. Sebbene il governo mantenga le redini sui media cinesi, una serie di riforme attuate nell ultimo decennio ne ha indebolito parzialmente il controllo, accrescendo - seppure in maniera limitata - l indipendenza editoriale delle testate. Di conseguenza si assiste a periodici giri di vite sui mezzi di informazione, incluso l arresto di giornalisti accusati di aver tradito o messo in discussione la linea e la censura del Partito comunista. R.Es.

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