BOZZA PROTOCOLLO D'INTESA TRA REGIONE TOSCANA E PARTI SOCIALI REGIONALI PER UN SISTEMA REGIONALE DI MOBILITA DEI CITTADINI TOSCANI TRA PREMESSO

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1 BOZZA PROTOCOLLO D'INTESA TRA REGIONE TOSCANA E PARTI SOCIALI REGIONALI PER UN SISTEMA REGIONALE DI MOBILITA DEI CITTADINI TOSCANI L'anno, il giorno La Regione Toscana TRA E Parti sociali. PREMESSO - Che la mobilità in tema di istruzione e formazione è parte integrante della libera circolazione delle persone, una libertà fondamentale sancita del Trattato comunitario in particolare dall art. 149, nonché uno dei principali obiettivi dell azione dell Unione Europea nel campo dell istruzione e della formazione, per costruire uno autentico spazio europeo dell apprendimento permanente, per promuovere l occupazione e ridurre la povertà e per contribuire a promuovere una attiva cittadinanza europea; - Che intensificare la mobilità europea e gli scambi ai fini formativi e professionali sono azioni che possono svolgere un ruolo fondamentale nella realizzazione della strategia di Lisbona di rendere l Europa, l economia basata sulla conoscenza più innovativa e competitiva; - che la comunicazione della Commissione Europea relativa a Linee di orientamento integrate per la crescita e l occupazione per gli stati membri COM (2005) 141 def. individua tra le azioni prioritarie la necessità di garantire una maggiore trasparenza delle offerte di lavoro e di formazione ai livelli nazionale ed europeo per facilitare la mobilità in tutta l Europa ;

2 - Che il nuovo Programma d azione nel campo dell apprendimento permanente istituito con Decisione n. 1720/2006/C del Parlamento Europeo e del Consiglio del 15 novembre 2006, si pone l obiettivo generale di promuovere all interno della Comunità gli scambi, la cooperazione, e la mobilità tra i sistemi di istruzione e formazione contribuendo a migliorare la qualità, l attrattiva e l accessibilità delle opportunità di apprendimento permanente disponibili negli stati membri ; - che la Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 (2006/961/CE) relativa -alla mobilità transnazionale nella Comunità ai fini di istruzione e formazione professionale-, al fine di assicurare e migliorare la qualità e l efficacia dei sistemi di istruzione e di formazione in Europa, individua la necessità di un maggior sostegno da parte di tutti i soggetti interessati, comprese le autorità pubbliche nonché invita gli Stati membri a fornire un sostegno adeguato e infrastrutture appropriate alla mobilità ai fini dell istruzione e formazione onde potenziare i livelli di istruzione e di formazione dei propri cittadini ; - che il regolamento CE N. 1081\2006 del parlamento Europeo e del Consiglio del 5 luglio 2006 relativo al Fondo Sociale Europeo e recante l abrogazione del regolamento CE n. 1784\1999 individua nella promozione di attività trasnazionali e interregionali innovative una dimensione importante da integrare nel campo d azione del fondo e dispone poi nello specifico che fra le priorità perseguite dal FSE, deve essere ricompressa anche quella di promuovere partenariati, patti e iniziative tramite la creazione di reti di soggetti interessati, quali parti sociali e organizzazioni non governative, a livello transnazionale, nazionale, regionale e locale, al fine di promuovere riforme nei settori dell occupazione e dell integrazione nel mercato del lavoro ; - che con la Comunicazione della Commissione Europea del 6 dicembre 2007, attraverso cui si definiscono le linee di lavoro per una European Job Mobility Action per il periodo , si individuano tra gli obiettivi prioritari la necessità di rafforzare le politiche a supporto della mobilità dei cittadini europei a tutti i livelli istituzionali; - che con il Piano di Indirizzo Generale Integrato , di cui all art. 31 della L.R. 26 luglio 2002 n. 32 approvato con Delibera del Consiglio Regionale n. 93 del 20/09/2006 ed in particolare con l obiettivo globale 3, la Regione Toscana si impegna a sviluppare la dimensione internazionale delle politiche dell educazione, istruzione,

3 formazione e lavoro per contribuire al processo di costruzione e di allargamento dell Unione Europea e per arricchire la possibilità di mobilità e di scambio dei cittadini e degli operatori del sistema integrato sia ai fini formativi che professionali; - che la Regione Toscana, al fine di assicurare adeguate condizioni di accoglienza ed estendere il numero dei soggetti e degli attori impegnati in azioni di mobilità, garantisce la stipula di accordi bilaterali e multilaterali con governi regionali di altri paesi europei a supporto della mobilità, come previsto dalla Delibera di Giunta Regionale n. 375 del 22/05/2006 recante Approvazione programma finalizzato a promuovere la conoscenza e l integrazione dei sistemi europei di Lifelong Learning, nel quadro della mobilità internazionale dei singoli cittadini e degli attori del sistema integrato sia ai fini formativi che professionali e per la costruzione di reti di scambio di conoscenze; - che con il Programma Operativo Regionale ob approvato con Decisione della Commissione delle Comunità Europee C(2007) 5475 del 07-XI presa atto con Deliberazione della Giunta Regionale n. 832 del , la Regione Toscana riserva alle azioni di cooperazione trasnazionale e\o interregionale uno specifico asse prioritario -Asse V Trasnazionalità e interregionalità - con l obiettivo specifico di promuovere la realizzazione e lo sviluppo di iniziative e di reti su base interregionale e transnazionale, con particolare attenzione allo scambi di buone pratiche attraverso azioni di mobilità individuale ed organizzata ai fini formativi rivolta ai soggetti presenti ai diversi livelli del sistema formativo e di istruzione e nei diversi tipi di attività con particolare riferimento agli stage ; - che la Regione Toscana ha assunto l impegno di agire in sinergia con le organizzazioni internazionali che rappresentano le Regioni ed i governi locali a livello europeo ed ha promosso la costituzione della Rete Europea dei Governi locali e regionali per le politiche del lifelong learning (EARLALL); - che l obiettivo di promuovere un sistema regionale di mobilità delle persone per motivi di studio o di lavoro- è uno strumento indispensabile per la creazione di maggiori e migliori opportunità di lavoro perché accresce l efficienza del mercato unico, favorisce la crescita professionale e l incontro tra domanda e offerta di lavoro e che lo sviluppo di maggiori opportunità di accesso alla mobilità dei cittadini deve avvenire in un quadro di maggiore protezione e sicurezza per le persone che si formano o che lavorano e per le

4 imprese e che la garanzia di condizioni di qualità alla mobilità è un compito che deve essere affrontato dalle politiche pubbliche a tutti i livelli; - che le parti sociali convengono nella esigenza di definire un assetto organico agli interventi di cooperazione e di mobilità trasnazionale, attraverso il sostegno alla mobilità delle persone, delle idee, dei risultati di progetti, delle buone pratiche; TUTTO CIO' PREMESSO, LE PARTI CONCORDANO: - Sulla necessità di individuare forme di coordinamento per la creazione di un sistema regionale di mobilità trasnazionale, finalizzato a sviluppare le opportunità di mobilità per i singoli cittadini, per gli attori del sistema integrato e le parti sociali; - Sulla necessità di individuare azioni specifiche per lo sviluppo delle opportunità di mobilità verso quei settori ed a quei soggetti che debbono confrontarsi con i processi di internazionalizzazione dell economia; E A TAL FINE SI IMPEGNANO A PERSEGUIRE I SEGUENTI OBIETTIVI 1. Promuovere azioni tendenti a favorire l integrazione delle politiche di mobilità per motivi di studio e di lavoro nel quadro delle politiche di sviluppo regionale, con particolare riferimento ai settori produttivi più direttamente interessati ai processi di internazionalizzazione; 2. Promuovere la partecipazione degli attori economici alle reti specializzate di cooperazione internazionale; 3. Attuare azioni di orientamento e sensibilizzazione nei confronti delle imprese, dei lavoratori e dei soggetti del sistema formativo integrato in relazione alle opportunità di mobilità transazionale, attraverso azioni congiunte tra le stesse parti sociali ed i servizi per l impiego, finalizzate a favorire l incontro domanda-offerta di mobilità,

5 rafforzando le attività di orientamento e promozione sul territorio e concorrendo ad accrescere condizioni di pari opportunità per le persone diversamente abili; 4. Sostenere la disponibilità delle imprese toscane ad accogliere giovani e lavoratori stranieri interessati a svolgere esperienze di mobilità attraverso stage formativi e work- experiences e, nel quadro delle rispettive competenze, assicurare un adeguato livello di qualità concernente le condizioni formative e di sicurezza in cui la mobilità si realizza, 5. Promuovere misure a favore della mobilità all estero per motivi di studio e di lavoro rivolte lavoratori occupati e dei cittadini in cerca di occupazione sostenendo azioni concrete per favorire le pari opportunità e l'inclusione sociale; 6. Attivare servizi di accompagnamento e sostegno a favore degli imprenditori attraverso esperienze di mobilità transnazionale, promosse nel quadro di azioni di formazione continua.

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