indirizzi operativi per valorizzare il territorio a scopo culturale e turistico

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1 nato nell ambito del progetto indirizzi operativi per valorizzare il territorio a scopo culturale e turistico aprile 2014 con il contributo di

2 2 CondividiAMO e' un progetto della Provincia di Milano ideato nel 2011, nel quale crediamo molto e che, idealmente, al termine del nostro mandato amministrativo, consegniamo alle comunità locali ed alla comunità scientifica. Un progetto di qualità e di valenza scientifica che parla e affronta, anche in vista del EXPO 2015, tematiche fortemente legate al territorio quali Identità, Storie, Culture, che hanno rappresentato gran parte della nostra missione istituzionale. Significativo il fatto di essere partiti dal territorio della provincia, realizzando, ancora una volta, quell'aspirazione al policentrismo culturale che ci ha caratterizzato dal 2009 ad oggi. Assume inoltre una grande importanza la collaborazione col mondo universitario e della ricerca che in questi anni ha fornito indicazioni utili e preziose per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, elaborando modelli e questionari che saranno di grande utilità per mappare e conoscere il patrimonio artistico e naturale. CondividiAMO si lega alla necessità di misurare il benessere cosiddetto extra materiale, tema che si inquadra nel dibattito internazionale stimolato dalla convinzione che i parametri sui quali valutare il progresso di una società non debbano essere solo di carattere economico, ma anche sociale e ambientale. Il paesaggio, patrimonio culturale, così come la conservazione dei paesaggi di valore storico vengono assunti come indicatori della capacità di un territorio di rappresentare una fonte di benessere per la collettività. Infatti, al pari della vitalità dell'associazionismo locale, la tutela del paesaggio rappresenta anche un importante fattore di aggregazione sociale ed un tema fortemente percepito come fattore che determina la qualità della vita. CondividiAMO, in ultima analisi, potrà diventare fonte di benessere e di consapevolezza dell'importanza e della dimensione culturale e paesaggistica del territorio. Guido Podestà Presidente della Provincia di Milano Novo Umberto Maerna Vice Presidente e Assessore alla Cultura

3 L iniziativa CondividiAMO nasce nel 2011 nell ambito del macro-obiettivo 3 del progetto-quadro : Architetture rurali e architetture sull acqua: modelli di sistemi architettonici vitali per la costruzione di un paesaggio per la vita, presentato da Paolo Bossi del DAStU (Dipartimento di Architettura e Studi Urbani) del Politecnico di Milano e da Luca Marescotti dell ABC (Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito) dello stesso Politecnico. Il presente manuale è stato cofinanziato dalla Provincia di Milano nel 2012 con fondi ex l.r. 9/93 I testi sono tutti degli autori con l eccezione dei contributi a pag. 5 e 19, Localizzare i beni culturali e naturali, dell Appendice A1 a pag. 128 (Paolo Bossi), e dell Appendice A2 (Silvia Gibelli). Le figure e tavole sono tutte a cura degli autori con l eccezione di quelle nell Appendice A1 e A2. Creare un sistema culturale-turistico integrato è una sfida, II complessa, che richiede l'interazione fortuita di una molteplicità di attori. Si tratta di un'impresa difficile quando si coordina, di una forse impossibile quando non si coordina. Gli autori Nadia von Jacobi è ricercatrice presso l'istituto Universitario di Studi Superiori (IUSS, Pavia) e presso l'università di Pavia. Formata in Economia dello Sviluppo ha conseguito un dottorato di ricerca in Economia, Diritto e Istituzioni presso lo IUSS di Pavia. Bernhard Bauer è consulente nell'ambito dello sviluppo turistico culturale e sostenibile. Formato in Antropologia Sociale e Culturale e in Management del Turismo sta concludendo il suo dottorato di ricerca in Antropologia Sociale e Culturale presso l'università di Vienna. Gli autori ringraziano Paolo Bossi e Silvia Gibelli (Politecnico di Milano) per i contributi al manuale e la Provincia di Milano per il supporto dato.

4 Il perché di questo manuale Paolo Bossi Troppo spesso le iniziative di conoscenza del patrimonio culturale, i progetti di valorizzazione dello stesso e le offerte di natura turistica riferite al territorio che ne rappresenta il contesto appaiono tra loro scollegate invece che i tre momenti strettamente connessi di un identico processo. Quando poi ciò accade, è difficile registrare un'effettiva interrelazione fra tali momenti (senza arrivare ad una vera e propria circolarità), così come una sincera attenzione al milieu paesaggistico e culturale, premessa e condizione del perpetuarsi tanto delle stesse risorse quanto del loro sfruttamento. Quello che il condividiamo ha inteso realizzare è stato proprio un approccio al progetto di proposte turistiche caratterizzato, programmaticamente, da organicità e piena sostenibilità. Di quel tentativo diamo conto in queste pagine, pensate come una presentazione chiara ed esauriente della metodologia e degli strumenti adottati perché essi possano essere, al caso, riprodotti anche altrove con l obiettivo di replicare gli esiti virtuosi lì raggiunti. III

5 Ringraziamenti I risultati qui presentati non sarebbero stati raggiunti senza la preziosa collaborazione e partecipazione di una molteplicità di persone. Si ringrazia, in primo luogo, tutte le associazioni, le ProLoco, gli individui, le amministrazioni pubbliche comunali, le fondazioni e altri soggetti che sono stati disponibili a condividere informazioni e a partecipare alle interviste svolte. Si ringrazia il Comune di Abbiategrasso per aver ospitato incontri e presentazioni di risultati, nonché per il supporto generale dato soprattutto nella fase iniziale del progetto. Si ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alle varie iniziative del progetto, per esempio con presentazioni, interventi o la semplice partecipazione. Il progetto (di cui questo manuale è uno dei risultati) è stato promosso dalla IV Provincia di Milano in collaborazione con il Politecnico di Milano Dipartimento Di Architettura E Studi Urbani e Dipartimento Di Architettura, Ingegneria Delle Costruzioni E Ambiente Costruito La responsabilità scientifica è a cura del prof. Luca Marescotti e arch. Paolo Bossi che hanno proposto un gruppo di lavoro composto da Maria Mascione, Silvia Gibelli, Nadia von Jacobi, Bernhard Bauer; a cui si sono aggiunti Roberto Giuliani per il Comune di Abbiategrasso, Rosanna Pavoni, docente ed esperta in museologia. Il coordinamento e l organizzazione amministrativa del progetto è a cura della Provincia di Milano - Settore cultura turismo moda eccellenze Servizio Beni e Sistemi Culturali territoriali Il supporto linguistico per la stesura del presente manuale è a cura di Luisa Moser. Eventuali errori o refusi rimangono responsabilità degli autori.

6 Indice Introduzione... 5 Obiettivi... 6 Risultati... 6 Turismo e partecipazione... 7 Struttura e utilizzo del manuale... 8 L archivio dei beni culturali... 9 Il turismo sostenibile PARTE I LA MAPPATURA DEL TERRITORIO D INTERESSE Perché è utile la mappatura? Identificare punti focali sul territorio Adattare i percorsi dei visitatori al territorio Cosa mappiamo? V Una metodologia per passare dalla mappatura agli itinerari Come adattare il percorso al proprio territorio? Strumenti per rilevare i dati necessari Localizzare i beni culturali e naturali (a cura di Paolo Bossi) Qualificare i beni esistenti sul territorio: il grado di rappresentatività per la cultura locale Integrare l invisibile al visibile: censire il patrimonio immateriale* Tecniche d intervista (I) Localizzare attori interessati Tecniche d intervista (II) Localizzare le reti esistenti Tecniche d intervista (III) Il peso demografico della popolazione residente... 29

7 1.4. I risultati ottenuti (condividiamo) Tecniche di analisi dei dati (I) Considerazioni finali PARTE II POTENZIALE E RISCHI L ANALISI SWOT Cos è la SWOT, perché è utile? Quali elementi bisogna considerare nell analisi SWOT? L offerta L offerta attuale Tecniche di gestione (I) L offerta potenziale Opportunità e rischi dell offerta potenziale La domanda Domanda dei turisti esteri Domanda dei turisti locali Il prodotto turistico Strumenti per rilevare i dati necessari Interpellare gli esperti sul territorio Tecniche d intervista (IV) Tecniche d intervista (V) Tecniche di analisi (II) Esplorare il potenziale turistico del territorio Interpellare la popolazione residente La domanda potenziale Preferenze di consumo I risultati ottenuti (condividiamo) Punti di forza e di debolezza: il potenziale turistico... 63

8 Opportunità: i miglioramenti richiesti Opportunità: l impegno offerto Minacce: i punti critici emersi Minacce: eccedenza e carenza di offerta sul territorio L offerta turistica esistente: valutazioni Caratteristiche della domanda potenziale Considerazioni finali PARTE III METODI PARTECIPATIVI: ASCOLTARE LA VOCE DEL TERRITORIO Perché coinvolgere attivamente il territorio? Turismo sostenibile e coinvolgimento della popolazione I principi base del turismo sostenibile La responsabilità: La cooperazione: Impegno, leadership e ownership I vantaggi: In che modo è possibile coinvolgere il territorio? Prima Fase: interviste Seconda Fase: presentazioni Terza Fase: tavoli di lavoro Quarta Fase: formazione Strumenti per ascoltare la voce del territorio I risultati ottenuti (condividiamo) Considerazioni finali Definizioni Indice delle Figure Bibliografia e Fonti

9 Appendice - strumenti aggiuntivi Appendice A1: analisi e utilizzo dell archivio dei beni culturali - simulazione e localizzazione dati vettoriali Appendice A2: La rilevanza dei beni culturali: pesi sperimentali Appendice A3: Questionario per esperti e interessati Appendice A4: Questionario per la popolazione locale Appendice A5: Scheda sintetica per un implementazione simile al progetto condividiamo

10 Introduzione CondividiAMO è un progetto pilota che ha come obiettivo principale la valorizzazione del territorio attraverso la condivisione di esperienze e il coinvolgimento attivo della popolazione. Il progetto condividiamo è orientato verso la scelta del turismo come settore produttivo per la valorizzazione del territorio. Trattandosi di un settore sfaccettato, con un importante indotto, i benefici derivanti dal turismo possono essere considerati trasversali per diversi settori. L aspetto strategico risiede nella possibilità di coinvolgere più gruppi d interesse e di farli collaborare per lo stesso obiettivo un aspetto fondamentale anche per lo sviluppo della coesione sociale e del senso di appartenenza al territorio. Un percorso felice di valorizzazione del territorio può portare alla costituzione di un sistema culturale-turistico integrato in cui vari attori collaborano per un fine comune. un ampio bagaglio di conoscenza costruito in anni precedenti. Nel 1983 la Provincia di Milano ha avviato un lungo lavoro di catalogazione dei beni architettonicoambientali presenti sul proprio territorio, condotto con il supporto di vari soggetti (università, centri di ricerca e professionisti) tra cui diversi Centri e Dipartimenti del Politecnico di Milano. 1 Gli esiti di tale lavoro, oggi confluiti nel più ampio archivio dei beni culturali della Regione Lombardia (http://www.lombardiabeniculturali.it /sirbec), sono rappresentati da più di 7000 schede A relative a beni architettonici, oltre a migliaia di immagini per una parte significativa opera di celebri fotografi e dunque occasione e strumento di lettura critica ed interpretazione del territorio. Vale la pena di ricordare anche le numerose pubblicazioni (fra le altre l atlante Beni architettonici e ambientali della provincia di Milano, a cura di Achille Sacconi, TCI, Milano, 5 Incentrato sulla zona del Magentino e Abbiatense, il progetto si è avvalso di 1 La descrizione delle attività scientifiche legate all'archivio SIRBeC è a cura di Paolo Bossi.

11 e la raccolta di immagini "archivio dello spazio", a cura di Roberta Valtorta, Provincia di Milano, Milano, ) prodotte nel corso degli anni, che oggi, oltre a quello di preziosi repertori, assumono anche il valore di vere e proprie fonti documentarie di carattere storico. Obiettivi Il progetto parte dalla disponibilità di questo archivio di informazione sui beni culturali con un obiettivo specifico: la valorizzazione del territorio a scopo turistico. L obiettivo nasce da un lato dal desiderio di dirottare una parte degli arrivi internazionali per EXPO 2015 verso territori limitrofi, poco sfruttati turisticamente fino ad oggi, dall altro mira all identificazione del potenziale del territorio per il turismo locale, di breve distanza, e alla riscoperta del patrimonio culturale da parte della popolazione residente attraverso percorsi e iniziative. Il progetto condividiamo dunque si articola nell ottica dell evento EXPO, ma cerca di porre delle basi per una valorizzazione territoriale di lungo periodo. La necessità di valorizzare il territorio della Provincia di Milano rimane oggi un obiettivo chiave per la conservazione di alcuni suoi tratti caratteristici, come la ruralità. In assenza di una strategia territoriale, l area rischia di trasformarsi completamente in un dormitorio di Milano, con conseguenze che vanno a detrimento dell ambiente e delle zone verdi limitrofe al Parco del Ticino. Risultati Il progetto condividiamo ha prodotto importanti informazioni riguardo la: percezione del potenziale turistico dell area infrastruttura turistica dell area esistente preferenze per l articolazione di itinerari turistici da parte della popolazione e dei principali stakeholders* 2 conoscenza e uso dei beni culturali tangibili identificati come luoghi del patrimonio culturale vivente identificazione di soggetti preferibili per il management di attività turistiche disponibilità a partecipare attivamente a proposte di turismo sostenibile da parte del 2 La spiegazione dei termini evidenziati con il simbolo * si trova nella sezione Definizioni.

12 settore pubblico/privato e associativo. Il progetto si è avvalso di un pacchetto metodologico compatto che in particolare ha previsto delle interviste a stakeholders come per esempio municipi, associazioni, fondazioni e altre reti esistenti sul territorio. È stato sviluppato un ulteriore questionario specifico per raccogliere informazioni su percezione e preferenze di utilizzo delle risorse culturali esistenti sul territorio per conto della popolazione residente. I risultati ottenuti sono stati presentati durante eventi pubblici ai quali il territorio ha partecipato con interesse. Un corso formativo fornito nel Febbraio del 2012, ha combinato le informazioni raccolte con gli elementi didattici, allo scopo di potenziare le capacità di azione degli stakeholders sul territorio. La presente pubblicazione ha lo scopo di divulgare le informazioni raccolte e di facilitare la replica di progetti simili in altri territori. Turismo e partecipazione Nel progetto condividiamo, è stato posto al centro il coinvolgimento attivo della popolazione in ogni fase operativa: questo ha permesso di identificare gli attori chiave sul territorio e di entrare in comunicazione e collaborazione con loro. I risultati ottenuti indicano che è importante includere parti della popolazione e stakeholders non solo nel processo di creazione degli itinerari, ma anche nella loro successiva gestione. Per rafforzare e approfondire il percorso iniziato con condividiamo, è necessario investire su diffusione e formazione. In quest ottica, la presente pubblicazione rappresenta un primo passo sul quale altri investimenti pubblici/privati potranno promuovere la valorizzazione del territorio a scopo turistico. Inoltre, la condivisione e lo scambio d informazioni incluse nella presente pubblicazione favoriscono il miglioramento del rapporto tra le istituzioni e il territorio. Questo rapporto si è evidenziato come fondamentale per la valorizzazione del territorio nel suo complesso. 7

13 8 Il progetto condividiamo ha rilevato che il supporto e la partecipazione dell amministrazione pubblica a diversi livelli di governance territoriale* (provinciale, comunale, ecc.) è fondamentale. Senza un articolata collaborazione tra attori privati, gruppi volontari e istituzioni pubbliche, rischiano di prevalere inefficienze, duplicazioni di sforzi e risultati poco soddisfacenti. Struttura e utilizzo del manuale La presente pubblicazione si propone come un manuale sintetico, di facile accesso, comprensione e uso per tutti i gruppi d interesse del territorio. Le parti seguenti ambiscono a fornire guide metodologiche e organizzative per quegli attori del territorio che intendono contribuire alla valorizzazione del territorio pubblico. Nonostante il manuale non sia strettamente indirizzato al settore pubblico, si rammenta che per la buona riuscita di un progetto territoriale è fondamentale il coordinamento e la condivisione di obiettivi, metodi e risultati con tutti i gruppi d interesse principali la popolazione, imprenditori, associazioni, istituzioni. Questi sono obiettivi normalmente perseguiti dal pubblico, ma possono benissimo anche motivare l azione privata. Nelle parti seguenti la pubblicazione mostra i passi necessari per replicare i risultati ottenuti dal progetto condividiamo anche in altri territori. Il manuale comprende: istruzioni per realizzare una mappatura completa di attrazioni turistiche, beni culturali, peso demografico della popolazione, stakeholders e network di attori principali (Parte I) un inquadramento di tipo SWOT (punti di forza, punti di debolezza, opportunità e minacce) sulla potenzialità turistica del territorio (Parte II) una raccolta di proposte di interventi per lavorare insieme, espresse dal territorio (Parte III) Nelle singole parti si affiancano elementi introduttivi e formativi a vere e proprie istruzioni d uso per trasformare le informazioni fornite in azioni concrete. Ognuna delle tre parti principali si articola nel modo seguente: una breve introduzione al

14 concetto e agli elementi portanti del lavoro è seguita da una parte dedicata agli strumenti operativi che servono per implementare una progettualità simile a condividiamo. Una particolarità della presente pubblicazione è l esposizione delle tecniche utilizzate. Nel progetto condividiamo sono state combinate tre diverse raccolte di dati: i. l archivio dei beni culturali; ii. Le interviste a esperti e gruppi d interesse sul territorio (questionario esperti, in appendice); iii. Le interviste alla popolazione residente sul territorio (questionario popolazione, in appendice). Nell esposizione degli strumenti metodologici, non sono presentati i singoli questionari (strumenti di raccolta dei dati), ma si fa riferimento a singole domande per elucidare come queste fungano da strumento di raccolta mirato alle analisi presentate nelle singole parti. Si intende mostrare che un singolo questionario può sintetizzare diversi strumenti di analisi che devono essere scelti consapevolmente. Il turismo sostenibile Il progetto condividiamo ha fatto la scelta consapevole di perseguire il turismo sostenibile per la valorizzazione del territorio. La preferenza del turismo sostenibile, rispetto a forme di turismo più tradizionali, deriva dalla necessità di preservare patrimoni essenziali alla vita umana (natura, cultura, economia) ormai riconosciuta a livello internazionale. Il turismo sostenibile si articola su tre pilastri fondamentali, come mostrato nella Figura 1. Figura 1: Elementi fondamentali del turismo sostenibile Fonte: Far vivere il patrimonio: la via del turismo sostenibile, condividiamo 2011 Lo schema evidenzia come il turismo sostenibile tenti di combinare la sensibilità per le esigenze dell ambiente naturale (pilastro verde) con il rispetto e la ricerca dell autenticità culturale locale (pilastro giallo). La terza dimensione 9

15 10 portante del turismo sostenibile è quella economica (pilastro rosso): il turismo è interpretato come stimolo all economia locale. Di conseguenza i benefici finanziari sono orientati al tessuto economico esistente o esordiente del territorio. La sostenibilità si articola dunque come un fenomeno complesso, che cerca di unire tre sistemi: il sistema sociale ovvero la popolazione, il sistema biofisico ovvero l ambiente, e il sistema economico ovvero il benessere. Per la riuscita di un progetto sostenibile sono fondamentali due criteri per l implementazione. È essenziale la ownership* della progettualità sia da parte della popolazione residente sia dei vari attori coinvolti. Solo la partecipazione della popolazione, infatti, permette di lavorare sulle tre dimensioni della sostenibilità. Un requisito complementare è l orizzonte temporale da parte della direzione del progetto: solo una prospettiva di lungo periodo permette di sollecitare sensi di appartenenza al progetto nei molteplici attori. Quest appartenenza è, a sua volta, fondamentale per la buona riuscita della valorizzazione del territorio attraverso il turismo sostenibile. Figura 2: Criteri e risultati attesi dai progetti per il turismo sostenibile Fonte: Turismo sostenibile: elementi, caratteristiche, motivazioni, condividi- AMO, 2012 La Figura 2 mostra l equilibrio tra elementi top-down* ed altri di tipo bottom-up*. Il turismo sostenibile può essere interpretato come laboratorio all interno del quale istituzioni e gruppi d interesse dialogano e condividono una visione del futuro del proprio territorio. Gli obiettivi del turismo sostenibile, infatti, cercano un costante dialogo tra il breve e il lungo periodo, tra diversi gruppi della popolazione, tra la natura e la crescita economica, tra

16 il passato e il futuro dell identità locale. Letture consigliate per l approfondimento Nella situazione ideale, il turismo sostenibile può essere descritto come turismo che: minimizza impatti negativi economici, ambientali e sociali; genera benefici economici per la popolazione locale e migliora il benessere delle comunità ospitanti; migliora le condizioni di lavoro e di accesso all'industria; coinvolge le popolazioni locali nelle decisioni che riguardano la loro vita e le loro opportunità di cambiamento; contribuisce attivamente alla protezione del patrimonio naturale e culturale; fornisce esperienze sociali e culturali per i turisti e una maggiore comprensione di valori culturali, sociali e ambientali attraverso il contatto diretto con la popolazione locale; è culturalmente sensibile: incoraggia il rispetto fra turisti e la popolazione locale, costruisce/aumenta l'orgoglio locale e la fiducia reciproca. Letture consigliate per l approfondimento al riguardo del turismo sostenibile sono BERARDI (2007), CICERCIA (2009), De CARLO (2007), ROMEI (2009) (vedasi dettagli nella sezione bibliografia). 11

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18 1. PARTE I LA MAPPATURA DEL TERRITORIO D INTERESSE Perché è utile la mappatura? Per valorizzare il proprio territorio è fondamentale conoscerlo bene. Non basta, infatti, essere a conoscenza delle infrastrutture principali (strade, stazioni ferroviarie, aeroporti e mezzi connessi). Se gli obiettivi del progetto sono la ownership locale e la sostenibilità come descritto nell introduzione diventa importante poter includere dall inizio dei lavori i gruppi di interesse presenti sul territorio: la popolazione residente, le associazioni, le imprese, le istituzioni locali. Non è sempre scontato e immediato chi siano le persone/realtà da includere. La mappatura serve per bilanciare elementi oggettivi, come attrazioni turistiche e strutture di accoglienza, con elementi soggettivi e di partecipazione, come gruppi interessati a lavorare in questo senso e network d interazione già esistenti sul territorio. Per l entità che gestisce il progetto e idealmente persegue la valorizzazione territoriale come un bene pubblico per l intero territorio, la mappatura rappresenta uno strumento fondamentale per calibrare al meglio le azioni e gli interventi previsti. Identificare punti focali sul territorio Una mappatura complessa degli interessi esistenti sul territorio permette la concentrazione degli sforzi sulle aree più promettenti o perché più adatte a diventare attrazioni turistiche, o perché più

19 ricche in termini di tessuto sociale/associativo. La mappatura complessa comporta la sovrapposizione di diverse mappe. Ogni mappa censisce elementi diversi. Gli elementi censiti tendono a essere complementari per il prodotto turistico finale. Infatti, solo percorsi studiati per essere omnicomprensivi garantiscono la soddisfazione del visitatore (vedasi parte II). In questo modo è possibile identificare zone del territorio in cui tutti o molti elementi necessari alla strutturazione di una destinazione turistica sono presenti e accessibili. Questo permette di iniziare in zone già pronte mentre sforzi paralleli possono essere indirizzati verso quelle zone dove alcuni elementi importanti risultano attualmente mancanti. Adattare i percorsi dei visitatori al territorio Una mappatura completa del territorio permette di articolare al meglio gli itinerari per raggiungere gli obiettivi preposti, cioè la protezione dell ambiente, il rispetto e la promozione culturale e la garanzia di benefici economici locali. Dopo aver censito i punti focali d interesse, e conoscendo il tessuto di attività e di gruppi d interesse esistenti sul territorio, i percorsi proposti ai visitatori possono essere adattati in modo ottimale all offerta esistente. Questo processo è rilevante per ridurre gli sprechi e massimizzare i ritorni di risorse utilizzate. D altra parte, costruire su iniziative e progettualità esistenti sul territorio aumenta la probabilità di sopravvivenza degli obiettivi e dei risultati ottenuti dalla valorizzazione territoriale. La mappatura del territorio serve dunque a: conoscere il territorio con le sue potenzialità e i suoi limiti (fattibilità e definizione di aspettative realistiche); identificare i partner per il dialogo istituzionale e coloro che alla fine del progetto aiuteranno a portare avanti obiettivi e risultati (partecipazione, part-nership e ownership); capire in quali zone del territorio ha senso iniziare il percorso di valorizzazione (sequenzialità delle azioni); costruire su iniziative già esistenti ed evitare duplicazioni (efficacia nell uso delle risorse); 13

20 14 calibrare azioni e progetti complementari che vadano ad integrare l offerta esistente sul territorio laddove essa risulti incompleta o insufficiente (azioni complementari); rendersi conto della percezione del territorio e della potenziale domanda locale per la fruizione di percorsi (domanda esistente e potenziale) Cosa mappiamo? Quali sono le informazioni che servono per realizzare una mappatura complessa e funzionale al progetto? È necessaria la ricognizione di alcuni elementi che diventeranno le colonne portanti della valorizzazione territoriale nel suo complesso. 1. Il patrimonio culturale, inteso come quell insieme di beni tangibili e intangibili che rappresenta meglio le particolarità della cultura, storia e tradizione locale. 2. Altri elementi di attrazione, non prettamente culturali, ma di valore naturalistico e paesaggistico (come per esempio parchi, corsi d acqua, riserve, particolarità ecologiche). 3. Entità interessate ad essere coinvolte in percorsi turistici omnicomprensivi, come per esempio realtà imprenditoriali nel settore dell accoglienza e della ristorazione, associazioni e gruppi attivi nell ambito della promozione culturale e dell animazione locale, realtà private e pubbliche che detengono e/o gestiscono patrimoni culturali rilevanti. 4. Reti di lavoro e/o progettualità già esistenti tra attori/gruppi d interesse del territorio. 5. Il peso demografico/la concentrazione abitativa presente sul territorio. 6. Percezione da parte della popolazione locale di elementi rappresentativi della propria cultura, tradizione e storia. La mappatura completa del territorio fornisce uno strumento sintetico di facile lettura che permette a vari attori di condividere lo stato attuale e le potenziali evoluzioni future del territorio.

21 Figura 3: Elementi inclusi nella mappatura del territorio Le figure 4-8 sintetizzano l approccio seguito. La Figura 4 mostra un possibile risultato dello sforzo di mappatura. Il territorio in questo caso è ipotetico (bianco), ma è possibile identificare punti di concentrazione di attrazioni e interesse. Fonte: Far vivere il patrimonio: la via del turismo sostenibile, condividiamo, 2011 Figura 4: Metodologia BRIDGE-IT (I) mappatura di un territorio ipotetico Inoltre, la mappa finale permette di visualizzare con facilità quali percorsi e quali tappe siano più adatti alle specificità del territorio e alla massimizzazione dei benefici per la popolazione locale. Una metodologia per passare dalla mappatura agli itinerari Il progetto condividiamo in questo senso ha applicato la metodologia che aiuta a sviluppare itinerari turistici sostenibili in territori poco valorizzati turisticamente. 3 Fonte: Far vivere il patrimonio: la via del turismo sostenibile, condividiamo, 2011 Strutture di percorso Per adattare i percorsi proposti ai dati rilevati durante la fase di mappatura, è utile tenere presente le diverse strutture che un percorso o itinerario turistico può assumere La metodologia BRIDGE-IT è stata sviluppata all interno dell omonimo progetto finanziato da EUROPEAID. Ha vinto il premio Ulysses per l innovazione dell organizzazione mondiale del turismo (UN-WTO) nel 2009.

22 16 Le figure 5-7 mostrano graficamente diverse possibilità. L itinerario home-base 4 è un percorso che concentra i pernottamenti in un unico luogo (per esempio in un agriturismo, o in una agglomerazione urbana). Piccole escursioni, segnate con frecce rosse che indicano e numerano tutti i trasferimenti previsti dal percorso, sono realizzate in giornata prevedendo un rientro alla base. Figura 5: Metodologia BRIDGE-IT (II) struttura d itinerario: HOME-BASE Figura 6: Metodologia BRIDGE-IT (II) struttura d itinerario: ROUND-TRIP Fonte: JACOBI, von (2010) Figura 7: Metodologia BRIDGE-IT (II) struttura d itinerario: ONE-PATH Fonte: JACOBI, von (2010) Fonte: JACOBI, von (2010) L itinerario round-trip 5 invece diversifica i luoghi di pernottamento e percorre distanze maggiori, coprendo così una parte maggiore del territorio. L itinerario one-path 6 ha alcune caratteristiche in comune con la struttura round-trip, infatti, anche in questo caso sono previsti diversi luoghi per il pernottamento, e più trasferimenti unidirezionali, senza ritorno. Ciò che contraddistingue questa struttura d itinerario è che il territorio è utilizzato come 4 Si può tradurre come casa-base. 5 Si può tradurre come giro chiuso, ovvero come andata con ritorno. 6 Si può tradurre come solo andata, ovvero un viaggio senza ritorno.

23 passante per raggiungere altri territori limitrofi. Come scegliere la struttura ideale per il percorso? La struttura homebase è più adatta laddove esistono poche strutture di accoglienza sul territorio. In questo caso è preferibile scegliere una struttura (agriturismo, ostello o simili già esistenti sul territorio) o un agglomerato urbano come base attorno alla quale si articolano escursioni (brevi) che prevedono il rientro nella stessa giornata. Se i trasferimenti sul territorio dovessero risultare difficili, onerosi o spiacevoli per i visitatori (per esempio se il target turistico fosse costituito da pensionati o se durante l estate i trasferimenti risultassero spiacevoli a causa di traffico, caldo, zanzare, ecc.) è preferibile scegliere strutture di percorso che risparmiano sui trasferimenti non prevedendo un rientro reiterato alla base. Oltre al riconoscimento del proprio territorio bisogna focalizzare bene i luoghi di arrivo e di partenza dei visitatori, per riuscire ad articolare i percorsi in modo naturale e di facile accesso ai turisti. Inoltre, è importante anche concepire il proprio territorio in relazione ad altre aree circostanti. Laddove il territorio si trovasse a competere con altre destinazioni turistiche consolidate e di livello internazionale (Firenze, Venezia, Roma, le Cinque Terre, ecc.) potrebbe essere più ragionevole la scelta di una struttura one-path, immaginando che i turisti possano passare qualche giornata su un certo territorio mentre transitano verso poli di attrazione di portata maggiore. Come adattare il percorso al proprio territorio? Le figure nella colonna accanto mostrano l adattamento della struttura del percorso al territorio. Ipotizzando un punto di arrivo dei turisti (A), l itinerario li porta in un punto di agglomerazione della popolazione e di attori interessati (B). Da qui i visitatori accedono (2) ad una attrazione naturalistica, e rientrano (3) alla base (B) per il pernottamento. L itinerario procede in direzione (4) di un bene culturale, ma porta i turisti a pernottare (5) in 17

24 18 un altro agglomerato urbano (C), e successivamente (6) al prossimo (D). Figura 8: Mappa del territorio e itinerario ipotetico Fonte: Far vivere il patrimonio: la via del turismo sostenibile, condividiamo, 2011 Il bene culturale troppo lontano, isolato e per il quale non esistono interessi sul territorio, rimane escluso dal percorso. Infatti, l itinerario procede (7) verso il punto (E), dove oltre al bene culturale vi è anche della popolazione locale, qualche elemento di attrazione naturalistica, e qualche attore interessato ad accogliere, informare, intrattenere i visitatori. Si prosegue (8) verso la tappa (F) che offre tutti questi elementi. Infatti, sarà utilizzata come base per escursioni (9) e (10) a un attrazione paesaggistica o naturalistica. L itinerario termina tornando (11) al punto (B), con l ultimo trasferimento (12) che riporta i turisti al punto di partenza (A). Questo esempio mostra che le diverse strutture d itinerario possono essere combinate per far combaciare il percorso al meglio con il territorio e gli obiettivi di valorizzazione. Due luoghi in questo caso svolgono un parziale ruolo di home-base : i punti (B) e (F). L articolazione più estesa dell agglomerato (C-D) invece porta alla scelta di fermarsi due

25 volte, piuttosto che prediligere un unico luogo come base. Complessivamente, il percorso si presenta come un round-trip perché si chiude come un cerchio, riportando i turisti al punto di partenza Strumenti per rilevare i dati necessari Per realizzare una mappatura completa, è necessario raccogliere dati in modo mirato, interpellando attori rilevanti e un campione della popolazione. Qui di seguito presentiamo le domande utilizzate nel progetto condividiamo nelle interviste i. agli esperti e ii. alla popolazione residente. Localizzare i beni culturali e naturali (a cura di Paolo Bossi) Come recita l articolo 6 del vigente Codice dei beni culturali e del paesaggio, la «valorizzazione del patrimonio culturale» consiste, in prima battuta, «nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza» del patrimonio stesso e ad assicurarne «le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica». Proprio in tal senso, l ampio repertorio conoscitivo relativo al patrimonio culturale presente in provincia di Milano diffuso, costituitosi per iniziativa dei diversi Assessorati provinciali coordinati dai competenti Uffici regionali in un arco temporale di più di 25 anni, rappresenta oggi una risorsa preziosa, in un ottica di servizio pubblico e di soddisfacimento dei bisogni locali in vista sia dell evento straordinario di Expo 2015, sia delle più continuative esigenze di professionisti, amministratori, operatori del settore turistico che intendano approfondire la conoscenza del proprio territorio di riferimento. Volendo esemplificare come ciò possa concretamente realizzarsi, nel appendice A1 si simula la visualizzazione dei beni dichiarati di interesse storico-artistico (vincolati) presenti sul territorio del comune di Abbiategrasso e la selezione di alcune schede di catalogo ad essi relative. 19

26 20 Qualificare i beni esistenti sul territorio: il grado di rappresentatività per la cultura locale Per creare un sistema turistico sostenibile e partecipato, risulta interessante interpellare altri esperti sul grado di rappresentatività che alcuni beni tipici del territorio hanno per la cultura locale. Questo permette di rafforzare anche in fasi Figura 9) che chiede all intervistato di attribuire un grado di rappresentatività a una lista di beni culturali che risultano comuni e/o interessanti per il territorio pilota. successive il legame tra popolazione, attrazioni sul territorio, e i visitatori. A questo scopo, nel progetto condividiamo, è stata adoperata una tecnica di analisi innovativa per combinare informazioni oggettive sui beni culturali con informazioni soggettive. Nel questionario agli esperti, abbiamo incluso una domanda(vedi Nella figura si vede un estratto della lista completa che riporta alcuni sistemi di beni, fornendo sempre un esempio tra parentesi. Figura 9: Strumento d intervista: raccolta di pesi per la rappresentatività di categorie di beni culturali

27 Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, 2011 L intervistato attribuisce un valore popolazione sull eventuale ruolo che va da 1 (pochissima storico/culturale che i beni in rappresentatività) a 5 (alta questione hanno svolto rappresentatività) per ogni categoria conoscere l opinione di attori del di contesto, luogo o manufatto. territorio sugli elementi più Laddove l intervistato non fosse a rappresentativi della cultura conoscenza della categoria proposta, locale, può aiutare nelle fasi di è possibile barrare il punto di comunicazione con il territorio domanda. Le ultime righe della i gradi di rappresentatività medi domanda permettono all intervistato di aggiungere categorie di beni che potrebbero essere stati dimenticati durante la stesura del questionario. derivati, possono essere utilizzati come pesi per i beni culturali esistenti sul territorio e quindi aiutare a realizzare mappe del Anche per questi sarà rilevante territorio in cui i beni presenti richiedere il grado di sono già pesati per la loro rappresentatività con la medesima scala. importanza percepita (vedi 1.4. e appendice A2). Con i punteggi così raccolti, è possibile calcolare una media Oltre all attribuzione della valutazione semplice (aritmetica) per ogni a una lista di beni predisposti, è categoria di beni, che può essere possibile chiedere direttamente utilizzata per diversi scopi: la comprensione di quali siano gli all intervistato quale sia il bene più rilevante. La figura 10 mostra la elementi più rappresentativi del domanda aperta utilizzata nel territorio aiuta a focalizzare questionario. percorsi, eventi ed itinerari laddove ci fossero elementi Figura 10: Strumento d intervista: riconosciuti come poco domanda aperta per rilevare beni rappresentativi, potrebbe essere rappresentativi adeguato sensibilizzare la 21

28 immateriali, che però completano aspetti di estetica fisica e oggettiva e aumentano la capacità di attrazione del bene culturale. 22 Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, 2011 Una domanda aperta offre la possibilità di raccogliere idee e interpretazioni non previste inizialmente. Pone alcune difficoltà durante la fase di analisi, infatti sarà necessario raggruppare e, successivamente, codificare le risposte date per poter utilizzare strumenti di analisi dei dati standard. Integrare l invisibile al visibile: censire il patrimonio immateriale* Affinché un bene culturale esistente sul territorio possa effettivamente fungere da attrazione turistica e/o culturale, è necessario che in esso siano racchiusi elementi del patrimonio culturale immateriale. Cosa significa? Un bene (che può essere materiale ma anche immateriale) provoca un interesse maggiore, se gli si attribuisce un ruolo storico/simbolico o in generale di rappresentatività della cultura locale. Questi sono elementi Il turista in visita non è solo interessato a beni materiali come chiese, cattedrali, musei, ecc. Chi visita un territorio vuole sentirsi trasportato altrove, vuole assaporare gusti di altri tempi e di altre storie. Per questo motivo, il turismo cerca sempre di più di fare tesoro di leggende, tradizioni e festività, cioè del patrimonio culturale immateriale. Oltre al censimento dei beni materiali, si consiglia pertanto di raccogliere anche informazioni complementari sul patrimonio immateriale locale. La Figura 11 mostra una domanda che tenta di fare ciò. Le risposte trattandosi di una domanda aperta comporteranno maggiore impegno nella fase di analisi. Figura 11: Strumento d intervista: domanda aperta per rilevare esempi del patrimonio immateriale

29 idea rendere il questionario troppo ripetitivo. Infatti, è più indicato formulare domande che permettano all intervistato di riprendere un punto appena esposto, di elaborarlo ed espanderlo nella direzione richiesta. Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, 2011 Tecniche d intervista (I) La domanda si presta a un intervista faccia-a-faccia in cui l intervistato si lascia trasportare da ricordi, flussi di coscienza e intuizioni improvvise. In caso emergano elementi interessanti, è indicato chiedere all intervistato riferimenti o suggerimenti per approfondire la ricerca. Non sempre l intervistato risponde subito a domande che richiedono uno sforzo mnemonico. Per questo motivo, è utile strutturare il questionario in modo da rendere ricorrenti alcune tematiche, come per dare una seconda possibilità di risposta all intervistato. Porre due volte una domanda simile serve anche come test per verificare che le risposte date dall intervistato siano ragionate, consapevoli e coerenti. Nonostante l esigenza di verificare la coerenza dell intervistato, non è una buona Localizzare attori interessati Un tessuto denso di attrazioni non è sufficiente per la costruzione d itinerari turistici o culturali completi e interessanti. Infatti è fondamentale che gruppi, organizzazioni, associazioni e altri soggetti sposino gli obiettivi di lungo termine del progetto e che possano contribuire a modo loro alla realizzazione, adattamento ed innovazione di percorsi sul territorio. Per questo si consiglia di rilevare nella fase iniziale del progetto quali attori sono interessati a partecipare e a rendere propria la progettualità di valorizzazione del territorio. Il questionario per gli esperti in questo senso rappresenta uno strumento importante. Per ulteriori informazioni sul perché il coinvolgimento del territorio sia rilevante, si veda la parte III di questa pubblicazione. 23

30 Gli strumenti per localizzare attori interessati sul territorio possono essere diversi. Figura 12: Strumento d intervista: domanda conoscitiva per identificare conoscenze tecniche sul territorio Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, 2011 Durante la fase delle interviste agli esperti, per esempio, si possono utilizzare domande conoscitive come nelle figure 12 e Figura 13: Strumento d intervista: domanda conoscitiva per identificare esperienze dei possibili collaboratori Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, 2011 Queste domande servono per valutare il grado di esperienza, la conoscenza tecnica e l affidabilità delle risposte date dall interlocutore. Un secondo gruppo di domande serve a sensibilizzare l interlocutore

31 rispetto all intenzione di coinvolgere anche altri attori. La Figura 14 mostra una domanda utile a questo scopo. Figura 15: Strumento d intervista: domanda specifica sul tipo di contributo che potrebbe essere dato Figura 14: Strumento d intervista: domanda esplorativa sulla disponibilità a partecipare Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, 2011 Attenzione: il territorio e in particolare gli stakeholders potrebbero non essere abituati a immaginare la collaborazione tra istituzioni e settori diversi. Potrebbe anche prevalere la sfiducia istituzionale a causa di esperienze precedenti e dunque rendere difficoltosa la collaborazione tra attori diversi. Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, 2011 Per questo può essere utile ribadire il concetto di partecipazione attiva, anche declinandola in possibili ambiti (Figura 15) o su progetti specifici (Figura 17), permettendo però anche all interlocutore di aggiungere proprie idee e visioni per la collaborazione (Figura 16). 25

32 Figura 16: Strumento d intervista: domanda aperta su altre forme di partecipazione/collaborazione offerte distinguere tra le aspettative personali che permettono di verificare se l interlocutore si vede più come parte dell offerta (imprenditore) o come parte della domanda (fruitore) e quelle per il territorio in generale. Figura 18: Strumento d intervista: Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, 2011 domanda sulle aspettative 26 In una direzione simile va anche la domanda della figura 18, in cui si chiede esplicitamente all interlocutore quali sono le sue aspettative rispetto ai risultati del progetto. Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, 2011 Figura 17: Strumento d intervista: domanda sull interesse a partecipare ad azioni specifiche Le aspettative sul territorio servono come punto di riferimento per strutturare il monitoraggio e la valutazione del progetto, nonché per calibrare azioni e investimenti che non deludano il territorio. Fonte: Questionario agli esperti, condividiamo, 2011 Nel questionario utilizzato per il progetto condividiamo si è scelto di Tecniche d intervista (II) Per censire gli attori e i gruppi interessati o quantomeno attivi sul territorio, può essere utile ricorrere a una tecnica tipica delle scienze sociali e delle analisi qualitative: il cosiddetto metodo palla di neve

33 (snowball). 7 In conformità a questa tecnica si cerca di capitalizzare al massimo il contatto con l interlocutore e di riuscire a individuare tramite il suo network quali altre persone dovrebbero essere intervistate. Figura 19: Strumento d intervista: domanda per rilevare altri potenziali contatti Allo scopo di minimizzare gli sprechi è sempre raccomandabile cercare sinergie e il dialogo con altre attività in corso, soprattutto quando le finalità sono molto simili. Questo deve avvenire sia in termini orizzontali (allo stesso livello istituzionale) che in termini verticali (livelli istituzionali diversi). Figura 20: Strumento d intervista: domanda per rilevare progetti concorrenti e complementari Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, Spesso, infatti, una prima lista di contatti che può emergere direttamente per conto dei gestori del progetto è incompleta o non aggiornata. Domande come nelle figure 19 e 20 aiutano a sondare nomi di potenziali interlocutori che sono attualmente attivi sul territorio, e che potrebbero essere coinvolti in progetti simili o complementari al proprio. 7 Questo metodo è conosciuto anche come campionamento "a catena". Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, 2011 La mancata collaborazione tra progetti in corso, porta generalmente alla duplicazione di sforzi, alla concentrazione di attività simili nelle fasi più facili del progetto, per poi risultare nella mancanza di risorse quando bisogna affrontare difficoltà, in spese maggiori e in un orizzonte di programmazione troppo breve. La valorizzazione del territorio richiede per forza la collaborazione e la condivisione d informazioni, di

34 28 strumenti e di pianificazione durante ogni fase del suo percorso. Localizzare le reti esistenti Costruendo sui paragrafi antecedenti, una buona conoscenza del territorio e un coinvolgimento realistico della popolazione (vedasi parte III) richiede anche l individuazione di reti di lavoro, di contatto e di scambi esistenti. Rispetto agli elementi menzionati finora, questo passaggio richiede l ulteriore sforzo di sondare tra gli attori interessati quali sono i loro partner, quali le realtà con cui lavorano abitualmente, e quelle con cui non riescono a lavorare. È sano realismo riconoscere che non tutti gli enti e non tutte le realtà istituzionali potranno sempre lavorare insieme. Questa punta di realismo non deve giustificare l assenza di spirito di collaborazione, bensì aiutare a calibrare gli strumenti e gli orizzonti temporali in modo da non far fallire un progetto comune a causa di faide contingenti o campaniliste. Rilevare le reti esistenti dunque serve per diverse ragioni, qui di seguito evidenziate. Contatto: una rete di lavoro nell ambito culturale e/o turistico rappresenta un interlocutore solido, organizzato e per certi versi già pronto ad espandere le proprie attività verso nuove collaborazioni. Comunicazione: se la rete è ben organizzata, interagire con essa riduce notevolmente i costi di comunicazione perché la partecipazione di pochi rappresentanti può garantire la propulsione verso le molteplici articolazioni della rete stessa. Il coinvolgimento di reti esistenti garantisce quindi una maggiore estensione del progetto grazie all effetto cascata. Potere: le reti esistenti e organizzate hanno, spesso, il potere di decidere la riuscita di un progetto. Maggiore è l estensione della rete in termini orizzontali e verticali, maggiore è l importanza di coinvolgerla attivamente fin dall inizio per essere sicuri che gli interessi perseguiti dalla rete e dal progetto siano comuni o quantomeno compatibili.

35 Tecniche d intervista (III) Per riuscire a ricostruire le reti esistenti, è necessario lo strumento dell intervista faccia-a-faccia, possibilmente prevedendo una serie di domande aperte, che lasciano all intervistato il modo e il tempo di costruire un rapporto di fiducia con l intervistatore. Richiedere informazioni sulle collaborazioni può sembrare inadeguato, a volte, oppure può essere malinteso se chiesto in modo molto diretto e prima che si sia instaurato un rapporto di fiducia. Se chiesto al momento giusto invece, l intervistato parla di contatti e collaborazioni con orgoglio, e con maggiore cognizione, conoscendo e capendo già meglio le finalità del progetto e dell intervista. Nel questionario utilizzato da condividiamo, non vi era stata inserita una domanda apposita, proprio per fare emergere in modo naturale la menzione di reti delle quali l intervistato si sente parte. Le figure 19 e 20 mostrano domande che si prestano a richieste aggiuntive come Lei ha mai collaborato con gli organizzatori di questo evento? oppure Lei era coinvolto in questa iniziativa? oppure Da chi ha sentito di questa iniziativa?. Il dialogo aperto in questa fase dell intervista aiuta l intervistato a collegare le informazioni tra di loro e l intervistatore a raccoglierle con delicatezza. Il peso demografico della popolazione residente Oltre agli elementi e agli attori necessari per costruire un offerta culturale/turistica, è fondamentale conoscere bene il peso della popolazione residente sui vari segmenti del territorio. Laddove la concentrazione della popolazione è maggiore, è più immediato il crearsi di circuiti di spesa che distribuiscono i nuovi benefici economici. Luoghi densamente abitati si prestano per alcune attività (visite, incontro con la popolazione) ma meno per quelle a contenuto paesaggistico. La popolazione stessa rappresenta una domanda potenziale per l offerta turistica (domestica) e culturale. Conoscere la densità abitativa non è difficile perché i dati riguardo la popolazione residente sono 29

36 30 pubblicamente disponibili. I comuni sono sempre ben informati sulle tendenze demografiche. 8 Un sopralluogo diretto confermerà i dati reperiti. In sintesi, l identificazione delle reti esistenti sul territorio è fondamentale per un progetto di valorizzazione del territorio. Infatti, conoscere e riconoscere il ruolo delle reti serve come punto di partenza per la messa in rete del territorio stesso. La collaborazione e la comunicazione tra diverse realtà attive sul territorio rappresentano un capitale relazionale fondamentale anche per la realizzazione di un sistema culturale/turistico integrato. Infatti, per valorizzare il territorio in questo senso è necessario rafforzare, indirizzare tematicamente e mettere a sistema le relazioni già esistenti, per evitare che ciascuno debba affrontare gli stessi problemi. La messa in rete comporta, infatti, economie di scala, divisione dei compiti e maggiore efficienza. 8 Se i dati non fossero presenti o aggiornati sul sito del Comune, è sempre possibile reperirli direttamente dal sito dell ISTAT I risultati ottenuti 9 (condividiamo) In questa sezione presentiamo i risultati ottenuti con il progetto condividiamo a mero scopo esemplificativo. Per chi volesse replicare una progettualità simile sul proprio territorio, questa e altre sezioni del manuale presentano un possibile format dei risultati che si possono ottenere utilizzando la metodologia che proponiamo. I risultati presentati nelle sezioni 1.4, 2.4, 3.4 sono stati ottenuti tramite la valutazione e l analisi attenta di 49 interviste ad esperti di 25 comuni dell Abbiatense e Magentino e di 100 interviste a persone residenti in 26 comuni della stessa area I risultati di questa sezione sono stati presentati pubblicamente il e durante il corso di formazione del 27/ Le interviste alla popolazione sono state implementate secondo un campionamento che ha tenuto conto delle frequenze relative reali (il riferimento demografico è stato il bilancio demografico dell'istat, 2010 e dell'anagrafe della Provincia di Milano, 2011). La stratificazione del campione (criteri per i quali la rappresentatività è

37 Nell esposizione si cerca di mostrare come le informazioni raccolte con gli strumenti presentati nel punto 1.3 possono essere trasformate per realizzare una mappatura complessa del territorio. Le figure mostrano diverse tipologie di beni culturali (materiali) sul territorio. Per ogni tipologia di bene, è riportato il grado di rappresentatività per la cultura locale che gli esperti le hanno attribuito. Il grado di rappresentatività è stato riportato come media semplice 11 distinguendo tra due tipologie di comuni: quelli localizzati sui Navigli, e quelli che invece si trovano a distanza dai Navigli. Figura 22: Esempio di mappatura: ponti e lavatoi e il loro grado di rappresentatività per la cultura locale Figura 21: Esempio di mappatura: ville e palazzi e il loro grado di rappresentatività per la cultura locale 31 Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 Durante le interviste, infatti, abbiamo notato che questi due gruppi di comuni hanno aspettative e realtà Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 paesaggistiche/urbanistiche diverse. molto garantita) è stata delineata per Comune, sesso e i seguenti gruppi di età: 16-26, 27-40, 42-60, over La media semplice (o aritmetica) somma tutti i valori e li divide poi per il numero di osservazioni raccolte.

38 32 Figura 23: Esempio di mappatura: l architettura rurale e il suo grado di rappresentatività per la cultura locale Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 Tecniche di analisi dei dati (I) Quando si computa una media semplice, è fondamentale delineare la popolazione di riferimento in modo da non combinare realtà troppo eterogenee. La media di due realtà molto diverse rischia di non essere significativa. Prendete l esempio semplice in cui avete due realtà rappresentate da due numeri: 2 e 22. Se calcolate la media otterrete (2+22)/2 = 24/2 = 12. Il numero 12 è il risultato corretto del calcolo. Ma il valore 12 è molto diverso sia dal valore 2 che dal valore 22, e dunque rischia di comunicare una realtà che non corrisponde ai fenomeni di fatto osservati. Se vi sono dei gruppi molto eterogenei sul territorio, è preferibile analizzarli separatamente, per ottenere un quadro corretto della realtà. Nelle figure è possibile vedere quali tipologie di beni culturali sono più fittamente presenti sul territorio (ville e palazzi, architettura rurale, architettura religiosa) e dove si concentrano maggiormente. Contemporaneamente, la valutazione sulla rappresentatività per la cultura locale aiuta a identificare quali beni culturali sono più relazionabili a determinati luoghi. Figura 24: Esempio di mappatura: l architettura monastica-conventuale e il suo grado di rappresentatività per la cultura locale Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011

39 Figura 25: Esempio di mappatura: l architettura fortificata e il suo grado di rappresentatività per la cultura locale Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 Benché il grado di rappresentatività espresso sia solo una stima approssimativa che si basa su opinioni soggettive, è possibile notare che spesso il grado di rappresentatività è minore laddove la tipologia di bene culturale è meno presente. 12 L esercizio della mappatura aiuta a identificare le similitudini sul territorio, che rappresentano la base per la collaborazione tra le realtà ivi presenti. Figura 27: Esempio di mappatura: l architettura religiosa e il suo grado di rappresentatività per la cultura locale 33 Figura 26: Esempio di mappatura: filande e architettura per la produzione e il relativo grado di rappresentatività per la cultura locale Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, Durante l intervista il grado di rappresentatività è stato rilevato con riferimento al Comune di appartenenza.

40 D altra parte gli elementi comuni rappresentano l identità del territorio e serviranno in fasi successive anche per la promozione del territorio come destinazione culturale e turistica. 13 Figura 28: Esempio di mappatura: case coloniche/ a corte e il loro grado di rappresentatività per la cultura locale condividiamo) che si contrappongono ad elementi più sparsi e specifici sul territorio (come per esempio Morimondo, o il Parco del Ticino a Sud dell area pilota). Per cercare di sintetizzare al meglio le informazioni raccolte, il team del progetto condividiamo ha realizzato delle mappe uniche, in cui tutti i 951 beni culturali dell area pilota come registrati nell archivio dei beni culturali sono rappresentati su un'unica mappa. 34 Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 Le differenze esistenti sul territorio, invece, aiutano ad identificare nuclei particolarmente ricchi di attrazioni ove sono presenti elementi diversi e complementari (per esempio, Abbiategrasso sul territorio pilota di 13 La promozione del territorio è anche conosciuta come marketing territoriale. La Figura 29 mostra la distribuzione dei beni culturali sul territorio sotto forma di una carta termica in cui l area complessiva del territorio è suddivisa in micro-aree (quadratini). Invece di riportare il numero assoluto di beni culturali contati all interno delle micro-aree, la carta ha pesato ogni bene presente per il grado di rappresentatività medio attribuitogli (vedasi l appendice A2 per dettagli tecnici). La mappa della figura 29, dunque, mostra la distribuzione delle attrazioni culturali (materiali). I punti focali di attrazione (che concentrano molti elementi e/o elementi ritenuti

41 molto rappresentativi per la cultura locale) sono rappresentati con il rosso. In arancione e giallo si vedono altre attrazioni culturali meno importanti in termini di quantità o di qualità (percepiti come meno rappresentativi). la prevalenza rurale a Sud a confronto con un urbanizzazione più accentuata a Nord i luoghi di maggior concentrazione di attrazioni culturali e turistiche la rete sparsa di attrazioni secondarie a distanza ridotta da centri con elevata densità abitativa. Nella Figura 29 è possibile visualizzare: la vicinanza del territorio all area metropolitana di Milano la vicinanza del territorio pilota all area dedicata all EXPO 2015 Figura 29: Beni culturali sul territorio pesati per il loro grado di rappresentatività della cultura locale 35

42 36 Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 Partendo dalla figura 29 che serve come punto di riferimento, è possibile sovrapporre altri elementi ritenuti importanti per una mappatura completa del territorio. naturalistico-paesaggistico e beni culturali immateriali. La figura 30 delinea la distribuzione della popolazione sul territorio pilota. In linea con i livelli di urbanizzazione, la popolazione residente dell area si concentra nel Nord. Nella figura 31 invece, sono stati aggiunti altri elementi di attrazione presenti sul territorio, come per esempio elementi di valore Figura 30: Beni culturali pesati e popolazione sul territorio

43 In termini di attori interessati a partecipare ad un sistema culturaleturistico integrato, i dati raccolti mostrano che il territorio è attivo e interessato ad una valorizzazione. Figura 32: Beni culturali pesati e attori interessati sul territorio Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 È possibile notare che il sud dell area presenta una forte concentrazione di questi ulteriori elementi di attrazione. 37 Figura 31: Beni culturali pesati e altri punti di attrazione sul territorio Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 Nella Figura 32 ogni nuvoletta verde rappresenta un soggetto interessato, le nuvolette più scure raffigurano soggetti intercomunali (per esempio la Provincia di Milano o il Consorzio dei comuni sul naviglio). Nella Figura 33 sono rappresentate le reti esistenti sul territorio pilota. La Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 mappa mostra che sono già presenti diverse realtà di collaborazione, anche già articolate sul territorio. A scopo esemplificativo, la rete in rosso

44 scuro rappresenta il network della Fondazione per Leggere, la rete azzurra mostra la collaborazione tra comuni all interno del Consorzio dei Comuni dei Navigli. Figura 33: Beni culturali pesati, attori e reti esistenti sul territorio 38 Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 La rete disegnata in rosso chiaro rappresenta un gruppo di Pro Loco unite per un progetto di valorizzazione turistica in corso il "Gamba de legn" Per più informazione: La rete gialla mostra lo sforzo in corso di creare un Consorzio dell Est Ticino - Il Punto. Al momento della stesura di questa pubblicazione diverse reti sul territorio si sono unite per creare il Distretto Neorurale delle Tre Acque di Milano (DINAMO). Sulla mappa è presente anche una serie di reti piccole (verdi), che rappresentano singoli comuni, che

45 hanno deciso di collaborare per la valorizzazione culturale-turistica, per esempio per costruire una nuova pista ciclabile*, o per la scrittura di progetti che richiedono finanziamenti per la ristrutturazione di beni culturali specifici. La rete nera è quella che accorpa soggetti interistituzionali come la Provincia di Milano, mentre la rete in blu scuro collega i soggetti direttamente legati alla navigazione del Ticino e dei Navigli Considerazioni finali La mappatura del territorio implementata per il progetto pilota ha permesso di conoscere in profondità le potenzialità e i limiti dell Abbiatense e Magentino per la valorizzazione del territorio a scopo turistico. La combinazione ragionata di informazioni diverse (provenienti dall archivio dei beni culturali e dalle interviste agli esperti) ha permesso di identificare: 1. una potenziale partnership di attori che esprimono interesse e proposte per la valorizzazione del territorio: questa si articola su tutte le aree (urbane e rurali) ma trova la sua maggior concentrazione lungo le vie d acqua, ovvero i Navigli e lungo un asse di municipi parallelo al Parco del Ticino; 2. i punti nevralgici del sistema territoriale, ovvero i luoghi nei quali si concentrano le attrazioni di tipo culturale e paesaggistico e gli interlocutori che hanno costruito e fanno parte di reti di interazione importanti; 3. un fitto tessuto di attrazioni e potenzialità minori articolato sul territorio, che potrebbe prosperare col rafforzamento dei punti nevralgici grazie alla ridotta distanza degli stessi e all esistenza di reti di collaborazione precedenti; 4. la ricchezza e la varietà di iniziative culturali (e dunque di valorizzazione del patrimonio) in corso, sulle quali è possibile costruire per raggiungere una strategia condivisa e un obiettivo complesso, come un sistema turistico integrato. Il territorio pilota che in questa pubblicazione serve come esempio per l applicazione di strumenti conoscitivi e di analisi pone alcune sfide importanti. La concentrazione della popolazione a Nord si contrappone alla 39

46 40 concentrazione di attrazioni paesaggistiche e del tessuto imprenditoriale interessato ad investire in ambito turistico, localizzati soprattutto nelle aree più rurali e lungo il Parco del Ticino a Sud. Una tale distribuzione sulla mappatura complessa porta alla ricognizione di due elementi importanti, e cioè: a. La popolazione residente nel bacino settentrionale, più urbano, dell area pilota rappresenta un importante fonte per la domanda di prodotti turistici e di svago come possono essere itinerari, eventi o visite a singoli beni culturali e paesaggistici. b. Nella costruzione di percorsi e prodotti turistici articolati, sarà necessario considerare aspetti redistributivi. Un itinerario sostenibile cercherà di combinare momenti in luoghi con alta concentrazione della popolazione (ove si possono creare dei circuiti di spesa importanti e dunque i benefici economici desiderati) con momenti in luoghi ad elevato valore paesaggistico, dove si collocano i principali promotori del sistema turistico. L analisi svolta suggerisce che queste sfide possono essere padroneggiate dal territorio, soprattutto grazie ad alcuni punti di forza che sono emersi dalla mappatura complessa. a. Il territorio, nonostante la bipolarità evidenziata in termini di urbanizzazione, si presenta come omogeneo, sia in termini d identità e di beni rappresentativi per la propria storia e cultura, che in termini d interesse a una valorizzazione turistica. Ciò rende la creazione di un sistema turistico integrato quantomeno possibile. b. Il ricco tessuto associazionistico presente e attivo sul territorio rappresenta una risorsa fondamentale non solo per facilitare l incontro tra offerta e domanda di prodotti turistici, ma anche per collegare realtà locali diverse per uno scopo comune. L associazionismo, il volontariato e l attivismo locale giocano un ruolo fondamentale per l emergere di nuove forme di collaborazione e per la diffusione di informazione. La realizzazione della mappatura complessa sul territorio pilota ha anche messo in luce alcune difficoltà

47 oggettive che l attuale assetto di interessi, reti e di beni comporta. Il più grande ostacolo sul quale il territorio sembra affacciarsi è quello del mancato coordinamento di proposte, azioni e di investimenti. Mentre le piccole realtà fanno sforzi rilevanti, questi si duplicano o rimangono vani quando la scala di azione del singolo municipio rimane insufficiente per riuscire a realizzare dei risultati importanti (come l attrazione di visitatori). Una messa a rete delle piccole progettualità ed iniziative in corso (oltre 70 sancite con le interviste agli esperti) rimane un passo fondamentale per la costruzione di un sistema turistico integrato. di costi di transazione e di gestione e dovrebbe dunque rappresentare il nucleo operativo di un sistema turistico integrato. b. Gli attori inter-istituzionali dovrebbero invece svolgere il ruolo di raccordo con le realtà esterne al territorio (livelli amministrativi e territoriali superiori, il sistema paese, l attrazione di turisti e visitatori esterni). 41 A livelli più organizzati o istituzionalizzati sembra evidente che il territorio necessiti di una divisione dei compiti più dettagliata, strutturata e condivisa: a. Il ruolo di coordinamento operativo dovrebbe ricadere nelle mani delle reti più articolate e fitte, per assicurare la necessaria vicinanza e conoscenza delle esigenze sempre nuove e in continuo cambiamento sul territorio. Il raggruppamento delle reti esistenti promette l abbattimento

48 2. PARTE II POTENZIALE E RISCHI L ANALISI SWOT Cos è la SWOT, perché è utile? La matrice SWOT è uno strumento di pianificazione strategica usato per valutare i punti di forza (Strengths), di debolezza (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) di un progetto. La SWOT serve a chi deve prendere delle decisioni per il raggiungimento degli obiettivi preposti. Si tratta di un'analisi che si concentra sull'identificazione delle colonne portanti del progetto, sia in termini di potenzialità che in termini di cautele da prendere. L'analisi comprende fattori rilevanti per la realizzazione del progetto che possono avere origini interne (punti di forza e debolezza) o origini esterne (minacce ed opportunità) al progetto stesso. I risultati dell analisi SWOT aiutano anche a capire quali elementi si possono o si debbano realizzare in breve, medio o lungo periodo. Quindi rappresenta uno strumento per tracciare il piano di lavoro, in cui si inizia dalle azioni più urgenti, e si finisce con quelle secondarie. La matrice SWOT aiuta, inoltre, ad evitare alcuni errori gestionali obbligando i gestori del progetto a porre attenzione a: agire in modo previdente rispetto a potenziali rischi; evitare la duplicazione di lavori; distinguere fattori rilevanti di origine interna al progetto da fattori di origine esterna al progetto.

49 Origine esterna Origine interna SWOT Quali sono i quattro elementi portanti della SWOT? Punti di forza: le caratteristiche del territorio che sono utili a raggiungere gli obiettivi preposti; elementi positivi; vantaggi presenti sul territorio (per esempio, un bene culturale tangibile o intangibile attraente; la collaborazione tra agriturismi; etc.) Punti di debolezza: le caratteristiche del territorio che rappresentano un ostacolo per raggiungere gli obiettivi preposti; elementi negativi; svantaggi (per esempio: infrastruttura povera, mancanza di piste ciclabili, comunicazione insufficiente tra associazioni culturali, etc.) Opportunità: condizioni esterne che sono utili al raggiungimento degli obiettivi preposti (per esempio, un grande evento in prossimità del territorio) Rischi: condizioni esterne che potrebbero recare danni o rendere più difficoltosa l'implementazione del progetto (per esempio, inquinamento ecologico; nuovi progetti di edificazione, deturpamento del paesaggio, etc.) Figura 34: Schema per l'analisi SWOT Utile/ vantaggioso Dannoso/ svantaggioso Punti di Punti di forza debolezza Opportunità Rischi Fonte: Hill, Westbrook (1997) La matrice SWOT è particolarmente utile per la pianificazione turistica. Infatti, un sistema efficace basato sul turismo sostenibile dipende da fattori sia interni che esterni. Nell'ambito della valorizzazione dei beni culturali, per esempio, non è sufficiente conoscere il grado di manutenzione di singoli monumenti o il numero di partecipanti a feste locali: è fondamentale essere informati sul grado di predisposizione degli attori principali a collaborare per un progetto comune. 43

50 Tabella 1: Gli attori principali in un progetto di valorizzazione territoriale Settore privato: agriturismi aziende di produzione agricola tipica musei privati settore alberghiero ristoranti Settore pubblico: Regione Provincia Comune musei pubblici biblioteche Associazionismo/ Volontariato: Pro Loco associazioni culturali fondazioni chiese e monasteri Fonte: elaborazione degli autori 44 La SWOT, quindi, aiuta a inquadrare le possibilità e gli sforzi richiesti per valorizzare il proprio territorio attraverso il turismo sostenibile. Lo schema rappresentato nella Figura 34: Schema per l'analisi SWOT può essere usato come modello per svolgere un analisi SWOT: basterà compilare i quattro quadranti con gli elementi chiave che emergono dalle interviste fatte con gli esperti Quali elementi bisogna considerare nell analisi SWOT? Per capire quali siano i potenziali e i rischi nella creazione di un sistema culturale e turistico integrato, è fondamentale considerare sia elementi di offerta (legata agli attori principali del territorio) che di domanda (legata alla popolazione sul territorio). Dall analisi SWOT deriva la fattibilità e la tipologia di prodotto turistico che il territorio è in grado di presentare. Una volta che l offerta e la domanda sono state analizzate, si può dedurre qual è il pacchetto turistico (prodotti/ servizi/ percorsi) "giusto" o più adatto per il territorio. L offerta L'offerta turistica di un territorio non è mai riconducibile a un singolo attore. Infatti, per realizzare percorsi

51 turistici, è necessaria una molteplicità di attrazioni e attività complementari delle quali il turista usufruisce congiuntamente (per esempio, il turista visita una chiesa, mangia in una trattoria, noleggia una bici, compra un souvenir, etc.). Per questo motivo, l'analisi dell'offerta di un territorio comprende, in primo luogo, il censimento delle attività già presenti (offerta attuale), e in secondo luogo, quello di attori ed enti interessati a fornire prodotti e servizi turistici non ancora presenti sul mercato (offerta potenziale). L offerta attuale L'offerta attuale comprende tutte le attrazioni, monumenti storici del patrimonio culturale materiale, strutture di accoglienza e ristorazione, feste ed eventi che possono rappresentare punti d interesse per il turista. Per dettagli sulla mappatura dell offerta attuale del territorio si rimanda alla parte I. Per la SWOT è rilevante capire quali sono le caratteristiche generali e gli elementi di attrazione principale del territorio. Una volta censita l offerta attuale complessiva, sarà possibile identificarne i punti di forza e quelli di debolezza. Facendo un confronto basilare con altri territori, è semplice riconoscere quanto è unica l offerta turistica nel territorio esteso. 15 Esempi di punti di forza nella SWOT 16 sono itinerari turistici già esistenti e conosciuti sul territorio; feste ed eventi ricorrenti ogni anno che attraggono sia venditori che visitatori in arrivo dall esterno del proprio territorio; invece se una chiesa storica, un castello o un museo importante si trovano in condizioni degradate, questo degrado rappresenta un punto di debolezza (di origine interna). Di contro, se durante le interviste con gli esperti si evince che è in corso un progetto di lungo termine per la restaurazione di questa chiesa/altro monumento (per esempio tramite il FAI o Italia Nostra o da un consorzio collaborativo di 15 Per esempio, una torre pendente come a Pisa è un attrazione abbastanza unica, invece l edificio del Comune dell 800 meno; d altra parte il Parco del Ticino è un attrazione unica a confronto con la scarsa offerta di aree verdi nella città di Milano. 16 La SWOT in questo caso si riferisce all obiettivo della valorizzazione del territorio a scopo culturale e turistico. 45

52 46 comuni), lo stesso monumento può diventare un opportunità per il progetto (di origine esterna) e quindi va inserito due volte nella SWOT. 17 Tecniche di gestione (I) Se dal censimento e dall analisi dell offerta attuale dovesse risultare che il territorio non offre strutture di accoglienza (alberghi, ristoranti, ecc.) è opportuno valutare quanto sia realistica l implementazione di un progetto per la valorizzazione a scopo culturale turistico. Considerando che un sistema del genere si basa su itinerari (che richiedono punti di sosta per dormire e mangiare), il territorio dovrebbe poter offrire una certa quantità di strutture basiche di accoglienza e di ristorazione. Se queste dovessero mancare del tutto, sarebbe opportuno incentivarne l insediamento e/o la ristrutturazione o la diversificazione di uso e coerentemente - posticipare l inizio del progetto di valorizzazione di alcuni anni finché le strutture basiche non siano presenti. 17 Questo vale solo a restauro concluso. L offerta potenziale Oltre all offerta attuale presente sul territorio è importante saper stimare l offerta futura anche chiamata quella potenziale. In altre parole, per la pianificazione strategica è importante conoscere i piani di espansione e le collaborazioni emergenti degli attuali attori principali. Il censimento dell offerta potenziale è dunque assimilabile a uno sguardo nel futuro del territorio. Questo riguarda da un lato le ambizioni e le potenzialità di crescita dei singoli attori, ma anche l intenzione e le probabilità di crescita collettiva nel settore: il lavorare insieme. Oltre alla produzione del proprio prodotto/servizio che potrebbe già far parte dell offerta attuale ogni singolo attore sul territorio può, infatti, costituire un elemento di opportunità nell analisi SWOT se è interessato e s impegna in una collaborazione più ampia nel mediolungo periodo. Questo è possibile proprio perché il consumo del territorio da parte del turista non si limita a un singolo prodotto/servizio, ma è basato sul consumo congiunto di una serie di

53 prodotti durante il percorso turistico. La collaborazione tra singoli attori che offrono prodotti e servizi, rappresenta un valore aggiunto per il territorio, fondamentale per un efficace coordinamento delle risorse soprattutto nelle fasi di promozione e di comunicazione con la domanda. Una buona conoscenza dell offerta potenziale richiede dunque la ricognizione di una molteplicità di attori, interessi e progetti in corso. Per un attenta e prudente pianificazione di un sistema culturale turistico è fondamentale sapere se il territorio avrà un certo numero di letti o ristoranti in più, se i vari attori vogliono far parte d itinerari strutturati e se sono interessati a partecipare in strategie di promozione coordinate. Opportunità e rischi dell offerta potenziale La molteplicità di attori disposti a collaborare rappresenta una grande opportunità per il territorio perché diventa possibile pianificare il sistema culturale-turistico in un ambito più esteso (per esempio attraverso la promozione collettiva per eventi o percorsi, o richiedendo fonti di sponsoring a grandi aziende per certe azioni, ecc.). La molteplicità d interessi e progetti sul territorio può anche rappresentare un rischio se i singoli attori preferiscono lavorare con enti o partner fuori dal territorio, 18 o se sono convinti di poter pianificare indipendentemente dalle preferenze della popolazione residente e di altri attori locali. Per stimare la probabilità che gli attori si impegnino in una collaborazione estesa, è importante conoscere la predisposizione degli attori principali ad espandere l offerta in termini di prodotti nuovi e/o aggiuntivi per la valorizzazione culturale e turistica. È importante capire quanto questa estensione possa avvenire in sintonia con altri attori sul territorio. L impegno nel networking* è particolarmente importante per i servizi aggiuntivi: questi sono servizi e prodotti che vanno oltre il consumo diretto del prodotto principale. I 18 Per esempio, un agriturismo o un abbazia che collaborano solamente con un tour operator esterno al territorio responsabile per l arrivo di visitatori. 47

54 48 servizi aggiuntivi servono principalmente per fidelizzare i turisti (per esempio, un sistema/rete di noleggio biciclette che può essere utilizzato gratis/a basso costo con una tessera in diversi punti del territorio; piccoli incentivi/premi se clienti portano nuovi clienti; ecc.). Altro esempio di opportunità e rischi che possono essere considerati nell analisi SWOT come elementi con origini esterne al progetto, è l EXPO Milano 2015 (sia come opportunità che come rischio). In particolare, l evento d immensa rilevanza comporta alterazioni dell offerta sul territorio in termini di infrastrutture stradali, di accoglienza, di collegamenti con aeroporti, del trasporto pubblico, ecc. La domanda La domanda turistica è la richiesta di beni, prodotti e servizi, da parte di visitatori. Si distingue in domanda interna (quella degli abitanti del territorio o Paese stesso) e domanda estera, quella effettuata da parte di stranieri. La domanda turistica si rivolge a vari gruppi di beni e servizi, tra cui i più basilari sono: trasporti, intesi sia come servizi di trasporto collettivo (aereo, treno, tram, bus) che come infrastruttura per l uso di mezzi privati (strade, autostrade, parcheggi, ecc.); strutture ricettive, intese come luoghi di produzione di ospitalità (alberghi, agriturismi, ristoranti); l organizzazione di servizi di animazione e d informazione per lo svolgimento di attività di interesse turistico (visite a musei, chiese, parchi, uso di attrezzature sportive, partecipazione ad eventi e feste, ecc.); beni di consumo e servizi generici che comprendono tutto quello che il turista può desiderare di consumare in loco o acquistare per il consumo a casa (souvenir, prodotti alimentari/agricoli tipici o dell artigianato, ecc.). La domanda turistica è una domanda complessa perché richiede sempre servizi da parte di vari gruppi. È una domanda congiunta di beni e servizi che implica un rapporto di complementarità beni e servizi sono parzialmente sostituibili e frequentemente combinabili e complementari.

55 Domanda dei turisti esteri La domanda dei visitatori stranieri si distingue in alcuni ambiti da quella dei visitatori locali. Beni e servizi sono spesso richiesti in modo più organizzato e in una lingua internazionale: è necessario un centro di informazione turistica aggiornato sulle attività e le attrazioni del territorio (inclusi gli orari di apertura). L offerta di servizio di guide turistiche è molto apprezzata perché i turisti stranieri viaggiano spesso con tempi ristretti e un programma pieno di attività. Per venire incontro alle esigenze dei turisti esteri, alcuni mezzi pubblici dovrebbero portare i visitatori direttamente alle attrazioni principali, e la disponibilità d itinerari organizzati, con accompagnamento su richiesta, garantirebbe un esperienza più apprezzata. Domanda dei turisti locali La domanda dei turisti locali (residenti nel territorio, o in province e regioni d intorno) è invece diversa perché questi visitatori si muovono normalmente in modo più indipendente. Si tratta, spesso, di gite di svago anche brevi, di escursioni e pranzi/cene solitamente organizzate insieme alla famiglia o con amici. Le visite si concentrano di più su eventi particolari, feste tradizionali, fiere, riti di culto o mercati di prodotti speciali. All interno di un sistema culturale turistico integrato, si cerca di organizzare per i visitatori locali gite più assimilabili allo stile dei visitatori internazionali. L offerta, dunque, si concentra di più su itinerari articolati e ragionati, che prevedono e guidano il visitatore al consumo di vari prodotti e servizi. In termini d analisi SWOT è opportuno conoscere la domanda dei visitatori (sia locali che esteri) per i vari prodotti, servizi ed itinerari. Tale analisi è particolarmente importante per pianificare e creare nuove proposte per il mercato. Per garantire la sostenibilità del sistema culturale turistico integrato, si consiglia di adeguare l offerta e di assicurare che sia in sintonia con la domanda presente sul territorio in primis. Si consiglia di focalizzare l attenzione sui visitatori locali. La popolazione locale, infatti, rappresenta da un lato la domanda potenziale del turismo domestico, dall'altro è il beneficiario principale di 49

56 50 ogni progetto di valorizzazione del territorio, soprattutto nel mediolungo periodo. Tenere conto delle preferenze locali e della loro percezione migliora sempre la probabilità di riuscita del progetto. L approccio di tipo partecipativo (vedasi la parte III) fa sì che l impegno e lo sforzo attuato per la valorizzazione del territorio rappresenti anche un opportunità di laboratorio democratico nel quale singoli attori contribuiscono a cambiare e a formare il territorio nel quale desiderano vivere e che vorranno consumare in termini culturali. Lo sforzo conoscitivo delle modalità, la motivazione e soddisfazione nell abituale fruizione del territorio da parte della popolazione locale, permettono di definire meglio le traiettorie possibili e desiderate. Il prodotto turistico Un sistema turistico ha bisogno di prodotti che si possono acquistare e consumare. I prodotti turistici non servono solamente alla fruizione da parte dei cittadini e dei visitatori ma anche alla visibilità del patrimonio culturale e alla creazione di benessere economico nel territorio. La creazione di questi prodotti aiuta sia nella valorizzazione che nella diversificazione dell offerta turistica e culturale. Normalmente un prodotto turistico è consumato subito dopo l acquisto perché spesso si tratta di un esperienza, come una visita ad un castello/chiesa/ museo/esibizione/mostra, un concerto musicale/spettacolo artistico, gita in barca/bicicletta, oppure un esperienza enogastronomica come una degustazione di prodotti locali tipici. Prima di creare prodotti turistici nuovi o aggiuntivi è necessario analizzare la situazione attuale attraverso un analisi di mercato - raccogliendo le informazioni della mappatura (parte I), includendo le feste e gli eventi ricorrenti sul territorio. A questo si aggiunge uno studio delle statistiche turistiche che comprendono il numero di visitatori, i pernottamenti, le prenotazioni e la partecipazione a itinerari o pacchetti esistenti, ecc. Congiuntamente alle statistiche turistiche è utile analizzare le caratteristiche generali dei prodotti

57 esistenti, l organizzazione attuale, i servizi aggiuntivi, e il grado attuale della loro sostenibilità. Se un prodotto turistico è creato con vari partner (sia pubblici che privati) si deve avere riguardo verso i singoli attori: normalmente non tutti sono sullo stesso livello in termini di risorse umane, risorse economiche, o di capacità di gestione. Elementi mancanti per lanciare nuovi prodotti sul mercato, possibili problemi percepiti da turisti e territorio, e in generale i livelli di consumo devono essere attentamente presi in considerazione per identificare quali azioni sono necessarie per migliorare la posizione relativa del territorio sul mercato. Riguardo la sostenibilità dei prodotti (attuali e potenziali) l analisi dovrebbe contemplare i seguenti punti: preferire l uso del trasporto pubblico locale/mezzi ecologici (c è attualmente la possibilità di usare questi mezzi? Di cosa ho bisogno per integrare l offerta di trasporti ecologici nel sistema turistico?); tenere d occhio la valorizzazione del territorio (I percorsi migliorano la visibilità del patrimonio culturale locale?); rispettare l ambiente locale, conservare e proteggere la biodiversità (I percorsi sul territorio sono coordinati con progetti di salvaguardia/ conservazione dell ambiente? Come posso minimizzare l impronta ecologica dei visitatori sul territorio?); informazione mirata dei turisti (I turisti ricevono le informazioni necessarie sui monumenti, le feste e le tradizioni del territorio?); rispetto della Carrying Capacity* (Qual è il numero massimo di visitatori che l equilibrio locale può sostenere? In quali ambiti sociale, ambientale, economico rischiano di crearsi squilibri?); capacity building* per la popolazione (La popolazione locale è pronta ad accogliere visitatori? È disposta a condividere spazi, storie e la propria identità con chi transita sul territorio?); Nel prossimo punto saranno presentati gli strumenti con i quali è possibile rilevare i dati necessari per realizzare una SWOT. 51

58 Strumenti per rilevare i dati necessari Per realizzare una SWOT affidabile, si consiglia di raccogliere dati in modo mirato, interpellando attori rilevanti (offerta) e un campione della popolazione (domanda potenziale). Presentiamo le domande utilizzate nel progetto condividiamo, in particolare estrapolando le sezioni dedicate i.) dal questionario preparato per le interviste agli esperti e ii.) dal questionario preparato per l indagine presso la popolazione residente. Interpellare gli esperti sul territorio Il progetto condividiamo, come già accennato nell introduzione, ha cercato di interpellare e di coinvolgere gli attori principali del territorio (del settore pubblico e privato, ma anche associazioni, fondazioni e altri enti o reti attive nell ambito della promozione culturale e turistica). La partecipazione di questi attori nella fase di ricognizione del territorio e della SWOT è fondamentale, perché sono loro che esercitano maggiore influenza sul territorio certamente per l offerta attuale, ma soprattutto per quella potenziale e futura. Tecniche d intervista (IV) Definiamo come esperto un attore interessato che ha esperienza nell ambito del turismo o con la creazione di itinerari e percorsi. Conoscere l esperienza precedente dell intervistato in quest ambito, aiuta a valutare il grado di validità e il dettaglio tecnico delle sue risposte. Si consiglia sempre l inserimento di una domanda iniziale semplice (come esemplificato nelle figure Figura 12 Figura 13) in base alla quale è possibile distinguere le interviste per grado di esperienza durante l analisi successiva. Per esempio, se metà del campione dovesse rispondere di non avere esperienza diretta rilevante, sarebbe opportuno distinguere le risposte date da questo segmento del campione rispetto alle altre (vedasi anche l inserto tecniche di analisi I ). Le interviste agli esperti sono fondamentali per riuscire a censire nel modo più completo possibile gli elementi richiesti dall analisi SWOT, ovvero i punti di forza, di debolezza,

59 le opportunità e i rischi presenti sul territorio. Figura 35: Strumento d intervista: domanda aperta per rilevare punti deboli e forti dell offerta attuale Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, 2011 Con una domanda qualitativa aperta è possibile chiedere all intervistato quali siano secondo la sua opinione i punti di forza e i punti di debolezza dell offerta turistica attuale sul territorio. Tecniche d intervista (V) Nella fase di raccolta di informazioni sugli itinerari esistenti o in via di costruzione, si consiglia di reperire più informazioni possibili, andando anche oltre la mera domanda diretta. Spesso gli intervistati dispongono di materiale integrativo proprio come mappe o pubblicazioni sulle quali è possibile visualizzare gli itinerari esistenti. È consigliabile munirsi di una mappa cartacea del territorio pilota, oppure di organizzare una mappa virtuale (per esempio con Google Maps), sulla quale è possibile aggiungere informazioni geo referenziate durante le interviste. Questo esercizio completa la mappatura del territorio (vedi parte I) e qualifica le informazioni raccolte, abbinandole al quesito se le strutture/gli itinerari esistenti rappresentino punti di forza o di debolezza. La richiesta diretta di nominare punti deboli e forti d itinerari presenti sul territorio lascia ampio margine a percezioni e opinioni soggettive: questo è proprio lo scopo delle interviste agli esperti. D altra parte, può essere desiderabile la raccolta d informazioni che si prestano ad analisi più oggettive e quantitative del potenziale turistico del territorio. In particolare dall analisi SWOT dovrebbero emergere informazioni dettagliate riguardo: Quali tipologie di prodotti turistici sono presenti in abbondanza sul territorio; Che tipo di prodotto complementare manca per 53

60 54 garantire la soddisfazione dei visitatori; In quale ambito si concentrano gli sforzi esistenti (offerta attuale), e verso quali attività va indirizzata l offerta potenziale (futura). L esperienza e la conoscenza del territorio degli esperti permettono l identificazione di questi elementi. Per evitare la raccolta frammentaria e non confrontabile d informazioni, è possibile utilizzare alcuni strumenti di analisi che aiutano ad assumere un punto di vista più oggettivo e uniforme. Tecniche di analisi (II) Per la raccolta di opinioni confrontabili, si può utilizzare il metodo della categorizzazione. Questo richiede l identificazione di alcuni ambiti abbastanza aperti e comprensivi all interno dei quali è possibile raggruppare elementi simili, anche se espressi in modo diverso dagli intervistati. L esempio che segue trae dalla metodologia BRIDGE-IT, che è stata applicata in modo molto simile anche all interno del progetto condividiamo. Le caratteristiche, o il contenuto, dei prodotti esistenti possono essere categorizzate in quattro gruppi: Natura questa categoria comprende tutti quegli elementi e quelle attività che hanno come oggetto degli elementi naturali (paesaggi, parchi naturali e nazionali, fiumi, montagne, ecc.). Solitamente, una serie di attività si svolge all aperto/nella natura, come per esempio gite in barca, lunghe biciclettate per i campi, camminate, ecc: la natura è un elemento fondamentale per il senso stesso dell attività. Cultura in questa categoria è possibile raggruppare tutte quelle attività e attrazioni che comportano un arricchimento di conoscenza sulla storia e le tradizioni locali (per esempio visite a castelli, musei, chiese, etc.). Le attività culturali possono includere elementi materiali del patrimonio (beni culturali), ma anche elementi immateriali (feste ricorrenti, racconti, etc.). Sport la categoria raggruppa tutte quelle attività in cui è presente il desiderio di svolgere dell attività fisica, che sia in bicicletta o a piedi. I visitatori o

61 turisti, spesso, desiderano uno svago che comporti anche dell attività fisica. Per questo è utile prevedere delle attività dedicate, come per esempio gite in bici, camminate lunghe, percorsi nei boschi, etc. Eno-gastronomia e incontro il quarto elemento identificato come fondamentale per un offerta turistica sostenibile, è l incontro tra visitatori e la popolazione locale. La vera esperienza turistica, infatti, è sempre più ricca quando il visitatore ha l impressione di aver incontrato e di aver sperimentato la cultura della terra visitata insieme a o attraverso le persone locali. L incontro permette al visitatore di uscire dal ruolo di osservatore esterno e di immedesimarsi nel territorio che sta scoprendo. Questo è un elemento di esperienza che arricchisce notevolmente la qualità di un prodotto turistico. Attrazioni e attività che prevedono delle opportunità d incontro tra visitatori e popolazione, sono per esempio feste e sagre locali, eventi di degustazione, visite e pernottamenti presso agriturismi, cascine didattiche, etc. L enogastronomia rappresenta un ambito all interno del quale è possibile l incontro, soprattutto se all esperienza gastronomica è affiancato un elemento narrativo/conoscitivo sulle tradizioni locali. Le categorie proposte sono generali e dunque adatte a quasi tutti i luoghi del mondo. Potrebbero chiaramente essere adattate, laddove si volesse dare un taglio diverso ai prodotti turistici. Esplorare il potenziale turistico del territorio Sulla base della categorizzazione introdotta nel paragrafo precedente, è possibile formulare una serie di domande che aiutano a raccogliere informazioni comparabili riguardo il potenziale turistico attuale del territorio percepito (Figura 36), le aree all interno delle quali sarebbe auspicabile un rafforzamento degli investimenti, le aree all interno delle quali i vari attori hanno interesse a concentrare i propri investimenti, ovvero l offerta potenziale. 55

62 56 Come è facile notare, il format delle tre domande è analogo, questo soprattutto per rassicurare l intervistato e per permettere che le valutazioni espresse siano confrontabili tra loro: all intervistato è chiesto di attribuire dei valori percentuali (suddividendo un totale di 100%) alle quattro categorie proposte (natura, cultura, sport, incontro). La somma delle percentuali attribuite deve raggiungere esattamente il 100%. L intervistato assume per ogni domanda un punto di vista diverso, ma risponde sempre negli stessi termini: le percentuali d importanza relativa delle quattro categorie natura, cultura, sport e incontro. Nel caso in cui le quattro categorie fossero interpretate come equivalenti/ugualmente importanti, ad ognuna verrà attribuito il 25%. In risposta alla domanda rappresentata nella Figura 36, l intervistato attribuirà il valore più alto a quella categoria che secondo lei/lui racchiude il potenziale turistico maggiore del territorio. Figura 36: Strumento d intervista: domanda chiusa per raccogliere valutazioni quantitative sul potenziale turistico del territorio Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, 2011 Nella figura 37 si può notare che la prospettiva cambia: all intervistato è chiesto quali siano gli ambiti o gli aspetti che richiederebbero degli investimenti.

63 Figura 37: Strumento d intervista: domanda chiusa per raccogliere valutazioni quantitative sulle aree di intervento necessario Figura 38: Strumento d intervista: domanda chiusa per raccogliere valutazioni quantitative sulle aree di impegno offerto 57 Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, 2011 Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, 2011 La domanda sui miglioramenti attesi Le categorie che registreranno percentuali maggiori rappresentano gli ambiti in cui le potenzialità del territorio andrebbero rafforzate. La terza domanda della serie (Figura 38) chiede specificatamente in quali ambiti l intervistato o la sua struttura di riferimento sarebbe disposto/a ad impegnarsi. cerca di individuare le aspettative dell intervistato riguardo l offerta futura sul territorio. La domanda che chiede di specificare l impegno offerto, invece, chiarisce l estensione reale dell offerta potenziale. L analisi dunque permetterà di evidenziare se e in quali ambiti l impegno offerto è superiore o

64 58 inferiore al miglioramento desiderato. Da ciò è possibile derivare: per quale elemento sarebbe necessario indire azioni integrative o preliminari; in quali ambiti si possano riscontrare eventuali lacune di impegno; verso quali azioni sarebbe auspicabile indirizzare gli attori. Le interviste agli esperti possono anche aiutare a registrare potenziali rischi per la valorizzazione del territorio. Si propone di indagare questo aspetto con una domanda aperta diretta (Figura 39). Figura 39: Strumento d intervista: domanda aperta per il censimento di eventuali minacce situazioni attuali o imminenti che potrebbero ostacolare la realizzazione di un sistema culturale turistico nel futuro. Le minacce prese in considerazione si possono riferire sia a dinamiche presenti sul territorio stesso (per esempio: campanilismo, incapacità di fare rete, strutture insufficienti o di bassa qualità), che a rischi che provengono dall esterno (per esempio: cementificazione, mancanza di risorse, deficit istituzionale, ecc.). Le domande menzionate permettono la raccolta d informazioni che si riferiscono ai quattro punti dell analisi SWOT. Questa ci da una visione generale sulla situazione attuale nel territorio, ma anche quali risvolti sono possibili e probabili nel futuro. Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, 2011 Questo strumento chiede agli esperti di segnalare le minacce attuali percepite. Le minacce si riferiscono a Interpellare la popolazione residente Il progetto condividiamo ha posto grande enfasi sul coinvolgimento della popolazione locale. Un indagine pilota presso la popolazione ha cercato di raccogliere opinioni sul territorio, la percezione del suo potenziale turistico, la domanda di percorsi di svago e le modalità con le quali i residenti vorrebbero usufruire

65 di più del proprio patrimonio territoriale. Oltre a riproporre in modo totalmente analogo le domande della Figura 36 e Figura 37, il questionario dedicato alla popolazione ha raccolto informazioni che aumentano la conoscenza della domanda di prodotti turistici. La domanda potenziale La popolazione locale rappresenta una larga fetta della domanda in un sistema turistico sostenibile. Le opinioni e visioni della popolazione raccolte, riguardano soprattutto la soddisfazione con l attuale offerta, il consumo attuale e quello potenziale. Con lo strumento dell indagine è possibile sondare il terreno riguardo l introduzione di nuovi prodotti, ma anche la possibilità di coinvolgere nuovi attori per una eventuale partecipazione attiva. Le domande incluse nel questionario per la popolazione possono aiutare a caratterizzare/ conoscere meglio la domanda potenziale sul territorio. La quantità, e i mezzi preferiti per gli spostamenti rappresentano un primo elemento ( Figura 40). Lo strumento utilizzato è una domanda chiusa, con cinque possibilità di risposta che possono aiutare a capire l intensità con la quale una persona residente consuma il proprio territorio a scopo culturale e turistico. Figura 40: Strumento d intervista: domanda chiusa per il censimento dell intensità di consumo dell offerta attuale Fonte: questionario alla popolazione, condividiamo, 2012 Coloro che rispondono mai oppure raramente che nel questionario è ulteriormente specificato come meno di 5 volte all anno non rappresentano un vero e proprio target per l offerta turistica. Coloro che si spostano solo in occasione di manifestazioni particolari possono fornire un informazione importante: quali sono le manifestazioni che 59

66 60 attraggono più delle altre? I risultati ottenuti con questa risposta permettono di identificare una parte della domanda potenziale. Infatti, chi partecipa solo a un determinato tipo di evento, può facilmente essere interessato ad eventi molto simili. Il target principale per un sistema culturale-turistico integrato sono le persone che dichiarano di spostarsi spesso (ca. ogni 2 mesi nel questionario) e molto spesso (una volta al mese o di più nel questionario). Per uno studio attento della domanda, sarebbe opportuno concentrarsi sulle caratteristiche e le preferenze di questo segmento della popolazione. Figura 41: Strumento d intervista: domanda chiusa per conoscere il grado di soddisfazione con l offerta attuale Fonte: questionario alla popolazione, condividiamo, 2012 La domanda rappresentata nella Figura 41 raccoglie informazioni riguardo il grado di soddisfazione con l offerta esistente sul territorio. Un grado di soddisfazione basso (tra 0 e 2) indica velatamente la richiesta di ulteriori/nuovi prodotti, eventi, percorsi e quindi un offerta culturale e turistica più estesa. In caso la popolazione fosse totalmente soddisfatta con l offerta attuale (dando un valore alto come 4 o 5) le azioni si potranno concentrare su servizi innovativi, aggiuntivi e complementari. In caso la popolazione sia insoddisfatta, invece, sarà importante prendere in considerazione le risposte delle domande successive, per capire su quali elementi basilari è importante concentrare gli sforzi. Preferenze di consumo Se l intento è la creazione di nuovi itinerari e percorsi, è necessario raccogliere informazioni sulle preferenze della popolazione riguardo al tipo di gita che vorrebbe fare sul proprio territorio. Nell indagine svolta per il progetto condividiamo, sono state prese in considerazione alcune tipologie di

67 percorsi (opzioni di risposta nella Figura 42). Figura 42: Strumento d intervista: domanda chiusa per conoscere i prodotti turistici preferiti dalla popolazione locale Fonte: questionario alla popolazione, condividiamo, 2012 È utile predefinire le risposte a domande di questo genere, cercando di adattarle alle caratteristiche e alle possibilità esistenti sul territorio. Le prossime due domande approfondiscono le modalità di consumo di percorsi e itinerari sul territorio. In particolare, è interessante conoscere le preferenze riguardo i mezzi di trasporto utilizzati per raggiungere mete di attrazione turistica. 61 Figura 43: Strumento d intervista: domanda chiusa per conoscere le modalità di trasporto preferite dalla popolazione locale Fonte: questionario alla popolazione, condividiamo, 2012

68 62 Per chi vuole costruire degli itinerari nuovi è importante sapere come la gente si muove sul territorio. La domanda della Figura 43 può essere integrata con quella della Figura 44. Figura 44: Strumento d intervista: domanda aperta per riconoscere su quali mezzi di trasporto investire Fonte: questionario alla popolazione, condividiamo, 2012 Con questo strumento si può di fatto raccogliere informazioni che delineano la domanda di mezzi di trasporto a scopo di svago. Per esempio, se la maggioranza si sposta individualmente in macchina, ma richiede di utilizzare di più la navetta, è possibile pensare all organizzazione di nuovi mezzi collettivi. D altra parte, se la domanda di usare la bicicletta per arrivare agli eventi culturali è particolarmente bassa non è appropriato pianificare una moltitudine d itinerari che sono percorribili solamente in bicicletta. Non basta, dunque, sapere come la popolazione si sposta per le gite attualmente. È anche importante conoscere le modalità con cui preferirebbe spostarsi. Le informazioni aiutano a delineare nuovi percorsi che rispondono alle esigenze della popolazione. Come costruttore d itinerari e prodotti turistici è utile entrare nella psiche dei consumatori e sapere perché consuma certi prodotti culturali - questa informazione serve sia per creare il contenuto delle iniziative che per pianificare la loro promozione. Figura 45: Strumento d intervista: domanda chiusa per conoscere le motivazioni del consumo di prodotti culturali

69 Fonte: questionario alla popolazione, condividiamo, 2012 La domanda della Figura 45 è chiusa, cioè riporta delle modalità di risposta predefinite. Nella scelta delle risposte è utile selezionare delle voci che aiutino a capire quali caratteristiche dovrebbero avere gli itinerari/ percorsi nuovi sul territorio: la popolazione si muove soprattutto per motivi di socializzazione? In questo caso è importante prevedere attività e mezzi di trasporto adatti a gruppi di amici (tra le 4 e le 8 persone). La motivazione principale è il mantenimento di alcune tradizioni? Allora è preferibile espandere iniziative esistenti piuttosto che proporre nuovi eventi. Le risposte date a questa domanda, in sintesi, aiutano a caratterizzare itinerari e percorsi in modo da renderli più attraenti e soddisfacenti per la popolazione residente, che rappresenta le fondamenta della domanda d iniziative. all interno del progetto condividiamo? In ciò che segue è possibile trovare i risultati della SWOT come svolta sul territorio pilota dell Abbiatense e Magentino. Punti di forza e di debolezza: il potenziale turistico Sul territorio pilota, il potenziale turistico si delinea soprattutto in termini di elementi naturali (36.1% del potenziale totale secondo gli esperti, 35% secondo la popolazione) che si rifanno alla bellezza del paesaggio che svolge il ruolo dell isola verde in vicinanza dell immenso agglomerato urbano di Milano e del suo hinterland*. Figura 46: Il potenziale turistico del territorio come percepito dagli esperti I risultati ottenuti (condividiamo) Quali sono le informazioni principali che l approccio delle sezioni precedenti è riuscito a produrre 19 La leggenda delle figure 46, 48, e 50, è da interpretare nel modo seguente: NAT = Natura; CULT = Cultura; SPO = Sport; INC = Enogastronomia e incontro. I numeri (12, 13, 14) si riferiscono alle domande del questionario.

70 64 Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 Anche gli elementi culturali sia materiali riferiti a beni culturali esistenti sul territorio, che immateriali come feste ed eventi particolari rappresentano un elemento di forte potenzialità: gli esperti attribuiscono il 25% circa a questo ambito, la popolazione attribuisce il 23%. Figura 47: Il potenziale turistico del territorio come percepito dalla popolazione residente L ambito dello sport (che comprende le piste ciclabili e le possibilità di fare passeggiate o di percorrere sentieri) è percepito come quello con minor potenziale dagli esperti (15%). Anche la popolazione attribuisce una importanza relativa bassa (21% del totale) a questa categoria. Anche la categoria enogastronomia e incontro registra percentuali inferiori al benchmark* del 25%: gli esperti attribuiscono un 23% in media, la popolazione il 21%. Da quest analisi si notano due punti fondamentali: 1. Le opinioni di esperti e residenti sono molto simili questo rafforza il risultato, già ottenuto nella parte I, che il territorio pilota si presenta come molto omogeneo, non solo in termini di caratteristiche generali, ma anche nella consapevolezza delle proprie potenzialità. 2. Il netto prevalere della natura come elemento di potenzialità del territorio contrasta con le continue espansioni di progetti di edificazione nella zona. La natura si profila come punto di forza dell area, ma è in contemporanea soggetta a minacce concrete. Fonte: Il potenziale turistico del territorio, condividiamo, 2012

71 Opportunità: i miglioramenti richiesti L analisi può essere svolta in modo equivalente anche per gli ambiti in cui sono auspicabili degli investimenti/interventi per migliorare le potenzialità. Tra gli esperti (Figura 48) è prevalente il desiderio di migliorare l offerta eno-gastronomica e dell incontro (38%), e l offerta culturale (27%). L interesse a vedere migliorata la natura rimane inferiore al benchmark del 25%, raggiungendo il 22%. Figura 48: Dove indirizzare investimenti per migliorare il territorio, opinione degli esperti Qui è la popolazione (Figura 49) che invece sembra richiedere maggiori miglioramenti nell ambito della natura: dell intero miglioramento auspicato, la popolazione attribuisce in media il 29% alla natura. L unico ambito per il quale la popolazione richiede un miglioramento maggiore è quello della cultura (31%). Meno attenzione da parte della popolazione si rivolge all enogastronomia e l incontro (21%) e allo sport (19%), che anche nel caso degli esperti rimane poco considerato (17%). Figura 49: Dove indirizzare investimenti per migliorare il territorio, opinione della popolazione 65 Fonte: Il potenziale turistico del territorio, condividiamo, 2012 Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 La domanda o richiesta per rafforzare le potenzialità sul territorio si delinea dunque come diversa tra esperti e residenti:

72 66 1. gli esperti richiedono un potenziamento del settore enogastronomico e dell incontro, nonché dell offerta culturale; 2. la popolazione richiede un potenziamento dell offerta culturale e una maggiore protezione e valorizzazione della natura sul territorio. Opportunità: l impegno offerto Oltre alla richiesta di miglioramento, l analisi della Figura 50 permette di identificare gli ambiti nei quali gli attori principali sul territorio hanno intenzione di impegnarsi. L ambito nel quale l offerta potenziale è maggiore è quello della cultura (39% del totale), seguito dall ambito eno-gastronomico e dell incontro (27%). Più ridotto, invece, è l impegno disponibile nell ambito della conservazione e valorizzazione della natura (20%) e dello sport (14%). Figura 50: Ambiti nei quali gli attori sul territorio sono disposti ad impegnarsi Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 Minacce: i punti critici emersi Complessivamente, dunque, le caratteristiche di percorsi ed itinerari che si rifanno all attività fisica (sport) sono quelle attualmente meno sviluppate sul territorio. La loro potenzialità è riconosciuta come debole. Le opportunità concrete per migliorare questo elemento sembrano ridotte, poiché né dal lato della domanda né da quello dell offerta c è una prospettiva di cambiamento. Questo disinteresse generalizzato per l attività fisica si pone in parziale contrasto con la comune opinione di esperti e residenti che il maggior potenziale dell area risiedi nella natura. Spesso e volentieri il godimento della natura viene combinato con attività fisiche, anche se di sforzo ridotto (passeggiate, giri in bicicletta, etc.). Sul territorio, però, sembra mancare una consapevolezza approfondita di

73 questo collegamento. 20 Il desiderio della popolazione di vedere un miglioramento nella protezione e conservazione della natura non è corrisposto dalla percezione e dagli intenti dei principali attori (offerta) sul territorio. L ambito per il quale sembra esserci più equilibrio e, dunque, meno rischio è quello culturale, per il quale sia la popolazione (domanda potenziale) che gli esperti (offerta potenziale) auspicano dei miglioramenti. In quest ambito, il desiderio degli esperti è anche rafforzato dall intenzione di impegnarsi di più nel futuro. Il rafforzamento del settore enogastronomico e delle attività d incontro, auspicato e proposto dagli esperti, non è ugualmente corrisposto dalla domanda potenziale. Questo ambito, dunque, rischia di assorbire risorse oltre la richiesta. 20 Una nota di cautela è dovuta: è possibile che la formulazione sport provochi risposte e associazioni diverse da una dicitura più generale come attività fisica. Durante le interviste, però questo punto è sempre stato chiarito. Minacce: eccedenza e carenza di offerta sul territorio In ciò che segue, è possibile riconoscere con maggior dettaglio dove e in quali ambiti vi è una mancanza o un abbondanza d offerta d impegno sul territorio. In entrambi i gruppi come già notato per tutta l area vi è una mancanza d offerta per la valorizzazione del potenziale della natura. Tra i comuni non collocati sui Navigli, il deficit assume dimensioni molto maggiori. In quest area la minaccia della cementificazione e dell espansione edilizia è più sentita. Per entrambi i gruppi esiste un eccesso d offerta (surplus) nell ambito culturale. Questo è maggiore tra i comuni sui Navigli. È l ambito dello sport che marca la differenza più accentuata tra questi due gruppi di comuni: mentre nelle zone limitrofe ai Navigli, vi è un deficit d offerta di attività fisiche, nei comuni che non si collocano sui Navigli sembra esserci un surplus d offerta. In Figura 51, Figura 52 e Figura 53 si riportano, rispettivamente, le risposte degli esperti che appartengono a comuni localizzati sui 67

74 68 Navigli, di comuni non localizzati sui Navigli, e di coloro che appartengono ad enti intercomunali. Il diagramma a torta in testa al grafico riporta il potenziale turistico del territorio per il rispettivo sottogruppo preso in considerazione. La parte sottostante, invece, mostra come nei singoli ambiti sia possibile identificare una mancanza d offerta (istogramma direzionato verso il basso, nell area contraddistinta con un ) oppure un eccedenza (istogramma direzionato verso l alto, nell area contraddistinta con un + ). Il calcolo effettuato per identificare eccessi o carenze di offerta semplicemente sottrae l impegno offerto (valore percentuale riportato) alla domanda di miglioramento (valore percentuale). Confrontando i due sottogruppi di comuni (Figura 51 e Figura 52), si può notare che le differenze in termini di potenziale turistico non sono particolarmente notevoli. Invece, in termini di eccesso e di mancanza di offerta, i diversi sottogruppi variano in modo rilevante. Nell ambito eno-gastronomico e dell incontro, è possibile notare che vi è sostanzialmente equilibrio tra domanda e offerta nei comuni sui Navigli, mentre sembra esserci un surplus d offerta nei comuni lontani dai Navigli. Tra gli attori intercomunali si ripropone la mancanza d offerta nell ambito naturale, l eccedenza d offerta di iniziative culturali, e dei deficit sostanziosi negli ambiti dello sport e dell enogastronomia/incontro. Figura 51: Sottocampione dei comuni sui Navigli, potenziale turistico e messa a confronto tra miglioramento atteso (domanda) e impegno offerto (offerta), per singoli ambiti

75 Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 Figura 52: Sottocampione dei comuni non sui Navigli, potenziale turistico e messa a confronto tra miglioramento atteso (domanda) e impegno offerto (offerta), per singoli ambiti 69 Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 Figura 53: Sottocampione degli attori intercomunali, potenziale turistico e messa a confronto tra miglioramento atteso (domanda) e impegno offerto (offerta), per singoli ambiti

76 Una nota di cautela è necessaria in quest analisi: il campione intervistato, infatti, non comprende il Parco del Ticino. 21 Questo potrebbe influenzare la dimensione del deficit d offerta nell ambito della natura, ma certamente non eliminarlo. 70 Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 L offerta turistica esistente: valutazioni Il questionario per gli esperti non si è concentrato solo sulle potenzialità del territorio in generale. È stato possibile rilevare i punti di forza e di debolezza degli itinerari/percorsi esistenti sul territorio. Le figure Figura 54 e Figura 55 mostrano i risultati di un analisi Word Cloud. Nelle figure, le parole più grandi sono quelle menzionate da più esperti. Figura 54: Punti di forza degli itinerari esistenti sul territorio, la voce degli esperti L analisi mette in evidenza che azioni di coordinamento e di intervento pubblico sarebbero auspicabili. Una parte delle risorse, infatti, andrebbe reindirizzata verso la conservazione e la protezione della natura, a scapito forse dell eccessiva offerta di iniziative culturali. 21 L esclusione di questo attore è risultata per motivi contingenti durante la fase delle interviste, non per scelta dei gestori del progetto.

77 Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 Figura 55: Punti di debolezza degli itinerari esistenti sul territorio, la voce degli esperti forza del territorio si applica anche ai percorsi già esistenti. Tra i punti deboli spicca però l incompletezza degli itinerari, la mancanza di promozione, la segnaletica insufficiente e la carenza di servizi integrativi. È possibile notare una certa divergenza nelle risposte: per esempio la varietà dell offerta è menzionata sia come punto di forza che di debolezza, proprio come la manutenzione. La popolazione residente, quando interpellata riguardo la propria soddisfazione con l offerta culturale e turistica sul territorio, sembra concordare con l analisi svolta nei paragrafi precedenti: il potenziale turistico del territorio non è ancora sfruttato a pieno e sono possibili dei miglioramenti. 71 Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 L analisi mostra come la consapevolezza della bellezza del territorio sia molto diffusa. Il punto di La Figura 56 mostra come la popolazione valuta il potenziale turistico del territorio e la propria soddisfazione con l offerta esistente. Le valutazioni sono state richieste entrambe lungo una scala che va da 0 a 5, dove 5 rappresenta il valore massimo e indica una piena soddisfazione/un elevato potenziale percepito. Nonostante le due valutazioni siano abbastanza vicine in

78 72 termini di valori, si può notare che la percezione del potenziale del territorio (2.7 per il territorio nel suo complesso e per i comuni non collocati sui Navigli; 2.9 per i comuni sui Navigli) è superiore alla soddisfazione con l offerta (2.4 per il territorio nel suo complesso e per i comuni non collocati sui Navigli; 2.3 per i comuni sui Navigli). In linea di massima questo confronto può essere interpretato come un percepito deficit di valorizzazione del territorio. La popolazione sembra aspettarsi di più. Figura 56: Potenziale turistico e soddisfazione con l offerta, l opinione dei residenti Figura 58, e Figura 59 mostrano le preferenze per percorsi di svago, le principali modalità di trasporto e le motivazioni dei residenti che si spostano sul territorio per motivi di svago. Alla domanda Che tipo di gite Le piacerebbe fare su questo territorio?, la popolazione residente Fonte: Il potenziale turistico del territorio, condividiamo, 2012 Caratteristiche della domanda potenziale Quali sono le caratteristiche della popolazione residente e in che termini può rappresentare il target per prodotti turistici sostenibili? Le figure Figura 57, risponde soprattutto con percorsi lungo le vie d acqua, itinerari tematici, ciclo-pedonali* ed enogastronomici. Da notare è la forte richiesta di fare gite in ambiti legati al godimento del paesaggio e della natura (le vie d acqua e le campagne da attraversare in bicicletta.) Figura 57: Le tipologie di itinerario preferite dalla popolazione residente

79 Fonte: Il potenziale turistico del territorio, condividiamo, 2012 La richiesta di percorsi enogastronomici corrisponde al desiderio degli esperti di espandere questo ambito d attrattività del territorio. Un punto da evidenziare è residenti dell area metropolitana limitrofa. 22 Il concetto stesso dell itinerario sostenibile non è molto conosciuto e utile per convincere la domanda potenziale localizzata sul territorio. Più attraenti sembrano essere percorsi tematici e d avventura. La popolazione tende a spostarsi prevalentemente in macchina ( che i residenti stessi sembrano essere meno interessati a gite e percorsi di vita agricola, un tipo di prodotto turistico che, invece, potrebbe essere molto attraente per i Per migliorare la conoscenza della domanda potenziale, sarebbe indicato svolgere un indagine analoga con un campione di residenti a Milano.

80 molto più marginale. La bicicletta è Figura 58), ma esprime un forte desiderio di poter utilizzare di più la bicicletta come mezzo di trasporto. Altri mezzi di trasporto come la navetta, la barca e il pullman, o i mezzi pubblici in generali, vorrebbero essere utilizzati di più, ma in modo già un mezzo di trasporto utilizzato sul territorio, ma è anche quello che riscontra una domanda aggiuntiva maggiore. La barca e la navetta rappresentano altre due tipologie di trasporto che registrano un buon potenziale sul territorio. Figura 58: Le modalità di spostamento prevalenti della popolazione residente 74 Fonte: Il potenziale turistico del territorio, condividiamo, 2012 L offerta attuale di questi mezzi sembra essere o insufficiente o poco conosciuta presso la popolazione. Un rafforzamento dei mezzi pubblici sul territorio potrebbe oltre a portare vantaggi ovvi aumentare la frequenza con cui la popolazione si sposta per motivi di svago. Nella Figura 59, è possibile visualizzare le risposte date alla domanda per quali motivi partecipa a gite/iniziative culturali e di svago?. L intervistato poteva rispondere scegliendo al massimo tre voci. Il panorama delle motivazioni per il consumo culturale sul territorio

81 sembrano essere principalmente determinate: dal desiderio di condividere momenti ed esperienze con i propri cari (26% del totale delle risposte); dall interesse a quella particolare iniziativa (18%); dal desiderio di fare dell attività fisica (16%); per degustare prodotti tipici locali (12%). Altre motivazioni, più frammentate, includono il desiderio di essere aggiornati, l acquisto di prodotti (shopping), il diretto coinvolgimento nell organizzazione delle iniziative, il mantenimento della tradizione e il desiderio di sentirsi parte del territorio. Le motivazioni della domanda potenziale rappresentano una informazione preziosa per chi crea itinerari e percorsi nuovi. Se il target dei nuovi prodotti culturali-turistici è la popolazione residente, è meglio immaginare gruppi di dimensioni medio-piccole che partecipano ad iniziative che corrispondono ad un interesse particolare (come per esempio, la letteratura, il teatro, la musica dal vivo, la cucina tradizionale, etc.). Il raggruppamento d iniziative e percorsi lungo delle linee tematiche, sembra essere particolarmente importante per la promozione. Figura 59: I motivi per cui i residenti partecipano ad iniziative culturali e di svago Fonte: Il potenziale turistico del territorio, condividiamo, 2012 Da un lato i percorsi tematici rappresentano una tipologia di gita preferita dalla domanda potenziale, dall altro sembra essere più semplice motivare le persone facendo leva su un interesse personale preciso. Il territorio e i vari luoghi su esso coinvolti, dovrebbero dunque investire in riletture tematiche e specializzate delle proprie attrazioni, tenendo conto che più i temi riescono ad essere offerti in modo credibile e coerente, più sono i gruppi della popolazione che possono essere 75

82 76 motivati a partecipare alle iniziative e ai percorsi Considerazioni finali L analisi SWOT implementata per il territorio pilota del progetto condividiamo permette di visualizzare con chiarezza alcuni punti chiave attorno ai quali gli sforzi degli attori sul territorio dovranno condividere un agenda comune per valorizzare il territorio. Sono necessarie alcune azioni mirate che promettono importanti effetti indiretti in altri ambiti. L analisi SWOT conferma le buone notizie della mappatura degli interessi: il territorio presenta come nuovo punto di forza il coincidere tra la collocazione degli interessati ad offrire prodotti turistici e l ubicazione degli itinerari più desiderati dalla popolazione: si tratta delle vie d acqua, ovvero i Navigli e il Ticino. L analisi svolta, inoltre, indica che: a. sul territorio esiste un offerta ricca di itinerari e percorsi che però risulta incompleta o non utilizzata a causa di un insufficiente promozione strutturata e condivisa b. ci sono ancora lacune significative infrastrutturali (dalla segnaletica alle piste ciclabili interrotte) da sistemare c. l assetto attuale potrebbe portare a un eccesso di offerta nell ambito della cultura in contrasto con una notevole carenza di impegno per proteggere e valorizzare la natura del territorio d. attualmente è prevalente il disinteresse verso l offerta di prodotti collegati all attività fisica, nonostante ciò rappresenti il terzo motivo principale per il quale la popolazione (e quindi la domanda potenziale) locale tende a spostarsi sul territorio per motivi di svago. Oltre ai percorsi lungo le vie d acqua, la domanda locale si presenta interessata ad itinerari tematici, ciclo-pedonali ed enogastronomici. Nonostante queste siano indicazioni preziose per chi dovrà delineare prodotti turistici in offerta sul territorio, l analisi presenta un limite in termini di rappresentatività della domanda potenziale. L indagine svolta, infatti, permette di conoscere il profilo del target locale, ma sarebbe necessario integrare le informazioni raccolte con un indagine analoga presso un campione

83 rappresentativo della popolazione residente di Milano, che rappresenta un ulteriore, importante target nel lungo periodo. Si presuppone che la diversificazione di gruppi target contribuisca ad aumentare il flusso di visitatori sul territorio e a valorizzare parti del patrimonio culturale meno attraenti (perché forse già dati per scontati) dalla popolazione locale. Un esempio in tal senso è l insieme dell architettura rurale che potrebbe risultare di maggior fascino tra i residenti di Milano e altri visitatori stranieri. L analisi SWOT ha messo in luce alcune azioni integrative che risultano fondamentali per continuare la costruzione di un sistema turistico integrato. Le azioni proposte sono indirizzate verso enti pubblici o verso chi persegue un obiettivo di valorizzazione territoriale di lungo periodo. Si tratta di: 1. investimenti che vadano a colmare le lacune di impegno privato e del terzo settore. Questi si concentrano nella protezione, la salvaguardia e la valorizzazione della natura sul territorio. In questo senso sarebbe auspicabile l articolazione di proposte turistiche sostenibili a contenuto naturalistico e paesaggistico. 2. la risoluzione di situazioni conflittuali. La forte domanda di poter utilizzare la bicicletta di più per spostarsi (anche per motivi di svago) si scontra in questo momento con forze economiche che promuovono la cementificazione e con una legislazione poco incline a facilitare la costruzione o il recupero delle cosiddette piste ciclabili. Il sondaggio presso gli esperti sul territorio ha messo in evidenza una ricca articolazione di strade di campagna e percorsi ciclo-pedonali che potrebbero essere messi a sistema in modo più fruttuoso. Dinanzi alla consapevolezza che l istituzione di vere e proprie piste ciclabili (vedasi presentazione Mismetti, 2012) possa risultare troppo onerosa in termini di tempo e di risorse economiche, l analisi svolta sembra indicare che sia comunque adeguato un intervento in questo ambito. Stante le informazioni raccolte, si consiglia di investire le scarse risorse per tappare i buchi nell attuale viabilità ciclo-pedonale facendo anche leva sul forte bacino associazionistico e di volontariato dell area, in grado di fornire risorse 77

84 78 umane e conoscitive. Si tratterebbe di un importante iniziativa preliminare per poter sbloccare la moltitudine di iniziative richieste e offerte sul territorio che si concentrano attorno all utilizzo della bicicletta. 3. lobbying per trasporti alternativi. Oltre al potenziamento della bicicletta come mezzo di trasporto, sarebbero opportuni degli investimenti coordinati anche per l offerta di navette che possano portare gruppi di visitatori sul territorio e ritorno, o che facilitino lo spostamento dei visitatori locali. La barca come mezzo di trasporto che valorizza meglio le vie d acqua è inoltre di particolare interesse per il territorio, come notato anche dalla popolazione interpellata. Anche in questo caso sono necessarie azioni coordinate per superare ostacoli infrastrutturali, come per esempio l accesso e i costi delle imbarcazioni o la navigabilità di alcuni tratti dei Navigli. trasporto a basso inquinamento, proteggere le aree naturalistiche e recuperare risorse importanti che necessitano di ridotti investimenti sono tutti aspetti auspicabili a prescindere dalle ambizioni turistiche di un territorio. Nel caso dell area pilota, la posta in gioco è alta perché si tratta di scegliere tra una alternativa che sacrifica una delle ultime isole verdi a ridosso della grande metropoli milanese in continua espansione, e una alternativa in cui le specificità della cultura locale possono essere conservate valorizzate vissute e rivissute in modi sempre nuovi. Le azioni proposte per indire un percorso di successo verso il sistema turistico integrato si ricollegano tutte a un discorso più generale di Qualità della Vita. Rafforzare i mezzi di

85 3. PARTE III METODI PARTECIPATIVI: ASCOLTARE LA VOCE DEL TERRITORIO 3.1. Perché coinvolgere attivamente il territorio? Il coinvolgimento attivo della popolazione del territorio è un aspetto indispensabile nella progettazione di un sistema turistico e culturale. Il sistema proposto si basa sui principi del turismo sostenibile. Questi comprendono aspetti di ownership e di autenticità che mirano alla durata dei processi e risultati attivati nel tempo. Per garantire che vi sia una reale condivisione delle varie fasi della progettualità, è fondamentale delineare dall inizio modalità di coinvolgimento della popolazione locale sul territorio. Oltre alla condivisione di obiettivi, metodi e risultati, l integrazione del territorio promette anche una maggiore sostenibilità economica del progetto. Infatti il coinvolgimento di una moltitudine di realtà è importante per garantire che il progetto stesso possa sopravvivere anche quando le risorse finanziarie (pubbliche) del progetto finiscono. Il coinvolgimento della popolazione funziona come una diversificazione del rischio giacché le istituzioni e i loro dipendenti sono soggette a possibili cambiamenti che possono rallentare progettualità intere se ogni fase di lavoro dipende esclusivamente da loro. Il discorso è analogo per ricercatori e consulenti che possono essere coinvolti in fasi specifiche del progetto. Il loro coinvolgimento è per natura breve e puntuale. I custodi della valorizzazione del territorio devono per forza, dunque, essere le persone che lo abitano, sia 79

86 80 con funzione di elettori del personale addetto alle scelte pubbliche, sia autonomamente ed attivamente come agenti del cambiamento. Per questo motivo è fondamentale sensibilizzare, coinvolgere e responsabilizzare la popolazione durante le diverse fasi del progetto. Questa terza parte del manuale si concentra sui modi in cui è possibile coinvolgere la popolazione, anche nell ottica di rafforzare il dialogo tra i residenti e le istituzioni che promuovono la valorizzazione territoriale tipicamente gli enti pubblici. Turismo sostenibile e coinvolgimento della popolazione I principi base del turismo sostenibile relativi al coinvolgimento della popolazione sono la responsabilità, la cooperazione, l impegno, e la formazione come descritto in ciò che segue: La responsabilità: L industria del turismo, la popolazione locale, gli enti locali, il governo ed i turisti devono assumersi la responsabilità di proteggere e conservare il patrimonio culturale e naturale; Per evitare che il turismo diventi un occasione per inquinamento, soprusi e ingiustizie, il concetto guida in questo senso è: Non è la colpa di nessuno, ma la responsabilità di tutti! La cooperazione: Gli attori chiave devono essere consapevoli della rilevanza della cooperazione, della condivisione e della ricerca congiunta di soluzioni e di compromessi. Questi aspetti sono importanti per la qualità stessa del prodotto finale che si intende offrire; Molti aspetti della qualità del territorio (conservazione dell ambiente, gestione dei rifiuti, integrazione delle offerte culturali, complementarietà delle attrazioni) si delineano come beni pubblici ovvero come beni/valori che sono usufruibili da tutti, non solo da coloro che hanno investito per ottenerli. Si tratta di aspetti che, dunque, non sono strettamente fruibili secondo le logiche imprenditoriali/di profitto. Per questo motivo, i beni pubblici necessitano o di un investimento/ intervento pubblico oppure di uno sforzo/investimento collettivo.

87 Laddove il settore pubblico non riesce a provvedere alla tutela dei beni pubblici, e dove il privato si tira indietro non vedendone un profitto, sono la popolazione e le reti esistenti sul territorio che possono fare la differenza. la cooperazione si basa sul networking sociale: questo significa che la popolazione offre in origine processi, sistemi e strutture che sono nate per promuovere il lavorare insieme. Le reti esistenti possono comprendere attori all'interno e all'esterno della popolazione di riferimento, su un livello formale, informale e istituzionale. Impegno, leadership e ownership È necessario un ruolo pro-attivo dei partecipanti per salvaguardare e mantenere i valori del patrimonio a disposizione. Il patrimonio culturale richiede l impegno di una serie di attori, non solo quello delle istituzioni pubbliche. Soprattutto se l obiettivo è quello di integrare beni culturali nella vita quotidiana attuale, allora la valorizzazione e la conservazione del patrimonio passa attraverso piccoli gesti, iniziative, azioni di volontariato e altre modalità d uso che richiedono l impegno o il patrocinio della popolazione; Le destinazioni turistiche hanno bisogno della leadership efficace degli imprenditori, degli enti territoriali, e della comunità locale. I visitatori si raffrontano con i proprietari di alberghi e di ristoranti, e con la popolazione che incontrano sul territorio. Le persone con le quali dialogano i turisti, svolgono il fondamentale ruolo dell ospitalità. Un settore aperto, dinamico e consapevole del proprio ruolo trasmette sensazioni positive ai turisti e caratterizza il territorio. Inoltre una leadership radicata sul territorio permette il dinamismo che è necessario nel settore turistico, ovvero la capacità di reagire velocemente ai cambiamenti, di innovare prodotti e percorsi per coloro che tornano, ecc. La popolazione ha il diritto e le capacità di prendere delle decisioni finali riguardo l utilizzo e la forma di valorizzazione del patrimonio. Quindi l ownership è anche uno strumento 81

88 82 per la protezione della cultura locale dalle influenze esterne, sia per il patrimonio fisico che per quello immateriale. L ownership richiede che la popolazione locale: si identifichi con le scelte del metodo, i criteri qualitativi e il prodotto finale; si senta in possesso di una parte rilevante del controllo sul prodotto finale; senta il desiderio di portare avanti la progettualità anche dopo una fase pilota. La formazione La formazione significa condivisione di metodi di lavoro che facilitano la collaborazione e la comunicazione; La formazione serve a diventare un portavoce della protezione del patrimonio culturale e naturale; Formazione significa anche capacity building, quindi aumentare la professionalità e le capacità per lavorare nel turismo. Credibilità Da una parte l integrazione della popolazione ha dei vantaggi pratici riguardo la promozione, il consumo, e la creazione dell offerta culturale, dall altra parte questo tipo di progettazione ha i suoi rischi e ci sono diverse cautele da prendere in considerazione. Di seguito elenchiamo le ragioni più significative del perché si propone il coinvolgimento attivo della popolazione. I vantaggi: la popolazione aiuta alla progettualità con la sua conoscenza del territorio e quindi rappresenta una fonte di informazione preziosa; la popolazione si sente più coinvolta e fiera di un offerta culturale creata da lei stessa; la promozione di percorsi culturali funziona in gran parte via passaparola (questa è la promozione più efficace per il turismo locale). Più persone sono attivamente coinvolte più grande è il potenziale di raggiungere nuovi utenti attraverso il passaparola; la popolazione apprende metodi nuovi per la collaborazione in rete e la creazione dell offerta culturale.

89 Una partecipazione attiva nella valorizzazione del territorio rappresenta un importante esperienza di emancipazione per la popolazione. Attraverso lo studio del contesto, delle fattibilità (mappatura, SWOT) e una formazione specializzata, la popolazione impara a essere e a percepirsi come agente del cambiamento, e dunque di valutare il proprio contributo e le richieste da fare alle istituzioni. Rischi e cautele: Un sistema di turismo sostenibile come proposto in questo documento è progettato a lungo termine, questo significa che l implementazione ha bisogno di vari anni e che i risultati "tangibili" non sono subito visibili. Il processo è basato sul networking degli attori principali e la collaborazione con la popolazione locale che va curato dal primo giorno d intervento. All inizio dell implementazione si dovrebbe coinvolgere molti partner/ stakeholder perché alcuni potrebbero decidere di abbandonare l idea con l avanzamento del progetto. È importante che queste perdite non creino uno spazio vuoto nel processo rischiando un rallentamento del progetto. Inoltre, il progetto corre il rischio di creare insoddisfazione tra gli attori principali e soprattutto tra la popolazione locale se la progettazione non procede come inizialmente desiderato/promesso. Un eventuale delusione degli attori principali spesso significa la rottura della collaborazione. Quindi, le istituzioni pubbliche hanno un ruolo specifico che è quello di indicare un piano di lavoro per il progetto con obiettivi realistici, scanditi nel tempo, e di mantenere fede agli impegni presi. La popolazione, d altro canto, deve essere munita di strumenti e di informazioni necessarie per poter valutare i risultati intermedi In che modo è possibile coinvolgere il territorio? L integrazione del territorio nella progettazione, la pianificazione dell intervento e la creazione di prodotti turistici è un processo a lungo termine. Gli attori principali e la popolazione devono imparare 83

90 lentamente a collaborare e a investire tempo e passione. La figura 60 sintetizza il complesso insieme di interrelazioni che si intrecciano all'interno di un sistema turistico integrato. Il grafico mostra la densa rete di interdipendenze che si crea tra gli attori del territorio. Figura 60: Pilastri di un sistema turistico integrato 84 Fonte: elaborazione degli autori L identificazione dei partner strategici potenziali è altrettanto un processo da curare. Il loro coinvolgimento avviene in diverse fasi successive del progetto. In ciò che segue si presentano le quattro fasi di coinvolgimento previste dal progetto condividiamo. Ogni fase ha diversi obiettivi ed è sempre un attività che prevede una reciprocità nello scambio d informazioni relative al progetto e al territorio. Prima Fase: interviste La prima fase del coinvolgimento ha come obiettivo la sensibilizzazione della popolazione e degli attori principali per il tema del progetto. La rilevazione dei dati qualitativi e

91 quantitativi attraverso le interviste è importante per conoscere le opinioni sul territorio. D altro canto le interviste rappresentano uno strumento per introdurre gli interlocutori al progetto e per incuriosirli nelle attività che seguiranno. Inoltre, la fase iniziale serve a costituire o a rafforzare i primi contatti con gli attori chiave sul territorio. Durante le interviste è possibile dare informazioni dettagliate sulla progettualità in corso, gli obiettivi di medio-lungo termine e le realtà coinvolte. Di ritorno, è possibile ottenere informazioni basiche da parte di coloro che mostrano interesse, e dettagli informativi importanti riguardanti il territorio, le sue attrattività, i limiti e le potenzialità (vedasi le parti I e II). Inoltre, interpellare la popolazione significa conoscere meglio desideri e preferenze dei residenti e poterne tenere conto durante le fasi decisive, come dovrebbe accadere in una democrazia. Seconda Fase: presentazioni Le presentazioni pubbliche sono uno strumento che può essere utilizzato con frequenza e una certa ricorrenza, poiché persegue diversi obiettivi. Con delle presentazioni aperte al pubblico, i responsabili del progetto possono restituire informazioni alle persone che hanno partecipato all indagine. I risultati ottenuti dall analisi dei questionari rappresentano la voce del territorio. Con la presentazione pubblica dei risultati, l intervistato riesce a collocare la propria opinione rispetto al panorama complessivo del territorio riesce, dunque, a relazionarsi con le opinioni degli altri attori principali. D altra parte, l analisi accurata e sistematica delle informazioni raccolte mostra l utilità delle domande incluse nel questionario, che non da tutti potrebbe essere stata compresa immediatamente. In uno scenario ottimale, gli intervistati, che partecipano alla presentazione pubblica dei risultati ottenuti congiuntamente, si sentono confermati e stimolati ad andare avanti nella progettualità, avendo individuato la prossima azione di medio periodo sulla quale focalizzare gli sforzi. Un altro obiettivo delle presentazioni, infatti, è quello di rilanciare l interesse dei partecipanti e di vincere nuovi interessati alle attività del progetto - sia per la creazione di un network degli attori, 85

92 86 che per la creazione di prodotti ed itinerari turistici, o semplicemente attraverso la promozione di varie attività tramite passaparola. È ragionevole scadenzare le presentazioni pubbliche in modo da farle combaciare con i. la produzione dei risultati intermedi del progetto ii. la definizione/pubblicazione di nuovi obiettivi di medio periodo. La frequente interazione tra gestori del progetto e il territorio permette di riallineare gli obiettivi secondo suggerimenti e richieste provenienti dal territorio. Inoltre assicura che gli attori principali siano a conoscenza delle attività in corso e che possano contribuire al raggiungimento degli obiettivi. Terza Fase: tavoli di lavoro La terza fase del coinvolgimento dovrebbe continuare successivamente alle presentazioni pubbliche. Se le presentazioni, infatti, rappresentano un momento di condivisione dello stato dell arte, i tavoli di lavoro sono uno strumento più specifico che entra in merito di un determinato problema da risolvere. Idealmente, dalle presentazioni pubbliche dei risultati emergono alcuni punti chiave (i punti di debolezza della SWOT, oppure le minacce percepite), che bisogna affrontare per rendere effettivamente fattibile la costituzione di un sistema culturale turistico integrato. L indagine dovrebbe aver prodotto una lista di azioni necessarie per la realizzazione dell obiettivo finale. La Figura 61 mostra, a titolo esemplificativo, un insieme di azioni proposte, come emerse dall'analisi SWOT del progetto condividiamo. L'articolazione in breve, medio e lungo periodo è indicativa e si riferisce a ca. 6-8 mesi (breve periodo), ca mesi (medio periodo) e ca mesi (lungo periodo). Spesso le azioni possono essere raggruppate in termini di azioni di breve, di medio e di lungo periodo. I tavoli di lavoro si delineano come strumento di breve periodo per affrontare un punto di debolezza del territorio. I tavoli di lavoro si presentano come un opportunità d incontro e di discussione degli attori principali sul territorio. L obiettivo di un tavolo di lavoro è quello di raggruppare attori chiave per quel problema specifico.

93 Figura 61: Azioni proposte per il breve, medio e lungo periodo Breve periodo Medio periodo Lungo periodo PROMOZIONE E INFORMAZIONE Censimento completo eventi/iniziative Suddivisione competenze Tavolo di lavoro Calendario coordinato Marchio/Marketing territor. Pubblicità coordinata durante eventi Portale unitario interattivo Supporto IAT a Milano Sportelli informativi sul territorio RETE E COORDINAMENTO ITINERARI E PERCORSI Chiara identificazione di competenze specifiche degli enti Tavolo di lavoro Formazione tecnica per gli addetti al lavoro Censimento piste ciclabili Bike-Sharing Partecipazione diffusa Ampliamento Sinergia tra i comuni Progetto condiviso EXPO Realizzazione segnaletica comune sul territorio Pacchetti (2-5 giorni) Azioni Recupero/Restauro Rete inter-istituzionale forte Ownership locale della rete Aggiornamento Trasporto pubblico efficiente Soddisfazione di vari target Alleanza con proprietari priv. Offerta integrata QUALITÀ DELLA VITA Attori locali protagonisti Viabilità dolce Salvaguardia dell ambiente Visione politica: territoriale Dinamismo economico Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, Gli attori coinvolti possono essere: i. esperti del problema specifico, ii. coinvolti indirettamente dal problema specifico, iv. persone genuinamente interessate al problema specifico e alla sua risoluzione. Idealmente, i tavoli di lavoro raggruppano rappresentanti del settore privato, pubblico e del volontariato. L istituzione e lo svolgimento di tavoli di lavoro aiuta a focalizzare l attenzione su problemi o argomenti specifici che richiedono maggiore attenzione da parte dei gestori del progetto e di chi è coinvolto chiamare in causa la popolazione, attribuendo loro un compito specifico rafforzare i contatti tra attori sul territorio e testare la loro resistenza dinanzi al compito di affrontare un problema specifico

94 88 Quarta Fase: formazione La formazione degli attori principali (settore pubblico e privato) ma anche dei rappresentanti della popolazione locale non è solamente una fornitura di servizi ma soprattutto un investimento nelle capacità gestionali di coloro che idealmente porteranno avanti il progetto nel lungo periodo. La formazione, per essere utile e attraente, deve essere sintonizzata sulle necessità dei partecipanti, per esempio: se i risultati dell indagine mostrano che l esperienza nel costruire itinerari turistici o nel creare prodotti turistici sostenibili è abbastanza bassa fra tutti gli interessati, conviene organizzare dei corsi di formazione che riguardano questi temi. Il progetto condividiamo ha fornito corsi di formazione nell ambito del turismo sostenibile e nella costruzione di itinerari turistici sostenibili secondo la metodologia BRIDGE-IT (JACOBI, von, 2010). La metodologia BRIDGE-IT, che si profila come metodo partecipato alla costruzione di itinerari sostenibili, ha vinto il premio Ulysses 2009 dell Organizzazione Mondiale del Turismo (UN-WTO) per l innovazione in ambito non-governativo. Questa metodologia amplifica le possibilità di coinvolgimento della popolazione, insegnando quelle capacità che stanno alla base del lavoro del tour operator, o di colui che delinea prodotti turistici. La formazione, dunque, può essere una modalità di coinvolgimento molto attiva e una fase chiave del progetto: se gli attori imparano a costruire e a gestire itinerari sostenibili sul territorio, il loro interesse a mantenere in vita la progettualità di valorizzazione del territorio sarà maggiore Strumenti per ascoltare la voce del territorio In seguito si presentano maggiori dettagli riguardo i quattro strumenti, che combaciano con le quattro fasi del coinvolgimento della popolazione. Interviste Ascoltare le voci degli esperti e della popolazione come descritto in seguito serve agli intervistatori per registrare le opinioni esistenti sul territorio. Spesso queste rendono evidenti

95 problemi e questioni non presi in considerazione durante il disegno iniziale del progetto. Si tratta, dunque, di un arricchimento fondamentale per la definizione degli interventi sul territorio. Con domande precise si cerca di raccogliere informazioni più dettagliate sulla situazione attuale nel territorio. Coloro che intervistano gli esperti, li invitano ad esprimere le loro opinioni ed immaginazioni riguardo un possibile sistema turistico integrato. progettualità. La domanda presentata nella Figura 62 ha lo scopo di scoprire per quali motivi altre iniziative di valorizzazione non sono andate a buon fine. Figura 62: Strumento d intervista: domanda aperta per sondare motivi di fallimento di iniziative simili La voce degli esperti Ascoltare la voce degli esperti, può essere molto utile alla definizione strategica generale del progetto. Raccogliere dettagli sulle loro esperienze pregresse aiuta a collocare meglio il ruolo, le ambizioni e la fattibilità della propria progettualità. Rispetto a prodotti, attività, o iniziative turistiche che sono state tentate o iniziate, ma mai terminate con successo negli anni precedenti, può essere molto interessante conoscere i motivi del fallimento. È importante imparare da errori precedenti ed essere consapevoli dei rischi che corre anche la propria Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, 2011 Ragioni per un fallimento possono, per esempio, essere la collaborazione mancata tra attori (pubblici e privati) nel lungo periodo, risorse insufficienti o mal allocate, o la carenza di promozione dei prodotti finiti (vedasi la sezione 3.4 per altri esempi). Per pianificare un sistema turistico culturale è importante classificare le varie azioni necessarie secondo la loro urgenza. Chi deve decidere su quali interventi puntare, dovrebbe 89

96 90 sapere quale azione è da attivare nell immediato (breve periodo), anche perché produce risultati propedeutici ad azioni successive (medio periodo), che rappresentano il fondamento sul quale costruire altre azioni ancora (lungo-periodo). Gli esperti dei diversi settori sono spesso consapevoli dei problemi del territorio in generale e hanno idee (più o meno precise) su quali siano le capacità mancanti sul territorio, e da dove iniziare, per esempio, con la creazione di un network, o di prodotti turistici particolari. La domanda proposta nella Figura 63 può aiutare a identificare delle priorità d intervento: Figura 63: Strumento d intervista: domanda aperta per raccogliere proposte d intervento Fonte: Questionario agli esperti, condividiamo, 2011 Non tutti gli esperti riusciranno a identificare soltanto proposte di breve o medio periodo. L urgenza, in questo caso, è una pura percezione dell intervistato. Spesso le risposte date richiedono interventi strutturali che in termini di fattibilità si collocano nel medio-lungo periodo. Nonostante ciò, una domanda aperta e diretta come questa aiuta a capire i desideri profondi degli esperti, cioè quel punto sul quale loro lavorerebbero, se ne avessero i mezzi. Può essere molto interessante scoprire che tutti gli esperti reclamino la necessità di fare rete, quando di fatto sarebbero autonomamente capaci di farlo. Riguardo la pianificazione è interessante evincere come si potrebbe riformare o rendere più moderna e partecipativa l offerta esistente nel territorio. La domanda aperta seguente richiede esempi, aspettative, o proposte, ed informa sulle idee e iniziative espresse dagli esperti. Le risposte aiutano anche a capire se alcune iniziative per la

97 valorizzazione siano già in fase di implementazione e quindi dove si possa evitare la duplicazione di lavori e aumentare la collaborazione fra diversi attori e comuni. Figura 64: Strumento d intervista: domanda aperta per raccogliere proposte di azioni per la valorizzazione Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, 2011 La domanda della Figura 64 è simile a quella precedente. Focalizza, però, azioni di valorizzazione di ciò che è già presente sul territorio. Come già introdotto nelle Tecniche d Intervista (I), è preferibile tornare più volte sugli argomenti più importanti. L intervistato, infatti, potrebbe, di primo acchito, sentirsi sorpreso da una domanda diretta che chiede le sue proposte d intervento. Formulando la richiesta di suggerimenti in modi diversi, spesso è possibile ottenere delle proposte concrete anche da interlocutori più timidi. Un altra domanda chiave durante l intervista con gli esperti è quella che chiede di esprimere il proprio itinerario dei sogni, sul territorio in questione. Spesso, questa domanda, che appella a sentimenti più intimistici, rivela nozioni e luoghi rimasti nascosti durante il resto dell intervista. Collocando tale domanda verso la fine del questionario, è spesso possibile scoprire luoghi e possibili percorsi potenzialmente nascosti alla conoscenza generale. Figura 65: Strumento d intervista: domanda aperta per raccogliere proposte di itinerari Fonte: questionario agli esperti, condividiamo, 2011 Oltre al valore intrinseco delle risposte degli esperti, queste domande svolgono un ruolo fondamentale per il rispettivo 91

98 92 coinvolgimento nel progetto. In primo luogo, gli esperti capiscono che la loro opinione è importante, se nel questionario sono presenti più domande aperte, che permettono di venire proprio al punto che a loro preme di più. Spesso queste domande vengono messe in diretto collegamento con le attività e iniziative promosse dagli esperti stessi. Questo permette loro da un lato di spiegare lo scopo e la rilevanza della propria attività, dall altro aiuta entrambi, intervistato ed intervistatore, a capire in quale modo il progetto in corso e l attività promossa dall esperto possano essere complementari e rafforzarsi a vicenda. Le domande rappresentano, dunque, un veicolo di coinvolgimento che aiuta anche già a collocare ogni esperto nella grande rete attiva sul territorio, non solo per via dei suoi contatti, ma anche grazie alle proprie ambizioni, alle proposte e all impegno che è disposto a dare (vedasi anche parte I). La voce della popolazione: Oltre al coinvolgimento di attori esperti, come rappresentanti o presidenti di associazioni, consorzi, gruppi di volontariato, anche la partecipazione attiva della popolazione all offerta culturale può essere presa in considerazione. Si tratta di un opportunità per coloro che aiutano all interno di (o sono membri di) associazioni, fondazioni, o feste ed eventi culturali ricorrenti, organizzati da gruppi privati. Per queste persone, il coinvolgimento diretto nell offerta turistica rappresenta un occasione per far conoscere a un raggio più ampio le proprie attività, i propri progetti o principi. Inoltre l incontro diretto con i visitatori può contribuire, in seguito, alla missione delle singole organizzazioni e dei loro membri, sottolineando il ruolo che le loro attività svolgono per il mantenimento dell identità locale e la valorizzazione del territorio. Come già accennato in parti antecedenti, l incontro genuino con la popolazione locale rappresenta un fortissimo elemento di attrazione per una destinazione turistica. Solo la popolazione locale ha la capacità autentica ed efficace di trasmettere il significato di tradizioni e valori in una dimensione quotidiana.

99 Durante una fase esplorativa del progetto come quella dell indagine può essere, dunque, importante analizzare la disponibilità generale dei residenti a incontrare, interagire e a partecipare attivamente ad un sistema turistico. La domanda rappresentata nella Figura 66 chiede esplicitamente alla popolazione residente, se sarebbe disposta ad essere coinvolta attivamente nell offerta turistica del territorio, e con quali modalità potrebbe immaginarsi di farlo. Figura 66: Strumento d intervista: domanda chiusa per sondare possibili modalità di coinvolgimento della popolazione residente Fonte: questionario alla popolazione, condividiamo, Tecniche d intervista (IV) In questo caso la scelta della domanda chiusa aiuta il raggiungimento dell obiettivo, che è quello di capire attraverso quali meccanismi è possibile coinvolgere attivamente la popolazione. Una domanda aperta, infatti, potrebbe non portare ai risultati desiderati, laddove l intervistato fa fatica a immaginare la situazione prevista dalla domanda. Normalmente, una persona residente su un territorio non pensa a fare parte attiva dell offerta culturale o turistica del proprio territorio. Proponendo delle risposte alternative, però, la situazione immaginata viene resa più vicina alla realtà dell intervistato. Grazie alle risposte predefinite, l intervistato riesce a collocare la sua realtà e a fare dei collegamenti indiretti, che in una domanda aperta potrebbero non emergere. Le risposte previste dalla domanda comprendono varie opportunità di coinvolgimento attivo, per esempio attraverso l associazionismo/ volontariato, con la propria professione/la propria attività, o in occasione di scambi culturali.

100 La risposta semi-aperta riguardo alla tipologia di una nuova attività che vorrebbe essere implementata, aiuta a capire all interno del campione sul quale si svolge l indagine quali proposte imprenditoriali o di animazione possono essere trovate sul territorio. la quale l intervistato risponde rispetto al panorama delle iniziative culturali esistenti sul territorio. Figura 67: Strumento d intervista: domanda chiusa per valutare l interesse e il grado d informazione della popolazione residente 94 In generale, la popolazione residente si può profilare, dunque, sia come offerta potenziale (quando partecipa, attraverso una varietà di modi, all offerta culturale sul territorio) che come domanda potenziale (quando tende soprattutto a fruire dell offerta culturale, ovvero quando partecipa ad iniziative organizzate da altri). L indagine presso la popolazione residente aiuta a capire se la popolazione locale è più propensa a vedersi sul lato della domanda o sul lato dell offerta. Altre domande chiave per valutare il possibile grado di coinvolgimento, l interesse a partecipare o a consumare l offerta culturale della popolazione sono presentate nella Figura 67 e Figura 68. La domanda della Figura 67 esplora la consapevolezza e la sicurezza con Fonte: questionario alla popolazione, condividiamo, 2012 Chiaramente, chi risponde con un 100% tende ad essere una persona che tiene gli occhi e le orecchie aperte rispetto ad eventi ed iniziative di stampo culturale. Oltre a chiedere direttamente attraverso quali canali le persone cercano di informarsi su iniziative culturali esistenti (vedasi il questionario nell appendice A4), può essere interessante interrogare la popolazione se vorrebbe ricevere più

101 informazioni e attraverso quali canali (Figura 68). Figura 68: Strumento d intervista: domande per esplorare possibili mezzi di comunicazione con cui raggiungere la popolazione Fonte: questionario alla popolazione, condividiamo, 2012 La promozione di itinerari, prodotti turistici o iniziative culturali sul territorio, è particolarmente importante per gli organizzatori ed è un aspetto delicato e difficile della costituzione di un sistema culturale turistico integrato. Gli organizzatori, o il sistema culturale integrato nel suo complesso, devono sapere come raggiungere i potenziali interessati sul territorio: i risultati ottenuti tramite la domanda della Figura 68 possono aiutare a raffinare le strategie di promozione sul territorio. Ci sono tanti modi per promuovere l offerta sul territorio; il modo più efficace del marketing è sicuramente il passaparola tra amici, conoscenti e la famiglia - ma è anche il modo più difficile da influenzare. Riguardo la domanda su come la popolazione preferisce essere informata è importante dare una paletta ampia di risposte diverse, come dimostrato nel questionario in allegato (appendice A4). In generale, si può assumere che la popolazione della fascia d età più giovane reagisce meglio a una promozione via piattaforme di network sociali, pagine internet o vari portali digitali, e via . Rimane, però, fondamentale sapere su quale piattaforma, pagina, o portale i giovani utenti tendono a cercare informazioni. Uno stile di promozione più tradizionale, richiesto soprattutto dalla popolazione in fascia d età più alta, viaggia tramite pagine dedicate su giornali/riviste cartacei, programmi dedicati in TV e radio, materiale cartaceo come volantini, locandine, manifesti, ecc.. Un veicolo aggiuntivo per residenti o turisti che cercano attivamente informazioni, è l informazione e il 95

102 96 costante aggiornamento di sportelli informativi come quelli della Pro Loco o presenti in alcune biblioteche. Presentazioni pubbliche: Disseminare i risultati e i progressi intermedi del proprio progetto con presentazioni pubbliche non ha solamente la meta di dare feedback e informazione agli attori principali e alla popolazione - l obiettivo è anche quello di dare sempre nuove opportunità per coinvolgere più gente interessata alle attività e di creare un nucleo d attori attivi (coloro che coinvolgono nuovi attori e interessati). Le presentazioni dovranno essere promosse sul territorio con vari strumenti come volantini, articoli nei giornali comunali, annunci radiofonici, e/o altre forme di informazione un paio di settimane prima della data. È opportuno invitare anche rappresentanti di enti pubblici e stakeholder privati del settore culturale e turistico che si trovano fuori dal territorio del progetto (in particolare, comuni e province limitrofe) per diffondere la conoscenza sulla progettualità in atto. Questo può aiutare ad aumentare l interesse per collaborazioni potenziali nel futuro (nell ottica del lungo periodo del progetto) e, dunque, per allargare l orizzonte della valorizzazione stessa dal locale piccolo al locale più ampio. Si suggerisce di capitalizzare questi momenti di incontro per scambiare contatti tra partecipanti, presentatori e altri attori chiave. È importante riuscire a costruire soprattutto nelle fasi iniziali del progetto dei rapporti personali che danno un senso di vicinanza e di presenza agli attori del territorio coinvolti. Laddove le risorse lo permettono - è sempre preferibile preparare il materiale delle presentazioni anche in versione stampata affinché i partecipanti possano seguire con maggior attenzione il contenuto delle presentazioni, possano prendere appunti e tornare a rivedere o riesaminare punti particolarmente rilevanti per loro. Esempi possono esere le slides delle presentazioni proiettate, hand-out sintetici, e altro materiale addizionale. Più strumenti sono messi a disposizione dei partecipanti per elaborare il contenuto delle

103 presentazioni, più è probabile riscontrare un dibattito, una discussione costruttiva, che arricchisce il progetto con un ulteriore riscontro per conto della popolazione. I tavoli di lavoro: Lo scopo di un tavolo di lavoro è quello del consensus-building*. Non si tratta dunque d incontri con il mero scopo di scambio di opinioni spesso e volentieri divergenti. È fondamentale un accompagnamento del gruppo attraverso un moderatore, che dovrà in fasi successive aiutare i partecipanti a focalizzare di volta in volta: 23 i dati concreti che delineano il problema; il lato emotivo del problema, ovvero le preoccupazioni collegate, vecchi e nuovi risentimenti; gli aspetti delicati, difficili, con poche probabilità di riuscita ( fare l avvocato del diavolo ); visioni ottimistiche, proposte, punti sui quali le probabilità di riuscita sono alte; 23 per dettagli vedasi De BONO, 1999 soluzioni creative ed innovative, brainstorming*, e la formulazione di nuove idee; aspetti organizzativi. Perché è importante affrontare i punti elencati in fasi successive? Tutti gli elementi elencati fanno parte di una discussione, normalmente. Spesso, però, la concomitanza di focus diversi, può distruggere la costruzione del consenso. Se per esempio, dinanzi all analisi dei fatti, un partecipante inizia a contribuire con preoccupazioni e stati di paura, questo può influenzare la capacità degli altri a rimanere oggettivi. L espressione di paure e preoccupazioni è molto importante, ma deve essere gestita separatamente dagli altri aspetti elencati. La ratio della gestione dei tavoli di lavoro segue un approccio di Edward de Bono (1985, 1999): per costruire un consenso, è importante che tutti i partecipanti al tavolo si stiano confrontando con lo stesso orizzonte. Per la riuscita, il moderatore dovrà, dunque, cercare di indirizzare l attenzione dei partecipanti, di volta in volta, su un punto in particolare. Per i partecipanti, questo esercizio è utile per comprendere meglio la posizione 97

104 98 di altri attori sul territorio e per riuscire a separare rispetto alla propria opinione punti di vista emotivi da quelli oggettivi, punti costruttivi da atteggiamenti scettici. Come attivare dei tavoli di lavoro? Un modo semplice è quello di usare le presentazioni pubbliche come momento di raccolta di contatti. Una volta identificati i problemi specifici per i quali è desiderabile indire dei tavoli di lavoro, le presentazioni offrono un momento opportuno durante il quale singoli partecipanti possono iscriversi ai vari tavoli. È preferibile che i tavoli si costituiscano successivamente alle presentazioni, proprio per assicurare che i partecipanti ai tavoli dispongano tutti delle stesse informazioni di partenza (in termini sia di qualità che di quantità). I temi affrontati dai tavoli di lavoro possono variare dalle piste ciclabili ai musei locali, fino all organizzazione del trasporto pubblico nei comuni del territorio. Ai tavoli di lavoro partecipano, idealmente, gli attori principali e i rappresentanti della popolazione locale che sono interessati ad essere coinvolti attivamente nella pianificazione. I partecipanti scambiano le loro idee, opinioni, proposte di soluzioni e informazioni specifiche riguardo il territorio. Per l identificazione degli argomenti particolari rispetto ai quali costituire dei tavoli di lavoro, può essere molto utile riferirsi ai risultati dell analisi SWOT. Soprattutto le opportunità e i rischi sono temi di discussione, per i quali si cerca di costruire un consenso per trovare soluzioni comuni e condivisibili da tutti. Formazione: La domanda più difficile riguardo la formazione è: che tipo di formazione serve al territorio e ai suoi attori? La decisione sul contenuto della formazione è indubbiamente la più importante. Questa decisione si deriva da due questioni principali: l obiettivo specifico del progetto e le capacità mancanti per raggiungerlo. Le interviste agli esperti possono fornire informazioni preziose riguardo le capacità necessarie e attualmente mancanti sul territorio. L obiettivo specifico del progetto, d altro canto, richiede una formazione più o meno tecnica. Se

105 l obiettivo è quello di sensibilizzare la popolazione per l arrivo di un grande numero di visitatori, ma l offerta turistica sul territorio è già presente e funzionante, possono essere sufficienti dei cicli di incontro che introducono ai principi del turismo sostenibile e dell ospitalità. Se, d altra parte, l espansione, il rafforzamento e l aggiornamento dell offerta esistente sul territorio rappresentano uno degli obiettivi specifici del progetto, allora la formazione deve entrare in maggiore dettaglio, provvedendo anche a rafforzare delle capacità tecniche e specializzate. Oltre agli obiettivi generali delineati durante la fase iniziale del progetto, ha senso riaggiornare gli obiettivi della formazione, una volta completata la mappatura e l analisi SWOT. La formazione può essere uno strumento importante per colmare e compensare punti deboli sul territorio. Una volta deciso esattamente il contenuto della formazione, è necessario cercare e contattare gli esperti che sono capaci di preparare e di svolgere i corsi di formazione richiesta. In caso di mancanza di risorse, è possibile cercare esperti all interno del network stabilito, chiedendo a vari esperti locali di raccontare/spiegare le proprie esperienze e chiedendo a loro di concentrarsi su aspetti tecnici del proprio lavoro. Chiaramente, una formazione di alto livello rimane una svolta da personale tecnico, con elevata esperienza sia nell ambito specifico che in quello formativo. Ma se le risorse non permettono il coinvolgimento di esperti, è meglio iniziare dalle risorse disponibili sul territorio, anche perché questo può aiutare a rafforzare ulteriormente il network che il progetto cerca di creare/infittire sul territorio. Individuato il contenuto e il personale docente della formazione, è fondamentale chiedersi chi deve essere formato e in che numero. 99

106 a quella delle presentazioni per riuscire a i. coinvolgere più persone ma soprattutto a ii. raggiungere le persone potenzialmente più motivate I risultati ottenuti Tecniche di gestione (II) (condividiamo) 100 Un aspetto importante che va considerato durante la pianificazione e l organizzazione di corsi di formazione è il fenomeno drop-out*. Chi gestisce il progetto deve considerare, che solo una piccola percentuale delle persone che inizialmente dimostrano interesse, rimarranno interessati, attivi e presenti sul territorio nel mediolungo periodo. Tipicamente, l 80% delle persone inizialmente coinvolte si perdono per strada, per vari motivi, spesso personali. Per questo motivo è sempre auspicabile formare in abbondanza: se la progettualità richiede, per esempio, otto nuove figure formate, è meglio coinvolgere circa 40 persone nella formazione. La promozione delle sessioni di formazione è ugualmente importante Il potenziale nascosto sul territorio L indagine presso gli esperti sul territorio ha messo in luce quanto è grande e forse sottovalutato il potenziale sul territorio pilota, sia in termini di offerta culturale esistente, che in termini di capacità umane a disposizione che potrebbero trovare sfocio e una ragione d essere all interno di un sistema culturale turistico integrato. Le conoscenze ( Figura 70) e le specializzazioni (

107 Chiaramente possono esserci ancora delle lacune, soprattutto in termini di know-how* specifico turistico, ma il panorama delle specializzazioni presenti sul territorio è rassicurante; Figura 71) degli esperti intervistati mostrano, che molte delle capacità necessarie alla costituzione di un sistema culturale turistico integrato sono già presenti. Figura 69: Panorama e profili degli esperti intervistati sul territorio pilota di condividiamo 101 Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 La

108 Figura 70 mostra come il 96% degli esperti sia a conoscenza di iniziative di valorizzazione, il 92% conosca già degli itinerari esistenti sul territorio, e il 76% abbia già fatto esperienza nel settore turistico. Figura 70: Grado di esperienza degli esperti intervistati sul territorio pilota 102 Nella Chiaramente possono esserci ancora delle lacune, soprattutto in termini di know-how* specifico turistico, ma il panorama delle specializzazioni presenti sul territorio è rassicurante; Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 Figura 71, invece, è possibile vedere quali tipologie di specializzazione professionale sono già presenti sul territorio pilota, in questo caso tra gli esperti intervistati.

109 Chiaramente possono esserci ancora delle lacune, soprattutto in termini di know-how* specifico turistico, ma il panorama delle specializzazioni presenti sul territorio è rassicurante; Figura 71: Specializzazioni presenti tra gli esperti intervistati sul territorio pilota se le capacità esistenti possono essere messe in rete e fatte fruttare al massimo, si prospetta già l esistenza di un team solido e competitivo. La voce del territorio: Le interviste con gli esperti hanno permesso di rendere più chiara e più univoca la voce del territorio, ovvero le aspettative generali e le azioni proposte per massimizzare la valorizzazione del proprio territorio. Le opinioni raccolte sono state sorprendentemente coese, rafforzando i risultati ottenuti già durante la fase di mappatura (vedasi parte I), ovvero che il territorio pilota si presenta come omogeneo. 103 Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 Nonostante sia stato evidente, che molte realtà lottano individualmente contro le stesse difficoltà, è stato anche palese che uno degli ostacoli principali sul territorio è l incapacità di mettersi in rete (a livello orizzontale, tra attori diversi) mettere a sistema (a livello verticale, dividendo meglio i ruoli tra settore pubblico, privato e le associazioni) Segue una sintesi delle opinioni espresse dagli esperti.

110 Figura 72: Word Cloud: le aspettative degli esperti rispetto alla valorizzazione territoriale 104 Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 L esigenza di trovare ragioni e modi per collaborare a scopo turistico è fortemente sentita. Q uesto punto è emerso in diverse domande, sia sul versante delle potenziali minacce, che sul versante delle aspettative (Figura 72), dell impegno offerto (Figura 74) e le azioni da promuovere con più veemenza (Figura 75). Il senso e valore profondo della valorizzazione del territorio come strumento per lo sviluppo territoriale anche quando a scopo turistico è compreso e sentito sul territorio. Le figure mostrano delle cosiddette Word Clouds (nuvole di parole) dove la grandezza delle scritte corrisponde alla frequenza con la quale l espressione è stata menzionata dal campione degli esperti. Al primo

111 posto tra le aspettative degli esperti, nella Figura 72, si colloca proprio l obiettivo generale della valorizzazione territoriale. Figura 73: Word Cloud: le minacce percepite dagli esperti che potrebbero ostacolare l istituzione di un sistema culturale turistico sul territorio pilota 105 Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 Successive, e con lo stesso peso emergono le richieste per creare una rete e per migliorare la promozione sul territorio. Altre esigenze emergono, ma in modo molto più frammentato. Tra le minacce percepite come potenziali ostacoli al successo della progettualità spiccano la mancanza di risorse e il deficit istituzionale. Entrambe le voci connotano un rapporto incrinato tra le istituzioni e il territorio. Figura 74: Word Cloud: l impegno offerto da parte del territorio pilota

112 Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, Le istituzioni, infatti, sono ancora percepite principalmente come fonte di risorse, 24 ma in parallelo è diffusa l opinione che le istituzioni non siano attualmente in grado di svolgere bene il proprio ruolo, che idealmente dovrebbe essere quello di coordinatore e d intervento di riserva quando si tratta di proteggere beni di rete e pubblici. Dinanzi alle difficoltà percepite ed espresse, il territorio non si tira indietro, ma è disposto ad impegnarsi (Figura 74) e a colmare con propri sforzi le lacune presenti. La disponibilità a fare rete figura come offerta principale, seguita dalla proposta di contribuire alla promozione e di investirvi il proprio lavoro e risorse private. L offerta di know-how* e di progettualità è varia e rispecchia il panorama delle conoscenze presenti sul territorio, come sintetizzate già nella 24 Ciò emerge anche da altri elementi osservati durante le interviste e all interno delle istituzioni stesse. Chiaramente possono esserci ancora delle lacune, soprattutto in termini di

113 know-how* specifico turistico, ma il panorama delle specializzazioni presenti sul territorio è rassicurante; Figura 71. Oltre all impegno proprio, gli esperti sul territorio sono anche riusciti a formulare delle priorità di intervento necessarie per migliorare la valorizzazione attuale del territorio (Figura 75). È nella promozione del territorio, e dei suoi prodotti culturali e turistici, che gli esperti identificano il principale strumento di valorizzazione. Figura 75: Word Cloud: le azioni di valorizzazione proposte/richieste sul territorio pilota 107 Fonte: La mappatura degli interessi, condividiamo, 2011 In modo molto meno significativo emerge anche l esigenza di aumentare la quantità di strutture e di servizi, la qualità degli itinerari, la segnaletica e le piste ciclabili. La voce degli esperti è dunque molto chiara: c è consapevolezza del potenziale del territorio, vi è disponibilità a fare rete e a

114 compensare con mezzi propri le lacune istituzionali percepite. Dinanzi all identificazione delle azioni più urgenti, il territorio richiede una maggiore promozione territoriale. Figura 76: Le modalità di partecipazione all offerta culturale preferite dalla popolazione locale Promozione presso la popolazione locale e suo coinvolgimento Anche i risultati ottenuti durante l indagine presso la popolazione sono incoraggianti: la 108 Figura 76 mostra le risposte alla domanda se vi è disponibilità a partecipare attivamente all offerta turistica del territorio. Solo il 10% della popolazione rifiuta ogni tipo di coinvolgimento. Circa il 40% percepisce se stessa/o come utente dell offerta culturale (dunque come parte della domanda potenziale). Un buon 36% riesce ad immaginare un coinvolgimento attivo attraverso l associazionismo, che si conferma essere forza e motore trainante per l offerta culturale sul territorio. Una messa in rete delle associazioni e delle proprie offerte culturali potrebbe produrre ottimi risultati promozionali sul territorio. Fonte: Il potenziale turistico del territorio: opinioni di esperti e della popolazione a confronto, condividiamo, 2012 Che tipo di strategie promozionali sono più adatte per invogliare la popolazione locale a partecipare ad iniziative culturali? In media, la popolazione residente crede di essere informata sul 42% circa del totale delle iniziative culturali sul territorio. La

115 Figura 77 mostra che, attualmente, gli strumenti di promozione più efficaci sono: il passaparola i social network il materiale cartaceo Di questi, solo per il materiale cartaceo la richiesta è superiore all uso attuale. Le modalità di promozione che dovrebbero essere rafforzate sul territorio sono l il portale su internet via SMS (voce altro nel questionario) Figura 77: Le modalità con le quali la popolazione vorrebbe ricevere più informazione su iniziative culturali 109 Fonte: Il potenziale turistico del territorio: opinioni di esperti e della popolazione a confronto, condividiamo, 2012

116 110 La messa in rete di attori e di realtà diverse può essere utile anche a questo scopo: unendo le varie mailing lists di associazioni, consorzi e altri enti, sarebbe possibile raggiungere un numero decisamente superiore di utenti. Inoltre la costruzione di un portale dedicato sembra essere promettente: riguardo a questa modalità sarebbe preferibile capitalizzare anche le informazioni ottenute già nella sezione 2.4 e cercare di personalizzare i motori di ricerca e newsletter collegate in base a classi d interesse diverse. La sezione 2.4 ha mostrato infatti, che interessi personali particolari fungono da principale motivazione per la partecipazione alle iniziative culturali sul territorio. Le presentazioni di condividiamo Nella Sala Consigliare del Castello di Abbiategrasso, il 24 settembre 2011, si è svolta la prima giornata di studio condividiamo. Alla giornata hanno partecipato come presentatori vari rappresentanti delle istituzioni locali e provinciali, consulenti e docenti del Politecnico di Milano. Dopo gli interventi istituzionali, sono stati presentati il sistema dell inventario e la catalogazione del patrimonio materiale nell area pilota, e gli obiettivi del progetto stesso con la presentazione titolata "Far vivere il patrimonio: la via del turismo sostenibile." La videoregistrazione e la presentazione power-point si trovano sul sito internet del progetto. Martedì 13 dicembre 2011, presso la Sala Convegni del Complesso dell' Annunciata di Abbiategrasso, è avvenuta la presentazione dei risultati delle interviste realizzate con gli esperti in materia di turismo e/o di patrimonio culturale finalizzate alla creazione di una Mappatura degli interessi nell ambito del progetto di valorizzazione dei beni culturali provinciali. I risultati presentati comprendevano: i) il censimento delle attrazioni turistiche sul territorio; ii) le opinioni e visioni riguardo al potenziale turistico del territorio; iii) le azioni considerate più urgenti per la valorizzazione del territorio. Molti risultati presentati in questo manuale derivano dall analisi svolta e presentata in quell occasione.

117 Oltre alle presentazioni pubbliche menzionate sopra, sono stati organizzati anche due incontri tematici. Il 20 Marzo 2012 sono stati presentati contenuti tecnici sulle "Piste ciclabili" e su "I fontanili e le risorgive" per conto del personale interno della Provincia di Milano e del Politecnico di Milano. Le presentazioni possono essere scaricate online. Il secondo incontro focalizzato sugli argomenti "Raccolte e Musei - da realtà locale a patrimonio condiviso" e "Portali Culturali - Sistema informativo provinciale beni culturali" è stato organizzato il 29 Marzo Tavoli di lavoro Al momento della scrittura di questo manuale, il progetto condividiamo non ha ancora concluso/realizzato i tavoli di lavoro come previsto dalla metodologia delineata. Dall analisi delle interviste con gli esperti, erano emersi alcuni punti per i quali varrebbe la pena costituire dei gruppi di lavoro, più o meno permanenti. Le aree tematiche identificate sono le seguenti: musei e installazioni piste ciclabili fontanili e risorgive recupero e restauro il portale culturale il bike-sharing Gli incontri tematici menzionati nella sezione precedente hanno rappresentato un primo passo in questo senso. Per quattro dei sei temi identificati, le presentazioni organizzate hanno provveduto a fornire informazioni tecniche e dettagliate con lo scopo di rendere più facile la comprensione di quali azioni sul territorio siano possibili e quali meno. Il naturale prosieguo del progetto avrebbe visto un successivo coinvolgimento dei principali attori sul territorio che si erano già iscritti ai vari tavoli per formulare, in fasi successive dei veri piani di lavoro come per esempio nel caso delle piste ciclabili: i. la ricognizione di tutti i percorsi ciclo-pedonali sul territorio ii. l identificazione di punti di rottura e di interruzioni dei percorsi e dunque della viabilità ciclomotoria. I risultati ottenuti dai tavoli di lavoro dovevano produrre formulazioni di richieste specifiche che potevano essere rivolte alle istituzioni locali o regionali. Purtroppo, la contingenza 111

118 112 di instabilità politica 25 ha paralizzato per diversi mesi la gestione del progetto, che ne ha risentito soprattutto rispetto a questa fase operativa. Formazione: Nell ambito del progetto condividiamo sono state realizzate due giornate di formazione rivolte ai responsabili dei settori di cultura dei comuni, agli operatori culturali e agli interessati (stakeholders) dell Abbiatense e Magentino. La formazione tecnica, che si è svolta il 27 e 28 Febbraio 2012 nella Casa delle Culture del Mondo a Milano, con il titolo Itinerari Turistici Sostenibili - La metodologia BRIDGE-IT e strumenti per un coordinamento territoriale", si è svolta sotto forma di lezioni frontali con successive esercitazioni pratiche. Le lezioni frontali si sono concentrate su temi concettuali come il turismo sostenibile, il prodotto turistico, le caratteristiche di itinerari turistici e la loro creazione. L obiettivo della parte pratica invece era quello di imparare a usare uno strumento specifico per la creazione di itinerari turistici sostenibili, ovvero la metodologia BRIDGE-IT. Dopo un introduzione tematica e teorica i partecipanti sono stati divisi in gruppi di lavoro per l esercitazione con le varie schede previste dalla metodologia. Dopo le due giornate i partecipanti erano stati formati nella progettazione di percorsi turistici e sapevano usare strumenti per pianificare le diverse attività (ricerca di strutture di accoglienza, ricerca di attrattività turistiche nel territorio, ricerca di guide turistiche), il percorso stesso (organizzazione dei mezzi di trasporto), la promozione (informazione compatta dell itinerario riguardo responsabili, contatti, contenuti, ecc.), e uno strumento per calcolare il budget dell itinerario (costi di logistica generale dell itinerario, costi delle singole giornate, calcolo dei prezzi per gli organizzatori ed i consumatori finali). 25 Dibattito sull abolizione delle Province

119 3.5. Considerazioni finali Come delineato nelle sezioni precedenti, il coinvolgimento della popolazione in progetti di valorizzazione territoriale è un aspetto preliminare e fondamentale per la costituzione di un sistema turistico integrato. Tuttavia, si tratta anche di un operazione complessa, difficile, che deve prevedere fallimenti probabili e rinascite dovuto. Il coinvolgimento della popolazione come tracciato in questa parte del manuale si presenta come la punta dell iceberg di un tessuto relazionale e di interazioni già presente sul territorio: chi si addentra nella difficile giungla dei rapporti tra attori principali sul territorio incontrerà diversi ostacoli. a. La sfiducia istituzionale si pone come un leitmotiv che sul territorio pilota di condividiamo si è ripresentato in molte situazioni e ha condizionato diverse fasi operative del progetto. Le azioni volte a coinvolgere la popolazione dunque si collocano all interno di un contesto difficile, spesso viziato da esperienze negative preesistenti, come per esempio promesse non mantenute, delusioni sulla qualità dei risultati, comunicazioni interrotte e incostanza nelle relazioni operative. Nonostante queste difficoltà oggettive, il territorio deve affrontare gli snodi conflittuali sicuramente per poter costruire un sistema turistico integrato, ma anche per migliorare la qualità del proprio sistema democratico in cui vive. b. Gli elementi proposti per il coinvolgimento della popolazione si presentano come azioni per l abilitazione di agenti democratici. Lo scopo è quello di migliorare la capacità di dialogo e dunque la qualità dei risultati che il territorio nel suo complesso (popolazione e istituzioni) può raggiungere. Si tratta di un processo lungo e ripetuto. Fondamentale è la consapevolezza di entrambe le parti che si deve per forza trattare di un processo cumulativo: la capacità di un territorio di mettersi a sistema e di agire in modo coeso sullo scenario turistico scaturisce dal continuo costruire sulla situazione attuale. Questo richiede una maggiore consapevolezza della traiettoria sulla quale l evoluzione del territorio si colloca: da dove viene, dove intende andare, quanto è stato raggiunto finora e quali sono i punti sui quali 113

120 114 bisogna soffermarsi e lavorare ancora. L abilitazione della popolazione a dialogare orizzontalmente (tra attori diversi) e verticalmente (con le istituzioni di riferimento) dovrebbe, nel tempo, consolidare un interpretazione reciproca del rapporto popolazione-istituzioni in cui scambio e collaborazione diventano i pilastri portanti. c. La reciprocità del rapporto tra popolazione e istituzioni è fondamentale per alimentare, e per far rinascere quando necessario, la motivazione per perseguire uno scopo comune. Il punto cruciale che il territorio dovrà affrontare è quello del consenso su una traiettoria di lungo periodo. Nel caso del territorio Abbiatense e Magentino, studiato e coinvolto dall iniziativa condividiamo, questo consenso si è manifestato come dato. In particolare, alcuni elementi emersi dall analisi delle interviste svolte indicano che il territorio si colloca su una traiettoria promettente: a. La comune ricognizione e consapevolezza degli ostacoli principali sul territorio si presentano come potenzialità per superare proprio questi ostacoli. Nonostante si tratti proprio dell incapacità di fare rete a livello orizzontale e dell insufficiente messa a sistema in termini verticali del monte di lavoro necessario, ovvero: la mancanza di una chiara divisione dei ruoli per massimizzare le probabilità di riuscita e per ridurre lo spreco di risorse. b. L imminente Esposizione Mondiale si presenta come un opportunità per far dialogare livelli istituzionali e attori territoriali. L urgenza e la condivisione di obiettivi di valorizzazione enfatizzati dalla prossimità a EXPO2015 rappresenta un importante shock esterno positivo che il territorio dovrebbe utilizzare per portare avanti il dialogo interistituzionale e per elaborare forme di collaborazione efficaci anche nel futuro. Per questo scopo rimane fondamentale un atteggiamento di rilancio della proposta di collaborazione, da entrambe le parti (il territorio e le istituzioni). I risultati ottenuti con condividiamo possono, ancora una volta, fungere da

121 bagaglio conoscitivo di partenza in questo senso. Dall analisi è emersa una serie di azioni di medio-periodo che la nuova partnership sul territorio dovrebbe affrontare insieme. 1. La richiesta nitida e convinta per una maggiore promozione del territorio espressa dagli esperti sul territorio si combina bene con la relativa insoddisfazione della popolazione con l attuale offerta culturale e turistica. D altro canto la promozione del territorio (marketing territoriale) si delinea come un bene di rete per il quale è necessario: i. il coordinamento operativo di una serie di azioni, incluso lo scambio organizzato di informazioni ii. la sistematizzazione di informazioni compatibili e l investimento in strategie di marketing, come lo studio approfondito del mercato e la realizzazione di prodotti di comunicazione per la promozione. Come già accennato, sul territorio pilota di condividiamo il coordinamento operativo risulta essere più promettente se affidato alle reti orizzontali già esistenti e di nuova costituzione. Gli aspetti di sistematizzazione e di investimento in beni di reti, invece richiedono il coinvolgimento o di attori pubblici o di consorzi privati disposti a farsi carico di investimenti collettivi. Laddove gli investimenti dovessero ricadere sul settore privato, il dialogo con il settore pubblico rimane di fondamentale importanza per mantenere un raccordo con il sistema paese (vedasi 2.5). Il settore pubblico può, inoltre, fornire importanti elementi complementari alle azioni sul territorio, come i. la produzione di informazioni e strumenti utilizzabili dagli attori sul territorio (per esempio, questa pubblicazione) ii. provvedere a spazi fisici e virtuali di comunicazione, scambio e di incontro per gli attori del territorio. Una dimensione pubblica degli spazi, infatti dovrebbe migliorare l accessibilità per conto di chi si dovesse trovare, attualmente, al di fuori delle reti già attive sul territorio iii. fornire capacità tecniche in alcuni ambiti, nonché informazioni strategiche riguardo la relazione tra territorio, altri territori limitrofi e sistema paese. 2. La realizzazione d itinerari sul territorio, come prevista dal progetto 115

122 116 condividiamo, si deve presentare come funzionale agli obiettivi di medio-lungo periodo. L analisi ha, infatti, messo in luce che è già presente, sul territorio, una moltitudine d itinerari. La realizzazione di nuovi itinerari sostenibili dovrà dunque: a. capitalizzare i prodotti già esistenti e combinarli in modo ragionato per fare fede ai principi del turismo sostenibile (vedasi l introduzione di questa pubblicazione). b. creare delle strutture di percorso che toccano le varie aree emerse dalla mappatura complessa (vedasi parte I) all interno delle quali i singoli operatori sul territorio possano ritrovarsi e ideare versioni personalizzate/ adattate. c. servire come traccia per la messa a sistema dei prodotti turistici esistenti sul territorio. In questo senso un loro collegamento a un portale potrebbe servire da punto di partenza per una promozione territoriale. non ha esaurito i passaggi operativi che portano a un sistema turistico integrato. Alcune parti del progetto sono suscettibili di approfondimenti ed integrazioni. Si ribadisce l importanza del continuo rilancio della proposta di collaborare e di condividere. In conclusione, il progetto condividiamo ha prodotto informazioni e scambi importanti, ma

123 DRAFT VERSION Definizioni 117

124 Benchmark - con il termine benchmark (=punto di riferimento) o benchmarking, si fa riferimento a una metodologia, tipicamente utilizzata in economia, basata sul confronto sistematico tra una data situazione e una situazione ideale o di riferimento (il benchmark, appunto). Si utilizza per confrontare la propria azienda o situazione con le migliori (anche chiamate bestpractices) e soprattutto per apprendere da queste come migliorare la propria performance. Bene culturale materiale - un bene culturale si definisce materiale quando è fisicamente tangibile, come un'opera architettonica, un dipinto, una scultura. Bene culturale immateriale - un bene culturale si definisce invece immateriale 118 quando non è fisicamente tangibile, come una lingua o un dialetto, una festa, una manifestazione di folklore o persino una ricetta culinaria. 26 Bottom-up traducibile come dal basso verso l alto denomina l approccio ascendente; denota processi in cui le decisioni sono influenzate dalle proposte provenienti dall esterno dell apparato amministrativo. Prendendo il progetto condividiamo come esempio significa che le opinioni, idee, e proposte per un sistema turistico culturale che sono espresse dal territorio (popolazione, imprenditori, stakeholder privati) sono considerate e implementate dalle istituzioni pubbliche. Brainstorming - il brainstorming, ovvero la tempesta di idee, è una tecnica di creatività di gruppo per far emergere idee volte alla risoluzione di un problema. Carrying Capacity - letteralmente la capacità di carico, è la capacità di un ambiente e delle sue risorse di sostenere un certo numero di individui senza soffrire di degrado. Capacity building si tratta della costruzione di capacità, volta ad aumentare le professionalità e capacità di azione o professionali delle persone. Consensus-building - la costruzione del consenso, è un percorso che aiuta alle persone con differenti punti di vista ad interagire ed a lavorare insieme per giungere ad una soluzione che possa soddisfare tutti. 26 Per maggiori informazioni vedasi la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell UNESCO.

125 DRAFT VERSION Drop-out il fenomeno della perdita per strada, generalmente utilizzato in ambito educativo descrive la situazione nella quale uno studente abbandona il percorso scolastico prima della sua conclusione. Governance territoriale - descrive l'esercizio dell'autorità politica, economica ed amministrativa nella gestione degli affari di un territorio. Comprende i complessi meccanismi, i processi e le istituzioni attraverso le quali i cittadini e i gruppi articolano i loro interessi, mediano le loro differenze ed esercitano i loro diritti ed obblighi legali. Hinterland letteralmente il retroterra. Si intende la cintura urbana di una città, un complesso di centri abitati che costituiscono i comuni facenti parte delle aree metropolitane delle grandi città. Know-how - conoscenza tecnica o il "sapere come fare" Marketing Territoriale - prendendo spunto dalla presupposizione che marketing è uno strumento per comprendere, creare, comunicare e distribuire valore, l attività del marketing territoriale ha come oggetto lo sviluppo di un certo territorio come prodotto finale. Le attività di marketing territoriale vertono attorno alla specializzazione e la promozione delle attività (prodotti e servizi) propri del territorio. Networking - vuol dire "fare rete" e indica l attività di creare un insieme di individui che condividono interessi, idee e informazioni e quindi sono interessate a collaborare. Omnicomprensivo (in riferimento ad un percorso/itinerario) - un percorso o itinerario turistico omnicomprensivo costituisce la combinazione fra attrazioni naturalistiche, culturalistiche, sport, e l interazione con la popolazione del territorio come feste, sagre, e l eno-gastronomia. Nell ambito di questo progetto un itinerario omnicomprensivo quindi comprende quattro attività e attrazioni diverse. Ownership traducibile con proprietà descrive il senso di essere co-autore di una certa iniziativa, di un risultato ottenuto o di un percorso indetto. Il concetto e la parola ownership sono spesso utilizzate nel dibattito politico dello sviluppo, al fine di descrivere l'identificazione delle persone con progetti. La ownership richiama anche l auto-responsabilità, un ruolo che assumono i gruppi target e le organizzazioni partner nella cooperazione allo sviluppo. Si ritiene importante per l'efficienza, la sostenibilità e il successo di progetti di 119

126 valorizzazione che i beneficiari sviluppino un senso di appartenenza, co-autorato e di responsabilità per gli obiettivi e quindi i risultati dei progetti stessi. Pista ciclabile - Infrastruttura dedicata ad una circolazione non motorizzata, di tipo "dolce" oppure in linguaggio tecnico "strada o parte longitudinale di essa, opportunatamente delimitata, riservata ai velocipedi", con regole e norme legislative da rispettare. 27 Pista ciclo-pedonale - un percorso, un itinerario, un viale riservato promiscuamente ai pedoni ed ai velocipedi. Project Management - l'insieme di attività volte alla realizzazione degli scopi/obiettivi di un progetto. Un progetto è uno sforzo delimitato nel tempo (con una data di partenza e una di completamento) diretto a creare dei prodotti e/o servizi e/o risultati specifici che comportano dei benefici o del valore aggiunto al committente/cliente/i gruppi beneficiari o target. Stakeholders - gli stakeholders (o portatori di interessi) sono tutte le parti 120 (individui, gruppi, organizzazioni, ecc.) influenti che hanno un impatto sul territorio e che sono interessate alle decisioni nel settore (nel caso di condividiamo: nel turismo). Si tratta degli attori principali sul territorio, sia quelli privati sia pubblici come per esempio imprenditori, associazioni, assessorati dedicati, province e regioni che si occupano di un settore specifico in un territorio. Target traducibile come nel mirino descrive gruppi o obiettivi che stanno al centro del fine di un azione/di un iniziativa. Top-down letteralmente dall alto verso il basso, descrive l approccio discendente; descrive situazioni in cui i livelli più alti della gerarchia amministrativa decidono senza considerare necessariamente le opinioni o le preferenze dei livelli inferiori. Turismo locale equivalente alla dicitura inglese domestic tourism, descrive, nell ambito di questo progetto, il turismo degli italiani nel proprio territorio di residenza (Provincia, Regione) e l immediato intorno; comprende le gite di svago e della domenica, visite a castelli, chiese, mercati, eventi culturali, la partecipazione a itinerari tematici, ecc. 27 Per più informazione sulle piste ciclabili vedere la presentazione di Mismetti (2012)

127 DRAFT VERSION Indice delle Figure Figura 1: Elementi fondamentali del turismo sostenibile... 9 Figura 2: Criteri e risultati attesi dai progetti per il turismo sostenibile Figura 3: Elementi inclusi nella mappatura del territorio Figura 4: Metodologia BRIDGE-IT (I) mappatura di un territorio ipotetico Figura 5: Metodologia BRIDGE-IT (II) struttura d itinerario: HOME-BASE Figura 6: Metodologia BRIDGE-IT (II) struttura d itinerario: ROUND-TRIP Figura 7: Metodologia BRIDGE-IT (II) struttura d itinerario: ONE-PATH Figura 8: Mappa del territorio e itinerario ipotetico Figura 9: Strumento d intervista: raccolta di pesi per la rappresentatività di categorie di beni culturali Figura 10: Strumento d intervista: domanda aperta per rilevare beni rappresentativi Figura 11: Strumento d intervista: domanda aperta per rilevare esempi del patrimonio immateriale Figura 12: Strumento d intervista: domanda conoscitiva per identificare conoscenze tecniche sul territorio Figura 13: Strumento d intervista: domanda conoscitiva per identificare esperienze dei possibili collaboratori Figura 14: Strumento d intervista: domanda esplorativa sulla disponibilità a partecipare Figura 15: Strumento d intervista: domanda specifica sul tipo di contributo che potrebbe essere dato Figura 16: Strumento d intervista: domanda aperta su altre forme di partecipazione/collaborazione offerte Figura 17: Strumento d intervista: domanda sull interesse a partecipare ad azioni specifiche Figura 18: Strumento d intervista: domanda sulle aspettative

128 Figura 19: Strumento d intervista: domanda per rilevare altri potenziali contatti Figura 20: Strumento d intervista: domanda per rilevare progetti concorrenti e complementari Figura 21: Esempio di mappatura: ville e palazzi e il loro grado di rappresentatività per la cultura locale Figura 22: Esempio di mappatura: ponti e lavatoi e il loro grado di rappresentatività per la cultura locale Figura 23: Esempio di mappatura: l architettura rurale e il suo grado di rappresentatività per la cultura locale Figura 24: Esempio di mappatura: l architettura monastica-conventuale e il suo grado di rappresentatività per la cultura locale Figura 25: Esempio di mappatura: l architettura fortificata e il suo grado di rappresentatività per la cultura locale Figura 26: Esempio di mappatura: filande e architettura per la produzione e il relativo grado di rappresentatività per la cultura locale Figura 27: Esempio di mappatura: l architettura religiosa e il suo grado di rappresentatività per la cultura locale Figura 28: Esempio di mappatura: case coloniche/ a corte e il loro grado di rappresentatività per la cultura locale Figura 29: Beni culturali sul territorio pesati per il loro grado di rappresentatività della cultura locale Figura 30: Beni culturali pesati e popolazione sul territorio Figura 31: Beni culturali pesati e altri punti di attrazione sul territorio Figura 32: Beni culturali pesati e attori interessati sul territorio Figura 33: Beni culturali pesati, attori e reti esistenti sul territorio Figura 34: Schema per l'analisi SWOT Figura 35: Strumento d intervista: domanda aperta per rilevare punti deboli e forti dell offerta attuale Figura 36: Strumento d intervista: domanda chiusa per raccogliere valutazioni quantitative sul potenziale turistico del territorio Figura 37: Strumento d intervista: domanda chiusa per raccogliere valutazioni quantitative sulle aree di intervento necessario... 57

129 DRAFT VERSION Figura 38: Strumento d intervista: domanda chiusa per raccogliere valutazioni quantitative sulle aree di impegno offerto Figura 39: Strumento d intervista: domanda aperta per il censimento di eventuali minacce Figura 40: Strumento d intervista: domanda chiusa per il censimento dell intensità di consumo dell offerta attuale Figura 41: Strumento d intervista: domanda chiusa per conoscere il grado di soddisfazione con l offerta attuale Figura 42: Strumento d intervista: domanda chiusa per conoscere i prodotti turistici preferiti dalla popolazione locale Figura 43: Strumento d intervista: domanda chiusa per conoscere le modalità di trasporto preferite dalla popolazione locale Figura 44: Strumento d intervista: domanda aperta per riconoscere su quali mezzi di trasporto investire Figura 45: Strumento d intervista: domanda chiusa per conoscere le motivazioni del consumo di prodotti culturali Figura 46: Il potenziale turistico del territorio come percepito dagli esperti Figura 47: Il potenziale turistico del territorio come percepito dalla popolazione residente Figura 48: Dove indirizzare investimenti per migliorare il territorio, opinione degli esperti Figura 49: Dove indirizzare investimenti per migliorare il territorio, opinione della popolazione Figura 50: Ambiti nei quali gli attori sul territorio sono disposti ad impegnarsi. 66 Figura 51: Sottocampione dei comuni sui Navigli, potenziale turistico e messa a confronto tra miglioramento atteso (domanda) e impegno offerto (offerta), per singoli ambiti Figura 52: Sottocampione dei comuni non sui Navigli, potenziale turistico e messa a confronto tra miglioramento atteso (domanda) e impegno offerto (offerta), per singoli ambiti Figura 53: Sottocampione degli attori intercomunali, potenziale turistico e messa a confronto tra miglioramento atteso (domanda) e impegno offerto (offerta), per singoli ambiti

130 Figura 54: Punti di forza degli itinerari esistenti sul territorio, la voce degli esperti Figura 55: Punti di debolezza degli itinerari esistenti sul territorio, la voce degli esperti Figura 56: Potenziale turistico e soddisfazione con l offerta, l opinione dei residenti Figura 57: Le tipologie di itinerario preferite dalla popolazione residente Figura 58: Le modalità di spostamento prevalenti della popolazione residente. 74 Figura 59: I motivi per cui i residenti partecipano ad iniziative culturali e di svago Figura 60: Pilastri di un sistema turistico integrato Figura 61: Azioni proposte per il breve, medio e lungo periodo Figura 62: Strumento d intervista: domanda aperta per sondare motivi di fallimento di iniziative simili Figura 63: Strumento d intervista: domanda aperta per raccogliere proposte d intervento Figura 64: Strumento d intervista: domanda aperta per raccogliere proposte di azioni per la valorizzazione Figura 65: Strumento d intervista: domanda aperta per raccogliere proposte di itinerari Figura 66: Strumento d intervista: domanda chiusa per sondare possibili modalità di coinvolgimento della popolazione residente Figura 67: Strumento d intervista: domanda chiusa per valutare l interesse e il grado d informazione della popolazione residente Figura 68: Strumento d intervista: domande per esplorare possibili mezzi di comunicazione con cui raggiungere la popolazione Figura 69: Panorama e profili degli esperti intervistati sul territorio pilota di condividiamo Figura 70: Grado di esperienza degli esperti intervistati sul territorio pilota Figura 71: Specializzazioni presenti tra gli esperti intervistati sul territorio pilota Figura 72: Word Cloud: le aspettative degli esperti rispetto alla valorizzazione territoriale

131 DRAFT VERSION Figura 73: Word Cloud: le minacce percepite dagli esperti che potrebbero ostacolare l istituzione di un sistema culturale turistico sul territorio pilota Figura 74: Word Cloud: l impegno offerto da parte del territorio pilota Figura 75: Word Cloud: le azioni di valorizzazione proposte/richieste sul territorio pilota Figura 76: Le modalità di partecipazione all offerta culturale preferite dalla popolazione locale Figura 77: Le modalità con le quali la popolazione vorrebbe ricevere più informazione su iniziative culturali Figura 78: Maschera del geoportale della Lombardia Figura 79: Maschera del geoportale, viewer geografico Figura 80: Maschera del geoportale, viewer geografico Figura 81: Maschera SIRBeC Figura 82: Maschera SIRBeC esempio Figura 83: Maschera SIRBeC esempio Figura 84: Maschera SIRBeC esempio Figura 85: Pesatura della rilevanza di un bene culturale Indice delle Tabelle Tabella 1: Gli attori principali in un progetto di valorizzazione territoriale... 44

132 Bibliografia e Fonti BAUER, B., SINHA, N., TRIMARCHI, M., ZAPPINO, V. (2013) Tourism Community Involvement Strategy for the Living World Heritage Site of Hampi, India. A Case Study. In: BOURDEAU, L., GRAVARI-BARBAS, M., ROBINSON, M., (Eds.) World Heritage Sites and Tourism: Global and Local Relations. Ashgate Publications. BERARDI, S. (2007) Principi economici ed ecologici per la pianificazione di uno sviluppo turistico sostenibile. Milano, Franco Angeli. BONO, de, E. (1999) Six Thinking Hats. Seconda Edizione. Back Bay Books. CICERCHIA, A. (2009) Risorse culturali e turismo sostenibile. Elementi di pianificazione strategica. Milano, Franco Angeli. DE CARLO, M. (2007) Turismo e sostenibilità. Principi, strumenti, esperienze. Milano, Franco Angeli. HILL, T., WESTBROOK, R. (1997) SWOT Analysis: It's Time for a Product Recall. Long Range Planning. 126 JACOBI, von, N. (2011) Sustainable Tourism as local Development Path an operational methodology for community and private sector involvement. In: Conference Proceedings. Conference on World Heritage and Tourism: Managing for the Global and the Local Université Laval Press, Quebec City, Canada; JACOBI, von, N. (2010) How to use Tourism as Local development path an operational methodology for sustainable tourism in modern times. M.S. Ramaiah Management Review, Vol.2, Issue 2., Jul-Dec 2010, pp JACOBI, von, N. (2008) Responsible Tourism Good Practice Cases tourism, preservation and development. (www.local-global.it/project/bridge-it) ROMEI, P. (2009) Turismo sostenibile e sviluppo locale. Cedam. Unione Europea (2007) Azione per un turismo europeo più sostenibile. Rapporto del gruppo per la sostenibilità del turismo. Unione Europea (2013) Turismo del patrimonio industriale e agriturismo in Europa. Direttorato Generale di Trasporti e Turismo. Riassunto: TRAN_ET%282013% %28SUM01%29_IT.pdf

133 DRAFT VERSION Informazione utile per il turismo sostenibile in Italia: Questo sito contiene informazione che ha lo scopo di sensibilizzare le persone ad un diverso modo di viaggiare e fare turismo, inclusi vari rapporti e statistiche. Il progetto slow-tourism è basato sul turismo sostenibile in varie province del Veneto e Friuli e può essere considerato come esempio pratico. Italia Sostenibile - Salon du tourisme durable en Italie è la fiera dedicata alle Rapporto intero in inglese: TRAN_ET%282013% _EN.pdf OECD (2011) OECD Studies on Tourism: Italy. Review of Issues and Policies. OECD Publishing. eccellenze italiane nel mercato del turismo e della sostenibilità. Progetti e informazione di Pro Loco: Questionario Pro Loco delle storie: prolocoitalia.org/doc/questionario.doc Gamba de legn - Pro L oco Magenta: 127 Informazione e output del progetto condividiamo: Incontro tematico: Raccolte e Musei e Portali culturali del : GAMBA, C. (2012) Musei, biblioteche e archivi: un patrimonio della Lombardia da valorizzare. biategrasso_ pdf MASCIONE, M. (2012) Musei raccolte e Collezioni: un racconto a più voci. ividiamo_musei_ _.pdf

134 NAI, C (2012) Museo per la scrittura. ultura_ pdf BUGNOLI, R. (2012) Il sistema informativo dei beni culturali nella realtà del Settore Cultura della Provincia di Milano e nelle prospettive di inserimento in rete web. li.pdf Incontro tematico: Le piste ciclabili, i fontanili e le risorgive del : CANOVA, B., MISMETTI, G. (2012) I percorsi ciclabili quale mezzoper valorizzare il patrimonio culturale del territorio etti.pdf MARESCOTTI, L. (2012) Piste ciclabili e ciclabilità del territorio: Vagabondare e passeggiare attraversando patrimoni culturali. Strade, vie d'acqua, piste e sentieri. ESCOTTI_vagabondare.pdf GIBELLI, G. (2012) Le piste ciclabili. i fontanili e le risorgive. i_-_abbiategrasso.pdf Giornate di formazione del 27. e : MARESCOTTI, L. (2012) Il senso della formazione e il senso della valorizzazione nella condivisione dei patrimoni. ESCOTTI_valori.pdf

135 DRAFT VERSION BAUER, B., JACOBI, von, N. (2012) Il potenziale turistico del territorio: opinioni di esperti e della popolazione a confronto. ntazione_risultati_esperti_e_popolazionex_finale.pdf MASCIONE, M. (2012) Il patrimonio conoscitivo esistente: la banca-dati SirBeC. ividiamo_mascione_ _01.pdf BOSSI, P. (2012) Il patrimonio conoscitivo esistente: diversi generi di fonti, diversi tipi di dati. _e_multimedialitx.pdf BAUER, B., JACOBI, von, N. (2012) Turismo Sostenibile: elementi, caratteristiche, motivazioni. mo_sostenibile_-_elementix_caratteristichex_motivazionex_finale.pdf 129 BAUER, B., JACOBI, von, N. (2012) Il Prodotto Turistico: caratteristiche, elementi principali ed esempi pratici. odotto_turisticox_finale.pdf JACOBI, von, N. (2012) L'itinerario Turistico: caratteristiche, tipologie, criteri per la costruzione. erario_turistico_caratteristichetipologiecriteri_per_la_costruzionex_finale.pdf JACOBI, von, N. (2012) Imparare a gestire gli itinerari: introduzione alla metodologia. duzione_alla_metodologia.pdf

136 Giornata di Studio CondividiAMO: presentazione risultati interviste del JACOBI, von, N. (2012) La mappatura degli interessi. patura_degli_interessi_nvj_bb.pdf Video della presentazione: vonjacobi_1_13dic.html MARESCOTTI, L. (2012) Il significato della mappa degli interessi nel progetto di valorizzazione dei beni culturali nella provincia di Milano. otti_mappa_degli_ineterssi.pdf Video della presentazione: 130 marescotti_13dic.html Giornata di studio CondividiAMO del : BOSSI, P. (2011) Condividere le conoscenze per condividere il patrimonio diamo Bossi.pdf Video della presentazione: Bossi.html JACOBI, von, N. (2011) Far vivere il patrimonio: la via del turismo sostenibile. diamo_vonjacobi.pdf Video della presentazione: vanjacobi.html MASCIONE, M. (2011) Inventario e cataloghi nella valorizzazione delle risorse locali.

137 DRAFT VERSION adiamo_abbiategrasso_mascione.pdf Video della presentazione: mascione.html 131

138 Appendice - strumenti aggiuntivi Appendice A1: analisi e utilizzo dell archivio dei beni culturali - simulazione e localizzazione dati vettoriali A cura di Paolo Bossi Visualizzazione dei beni architettonici di interesse storico-artistico in comune di Abbiategrasso I dati cartografici aggiornati relativi al territorio lombardo sono accessibili all indirizzo:http://www.cartografia.r egione.lombardia.it/geoportale. Figura 78: Maschera del geoportale della Lombardia 132 Fonte: La voce Viewer Geografico consente di accedere ad un visualizzatore di database geografici di diversa natura e provenienza (prodotti da enti diversi e relativi a differenti tematiche).

139 DRAFT VERSION Centrata la vista sull area di interesse eventualmente utilizzando uno dei bookmark (1) già presenti alla omonima voce del menu cui si accede con il comando strumenti (2), si possono caricare i contenuti di interesse con il comando Aggiungi mappa (3); a tale scopo è possibile compiere ricerche sulla base di parole chiave (4), nel nostro caso edifici. Tra le mappe che rispondono ai criteri impostati è così possibile aggiungere quelle effettivamente interessanti, nel nostro caso Beni culturali vincolati (5). Figura 79: Maschera del geoportale, viewer geografico 133 Fonte:

140 Il comando Identifica (6) permette di visualizzare i dettagli essenziali relativi al singolo bene. Figura 80: Maschera del geoportale, viewer geografico Fonte: La voce Download Dati del Geoportale regionale consente, in alternativa, di acquisire localmente i dati che possono essere poi manipolati ed analizzati con adeguati strumenti informatici (software GIS). Visualizzazione delle schede di catalogo relative ad alcuni dei beni architettonici presenti nel comune di AbbiategrassoIl portale da cui sono consultabili le molte schede compilate nel quadro del progetto SIRBeC è accessibile all indirizzo Lì è possibile compiere già una prima selezione fra le diverse tipologie di beni, limitando la ricerca, per esempio come nel nostro caso, alle sole schede di architetture.

141 DRAFT VERSION Figura 81: Maschera SIRBeC 135 Fonte: La schermata successiva consente di affinare la ricerca giungendo al dettaglio necessario.

142 Figura 82: Maschera SIRBeC esempio Fonte:

143 DRAFT VERSION Figura 83: Maschera SIRBeC esempio Fonte:

144 Il link al termine della videata consente il download della scheda SIRBeC completa in formato Adobe. Figura 84: Maschera SIRBeC esempio 3 La voce visualizza mappa fa accedere al dettaglio della cartografia NaDIR sulla quale il bene in oggetto è evidenziato. 138 Fonte: Know-how necessario La semplice visualizzazione delle basi dati reperibili in rete e segnatamente dal geoportale della Regione Lombardia, attraverso programmi GIS (pensati per gestire Geographic Information System) open source o tool dedicati richiede le competenze informatiche di un esperto utente della rete. L elaborazione attraverso operazioni di geoprocessing delle stesse basi dati richiede generalmente competenze informatiche avanzate e la disponibilità di programmi GIS professionali (nel caso specifico ESRI ArcGI

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