COSTI DI PUBBLICITÀ. Attivo SP B.I.2

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1 4 COSTI DI PUBBLICITÀ Attivo SP B.I.2 Prassi Documento OIC n. 24; Comitato consultivo per le norme antielusive, pareri n. 1; n. 1; n. 8 e n. 5; R.M n. 2/1016; n. 9/204; n. 148/E e n. 137/E Giurisprudenza Cass n. 7803; Cass n PREMESSA In linea generale, le spese di pubblicità rappresentano costi di periodo, da imputare a Conto economico nell esercizio di sostenimento. La possibilità di procedere alla loro iscrizione nella voce B.I.2 dello Stato patrimoniale è limitata a specifici casi indicati dal documento OIC n. 24. Spese di ricerca e sviluppo - Rinvio Nella citata voce B.I.2, oltre alle spese di pubblicità, possono trovare allocazione anche i costi di ricerca e sviluppo capitalizzati. Tuttavia, considerata la diversa natura dei due gruppi di oneri (ricerca e sviluppo, da un lato, e pubblicità, dall altro), in tale sede vengono affrontati unicamente i costi di pubblicità, rinviando, per l analisi delle spese di ricerca e sviluppo, al precedente cap. 3 Costi di ricerca e sviluppo. 2 CONTENUTO DELLA VOCE Né il codice civile, né la Relazione ministeriale di accompagnamento al DLgs. 127/91 forniscono una definizione specifica di spese di pubblicità. Con specifico riferimento alle imposte dirette (art. 108 co. 2 del TUIR), sono definite di pubblicità (e propaganda) le spese sostenute al fine di diffondere la conoscenza dei prodotti dell impresa, con lo scopo di incrementarne le vendite, che siano diverse da quelle qualificate di rappresentanza dal DM Sul punto, si rimanda alla voce Spese di pubblicità, in Testo Unico delle Imposte sui Redditi, Guide e Soluzioni, IPSOA. In generale, tali oneri sono contabilizzati nel Conto economico dell esercizio di sostenimento (e non trovano quindi allocazione nella presente voce), fatta eccezione per i limitati casi in cui rivestano utilità pluriennale (si veda il successivo 3). 3 CRITERI DI CLASSIFICAZIONE Al pari delle altre immobilizzazioni immateriali, l iscrivibilità dei costi di pubblicità nello Stato patrimoniale è vincolata al preventivo accertamento della loro utilità futura. 79

2 In pratica, affinché abbia luogo la capitalizzazione, deve trattarsi di costi che: non esauriscono la propria utilità nell esercizio di sostenimento; manifestano una capacità di produrre benefici economici futuri. Sul punto, il documento OIC n. 24 (paragrafo Costi di ricerca, di sviluppo e pubblicità, Costi di pubblicità ) osserva, preliminarmente, che la capitalizzazione dei costi di pubblicità non è prevista dalla prassi contabile internazionale. Tali costi sono infatti ritenuti di carattere ricorrente ed operativo; la loro capitalizzazione, quindi: comporterebbe iscrizioni improprie di attività patrimoniali; condurrebbe a distorcere i risultati d esercizio. 3.1 REQUISITI PER LA CAPITALIZZAZIONE Per quanto sopra, possono essere capitalizzati (e, dunque, iscritti nella presente voce dello Stato patrimoniale) soltanto i costi che, rivestendo oggettiva natura pubblicitaria: sono nella sostanza ulteriori oneri sostenuti in correlazione ad altri costi di impianto e di ampliamento; Tale situazione può verificarsi nella misura in cui i costi di pubblicità siano funzionali (e quindi quasi essenziali) al buon esito del progetto per il quale i costi di impianto e di ampliamento sono stati sostenuti, come può avvenire ad esempio quando: viene avviata una nuova attività produttiva; viene lanciato un prodotto innovativo; hanno carattere di eccezionalità e non di ricorrenza. I costi, infatti, se di carattere ricorrente, anche qualora riferibili a progetti per i quali sono stati capitalizzati costi di impianto e di ampliamento, diverrebbero tuttavia istituzionali per il fatto stesso di essere ripetitivamente sostenuti. sono relativi ad azioni dalle quali l impresa ha la ragionevole aspettativa di importanti e duraturi ritorni economici. In altre parole, deve trattarsi di costi collegati alla necessaria fase commerciale di lancio di un nuovo prodotto, e che non rappresentano, invece, costi di sostegno della commerciabilità di prodotti già esistenti. In conclusione, i soli costi pubblicitari che possono essere capitalizzati sono quelli che possono essere assimilati: ai costi di impianto e di ampliamento, in quanto, come si è detto, sono relativi al lancio di un nuovo prodotto, e non ai costi di ricerca e sviluppo, nonostante il legislatore li abbia inseriti nella voce dell attivo patrimoniale che appunto accoglie i costi di ricerca e sviluppo. I criteri per la capitalizzazione e l ammortamento dei costi di pubblicità soggiacciono alle medesime regole dettate per i costi di impianto e di ampliamento. Sul punto, si rimanda al precedente cap. 2 Costi di impianto e ampliamento,

3 Competenza del Collegio sindacale Per i costi in esame, la valutazione dell utilità futura deve essere confermata dal Collegio sindacale (art co. 1 n. 5 c.c.). Costi di pubblicità regola generale eccezione imputazione a CE nell esercizio di sostenimento capitalizzazione nella voce B.I.2 SP Fig. 1 - Contabilizzazione dei costi di pubblicità 3.2 MATERIALI PROMOZIONALI Progettazione, produzione e distribuzione di cataloghi I costi sostenuti per la progettazione, la produzione e la distribuzione di cataloghi, di espositori e di altri strumenti e materiali aventi finalità promozionali sono rilevabili secondo due modalità: differimento ed imputazione al Conto economico dell esercizio nel quale i materiali vengono distribuiti; differimento ed imputazione lungo il periodo in cui si attendono i benefici economici dalla loro distribuzione (periodo dell utilità futura). Imputazione al Conto economico dell esercizio di distribuzione dei materiali In genere, si sceglie il primo criterio di imputazione se il materiale in oggetto ha vita relativamente breve. È il caso, ad esempio, di un depliant che illustra una vendita speciale. ES Imputazione lungo il periodo dell utilità futura Il secondo criterio di imputazione è invece utilizzato quando la vita del materiale in oggetto è relativamente lunga. È il caso, ad esempio, di un catalogo di prodotti commercializzati dall azienda. ES Costi per la progettazione, produzione e distribuzione di materiali aventi finalità promozionali imputazione a CE nell esercizio di distribuzione dei materiali ammortamento lungo il periodo in cui si attendono i benefici economici della distribuzione se il materiale ha vita breve se il materiale ha vita relativamente lunga Fig. 2 - Trattamento dei costi per materiale pubblicitario 81

4 3.2.2 Campioni, materiali oggetto di operazioni a premio e articoli promozionali Il costo dei campioni, di materiali oggetto di operazioni a premio e di articoli promozionali simili deve essere imputato al Conto economico dell esercizio nel quale essi vengono distribuiti ai clienti. I campioni utilizzati per altri scopi debbono essere valutati al minore tra il costo ed il presumibile valore di realizzo. 4 CRITERI DI VALUTAZIONE Anche i costi di pubblicità capitalizzati devono essere valutati secondo quanto stabilito dall art co. 1 n. 1, 2 e 3 c.c. Posto che, come sopra rilevato, tali oneri sono sostanzialmente assimilati ai costi di impianto e ampliamento, si rimanda alle considerazioni formulate nel 4 del precedente cap. 2 Costi di impianto e ampliamento, anche per ciò che concerne i criteri di ammortamento e le rettifiche di valore. Ammortamento dei costi di progettazione, produzione e distribuzione di cataloghi Il documento OIC n. 24 (paragrafo Costi di ricerca, di sviluppo e pubblicità, Costi di pubblicità ) fornisce alcuni chiarimenti relativamente ai criteri di ammortamento dei costi sostenuti per la progettazione, la produzione e la distribuzione di cataloghi, di espositori e di altri strumenti e materiali aventi finalità promozionali, imputati a bilancio lungo il periodo dell utilità futura (si veda il precedente 3.2.1). In particolare, in tali ipotesi, si deve utilizzare: l ammortamento a quote costanti, nella generalità dei casi; l ammortamento a quote decrescenti, qualora il materiale promozionale abbia un evidente e pronunciato effetto sulle vendite del periodo immediatamente successivo alla sua distribuzione. 5 INDICAZIONI IN NOTA INTEGRATIVA Con riferimento ai costi di pubblicità capitalizzati, nella Nota integrativa è necessario fornire alcune informazioni relative: ai criteri applicati nella valutazione (art co. 1 n. 1 c.c.); ai movimenti della voce (art co. 1 n. 2 c.c.); alla composizione della voce, alle ragioni dell iscrizione e ai rispettivi criteri di ammortamento (art co. 1 n. 3 c.c.); alla misura e alle ragioni delle riduzioni di valore apportate (art co. 1 n. 3-bis c.c.). all eventuale non comparabilità e all adattamento (oppure all impossibilità di questo) della voce dell esercizio precedente che non sia confrontabile con quella dell esercizio di riferimento (art ter co. 5 c.c.). Anche relativamente alle informazioni da riportare nella Nota integrativa, posto che, come sopra rilevato, tali oneri sono sostanzialmente assimilati ai costi di impianto e ampliamento, si rimanda alle considerazioni formulate nel 5 del precedente cap. 2 Costi di impianto e ampliamento. 82

5 6 INDICAZIONI NELLA RELAZIONE SULLA GESTIONE Nella Relazione sulla gestione, gli amministratori devono dare conto degli investimenti effettuati e dei programmi futuri (art c.c.). Per approfondimenti, si rimanda al successivo cap. 85 Struttura e contenuto della Relazione sulla gestione. 7 COLLOCAZIONE DELLA VOCE NEL BILANCIO ABBREVIATO Nel caso in cui il bilancio sia predisposto in forma abbreviata, le immobilizzazioni immateriali sono esposte cumulativamente alla voce B.I. - Immobilizzazioni immateriali. Sui requisiti che occorre soddisfare per poter redigere il bilancio abbreviato, si veda il successivo cap. 89 Limiti per la redazione del bilancio abbreviato. 83

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