Atteggiamento. Componente cognitiva: lo STEREOTIPO. Componente affettiva. Componente comportamentale: La DISCRIMINAZIONE

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1 Atteggiamento Componente cognitiva: lo STEREOTIPO Componente affettiva Componente comportamentale: La DISCRIMINAZIONE 1

2 Distinzione concettuale fra Stereotipo e Pregiudizio: Stereotipo sociale immagine semplificata di una categoria di persone o eventi, condivisa nei tratti essenziali da molte persone; si accompagna in genere al pregiudizio. Pregiudizio giudizio o opinione a priori, in genere con connotazione negativa, verso persone, gruppi o altri oggetti sociali. Racconto di un nero americano ad un giornalista bianco che lo intervistava: Se tu vai in un ristorante e ti servono in maniera ignobile, sai che c è una sola ragione: il servizio in quel locale è pessimo. Se io vado in un ristorante e mi trattano altrettanto male, non so quale sia la vera ragione. E perché sono nero o perché il servizio è pessimo? 2

3 PRESUPPOSTO: il pregiudizio non è un fenomeno intrinseco alla mente umana, ma deriva da un certo tipo di educazione La semplice CATEGORIZZAZIONE in gruppi distinti è in grado di generare pregiudizio Il processo di identificazione con l ingroup stimola negli individui il bisogno di raggiungere o mantenere un identità sociale positiva: questo li spinge ai fenomeni di favoritismo per l ingroup e denigrazione dell outgroup 3

4 Identità sociale: una parte del concetto di noi stessi deriva dall appartenenza ai gruppi sociali Motivazione ad avere un identità positiva: Siamo motivati a valutare il nostro gruppo positivamente Valore del gruppo: Confronto sociale L esistenza di una minaccia La discriminazione dell out-group si attiva in modo particolare quando le persone sentono l esistenza di una minaccia per l esistenza del proprio gruppo. 4

5 Categorizzazione sociale Permette di costruire una rappresentazione semplificata del mondo sociale che comporta un accentuazione delle differenze fra categorie e una riduzione delle differenze all interno di ciascuna categoria. Processo che porta a identificare singoli individui come membri di un gruppo sociale poiché condividono determinate caratteristiche. Da dove provengono gli stereotipi? Vi sono sostanzialmente due vie attraverso le quali una simile struttura può prendere forma nella memoria a lungo termine: Attraverso esperienze personali con membri di gruppi discriminati Attraverso forme di apprendimento sociale. 5

6 L effetto degli stereotipi risulta amplificato quando: La mancanza di tempo o altre circostanze rendono limitata la capacità cognitiva In presenza di forti emozioni E meno probabile che gli stereotipi attivati influenzino le nostre percezioni e reazioni quando: abbiamo informazioni personali relative all individuo membro del gruppo stereotipato. abbiamo la capacità cognitiva di focalizzarci sull individuo membro del gruppo stereotipato. siamo molto motivati a formarci un impressione accurata dell individuo membro del gruppo stereotipato. 6

7 Come si perpetuano gli stereotipi? Attraverso quali meccanismi sopravvivono e resistono alle smentite? Gli stereotipi distorcono la percezione degli altri le persone in genere danno preferenza a informazioni che confermano le loro aspettative stereotipiche rispetto a quelle che le disconfermano. Le informazioni ambigue tendono ad essere assimilate allo schema preesistente. 7

8 IL LINGUAGGIO DEGLI STEREOTIPI Gli stereotipi non sono soltanto prodotti della mente individuale: Sono divisi tra i membri di una cultura Permettono a tutti i membri di intendersi e di comportarsi in modo coerente verso i membri di altri gruppi UNA CULTURA CREA, MANTIENE E TRASMETTE I SUOI STEREOTIPI SOPRATTUTTO ATTRAVERSO IL LINGUAGGIO Costruzione della frase per designare gruppi stereotipati Aggettivazione non neutrale e costruzione della frase tendenziosa per descrivere eventi che riguardano gruppi minoritari, svantaggiati: due donne e un marocchino investiti da un auto pirata il responsabile dell incidente è un immigrato clandestino completamente ubriaco Il lessico veicola implicitamente caratteristiche del gruppo Marocchino vs. uomo Immigrato ubriaco: immigrati devianti e pericolosi 8

9 Nel parlare di azioni positive del proprio gruppo o di azioni negative di altri gruppi si tende a usare termini più astratti, alti a ridurre una maggiore generalizzazione (il proprio gruppo agisce sempre bene, gli altri gruppi sempre male) nel parlare di azioni negative del proprio gruppo o di azioni positive di altri gruppi si usano termini più concreti, che spingono a relativizzare il fatto (si tratta di eventi eccezionali). Gli stereotipi di genere L uso degli stereotipi di genere conduce a una percezione rigida e distorta della realtà, che si basa su ciò che noi intendiamo per femminile e maschile e su ciò che ci aspettiamo dalle donne e dagli uomini. Si tratta di aspettative consolidate, e non messe in discussione, riguardo i ruoli che uomini e donne dovrebbero assumere, in qualità del loro essere biologicamente uomini o donne. Ad esempio la donna è considerata più tranquilla, meno aggressiva, sa ascoltare e ama occuparsi degli altri, mentre l uomo ha forte personalità, grandi capacità logiche, spirito d avventura e capacità di comando. Si tratta di formule che ci permettono di categorizzare, semplificare la realtà e orientarci in essa, rapidamente e senza dover riflettere. 9

10 Gli stereotipi di genere Per loro natura gli stereotipi di genere hanno un doppio carattere: definiscono ciò che sono le persone, ma anche come dovrebbero essere; creando aspettative differenti per i comportamenti maschili e femminili, finiscono con l avere una funzione normativa nel prefigurare un certo tipo di comportamento come più desiderabile per un genere anziché per un altro. L identità femminile e l identità maschile Sfera privata Riproduzione Sfera pubblica Produzione Per secoli l appartenenza al genere femminile è stata di per sé causa di esclusione sociale e politica Se per gli uomini ne è derivato un impoverimento personale e affettivo, per le donne ha significato una svalorizzazione sul piano sociale 10

11 Sesso: fa riferimento alle caratteristiche biologiche e anatomiche degli individui. Genere: indica i tratti sociali e culturali che qualificano il comportamento, il vissuto e i ruoli di una persona in termini di mascolinità o femminilità. Discriminazione sessuale: consiste nel trattamento sfavorevole riservato ad un individuo per il sesso al quale appartiene. La categoria del è stata introdotta negli Stati Uniti negli anni 70 e si riferisce al significato che le società hanno attribuito nel tempo all essere uomo e all essere donna. Si intende dunque andare oltre la differenza biologica, oltre il sesso per guardare alla costruzione della femminilità e della mascolinità, rispetto alle quali si costruiscono gerarchie, stereotipi, conflitti e convergenze e per coglierne la loro mutevolezza nel tempo. 11

12 Genere è un concetto appreso Il processo di acquisizione dell identità di genere inizia già prima della nascita e continua lungo il corso della vita di donne e uomini. A questo processo contribuiscono tutte le agenzie di socializzazione (famiglia, scuola, gruppo pari, mezzi di comunicazione, esperienze lavorative ), le quali concorrono alla polarizzazione di genere attraverso la produzione e riproduzione di stereotipi e luoghi comuni. La cultura plasma la mente TAPPE DELL ACQUISIZIONE SESSUALE L acquisizione della consapevolezza di genere è un processo lungo, che inizia attorno ai due anni e si conclude con l adolescenza; in particolare attraversa alcune fasi: IDENTIFICAZIONE DI GENERE STABILITA DI GENERE COSTANZA DI GENERE 12

13 IDENTIFICAZIONE DI GENERE A 2-3 anni i bambini sono in grado di identificare le differenze di genere e sanno dire a quale genere appartengono. Tuttavia si basano sull aspetto esteriore e non sanno che il genere accompagna l individuo per tutta la vita. STABILITA DI GENERE: Attorno ai 4 anni i bambini sono consapevoli del loro genere di appartenenza, sanno che è una caratteristica permanente ma si lasciano ingannare dai cambiamenti esteriori e dai travestimenti. 13

14 COSTANZA DI GENERE E la consapevolezza che il genere si conserva a prescindere dalle circostanze e dalle apparenze; si acquisisce intorno ai 5-6 anni ed è considerata una tappa universale in quanto gli antropologi l hanno riscontrata in tutte le culture. RUOLI DI GENERE Per ruoli di genere s intende l insieme dei comportamenti che ci si attende, nella visione collettiva, sulla base del sesso dell individuo individuo. 14

15 STEREOTIPI DI GENERE Per stereotipo di genere s intende un immagine semplificata della realtà culturalmente rielaborata. STEREOTIPI DI UOMO DONNA FAMIGLIA 15

16 UOMO Lo stereotipo maschile deriva da una posizione radicata dell uomo, di tipo dominante. Il "vero uomo" dev'essere coraggioso, audace, freddo davanti al pericolo, forte e abile fisicamente, ma anche onesto e cortese. Non deve lamentarsi, non deve perdere il controllo delle proprie emozioni. Questo è lo stereotipo positivo che si afferma a partire dalla fine del Settecento, nell'ottocento diventa un luogo comune, e sopravvive fino ai giorni nostri senza vere trasformazioni. DONNA Lo stereotipo femminile verte sulla posizione più subordinata della donna rispetto all uomo. Il suo ruolo è sempre stato legato fin dagli albori al compito di madre e moglie, che si occupa della casa e della famiglia. 16

17 Nel testo Dalla parte delle bambine, l autrice Elena Gianini Belotti non usa mezzi termini per descrivere le protagoniste femminili delle fiabe Biancaneve e Cenerentola: sono donne passive,unicamente occupate della propria bellezza (ai fini del maschio), decisamente inette e incapaci, (l una) una stolida ochetta che accetta la prima mela che le viene offerta, (l altra) il prototipo delle virtù domestiche, dell umiltà, della pazienza, del servilismo, del sottosviluppo della coscienza. Le cose non sono cambiate, anche se le apparenze sembrano andare nella direzione contraria. A 30 anni di distanza, nel recentissimo Ancora dalla parte delle bambine, Loredana Lipperini rileva che ancora oggi le eroine dei fumetti invitano a essere belle, le riviste propongono test sentimentali e consigli su come truccarsi, nei libri scolastici le mamme continuano ad accudire la casa per padri e fratelli, la pubblicità mostra piccole cuoche, la moda propone minigonne e tanga, le bambole sono sexy e rispecchiano (o inducono) i sogni classici: diventare ballerine, modelle, estetiste, madri. Questo è il mondo delle nuove bambine. 17

18 La realtà Le donne italiane lavorano 60 ore alla settimana, più di tutte in Europa. Solo il 46 % ha un occupazione; la media europea è del 60% L'Italia è al 21esimo posto tra i paesi industrializzati per l'indice di benessere delle donne madri 3 milioni e mezzo sono le donne che non lavorano per assenza di servizi Solo il 18 % dei bambini trova posto nei nidi sono le donne licenziate o costrette a dimettersi per la maternità Se lavorano, le donne hanno salari del 30 % più bassi degli uomini a parità di mansioni Le donne anziane sono le più povere e percepiscono le pensioni più basse per avere accudito, nel corso della loro vita lavorativa, figli, nipoti, genitori Le donne giovani sono più precarie dei giovani uomini e più laureate. Pagheranno la precarietà: oggi con l'incertezza del futuro, domani con una pensione misera Le donne sono marginali nella vita pubblica, perfino più che in alcuni paesi in via di sviluppo FAMIGLIA In seguito alla rivoluzione femminista, in Italia cambia profondamente la posizione della donna e nel 1975 viene approvata la riforma del diritto di famiglia che abolisce la figura del capo famiglia e rende più concreta l uguaglianza tra marito e moglie e la corresponsabilità nei confronti dei figli. 18

19 Non esiste nell intero 900 un periodo favorevole come gli 1970 E' approvata la legge n. 898 sullo scioglimento del matrimonio Legge 1044 per l'assistenza all'infanzia che prevede l'istituzione di asili nido pubblici. E' approvata anche la legge 1204 di riforma della legge sulle lavoratrici madri Come effetto della introduzione della Scuola Media Unica si registrano ormai significativi aumenti nella scolarità femminile superiore (dove le donne passano dal 37,4% del al 42,4% del ) e in quella universitaria (dal 25% al 37,5%) E' approvata la legge n.151 di riforma del diritto di famiglia che sanziona la parità dei coniugi. E' approvata la legge n. 405 che istituisce i consultori familiari E' approvata le legge n. 903 sulla parità di trattamento fra uomini e donne in materia di lavoro E' approvata la legge sulla tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria di gravidanza (legge n.194). Tuttavia permane uno stereotipo familiare alimentato dal costante flusso di informazioni proveniente dai mass-media: un incessante imposizione di immagini che ripropongono antichi valori come la coesione, la solidità e la divisione dei ruoli. 19

20 È abitata da un'infinità di personaggi femminili. Ha una forte componente emotiva. Si rivolge alla donna in quanto responsabile degli acquisti famigliari. Nonostante oggi venga presentata un immagine di donna in carriera, capace e determinata, in molte pubblicità permane il vecchio stereotipo di donna massaia o seduttrice. 20

21 Solitamente, vengono rappresentati cinque tipi di donna: Domestica Seduttrice Determinata Manager Vendicativa Ruolo di DONNA, MADRE, MOGLIE In passato era il modello prevalente della pubblicità Ora la ritroviamo in poche occasioni: Prodotti per l infanzia Detersivi e prodotti per la pulizia La vecchia massaia cede il passo alla donna in carriera, che per la casa e la famiglia ha sempre meno tempo a disposizione 21

22 Uno dei modelli più frequenti nella pubblicità Compare negli spot di: Cosmetici Profumi Bevande e alcolici Biancheria intima Abbigliamento La seduzione rimane un'arte femminile, anche se rispetto al passato la donna ne è sempre più soggetto e non oggetto. Il corpo della donna è stato oggetto dello sguardo degli uomini. In queste pubblicità, la donna riacquista la sua soggettività, liberandosi del ruolo passivo. Automobili Prodotti dietetici Abbigliamento sportivo Vengono presentati dei soggetti femminili intraprendenti, alla ricerca di spazi una volta negati. 22

23 La donna appare sempre più spesso nella veste professionale. Non più confinata entro le mura domestiche diventa protagonista della vita sociale e lavorativa. Pubblicità aziendali Riviste Una donna più evoluta, che entra anche nel campo finanziario in veste vincente, pronta a cogliere le occasioni con fiuto da investitrice. Rappresenta la donna che si è stancata di essere sottomessa all uomo e si riscatta con comportamenti clamorosi. Alcolici Profumi Gioielli e orologi Una "vendetta" sul maschio prepotente. Questo modello viene utilizzato molto anche nel cinema, che rappresenta eroine coraggiose alla ricerca di una rivincita. 23

24 Lessico maschile / femminile Il lo la gli le i Signora maestra come si forma il femminile? Partendo dal maschile: alla o finale si sostituisce semplicemente una 'a' Signora maestra, e il maschile come si forma? Il maschile non si forma, esiste 24

25 La lingua non solo manifesta, ma anche condiziona il nostro modo di pensare: incorpora una visione del mondo e ce la impone. Modi di dire e frasi idiomatiche discriminanti, anche in situazioni confidenziali e scherzose Restare zitella; Essere una vecchia zitella Essere uno scapolo (d oro!) 25

26 Un cortigiano: un uomo che vive a corte Una cortigiana: una mignotta Un massaggiatore: un Kinesiterapista Una massaggiatrice: una mignotta Un professionista: un uomo che conosce bene la sua professione Una professionista: una mignotta Un uomo di strada: un uomo duro Una donna di strada: una mignotta Un uomo senza morale: un ladro, un corrotto Una donna senza morale: una mignotta Un uomo pubblico: un uomo famoso, in vista Una donna pubblica: una mignotta Un uomo facile: un uomo con il quale è facile vivere Una donna facile: una mignotta Un intrattenitore: un uomo socievole, affabulatore Una intrattenitrice: una mignotta Un uomo allegro. uno che ride spesso Una donna allegra: una mignotta Un uomo molto disponibile: un uomo gentile Una donna molto disponibile: una mignotta. Un uomo è libero quando non ha padroni (si spera per sempre), una donna è libera quando non è accoppiata (si spera provvisoriamente) Un uomo è signore sempre, anche se non è sposato, la donna o è signora o è signorina Una governante/un governante...la maestra è l insegnante dei bambini mentre un maestro è una guida spirituale, un grande uomo cui molti si ispirano Nelle pratiche telematiche, le questioni di senso restano intatte. La rete è moderna? Digitando uomo libero : i grandi della storia, e citazione di Baudelaire donna libera : cerco donna libera scopo affettuosa amicizia giornalisti : siti dell Ordine e della Federazione giornaliste : cercansi giornaliste sexy per pornotv; le giornaliste più sexy della tv 26

27 Giornali, riviste, pagine web e il parlato quotidiano assumono chiusure e stereotipi dei quali spesso non siamo consapevoli. Nella regolamentazione grammaticale è stabilito che il maschile comprenda il femminile e ciò sembra principio naturale e innocuo, nonché rispettoso di una certa economia lessicale. 27

28 I mezzi di informazione sono rivelatori di discriminazioni grammaticali e lessicalisemantiche, incertezze d'uso, oscillazioni tra linguaggio tradizionale e innovativo, espressioni retoriche e stereotipi di genere, a dimostrazione che il linguaggio è qualcosa di mobile. RaiTre ha un nuovo direttore: Bianca Berlinguer Il marito dell assessore sarà presidente Il sindaco di Cosenza ha partorito una bambina Il ministro indossava un tailleur rosa Il segretario di Stato (Hillary Clinton) ha accolto la notizia con animo virile. 28

29 Taluni incarichi professionali sono stati tradizionalmente affidati a uomini, per cui il problema della desinenza al femminile si è creato tardi. Ruoli professionali, cariche istituzionali e politiche sono quindi espresse col genere maschile anche se ricoperte da donne. Negli ultimi decenni si è avviata una riflessione sull uso sessista della lingua, ovvero il prevalere di uno dei due generi, il maschile. Mentre il lessico è più sensibile ai cambiamenti nella percezione della realtà, le strutture morfosintattiche si possono modificare solo in un arco temporale più lungo e con maggiore difficoltà. 29

30 Anche se non è possibile modificare nell immediato le strutture e i meccanismi di funzionamento di un sistema così complesso come la lingua, l adozione di regole e strategie che segnalino le dissimmetria tra maschile e femminile aiuta a contrastare il fenomeno dell inerzia linguistica di donne e uomini e abitua alla consapevolezza che i soggetti del discorso sono due. I femminili che mancano Nella nostra lingua mancano i femminili relativi alle professioni e alle cariche che le donne hanno via via assunto nel corso di questo secolo. I femminili sono invece ben presenti e radicati per ruoli e mestieri tradizionalmente svolti dalle donne quali: casalinga, massaia, governante, lavandaia, infermiera, merlettaia, segretaria, nutrice, levatrice, etc. Per molti di questi, manca significativamente il maschile, oppure esso assume un significato totalmente diverso. Che fare per colmare queste lacune? Le linguiste suggeriscono di puntare direttamente alla creazione del femminile che manca, anche se questo inizialmente suona male. Più è rara la presenza femminile in questi ruoli più è difficile accettarne il femminile. Guarda caso, i femminili che risultano più strani e più forzati sono proprio quelli relativi ai ruoli di potere più elevati e alle professioni. Nessuno si stupisce più di mestieri di livello medio-basso declinate al femminile come cameriera, impiegata, cassiera, commessa, parrucchiere, ragioniera. 9 30

31 Nel 1987 la Commissione Nazionale per la realizzazione delle Pari Opportunità Uomo Donna promuove una ricerca in cui si riflette sul rapporto tra una lingua per tradizione maschilista e l evoluzione della società. Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana Evitare l'uso del maschile come genere non marcato Evitare l articolo con i cognomi femminili Accordare aggettivi e participi con i nomi che sono in maggioranza. Se sono in parità l'accordo va con l'ultimo nome Usare i titoli professionali al femminile se il referente è femminile 31

32 L acquisizione dei diritti della donna Tappe principali dell emancipazione femminile La conquista del diritto di voto e di eleggibilità delle donne europee Donne e rappresentanza politica 32

33 Donne e politica in Italia Le donne alla camera (2008) sono 133, ossia il 21,1 % del totale. Al Senato, invece, le donne elette sono 55, il 17,4 % del totale. L Italia èal 67 posto nel mondo per rappresentatività delle donne nel parlamento. Attualmente le donne europee godono di pieni diritti civili, giuridici e politici, tuttavia rimangono ancora degli ostacoli da rimuovere. Le donne europee oggi si trovano unite, nelle istituzioni comunitarie, per superare le barriere che si frappongono all'uguaglianza di genere e per promuovere una cultura della differenza positiva in Europa e nel mondo. 33

34 La rappresentazione di genere nell informazione RAI Contenuto dei programmi televisivi d informazione: a) Scissione tra immagine e parola delle donne b) Molta presenza delle speaker del tg e delle conduttrici, ma assenza di opinioniste ed esperte o di semplici donne ospiti in studio (invitate a fornire un opinione su avvenimenti, o a illustrare un punto di vista, una decisione di rilievo pubblico) c) Ciò di conseguenza produce l assenza in TV di un pensiero femminile sul mondo 34

35 A seconda del programma le veline hanno tanti nomi, ma sono tutte uguali: Ragazze Fast Food (Drive in) Ragazze Coccodè (Indietro tutta) Ragazze cin cin (Colpo Grosso) Littorine (Odiens) Letteronze (mai..dire) Letterate Veline (Striscia la Notizia) Letterine (passaparola) Schedine (Quelli che...il calcio) Meteorine (TG4) Professoresse (L'eredità Rai1) Ereditiere (L'eredità Rai1 edizione vecchia) Sondaggine (Colorado edizione vecchia) Colorado Girls Notine (Sarabanda) Paperette (Paperissima) Luci's Angels (Lucignolo) Diavolita (Lucignolo) Quote Rosa (Scorie) Madrina (Sanremo) Madre Natura (Ciao Darwin) Ci sono anche le Prezzemoline Un opportunità di riflessione Ridefinizione della mascolinità in relazione ai processi di emersione di una nuova soggettività femminile (e femminista) un'occasione di libertà maschile dagli stereotipi che costringono e imprigionano la vita degli uomini, la loro sessualità e la loro esperienza di paternità (Ciccone 2010). 35

36 Man Studies Nascita di un filone di studi e ricerche volti ad indagare e problematizzare la dimensione della mascolinità Occasione di svelare il potere e la neutralità del maschile verso una società realmente plurale e rispettosa delle differenze. In molte parti del mondo permane però la discriminazione ai danni delle donne. 36

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