Geotour Geografia turistica e dei beni culturali dei paesi extraeuropei

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1 Guido Corradi - Monica Morazzoni Geotour Geografia turistica e dei beni culturali dei paesi extraeuropei Appendice: Compendio statistico RCS LIBRI EDUCATION SPA Markes

2 ISBN RCS Libri S.p.A.- Milano Nuova edizione: febbraio 2008 Ristampe Stampa: Centro Poligrafico Milano, Casarile (Mi) Hanno collaborato alla realizzazione dell opera: Coordinamento editoriale: Maria Bianchi Redazione: Anna Lupetti Progetto grafico: Studio Mizar, Bergamo Cartografia: Studio Mizar, Bergamo Fotocomposizione e impaginazione: Studio Mizar, Bergamo Copertina: Studio Cappellato & Laurent, Milano I diritti di traduzione e riproduzione, totali o parziali anche ad uso interno e didattico con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i paesi. Fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall art. 68, comma 4, della legge 22 aprile 1941 n. 633 ovvero dell accordo stipulato tra SIAE, AIE, SNS e CNA, CONFARTIGIANATO, CASA, CLAAI, CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI il 18 dicembre Le riproduzioni per uso differente da quello personale potranno avvenire, per un numero di pagine non superiore al 15% del presente volume, solo a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da AIDRO, Corso di Porta Romana n. 108, Milano, La realizzazione di un libro presenta aspetti complessi e richiede particolare attenzione nei controlli: per questo è molto difficile evitare completamente errori e imprecisioni. L editore ringrazia sin da ora chi vorrà segnalarli alle redazioni. Per segnalazioni o suggerimenti relativi al presente volume scrivere a: Direzione Editoriale RCS Libri S.p.A.- Divisione Education - Via Mecenate, n Milano - fax L editore è presente su Internet all indirizzo: Indicazioni ed aggiornamenti relativi al presente volume saranno disponibili sul sito. L editore è a disposizione degli aventi diritto con i quali non gli è stato possibile comunicare per eventuali involontarie omissioni o inesattezze nella citazione delle fonti dei brani o delle illustrazioni riprodotte nel volume. L editore si scusa per i possibili errori di attribuzione e dichiara la propria disponibilità a regolarizzare. Le immagini utilizzate in questo libro non vanno interpretate come una scelta di merito da parte dell editore, né come invito all acquisto di prodotti. Le illustrazioni o riproduzioni sono state riportate a scopo esclusivamente didattico.

3 Premessa Questo volume comprende i moduli relativi ai continenti e ai Paesi extraeuropei. In questo volume, per la scelta dei Paesi proposti, abbiamo voluto orientarci verso quelli più significativi nell ambito del fenomeno turistico, volendo privilegiare un ricco e ampio ventaglio di informazioni relative a un numero limitato di realtà nazionali, rispetto all ipotesi di coprire l intero globo terrestre, cadendo nell inevitabile peggioramento e limitatezza della trattazione. La progressione dei temi affrontati e della terminologia consiglia l utilizzo del volume secondo l articolazione proposta nell indice, ma l opera si presta anche a un suo impiego per moduli o unità secondo un ordine diverso in quanto ogni continente presentato nelle singole parti viene sviluppato in modo completo e a sé stante. Dopo un primo modulo dedicato alle tematiche dello sviluppo e del sottosviluppo segue la trattazione delle realtà nazionali divise per continenti. Ciascuno dei Paesi considerati è analizzato attraverso: una cronologia seguita da una breve sintesi storica, la trattazione del paesaggio e della specifica realtà turistica e, per i Paesi turisticamente più significativi e di particolare importanza culturale anche una scheda sulla capitale. Per le nazioni che utilizzano lingue ufficiali proprie viene inoltre fornita una scheda che illustra gli aspetti più significativi di ciascuno degli idiomi incontrati nel corso della trattazione. La parte sul paesaggio risulta innovativa e interessante perché, svolta attraverso il linguaggio di un racconto, affronta in maniera semplice e divertente gli aspetti principali del territorio nel suo processo di interazione con l attività dell uomo. Nella nuova edizione ogni modulo è aperto da una sintetica enunciazione dei contenuti e degli obiettivi relativi alle unità didattiche proposte e da u- na mappa concettuale che sviluppa in modo visivo l indice degli argomenti tratti. Inoltre, al termine di ogni modulo è stata inserita una proposta di costruzione di itinerario relativa agli stati affrontati corredata con indicazioni di strumenti di lavoro. Gli autori

4 IV indice Indice modulo a La qualità della vita e lo sviluppo umano 2 Marocco Cronologia 33 1 Il paesaggio 36 2 Il turismo 38 Città Marrakech 40 Lingua L arabo 42 1 Sviluppo e sottosviluppo Una terminologia in continua evoluzione 2 Le regioni del Nord e del Sud del mondo 2 1 Gli indicatori dello sviluppo 4 ISU 4 PIL per abitante 5 Speranza di vita alla nascita o aspettativa di vita 6 Principali fattori che determinano l aspettativa di vita 6 Il livello d istruzione 6 L Indice di Povertà Umana 7 2 Le cause del sottosviluppo 9 Cause geografiche 9 Cause storiche 9 Cause economiche 10 Cause demografiche 11 Cause socio-politiche 12 3 Conflitti e aree di crisi 12 4 La globalizzazione 14 Che cos è la globalizzazione 14 5 Lo sviluppo sostenibile 15 Un eredità per le generazione future 15 Lo sviluppo sostenibile 16 schede di approfondimento Le tappe dello sviluppo sostenibile 16 Il patrimonio dell umanità 18 L organizzazione delle Nazioni Unite 20 3 Cronologia 43 1 Il paesaggio 46 2 Il turismo 47 Città Tunisi 50 4 Tunisia RCS LIBRI EDUCATION SPA Cronologia 51 1 Il paesaggio 55 2 Il turismo 57 Città Il Cairo 60 5 Egitto Cronologia 62 1 Il paesaggio 65 2 Il turismo 66 Città Petra 68 6 Giordania Israele Cronologia 70 1 Il paesaggio 75 2 Il turismo 76 Città Gerusalemme 79 Lingua L ebraico 81 1 modulo b Area mediterranea extra-europea Il bacino del Mediterraneo come luogo d incontro di culture diverse 1 La morfologia e il clima 24 2 La cultura araba 25 3 L Islam 27 4 La religione ebraica 30 7 Turchia Cronologia 82 1 Il paesaggio 86 2 Il turismo 89 Città Istanbul 92 Lingua Il turco 93 Cipro 94 Proposte di itinerario Marocco, Tunisia, Egitto, Giordania, Israele, Turchia 96

5 indice V 1 Il territorio modulo c Il Nord America 1 Il paesaggio La morfologia L idrografia Le aree climatiche e i biomi Le etnie, le lingue e le religioni Stati Uniti Cronologia Il paesaggio Il turismo 120 Città New York Canada Cronologia Il paesaggio Il turismo I trasporti 136 Città Ottawa 137 Proposte di itinerario USA, Canada Il territorio modulo d L America Latina 1 Il paesaggio L idrografia Le aree climatiche e i biomi Le etnie, le lingue e le religioni La demografia 148 Storia L America Latina L area caraibica 1 Elementi generali 151 Cuba Cronologia Il paesaggio Il turismo 157 Repubblica Dominicana Cronologia Il paesaggio Il turismo Le comunicazioni Messico Cronologia Il paesaggio Il turismo Perú Cronologia Il paesaggio Il turismo Brasile Cronologia Il paesaggio Il turismo 186 Città Rio de Janeiro 189 Proposte di itinerario Cuba, Repubblica Dominicana, Messico, Perú, Brasile Il territorio modulo e L Asia 1 La morfologia L idrografia Le aree climatiche e i biomi Le etnie e le lingue La demografia Giappone Cronologia Il paesaggio Il turismo 210 Città Tokyo 214 Lingua Il giapponese Regione indiana 1 Un area tra passato e presente Le religioni dell India 218 L induismo 219 Il buddhismo 220

6 VI indice 3 Unione Indiana 221 Cronologia Il paesaggio Il turismo 230 Città Bombay 234 Lingua Le lingue dell Unione Indiana L arcipelago delle Maldive Cronologia Il paesaggio Il turismo Sud-Est asiatico Thailandia Cronologia Il paesaggio Il turismo 249 Città Bangkok 253 Lingua Il thai 255 Indonesia Cronologia Il paesaggio Il turismo 262 Lingua Il Bahasa Indonesia Cina Cronologia Il paesaggio Il turismo 275 Città Pechino 279 Lingua Il cinese 281 Proposte di itinerario Giappone, Unione Indiana, Maldive, Thailandia, Indonesia, Cina 282 modulo f 2 Cronologia Il paesaggio Il turismo Senegal Cronologia Il paesaggio Il turismo 307 Lingua Lo swahili Kenya Cronologia Il paesaggio Il turismo 314 Proposte di itinerario Senegal, Kenya, Repubblica Sudafricana Repubblica Sudafricana modulo g L Oceania 1 La morfologia Le etnie, le lingue e le religioni I caratteri economici La divisione politica 326 Civiltà Le popolazioni indigene Il territorio Australia Cronologia Il paesaggio Il turismo 333 Proposte di itinerario Australia 336 L Africa 1 Il territorio 1 La morfologia L idrografia Le aree climatiche e i biomi Le etnie, le lingue e le religioni La demografia 292 Storia Popolamento e storia 294 Parchi e riserve Parchi, riserve e aree protette 297 appendice Gli Stati extraeuropei Il turismo nel mondo 338 Turchia, Giappone, Stati Uniti 341 Asia Est/Pacifico 344 Asia meridionale 351 Medio Oriente 354 Americhe 358 Africa 366

7 Contenuti B Gli indicatori dello sviluppo umano B Globalizzazione e sviluppo sostenibile B Realtà e cause del sottosviluppo B Conflitti e aree di crisi modulo a Obiettivi Conoscitivi B Diverse aree del mondo secondo i livelli della qualità della vita B Cause del sottosviluppo B Concetto di globalizzazione B L importanza e il funzionamento dell ONU e il ruolo delle sue principali agenzie Metodologico-operativi B Saper utilizzare le conoscenze acquisite in altre discipline in relazione al tema proposto B Saper utilizzare materiale vario come, ad esempio, articoli di giornale, riviste, video, materiale reperibile via Internet, per approfondire il tema proposto B Saper leggere e interpretare tabelle, grafici, dati statistici di vario genere B Saper operare confronti fra le realtà dei diversi Stati in relazione al loro livello di sviluppo RCS LIBRI EDUCATION SPA La qualità della vita e lo sviluppo umano Mappa Realtà e cause del sottosviluppo Globalizzazione e sviluppo sostenibile Conflitti e aree di crisi Sviluppo umano Gli indicatori dello sviluppo umano Sommario B Unità 1 Sviluppo e sottosviluppo L ONU L UNESCO e i luoghi patrimonio dell umanità

8 1unità Sviluppo e sottosviluppo Una terminologia in continua evoluzione Fra gli Stati del mondo esistono forti differenze in relazione al livello di vita. Ricchezza disponibile, qualità dei servizi, sicurezza, presenza di risorse naturali, sono fra i principali aspetti che contribuiscono a caratterizzare quello che si può indicare come livello della qualità della vita di un determinato Paese. A partire dalla fine della seconda guerra mondiale sono state utilizzate diverse espressioni per indicare le disuguaglianze nel livello di vita dei popoli del mondo. Si è parlato di Paesi sottosviluppati prima e in via di sviluppo poi, volendo cercare un espressione meno forte e carica di speranze per il futuro. Quindi è stato il momento dei Paesi del terzo mondo con riferimento ai componenti il terzo stato dei tempi della Rivoluzione Francese, cioè dei più poveri. Periferia del mondo è stato invece utilizzato per sottolineare l idea di luoghi periferici, dipendenti da un centro ricco e privilegiato negli scambi economici. Infine, in questi ultimi anni, ha preso il sopravvento l espressione Nord-Sud 3 del mondo, riferita quindi ad una precisa collocazione geografica. Infatti, tutti gli Stati che si trovano nell emisfero boreale, grosso modo, a nord del 40 parallelo, appartengono al mondo più sviluppato, il Nord, appunto, mentre l area tropicale e meridionale si caratterizza per un livello di sviluppo meno elevato. Questo è il Sud. A evidenziare l aspetto simbolico, oltre quello meramente geografico, sta il fatto che, a ben vedere, anche nell area Sud ci sono Stati del ricco Nord come Australia e Nuova Zelanda, mentre, viceversa, alcune regioni dell Asia settentrionale (Mongolia e Corea del Nord, ad esempio) non possono essere pienamente collocate nel Nord del mondo. Le regioni del Nord e del Sud del mondo Proviamo quindi ad individuare quali sono gli Stati del Nord che ospitano attualmente circa il 20% della popolazione mondiale. Si tratta di Canada e USA in America 1, di tutta l Europa occidentale (sostanzialmente l Unione Europea più Islanda, Svizzera e Norvegia, che non ne fanno parte) e di quella orientale, compresa la parte asiatica della Russia, Giappone, Corea del Sud e Singapore in Asia, Australia e Nuova Zelanda in Oceania. Il resto del mondo, è Sud. Qui vive circa l 80% della popolazione mondiale. 1 Vedute del centro di Chicago, una delle più importanti città USA. 2 Veduta di Korogocho, lo slum che circonda Nairobi, Kenya. 3 Suddivisione del mondo secondo il livello di qualità della vita.

9 1 Sviluppo e sottosviluppo unità Vi sono però notevoli differenze e sfumature che rendono molto più complessa questa divisione. Possiamo individuare, oggi, un ulteriore suddivisione. Vi sono le potenze dominanti (USA e UE) che, oltre a rappresentare le aree più ricche, sono anche quelle che attualmente hanno maggior peso nella politica mondiale. Accanto ad esse ci sono altri Paesi sviluppati fra i quali spicca il Giappone che, dopo USA e UE, rappresenta il terzo polo economico, anche se non ha uguale importanza sul piano politico. Nei cosiddetti spazi intermedi si trovano i Paesi esportatori di idrocarburi, petrolio e gas (Algeria, Libia, Arabia Saudita ed E- mirati Arabi), e gli Stati in transizione economica dell Est europeo, tra i quali spicca la Russia. Questi stanno percorrendo un difficile cammino per recuperare stabilità e sviluppo dopo il crollo dei sistemi comunisti che ne hanno caratterizzato la vita politica per circa quarant anni. Nel Sud troviamo invece le potenze regionali tra le quali spiccano i due Stati emergenti dell Asia, Cina e India (da soli ospitano più di un terzo della popolazione mondiale), che si caratterizzano per una rapida crescita economica, e i grandi Stati dell America Latina come Messico, Argentina, Brasile e Cile. Quindi i Paesi di nuova industrializzazione come quelli del Sud-Est asiatico (Thailandia, Malaysia, Indonesia), quelli periferici a debole dinamismo, come buona parte dei Paesi africani 2 e latino-americani e, infine, i Paesi a basso livello di sviluppo, quasi tutti africani, che vivono attualmente u- na realtà veramente difficile. Nord e Sud del mondo km tropico del Cancro equatore tropico del Capricorno 3 Nord del mondo aree ricche e sviluppate meno intenso Sud del mondo ma in forte crescita o non abitate economie in transizione divisione NORD/SUD

10 4 modulo a La qualità della vita e lo sviluppo umano 1 Gli indicatori dello sviluppo Inizialmente, nell affrontare il tema delle disuguaglianze nello sviluppo, gli studiosi considerarono come indicatore principale, il PIL pro capite, che si ottiene dividendo la ricchezza prodotta all interno di un determinato Stato (PIL) per il numero degli abitanti. A poco a poco ci si accorse, però, che, pur rappresentando un riferimento estremamente importante, il PIL pro capite non era in grado di fornire informazioni esaurienti sui vari aspetti della qualità della vita e, anche in relazione all ambito economico, vi erano delle forti limitazioni. Infatti, ad esempio, non indicava come veniva distribuita la ricchezza né come veniva utilizzata: in un Paese potevano esserci pochi uomini nelle mani dei quali si concentrava la maggior parte delle ricchezze a fronte di una grande maggioranza povera, e ancora poteva esserci uno Stato in cui le risorse economiche venivano indirizzate all acquisto di armi o investimenti all estero a vantaggio dei governanti invece di essere utilizzate per il soddisfacimento delle necessità della popolazione, soprattutto per la sanità e l istruzione. Ciò che effettivamente definisce il livello di un Paese è come vivono i suoi abitanti in relazione alle condizioni economiche, sociali e politiche. A tale scopo sono stati individuati diversi indicatori ma, sicuramente, il più importante è stato messo a punto dall UNDP (United Nations for Development Program), agenzia delle Nazioni Unite, nel 1990 ed è l ISU, Indice di Sviluppo Umano (in inglese: HDI, Human Development Index) grazie all opera dell economista pakistano Mahbub ul Haq. ISU Si tratta di un indicatore il cui scopo è quello di fotografare ed esprimere la situazione relativa al livello della qualità della vita in un determinato Paese. Esso tiene conto principalmente di tre fattori, relazionati agli ambiti economico, demografico e sociale: PIL pro capite, speranza di vita alla nascita e livello di istruzione, ricavato essenzialmente dal tasso di analfabetismo e da quello di scolarizzazione. I valori corrispondenti vengono elaborati secondo precise modalità ed il risultato finale è espresso da un numero compreso fra 0 e 1. I Paesi compresi fra 0,800 e 1 sono considerati ad elevato sviluppo umano, quelli con valori fra 0,500 e 0,800 a medio mentre quelli che si collocano al di sotto di 0,500 sono a sviluppo umano minimo RCS LIBRI EDUCATION SPA UNDP: United Nations Development Program (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo). Si tratta di un agenzia dell ONU con sede a New York che offre consulenza, sostegno e supporto allo sviluppo. Il suo impegno è particolarmente intenso nelle situazioni di post-conflitto e nelle a- ree più isolate dalla comunità internazionale. 4 Molto sviluppato Poco sviluppato ISU da 0,9 a 1 da 0,8 a 0,9 da 0,7 a 0,8 da 0,5 a 0,7 da 0,2 a 0,5 Dati non disponibili L ISU è calcolato in base a tre variabili: speranza di vita, indice di scolarità e reddito

11 Sviluppo e sottosviluppo unità 1 5 * Fonte: Calendario Atlante De Agostini Per un analisi dei dati statistici di tutti i Paesi extra-europei confrontare schede in Appendice al testo. PIL per abitante Come si è già detto, indica la ricchezza prodotta all interno di uno Stato divisa per il numero dei suoi abitanti. Si esprime in dollari USA ($ US), la moneta nazionale degli Stati Uniti d America. Ad esser precisi, però, si tratta di dollari USA PPP cioè, secondo la dizione inglese, Purchasing Power Parity, cioè dollari corretti secondo la Parità di Potere d Acquisto (PPA) Norvegia 0,965 (=) 2. Islanda 0,960 (=) 3. Australia 0,957 (=) 4. Irlanda 0,956 ( 4) 5. Svezia 0,951 ( 1) 6. Canada 0,950 ( 1) 7. Giappone 0,949 ( 4) 8. Stati Uniti 0,948 ( 2) 9. Svizzera 0,947 ( 2) 10. Paesi Bassi 0,947 ( 2) Primi 20 Paesi nella graduatoria ISU 11. Finlandia 0,947 ( 2) 12. Lussemburgo 0,945 ( 8) 13. Belgio 0,945 ( 4) 14. Austria 0,944 ( 3) 15. Danimarca 0,943 ( 1) 16. Francia 0,942 (=) 17. Italia 0,940 ( 1) 18. Regno Unito 0,940 ( 3) 19. Spagna 0,938 ( 2) 20. Nuova Zelanda 0,936 ( 1) 6 Ultimi 10 Paesi* 168. Mozambico 0,390 (=) 169. Burundi 0,384 (=) 170. Etiopia 0,371 (=) 171. Ciad 0,368 ( 2) 172. Repubblica Centrafricana 0,353 ( 1) 173. Guinea-Bissau 0,349 ( 1) 174. Burkina Faso 0,342 ( 1) 175. Mali 0,338 ( 1) 176. Sierra Leone 0,335 (=) 177. Niger 0,311 (=) 7 Africa 047. Seychelles 0,842 ( 4) 063. Mauritius 0,800 ( 2) 064. Libia 0,798 ( 6) Mali 0,338 ( 1) 176. Sierra Leone 0,335 (=) 177. Niger 0,311 (=) I 3 migliori/peggiori Paesi di ogni continente* Asia 007. Giappone 0,949 ( 4) 022. Hong Kong (Cina) 0,927 (=) 023. Israele 0,927 (=) Nepal 0,527 ( 2) 142. Timor Est 0,512 ( 2) 150. Yemen 0,492 ( 1) Europa 001. Norvegia 0,965 (=) 002. Islanda 0,960 (=) 004. Irlanda 0,956 ( 4) Georgia 0,743 ( 3) 099. Azerbaijan 0,736 ( 2) 114. Moldavia 0,694 ( 1) Nord America 006. Canada 0,950 ( 1) 008. Stati Uniti 0,948 ( 2) 031. Barbados 0,879 ( 1) Honduras 0,683 ( 1) 118. Guatemala 0,673 ( 1) 154. Haiti 0,482 ( 1) Oceania 003. Australia 0,957 (=) 020. Nuova Zelanda 0,936 ( 1) 055. Tonga 0,815 ( 1) Vanuatu 0,670 ( 1) 128. Isole Salomone 0,592 (=) 139. Papua Nuova Guinea 0,523 ( 2) Sud America 036. Argentina 0,863 ( 2) 038. Cile 0,859 ( 1) 043. Uruguay 0,851 ( 3) Paraguay 0,757 ( 3) 103. Guyana 0,725 ( 4) 115. Bolivia 0,692 ( 2) Norvegia 2006 Norvegia 2005 Norvegia 2004 Norvegia 2003 Norvegia 2002 Norvegia 2001 Norvegia 2000 Canada 1999 Canada I Paesi al primo posto nei vari anni* 1998 Canada 1997 Canada 1996 Canada 1995 Canada 1994 Canada 1993 Giappone 1992 Canada 1991 Giappone 1990 Canada

12 6 modulo a La qualità della vita e lo sviluppo umano Questo sistema è stato sviluppato da un economista svedese, Gustav Cassel, nel 1920, e viene utilizzato per calcolare il valore del PIL per abitante una volta che questo sia stato convertito dalla moneta nazionale in quella statunitense tenendo conto però anche del reale potere d acquisto di quella moneta. Infatti cambiando le monete in altre valute, spesso, il reale potere d acquisto ne viene stravolto alterando il significato dei numeri che non tengono conto di questo fattore. Speranza di vita alla nascita o aspettativa di vita Questo indicatore ci informa sulla durata media della vita in un determinato Stato. Esistono differenze abissali: in Giappone, la nazione più longeva, si arriva a 82 anni facendo una media tra femmine, che vivono sempre più a lungo, e maschi; nello Swaziland, l ultimo della classifica, la vita media si ferma a 33,5. Un giapponese vive quindi ben più del doppio di quanto non viva un cittadino dello Swaziland, ubicato nell Africa meridionale. Principali fattori che determinano l aspettativa di vita Quali enormi differenze devono esistere nella qualità della vita che caratterizza questi due Stati? Per cercare di coglierle bisogna sapere che dietro il dato della speranza di vita media stanno diversi fattori che contribuiscono a determinarla. Fra i principali possiamo citare: quantità e qualità del cibo disponibile: normalmente si misura in k.calorie pro capite. Intorno alle 3000 calorie per abitante è adeguata, sotto le 2000 inizia ad essere un po carente 9 ; accesso all acqua potabile: le differenze nella disponibilità d acqua così come nei consumi che ne conseguono sono molto rilevanti ed incidono parecchio sulla qualità della vita; condizioni igienico-ambientali: soprattutto là dove gli insediamenti umani sono più densi risultano di fondamentale importanza la presenza di sistemi fognari e la raccolta dei rifiuti, oltre che adeguate misure di protezione per la popolazione da sostanze inquinanti prodotte dall industria e dai trasporti; sistema sanitario: posti di salute, ospedali, medici, infermieri e, complessivamente, una corretta politica sanitaria intervengono a determinare la qualità della vita. Il dato più utilizzato in questo ambito è quello del numero di medici per abitante; conflitti, sicurezza, democrazia e rispetto dei diritti del cittadino: presenza o meno di guerre, interne o con altri Stati, e sicurezza interna sono e- lementi rilevantissimi. È sufficiente verificare il dato sull aspettativa di vita relativo a Stati in conflitto per averne la conferma. Altrettanto importante è il fatto che l assetto politico di un determinato Paese sia stabile, democratico e rispettoso dei diritti dei propri cittadini, viceversa una situazione di malgoverno non garante dei diritti porta a soprusi, prepotenze e violenze che, certamente, non contribuiscono ad elevare l aspettativa di vita. Il livello d istruzione Questo indicatore tiene conto in misura differente del tasso di alfabetizzazione degli adulti (due terzi sul valore del dato complessivo) e del tasso di iscrizione alle scuole elementari, medie e superiori (un terzo). Il primo indica il numero di persone adulte in grado di leggere e scrivere, anche se in modo semplice. Il suo contrario è il tasso di analfabetismo. Il secondo si riferisce invece alla percentuale di iscritti ai vari gradi delle scuole di un determinato Paese. Potere d acquisto: quantità di beni e servizi che si possono conseguire con un determinato ammontare di moneta. Valuta: ciascuno Stato ha una propria valuta, cioè una moneta creata dal proprio Istituto di e- missione. Essa viene utilizzata all interno dei suoi confini. Negli USA, ad e- sempio, c è il dollaro statunitense, così come in Svizzera il franco svizzero, nel Regno Unito la sterlina e in Italia l euro. K.caloria: equivale a 1000 cal. ed è una misurazione utilizzata per indicare l apporto energetico di un alimento.

13 Sviluppo e sottosviluppo unità Ristorante di strada in Perù. 10 Percentuale della popolazione denutrita nel mondo. 10 America settentrionale 9 L Indice di Povertà Umana Nel 1997 è stato introdotto, sempre da parte dell UNDP, l indice di povertà umana (in inglese: HPI, Human Poverty Index). Esso valuta se gli individui all interno delle loro società dispongono o meno delle opportunità necessarie per condurre una vita lunga e sana e per godere di un tenore di vita decente. Lo sviluppo in termini di qualità viene però giudicato a partire dall ottica dei poveri, nel senso che i parametri utilizzati sono quelli della privazione e dell esclusione dal mondo dei ricchi. Questo indice si concentra così sugli stessi tre elementi dell ISU misurandone la mancanza: la prima privazione si riferisce alla sopravvivenza: l esposizione alla morte ad una età relativamente bassa è rappresentata nell HPI dalla percentuale di persone che si prevede muoiano prima dei 40 anni; la seconda dimensione si riferisce alla conoscenza, vale a dire alla percentuale di adulti che sono analfabeti; il terzo aspetto si riferisce allo standard di vita decente, in particolare all insieme delle attività necessarie per conseguire tale standard. Questo a- spetto è rappresentato dall unione di tre variabili: la percentuale di persone con accesso ai servizi sanitari, la percentuale di persone con accesso all acqua potabile, e la percentuale di bambini malnutriti al di sotto dei cinque anni. Tra i 78 Paesi per i quali è stato calcolato l HPI, Trinidad e Tobago, Cuba, Cile, Venezuela, Malesia, Uruguay, Argentina, Singapore e Costa Rica presentano i risultati migliori, nel senso che la povertà è stata ridotta a meno del 10% dell intera popolazione. I Paesi che hanno evidenziato l HPI più basso sono Niger, Sierra Leone, Burkina Faso, Etiopia, Mali, Cambogia e Mozambico: in questi Stati oltre il 50% degli individui sono vittime della povertà Europa Asia RCS LIBRI EDUCATION SPA Africa Equatore America meridionale Percentuale della popolazione denutrita dal 5 al 10 dal 10 al 30 dal 30 a più del 50 Oceania

14 8 modulo a La qualità della vita e lo sviluppo umano 11 %, mortalità infantile < 7,5 7, ,5 72,5-105 > Speranze di vita < 50 anni anni anni anni > 74 anni 11 Tasso di mortalità infantile nel mondo. 12 Speranza di vita nel mondo calcolata su una media tra uomini e donne (2006).

15 Sviluppo e sottosviluppo unità Indicatori selezionati dell Indice di Povertà Umana Indice di povertà Probabilità di non Tasso di analfabetizzazione Persone senza Bambini sottopeso Umana (HPI-I) raggiungere i 40 anni (% dai 15 anni in su) accesso a fonti rispetto all età (%) d acqua potabile (% ages 0-5) (%) 032. El Salvador (15.7) 1. Hong Kong, (1.5) 1. Cuba (0.2) 1. Bulgaria (1) 1. Cile (1) 1. Uruguay (3.3) 97. Belize (10.6) 73. Botswana (18.8) 25. Ecuador (6) 16. Cuba (4) 28. Bolivia (13.9) 98. Indonesia (11.2) 74. Honduras (20.0) 26. Colombia (7) 17. Bosnia Erzegovina (4) 29. Siria (14.4) 99. Giamaica (11.3) 75. Giamaica (20.1) 27. Giamaica (7) 18. Giamaica (4) 30. Giamaica (14.8) 100. Maldive (11.4) 76. Siria(20.4) 28. Tunisia (7) 19. Giordania (4) 31. Filippine (15.3) 101. Trinidad e Tobago (11.6) 77. Swaziland (20.4) 29. Siria (7) 20. Kazakistan (4) da Calendario Atlante De Agostini Swaziland (74.3) 117. Mali (81.0) 125. Etiopia (78) 134. Nepal (48) 2 Le cause del sottosviluppo Molte e di vario genere sono le cause che hanno determinato una tale ed i- niqua disparità tra Nord e Sud: tra un 20% che gode di un tenore di vita tale da fargli consumare l 80% delle risorse disponibili, e un 80% a cui rimane da spartirsi il 20% restante. Proviamo ad individuare le principali ragioni alle quali le varie scuole di pensiero attribuiscono la responsabilità di queste disuguaglianze nello sviluppo. Cause geografiche In questo gruppo rientrano i fattori legati al clima, alla morfologia del territorio, alla presenza di acqua e di risorse naturali. È indubbio che regioni con clima eccessivamente caldo, come avviene alle basse latitudini, sono più vulnerabili, ad esempio, alla proliferazione di molte malattie. In vaste a- ree, soprattutto di Asia e Africa, la scarsità d acqua rende i terreni incoltivabili e le condizioni di vita molto dure. Se a tutto ciò aggiungiamo la mancanza di risorse naturali possiamo ben immaginare quali enormi difficoltà possa incontrare nel suo processo di sviluppo uno Stato che si trovi in queste condizioni. Cause storiche Il Colonialismo è sicuramente l aspetto più rilevante fra quelli storici. Fra i secoli XVI e XX l Europa ha imposto la propria egemonia colonizzando la maggior parte dei territori extraeuropei, sfruttandone le risorse e imponendo i propri modelli di sviluppo. Le principali potenze coloniali furono Spagna, Portogallo, Regno Unito, Olanda e Francia. Questo processo avvenne in modi e tempi assai differenti a seconda della varie regioni del mondo ma, a parte le aree ripopolate interamente da coloni europei (USA, Canada, Australia e Nuova Zelanda), per lo più avvenne secondo un modello di sviluppo funzionale alla crescita economica della madrepatria e non della colonia. La fase di decolonizzazione, che caratterizzò l Ottocento per quanto riguarda l America Latina e il Novecento per quanto riguarda Asia e Africa, determinò la nascita di Stati indipendenti ma spesso privi di una valida classe dirigente, politica ed economica.

16 10 modulo a La qualità della vita e lo sviluppo umano Inoltre, il ritardo accumulato rispetto agli altri Stati e il rapporto di dipendenza che, in molti casi, si perpetuava con gli ex dominatori 14, contribuivano fortemente ad ostacolare il processo di crescita economica e sociale. 14 Gli imperi coloniali Groenlandia Alaska Messico Stati Uniti Canada Oceano Atlantico Cuba Bahamas Puerto Haiti Rico Honduras Nicaragua Guyana britannica Guatemala El Salvador Costa Rica Venezuela Panama Colombia Oceano Pacifico Ecuador Perù Bolivia Gambia Guyana olandese Sierra Guyana francese Leone Liberia Brasile Paraguay Uruguay Cile Argentina Inglesi Francesi Islanda Costa d'oro Regno Unito Spagna Portogallo Rio de Oro Marocco Danimarca Olanda Belgio Svezia Francia Algeria Africa occidentale francese Togo Tedeschi Portoghesi Norvegia Germania Italia Grecia Tunisia Libia Egitto Sudan Yemen Africa equatoriale Eritrea francese Nigeria Abissinia Camerun Austria Ungheria Montenegro Serbia Bulgaria Congo belga Impero Ottomano Arabia Somalia Africa orientale britannica Africa orientale tedesca Angola Mozambico Madagascar Rhodesia Africa tedesca Beciuania del Sud-Ovest Sudafrica Italiani Belgi Impero Russo Afghanistan Persia Pakistan Olandesi Spagnoli India Ceylon Statunitensi Danesi Cause economiche Scambio ineguale e debito estero impediscono ai Paesi del Sud di accumulare capitali e liberare risorse da indirizzare in concrete politiche di sviluppo. Lo scambio ineguale sostanzialmente indica una disparità nel guadagno tra chi produce le materie prime e chi le trasforma e le commercializza. Pensate, ad esempio, al percorso che compie una piccola quantità di cotone per trasformarsi in una camicia. In questo percorso chi guadagna meno è sicuramente chi si trova alla partenza del percorso, cioè il contadino che coltiva il cotone non lavorato, mentre la fase di arrivo, cioè quella del venditore al dettaglio, è quella che gode del maggior margine di utile. In ciascuno dei momenti intermedi (filatura, tessitura, taglio, trasformazione in camicia finita, commercio all ingrosso) il margine di guadagno tende ad aumentare progressivamente. Il Sud del mondo produce soprattutto materie prime mentre il Nord le trasforma e le commercializza e così si può comprendere come il meccanismo dello scambio ineguale avvantaggi il Nord 15. Inoltre, in molte regioni sottosviluppate si producono pochi prodotti per l esportazione, soprattutto i cosiddetti prodotti di piantagione, e la loro variazione Cina Birmania Siam Indocina francese Oceano Indiano Malesia Russi Corea Taiwan Giappone Filippine Indie orientali olandesi Giapponesi RCS LIBRI EDUCATION SPA Australia 14 Estinzione e localizzazione degli imperi coloniali nel periodo precedente la prima guerra mondiale. Papua Oceano Pacifico Nuova Zelanda

17 Sviluppo e sottosviluppo unità 1 11 di prezzo, non essendoci altre voci per l economia, può determinare forti crisi interne. In questi ultimi anni, nuove realtà economiche si stanno affermando e nuove potenze (Cina e India) si stanno affacciando al Nord del mondo ma per molti altri Stati, soprattutto quelli africani, non si vedono a breve grandi cambiamenti. L altro grande macigno è il debito estero, cioè il debito che vari Stati hanno contratto con istituzioni internazionali e Stati stranieri. Spesso questi debiti avevano origine da dissennate politiche dei giovani governi che dovevano sostenere spese di guerra, difficoltà economiche interne, se non addirittura semplice arricchimento personale dei vari dittatori che costellavano il panorama politico della prima decolonizzazione. Il peso di questi debiti, amplificato dagli interessi maturati nel tempo, vanno a ricadere sulla popolazione che vede, in molti casi, buona parte della ricchezza prodotta nel Paese indirizzarsi al pagamento di questo debito In molti paesi centrafricani la presenza di importanti risorse minerali (diamanti) ha portato a situazioni di conflitto durate lunghi anni, con conseguenze drammatiche. Cause demografiche Come gli Stati del Nord si caratterizzano per una scarsa crescita naturale, quelli del Sud fanno registrare, pur con differenze anche rilevanti al loro interno, ancora un forte incremento di popolazione. Ciò è in relazione al fenomeno della transizione demografica di cui si è detto. Infatti, con i miglioramenti intervenuti soprattutto nel sistema sanitario e nell alimentazione, in questi ultimi anni il tasso di mortalità infantile si è fortunatamente abbattuto e la vita media considerevolmente allungata. È facile capire quindi come, a natalità costante, la crescita naturale si sia accentuata. Ciò ha determinato caratteristiche demografiche opposte fra Nord e Sud: i primi hanno una popolazione sempre più vecchia, mentre nel Sud si registra la presenza di ampie porzioni di popolazione giovane, spesso più della metà sotto i 14 anni. Spesso avviene che la crescita dell economia di questi Stati sia inferiore alla crescita demografica. In sostanza ci sono più bocche da sfamare a fronte di una quota di ricchezza pro capite minore.

18 12 modulo a La qualità della vita e lo sviluppo umano Cause socio-politiche In un certo senso questa tipologia di fattori è nello stesso tempo causa ed effetto del sottosviluppo. La loro presenza deriva essenzialmente da quanto sopra indicato ma è anche impedimento determinante al cambiamento nel senso dello sviluppo. Si tratta, per citare i più importanti, delle carenze nella sanità, nell istruzione, nell alimentazione, nelle condizioni igienico-sanitarie derivate anche dalla mancanza di educazione alla salute e dallo scarso livello d istruzione. Strettamente connessa a questi aspetti è anche la violazione del diritto alla pace e alla libertà. Spesso si registrano situazioni di instabilità politica e conflitti etnici o economici per il controllo delle risorse naturali, a volte scatenati da Stati confinanti o alimentati dagli interessi delle multinazionali 16. A ciò contribuisce anche il fatto che esistono molti governi solo apparentemente democratici, o apertamente dittatoriali, in cui i diritti dei cittadini vengono calpestati. Tutto ciò contribuisce a far sì che il livello della qualità della vita si mantenga molto basso. Provate a pensare, ad esempio, alle condizioni di vita degli abitanti della Somalia o dell Afghanistan. 16 Multinazionali: grandi società che operano in uno o più settori dell economia che, pur mantenendo il centro direttivo in un unico Paese,hanno importanti attività dislocate in molti altri Stati del mondo. 16 Donne controllano il prodotto finito in una fabbrica delle scarpe Reebok (multinazionale inglese) in Cina. 3 Conflitti e aree di crisi Dal crollo dei sistemi comunisti dell Est (dal 1989) gli equilibri della geopolitica mondiale sono mutati. La contrapposizione dei due blocchi è stata sostituita dall egemonia degli USA, unica vera potenza attuale. Gli scenari geopolitici di oggi sono assai più complessi di quelli precedenti 18, per la presenza di nuovi Stati e di aree fortemente instabili. Per questa ragione i conflitti locali sono aumentati, così come le azioni di intervento dell ONU per cercare di ristabilire la pace o di lenire le sofferenze provocate dalla guerra. In questo contesto sta purtroppo prendendo spazio anche una particolare forma di aggressione: il terrorismo. Attentati, rapimenti, esecuzioni si svolgono nelle più disparate regioni del mondo, spesso messe in atto da uomini che non hanno timore di perdere la propria vita 17. L azione di questo

19 Sviluppo e sottosviluppo unità Stima delle vittime causate dai conflitti più recenti e ancora in corso. 18 I diversi conflitti presenti nel mondo dopo il crollo dei sistemi comunisti. tipo più clamorosa è certamente stata quella dell attentato alle Torri Gemelle a New York, ma molte altre sono quelle messe in atto in Iraq, ad e- sempio, piuttosto che in Israele e nei Territori dell Autonomia Palestinese, là dove situazioni irrisolte da troppo tempo sono causa di sofferenze per gli uomini che le abitano. Nonostante i moderni mezzi di informazione diano grande visibilità ai principali conflitti in corso, come mai era avvenuto in passato, esistono anche numerose aree caratterizzate dalla presenza di guerre locali o forti tensioni interne di cui poco o nulla si sa. Ciò avviene principalmente per la scarsa attenzione prestata ad esse da parte dei media e per la cura con cui i governi di quei luoghi operano per nascondere le tragiche vicende in corso Iraq 80 mila morti dal Israele-Palestina 5 mila morti dal Libano dal Turchia-Kurdistan 40 mila morti dal Afghanistan 25 mila morti dal Pakistan-Waziristan 3 mila dal Pakistan-Balucistan 450 morti dal India-Kashmir 90 mila morti dal India-Nordest 50 mila morti dal India-Naxaliti 6 mila morti dal Sri Lanka-Tamil 68 mila morti dal Birmania-Karen 30 mila morti dal Thailandia-Sud 2 mila morti dal Filippine-Mindanao 150 mila morti dal Filippine-Npa 40 mila morti dal 1969 I conflitti armati nel dopo «guerra fredda» Stima delle vittime dei principali conflitti in atto 16. Russia-Cecenia 250 mila morti dal Georgia-Abkhazia 28 mila morti dal Georgia-Ossezia morti dal Algeria 150 mila morti dal Costa d Avorio 5 mila morti dal Nigeria 11 mila morti dal Ciad 50 mila morti dal Sudan-Darfur 2 mila morti dal Rep.Centrafricana 2 mila morti dal Somalia 500 mila morti dal Uganda 20 mila morti dal Congo R.D. 4 milioni di morti dal Colombia 300 mila morti dal Haiti morti dal 2004 km RCS LIBRI EDUCATION SPA Quebec Irlanda del Nord Tropico del Cancro Equatore Messico Guatemala Colombia Equador Haiti Paesi Baschi Spagnoli Marocco Gambia Liberia Corsica Libano meridionale Israele Algeria Egitto Sudan Tagikistan Kurdistan Yemen Gibuti Somalia Afghanistan Punjab Myanmar (Birmania) Sri Lanka Aceh (Sumatra) Mindanao Papua Nuova Guinea Tropico del Capricorno Perú Angola Congo Ruanda Burundi Mozambico Timor (Indonesia) Nuova Caledonia Zona di conflitto Guerra Civile (interna a uno stato) Terrorismo Conflitto in corso di soluzione Le frontiere contese Tensioni all interno di uno Stato (movimenti indipendentisti o autonomisti) Falkland Croazia Serbia Montenegro Kosovo Sudafrica Ossezia Cecenia Abkhazia Georgia Armenia Azerbaigian 18

20 14 modulo a La qualità della vita e lo sviluppo umano 4 La globalizzazione Che cos è la globalizzazione Secondo la definizione dell OCSE, la globalizzazione è un processo attraverso cui mercati, idee e produzione nei diversi Paesi diventano sempre più interdipendenti tra loro, generando così strette interazioni tra nazioni, e- conomie e popoli. In un certo modo, l origine del concetto di globalizzazione si può fare risalire ai primi viaggi d esplorazione e conquista. Si deve, infatti, all audacia dei commercianti europei del XV secolo la prima operazione di collegamento di tutti i continenti del mondo. Con Cristoforo Colombo, nel 1492, inaspettatamente veniva scoperto il Nuovo Mondo, con la spedizione di Magellano si completava, pochi anni dopo, la circumnavigazione del globo, con Vasco de Gama, nel 1498, risalendo oltre il Capo di Buona Speranza, si trovava via mare un alternativa alla terrestre via della seta. Un ulteriore impulso a quelle prime forme di globalizzazione venne dalla Rivoluzione Industriale, che dall Inghilterra prese le mosse nella seconda metà del XVIII secolo. Fu proprio lo sfruttamento di nuove fonti d energia e la nascente meccanizzazione a dare agli europei una nuova capacità di penetrazione e di dominio su tutti gli altri popoli della Terra. Ne derivò, quindi, un epoca di continue scoperte, che comportarono una prima fase di o- mologazione del mondo in nome dell industrialismo di matrice europea. Durante tutto il XIX secolo, infatti, soprattutto grazie ad alcuni grandi Stati (Regno Unito, Francia, Olanda), l Europa fu padrona del mondo, diffondendo i suoi ideali e i suoi elementi culturali presso la maggior parte delle altre aree culturali allora esistenti. Alla fine del XIX secolo si posero inoltre le basi per lo sviluppo di una nuova potenza economica e politica: gli Stati Uniti d America. Il risultato fu un formidabile sviluppo economico interno, una grande capacità d attrazione di nuove popolazioni da molti Paesi europei, un dominio incontrastato nei commerci internazionali che, progressivamente, sostituì i Paesi europei. Si delineò così la nuova globalizzazione economica del mondo guidata dalla nascente potenza statunitense, e da allora è divenuto sempre più difficile definire le singolarità delle varie aree culturali tra loro connesse con vincoli economici e tecnologici sempre più stretti. Nel corso del XX secolo, infine, la diffusione dei mass media, l avvento di strumenti informatici in molti settori della vita economica e sociale e il crescente numero di viaggiatori e turisti dai Paesi più ricchi verso ogni parte del mondo hanno promosso trasformazioni culturali e territoriali spesso imponenti e generato nuovi bisogni di consumo, spesso molto prima che si potessero predisporre i mezzi economici e tecnici per soddisfarli, creando talora esplosive insoddisfazioni. La globalizzazione, ovvero il processo che lega Paesi anche molto distanti tra loro attraverso vincoli commerciali, finanziari, politici e culturali, ha determinato, e determina tuttora, molteplici effetti, quali, per esempio: pesanti fenomeni di influenza reciproca, dominazione economica da parte dei Paesi più forti (Stati Uniti, Giappone, Unione Europea) sul resto del mondo, utilizzo di manodopera a costi sempre più bassi all interno di quei Paesi che accolgono capitali e apparati industriali stranieri, spostamenti

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