LA CAPACITA DI CARICO TURISTICA DI UN AREA PROTETTA: CONFRONTO TRA DUE DIVERSI MODELLI DI CALCOLO

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1 XXX CONFERENZA ITALIANA DI SCIENZE REGIONALI LA CAPACITA DI CARICO TURISTICA DI UN AREA PROTETTA: CONFRONTO TRA DUE DIVERSI MODELLI DI CALCOLO Marta BOTTERO 1 e Elisabetta CIMNAGHI 1 1 Politecnico di Torino, Corso Duca degli Abruzzi 24, 10129, Torino SOMMARIO Le politiche di sostenibilità rappresentano sempre più una possibile risposta alla complessità e talvolta all inadeguatezza degli scenari di sviluppo contemporaneo. In particolare, per quanto riguarda il settore del turismo, il dibattito è piuttosto recente ma fin da subito si è rilevato tanto stimolante quanto necessario ed urgente: il turismo, infatti, trova nei fattori di attrattività ambientale e culturale la leva principale della propria competitività. La ricerca di un turismo di tipo sostenibile, in grado cioè di perseguire obiettivi di salvaguardia e valorizzazione del sistema ambientale e del patrimonio culturale, è perfettamente coerente con le strategie di promozione e sviluppo del settore. In questo contesto si inserisce e trova fondamento lo strumento della Capacità di Carico Turistica, una metodologia di calcolo finalizzata a quantificare il numero di turisti ottimale che una determinata località turistica è in grado di sostenere. L obiettivo del paper fa riferimento all approfondimento del concetto di Capacità di Carico Turistica, proponendone l applicazione ad una tipologia di meta turistica specifica, le aree protette. In particolare, il lavoro si sofferma sull analisi e sul confronto di due diverse metodologie di calcolo, al fine di mettere in luce punti di forza e di debolezza dei differenti approcci in un ottica di una possibile futura integrazione. 1

2 1 INTRODUZIONE Il turismo, per la sua natura intrinseca, è un attività antropica che genera forti impatti sul territorio nel quale si sviluppa. In tal senso, importante è il recente approccio del turismo sostenibile (Commissione Europea, 2003), finalizzato alla mitigazione degli impatti che i flussi turistici, se non correttamente gestiti, possono determinare sul contesto complessivo in cui l esperienza turistica medesima si va a configurare: ambiente naturale, economia locale e dimensione sociale della popolazione residente e quindi ospitante. Il concetto di sostenibilità del turismo può andare anche molto oltre questo: può infatti rappresentare a tutti gli effetti una sfida per una generale riqualificazione dei contesti naturali ed urbani che costituiscono destinazioni turistiche di tipo attuale o potenziale. In questo contesto risulta necessario, ogni giorno di più, mettere in atto strategie capaci di fornire in primo luogo un giudizio sulla situazione in cui versa una determinata località turistica e, in secondo luogo, di delineare orientamenti e linee guida capaci di indirizzare la gestione verso modelli sempre più sostenibili. In termini generali si può affermare che il turismo diventa sostenibile quando non eccede la propria capacità di carico, quando, cioè, le attività turistiche si sviluppano in modo tale da mantenersi vitali ed attraenti per un tempo illimitato, senza alterare l ambiente naturale, sociale ed economico e arrivando a soddisfare tutti gli attori del processo (i turisti, le imprese, la comunità ospitante e il sistema politico-amministrativo che si trova a governare le destinazioni). In questo senso, appare molto efficace il recente approccio della Capacità di Carico Turistica (World Tourism Organization, 1991). L obiettivo del presente lavoro fa riferimento ad un approfondimento teorico e applicativo di tale approccio, al fine di chiarirne limiti e potenzialità nell ambito della valutazione di interventi nel settore turistico con particolare riferimento alle aree protette. 2 SVILUPPO SOSTENIBILE E TURISMO SOSTENIBILE 2.1 Il concetto di sviluppo sostenibile e la sua applicazione al settore del turismo Come è noto, per sviluppo sostenibile si intende la necessità di soddisfare i bisogni dell attuale generazione senza compromettere la capacità delle generazioni future di 2

3 soddisfare i loro (Brutland, 1987). Con riferimento alle valutazioni per la sostenibilità di interventi sul territorio, in questa sede ci si concentrerà sulle tematiche relative ad un attività antropica specifica, l attività turistica, al fine di indagarne le correlazioni e capire come far conciliare gli obiettivi dello sviluppo sostenibile con quelli del turismo. A questo proposito è possibile sottolineare che una buona gestione dell attività turistica deve saper gestire e soddisfare contemporaneamente le esigenze di due diversi gruppi di individui, i turisti da un lato e i residenti dall altro. Lo sviluppo del turismo visto solo dal punto di vista economico è un concetto ormai obsoleto, in quanto il capitale naturale che ne permette la crescita e l evoluzione e che può sembrare una risorsa infinita, nel lungo periodo invece non sempre lo è. Come recentemente segnalato da Olga Chitotti e Alessandro Villa in un documento del Centro VIA Italia (1999), Il turista, non fosse altro che con la sua presenza fisica, trasforma l ambiente che lo circonda : non è dunque facile risolvere il dilemma con il quale si confronta una comunità locale per la quale la principale risorsa è il turismo ma nella quale, contemporaneamente, si presentano delle specificità ecologiche che rendono i suoi ecosistemi fragili e dove quindi un esercizio non controllato del turismo genera pressioni rilevanti sugli ecosistemi stessi producendo impatti non desiderati. In un caso del genere, la comunità d accoglienza deve fare scelte concrete in modo da conciliare aspetti economici, sociali ed ambientali; tali scelte dovranno poi concretizzarsi in adeguati strumenti di gestione dei flussi turistici. Gli aspetti negativi della trasformazione turistica precedentemente evidenziati però non vanno intesi, naturalmente, come giustificazioni per rifiutare il turismo ma come invito ad impostare il problema su basi razionali, e da qui la proposta di soluzioni quali l introduzione dei concetti di turismo sostenibile ed ecoturismo (Touring Club Italiano, 2005). 2.2 Turismo Sostenibile ed ecoturismo In sintesi, il turismo sostenibile, analogamente allo sviluppo sostenibile, costituisce una meta ideale, un utile fattore di mobilitazione e ragionamento, anche se è difficile da definire come obiettivo gestionale dotato di un significato preciso. Questa difficoltà è anche dimostrata dall esistenza di molte definizioni in uso, sovente conflittuali, che si sforzano di precisare il concetto. Ricondotto alla sua dimensione empirica e nel quadro di quanto detto, il turismo sostenibile può essere inteso come un turismo capace di durare nel tempo mantenendo i suoi valori 3

4 quali-quantitativi. Cioè suscettibile di far coincidere, nel breve e nel lungo periodo, le aspettative dei residenti con quelle dei turisti senza diminuire il livello qualitativo dell esperienza turistica e senza danneggiare i valori ambientali del territorio interessato dal fenomeno. (Centro VIA Italia, 1999). Appare quindi chiaro come il concetto di sostenibilità abbia in questo caso una duplice valenza: da una parte quella ecologica riferita cioè alla conservazione degli equilibri fra tutte le componenti dell ambiente naturale (flora, fauna, risorse idrogeologiche, clima, paesaggio..), dall altra quella antropologica, riferita alla persistenza della godibilità di questo ambiente nelle sue componenti naturali ma anche culturali- per ondate successive di turisti e per i residenti, che con essi devono convivere. Il concetto di sostenibilità, affinché risulti efficace, deve essere applicato a tutti i segmenti dell industria turistica ed i criteri di sostenibilità vanno implementati con lo stesso rigore in tutte le tipologie di territori soggetti a flussi turistici: aree naturali, siti di interesse culturale, destinazioni per fenomeni di turismo di massa, etc. Se il turista si aspetta dalla sua esperienza il disorientamento, la scoperta di qualcosa di diverso e di nuovo, l entusiasmo di vivere emozioni a lui sconosciute, questo è generalmente garantito dall originalità e dall autenticità del prodotto che a lui viene offerto e in quest ottica è sempre più marcata la tendenza a rifiutare i pacchetti uniformati e standardizzati che l offerta turistica ha proposto per molti anni ma che ora non sembrano più attrarre: città artificiali, parchi acquatici, villaggi turistici costruiti per offrire benessere, felicità ed evasione dagli anni 90 non sembrano più essere graditi alla maggior parte dei consumatori, i quali tendono invece a domandare una realtà accompagnata da una dinamica culturale ed ambientale. Questa nuova tendenza, che rappresenta un approccio integrato tra le attese dei visitatori e il benessere della collettività di accoglienza, con una prospettiva volta alla conoscenza dell ambiente, è definita Ecoturismo ed è la forma di turismo che meglio risponde alle esigenze del turismo sostenibile (Quebèc Declaration on Ecotourism, 2002). Se il turismo naturalistico va inteso come l insieme delle tipologie di turismo per cui la motivazione principale dei fruitori è l apprezzamento della natura e delle culture tradizionali, l Ecoturismo va invece inteso come quel particolare turismo che deve contribuire alla protezione della natura e al benessere delle popolazioni locali: in quest ultima visione si delinea perciò la figura di un fruitore responsabile del proprio ruolo, il turista diventa figura attiva e non solo più passiva (Cannas, Solinas). 4

5 3 LA CAPACITA DI CARICO TURISTICA 3.1 Definizione e presupposti fondamentali Le problematiche che l attività turistica comporta e la necessità di gestirle adeguatamente hanno portato all elaborazione di strumenti specifici in grado di fornire una risposta riguardo alla possibilità o meno di sostenere determinati flussi turistici per una certa località. In quest ottica, grande importanza assume il concetto di capacità di carico di un area, cioè il limite oltre il quale il territorio non è più in grado di sostenere lo sfruttamento delle risorse interne con conseguente perdita di autonomia. Il nodo attorno al quale si discute al fine di definire la capacità di carico di un area è quindi l individuazione della soglia critica oltre la quale non vi è più capacità di sopportare nuove pressioni di origine antropica: tale limite definisce la criticità del sistema e individuare i punti di criticità o di non sostenibilità del sistema significa quindi evidenziare la vicinanza alla soglia di degrado irreversibile (Mondini, 2008). Con particolare riferimento all attività turistica, l approccio generale di capacità di carico assume connotati più specifici di Capacità di Carico Turistica (CCT) e fa riferimento all analisi degli impatti legati al turismo e al correlato consumo di risorse. Secondo la definizione dell Organizzazione Mondiale del Turismo, la Capacità di Carico di una località turistica è costituita dal numero massimo di persone che visitano, nello stesso periodo, una determinata località turistica, senza compromettere le sue caratteristiche ambientali, fisiche, economiche e socioculturali e senza ridurre la soddisfazione dei turisti (World Tourism Organization, 2000). In particolare, la strategia implicita nell analisi della Capacità di Carico Turistica ha rappresentato una risposta al bisogno di cambiamento proveniente da molte destinazioni turistiche mature: le diverse esperienze hanno infatti dimostrato come il turismo sia, giunto a certi limiti, una delle attività capaci di adattarsi meglio ai criteri di sostenibilità. Inoltre il turismo rappresenta un fenomeno che, se mal gestito, diventa causa di degrado ambientale, sociale ed economico mentre, se correttamente affrontato, può diventare fonte di grandi opportunità di sviluppo. Dalla definizione di CCT si desume immediatamente come essa rappresenti un concetto che può modificarsi notevolmente secondo il contesto specifico di riferimento, in quanto il rapporto tra intensità d uso e soddisfazione dell utilizzatore si modifica considerevolmente al 5

6 variare del tipo di prodotto turistico in esame. Risulta ovvio, ad esempio, che le aspettative di un ipotetico turista che si reca in un area naturale non saranno le medesime di quelle di un utente di destinazioni a forte infrastrutturazione turistica (Coccossis, Mexa, 2002). Ogni area turistica si caratterizza pertanto per una propria specifica capacità di carico, definita prima di tutto sotto il profilo ambientale, ma anche con stretti riferimenti agli aspetti sociali ed economici (aspettative dei turisti e dei residenti, vocazionalità del territorio, percezione del fenomeno turistico, delle opportunità e dei disagi che ne derivano per la popolazione etc.). La CCT può anche essere immaginata come un intervallo entro il quale si verifica il processo di sviluppo sostenibile del turismo. Il limite superiore è costituito dallo sviluppo intensivo della risorsa turistica; in questo caso si tratta del classico esempio di sviluppo guidato da investitori esterni, che hanno come obiettivo esclusivamente la massimizzazione del profitto (casi esemplari di questo approccio sono ad esempio le Isole Baleari e la Costa Brava in Spagna). Il limite inferiore, invece, è definito dall opzione di sviluppo turistico su forme soft di turismo; in questo caso il riferimento fondamentale è l approccio iperconservativo del territorio, dove il turismo viene vissuto unicamente come una minaccia e non come una risorsa. Tra questi due limiti di massimo utilizzo delle risorse e di minimo interesse verso il turismo, trova collocazione l approccio della capacità di carico, intesa come concretizzazione del concetto di turismo sostenibile (Michelangeli, Sampaolesi, Satta, 2006). Lo studio della capacità di carico ha quindi l obiettivo di definire la condizione di sostenibilità turistica di una località, intesa come capacità di sostenere nel tempo un dato afflusso di turisti, e il conseguente utilizzo delle risorse locali disponibili. Concretamente quindi la Capacità di Carico Turistica consiste in un numero, cioè il numero di turisti che può essere tollerato da un territorio compatibilmente con il mantenimento degli standard ambientali e di qualità del servizio offerto, tenendo presente i limiti ambientali oggettivi, gli indirizzi della normativa, della pianificazione preesistente e le volontà della comunità locale. Una condizione che non può e non deve essere dimenticata nella pianificazione della risorsa turistica è che il turismo deve portare sviluppo economico, e che questo deve essere programmato per rappresentare una risorsa di lungo termine. Per conferire maggiore utilità al concetto di CCT, si perviene in ultima analisi ad un accezione ulteriore del concetto medesimo: la CCT può essere intesa non solo come strumento di analisi dello stato di fatto della situazione attuale, con evidenziazione delle principali criticità di un territorio, ma anche e soprattutto come strumento di indirizzo per le politiche di sviluppo futuro. La CCT vuole quindi essere un modello aperto e dinamico, che si 6

7 propone di orientare lo sviluppo turistico in modo concertato attraverso la partecipazione attiva delle istanze del mondo economico e sociale relative alla sfera del turismo. 3.2 Metodologia di calcolo La metodologia per il calcolo della CCT è stata formulata dall United Nations Environment Programme (UNEP, 2002; Priority Action Plan/Regional Activity Centre PAP/RAC, 2003) ed è strutturata in alcuni step procedurali. Occorre sottolineare che si tratta di una serie di indirizzi e linee guida piuttosto che di un vero e proprio modello di calcolo, per il quale invece non vengono fornite indicazioni precise, lasciando libertà di interpretazione a seconda della tipologia di destinazione turistica presa in considerazione. L approccio delineato dall UNEP per il calcolo della CCT si può riassumere nei seguenti punti: 1. analisi dei dati disponibili sulla realtà indagata e produzione cartografica; 2. definizione di indicatori di sostenibilità per la tipologia di turismo che interessa il sito; 3. creazione del forum di partecipazione allargato ai diversi soggetti interessati (amministratori locali, rappresentati degli operatori economici legati al turismo, comunità locale, etc.); 4. analisi dello scenario turistico attuale; 5. definizione dei vincoli del problema (ambientali, sociali, etc..); 6. definizione degli scenari di sviluppo turistico; 7. definizione del modello di calcolo per la determinazione della capacità di carico. Con particolare riferimento al punto 7 della procedura sopra definita, nel seguito della trattazione verranno presentati due differenti metodologie utilizzate per il calcolo della CCT nell ambito di aree naturali protette. 7

8 4 ANALISI DEI CASI STUDIO Nel presente paragrafo verranno illustrati due esempi applicativi di calcolo della CCT che fanno riferimento a differenti metodologie; in particolare: il primo modello di calcolo è basato su un approccio di tipo econometrico ed è stato applicato per il calcolo della CCT del Parco Nazionale del Vesuvio (Mondini, Rosasco, Valle, in fase di pubblicazione); il secondo modello di calcolo è basato su un approccio strettamente legato alla salvaguardia degli aspetti ambientali ed ecosistemici di un territorio ed ha trovato notevoli applicazioni nelle aree protette dell America Latina; in particolare si è selezionato come caso studio la Riserva di Paracas, Perù. (Reserva Nacional de Paracas, 2002) 4.1 L approccio econometrico: il caso del Parco Nazionale del Vesuvio L area protetta IL Parco Nazionale del Vesuvio, istituito nel 1995, si estende su una superficie di circa ha, al centro della vasta area metropolitana della Provincia di Napoli. Il Parco nasce con lo scopo di proteggere una vasta area troppo a lungo oggetto di abusi e interferenze ambientali di ogni tipo e al suo interno vivono stabilmente quasi persone alle quali si aggiungono flussi turistici annuali molto elevati. Tale densità abitativa, oltre a creare notevoli impatti sull ambiente naturale, fa dell area vesuviana una delle regioni più pericolose al mondo a causa della presenza del rischio vulcanico. Nonostante l elevato grado di antropizzazione, il Parco presenta notevoli potenzialità naturalistiche e paesaggistiche: a testimonianza di ciò la quasi totalità della superficie del territorio è costituita da una Zona di Protezione Speciale (ZPS) e da due Siti di Interesse Comunitario (SIC). Proprio la coesistenza di queste due realtà, la presenza da un lato di un elevatissimo grado di antropizzazione e di flussi turistici consistenti e l elevato pregio culturale, naturalistico e paesaggistico dall altra, impone la necessità di studi relativi alla sostenibilità del turismo nell area di riferimento (Ente Parco Nazionale del Vesuvio, 2005). 8

9 4.1.2 Metodologia utilizzata per il calcolo della capacità di carico turistica La metodologia utilizzata trova il suo fondamento teorico nel modello di calcolo elaborato da Paolo Costa e Jan Van der Borg (1988) per il Centro Storico della città di Venezia e si basa su un approccio di tipo economico. Secondo tale approccio, al fine del calcolo, si persegue la massimizzazione della funzione di reddito derivante dal flusso turistico che interessa la località, imponendo però che questo non produca effetti negativi sull ambiente fisico, culturale e sociale, in coerenza con la definizione multidisciplinare di Capacità di Carico Turistica più volte sottolineata. Tutto ciò è possibile individuando dapprima i sottoinsiemi fisici o funzionali utilizzati dai turisti nella località oggetto dello studio e stimando poi in un secondo tempo i livelli di utilizzo che ognuno di essi consente, arrivando infine a definire i livelli oltre i quali si manifestano fenomeni di congestionamento, disagio o effetti negativi. Per come è stato impostato, il problema della determinazione della CCT si può quindi tradurre in un problema di programmazione matematica e, nella sua forma più semplice, in un problema di programmazione lineare. In particolare, la funzione reddito ottenuta sarà la funzione obiettivo da massimizzare, che risulta però essere sottoposta ad un sistema di vincoli espressi da disuguaglianze. In forma sintetica il problema può essere formulato come nell equazione (1): max (f(x)), con φ i ((x)) bi U xi 0 (1) dove f(x) è la funzione reddito da massimizzare condizionata da p vincoli del tipo φ i (x) b i (con i = 1,2,.,p) e da m vincoli di non negatività delle variabili x i 0 (i =1,2,,m). Nel caso specifico del Parco Nazionale del Vesuvio, la definizione della funzione di reddito da massimizzare è stata esplicitata in relazione alle tre diverse tipologie di turisti che visitano il Parco e delle quali si sono raccolte informazioni durante le diverse campagne di acquisizione dati e attività di ricerca sul territorio: 1) turisti che utilizzano le strutture alberghiere (TA); 2) turisti che utilizzano le strutture extralberghiere (TE); 3) turisti escursionisti (ES), che compiono la visita nell arco di una sola giornata, senza dunque pernottare nel Parco. Per le loro caratteristiche intrinseche, le tre diverse tipologie di turisti producono altrettante differenti quote di reddito derivante dalla rispettive spese medie e pertanto la funzione obiettivo del problema di programmazione lineare risulterà come nell equazione (2): 9

10 max f(x) = c 1 TA + c 2 TE + c 3 ES (2) dove f(x) rappresenta la spesa turistica giornaliera complessiva che si riscontra nel Parco e c 1, c 2, c 3 la spesa media giornaliera pro-capite per ognuna delle tipologie di turisti prese in considerazione. La massimizzazione della funzione obiettivo dovrà essere ricercata nel rispetto di vincoli del tipo: a i, tata + a i, tete + a i, eses Z i (3) dove Z i rappresenta la capacità massima di accoglienza turistica del sottoinsieme fisico funzionale i e i coefficienti a i misurano l entità d uso giornaliero del sottoinsieme i da parte dei turisti appartenenti ad ognuna delle categorie considerate. Uno step di fondamentale importanza per l implementazione del modello fa riferimento alla scelta dei vincoli da prendere in considerazione al fine di poter impostare le disequazioni richieste per la risoluzione del problema di programmazione lineare. In particolare i vincoli ritenuti interessanti per il caso studio del Parco Nazionale del Vesuvio sono: A) numero di posti letto nelle strutture alberghiere (PLAL) B) numero di posti letto nelle strutture extralberghiere (PLET) C) capacità giornaliera di trasporto su linee pubbliche (TRPU) D) disponibilità di parcheggi per le autovetture private (PAUT) E) disponibilità di parcheggi per pullman (PPUL) F) massimo affollamento di visitatori nella zona del cono (VICO) Si precisa che per esigenze di semplicità nella trattazione si omettono in questa sede i ragionamenti intermedi effettuati per l estrapolazione dei valori quantitativi di ciascun vincolo e si procede direttamente con l inserimento dei valori ottenuti nel modello. Per l esplicitazione della funzione di reddito da massimizzare è necessario definire le capacità di spesa associabili alle 3 tipologie di turisti e a tal fine è possibile fare riferimento nuovamente ai risultati dell indagine diretta sviluppata in loco tramite questionari compilati dai turisti in visita al Parco; l analisi dei 385 questionari compilati dai visitatori ha permesso di conoscere la distribuzione della capacità di spesa media giornaliera pro-capite (esclusa quella relativa al viaggio) per ciascuna delle 3 diverse tipologie di turista. I risultati ottenuti sono i seguenti: 10

11 turisti alberghieri (TA): 80,00 euro/giorno turisti extralberghieri (TE): 54,00 euro/giorno turisti escursionisti (TE): 19,00 euro/giorno Per quanto detto finora, il problema di programmazione lineare da risolvere per la determinazione della capacità massima di accoglienza turistica per il Parco del Vesuvio è quindi dato dalla funzione: max f(x)= 80,00 TA + 54,00 TE + 19,00 ES (4) soggetta ai vincoli: PLAL (num) 1,000 TA + 0,000 TE + 0,000 ES (5) PLET (num) 0,000 TA + 1,000 TE + 0,000 ES 61 (6) TRPU (num) 0,020 TA + 0,286 TE + 0,418 ES (7) PAUT (num) 0,276 TA + 0,143 TE + 0,175 ES 800 (8) PPUL (num) 0,704 TA + 0,571 TE + 0,407 ES 960 (9) VICR (num) 1,000 TA + 1,000 TE + 1,000 ES (10) La funzione viene risolta tramite l utilizzo del software LINDO 6.1 1, un programma di semplice utilizzo che permette di costruire e risolvere problemi di programmazione lineare Risultati e discussione Dai dati precedentemente elaborati è possibile giungere alla definizione dei valori della funzione di reddito nel periodo di massimo affollamento e della Capacità di Carico Turistica per il Parco disaggregata per tipologia di turisti. I risultati sono riportati nella Tab.1. Tabella 1 I risultati del modello per il calcolo della Capacità di Carico Turistica per il Parco Nazionale del Vesuvio. Risultati del modello per il calcolo della CCT Valore funzione di reddito nel periodo di massimo affollamento CCT per TA (numero di turisti alberghieri) CCT per TE (numero di turisti extralberghieri) CCT per ES (numero di turisti escursionisti) euro/giorno unità 61 unità 341 unità 1 (Lindo System INC) LINDO SYSTEM INC Software Lindo, downloads in 11

12 I risultati ottenuti necessitano di interpretazione, al fine di poter affermare se l attuale modello del turismo nel Parco Nazionale del Vesuvio sia effettivamente sostenibile o meno. Non esiste, infatti, in letteratura un numero magico di confronto per stabilire quale sia l effettiva CCT di un area turistica; questo è dovuto al fatto che ogni destinazione ha le sue proprie peculiarità che implicano una diversa tolleranza agli impatti antropici (si pensi ad esempio a diverse specie animali e vegetali per un area naturalistica, oppure a diverse capacità di smaltimento dei rifiuti per un area ad elevata antropizzazione) e inoltre l effettivo numero di turisti sostenibile da una località dipende in gran parte dalle modalità di gestione dei flussi medesimi. Tutto ciò porta ad affermare che la CCT deve essere interpretata come un concetto dinamico e come il punto di partenza per l implementazione di progetti di monitoraggio e gestione dei flussi turistici. Nel caso specifico in esame, come già detto, è stato ottenuto un riferimento numerico relativo a ciascuna delle tre tipologie di turisti presenti nel Parco. Effettuando la sommatoria dei tre valori, si ottiene la CCT complessiva giornaliera, che risulta essere pari a turisti/giorno; moltiplicando il suddetto valore per il numero di giorni presenti in un anno, si ottiene la CCT annuale che risulta essere pari a turisti/anno. Se si confronta questo valore con il totale delle presenze rilevate negli anni 2005, 2006 e 2007 (Tab.2), si evince una situazione di apparente rispetto della CCT, in quanto le presenze sono state rispettivamente , e turisti/anno. Si tratta però solo di un rispetto fittizio, in quanto, se si considerano le presenze disaggregate per mese si noterà come spesso il valore calcolato della CCT venga superato. Considerando infatti che il valore di CCT mensile è pari a , è subito chiaro come nei mesi di maggior affluenza il suddetto limite non sia rispettato; la Tab.2 fornisce una rappresentazione della distribuzione delle presenze turistiche: i retini individuano le situazioni in cui la CCT è stata superata (Mondini, Rosasco, Valle, in fase di pubblicazione). 12

13 Tabella 2 Affluenza di turisti disaggregata per mesi e situazioni di incompatibilità. MESE PRESENZE 2005 PRESENZE 2006 PRESENZE 2007 GENNAIO FEBBRAIO MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE TOTALE La situazione sopra esposta porta a riflettere su questo punto: il flusso di turisti nel Parco non deve essere numericamente ridotto, ma semplicemente gestito in maniera migliore, arrivando ad ottenere una redistribuzione più omogenea durante l anno, che presenti cioè un numero di turisti più o meno costante per ogni mese, pur consapevoli del fatto che determinati periodi risultano essere più accattivanti soprattutto per questioni climatiche. Un altro spunto di riflessione deriva dalla valutazione della ripartizione ottimale tra le diverse tipologie di turisti derivante dal calcolo della CCT e la situazione reale; infatti, pur non avendo un riscontro diretto di quali siano le percentuali di turisti alberghieri, extralberghieri ed escursionisti transitanti nel Parco quotidianamente, dalla valutazione dei dati in possesso è immediato il riscontro di come siano di gran lunga i turisti escursionisti a prevalere, con tutte le peculiarità negative che ne derivano: minor impatto economico, minor coinvolgimento nelle attività organizzate dall Ente Parco, minor interesse ad un turismo di tipo ecosostenibile. Il turista tipo del Parco Nazionale del Vesuvio generalmente non rispecchia il profilo del turista delle aree protette, in quanto molto spesso la sua visita al Parco è in realtà una visita alla sola zona del cratere vulcanico, che il più delle volte è inserita in un pacchetto più ampio che comprende anche la visita ad altre località di rilievo quali ad esempio gli Scavi di Pompei ed Ercolano, la Costiera Amalfitana, la città di Napoli etc. e pertanto l interesse verso l area protetta è molto ridotto se non addirittura inesistente. Volendo quindi impostare un programma di miglioramento della gestione dei flussi turistici, si può affermare che i punti salienti su cui è necessario intervenire risultano essere: 13

14 destagionalizzazione dei flussi turistici, con creazione di attrattive anche per i mesi di minor affluenza e incentivi rivolti ai turisti che decidano di recarsi nel Parco nei suddetti periodi; conversione di un elevata quota di turisti escursionisti in turisti alberghieri ed extralberghieri; promozione di un turismo di tipo sostenibile, con tendenza alla ricerca di turisti che dimostrino interesse per l area protetta e le attività naturalistiche e culturali in essa organizzate; monitoraggio dei flussi di turisti, in modo da avere la percezione esatta di quanti siano effettivamente i turisti presenti in un determinato giorno nel Parco; messa a punto di alcune procedure a minor impatto ambientale, quali ad esempio incentivazione del trasporto pubblico rispetto a quello privato, valorizzazione di percorsi da effettuare a piedi piuttosto che in automobile, messa in opera della cremagliera, messa a punto di un efficiente sistema di raccolta dei rifiuti etc. I risultati ottenuti testimoniano come il territorio sia, da un lato, di elevato pregio naturalistico e quindi molto attraente per turisti, ma come, dall altro, necessiti di alcuni interventi al fine di migliorarne la gestione. 4.2 L approccio ambientale ed ecosistemico: il caso della Riserva Naturale di Paracas L area protetta La Riserva Naturale di Paracas è stata costituita nel 1975, nel 1991 fu dichiarata Riserva Regionale per gli Uccelli Migratori e successivamente fu incorporata nella lista dei luoghi di carattere speciale dalla Convenzione Relativa alle zone umide di rilievo internazionale. È ubicata in Perù nella provincia di Pisco, distretto di Paracas e si estende su una superficie di oltre ettari dei quali circa sono di ambiente marino: si tratta infatti di un area protetta che comprende territori ed ecosistemi marini oltre che terrestri. E un ambiente di estremo valore per quanto riguarda la biodiversità, dal momento che sono presenti moltissime specie sia del regno animale che vegetale, ma la caratteristica sicuramente più interessante ed unica di questa riserva è la grande diversità di uccelli, molti dei quali migratori, residenti e/o endemici e la cui tutela e salvaguardia rappresentano uno degli obiettivi principali dell area protetta stessa. 14

15 4.2.2 Metodologia utilizzata per il calcolo della Capacità di Carico Turistica Nella metodologia utilizzata per il calcolo della CCT nel caso del Parco Nazionale del Vesuvio illustrata al paragrafo precedente risultano trascurati gli aspetti prettamente ambientali. Nel caso di aree protette questo può risultare ovviamente un limite, pertanto si reputa interessante analizzare il metodo proposto da M. Cifuentes (1992) che sembra essere molto adatto per la valutazione dei flussi turistici all interno di aree parco o simili. Il suddetto metodo trova una sua giustificazione nella necessità di proporre strumenti e meccanismi che siano in grado di fornire supporto alle politiche di gestione di un area protetta e sappiano indirizzare verso la sostenibilità tali politiche; non deve quindi essere interpretato come uno strumento capace di fornire una soluzione unica e definitiva per risolvere le problematiche legate agli impatti prodotti dai turisti ma piuttosto come un ausilio per le fasi di gestione e di pianificazione. Secondo Cifuentes, la determinazione della CCT deve essere coerente con gli obiettivi dell area protetta medesima: sono infatti questi obiettivi ad indirizzare le scelte di gestione e ad evidenziare le eventuali limitazioni che potrebbe essere necessario mettere in atto al fine di perseguire certi risultati. La metodologia richiede una conoscenza accurata del territorio in esame e si basa sui seguenti sei step fondamentali: 1) analisi delle politiche di gestione del fenomeno turistico in atto nell area protetta; 2) analisi degli obiettivi che si intendono raggiungere nell area protetta; 3) analisi della situazione in cui versa il sito; 4) definizione, incremento e/o eventuale rinnovo delle politiche di gestione dell area; 5) identificazione di fattori/caratteristiche specifiche che influenzano la gestione dell area protetta; 6) calcolo della capacità di carico per il sito o per parti di esso. Nel modello di riferimento la capacità di carico viene in realtà concepita attraverso tre diverse grandezze, strettamente collegate tra di loro: capacità di carico fisica (CCF) capacità di carico reale (CCR) capacità di carico effettiva o accettabile (CCE) Ognuno dei tre termini, che vanno presi in considerazione nell ordine riportato, costituisce un termine derivante dalla correzione di quello precedente. In particolare, la CCF sarà per sua 15

16 definizione sempre maggiore della CCR, mentre la CCR potrà essere maggiore o uguale della CCE secondo la seguente relazione: CCF > CCR & CCR >= CCE (11) Si riportano ora di seguito le definizioni delle tre grandezze introdotte: capacità di carico fisica (CCF): si intende il limite massimo di visitatori che possono trovarsi in uno spazio delimitato e in un tempo definito. Si esprime con la seguente formula: CCF = T/a * S * t (12) Dove T = unità di riferimento pari ad 1 turista a = area occupata da 1 turista S = superficie disponibile per uso pubblico t = tempo necessario per eseguire la visita Il calcolo della CCF si basa su alcune ipotesi di riferimento: la superficie disponibile deve essere determinata prendendo in considerazione anche le caratteristiche specifiche del sito. Nel caso di aree aperte, la superficie disponibile potrebbe risultare limitata da fattori fisici (ad esempio la presenza di precipizi) e da limitazioni imposte da ragioni di sicurezza o fragilità dell ecosistema. Nel caso di sentieri da percorrere, le limitazioni possono derivare dalla conformazione del sentiero stesso e andare ad incidere sulla dimensione dei gruppi e sul tempo massimo di permanenza del singolo gruppo; il fattore tempo in particolare è funzione dell orario di visita (ad esempio legato all orario di apertura dell area parco) e del tempo reale che è necessario per portare a termine una visita completa. capacità di carico reale (CCR): è il limite massimo di turisti che viene determinato a partire dal valore della CCF, al quale vengono imposti alcuni fattori correttivi specifici per ciascun sito e derivanti dalle sue particolari caratteristiche. I fattori di correzione si ottengono considerando variabili ambientali, fisiche, ecologiche e legate alle politiche di gestione. La CCR viene espressa come: CCR = (CCF FC 1 ) -.FCn (13) Dove FCn rappresenta il fattore correttivo espresso in percentuale; operativamente dunque la CCR viene calcolata nel seguente modo: CCR = CCF * 100 FC 1 * 100 FC 2 * 100 FCn (14) 16

17 I criteri per stimare i fattori di correzione sono funzione della diversità biologica dell area naturale e delle politiche di gestione; alcuni esempi di fattori di correzione sono rappresentati dalle ore di sole durante la giornata, dal livello delle precipitazioni, dal livello di erosione del suolo, dal grado di difficoltà di escursioni/sentieri/attività, dal disturbo arrecato alla fauna, dalle dimensioni dei gruppi, dal tempo di permanenza, dagli orari di apertura del parco etc. Non si scende in questa sede nel dettaglio delle metodologie utilizzare per la loro quantificazione. capacità di carico effettiva o accettabile (CCE): è la capacità di carico che si ottiene comparando la CCR ottenuta con la capacità di gestione di cui dispone l ente amministrativo gestore dell area. Questa capacità di gestione viene determinata prendendo in considerazione la disponibilità di alcune risorse: il personale, le risorse finanziarie, i servizi, le infrastrutture etc. Poiché queste grandezze sono variabili, esse possono rappresentare dei fattori limitanti o meno; occorre sottolineare che non si potrà mai avere un valore di CCE maggiore di CCR, nel caso di fattori particolarmente positivi si otterrà al limite un uguaglianza tra i due termini. Concettualmente non sempre è possibile ottenere un valore di CCE che rifletta in maniera univoca le condizioni globali di un sito, se al suo interno sussistono condizioni diverse: in casi del genere è necessario disaggregare l analisi oppure riferirsi ai vincolo più stringente. La metodologia di calcolo sopra descritta è stata applicata al caso studio della Riserva Nazionale di Paracas in Perù. L applicazione riguarda in particolare la spiaggia di Viejos, ubicata a nord-ovest della località Cerro Lechuzas e a nord della Punta Paracas. La spiaggia presenta caratteristiche naturali molto particolari e di pregio; inoltre ospita numerose specie di uccelli: lo svilupparsi di attività turistiche direttamente in situ o nelle immediate vicinanze può generare impatti sul comportamento dell avifauna, pertanto nelle politiche di gestione è necessario non trascurare questo aspetto. Nell ambito della volontà di perseguire politiche di sviluppo di tipo sostenibile per la spiaggia, e sorto l interrogativo di come gestirne l uso a fini turistici; si è pertanto deciso di procedere con il calcolo della CCT. In particolare, la necessità di razionalizzare e meglio gestire l utilizzo della superficie della spiaggia, al fine da un lato di proteggere l ecosistema e dall altro di mantenere una qualità dell esperienza turistica di tipo elevato, ha portato alla necessità di riprogettare l organizzazione dei servizi e delle infrastrutture presenti nel luogo al fine di rispondere in maniera adeguata alle diverse esigenze dei turisti. 17

18 La ripartizione in termini di superficie che si intende adottare è riportata alla Tab.3: Tabella 3 Ripartizione degli interventi infrastrutturali previsti (Reserva Nacional de Paracas, 2002) Interventi infrastrutturali previsti ad uso dei nuotatori 451 m 2 Molo adibito a ponte 400 m 2 ad uso delle imbarcazioni 217,45 m 2 Zona per pescare in mare m 2 Servizi igienici 90 m 2 Scaletta per accedere alla spiaggia (costituita da 8 livelli) 63,6 m 2 Punto panoramico 48 m 2 Terrazza panoramica 35 m 2 Area adibita a parcheggio 160 m 2 Amministrazione e area di servizio 30 m 2 Per ognuno di questi termini, utilizzando l equazione (12) è possibile calcolare la CCF. Tale valore, come già detto, si riferisce al numero massimo di visitatori che un determinato spazio può contenere, in un determinato tempo. I risultati ottenuti sono riportati nella Tab.4: Tabella 4 Risultati del modello in termini di capacità di carico fisica (Reserva Nacional de Paracas, 2002) Capacità di carico fisica Molo ad uso dei nuotatori adibito a ponte ad uso delle imbarcazioni 1T/6m 2 * 451 m 2 * 1 giorno =75 turisti/giorno 1T/3,25 m 2 * 400 m 2 * 1 giorno = 123 turisti/giorno 1T/3,25 m 2 * 217,45 m 2 * 1 giorno = 66 turisti/giorno Zona per pescare in mare 1 barca/ 400 m 2 * m 2 * 1 giorno = 2175 barche/giorno Servizi igienici 1T/1,2 m 2 *90 m 2 *1 giorno = 75turisti/giorno Scaletta per accedere alla spiaggia Punto panoramico Terrazza panoramica Area adibita a parcheggio per autobus Amministrazione e area di servizio 1T/1,2 m 2 * 63,6 m 2 * 1 giorno = 53 turisti/giorno 1T/1,2 m 2 *48 m 2 *18 visite/giorno= 720 turistigiorno 1T/ 1,2 m 2 * 35 m 2 * 18 visite/giorno (1/2 ora per visita) = 525 turisti/giorno 1 bus/45 m 2 *160 m 2 * 1 giorno =3,5 bus/giorno 1T/1,2 m 2 * 30 m 2 * 1 giorno = 25 turisti/giorno 18

19 A questo punto, in coerenza con il metodo esplicitato prima, è necessario procedere con l introduzione degli eventuali fattori correttivi; i fattori presi in considerazione per questo caso studio specifico risultano essere il clima, le ore di sole disponibili, la presenza o meno del vento e delle maree e le limitazioni esistenti all accesso alla spiaggia. La quantificazione dei suddetti parametri limitanti e il loro inserimento nella formula di calcolo della CCR permettono appunto di ottenere il valore della CCR disaggregata per aree ricreative (Cifuentes, 1992); i risultati delle elaborazioni sono riportati in Tab.5: Tabella 5 Risultati del modello in termini di capacità di carico reale (Reserva Nacional de Paracas, 2002) Capacità di carico reale ad uso dei nuotatori CCR Molo adibito a ponte ad uso delle imbarcazioni CCR Zona per pescare in mare CCR Servizi igienici CCR Scaletta per accedere alla spiaggia CCR Punto panoramico CCR Terrazza panoramica CCR Per parcheggio bus CCR Amministrazione e area di servizio 56 turisti/giorno 80 turisti/giorno 43 turisti/giorno 1419 barche/giorno 75 turisti/giorno 53 turisti/giorno 469 turisti/giorno 342 turisti/giorno 1,775 bus/giorno 25 turisti/giorno Giunti a questo punto dell analisi, si può procedere con il calcolo della capacità di carico effettiva, che si ottiene comparando i valori ottenuti tramite il calcolo della CCR con l effettiva capacità di gestione. Al di là dei dati numerici, quello che è emerso dalle analisi è che la riorganizzazione ipotizzata è auspicabile, ma con alcune riserve: le strutture previste devono essere concepite secondo un criterio di minimizzazione dell impatto visivo e devono essere costituite da materiali ecocompatibili e riciclabili al fine di non generare problemi di smaltimento in fase di ipotetica dismissione. 5 CONFRONTO TRA LE DUE METODOLOGIE DI CALCOLO Le due metodologie illustrate ai paragrafi precedenti per il calcolo della CCT appaiono diverse tra loro, sia come approccio che come fondamento teorico. E sicuramente interessante un confronto tra le due, al fine di evidenziarne gli elementi fondamentali nonché 19

20 i principali punti di forza e di debolezza. I principali elementi di confronto delle due metodologie sono riportati nella Tab.6. Non è interesse di questo paper definire quale modello dei due sia migliore nel suo complesso, la scelta di uno o dell altro rispecchia l interpretazione che maggiormente si intende dare al concetto di CCT: nel primo caso, si intende affrontare il problema sotto un approccio principalmente economico, mentre nel secondo caso si privilegia una politica tesa alla valorizzazione delle risorse naturali. Tabella 6 Confronto tra le due metodologie di calcolo per la Capacità di Carico Turistica. ELEMENTO DI CONFRONTO APPROCCIO ECONOMETRICO APPROCCIO AMBIENTALE - ECOSISTEMICO Idea di base Temi chiave Obiettivo La capacità di carico di un territorio mira ad ottimizzare il reddito derivante dal turismo ma lo sviluppo del fenomeno deve rispettare vincoli sociali e ambientali. I temi chiave su cui si basa il modello sono il concetto di ottimizzazione della funzione di reddito, l individuazione della capacità di spesa dei turisti e la definizione delle funzioni di vincolo. Determinazione del numero massimo di visite che un area può ricevere sulla base delle sue condizioni fisiche, sociali ed economiche, puntando al rispetto delle risorse ma contemporaneamente al raggiungimento del massimo valore di reddito possibile. 20 La capacità di carico di un territorio dipende dai fattori fisici e dal sistema delle infrastrutture di servizio d area. I temi chiave su cui si basa il modello sono la valorizzazione delle risorse naturali, la volontà di rispondere agli obiettivi che l area protetta si prefigge e la necessità di confronto con le strutture di gestione esistenti e disponibili. Determinazione del numero massimo di visite che un area può ricevere sulla base delle sue condizioni fisiche, biologiche e gestionali. Tipologia di risultato Serie di valori che devono essere Valore numerico da interpretare come interpretati come linee guida per punto di partenza per la valutazione degli ottenere strumenti e meccanismi che elementi critici e per la messa a punto di siano in grado di aiutare nella gestione politiche di gestione capaci di risolvere e/o di un area protetta e sappiano mitigare gli impatti negativi del fenomeno indirizzare verso politiche sostenibili di turistico. gestione. Aspetti ambientali Sono presi in considerazione come Sono presi in considerazione sotto forma fattori fisici da gestire oppure di vincolo da imporre nel problema di eventualmente come fattori correttivi programmazione lineare. se rappresentano delle limitazioni. Aspetti sociali Sono presi in considerazione sotto forma di vincolo da imporre nel problema di programmazione lineare. Sono presi in considerazione all interno delle procedure di gestione dell area parco. Hanno un impatto rilevante sul modello in Non vengono presi in considerazione, Aspetti economici quanto rientrano nella definizione della se non come fattore che può funzione di reddito che si deve influenzare la reale capacità di massimizzare. gestione. Risvolti applicativi Il metodo fornisce un indicazione Il metodo fornisce un indicazione numerica del numero di turisti numerica del numero di turisti sostenibile sostenibile e punta ad una valutazione disaggregato per tipologia; l analisi dei delle politiche di gestione dell area risultati permette di evidenziare le criticità parco al fine di rispettarne esigenze e di orientare le scelte future verso modelli ecosistemiche, fisiche ed di gestione più sostenibili. infrastrutturali. Punti di forza Il modello è in grado di sistematizzare in Il modello è molto adatto per aree

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