San Marino. Patrimonio mondiale dell Umanità

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1 San Marino Patrimonio mondiale dell Umanità

2 San Marino Patrimonio mondiale dell Umanità

3 Alto Patrocinio Segreteria di Stato per il Territorio Segreteria di Stato per il Turismo Unità di Coordinamento Unesco Collaborazioni Azienda Autonoma di Stato per i Lavori Pubblici Dipartimento Affari Interni Ufficio Progettazione Contributi Biblioteca di Stato Museo di Stato Unità di Coordinamento Unesco Ringraziamenti Archivio fotografico Museo di Stato Archivio fotografico Ufficio di Stato per il Turismo Fondazione Cassa di Risparmio di San Marino - S.U.M.S. Fotografie Monica Silva pag. 8, 12, 20, 21, 24, 26, 30, 46, 50, 56, 58, 60, 62, 64, 66, 68 Studio MW pag. 18, 25, 35, 36, 63, 71, 76, copertina Goffredo Taddei pag. 14 Renzo Broccoli pag. 70, 75 B.B.Tek srl pag. 4 p Centri storici di San Marino, Borgo Maggiore e monte Titano iscritti nella Lista del Patrimonio dell Umanità p. 7 SALUTO DELLE ISTITUZIONI p. 9 San Marino e l Unesco: dal Titano al Patrimonio dell Umanità p. 13 San Marino Patrimonio tangibile e intangibile Progetto editoriale Marina Turci, Cinzia Ceccoli, Renzo Broccoli, Cristina Guglielmi Art direction e impaginazione Marina Turci, Cinzia Ceccoli p. 18 GUIDA AI MONUMENTI Pubblicazione a cura del gruppo vincitore del concorso Scopriamo San Marino Patrimonio dell Umanità: una nuova segnaletica per il sito dell Unesco.

4 6 Prima Torre / Guaita / Rocca San Marino Patrimonio dell Umanità Centri storici di San Marino, Borgo Maggiore e monte Titano iscritti nella Lista del Patrimonio dell Umanità Il 7 Luglio 2008, durante la 32ma Sessione, a Québec in Canada, il Comitato del Patrimonio Mondiale iscrive il Centro Storico di San Marino ed il Monte Titano nella Lista del Patrimonio Mondiale in base al criterio (iii) e adotta all unanimità la seguente dichiarazione: San Marino è una delle più antiche repubbliche del mondo e l unica città- Stato che sussiste, rappresentando una tappa importante dello sviluppo dei modelli democratici in Europa e in tutto il mondo. Le espressioni tangibili della continuità della sua lunga esistenza in quanto capitale della Repubblica, il suo contesto geopolitico inalterato e le sue funzioni giuridiche e istituzionali si ritrovano nella sua posizione strategica in cima al Monte Titano, nel suo modello urbano storico, nei suoi spazi urbani e nei suoi numerosi monumenti pubblici. San Marino ha uno statuto emblematico ampiamente riconosciuto in quanto simbolo della Città-Stato libera, illustrato nel dibattito politico, la letteratura e le arti nel corso dei secoli. Le mura difensive e il centro storico hanno subito modifiche nel tempo, comportando un intensivo restauro e una ricostruzione tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del XX secolo - processo che può essere considerato come parte integrante della storia del bene e che riflette gli approcci in mutamento della conservazione e della valorizzazione del patrimonio nel tempo. Motivazione con cui l Unesco ha inserito il sito nel Patrimonio Mondiale dell Umanità. Criterio (iii): San Marino e il Monte Titano costituiscono una testimonianza eccezionale dell istituzione di una democrazia rappresentativa fondata sull autonomia civica e l autogoverno, avendo esercitato con una continuità unica e senza interruzione il ruolo di capitale di una Repubblica indipendente dal XIII secolo. San Marino è una testimonianza eccezionale di una tradizione culturale vivente che perdura da settecento anni. Elenco dei paesi votanti: Australia, Bahrein, Barbados, Brasile, Canada, Cina, Cuba, Egitto, Giordania, Israele, Kenya, Madagascar, Marocco, Mauritius, Nigeria, Perù, Repubblica di Corea, Spagna, Stati Uniti d America, Svezia, Tunisia.

5 8 San Marino Patrimonio dell Umanità 9 Saluto delle istituzioni Segretaria di Stato per il Turismo, lo Sport, la Programmazione Economica e Rapporti con l A.A.S.S. Segretaria di Stato per il Territorio e l Ambiente, l Agricoltura e i Rapporti con l A.A.S.L.P. In ogni continente i Beni iscritti sulla Lista del Patrimonio dell Umanità rappresentano un universalità di valori che segnano il cammino di una civiltà, una testimonianza per le generazioni future. Questo riconoscimento che è stato attribuito al nostro Paese, il 7 luglio 2008, è frutto di un lungo e articolato percorso e onora, attraverso la Dichiarazione di valore universale, l essenza dell identità sammarinese: una delle più antiche Repubbliche del mondo. Le autorità di governo sono consapevoli della necessità di condividere questa ammirevole e prestigiosa conquista con i propri concittadini, ma anche con i visitatori di questa piccola Repubblica, oggi considerata un Bene appartenente al Patrimonio dell Umanità. Per queste ragioni si sono compiuti con celerità passi importanti e scelte strategiche per assicurare, con ogni migliore buona volontà, il piano di gestione, attraverso un oculato programma di tutela, di valorizzazione e di comunicazione. La Legge Quadro UNESCO (n. 133 del 2009) per la tutela e la valorizzazione, i continui interventi di restauro e risanamento svolti in questi anni sui beni immobili, il rifacimento delle pavimentazioni con l impiego esclusivo della pietra di San Marino, la Legge n. 190 del 2011 per la protezione e utilizzo dello stemma ufficiale della Repubblica, il concorso promosso per il rifacimento della segnaletica per il Sito Unesco, mostre, convegni culturali, non sono che l espressione di un unica volontà: custodire, divulgare e condividere il patrimonio di una storia universale. Salutiamo pertanto con grande favore la divulgazione della presente ricerca, sostenuta e patrocinata dalle autorità di Governo. Uno studio che documenta con attenzione e cura il patrimonio del nostro Paese attraverso la nuova segnaletica Unesco. Un lavoro importante che si svilupperà secondo un percorso interattivo e multimediale per una Città-Stato, San Marino sul Monte, che intende vivere appieno la propria storia con la propria gente in un dialogo aperto col mondo.

6 10 San Marino Patrimonio dell Umanità 11 San Marino e l Unesco: dal Titano al Patrimonio dell Umanità Edith Tamagnini Ambasciatore, Delegato Permanente della Repubblica di San Marino presso L Unesco La sovranità di San Marino, rimasta intatta nei secoli, vive anche in un mito senza tempo: la libertà. Una libertà che si ritrova nella bandiera, negli stemmi, nelle espressioni visive della storia della Repubblica. La Città sul Monte inserita in un paesaggio di straordinaria incisività esprime, insieme alle rocche del Titano e la Cittadella fortificata, il patrimonio intangibile e tangibile, iscritto il 7 luglio 2008 sulla Lista del Patrimonio Mondiale. Per rendere più agevole la percezione del complesso percorso diplomatico che ha consentito di ottenere l ambito riconoscimento, per valorizzare il patrimonio storico e urbano, è stata data alla stampa la presente pubblicazione, che ha lo scopo di essere una guida sui monumenti della Repubblica ed un incentivo ad approfondirne i valori. Il 18 ottobre 1974, San Marino diventa il 133mo Stato Membro dell Unesco. Si tratta di una tappa politica essenziale per un piccolo Stato come il nostro che, per la prima volta, entra a far parte della grande famiglia delle Nazioni Unite. L Unesco, creata il 16 novembre 1945 con il contributo dei più celebri filosofi del mondo, è l Organizzazione dell ONU che ha come missione l edificazione della pace attraverso l educazione, la scienza, la cultura e l informazione. Nel 1960, una grande campagna salva il famoso tempio di Abu Simbel, in Egitto, dall inondazione del Nilo. La comunità internazionale comprende quanto sia importante proteggere Beni con un valore universale. Si intraprende così il percorso che conduce nel 1972 all adozione della Convenzione per la protezione del Patrimonio Mondiale, Culturale e Naturale, che celebra, il 16 novembre 2012, il quarantesimo Anniversario. Attualmente i Beni iscritti sono 936, in 188 Paesi. Come tutti gli Stati che hanno aderito, il nostro Paese ha facoltà di candidare il Bene che ritiene avere un valore eccezionale sul proprio territorio. L iter che porterà la candidatura sammarinese al successo dell iscrizione sulla Lista è arduo e complesso, poiché nel frattempo oltre al regolamento della Convenzione

7 12 San Marino Patrimonio dell Umanità 13 sono state approvate le Linee Guida del febbraio 2005, che rendono la procedura ancora più rigorosa. Dopo un indimenticabile affascinante percorso e non poche battaglie, il 7 luglio 2008 con una vittoria unanime San Marino entra nel Patrimonio dell Umanità. Oggi tutto questo è parte di una storia e di una vittoria condivisa con tutti i Sammarinesi che hanno saputo difendere strenuamente la libertà di questa Terra nel corso di secoli. I criteri che consentono, su giudizio del Comitato, l iscrizione di un Bene sulla Lista del Patrimonio dell Umanità sono solo dieci. In base al primo articolo della Convenzione del 1972 e delle Linee Guida per l attuazione della Convenzione sul patrimonio mondiale (2 febbraio 2005, criterio III) San Marino rappresenta un caso eccezionale di una tradizione culturale e di una città storica vivente. Il Bene che è stato proposto per l iscrizione (55 ettari) include il Centro Storico di San Marino con le sue mura difensive, il Monte Titano per il valore del paesaggio e dell habitat naturale, Borgo Maggiore con il suo Centro Storico fino al Sacello del Santo Marino, fondatore dello Stato. Un paesaggio storico urbano in cui il patrimonio intangibile, rappresentato dalle istituzioni della Repubblica, vive ancora le proprie funzioni nel patrimonio tangibile, negli antichi palazzi e i monumenti. L Unesco ha riconosciuto anche il valore dei lavori di restauro di Gino Zani, basati su studi approfonditi, per cui la Città, modellata nella sua tipica pietra arenaria, divenne nel suo insieme espressione dell identità nazionale ricercata attraverso un immagine idealizzata del Centro storico. Non poteva esserci un attestazione più consona per questa antica Repubblica che è un modello di democrazia rappresentativa e di pace nel mondo. Un modello che già i grandi della storia hanno compreso nel valore e nel fascino. Così Napoleone Bonaparte, che diceva: Guardate San Marino come esempio di libertà, così Abramo Lincoln che scriveva ai Capitani Reggenti benchè il Vostro Stato sia piccolo nondimeno esso è uno dei più onorati di tutta la storia. Un territorio che ha saputo, combattendo contro i marosi della storia e dei potenti, mantenere la sua piena sovranità nonostante i vari tentativi di annessione. Quali sono, ora, le sfide più importanti? L ambito riconoscimento è stato percepito non come un punto di arrivo, ma un punto di partenza. In un era sempre più globalizzata, è bello pensare che San Marino sia entrato nella Lista soprattutto come simbolo di pace a riprova che piccoli e grandi Stati possono restare indipendenti. Considerando anche che, oggi, la distinzione tra piccoli e grandi non dovrebbe più esistere, in quanto esiste un solo grande villaggio che si chiama Terra, un pianeta da amare e proteggere per i suoi valori e per l umanità. E San Marino è pienamente consapevole della necessità di perseguire i suoi antichi valori di libertà e democrazia per le generazioni future.

8 14 San Marino Patrimonio dell Umanità 15 San Marino Patrimonio tangibile e intangibile Una società non può vivere, perpetuarsi rinnovandosi, se non coronando la realtà con l immaginario. (..) Pochi paesi esprimono così bene quanto San Marino nelle sue forme visibili la riuscita di un destino. Jacques Le Goff Chi visita per la prima volta San Marino non può che restare affascinato dalla magnifica vista che si gode da questo balcone naturale sulla riviera adriatica e sul Montefeltro. Ma è solo immergendosi nella conoscenza del centro storico che si ritrova, in un continuum fra storia e architettura, l essenza stessa della piccola Repubblica. Il racconto agiografico della vita del Santo Marino fissa la data di fondazione della comunità indipendente da altri poteri e territori alla fine dell Impero Romano. Gli atti dell archivio di Stato e degli archivi storici dei territori limitrofi testimoniano che a metà del XIII secolo San Marino disponeva già della propria autonomia giuridica. Il primo documento cui si fa risalire l attestazione di indipendenza è del Immutato nella estensione geografica dal XV secolo, con l annessione dei castelli di Serravalle e Montegiardino, a seguito delle lotte contro la famiglia Malatesta, il territorio della Repubblica è, da allora, di 62 chilometri quadrati. Al pari del territorio anche l ordinamento istituzionale che deriva dagli statuti del è rimasto pressoché immutato nei secoli. Da allora la Repubblica è retta da due capi di stato che operano collegialmente con paritetico potere di veto l uno sull altro. La loro carica dura solo sei mesi per evitare la concentrazione del potere politico. I Capitani Reggenti, cui spetta il titolo di Eccellentissimi, sono nominati dal parlamento, già Consiglio Principe e Sovrano, quando la carica era ereditaria, ora Consiglio Grande

9 16 San Marino Patrimonio dell Umanità 17 e Generale, eletto a suffragio universale. Il Consiglio è costituito, da sempre, da 60 membri fra cui vengono scelti i due che ricopriranno il ruolo di Capi di Stato. Gli statuti elencano e normano anche le altre istituzioni: Il Congresso di Stato (Governo), l Arengo dei capi famiglia (funzioni referendarie, petizioni di interesse pubblico), il Consiglio dei Dodici (istanza giuridica) e le Giunte di Castello (una per ciascuna delle nove entità amministrative della Repubblica). È in queste istituzioni, nell esistenza continua nei secoli, nell indissolubile legame col territorio e con i luoghi in cui si svolgono le azioni e le cerimonie, che si attesta il valore di unicità della realtà sammarinese. L ICOMOS accetta ed avvalla la candidatura di San Marino perché riconosce che il piccolo stato rappresenta un esempio di centro storico ancora abitato che ha conservato tutte le sue funzioni istituzionali. Grazie alla sua ubicazione in cima al Monte Titano, non ha subito le trasformazioni urbane intervenute dopo l avvenimento dell era industriale fino ai giorni nostri. La sua struttura urbana, sviluppatasi nel corso dei secoli e circondata dalla terza cinta concentrica, di mura del XV secolo, è rimasta intatta, ad eccezione di alcuni rari interventi effettuati a metà del XIX secolo e dell inizio del XX secolo (come dimostrano le mappe storiche). Il centro storico e i monumenti, riflettono le diverse fasi dello sviluppo urbano, che testimoniano ancora il collegamento, mai interrotto nel corso dei secoli, tra la struttura urbana e la base storica di questo Stato autonomo. In questo senso, l insieme composto dal Monte Titano, dal centro storico della Città e da Borgo Mercatale rappresenta un documento che attesta una cultura materiale, le cui funzioni vengono associate all esercizio della sovranità e al proseguimento degli obiettivi strategici contingenti. La scala e il rapporto proporzionale tra la montagna e il territorio dello Stato, consolidati durante tutto il XV secolo con un ultima estensione dopo le guerre contro i Malatesta, sono rimasti inalterati, conservando di conseguenza un equilibrio efficace tra l azione collettiva e il contributo dei singoli cittadini alla difesa e alla gestione della res publica. (dal dossier Icomos) Tra gli edifici e gli elementi più importanti del centro storico di San Marino si devono ricordare le Tre Torri e le mura di fortificazione con le loro porte e i loro due bastioni, il Palazzo Pubblico e altri edifici ad uso governativo e amministrativo, la Basilica del Santo ( ) situata sul sito dell antica chiesa romanica, i Conventi San Francesco (1361) e Santa Chiara ( ) entro le mura, ed il convento dei Cappuccini fuori le mura, il Teatro Titano (1777) e alcuni palazzi che appartenevano a famiglie nobili. A Borgo Maggiore, storicamente luogo di mercati e fiere, si segnalano la Torre Campanaria e i portici del mercato, le cantine e le piazze.

10 18 San Marino Patrimonio dell Umanità 19 La forma urbana della città di San Marino e di Borgo Maggiore resta pressoché immutate fino agli ampliamenti del XIX secolo. Entrambe erano rimaste saldamente legate agli elementi caratterizzanti, le mura cittadine per San Marino, il sistema di piazze per Borgo Maggiore. Nel restauro compiuto fra il 1880 e 1894 da Francesco Azzurri dell edificio simbolo dello stato, il Pubblico Palazzo, viene esaltata la radice medioevale che diverrà da allora un manifesto dei futuri interventi. Sarà nei primi anni del novecento, con i lavori di restauro e di ampliamento della città di Gino Zani, che San Marino assume il suo aspetto attuale. Ridisegnò le tre torri, le mura e numerosi edifici, tra cui le case Angeli che si affacciano sul Pianello, la facciata della Chiesa San Francesco e il Teatro Titano. Realizzò anche piazza Sant Agata, nonché la nuova via Donna Felicissima. Nel 1935 elaborò un progetto per l intero centro storico di cui solo una minima parte venne realizzata anche a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Plebis, piazza Garibaldi, contrada delle Mura, contrada Omagnano, contrada Omerelli. Nella sala del trono di Palazzo Valloni, i Capitani Reggenti appena eletti ricevono gli ambasciatori accreditati; nella Basilica del Santo assistono alla funzione religiosa e nel Palazzo Pubblico, nella Sala del Consiglio Grande e Generale, dopo aver letto il giuramento in latino, si compie il passaggio dei poteri con il trasferimento del collare di Gran Maestro dell Ordine di San Marino. Qui si svolgono i cortei, si schierano i picchetti militari e la banda, ma soprattutto è qui che i cittadini assistono da secoli al perpetuarsi delle cerimonie, al rinnovarsi delle istituzioni che rappresentano l unicità della piccola città sul monte. Dopo la seconda guerra ripresero i cantieri dei portici di Borgo Maggiore e dell edificio della Cassa di Risparmio di San Marino. È questa la città che fa da sfondo alla cerimonia di insediamento degli Eccellentissimi Capitani Reggenti: Piazza della Libertà, piazzale Domus

11 20 Prima Torre / Guaita / Rocca San Marino Patrimonio dell Umanità 21 GUIDA ai monumenti

12 22 San Marino Patrimonio dell Umanità 23 Prima Torre / Guaita / Rocca 1 Sec. XII Secoli XIII - XVII (restauri successivi) XX Gino Zani (restauro stilistico) Fortilizio militare di guardia e difesa è la Rocca Maggiore, o Prima Arx, già citata con questo nome fin dal Attorno ad essa e all interno del girone delle mura che da essa diparte, si è costituito il primo nucleo abitativo di San Marino. Fin dagli statuti del 1600 era previsto un custode residente che doveva sorvegliare a vista l intero territorio limitrofo ed in caso di pericolo dare l allarme suonando la campana della torre. La stessa campana, ancora oggi, annuncia ai sammarinesi la riunione del parlamento, il Consiglio Grande e Generale. Era dotata di ponte levatoio. Fino agli anni sessanta la Rocca è stata utilizzata anche come carcere. Veduta aerea Nel primo cortile interno, oltre alla cisterna, troviamo la piccola chiesa dedicata a Santa Barbara, patrona degli artiglieri. L altare che si trovava anticamente all interno del torrione sud è stato sostituito da questa chiesa più ampia restaurata negli anni sessanta. La lunetta duecentesca che sovrasta il portale di accesso proviene da una chiesa del castello di Acquaviva. I cannoni presenti nel cortile furono regalati dai re italiani, Vittorio Emanuele II e Vittorio Emanuele III, quale segno di fraterna amicizia fra i due paesi. Cortile interno

13 ph. Monica Silva 24 Prima Torre / Guaita / Rocca San Marino Patrimonio dell Umanità 25

14 26 San Marino Patrimonio dell Umanità 27 2 Seconda Torre Cesta / Fratta Sec. XIII Secoli XIV - XVII (restauri successivi) Sec. XX Gino Zani (restauro stilistico) La Seconda Torre o Cesta occupa la punta più elevata del Monte Titano (m. 756 slm) e costituisce il secondo fortilizio militare a guardia e difesa di San Marino. Era presidiata anticamente da un custode e, in caso di necessità, da una guarnigione di balestrieri. Utilizzata nei secoli passati come carcere, ospita oggi il Museo delle Armi antiche, un ampia collezione di oltre 200 esemplari, di cui 700 esposti al pubblico.

15 28 Seconda Torre / Guaita / Rocca San Marino Patrimonio dell Umanità 29

16 30 San Marino Patrimonio dell Umanità 31 Terza Torre Palatia Montalis / Montale 3 Sec. XIII Secoli XIV - XVII (restauri successivi) Sec. XX Gino Zani (restauro stilistico) Citata già nella Descriptio Romandiole del Cardinale Anglico del 1371 rimase in efficienza fino al sedicesimo secolo, ai tempi delle lotte contro i Malatesta. Con l annessione del castello di Montegiardino nel 1463 e la distruzione del castello di Fiorentino nel 1479, la sua funzione strategica cessò. Fino al XIII secolo era una postazione di osservazione isolata fino a quando nel 1320 non fu costruita la muraglia che la univa alla seconda torre. Le mura di collegamento con la seconda torre sono state utilizzate per anni quali cava a cielo aperto di materiale pronto per la costruzione delle case del centro storico, oggi non ne restano che poche tracce. È oggi una Torre isolata, ubicata sul lato sud est del crinale del Monte Titano. Vi si accede da un unica porta posta ad alcuni metri di altezza. Il locale interno è chiamato il pozzo della torre ed è alto oltre sei metri. È circondata da una folta vegetazione in parte autoctona ed in parte posta a dimora negli anni venti del secolo scorso. Restaurata nel 1743 e nel 1817 con il restauro del 1935 assume l aspetto attuale. Veduta aerea. Sullo sfondo il castello di Serravalle

17 32 Seconda Torre / Palatia Montalis / Montale San Marino Patrimonio dell Umanità 33

18 34 San Marino Patrimonio dell Umanità 35 Porta San Francesco 4 Sec. XIV Secoli XV - XIX (restauri successivi) Sec. XX Gino Zani (restauro) Porta principale del terzo girone delle mura, chiamata anche Porta del Paese, costituisce l ingresso ufficiale al centro storico della Città di San Marino. Un tempo era denominata Porta del Loco, termine che le deriva dal vicino convento di San Francesco. Edificata nel 1361 come semplice posto di guardia sul terzo girone delle mura, nel 1451 viene ampliata e sopraelevata e coronata da merli. La Porta, chiusa in passato ogni sera, oggi sempre aperta è costituita da arco a sesto acuto sormontato da bertesca su cui è posto lo stemma in pietra della Repubblica. Sotto la volta, due lapidi riproducono norme dello Statuto relative alla difesa del Paese. Nella facciata interna due stemmi in pietra ricordano l antica amicizia fra la Repubblica e i Montefeltro. L epigrafe bronzea, collocata in occasione dell anniversario del primo anno dall inserimento nell elenco dei siti Unesco, riporta il testo della dichiarazione ufficiale. Vista dall interno delle mura I centri storici di Borgo Maggiore ed il Monte Titano sono stati iscritti nella lista del patrimonio mondiale dell Unesco. San Marino costituisce una testimonianza eccezionale di democrazia rappresentativa fondata sull autonomia civica e sull autogoverno, avendo esercitato senza interruzione dal XIII secolo il ruolo di capitale di una repubblica indipendente. Il sito per il suo valore universale merita tutela a beneficio dell umanità.

19 36 San Marino Patrimonio dell Umanità 37 Porta della Rupe 5 Secoli XV - XVI Secoli XIX - XX (restauri successivi) Posta al termine di Contrada Omerelli, è la porta di accesso alla Città salendo da Borgo Maggiore a conclusione della Costa dell Arnella, antico percorso, oggi solo pedonale, che mette in comunicazione la Capitale con l antica area destinata ai mercati settimanali. È adiacente al cinquecentesco convento di Santa Chiara, claustro monastico francescano recentemente restaurato e sede dell università. Come per la porta San Francesco anche qui una piccolissima abitazione posta al di sopra del varco di accesso ospitava il custode della porta che aveva il compito di aprire e chiudere ad orari prefissati gli accessi alla città. La porta, in posizione appartata ed a ridosso dello strapiombo roccioso era difesa, dalla seconda metà del cinquecento, dal grande torrione circolare che modifica il disegno delle mura quattrocentesche per adeguarsi all introduzione delle armi da fuoco. Ultimo tratto della strada di accesso Nelle immediate vicinanze della Porta, al di fuori delle mura, è stato realizzato nel 2007 un luogo di meditazione e preghiera privo di simboli religiosi, perpetuando così la vocazione di accoglienza del popolo sammarinese senza distinzioni di razza o credo.

20 38 San Marino Patrimonio dell Umanità 39 6 Secondo girone Secoli XIII - XIV Sec. XX Vincenzo Moraldi, Gino Zani (restauro) Il secondo girone di mura è parte del sistema difensivo della Città che si sviluppò nel XIII secolo. Grazie al camminamento di coronamento ha costituito un ottimo sistema di risalita dal Paese alla Rocca detta Guaita. Nelle mura del secondo girone si aprono la Porta della Fratta e la Porta della Murata Nuova, modificate ed ampliate negli anni trenta per permettere il collegamento con la zona di espansione del centro storico progettata dall ingegnere sammarinese Gino Zani. Il numero e la distanza fra i torrioni di posta ci segnalano un sistema di difesa adatto all uso della balestra, precedente all introduzione della polvere da sparo, quando i torrioni saranno non più poligonali ma circolari per meglio resistere agli attacchi. All uscita della porta della Fratta, nella grande cava antica utilizzata per estrarre la pietra da costruzione, si scorgono ancora le tracce del luogo dove era solito lavorare uno fra i più prolifici scalpellini locali, Romeo Balsimelli. Ai piedi delle mura del secondo girone il volto che Romeo Balsimelli scolpì sulla viva pietra.

21 40 San Marino Patrimonio dell Umanità 41 7 Palazzo Pubblico Sec. XIV Sec. XVI Giovanbattista Belluzzi, Niccolò Pellicano Francesco Azzurri Gae Aulenti (restauro) Il Palazzo Pubblico è il luogo nel quale si svolgono le cerimonie ufficiali ed è sede dei principali organi istituzionali e amministrativi: la Reggenza, il Consiglio Grande e Generale, il Consiglio dei XII, il Congresso di Stato. Eretto sulle vestigia della Domus Magna Comunis, il vecchio palazzo fu costruito fra XIV e XV secolo. Addossato alle mura cittadine ingloba anche alcune torri di guardia, oggi di nuovo visibili grazie al restauro del 1994 ad opera dell architetto Gae Aulenti. Gli alti ambienti dei piani seminterrati, già magazzini dei sali e cereali, furono divisi in due differenti piani per ospitare uffici prima del L attuale immagine dell edificio si deve all architetto romano Francesco Azzurri. Il Palazzo progettato in stile neogotico fu inaugurato il 30 settembre La facciata, sovrastata dalla torre dell orologio con il trittico contenente le immagini di San Marino, Sant Agata e San Leone, è caratterizzata da grandi aperture a sesto acuto ed ha al centro il balcone dal quale vengono annunciati i nomi dei nuovi Capitani Reggenti. Nella sala del parlamento una grande tempera murale opera di Emilio Retrosi ricorda ai sammarinesi l ideale di libertà che ha caratterizzato nei secoli la vita della Repubblica. < Cerimonia del Corpus Domini > pagina successiva l atrio d onore

22 42 Palazzo Pubblico San Marino Patrimonio dell Umanità 43 ph. Studio MW

23 44 San Marino Patrimonio dell Umanità 45 8/9/10 Piazza della Libertà Racchiusa fra Palazzo Pubblico (Domus comunis Magna), la Casa piccola del Comune (Domus comunis Parva) e le case Angeli risalenti al XIV secolo, la Piazza della Libertà o Pianello ha al centro la fontana con la statua della Libertà (1876 opera di Stefano Galletti), dono della contessa Otilia Heyroth Wagener. Sotto la piazza, splendido balcone panoramico sul Montefeltro, si trovano le antiche cisterne per la raccolta dell acqua. Norme rigide sull accesso alle cisterne si trovano fin dagli statuti più antichi. L approvvigionamento idrico per un paese costruito direttamente sulla viva roccia era una questione fondamentale alla sopravvivenza. Ancora alla fine dell ottocento, durante il restauro del pubblico palazzo, il cantiere dovette subire lunghe interruzioni nelle estati per mancanza di acqua nelle cisterne a seguito di inverni poco piovosi. A terminazione delle case Angeli dove tutt ora esiste una fra le più antiche taverne sammarinesi, si può ammirare l elegante balaustra disegnata da Vincenzo Moraldi, l architetto che per alcuni anni precedette il sammarinese Gino Zani nei lavori di restauro della Città.

24 46 Piazza della Libertà San Marino Patrimonio dell Umanità 47 al centro Domus Parva a sinistra Palazzo Mercuri Domus Parva Sec. XVII 1932 Collamarini - Rastelli La casa piccola del Comune venne restaurata nel 1932 da Edoardo Collamarini e Gaspare Rastelli per la sede delle Poste, assumendo l immagine odierna. Alla base della torre della Domus Parva è inserita una pietra con le antiche misure di peso e lunghezza. Con l inaugurazione del Pubblico Palazzo nel 1894 il meccanismo dell orologio della Domus Parva fu spostato nella torre campanaria del palazzo. Gli antichi quadranti, rimossi negli anni del restauro, sono stati recentemente collocati sulle mura cittadine in prossimità del teatro Titano. Palazzo Mercuri Sec. XVII 1987 Gilberto Rossini Dimora signorile della famiglia Mercuri, fu costruito nel XVII secolo su resti di abitazioni o mura preesistenti. Al palazzo e alle case Angeli si appoggiava un tempo un arco, avanzo di una delle più antiche porte fortificate di accesso alla parte alta della Città. Acquistato dall Ecc.ma Camera a metà del XIX secolo, ha ospitato fino al 1963 il tribunale Commissariale le cui sedute si svolgevano nel salone principale del piano nobile. In quel momento alcune finestre e accessi del palazzo sulla retrostante contrada di Borgoloto furono chiusi per ragioni di sicurezza e di allestimento interno. In occasione dei lavori di ristrutturazione curati dall ing. Gilberto Rossini nel , per destinare il palazzo a sede istituzionale, fu commissionato all artista sammarinese Walter Gasperoni un intervento decorativo ad affresco sulle volte del piano nobile.

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