PROViNCIA informa ITA ABILITA DUCTILIS QUALI:TER LAPIS DA DONNA A DONNA LI.FE. S.PR.IN.G. VALORE LAVORO CO.ME

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1 EQUAL EQUAL OCCUPABILITÀ IMPRENDITORIALITÀ ADATTABILITÀ PARI OPPORTUNITÀ EMPLOYABILITY ENTREPRENEURSHIP ADAPTABILITY EQUAL OPPORTUNITIES QUALI:TER ABIL CO.ME DUCTILIS LAPIS DA DONNA A DONNA LI.FE. S.PR.IN.G. VALORE LAVORO PROViNCIA informa

2 SOMMARIO / INDEX Analisi delle buone pratiche 3 Co.me 6 Ductilis 8 Lapis 10 Li.fe. 12 Quali.ter 14 S.pr.in.g. 16 Tre Progetti con la Città di Torino 18 Le Lezioni di Equal 21 Buone pratiche emerse 23 Workshop: conclusioni 24 Analysis of good practices 26 Good practices arisen 29 Co.me 30 Ductilis 32 Lapis 34 Li.fe. 36 Quali.ter 38 S.pr.in.g. 40 Three project with the Municipality of Turin 42 Equal lessons 44 Workshop: outcomes 46 Questa pubblicazione è stata realizzata principalmente grazie alla collaborazione dei partner dei progetti EQUAL analizzati. Tutti i gruppi interessati hanno dato il loro consenso alle informazioni da pubblicare, mentre ad un apposito comitato di redazione è stato affidato il compito di compiere una scelta rappresentativa del materiale. Siamo quindi sicuri che la presente pubblicazione rifletta lo spirito del lavoro compiuto nel corso dell analisi. This publication has been realized mainly thanks to the collaboration of the partners of the EQUAL projects analysed. All the interested groups/people have agreed on the content, whilst an editing committee had the task to choose significant information and material to be published. Therefore we hope this publication will reflect the meaning of the work done during the comparative analysis. Gruppo di lavoro Working group Rocco Ballacchino, Barbara Bisset, Luisa Delfino, Rosalba La Grotteria, Vittorio Saraco, Silvana Scarfato, Antonella Sterchele, Laura Vinassa. Comitato di redazione - Editing committee Provincia di Torino - Servizio Relazioni e Progetti Europei e Internazionali - Codex - Società cooperativa Chiuso in redazione il 28 aprile 2006 Publication content completed on April 28th 2006 Analisi delle buone pratiche e confronto sui risultati a conclusione dei progetti EQUAL I FASE EQUAL è l iniziativa comunitaria, cofinanziata dal Fondo Sociale Europeo per il periodo , che intende promuovere nuovi mezzi di lotta contro tutte le forme di discriminazione e di disparità connesse al mercato del lavoro, operando in particolare lungo tre direttrici di intervento: integrazione stabile tra politiche del lavoro e politiche sociali; sviluppo di una società della conoscenza non discriminatoria; sviluppo locale, sociale ed occupazionale. La I fase di EQUAL, riferita al periodo , si è conclusa operativamente alla fine del 2005, mentre la II fase, relativa al periodo , è stata avviata ad aprile 2004 e si concluderà operativamente alla fine del Le componenti di EQUAL sono: cooperazione transnazionale, innovazione, partecipazione attiva, approccio tematico e partenariale, diffusione e integrazione nelle politiche e nelle prassi, mentre, in linea con la rinnovata Strategia Europea per l Occupazione (SEO), le attività si articolano attorno a quattro pilastri: occupabilità, imprenditorialità, adattabilità, pari opportunità. In tema di esclusione sociale EQUAL costituisce un laboratorio europeo, nel quale si elaborano e sperimentano nuovi modelli di intervento e nuovi modi di attuazione delle politiche dell occupazione al fine di lottare contro le discriminazioni e le diseguaglianze di qualunque natura subite da coloro che tentano di accedere al mercato del lavoro e da quelli che vi sono già inseriti. L approccio di partnership che lo caratterizza ha permesso di puntare non solo alla creazione di una rete di promotori che agisca sul territorio, ma anche e soprattutto di coniugare gli sforzi di attori diversi per trovare soluzioni innovative ai problemi individuati. La prima fase di programmazione di EQUAL ha visto la Provincia di Torino impegnata a vario titolo in nove progetti e precisamente: 1. Dando esecuzione alle disposizioni del Trattato di Amsterdam dell ottobre 1997, il primo vertice sull Occupazione, svoltosi a Lussemburgo nel Novembre 1997, portò all adozione della Strategia Europea per l Occupazione (SEO), definita sulla base di quattro pilastri (Occupabilità, Imprenditorialità, Adattabilità e Pari Opportunità). Sulla base della SEO, l Unione ha il compito di indicare ogni anno gli Orientamenti per l Occupazione, in relazione ai quali ciascuno Stato membro è tenuto a redigere il proprio Piano d azione nazionale (PAN). La sessione straordinaria del Consiglio europeo svoltosi a Lisbona nel marzo 2000 ha rilanciato la SEO, concordando un nuovo obiettivo strategico per l Unione nel quadro di un economia basata sulla conoscenza e sull ìnformazione. A differenza delle precedenti iniziative Adapt e Occupazione, l Iniziativa Comunitaria Equal compie un passo ulteriore, configurandosi come parte integrante della Strategia Europea per l Occupazione

3 EQUAL I FASE 6 progetti nei quali l Ente ha partecipato a titolo di capofila/partner: CO.ME TUTTI I COLORI DEL MERCATO Asse Occupabilità, ammesso, ma finanziato con fondi regionali, gestito dal Servizio Lavoro capofila DUCTILIS Asse Adattabilità partner LAPIS Asse Occupabilità partner LI.FE. LIBERTÀ FEMMINILE Asse Pari Opportunità, gestito dall Ufficio Pari Opportunità Solidarietà Sociale capofila QUALI.TER Asse Imprenditorialità, gestito dal Servizio Solidarietà Sociale partner nell ATS S.PR.IN.G. Asse Occupabilità partner 3 progetti ai quali l Ente ha aderito in base ad un accordo con la Città di Torino: ABIL Asse Adattabilità DA DONNA A DONNA Asse Pari Opportunità VALORE LAVORO Asse Occupabilità Affacciandosi alla seconda fase di programmazione, si è sentita l esigenza di fare un primo bilancio del lavoro e dei risultati conseguiti, attraverso una lettura trasversale dei vari progetti nell ambito di un tavolo di coordinamento provinciale comprendente i Servizi Lavoro, Solidarietà Sociale, Pari Opportunità, Relazioni e Progetti europei e internazionali. Lo Speciale di Provincia Informa che state leggendo nasce per rispondere a tale sollecitazione con il duplice intento di fare il punto su quanto finora realizzato, perfezionando il monitoraggio finora condotto e di mettere in evidenza le buone pratiche, nonché le criticità incontrate durante le attività progettuali, per restituire al territorio il valore aggiunto che risiede nel lavoro di rete condotto. Questo lavoro ha riguardato solo i primi sei progetti sopra elencati, nei quali la Provincia ha speso maggiormente le proprie competenze sul territorio. Dato il carattere sperimentale delle iniziative sviluppate in ambito EQUAL, particolare attenzione viene riposta nelle attività di diffusione e trasferimento delle buone pratiche, a livello europeo, nazionale e locale, di cui la pubblicazione è un esempio. Come anche recentemente indicato dal Ministero del Lavoro, «l azione di EQUAL ha promosso un ampio spettro di interventi e coinvolto molte realtà differenti. Le sue lezioni meritano quindi attenzione e rappresentano una importante fonte di suggerimenti per la nuova programmazione». L identificazione di quelle che possono essere definite le lezioni di EQUAL è stata effettuata dalla Provincia di Torino attraverso una lettura trasversale dei sei progetti sopra citati, nei quali ha partecipato direttamente in qualità di capofila o di partner. Sono molteplici gli strumenti utilizzati a tal scopo. In primis quello tradizionale dell analisi, svolta con un metodo di tipo partecipato, caratterizzando un indagine che ha mirato al coinvolgimento attivo di tutti gli stakeholders, ossia gli attori sociali coinvolti. Questa partecipazione si è realizzata in ogni fase del lavoro di lettura trasversale, lavoro che, si sottolinea, è cosa altra ed ulteriore rispetto alla valutazione ufficiale prevista e compiuta all interno di tutte le realtà progettuali qui prese in considerazione. Nella parte iniziale ed esplorativa sono stati condotti dei colloqui non strutturati con i responsabili, intesi come testimoni privilegiati. Per indagare nel modo migliore ciascuna dimensione del progetto sono state realizzate delle interviste con responsabili ed operatori dei progetti che, a livello locale, avevano contribuito alla realizzazione del progetto: responsabili di progetto, referenti della Provincia e dei Comuni, operatori dei servizi sociosanitari, operatori dei Centri per l Impiego, tutors, ecc. Si è scelto di effettuare interviste non strutturate che andassero ad esplorare sul valore aggiunto dei progetti in termini di buone prassi. Il principio che ha guidato l operazione è stato proprio quello di riconoscere, analizzare e definire prassi innovative ed efficaci, di facilitare lo scambio di informazioni e di favorire la cooperazione, non solo all interno dei singoli progetti, ma tra tutti i progetti EQUAL nei quali la Provincia di Torino è coinvolta, esplodendo il concetto di rete dal livello di rete di progetto a rete di progetti. Le interviste hanno affrontato essenzialmente risultati conseguiti in relazione agli obiettivi previsti inizialmente dal progetto e i motivi degli eventuali scostamenti. Si è inteso quindi indagare sulle buone pratiche e criticità, nonché sull esperienza in termini di contenuto e partenariato che poteva essere valorizzata come bagaglio in progetti futuri. Ugualmente sono stati presi in considerazione i suggerimenti per la futura programmazione dei fondi strutturali relativi al periodo (cfr. pag. 24). I risultati delle interviste sono stati sintetizzati in matrici, cioè tabelle che, disponendo serie di elementi corrispondenti, hanno permesso di percepire relazioni fra gli elementi e l identificazione di eventuali ridondanze o lacune. Tra le matrici realizzate si riporta, a titolo esemplificativo, quella relativa alle buone pratiche (cfr. pag. 23). Le analisi condotte hanno messo in evidenza molti elementi qualificanti dei progetti tanto con riferimento alla loro specificità di intervento di sperimentazione innovativa della Strategia Europea per l Occupazione e della politica di coesione, quanto con riferimento ai diversi modelli organizzativi e di governance sviluppati dalle reti locali dei partner, quanto infine all impatto prodotto in termini di outcomes sui beneficiari finali. A questo proposito, appare però evidente che i risultati devono essere considerati come la dimostrazione del potenziale di azioni locali innovative nella promozione dell occupazione e della creazione di posti di lavoro, e non come realizzazione di risultati specifici quantificabili, e risposte a tutti i problemi affrontati

4 CO.ME tutti i colori del mercato CO.ME tutti i colori del mercato Asse Occupabilità Partenariato Provincia di Torino Servizio Lavoro (capofila); Città di Torino, Città di Moncalieri, Comunità Montana Alta Valle Susa, Comunità Montana Bassa Valle Di Susa e Val Cenischia, Assot, Alma Terra, A.Me.Cu., Apoliè, Diafa Al Maghreb, Liberitutti, Le Radici e Le Ali, Ufficio Pastorale Migranti, Sanabil, Comitato Oltre Il Razzismo, AMMA, API, ASCOM, Collegio Costruttori Edili, CNA, Confesercenti, Confcooperative, CGIL, CISL, UIL, API-COLF, Cicsene, S.R.F, Gruppo SOGES, Prefettura di Torino, CONISA. Target Lavoratori stranieri disoccupati in cerca di lavoro, stranieri a rischio di perdita del permesso di soggiorno per mancanza di lavoro, stranieri aventi motivi di protezione sociale ex art. 18 L.40/98 T.U. Immigrazione (coordinamento con il progetto Equal LI.FE.), stranieri in ricongiungimento familiare, cittadini non comunitari avviati nei percorsi di prima accoglienza. Obiettivo generale Intervenire sulle problematiche relative ai lavoratori immigrati, affrontando in particolare la frammentarietà e la scarsa conoscenza o disinformazione sui servizi cui questi soggetti possono accedere. La rete ha presentato il progetto Extranet.Work che riprende il sito e la banca dati di CO.ME e che ha ricevuto il contributo a sostegno di progetti e iniziative in materia d immigrazione extracomunitaria (bando immigrazione Provincia di Torino 2005). Qualche numero 22 tirocini formativi per cittadini immigrati. 7 progetti di creazione di impresa. Prodotti Banca dati, sito internet, manuale di accreditamento. Partnership straniera Non prevista. Inizio e fine progetto Marzo 2002 Marzo 2005 Informazioni e contatti Provincia di Torino - Servizio Politiche per il Lavoro e l Orientamento (promotore) Antonella Sterchele Centro per l Impiego di Torino Via Bologna 153, Torino Tel Fax Obiettivi specifici Creare una rete accreditata di servizi per l inserimento professionale e sociale dei cittadini non comunitari presenti sul territorio della Provincia; Definire un modello integrato di servizi e delle relative procedure; Interventi per l inserimento occupazionale regolare dei cittadini non comunitari; Offrire ai cittadini non comunitari sostegno ad attività imprenditoriali attraverso l erogazione di microcredito. Risultati Manuale di accreditamento con le procedure per i servizi di promozione al lavoro di cittadini/e migranti; Tirocini formativi per cittadini immigrati con borsa lavoro; Fondo microcredito sperimentato; Progetti di creazione di impresa da parte di cittadini immigrati; Rete tra le strutture rappresentanti gli immigrati; Modello di collaborazione tra la rete delle strutture rappresentanti gli immigrati, Associazioni datoriali e Istituto finanziario; Banca dati comune (nel sito web del progetto) per la raccolta delle informazioni relative ai soggetti immigrati in cerca di lavoro

5 DUCTILIS DUCTILIS Asse Adattabilità Partenariato Città di Moncalieri (capofila); Città di Nichelino, Città di Chieri, Città di Carmagnola, Città di Torino, Circoscrizione X di Torino, Provincia di Torino, Provincia di Cuneo, CNA, API, CISL, CGIL, Ente Bilaterale Cuneo Formalavoro, ITIS Pininfarina di Moncalieri, ITIS J.C. Maxwell di Nichelino, Istituto d Istruzione Superiore Statale Baldessano Roccati di Carmagnola, Istituto Superiore E. Amaldi di Orbassano, Liceo A. Monti di Chieri, ITIS P. Levi di Torino, ITIS Vallauri di Fossano, Centro Territoriale Permanente di Moncalieri presso SMS L. Pirandello, Centro Territoriale Permanente per Educazione Adulti SMS A. Cruto di Piossasco, Centro Territoriale Permanente Educazione Adulti di Alba, Centro Territoriale Permanente Castello di Mirafiori di Torino, ATI Ductilis, Agenzie Formative, AFPA Torino-Sud (capofila IM), Consorzio API Formazione scrl, Società Consortile Formazione Professionale Alba-Barolo, ADECCO Spa, Poliedra Spa, COREP, Apprendimenti & Linguaggi srl, Assot srl. Target Lavoratori atipici e lavoratori con più di anni in possesso di qualifiche a rischio di obsolescenza o coinvolti in processi di riorganizzazione aziendale. Obiettivo generale Sostenere le persone che si trovano ad affrontare le trasformazioni del mercato del lavoro, attraverso un sistema di verifica delle competenze professionali. Obiettivi specifici Ideare e promuovere nuovi servizi e metodologie d intervento a sostegno dei beneficiari, attraverso il coinvolgimento diretto delle imprese e degli attori, istituzionali e privati, che presiedono il rapporto domanda/offerta; Favorire il superamento di alcuni stereotipi esistenti rispetto ai lavoratori che rientrano nelle due categorie di soggetti, contribuendo a modificare la rappresentazione che di loro hanno le imprese. Risultati Sistema sperimentato di servizi e strumenti che possono essere utilizzati nel quadro dei servizi pubblici e privati per l impiego. In particolare: - Percorso base di valutazione delle competenze autodichiarate; - Metodologia per effettuare il Bilancio professionale delle competenze che prevede: a) autovalutazione da parte dell utente tramite la compilazione di griglie; b) valutazione dell operatore, che deduce dai colloqui le competenze significative; c) valutazione derivante dall uso di alcuni test; - Valutazione delle competenze per la definizione del profilo del soggetto; - Software di gestione degli strumenti, dell agenda degli operatori ed elaborazione del portfolio finale; - Servizio di numero verde; Rete (imprese e degli attori, istituzionali e privati, che presiedono il rapporto domanda/offerta) derivante dall esperienza dei Patti territoriali; Diretto coinvolgimento dei Centri per l impiego. Qualche numero 247 fruitori del servizio Ductilis di valutazione e valorizzazione delle competenze in funzione della rivisitazione del proprio percorso professionale. Oltre 600 contatti al numero verde di Ductilis centri attivati per la valorizzazione e valutazione delle competenze nel territorio del Patto Torino Sud (7), Città di Torino (4), Patto del Sangone (2), Alba - Bra (3) a cui potevano rivolgersi i beneficiari indirizzati dal numero verde. Formati 24 tutor del percorso base di valorizzazione delle competenze e 14 operatori di bilancio professionale delle competenze. Contattate oltre 60 imprese e 90 lavoratori nell attività di ricerca e nei focus group di approfondimento. Prodotti Manuali d uso per gli operatori per rilevare le competenze professionali, mousepad, cartoline per la pubblicizzazione del servizio, guide del progetto. Partnership straniera Francia - Finlandia - Germania - Portogallo Inizio e fine progetto Luglio 2002 Luglio 2005 Informazioni e contatti Città di Moncalieri, Piazza Vittorio Emanuele II, Moncalieri Vittorio Saraco: Tel Fax Provincia di Torino - Centro per l Impiego di Moncalieri, C.so Savona 10/d, Moncalieri Tel Fax

6 LAPIS Agenzia per l inclusione sociale Agenzia per l inclusione sociale LAPIS Asse Occupabilità Partenariato Comune di Ivrea - Servizio Politiche del Lavoro e Sociali (capofila); Provincia di Torino (Centri per l Impiego di Ivrea, Cuorgnè e Chivasso), Consorzio socio assistenziale di Chivasso (in rappresentanza anche degli altri tre consorzi di Ivrea, Cuorgnè e Caluso), ASL 9 di Ivrea, Università degli Studi di Torino - Dipartimento Scienze Sociali, Consorzio FO.RUM di Ivrea, Consorzio Copernico, Fondazione Ruffini, CNA, CGIL (in rappresentanza anche di CISL e UIL). Target Soggetti in situazioni di svantaggio sociale. Obiettivo generale Progettare e sperimentare una metodologia comune di inserimento lavorativo per soggetti svantaggiati. Prodotti Sito internet. Partnership straniera Non prevista. Inizio e fine progetto Ottobre 2002 Dicembre 2005 Informazioni e contatti Comune di Ivrea (soggetto referente e capofila) Tel Luisa Delfino: Provincia di Torino Centro per l impiego di Ivrea - Armanda Romano: Centro per l impiego di Cuorgnè - Anna Garizio: Centro per l impiego di Chivasso - Enrico Scamacca: Obiettivi specifici Contrastare l esclusione lavorativa e sociale di soggetti svantaggiati, sperimentando un intervento integrato (Agenzia per l inclusione sociale) volto ad affrontare le diverse dimensioni dello svantaggio lavorativo e sociale dei beneficiari, con il coinvolgimento dei diversi attori che sul territorio hanno specifiche competenze per l inserimento dei soggetti più difficilmente occupabili; Superare la frammentazione della modalità di presa in carico, rispetto al sostegno al reddito, al tipo e durata del tirocinio formativo con valorizzazione delle competenze attraverso un approccio multidisciplinare. Risultati Linee guida metodologiche dell Agenzia per l inclusione sociale; Agenzia per l inclusione sociale sperimentata e identificata non come struttura fisica, ma come sede d incontro e di confronto degli operatori attraverso gli strumenti della società dell informazione; Indagini nel Canavese sul welfare locale, sulla vulnerabilità sociale (famiglie) e sulle imprese. Qualche numero 170 persone contattate. 95 colloqui individuali. 90 percorsi individuali di orientamento. 60 persone inserite in percorsi di tirocinio o di rinforzo competenze

7 LI.FE. Libertà femminile LI.FE. Libertà femminile Asse Pari opportunità Partenariato Provincia di Torino - Servizio Pari opportunità e Politiche dei Tempi (soggetto capofila); Città di Torino, Città di Moncalieri, Università degli Studi di Torino, Casa di Carità Arti e Mestieri, Cicsene, Compagnia delle Opere, Confcooperative, Gruppo Abele, Tampep, Ufficio Pastorale Migranti. Target Donne vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale. Obiettivo generale Costruire e sperimentare una metodologia trasferibile che, partendo dall accoglienza e attraverso l orientamento, la formazione, l inserimento lavorativo ed abitativo conduca ad un integrazione sociale delle donne vittime della tratta, che abbiano compiuto percorsi di fuoriuscita dalla prostituzione forzata (art.18 L. 40/98 T.U. Immigrazione). Obiettivo specifico Mettere in rete enti, associazioni e organizzazioni impegnati nel campo della lotta alla tratta a fini di sfruttamento sessuale, per costruire e sperimentare una metodologia condivisa d intervento, con il coinvolgimento di attori che di norma non intervengono sul target specifico (aziende del profit e del no profit), per coordinare azioni condivise sui problemi relativi all inclusione sociale. Accordo di cooperazione transnazionale denominato Gender Street e stipulato da quattro diversi progetti nazionali: Li.fe. - Libertà Femminile (Italia), Strada: Recupero socio-lavorativo delle donne oggetto di tratta (Provincia di Pisa, Italia), Improving Future Job Opportunities for Victims of Trafficking in Persons (Olanda) e Sila: Low Threshold access to Couselling and Qualification for female sex Workers (Austria). Qualche numero 10 donne su 15 assunte stabilmente. Prodotti Free Cards, spot, pubblicazioni sulle attività del progetto, sito internet, fotoromanzo. Partnership straniera Olanda - Austria Inizio e fine progetto Luglio 2002 Maggio 2005 Informazioni e contatti Provincia di Torino - Servizio Pari Opportunità e Politiche dei Tempi Via Maria Vittoria 12, Torino Tel Fax Laura Vinassa: Risultati Percorsi di formazione individualizzati; Nuovo profilo/figura professionale, la LI.FE. FRIEND, un operatrice sociale responsabile della beneficiaria durante il progetto d inclusione socio-lavorativa e interlocutrice della donna e del Tavolo Li.fe. ; Rete stabile di attori istituzionali, economici e sociali che ha condotto, in modo congiunto, ad un insieme di azioni fra loro coordinate per favorire l inclusione delle donne vittime di tratta; Metodologia d intervento di lungo periodo capace di fornire una risposta adeguata, flessibile e tempestiva ad aspettative, aspirazioni e progetti delle donne che hanno deciso di seguire il percorso di fuoriuscita dalla tratta; Coinvolgimento di attori che di norma non si occupano del problema (aziende del profit e del no profit); Rete europea di scambio delle buone prassi; TAVOLO LI.FE. formalizzato; Comitato di pilotaggio con un ruolo d indirizzo, promozione e contributo alle attività di lobbing e di mainstreaming;

8 QUALI.TER Qualità per il terzo settore QUALI.TER Qualità per il terzo settore Asse Imprenditorialità Partenariato ATI (capofila): CIE Piemonte, SELF, Unioncoop, Sinapsi, Coesa; ATS: Provincia di Torino, Città di Torino, Forum del Terzo Settore, Lega delle Autonomie Locali, Banca Etica, Università degli Studi di Torino, Consorzio Intercomunale di Servizi di Orbassano, Consorzio Intercomunale di Servizi Sociali di Chivasso, Comunità Montana Val Pellice. Target Imprese del Terzo Settore e della Pubblica Amministrazione (pratiche di concertazione tra PA e TS per la gestione del welfare locale); Beneficiari indiretti/finali delle sperimentazioni: soggetti disabili (23-36 anni), nuclei familiari con a carico soggetti svantaggiati, giovani. Obiettivo generale Individuare nuovi approcci alla progettazione di interventi sociali sul territorio, rafforzando al contempo le competenze organizzative e gestionali delle organizzazioni del Terzo Settore. Obiettivi specifici Sostenibilità dell impresa sociale e delle reti integrate di servizi, in particolare: - qualificare e rafforzare la dimensione imprenditoriale e relazionale dell economia sociale e contribuire a rimuovere gli ostacoli che impediscono l inserimento lavorativo delle fasce deboli; - sviluppare logiche di programmazione concertata tra PA e TS. Qualità dell impresa sociale, in particolare: - promuovere e sviluppare forme organizzative volte a rafforzare il ruolo del TS quale strumento d inclusione nel mercato del lavoro per le fasce deboli; - migliorare il livello qualitativo dei servizi offerti dalle imprese sociali. Promuovere effettivi rapporti di concertazione o progettazione partecipata tra TS e PA, al fine di favorire la crescita di una cultura capace di raccogliere ed integrare bisogni, risorse e competenze provenienti dai soggetti pubblici e privati che condividono responsabilità di programmazione e gestione delle politiche sociali. Chivasso Gassino (inserimenti lavorativi di persone svantaggiate e persone formate), nel territorio del C.I. di S. Orbassano (servizio innovativo di assistenza domiciliare) e in Val Pellice (attività di sviluppo delle politiche giovanili); Nuovo profilo/figura professionale, operatore per lo sviluppo delle politiche giovanili (Val Pellice); Vademecum di procedure amministrative per la gestione degli affidamenti dei servizi: contiene gli strumenti per i partenariati sociali per l orientamento al superamento del mero rapporto cliente/fornitore; Sessioni di formazione congiunta tra PA e TS sulle tecniche di programmazione e progettazione partecipata; Modello di architettura gestionale di rete; Rafforzata presenza delle imprese sociali e dei rappresentanti dei destinatari finali nei Piani di zona. Qualche numero Per quanto concerne gli inserimenti lavorativi, il Consorzio di Gassino ha individuato 2 soggetti con disabilità mentale (età anni); il consorzio di Chivasso ha individuato 2 soggetti con grave svantaggio sociale e disoccupati (età anni). Prodotti Vademecum di procedure amministrative per la gestione degli affidamenti dei servizi, indagine sui processi di progettazione partecipata. Partnership straniera Austria - Scozia Inizio e fine progetto Novembre 2002 Gennaio 2005 Informazioni e contatti CIE, Via Conte Verde 9, Torino Tel Fax Direttore di progetto - Marco Sorrentino: Coordinatore tecnico - Diego Dutto: Responsabile amministrativo - Gianni Gallo: Segreteria di direzione - Fosca Lagattolla: Provincia di Torino - Servizio Solidarietà Sociale, Ufficio Programmazione Territoriale Barbara Bisset: Risultati Ricerca e analisi; Modelli d intervento sperimentati per l affidamento, l accreditamento, la partnership e la valutazione dei servizi a:

9 S.PR.IN.G. Sistema di prevenzione integrata dell esclusione sociale dei giovani S.PR.IN.G. Asse Occupabilità Partenariato Zona Ovest di Torino srl, Comune Pinerolo, Comune Ciriè, Assot srl (soggetti promotori); Provincia di Torino, CNA, APT, Coldiretti Torino, ARCST Piemonte Legacoop, SELF, Cooperativa sociale La Carabattola, POLIS, CHOROS, Casa di Carità Arti e Mestieri, II.RR. Salotto e fiorito, En. A.I.P. Piemonte, Formont, CEP, CTP 66 Martiri, CISAP, CISSA, CISA, ASL 6, CIS, SINAPSI scarl, CFIQ, ASL 10, CISS, Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca, Comunità Montana Val Pellice, NEXUS, Associazione Un Mestiere, Cooperativa Sociale San Donato, Cooperativa San Domenico, Cooperativa Le Radici, ANFASS, CIOFSFP, IM, CIFPVC, Opera Nomandi, CTP, Comunità Montana Val Sangone, C.I. di S., Cooperativa ORSO, Associazione Ires Lucia Morosini, ITCS Sraffa, CIAC scarl, Cooperativa sociale Atypica, Università di Torino Scuola di Psicologia applicata. Rete territoriale, ossia un gruppo di lavoro multidisciplinare permanente che comprende tre gruppi di lavoro tematici: il PATHWAY GUIDE, le aziende e il mainstreaming; Nuovo profilo/figura di riferimento specifico, il PATHWAY GUIDE con la funzione di regista di processo, che consiste nell assemblare risorse diverse e mantenere una comunicazione costante tra il beneficiario del progetto e la rete degli operatori che ha in carico il beneficiario. Qualche numero Percorsi attivati: orientamento 14, tirocinio 84, job club 8, rientro in formazione 16, sostegno scolastico 8, assunzioni 26. Solo 11 i giovani che hanno deciso volontariamente di uscire dal progetto (di cui 6 perché hanno trovato lavoro autonomamente). Prodotti Guida per gli operatori, cofanetto con le guide sulle attività del progetto, DVD, newsletter. Target 130 giovani a rischio di esclusione lavorativa e professionale. Partnership straniera Belgio - Portogallo Obiettivo generale Prevenire l esclusione sociale e lavorativa dei giovani a rischio, attraverso un sistema integrato di prevenzione dei fattori che, nelle aree interessate, sono stati individuati come causa dell esclusione socio lavorativa dei giovani a rischio, promuovendo il collegamento degli attori e dei servizi e l integrazione delle politiche sociali, politiche attive del lavoro e politiche di sviluppo. Risultati Analisi dei fattori di discriminazione individuati nei contesti sociali e produttivi locali (deprivazione culturale, carenza di abilità sociali, differenze di genere, assenza di una rete di relazioni sociali) che ostacolano l accesso al mondo del lavoro dei giovani e definizione di percorsi diversi a seconda dei soggetti; Mappa dei servizi e dei progetti in atto e/o conclusi sul territorio e delle competenze che operano sul territorio. Modello d intervento sperimentato riguardante le prassi di presa in carico, sostegno, formazione e inserimento lavorativo favorendo il superamento della frammentazione degli interventi sul territorio; Modalità di ricerca e di aggancio dei possibili beneficiari: incontro dei giovani nell ambiente di vita per prevenire o raccogliere i segnali che anticipano situazioni di disagio attraverso l EDUCATORE DI STRADA, unico attore un grado di agganciare i ragazzi che si trovano al di fuori dei circuiti istituzionali; Inizio e fine progetto Luglio 2002 Aprile 2005 Informazioni e contatti Zona Ovest di Torino srl (soggetto promotore) P.za Cavalieri dell Annunziata 7, Collegno (TO) Tel / Fax Rocco Ballacchino: ASSOT - Bruno Fontolan: Comune di Pinerolo - Tiziana Perelli: Comune di Ciriè - Silvia Bertello: Provincia di Torino Via Maria Vittoria 12, Torino Tel Fax Centro per l impiego di Ciriè - Daniela Sandrone: Centro per l impiego di Pinerolo - Renato Zambon: Centro per l impiego di Venaria - Maria Grazia Matta: Centro per l impiego di Rivoli - Beatrice Saggio: Centro per l impiego di Orbassano - Chiara Zavattaro:

10 Tre progetti con la Città di Torino ABIL DA DONNA A DONNA Asse Adattabilità Asse Pari Opportunità Partenariato CSEA (capogruppo ATI Equal - capofila); Città di Torino Divisione Lavoro Orientamento Formazione (coordinatore); Partnership di sviluppo: AMMA; API Formazione, ARCST Legacoop, Associazione Regionale Cooperative di Servizi e Turismo Piemonte, ASL 3 Dipartimento Salute Mentale, ASL 4 Dipartimento Salute Mentale, ATI Equal delle Agenzie Formative Torinesi AFPA, CMP, CGIL, CISL, UIL, Confcooperative (Unione Provinciale di Torino), Consorzio ICS, Consorzio Sociale ABELE LAVORO, Consorzio KAIROS, Consorzio SELF, Consorzio SINAPSI, Cooperativa STRANAIDEA, COREP, FORUM del Terzo Settore, Provincia di Torino, Città di Torino Divisione Lavoro Orientamento Formazione e Divisione Servizi Socio Assistenziali. Obiettivi Migliorare la condizione occupazionale dei lavoratori disabili; Re-ingegnerizzazione dei processi aziendali attraverso analisi, ricerche, interviste a disabili e referenti aziendali, anche mediante screening degli strumenti e documentazione esistente; Supportare la crescita professionale della persona disabile occupata; Sperimentare attraverso l apertura del Centro Servizi; Sensibilizzazione e superamento degli stereotipi; Promozione del telelavoro; Definizione delle best-practice a livello europeo. Partenariato Città di Torino (responsabile progetto); CSEA (referente rispetto all ente finanziatore); Provincia di Torino, ATI Equal costituita dalle agenzie formative torinesi AFPA: Enaip, Immaginazione e Lavoro, Ial Piemonte, En.fap Piemonte, Ciofs.fp Piemonte, Cnos/Fap Piemonte, Casa di Carità arti e mestieri, CEP, Associazione Scuole Tecniche San Carlo, IM, con capofila CSEA, APID e API Formazione, AMMA e C.M.P., CGIL, CISL, UIL, ARCST Legacoop Piemonte, Confcooperative (Unione Provinciale di Torino), Forum del Terzo Settore, Associazione Almaterra, Cooperativa Atypica, Consorzio Sociale Abele Lavoro, Consorzio Sinapsi, Cooperativa Terzo Tempo, CNA e CNA Servizi, COREP. Obiettivi Sostenere la presenza femminile sul mercato del lavoro, da un punto di vista qualitativo e quantitativo, attraverso il miglioramento dell articolazione dei tempi di vita, di lavoro e sociali delle persone; Ideare e promuovere servizi innovativi e potenziare quelli già esistenti Elaborare nuovi modelli di organizzazione del lavoro; Creare opportunità occupazionali per le donne che desiderano inserirsi o rienserirsi sul mercato del lavoro; Sperimentare e attivare nuove tipologie di servizi alla persona coerenti con la prospettiva di genere e la conciliazione dei tempi sociali delle persone. Risultati Comunicazione, integrazione e rafforzamento della rete sia di partenariato sia esterna; Svolgimento del corso formativo per il tutor specializzato nel mantenimento al lavoro; Sperimentazione e promozione del Centro Servizi Abilita: accolte 300 segnalazioni da parte di persone disabili occupate, 116 consulenze effettuate, 86 casi presi in carico; Coinvolgimento diretto di 10 cooperative e 40 imprese; Sito internet (prodotto europeo), forum on line, newsletter; Prodotti di sensibilizzazione. Risultati Sperimentati i servizi: Punto Informativo - BabySi - Sostegno in famiglia - Servizio TuttoExpress - Figura di Sostituzione - ConciliaImpresa; Attivati in impresa i servizi: Baby Parking Policino al Politecnico di Torino Punto Gioco Baby Porto presso l Aeroporto di Caselle; Attivati servizi attraverso studi di fattibilità: Micro-nido aziendale per l ASL 4, Punto Gioco per GTT Gruppo Torinese Trasporti e Servizi per l Infanzia e la Conciliazione nel Quartiere del Villaretto; Campagna di sensibilizzazione al tema della conciliazione e ai servizi sperimentati attraverso manifesti affissi in Città, pubblicità dinamica sui mezzi pubblici di trasporto e kit di presentazione servizi. Partnership straniera Belgio - Francia - Spagna Partnership straniera Francia - Spagna Inizio e fine progetto Settembre 2002 Giugno 2005 Inizio e fine progetto Settembre 2002 Luglio 2005 Informazioni e contatti Comune di Torino Divisione Lavoro, Orientamento Formazione Settore Lavoro Cristiana Bianchi Tel Fax Informazioni e contatti Comune di Torino Divisione Lavoro, Orientamento Formazione Settore Formazione, Orientamento, Fondo Sociale Europeo Claudia Gilli Tel Fax http:

11 Tre progetti con la Città di Torino LE LEZIONI DI EQUAL VALORE LAVORO Asse Occupabilità Partenariato Città di Torino (coordinatore); Provincia di Torino; ATI Equal costituita dalle agenzie formative torinesi AFPA: Enaip, Immaginazione e Lavoro, Ial Piemonte, En.fap Piemonte, Ciofs.fp Piemonte, Cnos/Fap Piemonte, Casa di Carità arti e mestieri, CEP, Associazione Scuole Tecniche San Carlo, IM, con capofila CSEA (soggetto referente del progetto rispetto all'ente Finanziatore); APID e API Formazione; AMMA e C.M.P.; CGIL, CISL, UIL; ARCST Legacoop Piemonte; Confcooperative (Unione Provinciale di Torino); Forum del Terzo Settore; Consorzio Sociale Abele Lavoro; Consorzio Sinapsi; Cooperativa Sociale Agridea; Cooperativa Sociale Stranidea; Consorzio Kairos; Consorzio Self; Consorzio I.C.S.; CNA; COREP; Ascom Confcommercio; Confesercenti e CESCOT; CEPEA Scuola Media U. Saba. Obiettivi Sostenere i giovani tra i 15 ed i 29 anni a rischio di esclusione sociale nella capacità di proporsi sul mercato del lavoro; Elaborare nuovi modelli di organizzazione e di intervento dei diversi servizi presenti sul territorio in un ottica d integrazione tra politiche del lavoro e politiche sociali; Definire una nuova figura di operatore sociale, il coalitore, quale sostegno dei giovani nel percorso di costruzione del proprio progetto di vita e riferimento per i soggetti che compongono la rete; Realizzare percorsi sperimentali di presa in carico dei giovani a rischio di esclusione; Fornire competenze di base trasversali relative al comportamento in azienda e avviare percorsi di avvicinamento al lavoro per tendere a realizzare inserimenti definitivi; Ridurre il ricorso a forme di assistenza, promovendo le capacità di autonomia dei destinatari dell intervento in un ottica stabilmente integrata tra azioni formative, di politiche del lavoro e socio-assistenziali. Risultati Sperimentazione di una nuova figura professionale il coalitore sostenuta da una équipe multidisciplinare al cui interno era prevista anche la presenza di rappresentanti delle aziende; Contattati 181 giovani (62 in tirocinio e di questi 25 assunti alla fine del percorso formativo); DVD per raccontare il punto di vista dei ragazzi e delle imprese. Inizio e fine progetto Settembre 2002 Settembre 2005 Informazioni e contatti Comune di Torino Divisione Lavoro, Orientamento Formazione Settore Formazione, Orientamento, Fondo Sociale Europeo Anna Ianniello Tel Fax sono state apprese attraverso una lettura trasversale dei progetti e si traducono in vari elementi PARTNERSHIP E RETI Quello di partnership è un valore ricorrente. Nei progetti EQUAL della Provincia di Torino la partnership trova una realizzazione matura nella sua doppia valenza di obiettivo (bene collettivo) da perseguire, e di strumento per affrontare problematiche complesse che nessun soggetto preso isolatamente potrebbe sostenere. L investimento sulle partnership, sia sul piano politico che su quello operativo, ha significato innanzi tutto consentire ai partner non solo di esserci, partecipando alle fasi salienti di progettazione e di conduzione dei progetti, ma di contare contribuendo alle scelte significative, condividendo le responsabilità, vedendo riconosciute le proprie peculiarità, assumendo compiti specifici. Pur riconoscendo il limite dell elevato numero di partner che ha richiesto un investimento di energie notevole, va poi ribadito che, a livello locale, il partenariato ha messo in luce due aspetti importanti: l aggregazione di soggetti non usualmente coinvolti in progetti di questo tipo e il coinvolgimento rinnovato degli enti locali con compiti condivisi. Riuscire a mettere in moto e coordinare una risorsa così complessa ed articolata e riuscire a far esprimere tutta la sua potenzialità di sinergia, di legami, riuscire a patrimonializzare sensibilità, significati e prassi operative, rappresenta uno dei risultati particolarmente apprezzabili, politicamente e strategicamente rilevanti dei progetti. Partendo da questi elementi in comune, si declinano poi le varie realtà di partnership dei progetti e la loro capacità di attivare reti di attori e di conoscenze, anche al di fuori degli aderenti al progetto. Infatti, a differenza del partenariato, la rete è costituita da organismi che condividono l esperienza progettuale in termini di ricadute e di sostenibilità, senza necessariamente gestire delle risorse finanziarie. Il coinvolgimento di tale compagine allargata, che non aderisce formalmente alla PS e che deve essere comunque previsto espressamente da un apposito protocollo d intesa iniziale, ha dato risultati positivi. In LI.FE. l aspetto più interessante è stato sicuramente quello legato alla partecipazione di attori non usuali nel partenariato, dove la loro costante presenza è stata garantita da un adeguato coordinamento di rete. Coordinamento è stata la parola chiave che ha permesso di far funzionare in modo efficiente reti complesse, aggreganti un alto numero di attori locali, in progetti come S.PR.IN.G., CO.ME e DUCTILIS dove l attività di rete ha permesso la condivisione di conoscenze ed esperienze con una forte cooperazione tra pubblico e privato, mettendo anche in luce il suo valore di network di competenze. Nella sua forma più evoluta, la rete ha richiesto il sostegno di una vera e propria architettura gestionale, valutata anch essa come risultato apprezzabile del progetto ed esempio di buona pratica come in QUALI.TER. Un altro disegno di rete ha invece caratterizzato LAPIS, dove il networking ha funzionato grazie alla sua strutturazione in microéquipes. SPERIMENTAZIONE E INNOVAZIONE Isei progetti EQUAL hanno secondato la vocazione dell iniziativa intesa come laboratorio di attività sperimentali per esplorare e testare impostazioni innovative in termini di obiettivi, strumenti, metodologie, contesto e prodotti, negli ambiti di intervento definiti dal quadro di riferimento alle misure e azioni del programma. La sperimentazione è stata quindi comune denominatore di tutte le attività progettuali. Se in QUALI.TER ha riguardato l introduzione di progettazione in ambito sociale di carattere innovativo in tre aree territoriali diverse, in LAPIS la sperimentazione si è concretizzata in un agenzia per l'inclusione sociale, intesa non come struttura ma come intervento integrato volto ad affrontare le diverse dimensioni dello svantaggio lavorativo e sociale dei beneficiari identificato. Il fondo microcredito è stato l oggetto di sperimentazione del progetto CO.ME, che in tal modo ha affrontato il delicato aspetto del sostegno finanziario allo start-up da parte di immigrati. Sia pure con aspetti diversi LI.FE., S.PR.IN.G

12 LE LEZIONI DI EQUAL e DUCTILIS hanno sperimentato modelli e metodologie di intervento nei percorsi di inserimento lavorativo, nel caso di LI.FE. per sostenere le persone fuoriuscite dalla tratta, nel caso di S.PR.IN.G. per prevenire l esclusione sociale e lavorativa dei giovani a rischio e in DUCTILIS per verificare le competenze professionali. IL VALORE AGGIUNTO DELLA TRANSNAZIONALITÀ L elemento della transnazionalità, presente in tutti i progetti tranne che in LAPIS e CO.ME, ha confermato il suo valore aggiunto nello scambio di conoscenze e di buone prassi a livello europeo. Tuttavia, nella promozione del trasferimento di know-how l apporto della transnazionalità ha dato risultati meno soddisfacenti, anche per la mancanza di un reale lavoro in comune innovativo tra i partner; non sempre è stato infatti possibile integrare le sperimentazioni realizzate dalla partnership a livello nazionale con le attività delle partnership straniera (DUCTILIS). Diversa è stata l esperienza di S.PR.IN.G., in cui il confronto con l esperienza straniera ha permesso di sistematizzare il modello nazionale. L appartenenza a Stati diversi, con quadri legislativi diversi, ha inizialmente costituito un ostacolo al lavoro transnazionale in LI.FE., dove il riferimento al quadro legislativo era determinante per l implementazione delle attività; tuttavia si è riusciti a dar vita ad un vero e proprio progetto transnazionale, Gender Street. QUALI.TER, vista la complementarietà dei contenuti e degli approcci, ha confermato la partnership scozzese anche in Equal II, attivando così un reale scambio di buone prassi. rispecchiano in modo coerente le lezioni tratte a livello nazionale A livello nazionale EQUAL attiva 696 progetti per un totale di 800 milioni di euro gestiti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in maniera coordinata con le Regioni. Nella fase di definizione del Quadro Strategico Nazionale, soffermarsi sulle lezioni di carattere generale è molto importante, poiché rappresentano un importante fonte di suggerimenti per la nuova programmazione Facendo riferimento alle lezioni di EQUAL a livello nazionale, frutto dell esperienza della I fase e del contributo della valutazione indipendente, i sei progetti rispondono agli aspetti evidenziati come patrimonio di EQUAL, sia pure declinati in modo differente a seconda delle priorità e delle condizioni territoriali di intervento: approccio multi-dimensionale e integrato al problema dell esclusione sociale: LI.FE., CO.ME, LAPIS, DUCTILIS e S.PR.IN.G. hanno offerto una visione integrata dei problemi del lavoro e di quelli sociali, attivando capacità diverse di attingere a servizi e risorse; la sperimentazione diffusa ha insegnato l importanza di una rete di servizi che sappia accompagnare il soggetto svantaggiato in un percorso di inserimento sociale e al lavoro, il quale è sempre più spesso individuale e con differenti problematiche; attenzione ai nuovi target ancora poco inseriti nelle politiche ordinarie: CO.ME, LI.FE. hanno agito su target o ambiti di intervento ancora poco battuti dalle politiche ordinarie valorizzando risorse umane immigrate (nel caso di LI.FE. vittime della tratta) e contribuendo alla loro integrazione lavorativa e sociale; integrazione di diverse politiche e rete di servizi sociali e del lavoro: tutti i progetti, ma QUALI.TER in particolare, hanno dimostrato come l integrazione sul territorio di diversi interventi e la collaborazione tra diversi servizi possano essere fattore di efficacia ribadendo anche l importanza della collaborazione tra settore pubblico e terzo settore. La nota del Ministero parla di altre tre lezioni che rispecchiano ugualmente, ma in modo più sparso i risultati dei sei progetti EQUAL della Provincia di Torino: l inserimento di nuovi attori nel circuito del FSE, lo sviluppo locale a partire dalla risorse umane, il modello di governance multi-livello della sperimentazione. I risultati a livello locale paiono quindi confermare i risultati nazionali di EQUAL. Rispetto a queste dimensioni si è avuto modo di evidenziare l appropriatezza delle azioni condotte nei progetti EQUAL della Provincia di Torino sia per il coinvolgimento degli utenti in condizioni di reali difficoltà, sia per i soggetti promotori che hanno predisposto un efficace coordinamento del progetto e partnership locali sufficientemente ampie per realizzare obiettivi ed azioni previste. E che ha permesso di coniugare le esigenze progettuali a situazioni territoriali diversificate per assetti politico-istituzionali, per risorse, esperienze, esigenze locali. RETE COMPLESSA DI ATTORI A LIVELLO LOCALE LAVORO IN COMUNE DI ATTORI NON ABITUATI A LAVORARE INSIEME O NON COINVOLTI NORMALMENTE SUI TEMI DI RIFERIMENTO SCAMBIO DI BUONE PRATICHE STRUMENTI COMUNI NUOVE METODOLOGIE E LINEE GUIDA METODOLOGICHE BUONE PRATICHE EMERSE NEI PROGETTI RISULTATI TRASVERSALI CO.ME DUCTILIS LAPIS LI.FE. QUALI.TER S.PR.IN.G. Sono essenzialmente quattro gli obiettivi considerati per identificare una prassi come buona prassi : - efficacia: raggiungimento degli obiettivi previsti; - riproducibilità: capacità di risolvere problemi in situazioni analoghe, adeguandosi ai vincoli e ai condizionamenti normativi, finanziari, organizzativi, di contesto; - trasferibilità: capacità di risolvere problemi di natura analoga, ma in situazioni e condizioni diverse; - mainstreaming: capacità di produrre mutamenti visibili negli utenti, nelle organizzazioni, nel territorio e nei sistemi di riferimento. - Costruzione di una rete fra le strutture rappresentanti gli immigrati nella partnership di sviluppo con definizione di percorsi finalizzati alla realizzazione di un sistema di servizi integrati per la promozione dell inserimento lavorativo degli immigrati. - Modello di collaborazione tra la rete delle strutture rappresentanti gli immigrati, Associazioni datoriali e Istituto finanziario (generato da convenzione tra Istituto Finanziario e promotore). - Fondo di microcredito. - Percorso strutturato di analisi delle competenze professionali predisposto bottom-up: percorso base, bilancio professionale e valutazione competenze. - Specificità del processo condiviso dagli operatori, identica procedura su tutto il territorio (garanzia per l utente), possibilità di utilizzare gli strumenti sperimentati con tipologie diverse di target delineando così un flusso di servizi. - Valorizzazione del sistema pubblico per l impiego. - Agenzia per l inclusione sociale: metodologia operativa che vede la creazione di un agenzia intesa non come luogo fisico, ma come momento di incontro. - Modalità di scambio fra gli operatori (comunità virtuale). - Presa in carico individualizzata da parte della rete con approccio multidisciplinare. - Definizione di un nuovo profilo/figura professionale: la LI.FE. FRIEND e formalizzazione di un nuovo metodo di confronto: il TAVOLO LI.FE. - Coinvolgimento di attori non impegnati normalmente sul tema. - Cooperazione e realizzazione di prodotti comuni a livello transnazionale, pur in presenza di prassi e quadri legislativi diversi in ciascuno paese partner. - Utilizzo innovativo di prassi già esistenti. - Processo di concertazione tra i partner della rete (miglioramento rapporto pubblico privato per migliorare la qualità del Terzo Settore). - Procedura affidamento dei servizi: vademecum. - Architettura gestionale della rete. - Azione di formazione congiunta tra operatori della Pubblica Amministrazione e del Terzo Settore relativamente ai percorsi di progettazione partecipata e riconoscimento competenza al Terzo Settore come soggetto non solo fornitore, ma coinvolto nella programmazione dello sviluppo locale. - Lavoro di rete inteso come network di competenze: processo di presa in carico del soggetto e figura del coordinatore come regista di processo. - Definizione di un nuovo profilo/figura professionale: PATHWAY GUIDE. - Connessione della figura già nota dell EDUCATORE DI STRADA con le politiche attive del lavoro

13 EQUAL CONCLUSIONI 1 a FASE CONCLUSIONI Workshop: conclusioni Le conclusioni dell analisi trasversale dei progetti EQUAL sono state presentate in occasione di un workshop operativo rivolto a referenti e rappresentanti delle partnership di sviluppo, assessori e dirigenti competenti della Provincia di Torino, del Comune di Torino e rappresentanti della Regione Piemonte, intitolato: Analisi delle buone pratiche e confronto sui risultati a conclusione dei progetti EQUAL I fase. Prendendo le mosse dalle esperienze maturate nel corso di EQUAL, il workshop ha promosso una riflessione comune ed il confronto con i decisori politici per favorire il recepimento nella futura programmazione dei Fondi e degli strumenti strutturali delle lezioni più significative emerse dai progetti. Considerando oltretutto che dal 2007 probabilmente spariranno i programmi di iniziativa comunitaria, compreso EQUAL, risulta particolarmente importante che i suoi principi e le sue prassi siano integrati nei principi e nelle prassi del Fondo sociale, per non perdere il patrimonio importante che questi hanno rappresentato negli ultimi anni e che ancora rappresentano. In apertura si è posto l accento sulla capacità di EQUAL di sperimentare e sull interesse della Provincia di Torino di partecipare al tavolo regionale sulla nuova programmazione forte di una valutazione attenta ed approfondita di quanto realizzato con gli strumenti sperimentati dai progetti della I fase. In questo senso, la valutazione ha mostrato come molto positivi siano stati i risultati delle azioni progettuali condotte in partenariato con la Città di Torino, che, sia pure in misura diversa, hanno contribuito a: sviluppare la capacità di elaborare insieme reti, anche se non si sono messi in moto nuovi aspetti, provvedimenti, contrattazione, ecc.; sperimentare azioni nuove e innovative. D altro canto, se non c è dubbio sull utilità di queste iniziative, è anche vero che c è poca certezza sulla loro continuità a causa delle poche risorse disponibili. QUANDO LE PRASSI SONO BUONE PRASSI: LA PAROLA AI REFERENTI Il workshop ha dedicato uno spazio importante alla presentazione dei risultati dei progetti da parte dei referenti che si sono soffermati soprattutto sulle cosiddette buone prassi, ponendo l accento sugli elementi comuni che l analisi trasversale ha fatto emergere, attraverso un confronto, seppur tardivo, ma molto proficuo ai fini della trasmissione del saper fare. Accanto a queste, sono stati illustrati i risultati: numero delle persone collocate, accolte, orientate; metodologie di lavoro; creazione di rete; partnership; interazioni sistematiche. Su quest ultimo punto, si è osservato, la disponibilità a lavorare prescinde dalle risorse disponibili. DALLA SPERIMENTAZIONE ALL ORDINARIO IL PASSO NON È BREVE L importanza di valorizzare quanto sperimentato con EQUAL le capacità acquisite, gli strumenti progettati e sperimentati nei progetti nonché di sfruttare la maturità delle partnership locali e transnazionali ha rappresentato il comune denominatore degli interventi che hanno dato forma al dibattito. A tale proposito, nel corso della tavola rotonda che ha seguito gli interventi dei referenti dei progetti, nella quale sono intervenuti i rappresentanti politici ed istituzionali del territorio, si è insistito sul fatto che in mancanza di risorse specifiche la valorizzazione dovrà soprattutto passare per il recepimento nella programmazione futura dei risultati attuali di EQUAL. Un altra possibilità, riferita alle modalità di lavoro e agli aspetti di trasformazione strutturale legati ai progetti EQUAL, i cui risultati in termini di processo potrebbero essere assunti dall ente nelle sue pratiche ordinarie, si presenta come non immediata né priva di problemi. Il confronto su risultati e buone pratiche ha, infatti, consentito di convenire su un punto: le prassi sperimentate dai progetti EQUAL, pur potendo diventare ordinarie, richiedono un lavoro straordinario. Si è poi sottolineato come EQUAL abbia messo allo scoperto alcuni nodi centrali che le politiche si trovano a dover affrontare nel mercato del lavoro per compiere un percorso di trasformazione da politiche passive, meccaniche e dall alto a politiche attive, personalizzate e dal basso. L enfasi posta nella I fase sul lavoro di rete, inteso come mix di competenze professionali per affrontare problematiche complesse di target specifici, se da un lato ha dato alla rete la dignità di buona prassi, dall altro ha rischiato di far passare in secondo piano la centralità del beneficiario. Inoltre, pur collocandosi tra politiche del lavoro, sociali e dello sviluppo, i progetti sviluppati hanno parlato poco di impresa, l altro beneficiario indiretto dell iniziativa. Tant è vero che proprio il coinvolgimento del beneficiario costituisce uno degli aspetti salienti della Fase II di EQUAL. L altro è l inserimento dell innovazione nelle politiche ordinarie. Su questo punto si è detto che capire il legame esistente tra innovazione e ordinario può essere utile per trasformare gli strumenti sperimentati in effettive buone pratiche e collegare la dimensione innovativa con quella ordinaria. Non sono però mancate al proposito alcune note di pessimismo: pur apprezzando e condividendo la validità dei risultati dei progetti e la loro indubbia utilità, si è rilevato come tutte le nuove azioni siano costose in termini di tempo, di risorse umane impiegate e di competenze. I vincoli non sono banali: il rinvio all ordinarietà non è così automatico, si tratta di processi lunghi, che richiedono scelte precise ed impegnative. I dati numerici di sistema, inoltre, sono poco incoraggianti: gli addetti ai servizi per l impiego in Italia, ad esempio, sono 3 volte inferiori a quelli della Francia e di altri paesi europei. Una tesi diversa è stata sostenuta da chi, invece, ritiene che gli strumenti sperimentati, piuttosto che aggiuntivi, possano essere sostitutivi delle pratiche ordinarie, senza che ciò generi nuovi costi. Il workshop si è concluso con un impegno a portare avanti la riflessione iniziata, convenendo tutti i partecipanti sull importanza delle lezioni apprese, sul valore aggiunto degli interventi di EQUAL, che hanno permesso di agire attivamente su disuguaglianze e differenze nel mondo del lavoro, e sul positivo confronto tra progetti e decisore che, di per sé, è già una buona prassi

14 Analysis of good practices and comparison of results, at the conclusion of EQUAL 1 st Round projects EQUAL is the Community Initiative co-financed by the European Social Fund for the period , aimed at innovating the approaches and policies designed to combat discrimination and inequalities in the labour market. Three main guidelines on action have been set down: a stable combination of labour policies and social policies; the development of a non-discriminatory knowledge-based society; development at local, social and employment levels. The first round of the EQUAL Initiative ( ) ended from an operational point of view at the end of 2005, while the second round ( ) started in April 2004 and will end from an operational point of view at the end of The main components of EQUAL are: transnational cooperation, innovation, empowerment, thematic approach, partnership, mainstreaming and dissemination. In line with the renewed European Employment Strategy (EES) 1, EQUAL activities are implemented in four main areas: employability, entrepreneurship, adaptability, equal opportunities. With regard to social exclusion, EQUAL works as a laboratory on a European scale, where new models of intervention as well as new ways of implementing employment policies are developed and tested with a view to combating any forms of discrimination and inequalities hindering those wishing to enter or who are already incorporated into the labour market. The partnership approach has been applied not only in the networking of promoters acting locally, but mostly in bringing together the efforts of different actors aimed at finding innovative solutions to the questions at issue. During the first round of the EQUAL programme, the Province of Turin has been engaged at various levels in nine projects, notably: 6 projects in which the Provincial Authority has participated as leader/partner: CO.ME TUTTI I COLORI DEL MERCATO Employability Priority Area: accepted, but funded through regional funds managed by the Employment Service leader DUCTILIS Adaptability Priority Area partner LAPIS Employability Priority Area partner LI.FE. LIBERTÀ FEMMINILE Equal Opportunities Priority Area, managed by the Equal Opportunities/Social Solidarity Service leader 1. Implementing the Amsterdam Treaty of October 1997, the first Luxembourg Jobs Summit of November 1997 launched the European Employment Strategy (EES) consisting in four pillars (Employability, Entrepreneurship, Adaptability and Equal Opportunities). The EES has entrusted the Union to indicate yearly Employment Guidelines, on the basis of which Member States draw up National Employment Action Plans (NAPs). The Lisbon European Council Special Session (March 2000) reviewed the EES, defining a new strategic objective for the Union within a knowledge and information based economy. Compared with the previous Adapt and Employment initiatives, Equal has taken a step forward, being an integral part of the European Employment Strategy. QUALI.TER Entrepreneurship Priority Area, managed by the Social Solidarity Service partner in the ATS (Associazione Temporanea di Scopo Temporary Purpose Association) S.PR.IN.G. Employability Priority Area partner 3 projects in which the Provincial Authority has participated on the basis of an agreement concluded with the Municipality of Turin: ABIL Adaptability Priority Area DA DONNA A DONNA Equal Opportunities Priority Area VALORE LAVORO Employability Priority Area As the second phase of the programme neared, the need was felt to analyse the work completed as well as its outcomes through a cross analysis made by a pool of Provincial Services including Employment and Guidance Policies, Social Solidarity, Equal Opportunities, European and International Relations and Projects. This special feature of Provincia Informa aims at meeting such a need, by defining, on the one hand, what has been carried out and by completing the monitoring performed up to now. On the other hand, by stressing good practices, and identifying the problems that have arisen during the course of project activities in order to grant value added status to the territory provided by the network activities performed. Such work was limited to the first six projects indicated above, on which the Province of Turin has mostly focused its responsibilities in the area. Given the experimental nature of the initiatives developed in an EQUAL context, special attention is paid to activities such as publications aimed at the dissemination and transfer of good practices, at a European, national, and local level. As the Ministry of Labour has recently stated, «EQUAL action has promoted a wide range of interventions, involving a lot of different realities. Its lessons thus deserve to be learned carefully, and represent a major source of ideas or new programmes». The so-called EQUAL lessons have been identified by the Province of Turin, through a comparative analysis of the six projects indicated above, in which it has been directly involved as leader or partner. A lot of tools have been used for this purpose, such as, first of all, analysis, which has been jointly carried out by all stakeholders, meaning with the participation of all social actors involved. Such participation has characterised each step of the process of comparative analysis, not to be confused with the official assessment required for all the projects therein. During the preliminary stage, non-structured interviews were conducted with project managers, considered as privileged witnesses. In order to obtain a thorough exploration of each dimension of the project, interviews have been made with project managers and operators which had contributed at a local level to the implementation of the project: project managers, representatives of Provincial and Municipal authorities, social and healthcare services operators, employment centres operators, tutors, etc. The option of nonstructured interviews aimed at exploring the added value status of projects in terms of good practices. The entire operation was based on the principle of identifying, analysing and defining innovative and effective practices, facilitating the exchange of information, and promoting cooperation, not only within each project, but between all EQUAL projects in which the Province of Turin is involved, thus expanding the concept of network from the single project level to a real network of projects

15 EQUAL I FASE Interviews mostly dealt with the results obtained in relation to the objectives initially set for the project, as well as with the reasons for any deviation. Attention has also been focused on good practices and weaknesses, as well as on experience in terms of contents and partnership which could be capitalised for future projects. At the same time, suggestions for the future planning of structural funds for the period (see page 27) have been taken into consideration. The results of the interviews were synthesised in matrices or tables, arranged in a series of corresponding elements, helping towards an understanding of the relationships between elements and the identification of any redundancy or gap. As an example of the matrices obtained, see page 29 on good practices. The analyses showed numerous elements characterising the projects both in terms of the specificity of experimental innovation of the European Employment Strategy and of the Cohesion Policy, and in relation to the different models of organisation and governance developed by local networks of partners, as well as with regard to the impact on the final beneficiaries in terms of outcomes. Nevertheless, it seems evident that outcomes must be considered as a demonstration of the innovative potential of local actions in promoting employment and creating new jobs, rather than the realisation of specific quantifiable results, or solutions to all the problems addressed. COMPLEX NETWORK OF LOCAL ACTORS WORK JOINTLY PERFORMED BY ACTORS NOT ACCUSTOMED TO WORKING TOGETHER OR USUALLY NOT CONCERNED WITH THE RELEVANT SUBJECTS EXCHANGE OF GOOD PRACTICES COMMON TOOLS NEW METHODOLOGIES AND METHODOLOGICAL GUIDELINES GOOD PRACTICES ARISEN IN PROJECTS COMPARATIVE OUTCOMES CO.ME LAPIS LI.FE. DUCTILIS QUALI.TER S.PR.IN.G. A good practice consists of four essential priorities: - effectiveness: achievement of objectives; - reproducibility: capacity to solve problems in similar circumstances, making adjustments to juridical, financial, organisational limitations and context conditioning; - transferability: capacity to solve problems of similar nature, but in different situations and conditions; - mainstreaming: capacity to produce visible changes in users, organisations, and territory, as well as in reference systems. - Creation of a network connecting organisations representing immigrants in the ATS Development Partnership and definition of pathways aiming at the realisation of a system of integrated services for the promotion of occupational introduction of immigrants. - Model of co-operation between the network of the organisations representing immigrants, employers associations, and financial institution (produced by an agreement between the financial institution and the promoter). - Micro-credit fund. - Structured pathway for the analysis of professional skills, characterised by bottom-up approach: basic pathway, professional analysis, and skill assessment. - Specificity of the process shared with operators, uniformity of procedures all over the territory (a guarantee for users), possibility of employing tools experimented with different targets, thus delineating a service flow. - Enhancement of employment public system. - Social Inclusion Agency: operational methodology providing for the creation of an agency to be considered not as a physical structure, but as a meeting opportunity. - Exchange Opportunity for operators (virtual community). - Personalised assistance by the network, characterised by multidisciplinary approach. - Definition of a new profile: the LI.FE. FRIEND, and formalisation of a new method of dialogue: TAVOLO LI.FE (LI.FE. Working Group). - Involvement of actors usually non concerned with the subject. - Co-operation and realisation of commom products at a transnational level, despite differences in practices and legislations of the various partner States. - Innovative application of existing practices. - Co-ordination process among network partners (improvement of the public/private relation, aiming at improving quality in the Third Sector). - Manual of service entrustment procedures. - Network management architecture. - Joint training action involving public administration and Third Sector operators in terms of participative planning pathways, and acknowledgement of the Third Sector, not just as supplying agent, but also as an actor involved in local development planning. - Network activity, to be considered as network of competences: process of assistance to the beneficiary, and profile of the co-ordinator as responsible for the process. - Definition of a new professional profile: the PATHWAY GUIDE. - Connexion of the known profile of the STREET TUTOR with active employment policies

16 CO.ME tutti i colori del mercato CO.ME tutti i colori del mercato Priority Area Employability Partnership Province of Turin Employment and Guidance Policies Service (head of project); Municipality of Turin, Municipality of Moncalieri, Mountain Community of Alta Valle Susa, Mountain Community of Bassa Valle Di Susa and Val Cenischia, ASSOT, Alma Terra, A.Me.Cu., Apoliè, Diafa Al Maghreb, Liberitutti, Le Radici e Le Ali, Pastoral Office for Migrants, Sanabil, Oltre Il Razzismo Committee, AMMA, API, ASCOM, Collegio Costruttori Edili, CNA, Confesercenti, Confcooperative, CGIL, CISL, UIL, API- COLF, Cicsene, S.R.F, Gruppo SOGES, Prefecture of Torino, CONISA. Target Unemployed foreign job-seekers, foreign jobless nationals at risk of losing their residence permits; foreign nationals with the right to social protection in conformity with article 18, Law 40/98 of the Consolidated Law on immigration (co-ordination with the Equal LI.FE. project); foreign nationals having the right to family reunification, non-eu nationals benefiting from reception services. General objective Addressing problems related to migrant workers, focusing in particular on fragmentary or limited knowledge, or even lacking information about the services such beneficiaries may have access to. Some figures 22 training courses for immigrants. 7 business creation projects. Products Database, website, accreditation manual. Transnational partnership None. Project duration March 2002 March 2005 Information and contacts Province of Turin Employment and Guidance Policies Service (promoting subject) Antonella Sterchele Employment Centre of Turin Via Bologna 153, Torino Tel Fax Specific objectives Creating an accredited service network for the social and work-related integration of non-eu nationals present on the Provincial territory; Defining an integrated model of services and related procedures; Interventions aiming at the legal integration of non-eu nationals into working life; Granting micro-credit to non-eu nationals, in order to support the start of self-employed activities. Outcomes Accreditation manual including procedures related to services promoting labour market integration of migrant nationals; Training courses for immigrants benefiting from employment grants; Experimented micro-credit fund; Projects of business creation by immigrant nationals; Network connecting representative organisations for immigrants; Model of cooperation between the network connecting organisations representing immigrants, employers associations and funding institutions; Common database (available on the project website), gathering information about immigrant job-seekers. The network submitted the Extranet.Work project, based on CO.ME website and database, which has benefited from the grant-supporting projects and initiatives related to non-eu immigration (Public Notice of a Competition for Immigrants, Province of Turin, 2005)

17 DUCTILIS DUCTILIS Priority Area Adaptability Partnership Municipality of Moncalieri (head of project); Municipality of Nichelino, Municipality of Chieri, Municipality of Carmagnola, Municipality of Turin, District X of Turin, Province of Turin, Province of Cuneo, CNA, API, CISL, CGIL, Ente Bilaterale Cuneo Formalavoro, ITIS Pininfarina of Moncalieri, ITIS J.C. Maxwell of Nichelino, Istituto d Istruzione Superiore Statale Baldessano Roccati of Carmagnola, Istituto Superiore E. Amaldi of Orbassano, Liceo A. Monti of Chieri, ITIS P. Levi of Turin, ITIS Vallauri of Fossano, Permanent Territorial Centre of Moncalieri at SMS L. Pirandello, Permanent Territorial Centre for Adult Education SMS A. Cruto of Piossasco, Permanent Territorial Centre for Adult Education of Alba, Permanent Territorial Centre Castello di Mirafiori di Torino, ATI Ductilis, Training Agencies, AFPA Torino-Sud (head of project IM), Consorzio API Formazione scrl, Società Consortile Formazione Professionale Alba- Barolo, ADECCO Spa, Poliedra Spa, COREP, Apprendimenti & Linguaggi srl, Assot srl. Target Atypical workers and workers aged and over, whose qualifications are at risk due to ageing or who find themselves caught up in business reorganisation processes. General objective Through a skills assessment system, providing support for people faced with changes taking place in the labour market. Specific objectives Designing and promoting new services and methods of intervention to support beneficiaries, through the direct involvement of businesses and actors both institutional and private to manage the supply/demand mechanism; Encouraging the abandoning of a number of worker stereotypes included in the two groups, thus helping to modify the concept held of them by firms. Network (connecting businesses and actors both institutional and private controlling the supply/demand mechanism) created on the basis of the experience of Territorial Pacts; Direct involvement of Employment Centres. Some figures 247 users benefiting from the Ductilis Skill Assessment and Enhancement Service with a view to revising their professional careers. Over 600 calls to the Ductilis toll-free telephone number 800/ centres offering the Skill assessment and Enhancement Service in the territory of Patto Torino Sud (7), Municipality of Turin (4), Patto del Sangone (2), Alba - Bra (3), to which beneficiaries are connected through the toll-free telephone number. Training given to 24 tutors on basic methods for skill enhancement, as well as to 14 operators for professional analysis of skills. Over 60 businesses and 90 workers contacted in the context of research activities and focus groups. Products Handbooks to help operators to identify and assess professional skills; mouse pads, publicity material on the service, explanatory guides. Transnational Partnership France - Finland - Germany - Portugal Duration July 2002 July 2005 Information and contacts Municipality of Moncalieri, Piazza Vittorio Emanuele II, Moncalieri Vittorio Saraco: Tel Fax Province of Turin Employment Centre of Moncalieri, C.so Savona 10/d, Moncalieri Tel Fax Outcomes Tried and tested system of services and tools which can be used in the context of public and private services for employment, namely: - Basic pathway for the assessment of self-declared skills; - Methods to be applied in the professional analysis of skills, including: a) user self-assessment by means of a form to be completed; b) operator assessment, identifying relevant skills from interviews; c) test-based assessment; - Skills assessment aimed at defining the work-related profile of the individual; - Software for tool management, operators agenda and development of the final portfolio; - Toll-free telephone number service;

18 LAPIS Agenzia per l inclusione sociale Agenzia per l inclusione sociale LAPIS Priority Area Employability Partnership Municipality of Ivrea Employment and Social Policies Service (head of project); Province of Turin (Employment Centres of Ivrea, Cuorgnè and Chivasso), Consorzio socio assistenziale of Chivasso (representing the other three consortium of Ivrea, Cuorgnè e Caluso), ASL 9 of Ivrea, University of Torino Social Science Service, Consorzio FO.RUM of Ivrea, Consorzio Copernico, Fondazione Ruffini, CNA, CGIL (representing also CISL and UIL). Target Socially disadvantaged persons. Project duration October 2002 December 2005 Information and contacts Municipality of Ivrea (head of project) Tel Luisa Delfino: Province of Turin Employment Centre of Ivrea - Armanda Romano: Employment Centre of Cuorgnè - Anna Garizio: Employment Centre of Chivasso - Enrico Scamacca: General objective Designing and testing a common method for integrating disadvantaged persons into employment. Specific objectives Combating work-related and social exclusion of disadvantaged persons, experimenting a combined intervention (Social Inclusion Agency) aimed to address the various aspects of the disadvantages suffered by beneficiaries, both at work-related and social levels, marked by the involvement of all responsible actors on that specific territory leading to the insertion on labour market of individuals who have less chance of finding employment; Overcoming the fragmentation of a support approach, according to income, type and duration of training course, through skill enhancement and a multidisciplinary approach. Outcomes Methodological guidelines of the Social Inclusion Agency; The Social Inclusion Agency experimented and identified not as a physical structure but as a virtual meeting place where operators may exchange views by means of tools from the information society; Surveys conducted in the area of Canavese on local welfare, social vulnerability (families) and firms. Some figures 170 persons contacted. 95 individual interviews. 90 individual guidance courses. 60 persons started off on apprenticeship or skill enhancement courses. Products Website. Transnational partnership None

19 LI.FE. Libertà femminile LI.FE. Libertà femminile Priority Area Equal opportunities Partnership Province of Turin Equal Opportunities Service (head of project); Municipality of Turin, Municipality of Moncalieri, University of Turin, Casa di Carità Arti e Mestieri, Cicsene, Compagnia delle Opere, Confcooperative, Gruppo Abele, Tampep, Pastoral Office for Migrants. Target Women victims of trafficking of sexual exploitation. General objective Building and experimenting a flexible methodology, starting from reception right through to guidance, training, insertion on the labour market and housing benefits, which can lead to the social integration of women victims of trafficking who have escaped from forced prostitution (Article 18, Law 40/98 of the Consolidated Law on Immigration). Specific objectives Networking bodies, associations and organisations engaged in combating trade in human beings for the purpose of sexual exploitation, so as to build and experiment a common methodology of action, involving actors usually not concerned with such specific targets (profit as well as nonprofit agencies), and to coordinate joint actions in terms of social inclusion. Some figures 10 out of 15 women in permanent employment. Products Free cards, commercials, publications on project activities, website, picture story. Transnational partnership Netherlands - Austria Project duration July 2002 May 2005 Information and contacts Province of Turin Equal Opportunities Service Via Maria Vittoria 12, Torino Tel Fax Laura Vinassa: Outcomes Personalised training courses; New professional profile, called LI.FE. FRIEND, in charge of the beneficiary during the labour market insertion project as well as acting as interlocutor in the relationship between the woman and the Tavolo LI.FE. (LI.FE. Working Group); A permanent network of institutional, economic and social actors, which has jointly conducted to a range of coordinated actions aimed to assist the integration of women victims of sex trafficking; Long-term methodology for action, able to provide an adequate, flexible and timely answer to the expectations, hopes and projects of women who have chosen to escape from prostitution; Involvement of actors usually not concerned with such targets (profitmaking as well as non-profit-making firms); European network for the exchange of good practices; TAVOLO LI.FE. (LI.FE. Working Group) formalised; Steering Committee providing guidance and promotion, contributing to lobbying and mainstreaming activities; Transnational cooperation agreement, called Gender Street ; concerning four different national projects: LI.FE. Freedom for Women (Italy), Strada : Social and work-related integration of women victims of sex trafficking (Province of Pisa, Italy), Improving Future Job Opportunities for Victims of Trafficking in Persons (The Netherlands) and Sila: Low Threshold Access to Counselling and Qualification for Female Sex Workers (Austria)

20 QUALI.TER Qualità per il terzo settore QUALI.TER Qualità per il terzo settore Priority Area Entrepreneurship Partnership ATI (head of project): CIE Piemonte, SELF, Unioncoop, Sinapsi, Coesa; ATS: Province of Turin, Municipality of Turin, Third Sector Forum, Lega delle Autonomie Locali, Banca Etica, University of Turin, Inter-Municipal Services Consortium of Orbassano, Inter-Municipal Social Services Consortium of of Chivasso, Mountain Community of Val Pellice. Target Firms in the services sector and public administration (combined efforts by the Public Administration and the Third Sector for local welfare management); Indirect/final beneficiaries of experimentation: disabled people (aged 23-36), households taking care of family members with special needs, young people. General objective Identifying new approaches to the planning of social interventions in Italy whilst strengthening the organisational and managing skills of firms in the services sector. Specific objectives Sustainability of the social enterprise and of integrated service networks, namely: - defining and underpinning entrepreneurship and relational aspects of social economy, and helping to remove obstacles to the entry of vulnerable groups into employment; - developing collective approaches between the Public Administration and the Third Sector. Quality of the social enterprise, namely: - promoting and developing systems aiming at consolidating the role of the services sector as a tool towards the insertion of vulnerable groups into employment; - improving the quality of services provided by social economy activities. Promoting effective relationships of concertation or shared project planning between the Third Sector and the Public Administration in order to facilitate the development of a culture able to bring together and combine the needs, resources and skills from the public and private actors who share responsibilities for planning and social policies management. Vademecum of administrative procedures to manage the awarding of services, containing tools for social partnerships on guidance to help them overcome just a mere client/supplier relationship; Joint training sessions between the Public Administration and the Third Sector on programming and shared planning techniques; Model of network management architecture; Strengthened presence of social economy enterprises and of representatives of the final beneficiaries in Territorial Plans. Some figures With regard to labour market integration, two mentally affected persons (aged 23-36) have been identified by the Consortium of Gassino, while two unemployed persons with serious social disadvantages (aged 40-50) have been identified by the Consortium of Chivasso. Products Vademecum of administrative procedures for managing the awarding of services; survey on shared planning techniques. Transnational partnership Austria - Scotland Project duration November 2002 January 2005 Information and contacts CIE, Via Conte Verde 9, Torino Tel Fax Project manager - Marco Sorrentino: Technical co-ordinator - Diego Dutto: Administrative manager - Gianni Gallo: Secretariat - Fosca Lagattolla: Province of Turin - Social Solidarity Service, Territorial Planning Office Barbara Bisset: Outcomes Research and analysis; Experimented action models for the awarding, accreditation, partnership and assessment of services in: Chivasso Gassino (integration in the labour market for persons with special needs and for trained persons), in the area of the Inter-Municipal Services Consortium of Orbassano (pioneering home care service) and in Val Pellice (youth policy development); New professional profile: development of a youth policies operator (Val Pellice);

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