3^ Giornata di Corso. Relatore: Dr. PiersanteFabio

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1 3^ Giornata di Corso Decreto Legislativo 118/2011 Relatore: Dr. PiersanteFabio

2 Guida operativa D.Lgs. 118/2011 per l anno 2015 Enti NON Sperimentatori

3 Riaccertamento dei residui e Gestione esigibilità su variazione operazioni finanziarie

4 Ripartiamo dall analisi del Principio di competenza potenziato con lo SCOPO Eseguire il riaccertamento(straordinario/ordinario) dei residui

5 Le obbligazioni attive e passive, giuridicamente perfezionate, sono registrate nelle scritture contabili nel momento in cui l obbligazione sorge ma con l imputazione all esercizio nel quale esse vengono a SCADENZA Nuovo concetto: ESIGIBILITA (SCADENZA) E il criterio fondamentale cui attenersi nella fase di registrazione delle operazioni in contabilità finanziaria. E il momento in cui un obbligazione giuridica scade, ossia il momento in cui si può esercitare il diritto di incasso o di pagamento, in quanto ne sono maturati i termini, il momento in cui, appunto, l obbligazione diventa esigibile.

6 Dal DPCM Allegato 2 ESIGIBILITA (SCADENZA) Dal testo del principio contabile (All. 2): ( ) La consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione definisce come esigibile un credito per il quale non vi siano ostacoli alla sua riscossione ed è consentito, quindi, pretendere l adempimento. Non si dubita, quindi, della coincidenza tra esigibilità e possibilità di esercitare il dirittodicredito( ) Il principio della competenza potenziato consente di:. conoscere i debiti (e crediti) effettivi delle amministrazioni pubbliche;. evitare l accertamento di entrate future e di impegni inesistenti;. rafforzare la programmazione di bilancio;. favorire la modulazione dei debiti secondo gli effettivi fabbisogni;. avvicinare la competenza finanziaria a quella economica.

7 Ricordiamo che l applicazione del nuovo principio contabile comporta l istituzione dei capitoli del: Fondo pluriennale vincolato

8 Gestione Fondo Pluriennale Vincolato In attuazione del principio contabile generale della competenza finanziaria gli enti devono istituire nei propri bilanci il fondo pluriennale vincolato (FPV). Si tratta di un saldo finanziario che garantisce la copertura di spese imputate agli esercizi successivi a quello in corso. Più precisamente, l FPV è un saldo finanziario, costituito da risorse già accertate destinate al finanziamento di obbligazioni passive dell ente già impegnate, ma esigibili in esercizi successivi a quello in cui è accertata l entrata. In altre parole, consiste in una sorta di deposito per la parte di spesa non ancora esigibile che viene spostata all esercizio di effettiva esigibilità. Nasce dall esigenza di applicare il principio della competenza finanziaria e rendere evidente la distanza temporale intercorrente tra l acquisizione dei finanziamenti e l effettivo impiego di tali risorse.

9 COSA RIGUARDA In particolare, serve ad evidenziare con trasparenza e attendibilità il procedimento di impiego delle risorse acquisite dall ente che richiedono un periodo di tempo distribuito su più anni per il loro effettivo impiego e utilizzo per le finalità previste (e programmate). Il fondo riguarda prevalentemente le spese in conto capitale, ma può essere destinato a garantire la copertura di spese correnti, quali: 1. Le spese impegnate a fronte di entrate derivanti da trasferimenti correnti vincolati, esigibili in esercizi precedenti a quelli in cui è esigibile la corrispondente spesa; 2. Le spese per il trattamento accessorio premiante 3. Le spese per incarichi legali.

10 ESEMPIO DI COSTRUZIONE ED UTILIZZO DEL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO (Tratto da un articolo di Alessandro Beltrami (novembre 2012) pubblicato su In sede di programmazione per l esercizio x, il Comune decide di realizzare un opera del costo complessivo di e di finanziarla con un mutuo tradizionale, che comporta l erogazione immediata del finanziamento, accertato sulla competenza dell esercizio X. La costruzione dell opera richiederà 2 anni di lavori (X+1 e X+2): - l anno x sarà dedicato alla progettazione della spesa e alla definizione della gara di appalto, con una spesa complessiva di ; - la spesa per la costruzione dell opera sarà distribuita nel biennio X+1 / X+2, in ragione del cronoprogramma: per l esercizio X+1 e per l esercizio X+2.

11 ENTRATE Capitolo di entrata USCITE Capitolo di uscita Capitolo FPV di uscita ENTRATE Capitolo FPV di entrata USCITE Capitolo di uscita Capitolo FPV di uscita ENTRATE Capitolo FPV di entrata USCITE Capitolo di uscita

12 IL CRONOPROGRAMMA NON VIENE DEL TUTTO RISPETTATO: Se nel corso dell anno X si ha la necessità di diminuire l importo dell impegno da a , sarà necessario aumentare di il capitolo FPV passando da a (aggiornamento del cronoprogramma). Queste due variazioni (variazione di impegno su base pluriennale e variazione agli stanziamenti di capitoli di spesa intestati ai FPV ed alle quote esigibili di spesa di investimento) vengono eseguite in modo contestuale e automatico dalla procedura verificando la quadratura sugli stanziamenti e sugli impegni/accertamenti. Vedremo praticamente come ciò avviene.

13 Capitoli FPV di Entrata Per le Entrate sono necessari DUE soli capitoli FPV uno per la parte corrente uno per la parte capitale I capitoli FPV di Entrata non hanno un codice di bilancio, pertanto, prima di aggiungere i capitoli è necessario indicare il numero che si vorrà attribuire nei dati generali della procedura. Si consiglia di attribuire ai capitoli FPV di Entrata un numero di facile individuazione, ad esempio 2 e 3, per semplificarne l utilizzo.

14 Capitoli FPV di Uscita Per le uscite dovranno essere inseriti i capitoli FPV per le voci del titolo I (Spese Correnti: trattamento accessorio premiante; trasferimenti correnti vincolati e spese per incarichi legali) e del titolo II (Spese in C/Capitale) per le quali l esigibilità dell impegno sarà imputata al 2 o 3 anno del pluriennale (Applicazione del Principio di competenza potenziato).

15 Il riaccertamento consiste nella revisione delle ragioni del mantenimento in tutto o in parte dei residui. Solo nel primo anno di applicazione dei nuovi principi contabili, è necessario effettuare il riaccertamento straordinario dei residui derivanti dal rendiconto dell anno appena chiuso, al fine di eliminare quelli a cui non corrispondono obbligazioni giuridicamente perfezionate esigibili alla data del 31/12; Il riaccertamento ordinario sarà da eseguire ogni anno sui residui derivanti da competenze dell anno precedente prima della predisposizione del rendiconto.

16 IN SEQUENZA QUINDI 1) Eseguire il riaccertamento dei residui secondo i criteri Tuel 267/2000; 2) Stampare tutti i documenti obbligatori per il rendiconto di gestione 2014 secondo gli schemi TUEL 267/2000 (Rif. DPR 194/1996); 3) Preparare la Proposta di Variazione di esigibilità alla data del 31/12/2014; 4) Compilare il Prospetto dimostrativo del Risultato di Amministrazione => Allegati 5/1 e 5/2 del D.Lgs. 118/2011; 5) Convocare il Consiglio Comunale per l approvazione del Rendiconto di Gestione 2014 entro il 30/04/2015; 6) Immediatamente dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale che ha approvato il Rendiconto di Gestione 2014, convocare la Giunta Comunale che approverà, previo parere positivo del revisore contabile, il riaccertamento straordinario dei residui e gli Allegati D.lgs. 118/2011 5/1 e 5/2 riferiti alla data del 1 gennaio 2015 determinando così il nuovo risultato di amministrazione.

17 Come fare il riaccertamento? 1) Chiedere agli uffici, una volta rendicontato l anno 2014, l'esigibilità degli impegni/accertamenti ed eventuali ulteriori economie non considerate nel rendiconto appena approvato: Anno/N Impegno Importo Economia D.Lgs. 118/2011 Motivaz. Residuo 2014 Esigib Esigib Anno/n Es: Insus.za

18 2) verificare in contabilità le movimentazioni come da prospetti degli uffici, considerando le variazioni di esigibilità sui movimenti già registrati in corso d anno; 3) inserire, in data 31/12/2014, DUE variazioni di esigibilità distinte (Stesso Atto): la I^ di parte corrente e la II^ in conto capitale (Al fine di individuare correttamente i valori del fondo pluriennale vincolato da iscrivere, solo nel primo anno, sugli Allegati 5/1 e 5/2); 4) al termine, approvare il riaccertamento straordinario con le cancellazioni/re-imputazioni di impegni e accertamenti.

19 Per i residui attivi possono essere mantenute come residuo le entrate accertate esigibili nell'esercizio di riferimento, ma non incassate; Per i residui passivi relativamente ai titoli I e II, possono essere mantenute come residuo solo le spese impegnate, liquidate o liquidabili nel corso dell esercizio ma non pagate; tutti gli altri impegni dovranno essere eliminati o portati a competenza nel nuovo anno. Tutti gli impegni imputati a titoli diversi dovranno invece essere riportati a residui. Le entrate e le spese accertate e impegnate non esigibili nell'esercizio considerato, vanno re-imputate a competenza nell'esercizio in cui saranno sicuramente esigibili.

20 Riportare gli impegni /accertamenti a RESIDUI Per riportare gli impegni o accertamenti a residui non è necessario eseguire nessuna operazione: tutti gli impegni o accertamenti aperti non gestiti saranno automaticamente riportati a residui in sede di riapertura degli archivi del nuovo anno.

21 Riportare gli impegni /accertamenti a COMPETENZA Qualora l impegno non sia esigibile nell anno, sarà necessario spostarne l esigibilità nella competenza degli anni successivi attraverso una variazione di bilancio autorizzata con provvedimento amministrativo della giunta entro i termini previsti per l'approvazione del rendiconto dell'esercizio precedente. A tal fine nella procedura finanziaria è stata introdotta la gestione delle variazioni per ESIGIBILITA.

22 Riportare gli impegni /accertamenti in ECONOMIA D.Lgs. 118/2011 Per portare in Economia (secondo la normativa D.Lgs. 118/2011) gli impegni a residui sarà possibile operare: - tramite la VARIAZIONE di ESIGIBILITA.

23 Spostare L ESIGIBILITA delle obbligazioni attive/passive nella COMPETENZA degli anni successivi SIGNIFICA eseguire una variazione sugli stanziamenti di bilancio che sarà AUTORIZZATA con provvedimento amministrativo della GIUNTA

24 Allegato 4/1 Principio applicato della Programmazione Documento Unico di Programmazione degli enti Locali Triennio (DUP entro 31/07/2015)

25 Dalla RPP al DUP (Documento Unico di Programmazione) All.4-1 E lo strumento che permette l attività di guida strategica ed operativa degli enti locali e consente di fronteggiare in modo permanente, sistemico e unitario le discontinuità ambientali ed organizzative. Costituisce, nel rispetto del principio del coordinamento e coerenza dei documenti di bilancio, il presupposto necessario di tutti gli altri documenti di programmazione. Si compone di due sezioni: la Sezione Strategica (SeS) che ha un orizzonte temporale di riferimento pari a quello del mandato amministrativo la Sezione Operativa (SeO) che ha un orizzonte temporale di riferimento pari a quello del bilancio di previsione Deve essere presentato dalla Giunta al Consiglio entro il 31 Luglio di ogni anno.

26 DUP Sezione Strategica (SeS) All.4-1 La SeS sviluppa e concretizza le linee programmatiche di mandato (medio e lungo periodo) e individua, in coerenza con il quadro normativo di riferimento, gli indirizzi strategici dell ente, anche in coerenza con le linee di indirizzo della programmazione regionale e tenendo conto del concorso al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica definiti in ambito nazionale in coerenza con le procedure e i criteri stabiliti dall'unione Europea. Nella SeS sono anche indicati gli strumenti di rendicontazione, sistematica e trasparente, dell operato dell Ente, per informare del livello di realizzazione dei programmi, di raggiungimento degli obiettivi e delle collegate aree di responsabilità politica o amministrativa. Nel primo anno del mandato amministrativo, individuati gli indirizzi strategici, sono definiti, per ogni missione di bilancio, gli obiettivi strategici da perseguire entro la fine del mandato, che scaturiscono da un processo conoscitivo di analisi strategica delle condizioni esterne all ente e di quelle interne, sia in termini attuali che prospettici e alla definizione di indirizzi generali di natura strategica.

27 DUP Sezione Strategica (SeS) All.4-1 Con riferimento alle condizioni esterne, l analisi strategica riguarda: 1. Gli obiettivi indicati dal Governo centrale e dalla programmazione comunitaria 2. La valutazione corrente e prospettica della situazione socio-economica del territorio e della domanda di servizi pubblici locali anche in considerazione dei risultati e delle prospettive future di sviluppo socio-economico 3. I parametri economici essenziali per identificare l evoluzione dei flussi finanziari ed economici dell ente e dei propri enti strumentali, segnalando le differenze rispetto ai parametri considerati nella Decisione di Economia e Finanza (DEF).

28 DUP Sezione Strategica (SeS) All.4-1 Con riferimento alle condizioni interne, l analisi strategica riguarda, tra l altro: 1. organizzazione e modalità di gestione dei servizi pubblici locali tenuto conto dei fabbisogni e dei costi standard, etc. 2. gli investimenti e la realizzazione delle opere pubbliche; i tributi e le tariffe dei servizi pubblici; la spesa corrente (qualità dei servizi resi e obiettivi di servizio); la gestione del patrimonio; equilibri economico finanziari, etc 3. Disponibilità e gestione delle risorse umane con riferimento alla struttura organizzativa dell ente e alla sua evoluzione nel tempo anche in termini di spesa. 4. Coerenza e compatibilità presente e futura con le disposizioni del patto di stabilità interno e con i vincoli di finanza pubblica. ogni anno: verifica attuazione, riformulazione con motivazione; ultimo anno: relazione di fine mandato.

29 DUP Sezione Operativa (SeO) All.4-1 La SeO ha carattere generale, contenuto programmatico e costituisce lo strumento a supporto del processo di previsione definito sulla base degli indirizzi generali e degli obiettivi strategici fissati nella SeS del DUP. In particolare, la SeO contiene la programmazione operativa dell ente avendo a riferimento un arco temporale sia annuale che pluriennale. Il contenuto della SeO, predisposto in base alle previsioni ed agli obiettivi fissati nella SeS, costituisce guida e vincolo ai processi di redazione dei documenti contabili di previsione dell ente. La SeO è redatta, per il suo contenuto finanziario, per competenza con riferimento all intero periodo considerato, e per cassa con riferimento al primo esercizio, si fonda su valutazioni di natura economico-patrimoniale e copre un arco temporale pari a quello del bilancio di previsione. La SeO individua, per ogni singola missione, i programmi che l ente intende realizzare per conseguire gli obiettivi strategici definiti nella SeS. Per ogni programma, e per tutto il periodo di riferimento del DUP, sono individuati gli obiettivi operativi annuali da raggiungere. Per ogni programma sono individuati gli aspetti finanziari, sia in termini di competenza con riferimento all intero periodo considerato,che di cassa con riferimento al primo esercizio, della manovra di bilancio.

30 DUP Sezione Operativa (SeO) All.4-1 RIEPILOGO SCOPI: Definizione obiettivi per programmi; Orientare scelte Consiglio e Giunta; Controllo strategico e dei risultati stato attuazione programmi (missioni) e relazione al rendiconto La SeO si struttura in due parti fondamentali: Parte 1, nella quale sono descritte le motivazioni delle scelte programmatiche effettuate, sia con riferimento all ente sia al gruppo amministrazione pubblica, e definiti, per tutto il periodo di riferimento del DUP, i singoli programmi da realizzare ed i relativi obiettivi annuali; Parte 2, contenente la programmazione dettagliata, relativamente all'arco temporale di riferimento del DUP, delle opere pubbliche, del fabbisogno di personale e delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio. ORA PASSIAMO AL LAVORO PRATICO!

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