BUONE PRATICHE DI GESTIONE DELLE AREE AGRICOLE IN SITI NATURA A cura di Comunità Ambiente

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1 BUONE PRATICHE DI GESTIONE DELLE AREE AGRICOLE IN SITI NATURA 2000 Risultati del progetto Development of guidance document on management of farmland in Natura 2000 areas Contract N /2010/580710/SER/B3 A cura di Comunità Ambiente

2 Sommario Conservazione mediante l uso agricolo: promuovere l agricoltura a basso costo in Lussemburgo...3 Partire dall analisi economica dell azienda agricola...4 Conversione ad una bassa intensità di pascolo con razze locali...4 Il marketing della carne di razze locali...6 Fattori di successo...7 Punti di debolezza...8 Bibliografia ed ulteriori fonti di informazioni...9 Piano d azione per conservazione degli oliveti vetusti nel mediterraneo (Puglia, Italia) Natura 2000, gli habitat, le specie e l agricoltura Misure di conservazione attuate Principali risultati e insegnamenti Bibliografia ed ulteriori fonti di informazioni Preservare steppe uniche producendo maccheroni e spaghetti. L aridocoltura in Belchite, Aragona (Spagna) Le misure agroambientali a Belchite Misure complementari Principali risultati e successi Servizi ambientali Gli aspetti chiave da migliorare Lezioni apprese Bibliografia e ulteriori fonti di informazione Gestione degli habitat di prateria prioritari che dipendono dal pascolo. Creazione di un modello di agricoltura sostenibile in Irlanda Natura 2000, habitat, specie e gestione agricola Misure adottate per far fronte alle esigenze di conservazione Principali risultati del programma Principali fattori di successo (e punti di forza) del programma Punti di debolezza e limiti del progetto pilota Opportunità per l espansione del progetto Rischi e sfide del progetto Conclusioni: valore dimostrativo per altre aree e paesi Bibliografia e ulteriori fonti di informazione Gestione sostenibile delle praterie umide per la salvaguardia degli uccelli nidificanti nei prati del Flachgau settentrionale (Salisburgo, Austria) Gli habitat e le specie principali e le loro relazioni con l agricoltura Misure adottate per far fronte alle esigenze di conservazione Conclusioni. Valore dimostrativo Bibliografia e ulteriori fonti di informazione LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 1

3 Conservazione integrata, basata sul partenariato e l'apprendimento reciproco a Rheinland-Pfalz, Germania "Partnerbetrieb Naturschutz" Principali habitat e specie e gestione agricola Il Programma Partnerbetrieb Naturschutz (Partner operativi di conservazione) Principali fattori di successo Punti di debolezza e vincoli individuati nel progetto pilota Opportunità per espandere lo schema Minacce e le sfide per l'espansione dello schema Conclusioni: valore dimostrativo per altre aree e paesi Esempi di vantaggi per la conservazione di Natura Bibliografia ed ulteriori fonti di informazioni LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 2

4 Conservazione mediante l uso agricolo: promuovere l agricoltura a basso costo in Lussemburgo I terreni agricoli costituiscono circa la metà del territorio del Lussemburgo (55%). Il settore principale è la produzione di latte e di carni bovine. A causa del costo elevato della vita, gli agricoltori tendono ad avere spese generali e costi di investimento molto alti. Questo fatto si ripercuote sulla loro competitività e sulle prospettive a lungo termine. Per ovviare a questo problema, il governo sta incoraggiando gli agricoltori ad ampliare ed intensificare la loro attività agricola offrendo sussidi e prestiti preferenziali per le attrezzature, gli edifici, gli stipendi e i materiali necessari per espandersi. Consapevole della preoccupazione per il crescente costo dell agricoltura, il Ministero dell Ambiente ha varato un programma che mira a sostenere le pratiche di pascolo a basso costo nelle aree protette, compresi i siti Natura Il Lussemburgo ha circa ettari di superficie agricola e di viticoltura dentro Natura Come altrove, una percentuale significativa di questa terra dipende da attività di gestione regolari, come una bassa intensità di pascolo, al fine di mantenere o ripristinare gli habitat in buono stato di conservazione. L obiettivo del programma chiamato Naturschutz durch Nutzung (conservazione attraverso l uso) è di promuovere tali attività in modo economicamente sostenibile, a beneficio sia degli agricoltori che della conservazione della natura. Gestito dal Ministero delle Ambiente (che è responsabile per l assistenza tecnica e gli aspetti promozionali del programma), in stretta collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole (responsabile per i pagamenti e le ispezioni), il programma vuole incoraggiare gli agricoltori all interno di alcune aree protette alla conversione della propria attività verso basse intensità di pascolo con razze locali come Galloway, Angus, Limousine e bovini Highland. LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 3

5 Partire dall analisi economica dell azienda agricola Come prima cosa, agli agricoltori interessati a partecipare al programma è stato offerto uno studio economico dettagliato della loro azienda agricola, ad opera di un agronomo specializzato alle dipendenze del Ministero dell Ambiente e assunto appositamente per questo compito. Il servizio era gratuito e non c era obbligo per l agricoltore in questa fase di aderire al programma. Lo studio economico prende in considerazione i costi esistenti, il fatturato e gli utili/perdite e come queste cifre potrebbero cambiare se l agricoltore decidesse di convertirsi ad una bassa intensità pascolo con razze bovine locali. Come risultato l agricoltore poteva avere una chiara visione immediatamente delle conseguenze economiche delle sue decisioni. Uno dei vantaggi principali della conversione al pascolo a bassa intensità è quello di ridurre in modo sostanziale sia i costi di investimento che i costi di gestione quotidiana della fattoria. Questo perché le razze locali sono ben adattate all ambiente naturale e possono rimanere nei campi tutto l anno. Inoltre hanno bisogno di poche cure d allevamento e una scarsa alimentazione integrativa. Come risultato, l agricoltore non ha bisogno di investire nelle stalle per l inverno o nell acquisto di attrezzature specializzate (ad esempio per lo sfalcio). Anche i costi in termini di costo del lavoro (assunzioni personale per gestire gli animali) e materiali di consumo (alimentazione complementare, pesticidi, fertilizzanti, ecc...) sono molto ridotti. Il costo medio di uno stalla è di circa 2 milioni di euro. L ammortamento di questi costi può richiedere all agricoltore molti anni, a volte decenni, anche con l aiuto di sussidi e di lavori supplementari, prima che possa trasformare il suo investimento in un profitto. Gli agricoltori si trovano ad essere sempre più dipendenti dai sussidi dello stato per garantire la redditività economica della loro attività. Al contrario, un contadino che si converte all agricoltura a bassa intensità è in grado di ridurre i costi in modo sostanziale, anche se il suo reddito sarà significativamente ridotto poiché la densità media di animali per ettaro non può essere più di circa 0,5-0,8 UBA/ettaro. Tuttavia, ciò non significa necessariamente che l azienda diventi meno redditizia. Al contrario, molti allevatori scoprono la possibilità di aumentare i loro margini di profitto in quanto la carne di bovini rustici spesso si vende a sei volte il valore del manzo ordinario. Lo studio economico ha lo scopo di esaminare se questo si può realizzare nella particolare fattoria studiata e il modo migliore in cui può essere fatto. Un esempio di come ècalcolato il risparmio Lo studio economico viene effettuato in una fattoria che produce latte con 230 ha di terreno. Il contadino sta valutando la conversione in l agricoltura a bassa intensità con le razze locali su 80 ha (il rimanente 150ha continuerà ad essere utilizzato per bovini da latte). Quali saranno i risparmi in termini di costi per anno? Costo del lavoro: risparmio di ore di stipendio costi equiv a 1 persona Foraggio ecc.: risparmio di circa Installazioni: no investimenti su grande scala (solo recinzioni e piccoli ricoveri in situ) Costi di gestione: nessun drenaggio, aratura, fertilizzazione, sfalcio, etc...) Risultato: risparmio totale fino l anno Conversione ad una bassa intensità di pascolo con razze locali Se l agricoltore intende convertire la propria attività in agricoltura a bassa intensità nel quadro del programma, deve stipulare un accordo di cinque anni con il Ministero. L accordo stabilisce le condizioni in cui il pascolo dovrebbe essere effettuato, sulla base di un analisi delle esigenze di LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 4

6 conservazione specifiche (ad esempio, il numero di animali per unità di superficie, nessun uso di fertilizzanti o pesticidi, divieto di aratura, taglio del fieno solo se specificato, calcinazione, ecc.). In cambio, l agricoltore riceve una sovvenzione annuale biodiversità (in aggiunta ai suoi normali pagamenti unici), per compensare il mancato guadagno conseguente dalla conversione al pascolo a bassa intensità (per esempio crescita lenta degli animali e produttività inferiore). Può anche pagare per ogni ulteriore attività di gestione orientata alla conservazione della natura che l agricoltore potrebbe essere chiamato a svolgere. Inoltre, l agricoltore riceve un sostegno continuo da parte del Ministero dell Ambiente per promuovere e commercializzare i suoi prodotti (vedi di seguito). Dal suo lancio nel 2003, il programma è diventato sempre più popolare tra i contadini che sono attratti dai numerosi vantaggi dell agricoltura a basso costo. All inizio del 2012, erano attivi 42 accordi che coinvolgevano circa 50 agricoltori. La superficie dei progetti varia da 10 ha a 200 ettari, ma la dimensione media è di circa ha. Il Ministero cerca di concentrarsi principalmente su agricoltori che sono interessati nella realizzazione di un conversione significativa della loro azienda agricola - e non su chi desidera semplicemente applicare il pascolo su una piccola area (ad esempio 2 ha in una fattoria di 200 ha). La superficie totale coperta dai 42 progetti è ha. C è abbastanza interesse tra gli agricoltori nelle aree protette per estendere il programma ad un area molto più grande, ma il fattore limitante è attualmente rappresentato dal bilancio e dalle risorse umane disponibili al Ministero dell Ambiente. Il totale annuo per gli accordi attualmente in corso è di circa 1,5 milioni di euro. In futuro, il ministero spera di poter integrare il sistema in modo che possa coprire ha, eventualmente attraverso l integrazione di questo programma di aiuti nel prossimo Programma di Sviluppo Rurale (PSR) per il Lussemburgo ( ). Non è stato fatto nell attuale PSR ( ), perché entrambi i Ministeri considerano le modalità di pagamento troppo rigide e, di conseguenza avrebbe comportato un eccessivo onere amministrativo sia per i servizi pubblici che gli agricoltori. Ma ora che il programma è stato messo a punto e testato in campo e le condizioni degli accordi sono state stabilite, la sua inclusione nel prossimo PSR sembra sempre più interessante in quanto consentirà di applicare il programma di aiuti su una vasta area. La stretta collaborazione tra i due Ministeri dovrebbe facilitare la transizione. L interesse per le carni provenienti da bovini di razze locali è dovuta ad una serie di ragioni: - Per motivi di salute: la carne è compatta con poca acqua e un basso contenuto di grassi totali, che è meglio per il cuore. Anche perché l animale si nutre solo di vegetazione naturale, non ci sono residui di fertilizzanti, pesticidi, ecc... - Per il sapore: il gusto della carne si dice che sia pieno di carattere, perché gli animali hanno una dieta variata (che comprende una vasta gamma di erbe, erbe aromatiche, e germogli di arbusti) e sono lasciati crescere lentamente fino a 3 anni (anziché 1,5 anni come per i bovini da carne convenzionale). La carne è anche appesa per un periodo di tempo maggiore, esaltandone il sapore. - Per il benessere degli animali: all animale è permesso di vagare liberamente per tutto l anno e la macellazione avviene in un ambiente molto meno stressante - Per motivi di conservazione della natura. Mangiare carne allevate in aree protette aiuta la conservazione di queste aree per la biodiversità. LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 5

7 Il marketing della carne di razze locali La riduzione dei costi per gli investimenti e di funzionamento dell azienda agricola è un elemento importante dell equazione, ma ci deve essere anche uno sbocco economico per la carne. Le indagini mostrano che in una parte della popolazione del Lussemburgo c è un interesse crescente nelle carni provenienti da razze locali (questo è per una varietà di ragioni - vedi riquadro). Come risultato, questa carne può essere venduta ad un prezzo maggiore (attualmente circa 6 /kg rispetto a 3,2 /kg per le carni bovine convenzionali). Per attingere a questo potenziale interesse, il supporto del Ministero dell Ambiente non si limita alla firma di accordi con gli agricoltori, ma, fattore molto importante, li assiste nel marketing e nella vendita delle loro carni attraverso vari punti vendita. Inizialmente l attenzione si è concentrata sulla vendita della carne direttamente ai ristoranti locali nelle vicinanze delle aziende. Ai ristoranti che accettano di mettere tali carni bovine sul loro menu viene dato un sostegno da parte del Ministero dell Ambiente. Di solito il sostegno viene elargito in forma di pubblicità gratuita su volantini, opuscoli, editoriali periodici e comunicati stampa.. Il Ministero può anche decidere di sviluppare e migliorare sentieri natura per promuovere il turismo locale. In questo caso, i nomi dei ristoranti partecipanti all iniziativa potrebbero essere inclusi nel materiale pubblicitario. Inoltre, il Ministero contribuisce a coordinare la filiera tra l agricoltore e i ristoranti per quanto riguarda i trasporti, la macellazione e il sezionamento della carcassa. In questo modo il Ministero garantisce all agricoltore una vendita costante dei suoi animali ad un prezzo corretto, e che i ristoranti abbiano una fornitura di carne sempre disponibile. Finora, partecipano al programma 20 ristoranti. Il loro feedback è stato molto positivo, alcuni riferiscono che ricevono prenotazioni con settimane di anticipo quando pubblicizzano che in un giorno o una settimana specifica sarà proposto un menù a base di manzo locale. Tuttavia, ora che la massa critica di bovini locali pronti per la vendita sta iniziando a crescere (nel 2014 ci saranno circa 300 bovini da carne pronti per la macellazione), il Ministero ha bisogno di esplorare vie alternative/supplementari per la carne di manzo. Ha già negoziato accordi con una serie di macellai che vendono direttamente la carne ai clienti, sia in forma di nobili tagli come entrecote o filetti, o prodotti derivati, quali salsicce e terrine. Sta inoltre preparando un etichetta, un certificato di origine, che sarà accompagnata da una forte campagna commerciale per promuovere il fatto che la carne proviene da aree di conservazione della natura in Lussemburgo. Inoltre, il Ministero ha recentemente iniziato negoziati con il più grande supermercato del Lussemburgo, la catena Cactus. Il supermercato ha dimostrato un forte interesse ad avere in esclusiva i diritti per la vendita della carne nei loro negozi. È interessante notare che l alto prezzo della carne non è la loro preoccupazione numero uno. Anche se è importante per contenere i costi, il supermercato è particolarmente attratto dal fatto che la carne ha una provenienza locale e una reputazione già solida come prodotto sano, sostenibile e di alta qualità. Questo si adatta bene all etica della loro compagnia. I sondaggi mostrano che i clienti sono molto interessati all acquisto di prodotti alimentari di provenienza locale, in cui si possa facilmente risalire alle origini, e che sono disposti a pagare un extra per questo servizio. LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 6

8 Fattori di successo In questo programma possono essere identificati diversi fattori di successo: - Con il programma sul pascolo a bassa intensità con razze locali di bestiame, il Ministero dell Ambiente non mira solo a raggiungere obiettivi di conservazione della natura, ma anche a diffondere pratiche agricole che garantiscano una fonte economicamente vitale di reddito per gli agricoltori interessati. Questo doppio approccio è fondamentale per il successo a lungo termine del programma ed è già confermato dal fatto che l 80% delle aziende agricole coinvolte nel progetto sono ora economicamente sostenibili e redditizie. Non sono dipendenti dai sussidi, né oberate da costosi esborsi per gli investimenti. - La realizzazione di uno studio economico dell attività dell azienda da parte di un agronomo qualificato, il fatto che fosse gratuito e che non impegnasse l agricoltore ad entrare nel programma è stato fondamentale per la diffusione del programma. Non va solo incontro agli interessi degli agricoltori, dimostra anche l interesse del Ministero dell Ambiente nella ricerca di soluzioni integrate sostenibili per la gestione a lungo termine delle aree protette del paese, piuttosto che la volontà di contare solo sul budget e sulle sovvenzioni statali per finanziare la loro gestione. L analisi economica fornisce anche al contadino una chiara visione delle potenziali conseguenze economiche della sua decisione, nel caso in cui decidesse di convertire la propria attività in pascolo a bassa intensità con bovini locali. Inoltre la collaborazione con un agronomo esperto permette di parlare la stessa lingua degli agricoltori e di elaborare programmi di conservazione che dipendono dalla loro partecipazione attiva essendo consapevoli delle loro prospettive. - L argomento utilizzato dal Ministero dell Ambiente che l allevamento di razze locali di bestiame in aree protette è molto meno costoso rispetto ad altri tipi di allevamento ha toccato una corda sensibile in molti agricoltori. Questo è forse particolarmente importante in Paesi come il Lussemburgo, con un alto indice del costo della vita e dove i costi di costruzione possono diventare un pesante fardello in termini di vitalità economica dell azienda agricola, che può compensare i costi solo dopo molti anni. - L agricoltura a basso costo è attraente proprio perché richiede un minor capitale di partenza e ha bassi costi di esercizio. Ma significa anche meno produzione in termini di capi di bestiame (circa 0,5-0,8 UBA/ha) e di conseguenza un fatturato inferiore. Quindi lo scopo del programma non è il miglioramento del fatturato ma quello della redditività. Questo può essere molto difficile quando si ha a che fare con la vendita e la commercializzazione di piccole quantità di un prodotto specializzato, come le carni bovine provenienti da razze locali. Ma il programma del Lussemburgo sembra aver superato questa sfida. Ci potrebbero essere due motivi: il primo è che chiaramente in Lussemburgo esiste un mercato per questo tipo di carne che permette all agricoltore di vendere i suoi prodotti ad un prezzo maggiorato (6 volte il valore del manzo convenzionale). La seconda è che il Ministero dell Ambiente è stato attivamente coinvolto nella costruzione di canali di vendita della carne a ristoranti, macellerie e al grande pubblico. E difficile immaginare come gli agricoltori, attualmente solo 50, avrebbero potuto rivestire questo ruolo. Il forte supporto e le risorse umane disponibili presso il Ministero, nell aiutare il mercato della carne e nel pubblicizzarne la vendita, sono stati determinanti per il successo del programma e per la redditività economica delle aziende che vi partecipano. - Un altro importante fattore di successo del programma è collegato alla sua flessibilità e al fatto che sono state messe in campo sufficienti risorse umane per farlo funzionare. Questo include non solo l assunzione di un agronomo, ma anche l uso di uno staff in grado di svolgere tutte le LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 7

9 altre attività connesse, compresi i contatti con ristoranti e macellerie, la produzione di comunicati stampa e materiale pubblicitario, il monitoraggio scientifico dei siti, ecc. Il Ministero dell Ambiente era in grado in qualsiasi momento di decidere quali agricoltori coinvolgere all interno delle aree protette e quali condizioni di gestione includere nel contratto (ad esempio in termini di densità di pascolo, ecc...). Questo ha fatto sì che gli accordi fossero correttamente orientati verso gli obiettivi di conservazione di ogni sito e compatibili con gli interessi degli agricoltori. Controlli e verifiche sono state effettuati dal Ministero dell Agricoltura come per qualsiasi altro programma ma ci sono stati pochi problemi. Punti di debolezza - Anche se il programma è popolare, viene applicato solo su ettari di aree protette, che rappresentano solo una piccola parte della superficie totale potenziale che potrebbe beneficiare di un pascolo a bassa intensità. Per avere un maggiore impatto a lungo termine sarà necessario che il programma venga applicato su una zona più ampia. Al momento questo sembra essere anche l interesse degli agricoltori e sarebbe importante non perdere lo slancio - in particolare per la necessità di garantire una vendita costante di carne, al fine di garantire la redditività delle aziende. - L applicazione del programma è dispendiosa dal punto di vista della forza lavoro. Questo può aggiungere un onere supplementare ad un Servizio all interno della Ministero dell Ambiente già sovraccarico di lavoro. - Sebbene ci sia stata una buona collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole, c è ancora una riluttanza complessiva all interno del settore agricoltura rispetto all inclusione del concetto di agricoltura a basso costo nelle aree protette come un elemento integrante della politica agricola, in quanto si potrebbe ridurre la capacità di produzione complessiva del paese e ridurre gli investimenti - e quindi l importanza economica - dell agricoltura nelle zone a valle. Il Ministero dell Ambiente tuttavia sottolinea che questo tipo di allevamento verrebbe applicato solo sul 10-15% della superficie agricola totale. Altri effetti spin-off della Rete Natura 2000 La promozione del pascolo a bassa intensità di bestiame locale nelle aree protette ha avuto un effetto positivo sul turismo locale e la ricreazione nelle aree intorno alle fattorie. Le razze locali sono popolari tra i turisti in visita, diventando un attrazione per le riserve naturali e per le regioni in cui si trovano. La loro carne di alta qualità sta guadagnando crescente popolarità, soprattutto quando viene servita nei ristoranti locali - in tal modo migliora anche l esperienza complessiva del viaggio. Anche il fatto che il regime promuove attività economiche quali l agricoltura in aree protette, aiuta a rimuovere la vecchia percezione che la natura è una moda per gli animali e la gente e che solo i fondi pubblici possono essere usati per pagare la sua protezione. L approccio integrato adottato dal programma è molto più in linea con l attuale strategia UE sulla biodiversità che riconosce il valore ecologico della natura e del ruolo che tutti gli elementi della società hanno nella sua tutela. LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 8

10 Le lezioni apprese dall esperienza e sfide per il futuro Il progetto ha dimostrato che l agricoltura in aree protette, come i siti Natura 2000, se eseguita correttamente può essere vantaggiosa non solo per la natura ma anche un opzione economicamente conveniente per l agricoltore. Il vantaggio principale del tipo di agricoltura proposto è che può essere intrapresa con minimi investimenti iniziali e costi di esercizio molto più bassi. Tuttavia, l approccio dell agricoltura a basso costo può funzionare correttamente (vale a dire senza essere pesantemente dipendente dai sussidi) solo se vi è anche un reddito sufficiente a compensare questi bassi costi e generare un profitto per l agricoltore. In Lussemburgo, questo è possibile perché c è un chiaro interesse ad acquistare carni provenienti da razze locali e la disponibilità a pagare un prezzo extra per tale carne. Tuttavia, per il momento l interesse è incentrato prevalentemente sulle prime scelte come le bistecche. Affinché l impresa diventi veramente redditizia, il mercato deve essere diversificato e coprire tutte le parti dell animale, sia attraverso la cucina di ricette tradizionali, come brodi di carne, stufati o arrosti o attraverso la produzione di prodotti derivati, come salami, salsicce o terrine. Inoltre sarà importante trovare ulteriori sbocchi commerciali per la carne, ora che più bovini stanno raggiungendo la maturità. Se il mercato non si espande al passo con la produzione, l interesse per il programma potrebbe diminuire notevolmente. Un altra sfida sul lungo periodo è quella di trovare il modo di implementare queste pratiche agricole su un area più ampia in modo che più aree all interno di aree protette siano gestite correttamente. Questo potrebbe richiedere l integrazione del programma nel prossimo PSR. Bibliografia ed ulteriori fonti di informazioni Zone Naturelle Dumontshaff, Amministrazione de la Nature et des Forêts, Service de la Conservation de la Nature, L-2918 Lussemburgo, 2011, 116 pp Écologique Aménagement de la Vallee de la Syre entre Munsbach et Mensdorf, Amministrazione de la Nature et des Forêts, Service de la Conservation de la Nature, L-2918 Lussemburgo, 2008, 56 pp Piano nazionale di Protezione de la Nature (PNPN ) Ministère de l Environnement, L Lussemburgo, Maggio 2007, 116 pp LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 9

11 Buone pratiche di gestione delle aree agricole in Siti Natura 2000 Piano d azione per conservazione degli oliveti vetusti nel mediterraneo (Puglia, Italia) Gli oliveti caratterizzano il paesaggio agricolo nella regione del Mediterraneo, tanto che"regione degli uliveti è diventato quasi sinonimo della "regione mediterranea". Il 3,8% degli oliveti del pianeta si concentra nella Regione Puglia (Italia). Rappresentando il 25% della superficie agricola, con 60 milioni di piante e circa ettari, gli oliveti giocano un ruolo dominante nel settore agricolo regionale. Circa 3-4 milioni di queste piante sono vecchie di secoli. Le più antiche hanno fino a anni. Sono giganti di legno, scolpiti dai fenomeni naturali e dalla cura paziente di generazioni di potatori. Gli uliveti secolari coltivati secondo pratiche tradizionali rispettose dell ambiente, sono colture estensive (meno di 50 alberi per ettaro) che costituiscono gli elementi di un mosaico di aree seminaturali e coltivate, spaziate da tipiche strutture di piccole dimensioni, quali siepi di specie mediterranee, muri a secco, strisce boscate. Le pratiche culturali tradizionali degli oliveti secolari hanno creato una varietà di condizioni strutturali (ad esempio siepi, strisce coltivate, filari di alberi, arbusti selvatici) che permettono la diversificazione delle piante e delle specie animali. Finché gli uliveti secolari verranno gestiti tradizionalmente, potranno essere considerati come aree agricole ad alto valore naturale (High Nature Value Farmlands o HNVF). LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 10

12 Natura 2000, gli habitat, le specie e l agricoltura Gli uliveti secolari hanno caratterizzato e modellato il nostro paesaggio da tempo immemorabile. Tale habitat, caratterizzato da tronchi cavi e contorti di alberi centenari di ulivo e da una fitta rete di muretti a secco nei pressi dei quali crescono arbusti selvatici, ha un grande interesse storico, culturale e paesaggistico. Gli oliveti secolari oggetto degli interventi rientrano in tre siti Natura 2000 che a loro volta rientrano in aree protette (riserve naturali, parchi nazionali e regionali). Un quarto oliveto si trova proprio sul confine meridionale di un altro sito Natura 2000 (ZPSIT "Torre Guaceto"), all interno di una Riserva Naturale Statale. Le aree sono dominate dalla vegetazione mediterranea: gariga, macchia, prati aridi, boschi di querce e pinete. I terreni agricoli sono costituiti principalmente da oliveti, intercalati da colture erbacee ed permanenti, prevalentemente mandorleti e vigneti. Gli oliveti secolari ospitano habitat e specie di interesse comunitario, la cui presenza è legata alle pratiche agricole tradizionali, ad esempio: - Habitat *6220 praterie substeppiche di graminacee e piante annue dei Thero- Brachypodietea: aree sparse all interno degli oliveti, sensibili alla trasformazione dell uso del suolo, all utilizzo di pesticidi, erbicidi e fertilizzanti, all invasione degli arbusti sempre verdi della vegetazione della macchia. - *Stipa austroitalica, erba endemica tipica delle praterie xeriche mediterranee dell Italia meridionale. Individui isolati sono stati trovati lungo i muretti a secco in aree residuali delle praterie terofitiche riferibili all habitat prioritario 6220*. - Diversi uccelli e specie di pipistrelli forestali nidificano o trovano rifugio nelle cavità tra i tronchi contorti degli ulivi secolari, oppure possono nutrirsi di insetti legati agli ulivi o alle bacche di arbusti che crescono tra gli ulivi. - I rettili, come il geco di Kotschy (Cyrtopodion kotschyi), la lucertola italiana (Podarcis sicula) e il biacco (Coluber viridiflavus), hanno trovato luoghi di rifugio e caccia nelle cavità degli ulivi, o negli arbusti della Macchia mediterranea o nei muretti a secco che attraversano e circondano gli oliveti. Gli oliveti secolari svolgono un ruolo cruciale nel combattere gli effetti dell erosione del vento e dell acqua nel controllare la perdita di suolo e l impoverimento di sostanza organica. Inoltre, queste piante contribuiscono a mitigare le cause della desertificazione: in aree con scarsa copertura vegetazionale, gli oliveti rappresentano una riserva di carbonio preziosa che può intrappolare grandi quantità di anidride carbonica (sei anni dopo la piantumazione, un oliveto giovane può trattenere fino a 55 kg di CO 2 /pianta). L oliveto coltivato seguendo le pratiche culturali tradizionali è un agroecosistema ad alto valore: - gli olivi vengono coltivati estensivamente (50-60 piante per ettaro), con una spaziatura irregolare dopo il posizionamento originale dell olivastro; - la potatura viene eseguita ogni 2-5 anni e l unica altra pratica culturale fino ad oggi eseguita è la rimozione dei germogli basali; - la gestione del suolo è caratterizzata dalla scarsa somministrazione di sostanze organiche e inorganiche e colture intercalari, anche sotto le chiome degli alberi; - le cavità dei tronchi, le strisce coltivate, le siepi di arbusti e le piccole infrastrutture (muretti a secco, pozze d acqua) creano un sistema "complesso" con una varietà di condizioni strutturali che permettono la diversificazione di micro-habitat che sono rifugi e aree di "produzione" di insetti utili (predatori, parassitoidi, prede alternative), acari, uccelli e altri animali (pipistrelli, anfibi e piccoli rettili). Questo elevato livello di biodiversità, a sua volta, mantiene un buon equilibrio tra insetti utili e insetti dannosi, e un certo livello di "resilienza". LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 11

13 Le principali minacce a questo agroecosistema e agli habitat e alle specie che ospita, sono legati ai cambiamenti delle pratiche agricole: 1) Adozione di sistemi intensivi; 2) Abbandono delle piantagioni tradizionali a basso input non convenienti economicamente e spopolamento delle zone rurali connesse alla bassa redditività della loro coltivazione. L agricoltura intensiva mira a un rendimento più elevato, ha forti ripercussioni a causa dell intensificazione di olivicoltura (la densità di piantagione può variare da 250 piante/ha fino a piante/ha in altissima intensità di coltivazione), la fertilizzazione, l uso di pesticidi ed erbicidi, l aratura ripetuta, l uso di macchine sempre più potenti e pesanti, l irrigazione, l intensa potatura, l eliminazione delle piccole strutture, la sostituzione delle varietà di olive e un abbandono generale dell agroecosistema. Nel tempo questi fattori hanno contribuito a: - Frammentazione e alterazione dell agroecosistema e del paesaggio storico - Perdita di habitat e di specie animali, in particolare di pipistrelli e di insetti benefici - Perdita delle praterie xeriche - Inquinamento dell suolo e delle acque sotterranee - Salinizzazione dei suoli, soprattutto lungo le aree costiere - Erosione del suolo - Perdita di varietà di geni - Accumulo di residui nocivi nella catena alimentare - Rimozione degli ultimi rifugi per piante e animali - Aumento del fabbisogno di irrigazione e dei processi di desertificazione Inoltre, gli ulivi secolari morti sono sostituiti da "giovani" ecotipi diversi, con conseguente riduzione della variabilità genetica e minacciando l equilibrio degli ecosistemi agricoli. Data la bassa resa derivante dalla gestione degli oliveti secolari, negli ultimi anni gli alberi vetusti con una grande chioma sono stati sradicati sempre più spesso e commercializzati per scopi ornamentali. I piani di gestione dei siti Natura 2000 ("Litorale Brindisino") o i piani di protezione aree ("Torre Guaceto") stabiliscono i seguenti obiettivi: - Ridurre dell impatto delle attività agricole sugli habitat e sulle specie di interesse comunitario, - Ridurre l uso in agricoltura di prodotti sintetici (fertilizzanti e pesticidi), fornendo incentivi agli agricoltori, - Promuovere la naturalizzazione degli agroecosistemi e il ripristino della loro stato ecologico, - Incoraggiare i metodi ecologici di coltivazione (agricoltura biologica) e il coinvolgimento degli agricoltori locali, - Promuovere la tutela degli uliveti secolari come agroecosistemi che collegano gli habitat di interesse comunitario. I piani stabiliscono le pratiche ammesse o incoraggiate e quelle vietate nei siti: - Non è consentito modificare o alterare il sistema di coltivazione degli oliveti secolari - La creazione di fasce frangivento è consentito solo con specie tipiche della macchia mediterranea - L incendio di stoppie e residui della potatura è vietato, mentre si raccomandano operazioni alternative che arricchiscono il terreno di materia organica, come la pacciamatura - É vietata l eliminazione o la trasformazione degli elementi naturali e seminaturali caratteristici del paesaggio agricolo, come ad esempio muri a secco, terrazze, serbatoi, siepi, filari di alberi, sorgenti, fontane. Sono consentite la manutenzione ordinaria e le attività di recupero. LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 12

14 Misure di conservazione attuate Le azioni realizzate o previste per aumentare la biodiversità degli oliveti vetusti e garantire la loro conservazione a lungo termine sono stati finanziati da LIFE+ e comprendono: 1) azioni di rinaturalizzazione: - Restauro e costruzione di 1 km di muretti a secco utilizzando materiali locali e tecniche tradizionali; i muri a secco sono in grado di fornire un riparo per piccoli vertebrati mantenendo l umidità utile per la crescita degli arbusti Mediterranei. - Piantumazione di 2 km di siepi di locali formati da arbusti (lentisco, mirto, alaterno del Mediterraneo, rovo, biancospino) lungo i muretti a secco; gli ecotipi sono stati scelti tra le specie in grado di ospitare insetti utili agli alberi di olivo e di fornire riparo e cibo per gli animali durante la stagione invernale. Inoltre, sono stati piantati piccoli gruppi di alberi di carrubo sia in campi aperti che lungo i muretti a secco, al fine di fornire utili riparo per gli uccelli, mammiferi e rettili. - Miglioramento della biodiversità delle piante erbacee tipiche della steppa mediterranea che crescono negli uliveti. Sono stati piantati ecotipi locali per recuperare circa 1 ettaro di prateria degradata. - Conservazione e distribuzione agli agricoltori del germoplasma degli ulivi secolari da utilizzare per l impianto di nuovi alberi sia nel caso in cui gli olivi secolari muoiano sia per estendere la superficie dell oliveto. 2) Definizione ed implementazione di linee guida per la gestione degli oliveti secolari. Le linee guida sono state preparate con un approccio partecipativo, che ha previsto il coinvolgimento degli agricoltori locali nella definizione e attuazione di tecniche agricole compatibili con la conservazione e il miglioramento della biodiversità. 3) Sviluppo di un piano socio-economico integrato con la valorizzazione ambientale degli uliveti secolari che include un modello innovativo di governance condivisa con le parti interessate per far fronte alla necessità per di conservare la biodiversità e la necessità di valorizzazione economica, la generazione di reddito e le attività di diversificazione. 4) Elaborazione di un piano di azione euro-mediterranea per la tutela e la valorizzazione degli oliveti secolari nella Regione mediterranea, attraverso la formulazione di politiche comuni concertate. L obiettivo è l applicazione della legislazione esistente e l applicazione di nuove regole concertata con i responsabili politici dell UE (Italia, Spagna, Grecia, Portogallo) e Paesi non UE (Libano e Tunisia). Gli agricoltori sono stati informati, sensibilizzati, addestrati e coinvolti (attraverso riunioni, visite guidate, giorni studio, workshop e interviste) nella definizione di criteri di gestione di buone pratiche agricole (recepito nelle linee guida), che si sono impegnati ad applicare. Le necessità e le aspettative degli agricoltori sono state anche alla base della definizione del piano economicosociale e ambientale di potenziamento delle degli uliveti secolari. Poiché il costo della coltivazione estensiva degli uliveti è superiore al costo della coltivazione intensiva, a prescindere dal metodo impiegato (biologico/convenzionale), la prossima sfida da affrontare per il mantenimento della gestione tradizionale è quella di renderla economicamente competitiva. Con questo fine, il piano integrato è stato anche elaborato per aumentare le opportunità occupazionali per le popolazioni locali, promuovere l economia locale e assicurare un equa compensazione finanziaria agli agricoltori in quanto "custodi" della biodiversità, del paesaggio e la conoscenza tradizionale. Le azioni previste sono, ad esempio: la creazione di percorsi formativi e turistici e l organizzazione di pacchetti turistici; l apertura di laboratori per la produzione di saponi e cosmetici, recuperare i sottoprodotti della produzione dell olio; l attivazione di uno sportello per i coltivatori sulle LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 13

15 opportunità offerte dal PSR sull agricoltura biologica e per il recupero degli elementi del paesaggio agricolo (muretti a secco), la promozione della certificazione dell olio da olivi secolari, la definizione di un sistema di incentivi/sussidi agli agricoltori (ad esempio sgravi fiscali), la promozione le organizzazioni e i mercati degli agricoltori. Il modello di governo individua le parti interessate che devono essere coinvolte e i rispettivi ruoli. Le linee guida e il piano integrato sono stati convalidati nell ambito di specifiche riunioni con i principali interlocutori che operano nel documento di orientamento sulla gestione dei terreni agricoli nella rete Natura 2000: i gestori dei siti, gli agricoltori, le comunità di agricoltori biologici, gli esperti e gli operatori del settore dell olio d oliva, ecc. Tenendo conto dei risultati degli orientamenti per gli agricoltori, il piano integrato socioeconomico-ambientale, il relativo modello di governance e il caso di studio riguardante la Regione Puglia che ha messo in atto una nuova legge (LR 14/ per la tutela del paesaggio degli ulivi monumentali), senza equivalenti nel Bacino del Mediterraneo, è stato attivato un tavolo di consultazione per aprire un dialogo con i rappresentanti dei ministeri di Grecia, Italia, Portogallo, Spagna e la costa meridionale del Bacino del Mediterraneo (Libano e Tunisia), al fine di concordare e validare i contenuti del Piano d azione Euro-Mediterraneo. Il Piano definirà le azioni prioritarie per la protezione degli oliveti secolari e conterrà: - Una raccolta di misure, norme e regole per la protezione dell alto valore naturale degli oliveti secolari (vale a dire la legge regionale 14/2007 del Regione Puglia) - Suggerimenti per la creazione di norme concordate che regolano le pratiche agricole compatibile con la tutela della biodiversità - Azioni consigliate per il sostegno degli agricoltori e per la sostenibilità economica di tale aree - Suggerimenti/esempi per un modello innovativo di governance a livello dell unione Europea che si affaccia sul Mediterraneo. Principali risultati e insegnamenti Gli oliveti hanno una grande importanza per l agricoltura nella regione del Mediterraneo. Infatti, i paesi maggiori produttori di olive si trovano in questa regione. La HNV degli oliveti secolari è la diretta conseguenza dalle tradizionali pratiche di gestione che li hanno conservati attraverso i secoli. La salvaguardia e lo sviluppo di sistemi di produzione agricola HVN è un obiettivo della politica di sviluppo rurale. Tuttavia, i PSR e le misure agro-ambientale non favoriscono il mantenimento di tali pratiche tradizionali e la loro redditività economica. Il Piano d azione Euro-Mediterraneo, per la tutela e la valorizzazione degli oliveti secolari nella regione mediterranea, mira a soddisfare le necessità di sostenere la pianificazione dello sviluppo rurale di tali aree nei Paesi del Mediterraneo con tecniche, strumenti finanziari e giuridici adeguati. Le linee e le azioni del Piano saranno incluse nei programmi nazionali e nei Piani di sviluppo rurale. Il Piano sarà anche trasposto a livello internazionale e la gestione integrata e partecipata sarà collaudata nell area del progetto. Il Piano dovrebbe essere sottoscritto da tutte le parti il prossimo settembre LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 14

16 Bibliografia ed ulteriori fonti di informazioni Calabrese G., Ladisa G., Perrino V.E.. (MAIB), Preliminary study on the characterization of biodiversity of ancient olive groves in Apulian target areas (rapporto botanico). LIFE+ Biodiversity CENT.OLI.MED (LIFE 07 NAT/IT/000450) Marzano G. (MAIB), Preliminary study on the characterization of biodiversity of ancient olive groves in Torre Guaceto Apulia (rapporto faunistico). LIFE+ Biodiversity CENT.OLI.MED (LIFE 07 NAT/IT/000450) Calabrese G., Ladisa G. (MAIB), Environmental characterization of olive groves in Apulia. LIFE+ Biodiversity CENT.OLI.MED (LIFE 07 NAT/IT/000450) Baser N., Calabrese G, Cesari G., Ladisa G., Lamaji F., Simeone V., Tucci M., Viti R.(MAIB), Morpho-genetic and environmental characterization of olive groves in Apulia. LIFE+ Biodiversity CENT.OLI.MED (LIFE 07 NAT/IT/000450) Calabrese G., Ladisa G., Proscia A., Simeone V. (MAIB), Guidelines for the increase/ conservation of biodiversity in Torre Guaceto Apulia. LIFE+ Biodiversity CENT.OLI.MED (LIFE 07 NAT/IT/000450) Ezia Bellacicco E., Ciola G., Diomede F., Maringelli G., Priore V. (Regione Puglia);Calabrese G., Ladisa G., Mimiola G. (MAIB), Economic Enhancement plan of the ancient olive grove areas of Torre Guaceto Apulia. LIFE+ Biodiversity CENT.OLI.MED (LIFE 07 NAT/IT/000450) Ciola G., Diomede F., Maringelli G. (REGPU), Governance model for Torre Guaceto Apulia. LIFE+ Biodiversity CENT.OLI.MED (LIFE 07 NAT/IT/000450) Inception Report covering the project activities from 01/02/2009 to 31/03/2009. LIFE+ Biodiversity CENT.OLI.MED (LIFE 07 NAT/IT/000450) Mid-term Report covering the project activities from 01/02/2009 to 31/08/2010. LIFE+ Biodiversity CENT.OLI.MED (LIFE 07 NAT/IT/000450) TEMI Srl, Farenga T., Vetrugno A., Piano di Gestione del SIC Litorale Brindisino (IT ) LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 15

17 Preservare steppe uniche producendo maccheroni e spaghetti. L aridocoltura in Belchite, Aragona (Spagna) La regione di Aragona, nel nord-est della Spagna, si estende dai Pirenei fino alle steppe della valle dell Ebro e la catena iberica; il 97% del suo territorio e il 42% della popolazione è considerata rurale. Il Campo di Belchite, nella parte centrale della regione, è caratterizzato da sistemi di agricoltura estensivi, in particolare colture erbacee su terreni poveri o addirittura localmente salini, in un clima estremamente continentale con piogge scarse e temperature estreme. Qui prosperano alcuni habitat steppici naturali e semi-naturali unici in tutto il mondo, e il paesaggio è un mosaico di piccoli appezzamenti di colture, pascoli e sparsi arbusti con specie endemiche. Tuttavia, non lontano da questa zona scorre il fiume Ebro, il più grande fiume della Spagna in termini di portata, cosicché l irrigazione è sempre stata presente come potenziale alternativa di profondi cambiamenti per i sistemi agricoli e naturali in tutta la sua area di influenza. Il bacino del fiume Ebro ospita ecosistemi steppici composti da arbusti sparsi su terreni gessosi. Aragona custodisce i migliori esempi di questo tipo di habitat e una percentuale significativa della superficie totale europea. Gli habitat steppici sono ecosistemi peculiari molto simili a quelle che si trovano in Nord Africa o alle steppe asiatiche su suoli gessosi. Aragona ha incluso ha di questi habitat all interno di diverse aree della rete Natura 2000, comprese le steppe di Belchite. Questi paesaggi unici compongono un mosaico con la coltivazione tradizionale dei suoli aridi, praticata fin dai tempi antichi in queste terre piatte o leggermente ondulate. L area comprende anche lagune saline, le cosiddette saladas, asciutte per gran parte dell anno e circondate da habitat alofitici con piante tolleranti al sale. Questo ambiente ospita una ricca biodiversità rappresentata da alcune specie endemiche di insetti e altri artropodi e da una comunità diversificata di uccelli delle steppe, tra cui la grande otarda, la gallina prataiola, la grandule, la ganga, l occhione comune, il grillaio e l allodola del Dupont. Per la presenza di questa comunità ornitica, all interno del bacino dell Ebro e del campo di Belchite sono state designate diverse Zone di Protezione Speciale. LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 16

18 Questi ambienti peculiari sono di per sé molto fragili e quindi vulnerabili a diverse minacce di origine antropica. Secondo Eduardo de Juana, professore universitario e presidente della Società spagnola di ornitologia (BirdLife sezione spagnola), La più grande minaccia per le steppe risiede nella progressiva uniformità che l agricoltura impone attualmente al paesaggio, attraverso una serie di processi interconnessi che spesso includono: - Il consolidamento del territorio (appezzamenti più grandi e confini più corti). - La specializzazione delle colture (che tende, per esempio, ad interrompere la coltivazione di piante leguminose nella campagna cerealicola). - La riduzione delle aree incolte (che è possibile a causa del maggiore uso di fertilizzanti). - La rimozione delle aree di vegetazione naturale (mediante aratura, drenaggio e riforestazione). Alcuni altri fattori negativi dovrebbero essere menzionati, come ad esempio: la bassa produttività della terra ( kg/ha di grano) e l abbandono dell agricoltura a causa dell invecchiamento della popolazione. Irrigazione e cave di alabastro sono state a volte considerate come minacce, ma oggi la loro presenza nella zona è considerata accettabile. I principali punti di forza e le opportunità in quest area sono l ottima qualità di alcuni prodotti agricoli e la facilità nel convertire l agricoltura tradizionale in produzione biologica. Tenendo conto delle particolari caratteristiche di questa regione steppica, nell area di Belchite sono state intraprese importanti iniziative per promuovere lo sviluppo rurale, basate sulla coesistenza tra agricoltura e conservazione dei valori naturali esistenti. Le misure agroambientali a Belchite Tre principali tipi di misure sono state applicate a partire dal 2000 nella zona di Belchite: - Mantenimento delle stoppie e maggese. - Creazione di corridoi biologici attraverso la piantumazione a secco di erba medica. - L agricoltura biologica nelle colture erbacee in asciutto. Mantenimento delle stoppie e maggese Questa misura mira a proteggere il suolo dall erosione e a migliorarne le condizioni (sostanza organica, attività microbica, riserva d acqua), nonché a migliorare l habitat steppico per la fauna selvatica, fornendo maggiore cibo e riparo ed evitando l uso di pesticidi durante il periodo in cui non è presente la coltivazione. La misura include anche il mantenimento delle stoppie nelle coltivazioni erbacee in regime di aridocoltura fino al 31 dicembre di ogni anno su una superficie minima di 5 ettari per 5 anni, e il mantenimento di una superficie equivalente a riposo (in altre parole, la metà dei terreni a maggese e l altra metà con stoppie, alternando l anno successivo). È inoltre necessario lasciare la paglia sul terreno su almeno il 50% della superficie a stoppie, e non utilizzare pesticidi durante il periodo di non-coltura. Un impegno aggiuntivo e volontario prevede anche di non arare il terreno incolto tra il 1 aprile e il 30 settembre. Questo impegno supplementare permette di ottenere un premio più elevato (da 60 /ha a 72 /ha). La misura ha avuto una buona accoglienza dal momento che significa un reddito supplementare molto interessante per gli agricoltori che praticano l aridocoltura dei cereali e, tecnicamente parlando, molto semplice da realizzare poiché ciò che si richiede è molto simile alla coltura di frumento tipica della zona. Nel 2007, con più di 2000 ettari e circa 90 richieste, è stata raggiunta la superficie massima per questa misura nel campo di Belchite. LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 17

19 Creazione di corridoi biologici attraverso la piantumazione a secco di erba medica all interno di Natura 2000 L obiettivo principale di questa misura è di promuovere la conservazione degli uccelli della steppa, ed è principalmente applicato all interno di ZPS e all interno del range di tali specie. Gli obiettivi specifici di questa misura sono migliorare le risorse alimentari per la fauna selvatica, migliorare il successo riproduttivo degli uccelli della steppa che nidificano sul terreno grazie alla mancanza di lavorazione per cinque anni, fissare l azoto atmosferico, proteggere il suolo e migliorarne la struttura, stabilire la connettività tra le aree di vegetazione naturale e controllare il rischio di incendio. L agricoltore si impegna a mantenere per cinque anni una copertura permanente di erba medica coltivata a secco, senza pascolo o aratura in aprile, maggio e giugno, e anche in marzo, se si applica la sotto-misura per gli uccelli della steppa. Nel caso di raccolta, questa verrà effettuata dopo il 15 settembre. L importo di questa misura varia da 90 a 120 /ha, a seconda della sottomisura applicata. Questa è stata la misura che ha raggiunto la più alta diffusione, soprattutto per ragioni economiche, dal momento che le sovvenzioni sono elevate, ma anche perché essa implica una mancanza di investimenti nel corso dei cinque anni, e gli unici costi richiesti sono quelli che derivano dalla messa a dimora dell erba medica nel primo anno. La sua diffusione è aumentata costantemente nel corso degli ultimi anni e oggigiorno non possono essere finanziate nuove domande. Nel 2010 sono stati oggetto di questa misura più di ettari, con circa 165 richieste. La misura ha promosso con successo l agricoltura in asciutto di una specie comunemente coltivata in irriguo in una zona con scarse precipitazioni. Gli esperti ritengono che questa misura sia stata molto originale ed innovativa nella sua concezione e piuttosto impegnativa nella sua attuazione. La copertura vegetale che si ottiene non è molto elevata, ma una copertura di circa 50 o 60% è considerata molto utile dal punto di vista ambientale. I risultati preliminari di uno studio di SEO/BirdLife, che sta valutando l efficacia di questo tipo di misura agroambientale per gli uccelli della steppa in Spagna, ha rivelato che le particelle che beneficiano di questa misura contengono fino al 65% in più degli uccelli presenti dove la misura non è stata attuata. Inoltre, l assenza di lavorazione consente la comparsa, all interno delle radure tra l erba medica, di flora selvatica, contribuendo alla rigenerazione della vegetazione steppica nativa. Tuttavia, il carattere straordinario di questa misura, altamente adattata alle condizioni locali, richiede anche che i controlli siano adeguati alle condizioni naturali. In questo caso, si è ritenuto tecnicamente impossibile raggiungere con le coltivazioni una copertura completa del terreno e la crescita spontanea della vegetazione autoctona (incluse specie legnose di piccole dimensioni come la Salsola vermiculata, per esempio) è inevitabile dopo due o tre anni in assenza di lavorazione del terreno. Diverse misure disciplinari nei confronti degli agricoltori, soprattutto a causa della mancata osservanza delle condizioni, poiché permettono la proliferazione di piante perenni, hanno suscitato il disappunto degli agricoltori. Alcuni di loro lamentano che un controllo particolarmente rigoroso in questa materia sta portando gli agricoltori a riconsiderare la possibilità di continuare questa pratica. LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 18

20 L agricoltura biologica nelle colture erbacee in asciutto Con un totale di ettari, l agricoltura biologica nel Campo di Belchite è ben rappresentata per diversi tipi di colture, in particolare per il grano duro con quasi ettari che hanno beneficiato di questa misura nel Con un impegno minimo di 5 ettari, per 5 anni, le condizioni di coltivazione sono quelle stabilite all interno dell Unione europea e dei regolamenti della Regione Aragona sull agricoltura biologica e i relativi certificati sono obbligatori. L importo degli aiuti per questo tipo di agricoltura è di 60 /ha. L accoglienza favorevole di questa misura nella zona di Belchite è principalmente dovuta alla semplicità della sua attuazione tecnica, perchè in questa zona il grano duro è stato tradizionalmente coltivato in un modo molto simile a quanto richiesto per l agricoltura biologica, con la rotazione delle colture, la pratica del maggese, poco o nessun uso di pesticidi e prodotti chimici in generale e uso limitato di fertilizzanti. Misure complementari Marketing della pasta: differenziazione del prodotto e della provenienza Nel 2001 SEO/BirdLife ha studiato, con il sostegno finanziario del governo regionale e della banca Caja Rural de Aragon, la fattibilità per la commercializzazione dei prodotti biologici locali provenienti dalle migliori steppe della Valle dell Ebro in Aragona (Monegros e Belchite) sotto un marchio di qualità legato alla conservazione degli uccelli della steppa. Come risultato di questo studio, è stata creata, con il sostegno di SEO/BirdLife, l azienda Riet Vell al fine di avviare un iniziativa pionieristica che cerchi di promuovere la cerealicoltura in asciutto nelle principali aree steppiche della valle dell Ebro. Riet Vell S.A. è una società dedicata alla produzione e commercializzazione di prodotti biologici legati alla conservazione della natura. A tal fine, essa acquista il grano duro biologico dalle aree di steppa di Belchite e Monegros, privilegiando quello coltivato all interno di aree Natura 2000, e lo trasforma in maccheroni e spaghetti di alta qualità, grazie alle caratteristiche proprie di questo grano duro locale. La promozione del prodotto è quindi effettuata utilizzando il suo legame con la conservazione degli uccelli e degli habitat della steppa. Dal 2003 fino ad oggi, Riet Vell ha venduto circa kg di pasta. Altre iniziative aziendali Una cooperativa nella zona, Ecolécera, produce e vende grano duro biologico locale, per lo più proveniente da siti Natura 2000; un altra società, Ecomonegros, ha recuperato la produzione e la commercializzazione dolciaria di varietà tradizionali di grano biologico. Recupero del pascolo tradizionale SEO/BirdLife ha verificato sperimentalmente che il pascolo controllato non è nocivo per la conservazione delle steppe naturali in Belchite; al contrario, le steppe possono trarre beneficio dal suo mantenimento. In realtà, un tale utilizzo del territorio sostiene un adeguata struttura della vegetazione e migliora la biodiversità di questi habitat. L organizzazione sta anche studiando il carico adeguato al fine di utilizzare il bestiame come strumento per la gestione delle steppe e aumentare il valore di altri prodotti legati alla conservazione della natura e della cultura. LIFE10 INF/IT/ FA.RE.NA.IT. 19

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