Periodico della Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Cuneo. Aprile 2014 n. 1. La mia gioia sia in voi! (GV. 15)

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1 Periodico della Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Cuneo Aprile 2014 n. 1 n o t c n I ro Amici La mia gioia sia in voi! (GV. 15)

2 Editoriale 2 Sommario Editoriale p. 2 Spiritualità La gioia vera p. 3 Notizie storiche Pasqua è donare la propria vita con amore p.4 Attualità Obiettivi ONU per il terno millennio p. 7 Testimonianze Un tempo per vivere insieme il carisma p. 8 Incontri di preghiera per Papa Francesco p. 9 La perla preziosa p. 10 L'amore fedele p. 11 Notizie...dalle nostre comunità La vita consacrata: un dono di Dio p. 12 "Il maestro è qui e ti chiama" p. 12 Una notte da non dimenticare p. 13 Un nuovo germoglio nel Piccolo Disegno in Brasile p. 14 Cameroun - In cammino... verso la pace p. 14 Con lo sguardo a orizzonti lontani... p. 16 Spazio giovani Risonanze p. 20 Semi di Comunione Adotta un progetto p. 23 Appuntamenti p. 28 Per riflettere p. 29 Per pregare p. 31 La mia gioia sia in voi! "Q uesto vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. (Gv. 15,11) È Pasqua! Giorno dell Alleluia! Giorno della gioia! La mia gioia sia in voi perché la vostra gioia sia piena". Bel regalo ha fatto Gesù sapendo che di lì a poco i suoi l avrebbero abbandonato, tradito, rinnegato! Ha travasato in loro la Sua gioia per una gioia piena. Però, ad una condizione: Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati, voi siete miei amici se farete ciò che io vi comando. (Gv.15,12) E Lui sapeva che non sarebbe andato proprio così! Noi osiamo riconoscerci amici Suoi e così ci vogliamo sentire e far conoscere. Mandati anche noi nel mondo ci presentiamo come amici del Signore con il volto che Lui ci ha donato, il volto della gioia. La Chiesa nella persona di Papa Francesco propone con vigore questo testamento di Gesù riguardante la gioia: Desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani, per invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia. (Evangelii Gaudium. n.1) E ancora: Ci sono cristiani che sembrano avere uno stile di Quaresima senza Pasqua (Evangelii Gaudium.n.6) È un invito a fare esercitazioni di perfetta letizia. La tristezza e la paura devono fare posto alla gioia. Le pagine che seguono sono testimonianza concreta della Buona Novella della gioia portata insieme con tutti voi amici, sulle tante e diverse strade che percorriamo. Tutti, missionari della gioia, chiamati a recuperare e accrescere il fervore, la dolce e confortante gioia di evangelizzare, anche quando occorre seminare nelle lacrime. Possa il mondo del nostro tempo ricevere la Buona Novella non da evangelizzatori tristi e scoraggiati, impazienti e ansiosi, ma da ministri del Vangelo la cui vita irradi fervore, perché per primi hanno ricevuto in loro la gioia del Cristo. (Paolo VI) Nel giardino della pietra rotolata si realizzi per ciascuno l incontro con il Risorto; il sentirsi chiamati per nome e inviati: va dai miei fratelli e dì loro. (Gv.20,17) Che la gioia della presenza del Risorto vinca ogni tristezza, dubbio, paura, affanno, dolore e risuoni ad ogni cuore il Suo saluto: Pace a voi! A ciascuno l augurio sincero e la preghiera fiduciosa di una Pasqua vera, di una gioia vera. L équipe della comunicazione

3 Spiritualita ' LA GIOIA VERA La gioia vera è un dono, ci viene regalata. È molto di più di un benessere voluto, di una quiete perseguita, di un traguardo stretto fra le mani e troppo in fretta deluso e vanificato da un insaziabile sete di felicità. La gioia vera è come il vento: basta offrirgli il viso e le mani e lui ti tocca, ti accarezza, ti avvolge; non si possono afferrare il vento e la gioia, fermarli, tenerli soltanto per sé. La gioia vera è accorgerti di essere passato accanto ad una persona triste e sola e aver rallentato il passo per sorriderle, senza pretendere nulla, per accogliere in te il suo silenzioso difficile esistere nella certezza che quel tuo sguardo donato è entrato per sempre nei granai del cielo. È gioia vera ricevere una telefonata da un amica che hai conosciuto quando era ragazzina e che ora, dopo averti confidato una pena, ti dice: Mi sono accorta che la preghiera è un grande aiuto e tu sai di aver sempre sperato per lei che costruisse la sua vita sulla roccia. Dà gioia vera compiere un atto di giustizia, semplicemente perché è cosa giusta e tra le lacrime dell incomprensione, sentirti libero e leggero, quasi come il vento La gioia vera è provare gratitudine per un arcobaleno, sorridere al cielo che tocca la terra, sapere che non sei mai solo, perché così Dio ha promesso. È sentire tenerezza per una viola che ti sussurra quanto sei importante, è lasciarti abbracciare da un bambino e avere la certezza della sua indiscutibile verità: la tua vita è utile, ha un senso e un valore irrinunciabile per lui, per te, per tutti. Ogni volta che la nostra tenda si è allargata e qualche viandante in più si è seduto alla sua ombra bevendo l acqua fresca della nostra giara, è gioia vera; quando dalla nostra terra bruciata dal sole, è sbucato uno stelo e sappiamo di avere, un giorno, buttato un piccolo seme, è vera gioia, perché la vita ci viene confermata e la speranza è germogliata. Ogni volta che, le parole e la storia di Gesù sono lievito per la nostra quotidiana farina e ci rendono pane buono, sale e luce per il mondo, è vera gioia: É PASQUA. Quando abbiamo amato gli altri come noi stessi, ci siamo donati, perdendo la nostra vita per Lui, nel posto rimasto vuoto è entrato un nuovo fratello, ha preso dimora la Trinità. Va' e fa' anche tu lo stesso. Ama e scegli la vita perché tu sia felice e benedetto. Dona ciò che sei e offri ciò che hai a qualcuno che non potrà mai ricambiarti; senti il gusto della beatitudine di un cuore povero e mite: allora sarà vera gioia. Pasqua è gioia vera perché esprime la vittoria dell amore gratuito, della vita donata per gli ultimi, per tutti, per ognuno di noi, amici e peccatori. A ciascuno l augurio sincero e la preghiera fiduciosa di una Pasqua vera, di una gioia vera. Suor Irene Botasso 3

4 Notizie storiche ' PASQUA È DONARE LA PROPRIA VITA PER AMORE Se la Pasqua di Gesù, e ogni nostra piccola pasqua su questa terra, sono la sconfitta del male mediante l amore e il dono della vita, anche la storia delle Suore di S. Giuseppe, pur nella debolezza umana, conosce delle pagine pasquali. Quanto viene riportato qui di seguito, è tratto dalle Memorie prime, la narrazione che Sr. Geltrude Dutto, entrata in Congregazione nell estate 1832 e Professa nell ottobre 1834, ha steso per incombenza dàtale da Mons. Vescovo. Grazie a questo importante documento storico, possiamo conoscere qualcosa dell inizio della Congregazione e dei frutti nati dalla consegna che queste Suore hanno fatto della loro vita al Signore, nel servizio ai fratelli più poveri. 4 Le prime cinque giovani accolte nella Canonica della Cattedrale di Cuneo dal Priore don Giovanni Manassero, il 10 ottobre 1831 indossarono il Santo Abito, nel loro piccolo Oratorio, prendendo il nome religioso e il nuovo incarico nel servizio della Comunità nascente. Iniziarono da subito una Scuola gratis per istruire le fanciulle povere, e le visite agli infermi nelle loro case, servendoli in quanto avevano bisogno e soccorrendoli alla meglio con le elemosine avute dal Signor Priore e dalle persone caritatevoli. Il tutto era a grande edificazione dei buoni cittadini. Pian piano, alle fondatrici si unirono altre figlie, così che il 21 settembre 1832, la piccola comunità contava dieci membri. Fino a quel momento vi era una sola copia delle Costituzioni, in francese e Sr. S. Giovanni, Vice superiora, che conosceva bene quella lingua, spiegava la Santa Regola alle consorelle e insegnava a leggerla. Padre Manassero ne fece poi giungere, forse da Lione, una copia ciascuna e Sr. S. Giovanni continuava ad insegnare a leggerla e capirla bene, di modo che si osservava da tutte appuntino. Per interessamento del Priore e del Vescovo Mons. Amedeo Bruno di Samone, giunse dal re Carlo Alberto l approvazione di erigere in Cuneo una Congregazione delle Giuseppine e il 24 novembre 1832 arrivarono a conferma le Lettere Patenti.

5 Notizie storiche ' L anno seguente, altre tre giovani si unirono al primo gruppo delle suore e, passata la prova, furono ammesse a vestire il Santo Abito nella Cappella privata. Da tempo si era fatto ricorso alla Santa Sede per ottenere il permesso di emettere i Voti, ma si era sul finire del terzo anno e tale permesso non veniva. Allora la buona Madre Superiora chiedeva di pregare e a volte diceva: Volete che facciamo una novena di digiuni? e con l accordo di tutte si dava inizio, prendendo minestra, pane e un po di vino, solo a pranzo; alla colazione del mattino e della sera pane asciutto. E finalmente il permesso arrivò. Fecero la Prima Professione religiosa la Superiora e la Vice, cioè Sr. S. Giuseppe (Marianna Stecchini) e Sr. S. Giovanni (Clara Cavallo) il 21 ottobre 1834, circa le 9 del mattino, nella Chiesa Cattedrale, nelle mani del Vescovo, accompagnato dal Padre Manassero, da altri Canonici e Chierici. Le altre Suore non parteciparono a questa funzione. Tre giorni dopo essendovi due postulanti che avevano già fatto più di quattro mesi di prova, furono ammesse alla Vestizione che fecero in Cattedrale con solennità e l intervento del Vescovo che, per la prima volta, benedisse i Santi Abiti. Il 30 ottobre fecero Professione tutte le altre Novizie, che erano in numero di sette. Emisero i Voti nella Parrocchia Cattedrale, all altare della Madonna del Rosario, con il suono del campanone. Poi si diede inizio alla funzione col canto del Veni Creator, accompagnato dall organo. Le suore pronunciarono i Voti, una per una in particolare. La funzione durò fino alle ore undici e terminò col Canto del Te Deum. L anno 1935 fu denso di avvenimenti. Padre Manassero, che aveva già comprato la casa in Via Barbaroux per la sua Congregazione che continuava ad aumentare di numero e non poteva più essere contenuta nei locali della Canonica, aveva previsto il trasloco al dopo Pasqua di quell anno, ma circa a metà marzo fu colpito da forte malattia che in pochi giorni lo condusse alla morte. Era il 24 marzo 1835 e quel dì fu giorno di pianto per le Suore, per i parrocchiani e per la Città. Nel maggio seguente, per interessamento di don Antonio Dogliani, Canonico Penitenziere della Cattedrale, nominato Padre della Congregazione e successore del Manassero, le Suore si spostarono nella nuova Casa. A metà agosto circa venne il terribile morbo del colera che tanto infuriò, da rendere deserta la Città e i paesi circonvicini. Il Municipio ricorse al Vescovo perché concordasse 5

6 Notizie storiche che rimasero in casa, disse loro: Preghino per me, questa volta è che Nostro Signore mi vuole. E il fatto andò proprio così: passato, non so se il secondo o il terzo giorno, alle ore undici del mattino, Sr. S. Giovanni si fece accompagnare a casa; la misero a letto e un ora dopo la mezzanotte rese l anima a Dio, martire di obbedienza e di carità. quattro Suore per prendere la direzione dell Ospedale già preparato (vicino al Santuario di Madonna della Riva), detto lazzaretto, per i colerosi. Monsignore destinò Sr. S. Giovanni, Vice superiora e Assistente, Sr. S. Paolo (Maddalena Viale Economa), Sr. Crocifissa (Anna Serale - Maestra delle Novizie) e Sr. Metilde (Giacinta Viglione), tutte del primo gruppo di suore, eccetto l ultima. La mattina, non so qual giorno fosse del mese, dopo essere andate tutte a sentir Messa alla Madonna della Ripa e fatta la S. Comunione, come fosse per l ultima volta, giunte a casa le quattro suore destinate, partirono per il lazzaretto; la Sr. S. Giovanni, nel congedarsi dalle altre 6 Al di là di ogni altra considerazione: Sr. S. Giovanni era l unica suora della Congregazione nascente che conosceva il francese e poteva aiutare le Sorelle a leggere e comprendere le Costituzioni! E le Costituzioni, per una Congregazione, tanto più se agli inizi della sua esistenza ed attività, non è un libretto qualsiasi. Di tutte quattro proprio lei, unicamente lei, è rimasta vittima dell epidemia. Davvero le vie del Signore sovrastano le nostre, in qualsiasi epoca della storia! E davvero il cuore di queste Sorelle non ha fatto nessuno sconto sulla propria donazione! Cessato poi il colera, la Città rimase quasi deserta e molti bambini privi di genitori. Persone pie e facoltose, provvidero a questi fanciulli. Si ricorse ancora al Vescovo perché concedesse due suore per custodire le bambine. Il primo gruppo di orfanelle, non essendo ancora numeroso, trovò alloggio nella Casa Madre di Via Barbaroux, ma poi aumentarono e il Priore della Cattedrale, Teologo Giordana, le accolse, assieme a due suore, nella sua Canonica, proprio nelle stanze dove avevano abitato le prime suore Giuseppine. Le bambine erano circa quaranta, fino a che, poco alla volta passarono in ritiri di carità. Da Memorie Prime - Manoscritto di Sr. Geltrude Dutto Narrazione delle cose avvenute nei principi della Congregazione a cura di Suor Irene Botasso

7 Attualita ' Obiettivi ONU per il terzo millennio All inizio del nuovo millennio le Nazioni Unite si sono date otto obiettivi da perseguire in questo secolo, per migliorare la situazione del nostro pianeta e di quanti lo abitano: 1. Ridurre l estrema povertà e la fame. 2. Assicurare l educazione primaria a tutti. 3. Promuovere l eguaglianza e l autonomia della donna. 4. Ridurre la mortalità infantile. 5. Migliorare la salute della donna. 6. Combattere l AIDS ed altre gravi malattie. 7. Assicurare un ambiente sostenibile. 8. Sviluppare una partecipazione mondiale per lo sviluppo. In pratica una riedizione delle opere di misericordia spirituali e corporali di un tempo, inquadrate oggi nell ottica della globalizzazione. Tutte le opere di misericordia, di carità, di amore rimangono assolutamente valide e necessarie ma non bastano più. Il mondo è diventato veramente un villaggio globale dove ciò che dico, penso, faccio, decido in una qualsiasi parte del mondo ha risonanza in tutto i globo; nelle grandi ma anche nelle piccole cose. E nelle une come nelle altre conta l unione che, sappiamo, fa la forza. Da soli non si ottiene nessun risultato. Ci è richiesta una conversione, una metanoia, un cambiamento di mentalità; è necessario che arriviamo a sentirci veramente cittadini del mondo. Ormai tutti gli uomini sono mio prossimo e, se io consumo troppi gas, inquino anche gli Indios d America, i Canadesi, gli Zulu, i Cinesi, i Tedeschi; se spreco carta a scuola, in ufficio, in negozio danneggio la foresta amazzonica. E così di seguito per stare alle piccole cose, quelle che possono interessare tutti noi; delle grandi lasciamo che, nelle loro maggiori Assemblee, si occupino i grandi e speriamo che sentano il dovere del bene comune e non di categorie, paesi, nazioni, lobby; in questo noi possiamo (o meglio, dobbiamo) solo pungolarli, esigere che, se ci rappresentano, facciano quello per cui diamo loro mandato. Noi suore di S. Giuseppe di tutto il mondo (circa 13000, in più o meno 50 paesi) abbiamo capito che questa conversione ci è richiesta sia come singole persone sia come Congregazioni; abbiamo creato una commissione Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato per aiutarci e porre in atto questo tentativo all interno delle nostre comunità e con i nostri collaboratori. Allargando l orizzonte della nostra comunione, oltre a cooperare con i vicini, abbiamo anche una O.N.G. presso l ONU che, con tutti i suoi limiti, è un organismo che può farsi carico dei problemi mondiali; in quella sede noi vogliamo essere la voce di chi non ha voce, nei limiti della nostra piccolezza e povertà. Nel 2015 ci sarà da parte dell ONU una prima verifica sul grado di raggiungimento degli obiettivi, perciò, la nostra Commissione Giustizia e pace, che negli ultimi anni ha lavorato su alcuni di questi, svolgerà la sua biennale sessione a New York nell'ambito della quale vivrà anche una giornata nella sede delle Nazioni Unite. Agli Ambasciatori e delegati faremo conoscere chi siamo e dove viviamo, come lavoriamo nel nostro ministero di giustizia e pace, le azioni concrete per la salvaguardia del creato e la nostra DICHIARAZIONE di impegno circa i cambiamenti sistemici per uno sviluppo sostenibile. PER LA VITA DEL MONDO Suor Graziella Zocchi 7

8 Testimonianze UN TEMPO PER VIVERE INSIEME IL CARISMA Echi della giornata di spiritualità a Torino Come ormai è tradizione, ci siamo ritrovati a Torino il 9 di marzo, per la giornata di spiritualità, laici e suore del Piccolo Disegno per riflettere sul TEMPO. Una giornata caratterizzata da riflessione, preghiera, condivisione, una giornata splendida come il sole che ci è stato donato. Nella preghiera di inizio ci hanno consegnato una clessidra invitandoci a pensare come viviamo il tempo quotidiano e a prenderci un impegno serio per dedicare tempo a Dio e agli altri. La condivisione dei gruppi ci ha fatto riflettere molto sui temi di formazione proposti per quest anno: Non ho tempo, non mi interessa, non mi piace, non tocca a me. Madre Patrizia ci ha fatto gustare le massime di P. Médaille sul Buon uso del tempo e don Paolo Scquizzato ha illuminato il tema dal punto di vista biblico. Il tempo del pranzo ci ha regalato lo spazio per la condivisione, le amicizie, lo scambio e la celebrazione dell Eucaristia ha raccolto la giornata in Gesù, l eterno presente. Ascoltiamo alcune testimonianze: Cercherò di essere breve anche se sono stati tanti gli imput che hanno dato una scossa alla nostra famiglia. Vorrei innanzitutto ringraziare chi si è occupato dei bambini, durante la giornata e che li ha coinvolti nell'esperienza del tempo. Il simbolo della clessidra è molto azzeccato in questo mondo sempre di corsa, lo scorrere lento della sabbia dà, in modo concreto, l'idea del tempo che passa. Madre Patrizia è stata un'ottima relatrice ed è riuscita a essere chiara quando parlava di vivere o meglio di approfittare delle occasioni per vivere a pieno. L'affermazione 'vivere da risorti' oggi è stata sconvolgente, poi meditando è stata una realtà! Don Paolo è riuscito a spiegare molto bene la differenza tra FUTURO e AVVENIRE: il futuro è un attendere il domani mentre l'avvenire è il VENIRE di Dio verso la nostra vita. Grazie della bella giornata carica, impegnativa ma soprattutto che dà frutto. Elena e family Una giornata che è stata una grande opportunità per me, come tutte le cose che mi capitano. Nel mio percorso come laica, la presenza di Dio è una ricerca continua, mi rendo conto che quando faccio le cose con attenzione e cura mi sento bene con me stessa e con gli altri, con il creato, procurandomi serenità e molta gioia. Le relazioni della giornata sul tempo presente mi hanno illuminato nel senso che il momento presente, il "qui e ora" è il momento della preghiera della relazione con Dio. Il vivere il momento da sveglia, con gli occhi ben aperti, vivendo intensamente l'attimo che fugge, diventa il luogo dove posso percepire la presenza di Dio nella mia vita "in tutto e ovunque Dio solo". La mia vita sarà più consapevole e avrà significato se i miei giorni sono colmi dell' "Oggi di Dio". Mi rendo conto che a volte le giornate perdono senso per le dinamiche condizionate (ansia di prestazione, puntualità, immagine) per il tempo esteriore, il tempo che si calcola e che produce disagio. La giornata del 9 marzo per me è stata come un risveglio alla mia fede, alla relazione con Dio che deve essere continua. Sarà molto importante, per il nostro percorso nei gruppi, rivedere le relazioni. Ringrazio tutte le persone che hanno contribuito a rendere così bella e fruttifera questa giornata. Che Dio vi benedica! Mercedes Anche a me l'incontro è piaciuto molto per la calda accoglienza, per il modo originale con cui sono stati svolti i vari argomenti dai gruppi dei laici, per la bellezza del commento delle massime di padre Médaille da parte di madre 8

9 Testimonianze Patrizia e per la profondità ed incisività della lectio di don Paolo Scquizzato. Tutto è Grazia! M. Gabriella È la prima volta che partecipo ad un incontro così interessante e profondo tra Laici del Piccolo Disegno e Suore. Sembrava tutto facile, bastava ascoltare le testimonianze dei vari gruppi e riflettere sui miei atteggiamenti e comportamenti nelle varie situazione presentate seguendo il testo della Federazione. Infatti in molti casi mi trovavo in linea con le diverse proposte. Nella mia vita ho cercato di agire con la consapevolezza di fare del bene, bene. Fare perché tocca a me, mi interessa e mi piace farlo e soprattutto dedicare del tempo per farlo. Quando madre Patrizia ha presentato il Carisma con le sintesi delle Massime di P. Médaille, confesso che, in quel breve tratto di tempo, non riuscivo a capire se stavo vivendo il presente o il futuro, ma dentro di me cominciavo a pensare come liberarmi per esempio del mio passato che mi creava difficoltà a vivere bene il mio presente. Al pomeriggio la continuazione dell'incontro con don Paolo sul tema Fate buon uso del tempo... Il tempo futuro nel presente... Vivere l'oggi Sentivo la difficoltà a fare la sintesi tra il messaggio e la vita concreta. Questi riferimenti però mi chiariscono il cammino. Oggi è il futuro, il presente è il futuro; non c'è futuro se non riteniamo il presente eterno... Se l'uomo non ha desideri ha ucciso il futuro. Domenica 09 marzo un incontro che non dimenticherò mai!. Carmen Fico Alcune suore che hanno partecipato condividono: Ho visto realizzato il sogno di padre Médaille: la duplice unione con Dio e con gli uomini e degli uomini tra loro. "Mi sono rimasti impressi i suggerimenti di m. Patrizia sul buon uso del Tempo e l invito a chiedermi: dove sono in questo momento per costruirmi l eternità?" "Mi sono sentita invitata a impegnarmi integralmente e con serietà a compiere la volontà di Dio nel momento presente che è l unico momento che abbiamo a disposizione, rendere grandi le piccole cose che abbiamo da compiere, vivendo il presente con carità e amore perché ogni momento, giorno, anno, costruiscono il futuro. Ogni presentazione del Carisma è stato come un raggio di luce, di speranza, di bellezza che ci ha riempito il cuore. Particolarmente toccante è stata la Parola di Dio del pomeriggio con il tema Fate buon uso del tempo presente. La vita è breve e va vissuta in pienezza, ravvivando la nostra fede, facendo tesoro di tutto. Questo modo di vivere può cambiare la vita e renderla più felice. INCONTRI di PREGHIERA per PAPA FRANCESCO Preghiamo sempre per noi: l uno per l altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. (prima benedizione come Papa ) Pregate per me. (Huffington Post, ). I miracoli ci sono, ma serve la preghiera! Una preghiera coraggiosa, che lotta, che persevera, non una preghiera di cortesia. (Twitter, 24 maggio 2013). Fin dal momento della sua elezione alla Cattedra di San Pietro, Papa Francesco nella commozione generale del momento, ha chiesto, e continua a chiedere con insistenza, preghiere per il difficile compito cui lo Spirito Santo lo ha chiamato come guida e Pastore della cristianità. Accogliendo l invito a pregare, un gruppo di persone della parrocchia Cuore Immacolato di Maria di Cuneo e Suor Irene ne hanno parlato con 9

10 Testimonianze il Parroco don Renzo, proponendo incontri di preghiera mensili rivolti a tutti coloro che lo desiderano. Gli incontri si effettuano nella cappellina della comunità delle suore di Regina Mundi sotto la loro guida; si inizia con l invocazione allo Spirito e la presentazione dell argomento su cui pregare in quella giornata e si prosegue con la recita del Santo Rosario e relativo commento ad ogni decina. Gli incontri si chiudono con la lettura di brani LA PERLA PREZIOSA Il 9 settembre 2013 si è ripreso il cammino del Biennio di spiritualità "Il nostro carisma, una perla preziosa per noi", iniziato lo scorso anno che aveva come obiettivo quello di conoscere meglio il carisma, riscoprirlo quale perla preziosa, per poterlo vivere in pienezza. Quest'anno, la tematica è stata approfondita a partire dal dono prezioso che Dio ha fatto a ciascuna di noi chiamandoci a vivere questo carisma, dono da vivere e da far passare, da rendere vitale per la crescita della Chiesa. È stato un cammino che ha attinto alla sorgente trinitaria ed eucaristica, fondamento della nostra spiritualità, roccia, per la sua solidità, radice per la capacità di estendersi all'intorno. Il percorso è stato impegnativo, ma compiuto alla luce dell amore e, le proposte molto valide di relatori e relatrici, sono state come zampilli di acqua che rinfresca, rasserena, ristora, dà vita. Don Paolo Scquizzato ci ha fatto gustare la sublimità dell amore fraterno: Dio è Padre ed è presente là dove vi sono dei figli che vivono la vera fraternità, quella che scaturisce dalla preghiera e dal perdono. Le riflessioni di Sr. Rosanna Gerbino hanno messo in evidenza l importanza di vivere quella modalità tipica che la consacrata nel Piccolo Disegno è chiamata ad incarnare nella storia a partire dal volto di Cristo annientato, affinché la pienezza di Dio e dei fratelli invada l esistenza. Ha sottolineato come, per vivere le virtù 10 tratti dall Evangelii Gaudium con possibilità, per ognuno, di esprimere le suggestioni che la lettura del documento ha suscitato e una preghiera Mariana di intercessione per Papa Francesco. Gli incontri, aperti a tutti, sono sempre ben partecipati. L iniziativa ha anche evidenziato l importanza della collaborazione tra la comunità delle suore molto accogliente e quella parrocchiale di cui tutti facciamo parte. Il gruppo di preghiera caratteristiche, occorra avere occhio sull Eucaristia, sulla Sacra Famiglia e sulla propria interiorità, perché solo così si può vivere quella continua gioia di spirito. Suor Patrizia Graziosi si è fermata all aspetto della quotidianità quale dinamismo che sa "rendere grandi le cose più piccole mediante un grande amore di Dio e la purezza di intenzione. Attingendo alle massime di p. Médaille ha spiegato come l annientamento sia un discendere come il seme che entra nella profondità della terra, marcisce, muore e germoglia. Una discesa per salire: più uno si svuota, più può riempirsi di Dio, ma occorre avere il coraggio di scendere come ha fatto Gesù, solo così si può portare altri alla vita. Don Gianni Ghiglione, intrattenendosi sulla spiritualità di S. Francesco di Sales, ha messo in rilievo la strada che ha percorso questo santo per giungere alle "alte vette": quella dell umiltà, della mitezza e della grande umanità. I pilastri della sua spiritualità sono stati: l'amicizia, l'abbandono alla volontà di Dio, la dolcezza e l'umiltà. La riflessione su questi punti è stata ampia, profonda, arricchita di esperienze

11 Testimonianze personali e molto concreta per cui sono emerse luci e ombre della vita quotidiana e comunitaria. "Tutto quello che noi facciamo riceve il suo valore dalla nostra conformità alla volontà di Dio". è una delle frasi più ricorrenti nelle lettere del Santo ed è la radicalità che p. Médaille indica quando ci parla di un cuore che cerca Dio solo. Il puro di cuore è colui che sta alla presenza del Signore, che tiene lo sguardo rivolto a Lui, che si lascia da Lui illuminare e diventa trasparenza di questa stessa luce. Anche sr. Enrica Moia, nella sua interessantissima e profonda relazione sulle sfumature delle nostre virtù caratteristiche", ha sottolineato la dolcezza del cuore che ci deve accompagnare, lungo strade spesso impervie e faticose, nella lotta e nel sacrificio. Ha ribadito, come dice p. Médaille, che sono l abbandono in Dio e la fiducia in Lui a donarci la pace del cuore. Nell'ultimo incontro del 25 novembre madre Petra Urietti ha trattato l'argomento Testimoni di Cristo, nel Piccolo Disegno, al mondo d'oggi. Attraverso bellissime immagini di "alte vette" coperte di neve, di ampi fiumi riflettenti l'azzurro del cielo, ha sintetizzato un tema particolarmente delicato che richiede una profonda riflessione. Nelle acque agitate di questo mondo, siamo chiamate ad essere un riflesso del volto di Dio, non altro! Non si tratta di consumare le nostre energie nel cercare mezzi e modalità per "realizzare" la Nuova Evangelizzazione. Il vero servizio che, come membri del Piccolo Disegno, possiamo dare alla Chiesa e al mondo, è quello di proporre ciò che è essenziale mediante uno stile di vita semplice, disponibile, aperto. Essere presenza silenziosa e nutriente con Cristo al centro di ogni opera e azione! Il Piccolo Disegno deve portare nel mondo d'oggi il profumo, il sapore, la sostanza del Pane Eucaristico! È stata questa un'immagine bellissima che ci ha stimolate e ci stimola a riorganizzare la nostra vita attorno all'eucaristia, per essere creature ADORANTI, sempre, in qualunque luogo e non solo davanti al Tabernacolo! Penso che ciascuna di noi, dopo incontri così densi e ricchi di stimoli, conservi nel cuore il vivo desiderio di continuare ad alimentare la vita quotidiana di questa spiritualità, affinché pensieri, azioni, progetti abbiano la "forma del Pane", il Volto di Dio! Suor Maria Angelica Ceresa L AMORE FEDELE - Incontro con Sara e Marco Manfredi di Carrù 15/02/2014 Vogliamo condividere con voi alcuni sentimenti provati ed alcune tematiche affrontate nell incontro del Gruppo Famiglie tenutosi alla Sorgente il 15 febbraio. Durante la preghiera iniziale ci è stata donata la possibilità di rinnovare come coppia le promesse nuziali e di scambiarci di nuovo gli anelli. Marco e Sara ci hanno poi parlato dell amore fedele facendoci ripercorrere le nostre storie di fidanzati, e poi di sposi e famiglie. Ad ogni stagione corrisponde una brocca come quella della samaritana al pozzo e in essa sono contenuti i doni, le capacità e le ricchezze spirituali che ciascuno di noi ha messo a disposizione dell altro. Con il matrimonio c è pure una brocca speciale che rappresenta l unione della nostra coppia e i suoi doni che non sono la somma dei due ma qualcosa di ancora diverso e prezioso di cui possono beneficiare coloro che incontrano i coniugi. È importante fare memoria di queste brocche! Dobbiamo avere cura di far si che il nostro pozzo non resti mai asciutto, adempiendo alla nostra vocazione di coppie cristiane che è la gioia. Il nostro amore non si deve mai accontentare, occorre far fruttare i nostri talenti e aprirci continuamente agli altri con l aiuto di Gesù che considera questo amore prezioso e che ci invita a curarlo non solo come coppia ma anche come Chiesa. Alcuni membri del gruppo 11

12 Notizie ITALIA... dalle NOSTRE COMUNITÀ La Vita Consacrata: un dono di Dio Le persone consacrate sono segno di Dio nei diversi ambienti di vita, sono lievito per la crescita di una società più giusta e fraterna, sono profezia di condivisione con i piccoli e i poveri. Così intesa e vissuta, la vita consacrata ci appare proprio come essa è realmente: è un dono di Dio, un dono di Dio alla Chiesa, un dono di Dio al suo Popolo! Ogni persona consacrata è un dono per il Popolo di Dio in cammino. (papa Francesco) Così si esprime il Papa. Personalmente, nella mia realtà, cerco di essere questo dono nella visita ai malati e nei gruppi di catechesi per gli adulti. Una presenza attenta, premurosa, che condivide gioie e dolori, ma soprattutto dedica molto tempo all ascolto. Oggi verrà la suora?. La tua presenza mi dà gioia. Ti chiedo un regalo grande: puoi venire a pregare il rosario con me?. Siete un dono di Dio. Ecco alcune espressioni della persone che incontro; veramente sono per loro un amica, una presenza di Dio che ama ed io mi sento felice di portare l Eucaristia e di far incontrare a tante persone il Signore buono e misericordioso. Ma pensiamo un po cosa succederebbe se non ci fossero le suore negli ospedali, le suore nelle missioni, le suore nelle scuole. Ma pensate una Chiesa senza le suore! Non si può pensare: esse sono questo dono, questo lievito che porta avanti il Popolo di Dio. Sono grandi queste donne che consacrano la loro vita a Dio, che portano avanti il messaggio di Gesù. (papa Francesco) Preghiamo perché tanti giovani rispondano 'sì' al Signore che li chiama a consacrarsi totalmente a Lui per un servizio disinteressato ai fratelli. Suor Maria Assunta Germanetto ARGENTINA Il Maestro è qui e ti chiama (Gv.11,28) 12 Dopo aver condiviso questi anni in comunità, desidero fare questo passo, desidero rimanere attenta alla chiamata del Maestro che è qui e mi chiama. Questa frase mi invita a stare attenta, con il cuore disponibile per andare incontro al Maestro. Questo testo parla di morte, di tristezza, ma io lo sento pieno di vita. Maria sente la tristezza della morte di suo fratello e l apparente assenza del suo Amico Gesù, ma quando sua sorella le sussurra all orecchio che il Maestro è fuori e la chia-

13 Notizie ma, lei si alza e va incontro a Lui in cerca di consolazione e del suo amore. Così anch io desidero andare verso Gesù per poterlo incontrare nella realtà in cui vivo, nella semplicità della vita quotidiana. Sento l invito a rimanere costantemente in ricerca dell incontro con il Grande Maestro che sempre si fa presente, che sempre cammina con me e desidero essere come Maria, testimone della Vita, della Risurrezione. Desidero lasciarmi sorprendere dal mistero di Gesù e lasciarmi trasformare in Lui liberamente e pienamente, coltivando in me la gioia, la semplicità per rimanere al fianco dei piccoli. Desidero vivere in me l umanità di Gesù, commuovermi come ha fatto Lui quando ha visto piangere Maria, coltivare in me la gioia e la tenerezza. Desidero celebrare la mia Prima Professione religiosa nella Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Cuneo, per continuare ad essere TUTTA DI DIO E DEL CARO PROSSI- MO, animata da Gesù che mi stimola a vivere con speranza e passione. Affido la mia vita a Gesù, Maria e Giuseppe con la certezza che sempre mi accompagnano e mi affido alla preghiera di ogni sorella in questo momento così significativo della mia vita. Santa Isabel Loose BRASILE UNA NOTTE DA NON DIMENTICARE Era quasi mezzanotte, ero sola in casa; il vicino batte alla porta: Sorella, Domingos chiede aiuto. Chi era l uomo che aveva bisogno di aiuto a quell ora? Era un ammalato di cancro, in fase terminale, che da mesi soffriva molto. Ma la richiesta di aiuto era in questi termini: Ho bisogno della visita di un sacerdote, di una suora o di un pastore evangelico, qualcuno che mi parli di Dio. La richiesta mi ha commossa e svegliata profondamente. Non potevo dire di no. Il sacerdote non c era per cui chiamai un ministro dell Eucaristia e in tre partimmo sulla rabeta, piccola barca a motore, per circa un ora di viaggio. La luna illuminava le acque e la nostra lanterna segnava i margini del fiume. Dentro di me i sentimenti si confondevano con la paura e diventavano preghiera perché la nostra visita diventasse veramente presenza di Gesù misericordioso. Che meraviglia quando siamo arrivati nella povera e piccola casetta lungo il fiume! Nella piccola cameretta era riunita la comunità cristiana, vicini e parenti in veglia. Incoraggiata dalla gente, abbiamo pregato, cantato, ascoltato la Parola, consolato Domingos che con un filo di voce pregava con noi. Prima di lasciare la famiglia, mi sono avvicinata al malato per salutarlo e gli ho chiesto: Come ti senti? Nessuna parola, solo un bel sorriso e una forte stretta di mano riconoscente. Verso le tre del mattino abbiamo ripreso il viaggio di ritorno, contenti per lo sforzo fatto e riflettendo sul valore della vita. Nel cuore della notte abbiamo portato Gesù a Domingos! Non sono le grandi cose che facciamo che ci rendono grandi, ma l amore che ci muove. P. Médaille ci ricorda che lo zelo sarà grande se grande è l amore. Lo Spirito ci illumini e ci guidi ad annunciare con gioia il Vangelo. Suor Teresita Valsania 13

14 Notizie UN NUOVO GERMOGLIO NEL PICCOLO DISEGNO IN BRASILE Marcia, una giovane che da tempo accompagna la vita delle suore di San Giuseppe di Cuneo presenti in Vila de Cava, periferia di Rio di Janeiro, e cerca di vivere nel suo quotidiano il carisma di Comunione, ha sentito che il Signore la chiamava a fare un passo più radicale nella sua vita. Infatti, dopo un lungo percorso come membro del gruppo dei laici del Piccolo Disegno e un periodo di accompagnamento spirituale e di intensa preghiera, ha chiesto alla nostra madre Generale di poter consacrare la sua vita come Laica. La sera dell 11 gennaio 2014, nella parrocchia di San Sebastiano in Vila de Cava, circondata da molti amici, dai responsabili della parrocchia, dal gruppo dei laici del Piccolo Disegno, dai ragazzi del catechismo, dalla sua famiglia e da tutta la Delegazione del Brasile, nelle mani di madre M. Nives, Marcia ha fatto li voto di castità e ha promesso di vivere la povertà e l obbedienza evangeliche per un anno. Nelle sue parole, al termine della celebrazione, Marcia ci ha trasmesso un po la sua storia di fede: Ho ricevuto il battesimo da adulta e mi ha accompagnato nel percorso di preparazione suor Anita che ricordo con molta stima. Sempre sono stata vicina alle suore, mi sentivo attratta dalla loro vita, ma non riuscivo a comprendere il sogno di Dio per me. Sono molto legata alla mia famiglia e il pensiero di vivere lontana non mi lasciava nella pace. Per questo quando mi è stata presentata questa forma di consacrazione di vita il mio cuore ha incontrato casa. Ti benedico Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai rivelato queste cose ai piccoli... (Mt.11,25). È questa la Parola di Dio che meglio manifesta il volto di chi è Marcia. Lei fa parte dei piccoli che il Signore sceglie per confondere i forti. Giovane sempre allegra anche se la sua salute la rende fragile, semplice e sempre disponibile, attenta alle piccole cose e grande nella condivisione di sè. Molto impegnata nella vita della sua parrocchia: catechista, ministro dell Eucaristia, membro della pastorale che visita gli ammalati, è molto attiva anche nella sua famiglia. Una persona che quando ti parla manifesta la bontà e la tenerezza del Signore e nel suo agire tesse reti di comunione. Per il gruppo delle suore della Delegazione del Brasile e per tutta la Congregazione è questo un grande dono del Signore e un forte stimolo a cercare sempre nuovi cammini, per continuare ad aiutare i giovani ad assumere con coraggio e responsabilità la propria vocazione. Le suore del Brasile AFRICA 14 CAMEROUN - In cammino verso la pace Andate incontro all altro con il dialogo, il perdono e la riconciliazione per costruire la pace, la giustizia e la speranza attorno a voi! : le parole di papa Francesco le abbiamo accolte come un appello e una sfida per noi e per le nostre comunità cristiane. In questi ultimi mesi ci siamo spesso interrogate sul come conciliare la scelta di continuare a vivere l amore evangelico mentre siamo assaliti dalla paura, a causa dell insicurezza che regna nella nostra zona, a seguito delle violenze perpetrate da alcuni individui appartenenti alla setta dei Boko Haram.

15 Notizie Abbiamo celebrato il Natale, in un clima di palese contraddizione; il messaggio di pace degli angeli sembrava una nota stonata. Attorno alla parrocchia erano schierati i militari per garantire la sicurezza; sono arrivata in Chiesa scortata da un poliziotto armato e all uscita la camionetta della polizia ci ha ricondotte a casa! I fatti sono stati diffusi anche dai mass media: la setta islamista dei Boko Haram, sorta nella vicina Nigeria, e il cui significato letterale dice che la 'civiltà occidentale è cattiva', ultimamente si è trasferita anche nel Nord Cameroun. Il suo scopo è distruggere le scuole e la cultura, diabolica manifestazione dell oppressione occidentale, e imporre ovunque la Charia, la stretta osservanza della loro interpretazione del Corano. Per questo, in Nigeria, assaltano scuole e villaggi e la gente, fugge dove può. Molti si sono rifugiati in Camerun, dopo aver perso case, terre e raccolti. La nostra diocesi, situata proprio alla frontiera, ha allestito due campi profughi e quasi tutti i villaggi accolgono i rifugiati. Il prezzo di questa solidarietà grande, ma le conseguenze le abbiamo subite sulla nostra pelle, perché purtroppo fra questi rifugiati si sono infiltrate altre persone non ben intenzionate che vogliono imporre qui il clima di violenza e di paura. Siccome ogni organizzazione richiede denaro e personale, questi Boko Haram hanno escogitato i rapimenti a scopo di estorsione, prima di due famiglie francesi e poi di un nostro missionario, sempre francese; per fortuna, entrambi a lieto fine. Ora stanno cercando proseliti, soprattutto fra i giovani, facilmente attirati dal denaro e dalla prospettiva di un qualche lavoro. Alla base, sappiamo, c è un grave problema sociale, lo afferma Mgr Egbebo, vicaire apostolique de Bomadi, in Nigéria: Boko Haram diventerebbero più deboli se la gente avesse la prospettiva di una vita decente. Qui regna una grande anarchia e una criminalità sfrenata». Lo stesso vale certamente per il Cameroun: è la rabbia di fronte alla povertà e all ingiustizia che spinge alcuni giovani verso il terrorismo e la ricerca di uno stato islamico - afferma Christian Aurenche, un prete francese che lavora qui da 40 anni: "Per questo la lotta contro la povertà e il rispetto dei diritti umani sono la base per garantire la sicurezza". Il terrorismo ha dunque radici profonde e non è riducibile a una questione religiosa, anche se sovente si nasconde dietro questa facciata. I veri responsabili sono coloro che utilizzano il malessere dei giovani sotto la copertura infame della religione per farne dei rapaci pronti a uccidere. Ma non per questo si può dire che si tratta di una guerra religiosa. Di qui l altra nostra grande sfida del momento per il nostro cammino verso la pace : il dialogo vero e costruttivo tra credenti. In Diocesi, da parecchie generazioni, una popolazione composta da gente molto diversa sul piano culturale e religioso, vive nella pace e nella concordia. Siamo perciò disgustati, - afferma il nostro vescovo, mons. Philippe Stevens, - nel vedere che alcuni individui cerchino di mettere in questione questa armonia nel nome di una pretesa volontà divina che camuffa la cupidigia e il desiderio di sopraffazione di alcuni individui sugli altri. Questo rimette in causa la motivazione della nostra presenza finalizzata a portare la gioia del Vangelo, come annuncio a ogni uomo nella sua realtà di figlio di Dio, chiamato quindi a vivere la fraternità. Insieme perciò, dobbiamo trovare le modalità per costruire la pace e combattere la barbarie del terrorismo. Molte autorità mussulmane hanno dimostrato solidarietà e condannato i rapimenti e gli atti violenti perpetrati in nome di Allah. Come cristiani, camminiamo seguendo Gesù via, verità e vita e principe della pace; se rimaniamo con Lui, riusciremo ad arginare la violenza e costruire la vera pace. Con l aiuto della preghiera e il sostegno fedele di tanti amici cerchiamo perciò di continuare la nostra missione, pur restando attenti e accorti ai segni e alle consegne delle autorità competenti. Un grazie cordiale e sincero a tutti. A nome delle nostre due comunità di Mora e di Salak, unita a suor Gabriella, suor Astrid, suor Marie, suor Eliane e suor Berthe, Suor Gemma Dalmasso 15

16 Notizie Nel convegno per la Vita consacrata che si è tenuto a Torino, il 22 febbraio 2014, Giovanni Dalpiaz, un benedettino camaldolese, ha detto: È osservando l insieme della cattolicità, cioè della Chiesa universale, che possiamo comprendere le profonde novità che rendono il presente un tempo di grazia, carico di speranza, attese, creatività. Ciò non è così evidente se ci limitiamo all orizzonte dell Italia e dell Europa, ma un anno fa fu eletto papa Francesco e tutti fummo obbligati ad alzare lo sguardo verso quei territori quasi alla fine del mondo che distrattamente consideriamo terra di missione Rapidamente, quasi all improvviso, ci siamo accorti di quanto in quest ultimo secolo sia cambiata la geografia della presenza ecclesiale, assumendo sempre di più un volto universale In Africa, in Asia, in America Latina la Chiesa è obbligata a confrontarsi con povertà, stridenti disuguaglianze sociali, assenza di protezione e sicurezza, paesi nei quali la narrazione biblica dell oppressione, dell esilio, della persecuzione, trova puntuale riscontro nel vissuto quotidiano È in questi 16 Con lo sguardo a orizzonti AMPI note dal viaggio nella REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO contesti che la Chiesa sta vivendo un tempo di creatività, di vitalità spirituale e di crescita. Nel nostro recente viaggio in Congo per visitare 5 delle nostre comunità di suore di San Giuseppe che vivono e operano nella zona della capitale Kinshasa, abbiamo potuto vedere alcuni segni di questa nuova vitalità che è presente nella Chiesa africana, nella vita religiosa in genere e anche nelle nostre comunità, pur in mezzo a tante difficoltà e contraddizioni che spesso rendono il quotidiano abbastanza pesante e complicato. È stato bello incontrare le giovani che sono nella nostra casa di formazione e dialogare con loro! Sono ragazze aperte e disinvolte, senza complessi e che provengono da varie parti del Congo, anche molto lontane dalla capitale, portando nella comunità la ricchezza della propria cultura come pure l esperienza del cammino, a volte anche lungo e combattuto, che ognuna ha dovuto fare per riuscire ad ottenere un diploma, orientarsi nella società e nel lavoro e poi per decidersi di farsi suore, una scelta

17 Notizie di vita che anche in Africa sta diventando una scelta contro corrente e tutt altro che scontata. Per alcune settimane abbiamo condiviso la quotidianità delle nostre comunità di Kimwenza, Selembao e Makala che si trovano nelle periferie della capitale, in quartieri disseminati su colline argillose che si stanno sgretolando a causa dell erosione, conseguenza di un disboscamento selvaggio e di piogge torrenziali. Le nostre sorelle condividono con la gente i disagi e la fatica di vivere in quartieri sovraffollati e difficili da raggiungere, dove sono di casa il degrado, l insicurezza, la violenza e la promiscuità. La presenza delle suore su quelle strade e nelle attività di quelle parrocchie, il loro servizio al dispensario, nelle scuole e nel centro di formazione per gli handicappati, situati proprio in quei quartieri popolari, sono segni di vita e di speranza, che rispondono alle esigenze della gente, nella prospettiva di contribuire alla costruzione di una convivenza più serena e di una società più coesa. Le nostre giovani suore che lavorano e insegnano nella scuola materna, nella scuola primaria e nel centro per handicappati scommettono ogni giorno sul valore dell educazione e della formazione dei giovani, anche di quelli più in difficoltà, e per questo impiegano il loro tempo e dedicano le loro migliori energie, con pazienza e creatività, perché i bambini che oggi cercano di educare possano essere nella società di domani persone capaci di relazioni positive e cittadini che hanno a cuore il bene comune e la crescita del paese. Abbiamo trascorso gli ultimi 15 giorni a Limete, dove si trova la comunità a cui fanno riferimento tutte le altre nostre comunità disseminate nei quartieri di Kinshasa oppure all interno del paese. Qui è il luogo dove si arriva e da dove si parte, la comunità che accoglie le sorelle quando devono andare da una comunità all altra, la comunità a cui tutte possono fare riferimento per acquistare nella capitale le cose che non si possono trovare nelle missioni o nelle zone interne del paese. È la comunità che si fa carico e provvede alle necessità di tutte le suore come pure delle scuole, dei dispensari e dei centri di formazione di cui ci occupiamo nelle varie parti del Congo. La presenza delle suore italiane in Congo è ormai molto piccola, ma è bello constatare come le nostre sorelle congolesi hanno saputo accogliere e attualizzare nell oggi l eredità spirituale e apostolica che le suore missionarie hanno lasciato! Sono loro che oggi cercano di rendere presenti nella loro vita e nei loro gesti lo spirito del Piccolo Disegno e si fanno carico di portare avanti, con senso di responsabilità e impegno, pur in mezzo a tante difficoltà e fatiche, la missione delle suore di suore di San Giuseppe in terra africana, lavorando per la promozione umana e spirituale del prossimo, ponendo attenzione alle persone più fragili e più in difficoltà e cercando, al tempo stesso, anche di provvedere al proprio sostentamento. Madre M. Nives e suor Lucia 17

18 18 Spazio Giovani INCONTRO GRUPPO GIOVANI di ROMBIOLO E di ORSIGLIADI CON SUOR MARIA ROSA PORRETTA ALCUNI GIOVANI RACCONTANO - Ho sentito dire che quando Dio chiama e noi rispondiamo alla sua chiamata, la nostra vita cambia, in primo piano verrà messa la sua volontà e non il nostro volere. Quando siamo avvolti da momenti bui e sentiamo sulle spalle un peso che ci schiaccia, basta volgere lo sguardo a LUI e vedremo tutto con un altra ottica. La storia della vocazione di suor Maria Rosa per noi giovani è stata la testimonianza di chi ha accolto Dio nella sua vita abbandonandosi al suo volere. Così rispose Gesù a Pietro: In Verità vi dico, non c è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, che non riceva molto di più.... È questo che testimonia suor M. Rosa lasciando la famiglia, il paese e tutti i suoi affetti più cari per seguire la via che Dio le ha rivelato. Il suo andare contro tutti per un Sì misterioso che, visto da una prospettiva razionale, sa di pazzia, ma che racchiude l essenza della fede cristiana. Il timore umano di scappare via; andare contro il padre e contro i principi della vita abitudinaria del proprio ambiente, spesso ha fermato molte persone, ma per lei non è stato così. Quello che ci ha trasmesso è che quando una persona si abbandona alla fede in Dio e la coltiva in modo speciale, riuscirà a portare la luce anche dove scendono le tenebre. Il suo abbandonarsi in Dio per lei si rivelò con una scelta giusta e che pian piano rese felici anche i suoi, ed è ciò che ci viene chiesto di fare nel Vangelo di Luca, "abbandonarsi alla Provvidenza". Questa testimonianza così profonda non poteva che concludersi con un canto che mette in risalto le scelte di chi, con umiltà, abbraccia il cambiamento che sta avvenendo nella sua vita, spogliandosi di tutte le paure e incertezze per mettersi al servizio del volere di RISONANZE DALLA CALABRIA Dio. Eccomi, Signor, vengo a te, mio Re, che si compia in me la tua volontà Come tu mi vuoi Grazie per averci regalato una profonda testimonianza! Maria Grazia - Come tu mi vuoi, io sarò. Dove tu mi vuoi, io andrò, così recita un noto canto religioso, ma è anche la filosofia di vita che ha accompagnato e che continua ad accompagnare sr. M. Rosa, la quale ha lasciato affetti e amici per seguire la sua vocazione o, come lei stessa ama definire, la chiamata di quell entità superiore e ancora sconosciuta ai suoi occhi. I temi trattati, le domande e le riflessioni condivise ci hanno fatto ricordare e rivivere la storia della vocazione di sr. M. Rosa caratterizzata da un inizio difficoltoso, ma anche da una piacevole scoperta che si è rivelata miniera preziosa per la sua esistenza, ovvero l amore per Cristo. Tenacia e forza d animo sono le parole chiave che emergono dalla sua testimonianza e le donano veridicità e serena saggezza; è il seme caduto in un buon terreno che porta frutto con perseveranza. A noi, che abbiamo avuto la fortuna di ascoltare e rivivere tutto questo, non rimane altro da dire se non GRAZIE!. Claudia - Dio ha un progetto ben preciso per ciascuno di noi. Da sempre sapeva che saresti diventata suora e tu hai risposto alla sua chiamata. Grazie all aiuto di Dio hai raggiunto 25 anni di Vita Consacrata. Come ci hai raccontato, intraprendere questo cammino di fede è stato sempre un tuo desiderio che è maturato fin dall adolescen-

19 Spazio Giovani za. La tua testimonianza è stata molto significativa, ci ha fatto capire che è bello spendere la vita per il Signore. All inizio tuo papà era contrario alla tua scelta e sperava che cambiassi idea, quando poi ha visto che non c era nulla da fare, si è rassegnato, ma non riusciva ancora a capire. Particolarmente significativo e forte deve essere stato l incontro e l abbraccio con tuo papà, quando è venuto a Cuneo per trovarti, questo per te è stato un grande segno; e come hai raccontato, da quel giorno lui ha capito la ragione della tua scelta. Ti ringraziamo per aver voluto condividere momenti della tua vita con noi e, quando vuoi ritornare per stare insieme a noi giovani, sei sempre la benvenuta. Sara - Suor Maria Rosa, una suora di San Giuseppe di Cuneo, ha dedicato a noi giovani una serata nella quale ha raccontato la sua vocazione e la sua esperienza, una volta cominciato il cammino con Gesù suo Sposo. Suor Maria Rosa ha parlato a noi con tono confidenziale e felice, soprattutto quando ricordava la sua vita nel paese di Rombiolo. Mentre parlava esponeva tutti gli avvenimenti che hanno segnato il suo percorso spirituale, i momenti di gioia e anche di difficoltà, superati però grazie all aiuto di Gesù e della preghiera. Per noi giovani è stato importante ascoltare la sua testimonianza, ci ha trasmesso la forza e l audacia nel seguire Gesù, sempre e dovunque, sia a scuola con i bambini che in parrocchia. È stato rassicurante per ognuno di noi sapere che anche lei, una suora, ha avuto momenti difficili che l hanno portata a scelte faticose; questo ci ha dato tanta forza e tanta speranza. L esperienza con suor Maria Rosa è stata una della tante vissute insieme al gruppo giovani. Il gruppo è nato dalla voglia di avvicinarci sempre di più a Dio, conoscere Gesù e condividere tutte le esperienze che ci possono portare a Lui. Il percorso di Catechesi guidato dal parroco don Raffaele, suor Rosanna e suor Elvira si alterna anche ad alcune attività a servizio della Comunità. In occasione del S. Natale abbiamo deciso di offrire la nostra compagnia agli ammalati e agli anziani che non possono più partecipare alle iniziative della parrocchia. Abbiamo portato un semplice pensiero, creato da noi stessi, per augurare loro un sereno Natale e un felice Anno Nuovo. È stato toccante cogliere in essi la sofferenza che provano a causa della malattia, ma è stato ancora più significativo vedere che un po di compagnia, una semplice stretta di mano e una preghiera detta insieme possono emozionarli e far tornare loro il sorriso. Una simile esperienza l abbiamo fatta alla Casa di Riposo del nostro paese. La suora che gestisce questa struttura ci ha invitati a entrare nella piccola cappella dove si ritrovano per pregare. Insieme abbiamo cantato una canzone al Bimbo Gesù affidandogli l incontro che avremmo avuto subito dopo. Nella sala dove le signore passano il tempo, chiacchierando e guardando la televisione, abbiamo incontrato le anziane e subito abbiamo avvertito in loro la gioia per la nostra visita. Ci siamo scambiati strette di mano, baci, abbracci, parole di conforto e d augurio. Noi giovani siamo molto grati per questo dono reciproco fatto di gesti semplici, di allegria, vissuto pregando e cantando insieme. Uscendo ci siamo ripromessi di fare queste azioni più spesso ed ecco subito l idea: organizzare una tombolata per i diversamente abili ed emarginati di Rombiolo. In fretta abbiamo organizzato un pomeriggio con tombolata, canti e panettone che è andato ben oltre l aspettativa. Con un po di musica natalizia, i ragazzi sono stati accolti da noi giovani che cercavamo di diffondere felicità e spensieratezza. È stato indimenticabile sentire le loro parole e osservare i loro occhi pieni di gratitudine mentre scorrevano i numeri della tombola, si scherzava e si affrontavano discorsi seri e toccanti. La cosa più emozionante è stata ascoltare le loro preghiere nelle quali affidavano i propri genitori e familiari, l intero mondo, gli anziani, gli ammalati, i bambini, le famiglie, i giovani alla Madonna e a Gesù. A conclusione dell incontro in un clima di gioia e di festa abbiamo condiviso dolci e bevande. Come gruppo collaboriamo anche con la consulta pastorale giovanile diocesana che si incontra ogni 15 giorni. Vi partecipano 5 di noi in rappresentanza della Parrocchia, per organizzare e preparare gli incontri diocesani per giovani, che si svolgono nelle varie zone, ai quali tutti cerchiamo di prendere parte. Sono esperienze che segnano il nostro cammino e danno a tutti noi giovani la forza di continuare a percorrere questa strada spinti dall amore e dal bene verso il prossimo. Monica 19

20 Spazio Giovani WEEK END 31 GENNAIO/2 FEBBRAIO 2014 A La Sorgente dal 31 gennaio al 2 febbraio, con un bel gruppo di giovani over 18, abbiamo vissuto un week end speciale... un week end con Gesù col desiderio di vivere "sulla stessa lunghezza d'onda" del Suo Cuore, dei Suoi Sentimenti e della Sua Parola e di imparare a scegliere secondo il Sogno di Dio... Sono stati di grande aiuto la condivisione di vita, le riflessioni, i momenti di silenzio e di preghiera, le testimonianze, il confronto sereno e profondo... Un grosso grazie a sr. Enrica Moia e alle novizie Cinzia e Valentina... Grazie di cuore! Sr Grazia Il Weekend è stato bellissimo ed è stato utile per imparare a guardare dentro il mio cuore. Tutte le persone presenti sono state una luce per me. Grazie di cuore a tutti. Enrico Scegliere secondo il cuore di Dio vuol dire camminare con fiducia nel nostro cammino di vita verso un progetto d amore che il Signore ha scelto per noi. Occorre però orientare la bussola della nostra vita verso il NORD di Gesù e camminare con fiducia verso la realizzazione del nostro sogno, con la certezza che il nostro Compagno di viaggio ci indicherà la strada da percorrere. Spesso siamo immersi nella quotidianità di impegni, lavoro, rumori e distrazioni, per questo dobbiamo fermarci un attimo, stare in silenzio e ascoltare Gesù che ci parla attraverso la Sua Parola. Mi è piaciuto molto il simbolo-chiave, la bussola, scelto per l incontro e il significato ad esso attribuito: puntare l ago verso il Nord che è Gesù, fidarci e affidarci al Signore, la nostra Bussola Speciale da tenere stretta vicina a noi. Francesca LA NOSTRA VITA: UN PROGETTO! Il weekend alla Sorgente questa volta era incentrato sul DISCERNIMENTO: Sulla stessa lunghezza d'onda! Ho avuto insieme ad altri giovani la fortuna di poter ascoltare la lectio di suor Enrica, da Torino DALLA SORGENTE - CUNEO e le testimonianze di due ragazze, novizie. È stato per me un weekend eccezionale, non solo per la splendida compagnia delle sisters, i momenti di allegria e convivialità, ma per tutto quello che ho vissuto nel profondo tra contrastanti mozioni, sensazioni. Mettermi a nudo, così come sono, di fronte a Gesù è stato straordinario, avevo proprio bisogno di leggere dentro di me, di capire realmente e magari, perché no, di rispondere alle domande: cosa sto sentendo? Cosa penso? Cosa succede nel mio cuore? Vivere il silenzio, facendo silenzio, è stato importante per cercare di ascoltare il Signore, che parla, che chiama per nome, con pazienza, perseverando, non stancandosi mai, aspettando, accompagnandoti sempre nelle tue scelte e soprattutto nella scelta più importante: la TUA vocazione! Riflettere sulla vocazione non è così scontato e semplice, richiede un cammino, una voglia di ricerca costante accompagnata dall'incessante preghiera e lettura della Parola. Suor Enrica ha fatto notare l importanza di avere una guida spirituale che ti accompagna, che ti fa scorgere magari qualche luce. Le testimonianze delle due ragazze novizie mi hanno colpito particolarmente. Il mio cuore si è mosso e commosso e anche un po' inquietato, ma vedevo nei loro occhi una gioia, una pace, una serenità tali che veramente ho capito quanto sia importante ricercare quest'ultime in Dio, nella propria vocazione, perché Dio è con noi sempre e ci dà la grande opportunità di trovare e vivere nella gioia piena, nella pace e serenità piena già qui, sulla terra! Straordinario! Le due novizie hanno raccontato la loro voca-

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