QUADERNI DEL DIPARTIMENTO DI ECONOMIA PUBBLICA E TERRITORIALE. n. 1/2002. Giorgio Panella

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "QUADERNI DEL DIPARTIMENTO DI ECONOMIA PUBBLICA E TERRITORIALE. n. 1/2002. Giorgio Panella"

Transcript

1 QUADERNI DEL DIPARTIMENTO DI ECONOMIA PUBBLICA E TERRITORIALE n. 1/2002 Giorgio Panella L ISTRUZIONE SUPERIORE: I PRESTITI PER IL MANTENIMENTO DEGLI STUDENTI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PAVIA 1

2 QUADERNI DEL DIPARTIMENTO DI ECONOMIA PUBBLICA E TERRITORIALE n. 1/2002 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PAVIA Giorgio Panella L ISTRUZIONE SUPERIORE: I PRESTITI PER IL MANTENIMENTO DEGLI STUDENTI Abstract La rapida espansione dell istruzione universitaria e le crescenti difficoltà della finanza pubblica hanno indotto a rivedere in molti paesi le politiche di spesa nei confronti dei sistemi universitari. Le nuove scelte sono state prevalentemente rivolte ad aumentare l efficienza, cercando così di liberare risorse, e a diversificare le fonti di finanziamento, facendo maggiore affidamento su altri soggetti e, in primo luogo, sui diretti beneficiari dell istruzione superiore. Il maggiore coinvolgimento degli studenti al finanziamento dell istruzione superiore, oltre ad essere imposto da vincoli di bilancio, si fonda su ragioni di equità e di efficienza. Una maggiore compartecipazione al costo dei servizi educativi produce un uso più efficiente delle risorse pubbliche e private, e aumenta l equità del sistema che attualmente si rivolge prevalentemente ad una élite di studenti con prospettive future di reddito ben più elevate di quelle medie. L analisi che qui viene presentata fa quindi riferimento agli obiettivi che ispirano l intervento pubblico nel settore dell istruzione universitaria (efficienza ed equità), e si concentra principalmente sugli strumenti attraverso i quali questo tipo di intervento può essere realizzato, in particolare sui prestiti per il diritto allo studio. Nell esaminare la possibilità di attivare anche in Italia un sistema di prestiti si è fatto riferimento sia alle esperienze già ampiamente maturate in alcuni paesi stranieri sia a quella più recente e limitata di qualche ateneo italiano. Il riferimento ai paesi esteri non vuole costituire una rassegna comparativa, ma piuttosto un riferimento a realtà dalle quali può essere tratto qualche suggerimento per ripensare le politiche di sostegno agli studenti in Italia. Dall analisi riguardante la situazione italiana emerge come il sistema dei prestiti, ovvero i prestiti d onore previsti dall art. 16 della legge n.390/1991, costituisca uno strumento quasi del tutto inutilizzato a causa, da un lato della scarsa disponibilità degli istituti di credito nel concedere i prestiti, e dall altro dal limitato ricorso ad essi da parte degli studenti, che dimostrano una scarsa propensione a cogliere queste opportunità di finanziamento dei loro studi. Va anche detto, però, che manca la dovuta pubblicizzazione dello strumento del prestito, anche quando sia attivato. 2

3 INDICE Cap.1 L intervento pubblico nel settore dell istruzione universitaria L istruzione come formazione di capitale umano e come meccanismo di selezione Le motivazioni dell intervento pubblico Gli strumenti di intervento dell operatore pubblico Alcuni effetti dell intervento pubblico. Cap. 2 Il finanziamento dei costi di mantenimento all istruzione Borse di studio versus prestiti I prestiti condizionati (income contingent) 2.3. L imposta sul laureato (graduate tax) 2.4. Borse di studio, prestiti o imposta sul laureato. Cap. 3 Per un sistema di prestiti Premessa I prestiti per il mantenimento allo studio nelle realtà estere I prestiti d onore in Italia: esperienze a confronto Proposte per il rilancio del sistema dei prestiti Alcune considerazioni conclusive. Bibliografia 3

4 Capitolo 1 L INTERVENTO PUBBLICO NEL SETTORE DELL ISTRUZIONE UNIVERSITARIA L istruzione come formazione di capitale umano e come meccanismo di selezione. Ai fini dell analisi della spesa pubblica per l istruzione e delle possibilità di migliorarne l efficienza è utile prendere in considerazione la natura del «bene» istruzione, per poi passare in rassegna le principali cause che giustificano l intervento pubblico. L istruzione viene considerata contemporaneamente un bene di consumo e un bene di investimento. E un bene di consumo, perché fornisce utilità diretta agli individui; ed è un bene di investimento, in quanto suscettibile di migliorare i redditi futuri degli individui che investono in istruzione. In relazione a quest ultima connotazione, nell affrontare il problema dell istruzione e la quantità ottimale di istruzione, di solito si fa riferimento alla teoria del capitale umano che ha assunto un ruolo centrale nella riflessione teorica e nella ricerca empirica, soprattutto con i lavori di Becker (1964; 1975) e Schultz (1961). Il capitale umano consiste nell insieme delle capacità e delle conoscenze produttive incorporate negli individui, in quanto soggetti capaci di produrre reddito all interno del sistema economico (Blaug, 1976). Questa impostazione non è sempre comunemente accettata; esiste infatti anche una teoria alternativa in base alla quale una delle funzioni principali dell istruzione è data dall identificazione delle capacità degli individui per cui il sistema scolastico viene visto come un meccanismo di segnalazione e selezione (screening device) che individua gli individui più capaci rispetto a quelli meno dotati (Johnes, 1993; Riley, 1975; Stiglitz, 1975; Spence, 1973; Arrow, 1973). Tale teoria fa riferimento a due modelli distinti. In base al primo, detto di segnalazione, i datori di lavoro ricorrerebbero al livello di istruzione per identificare i soggetti più produttivi, per cui l istruzione fungerebbe da segnale agli imprenditori sulla produttività dei lavoratori (Spence, 1973). In base ad un secondo modello, detto di selezione, dovendo attribuire delle mansioni ai lavoratori il livello di istruzione può essere utilizzato come mezzo di selezione per attribuire tali mansioni fra i lavoratori (Arrow, 1973). I due modelli coincidono, segnalazione come selezione, nel caso si debba attribuire una sola mansione. Ritornando alla teoria del capitale umano, essa parte dall assunto che l istruzione e la formazione professionale costituiscono un investimento nelle conoscenze e nelle capacità 4

5 produttive dell individuo, in modo analogo a quanto avviene per il processo di investimento nel capitale fisico. In base all interpretazione classica, a fronte dello stock di capitale umano di cui dispongono gli individui, essi ottengono un flusso di redditi (che ne rappresenta la remunerazione) che è in rapporto con le spese di acquisizione che hanno consentito di accumularlo nel tempo. In un ottica di lungo periodo che si estende all intera vita degli individui i soggetti investono sulla base di un calcolo razionale consistente nel confrontare i costi e i benefici dell investimento. I costi sono rappresentati sia dalle spese dirette di formazione (tasse universitarie) sia dai mancati guadagni che la frequenza ai corsi comporta, mentre i benefici sono costituiti dalle remunerazioni, pecuniarie e non pecuniarie, che la disponibilità del capitale umano consentirà di ottenere. Sotto questo punto di vista quando un soggetto rinuncia al tempo libero dedicando il suo impegno allo studio, effettua implicitamente un atto di investimento, in cui confronta i costi espliciti, quali le tasse di iscrizione e l acquisto di libri, nonché il costo opportunità relativo al mancato guadagno lavorativo, con i relativi benefici (monetari e non) che potrà ottenere in futuro mediante l accumulo di capitale umano. Nel decidere il livello di istruzione desiderato gli individui massimizzeranno il proprio benessere eguagliando il costo marginale dell istruzione (compreso il costo opportunità rappresentato dai redditi cui essi rinunciano proseguendo negli studi) con l incremento di reddito che potranno ottenere nel futuro. Il soggetto continuerà ad investire in istruzione quanto più bassi saranno i costi e quanto più alti saranno i benefici ad essa associati. Ad esempio, un aumento della disoccupazione giovanile, riducendo il costo opportunità della formazione in termini di salari non guadagnati, si tradurrà in un aumento della domanda di istruzione. L accumulazione di capitale umano ha come effetto di rendere la popolazione più produttiva e più facilmente impiegabile e da ciò si comprende il perché questo tipo di capitale rappresenti una delle componenti centrali dello sviluppo economico. Varie analisi hanno infatti messo in evidenza un legame forte tra livelli di istruzione e crescita economica. Ad esempio, è stato dimostrato che nell ambito dei paesi industrializzati l istruzione costituisce un fattore determinante della crescita mentre l influenza del capitale fisico risulta trascurabile (O Neill, 1992). Nella nuova contabilità della ricchezza nazionale adottata di recente dalla Banca mondiale emerge quindi il ruolo determinante svolto dalle risorse umane nel quadro del cosiddetto sviluppo sostenibile (World Bank, 1995). Le dinamiche del capitale umano sono legate al cambiamento di paradigma tecnologico-produttivo, avvenuto con la crisi del 5

6 modello di produzione di massa e la crescita parallela dei modelli post-fordisti, che si caratterizzano per la presenza di una specializzazione flessibile, di una produzione più snella e integrata e di qualità totale. I processi di dematerializzazione dell attività produttiva, l economia della conoscenza e l information society in senso lato (R&S, servizi informativi, servizi privati e pubblici alle persone) hanno comportato una centralità del capitale umano, nel senso che la conoscenza incorporata negli individui rappresenta una risorsa sempre più importante nel determinare la qualità dei sistemi economici e sociali contemporanei. La richiesta pertanto di un capitale umano sempre più sofisticato e, di conseguenza, la necessità di disporre di risorse adeguate per migliorarlo. Il capitale umano può essere accumulato nel tempo attraverso varie attività anche se, in particolare, l istruzione scolastica e la formazione professionale sono considerate come le più importanti forme di investimento in capitale umano. E per questo che occorre aumentare e migliorare l efficienza delle risorse nel settore dell istruzione. Il problema è che, essendo l istruzione considerata come un bene di investimento la quantità di tale bene risulta, in genere, sottodimensionata rispetto a quella ritenuta ottimale: il singolo individuo, nel determinare il livello di istruzione, tiene conto solo dei vantaggi privati della sua scelta di investimento e ciò conduce ad una situazione inefficiente da un punto di vista sociale. Può quindi rivelarsi opportuno un intervento pubblico che attui misure di sostegno all istruzione, anche se altre soluzioni sono teoricamente possibili, in modo da raggiungere una situazione migliore di efficienza (Praussello, Marenco, 1996) Le motivazioni dell intervento pubblico. Anche se dal punto di vista economico l istruzione non può essere considerata un bene pubblico in quanto non presenta caratteristiche di non rivalità nel consumo e di non escludibilità dal lato dell offerta, il mercato nel produrre tale bene è soggetto a fallimenti di varia natura che fanno si che la quantità fornita dal mercato non sia ottimale: esternalità, insufficienze di informazione, problemi di equità, ecc. Esternalità - L istruzione causa degli effetti esterni positivi che determinano una divergenza tra benefici privati (che vanno a vantaggio dello studente) e benefici sociali (che vanno a favore dell intera collettività) e, a causa di tale divergenza, il consumo di istruzione rimane inferiore a quello ritenuto efficiente. 6

7 Gli effetti esterni possono agire sia dal lato della produzione, una forza lavoro più qualificata migliora la produttività del sistema, sia dal lato del consumo, una popolazione istruita rende più ricca e piacevole la vita sociale. In relazione a tali effetti è stato tuttavia osservato che quando si passa da livelli di istruzione inferiori a quelli superiori divengono sempre meno rilevanti i motivi che giustificano un consumo obbligatorio del servizio e, quindi, assume maggiore importanza la libera decisione del cittadino di farne uso come un vero e proprio investimento in capitale umano. La giustificazione dell intervento pubblico in relazione alle effetti esterni positivi nel settore dell istruzione universitaria sembra dunque suscitare qualche perplessità (Stiglitz, 1989). L imperfezione del mercato dei capitali La causa di fallimento del mercato che giustifica l intervento pubblico nel settore dell istruzione superiore che può essere ritenuta più rilevante riguarda l imperfezione dei mercati dei capitali. Abbiamo visto in precedenza che poiché la domanda di istruzione superiore acquista la natura non solo di bene di consumo ma anche di investimento, in base a questa ottica il livello di istruzione può essere visto come il risultato di una scelta ottimizzante intertemporale: lo studente rinuncia ad un beneficio attuale (il salario) sopportando dei costi (l indebitamento) per ottenere benefici futuri più elevati (Arrow, 1973). Se il mercato dei capitali fosse perfetto, coloro per i quali l istruzione risultasse vantaggiosa, tale cioè da produrre un rendimento maggiore del costo, avrebbero incentivo ad indebitarsi per finanziare i loro studi. Chi non possiede risorse per finanziare l investimento può ricorrere al credito. Tale processo è però rischioso, in quanto non è a priori possibile definire il grado di successo dell operazione che si configura, per qualche aspetto, come un attività imprenditoriale. Il problema è che i mercati finanziari sono lungi dall essere perfetti; per la presenza di incertezza, rischio e carenze informative è difficile per un soggetto privo di mezzi ottenere credito sul mercato per finanziare la propria formazione. Inoltre, i rendimenti attesi della formazione non sono affatto certi. In questa situazione soggetti fortemente avversi al rischio saranno indotti a investire in misura subottimale in capitale umano. Equità Una ulteriore giustificazione per l intervento pubblico a sostegno dell istruzione origina quindi da preoccupazioni di carattere distributivo. Lo Stato mira a garantire a tutti i cittadini un livello di reddito reale, indipendente dal valore di mercato del soggetto; tale scopo viene raggiunto tramite l offerta pubblica di alcuni servizi (tra cui l istruzione superiore), volta ad assicurare uno standard qualitativo omogeneo che eviti la 7

8 formazione di segmentazioni causate dalle differenti disponibilità finanziarie dei singoli individui, con le conseguenti ripercussioni in termini di mobilità sociale. L intervento redistributivo realizzato dallo Stato tramite l erogazione diretta dell istruzione universitaria e un ricorso sempre più ampio alla fiscalità generale, è stato tuttavia oggetto di numerose critiche che hanno messo in luce le debolezze di tale sistema, sia in termini di efficienza del servizio, sia in base a considerazioni riguardanti la concreta realizzazione degli obiettivi redistributivi Gli strumenti di intervento dell operatore pubblico. In relazione all istruzione universitaria le principali motivazioni per l intervento pubblico si basano dunque prevalentemente sull esistenza di imperfezioni nei mercati dei capitali e su considerazioni di equità. Lo Stato interviene sia in veste di produttore sia in veste di finanziatore utilizzando vari strumenti. In entrambi i casi in questi ultimi anni in molti paesi, fra i quali anche l Italia, si sono avute varie proposte tendenti a ridimensionarne il ruolo e ad introdurre anche nel settore dell istruzione meccanismi concorrenziali volti a migliorarne l efficienza (maggiore autonomia delle università, riforma del sistema di finanziamento, aumento delle tasse universitarie, ecc.). Le proposte di riforma delle spese per il diritto allo studio, di cui ci occuperemo di seguito, rientrano appunto nel ridimensionamento dello Stato in quanto finanziatore. Lo strumento principale su cui si basa l intervento pubblico, oltre alle imposte con cui vengono finanziati i trasferimenti alle università, è la tassa di iscrizione all università a carico degli studenti; essa normalmente è inferiore ai costi dei servizi didattici erogati. La differenza tra costo medio e tassa è a carico del bilancio pubblico e quindi dell intera collettività; pertanto, l uso delle tasse permette agli studenti di ottenere un sussidio pubblico, indipendentemente dalle proprie condizioni economiche e dalle proprie capacità. In aggiunta al sussidio generalizzato, implicito nelle tasse universitarie, si hanno varie prestazioni selettive, costituite principalmente dalle dispense delle tasse, dalle borse di studio, dai prestiti, e da altri interventi in natura. Tali interventi, che analizzeremo di seguito, hanno soprattutto lo scopo di favorire l accesso agli studi ai meritevoli ancorché privi di mezzi. 8

9 Borse di studio Le borse di studio (L.2 dicembre 1991 n.390) rappresentano delle forme di sostegno concesse agli studenti per le quali non è previsto il rimborso; esse vengono assegnate sulla base della necessità finanziaria e del merito. L ammontare delle borse di studio è in genere inadeguato a coprire i costi di mantenimento agli studi. Il problema potrebbe essere risolto adeguandone l importo ai costi dell istruzione; tuttavia questa soluzione comporterebbe un impegno finanziario pubblico notevole e, quindi, una limitazione del numero dei beneficiari. Molti paesi, e fra questi anche l Italia, hanno previsto la possibilità di affiancare alle borse di studio un sistema di prestiti, ma tale soluzione ha avuto scarso successo, sia perché l operatore pubblico non ha ancora maturato una forte convinzione nei confronti di quest ultimo strumento sia perché per gli studenti i prestiti comportano un onere rappresentato dal rimborso dilazionato. La scelta da parte dell operatore pubblico a favore delle borse di studio si giustificava con il basso saggio di partecipazione all istruzione superiore, ma con l università di massa, il sistema delle borse di studio ha comportato per le istituzioni pubbliche un onere finanziario sempre crescente. Per contro l ammontare delle borse di studio, differenziato in base alla residenza degli studenti, risultava insufficiente a coprire i costi di mantenimento degli studenti nonostante l art. 7 del Dpcm del 13 aprile 1994 (Uniformità di trattamento per il diritto allo studio universitario) stabilisca che «la definizione dell importo delle borse di studio persegue l obiettivo della copertura delle spese di mantenimento sostenute dagli studenti nelle diverse sedi». Prestiti d onore - Sempre la legge n. 390/1991 all art. 16 prevede inoltre la possibilità di ricorrere a dei prestiti d onore: «Agli studenti in possesso dei requisiti di merito e di reddito individuati ai sensi dell articolo 4, comma 1, lettera a), possono essere concessi dalle aziende ed istituti di credito, anche in deroga a disposizioni di legge e di statuto, prestiti d onore destinati a sopperire alle esigenze di ordine economico connesse alla frequenza degli studi». Il prestito viene definito «d onore» nel senso che proprio l insufficienza o l assenza di un patrimonio e di un reddito del debitore, il cui investimento in istruzione appare rischioso, giustifica l intervento pubblico, per ovviare ad un tipico fallimento del mercato dei capitali. «Il prestito d onore è rimborsato ratealmente, senza interessi, dopo il completamento o la definitiva interruzione degli studi e non prima dell inizio di un attività di lavoro dipendente o autonomo. La rata di rimborso del prestito non può superare il 20 per cento del reddito 9

10 del beneficiario. Decorsi comunque cinque anni dal completamento o dalla interruzione degli studi, il beneficiario che non abbia iniziato alcuna attività lavorativa è tenuto al rimborso del prestito e, limitatamente al periodo successivo al completamento o alla definitiva interruzione degli studi, alla corresponsione degli interessi al tasso legale». «Le regioni a statuto ordinario disciplinano le modalità per la concessione dei prestiti d onore e, nei limiti degli appositi stanziamenti di bilancio, provvedono alla concessione di garanzie sussidiarie sugli stessi e alla corresponsione degli interessi, sulla base di criteri definiti con decreto del Ministero del Tesoro di concerto con il Ministro, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le provincie autonome. Le convenzioni che in materia le regioni stipulano con aziende e istituti di credito devono disciplinare: a) i termini di erogazione rateale del prestito in relazione all inizio dei corsi e ai livelli di profitto; b) le penali a carico dell azienda o dell istituto di credito per il ritardo nell erogazione delle rate del prestito». Anche lo Stato darà il suo contributo al sistema dei prestiti, mediante l istituzione presso il Ministero dell Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica (Murst) di un «Fondo di intervento integrativo per la concessione dei prestiti d onore». Altri strumenti - Oltre ai prestiti d onore, assegni e borse di studio, vengono concessi altri tipi di aiuti finanziari, quali contributi per l alloggio, per l acquisto di libri e per la preparazione di tesi di laurea, fondi per viaggi e corsi di studio in Italia e all estero, premi di incoraggiamento, sussidi straordinari, tariffe preferenziali sui mezzi di trasporto ed esenzioni da tasse e contributi Nonostante i vari strumenti utilizzati per perseguire le finalità proprie dell operatore pubblico, di fatto, quello principale è il sussidio che, come già detto, viene elargito poiché la tassa di iscrizione risulta notevolmente inferiore ai costi dell istruzione. Poca rilevanza è stata data a strumenti alternativi quali i prestiti d onore che, come si vedrà in seguito, seppure previsti dalla legge n.390/1991, rimangono ancora uno strumento largamente inutilizzato. In estrema sintesi si può affermare che, in Italia, il sostegno all istruzione assume soprattutto la forma di interventi rivolti alla generalità degli studenti e le prestazioni erogate in base a criteri selettivi rispetto al reddito dei beneficiari, che dovrebbero essere lo strumento principale, hanno uno spazio modesto. 10

11 1.4. Alcuni effetti dell intervento pubblico. L attuale sistema di finanziamento dell istruzione superiore è stato ripetutamente oggetto di critiche sia dal lato dell equità sia da quello dell efficienza. Gli indicatori che più frequentemente vengono portati a testimonianza dell inefficienza sono il basso rapporto docenti/studenti, l elevata percentuale di abbandoni e di ritardi nel compimento degli studi e cioè il basso rapporto laureati/iscritti e, in generale, gli effetti distributivi della spesa per l istruzione e l inefficienza della spesa per il diritto allo studio. Effetti sulla distribuzione del reddito Poiché a pagare il costo reale dell istruzione sarebbero in misura prevalente categorie di reddito che non utilizzano necessariamente i servizi del sistema istruzione, la tesi secondo cui l intervento dell operatore pubblico condurrebbe a una distribuzione del reddito (medio) maggiormente egualitaria è messa in discussione. I maggiori beneficiari dei sussidi sarebbero gli appartenenti alle classi agiate e ciò perché chi frequenta l università ha mediamente un reddito maggiore rispetto a quello della popolazione, pertanto il sostegno finanziario all istruzione verrebbe a costituire un sussidio a favore degli studenti più ricchi (Hansen, Weisbrod, 1969; Pechman, 1970; Radner, Miller, 1970; Hight e Pollock, 1973; Peltzmann, 1973; McGuire, 1976; Bishop, 1977; Blaug, 1982; Johnson, 1984; Fernandez, Rogerson, 1995; Creedy, 1995). In realtà, i più ricchi pagano maggiori imposte per cui l effetto che ne risulta non è sempre favorevole alla tesi citata in precedenza. Infatti, anche se sembra prevalere la tesi che la spesa pubblica avvantaggia gli strati sociali con reddito medio alto, le analisi riguardanti gli effetti distributivi danno risultati spesso contrastanti; ciò è dovuto alle ipotesi adottate e alle metodologie utilizzate. L analisi dell impatto distributivo delle singole voci di spesa pubblica è molto complessa a causa delle difficoltà metodologiche che essa comporta. Il problema principale sorge nel mettere a confronto la distribuzione della spesa per un particolare programma con la distribuzione del relativo prelievo fiscale, poiché in assenza di imposte con una destinazione specifica è impossibile dire quali realmente finanzino un determinato programma di spesa; inoltre, le risorse destinate a tale finanziamento possono venire tanto dal sistema tributario quanto dal debito pubblico. Anche in Italia sono state effettuate varie analisi riguardanti gli effetti distributivi della spesa per l istruzione superiore e quasi tutte sembrano concordare sulla regressività dell attuale sistema di finanziamento delle Università (Casarosa, 1977; Cerea, 1977; Martinotti, 1992; Catalano et al, 1993). 11

12 Vale comunque la pena sottolineare una ulteriore questione che interessa gli studi sull impatto redistributivo dei vari programmi di spesa pubblica: la maggior parte delle analisi sull argomento sono svolte in un contesto di equilibrio parziale nelle quali viene assunto che le uniche conseguenze dell introduzione del programma di spesa considerato siano i cambiamenti immediatamente conseguenti al programma di spesa stesso. In queste analisi si ipotizza, cioè, che il programma di spesa non abbia alcun effetto sui comportamenti degli individui coinvolti e, di conseguenza, sull equilibrio generale dell economia. In particolare, l impatto redistributivo è in genere valutato semplicemente sommando al reddito dell individuo interessato la quota di spesa pubblica di cui è beneficiario; viene dunque assunto che non ci sia nessun cambiamento nell utilizzo del servizio in conseguenza della presenza della spesa pubblica e nessun cambiamento nel reddito pre-benefit dell individuo, nessun cambiamento nel suo consumo di altri beni e servizi, e nessun cambiamento nella sua offerta di lavoro o nelle sue decisioni di risparmio. Queste ipotesi semplificatrici costituiscono un limite alla piena comprensione degli effetti distributivi di un determinato programma di spesa. Inefficienza della spesa per il diritto allo studio Quanto all efficienza della spesa per l istruzione si ritiene che la scolarizzazione di massa a livello universitario abbia portato ad un rilevante calo della produttività del servizio formativo. L alta percentuale di abbandoni e l elevato numero dei fuori corso rappresentano un aggravio di costo e una riduzione di rendimento che rende meno proficuo l impiego delle risorse. A testimonianza del progressivo peggioramento del funzionamento delle università sotto il profilo dell efficienza viene portato il basso rapporto laureati/iscritti: se infatti si considera il numero di laureati, si osserva che la crescita, che pur si è registrata negli anni di maggiore espansione del sistema universitario, non ha tenuto il passo con l aumento delle iscrizioni. Sull efficienza del sistema universitario influiscono le forme di finanziamento utilizzate e, in particolare, le forme di incentivazione degli studenti. L elevato contenuto di sovvenzioni, implicito nell accesso all istruzione superiore e il ricorso a forme di aiuto poco selettive si sono tradotte in uno spreco di risorse. L orientamento che di conseguenza è emerso non solo a livello internazionale ma anche in Italia è di spostare una parte dell onere sulla generalità degli studenti, sia attraverso un aumento delle tasse universitarie sia mediante strumenti di aiuto a basso contenuto di sovvenzione, e di concentrare in misura maggiore la spesa pubblica sugli studenti bisognosi. 12

13 Nell attuale situazione della finanza pubblica italiana una crescita del finanziamento statale al sistema universitario appare però improbabile e potrebbe avvenire solo, nel rispetto del vincolo di bilancio, attraverso una riallocazione funzionale delle risorse. In quasi tutti i paesi la nuova filosofia è quella di ridurre l onere a carico della fiscalità generale, trasferendone una parte crescente sugli studenti e le loro famiglie. In particolare, pur nell articolazione delle politiche in atto, sembra manifestarsi una convergenza verso forme miste di sostegno, caratterizzate dalla contemporanea presenza di borse e di prestiti. La premessa per definire l intervento dell operatore pubblico è data dalla definizione dei costi dell istruzione. Il sostegno agli studenti, sia mediante borse di studio sia attraverso prestiti, dovrebbe coprire interamente i costi dell istruzione, perché se l obiettivo è che lo studente privo di mezzi frequenti gli studi superiori con elevate probabilità di successo, questi deve disporre delle risorse necessarie per studiare senza problemi. Per definire in modo corretto le politiche per il diritto allo studio occorre perciò valutare prioritariamente i costi dell istruzione e, in particolare, quelli di mantenimento allo studio. Si ricorda infatti che il costo complessivo dell istruzione universitaria si compone di tre elementi: - il costo per la produzione dei servizi didattici; - il costo di mantenimento degli studenti; - il mancato reddito degli studenti (al netto delle spese di mantenimento che verrebbero comunque sostenute anche se gli studenti non fossero iscritti all Università). Difficoltà di valutazione si hanno per la valutazione di tali costi, soprattutto per quelli riguardanti il mancato reddito degli studenti. La valutazione di questo elemento di costo (il costo opportunità relativo al reddito potenziale derivante alle attività lavorative alternative che gli studenti avrebbero potuto intraprendere durante gli anni di studio), di natura indiretta, presenta numerose difficoltà; risulta infatti difficile determinare il livello di un adeguato salario-opportunità e, anche quando si riuscisse a determinarlo bisognerebbe tener conto dell effetto sul livello dei salari di un massiccio aumento dell offerta di lavoro, che sarebbe causato dall entrata nel mercato del lavoro di tutti i giovani che invece scelgono di frequentare l Università. Da alcune indagini svolte in alcuni paesi dell area comunitaria viene comunque evidenziato che è il costo di mantenimento degli studenti, costituito dal vitto e alloggio e dal costo delle attività sportive e culturali degli studenti, a rappresentare la parte più rilevante delle spese complessive per l istruzione, superando mediamente l importo di quello per i servizi didattici. La stima di tali costi risulta importante poiché è sulla base di 13

14 questi costi che dovrebbero essere determinati gli aiuti pubblici agli studenti in disagiate condizioni economiche (I.Re.R, 1996). 14

15 Capitolo 2 Il FINANZIAMENTO DEI COSTI DI MANTENIMENTO ALL ISTRUZIONE Borse di studio versus prestiti. L intervento pubblico volto a favorire il diritto allo studio ha dunque assunto varie forme: concessione di sussidi, gratuità delle tasse di iscrizione, crediti, compensi agli studenti per lavori part-time, agevolazioni fiscali agli studenti, agevolazioni in natura, agevolazioni alle famiglie, tariffe politiche, ecc. I vari interventi, che riguardano sia il costo dell istruzione sopportato dagli studenti sia il costo di mantenimento all istruzione, vengono posti in essere da vari enti ma, per quanto riguarda il diritto allo studio, sono soprattutto le Regioni mediante gli enti per il diritto allo studio. Recentemente, a causa della riduzione della spesa pubblica e dell inefficienza degli interventi effettuati, varie sono state le ipotesi di riforma volte a modificare la forma dell intervento pubblico e soprattutto a ridurlo. In particolare, uno dei problemi più dibattuti nel settore dell istruzione superiore riguarda le spese di mantenimento degli studenti, e se il sostegno agli studenti universitari debba essere dato nella forma di prestiti o in quella di borse di studio. Le borse di studio vengono concesse agli studenti per fare fronte alle spese di sostentamento; il beneficiario non è tenuto alla restituzione dell importo della borsa. Tale sistema ha avuto, in linea generale, come risultato un consumo eccessivo di istruzione superiore. Infatti, abbiamo visto in precedenza che nell ambito della teoria del capitale umano, gli studenti nel decidere se restare più a lungo all interno del sistema universitario, confrontano il proprio incremento di benessere e il reddito futuro con i costi aggiuntivi che devono sopportare. Poiché, anche in virtù dei sussidi, tali costi risultano inferiori a quelli sostenuti dalla collettività alcuni studenti saranno indotti a continuare gli studi anche qualora il beneficio aggiuntivo risulti inferiore al costo marginale sociale. In realtà, si sostiene che le inefficienze derivanti dall eccessivo consumo di istruzione siano minime in quanto il sistema scolastico tenderebbe ad allontanare chi non è in grado di trarre beneficio dall istruzione. Rimane il fatto che, in genere, si ritiene che il sistema delle borse di studio non sia in grado di raggiungere gli obiettivi che l operatore pubblico si era dato; le politiche pubbliche basate sulle borse di studio, hanno di fatto concorso al 15

16 sostentamento di studenti che avrebbero conseguito gli stessi risultati anche in assenza di sussidio. Il ricorso al sistema dei prestiti permetterebbe di fare fronte a buona parte delle critiche avanzate nei confronti delle borse di studio. Con il sistema dei prestiti gli studenti in possesso di determinati requisiti possono ottenere, su domanda, un sostegno finanziario durante il periodo degli studi. Alla fine degli studi e, in alcuni casi anche durante, l ammontare del prestito deve essere restituito. Il periodo di restituzione può essere più o meno lungo. Secondo alcuni schemi la restituzione del prestito può essere ritardata (o anche annullata con conseguente remissione del debito) qualora il reddito futuro del debitore risulti insufficiente, mentre altri schemi escludono questa eventualità. Vi è inoltre la possibilità che l onere della restituzione del prestito venga correlato al rendimento accademico dello studente, in modo da premiare coloro che hanno dimostrato un maggiore impegno negli studi (Darvish-Lecker, Kahana, 1990). Le ragioni apportate a sostegno del sistema dei prestiti sono di diversa natura, riguardanti sia gli effetti distributivi che l efficienza. Da un punto di vista distributivo i fautori dei prestiti sostengono che essi rappresentano uno strumento più equo rispetto alle borse di studio, perché consentono di far gravare in misura maggiore i costi dell istruzione sui diretti beneficiari; tramite i prestiti si eviterebbe il trasferimento di risorse dall insieme dei contribuenti, che sono in media più poveri, agli studenti universitari, provenienti generalmente da famiglie benestanti e, comunque, destinati a fare parte delle classi più agiate della popolazione. Attraverso i prestiti verrebbero inoltre aumentate le possibilità di accesso all istruzione superiore, in quanto, a parità di spesa pubblica, essi consentirebbero di assistere un numero più elevato di studenti rispetto ad un sistema di aiuti in forma di borse di studio. Anche agli studenti privi di mezzi verrebbe permesso di mantenersi agli studi posticipando il pagamento delle spese ad un momento successivo, in cui si presume il reddito sarà più elevato per cui, di fatto, la restituzione del prestito verrebbe a configurarsi come un imposta post-laurea. In relazione alle opportunità di accesso, gli oppositori dei prestiti sostengono tuttavia che i potenziali studenti sono più incoraggiati ad intraprendere gli studi universitari sotto un sistema di grants rispetto a quanto lo siano con il sistema alternativo dei prestiti; in particolare, risulterebbero penalizzati soprattutto gli studenti più disagiati che, meno degli altri, sarebbero disposti ad accollarsi un debito con il rischio di non essere in grado di 16

17 ripagarlo (maggiore avversione al rischio dovuta al fatto di non poter fare affidamento sul sostegno dei genitori in caso di bisogno). Inoltre, un programma di prestiti non sovvenzionati allontanerebbe gli studenti più disagiati dai livelli superiori di istruzione poiché vi è pur sempre il rischio che l investimento in istruzione non renda in termini di un salario futuro più elevato; se tale rischio si realizzasse gli studenti in condizioni economiche disagiate si troverebbero a dover restituire il considerevole prestito ricevuto. Quanto all efficienza, in genere, si sostiene che i prestiti responsabilizzino gli studenti più dei grants nel momento della valutazione delle proprie intenzioni e capacità e incentivino gli studenti ad una gestione efficiente del tempo (gli studenti sarebbero incentivati a non interrompere gli studi, ed in particolare a non prolungarli eccessivamente perché a tale comportamento corrisponderebbe un maggior indebitamento) e a scegliere i corsi che comportano nel futuro attività meglio retribuite (questo perché gli studenti cercherebbero di ottimizzare la loro capacità attesa di ripagare il prestito). In relazione a quest ultimo aspetto viene tuttavia asserito che, se è vero che i prestiti incentivano gli studenti a scegliere le professioni meglio retribuite, è anche vero che ciò costituisce un limite alla libera realizzazione dell individuo, in quanto non consentirebbero di operare, a differenza di quanto avviene con un sistema di borse di studio, delle scelte svincolate dalla prospettiva reddituale e più legate alla vocazione personale. Il prestito, a differenza della borsa di studio, si configura comunque come una opzione lasciata allo studente e non quindi come un diritto; ciò consente un esame delle condizioni di accesso più informale e mirato; esso implica una maggiore responsabilizzazione del soggetto richiedente e induce ad una maggiore congruenza tra bisogni e finanziamenti richiesti. Se gli individui potessero indebitarsi per finanziare la propria istruzione e, nel contempo, dovessero pagarne interamente il costo essi, confrontando i costi e i benefici, prenderebbero decisioni efficienti. Gli studenti di elevate capacità, ma in disagiate condizioni economiche, sarebbero così in grado di frequentare l università, al pari degli studenti in condizioni economiche agiate. Secondo questo punto di vista il problema consiste quindi nella possibilità di indebitamento da parte degli studenti e un programma pubblico di prestiti sarebbe la soluzione giusta del problema poiché incentiverebbe l efficienza economica (Stiglitz, 1989). I prestiti porterebbero gli studenti a domandare un ammontare di risorse commisurato alle loro effettive necessità finanziarie, evitando fenomeni perversi, possibili con sistemi di borse di studio, quali l iscrizione all università per il solo motivo di ottenere un reddito per un anno. In realtà, i sostenitori dei grants sostengono che i sistemi di prestito aumentano il 17

18 rischio di spreco delle risorse in termini di dropouts in quanto gli studenti, nel timore di non avere successo negli studi e, di conseguenza, di non riuscire a ripagare il debito, sono soggetti a maggiori pressioni verso l abbandono degli studi universitari. Un argomento portato a favore dei prestiti e che riguarda l onere sopportato dall amministrazione pubblica è costituito dalla possibilità che hanno di ridurre il carico finanziario rappresentato dai sussidi pubblici all istruzione superiore. Dal punto di vista del risparmio di risorse pubbliche gli oppositori dei prestiti mettono fortemente in dubbio che esso possa essere realizzato con tale strumento. I costi sostenuti per amministrare i sistemi di prestito sarebbero infatti molto elevati e, soprattutto, molto più alti dei costi amministrativi di un sistema di grants; contrariamente alle borse di studio, che richiedono un unica operazione per gli organi amministrativi, i prestiti comportano il coinvolgimento degli organi amministrativi per tutto il periodo che va dall erogazione al completamento del rimborso. Il fenomeno dell insolvenza farebbe inoltre aumentare il costo dei prestiti e potrebbe rappresentare un incentivo per le agenzie erogatrici a concedere prestiti soltanto agli studenti che forniscono adeguate garanzie (gli studenti provenienti da famiglie benestanti), riducendo così la possibilità degli studenti più poveri di ricevere assistenza. Per di più, qualsiasi tentativo di rendere i programmi più articolati, in modo da andare incontro alle esigenze dei più bisognosi comporterebbe ulteriori aumenti nei costi di gestione. In realtà, come si vedrà di seguito, dall esperienza maturata a livello nazionale, anche se limitata, emerge come il problema dell evasione sia del tutto trascurabile e i costi amministrativi, non risultino rilevanti. Inoltre, uno dei vantaggi non trascurabili delle politiche di sostegno fondate esclusivamente o, in buona parte, sullo strumento dei prestiti è dato dal fatto che l analisi dei costi di mantenimento rappresenta un aspetto pressoché trascurabile. Uno degli argomenti a favore dei prestiti è proprio la sua maggiore flessibilità, «poiché una volta definito un ammontare massimo adeguato (tendenzialmente superiore alle necessità presunte) è lo studente stesso a domandare l importo che valuta necessario, in relazione al suo stile di vita ed alle sue effettive esigenze di bilancio. In questo senso il prestito rende meno drammatico il problema della valutazione sia dello stato di bisogno che del merito del beneficiario. Allo stesso modo il prestito incentiva all autoselezione affidando la valutazione delle capacità in misura maggiore ai diretti interessati. Tali aspetti positivi possono però essere pregiudicati dall eccessivo peso del rimborso (tempi ristretti, tassi poco agevolati), portando alla richiesta di importi inferiori al necessario o addirittura ad un processo di autoesclusione» (IReR, 1996, p ). 18

19 Il prestito rende dunque meno pressante il problema della valutazione dei costi di mantenimento, perché affida allo studente stesso la valutazione dei suoi bisogni, rende anche meno drammatico il problema della valutazione del reddito familiare. Lo studente che ha mezzi finanziari propri, ancorché non risultanti dalla dichiarazione dei redditi, ha certamente meno incentivi a chiedere un prestito che una borsa di studio (I.Re.R, 1996). In base a quanto osservato, più che a due soluzioni alternative, sembra dunque che le due soluzioni, quella delle borse di studio e quella dei prestiti, possano essere complementari (Woodhall, 1978). Va comunque osservato che alcuni dei limiti dei prestiti ai quali si è fatto ora riferimento sono stati superati attraverso l adozione di nuovi strumenti per il sostegno agli studenti rappresentati dai prestiti income-contingent e dalla graduate tax di cui ci occuperemo di seguito. Riassumendo, le principali argomentazioni contro i prestiti e quindi a favore delle borse di studio sono le seguenti: - essi scoraggiano gli studenti più poveri (che presentano una maggiore avversione al rischio) e quindi hanno minore efficacia nella equalizzazione delle opportunità educative; - disincentivano la scelta dei corsi di studio lunghi; - non comportano un effettivo risparmio per il bilancio pubblico a causa degli elevati costi amministrativi e soprattutto delle insolvenze. Per contro, gli argomenti a favore dei prestiti e quindi a sfavore delle borse di studio sono i seguenti: - a parità di costo per il bilancio, è possibile assistere un numero più elevato di studenti; - sono più equi perché consentono di fare gravare in misura maggiore i costi dell istruzione sui diretti beneficiari; - sono più flessibili delle borse di studio poiché inducono lo studente a domandare l ammontare che valuta necessario in relazione al suo stile di vita e alle sue effettive esigenze di bilancio; - responsabilizzano maggiormente gli studenti nel momento in cui debbono valutare le loro intenzioni e capacità, li incentivano ad una gestione efficiente del tempo di studio e a scegliere le professioni più domandate dal mercato. 19

20 2.2. I prestiti condizionati (income contingent). L idea dei prestiti condizionati al reddito o income-contingent fu avanzata verso la fine degli anni 50, ma ha trovato diffusa applicazione soltanto in anni recenti. La peculiarità di questo tipo di prestiti è che il rimborso è connesso al reddito futuro degli studenti, nel senso che essi si impegnano, in cambio dell assistenza durante gli anni di studio, a versare in futuro una certa percentuale del loro reddito ogni anno, finché il debito non è estinto (Barr, Crawford, 1998). Il rimborso viene ad essere strettamente connesso con la capacità di pagare dello studente. Le modalità di rimborso prevedono infatti delle rate di ammortamento di importo variabile, in quanto commisurate al reddito dell individuo secondo aliquote che possono essere costanti o progressive (può essere previsto anche che per gli individui con un reddito inferiore ad una soglia minima di esenzione il rimborso venga sospeso). Il piano di ammortamento ha quindi una durata variabile, che può coprire anche tutto l arco della vita lavorativa. Il tempo necessario per ripagare il debito non è fisso ma dipende dal profilo reddituale dell individuo; in alcuni programmi è concesso, a chi lo desideri, di estinguere anticipatamente il debito. Inoltre, è generalmente previsto che dopo una certa età il debito non ancora ripagato venga comunque cancellato. I vantaggi di un sistema di prestiti così strutturato sono facilmente immaginabili: essi consentono, anche ai soggetti con un grado elevato di avversione al rischio ( ad esempio gli studenti provenienti da famiglie meno abbienti), di superare i timori di una eventuale incapacità di ripagare il debito; per qualsiasi ragione lo studente paventi un reddito modesto (come risultato di un cattivo investimento in capitale umano o di una scelta consapevole di una professione sottoremunerata dal mercato o della congiuntura economica sfavorevole) non si avrà un disincentivo all indebitamento, e neanche una forzatura nella scelta del corso degli studi. Inoltre, si pensa che il tasso di insolvenza, sia minore rispetto, ad esempio, ai prestiti commerciali, grazie all elemento di assicurazione contro l eventualità di bassi profili reddituali in essi implicito. I prestiti condizionati al reddito possono prevedere una componente mutualistica, di sostegno fra gli studenti della stessa generazione: i laureati con un reddito più alto di quello medio restituiscono più di quanto hanno preso, mentre l opposto si verifica per quelli con un reddito più basso. Questi prestiti potrebbero originare dei problemi di selezione avversa e ciò perché gli studenti, che ritenessero di avere delle prospettive reddituali peggiori, 20

È la laurea un buon investimento?

È la laurea un buon investimento? È la laurea un buon investimento? di Alberto Bisin e Andrea Moro Le tasse universitarie sono aumentate considerevolmente negli ultimi anni. Ciononostante, laurearsi rimane ancora un ottimo investimento.

Dettagli

1 Il prestito d onore è stato introdotto tra le forme di sostegno al diritto allo studio dalla legge

1 Il prestito d onore è stato introdotto tra le forme di sostegno al diritto allo studio dalla legge CONCLUSIONI Al termine dell analisi, realizzata in questa tesi, delle principali offerte di prestito agli studenti, da parte del settore pubblico (Enti Regionali al Diritto allo Studio Universitario) e

Dettagli

C 188/6 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 11.8.2009

C 188/6 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 11.8.2009 C 188/6 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 11.8.2009 Comunicazione della Commissione Criteri per l'analisi della compatibilità degli aiuti di stato a favore dei lavoratori svantaggiati e disabili soggetti

Dettagli

Dispensa n. 2 Le cause del fallimento del mercato: quale intervento pubblico?

Dispensa n. 2 Le cause del fallimento del mercato: quale intervento pubblico? Davide Natale Dispensa n. 2 Le cause del fallimento del mercato: quale intervento pubblico? 1) Perché il mercato fallisce? Il mercato fallisce prevalentemente a causa della presenza di tre fenomeni, che

Dettagli

Capitolo primo IL FINANZIAMENTO PUBBLICO DELL ISTRUZIONE: LE RAGIONI ECONOMICHE

Capitolo primo IL FINANZIAMENTO PUBBLICO DELL ISTRUZIONE: LE RAGIONI ECONOMICHE Capitolo primo IL FINANZIAMENTO PUBBLICO DELL ISTRUZIONE: LE RAGIONI ECONOMICHE L istruzione è un servizio complesso, nel quale l intervento pubblico è tradizionalmente ampio in tutti i paesi. In Italia,

Dettagli

L 261/178 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea

L 261/178 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 261/178 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea 13.10.2003 i requisiti di contabilizzazione e valutazione per i rimborsi nei paragrafi 104A, 128 e 129 e le relative informazioni integrative nei paragrafi

Dettagli

L ISTRUZIONE: ASPETTI TEORICI

L ISTRUZIONE: ASPETTI TEORICI Lezione 9.1 L ISTRUZIONE: ASPETTI TEORICI SdW SISTEMI DI WELFARE (P. Silvestri, 2014-15) 1 CONTENUTO DELLA LEZIONE Natura del servizio Ragioni dell intervento pubblico nella spesa per istruzione Modelli

Dettagli

Monday, October 1, 12 ECONOMIA DELL ISTRUZIONE

Monday, October 1, 12 ECONOMIA DELL ISTRUZIONE ECONOMIA DELL ISTRUZIONE Obiettivi Analizzare la natura economica del bene istruzione; Individuare le caratteristiche della sua produzione e del relativo mercato ; Analizzare le ragioni e le modalità dell

Dettagli

Capitolo 20: Scelta Intertemporale

Capitolo 20: Scelta Intertemporale Capitolo 20: Scelta Intertemporale 20.1: Introduzione Gli elementi di teoria economica trattati finora possono essere applicati a vari contesti. Tra questi, due rivestono particolare importanza: la scelta

Dettagli

Dimensioni ed effetti della spesa pubblica

Dimensioni ed effetti della spesa pubblica MODULO 2 - La spesa pubblica LE DIMENSIONI DELLA SPESA PUBBLICA L insieme dei mezzi monetari che lo Stato e gli altri enti pubblici erogano per il raggiungimento dei fini di pubblico interesse costituisce

Dettagli

LA SPESA PER L ISTRUZIONE

LA SPESA PER L ISTRUZIONE NTENUTO DELLA LEZIONE LA SPESA PER L ISTRUZIONE Natura del servizio Ragioni dell intervento pubblico nella spesa per istruzione Modelli di organizzazione del servizio L istruzione in Italia L istruzione

Dettagli

Prestiti per studenti condizionati al reddito: Finanza pericolosa o gioco a somma positiva?

Prestiti per studenti condizionati al reddito: Finanza pericolosa o gioco a somma positiva? Prestiti per studenti condizionati al reddito: Finanza pericolosa o gioco a somma positiva? Andrea Ichino università di bologna Daniele Terlizzese eief e banca d italia 29 febbraio 2012 1 Gli obiettivi

Dettagli

6 IL RUOLO DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO

6 IL RUOLO DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO 6 IL RUOLO DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO Nel comprendere le strategie formative adottate dalle grandi imprese assume una particolare rilevanza esaminare come si distribuiscano le spese complessivamente sostenute

Dettagli

STATO E RIDISTRIBUZIONE DELLE RISORSE

STATO E RIDISTRIBUZIONE DELLE RISORSE STATO E RIDISTRIBUZIONE DELLE RISORSE CORSO DI LAUREA IN SERVIZIO SOCIALE, FACOLTÁ DI SOCIOLOGIA A.A. 2008-2009 ANNA TEMPIA 6 LEZIONE CENNI AL DECENTRAMENTO FISCALE (PARTE SECONDA) BIBLIOGRAFIA: P. Bosi

Dettagli

PRODUZIONE E CRESCITA

PRODUZIONE E CRESCITA Università degli studi di MACERATA ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA A.A. 2012/2013 PRODUZIONE E CRESCITA Fabio CLEMENTI E-mail: fabio.clementi@unimc.it Web: http://docenti.unimc.it/docenti/fabio-clementi

Dettagli

Capitolo 23: Scelta in condizioni di incertezza

Capitolo 23: Scelta in condizioni di incertezza Capitolo 23: Scelta in condizioni di incertezza 23.1: Introduzione In questo capitolo studiamo la scelta ottima del consumatore in condizioni di incertezza, vale a dire in situazioni tali che il consumatore

Dettagli

DOMANDE di RIEPILOGO

DOMANDE di RIEPILOGO DOMANDE di RIEPILOGO UNITA A - ANALISI ECONOMICA DELL IMPRESA Lez 3 Aspetti organizzativi dell impresa Natura e forme istituzionali Quali sono le caratteristiche dell impresa come istituzione gerarchica

Dettagli

LA SPESA PER L ISTRUZIONE. Scienza delle finanze - Lezione 11

LA SPESA PER L ISTRUZIONE. Scienza delle finanze - Lezione 11 LA SPESA PER L ISTRUZIONE Scienza delle finanze - Lezione 11 CONTENUTO DELLA LEZIONE Natura del servizio Ragioni dell intervento pubblico nella spesa per istruzione Modelli di organizzazione del servizio

Dettagli

Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole

Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole XIII Commissione Agricoltura Indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole Giorgio Gobbi Servizio Studi di struttura economica e finanziaria della Banca d Italia Camera dei Deputati

Dettagli

La politica dell entrata

La politica dell entrata La politica dell entrata Le entrate dello Stato si classificano in: 1.Entrate tributarie: rappresentano la parte più consistente delle entrate statali e sono costituite da: Imposte=sono prelievi obbligatori

Dettagli

Economia delle Istituzioni

Economia delle Istituzioni Economia delle Istituzioni LEZIONE 5 Federico Biagi federico.biagi@unipd.it L ISTRUZIONE 1 Contenuto della lezione Natura del servizio Ragioni dell intervento pubblico nella spesa per istruzione Modelli

Dettagli

CORSO DI POLITICA ECONOMICA PER L INNOVAZIONE FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA

CORSO DI POLITICA ECONOMICA PER L INNOVAZIONE FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA FACOLTÀ DI ECONOMIA R.GOODWIN UNIVERSITÀ DI SIENA PROF.SSA MARIA ALESSANDRA ROSSI ALESSANDRA.ROSSI@UNISI.IT Il problema dell investimento innovativo SCHEMA DELLA LEZIONE Cosa si intende per investimento

Dettagli

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO Gli effetti di una profonda trasformazione 1 LA TRASFORMAZIONE DEL SISTEMA BANCARIO TENDENZE DI FONDO DELLO SCENARIO MACROECONOMICO LA RISPOSTA DELLE BANCHE Progresso tecnologico

Dettagli

Scienza delle Finanze Finanziamento in disavanzo

Scienza delle Finanze Finanziamento in disavanzo Scienza delle Finanze Finanziamento in disavanzo Romilda Rizzo Scienza delle finanze 1 Il debito pubblico Evoluzione del debito pubblico in Italia; Natura del debito pubblico e suo ruolo in un economia

Dettagli

I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione

I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione Premessa Obiettivo di questo breve documento è fornire una contributo in vista dell incontro dell 8 luglio; a tale

Dettagli

Selezione avversa, screening e segnalazione

Selezione avversa, screening e segnalazione Selezione avversa, screening e segnalazione Il modello principale agente è uno strumento fondamentale per analizzare le relazioni economiche caratterizzate da problemi di asimmetrie informative un primo

Dettagli

L ECONOMICITÀ AZIENDALE

L ECONOMICITÀ AZIENDALE L ECONOMICITÀ AZIENDALE IMPRESA tende alla sopravvivenza (autonoma) nel tempo 1 a condizione: Equilibrio economico Risorse consumo (utilizzazione) Collocamento l azienda deve conseguire in volume di ricavi

Dettagli

Il rapporto fra finanziamento e qualità delle prestazioni nelle ASL e nelle aziende ospedaliere. A cura di Michele Borgia

Il rapporto fra finanziamento e qualità delle prestazioni nelle ASL e nelle aziende ospedaliere. A cura di Michele Borgia Il rapporto fra finanziamento e qualità delle prestazioni nelle ASL e nelle aziende ospedaliere A cura di Michele Borgia Struttura dell intervento I. Caratteristiche originarie e carenze : II. Istituzioni

Dettagli

Beni pubblici e beni privati forniti dal settore pubblico

Beni pubblici e beni privati forniti dal settore pubblico Beni pubblici e beni privati forniti dal settore pubblico Obiettivi delle prossime due lezioni Che cosa distingue i beni pubblici, tipicamente forniti dal settore pubblico, dai beni forniti dal mercato?

Dettagli

RELAZIONE AL PROGETTO DI LEGGE DI RIFORMA DELLA LEGGE SUL DIRITTO ALLO STUDIO

RELAZIONE AL PROGETTO DI LEGGE DI RIFORMA DELLA LEGGE SUL DIRITTO ALLO STUDIO RELAZIONE AL PROGETTO DI LEGGE DI RIFORMA DELLA LEGGE SUL DIRITTO ALLO STUDIO Ecc.mi Capitani Reggenti, On.li Membri del Consiglio Grande e Generale Con il provvedimento che sottoponiamo al Consiglio Grande

Dettagli

Dividendi e valore delle azioni

Dividendi e valore delle azioni Dividendi e valore delle azioni La teoria economica sostiene che in ultima analisi il valore delle azioni dipende esclusivamente dal flusso scontato di dividendi attesi. Formalmente: V = E t=0 1 ( ) t

Dettagli

Ripensare le pensioni fra passato, presente e futuro

Ripensare le pensioni fra passato, presente e futuro 1 Ripensare le pensioni fra passato, presente e futuro LE PROPOSTE DELLA CISL per un sistema pensionistico equo e sostenibile LA CISL CONTRATTA, UNISCE, PROPONE 1 2 1. La flessibilità in uscita: restituire

Dettagli

CAP. 2. PERCHE LO STATO INTERVIENE NEL MERCATO DELL ISTRUZIONE?

CAP. 2. PERCHE LO STATO INTERVIENE NEL MERCATO DELL ISTRUZIONE? CAP. 2. PERCHE LO STATO INTERVIENE NEL MERCATO DELL ISTRUZIONE? In questo capitolo cercheremo di illustrare le ragioni per cui lo Stato interviene nel mercato dell istruzione e le forme di intervento a

Dettagli

Perchè abbiamo promosso questa raccolta di firme.

Perchè abbiamo promosso questa raccolta di firme. A seguito della riunione del 18 Giugno 2008 delle segreterie dei Circoli di lavoro del PD era in fase di predisposizione il modulo per la raccolta delle firme. Prendendo atto con grande soddisfazione della

Dettagli

Politiche Sanitarie Comparate Lezione 2

Politiche Sanitarie Comparate Lezione 2 Politiche Sanitarie Comparate Lezione 2 Stefano Neri Corso di Laurea in Servizio Sociale 2009/10 Università degli Studi di Milano Bicocca I sistemi sanitari tra mercato e intervento pubblico Tutti i sistemi

Dettagli

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia Nel corso degli ultimi trent anni il sistema previdenziale italiano è stato interessato da riforme strutturali finalizzate: al progressivo controllo della spesa pubblica per pensioni, che stava assumendo

Dettagli

I mercati assicurativi

I mercati assicurativi I mercati NB: Questi lucidi presentano solo parzialmente gli argomenti trattati ttati in classe. In particolare non contengono i modelli economici per i quali si rinvia direttamente al libro di testo e

Dettagli

MODI DI FINANZIAMENTO DELL ECONOMIA

MODI DI FINANZIAMENTO DELL ECONOMIA MODI DI FINANZIAMENTO DELL ECONOMIA 1 OPERATORI FINANZIARI ATTIVI E PASSIVI Gli operatori finanziari possono essere divisi in quattro gruppi: Le famiglie; Le imprese; La pubblica amministrazione; il resto

Dettagli

PARTE SECONDA La gestione aziendale

PARTE SECONDA La gestione aziendale PARTE SECONDA La gestione aziendale Di cosa parleremo In questo capitolo analizzeremo le diverse operazioni della gestione, che si distinguono in fatti esterni o di scambio e fatti interni o di produzione

Dettagli

QUANTO COSTA STUDIARE IN ITALIA?

QUANTO COSTA STUDIARE IN ITALIA? CARTELLA STAMPA Presentata a Roma un indagine promossa dal Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario su La valutazione del costo degli studi universitari in Italia QUANTO COSTA STUDIARE

Dettagli

IRPEF: concetti teorici

IRPEF: concetti teorici Anno Accademico 2008-2009 Struttura della lezione La scelta dell unitá impositiva Tassazione individuale e familiare pura Quoziente familiare e Tassazione individuale con deduzioni e detrazioni per carichi

Dettagli

Anno Accademico 2009/2010 II semestre. Luca Savino

Anno Accademico 2009/2010 II semestre. Luca Savino Corso di Economia Pubblica Anno Accademico 2009/2010 II semestre Luca Savino Facoltà di Scienze Politiche Corso di laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche Università degli Studi di Trieste La tassazione

Dettagli

Capitolo 8. Ricerca del profitto e mano invisibile. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke

Capitolo 8. Ricerca del profitto e mano invisibile. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke Capitolo 8 Ricerca del profitto e mano invisibile Mercati e motivazioni personali Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio, o del fornaio che ci aspettiamo il nostro desinare, ma dalla considerazione

Dettagli

Ma i poveri studiano con i soldi dei poveri La Voce.info. Andrea Ichino e Daniele Terlizzese

Ma i poveri studiano con i soldi dei poveri La Voce.info. Andrea Ichino e Daniele Terlizzese Ma i poveri studiano con i soldi dei poveri La Voce.info Andrea Ichino e Daniele Terlizzese Nel giudicare l equità del trasferimento di risorse implicito nel finanziamento pubblico degli atenei va considerato

Dettagli

STRUMENTI FINANZIARI NEI PROGRAMMI 2014-2020

STRUMENTI FINANZIARI NEI PROGRAMMI 2014-2020 STRUMENTI FINANZIARI NEI PROGRAMMI 2014-2020 Verso un utilizzo più strategico imparando dall esperienza maturata Roberto D Auria Mario Guido Gruppo di lavoro Competitività Roma, 28 ottobre 2013 L esperienza

Dettagli

Il sistema delle garanzie e gli aiuti di Stato Principali regole e vincoli comunitari

Il sistema delle garanzie e gli aiuti di Stato Principali regole e vincoli comunitari Il sistema delle garanzie e gli aiuti di Stato Principali regole e vincoli comunitari Direzione Programmi Comunitari - Dipartimento Industria - IPI 1 Premessa: il lavoro dell IPI nell ambito del progetto

Dettagli

LA GESTIONE DEL PORTAFOGLIO CREDITI 2002

LA GESTIONE DEL PORTAFOGLIO CREDITI 2002 Convegno LA GESTIONE DEL PORTAFOGLIO CREDITI 2002 Finanziamenti alle Imprese: nuove politiche di prezzo e nuove strategie commerciali delle Banche Perché la disciplina sul capitale di vigilanza delle banche

Dettagli

Configurazioni del Bilancio Sociale. Oggi più di ieri e sicuramente meno di domani, il centro di produzione, ovvero il centro di

Configurazioni del Bilancio Sociale. Oggi più di ieri e sicuramente meno di domani, il centro di produzione, ovvero il centro di Configurazioni del Bilancio Sociale Oggi più di ieri e sicuramente meno di domani, il centro di produzione, ovvero il centro di interessi, deve fare i conti con un contesto ampio e complesso che esprime,

Dettagli

Efficienza ed equità

Efficienza ed equità Efficienza ed equità Efficienza ed equità Abbiamo visto nelle lezioni precedenti che, nella situazione ideale di assenza di fallimenti del mercato, il mercato condurrebbe a un risultato Pareto-efficiente.

Dettagli

MASTER DI I E II LIVELLO IN MANAGEMENT DEL GOVERNO LOCALE

MASTER DI I E II LIVELLO IN MANAGEMENT DEL GOVERNO LOCALE MASTER DI I E II LIVELLO IN MANAGEMENT DEL GOVERNO LOCALE MILANO 29 30 APRILE FINANZA PUBBLICA TEORIE ECONOMICHE Sergio Zucchetti 1 Una parentesi: le teorie economiche Quando in Italia si parla di politiche

Dettagli

Economia del benessere

Economia del benessere Economia del benessere 1 Mercato e Stato Il problema principale che si pone è come e in quali condizioni i risultati economici che possono essere conseguiti attraverso il mercato garantiscono il rispetto

Dettagli

L imposta sul reddito delle persone fisiche

L imposta sul reddito delle persone fisiche L imposta sul reddito delle persone fisiche IRPEF 30018 Scienza delle finanze Cles A.A. 2011/12 Classe 14 Irpef 1 Schema di determinazione dell Irpef Reddito complessivo= Somma delle singole categorie

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA. Commissione Finanze e Tesoro

SENATO DELLA REPUBBLICA. Commissione Finanze e Tesoro SENATO DELLA REPUBBLICA Commissione Finanze e Tesoro Segnalazione del Presidente dell'autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in merito agli effetti pregiudizievoli per il consumatore derivanti

Dettagli

L economia italiana 169

L economia italiana 169 L economia italiana 169 3.8 Debito pubblico: perché no?! il rapporto tra il disavanzo pubblico e il prodotto interno lordo non deve essere superiore al 3%;! il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto

Dettagli

Contenuti. Fatti stilizzati microeconomici. L evidenza empirica è in contrasto con le previsioni del teorema Modigliani Miller.

Contenuti. Fatti stilizzati microeconomici. L evidenza empirica è in contrasto con le previsioni del teorema Modigliani Miller. Contenuti L evidenza empirica è in contrasto con le previsioni del teorema Modigliani Miller. ECONOMIA MONETARIA E FINANZIARIA (7) Esistono quindi delle imperfezioni dei mercati. Le imperfezioni dei mercati

Dettagli

Università degli Studi di Ferrara

Università degli Studi di Ferrara Università degli Studi di Ferrara Regolamento per il conferimento di Borse e Premi di studio nel campo della formazione con esclusione dei progetti comunitari o di internazionalizzazione Senato Accademico

Dettagli

ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano. Perché le aziende fanno fatica a trovare i talenti professionali di cui hanno bisogno?

ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano. Perché le aziende fanno fatica a trovare i talenti professionali di cui hanno bisogno? Lo sviluppo dei Talenti per la crescita. Un confronto tra aziende e istituzioni ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano L Italia cerca talenti. Sembra incredibile, ma in uno scenario di crisi del mercato

Dettagli

L Ires e la tassazione dei redditi d impresa

L Ires e la tassazione dei redditi d impresa Lezione dodicesima L Ires e la tassazione dei redditi d impresa 1 TASSAZIONE REDDITI D IMPRESA PROFITTI = R C AM - IP Imprese individuali e società di persone Gli utili, a prescindere dalla loro distribuzione,

Dettagli

PER UNA REVISIONE DEL FINANZIAMENTO E DELL OFFERTA DEI SERVIZI ODONTOIATRICI L INTERVENTO PUBBLICO E I FONDI INTEGRATIVI

PER UNA REVISIONE DEL FINANZIAMENTO E DELL OFFERTA DEI SERVIZI ODONTOIATRICI L INTERVENTO PUBBLICO E I FONDI INTEGRATIVI PER UNA REVISIONE DEL FINANZIAMENTO E DELL OFFERTA DEI SERVIZI ODONTOIATRICI L INTERVENTO PUBBLICO E I FONDI INTEGRATIVI Giovanni Maria Mazzanti e Gianluca Fiorentini 1 INDICE DEI CONTENUTI Caratteristiche

Dettagli

Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici. Giorgio Ricchiuti

Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici. Giorgio Ricchiuti Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici Giorgio Ricchiuti Cosa abbiamo visto fin qui Abbiamo presentato e discusso alcuni concetti e fenomeni aggregati: 1) Il PIL, il risparmio e il debito pubblico.

Dettagli

ESERCITAZIONI per il corso di ECONOMIA DELL ARTE E DELLA CULTURA 1 1 MODULO (prof. Bianchi) a.a. 2007-2008

ESERCITAZIONI per il corso di ECONOMIA DELL ARTE E DELLA CULTURA 1 1 MODULO (prof. Bianchi) a.a. 2007-2008 ESERCITAZIONI per il corso di ECONOMIA DELL ARTE E DELLA CULTURA 1 1 MODULO (prof. Bianchi) a.a. 2007-2008 A. Il modello macroeconomico in economia chiusa e senza settore pubblico. A.1. Un sistema economico

Dettagli

L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING

L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING Relatore : Marino Baratti Credemfactor spa Pag. 1/8 Il rapporto tra PMI e Sistema creditizio L applicazione della nuova

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DELLE ATTIVITÀ DI AUTOFINANZIAMENTO. TITOLO I Principi e disposizioni generali

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DELLE ATTIVITÀ DI AUTOFINANZIAMENTO. TITOLO I Principi e disposizioni generali REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DELLE ATTIVITÀ DI AUTOFINANZIAMENTO TITOLO I Principi e disposizioni generali Articolo 1 Principi e finalità del regolamento 1. Il presente regolamento ha come obiettivo la

Dettagli

Compendio sul Prestito Personale e la Cessione del Quinto

Compendio sul Prestito Personale e la Cessione del Quinto Compendio sul Prestito Personale e la Cessione del Quinto INDICE 1 Prestito Personale: caratteristiche fondamentali 2 2 Garanzie per richiedere un Prestito Personale 2 Caratteristiche determinanti di un

Dettagli

IL DIRITTO ALLO STUDIO CI RIGUARDA TUTTI. COSTRUIAMO L ALTROBANDO.

IL DIRITTO ALLO STUDIO CI RIGUARDA TUTTI. COSTRUIAMO L ALTROBANDO. Tel. Fax 06/6783559 IL DIRITTO ALLO STUDIO CI RIGUARDA TUTTI. COSTRUIAMO L ALTROBANDO. L esigenza di porre il tema del diritto allo studio al centro del dibattito non è più rimandabile: la condizione catastrofica

Dettagli

Diamogli Credito. Protocollo d Intesa tra ABI e Governo per giovani studenti che decidono di investire sulla propria formazione

Diamogli Credito. Protocollo d Intesa tra ABI e Governo per giovani studenti che decidono di investire sulla propria formazione Diamogli Credito Protocollo d Intesa tra ABI e Governo per giovani studenti che decidono di investire sulla propria formazione Il Ministero per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive (POGAS) e l

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. Istituzione del prestito d onore per laureati N. 5336. d iniziativa del deputato CROLLA

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. Istituzione del prestito d onore per laureati N. 5336. d iniziativa del deputato CROLLA Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 5336 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato CROLLA Istituzione del prestito d onore per laureati Presentata il 3 luglio 2012 ONOREVOLI

Dettagli

Dichiarazione conclusiva della missione del Fondo Monetario Internazionale nell Eurozona (Giugno 2014)

Dichiarazione conclusiva della missione del Fondo Monetario Internazionale nell Eurozona (Giugno 2014) RESeT INTERNAZIONALE Fondo Monetario Internazionale FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE ED. IT. DI ALDO CARBONE 19 Giugno 2014 Dichiarazione conclusiva della missione del Fondo Monetario Internazionale nell

Dettagli

L analisi dei flussi finanziari. 1. I flussi finanziari 1/5

L analisi dei flussi finanziari. 1. I flussi finanziari 1/5 focus modulo 4 lezione 50 La gestione finanziaria La correlazione tra investimenti e finanziamenti L analisi dei flussi finanziari 1. I flussi finanziari I flussi finanziari che hanno origine dall attività

Dettagli

I contributi pubblici nello IAS 20

I contributi pubblici nello IAS 20 I contributi pubblici nello IAS 20 di Paolo Moretti Il principio contabile internazionale IAS 20 fornisce le indicazioni in merito alle modalità di contabilizzazione ed informativa dei contributi pubblici,

Dettagli

FINANZIAMENTI A BREVE

FINANZIAMENTI A BREVE FINANZIAMENTI A BREVE Il presupposto per accedere a finanziamenti da parte delle banche è la concessione del fido. Un soggetto affidato può accedere ad operazioni di finanziamento di diverso genere, tra

Dettagli

Studio Dott.ssa Pamela Frezza

Studio Dott.ssa Pamela Frezza PRESTITI CONCESSI DAL DATORE DI LAVORO AI DIPENDENTI Riferimenti D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 51, comma 4, lett. b) Agenzia delle Entrate, Risoluzione 28 maggio 2010, n. 46/E Trattamento fiscale

Dettagli

L intervento della BEI a sostegno delle Pmi

L intervento della BEI a sostegno delle Pmi Agevolazioni Finanziarie 7 di Tommaso Zarbo (1) Esperto in materia di finanziamenti agevolati Finanziamenti comunitari L intervento della BEI a sostegno delle Pmi Con le recenti turbolenze finanziarie

Dettagli

CAPITOLO XXI. Crescita e sviluppo

CAPITOLO XXI. Crescita e sviluppo CAPITOLO XXI Crescita e sviluppo L obiettivo è di integrare alcuni aspetti della nuova teoria della crescita con quelli del paradigma dello sviluppo umano Considereremo le relazioni tra il capitale umano,

Dettagli

Carta europea della qualità per i tirocini e gli apprendistati

Carta europea della qualità per i tirocini e gli apprendistati Carta europea della qualità per i tirocini e gli apprendistati www.qualityinternships.eu Preambolo Premesso che:! per i giovani il passaggio dal sistema educativo al mercato del lavoro è sempre più difficile

Dettagli

ALCUNE RIFLESSIONI SULLA CIRCOLARE N. 51/E DEL 28 NOVEMBRE 2011 DELL AGENZIA DELLE ENTRATE

ALCUNE RIFLESSIONI SULLA CIRCOLARE N. 51/E DEL 28 NOVEMBRE 2011 DELL AGENZIA DELLE ENTRATE ALCUNE RIFLESSIONI SULLA CIRCOLARE N. 51/E DEL 28 NOVEMBRE 2011 DELL AGENZIA DELLE ENTRATE E di pochi giorni fa la circolare n. 51/E emessa dall Agenzia delle Entrate, con la quale si chiariscono i requisiti

Dettagli

Risparmio, investimenti e sistema finanziario

Risparmio, investimenti e sistema finanziario Risparmio, investimenti e sistema finanziario Una relazione fondamentale per la crescita economica è quella tra risparmio e investimenti. In un economia di mercato occorre individuare meccanismi capaci

Dettagli

Le Operazioni di Impiego: I FINANZIAMENTI BANCARI A MEDIO-LUNGO TERMINE. Università degli Studi di Teramo - Prof. Paolo Di Antonio

Le Operazioni di Impiego: I FINANZIAMENTI BANCARI A MEDIO-LUNGO TERMINE. Università degli Studi di Teramo - Prof. Paolo Di Antonio I FINANZIAMENTI BANCARI A MEDIO-LUNGO TERMINE 1 Finanziamenti Bancari Finanziamenti a breve termine Finanziamenti a medio- lungo termine Operazioni di prestito bancario Operazioni di smobilizzo 2 Definizione

Dettagli

Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione. Missione valutativa. Esiti degli incentivi per l insediamento di giovani agricoltori.

Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione. Missione valutativa. Esiti degli incentivi per l insediamento di giovani agricoltori. Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione Missione valutativa Esiti degli incentivi per l insediamento di giovani agricoltori Relazione finale Relatori: Consiglieri Umberto Ambrosoli e Lino Fossati

Dettagli

ANALISI COSTI-BENEFICI

ANALISI COSTI-BENEFICI ANALISI COSTI-BENEFICI Valutazione di progetti pubblici Le politiche pubbliche correnti consistono nel realizzare progetti pubblici: il policy maker deve decidere quale progetto è da preferire tra le varie

Dettagli

Analisi finanziaria: indici di bilancio

Analisi finanziaria: indici di bilancio Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Analisi finanziaria: indici di bilancio Capitolo 4 degli argomenti 1. I quozienti nelle analisi finanziarie A. Equilibrio finanziario

Dettagli

Promuovere la formazione di capitale umano d eccellenza

Promuovere la formazione di capitale umano d eccellenza Promuovere Il problema In società sempre più basate sulla conoscenza, una delle condizioni necessarie ad affrontare con successo il processo di riqualificazione del sistema economico è la disponibilità

Dettagli

LA STRUTTURA GIURIDICA DELL IMPRESA

LA STRUTTURA GIURIDICA DELL IMPRESA LA STRUTTURA GIURIDICA DELL IMPRESA Le scelte economiche relative alla possibilità d intraprendere un attività in proprio sono profondamente connesse con le scelte di carattere giuridico. Di solito la

Dettagli

Corso di Laurea: Operatori pluridisciplinari e interculturali d'area mediterranea SCIENZA DELLE FINANZE. Docente: Gatto Antonino

Corso di Laurea: Operatori pluridisciplinari e interculturali d'area mediterranea SCIENZA DELLE FINANZE. Docente: Gatto Antonino Corso di Laurea: Operatori pluridisciplinari e interculturali d'area mediterranea SCIENZA DELLE FINANZE Docente: Gatto Antonino Elaborazione: Dott.ssa Locantro Antonia Lucia L oggetto di studio della scienza

Dettagli

IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE

IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Università degli studi di Bergamo Anno accademico 2005 2006 IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Docente: Prof. Massimo Merlino Introduzione Il tema della gestione dell innovazione tecnologica è più che mai

Dettagli

Domanda e offerta di lavoro

Domanda e offerta di lavoro Domanda e offerta di lavoro 1. Assumere (e licenziare) lavoratori Anche la decisione di assumere o licenziare lavoratori dipende dai costi che si devono sostenere e dai ricavi che si possono ottenere.

Dettagli

SINTESI DEI PRINCIPALI RISULTATI DELL ULTIMA EDIZIONE DEL MONITORAGGIO DEL MICROCREDITO (dati 2014)

SINTESI DEI PRINCIPALI RISULTATI DELL ULTIMA EDIZIONE DEL MONITORAGGIO DEL MICROCREDITO (dati 2014) SINTESI DEI PRINCIPALI RISULTATI DELL ULTIMA EDIZIONE DEL MONITORAGGIO DEL MICROCREDITO (dati 2014) A cura dell Ente Nazionale per il Microcredito, Team di monitoraggio Il monitoraggio condotto dall Ente

Dettagli

Molti aderenti ci hanno posto alcuni quesiti sul tema pensionistico/liquidativo:

Molti aderenti ci hanno posto alcuni quesiti sul tema pensionistico/liquidativo: Nonostante la riforma Fornero qualcuno riesce ancora ad andare in pensione. Come si inserisce il Fondo Pensione in questa eventualità, quali sono le scelte che è possibile ed è meglio fare. Molti aderenti

Dettagli

Facoltà di scelta. Andrea Ichino università di bologna. Daniele Terlizzese eief e banca d italia

Facoltà di scelta. Andrea Ichino università di bologna. Daniele Terlizzese eief e banca d italia Facoltà di scelta L università salvata dagli studenti Una modesta proposta Andrea Ichino università di bologna Daniele Terlizzese eief e banca d italia Marzo 2013 1 Gli obiettivi della proposta Reperire

Dettagli

Economia pubblica. Alberto Zanardi

Economia pubblica. Alberto Zanardi Università di Bologna Scuola di Economia, Management e Statistica Corso di laurea CLEF Economia pubblica a.a. 2013-14 14 (8 crediti, 60 ore insegnamento) Le asimmetrie informative Alberto Zanardi Carenze

Dettagli

Corso di Politica Economica

Corso di Politica Economica Anno accademico 2014/2015 Corso di Politica Economica Docente: Claudio Di Berardino Informazioni sito docente: http://claudiodiberardino.jimdo.com mail: c.diberardino@unich.it 1 lezione - Le teorie degli

Dettagli

Ridurre il cuneo contributivo per i giovani, per tornare a crescere

Ridurre il cuneo contributivo per i giovani, per tornare a crescere Ridurre il cuneo contributivo per i giovani, per tornare a crescere Mauro Marè, Fabio Pammolli Maggio 2013 In Italia, l aliquota di contribuzione obbligatoria al sistema pensionistico pubblico per il lavoro

Dettagli

L indagine svolta da AlmaLaurea nel 2013 ha coinvolto quasi 450mila laureati di primo e

L indagine svolta da AlmaLaurea nel 2013 ha coinvolto quasi 450mila laureati di primo e 1 L indagine svolta da AlmaLaurea nel 2013 ha coinvolto quasi 450mila laureati di primo e secondo livello di tutti i 64 atenei aderenti al Consorzio, che rappresentano circa l 80% del complesso dei laureati

Dettagli

I.2 L analisi economico-finanziaria: redditività conseguita, redditività attesa e creazione di valore economico

I.2 L analisi economico-finanziaria: redditività conseguita, redditività attesa e creazione di valore economico Introduzione I.1 Premessa Analizzare la situazione economico-finanziaria di un impresa significa poter affrontare alcune questioni critiche della gestione dell azienda e cioè essere in grado di poter rispondere

Dettagli

Principio contabile internazionale n. 26 (rivisto nella sostanza nei 1994) Fondi di previdenza

Principio contabile internazionale n. 26 (rivisto nella sostanza nei 1994) Fondi di previdenza Principio contabile internazionale n. 26 (rivisto nella sostanza nei 1994) Fondi di previdenza Ambito di applicazione 1. Il presente Principio deve essere applicato per la presentazione delle informazionifinanziarie

Dettagli

5DOPO IL DIPLOMA DALLA SCUOLA ALL UNIVERSITÀ I DIPLOMATI E IL LAVORO LA FAMIGLIA DI ORIGINE

5DOPO IL DIPLOMA DALLA SCUOLA ALL UNIVERSITÀ I DIPLOMATI E IL LAVORO LA FAMIGLIA DI ORIGINE 5DOPO IL DIPLOMA DALLA SCUOLA ALL UNIVERSITÀ I DIPLOMATI E IL LAVORO LA FAMIGLIA DI ORIGINE 5.1 DALLA SCUOLA ALL UNIVERSITÀ 82 Sono più spesso le donne ad intraprendere gli studi universitari A partire

Dettagli

Legge di Stabilità. agevolazioni commisurate al valore ISEE e semplificazioni per i dati del conto corrente

Legge di Stabilità. agevolazioni commisurate al valore ISEE e semplificazioni per i dati del conto corrente MAP Legge di Stabilità: nuove agevolazioni commisurate al valore ISEE e semplificazioni per i dati del conto corrente A cura di Cecilia Rabagliati Dottore Commercialista e Revisore contabile in Cuneo La

Dettagli

Fonti di finanziamento: l effetto positivo della leva finanziaria

Fonti di finanziamento: l effetto positivo della leva finanziaria Il caso Fonti di finanziamento: l effetto positivo della leva finanziaria di Silvia Tommaso - Università della Calabria Nella scelta delle fonti di finanziamento, necessarie alla copertura del fabbisogno

Dettagli

Comprendere meglio la riforma Monti-Fornero. il raffronto Ante e Post Legge 214/2011

Comprendere meglio la riforma Monti-Fornero. il raffronto Ante e Post Legge 214/2011 Comprendere meglio la riforma Monti-Fornero il raffronto Ante e Post Legge 214/2011 Nello scorso articolo abbiamo spiegato, per sommi capi, le linee guida della recente riforma della previdenza pubblica,

Dettagli

Economia del Lavoro 2010

Economia del Lavoro 2010 Economia del Lavoro 2010 Capitolo 6-3 Il capitale umano -Il modello dell istruzione 1 Il capitale umano Il modello dell istruzione L istruzione, come abbiamo visto, è associata a tassi di disoccupazione

Dettagli