LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI

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1 LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI [Legge 169 del (conversione D.L. 137/08)] Art. n 3 Valutazione del rendimento scolastico degli studenti Verifica dei risultati e valutazione dei processi cognitivi. La valutazione degli alunni, intesa sia come verifica dei risultati, sia come valutazione dei processi cognitivi, è orientativa e sarà preceduta da opportune prove di controllo/verifica effettuate nell ambito degli specifici settori di apprendimento/insegnamento e sarà strettamente collegata alla programmazione educativa e didattica. Il Consiglio d'interclasse studierà sistemi di riferimento il più possibile omogenei sia per elaborare le prove di verifica, sia per stabilire criteri di valutazione condivisi. Gli strumenti di verifica saranno rappresentati da: - prove soggettive /oggettive - prove pratiche - test oggettivi -colloqui con gli alunni (interrogazioni) -autovalutazione che saranno opportunamente integrati da osservazioni sistematiche significative. I risultati delle verifiche periodiche saranno utilizzati ai fini della valutazione quadrimestrale per gli opportuni adeguamenti, oltre che per eventuali interventi di recupero e di sostegno. 1

2 La valutazione globale terrà conto della situazione di partenza, delle reali capacità dell alunno, dell impegno dimostrato e dell efficacia dell azione formativa. La valutazione del processo formativo risponde alla finalità di far conoscere: - all alunno, in ogni momento, la sua posizione nei confronti degli obiettivi prefissati; - ai docenti l efficacia delle strategie adottate per eventualmente adeguare le metodologie di insegnamento, - alla famiglia per certificare i livelli conseguiti in funzione di abilità/capacità, conoscenze, comportamenti. Il quadro relativo alla valutazione globale della scheda di valutazione viene compilato alla fine del primo e del secondo quadrimestre, prende in considerazione ancora gli stessi parametri mettendo in evidenza la capacità di autovalutazione, di effettuare scelte responsabili (orientamento), l autonomia, i progressi o i regressi avvenuti nei vari ambiti. 1: Dall anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze acquisite sono effettuate mediante i l attribuzione di voti numerici espressi in decimi e illustrate con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall alunno. Nell ambito del sistema di valutazione degli alunni, a livello d Istituto, vengono utilizzati i giudizi di valutazione sotto indicati con la relativa specificazione del significato valutativo e delle prestazioni attese. 2

3 Giudizio Significato Voto decimale Eccellente Ottimo Distinto Buono Sufficiente Non sufficiente Completa padronanza delle competenze relative agli obiettivi di apprendimento Pieno raggiungimento delle competenze relative agli obiettivi di apprendimento Più che buono il raggiungimento delle competenze relative agli obiettivi di apprendimento Il raggiungimento delle competenze essenziali relative agli obiettivi di apprendimento Il raggiungimento delle competenze relative agli obiettivi minimi di apprendimento Parziale raggiungimento degli obiettivi di apprendimento 10/10 9/10 8/10 7/10 6/10 5/10 Gravemente insufficiente Mancato raggiungimento degli obiettivi 4/10 3

4 La delicatezza del momento valutativo degli alunni di Scuola Primaria delle classi, in età evolutiva e ai primi passi dell approccio con il sapere, induce a non attribuire voti inferiori al cinque, mirando a promuovere maggiormente l autostima e la fiducia in sé, solo in casi rari si ricorre al voto quattro. Nella scuola Primaria Non è previsto il voto in decimi in condotta. 1 bis: nella scuola primaria i docenti con decisione assunta all unanimità, possono non ammettere l alunno alla classe successiva solo in casi Eccezionali e comprovati da specifica motivazione e documentazione. 4

5 PROVE INVALSI SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO Con la direttiva n.76 del il Ministro dell Istruzione, Università e Ricerca ha chiesto all INVALSI di " [ ] provvedere, sulla base delle indicazioni di cui alla direttiva triennale n. 74 del 15 settembre 2008, alla valutazione degli apprendimenti. particolare importanza assume la valutazione degli apprendimenti in italiano e matematica degli studenti della seconda e quinta classe della scuola primaria e della prima e terza classe della scuola secondaria di primo grado. Il Quadro di Riferimento (QdR) è definito in corrispondenza con le finalità generali dell INVALSI, che riguardano la valutazione di sistema di istruzione, ossia una valutazione dell efficacia e dell efficienza del sistema scolastico, globalmente inteso, a livello nazionale e per singoli settori o singole istituzioni scolastiche. A chi si rivolge È uno strumento di lavoro che può servire agli insegnanti per interpretare i risultati delle prove INVALSI in quanto confronto tra le indicazioni nazionali, il curricolo effettivo e quello raggiunto anche allo scopo di valutare i risultati delle proprie classi o della propria istituzione scolastica: la comparazione dei propri risultati con gli esiti complessivi delle prove può servire per individuare i punti di forza e di debolezza del percorso effettivamente realizzato in classe e delle metodologie scelte; può inoltre aiutare il coordinamento all'interno delle singole istituzioni scolastiche. Trattandosi di una valutazione che adopera gli strumenti statistici riguardo all intera popolazione studentesca, essa può costituire un ottimo termine di confronto per le singole scuole o anche per i singoli insegnanti, allo scopo di condurre una riflessione autonoma sia sulle abilità e conoscenze acquisite dagli alunni (curricolo raggiunto), sia sulla validità delle scelte didattiche effettuate, sulla efficacia dell offerta formativa programmata e infine sulla ampiezza, profondità e coerenza del curriculum effettivamente svolto (curricolo effettivo). Il QdR può offrire alle famiglie informazioni utili per capire il significato della valutazione come momento cruciale di verifica del sistema scolastico. 5

6 QUADRO DI RIFERIMENTO DI ITALIANO 1. La padronanza linguistica La padronanza linguistica, una delle competenze di base che la scuola deve fornire, consiste nel possesso ben strutturato di una lingua assieme alla capacità di servirsene per i vari scopi comunicativi e si esplica in tre àmbiti: I. interazione verbale (comunicare verbalmente in vari contesti); II. lettura (comprendere ed interpretare testi scritti di vario tipo); III. scrittura (produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicativi). La padronanza linguistica può essere articolata in un certo numero di conoscenze e competenze, organizzate gerarchicamente e strettamente interdipendenti (le più elementari, come ad esempio la competenza grammaticale, condizionano infatti fortemente le superiori, come ad esempio la competenza testuale). Le prove INVALSI valuteranno la competenza di lettura, intesa come comprensione, interpretazione e valutazione del testo scritto e le conoscenze lessicali e grammaticali, il cui apprendimento è previsto nelle indicazioni curricolari dei vari gradi di scuola, necessarie al suo sviluppo. 2. La competenza di lettura Oggetto precipuo delle prove di valutazione Invalsi di italiano sono quelle sottocompetenze della padronanza linguistica che intervengono nell àmbito II sopra citato, quello della lettura. Noi distingueremo, per i compiti di valutazione, si intendono le seguenti tre sottocompetenze (che sono sottese alla più generale competenza di lettura), che sono costitutive della capacità di lettura: 1. la competenza testuale 2. la competenza grammaticale 3. la competenza lessicale. È evidente che queste competenze vanno acquisite gradualmente nei successivi livelli scolastici Competenza testuale Per competenza testuale relativa alla lettura si intende la capacità di individuare, a partire dalla lettera del testo in una determinata situazione comunicativa e da conoscenze di carattere generale, l insieme di informazioni che il testo veicola, 6

7 assieme al modo in cui queste informazioni sono veicolate: in altri termini, l organizzazione logico-concettuale e, più in generale, formale del testo stesso Competenza grammaticale La competenza grammaticale consiste in primo luogo nella padronanza delle regole grafiche e interpuntive e delle strutture morfosintattiche dell italiano. Essa è un prerequisito fondamentale per la comprensione delle frasi e dei testi a tal punto che ha senso proporre di valutare la competenza grammaticale due volte, da una parte indirettamente per i suoi effetti sulla competenza di lettura e dall altra direttamente come insieme autonomo di competenze, e, a monte, di conoscenze. La valutazione delle conoscenze e delle competenze grammaticali non può non tener conto della pluralità, nella scuola italiana, di modelli teorici di riferimento per l insegnamento della grammatica e della conseguente mancanza di una terminologia unitaria. I quesiti verteranno dunque sulle conoscenze grammaticali imprescindibili ai fini di una comprensione approfondita e critica dei testi, avendo come oggetto di indagine la struttura morfosintattica della frase, unità sintattico-semantico fondamentale. 2.3 Competenza lessicale La padronanza attiva di un ricco patrimonio lessicale costituisce un indice fondamentale, forse quello di più immediata percezione, per valutare la produzione linguistica di un individuo. Al lessico attivo, quello delle parole normalmente utilizzate nella propria produzione linguistica, si affianca un più ampio e meno determinato insieme di parole conosciute ma che non vengono in genere utilizzate, ad esempio perché non vengono in mente quando si parla o scrive. Si tratta del lessico passivo, che può comprendere anche il lessico inferito dal contesto. Per competenza lessicale relativa alla lettura si intende specificamente la capacità di individuare il significato di un vocabolo che è pertinente in un determinato contesto e le relazioni di significato tra vocaboli in vari punti del testo. Nella competenza lessicale di lettura intervengono in maniera determinante i seguenti processi: a) il saper selezionare a partire dal contesto immediato, ma anche dall insieme delle informazioni del testo, la particolare accezione di significato pertinente; b) il saper formulare ipotesi sul possibile significato o per lo meno sull area di significato di vocaboli non noti a partire dal contesto immediato, ma anche dall insieme delle informazioni del testo; c) il saper individuare i legami semantici (sinonimia, contrasto, iponimia, iperonimia, ecc) e morfologici (derivazione, alterazione, ecc.) tra vocaboli nel testo; d) il saper individuare i diversi campi semantici del testo, la loro strutturazione interna e le relazioni tra di essi. TAVOLA 1: TIPI DI TESTO NEI LIVELLI DI SCOLARITÀ 7

8 LIVELLO DI SCOLARITÀ TIPI DI TESTO Scuola primaria: classe II narrativo continuo Scuola primaria: classe V Scuola secondaria I grado: classe I Scuola secondaria I grado: classe III testo letterario (anche misto) narrativo narrativo e/o poetico testo non letterario NO informativo/espositivo (anche misto) oppure alcuni testi non continui informativo/espositivo e parzialmente argomentativo (anche misto) oppure alcuni testi non continui I testi saranno oggetto di un adeguato numero di quesiti. I quesiti dovranno riflettere le varie competenze, sotto-competenze e conoscenze da verificare di volta in volta a seconda del livello scolare dell alunno. d) Le prove saranno costituite da quesiti di diverso formato (a risposta chiusa o aperta) e avranno diversa struttura e livello di difficoltà per consentire di valutare processi di lettura elementari (come il saper ritrovare informazioni esplicitamente presenti nel testo) e processi più complessi (come il trarre inferenze, il saper interpretare un testo) o, infine, processi superiori alla semplice comprensione, come il saper analizzare e valutare criticamente il testo. Oggetti linguistici da valutare Elenco dei possibili oggetti della valutazione, distinti per ambito di competenza. Va notato che il primo ambito, quello della competenza/conoscenze grammaticali, come già detto in precedenza, viene valutato anche in una sezione a parte rispetto a quella dedicata alla lettura. 8

9 TAVOLA 2: OGGETTI LINGUISTICI SUDDIVISI PER AMBITI COMPETENZA / CONOSCENZE GRAMMATICALI ORTOGRAFIA E PUNTEGGIATURA. Divisione delle parole in sillabe; divisione delle parole («ce l hai», «gliel hanno» ecc.); uso specifico e non distintivo delle lettere c e q; uso dell accento e; uso dell h; nessi consonantici complessi, consonanti doppie, resa grafica di omofoni, uso della lettera i nella formazione dei plurali (-ce/-cie; -ge/-gie e nei digrammi (sc, n/gn, l/gl ). Segnali interpuntivi e loro funzioni: i). MORFOLOGIA E SINTASSI. Categorie grammaticali (lessicali: verbo, sostantivo, aggettivo, avverbio; e funzionali: articolo, pronome, preposizione, congiunzione). Funzioni sintattiche (soggetto e oggetto sintattici,funzione predicativa, copulativa, attributiva, appositiva), rapporti di reggenza, accordo. Aspetti sintattici della punteggiatura. COMPETENZA LESSICALE LESSICO. Aspetti morfologici del significato (derivazione, alterazione, composizione); significato contestuale delle parole, relazioni di significato tra parole (sinonimia e antonimia; iponimia e iperonimia; campi semantici); uso figurato del lessico. COMPETENZA TESTUALE COMPRENSIONE LOCALE E GLOBALE DEL TESTO. Parafrasi, sintesi, confronto di contenuti testuali; riconoscimento della gerarchia tra le informazioni esplicite, riconoscimento delle informazioni implicite essenziali per la comprensione del testo. Individuazione del tema del testo e interpretazione del suo significato complessivo. Individuazione di elementi specifici del testo (ad esempio personaggi e loro azioni e funzioni, caratteristiche dell ambiente, contesto di riferimento, ecc) ORGANIZZAZIONE LOGICA ENTRO E OLTRE LA FRASE. Relazioni interne alla frase: tempo, spazio, causa, fine, condizione, mezzo, modo, (s)vantaggio, comparazione ecc.; relazioni tra i significati di frasi indipendenti o porzioni di testo: motivazione, consecuzione, riformulazione, esemplificazione, opposizione, particolarizzazione, generalizzazione, successione temporale, ecc. Individuazione dei riferimenti pronominali, di anafore e in genere degli elementi di coesione del testo. 9

10 4.2 Processi di lettura da valutare Per la piena comprensione di un testo, sia continuo sia non continuo, è necessario saper mettere in atto processi di lettura, che possono essere così sintetizzati: i) Individuare informazioni date nel testo. ii) Formulare semplici inferenze. iii) Elaborare una comprensione globale del testo. iv) Sviluppare un interpretazione, integrando informazioni e concetti presentati in diverse parti del testo. v) Valutare il contenuto del testo, la lingua e gli elementi testuali. Saranno questi processi ad essere valutati nelle prove, in modo man mano più complesso per i vari livelli di scuola. 10

11 QUADRO DI RIFERIMENTO DI MATEMATICA PER LA COSTRUZIONE DELLE PROVE DI VAUTAZIONE INVALSI PRESENTAZIONE Il Quadro di Riferimento (QdR) per le prove di valutazione dell'invalsi di matematica presenta le idee chiave che guidano la progettazione delle prove, per quanto riguarda: a) gli ambiti della valutazione, cioè quali aspetti della matematica del primo ciclo della scuola si valutano, e la scelta degli argomenti oggetto della valutazione; b) i modi della valutazione, ossia le caratteristiche degli strumenti di valutazione e i criteri seguiti nella costruzione delle prove. La competenza matematica L apprendimento della matematica è una componente fondamentale nell educazione e la crescita della persona, secondo un punto di vista che ha origini lontane e che è oggi universalmente condiviso. Nel contempo, nella società attuale la matematica è nel cuore del trattamento quantitativo dell informazione nella scienza, nella tecnologia e nelle attività economiche e nel lavoro. Visti gli obiettivi generali che sono attribuiti all'insegnamento della matematica dalle disposizioni di legge, ma più in generale dalla nostra società, le prove INVALSI non devono limitarsi a valutare l'apprendimento della matematica utile, ma devono cercare di far riferimento alla matematica come strumento di pensiero e alla matematica come disciplina con un proprio specifico statuto epistemologico. Le prove INVALSI di matematica per il primo ciclo scolastico sono volte a valutare le conoscenze e le abilità matematiche acquisite dagli studenti in entrata e in uscita del ciclo d istruzione (classe II della scuola primaria; classe V della scuola primaria; classe I della scuola secondaria di primo grado; classe III della scuola secondaria di I grado). Tali prove consistono di quesiti costruiti in relazioni a due dimensioni: I. i contenuti matematici: divisi per grandi blocchi o nuclei: Numeri, Spazio e figure, relazioni e funzioni, Misure, dati e previsioni; II. i processi cognitivi coinvolti nel lavoro matematico e nella risoluzione di problemi. 2. I contenuti matematici 2.1. I Nuclei tematici La divisione dei contenuti in grossi blocchi è ormai condivisa a livello internazionale; è però interessante un confronto fra le scelte operate dall'italia a partire dai Curriculi UMI-CIIM eessenzialmente confermate nei documenti programmatici (dalle Indicazioni Nazionali alle Indicazioni per il Curricolo ) e le scelte operate a livello internazionale (OCSE-PISA, TIMSS 2007 e NCTM 2000) 11

12 Indicazioni Nazionali e Indicazioni per il curricolo OCSE-PISA 2006 Overarching ideas (idee chiave) TIMSS 2007 Content domains (domini di contenuto) NCTM Standards 2000 Contents (contenuti) NUMERI QUANTITA' NUMERO NUMERI E OPERAZIONI SPAZIO E SPAZIO E FORMA GEOMETRIA GEOMETRIA FIGURE RELAZIONI E FUNZIONI MISURE, DATI E PREVISIONI CAMBIAMENTI E RELAZIONI ALGEBRA ALGEBRA INCERTEZZA DATI E CASO ANALISI DEI DATI E PROBABILITA' 2.2.Ambito di valutazione Qui di seguito è riportato un elenco dei possibili oggetti della valutazione (senza pretesa di esaustività) ritenuti particolarmente significativi per valutare la competenza matematica nel primo ciclo. AMBITO DI CONTENUTO OGGETTI DI VALUTAZIONE NUMERI Numeri naturali e loro rappresentazione in base dieci. Addizione e sottrazione fra numeri naturali. Moltiplicazione e divisione fra numeri naturali. Proprietà delle operazioni. Proprietà dei numeri naturali: precedente successivo, pari dispari, doppio, metà ). Operazioni con i numeri interi. Calcolo approssimato. SPAZIO E FIGURE Mappe, piantine e orientamento. Rappresentazione di oggetti nel piano e nello spazio. Semplici figure dello spazio e del piano (cubo, sfera, triangolo, quadrato ). I principali enti geometrici. 12

13 MISURA, DATI E PREVISIONI Il collettivo statistico e i suoi elementi. Prime rappresentazioni di dati (tabelle, pittogrammi, grafici a barre, ecc.). Caratteri qualitativi e quantitativi. Moda, mediana e media aritmetica. Istogrammi. Calcolo di frequenze relative e percentuali. Diagrammi di vario tipo. Evento certo, possibile e impossibile. Probabilità di un evento: valutazione della probabilità di eventi elementari ed equiprobabili. Semplici valutazioni di probabilità di un evento a partire da dati statistici. 3. I processi cognitivi Per i compiti di valutazione distinguiamo alcune sotto-competenze che possono essere valutate attraverso le prove INVALSI: conoscere e padroneggiare i contenuti specifici della matematica (oggetti matematici, proprietà, strutture...); conoscere e padroneggiare algoritmi e procedure (in ambito aritmetico, geometrico...); conoscere e padroneggiare diverse forme di rappresentazione e sapere passare da una all'altra (verbale, scritta, simbolica, grafica,...); sapere risolvere problemi utilizzando gli strumenti della matematica (individuare e collegare le informazioni utili, confrontare strategie di soluzione, individuare schemi risolutivi di problemi come ad esempio sequenza di operazioni, esporre il procedimento risolutivo, ); sapere riconoscere in contesti diversi il carattere misurabile di oggetti e fenomeni e saper utilizzare strumenti di misura (saper individuare l'unità o lo strumento di misura più adatto in un dato contesto, saper stimare una misura, ); acquisire progressivamente forme tipiche del pensiero matematico (congetturare, verificare, giustificare, definire, generalizzare,...); utilizzare la matematica appresa per il trattamento quantitativo dell'informazione in ambito scientifico, tecnologico, economico e sociale (descrivere un fenomeno in termini quantitativi, interpretare una descrizione di un fenomeno in termini quantitativi con strumenti statistici o funzioni, utilizzare modelli matematici per descrivere e interpretare situazioni e fenomeni,...). 13

14 4. Caratteristiche generali delle prove e criteri di formulazione dei quesiti 4.1. Tipi di quesiti Le prove INVALSI di matematica potranno essere, in genere, costituite da quesiti di due diverse categorie: a risposta chiusa e a risposta falsa-aperta. In alcuni dei quesiti si potrà richiedere una breve argomentazione, la spiegazione del percorso seguito per la risoluzione o la giustificazione di alcune affermazioni. Il quadro di riferimento per la rilevazione delle informazioni sugli studenti A corredo delle prove di apprendimento, il Servizio Nazionale di Valutazione propone quest anno per la prima volta un questionario rivolto agli studenti e una scheda destinata alla scuola per la raccolta di alcune informazioni aggiuntive relative agli studenti. L esperienza maturata nella ricerca educativa in ambito nazionale e internazionale ha messo in luce una vasta gamma di aspetti che possono fornire informazioni utili per l interpretazione dei risultati scolastici. Gli strumenti utilizzati per la raccolta delle informazioni sono due, la Scheda di raccolta dati e il Questionario studente (solo per le classi V di scuola primaria e I di scuola secondaria). La Scheda raccolta dati, da compilare a cura delle segreterie scolastiche, serve a rilevare alcune informazioni in possesso della scuola (come i voti scolastici e l orario scolastico), e alcuni dati riguardanti la famiglia di origine (come il titolo di studio o l occupazione dei genitori). 14

15 SINTESI Nell Istituto il percorso valutativo dell allievo prevede: SCUOLA PRIMARIA test d ingresso al primo anno test intermedio al terzo anno test d uscita all ultimo anno Il test d uscita viene somministrato e corretto da docenti della scuola secondaria SCUOLA SECONDARIA test d ingresso in prima test d uscita in terza (somministrazione della prova nazionale dell anno precedente) Si aggiungono inoltre le prove nazionali dell INVALSI, che vengono somministrate durante il secondo ed il quinto anno di scuola primaria, il primo ed il terzo anno di scuola secondaria. I docenti per effettuare la valutazione dell allievo mettono in atto una serie di prove annuali che, per la scuola secondaria di primo grado sono organizzate (pianificate, calendarizzate?) in base alle seguenti indicazioni: Italiano: 2 composizioni scritte, 2 comprensioni del testo (di cui una modello Invalsi) per quadrimestre. Somministrazione annuale di una prova, comune per classi parallele, sul modello Invalsi. Storia: tre prove (orali o scritte)per quadrimestre Geografia: tre prove (orali o scritte) per quadrimestre Cittadinanza: due prove per quadrimestre, di cui una scritta Matematica: quattro prove per quadrimestre 15

16 Scienze: due prove per quadrimestre Inglese: tre prove per quadrimestre Francese: tre prove per quadrimestre Tecnologia: quattro prove per quadrimestre (2 tavole, 2 teoria) Arte: tre prove per quadrimestre (due tavole, uno storia dell arte) Musica: due prove per quadrimestre Religione ed alternativa: due prove per quadrimestre Scienze motorie: quattro prove per quadrimestre 16

17 QUADRO NORMATIVO ISTITUZIONALE LINK Decreto Ministeriale 16 gennaio 2009, n. 5 Criteri e modalità applicative della valutazione del comportamento Legge 30 ottobre 2008, n. 169 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1 settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università Direttiva 15 settembre 2008, n. 74 Aree di intervento individuate dal MIUR per l'attività dell'invalsi nel triennio Direttiva 15 settembre 2008, n. 75 Obiettivi generali individuati dal MIUR per l'attività dell'invalsi nell'a.s Direttiva 19 giugno 2007, n. 52 Obiettivi generali individuati dal MPI per l attività INVALSI Direttiva 25 agosto 2006, prot. n. 649 Integrazioni e modifiche del MPI alla direttiva n. 27/06 del precedente MIUR Direttiva 13 marzo 2006, n. 27 Obiettivi generali individuati dal MIUR per l attività INVALSI Legge 28 marzo 2003, n. 53 Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale È la cosiddetta legge Moratti. L art. 3 è dedicato alla valutazione. Decreto Presidente Repubblica 21 settembre 2000, n. 313 Regolamento recante organizzazione dell Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell istruzione attuativo degli articoli 1 e 3 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 258 Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275 Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59 ANNO SCOLASTICO IL COLLEGIO DOCENTI IL DIRIGENTE SCOLASTICO 17

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