CHI VALUTA, CHE COSA, QUANDO nella scuola Primaria

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1 3. VALUTAZIONE Criteri e indicatori Secondo quanto stabilito dal D.M. 3 ottobre 2007 n. 80, Circolare Miur 10/2009, la legge 122/2009 e dal regolamento sulla valutazione, il Collegio dei Docenti definisce i criteri generali da adottare, in sede di valutazione intermedia e di scrutinio finale, per la valutazione degli studenti ai fini dell ammissione o non ammissione alla classe successiva. Finalità della valutazione: La valutazione è un processo che accompagna lo studente per l intero percorso formativo, perseguendo l obiettivo di contribuire a migliorare la qualità degli apprendimenti. I processi valutativi, correlati agli obiettivi indicati nel P.O.F. mirano a sviluppare nello studente una sempre maggiore responsabilizzazione rispetto ai traguardi prefissati e a garantire la qualità del percorso formativo in coerenza con gli obiettivi specifici previsti per ciascun anno. Premesso che ciascuna situazione va considerata indipendentemente dal contesto generale e ogni alunno va valutato nella sua individualità e globalità, i criteri definiti dal Collegio Docenti sono determinati ad assicurare omogeneità,equità e trasparenza della valutazione, nel rispetto del principio della libertà di insegnamento Affinché il processo di valutazione sia sempre più rispettoso delle singole personalità degli alunni è opportuno ridurre l autoreferenzialità e la soggettiva di chi valuta, anche tramite l uso di strumenti docimologici oggettivi per la Scuola Primaria. Le azioni organizzative che si sviluppano nell Istituto Comprensivo per la valutazione sono: 1. Scuola dell infanzia: prove oggettive di verifica predisposte dalle insegnanti tramite il progetto Pacchetto segni e disegni 2a. Scuole primarie: le prove di verifica di tipo oggettivo predisposte dall'invalsi per le classi seconde e quinte del plesso Caccin. 2b Prove INVALSI per la Scuola Secondaria di 1 grado 3. Progetto SERVISS fornisce dei test da somministrare agli alunni delle classi prime in entrata e delle classi intermedie terze e quarte. 4. Progetto Continuità scolastica scuola dell infanzia, scuola primaria,scuola secondaria di 1 grado che comporta la somministrazione di test in vista della formazione delle classi prime e lo scambio di informazioni con gli insegnanti delle scuola che precedono e seguono la scuola primaria. E attiva da anni la convenzione con il servizio SERVISS dell Università di Padova, che è un referente autorevole esterno per la formazione degli insegnanti e per la validazione dei risultati dell apprendimento degli alunni. Vanno curate le seguenti dimensioni della valutazione: La riflessione sui risultati da parte degli insegnanti e dei genitori interessati ed eventuale adeguamento o revisione degli obiettivi didattici programmati in sede di riunioni collegiali di classe e/o di modulo La comunicazione ai genitori e agli alunni degli esiti delle valutazioni degli apprendimenti ad ogni livello: dell apprendimento del singolo alunno, della situazione della classe e /o di modulo, del plesso, del Circolo. Tutto ciò potrà essere comunicato durante il ricevimento dei singoli genitori, nelle assemblee di classe o di plesso o di circolo nel caso degli esiti della qualità dell offerta formativa e dell organizzazione scolastica. L adeguamento del POF per l anno successivo. CHI VALUTA, CHE COSA, QUANDO nella scuola Primaria 19

2 IL SINGOLO INSEGNANTE Esegue una valutazione formativa sul processo di apprendimento del bambino aiutandolo nella crescita culturale. Valuta quindi anche i risultati della propria programmazione disciplinare al fine di adeguarla in itinere. GLI INSEGNANTI DELLA CLASSE O DEL GRUPPO Valutano a cadenza settimanale l apprendimento dei singoli alunni e l andamento generale dell attività scolastica del gruppo di alunni a loro affidato. Valutano attraverso lo scrutinio finale la non ammissione di un alunno alla classe successiva, secondo i criteri allegati, approvati dal Collegio dei docenti. IL CONSIGLIO DI INTERCLASSE TECNICO Valuta a cadenza quadrimestrale l attività formativa e i progetti educativi. Formula le proposte al Collegio dei docenti dei criteri in merito alla non ammissione alla classe successiva e si riunisce prima dello scrutinio finale per sentire le relazioni sugli alunni da non ammettere IL COLLEGIO DEI DOCENTI Valuta ogni quadrimestre il Piano dell Offerta Formativa. Nelle sue articolazioni valuta in vari momenti dell anno scolastico l attività programmata. Formula i criteri generali che regolano la non ammissione alla classe successiva CRITERI DI NON AMMISSIONE ALLA CLASSE SUCCESSIVA Gli insegnanti della scuola primaria prima di effettuare la valutazione finale di alunni da non ammettere alla classe successiva procedono alla: a) Comunicazione al Consiglio d Interclasse tecnico di plesso b) Informazione dell alunno e dei genitori c) Raccolta dei pareri di eventuali esperti che hanno seguito l alunno La non ammissione sarà possibile solo se l alunno rientrerà in un numero consistente dei seguenti criteri e non sarà possibile se l alunno rientra solo in uno dei criteri. Gli insegnanti dell alunno valuteranno attentamente: 1. Il numero e le cause delle assenze (2/3 in analogia alla scuola media) 2. L immaturità globale del bambino,analizzando le risorse personali e i supporti culturali e organizzativi messi a disposizione dalla famiglia 3. Il raggiungimento dei requisiti minimi previsti dalla programmazione personalizzata nella letto/scrittura (classe prima) e in merito agli obiettivi cognitivi ( altre classi ) Il processo di apprendimento del bambino,tenendo conto dei progressi fatti. Scuola secondaria di 1 grado I docenti partendo dai contenuti delle singole materie e dal programma improntato, faranno riferimento per la valutazione agli indicatori definiti negli incontri per discipline e approvati nelle riunioni di programmazione effettuate nel mese di settembre

3 La verifica degli apprendimenti di tutti gli alunni deve realizzarsi attraverso prove, strutturate e non strutturate, diverse e ripetute nel tempo (in ingresso, in itinere, finali) e deve tendere a quantificare le nuove conoscenze e competenze: nel procedere alla valutazione di una prova si terrà conto del criterio della tendenza centrale il numero delle prove deve essere alto per disporre di elementi di giudizio diversificati e attendibili. La sintesi della valutazione relativa ad ogni prova sarà espressa con il sistema docimologico. La valutazione periodica e annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sarà espressa in decimi. Il docente della disciplina propone il voto in base ad un analisi approfondita desunta dagli esiti di un congruo numero di prove effettuate durante l ultimo quadrimestre. La proposta di voto tiene altresì conto, in sede di scrutinio finale, delle valutazioni espresse in sede di scrutinio intermedio nonché dell esito delle verifiche relative ad eventuali iniziative di sostegno e ad interventi di recupero precedentemente effettuati. Nel rispetto della personalizzazione dell insegnamento e della individualizzazione dei percorsi educativi, nell esprimere il voto il Consiglio di Classe terrà conto, oltre dei risultati oggettivi delle varie prove e verifiche, anche dei seguenti indicatori: Abilità di comprensione, osservazione, collegamento Comportamento e assenze Impegno e partecipazione Metodo di lavoro Grado di socializzazione Livelli di partenza Preparazione raggiunta Livello globale di maturazione Contesto socio-familiare da cui l alunno proviene La votazione sul comportamento degli alunni, attribuita collegialmente dal consiglio di classe secondo i criteri stabiliti nel regolamento di disciplina, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina se inferiore a sei decimi la non ammissione all anno successivo o all esame conclusivo del ciclo. L alunno ha diritto comunque di conoscere in ogni momento i risultati della verifica e i criteri ed i risultati della valutazione delle singole prove Censimento dell utenza e monitoraggio dei livelli di preparazione Al termine di ogni anno scolastico si raccolgono e si analizzano in Collegio Docente i dati riguardanti l utenza scolastica e gli esiti dello scrutinio. Finalità del censimento e del monitoraggio sono: Promuovere una discussione sui risultati Favorire ed individuare criteri/strategie di valutazione comuni Favorire un recupero/potenziamento per gli alunni in difficoltà nel primo periodo di scuola Valutare per prevenire il fenomeno della dispersione e/o di disagio scolastico LA PROGRAMMAZIONE DELL INTERVENTO EDUCATIVO: 21

4 CALENDARIO SCOLASTICO Con la riforma Gelmini dall anno scolastico 2009/10 l orario delle lezioni è di 30 ore settimanali per la Secondaria di 1 grado e di 27 per le classi prime, seconde e terze della Primaria. Le ore di lezione sono di 60 minuti. Il Collegio Docenti, riunitosi il giorno 01/09/11, ha preso atto del calendario stabilito dalla Regione e della nota del Direttore Scolastico Regionale, che ribadisce la competenza della Regione nel formulare il calendario scolastico e che le scuole nella loro autonomia possono adattarlo al territorio ma non ridurlo come tempo scuola. Pertanto il Collegio Docenti ha recepito il calendario scolastico nella sua interezza. L anno scolastico viene diviso in due quadrimestri con separazione il 31/01/11. L orario delle lezioni della Scuola Secondaria di 1 grado prevede la seguente distribuzione: al mattino al pomeriggio nei giorni in cui si svolgono le attività integrative opzionali. GLI ORARI SCOLASTICI della Scuola Primaria Per programmare l intervento educativo gli insegnanti: Elaborano una programmazione educativo- didattica annuale. Stabiliscono i modi, i tempi e i criteri di somministrazione delle prove di verifica sugli apprendimenti disciplinari. Adeguano la programmazione sulla base dei risultati delle verifiche. L orario settimanale si svolge dal lunedì al sabato dalle ore 8.15 alle ore con un rientro al martedì dalle ore alle ore solo per le classi quarte e quinte. Per le prime, le seconde e le terze l orario da Lunedì a Sabato è dalle ore 8.15 alle come previsto dalla riforma. L INTERVENTO EDUCATIVO- DIDATTICO NELLA SCUOLA DELL INFANZIA GLI ORARI SCOLASTICI La scuola dell infanzia si propone come significativo luogo di apprendimento, socializzazione e animazione. Obiettivi generali del processo formativo di questa scuola sono: Contribuire al rafforzamento dei processi di costruzione dell identità nel bambino. Favorire la promozione dell autonomia intellettuale e dell equilibrio affettivo. Sviluppare l intelligenza creativa e il pensiero scientifico. Le attività di apprendimento della Scuola dell infanzia dell Istituto Comprensivo sono organizzate in obiettivi specifici per campi di esperienza che si organizzano attraverso: Attività di laboratori e di sezioni aperte; Attività di gruppo; Attività di piccolo gruppo; Attività per gruppi d'età omogenea. Le attività tipiche sono: laboratorio di psicomotricità laboratorio linguistico laboratorio logico- matematico laboratorio grafico - pittorico - plastico laboratorio di percorsi grafo-motori 22

5 Nella scuola dell infanzia vengono offerti ai genitori alcuni modelli opzionali di orario. Quelli maggiormente scelti sono: a) dalle ore 8.30 alle ore b) dalle ore 8.30 alle ore 12 e con la possibilità di rientro dalle ore alle c) E previsto l anticipo dalle ore 8.00 alle 8.30 solo per chi ne ha fatto motivata richiesta 23

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