Rubrica: EDITORIALE. 23 mila le domande finanziate dalla Regione PIANO DI SVILUPPO RURALE, RADIOGRAFIA DI UN SUCCESSO

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1 Rubrica: EDITORIALE 23 mila le domande finanziate dalla Regione PIANO DI SVILUPPO RURALE, RADIOGRAFIA DI UN SUCCESSO Il successo ottenuto dal Piano di sviluppo rurale gratifica l'impegno dell'assessorato per la divulgazione capillare delle opportunità offerte da questo fondamentale mezzo di lavoro. Il comparto produttivo e molti amministratori locali, infatti, hanno compreso l'importanza di questo strumento che, attivando ingenti risorse comunitarie, è in grado di dare nuova linfa all'economia del territorio. Non saremmo stati in grado di raggiungere i risultati ottenuti senza la fattiva collaborazione del mondo agricolo che si è dimostrato responsabile, paziente di fronte alle difficoltà, capace di comprendere che quanto si va facendo è nell interesse della collettività, con lo scopo di tutelare l agricoltura regionale di fronte alle sfide sempre nuove, che il mercato europeo e internazionale propone quotidianamente. Il Psr, cui è dedicato il Dossier di questo numero della rivista, si è rivelato lo strumento principe per recepire le istanze del mondo della produzione e dell impresa e per supportarle attraverso i fondi comunitari, statali e regionali. Il nostro primo intendimento era proprio quello di far sì che le emergenze con le quali ci confrontiamo ogni giorno trovassero maggiore rispondenza nelle iniziative permesse e finanziabili dal Psr. Non serviva un Piano che elargisse solo finanziamenti, ma uno strumento che permettesse di dare più puntuali risposte alle vicende salienti degli ultimi periodi, mi riferisco alle emergenze che il comparto zootecnico sta vivendo, sia per le produzioni bovine sia quelle ovicaprine, alla necessità di trovare soluzioni alle modifiche che il settore agroindustriale sta subendo, alla necessità di

2 aggiornare gli sbocchi di mercato e rendere più flessibili e articolate le tipologie di spesa che intendiamo finanziare. Dovere dell Assessorato è stato quello di intervenire per una semplificazione dei procedimenti istruttori e dei meccanismi di raccolta della progettualità, per dare maggiori garanzie e certezze ai beneficiari. I risultati ottenuti, oltre ogni rosea previsione, ci rendono assolutamente soddisfatti del lavoro svolto. La risposta del mondo agricolo e agro-industriale è stata così vivace da rendere necessaria una spesa di circa 147 milioni di euro. E non parliamo di impegni di spesa, ma di pagamenti già effettuati! Le domande presentate e finanziate hanno rastrellato il plafond di 40 milioni di euro assegnato alla Regione Lazio dalla Comunità europea, tanto da giustificare la formulazione di nuove richieste per quote aggiuntive rispetto a quelle precedentemente attribuite. Importantissima è stata la recente riapertura dei termini per la presentazione delle domande per investimenti aziendali (misura I.1) e per il miglioramento delle condizioni di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli di qualità (misura I.4). Per tali interventi sono stati messi a disposizione finanziamenti per circa 74,8 milioni di euro, di cui 48,8 milioni di euro (pari a circa 100 miliardi di lire) per la misura I.1, e 26 milioni di euro (pari a circa 52 miliardi di lire) per la misura I.4. A tale somma vanno aggiunte le risorse economiche derivanti dalla mancata realizzazione di progetti già ammessi e finanziati. Entro la fine dell'anno, inoltre, provvederemo alla riapertura dei termini relativi alle altre misure previste dal Piano di sviluppo rurale. Le risorse disponibili sono ingenti, e per essere attivate richiedono uno sforzo da parte del mondo rurale laziale non indifferente che spero continui ad essere proficuo e professionale. Antonello Iannarilli Assessore regionale all'agricoltura Rubrica: IN ITALIA VEGETALI E FRUTTA ANTISTRESS Gli antiossidanti naturali contenuti in vegetali, frutta e vino non solo bloccano i radicali liberi, ma potenziano le capacità della cellula a reagire agli eventi nocivi o eventi stressanti. E' quanto emerso nel primo meeting antinvecchiamento a cui hanno aderito scienziati di fama mondiale che si è svolto a Catania. I lavori hanno confermato la possibilità dell' uomo di potere vivere oltre 100 anni grazie alla regolazione dei radicali liberi normalmente prodotti dal nostro organismo, infatti una minima quantità di radicali liberi è condizione necessaria per un' ottimale funzionalità delle cellule perché portano ad una maggiore efficienza dei sistemi di difesa e una maggiore sopravvivenza cellulare.

3 BIOTECNOLOGIE, MELANZANE RESISTENTI Melanzane senza semi, resistenti al freddo ed anche meno costose sono state messe a punto in Italia, nell'istituto Sperimentale per l'orticoltura dell'università di Verona. Nella melanzana i semi sono spesso duri, di gusto sgradevole e devono essere scartati: la loro assenza e' dunque una caratteristica molto apprezzata dai consumatori. Raggiungere questo risultato finora era possibile applicando alla melanzana l'ormone Iaa, ma si tratta di una tecnica particolarmente impegnativa e costosa. I ricercatori italiani, hanno invece fatto ricorso alle biotecnologie per indurre la melanzana a sviluppare l'ormone: hanno cioè introdotto nella pianta un gene coinvolto nella sua produzione, rendendolo attivo solo nei germogli. Le piante sono risultate più produttive del 30% circa rispetto alle colture tradizionali. NELLA SPESA SEMPRE PIU "TIPICO" Agli italiani piace sempre di più mangiare tipico. Nel 2001, infatti, la spesa domestica di prodotti tipici è stata di milioni di euro con un incremento, su base annua, del 5%. Secondo i dati dell' osservatorio Ismea-Nielsen dalla ripartizione degli acquisti per tipologia di prodotto il primo posto va senza dubbio ai formaggi tipici con una spesa di milioni di euro. A seguire i vini, la cui spesa è stata di 515 milioni di euro e i salumi, il cui volume d'affari è risultato di 459 milioni di euro. Per quanto riguarda l'olio extravergine d'oliva, gli acquisti delle famiglie italiane hanno superato quota 4 milioni di euro. (ANSA) PARTE MASTER SU INFORMAZIONE ALIMENTARE Aumenta la richiesta di corrette informazioni sulla nutrizione. Per questo è nato, a Roma, il primo master in comunicazione e informazione alimentare e nutrizionale. Servirà a formare nuove figure professionali nel settore pubblico e privato in base alla legge 150 del L'iniziativa dell'università romana di Tor Vergata partirà ad ottobre. Obiettivo del master è quello di fornire strumenti per il riconoscimento degli Ogm, dei cibi più o meno biologici, dei prodotti tipici. Il corso durerà 1 anno e si articolerà in 60 crediti formativi; è rivolto non solo ai laureati in Medicine e Chirurgia, Scienze biologiche e Farmacia, ma anche ad altre facoltà, fra cui Scienza della comunicazione, Giurisprudenza, Economia. PARTE MASTER SU INFORMAZIONE ALIMENTARE Aumenta la richiesta di corrette informazioni sulla nutrizione. Per questo è nato, a Roma, il primo master in comunicazione e informazione alimentare e nutrizionale. Servirà a formare nuove figure professionali nel settore pubblico e privato in base alla legge 150 del L'iniziativa dell'università romana di Tor Vergata partirà ad ottobre. Obiettivo del master è quello di fornire strumenti per il riconoscimento degli Ogm, dei cibi più o meno biologici, dei prodotti tipici. Il corso durerà 1 anno e si articolerà in 60 crediti formativi; è rivolto non solo ai laureati in Medicine e

4 Chirurgia, Scienze biologiche e Farmacia, ma anche ad altre facoltà, fra cui Scienza della comunicazione, Giurisprudenza, Economia. INQUINAMENTO PROVOCA STRAGE DI API L'inquinamento sta causando una vera e propria strage di api in tutta Europa. Insieme all'inquinamento anche il clima anomalo è responsabile di un vero e proprio crollo di produzione del miele in Italia: -70%. La stima è del Presidente dell'unione nazionale Associazioni apicoltori italiani. ''Il raccolto - spiega una nota - dovrebbe ammontare a 30 mila quintali, contro i 100 mila dello scorso anno. Le regioni più colpite sono la Toscana, l'umbria e l'abruzzo. Alcuni mieli pregiati come sulla, tarassaco, rododendro e lupinella mancheranno totalmente. Unica ''consolazione'': il poco miele prodotto non rischia contaminazioni, perchè le api cessano di vivere prima di elaborarlo. CRESCONO LE AZIENDE BIOLOGICHE Secondo una nota del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali Aumentano le aziende operanti nel settore biologico: il numero complessivo è passato infatti dalle nel 2000 alle nel 2001, con un incremento del 12%. Sul totale delle aziende, sono imprese agricole, ed operano su una superficie complessiva di un milione 230 mila ettari industrie di trasformazione e 122 aziende di import-export. Riguardo alle produzioni animali, i dati degli organismi di controllo parlano di oltre 330 mila bovini, 328 mila ovicaprini, 25 mila suini e circa 650 mila avicoli allevati secondo metodi biologici. Rubrica: IN EUROPA BIOCOMBUSTIBILI, DUE PROPOSTE DALL UNIONE Il Comitato economico e sociale europeo ha detto sì a due proposte di direttiva destinate a incrementare e sostenere concretamente il ricorso a combustibili più verdi. Si tratta di due provvedimenti, l'uno del Parlamento sulla promozione dell'uso dei biocarburanti nei trasporti, l'altro del Consiglio invece modifica la direttiva 92/81 riguardo alla facoltà di applicare aliquote di accise ridotte a taluni oli minerali che contengono biocarburanti e ai biocarburanti. Il secondo provvedimento consente agli Stati membri di applicare aliquote ridotte di accisa, in considerazione del fatto che oggi per sostituire mille litri di diesel con biocarburanti si deve sopportare un costo aggiuntivo di circa 300 euro. UN TRATTATO PER TUTELARE LA BIODIVERSITA Un trattato per la tutela delle risorse genetiche vegetali che si pone al crocevia fra agricoltura, commercio, difesa dell'ambiente e della bio-diversità, portando maggiore trasparenza e accesso per i paesi più poveri al mercato globale delle sementi. E' il Trattato internazionale sulle risorse genetiche delle piante per l'alimentazione e l'agricoltura firmato alla Fao contemporaneamente, dai 15 paesi dell'unione Europea. Con la firma dei 15 sale a 26 il numero dei paesi che hanno firmato il trattato che entrerà in vigore

5 dopo la ratifica da parte di almeno 40 paesi. PESTICIDI, STOP A 320 PRODOTTI Secondo disposizioni impartite dall Ue circa 320 sostanze - finora utilizzate come prodotti fitofarmaceutici - dovranno scomparire dagli scaffali europei entro luglio La lista dei prodotti ritirati dal commercio - fa sapere oggi la Commissione europea - potrebbe inoltre allungarsi fino ad includere più del 60% dei circa 800 tra insetticidi, erbicidi e pesticidi che erano presenti sul mercato europeo dieci anni fa. La svolta segnata dall'ue in materia di autorizzazione al commercio dei pesticidi prevede che siano le case produttrici o gli utilizzatori a difendere i prodotti, dimostrandone l'innocuità per i consumatori. Le sostanze per le quali non sarà stato presentato nessun dossier entro maggio 2003 non potranno più essere messe in commercio. ACQUA: ITALIA GRANDE CONSUMATRICE Il consumo pro capite d'acqua in Italia è il secondo più alto, alle spalle della Spagna, fra i 15 paesi Ue. Le stime pubblicate da Eurostat, mostrano che il cittadino italiano e quello spagnolo hanno consumato annualmente intorno ai mille metri cubi di acqua pro capite. Anche se entrambi i paesi si trovano ogni anno alle prese con il problema della siccità, nel 1999 in Spagna si è arrivati ad utilizzare 1037 metri cubi di acqua per abitante; appena inferiore è stato invece il consumo medio dell'italiano (975). I meno spreconi sono invece gli abitanti di Danimarca e Lussemburgo (142 metri cubi di consumo pro capite), seguiti da inglesi (257) e finlandesi (296). Notevoli perdite dai rubinetti anche di greci (826), portoghesi (735) e belgi (729). RICONVERSIONE VIGNETI, 124 MLN EURO La Commissione Ue ha approvato per la stagione la concessione di euro destinati alla "ristrutturazione e riconversione" di vigneti italiani, nel contesto di un provvedimento che assegna sussidi per un totale di 443 milioni da distribuire fra otto stati membri. Con una seconda delibera, la Commissione ha inoltre approvato la riallocazione di 42 milioni di euro rimanenti da un fondo di 422 milioni relativo all'anno , ridistribuzione che però non riguarda l'italia. I due paesi ai quali sono stati assegnati i maggiori fondi per il sono - oltre all'italia - la Spagna (circa 157 milioni di euro, per una superficie pari a quasi ettari) e la Francia (95 milioni, 13 mila ettari). BOVINI, VACCINAZIONE D'URGENZA La Commissione europea intende correre ai ripari ed evitare che non si riproduca la grave crisi di afta epizootica, scoppiata nel marzo scorso in Gran Bretagna e poi diffusasi sul continente con gravi conseguenze economiche. David Byrne, responsabile per la sanita' nell'ue, ha infatti annunciato al Parlamento europeo che la Commissione intende proporre la vaccinazione d'urgenza in caso di presenza dell'infezione negli stati membri. ''L'iniziativa di introdurre la vaccinazione potrà essere presa dallo stato membro interessato o da altri stati membri, o ancora su proposta della Commissione. Sarà comunque necessaria l'autorizzazione dei Quindici''. a cura di Franco Ghini

6 Rubrica: LINEA DIRETTA L'ASSESSORE IANNARILLI RISPONDE Sono un allevatore di Allumiere, in provincia di Roma. Da qualche tempo, e sempre più di frequente, cani randagi e altri animali selvatici, causano su tutto il territorio comunale, gravi danni ai nostri allevamenti. Siamo giunti ad una situazione davvero insostenibile! Oltre alla perdita dell'animale, infatti, dobbiamo subire la doppia beffa di dover provvedere noi stessi allo smaltimento delle carcasse, con una spesa che si aggira attorno ai 550 euro. A nome di tutti gli allevatori della zona, sono, pertanto, a sollecitare un intervento risolutivo da parte del suo assessorato, finalizzato ad alleggerire le spese da noi sostenute in tali particolari circostanze. Gentile lettore, l'intervento da lei sollecitato è già un dato di fatto. Nel Lazio, infatti, è entrato in piena fase operativa il "Protocollo per la realizzazione della rete di servizio per lo smaltimento delle carcasse degli animali morti in azienda". Attraverso questa rete di servizio gli allevatori di bovini, ovini, bufalini e caprini possono effettuare, gratuitamente, lo smaltimento delle carcasse degli animali morti in azienda, in conformità alla vigente normativa sul materiale a rischio. Per l'avvio del servizio e per il pagamento dei costi di smaltimento, l'assessorato all'agricoltura ha stanziato euro, equivalenti a circa due miliardi e mezzo di vecchie lire. Per usufruire del servizio, totalmente a carico della Regione Lazio, gli allevatori dovranno segnalare la morte del capo di bestiame alle Associazioni Provinciali Allevatori che provvederanno gratuitamente allo smaltimento delle carcasse. I casi potranno essere segnalati ai numeri telefonici di seguito elencati: A.P.A. di Roma ; A.P.A. di Frosinone ; A.P.A. di Latina ; A.P.A. di Rieti ; A.P.A. di Viterbo L'ASSESSORE IANNARILLI RISPONDE Sono un insegnante di Veroli, in provincia di Frosinone. Durante il mio tempo libero sono solito dedicarmi alla raccolta della cicoria o dei prodotti del sottobosco, come more, fragole e lamponi. Recentemente mi hanno parlato di una legge regionale che regola questo tipo di raccolto, subordinandolo al rilascio di un apposito tesserino, così come previsto in materia di funghi. Caro amico, l'informazione che ha avuto è assolutamente infondata. A tal riguardo posso dire che, nel Lazio,

7 vige la legge n. 32 del 1998 che, al fine di tutelare la conservazione e l'incremento del patrimonio naturale e la salute pubblica, regola la raccolta e la commercializzazione dei funghi epigei spontanei e di altri prodotti del sottobosco. In base a tale normativa, il possesso di un apposito tesserino di autorizzazione è richiesto solo relativamente alla raccolta dei funghi. La legge, prende in considerazione tutti gli altri prodotti del sottobosco, come asparagi selvatici, bacche di ginepro, bacche di mirto, corbezzoli, fragole, lamponi e mirtilli, solo per porre limiti quantitativi di raccolta giornaliera. Comunque, in nessun caso, si fa riferimento alla raccolta della cicoria. Rubrica: AGENDA REGIONALE AL VIA I CINQUE FORUM PROVINCIALI SUI SISTEMI AGROALIMENTARI DEL LAZIO di Daniela Mastromattei La Regione Lazio in collaborazione con gli Enti territoriali e le organizzazioni di categoria, ha organizzato i cinque Forum provinciali sull'agroalimentare finalizzati allo sviluppo e all'approfondimento del dibattito avviatosi con il Forum regionale svoltosi a maggio. Sono previste sessioni di lavoro che coinvolgeranno rappresentanti del settore e delle istituzioni in un'analisi costruttiva dei punti di forza e di debolezza e quindi delle potenzialità del sistema agroindustriale laziale. «Si tratta di un'iniziativa di particolare rilievo che la Regione Lazio e l'arsial hanno voluto proporre in seguito agli ottimi risultati raggiunti con il Forum regionale - ha commentato l'assessore regionale all'agricoltura Antonello Iannarilli - Attraverso un confronto tra tutti i soggetti che costituiscono le singole fasi delle filiere, si cercherà di sviluppare un analisi sui problemi e soluzioni inerenti ai sistemi agricoli laziali. Pertanto, prosegue il cammino per la definizione di una politica veramente innovativa nella nostra Regione». La realizzazione dell'evento è stata possibile grazie alla concreta collaborazione della Union Camere, delle cinque amministrazioni provinciali, dei comuni capoluogo, delle associazioni di categoria (Coldiretti, Confagricoltura, Cia), della Camera di Commercio provinciali, della Azienda Romana per i Mercati. Sulla base del modello organizzativo del Forum regionale, i cinque Forum provinciali saranno articolati su due giornate di lavoro, a cui prenderanno parte, il presidente della Regione, Francesco Storace, l'assessore regionale all'agricoltura, Antonello Iannarilli, il presidente della Commissione regionale agricoltura, Laura Allegrini, il commissario dell'arsial, Andrea Urbani, il presidente Unioncamere Lazio, Andrea Mondello e i presidenti regionali delle organizzazioni professionali agricole. «Abbiamo realizzato una vera e propria sinergia operativa tra Istituzioni, Enti e Organizzazioni interessate. Siamo convinti che il confronto sui sistemi di filiera del settore agroalimentare contribuirà alla definizione dinamica delle linee di indirizzo e programmazione delle politiche di sviluppo tematico a livello regionale e provinciale». Forum provinciali si svolgeranno secondo il seguente calendario:

8 27 e 28 Novembre 2002, Rieti; 11 e 12 Dicembre 2002, Latina; 30 e 31 Gennaio 2003, Roma; 5 e 6 Febbraio 2003, Frosinone; 12 e 13 Febbraio 2003, Viterbo. I lavori proseguiranno il 23 marzo 2003 a Roma con il Forum conclusivo che si svolgerà nell'ambito della Fiera "Agricoltura e Natura" con la partecipazione del Ministro per le politiche agricole Giovanni Alemanno. ANAGRAFE BOVINA ON LINE La Giunta regionale su proposta degli assessori alla Sanità, Vincenzo Saraceni, al Personale, al Demanio, al Patrimonio e all'informatica, Giulio Gargano, e all'agricoltura, Antonello Iannarilli, ha definito le modalità per la gestione dell'anagrafe bovina nel Lazio, a seguito del modifiche apportate dal decreto interministeriale del 31 gennaio Il provvedimento conferma l'architettura dell'anagrafe bovina preesistente che prevede un Centro operativo regionale presso l'istituto zooprofilattico sperimentale delle regioni Lazio e Toscana. Tutte le informazioni fornite da allevatori, macelli, servizi veterinari e Asl, organizzazioni professionali agricole e associazioni di categoria, saranno convogliate nel nodo regionale attraverso la rete Internet. Le organizzazioni degli allevatori saranno coinvolte direttamente attraverso delle convenzioni operative da sottoscrivere con l'istituto zooprofilattico. L'anagrafe bovina è disciplinata da regolamenti comunitari che individuano nell'allevatore il responsabile della produzione del dato (nascita, morte, vendita, macellazione del capo) e prevede delle sanzioni che possono arrivare fino all'abbattimento dei capi dei quali non si è in grado di conoscere l'origine. Il sistema è fruibile da tutti i soggetti coinvolti. «È inoltre prevista - ha spiegato Saraceni - la realizzazione di un sistema informativo unico per la gestione delle attività dei servizi veterinari e la costituzione di un'unità operativa dedicata all'anagrafe bovina nelle Asl. A tale scopo le aziende sanitarie potranno assumere, previa autorizzazione della Regione, anche personale a tempo determinato necessario alla gestione dell'anagrafe bovina, in deroga al blocco delle assunzioni». «Tutte le informazioni raccolte dalle Asl - ha aggiunto Gargano - dovranno transitare per il nodo regionale prima di giungere alla banca dati nazionale. Per questa ragione abbiamo ideato un Sistema informativo unico per la gestione dei servizi, coerentemente con i nostri obiettivi di e-government. Grazie a questo processo, in un prossimo futuro i consumatori potranno accedere via Internet a tutte le informazioni anagrafiche sulla carne che si intende acquistare attraverso il codice identificativo dell'animale contenuto nell'etichetta delle confezioni e tramite il cartello esposto appositamente dal negoziante». «Tale sistema di anagrafe - ha dichiarato Iannarilli - è funzionale sia alle attività sanitarie che a quelle relative alla corresponsione dei premi agricoli comunitari. Grazie ad esso saranno disponibili informazioni certe sull'origine degli animali e dei prodotti della zootecnia. È un fondamentale supporto ai progetti di tracciabilità avviati dalla Regione Lazio che prevedono l'identificazione elettronica degli animali e la loro etichettatura» LINGUA BLU, MISURE DI SOSTEGNO

9 La Giunta regionale ha adottato una serie di misure di sostegno per gli allevatori danneggiati dalla diffusione del morbo della Lingua blu. Il provvedimento prevede un indennizzo per il mantenimento del benessere degli ovini in azienda, che, a causa del divieto di movimentazione, non possono transumare. Attualmente, infatti, secondo le vigenti disposizioni sanitarie, circa 13mila capi non possono uscire dai rispettivi allevamenti. Inoltre, il medesimo provvedimento prevede iniziative finalizzate alla razionalizzazione dello smaltimento delle carcasse degli animali morti in azienda, onde evitare problemi igienico-sanitari. In particolare, contempla la creazione di una rete di servizio cui gli allevatori di bovini e ovini potranno fare riferimento per effettuare, a costi omogenei su base regionale, il corretto trattamento delle carcasse, secondo la vigente normativa. «Per fronteggiare l'emergenza Lingua blu e risolvere le problematiche relative allo smaltimento delle carcasse animali - ha spiegato l'assessore all'agricoltura, Antonello Iannarilli - la Giunta ha già stanziato 1 milione e mezzo di euro. Questa somma sarà impiegata nell'immediato per sostenere il comparto produttivo. Gli aiuti saranno quantificati di concerto con le organizzazioni professionali agricole e con le associazioni degli allevatori. Sarà inoltre creata una rete di servizi di supporto gestita a livello territoriale dalle associazioni degli allevatori per il ritiro, il trasporto e la distruzione del materiale a rischio». NUOVI FONDI PER ALLEVATORI DEL LAZIO La Giunta regionale ha approvato lo stanziamento nuovi fondi all' Associazione Regionale Allevatori del Lazio (Aral) per lo svolgimento delle attività connesse alla selezione del bestiame di interesse zootecnico. Il provvedimento consente all'aral di usare circa 420 mila euro per la tenuta dei libri genealogici, per l'attuazione di controlli funzionali del bestiame, per la certificazione ISO del laboratorio di analisi del latte e per il miglioramento genetico del bestiame. «Nel ha spiegato l'assessore all'agricoltura, Antonello Iannarilli - la Regione Lazio ha stanziato, complessivamente, a favore dell'aral euro per lo svolgimento delle attività connesse alla selezione del bestiame. Fino ad ora, per ragioni di economia e in applicazione di quanto disposto dalla Legge Finanziaria Regionale, tale somma è stata impiegata nella misura dell'85%». «In considerazione delle nuove e delicate attività che l'aral è tenuta a svolgere (quali, ad esempio, la certificazione ISO del laboratorio di analisi del latte e le azioni di miglioramento genetico del bestiame), abbiamo ritenuto - ha concluso - di dover procedere all'impiego dell'intero stanziamento di bilancio, rendendo disponibile l'ulteriore somma di 420 mila euro» FITOFARMACI, CORSI PER "PATENTINO" Sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio (Burl) n 20, supplemento n 5 del 20 luglio 2002, è stato pubblicato il regolamento per il rinnovo e il rilascio dell'autorizzazione all'acquisto e all'impiego dei prodotti fitosanitari molto tossici, tossici e nocivi. Il nuovo regolamento adottato dalla Giunta regionale prevede la realizzazione di corsi di formazione e aggiornamento ai quali sono obbligati a partecipare tutti coloro (agricoltori, vivaisti, ditte di disinfestazione) che intendono chiedere o rinnovare il "patentino" che consente l'impiego dei fitofarmaci. Il superamento dell'esame finale è condizione indispensabile per l'ottenimento di tale autorizzazione. I corsi di preparazione alla prova di esame saranno organizzati, d'intesa con le Unità sanitarie locali, dagli Uffici speciali decentrati per l'agricoltura e dagli enti riconosciuti che da anni si occupano di assistenza tecnica e corsi di formazione. «I corsi - ha spiegato Iannarilli - affronteranno gli aspetti legislativi, tecnici, sanitari, tossicologici e ambientali dell'uso dei fitofarmaci e si pongono come obiettivo la tutela della salute degli operatori e dei cittadini, la tutela dell'ambiente e la valorizzazione delle produzioni agricole». «L'affidamento di questi corsi agli enti riconosciuti - ha concluso Iannarilli - permetterà di organizzarne in maggior numero e di snellire la procedura di rilascio e di rinnovo del patentino, anche in funzione del fatto che il 31 dicembre 2002 scadrà la

10 proroga che ha consentito finora l'impiego dei vecchi patentini». PSR, RIAPERTI I BANDI La Giunta regionale ha approvato l'avviso pubblico per la presentazione delle domande nell'ambito del Piano di sviluppo rurale (Psr) per effettuare investimenti aziendali (misura I.1) e per il miglioramento delle condizioni di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli di qualità (misura I.4). Per tali interventi sono stati messi a disposizione finanziamenti per circa 74,8 milioni di euro, di cui 48,8 milioni di euro (pari a circa 100 miliardi di lire) per la misura I.1, e 26 milioni di euro (pari a circa 52 miliardi di lire) per la misura I.4. A tale somma vanno aggiunte le risorse economiche derivanti dalla mancata realizzazione di progetti già ammessi e finanziati. Le domande per accedere ai finanziamenti potranno essere presentate a decorrere dalla data di pubblicazione del bando sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio (Burl), fino al 30 giugno 2004 per la misura I.1 e sino al 30 giugno 2003 per la misura I.4. «Dopo una prima fase nella quale è stato ammesso un rilevante numero di progetti - ha spiegato l'assessore all'agricoltura, Antonello Iannarilli - sta partendo una nuova stagione di avvisi pubblici per una ulteriore raccolta di domande». «Tra le più importanti novità introdotte - ha proseguito Iannarilli - ci sono i "bandi aperti", ovvero la possibilità di presentare domande in un arco temporale molto ampio che sarà intervallato da operazioni cicliche di valutazione e ammissione delle domande ritenute idonee. Inoltre, sono state adottate notevoli semplificazioni procedurali sia nella fase della presentazione delle domande, grazie allo strumento dell'autocertificazione, sia nella successiva fase istruttoria e di erogazione rese anch'esse assai più snelle». 3 MILIONI DI EURO PER I MERCATI ORTOFRUTTICOLI Approvato il regolamento di attuazione che fissa le modalità di erogazione di contributi destinati ai mercati agroalimentari del Lazio, ritenuti «strategici per la crescita economica». «Per agevolare gli operatori dei mercati all'ingrosso, assisterli nel processo di sviluppo e sostenere l'ammodernamento delle strutture - ha affermato l'assessore alle Attività produttive, Francesco Saponaro - la Giunta ha stabilito un apposito fondo nel bilancio regionale. A questo proposito, i contributi, di cui potranno avvalersi sia il Centro agroalimentare di Roma (Car) che il Mercato ortofrutticolo di Fondi (Mof), ammontano a circa 3 milioni e 100mila euro, corrispondenti a 6 miliardi di vecchie lire». «Il nostro intervento - ha aggiunto Saponaro - tende proprio ad agevolare gli imprenditori opranti in questi mercati, e a tale scopo finanzia opere infrastrutturali, l'ammodernamento di quelle esistenti, impianti, macchinari, attrezzature, arredi, analisi di mercato e software». Entro 60 giorni dalla pubblicazione del provvedimento sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio (Burl) del regolamento, Car e Mof dovranno presentare domanda e progetti alla Regione Lazio (Direzione regionale allo Sviluppo economico). NUOVO ELENCO DEGLI ATTREZZI DA PESCA Approvato il nuovo elenco degli attrezzi da pesca il cui utilizzo è consentito nelle acque interne del Lazio. L'elenco, che è articolato in due sezioni, indirizzate ai pescatori professionali e ai pescatori sportivi, regolamenta l'utilizzo di reti volanti da posta, reti da circuizione, trappole, tramaglio, filaccione, reti da fondo, bertovello, sciabica, mazzangola, bilancia, lenza, guada piccola, canna e guadino. Introduce, inoltre, la facoltà per le amministrazioni provinciali di stabilire l'obbligo dell'apposizione sugli attrezzi di contrassegni che indichino la proprietà delle reti. «Il

11 provvedimento - ha dichiarato l'assessore all'agricoltura, Antonello Iannarilli - è stato elaborato insieme con l'agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione in agricoltura, Arsial, e concordato con le Province e le organizzazioni di settore. Potrà essere ulteriormente perfezionato secondo le indicazioni che ci perverranno dai pescatori». L'elenco sostituisce un precedente documento elaborato nella passata legislatura che aveva dato adito a dubbie interpretazioni a causa di una non chiara esposizione, creando non pochi disagi ai pescatori e agli organismi di vigilanza ittica. «La rivisitazione del preesistente elenco degli attrezzi da pesca - ha spiegato Iannarilli - si è resa necessaria per venire incontro alle esigenze di chiarezza e serenità degli operatori ittici che lavorano sui fiumi e nei laghi». L'atto dovrà ora passare al vaglio del Consiglio regionale. 12 MLN DI EUR PER OPERE IDRAULICHE Alla Regione Lazio arriveranno 2,5 milioni di euro destinati al Programma regionale di sviluppo agricolo e 4,6 milioni di euro per interventi urgenti e misure di prevenzione delle aree a rischio idrogeologico. Lo ha deciso la Conferenza Stato-Regioni che ha approvato, tra gli altri provvedimenti, il riparto del fondo di rotazione per l'agricoltura e i programmi integrativi per la difesa del suolo. Il primo stanziamento servirà a sostenere lo sviluppo agricolo nel Lazio, mentre il secondo finanziamento sarà diretto alle opere di stabilizzazione di frane, consolidamento dei versanti stradali, regimazione delle acque superficiali, difesa dalle inondazioni nei Comuni di Norma ( Latina ), Ceprano e Cervaro ( Frosinone ), Santopadre, Torrice e Camerata Nuova ( Rieti ). Per la programmazione di ulteriori interventi urgenti e la realizzazione di misure di prevenzione del rischio idrogeologico sono stati destinati alla Regione ulteriori 4,8 milioni di euro. PESCA, RIAPERTI I TERMINI La Regione, ha disposto la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di finanziamento in materia e acquicoltura. La legge regionale numero 43 dell'89 consente il finanziamento, mediante erogazione a fondo perduto, di iniziative di miglioramento delle attività di pesca e acquicoltura e si affianca al programma comunitario Sfop ( Strumento finanziario di orientamento della pesca ). Gli interventi finanziabili nel Lazio riguardano, in particolare, l'ammodernamento e la realizzazione di imbarcazioni adibite alla pesca nelle acque interne e marittime, oltre alla ristrutturazione e alla costruzione di impianti di acquicoltura. " Il settore della pesca e dell'acquicoltura si è mostrato in forte fermento - ha dichiarato l'assessore Iannarilli -. Per far fronte alle numerosissime domande pervenute abbiamo agito attraverso due strumenti: la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di finanziamento previste dalla legge 43 dell'89 e lo stanziamento di ulteriori fondi a favore del programma comunitario Sfop ". " Nello specifico, sul programma comunitario Strumento finanziario di orientamento della pesca - ha aggiunto Iannarilli - sono stati traslati nuovi fondi regionali ammontanti a 500 mila euro. L' obiettivo è di fornire al settore tutto il sostegno necessario per affrontare le sfide del mercato ". Le domande per accedere ai contributi previsti dalla Legge 43/89 devono essere inoltrate entro 15 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio. MALTEMPO, A ROMA E VITERBO PROCLAMATO LO STATO DI CALAMITA' La Giunta regionale, su proposta dell'assessore all'ambiente, Marco Verzaschi, ha proclamato lo stato di calamità naturale per le province di Roma e Viterbo colpite dal maltempo il 10 e l'11 agosto

12 scorso. Per quanto riguarda il territorio della Capitale, le avverse condizioni meteorologiche hanno interessato, in particolare, il XIX e il XX municipio, zone Prima Porta - Cassia e Boccea. " La Regione - ha dichiarato l'assessore Verzaschi - durante i giorni dell'alluvione, ha fatto la sua parte intervenendo tempestivamente attraverso l'ardis, l'agenzia regionaleper la difesa del suolo, che ha agito anche al di fuori delle proprie competenze e della propria giurisdizione per contrastare gli effetti devastanti degli allagamenti ". Si tratta di un ulteriore intervento della Regione per fare fronte all'evento calamitoso - ha proseguito l'assessore Verzaschi - con cui viene anche richiesta la dichiarazione dello stato di emergenza, con gli interventi straordinari dello Stato per contrastare la situazione di grave crisi che si è creata, non affrontabile con le risorse e i mezzi ordinari ". I nubifragi, le precipitazioni intense e il vento forte, infatti, hanno causato non solo frane, smottamenti, allagamenti, piene e straripamenti dei corsi d'acqua, ma hanno richiesto, in alcuni casi, anche l'evacuazione della popolazione dalle proprie abitazioni per motivi di sicurezza. " Di conseguenza - ha spiegato l'assessore Verzaschi - si rendono necessarie ingenti risorse finanziarie per la riparazione dei danni, per interventi strutturali di prevenzione e per opere idrauliche, al fine di consentire il ripristino delle condizioni di agibilità e sicurezza ". PROPOSTA NUOVA DISCIPLINA DELLE " AREE AGRICOLE " Le modifiche previste nella proposta di legge presentata dall'assessore all'urbanistica e alla Casa, Armando Dionisi, e approvata dalla Giunta regionale riguardano la disciplina delle zone agricole e anticipano quella che sarà definita dal nuovo Testo unico di legge urbanistica. Vengono assunti alcuni orientamenti finora emersi nel corso degli studi della Commissione Cassese che sta per concludere i propri lavori. Tale disciplina segue i criteri che hanno ispirato la vigente legge 38/99, componendo con più efficacia le esigenze di tutela del territorio agricolo con quelle delle connesse attività produttive. A tal fine sono stai rivisti quegli aspetti che hanno generato le maggiori difficoltà interpretative e attuative da parte di una molteplicità di Comuni e sostituite alcune procedure che hanno richiesto numerose proroghe dei termini di applicazione, fin dai primi mesi della sua entrata in vigore. UNA SEDE PER LA XXI COMUNITA' MONTANA E' stata innaugurata alla presenza dell'assessore agli Affari istituzionali ed Enti locali, Donato Robilotta, la sede della XXI Comunità montana - ha dichiarato Robilotta - è effettivamente operante, dopo aver risolto, assieme a noi, gran parte dei problemi che ne aveva ritardato il decollo. Voglio comunque confermare che continuerò a stare vicino agli amministratori di questa Comunità montana a testimonianza del grande interesse che la Regione pone per tutte le forme di associazionismo comunale. Le Comunità montane rappresentano un riferimento istituzionale e gestionale. Se ben operante, possono garantire l'efficienza dei servizi destinati alla popolazione montana, spesso disagiata. A tal proposito, vorrei annunciare che è nostra intenzione modificare la legge regionale sulla montagna, anche a seguito della modificadel titolo V della Costituzione che conferisce maggiori competenze alle Regioni ". " Questo è l'anno internazionale della montagna - ha aggiunto Robilotta - in occasione del quale, d'intesa con la delegazione regionale dell'uncem, abbiamo promosso il " Salone della Montagna " che si terrà dal 6 al 15 dicembre presso la Fiera di Roma, coinvolgendo anche le Province, i Comuni e le forze economiche e sociali ". " Sarà una straordinaria occasione - ha concluso Robilotta - per affrontare le problematiche relative alla montagna, proprio per assumere iniziative anche comuni, destinate a far conoscere una realtà a volte dimenticata, che invece rappresenta una straordinaria risorsa ".

13 UNA SEDE PER LA XXI COMUNITA' MONTANA E' stata innaugurata alla presenza dell'assessore agli Affari istituzionali ed Enti locali, Donato Robilotta, la sede della XXI Comunità montana - ha dichiarato Robilotta - è effettivamente operante, dopo aver risolto, assieme a noi, gran parte dei problemi che ne aveva ritardato il decollo. Voglio comunque confermare che continuerò a stare vicino agli amministratori di questa Comunità montana a testimonianza del grande interesse che la Regione pone per tutte le forme di associazionismo comunale. Le Comunità montane rappresentano un riferimento istituzionale e gestionale. Se ben operante, possono garantire l'efficienza dei servizi destinati alla popolazione montana, spesso disagiata. A tal proposito, vorrei annunciare che è nostra intenzione modificare la legge regionale sulla montagna, anche a seguito della modificadel titolo V della Costituzione che conferisce maggiori competenze alle Regioni ". " Questo è l'anno internazionale della montagna - ha aggiunto Robilotta - in occasione del quale, d'intesa con la delegazione regionale dell'uncem, abbiamo promosso il " Salone della Montagna " che si terrà dal 6 al 15 dicembre presso la Fiera di Roma, coinvolgendo anche le Province, i Comuni e le forze economiche e sociali ". " Sarà una straordinaria occasione - ha concluso Robilotta - per affrontare le problematiche relative alla montagna, proprio per assumere iniziative anche comuni, destinate a far conoscere una realtà a volte dimenticata, che invece rappresenta una straordinaria risorsa ". I FIORI DEL LAZIO IN MOSTRA A FLORMART Anche quest'anno il Lazio è stato presente al Flormart, il Salone internazionale del florovivaismo, alla Fiera di Padova. La nostra Regione è stata rappresentata da 33 aziende leader nel settore della produzione dei fiori recisi, dei tappeti erbosi e delle piante aromatiche in vaso. La floricoltura laziale concorre alla produzione lorda vendibile nazionale con un apporto del 5 per cento. Le aziende floricole sono e coltivano circa ettari, quelle vivaistiche sono 300 e dispongono di 300 ettari. Nell'ultimo periodo è stato registrato un grosso incremento nella produzione delle piante aromatiche in vaso destinate al commercio con il mercato estero. " Il florovivaismo laziale - ha dichiarato l'assessore all'agricoltura Antonello Iannarilli - è un settore dinamico e in continuo sviluppo, anche tecnologico, con grandi potenzialità. Pertanto abbiamo avviato una pianificazione organica, volta a razionalizzare lo sviluppo commerciale e organizzativo dell'intero comparto, sia relativamente al mercato interno che a quello estero. Rubrica: IL PUNTO UN PROGETTO PER LE SCUOLE DEL LAZIO: SAPERE I SAPORI PERCHE' UN PIANO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE? Alimentarsi è convivialità, piacere, storia, cultura ma, è sotto gli occhi di tutti la tendenza dei giovani a preferire modelli alimentari dove l'aspetto sensoriale lascia il posto alla omogeneità e ripetitività del gusto, favorite dall'uso indiscriminato dei prodotti industrializzati e dalla produzione di prodotti agro-alimentari che non hanno più identità ambientale e temporale. La scuola, agenzia formativa e informativa privilegiata, ha il compito di promuovere stili di vita all'acquisizione di sane abitudini alimentari ed in questa ottica si inserisce il progetto " Sapere i Sapori ". Sua finalità

14 primaria è favorire, nelle giovani generazioni, scelte alimentari consapevoli che tengano conto dei gusti e disgusti dello studente e sollecitino il " riappropiarsi " dei prodotti agroalimentari della propria regione come alternativa alla omologazione dei sapori e come salvaguardia del territorio e della biodiversità. Il progetto, infatti, si propone anche di creare una relazione tra mondo della scuola e mondo della produzione, finalizzata all'orientamento scolastico e lavorativo, di costruire un archivio della cultura e delle tradizioni locali, le cui radici storiche possano essere recuperate attraverso un'azione di ricerca diretta sul territorio e, infine, di attuare iniziative di informazione e formazione destinate ai docenti e alle famiglie, per la divulgazione delle finalità del progetto.. COME SI E' REALIZZATO Il progetto, promosso dall'assessorato all'agricoltura della Regione Lazio, è stato redatto con il contributo di un gruppo di insegnanti di scuole elementari e medie. Esso consta di una parte didattica che fornisce la guida alla realizzazione delle attività in classe e di una parte esecutiva che definisce fasi, azioni, raccordi tra scuola e territorio, oltre la creazione di appositi organismi di raccordo per garantire al contempo un coordinamento regionale e l'autonomia delle singole scuole. I destinatari del progetto risultano non solo gli alunni della scuola dell'obbligo e, dallo scorso anno, delle scuole superiori, ma anche i docenti, i genitori, i nonni e le persone preposte all'alimentazione dei giovani stessi. Al progetto, che si è sviluppato nell'arco di quattro anni e si avvia alla quinta annualità, hanno aderito 370 scuole, che diventano circa 450 se si considera il ridimensionamento degli istituti, con la partecipazione di: n 2921 classi n 3677 docenti n alunni come risulta dal monitoraggio a cui hanno risposto l'85% delle scuole. Il progetto è stato strutturato in 10 percorsi formativi: - Cibo ed emozioni - Percorso storico - Il laboratorio scientifico in classe - Dieta mediterranea - Prodotti tipici - Noi e gli altri - Etichetta, pubblicità, consumi - Sicuri a tavola - Dal convenzionale al biologico - Il vino e i giovani

15 Con tale strutturazione non si è voluto dividerlo in tante piccole parti separate, ma si è tentato di schematizzare le molteplici implicazioni individuabili in un itinerario didattico, il più possibile esaustivo, attraverso percorsi che rappresentano i diversi aspetti di uno stesso argomento. Tali risultati del progetto sono stati resi noti durante la conferenza stampa del 23 ottobre, alla presenza dell'assessore Iannarilli e del ministro Alemanno. MOTIVARE PER EDUCARE Il metodo suggerito, per la realizzazione delle attività dei singoli percorsi, è quello di un coinvolgimento attivo degli alunni sollecitando in loro curiosità, voglia di capire, di modificarsi per migliorare, mantenendo costante il riferimento alla realtà. Facendo perno sulla sfera emotiva, permettendo all'alunno di " raccontarsi ", svolgendo indagini sul proprio vissuto, sulle proprie sensazioni, facendo esperienze nei " laboratori del gusto ", anche l'aspetto culturale e l'apprendimento scolastico diventano una spontanea necessità di soddisfare la loro curiosità. Visitare un'azienda agricola per ripercorrere i luoghi di produzione degli alimenti, sentirne gli odori, vederne i colori, comprendere che vi è un legame tra cibo, ambiente e salute, conoscere le tecniche di coltivazione realizzando orti biologici nei giardini delle scuole; conoscere la filiera produttiva di un alimento e le tecniche di trasformazione, visitandone le aziende, sensibilizzare alle problematiche relative alla informazione e alla tutela dei consumatori incontrando esperti del settore, sono azioni che contribuiscono alla formazione consapevole del consumatore soggetto e non oggetto. Non sempre, però, le scuole sono riuscite a trovare strutture adeguate ad accogliere le classi sia per la mancata conoscenza della tipologia e della dislocazione sul territorio delle suddette aziende, sia per ina eccessiva cautela dei produttori a far circolare nei propri spazi gli studenti. Si rende quindi necessaria da parte dei produttori una maggiore collaborazione con il mondo della scuola per facilitare la conoscenza dei prodotti tipici del territorio, consentendone una più ampia divulgazione, attraverso azioni informative e promozionali sul campo con il duplice vantaggio di favorire la commercializzazione dei prodotti locali e di contribuire al recupero di abitudini alimentari legate alla cultura e alle tradizioni del territorio. LA COMUNICAZIONE Tra gli aspetti innovativi di questo progetto va sottolineato quello che ha promosso il suo successo: la Comunicazione. Comunicazione come apertura della Scuola del Mondo che la circonda. Per attuare questo aspetto sono stati programmati dalle singole scuole incontri tra alunni, operatori della scuola, genitori, esperti, autorità pubbliche. Gli incontri hanno avuto lo scopo di sensibilizzare, informare, coinvolgere l'opinione pubblica sui temi che da sempre si affrontano tra le mura della classe per amplificarne la portata tra le pareti di ogni abitazione, ufficio competente, attività commerciale, che possa consentire di realizzare fattivamente gli obiettivi che il progetto si propone. Momenti molto significativi si sono avuti durante le manifestazioni delle Giornate Regionali, organizzate a Roma. Entusiastica e partecipativa è stata la risposta della Scuola che ha inondato con i lavori degli studenti di tutte le età le sale che accoglievano personalità molto rappresentative della Regione Lazio, del mondo agricolo e della scuola. Tra gli altri hanno partecipato il Presidente della Regione, gli Assessori all'agricoltura e alla Sanità della Regione Lazio, il presidente dell'istituto di ricerca e sperimentazione ( Irre ), le rappresentanze delle varie associazioni agricole, esperti del settore. Tutti hanno testimoniato la convinzione che attraverso la Scuola si possono raggiungere mete difficilmente raggiungibili con altri mezzi, soprattutto quando i soggetti risultano essere i giovani e l'azione deve risultare formativa. La Regione Lazio ha creduto nella Scuola e la Scuola le ha dato

16 ragione! COME PARTECIPARE Il progetto è aperto a tutte le Scuole dell'obbligo del Lazio e a 60 Istituti Superiori che: - si impegnino a partecipare con almeno tre classi - che elaborino un progetto, inserito nel Pof, che persegua le finalità di " Sapere i Sapori ". Ogni scuola individua un docente che si impegnerà a coordinare il progetto del proprio istituto e a seguire un corso di formazione specifico. La scuola che aderisce al progetto riceverà un finanziamento di circa 1000 euro, finalizzato alla realizzazione del progetto stesso. INFO Per avere maggiori informazioni ci si può rivolgere al Gruppo di Progetto: Marina Rabagliati tel. 06/ oppure A.L. Anelli: L. Piraccini: E. Signorile: P. Zuccaro: Rubrica: DOSSIER GLI INTERVENTI SUL TERRITORIO AL VIA IL PIANO DI SVILUPPO RURALE UNO STRUMENTO FONDAMENTALE PER IL RILANCIO DEL SISTEMA AGRO- INDUSTRIALE REGIONALE. GLI INVESTIMENTI AMMONTANO A 852,1 MILIONI DI EURO. Il Piano di sviluppo rurale , costituisce uno strumento fondamentale per il rilancio del sistema agro-industriale regionale; inserendosi nell'ambito delle strategie introdotte dall'agenda 2000, è attuativo del Regolamento Cen del 1999 e del relativo regolamento di applicazione n. 1750/99. Il documento elaborato dall'assessorato all'agricoltura è stato adottato dalla Giunta regionale e ratificato dal Consiglio il 1 agosto 2000.

17 Attualmente, costituisce il più importante riferimento programmatico per il comparto agricolo, forestale e agro-industriale non trascurando i temi agro-ambientali, di eco-compatibiltà, di salvaguardia e sviluppo dell'ambiente rurale nel suo complesso. Coerente agli indirizzi comunitari, il Psr pone come obiettivo prioritario la crescita delle aree rurali sotto il profilo econimoco e sociale, in un'ottica di tutela e valorizzazione delle risorse ambientali. Gli investimenti previsti dal piano ammontano complessivamente a 852,1 milioni di euro ( pari a miliardi di lire ) di cui miliardi di lire di spesa pubblica costituita da fondi comunitari, nazionali e regionali e i restanti da quota privata. Il Piano è articolato su sei annualità ( ) e prevede interventi per il rafforzamento della centralità dell'impresa e della azienda agricola nel processo di sviluppo rurale; per il sostegno alle popolazioni e ai sistemi territoriali rurali, sia in termini di fruibilità dei servizi che di offerta di opportunità per la realizzazione di un modello di sviluppo integrato e diversificato; per garantire il rispetto e la salvaguardia dell'ambiente esaltandone il valore, la ricchezza e la qualità. Il Psr si sviluppa, quindi, in tre Assi prioritari: efficienzadel sistema agricolo e agro-industriale; diversificazione economica e qualità della vita nelle aree rurali; agroambiente e tutela del territorio. LE MISURE PREVISTE I tre assi contemplano le seguenti misure e azioni: MISURA I. 1 Azione A.1 - Investimenti nelle aziende agricole Azione A.2 - Commercializzazione e prima trasformazione di prodotti agricoli in azienda MISURA I. 2 - Insediamento dei giovani agricoltori MISURA I. 3 - Formazione MISURA I. 4 - Miglioramento delle condizioni di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli MISURA II. 1 - Diversificazione delle attività agricole e delle attività agricole e delle attività affini Azione P.1 - Diversificazione dell'attività agricola, reti agrituristiche, turismo verde, percorsi blu, fattorie didattiche Azione P.2 - Ippoterapia, maneggi e centri di equitazione MISURA II. 2 - Incentivazioni delle attività turistiche e artigianali Azione S.1 - Incentivazione delle attività turistiche in ambito rurale Azione S.2 - Incentivazione delle attività artigianali MISURA II. 3 - Miglioramento della commercializzazione dei prodotti agricoli di qualità MISURA II. 4 - Gestione 4 delle risorse idriche

18 MISURA II. 5 - Sviluppo e miglioramento delle infrastrutture rurali Azione R.1 - Miglioramento della viabilità rurale Azione R.2 - Miglioramento delle dotazioni idriche rurali MISURA II. 6 - Servizi essenziali per l'economia e la popolazione rurale MISURA II. 7 - Rinnovamento e miglioramento dei villaggi e protezione e tutela del patrimonio rurale MISURA II. 8 - Miglioramento fondiario MISURA III. 1 - Misure agroambientali Azione F.1 - Produzione integrata Azione F.2 - Agricoltura biologica Azione F.3 - Inerbimento delle superfici arboree Azione F.4 - Riconversione dei seminativi in prati, prati-pascoli e pascoli Azione F.5 - Altri metodi di produzione compatibili con le esigenze dell'ambiente Azione F.6 - Coltivazioni a perdere Azione F.7 - Gestione dei sistemi pascolativi a bassa intensità Azione F.8 - Tutela della biodiversità animale Azione F.9 - Tutela della biodiversità vegetale MISURA III. 2 - Zone svantaggiate MISURA III. 3 - Imboschimento delle superfici agricole MISURA III. 4 - Altre misure forestali Azione I.1 - Raccolta, trasformazione e commercializzazione prodotti della selvicoltura Azione I.2 - Associazione forestale Azione I.3 - Miglioramento ecologico, sociale ed economico delle foreste Azione I.4 - Ricostituzione bosche danneggiati e prevenzione Azione I.5 - Mantenimento e miglioramento della stabilità ecologica delle foreste MISURA III. 5 - Tutela dell'ambiente in relazione all'agricoltura, alla selvicoltura, alla conservazione delle risorse naturali nonchè al benessere degli animali.

19 NOVITA' E SEMPLIFICAZIONI La revisione del documento di programmazione, approvata dai Servizi della Commissione europea, nella seduta del comitato Star del 29 maggio scorso, ha introdotto grandi opportunità di intervento e alcune semplificazioni procedurali che garantiscono maggiore facilità di accesso agli aiuti previsti. Le modifiche principali hanno riguardato: - la rimodulazione del piano finanziario che ha consentito un'equa ridistribuzione delle risorse di cui hanno beneficiato misure in stato di sofferenza finanziaria, in particolare, quelle a carattere prevalentemente agricolo; - l'introduzione di una nuova misura di intervento per la ricomposizione fondiaria; - l'ampliamento dei settori di intervento per le misure degli investimenti aziendali ( I.1 ) e della trasformazione agroindustriale ( I.4 ); - una sostanziale revisione delle misure della commercializzazione ( II.3 ) e del miglioramento fondiario ( II.8 ), che ha previsto, principalmente, l'allargamento delle tipologie di intervento, dei soggetti beneficiari e degli ambiti territoriali; - la possibilità di intervenire, per le misure attualmente soggette a limitazione territoriale, anche ai comuni che nel Piano sono definiti in classe 3, ovvero con sviluppo medio; - l'introduzione, per le misure agroambientali, di ulteriori colture eleggibbili a premio ( castagno e noce da frutto ), l'allargamento degli ambiti di intervento e, soprattutto, la revisione delle condizioni di impegno in materia di avvicendamenti colturali. Questi cambiamenti si sono resi necessari per rendere il Piano di sviluppo rurale più funzionale e rispondente alle esigenze del territorio.sono il risultato di un'ampia concertazione svolta dall'assessorato con gli operatori del settore e delle organizzazioni rappresentative e sono il frutto dell'esperienza acquisita durante l'attività amministrativa regionale. Per l'utilizzo delle risorse finanziarie abbiamo provveduto alla elaborazione di avvisi pubblici per la raccolta e l'istruttoria delle domande e dei progetti, così da acquisire sul territorio le istanze dei produttori agricoli e degli enti pubblici. Recentemente sono stati pubblicati i bandi per la presentazione delle domande nell'ambito del Piano di sviluppo rurale ( Psr ) per effettuare investimenti aziendali ( misura I.1 ) e per il miglioramento delle condizioni di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli di qualità ( misura I.4 ). Soltanto per tali interventi la Regione Lazio ha messo a disposizione finanziamenti per circa 74,8 milioni di euro, di cui 48,8 milioni di euro ( pari a circa 100 miliardi di lire ) per la misura I.1, e 26 milioni di euro ( pari a circa 52 miliardi di lire ) per la misura I.4. A tale somma vanno aggiunte le risorse economiche derivanti dalla mancata realizzazione di progetti già ammessi e finanziati. Questo nuovo programma di interventi è importante non solo perchè dà il via a una nuova stagione di avvisi pubblici, ma anche per le rilevanti novità che presenta. In particolare, è la prima volta, nell'ambito di tale tipologia di intervento che si presentano i cosiddetti " bandi aperti ", ovvero si offre la possibilità di presentare domande in un arco temporale molto ampio che sarà intervallato da operazioni cicliche di valutazione e ammissione di quelle ritenute idonee. Inoltre, sono state adottate notevoli semplificazioni procedurali, sia nella fase della presentazione delle domande, grazie allo strumento dell'autocertificazione, sia nella successiva fase istruttoria e di erogazione. Relativamente a queste due misure di intervento le domande per accedere ai finanziamenti potranno essere presentate fino al 31 giugno 2004 per la misura I.1 e fino al 30 giugno 2003 per la misura I.4.

20 I risultati ottenuti attraverso il Psr si sono rivelati al di sopra di ogni previsione e ci rendono assolutamente soddisfatti del lavoro svolto.fino ad oggi il nostro Assessorato ha effettuato pagamenti pari a 147 milioni di euro esaudendo la richiesta di operatori agricoli. Tali risultati ci hanno spinto a chiedere un nuovo intervento da parte della Comunità Europa con lo stanziamento di quote maggiori a quelle precedentemente attribuite. La Regione Lazio potrà così utilizzare le risorse economiche non spese da altre regioni e da altri paesi membri. Il Psr rappresenta, dunque, anche per il futuro, un'occasione da non perdere per la compagine imprenditoriale laziale e per gli amministratori locali, attivando ingenti risorse per trasformare il territorio e consolidare il sistema produttivo agroindustriale laziale. LE STRATEGIE NELLE CINQUE PROVINCE RAFFORZARE LA CENTRALITA' DELL'IMPRESA, SOSTENERE LE POPOLAZIONI, REALIZZARE UN MODELLO DI SVILUPPO INTEGRATO, GARANTIRE LA SALVAGUARDIA DELL'AMBIENTE Il Psr nell'intero periodo di programmazione, veicola circa miliardi di lire di spesa pubblica, cofinanziati da una rilevante partecipazione di fondi comunitari e nazionali, ai quali è associato l'intervento finanziario regionale. Al sostegno pubblico deve sommarsi la quota privata di investimento. L'obiettivo globale del Psr è il consolidamento dello sviluppo delle aree rurali, inteso come obiettivo di crescita armonica sotto il profilo economico e sociale, in una logica attenta alle esigenze di tutela e valorizzazione delle risorse ambientali. Tale obiettivo viene perseguito mediante una strategia complessiva che risulta coerente con le priorità individuate dall'analisi dei fabbisogni di intervento, vale a dire: rafforzare la centralità dell'impresa e dell'azienda agricola nel processo di sviluppo rurale; sostenere le popolazioni e i sistemi territoriali rurali, sia in termini di fruibilità dei servizi, che di offerta di opportunità per la realizzazione di un modello di sviluppo integrato e diversificato; garantire il rispetto e la salvaguardia dell'ambiente esaltandone il valore di ricchezza territoriale e fonte di sviluppo e qualità della vita per la collettività regionale. ( Fonte Dipartimento Sviluppo Agricolo e Mondo Rurale ). Il Psr si articola in tre assi prioritari: Asse 1 - Efficienza del Sistema agricolo e agro-industriale Asse 2 - Diversificazione economica e qualità della vita nelle aree rurali Asse 3 - Agroambientale e tutela del territorio Il primo asse comprende interventi volti alla promozione di investimenti mirati al miglioramento delle strutture aziendali e dei prodotti agricoli, mediante l'ammodernamento e la razionalizzazione dei processi produttivi e la riqualificazione degli operatori del settore. Si compone di quattro misure: investimenti nelle aziende agricole, insediamento dei giovani agricoltori, formazione, miglioramento delle condizioni di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Il secondo asse prevede interventi per la diversificazione economica e il miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali ed è mirato ad attenuare le difficoltà di determinate aree e debolezza economica e strutturale, tramite l'incentivazione di attività complementari o alternative a quella agricola. L'asse si articola in otto misure: diversificazione delle attività agricole e delle attività affini; incentivazione delle attività turistiche e artigianali; miglioramento commercializzazione dei prodotti agricoli di qualità; gestione delle risorse idriche; sviluppo e miglioramento delle infrastrutture rurali; servizi essenziali per l'economia e la popolazione rurale; rinnovamento e miglioramento dei

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