DOSSIER EGITTO. Aprile A cura del Settore Crediti Corporate

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1 DOSSIER EGITTO Aprile 2008 A cura del Settore Crediti Corporate

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3 CONTENUTO Presenza e operatività delle banche italiane in Egitto, assetto e performance del settore bancario egiziano ed altri elementi di approfondimento su questioni economico-finanziarie Dati macroeconomici relativi all Egitto e rapporti con l Italia Dati di sintesi sul sistema bancario egiziano 3

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5 Presenza e operatività delle banche italiane in Egitto, assetto e performance del settore bancario egiziano ed altri elementi di approfondimento su questioni economico-finanziarie 5

6 Indice 1. Le Banche Italiane in Egitto 1.1 Presenza delle banche italiane in Egitto 1.2 Accordi di collaborazione tra banche italiane e banche egiziane 1.3 Dati sull operatività delle banche italiane con l Egitto 1.4 Valutazione del rischio Paese Egitto 2. Elementi di approfondimento sull evoluzione del sistema bancario egiziano 2.1 Struttura e assetti proprietari del sistema bancario egiziano 2.2 Riforme ed evoluzione del settore bancario egiziano 2.3 Effetti del programma di riforme e performance del settore bancario 2.4 Credito bancario: principali dati di settore 2.5 Prospettive di applicazione dell Accordo di Basilea 2 e utilizzo degli IFRS (cenni) 3. Altre questioni economiche e finanziarie rilevanti ai fini delle relazioni bilaterali 3.1 Programma di riforme 3.2 Indicatori di Investment e Business Climate 3.3 Rapporti con le Istituzioni Finanziarie Internazionali 3.4 Politiche di integrazione regionale 3.5 Iniziative bilaterali 3.6 Rapporti con gli Stati Uniti 3.7 Rapporti con l Unione Europea 6

7 1. Le Banche Italiane in Egitto Presenza delle banche italiane in Egitto In Egitto è presente Intesa Sanpaolo, che nell ottobre del 2006 ha acquistato l 80% di Bank of Alexandria, sesta banca del Paese per total assets (4,6 miliardi di euro a settembre 2007 con una quota di mercato del 3,7%). Bank of Alexandria opera come banca universale, con 5600 dipendenti, una rete di circa 200 sportelli sull intero territorio nazionale ed oltre clienti (cfr. par. 2.2) Intesa Sanpaolo e Banca Monte Paschi Siena dispongono inoltre di due uffici di rappresentanza al Cairo. Il Gruppo Unicredit si avvale della pluriennale esperienza di un consulente in loco per seguire la clientela business nell area. BNP Paribas (capogruppo di Banca Nazionale del Lavoro) è operativa in Egitto dal 1975 con una succursale, BNP Paribas Le Caire, che dispone di oltre 50 sportelli in varie regioni del Paese (Il Cairo, Alessandria, Hurgada, Sharm El-Sheikh, Ramadam, Mansoura, Port Said, Suez, Luxor, October City, Obour City, Sohag, Porto Sokhna). Infine, Crédit Agricole (della quale Cariparma e Friuladria fanno parte) controlla per il 59,44% il Crédit Agricole Egypt 2, anch essa presente con oltre 50 agenzie nei vari Governatorati. 1.2 Accordi di collaborazione tra banche italiane e banche egiziane Alcune banche hanno optato per una presenza sul mercato in forma indiretta, attraverso accordi di collaborazione con intermediari locali. In particolare, da un indagine effettuata presso le banche italiane più attive sui mercati internazionali, è emerso che cinque gruppi bancari italiani hanno stipulato accordi con banche egiziane, finalizzati all assistenza della reciproca clientela ed alla gestione delle rimesse degli immigrati. 1 Il presente documento è stato redatto sulla base delle seguenti fonti: African Development Bank; Banca Europea per gli Investimenti; Banca Mondiale Doing business Report ; Banca Mondiale, 2006 Economic Developments and Prospects Middle East and North Africa Region; Central Bank of Egypt; CIA-The World Factbook; A.Cicogna, I sistemi bancari del Nord Africa, Bancaria Editrice; COMESA; Economist Intelligence Unit; Eurostat; Federation of Egyptian Banks; ICE; International Monetary Fund; ISTAT; Klaus Enders, Egypt Searching for Binding Constraints on Growth, IMF Working Paper WP/07/57, Marzo 2007; Ministry of Economic Development; Office of the United States Trade Representative; Organization for Economic Co- Operation and Development; Rilevazioni ABI; SACE; Sahar Nasr, How Sustainable and Irreversible is the Banking Sector Reform in Egypt?, Oxford University, Novembre 2006; Sintesi 2000 srl; UIC-Banca d Italia; UN Comtrade; Unctad; Unione Europea; World Economic Forum. 2 Crédit Agricole Egypt, costituita nel settembre 2006 con la fusione di Calyon Bank Egypt e Egyptian American Bank, è controllata per il 59,44% dal gruppo Crédit Agricole; il secondo maggiore azionista è il gruppo Mansour and Maghrabi Investment and Development (MMID), private equity investment company. 7

8 Circa le prospettive di sviluppo dell attività delle banche italiane sul mercato egiziano, dalla medesima indagine è emerso l interesse a monitorare il mercato e a valutare l opportunità di un ulteriore ampliamento delle linee di credito in essere e di un rafforzamento della collaborazione con nuove controparti, laddove si registri un incremento della domanda da parte degli operatori. 1.3 Dati sull operatività delle banche italiane con l Egitto Al fine di disporre di informazioni dettagliate ed aggiornate sull operatività del sistema bancario italiano con l Egitto, nel mese di febbraio 2008 è stata condotta una specifica indagine presso il Gruppo di Lavoro Relazioni Internazionali dell ABI, composto dalle maggiori banche italiane più attive sui mercati esteri. Nella tabella che segue sono riportati i risultati quantitativi di tale indagine. Plafond Complessivo (mln di ) Plafond utilizzato (totale impegni in essere e disponibilità a (mln di ) Febbraio 2008) con Sace senza Sace Totale con Sace export altro** senza Sace export altro** Totale Util./ Totale Totale a breve 62,0 468,6 568,6 5,4 5,4 0,0 267,8 265,1 2,6 273,2 48% Totale a m.l.t. 44,8 313,3 370,1 11,7 11,7 0,0 162,0 159,0 3,0 173,7 47% Totale* 106,8 781,9 938,7 17,1 17,1 0,0 429,7 424,1 5,6 446,8 48% *Si segnala che gli importi stanziati sul medio-lungo sono comprensivi di alcuni plafond segnalati dalle banche come indistinti tra breve e lungo termine. **Finanziamenti concessi, anche attraverso succursali, a società locali partecipate da imprese italiane, e/o ad imprese a capitale interamente straniero; finanziamenti per l acquisto titoli di Stato e di partecipazioni in società private. Complessivamente risulta un plafond stanziato di 938,7 milioni di euro, di cui 446,8 milioni utilizzati (48% del totale) 3. Il 61% del plafond è destinato ad operazioni a breve, mentre il rimanente 39% è allocato sul medio-lungo termine. Tale allocazione riflette la natura della domanda di finanziamento per l operatività delle imprese con l Egitto, che è sbilanciata sull export a breve prevalentemente di prodotti chimici e materiali plastici, piccola metallurgia, strumenti e componentistica per impianti. L 89% del plafond stanziato non prevede copertura assicurativa ed è allocato maggiormente sul breve termine (61% del totale). 3 Rispetto agli altri Paesi del Nord Africa, il plafond Egitto risulta inferiore solo a quello del Marocco, rilevato nel settembre 2006 e pari ad oltre 1,9 miliardi di euro di cui 1,4 milioni utilizzati (74% del totale). Il plafond Tunisia risultava, a dicembre 2006, pari a 512 milioni di euro di cui 176 milioni utilizzati (35% del totale) e quello Algeria, a marzo 2007, era pari a 544,6 milioni di euro, di cui 130,7 milioni utilizzati (24% del totale). 8

9 Il plafond SACE (11% del totale) è allocato per il 58% sul breve termine. Per quanto riguarda più in dettaglio il livello di utilizzo delle risorse, il plafond senza copertura SACE (429,7 milioni di euro, pari al 96% del totale) è utilizzato quasi interamente per finalità export (99% del totale). Il plafond SACE (17,1 milioni di euro, pari al 4% del totale) è utilizzato per il 68% del totale sul medio-lungo termine. Il plafond SACE, oltre al finanziamento di specifiche operazioni, comprende anche stanziamenti destinati a linee di credito; cinque tra le maggiori banche italiane hanno inserito l Egitto nell ambito delle convenzioni stipulate con la società assicurativa per un plafond residuo disponibile di 20 milioni di euro. 1.4 Valutazione del rischio Paese Egitto A febbraio 2008, Moody s e Standard & Poor s assegnavano all Egitto un rating accettabile con attenzione, pari rispettivamente a Ba1 e BB+ (secondo le due agenzie non sussiste pericolo di insolvenza a breve termine ma vi è vulnerabilità nel caso di mutamenti delle condizioni di equilibrio economico generale). Per quanto riguarda la valutazione del rischio Paese effettuata dalla SACE che segue la classificazione stabilita in sede OCSE da uno specifico gruppo a cui partecipano le Export Credit Agencies dei Paesi dell Organizzazione, l Egitto (a dicembre 2007) si colloca nella quarta categoria di rischio (su sette), con un atteggiamento assicurativo di apertura senza restrizioni. 2. Elementi di approfondimento sull evoluzione del sistema bancario egiziano 2.1 Struttura e assetti proprietari del sistema bancario egiziano Il sistema bancario egiziano consta, a dicembre 2007, di 41 banche con attivi totali pari a mila miliardi di lire egiziane, circa 121 miliardi di euro 4. Il settore è dominato da sei banche pubbliche, tre commerciali (National Bank of Egypt 5, Banque Misr e Banque du Caire) e tre specializzate (Egyptian Arab Land Bank, Principal Bank 4 Central Bank of Egypt, Monthly Bulletin, Febbraio

10 for Development and Agriculture Credit e Industrial Development Bank of Egypt), che detengono, a giugno 2007, il 44,9% degli assets di settore (il 56,6% a dicembre 2006). Le banche private (locali ed estere) e in joint venture (anche con partner esteri) sono ventotto e includono tra le altre Bank of Alexandria, Commercial International Bank, HSBC Egypt, Crédit Agricole Egypt, Barclays Bank Egypt, Suez Canal Bank, Egyptian Saudi Finance Bank. In particolare, le banche private locali detenevano, a dicembre 2006, il 15,14% degli assets di settore, mentre le banche estere controllavano il 28,19% degli assets di settore. Sono presenti infine sette filiali di banche estere: National Bank of Abu Dhabi, Citibank, Arab Bank, Bank of Nova Scotia, Mashreq Bank, National Bank of Greece e National Bank of Oman. Si segnala che la Banca Centrale non concede attualmente autorizzazioni per l apertura di nuove sussidiarie (ovvero per la costituzione ex novo di un intermediario nel mercato) e di succursali di banche estere, pur non essendovi limiti stabiliti dalla normativa. Ciò in quanto le Autorità ritengono che vi sia già un numero elevato di operatori sul mercato e attribuisce priorità all ingresso di intermediari esteri nel capitale di banche locali già esistenti. Nella tabella n. 1 sono riportate le prime dieci banche del mercato egiziano per totale attivo a dicembre Tab. 1 Prime dieci banche per totale attivo (milioni di dollari, dicembre 2006) Banca Assets Proprietà 1 National Bank of Egypt Stato 2 Banque Misr Stato 3 Banque du Caire Stato 4 5 Nationale Société Générale Bank Commercial International Bank Société Générale (Francia, 77%) Privati locali 25,9%, altre partecipazioni di origine estera 6 Bank of Alexandria Intesa Sanpaolo (Italia, 80%) Arab African International Stato 49%, Kuwait Investment Authority (51%) Bank Faisal Islamic Bank of Stato 13,8%, Dar-al-Maal Al- Islami Trust 37%, Shamil Egypt Bank of Bahrain 9,33% 9 HSBC Bank Egypt HSBC (UK, 94,53%) 10 Crédit Agricole Egypt Crédit Agricole 46,35% e Calyon 13,09% (Francia) Fonte: Sintesi 2000 srl 5 La NBE a giugno 2007 deteneva il 24% degli assets totali. 10

11 2.2 Riforme ed evoluzione del settore bancario egiziano L attuale struttura del sistema bancario egiziano è il prodotto di numerose trasformazioni. Per lungo tempo il settore pubblico ha rappresentato il principale cliente delle banche statali, arrivando ad assorbire il 75% dei prestiti all inizio degli anni novanta; inoltre, la partecipazione pubblica nelle banche ha prodotto inefficienze nella governance delle stesse. Come risultato, il sistema bancario, all inizio degli anni novanta, era caratterizzato da bassi livelli di concorrenza, innovazione e scarsa performance. Nel 1991 il Governo ha avviato una serie di riforme economiche e di politiche di aggiustamento strutturale, che prevedevano, tra l altro, la liberalizzazione e modernizzazione del sistema finanziario. Tali misure hanno favorito l introduzione di nuovi strumenti finanziari e monetari e hanno gettato le basi per la creazione di un quadro legale favorevole alla privatizzazione delle istituzioni finanziarie; tuttavia, nonostante l annuncio iniziale del Governo, nessuna delle banche pubbliche fu privatizzata e anche le partecipazioni detenute dallo Stato in banche locali rimasero ancora elevate. Alla fine degli anni novanta, il peggioramento delle condizioni macroeconomiche portò numerose imprese alla bancarotta. Il sistema bancario ne subì le conseguenze, registrando bassi livelli di concorrenza, incremento di non performing loans (NPL), bassa qualità degli attivi e debole governance. Successivamente, nel settembre 2004, il Governo ha approvato un nuovo programma di riforme di ampia portata, il Financial Sector Reform Program per il , finalizzato a sviluppare un sistema finanziario solido, efficiente, competitivo e orientato al mercato. Il piano si articola su quattro assi 6 : i) consolidamento e privatizzazione del settore; ii) iii) iv) ristrutturazione finanziaria e amministrativa delle banche pubbliche; riduzione dei NPLs; rafforzamento del sistema di supervisione del settore. Significativi progressi sono stati compiuti nell implementazione delle riforme previste. Grazie ad una serie di operazioni di acquisizione e fusione, il numero di intermediari si è ridotto da 60 nel 2004 agli attuali 41. Inoltre sono state vendute 12 delle 17 partecipazioni pubbliche in banche locali. A seguito di queste dismissioni, lo Stato ha ridotto la sua presenza nel settore alle tre banche pubbliche, le tre banche specializzate e, in misura non totalitaria, 6 Central Bank of Egypt, Annual Report

12 nelle seguenti banche: 46,1% nella Egyptian Workers Bank, 75,7% nella Export Development Bank, 42% nella Housing & Development Bank e 29,9% nella Misr Iran Development Bank. Nell ottobre 2006 è stata avviata la prima privatizzazione di una banca pubblica, Bank of Alexandria, acquisita per l 80% da Intesa Sanpaolo, per un valore totale dell operazione pari a 1,6 miliardi di dollari. Il 15% delle azioni è stato invece collocato in borsa e la quota residua del 5% è stata riservata ai dipendenti della banca. Al momento dell acquisizione, Bank of Alexandria rappresentava la terza banca del Paese per rete distributiva e total assets (4,7 miliardi di euro, con una quota di mercato del 5,5%) ed un patrimonio netto di circa 400 milioni di euro. Infine, nel secondo semestre 2007 il Governo ha indetto la gara di privatizzazione di un altra banca statale, Banque du Caire, dopo il fallito tentativo di fusione con Banque Misr. Il processo di vendita delle quote pubbliche nelle banche locali ha favorito la progressiva entrata nel mercato egiziano di banche estere ed in particolare di quelle arabe. L Arab Banking Corporation ha acquisito la Egypt Arab African Bank, HSBC la Egyptian British Bank e Société Générale ha comprato il 77,17% della National Société Générale Bank, che ha a sua volta incorporato la Misr International Bank nell ottobre Crédit Agricole Egypt (controllata al 59,44% dal Gruppo Crédit Agricole) è stata costituita nel settembre 2006, a seguito della fusione tra Calyon Bank Egypt, la sussidiaria del Gruppo Crédit Agricole, e la Egyptian American Bank. La greca Piraeus Bank ha acquisito la Egyptian Commercial Bank nel Inoltre, la libanese Blom ha rilevato la Misr Romanian Bank 7 a dicembre 2005 e la libanese Audi ha acquisito, a marzo 2006, Cairo Far East Bank. Infine, nell agosto 2006, il gruppo del Bahrain Ahli United Bank ha ottenuto l 89,3% della Delta International Bank, rinominata Ahli Unites Bank Egypt. Complessivamente sono otto le banche egiziane acquisite da banche estere negli ultimi anni e la quota sugli assets totali delle banche estere (non arabe) e delle banche arabe nel mercato egiziano, era pari rispettivamente al 18,5% ed al 9,6% ad ottobre Per quanto riguarda la ristrutturazione delle banche ancora a capitale interamente pubblico, a partire dal 2005 esse sono sottoposte ad una revisione contabile in conformità ai principi internazionali. 7 Misr Romanian Bank, creata nel 1977 come una joint venture Romena-Egiziana, dispone di tre succursali in Egitto e quattro in Romania. 8 Fonte: Federation of Egyptian Banks. 12

13 Rispetto al terzo pilastro del programma di riforme, relativo alla riduzione delle sofferenze in portafoglio, sono state costituite specifiche NPL management unit sia presso la Banca Centrale che presso le banche pubbliche e private, consentendo la regolazione ed il riscadenzamento di circa il 50% dei crediti in sofferenza (cfr. par. 2.3). Il Governo si è impegnato a ricapitalizzare le banche statali grazie ad un piano di sostegno che prevede stanziamenti per un totale di 8,7 miliardi di dollari, cofinanziato dalla Banca Mondiale, dagli Stati Uniti (6,4 miliardi di dollari), dalla Banca Africana di Sviluppo (500 milioni di dollari) dallo stesso Governo (500 milioni di dollari). Tale piano, approvato nel settembre 2006, si poneva come obiettivi il consolidamento del settore bancario, l aumento della partecipazione del settore privato nel sistema bancario-finanziario, la sua ristrutturazione attraverso la riduzione del 50% della quota di NPL entro la fine del Nell ambito di tale piano, le quattro banche pubbliche hanno sottoscritto un accordo con il Ministero per gli Investimenti sull ammontare di debiti irregolari (26 miliardi di lire egiziane, circa 4,6 miliardi di euro) dovuti da imprese pubbliche statali. A gennaio 2006, il Governo ha acquistato i NPL di Bank of Alexandria, pari a 6,9 miliardi di lire egiziane (circa 1,2 miliardi di euro) ed è stato raggiunto un accordo anche per i restanti 19,1 miliardi di lire egiziane (3,3 miliardi di euro) di National Bank of Egypt, Banque Misr e Banque du Caire. Infine, il quarto pilastro del programma di riforme del 2004 prevedeva l ammodernamento ed il rafforzamento della supervisione del settore bancario, l allineamento alle best practices internazionali e l introduzione di meccanismi di supervisione risk-based. In quest ambito, la Central Bank of Egypt (CBE) ha firmato un protocollo con la Banca Centrale Europea e quattro banche centrali dell Unione Europea (Banca d Italia, Deutsche Bundesbank, Banque de France e Banca di Grecia) per un programma biennale di assistenza tecnica al fine di rafforzare la funzione di supervisione. 2.3 Effetti del programma di riforme e performance del settore bancario A seguito delle riforme attuate e delle operazioni di privatizzazione, il mercato bancario e finanziario si è potuto sviluppare ulteriormente attraverso la creazione di fondi di investimento, di società di asset management, di venture capital e di credit bureaux; è stato altresì introdotto un meccanismo di assicurazione dei depositi. L impatto della ristrutturazione istituzionale e finanziaria è tuttavia visibile in maniera disomogenea sulla redditività: il ROA è aumentato leggermente dallo 0,5% nel 2002 allo 13

14 0,9% nel 2006 mentre il ROE ha subito un aumento più marcato, dall 8,9% nel 2002 al 17,4% nel Tali indicatori risultano molto più bassi per le banche pubbliche rispetto a quelle private (grafici n.1 e n.2), come conseguenza dell incremento degli accantonamenti a fronte dei crediti in sofferenza, dell inefficiente allocazione dei fondi, nonché di bassi livelli di intermediazione finanziaria registrati dalle banche statali. Graf. 1 Return-on-Assets Graf. 2 Return-on-Equity Banche private 20 Banche private 15 Sistema bancario 15 Sistema bancario 10 5 Banche pubbliche 10 5 Banche pubbliche Fonte: Sahar Nasr, How Sustainable and Irreversible is the Banking Sector Reform in Egypt?, Oxford University, Novembre Inoltre, il rapporto tra non performing loans e prestiti totali è aumentato dal 16% nel 1999 al 24,7% a dicembre Secondo alcune analisi 11, la ristrutturazione finanziaria attraverso lo scambio di NPL con titoli di Stato in portafoglio influirà positivamente sugli indicatori di solvibilità, ma non avrà necessariamente effetti sui costi, sui ricavi e sulla redditività. La tabella seguente (n. 2) compara gli indicatori di solvibilità e redditività dei settori bancari nei Paesi del Nord Africa. Tab. 2 Indicatori di solvibilità e redditività (2006) Marocco Algeria Tunisia Egitto NPL/prestiti totali 10,9 34,2 19,2 25,0 Return on Assets 1,3 0,6 0,2 0,6 Return on Equity 17,4 13,9 9,1 10,7 Fonte: elaborazione su dati Banca d Italia 9 International Monetary Fund, Art IV Consultation, IMF Country Report No. 07/380, Dicembre International Monetary Fund, Global Financial Stability Report, Ottobre Sahar Nasr, How Sustainable and Irreversible is the Banking Sector Reform in Egypt?, Oxford University, Novembre

15 Per quanto riguarda l intermediazione finanziaria, il rapporto tra prestiti e depositi si attesta al 54,4% (a giugno 2007), al di sotto della media mondiale dell 86% e pari alla metà del valore registrato nelle economie industrializzate, in media del 110% (in Italia è pari al 114% a gennaio 2008). Tale rapporto è diminuito negli ultimi anni (84% nel 2000) ad indicare che l intermediazione finanziaria non si è sviluppata. Inoltre, solo una piccola parte dei fondi mobilizzati sono destinati al settore produttivo, ed ancora meno al settore privato, nonostante il rapporto depositi/pil sia circa il 100%, più elevato di molti Paesi emergenti 12. Le banche infatti tendono a prediligere l investimento in titoli di Stato o altri non-loan assets 13. A giugno 2006 il settore bancario egiziano deteneva l 80% dei titoli del Tesoro outstanding (63% a giugno 2007), confermando politiche di investimento prudenti e una scarsa propensione e/o capacità delle banche di selezionare progetti di investimento redditizi in cui impiegare i propri fondi. Il settore bancario finanzia quindi il deficit pubblico di bilancio (- 7,5% nel 2007) e circa il 20% dell attivo totale è costituito da titoli pubblici (11,6% le banche pubbliche e 8,4% le banche private a giugno 2006). Analizzando più in dettaglio il portafoglio titoli 14 (pari a 180,9 miliardi di lire egiziane a marzo 2007, circa 24 miliardi di euro), emerge come il 30,1% del totale sia investito in Government bonds, il 29,7% in Treasury bills, il 17,6% in CBE notes, il 13,7% in azioni di imprese ed il 6,9% in obbligazioni estere (graf. n. 3). Graf. 3 Struttura del portafoglio bancario (in miliardi di LE, marzo 2007) CBE notes; 31.8 obbligazioni estere; 12.5 Treasury bills; 53,7 azioni di imprese; 24.8 obbligazioni non statali; 3.4 Government bonds; 54,5 Fonte: elaborazione su dati CBE 12 Tra l altro, anche a livello di penetrazione territoriale, l Egitto presenta una densità di sportelli inferiore a quella tipica delle economie a reddito medio-basso (4,4 sportelli ogni abitanti). In particolare, in Egitto sono presenti 4,1 sportelli per abitanti, contro 6,8 della Libia, 8,1 del Marocco e 9,8 della Tunisia (Fonte: A. Cicogna, I sistemi bancari del Nord Africa Bancaria Editrice). 13 Sahar Nasr, Op. cit. 14 Central Bank of Egypt, Monthly Bulletin, Febbraio

16 Infine, con la nuova legge bancaria, Banking and Money Law del 2003, è stato richiesto alle banche di adottare entro la fine del 2005 (termine successivamente rinviato al 2008) nuovi requisiti minimi di capitale, cinque volte più elevati rispetto a quelli precedentemente in vigore (da 100 milioni a 300 milioni di lire egiziane per le banche locali, equivalenti a circa 20 e 60 milioni di dollari, e da 15 a 50 milioni di dollari per le filiali di banche estere). Tuttavia, nonostante le nuove disposizioni regolamentari, le banche pubbliche rimangono sottocapitalizzate, con un rapporto equity/assets intorno al 4%, rispetto al 7% delle banche private. 2.4 Credito bancario: principali dati di settore Nell anno fiscale 2007 (che si chiude a giugno) i finanziamenti del settore bancario sono aumentati del 9% rispetto al periodo precedente, raggiungendo i 353,7 miliardi di lire egiziane (circa 46,5 miliardi di euro), pari al 37,7% degli attivi aggregati ed al 53,7% dei depositi. L incremento ha riguardato principalmente i finanziamenti in valuta estera (+ 24%) rispetto a quelli in valuta locale (+4%). L aumento dei prestiti in valuta estera è riconducibile essenzialmente alla crescita dell indebitamento delle imprese private del 18% rispetto all anno precedente, raggiungendo complessivamente i 76 miliardi di lire egiziane (circa 10 miliardi di euro), pari rispettivamente al 72% dei prestiti ed al 49% dei depositi in valuta estera. Dalla tabella n. 3 emerge come il finanziamento alle imprese pubbliche sia aumentato tra il 1991 ed il 2000 e tra il 2002 ed il 2005, per poi ridursi rispettivamente tra il 2000 ed il 2002 e tra il 2005 ed il In particolare, nell ultimo anno (giugno 2007) è diminuito del 26% in relazione al periodo precedente. Per quanto riguarda il settore privato, oltre al notevole aumento registrato nei finanziamenti alle imprese (+ 745% tra il 1991 ed il 2007), un incremento esponenziale si rileva nel credito alle famiglie (+ 3383% tra il 1991 ed il 2007). 16

17 Tab. 3 Credito bancario per settori (milioni di LE) dic Totale Valuta locale Governo Imprese pubbliche Imprese private Famiglie Estero Valuta estera Governo Imprese pubbliche Imprese private Famiglie Estero Fonte: elaborazione su dati CBE Il settore privato imprese - rappresenta la principale destinazione dei finanziamenti bancari con il 68% del totale a giugno 2007 (grafici n. 4 e n. 5), seguito dalle famiglie (16,9%), dal Governo (7,5%) e dalle imprese pubbliche (6,8%). Ciò nonostante, il credito alle imprese private in rapporto al PIL è diminuito drasticamente negli ultimi anni. Tale quota (pari al 54%) è simile ad altri Paesi emergenti, ma corrisponde a circa la metà della media OCSE (110%) 15. Inoltre, la maggior parte dei finanziamenti al settore è destinato alle grandi imprese Graf. 4 Finanziamenti bancari per settore (miliardi di LE) Famiglie Imprese private Imprese pubbliche Governo Fonte: elaborazione su dati CBE 15 Sahar Nasr, op. cit. Dall elaborazione dei dati della Banca Centrale Egiziana, il rapporto tra finanziamenti bancari alle imprese e PIL risulta pari al 35% a giugno

18 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Graf. 5 Finanziamenti bancari per settori, % 16.9% Famiglie 46.5% Imprese private 67.7% Imprese pubbliche 24.5% Governo 21.3% 6.8% 7.5% Fonte: elaborazione su dati CBE Per quanto riguarda in particolare i finanziamenti alle imprese private, in valuta locale ed estera, da una ripartizione settoriale (graf. n. 6) emerge che, a giugno 2007, il manifatturiero assorbe il 41,6% del totale, seguito dai servizi (36,5%), dal commercio (18,6%) e dall agricoltura (3,3%). 300 Graf. 6 Finanziamenti al settore privato per attività economica (miliardi di LE) Fonte: elaborazione su dati CBE Agricoltura Manifatturiero Commercio Servizi Secondo alcune analisi 16, solo il 17,4% delle imprese private avrebbe un prestito in essere con un intermediario 17. Lo scarso accesso al credito discende dall inefficienza del sistema 16 Klaus Enders, Egypt Searching for Binding Constraints on Growth, IMF Working Paper WP/07/57, Marzo

19 finanziario nell allocazione delle risorse, determinata dal predomino statale sul settore bancario, dal ruolo preponderante dei titoli di Stato nel portafoglio delle banche, da un certo grado di politicizzazione delle scelte di finanziamento, che limitano lo sviluppo dell attività bancaria secondo corretti criteri di valutazione del rischio e del rendimento. Le difficoltà di accesso al credito sono inoltre più accentuate per le piccole e medie imprese, anche a causa della problematicità che queste ultime riscontrano nella produzione della documentazione necessaria (business plan, licenze, garanzia), connessa tra l altro alle lungaggini della pubblica amministrazione (cfr. par. 3.1). 2.5 Prospettive di applicazione dell Accordo di Basilea 2 e utilizzo degli IFRS (cenni) Il sistema di regole di vigilanza attualmente vigente in Egitto accoglie i principi dell Accordo sul Capitale di Basilea I. Al fine di rendere le banche idonee all applicazione di Basilea II, la CBE ha raccomandato di migliorare la struttura ed il funzionamento dei dipartimenti di risk management, sviluppando metodi tecnici e analitici all avanguardia, con un attenzione allo sviluppo dei sistemi contabili interni, attraverso l acquisizione di tecniche quantitative e qualitative appropriate ed allineate agli standard internazionali. L implementazione di Basilea II si rivela particolarmente difficile per le banche egiziane, a causa delle lacune nella regolamentazione dell accounting, nella trasparenza dei dati di bilancio e nella supervisione del settore ancora non adeguata. Infine, se si dovesse tenere conto anche dei non performing loans netti da dedurre dal capitale, i solvency ratios delle banche egiziane si ridurrebbero ulteriormente. 3. Altre questioni economiche e finanziarie rilevanti ai fini delle relazioni bilaterali 3.1 Programma di riforme Tra il 1980 ed il 2000 il PIL pro capite dell Egitto è cresciuto in media del 2,4%, un risultato al di sotto dei tassi medi delle economie asiatiche (Indonesia 3,3%, India 3,4% e Malesia 17 Secondo rilevazioni della Banca Mondiale, la quota di PMI che dispone di un finanziamento bancario è pari al 13% contro il 36% per le imprese maggiori (Banca Mondiale, 2006 Economic Developments and Prospects Middle East and North Africa Region). 19

20 3,9%), ma superiore a quello di alcuni Paesi emergenti (Brasile 0,7%, Marocco 1,2%, Turchia 2,2% e Tunisia 2,2%). Tra il 2001 ed il 2006 invece, il tasso di crescita del PIL pro capite egiziano si è attestato su livelli inferiori sia ai Paesi limitrofi (un tasso del 2,2% rispetto al 4,3% del Marocco, al 3,5% della Tunisia ed al 3,2% della Turchia), sia ad altre economie emergenti (India 5,4%, Indonesia 3,5% e Malesia 2,7%) 18. Tali risultati suggeriscono l esistenza di limiti strutturali alla crescita del Paese. Come conferma l indicatore ease of doing business della Banca Mondiale (cfr. par. 3.2), che classifica l Egitto più indietro rispetto ad alcuni Paesi dell area (graf. n. 7), gli operatori si trovano infatti a dover far fronte a una serie di barriere informali, quali inefficienza della burocrazia, alti livelli di corruzione, scarsa tutela dei diritti di proprietà, debole applicazione dei contratti e limitato accesso al credito, che incidono negativamente sulla competitività del Paese (cfr. par. 3.2). Graf. 7 Ease of Doing Business Posizione nella classifica Arabia Saudita Giordania Libano Tunisia Yemen Algeria Egitto Marocco Fonte: Banca Mondiale, Doing Business 2008 Gli elevati costi per l acquisizione di tecnologia e per il suo utilizzo nei processi produttivi locali, ha reso difficoltosa la conversione delle produzioni egiziane verso attività più sofisticate, per la realizzazione di beni a più alto valore aggiunto. La crescita delle esportazioni continua ad essere guidata da beni a basso contenuto tecnologico, quali tessile ed abbigliamento, agro processing, articoli di alluminio, materie prime e cotone. 18 Klaus Enders, Op. cit. 20

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