SAFAP 2012, Napoli giugno ISBN

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "SAFAP 2012, Napoli 14-15 giugno ISBN 978-88-7484-230-8"

Transcript

1 Confronto fra metodi di progettazione FEM e by formula di un autoclave destinata all industria alimentare e ripercussione sulle verifiche di esercizio. (Ing. N. Altamura(1); Ing. G. de Gennaro (2); Ing. D. Sallustio (3); M. S. De Musso(4); Dott.ssa S. Manca(5)) (1) Ricercatore Inail Dipartimento di Bari (2) Tecnologo Inail Dipartimento di Bari (3) Tecnlogo Inail Dipartimento di Bari (4) Collaboratore Tecnico Inail Dipartimento di Bari (5) Collaboratore di Ricerca DCC Roma Sommario Quando dall ormai lontano 29 maggio 2002 la Direttiva 97/23/CE (detta PED) è diventata obbligatoria la maggior parte degli apparecchi in pressione si è continuato a progettare con il sistema by formula, attraverso l utilizzo di codici collaudati, di estrazione europea e americana, revisionati all occorrenza per far fronte alle nuove normative tecniche e di legge. Solo nei casi particolari, soprattutto quelli non contemplati dai suddetti codici, si sono utilizzati i metodi alternativi che la Direttiva PED permetteva di utilizzare, anche in sinergia con il sistema by formula. Ciò non ha permesso uno sviluppo costruttivo di confronto fra i sistemi collaudati di progettazione e quelli più innovativi con la tecnologia informatica più avanzata. Questo lavoro permette di confrontare non solo i parametri dimensionali derivanti dai due metodi di progettazione, ma permette di riflettere su come le nuove norme di legge possono essere attendibilmente soddisfatte solo con l ausilio di strumenti informatici (es. normativa progettazione antisismica, interazione fra diversi apparecchi, deformazioni reali, deformazioni per sollecitazioni termiche, vento, fatica, vibrazioni, ecc.). Sicuramente il sistema by formula ammette una tradizionale cautela a fronte di costi di produzione che a volte possono risultare insostenibili. Tale problema è brillantemente superato con l applicazione della tecnologia FEM (Finite Elements Metod), che, tra l altro ci viene in aiuto anche in fase di esercizio. Infatti, qualora in un futuro non molto lontano, si effettueranno le verifiche periodiche attraverso tecnologie ad infrarossi, con termocamere ordinarie o termocamere differenziali, i valori delle tensioni in esercizio potranno essere palesati e confrontati con quelli che i modelli FEM hanno proposto in fase di progettazione e/o di modifica delle attrezzature in pressione. Introduzione Volendo realizzare un autoclave destinata all industria alimentare avente i seguenti parametri progettuali: PS = 6 bar; Capacità = lt; Diametro esterno = 2250 mm; Altezza totale = 6400 mm;

2 Sistema di mantenimento della temperatura a canalette esterne; PS canalette = 2.5 bar; Tmax/Tmin = -10/+50 C Disegno come nella figura 1 seguente: Fig. 1

3 Materiale : Astm A 240 Tp 304; Installazione all esterno Finitura delle saldature di tipo alimentare. Ci si è proposti di effettuare un confronto fra due dei tre metodi di progettazione proposte dalla Direttiva 97/23/CE per eseguire delle considerazioni di carattere tecnico ed economico. Metodi di Progettazione Il Decreto legislativo n. 93 del 25 Febbraio 2000 riporta nell allegato I i dettami della progettazione dopo aver eseguito l analisi dei rischi per individuare quelli connessi con la sua attrezzatura a causa della pressione e deve quindi progettarla e costruirla tenendo conto della sua analisi. È quindi chiaro: prima vi è l obbligo del fabbricante di eseguire l analisi dei rischi e poi l obbligo di eseguire la progettazione. Subito possiamo notare una sfumatura che deve essere sottolineata. Infatti, l analisi dei rischi è strettamente connessa al fatto che l attrezzatura è in pressione, cioè racchiude un energia, pertanto non si tratta di costruire una struttura che regge (se stessa e altri carichi) ma una struttura che racchiude, che contiene. Alla luce dei rischi di questo contenere la struttura avrà una connotazione particolare, e cioè quella di essere sempre in tensione anche quando i carichi esterni, come pesi, momenti torcenti, sollecitazioni termiche, saranno assenti. Le norme di carattere generale della progettazione in PED ci ricordano che le attrezzature a pressione devono essere opportunamente progettate tenendo conto di tutti i fattori pertinenti che consentono di garantire la sicurezza per tutta la durata della vita prevista. E quindi chiaro che se l analisi dei rischi vede come causa la pressione, e quindi l energia racchiusa, la progettazione deve tener conto di tutte le altre cause o fattori di pericolo come: vibrazioni, fatica, vento, sisma, sollecitazioni ambientali, corrosione, decomposizione dei fluidi instabili, ecc. Ai fini di una resistenza adeguata il decreto non trascura, anzi la pone come condizione necessaria, la contemporaneità delle diverse sollecitazioni, lasciando al fabbricante la valutazione delle probabilità di contemporaneità. A tal proposito non è raro trovarsi di fronte a situazioni difficili da valutare per diversi motivi. Il primo è costituito dalle scarse notizie che il fabbricante riceve dal committente in merito alla totalità delle sollecitazioni. Il secondo in merito alle connotazioni dell impianto del processo industriale, in particolar modo alla presenza di sorgenti di nuove sollecitazioni per l attrezzatura da progettare. Il terzo sulla precisioni del valore di tali nuove sollecitazioni. In una tale situazione l unica via per attendere agli obblighi del fabbricante è quella di perseguire la via del determinismo. Ai fini della resistenza adeguata, esso impone che in assenza di probabilità, devono essere considerate tutte le sollecitazioni sovrapposte in modo da generare un top event, un evento catastrofe che possa portare al collasso la struttura. E evidente che un approccio simile porterà ad un probabile sovradimensionamento dell attrezzatura per una combinazione di sollecitazioni che spesso non si verificherà mai.

4 L approccio deterministico però trova una spiegazione più aderente alla realtà quando il decreto enuncia le basi della progettazione. Queste possono poggiare su due plinti fondamentali: uno di carattere puramente teorico-pratico, costituito da un metodo di calcolo eventualmente supportato e/o integrato dal metodo sperimentale; e l altro rappresentato solamente dal metodo sperimentale. Per entrambe le basi di progettazione ci saranno incertezze derivanti dalla fabbricazione; incertezze derivanti dalle concrete condizioni d uso, inesattezze delle sollecitazioni di calcolo con quelle reali; errate ipotesi alla base dei metodi di calcolo o ottimistiche considerazioni sulle proprietà e comportamento dei materiali usati. E per questo motivo che il legislatore ha sentito il bisogno di rendere necessario il coefficiente di sicurezza; ha capito che quanto oggi tecnologicamente fattibile può produrre un abuso dei metodi di calcolo, pertanto non solo diviene giusto utilizzare un coefficiente di sicurezza ma anche necessario. In particolare è proprio il metodo sperimentale che a volte induce a trascurare il peso del coefficiente di sicurezza. L investimento di sperimentare deve solitamente essere ripagato dalla convenienza a non seguire i metodi di calcolo tradizionali, ma, soprattutto, deve essere usato solo quando l attendibilità dei metodi di calcolo è seriamente messa in discussione da risultati poco confortabili prima dal punto di vista tecnico e poi economico. E il caso di configurazioni geometriche non usuali e/o poco modellabili con il metodo FEM. Sicuramente non potrà essere il caso di strutture facilmente calcolabili con i metodi tradizionali di calcolo: in questo caso il vero pericolo sarà quello di avere risultati confortanti dal punto di vista della stabilità, ma non della qualità della stabilità ( come ad esempio può essere la sollecitazione di carico di punta). Ciò non accade con il metodo FEM. Il metodo mediante analisi o se vogliamo agli elementi finiti permette quella che un tempo veniva chiamata la progettazione al pelo ; ridurre gli spessori per questioni economiche è giusto per chi applica Direttive Europee di carattere commerciale, ma fino a che punto è opportuno spingersi in questa limitazione? Fino a che punto il rischio d impresa giustifica una certa scelta rispetto ad un altro costruttore che produce identici apparecchi con spessori maggiori? In una logica non più prescrizionale ma prestazionale è evidente che la responsabilità penale e civile del fabbricante è aumentata, ma questo aumento può giustificare delle scelte guidate solo dal fattore commerciale? Oppure ci possono essere dei reali vantaggi ai fini dell esercizio? Queste domande sono alla base del confronto che segue. E un confronto su un apparecchio comune, ma proprio perché si tratta di un apparecchio comune, sarà facile trovare gemelli con spessori diversi ma ugualmente efficaci in termini di funzionalità e sicurezza. Ogni tecnico che dovrà affrontare qualsiasi verifica di tipologie simili di apparecchi, dovrà essere consapevole dei reali limiti dello stesso, e questi potranno essere dettati solo dal fabbricante, altrimenti si potrà degenerare in una inutile antinomia da cui sarà difficile districarsi. Progettazione mediante formule (By Formula) All uopo si è utilizzato il codice VSR del 1995, ed con gli aggiornamenti del Comitato Termotecnico Italiano (CTI).

5 Si inizia dal calcolo dello spessore del fasciame. Il calcolo è quindi di verifica poiché si imposta prioritariamente lo spessore da utilizzare e poi si procede per successive approssimazioni. Nel nostro caso si è ipotizzato l utilizzo dello spessore pari a 7 mm. PARAMETRI PROGETTUALI Pressione di progetto pi = 0,60 MPa Pressione di prova idraulica pi = 0,86 MPa Battente idrostatico di progetto pi = 0,06 MPa Battente idrostatico di prova idraulica pi = 0,06 MPa Temperatura minima di progetto pi = -10 C Temperatura massima di progetto pi = 50 C Impostazioni della verifica ( vedi Fig.1) Diametro interno Di = 2236,00 mm Spessore sf = 7,00 mm Efficienza di saldatura z = 0,85 Sovraspessore di corrosione c = 0,00 mm Tolleranza di formatura e lavorazione tl = 0,25 mm CARATTERISTICHE MECCANICHE: Rm Rp(0,2) Rp(0,2)t N/mmq COEFF. DI SICUREZZA: Di Progetto 1,5; in prova idraulica 1,1 Tensioni ammissibili f = 137,33 MPa fi = 187,27 MPa VERIFICA REGOLA VSR.1.D.2 p/fz 0,449 0,0051 0,449 pi/fz 0,0976 0,0054 0,0976 CALCOLO SPESSORI So= p*(di+2*c+2*tl)/(2*f*z-p)+c+tl= 6,591 mm Spessore in condizioni di

6 progetto S'o= pi*(di+2*tl)/(2*fi*z-pi)+tl = 6,718 mm Spessore in condizioni di prova idraulica Da ciò si deduce che lo spessore scelto di 7 mm è adatto a verificare il progetto. Un ragionamento simile si effettua per il fondo del tipo torosferico (con due raggi di curvatura), ipotizzando uno spessore di partenza pari a 8 mm. PARAMETRI DIMENSIONALI DEL FONDO ( vedi Fig.1) Diametro interno + 2*c +2*tl Di = 2234,50 mm Diametro esterno De = 2250,00 Spessore sf = 8,00 mm Efficienza di saldatura z = 1,00 Sovraspessore di corrosione c = 0,00 mm Tolleranza di formatura e lavorazione tl = 0,25 mm H: Altezza del fondo di progetto H = 574,00 mm Raggio di curvatura di intradosso al centro R = 1562,00 mm Raggio di raccordo parte cil., parte centr. Int. r = 225,00 mm Coefficiente di forma C = 1,37 Dimensione del colletto c = 45,00 mm H/De H/De = 0,255 SF/De SF/De = 0,004 Condizioni da rispettare SF 0,08*De POSITIVO r 3*SF POSITIVO r 0,1*De POSITIVO R De POSITIVO H 0,18De POSITIVO Altezza di fondo di calcolo secondo figura1.e.2.3. H= R+SF- ( (R-r) 2 - (De/2 - SF - r) 2 ) 1/2 = mm calcolo degli stiramenti F

7 F = 100*ln (1,21*De/(De-2*SF) = % F = 100*ln (2*R*arcosen(0,4*De/R)/(0,8*De-2*SF) =7.258% VERIFICA SPESSORI DI CALCOLO So = p *De*C/ 2*f = 7,41 mm In condizioni di Progetto Soi = pi *De*C/ 2*fi = 7,56 mm In condizioni di Prova Idraulica Anche il fondo risulta verificato con lo spessore adottato di 8 mm. In ultimo si propone la verifica dell apertura più grande dell autoclave in questione. Si tratta del passo d uomo con chiusura ad autoclave avente superficie di tronchetto di spessore pari a 10 mm, penetrante e perpendicolare alla superficie del fasciame. Solitamente la forma di tali aperture è ellittica con l asse maggiore lungo la direzione trasversale circonferenziale e l asse minore lungo la direzione longitudinale; tale scelta è adottata ormai da tempo per evidenti questioni di resistenza. Infatti, generalmente sulla direzione circonferenziale si palesano delle tensioni con valori pari a circa il doppio di quelle lungo la direzione longitudinale, pertanto è chiaro che offrire un apertura maggiore lungo la direzione perpendicolare alla direzione di maggior tensione non sarebbe opportuno. È per questo motivo che l ellisse è coricata in posizione orizzontale, proprio per offrire lungo la direzione longitudinale (o verticale) l apertura con l asse maggiore coinvolta dalle tensioni più piccole. In tal senso si spiega anche il non utilizzo delle aperture circolari. PARAMETRI DIMENSIONALI DEL TRONCHETTO Tipo di connessione PENETRANTE Diametro esterno dot = 370,00 mm Spessore st = 10,00 mm Efficienza di saldatura zt = 0,85 Sovraspessore di corrosione ct = 0,00 Tolleranza di fabbricazione tt = 1,25 mm Lunghezza sporgenza esterna lt = 67,00 mm Lunghezza sporgenza interna lt' = 25,00 mm Lunghezza disponibile sul fasciame lmax = 122,00 mm VERIFICA REGOLA VSR.1.K.3. SUL PIANO LONGITUDINALE Ai fini cautelativi si esclude il contributo dell'area saldata

8 Lunghezze sul fasciame e sul tronchetto [mm]: L = RADQ[(Di + sf - c - tl) (sf - c - tl)] = 123,04 mm lm = MIN (L ; lmax) = 122,00 mm l = RADQ[(dot - (st - tt)) (st - tt)] = 60,09 mm lo = MIN (l ; lt) = 60,09 mm lo' = MIN (0,5 l ; lt') = 25,00 mm Aree sul fasciame e sul tronchetto [mmq]: Apm = (Di/2) [lm + dot/2] - lt' (st - t) = ,3 mmq Afm = lm (sf - c - tl) = 823,5 mmq Apt = [(dot/2) - (st - tt)] (lo + sf - c - tl) = 11781,2 mmq Aft = (st -ct- tt) [lo + (sf - c - tl) + lo'] = 803,6 mmq Aree dovute a piastre di compensazione ( vedi Fig. 1.K.2.4 della raccolta VSR) Spessore piastra Sp = 7 mm Lunghezza piastra lp = lpo = 55 mm 55 mm Afp = Sp * lpo = 385 mmq

9 VERIFICA REGOLA VSR.K.3. SUL PIANO TRASVERSALE Ai fini cautelativi si esclude il contributo della piastra e dell'area saldata Aree sul fasciame e sul tronchetto : Apm = (lm + dot/2) (Di/2)^2 / (sf - c - tl + Di) = ,5 mmq Afm = lm (sf - c - tl) = 823,5 mmq Apt = [(dot/2) - (st - tt)] (lo + sf - c - tl) = 11781,2 mmq Aft = (st -ct- tt) [lo + (sf - c - tl) + lo'] = 803,6 mmq Apalfa = [(dot + 2 (st - tt))^2 /2] tg (alfa) = 0,0 mmq Poiché alfa = 0 Verifica nelle condizioni di progetto. Le Forze risultanti saranno: Ff = Afm (f - p/2) + Aft (fot - p/2) = N In progetto (Apm + Apt + Apalfa/2) Fp = p = N Ffi Afm (fi pi/2) + Aft (foti = pi/2) = N In Prova Idraulica Fpi = (Apm + Apt + Apalfa/2) pi = N

10 Per i parametri progettuali impostati abbiamo bisogno di una piastra di rinforzo di spessore pari a 7 mm e larga 55 mm, affinché si possa verificare positivamente l apertura imponendo Ff Fp e/o Ffi Fpi. Progettazione mediante Analisi Costruendo il modello matematico partendo dal disegno autocad dell autoclave e importandoli in ambiente SAP 2000, si è effettuata una discretizzazione o meshiatura con mesh quadrangolari di lato circa pari a 10 cm. È evidente che sul fasciame abbiamo una ripetizione e uniformità delle mesh, mentre sui fondi, a causa della simmetria, verso il colmo le mesh quadrangolari tendono a diventare triangolari. Questa degenerazione è stata evitata creando delle aperture a simulazione dei tronchetti di scarico presenti sull autoclave ( vedi Fig. 1) e quindi rendendo il modello più aderente alla realtà. Il programma utilizzato è il SAP 2000, versione 15^, probabilmente il programma più collaudato e utilizzato a livello internazionale per quanto riguarda l applicazione del metodo FEM. Nel caso di studio si è ipotizzato un fasciame e i fondi con spessore pari a 6 mm; piastre di rinforzo di 10 mm intorno al passo d uomo e in corrispondenza degli appoggi. Ciò si è potuto ipotizzare grazie ai risultati del metodo per formule che, in prima istanza, ci indica sicuramente le parti più sollecitate o le membrature più pericolose. Dalla Fig. 2 si evince che la distribuzione delle tensioni di Von Mises per la sollecitazione della sola PS comporta un massimo di N/mmq, cioè circa 7 volte inferiore alla tensione di snervamento ammissibile per la specifica del materiale e circa 5 volte quella di snervamento ammissibile per l applicazione del metodo per formula. Considerando, come noto, che la categorizzazione delle tensioni ammissibili per l applicazione del metodo FEM comporta dei Fig. 2

11 massimi pari al triplo di quelli ammessi per il metodo per formula (e quindi al doppio di quello di specifica del materiale per la temperatura presa in considerazione), si giunge alla conclusione che essendo questo limite pari a circa 412n/mmq, il risultato di 27,974 soddisfa ampiamente la verifica con dei margini di sicurezza pari a 15. Un margine di queste dimensioni ci permette di coprire tutte le imperfezioni di progettazione, fabbricazione e verifica. Nel merito dei risultati del metodo FEM, dobbiamo sottolineare come quasi tutto il fasciame non supera una tensione di Von Mises pari a 15 N/mmq e i punti più sollecitati sono quelli nell intorno dell apertura del passo d uomo, così come mostra la figura 3. Questo risultato non è evidenziabile con il metodo by formula dando erroneamente una visione cautelativamente distorta della realtà. In ultimo possiamo dire che lo studio FEM ci permette di osservare quali sono le frequenze delle vibrazioni naturali della struttura che comportano delle tensioni superiori ai valori menzionati; ciò consente di inserire nel manuale delle istruzioni operative del costruttore tutti quei valori che l utilizzatore deve evitare in fase di esercizio (ad esempio macchine vibranti in vicinanza come pompe o centrifughe), nonché i risultati dell analisi sismica e le combinazioni di carico secondo i dettami del DM Infatti, tutti i softwares destinati all analisi FEM hanno una sezione di verifica di analisi modale, in cui vengono evidenziati i modi più probabili di vibrare della struttura e le relative frequenze; ma l elemento più interessante è che ad ogni modo di vibrare è associato un quadro di tensioni e di deformazioni, confrontabili con i limiti imposti dall analisi dei rischi del fabbricante o dalla norma tecnica interessata. È innegabile quindi che tale metodo se usato con precisione e rigore comporta una serie di vantaggi che il metodo per formula non può dare se non con notevoli approssimazioni ed incertezze. Fig. 3

12 Conclusioni Oltre ai vantaggi progettuali già menzionati sopra il metodo FEM produce anche vantaggi economici al costruttore che si avvale di esso. Nel semplice caso esaminato abbiamo una differenza di peso della struttura che si aggira intorno ai Kg, con un risparmio di fornitura materiali di circa Euro; ciò diventa importante quando la produzione da realizzare è di tipo seriale. Inoltre lavorare dei materiali con spessore minore comporta un miglioramento nelle tecniche di giunzione e fabbricazione con un ulteriore riduzione dei costi di produzione: pensiamo ad esempio alla calandratura dei fasciami, alla bombatura e rullatura dei fondi, alle saldature circonferenziali e longitudinali e al minore materiale d apporto che conseguentemente si utilizzerà. A questi indiscutibili vantaggi economici occorre aggiungere dei vantaggi di natura tecnica da cui trarre spunto per aprire scenari futuri per la costruzione e la verifica degli apparecchi in pressione. Il metodo FEM ci permette di studiare anche i difetti; siamo in grado cioè di ipotizzare delle cricche presenti sulle giunzioni permanenti e capire quale sarà la concentrazione delle tensioni e la capacità di propagazione della cricca verso il restante materiale. In definitiva, tutti i risultati che si sono ottenuti con il semplice esempio visto sopra (sia con il metodo mediante formula e con il metodo FEM) considerano il materiale privo di difetti. Sappiamo bene che la realtà è ben diversa, i difetti esistono e dipendono fondamentalmente dalle imperfezioni di siderurgia e dalle imperfezioni di lavorazione successive. Ciò è, infatti, alla base del terzo metodo analitico proposto dalla PED per la progettazione, cioè quella della meccanica della rottura. È chiaro quindi il ruolo che giocano i controlli non distruttivi sulla realizzazione degli apparecchi in pressione. Contenere gli stessi all interno di precise percentuali a campione espresse dal codice utilizzato non potrà essere sufficiente a garantire la costante efficienza e resistenza dell attrezzatura. Pertanto è fondamentale studiare la struttura anche quando presenta imperfezioni. Risulta palese quindi l osmosi che si crea fra il metodo FEM e quello della meccanica della rottura, sia essa lineare elastica (Griffith, 1921) che elastoplastica (Rice/ Paris, 1968/1965). Un altra non trascurabile osmosi è quella fra il metodo FEM e l acquisizione dell effetto termoelastico attraverso dei termografi ad infrarossi. È noto come l effetto termoelastico consiste nella variazione reversibile di temperatura quando un corpo solido è deformato in campo elastico. Sostanzialmente così come avviene per i gas, in modo più eclatante ed intuibile, anche le variazioni di volume dei solidi producono delle variazioni di temperatura: più precisamente quando un elementino di materia viene compresso aumenta la sua energia interna e quindi la temperatura sale, mentre, al contrario, quando lo stesso elementino sarà sollecitato a trazione si avrà un aumento di volume, una perdita di energia interna e quindi una diminuzione della temperatura. Se ne deduce che il Taglio puro, cioè uguaglianza di trazione e compressione, non produce variazioni di volume e quindi anche di temperatura, mentre una deformazione plastica produce una variazione irreversibile del volume e quindi anche della temperatura rispetto ad un valore di riferimento. Riuscire in qualsiasi momento a verificare il valore delle tensioni ideali su un apparecchio in pressione e comparare questi valori con quelli ottenuti in fase progettuale con il metodo FEM produce un doppio vantaggio.

13 Il primo è quello di saggiare la bontà del metodo di modellazione FEM, in quanto si confronterebbero sia i valori delle tensioni ma anche le aree di interessamento, magari mediante colorazione opportuna. Il secondo in merito allo sviluppo nel tempo della crescita e/o incremento delle tensioni in punti o aree particolari dell attrezzatura in pressione; risulta palese constatare che nascita e/o nucleazioni di difetti o cricche, inizi di fenomeni ossidativi e corrosivi o altri fenomeni che comportano alterazioni della qualità e geometria della struttura, possano alterare il quadro tensionale originario. Usare quindi una termocamera agli infrarossi per una verifica di messa in servizio o per una verifica periodica di funzionamento e integrità, comporterebbe anche notevoli vantaggi sia di praticità che sicurezza. Poter esaminare l apparecchio senza entrare all interno, o addirittura senza portarlo a nudo ( si pensi ad apparecchi coibentati, interrati o tumulati, con più camere, o semplicemente difficili da osservare) diventerà la mira delle ricerche future, (oggi perseguibile solo con il metodo delle Emissioni Acustiche) ma l obiettivo primario è cercare di rendere sempre più vicine le due sfere della vita di un apparecchio in pressione, e cioè quella della progettazionecostruzione e quella della utilizzazione. Bibliografia Altamura Nicola, Donati Cristina, Mella Giovanni, Nardella Rossella, Oss Maria, Pierdominici Maurizio Aldo, Ricerca Ipotesi di armonizzazione fra normative comunitarie ed estracomunitarie al fine della globalizzazione del commercio per apparecchiature a pressione, Responsabile Federico Ricci, anno 2003; Ispesl, Raccolta VSR 1995 edizione Addenda CTI; Politecnico di Milano, Dispense Corso Analisi Strutturale dei Sistemi in Pressione V^ edizione, anno 2001; Paolo Rugarli, Calcolo Strutturale con gli Elementi Finiti, EPC Libri, anno 2004; Adelina Borruto, Meccanica della Frattura lineare elastica, Elastoplastica, Postsnervamento, Hoepli, anno 2006; Computers and Structures Inc., SAP 2000 versione 15^; DM , Norme Tecniche per le Costruzioni. Università degli Studi di Palermo, Dip. Di Meccanica, Augusto Ajovalasit e Giuseppe Pittaresi, Analisi Sperimentale delle tensioni mediante l effetto termoelastico, anno 2001.

Lezioni su Boiler and Pressure Vessel. Modifications required

Lezioni su Boiler and Pressure Vessel. Modifications required DESIGN BY ANALYSIS/4 (ASME VIII Div. 2) TIPI DI VERIFICHE RICHIESTE a) Protection Against Plastic Collapse a) Elastic Stress Analysis Method b) Limit Load Method c) Elastic Plastic Stress Analysis Method

Dettagli

TECNOLOGIA A SPIRALE TECNOTANK

TECNOLOGIA A SPIRALE TECNOTANK TECNOLOGIA A SPIRALE TECNOTANK P ERGINE V ALS UGANA T R E N T O ( I T A L I A ) TE L.+3 9/04 61/5 38330-22 FAX +39 /0461 /509038 info@tecno -gen.it www.tecno-g en.com PERCHÈ AZIENDE LEADER HANNO GIÀ SCELTO

Dettagli

VERIFICHE SUI GIUNTI DI SALDATURA DI GEOMEMBRANE IN HDPE PER L IMPERMEABILIZZAZIONE DEL SUOLO DI DISCARICHE CONTROLLATE

VERIFICHE SUI GIUNTI DI SALDATURA DI GEOMEMBRANE IN HDPE PER L IMPERMEABILIZZAZIONE DEL SUOLO DI DISCARICHE CONTROLLATE VERIFICHE SUI GIUNTI DI SALDATURA DI GEOMEMBRANE IN HDPE PER L IMPERMEABILIZZAZIONE DEL SUOLO DI DISCARICHE CONTROLLATE (ai sensi della Norma UNI 10567) La C.S.A. srl svolge le funzioni di Ente di Controllo

Dettagli

LEZIONI N 9, 10, 11 E 12 COSTRUZIONI DI ACCIAIO: IPOTESI DI BASE E METODI DI VERIFICA

LEZIONI N 9, 10, 11 E 12 COSTRUZIONI DI ACCIAIO: IPOTESI DI BASE E METODI DI VERIFICA LEZIONI N 9, 10, 11 E 12 COSTRUZIONI DI ACCIAIO: IPOTESI DI BASE E METODI DI VERIFICA L acciaio da carpenteria è una lega Fe-C a basso tenore di carbonio, dall 1 al 3 per mille circa. Gli acciai da costruzione

Dettagli

HPRS FINAL CONFERENCE. Utilizzo del metodo FEM nel progetto HPRS. Redatta da: Ing. Daniele Lai - IMAL

HPRS FINAL CONFERENCE. Utilizzo del metodo FEM nel progetto HPRS. Redatta da: Ing. Daniele Lai - IMAL HPRS FINAL CONFERENCE Utilizzo del metodo FEM nel progetto HPRS Redatta da: Ing. Daniele Lai - IMAL Descrizione sommaria del metodo FEM Dove è richiesta l analisi FEM L analisi FEM applicata all iniettore

Dettagli

C o m i t a t o T e r m o t e c n i c o I t a l i a n o

C o m i t a t o T e r m o t e c n i c o I t a l i a n o C o m i t a t o T e r m o t e c n i c o I t a l i a n o Energia e Ambiente RACCOMANDAZIONI DEL COMITATO TERMOTECNICO ITALIANO PER L USO DELLE RACCOLTE ISPESL, REVISIONE 95, NELL AMBITO DELLA DIRETTIVA

Dettagli

LAUREA MAGISTRALE IN INGEGNERIA MECCANICA Progettazione (Metodi, Strumenti, Applicazioni) Progettazione di sistemi in pressione M.

LAUREA MAGISTRALE IN INGEGNERIA MECCANICA Progettazione (Metodi, Strumenti, Applicazioni) Progettazione di sistemi in pressione M. LAUREA MAGISTRALE IN INGEGNERIA MECCANICA Progettazione (Metodi, Strumenti, Applicazioni) Progettazione di sistemi in pressione M. Guagliano 2 Si definiscono sistemi in pressione quegli apparecchi che

Dettagli

(7) Nel calcolo della resistenza di un collegamento ad attrito il coefficiente di attrito µ dipende: (punti 3)

(7) Nel calcolo della resistenza di un collegamento ad attrito il coefficiente di attrito µ dipende: (punti 3) Domande su: taglio, flessione composta e collegamenti. Indica se ciascuna delle seguenti affermazioni è vera o falsa (per ciascuna domanda punti 2) (1) L adozione di un gioco foro-bullone elevato semplifica

Dettagli

Le unioni. modulo D L acciaio. Unioni con chiodi

Le unioni. modulo D L acciaio. Unioni con chiodi 1 Le unioni Le unioni hanno la funzione di collegare i vari elementi strutturali per formare la struttura, oppure, se questa è di grandi dimensioni, di realizzare in officina i componenti principali che

Dettagli

La deformazione plastica. La deformazione plastica. Lavorazioni per deformazione. Il processo di laminazione Estrusione e trafilatura La forgiatura

La deformazione plastica. La deformazione plastica. Lavorazioni per deformazione. Il processo di laminazione Estrusione e trafilatura La forgiatura La deformazione plastica La deformazione plastica Lavorazioni per deformazione Il processo di laminazione Estrusione e trafilatura La forgiatura 2 2006 Politecnico di Torino 1 Obiettivi della lezione Valutare

Dettagli

Utilizzo dei metodi termici per la diagnosi non distruttiva di materiali compositi

Utilizzo dei metodi termici per la diagnosi non distruttiva di materiali compositi Utilizzo dei metodi termici per la diagnosi non distruttiva di materiali compositi Ing. Davide Palumbo Prof. Ing. Umberto Galietti Politecnico di Bari, Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management

Dettagli

Istruzioni per la Progettazione, l Esecuzione ed il Controllo delle Strutture di Legno,

Istruzioni per la Progettazione, l Esecuzione ed il Controllo delle Strutture di Legno, Come indicato al Par. 4.4.14 del D.M. 14/01/2008, VERIFICA DI RESISTENZA AL FUOCO ELEMENTI LIGNEI Le verifiche di resistenza al fuoco potranno eseguirsi con riferimento a UNI EN 1995-1-2, utilizzando i

Dettagli

La verifica dei recipienti in pressione secondo il codice italiano di riferimento.

La verifica dei recipienti in pressione secondo il codice italiano di riferimento. La verifica dei recipienti in pressione secondo il codice italiano di riferimento. LE MEMBRANE DI RIVOLUZIONE Nella trattazione tecnica degli apparecchi destinati a contenere fluidi (di solito pressurizzati),

Dettagli

(IMP) FOGNATURA. e poiché in base alla seconda relazione di Bazin: dato che: si ha che: nel caso di pendenza i = 1% = 0,01 si riduce a:

(IMP) FOGNATURA. e poiché in base alla seconda relazione di Bazin: dato che: si ha che: nel caso di pendenza i = 1% = 0,01 si riduce a: (IMP) FOGNATURA Il tubo PE a.d. è particolarmente indicato per la realizzazione di impianti di scarico in edifici civili ed industriali, oppure in terreni particolarmente instabili dove altri materiali

Dettagli

Introduzione PROVA SCLEROMETRICA

Introduzione PROVA SCLEROMETRICA PROVA SCLEROMETRICA Introduzione Nella pratica edilizia e dell ingegneria civile, la stima della qualità del calcestruzzo è necessaria, sia per i controlli di qualità dei nuovi edifici che per indagini

Dettagli

4. Edificio multipiano a telaio in acciaio : DIMENSIONAMENTO TRAVI, PILASTRI, CONTROVENTI ORIZZONTALI E VERTICALI.

4. Edificio multipiano a telaio in acciaio : DIMENSIONAMENTO TRAVI, PILASTRI, CONTROVENTI ORIZZONTALI E VERTICALI. 4. Edificio multipiano a telaio in acciaio : DIMENSIONAMENTO TRAVI, PILASTRI, CONTROVENTI ORIZZONTALI E VERTICALI. La tipologia è descritta in figura (pianta piano tipo). In figura sono anche evidenziati

Dettagli

Capacità di assorbire una deformazione plastica senza rompersi: alta=duttile (es. oro) bassa=fragile (es. vetro)

Capacità di assorbire una deformazione plastica senza rompersi: alta=duttile (es. oro) bassa=fragile (es. vetro) Capacità di assorbire una deformazione plastica senza rompersi: alta=duttile (es. oro) bassa=fragile (es. vetro) E dipendente dalla temperatura:capacità di riposizionamento di difetti ed atomi (diffusione

Dettagli

La rappresentazione digitale parametrica di attrezzature a pressione

La rappresentazione digitale parametrica di attrezzature a pressione Dipartimento Certificazione e Conformità di Prodotti ed Impianti Dipartimento Installazioni di Produzione e Insediamenti Antropici La rappresentazione digitale parametrica di attrezzature a pressione email:

Dettagli

EDIFICI IN MURATURA PORTANTE 1 - ZONE NON SISMICHE PRINCIPI DI DIMENSIONAMENTO E VERIFICA STRUTTURALE

EDIFICI IN MURATURA PORTANTE 1 - ZONE NON SISMICHE PRINCIPI DI DIMENSIONAMENTO E VERIFICA STRUTTURALE EDIFICI IN MURATURA PORTANTE PRINCIPI DI DIMENSIONAMENTO E VERIFICA STRUTTURALE 1 - ZONE NON SISMICHE Riferimenti: D.M. LLPP 20.11.1987 Il calcolo strutturale degli edifici in muratura portante, secondo

Dettagli

RESISTENZA DEI MATERIALI TEST

RESISTENZA DEI MATERIALI TEST RESISTENZA DEI MATERIALI TEST 1. Nello studio della resistenza dei materiali, i corpi: a) sono tali per cui esiste sempre una proporzionalità diretta tra sollecitazione e deformazione b) sono considerati

Dettagli

CONCESSIONE DEL DIRITTO D USO DEL MARCHIO BV SU GIUNTI ELASTICI IN ACCIAIO INOSSIDABILE PER GAS ED ACQUA I & F BUREAU VERITAS ITALIA

CONCESSIONE DEL DIRITTO D USO DEL MARCHIO BV SU GIUNTI ELASTICI IN ACCIAIO INOSSIDABILE PER GAS ED ACQUA I & F BUREAU VERITAS ITALIA CONCESSIONE DEL DIRITTO D USO DEL MARCHIO BV SU GIUNTI ELASTICI IN ACCIAIO INOSSIDABILE PER GAS ED ACQUA REGOLAMENTO PARTICOLARE REGOLE PARTICOLARI PER LA CONCESSIONE DEL DIRITTO D USO DEL MARCHIO BUREAU

Dettagli

Monitoraggio METODI DI SPERIMENTAZIONE. Imetodi di sperimentazione possono consistere in metodi di controllo

Monitoraggio METODI DI SPERIMENTAZIONE. Imetodi di sperimentazione possono consistere in metodi di controllo Per monitorare il comportamento strutturale di ponti e viadotti durante l intero ciclo della vita utile, è sempre più frequente il ricorso alla sperimentazione attraverso controlli non distruttivi e prove

Dettagli

5. Unioni saldate. (filo continuo)

5. Unioni saldate. (filo continuo) 5. Unioni saldate 5.1.1 Taglio alla fiamma Cannello ossiacetilenico o ossipropilenico getto di ossigeno reazione isotermica Taglio al plasma (gas ionizzati) 5.1. Procedimenti di saldatura Si differenziano

Dettagli

Fondamenti di Impianti e Logistica

Fondamenti di Impianti e Logistica Fondamenti di Impianti e Logistica Prof. Ing. Riccardo Melloni Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Tubazioni: elementi 1 Programma del Corso Tubazioni Impianti idrici Impianti pneumatici Scambiatori

Dettagli

1 PREMESSE E SCOPI... 3 2 DESCRIZIONE DEI SUPPORTI SOTTOPOSTI A PROVA... 3 3 PROGRAMMA DELLE PROVE SPERIMENTALI... 5

1 PREMESSE E SCOPI... 3 2 DESCRIZIONE DEI SUPPORTI SOTTOPOSTI A PROVA... 3 3 PROGRAMMA DELLE PROVE SPERIMENTALI... 5 DI UN SISTEMA DI FISSAGGIO PER FACCIATE CONTINUE 2 INDICE 1 PREMESSE E SCOPI... 3 2 DESCRIZIONE DEI SUPPORTI SOTTOPOSTI A PROVA... 3 3 PROGRAMMA DELLE PROVE SPERIMENTALI... 5 3.1 STRUMENTAZIONE UTILIZZATA...

Dettagli

LA PROGETTAZIONE GEOTECNICA E LA NORMATIVA

LA PROGETTAZIONE GEOTECNICA E LA NORMATIVA LA PROGETTAZIONE GEOTECNICA E LA NORMATIVA L. Mongiovì Università di Trento Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Strutturale Via Mesiano 77, 38050 Trento, Italia Sommario. Si fanno preliminarmente alcune

Dettagli

revisione data verifica approvazione Pagina 0 24/06/2011 LTM CSI del 07/07/2011 2 di 10

revisione data verifica approvazione Pagina 0 24/06/2011 LTM CSI del 07/07/2011 2 di 10 PROCEDURA OPERATIVA REGOLE PARTICOLARI PER LA IN ACCIAIO INOSSIDABILE PER GAS 0 24/06/2011 LTM CSI del 07/07/2011 1 di 10 INDICE 1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 2 RIFERIMENTI NORMATIVI 3 TERMINI, DEFINIZIONI,

Dettagli

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica SALDATURE

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica SALDATURE Saldatura (per fusione) Il giunto saldato: tipi di giunti La normativa SALDATURE Difetti nel cordone di saldatura Resistenza statica secondo CR-UI 00 Carici ce sollecitano il cordone Resistenza a fatica

Dettagli

Materiali, analisi strutturale e stati limite delle costruzioni in acciaio

Materiali, analisi strutturale e stati limite delle costruzioni in acciaio La Progettazione delle Strutture tt di Acciaio i e composte in Acciaio-Calcestruzzo secondo il D.M. 14.01.08 Siena, 19-21 Maggio 2010 Materiali, analisi strutturale e stati limite delle costruzioni in

Dettagli

LEZIONE 6. PROGETTO DI COSTRUZIONI IN ACCIAIO Progetto di giunzioni saldate. Corso di TECNICA DELLE COSTRUZIONI Chiara CALDERINI A.A.

LEZIONE 6. PROGETTO DI COSTRUZIONI IN ACCIAIO Progetto di giunzioni saldate. Corso di TECNICA DELLE COSTRUZIONI Chiara CALDERINI A.A. Corso di TECNICA DELLE COSTRUZIONI Chiara CALDERINI A.A. 2007-2008 Facoltà di Architettura Università degli Studi di Genova LEZIONE 6 PROGETTO DI COSTRUZIONI IN ACCIAIO Progetto di giunzioni saldate ASPETTI

Dettagli

BOZZA. Materiale muratura e verifiche per carichi verticali. Luca Salvatori. Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale. Università di Firenze

BOZZA. Materiale muratura e verifiche per carichi verticali. Luca Salvatori. Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale. Università di Firenze BOZZA Materiale muratura e verifiche per carichi verticali Luca Salvatori Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale Università di Firenze Materiale Muratura 1 Il materiale muratura Materiale complesso

Dettagli

LEZIONI N 24 E 25 UNIONI SALDATE

LEZIONI N 24 E 25 UNIONI SALDATE LEZIONI N 24 E 25 UNIONI SALDATE Le saldature si realizzano prevalentemente con il metodo dell arco elettrico, utilizzando elettrodi rivestiti, che forniscono il materiale di apporto. Il collegamento è

Dettagli

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica DAI PROVINI AI COMPONENTI

Politecnico di Torino Dipartimento di Meccanica DAI PROVINI AI COMPONENTI DAI PROVINI AI COMPONENTI Vi sono molti fattori che influenzano la resistenza a fatica; fra i fattori che riguardano il componente hanno particolare importanza: le dimensioni (C S ) la presenza di intagli

Dettagli

PROCESSI DI FORMATURA PLASTICA DI LAMIERE: PIEGATURA

PROCESSI DI FORMATURA PLASTICA DI LAMIERE: PIEGATURA PROCESSI DI FORMATURA PLASTICA DI LAMIERE: PIEGATURA 1 PIEGATURA È uno tra i più comuni metodi di lavorazione delle lamiere Utilizzata sia come processo a sé stante, sia in combinazione con altre operazioni

Dettagli

TUBI DI POLIETILENE ALTA DENSITA PE 100 PER GAS COMBUSTIBILI SCHEDA TECNICA

TUBI DI POLIETILENE ALTA DENSITA PE 100 PER GAS COMBUSTIBILI SCHEDA TECNICA TUBI DI POLIETILENE ALTA DENSITA PE 100 PER GAS COMBUSTIBILI SCHEDA TECNICA Requisiti fisico-meccanici I tubi Unidelta di polietilene alta densità PE 100 per il trasporto di gas combustibili sono prodotti

Dettagli

CARATTERISTICHE DEGLI ACCIAI ACCIAI PER IMPIEGHI STRUTTURALI: CARATTERISTICHE, NORMALIZZAZIONE, CORROSIONE

CARATTERISTICHE DEGLI ACCIAI ACCIAI PER IMPIEGHI STRUTTURALI: CARATTERISTICHE, NORMALIZZAZIONE, CORROSIONE STRUTTURE METALLICHE Quaderno IV Strutture metallice CARATTERISTICHE DEGLI ACCIAI ACCIAI PER IMPIEGHI STRUTTURALI: CARATTERISTICHE, NORMALIZZAZIONE, CORROSIONE 1 Caratteristicemeccanice Tipiequalità Trattamenti

Dettagli

Unioni saldate. (filo continuo)

Unioni saldate. (filo continuo) Unioni saldate aglio alla fiamma Cannello ossiacetilenico o ossipropilenico getto di ossigeno reazione isotermica aglio al plasma (gas ionizzati) Procedimenti di saldatura Si differenziano per sorgente

Dettagli

ALCUNE NOTE SULLA MODELLAZIONE FEM DELLE PLATEE DI FONDAZIONE IN C.A.

ALCUNE NOTE SULLA MODELLAZIONE FEM DELLE PLATEE DI FONDAZIONE IN C.A. Paolo Varagnolo Giorgio Pilloni ALCUNE NOTE SULLA MODELLAZIONE FEM DELLE PLATEE DI FONDAZIONE IN C.A. Ingegneri liberi professionisti Padova luglio 2010 ------------------------- Nella progettazione esecutiva

Dettagli

11. CONFRONTI TRA MODELLI E CONCLUSIONI D. Liberatore 1, L. Gambarotta 2, G.C. Beolchini 3, L. Binda 4, G. Magenes 5

11. CONFRONTI TRA MODELLI E CONCLUSIONI D. Liberatore 1, L. Gambarotta 2, G.C. Beolchini 3, L. Binda 4, G. Magenes 5 11. CONFRONTI TRA MODELLI E CONCLUSIONI D. Liberatore 1, L. Gambarotta 2, G.C. Beolchini 3, L. Binda 4, G. Magenes 5 La prima fase dell indagine è stata rivolta allo studio delle tipologie edilizie in

Dettagli

GLI STATI LIMITE DI ESERCIZIO

GLI STATI LIMITE DI ESERCIZIO Corso sulle Norme Tecniche per le costruzioni in zona sismica (Ordinanza PCM 3274/2003, DGR Basilicata 2000/2003) POTENZA, 2004 GLI STATI LIMITE DI ESERCIZIO Prof. Ing. Angelo MASI DiSGG, Università di

Dettagli

Università degli studi di Napoli Federico II

Università degli studi di Napoli Federico II Università degli studi di Napoli Federico II Scuola Politecnica e delle scienze di base Corso di Laurea Triennale in Ingegneria per l Ambiente e il Territorio Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed

Dettagli

STRUMENTI DI MISURA DELLE FORZE II

STRUMENTI DI MISURA DELLE FORZE II CONTROLLO, COLLAUDO E RIABILITAZIONE DELLE COSTRUZIONI. MODULO: CONTROLLO E COLLAUDO Lezione 12 5/11/2010 STRUMENTI DI MISURA DELLE FORZE II Portate superiori a quelle della bilancia analitica, fino a

Dettagli

Per prima cosa si determinano le caratteristiche geometriche e meccaniche della sezione del profilo, nel nostro caso sono le seguenti;

Per prima cosa si determinano le caratteristiche geometriche e meccaniche della sezione del profilo, nel nostro caso sono le seguenti; !""##"!$%&'((""!" )**&)+,)-./0)*$1110,)-./0)*!""##"!$%&'((""!" *&)23+-0-$4--56%--0.),0-,-%323 -&3%/ La presente relazione ha lo scopo di illustrare il meccanismo di calcolo che sta alla base del dimensionamento

Dettagli

I materiali. I materiali. Introduzione al corso. Tecnologia di produzione I materiali La misura della durezza. Le prove meccaniche distruttive

I materiali. I materiali. Introduzione al corso. Tecnologia di produzione I materiali La misura della durezza. Le prove meccaniche distruttive I materiali I materiali Introduzione al corso Tecnologia di produzione I materiali La misura della durezza Le prove meccaniche distruttive La meccanica dei materiali 2 2006 Politecnico di Torino 1 Obiettivi

Dettagli

PROGRAMMA DETTAGLIATO CORSO INTEGRATO DI TECNICA DELLE COSTRUZIONI: COSTRUZIONI IN CEMENTO ARMATO E ACCIAIO

PROGRAMMA DETTAGLIATO CORSO INTEGRATO DI TECNICA DELLE COSTRUZIONI: COSTRUZIONI IN CEMENTO ARMATO E ACCIAIO PROGRAMMA DETTAGLIATO CORSO INTEGRATO DI TECNICA DELLE COSTRUZIONI: COSTRUZIONI IN CEMENTO ARMATO E ACCIAIO 1 LEZIONE COSTRUZIONI IN CEMENTO ARMATO ARGOMENTI 1. Introduzione Presentazione del corso 2.

Dettagli

POMPE MULTISTADIO AD ALTA PRESSIONE: OTTIMIZZAZIONE STRUTTURALE

POMPE MULTISTADIO AD ALTA PRESSIONE: OTTIMIZZAZIONE STRUTTURALE ASSOCIAZIONE ITALIANA PER L ANALISI DELLE SOLLECITAZIONI XXXIV CONVEGNO NAZIONALE 14 17 SETTEMBRE 2005, POLITECNICO DI MILANO POMPE MULTISTADIO AD ALTA PRESSIONE: OTTIMIZZAZIONE STRUTTURALE D. Cassani

Dettagli

Nello specifico esiste la norma specifica UNI ISO 9927-1. 4

Nello specifico esiste la norma specifica UNI ISO 9927-1. 4 Oggetto: D.Lgs 81/08 Verifiche ed ispezione approfondita sugli apparecchi di sollevamento- interpretazione del Decreto e delle Norme attinenti. Competenze esclusive dell Ingegnere. In riferimento al Decreto

Dettagli

PSP 00203 Tubi Trafilati a Freddo in Acciaio Senza Saldatura per Cilindri Idraulici

PSP 00203 Tubi Trafilati a Freddo in Acciaio Senza Saldatura per Cilindri Idraulici PSP 00203 Tubi Trafilati a Freddo in Acciaio Senza Saldatura per Cilindri Idraulici PSP 00203 Tubi Trafilati a Freddo in Acciaio Senza Saldatura per Cilindri Idraulici Descrizione e campo di applicazione

Dettagli

La deformazione diametrale deve essere inferiore ai valori, consigliati dalla raccomandazione ISO/TR 7073, riportati in tabella 12.1: Tabella 12.

La deformazione diametrale deve essere inferiore ai valori, consigliati dalla raccomandazione ISO/TR 7073, riportati in tabella 12.1: Tabella 12. 12 Prove di collaudo S copo del collaudo è quello di verificare l efficienza e la funzionalità idraulica di un collettore posato in opera. In particolare si dovrà verificare: n la deformazione diametrale;

Dettagli

Pali di fondazione. modulo B Le fondazioni. La portata dei pali

Pali di fondazione. modulo B Le fondazioni. La portata dei pali 1 Pali di fondazione La portata dei pali Nel caso dei pali di punta soggetti a sforzi assiali, cioè realizzati in terreni incoerenti e infissi in terreno profondo compatto, il carico ammissibile P su ogni

Dettagli

TENSIONE INTERNA E DEFORMAZIONE PROVA DI TRAZIONE E NOMATIVA DIAGRAMMA SFORZO-DEFORMAZIONE DEFORMAZIONI REALI, ELASTICITA, TENACITA

TENSIONE INTERNA E DEFORMAZIONE PROVA DI TRAZIONE E NOMATIVA DIAGRAMMA SFORZO-DEFORMAZIONE DEFORMAZIONI REALI, ELASTICITA, TENACITA PROVA DI TRAZIONE (UNI EN ISO 6892-1) 1 INDICE TENSIONE INTERNA E DEFORMAZIONE PROVA DI TRAZIONE E NOMATIVA DIAGRAMMA SFORZO-DEFORMAZIONE RISULTATI DELLA PROVA DEFORMAZIONI REALI, ELASTICITA, TENACITA

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAGLIARI FACOLTA DI INGEGNERIA DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA STRUTTURALE PROVE SPERIMENTALI SU PIGNATTE IN PSE RELAZIONE

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAGLIARI FACOLTA DI INGEGNERIA DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA STRUTTURALE PROVE SPERIMENTALI SU PIGNATTE IN PSE RELAZIONE UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAGLIARI FACOLTA DI INGEGNERIA DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA STRUTTURALE PROVE SPERIMENTALI SU PIGNATTE IN PSE RELAZIONE Il Responsabile Scientifico Dott. Ing. Fausto Mistretta Il

Dettagli

MODELLAZIONE DI UN EDIFICIO IN MURATURA CON IL PROGRAMMA DI CALCOLO 3MURI

MODELLAZIONE DI UN EDIFICIO IN MURATURA CON IL PROGRAMMA DI CALCOLO 3MURI MODELLAZIONE DI UN EDIFICIO IN MURATURA CON IL PROGRAMMA DI CALCOLO 3MURI 1) CREARE UN FILE.DXF IN AUTOCAD NEL QUALE VENGONO RIPORTATE LE PIANTE DEI VARI PIANI DELL EDIFICIO DA ANALIZZARE. RISULTA CONVENIENTE

Dettagli

Introduzione alle tecnologie di fabbricazione Introduzione 1.1 Processi tecnologici di trasformazione 1.2 Attributi geometrici dei prodotti

Introduzione alle tecnologie di fabbricazione Introduzione 1.1 Processi tecnologici di trasformazione 1.2 Attributi geometrici dei prodotti Indice PREFAZIONE RINGRAZIAMENTI DELL EDITORE GUIDA ALLA LETTURA XIII XIV XV 1 Introduzione alle tecnologie di fabbricazione 1 Introduzione 1 1.1 Processi tecnologici di trasformazione 1 1.1.1 Precisione

Dettagli

RELAZIONE TECNICA VV.F

RELAZIONE TECNICA VV.F VAR. MET.: DERIVAZ. PER MARATEA DN 250 (10 ) - 75 bar L = 508 m RELAZIONE TECNICA VV.F 3 Nov. 12 Emissione per permessi con inserita P.E. Faragasso Lupinacci Barci 2 Giu. 12 Variato tracciato Inserita

Dettagli

Verifiche di sicurezza di una costruzione 1/2

Verifiche di sicurezza di una costruzione 1/2 Verifiche di sicurezza di una costruzione 1/2 Le costruzioni devono soddisfare opportuni requisiti di sicurezza nei confronti della loro capacità portante Capacità portante Attitudine di una struttura

Dettagli

n matr.145817 23. 01. 2003 ore 8:30-10:30

n matr.145817 23. 01. 2003 ore 8:30-10:30 Matteo Vecchi Lezione del n matr.145817 23. 01. 2003 ore 8:30-10:30 Il Moto Esterno Con il termine moto esterno intendiamo quella branca della fluidodinamica che studia il moto dei fluidi attorno ad un

Dettagli

Norme per la Certificazione e l Accettazione a Bordo delle Porte Tagliafuoco di Classe A e B

Norme per la Certificazione e l Accettazione a Bordo delle Porte Tagliafuoco di Classe A e B Norme per la Certificazione e l Accettazione a Bordo delle Porte Tagliafuoco di Classe A e B In vigore dal 1 Gennaio 2003 RINA Società per azioni Gruppo REGISTRO ITALIANO NAVALE Via Corsica, 12-16128 Genova

Dettagli

SCHEMA 0 STORIA. Schema certificativo SC001 0.1 DOCUMENTI ESTERNI DI RIFERIMENTO. 0.2 Documenti IGQ di riferimento. Edizione 2 06/10/10

SCHEMA 0 STORIA. Schema certificativo SC001 0.1 DOCUMENTI ESTERNI DI RIFERIMENTO. 0.2 Documenti IGQ di riferimento. Edizione 2 06/10/10 SCHEMA per la certificazione dei tubi di acciaio per il convogliamento di acqua e di altri liquidi acquosi, di cui alla norma UNI EN 10224 - Ed. Marzo 2006 Il presente documento è stato approvato dalla

Dettagli

TUBI E PROFILI CAVI PER IMPIEGHI STRUTTURALI Norme e processi produttivi. Ing. Roberto Ferrari, Marcegaglia

TUBI E PROFILI CAVI PER IMPIEGHI STRUTTURALI Norme e processi produttivi. Ing. Roberto Ferrari, Marcegaglia TUBI E PROFILI CAVI PER IMPIEGHI STRUTTURALI Norme e processi produttivi Ing. Roberto Ferrari, Marcegaglia LA PRIMA TRASFORMAZIONE acciaio inossidabile acciaio al carbonio MINERALE COKERIA ROTTAMI FERROSI

Dettagli

SAFERALPS. Prg n 6782-103 28-02-2012

SAFERALPS. Prg n 6782-103 28-02-2012 SAFERALPS Prg n 6782-103 28-02-2012 Study of the characteristics of the "via ferrata Analysis of the installation and maintenance techniques Similarities and differences in the Alps P1-Universität Salzburg

Dettagli

TEMPRA IN STAMPO Caratteristiche e gestione del processo

TEMPRA IN STAMPO Caratteristiche e gestione del processo Giornata di studio Deformazione e variazione di forma permanente Cause e tecniche per la gestione del processo TEMPRA IN STAMPO Caratteristiche e gestione del processo Andrea Zanotti Gruppo Proterm - Trattamenti

Dettagli

presentation calcolo del ponteggio

presentation calcolo del ponteggio Il progetto: Title of presentation calcolo del ponteggio IL PROGETTO: PREMESSA D.Lgs 81/2008: Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro Titolo IV: Cantieri temporanei e mobili Capo II: Prevenzioni

Dettagli

P.Q.R.S. IL LABORATORIO DI TORINO CHE

P.Q.R.S. IL LABORATORIO DI TORINO CHE P.Q.R.S. IL LABORATORIO DI TORINO CHE ASSISTE I CLIENTI IN TUTTO IL PROCESSO DI QUALIFICAZIONE DEL PRODOTTO DA COSTRUZIONE. Marcatura CE dei prodotti da costruzione: piccoli manufatti in calcestruzzo Mandato

Dettagli

GLI EDIFICI ESISTENTI IN C.A. Le indagini sui materiali

GLI EDIFICI ESISTENTI IN C.A. Le indagini sui materiali Corso sulle Norme Tecniche per le costruzioni in zona sismica (Ordinanza PCM 3274/2003) GLI EDIFICI ESISTENTI IN C.A. Le indagini sui materiali Prof. Ing.. Angelo MASI DiSGG, Università di Basilicata Centro

Dettagli

SOMMARIO 1. CALCESTRUZZO... 2 2. ACCIAIO DA C.A. (DEL TIPO B450C)... 3 3. ACCIAIO PER CARPENTERIA METALLICA... 4 MANDANTE:

SOMMARIO 1. CALCESTRUZZO... 2 2. ACCIAIO DA C.A. (DEL TIPO B450C)... 3 3. ACCIAIO PER CARPENTERIA METALLICA... 4 MANDANTE: SOMMARIO 1. CALCESTRUZZO... 2 2. ACCIAIO DA C.A. (DEL TIPO B450C)... 3 3. ACCIAIO PER CARPENTERIA METALLICA... 4 1 1. Calcestruzzo Classe di esposizione: XC1 (elevazione) XC2 (fondazione) Classe di consistenza:

Dettagli

DEGLI ACCIAI TRAFILATI PERFORMANTI PER I PARTICOLARI DI PRECISIONE

DEGLI ACCIAI TRAFILATI PERFORMANTI PER I PARTICOLARI DI PRECISIONE Dossier DEGLI ACCIAI TRAFILATI PERFORMANTI PER I PARTICOLARI DI PRECISIONE Fornire degli acciai più resistenti e di qualità migliore, questa è la missione che si è data Steeltec AG, una società del gruppo

Dettagli

Condizioni ambientali per le le macchine utensili. Ing. Gianfranco Malagola Alesamonti Barasso (VA)

Condizioni ambientali per le le macchine utensili. Ing. Gianfranco Malagola Alesamonti Barasso (VA) 1 Condizioni ambientali per le le macchine utensili Ing. Gianfranco Malagola Alesamonti Barasso (VA) Condizioni ambientali 2 Per garantire le migliori prestazioni della macchina utensile è necessario mantenere

Dettagli

AEROPORTO INTERNAZIONALE NAPOLI CAPODICHINO AMPLIAMENTO TERMINAL PASSEGGERI PROGETTO STRUTTURE METALLICHE SISMORESISTENTI

AEROPORTO INTERNAZIONALE NAPOLI CAPODICHINO AMPLIAMENTO TERMINAL PASSEGGERI PROGETTO STRUTTURE METALLICHE SISMORESISTENTI AEROPORTO INTERNAZIONALE NAPOLI CAPODICHINO AMPLIAMENTO TERMINAL PASSEGGERI PROGETTO STRUTTURE METALLICHE SISMORESISTENTI INTERNAZIONAL AIRPORT NAPOLI CAPODICHINO NEW TERMINAL PASSENGER DESIGN OF STEEL

Dettagli

revisione data verifica approvazione Pagina 0 07/10/2009 LTM CSI del 07/10/09 1 di 14

revisione data verifica approvazione Pagina 0 07/10/2009 LTM CSI del 07/10/09 1 di 14 PROCEDURA OPERATIVA REGOLE PARTICOLARI PER LA CONCESSIONE DEL DIRITTO D USO TUBAZIONI CORRUGATE FORMABILI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO 0 07/10/2009 LTM CSI del 07/10/09 1 di 14 INDICE 1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE

Dettagli

Modalità di effettuazione delle verifiche periodiche

Modalità di effettuazione delle verifiche periodiche DIPARTIMENTO TERRITORIALE DI TERNI - Ex ISPESL VERIFICHE PERIODICHE ATTREZZATURE Aspetti applicativi del D.M. 11.04.2011 Modalità di effettuazione delle verifiche periodiche Ing. Maria Nice TINI Terni,

Dettagli

Tecniche di rinforzo con materiali innovativi

Tecniche di rinforzo con materiali innovativi Interventi di recupero del patrimonio edilizio, Roma, 29.1.09 Tecniche di rinforzo con materiali innovativi Zila Rinaldi Università di Roma Tor Vergata Dip. di Ingegneria Civile Introduzione Perchè si

Dettagli

Capitolo 4 CALCOLO DELLE SEZIONI

Capitolo 4 CALCOLO DELLE SEZIONI Capitolo 4B - Stati limite ultimi 51 Capitolo 4 CALCOLO DELLE SEZIONI 4.1 Trazione Il comportamento sotto carico crescente di un pezzo di acciaio è ricavabile dalla prova a trazione effettuata con apposite

Dettagli

Proprietà elastiche dei corpi

Proprietà elastiche dei corpi Proprietà elastiche dei corpi I corpi solidi di norma hanno una forma ed un volume non facilmente modificabili, da qui deriva la nozioni di corpo rigido come corpo ideale non deformabile. In realtà tutti

Dettagli

Dimensionamento delle strutture

Dimensionamento delle strutture Dimensionamento delle strutture Prof. Fabio Fossati Department of Mechanics Politecnico di Milano Lo stato di tensione o di sforzo Allo scopo di caratterizzare in maniera puntuale la distribuzione delle

Dettagli

UDDEHOLM ROYALLOY TM

UDDEHOLM ROYALLOY TM UDDEHOLM ROYALLOY TM Uddeholm RoyAlloy è appositamente prodotto dalla Edro Specially Steels, Inc., una Divisione del Gruppo voestalpine. RoyAlloy è brevettato da Edro Patents #6,045,633 e #6,358,344. Queste

Dettagli

ITIS OMAR Dipartimento di Meccanica Calcolo delle molle di compressione ad elica cilindrica 1

ITIS OMAR Dipartimento di Meccanica Calcolo delle molle di compressione ad elica cilindrica 1 ITIS OMAR Dipartimento di Meccanica Calcolo delle molle di compressione ad elica cilindrica 1 Le arre di torsione a sezione circolare Calcolo delle molle di compressione ad elica cilindrica con filo a

Dettagli

Edifici in c.a. esistenti Metodi di adeguamento tradizionali

Edifici in c.a. esistenti Metodi di adeguamento tradizionali Corso di Riabilitazione Strutturale POTENZA, a.a. 2011 2012 Edifici in c.a. esistenti Metodi di adeguamento tradizionali Dott. Marco VONA DiSGG, Università di Basilicata marco.vona@unibas.it http://www.unibas.it/utenti/vona/

Dettagli

La progettazione dei ferri di ripresa post- installati secondo EC2/TR023

La progettazione dei ferri di ripresa post- installati secondo EC2/TR023 La progettazione dei ferri di ripresa post- installati secondo EC2/TR023 Ing. Alessandro Ferraro Field Engineer - Lazio Roma, 30 aprile 2009 1 I ferri di ripresa post-installati sono largamente usati nel

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BRESCIA

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BRESCIA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BRESCIA ESAME DI STATO DI ABILITAZIONE ALL'ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI INGEGNERE (Lauree di primo livello D.M. 509/99 e D.M. 270/04 e Diploma Universitario) SEZIONE B - Prima

Dettagli

strutturale critico Verifica di un componente METODOLOGIA Paolo Baicchi, Enrica Riva, Matteo Cecchelli Le prove sperimentali per la determinazione

strutturale critico Verifica di un componente METODOLOGIA Paolo Baicchi, Enrica Riva, Matteo Cecchelli Le prove sperimentali per la determinazione Paolo Baicchi, Enrica Riva, Matteo Cecchelli Verifica strutturale di un componente critico Le prove sperimentali per la determinazione della forza di taglio e l analisi FEM 1. Il modello di troncatrice

Dettagli

RUOTE DENTATE CILINDRICHE A DENTI DIRITTI E CREMAGLIERE

RUOTE DENTATE CILINDRICHE A DENTI DIRITTI E CREMAGLIERE RUOTE DENTATE CILINDRICHE A DENTI DIRITTI E CREMAGLIERE Gli ingranaggi cilindrici e le cremagliere sono gli elementi classici per la trasmissione meccanica dei movimenti di rotazione e di traslazione tra

Dettagli

Le caratteristiche geometriche e fisico-meccaniche delle varie tipologie di solai secondo la nuova normativa (D.M. 14/01/2008)

Le caratteristiche geometriche e fisico-meccaniche delle varie tipologie di solai secondo la nuova normativa (D.M. 14/01/2008) LE CARATTERISTICHE GEOMETRICHE E FISICO-MECCANICHE DELLE VARIE TIPOLOGIE DI SOLAI SECONDO LA NUOVA NORMATIVA (D.M. 14/01/2008) Vincenzo Bacco Il passaggio da norme tecniche di concezione prescrittiva (di

Dettagli

SERBATOI PER STAZIONI DI SERVIZIO GPL PER INSTALLAZIONE INTERRATA IN CASSA DI CONTENIMENTO NTO O TUMULATI Mc 15 30 50

SERBATOI PER STAZIONI DI SERVIZIO GPL PER INSTALLAZIONE INTERRATA IN CASSA DI CONTENIMENTO NTO O TUMULATI Mc 15 30 50 SERBATOI PER STAZIONI DI SERVIZIO GPL PER INSTALLAZIONE INTERRATA IN CASSA DI CONTENIMENTO NTO O TUMULATI Mc 15 30 50 Utilizzati come stoccaggio di GPL presso i distributori stradali sono realizzati con

Dettagli

Statica per l edilizia storica

Statica per l edilizia storica Statica per l edilizia storica Università degli Studi di Cagliari Corso di Laurea Magistrale in Architettura A.A. 2013-2014 Prof. ing. Antonio Cazzani, Dr. ing. Flavio Stochino antonio.cazzani@unica.it

Dettagli

ANALISI AGLI ELEMENTI FINITI IN GEOTECNICA: UN PRIMO APPROFONDIMENTO

ANALISI AGLI ELEMENTI FINITI IN GEOTECNICA: UN PRIMO APPROFONDIMENTO ANALISI AGLI ELEMENTI FINITI IN GEOTECNICA: UN PRIMO APPROFONDIMENTO 2 GENERALITA SUL METODO AGLI ELEMENTI FINITI. Il Metodo agli Elementi Finiti (F.E.M.) è una tecnica avanzata di risoluzione di equazioni

Dettagli

LAVORAZIONE DELLE LAMIERE

LAVORAZIONE DELLE LAMIERE LAVORAZIONE DELLE LAMIERE Pagina 1 di 5 LAVORAZIONE DELLE LAMIERE La lavorazione delle lamiere si esegue fondamentalmente per deformazione plastica a freddo oppure per separazione localizzata del materiale

Dettagli

SOMMARIO 1. VERIFICA DELLA PASSERELLA DI ACCESSO AL TEATRO - DESCRIZIONE DELL OPERA - NORMATIVA DI RIFERIMENTO - MATERIALI ADOTTATI

SOMMARIO 1. VERIFICA DELLA PASSERELLA DI ACCESSO AL TEATRO - DESCRIZIONE DELL OPERA - NORMATIVA DI RIFERIMENTO - MATERIALI ADOTTATI SOMMARIO 1. VERIFICA DELLA PASSERELLA DI ACCESSO AL TEATRO - DESCRIZIONE DELL OPERA - NORMATIVA DI RIFERIMENTO - MATERIALI ADOTTATI 1.1 DIMENSIONAMENTO E VERIFICA DEGLI ELEMENTI STRUTTURALI travi secondarie

Dettagli

Analisi pushover per edifici in muratura (parametri che ne influenzano i risultati)

Analisi pushover per edifici in muratura (parametri che ne influenzano i risultati) MICHELE VINCI Analisi pushover per edifici in muratura (parametri che ne influenzano i risultati) Articolo 3 Marzo 2014 Collana Calcolo di edifici in muratura (www.edificiinmuratura.it) Software utilizzato:

Dettagli

Analisi limite di un telaio

Analisi limite di un telaio Analisi limite di un telaio Si consideri il portale sotto, tre volte iperstatico, dotato di un momento limite superiore ed inferiore costante e pari a M0 Si assuma inoltre che lo sforzo normale (ed il

Dettagli

Lezione. Tecnica delle Costruzioni

Lezione. Tecnica delle Costruzioni Lezione Tecnica delle Costruzioni Classificazione dei collegamenti Tipi di collegamenti 1. Collegamento a parziale ripristino di resistenza In grado di trasmettere le caratteristiche di sollecitazione

Dettagli

Si può fare riferimento al modulo di reazione K r dato dal rapporto tra pressione e cedimento corrispondente: K r = p/s (kn/m 3 ) (7.

Si può fare riferimento al modulo di reazione K r dato dal rapporto tra pressione e cedimento corrispondente: K r = p/s (kn/m 3 ) (7. 124 7 Indagini e prove in situ 88-08-07273-8 contrasto manometro martinetto idraulico micrometro piastre sostegno del micrometro FIGURA 7.19 pressione unitaria a) cedimento il controllo della deformabilità

Dettagli

D. Nicolini, A. Fontanella, E. Giovannini. Report RdS/PAR2013/173 MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

D. Nicolini, A. Fontanella, E. Giovannini. Report RdS/PAR2013/173 MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l energia e lo sviluppo economico sostenibile MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Analisi fluidodinamica CFD su dispositivi a colonna d acqua oscillante OWC -

Dettagli

ISTITUTO NAZIONALE PER L ASSICURAZIONE

ISTITUTO NAZIONALE PER L ASSICURAZIONE Mod. Val. 6 Rev. 05 del 28/08/2015 1/4 RELAZIONE TECNICA PER ATTIVITA' CONNESSA ALL'APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA 2010/35/UE DI BOMBOLE QUADRO A Protocollo UOT n del Produzione su commessa: QUADRO B FABBRICANTE

Dettagli

SAFAP 2012, Napoli 14-15 giugno ISBN 978-88-7484-230-8

SAFAP 2012, Napoli 14-15 giugno ISBN 978-88-7484-230-8 Studio di un tappo per l esclusione dall esercizio di tubi di scambiatori a fascio tubiero in condizioni di effettiva sicurezza per le persone operanti in prossimità. A. Falla *, F. Boella **, A. De Palma**,R.

Dettagli

Università degli studi di Cagliari. Corso di aggiornamento. Unità 4 PIASTRE IN C.A. E INSTABILITÀ

Università degli studi di Cagliari. Corso di aggiornamento. Unità 4 PIASTRE IN C.A. E INSTABILITÀ Università degli studi di Cagliari Dipartimento di Ingegneria Strutturale Corso di aggiornamento Unità 4 PIASTRE IN C.A. E INSTABILITÀ RELATORE: Ing. Igino MURA imura@unica.it 25-26 Giugno 2010 - Instabilità:

Dettagli

Documento #: Doc_a8_(9_b).doc

Documento #: Doc_a8_(9_b).doc 10.10.8 Esempi di progetti e verifiche di generiche sezioni inflesse o presso-tensoinflesse in conglomerato armato (rettangolari piene, circolari piene e circolari cave) Si riportano, di seguito, alcuni

Dettagli

Pali di fondazione. Portata dei pali. Scelta del tipo di palo. 8 Le fondazioni 8.3 Fondazioni continue

Pali di fondazione. Portata dei pali. Scelta del tipo di palo. 8 Le fondazioni 8.3 Fondazioni continue 1 Pali di fondazione Si possono avere: a) pali in legno: oggi quasi totalmente abbandonati e impiegati solo per modeste costruzioni che trasmettono carichi limitati, per lo più in zone con abbondante legname,

Dettagli

Indice. Parte 1 Fondamenti 2. 1 Introduzione 3. 3 Analisi dei carichi e delle tensioni e deformazioni 65. 2 Materiali 29

Indice. Parte 1 Fondamenti 2. 1 Introduzione 3. 3 Analisi dei carichi e delle tensioni e deformazioni 65. 2 Materiali 29 Romane.pdf 19-09-2008 13:20:05-9 - ( ) Prefazione all edizione italiana Ringraziamenti Simboli xxi xix Parte 1 Fondamenti 2 1 Introduzione 3 xvii 1 1 Il progetto 4 1 2 La progettazione meccanica 5 1 3

Dettagli