www. www www pure -.pure --.pure - tech - tech - - agency. agencyy agency net.net MANUAL

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "www. www www pure -.pure --.pure - tech - tech - - agency. agencyy agency net.net MANUAL"

Transcript

1 - tech - agency.net MANUAL

2

3 Pure Tech Agency Modulo 1 GAS BLENDING Manuale di tecniche di miscelazione dei gas ad uso respiratorio per l'attività subacquea sportiva Blending & Mixing 3

4 Modulo 1 Autore: BLENDING Giorgio Amadei Fotografie e disegni: Giorgio Amadei, laddove non diversamente specificato; Ringraziamenti: Graziano Frigeni, per avermi messo a disposizione le sue esperienze di navigato imprenditore di gas tecnici e subacqueo tecnico; Marina Amadei, per avermi tenuto sveglio le notti tra un ruttino e una poppata, la notte porta consiglio; Bianca Amadei, per aver dormito beatamente tutte le notti nella stanza accanto; Francesca Bertoli, per la pazienza e la grammatica A cura del PUBLISHING OFFICE PTA Prima Edizione 11 dicembre 2009 Copyright 2010 Pure Tech Agency Via Torino, Gallarate (VA) - 4 Blending & Mixing

5 LEGENDA Leggendo il manuale noterai delle caselle contrassegnate da simboli, esse ti forniranno preziosi consigli ed informazioni per meglio comprendere la materia di studio. Modulo 1 ATTENZIONE FERMATI E RIFLETTI identifica un informazione basilare per la tua sicurezza sottolinea e rimarca un concetto chiave RICORDA focalizza la tua attenzione su un concetto IDEA esprime un consiglio dettato dall esperienza ESEMPIO contraddistingue un esercizio, un esempio pratico NOTA fornisce un informazione generale o di approfondimento Blending & Mixing 5

6

7 INTRODUZIONE Premessa Introduzione Scopo del manuale Significato di Gas Blending: Ruolo e Responsabilità dell Operatore di Sistemi di Miscelazione Definizione di sistema MODULO 1 - I gas Respirabili per l attività subacquea 1.1 Informazioni Generali 1.2 L aria 1.3 L ossigeno 1.4 I gas inerti 1.5 Miscele Binarie 1.6 Miscele ternarie 1.7 I gas pericolosi MODULO 2 - Effetti e reazioni dell ossigeno con i sistemi di miscelazione e significato di servizio ad ossigeno 2.1 Informazioni Generali 2.2 Ossidazione e combustione 2.3 Ossigeno compatibilità 2.4 Pulizia ad Ossigeno 2.5 Servizio ad ossigeno 2.6 L ambiente di lavoro e operativo 2.7 Agenti contaminanti 2.8 Fonti di innesco 2.9 Miscele iperossigenate 2.10 Le operazioni di pulizia a ossigeno e verifica 2.11 Agenti sgrassanti 2.12 Pulizia per mezzo di apparecchio pulitore ad ultrasuoni 2.13 Fasi della pulizia ad ossigeno e verifica 2.14 Pulizia di tubazioni e fruste 2.15 Pulizia delle bombole da immersione, delle rubinetterie e degli erogatori 2.16 Schedatura degli interventi ed etichettatura dell'attrezzatura MODULO 3 - Teoria per le pratica della miscelazione 3.1 Informazioni generali 3.2 Massa, volume, temperatura e pressione 3.3 Gas ideali e gas reali 3.4 La legge di Avogadro ed il concetto di mole 3.5 La legge dei gas perfetti 3.6 La legge di Boyle e Mariotte 3.7 La legge di Charles 3.8 Trasformazione adiabatica o calore di compressione 3.9 La Legge di Dalton 3.10 Il concetto di frazione di un gas 3.11 I gas reali e la Legge di Van Der Waals 3.12 Grado di precisione nella preparazione delle miscele - I software 3.13 Conclusioni MODULO 4 - Caratteristiche dell'aria per miscelazione e metodi di miscelazione 4.1 Informazioni generali 4.2 Caratteristiche dell'aria grado di purezza Blending & Mixing 7 Modulo 1

8 Modulo Miscelazione per pressioni parziali 4.4 Miscelazione a peso 4.5 Metodi di miscelazione automatici 4.6 Miscelazione a membrana permeabile 4.7 Miscelazione a flusso continuo MODULO 5 - Apparecchiature per la miscelazione 5.1 Informazioni Generali 5.2 La direttiva PED 5.3 Compressore 5.4 Bombole di stoccaggio 5.5 Banco - Bombole di stoccaggio collegate 5.6 Rampa 5.7 Pannello manuale di miscelazione per pressioni parziali 5.8 Booster 5.9 Fruste e tubazioni 5.10 Valvole 5.11 Tubo miscelatore 5.12 Analizzatori 5.13 Manometri 5.14 Filtri 5.15 La logistica della stazione 5.16 Progettare la stazione MODULO 6 - Pratica della miscelazione 6.1 Considerazioni generali 6.2 Miscelazione per pressioni parziali 6.3 Considerazioni sulla velocità di trasferimento dei gas 6.4 Approvvigionamento dei gas 6.5 Matematica e miscelazione 6.6 Formule per miscele binarie 6.7 Formule per miscele ternarie 6.8 Heliair 6.9 HelEan 6.10 Verifica delle miscele 6.11 Verifica delle miscele HelEan 6.12 Considerazione sugli errori 6.13 Applicazioni di una correzione su una miscela 6.14 L'etichettatura delle bombole 6.15 Il registro di consegna MODULO 7 - La stazione di ricarica e miscelazione 7.1 Considerazioni generali 7.2 Il luogo di lavoro: normativa di riferimento e interlocutori privilegiati 7.3 L'operatore e la stazione: quale normativa di riferimento? 7.4 La questione della sicurezza 7.5 Incendio 7.6 Sommario delle raccomandazioni 7.7. Trasporto delle bombole su mezzi non dedicati APPENDICE 8 Tabelle per miscelazione a peso Bibliografia e sitografia Blending & Mixing

9 Premessa Questo saggio è un manuale e come tale costituisce l ausilio didattico per eccellenza del corso Gas Blending PTA. Con tutto ciò questo manuale non sostituisce il corso completo, e non può quindi essere considerato in alcun modo una fonte di apprendimento autonoma e sufficiente. Introduzione Quello che rende l'attività subacquea sportiva tecnica una disciplina assolutamente particolare, è la necessità di programmare e preparare con accuratezza le miscele respiratorie. Decidere cosa respirare è una prerogativa sconosciuta alla maggior parte delle discipline sportive; la subacquea tecnica, invece, ci pone nelle condizioni per le quali è necessario decidere la composizione del primo nutrimento. Sappiamo che è possibile astenersi dall'alimentarsi per molti giorni, mentre non possiamo evitare di respirare per un tempo misurabile in poche decine di secondi. Questo ci conduce a riflettere su quanto ogni singolo respiro, in ambiente subacqueo, non sia mai un atto casuale, ma premeditato, programmato e controllato. Gli istanti di separazione tra un respiro e l'altro sono l'attimo fuggente del piacere dell'immersione, tuttavia possono trasformarsi in una situazione estrema e spesso irreparabile se la preparazione e la gestione di ciò che viene respirato non viene eseguita con la dovuta competenza e meticolosità. Modulo 1 Il livello di complessità raggiunto da questo manuale rappresenta un punto di equilibrio tra necessità di addestramento e capacità di apprendimento. Questo equilibrio non è statico, ma dinamico, prosegue nel tempo e non può certo ritenersi concluso con la fine di questo manuale. Molte nozioni si imparano sul campo, altre si apprendono solamente sotto la guida di uno specialista, fornitore o installatore di uno specifico apparecchio o sistema. Il pericolo è sempre in agguato quando si tratta di miscelare gas ad alta pressione e non bisogna mai dare nulla per scontato. Scopo del manuale Questo manuale si rivolge ai futuri Operatori di Sistemi di Miscelazione (OSM), ed offre le conoscenze di base per essere in grado di allestire una stazione di miscelazione e carica di gas respirabili per l'attività subacquea sportiva. I contenuti di questo manuale non riguardano in alcun modo gli argomenti correlati agli impianti di miscelazione professionale o industriale: questi sono ben più complessi ed esulano dallo scopo di questo manuale. Ogni dispositivo e macchinario facente parte di un sistema di miscelazione richiede ed è corredato da una manualistica dedicata e specifica, contenente dati e prescrizioni ai quali l allievo e futuro operatore deve attenersi in modo molto preciso. In ragione di una costante evoluzione dei sistemi e delle procedure il futuro operatore non può esimersi dal mantenersi costantemente aggiornato sulle procedure e sulle normative di riferimento. Significato di Gas Blending Ruolo, responsabilità e collocazione professionale dell'operatore Questo corso intende fornire le conoscenze di base per la formazione di Operatori di Sistemi di Miscelazione (OSM o Blender), professionisti in grado di: Gestire le operazioni di una stazione di miscelazione e carica di gas per l'attività subacquea sportiva Gestire una ragionata scelta e collocazione delle apparecchiature necessarie; Blending & Mixing 9

10 Modulo 1 Eseguire i calcoli per la preparazione delle miscele; Produrre e distribuire le miscele in modo sicuro ai subacquei; Verificare e controllare le miscele prodotte; Saper ricondurre le proprie azioni ad una normativa di riferimento; GARANTIRE L'ACCURATEZZA DELLE MISCELE E LA SICUREZZA DELLA STAZIONE L'Operatore è l'unico incaricato a produrre le miscele di gas e soprattutto a certificare l'esatto contenuto di una bombola. La necessità di poter affidare la gestione delle stazioni di ricarica a personale qualificato, in prospettiva di una sempre maggior diffusione di centri di immersioni tecnica e punti vendita specializzati, renderà la figura dell'osm sempre più richiesta. L'OSM è un professionista nel suo ambito specifico, è colui che deve possedere una visione globale ed una preparazione multidisciplinare, in grado di stabilire le priorità delle operazioni, garantire la sicurezza e soprattutto riconoscere quando un evento specifico richieda il contributo di uno specialista esterno. Fornire gas idonei alla respirazione in ambiente subacqueo è un lavoro di responsabilità che ha anche implicazioni giuridiche. Definizione di SISTEMA Nel testo si troverà spesso il termine sistema. Esso definisce l'unione di due o più attrezzature per costituire un tutto integrato. Le attrezzature sono: i recipienti, le tubazioni, gli accessori di sicurezza, gli accessori a pressione, i costituenti di un qualunque congegno, i dispositivi aventi una specifica funzione e le apparecchiature che richiedono l'uso di una qualche forma di energia. Qualunque oggetto sui cui opera l'osm è definibile come sistema. 10 Blending & Mixing

11 Indice Premessa 9 Introduzione 9 Scopo del manuale 9 Significato di Gas Blending 9 Ruolo, responsabilità e collocazione professionale dell'operatore 9 Definizione di SISTEMA 10 Modulo 1 MODULO 1 13 I gas respirabili per l'attività subacquea 13 Obbiettivi Informazioni Generali L'aria L'ossigeno I gas Inerti Miscele Binarie (argox, nitrox ed eliox) Miscele ternarie (trimix ed heliair) I gas pericolosi 16 MODULO 2 19 Effetti e reazioni dell ossigeno con i sistemi di miscelazione e significato di servizio ad ossigeno 19 Obbiettivi Informazioni Generali Ossidazione e combustione Ossigeno compatibilità Pulizia ad ossigeno Servizio ad ossigeno L ambiente di lavoro Agenti contaminanti Trucioli (Burrs) Fonti di innesco Miscele iperossigenate Le operazioni di pulizia a ossigeno e loro verifica Agenti sgrassanti Pulizia per mezzo di apparecchio pulitore ad ultrasuoni Fasi della pulizia ad ossigeno e verifica Pulizia di tubazioni e fruste Pulizia delle bombole da immersione, delle rubinetterie e degli erogatori Schedatura degli interventi di manutenzione ed etichettatura dell'attrezzatura 39 MODULO 3 41 Teoria per la pratica della miscelazione Informazioni Generali Massa, volume, temperatura e pressione Gas ideali e gas reali La Legge di Avogadro ed il concetto di mole La legge dei gas perfetti la Legge di Boyle e Mariotte La legge di Charles Trasformazione adiabatica o calore di compressione La Legge di Dalton Il concetto di frazione di un gas I gas reali e la Legge di Van Der Waals Grado di precisione nella preparazione delle miscele - I software Conclusioni 53 Blending & Mixing 11

12 Modulo 1 MODULO 4 55 Caratteristiche dell'aria per miscelazioni e metodi di miscelazione Informazioni generali Caratteristiche dell'aria per miscelazioni grado di purezza Miscelazione per pressioni parziali Miscelazione a peso Metodi di miscelazione automatici Miscelazione a membrana permeabile Miscelazione a flusso continuo 61 MODULO 5 63 Apparecchiature per la miscelazione 63 Obbiettivi Informazioni Generali La direttiva PED Compressore Bombole di stoccaggio Banco - Bombole di stoccaggio collegate Rampa Pannello manuale di miscelazione per pressioni parziali Booster Fruste e tubazioni Valvole Tubo miscelatore Analizzatori Manometri Filtri La logistica della stazione Progettare la stazione 81 MODULO 6 85 Pratica della miscelazione Considerazioni generali Miscelazione per pressioni parziali Considerazioni sulla velocità di trasferimento dei gas Approvvigionamento dei gas Matematica e miscelazione Formule per miscele binarie Formule per miscele ternarie Heliair Helean Verifica delle miscele Verifica delle miscele HelEan Considerazioni sugli errori Applicazione di una correzione su una miscela L'etichettatura delle bombole Il registro di consegna 101 MODULO La stazione di ricarica e miscelazione Considerazioni generali Il luogo di lavoro: normativa di riferimento e interlocutori privilegiati L'operatore e la stazione: quale normativa di riferimento? La questione della sicurezza Incendio Sommario delle raccomandazioni Trasporto delle bombole su mezzi non dedicati 110 APPENDICE 113 Tabelle per miscelazione a peso 113 Bibliografia 114 Sitografia Blending & Mixing

13 MODULO 1 I GAS RESPIRABILI PER L'ATTIVITÀ SUBACQUEA Obbiettivi Al termine di questo modulo saremo in grado di: Modulo 1 Conoscere la natura e la tipologia dei gas e delle miscele di gas respirabili per l'attività subacquea. 1.1 Informazioni Generali Una miscela di gas per essere respirabile e adatta a mantenere efficientemente un essere umano in vita deve ovviamente contenere una certa quantità di ossigeno. L'aria è una miscela di gas composta per lo più da ossigeno e azoto alla quale il nostro corpo si è perfettamente adattato in condizioni normobariche. In condizioni iperbariche l'aria tende a perdere le sue caratteristiche di gas ideale e lascia spazio a miscele di gas di diversa composizione che meglio si adattano alle esigenze fisiologiche ed operative di un subacqueo esposto ad elevate pressioni. Le preparazione di queste miscele di gas è compito esclusivo dell Operatore di Sistemi di Miscelazione. Analizzeremo brevemente alcune delle caratteristiche principali dei gas utilizzati nell'impiego subacqueo sportivo e le miscele che con essi si possono ottenere. I gas descritti in questo modulo sono disponibili sul mercato e vengono generalmente distribuiti contenuti in apposite bombole ad alta pressione. 1.2 L'aria L aria è la miscela di gas che avvolge il nostro pianeta ed è composta da: azoto (simbolo chimico N2) per il 78,08 % ossigeno (simbolo chimico O2) per il 20,95 % biossido di carbonio (comunemente chiamata anidride carbonica, simbolo chimico CO2) per lo 0,03 % altri gas per la restante parte. Ai fini dei calcoli per la preparazione delle miscele si approssima la composizione dell aria come segue: azoto 79,00 % ossigeno 21,00 % L aria per uso respiratorio subacqueo sportivo viene catturata dall atmosfera stessa, compressa ed immessa nelle bombole. Esistono metodi industriali di preparazione di aria sintetica, composta solamente da azoto ed ossigeno, le cui sostanziali differenze con l aria atmosferica sono il grado di purezza ed il costo. 1.3 L'ossigeno L'ossigeno è l'elemento chimico più diffuso sulla terra: da solo rappresenta poco meno del 50% dell'intera massa del pianeta in percentuali variabili. È presente negli oceani che ne contengono una percentuale prossima all'87%, nell'aria per il 21% circa (nelle sue due Blending & Mixing 13

14 Modulo 1 forme molecolari O2, ossigeno, ed O3, ozono), nelle rocce ed in tutti i composti organici del carbonio (quindi in tutti gli esseri viventi). L'ossigeno è prodotto in grande quantità dai processi di fotosintesi ed in forma gassosa risulta essere inodore, incolore ed insapore. È l'unico gas indispensabile alla vita e viene somministrato a tutti gli esseri viventi tramite la respirazione. La dose di ossigeno vitale per un essere umano deve rispettare certi parametri di quantità al di sotto dei quali l'ossigeno diventa incapace di sostenere la vita, mentre al di sopra diventa tossico. Per queste ragioni la calibrazione dell'ossigeno in una miscela respiratoria deve essere precisa e chiaramente comunicata al subacqueo utilizzatore della miscela. L'ossigeno è un potente ossidante, ragion per cui tende a legarsi con moltissimi elementi formando gli ossidi. È l'elemento dominante nei fenomeni di combustione ed a determinate condizioni di pressioni e/o concentrazioni può reagire violentemente con sostanze combustibili dando origine a reazioni esplosive ed incendiarie. Esistono alcune classificazioni per l'ossigeno che ne definiscono i parametri di utilizzo: l ossigeno classificato come grado A tipo I (per uso medicale o aeronautico) è adatto anche per le immersioni. L ossigeno di tipo industriale, invece, può contenere tracce di CO2, acetilene, metano, idrocarburi, solventi o altri contaminanti che nella pratica dell attività industriale non hanno nessun rilievo ma possono risultare estremamente dannosi per l attività subacquea. L ossigeno allo stato gassoso respirabile deve essere puro almeno al 99% e non deve contenere nessun particolare odore, né contenere vapore acqueo condensato. Il subacqueo in immersione può esperienziare la sensazione di sapore metallico in bocca, soprattutto durante i primi istanti di respirazione dopo la presa di contatto con una decompressiva nitrox in risalita da una immersione profonda. Questa sensazione, il più delle volte, non è da interpretarsi come un potenziale segnale di contaminazione della miscela, ma piuttosto come un effetto associato al fenomeno della narcosi da azoto. 1.4 I gas Inerti L'azoto L'azoto in forma molecolare è un gas incolore, inodore ed insapore. Molto raro nella crosta terrestre è invece presente per il 78,08% nell'atmosfera. L'azoto viene prodotto tramite distillazione frazionata dell'aria liquida, ha simbolo chimico N2, ed è un gas che in condizioni standard non reagisce con gli altri elementi. Sebbene non mantenga le funzioni vitali e quindi non partecipi ai processi metabolici è parte costituente degli amminoacidi che sono i mattoni delle proteine. L'azoto non è tossico a pressione ambiente, ma se liberato in ambiente chiuso non ventilato è in grado di ridurre la concentrazione di ossigeno fino al punto di provocare ipossia. Respirato a pressioni elevate, assieme all'ossigeno, produce i ben noti effetti narcotici. L'elio L'elio (simbolo chimico He) è un gas incolore, inodore ed insapore ed è il secondo elemento chimico in ordine di abbondanza nell'universo dopo l'idrogeno. È definito un gas nobile in quanto non reagisce con gli altri elementi, a meno di non essere esposto a bombardamenti di elettroni, ed è meno solubile in acqua di qualsiasi altro gas. Sul nostro pianeta l'elio viene estratto da bacini naturali sotterranei soprattutto nel nord America ed in alcune regioni dell'africa, ragion per cui è un gas piuttosto costoso. L'elio, che migra verso la superficie ed entra nell'atmosfera, tende poi a disperdersi nello spazio in virtù del suo basso peso molecolare. 14 Blending & Mixing

15 Una particolarità dell'elio riguarda la sua temperatura di inversione, che descriviamo in modo semplificato. La maggior parte dei gas compressi che si espandono attraverso un orifizio si raffreddano. La temperatura di inversione (TI) è la temperatura alla quale un gas in espansione non cambia più la sua temperatura. Se la temperatura iniziale del gas è al di sotto della temperatura di inversione massima, il gas si raffredda; se è superiore invece si riscalda. I gas hanno generalmente la temperatura di inversione massima al di sopra della temperatura ambiente, mentre l'elio, l'idrogeno ed il neon hanno la temperatura di inversione molto al di sotto dei 0 C. Pertanto a determinate condizioni di pressione e temperatura l'elio in espansione si riscalda anziché raffreddarsi, come invece ci si aspetterebbe. Il fenomeno appena descritto può manifestarsi anche durante le fasi di carica (compressione) di miscele di gas contenenti elio in bombole, le quali tenderanno a raffreddarsi (o a riscaldarsi) in misura minore di quanto ipotizzato. Anche l'elio non è un gas tossico, ma se disperso in un ambiente poco ventilato potrebbe indurre a fenomeni di ipossia, anche se la sua volatilità ne rende difficile l'accumulo. Data la sua leggerezza molecolare, tende a sottrarre calore con una certa facilità sia attraverso la respirazione, sia per contatto cutaneo. Miscelato con l'ossigeno o aggiunto a miscele ossigeno-azoto viene utilizzato nelle immersioni subacquee molto profonde, poiché non provoca i fenomeni di narcosi dovuti all'azoto. Respirato a pressioni molto elevate (oltre i 150 metri di profondità, miscelato con l'ossigeno), può generare spasmi involontari dei muscoli nei soggetti esposti. Questo fenomeno è detto sindrome nervosa da alta pressione e si previene aggiungendo una certa quantità di azoto nella miscela respiratoria. Modulo 1 L'argon È un gas piuttosto comune, e nonostante sia piuttosto costoso, è solitamente utilizzato in modeste quantità per gonfiare le mute stagne in virtù della sua struttura molecolare che lo rende più isolante dell'aria (maggior potere coibente). Viene pertanto trasportato dai subacquei in immersione per mezzo di bombole di 1 o 2 litri massimo di volume. Ha elevati effetti narcotici pertanto come gas respirabile viene utilizzato solamente in fase decompressiva durante le soste più superficiali per diluire la dose altrimenti eccessiva dell'ossigeno. L'idrogeno ed il neon L'idrogeno ed il neon sono dei gas per i quali è richiesta una capacità di gestione e conoscenza che va oltre i propositi ed i contenuti di questo manuale. Hanno caratteristiche che li differenziano notevolmente dai gas inerti precedentemente menzionati: la potenziale esplosività del primo (in presenza di ossigeno), l'elevato costo del secondo e la difficoltà oggettiva di produrre profili decompressivi adeguati li rendono di fatto inadatti alle immersioni sportive. L'idrogeno è per di più estremamente leggero e sfugge facilmente da qualsiasi valvola che non sia a perfetta tenuta. 1.5 Miscele Binarie (argox, nitrox ed eliox) L'argox L'argox è una miscela di gas binaria composta da argon e ossigeno. Generalmente la percentuale di ossigeno in questo tipo di miscele non è mai inferiore all'80%. Il nitrox Il nitrox è una miscela di gas binaria composta da azoto e ossigeno in percentuali variabili. È comunemente nota come aria iper-ossigenata. Infatti l ossigeno è generalmente presente in percentuale superiore a quella presente nell aria (> 21%). Al fine di identificare correttamente la percentuale esatta di ossigeno presente in una miscela nitrox si adotta la denominazione EANx, con X esprimente la percentuale di ossigeno nella miscela. Blending & Mixing 15

16 Modulo 1 EAN32 = miscela nitrox contenete il 32% di ossigeno; EAN50 = miscela nitrox contenente il 50% di ossigeno; EAN21 = aria. La dicitura EANx, tramite appositi adesivi, deve essere applicata in modo visibile su tutte le bombole contenenti nitrox ed indicare sempre la percentuale di ossigeno. Nelle stazioni di ricarica il nitrox si ottiene generalmente aggiungendo ossigeno all aria fino ad ottenere il valore di X desiderato. L eliox L eliox è una miscela di gas binaria composta da Elio e Ossigeno in percentuali variabili. È ottenibile solamente miscelando elio con ossigeno. 1.6 Miscele ternarie (trimix ed heliair) Il trimix Il trimix è una miscela di gas ternaria che contiene ossigeno, azoto ed elio in percentuali variabili. È sicuramente la miscela maggiormente usata dai subacquei sportivi nelle immersioni profonde in circuito aperto. Al fine di identificare correttamente la percentuale esatta di ossigeno, elio ed azoto presenti in una miscela trimix, si adotta la denominazione trimix seguito da due numeri separati da una barra. Il primo indica la percentuale di ossigeno, il secondo la percentuale di elio (la percentuale di azoto si evince per differenza oppure viene indicata per ultima). Trimix 18/40= Trimix 14/50= miscela trimix contenete il 18% di ossigeno ed il 40% di elio (percentuale di azoto= =42%); miscela trimix contenete il 14% di ossigeno, il 50% di elio (percentuale di azoto 36%); L'heliair e l'helean L heliair è una miscela trimix che per comodità viene creata aggiungendo elio all aria. Nella pratica della miscelazione, per semplificare le procedure di ottenimento del trimix, si usa talvolta il procedimento di miscelare elio con aria oppure elio con miscele EANx di composizione nota. In questo ultimo caso la miscela ottenuta si chiama HelEan. Una miscela contenete ossigeno, elio e azoto, indipendentemente da come si sia ottenuta, è sempre bene sia identificata come miscela trimix per evitare fraintendimenti: il termine trimix, infatti, è quello maggiormente noto alla maggioranza della comunità dei subacquei. 1.7 I gas pericolosi Tutti gli altri gas non menzionati in questo modulo sono da considerarsi potenzialmente pericolosi. Gas estranei possono interferire con il corretto funzionamento metabolico del subacqueo, oppure risultare immediatamente pericolosi se inalati, e pertanto non devono interferire con le operazioni di carica. Tra i vari gas pericolosi è opportuno citare l Anidride Carbonica altrimenti conosciuta come biossido di carbonio, CO2. Questo gas è il prodotto di scarto della respirazione degli organismi viventi e viene abbondantemente emesso dai motori a combustione. Se respirato in ambiente iperbarico, ovvero in profondità, risulta estremamente pericoloso in quanto rovina drammaticamente le prestazioni del subacqueo con conseguenze spesso disastrose. Esso non deve prendere parte nei processi di preparazione delle miscele, ragion per cui devono essere prese tutte le necessarie precauzioni affinché non avvenga alcuna contaminazione. 16 Blending & Mixing

17 L anidride carbonica non va confusa con il monossido di carbonio (CO) il quale è un gas prodotto dai motori termici particolarmente inefficienti o arretrati e generalmente a seguito di combustioni in scarsità d aria. Il CO è ancora più pericoloso della CO2. Mentre la CO2, pur generando asfissia, non è velenosa, il CO è estremamente tossico anche in modeste quantità ed in caso di avvelenamento da CO è necessario somministrare ossigeno puro all infortunato e sottoporlo ad un successivo trattamento iperbarico. Modulo 1 L'ambiente di preparazione delle miscele deve essere pertanto mantenuto costantemente protetto da fonti di inquinamento quali strade trafficate, motori termici, polveri e salsedine. Blending & Mixing 17

18 Modulo 1 18 Blending & Mixing

19 MODULO 2 EFFETTI E REAZIONI DELL OSSIGENO CON I SISTEMI DI MISCELAZIONE E SIGNIFICATO DI SERVIZIO AD OSSIGENO Obbiettivi Comprendere l'ossigeno e le sue proprietà Conoscere i rischi insiti nell'utilizzo dell'ossigeno Conseguire una conoscenza di base relativa al comportamento ed all'idoneità dei sistemi e dei materiali che operano in presenza di ossigeno Comprendere l'importanza ed il significato operativo di pulizia ad ossigeno, ossigeno compatibilità e servizio ad ossigeno Modulo Informazioni Generali Il 27 gennaio 1967 la prima delle missioni del programma di esplorazione lunare Apollo, che avrebbe portato da li a pochi giorni 3 astronauti in orbita terrestre, finì in tragedia ancor prima dell'accensione dei motori. Durante un test prevolo, una scintilla prodotta da una connessione elettrica malamente isolata innescò un incendio all'interno dell'atmosfera di puro ossigeno dell'astronave. I tre astronauti perirono in pochi secondi. Persino un ente tecnologicamente avanzato e autorevole come la NASA ha pagato a caro prezzo il rischio di operare in ambienti ricchi di ossigeno. Questo triste episodio ci fa capire quanto sia importante conoscere a fondo le proprietà di questo gas. Il motore di un aereo a reazione può funzionare finché opera all interno dell atmosfera, mentre cesserebbe di funzionare oltre quelle quote dove la presenza di ossigeno viene a mancare. I razzi spaziali, oltre al combustibile, devono quindi trasportare un'altrettanto notevole quantità di comburente (ovvero di ossigeno) per poter funzionare al di fuori dell atmosfera. Combustibile e comburente vengono miscelati negli ugelli di scarico dove una fonte di innesco avvia una controllata reazione esplosiva che genera la spinta in una determinata direzione. Qualsiasi fenomeno di combustione, sia ad evoluzione lenta sia esplosivo, per avvenire ha bisogno quindi di 3 elementi contemporaneamente presenti e distinti: un combustibile, un comburente ed una fonte di innesco. Se manca anche uno soltanto di questi elementi un fenomeno di combustione non può avvenire. Questa condizione è definita come triangolo di fuoco, un nome il cui significato è inequivocabile Triangolo di fuoco Blending & Mixing 19

20 L ossigeno è un fenomenale comburente e questo significa che per evitare eventi incendiari i sistemi che operano in presenza di ossigeno ad alte pressioni o alte concentrazioni non devono comportarsi come combustibile (un semplice o-ring in gomma) né offrirsi come fonte di innesco (una piccola scarica di elettricità statica). Modulo Simbolo identificativo delle sostanze comburenti nella UE Qualsiasi equipaggiamento e qualsiasi macchinario che entra in contatto o opera con l ossigeno deve ottemperare a dei parametri definiti come grado di pulizia/compatibilità a ossigeno. Considerato che l ossigeno ad alte pressioni e miscele di gas aventi alte percentuali di ossigeno sono onnipresenti nell immersione tecnica, l inadempienza verso queste procedure significa correre seri e prevedibili rischi di esplosione e/o incendio dalle conseguenze gravi per gli operatori e gli utilizzatori di miscele. 2.2 Ossidazione e combustione Un altra proprietà evidente dell ossigeno è la sua notevole capacità di reagire con numerosissime altre sostanze avviando un processo chimico definito ossidazione. Questo fenomeno è il responsabile della formazione della ruggine, dell indurimento delle guarnizioni in gomma e di molti altri fenomeni. Anche le cellule umane sono soggette ad ossidazione ed in particolare quelle deputate al meraviglioso e complesso fenomeno della respirazione. Un ossidazione rapida è in grado persino di generare un certa quantità di calore che, oltre un certo livello, potrebbe innescare dei fenomeni cosiddetti di autocombustione. La combustione è un processo di trasformazione chimica nel quale un combustibile ed un comburente, reagendo tra loro grazie ad una fonte di innesco, producono energia. Benché l ossidazione non sia un fenomeno di per sé pericoloso, i materiali ossidati possono comportarsi sia come fonte di innesco sia come sostanza combustibile. La combustione in presenza di ossigeno ad alte pressioni e/o concentrazioni è sempre un fenomeno di natura violenta e incendiaria. 2.3 Ossigeno compatibilità Un qualsiasi materiale si dice ossigeno compatibile se è in grado di poter rimanere a contatto e operare sia con ossigeno puro sia con miscele ad alta concentrazione di ossigeno senza rendersi combustibile. Sebbene non esistano materiali del tutto ossigeno compatibili (persino il cemento armato ed i metalli bruciano in presenza di alte concentrazioni di ossigeno), il grado di compatibilità di un materiale con l ossigeno dipende primariamente da 2 proprietà del materiale stesso: dalla sua temperatura di ignizione, altrimenti definita di auto-innesco, che è la temperatura oltre la quale un materiale si incendia anche in assenza di una fonte di innesco, e dalla sua capacità di disperdere calore. Affinché un materiale si possa definire ossigeno compatibile, la sua temperatura di ignizione deve essere maggiore rispetto alla temperatura raggiungibile da un sistema durante il suo funzionamento. 20 Blending & Mixing

IL RISCHIO INCENDIO IL RISCHIO INCENDIO CAUSE DI INCENDI

IL RISCHIO INCENDIO IL RISCHIO INCENDIO CAUSE DI INCENDI IL RISCHIO INCENDIO Dopo aver affrontato (in parte) i temi della sicurezza trattati nel Decreto Legislativo 81/2008 affrontiamo adesso uno dei rischi più frequenti e pericolosi che potremmo trovarci di

Dettagli

Sommario. 2. Classificazione dei gas: caratteristiche, rischi, precauzioni.

Sommario. 2. Classificazione dei gas: caratteristiche, rischi, precauzioni. Sommario 1. Cos è un gas: definizione, proprietà. 2. Classificazione dei gas: caratteristiche, rischi, precauzioni. 3. Schede di sicurezza: prodotto, composizione, identificazione pericoli, etc. 4. Pressurizzazione

Dettagli

Scheda di dati di sicurezza

Scheda di dati di sicurezza Data di stampa: 04.06.2014 Pagina 1 di 6 SEZIONE 1: Identificazione della sostanza o della miscela e della società/impresa 1.1. Identificatore del prodotto 1.2. Usi pertinenti identificati della sostanza

Dettagli

Pagina :1/5 1 IDENTIFICAZIONE DEL PRODOTTO E DELLA SOCIETÀ FORNITRICE Scheda n 001 Nome commerciale Acetilene Nome chimico della sostanza Acetilene; etino Formula chimica C 2 H 2 Utilizzi della sostanza

Dettagli

Sicurezza nell utilizzo dei gas medicinali in ambito ospedaliero e domiciliare Ing. Andrea Fieschi Direttore Assogastecnici

Sicurezza nell utilizzo dei gas medicinali in ambito ospedaliero e domiciliare Ing. Andrea Fieschi Direttore Assogastecnici Sicurezza nell utilizzo dei gas medicinali in ambito ospedaliero e domiciliare Ing. Andrea Fieschi Direttore Assogastecnici Contenuti della presentazione Descrivere caratteristiche e modalità di impiego

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA Secondo il Regolamento europeo 1907/2006/CE

SCHEDA DI SICUREZZA Secondo il Regolamento europeo 1907/2006/CE 1/6 Secondo il Regolamento europeo 1907/2006/CE 1 - Identificazione della sostanza o della miscela e della società/impresa Denominazione commerciale: ACIDE D,L-MALIQUE Impiego: Preparato per uso enologico

Dettagli

Combustione energia termica trasmissione del calore

Combustione energia termica trasmissione del calore Scheda riassuntiva 6 capitoli 3-4 Combustione energia termica trasmissione del calore Combustibili e combustione Combustione Reazione chimica rapida e con forte produzione di energia termica (esotermica)

Dettagli

AUTOPROTETTORI. cenni sulla respirazione umana

AUTOPROTETTORI. cenni sulla respirazione umana AUTOPROTETTORI cenni sulla respirazione umana L aria che noi respiriamo è una miscela gassosa di ossigeno (20,9%) e di azoto (78,1% in volume), con quantità variabili di vapore acqueo, anidride carbonica,

Dettagli

Relatore: Dott. Lazzaro Palumbo Rischio medio 8 ore PERCHÉ FREQUENTARE UN CORSO ANTINCENDIO? Il rischio incendio è uno dei maggiori rischi per i luoghi di lavoro Non esistono attività lavorative a rischio

Dettagli

SCHEDA DEI DATI DI SICUREZZA

SCHEDA DEI DATI DI SICUREZZA Pagina 1 di 9 SCHEDA DEI DATI DI SICUREZZA NITRATO POTASSICO / MULTIGREEN NK 13.0.46 1. Identificazione del prodotto e dell azienda 1.1. Identificazione della sostanza / preparato: - Denominazione NITRATO

Dettagli

Esplosioni di polveri: prevenzione

Esplosioni di polveri: prevenzione Esplosioni di polveri: prevenzione ing. Nicola Mazzei Stazione sperimentale per i Combustibili Divisione di Innovhub-Stazioni Sperimentali Industria Tel: 02-51604.256 Fax: 02-514286 Corso CINEAS: La ricerca

Dettagli

Scheda dati di sicurezza 1907/2006/CE

Scheda dati di sicurezza 1907/2006/CE Scheda dati di sicurezza 1907/2006/CE 1. Identificazione della sostanza e della società 1.1. Identificazione della sostanza o preparato: Idrossiprogesterone 17-Caproato 1.2. Identificazione della società:

Dettagli

Scheda di sicurezza CANDOGEN 2B SCHEDA DI SICUREZZA

Scheda di sicurezza CANDOGEN 2B SCHEDA DI SICUREZZA SCHEDA DI SICUREZZA 1.0 IDENTIFICAZIONE PRODOTTO E SOCIETA' 1.1 Nome commerciale 1.2 Impieghi Riducente per l industria tessile. 1.3 Produttore ed assistenza DATT CHIMICA SRL Via Clerici, 16 22070 Bulgarograsso

Dettagli

La protezione attiva

La protezione attiva LEZIONE 33 La protezione attiva L insieme delle misure di protezione che richiedono l azione di un uomo o l azionamento di un impianto sono quelle finalizzate alla precoce rilevazione dell incendio, alla

Dettagli

Inquinanti atmosferici. Ossidi di zolfo Ossidi di azoto Monossido di carbonio Particolato (polveri) Altri (metalli, VOC, etc)

Inquinanti atmosferici. Ossidi di zolfo Ossidi di azoto Monossido di carbonio Particolato (polveri) Altri (metalli, VOC, etc) Inquinanti atmosferici Ossidi di zolfo Ossidi di azoto Monossido di carbonio Particolato (polveri) Altri (metalli, VOC, etc) ZOLFO I composti dello zolfo di interesse ai fini dell inquinamento atmosferico

Dettagli

Affinché un incendio si sviluppi, è necessario che si verifichino tre condizioni indicate nel "cerchio del fuoco".

Affinché un incendio si sviluppi, è necessario che si verifichino tre condizioni indicate nel cerchio del fuoco. Via Tatti, 5 20029 Turbigo (MI) Ing. Marco Cagelli Teoria della combustione Nozioni base Il cerchio del fuoco Affinché un incendio si sviluppi, è necessario che si verifichino tre condizioni indicate nel

Dettagli

ETICHETTATURA DELLE SOSTANZE PERICOLOSE "Frasi di Rischio" ( R ) e "Consigli di Prudenza" ( S )

ETICHETTATURA DELLE SOSTANZE PERICOLOSE Frasi di Rischio ( R ) e Consigli di Prudenza ( S ) ETICHETTATURA DELLE SOSTANZE PERICOLOSE "Frasi di Rischio" ( R ) e "Consigli di Prudenza" ( S ) La Legge 29 Maggio 1974, N 0 256 obbliga tutti i fabbricanti di prodotti aventi determinate caratteristiche

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA In accordo con il regolamento comunitario 1907/2006/CE (R.E.A.Ch.)

SCHEDA DI SICUREZZA In accordo con il regolamento comunitario 1907/2006/CE (R.E.A.Ch.) SCHEDA DI SICUREZZA In accordo con il regolamento comunitario 1907/2006/CE (R.E.A.Ch.) Revisione n 3 Emessa il 01/08/10 Pag. 1 di 2 1 IDENTIFICAZIONE DEL PRODOTTO Nome commerciale Impiego tipico Fabbricante

Dettagli

SICUREZZA CHI SA COSA STA FACENDO VIVE BENE E A LUNGO E NON PROVOCA DANNO AL VICINO

SICUREZZA CHI SA COSA STA FACENDO VIVE BENE E A LUNGO E NON PROVOCA DANNO AL VICINO SICUREZZA CHI SA COSA STA FACENDO VIVE BENE E A LUNGO E NON PROVOCA DANNO AL VICINO SICUREZZA DPI DISPOSITIVI PROTEZIONE INDIVIDUALE CAMICE GUANTI OCCHIALI PROTETTIVI VANNO INDOSSATI SEMPRE IN LABORATORIO

Dettagli

A B C. dell ANTINCENDIO SANDRO MARINELLI

A B C. dell ANTINCENDIO SANDRO MARINELLI SANDRO MARINELLI A B C dell ANTINCENDIO Informazione dei lavoratori ai sensi degli artt. 36 e 37 Titolo I, Sez. IV, del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m., e del D.M. 10 marzo 1998 1 A B C dell INFORMAZIONE

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA CERE ALLA CITRONELLA SANDOKAN

SCHEDA DI SICUREZZA CERE ALLA CITRONELLA SANDOKAN SCHEDA DI SICUREZZA CERE ALLA CITRONELLA SANDOKAN Data: aprile 2010 1. Identificazione del preparato e della Società/Impresa 1.1.1 Identificazione del preparato: Cere alla Citronella 1.1.2. Tipologia del

Dettagli

Scheda dati sicurezza - UE Pagina 1 / 5

Scheda dati sicurezza - UE Pagina 1 / 5 Scheda dati sicurezza - UE Pagina 1 / 5 L Articolo No.: TW 1000 Data: 21.11.05 Revisione: 10.02.06 1 Identificazione della sostanza / preparato e della casa produttrice 1.1 Nome di vendita del prodotto:

Dettagli

0,209. formula che si risolve facilmente una volta misurata, con adatte apparecchiature, la percentuale in volume di CO 2

0,209. formula che si risolve facilmente una volta misurata, con adatte apparecchiature, la percentuale in volume di CO 2 Approfondimento Analisi dei fumi La regolazione della combustione basata su regole pratiche pecca evidentemente di precisione anche se presenta l indubbio vantaggio dell immediatezza di esecuzione; una

Dettagli

Scheda Dati di Sicurezza ---------------------------------------------------------------------------------

Scheda Dati di Sicurezza --------------------------------------------------------------------------------- Pagina: 1/6 OSSIGENO Data: 27-09-2010 Etichetta 2.2: Gas non infiammabile non tossico Etichetta 5.1: Sostanze comburenti PERICOLO 1-IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA / IMPRESA. Prodotto

Dettagli

SCHEDA DATI DI SICUREZZA

SCHEDA DATI DI SICUREZZA Pagina : 1 / 5 óm Etichetta 2.1 : gas infiammabile. êf F+ : Estremamente infiammabile 1 IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA / PREPARATO E DELLA SOCIETÀ / IMPRESA Prodotto : METANO COMPRESSO Nome commerciale

Dettagli

Soluzioni Avanzate per la Pulizia. Manutenzione, riparazione e industria

Soluzioni Avanzate per la Pulizia. Manutenzione, riparazione e industria Soluzioni Avanzate per la Pulizia Manutenzione, riparazione e industria Per la pulizia professionale Affidatevi alla qualità Loctite I detergenti Loctite sono stati formulati per la pulizia di singoli

Dettagli

L incendio è una combustione della quale si è perso il controllo con i mezzi ordinari e bisogna fronteggiarlo con mezzi straordinari.

L incendio è una combustione della quale si è perso il controllo con i mezzi ordinari e bisogna fronteggiarlo con mezzi straordinari. Corso Per Addetto Antincendio pag. 15 CAPITOLO 3 LA COMBUSTIONE e L INCENDIO Per combustione si intende una reazione chimica di una sostanza combustibile con un comburente che da luogo allo sviluppo di

Dettagli

GRUPPI FRIGORIFERI AD ASSORBIMENTO SHUANGLIANG

GRUPPI FRIGORIFERI AD ASSORBIMENTO SHUANGLIANG GRUPPI FRIGORIFERI AD ASSORBIMENTO SHUANGLIANG Il ciclo frigorifero Esempio di ciclo frigorifero ad assorbimento con generatore a fiamma diretta Il principio di funzionamento /informazioni utili La termodinamica

Dettagli

Scheda di sicurezza REDOXAL LA SCHEDA DI SICUREZZA. Direttiva CEE 1999/45 e 67/548

Scheda di sicurezza REDOXAL LA SCHEDA DI SICUREZZA. Direttiva CEE 1999/45 e 67/548 SCHEDA DI SICUREZZA Direttiva CEE 1999/45 e 67/548 1.0 IDENTIFICAZIONE PRODOTTO E SOCIETA' 1.1 Nome commerciale 1.2 Impieghi Riducente per l industria tessile. 1.3 Produttore ed assistenza DATT CHIMICA

Dettagli

SPAZIO CONFINATO. E un qualunque luogo che abbia le seguenti caratteristiche:

SPAZIO CONFINATO. E un qualunque luogo che abbia le seguenti caratteristiche: SPAZIO CONFINATO E un qualunque luogo che abbia le seguenti caratteristiche: 1. Aperture limitate per l ingresso e l uscita 2. Ventilazione naturale inadeguata 3. Non progettato per la continua presenza

Dettagli

Le condizioni necessarie affinché si produca una combustione sono l esistenza

Le condizioni necessarie affinché si produca una combustione sono l esistenza INCENDI Nell industria di processo l incendio rappresenta il processo più frequente: il calore prodotto e irraggiato provoca generalmente notevoli danni all impianto e pone in serio pericolo l incolumità

Dettagli

Informazioni sulla sicurezza nel Laboratorio di Chimica

Informazioni sulla sicurezza nel Laboratorio di Chimica Informazioni sulla sicurezza nel Laboratorio di Chimica (traccia gentilmente concessa da ITIS E. Fermi Bassano del Grappa) (Rielaborato da ITIS De Pretto Schio) Lo studente ha il DIRITTO di essere informato

Dettagli

SCHEDA informativa di SICUREZZA DM 04-04-97, DM 28-01-92

SCHEDA informativa di SICUREZZA DM 04-04-97, DM 28-01-92 pag. 01/06-NTM25 SCHEDA informativa di SICUREZZA DM 04-04-97, DM 28-01-92 Data di emissione : 5 agosto 1998 Versione N. : 3 1. DENOMINAZIONE COMMERCIALE PRODOTTO 1.1 Nome commerciale : 1.2 Società produttrice

Dettagli

ELENCO DELLE FRASI DI RISCHIO R E DEI CONSIGLI DI PRUDENZA S E DELLE LORO RELATIVE COMBINAZIONI ELENCO DELLE FRASI DI RISCHIO R

ELENCO DELLE FRASI DI RISCHIO R E DEI CONSIGLI DI PRUDENZA S E DELLE LORO RELATIVE COMBINAZIONI ELENCO DELLE FRASI DI RISCHIO R Le sigle R e S sempre presenti sulle etichette dei prodotti chimici utilizzati in laboratorio rappresentano rispettivamente una definizione dei rischi specifici connessi con l impiego della sostanza chimica

Dettagli

FOSPHYCON 54. Contenuto Acido Ortofosforico 75 % p / p ( 53 BE ) Provoca gravi ustioni. I fumi fosforici sono tossici.

FOSPHYCON 54. Contenuto Acido Ortofosforico 75 % p / p ( 53 BE ) Provoca gravi ustioni. I fumi fosforici sono tossici. Corso Alba, 85/89 12043 - CANALE d Alba (CN) SCHEDA DATI DI SICUREZZA Tel. (0173) 95.433 Fax (0173) 979.464 nr. P/L/0030 FOSPHYCON 54 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA E DELLA SOCIETA Sostanza Nome Chimico

Dettagli

MIRADOR Ditta: SCAM S.r.l. Strada Bellaria, 164 41010 - S.MARIA MUGNANO - MODENA (Tel. 059/586511 - Fax 059/460133)

MIRADOR Ditta: SCAM S.r.l. Strada Bellaria, 164 41010 - S.MARIA MUGNANO - MODENA (Tel. 059/586511 - Fax 059/460133) S C A M S.r.l. Pag. 1 di 5 SCHEDA DI SICUREZZA 1. Denominazione della sostanza/preparato e della Ditta (Registr. n. 11624 del 11/03/2003) MIRADOR Ditta: SCAM S.r.l. Strada Bellaria, 164 41010 - S.MARIA

Dettagli

Scheda Dati di Sicurezza

Scheda Dati di Sicurezza Rev. 1 Novembre 2008 Pag.:1/5 1 Materiale / Processo e Società 1.1 Nome del prodotto: "URSA XPS" 1.2 Dati del fabbricante: 1.2.1 Distributore per l Italia: URSA ITALIA s.r.l. via Paracelso, 16 20041 Agrate

Dettagli

Schiuma Antifuoco PUFS 750 (B1) Art. F3892 140

Schiuma Antifuoco PUFS 750 (B1) Art. F3892 140 SCHEDA DATI DI SICUREZZA redatta in conformità alla direttiva 91/155/CE e successive modifiche e integrazioni Schiuma Antifuoco PUFS 750 (B1) Art. F3892 140 1. Elementi identificativi della sostanza o

Dettagli

Effetti dell incendio sull uomo

Effetti dell incendio sull uomo Effetti dell incendio sull uomo ANOSSIA (a causa della riduzione del tasso di ossigeno nell aria) AZIONE TOSSICA DEI FUMI RIDUZIONE DELLA VISIBILITÀ AZIONE TERMICA Essi sono determinati dai prodotti della

Dettagli

CENTRALI TERMOELETTRICHE

CENTRALI TERMOELETTRICHE CENTRALI TERMOELETTRICHE Le centrali termoelettriche sono impianti che utilizzano l energia chimica dei combustibili per trasformarla in energia elettrica. Nelle centrali termoelettriche la produzione

Dettagli

Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/06/08 Denominazione commerciale: EFFE 91 ACC-U-SOL ml.

Scheda di dati di sicurezza Ai sensi del Regolamento CE 1907/2006 REACH Stampato il 01/06/08 Denominazione commerciale: EFFE 91 ACC-U-SOL ml. Pagina: 1/ 6 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA Articolo numero: art.04920 Utilizzazione della Sostanza / del Preparato: Rivelatore fughe gas Produttore/fornitore: FIMI

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA DEL PREPARATO SALVANS OXYD - EMULSIONE OSSIDANTE PROFUMATA 40 VOL.

SCHEDA DI SICUREZZA DEL PREPARATO SALVANS OXYD - EMULSIONE OSSIDANTE PROFUMATA 40 VOL. SCHEDA DI SICUREZZA DEL PREPARATO SALVANS OXYD - EMULSIONE OSSIDANTE PROFUMATA 40 VOL. Data di emissione della scheda : 08/06/2012 1. IDENTIFICAZIONE DEL PREPARATO E DELLA SOCIETA 1.1 Identificazione del

Dettagli

SCHEDA DATI DI SICUREZZA Edizione riveduta no : 6. Responsab. della distribuzione

SCHEDA DATI DI SICUREZZA Edizione riveduta no : 6. Responsab. della distribuzione Pagina : 1 êc { C : Corrosivo 8 : Sostanza corrosiva. Pericolo M» Produttore Responsab. della distribuzione Avenue Albert Einstein, 15 Avenue Albert Einstein, 15 1348 Louvain-la-Neuve Belgium 1348 Louvain-la-Neuve

Dettagli

1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA

1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA Pagina: 1/ 5 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETA /IMPRESA Articolo numero: art.04807-08-013/04805-06-012 Utilizzazione della Sostanza / del Preparato: Membrane bituminose Produttore/fornitore:

Dettagli

PASTA VERDE VIKY SUPER

PASTA VERDE VIKY SUPER SCHEDA DI SICUREZZA COMPILATA AI SENSI DEL REGOLAMENTO CE 19072006 - REACH - All II Liv. revisione: 00 Emissione: 24022010 Revisione: Eulab codex: PF0011 Stampa: 03032010 Pag. 15 1. IDENTIFICAZIONE DEL

Dettagli

Specifiche tecniche per la fornitura di camere da vuoto per l upgrade di DAΦNE

Specifiche tecniche per la fornitura di camere da vuoto per l upgrade di DAΦNE ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE LABORATORI NAZIONALI DI FRASCATI Frascati, 28 febbraio 2007 Divisione Acceleratori Via E. Fermi, 40 Specifiche tecniche per la fornitura di camere da vuoto per l upgrade

Dettagli

SCHEDA DI DATI DI SICUREZZA

SCHEDA DI DATI DI SICUREZZA SCHEDA DI DATI DI SICUREZZA 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/DEL PREPARATO E DELLA SOCIETÀ/DELL'IMPRESA NOME DEL PRODOTTO: PRODOTTONUMERO : 401750 PIPERIDINE FORNITORE: APPLIED BIOSYSTEMS 7 KINGSLAND

Dettagli

Antincendio. Corso per Volontari Operativi Generici di Protezione Civile

Antincendio. Corso per Volontari Operativi Generici di Protezione Civile Antincendio Corso per Volontari Operativi Generici di Protezione Civile realizzato secondo gli Standard Regionali in materia di Formazione per la Protezione Civile D.G.R. 4036/2007 - Scuola Superiore di

Dettagli

UNITA DI STAFF SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE NORME DI SICUREZZA PER L UTILIZZO E LO STOCCAGGIO DI BOMBOLE DI GAS

UNITA DI STAFF SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE NORME DI SICUREZZA PER L UTILIZZO E LO STOCCAGGIO DI BOMBOLE DI GAS UNITA DI STAFF SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE NORME DI SICUREZZA PER L UTILIZZO E LO STOCCAGGIO DI BOMBOLE DI GAS MEDICALI COMPRESSI ALL INTERNO DELLE UNITA OPERATIVE REVISIONE DATA RSPPA 0 07/08/2003

Dettagli

SOSTANZE PERICOLOSE: Istruzioni per l uso. Introduzione

SOSTANZE PERICOLOSE: Istruzioni per l uso. Introduzione Introduzione Il presente lavoro consta in una serie di schede informative sulle corrette modalità di gestione delle sostanze pericolose ed è indirizzato ai lavoratori dei diversi comparti produttivi. Esso

Dettagli

Scheda di sicurezza SYSTEM CA 224 PULITORE ALTA PRESSIONE

Scheda di sicurezza SYSTEM CA 224 PULITORE ALTA PRESSIONE Scheda di sicurezza del 27/11/2009, revisione 3 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETÀ/IMPRESA Nome commerciale: Codice commerciale: 4224 Tipo di prodotto ed impiego: Generatore di

Dettagli

Ascorbic Acid 90% Granulation

Ascorbic Acid 90% Granulation Scheda di Sicurezza Ascorbic Acid 90% Granulation in accordo con il Regolamento (CE) n. 1907/2006 1. Identificazione della sostanza/del preparato e della società/impresa Nome del prodotto Ascorbic Acid

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA. Revisione n 1.00.02 del 31/05/2006 COD. OL.ES.11 Pag. 1 di 5

SCHEDA DI SICUREZZA. Revisione n 1.00.02 del 31/05/2006 COD. OL.ES.11 Pag. 1 di 5 SCHEDA DI SICUREZZA COD. OL.ES.11 Pag. 1 di 5 1. IDENTIFICAZIONE DEL PRODOTTO E DELLA SOCIETA' NOME COMMERCIALE: OLIO ESSENZIALE ARANCIO AMARO Codice commerciale: OL.ES.11 Tipo di prodotto ed impiego:

Dettagli

ISTRUZIONI PREVENTIVE ANTINCENDIO A TUTTO IL PERSONALE

ISTRUZIONI PREVENTIVE ANTINCENDIO A TUTTO IL PERSONALE ISTRUZIONI PREVENTIVE ANTINCENDIO A TUTTO IL PERSONALE MISURE PREVENTIVE PER TUTTI I LAVORATORI E vietato depositare e manipolare sostanze infiammabili in quantità superiori alla normale dotazione prevista.

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA Filtro in Fibra di Vetro 1 ( 91 / 155 / CEE )

SCHEDA DI SICUREZZA Filtro in Fibra di Vetro 1 ( 91 / 155 / CEE ) 1. ELEMENTI IDENTIFICATORI DELLA SOSTANZA O DEL PREPARATO E DELLA SOCIETA / IMPRESA 1.1. Denominazione commerciale: Filtro in Fibra di Vetro (Tipo VBB) 1 (180g/m 2 ) 1.2. Società distributrice: D.L.G.

Dettagli

PIANO Lauree Scientifiche (CHIMICA)

PIANO Lauree Scientifiche (CHIMICA) PIANO Lauree Scientifiche (CHIMICA) Università degli Studi di Napoli Federico II PRODUZIONE DI SAPONE DA OLI ESAUSTI PREMESSA Si effettua una reazione chimica, l idrolisi basica di un estere, per ottenere

Dettagli

UTILIZZO IN SICUREZZA DEL FAX

UTILIZZO IN SICUREZZA DEL FAX Pagina 1 di 6 SOMMARIO Generalita... 2 Scopo... 2 Riferimenti normativi... 2 Responsabilità ed aggiornamento... 2 Campo di applicazione... 3 Procedure operative e di sicurezza... 3 Scelta della posizione...

Dettagli

SCHEDA SICUREZZA RESINA R00500 Revisione del 24/06/2009 Nome del Prodotto:R00500 Riferimento: SDS_R00500_20090624

SCHEDA SICUREZZA RESINA R00500 Revisione del 24/06/2009 Nome del Prodotto:R00500 Riferimento: SDS_R00500_20090624 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA / PREPARATO E DELLA SOCIETÀ PRODOTTO RESINA R00500 Nome chimico: Forma ionica: Uso del preparato utilizzi principali: Società produttrice: SOCIETA DISTRIBUTRICE: Acido

Dettagli

NORME PER USO DI FLUIDI CRIOGENI

NORME PER USO DI FLUIDI CRIOGENI NORME PER USO DI FLUIDI CRIOGENI A CURA DI: Lucia Landi Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali - D3A Definizione: i fluidi criogenici:

Dettagli

SIERI PER CAPELLI (BASI SILICONICHE)

SIERI PER CAPELLI (BASI SILICONICHE) SIERI PER CAPELLI (BASI SILICONICHE) IDENTIFICAZIONE DEI PRODOTTI E DELLA SOCIETA Nome Commerciale Cod. 15933 TRI ACTION HEAT PROTECTIUM SERUM STYLE PERFETTO Descrizione del prodotto Fluido idratante protettivo

Dettagli

Scheda di dati di sicurezza

Scheda di dati di sicurezza Data di stampa: 09.12.2014 Pagina 1 di 5 SEZIONE 1: Identificazione della sostanza o della miscela e della società/impresa 1.1. Identificatore del prodotto 1.2. Usi pertinenti identificati della sostanza

Dettagli

SCHEDA DI DATI DI SICUREZZA

SCHEDA DI DATI DI SICUREZZA SCHEDA DI DATI DI SICUREZZA 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/DEL PREPARATO E DELLA SOCIETÀ/DELL'IMPRESA NOME DEL PRODOTTO: PRODOTTONUMERO : 4322362 GENESCAN - 120 LIZ SIZE STANDARD FORNITORE: APPLIED

Dettagli

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO cominciamo a SCUOLA

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO cominciamo a SCUOLA SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO cominciamo a SCUOLA RISCHIO INCENDIO EMERGENZE PROCEDURE DI ESODO protocollo d intesa 5 febbraio 2015 ASL Brescia ASL Vallecamonica Sebino - Direzione Territoriale del Lavoro

Dettagli

Scheda Dati di Sicurezza

Scheda Dati di Sicurezza Pagina n.1 / 5 Scheda Dati di Sicurezza 1. Identificazione della sostanza / preparato e della Società 1.1 Identificazione della sostanza o preparato Denominazione 1.2 Utilizzazione della sostanza / preparato

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA Filtro in Fibra di Vetro 3 ( 91 / 155 / CEE )

SCHEDA DI SICUREZZA Filtro in Fibra di Vetro 3 ( 91 / 155 / CEE ) 1. ELEMENTI IDENTIFICATORI DELLA SOSTANZA O DEL PREPARATO E DELLA SOCIETA / IMPRESA 1.1. Denominazione commerciale: Paint Stop (260 g/m 2 ) 1.2. Società: D.L.G. sas via Cal de Livera 71/b 31020 VITTORIO

Dettagli

"#$%&'()! "*$!$*#+#!,)!$-%#.# Guida ad un impiego sicuro dei solventi sul lavoro

#$%&'()! *$!$*#+#!,)!$-%#.# Guida ad un impiego sicuro dei solventi sul lavoro "#$%&'()! "*$!$*#+#!,)!$-%#.# Guida ad un impiego sicuro dei solventi sul lavoro "#$%&'()!"*$!$*#+#!,)!$-%#.# Cos é un solvente? Molte sostanze chimiche, usate per distruggere o diluire altre sostanze

Dettagli

Dipartimento Sociale Direzione Regionale Politiche della prevenzione e Sicurezza sul lavoro. Dipartiment

Dipartimento Sociale Direzione Regionale Politiche della prevenzione e Sicurezza sul lavoro. Dipartiment Dipartiment Dipartimento Sociale NOTA INFORMATIVA SINTETICA PER L APPLICAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE NEI LAVORI IN AMBIENTI SOSPETTI DI INQUINAMENTO ART. 66 D.LGS. 81/08 Luglio 2009

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA. Sezione I - Identificazione del Prodotto e del Produttore. Sezione II - Composizione/Informazione sugli ingredienti

SCHEDA DI SICUREZZA. Sezione I - Identificazione del Prodotto e del Produttore. Sezione II - Composizione/Informazione sugli ingredienti Scheda di Sicurezza per: Temp Bond Clear Base Paste Kerr Italia SpA Nome Commerciale del Prodotto: Temp Bond Clear Base Paste SCHEDA DI SICUREZZA ai sensi della Direttiva Comunitaria 91/155 Sezione I -

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA DEI GRANULI DI GUSCI DI NOCE

SCHEDA DI SICUREZZA DEI GRANULI DI GUSCI DI NOCE 8 revisione del 20/10/2014 SCHEDA DI SICUREZZA DEI GRANULI DI GUSCI DI NOCE 1. IDENTIFICAZIONE DEL PRODOTTO 1.1. Nome commerciale: Granuli di noce. 1.2. Nome del prodotto: Granuli di gusci di noce. 1.3.

Dettagli

Oggi finalmente la tecnologia ci permette di realizzare impianti, che consentono di non doversi più preoccupare del rischio di incendio.

Oggi finalmente la tecnologia ci permette di realizzare impianti, che consentono di non doversi più preoccupare del rischio di incendio. Oggi finalmente la tecnologia ci permette di realizzare impianti, che consentono di non doversi più preoccupare del rischio di incendio. Le esperienze maturate in 50 anni di ricerca e sviluppo di nuove

Dettagli

SCHEDA INFORMATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA

SCHEDA INFORMATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA SCHEDA INFORMATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA (In accordo alla direttiva 91/155/CE e s.m.i.) P016 Intonaco Cementizio Fibrorinforzato 1/8 1. Identificazione del preparato e del produttore 1.1 Identificazione

Dettagli

D.P.I. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE DELLE VIE RESPITORIE

D.P.I. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE DELLE VIE RESPITORIE OPUSCOLO INFORMATIVO DEI LAVORATORI (ai sensi degli artt. 36 e 37 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.) D.P.I. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE DELLE VIE RESPITORIE a cura del RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE

Dettagli

PANNELLI IN FIBRA MINERALE edizione 1

PANNELLI IN FIBRA MINERALE edizione 1 SCHEDA DI SICUREZZA PANNELLI IN FIBRA MINERALE edizione 1 1 Identificativi del prodotto e della società Nomi commerciali: York / Boston / Boston Micro Utilizzo: Pannelli per controsoffitti modulari Produttore:

Dettagli

SCHEDA INFORMATIVA PRODOTTO COSMETICO FINITO OSSIDANTI PER TINTURE E DECOLORANTI

SCHEDA INFORMATIVA PRODOTTO COSMETICO FINITO OSSIDANTI PER TINTURE E DECOLORANTI SCHEDA INFORMATIVA PRODOTTO COSMETICO FINITO OSSIDANTI PER TINTURE E DECOLORANTI IDENTIFICAZIONE DEI PRODOTTI E DELLA SOCIETA Formula tipo numero: 2.26 2000 parte II Nomi commerciali prodotti: Profession

Dettagli

ón2.2 : Gas non infiammabile non tossico.

ón2.2 : Gas non infiammabile non tossico. Pagina : 1 / 6 ón2.2 : Gas non infiammabile non tossico. 1 IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA / PREPARATO E DELLA SOCIETÀ / IMPRESA Identificatore del prodotto Nome commerciale Scheda Nr Usi della sostanza

Dettagli

Scuola: I.I.S. Giulio MANUALE DI AUTOCONTROLLO AZIENDALE N 14. UTILIZZO APPARECCHIATURE DA UFFICIO Pag. 1/5 Preparato da: Ing.

Scuola: I.I.S. Giulio MANUALE DI AUTOCONTROLLO AZIENDALE N 14. UTILIZZO APPARECCHIATURE DA UFFICIO Pag. 1/5 Preparato da: Ing. UTILIZZO APPARECCHIATURE DA UFFICIO Pag. 1/5 APPARECCHIATURE E MACCHINARI DA UFFICIO INDICE 1. SCOPO 2. CAMPO DI APPLICAZIONE 3. ASPETTI GENERALI 4. MISURE PREVENTIVE DA ADOTTARE 5. SCHEDE INFORMATIVE

Dettagli

SINTESI C1. Materia ed energia

SINTESI C1. Materia ed energia Le proprietà fisiche della materia Il mondo che ci circonda è formato da un gran numero di oggetti diversi. Siano essi di origine naturale o creati dagli esseri umani questi oggetti in chimica e fisica

Dettagli

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PROCEDURE PROCEDURA H. Procedura utilizzo gas compressi

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PROCEDURE PROCEDURA H. Procedura utilizzo gas compressi DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PROCEDURE EDIZIONE N 01 REVISIONE N 00 DATA 20/06/08 SEZIONE 08 PAGINA 1 di 3 PROCEDURA H Procedura utilizzo gas compressi Le bombole di gas compresso sono costituite

Dettagli

Scheda di sicurezza ANTISTATICO DATT SCHEDA DI SICUREZZA

Scheda di sicurezza ANTISTATICO DATT SCHEDA DI SICUREZZA SCHEDA DI SICUREZZA 1.0 IDENTIFICAZIONE PRODOTTO E SOCIETA' 1.1 Nome commerciale 1.2 Impieghi Ausiliario per l'industria tessile. 1.3 Produttore ed assistenza DATT CHIMICA SRL Via Clerici, 16 22070 Bulgarograsso

Dettagli

DESCRIZIONE DEL PRODOTTO

DESCRIZIONE DEL PRODOTTO DESCRIZIONE DEL PRODOTTO Il flussante Ecoflux ACQUA 4000 della serie no clean rappresenta un significativo sviluppo tecnologico dei flussanti organici, esso è idrosolubile ed è completamente costituito

Dettagli

MANUALE D USO STAZIONE DI RECUPERO DI REFRIGERANTE

MANUALE D USO STAZIONE DI RECUPERO DI REFRIGERANTE MANUALE D USO STAZIONE DI RECUPERO DI REFRIGERANTE COD. 11131104-11131106 INDICE NORME GENERALI DI SICUREZZA 3 SPECIFICHE 4 PROCEDURA STANDARD PER IL RECUPERO DI FLUIDI/VAPORI 4 PROCEDURA DI SCARICO AUTOMATICO

Dettagli

Frasi H informazioni sui rischi

Frasi H informazioni sui rischi 2 Analisi chimica strumentale Frasi H informazioni sui rischi Pericoli fisici H200 Esplosivo instabile. H201 Esplosivo; pericolo di esplosione di massa. H202 Esplosivo; grave pericolo di proiezione. H203

Dettagli

Documento INAIL sulla gestione sicura delle sostanze pericolose etichettature e stoccaggio modalità operative -

Documento INAIL sulla gestione sicura delle sostanze pericolose etichettature e stoccaggio modalità operative - Documento INAIL sulla gestione sicura delle sostanze pericolose etichettature e stoccaggio modalità operative - di Avv. Rosa Bertuzzi Il presente lavoro consta in una serie di schede informative sulle

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA ATTENZIONE: MANIPOLARE CON PRUDENZA

SCHEDA DI SICUREZZA ATTENZIONE: MANIPOLARE CON PRUDENZA Pag. 1 di 5... SCHEDA DI SICUREZZA 1. Denominazione della sostanza/preparato e della Ditta (Registr. n. 10113 del 27/07/1999) Ditta: 2. Composizione - Informazioni sui componenti Carattere chimico Contiene

Dettagli

SIMBOLI CONSIGLI DI PRUDENZA S1 - S2 - S3 - S13 - S20 - S27 - S28 - S35 TOSSICO S36 - S37 - S38 - S39 - S46 - S53

SIMBOLI CONSIGLI DI PRUDENZA S1 - S2 - S3 - S13 - S20 - S27 - S28 - S35 TOSSICO S36 - S37 - S38 - S39 - S46 - S53 CONSIGLI DI PRUDENZA S1 - S2 - S3 - S13 - S20 - S27 - S28 - S35 TOSSICO S36 - S37 - S38 - S39 - S46 - S53 CONSERVARE SOTTO CHIAVE - FUORI DALLA PORTATA DEI BAMBINI - LONTANO DA LOCALI ABITAZIONE - LONTANO

Dettagli

Corso Operatore C.R.I. nel Settore Emergenza Antincendio e sostanze pericolose

Corso Operatore C.R.I. nel Settore Emergenza Antincendio e sostanze pericolose Corso Operatore C.R.I. nel Settore Emergenza Antincendio e sostanze pericolose Sicurezza Antincendio La combustione è la reazione chimica tra due sostanze diverse: il COMBUSTIBILE (materiale capace di

Dettagli

Z500 000 Z500 001. Gamma prodotti BaCoGa 2013

Z500 000 Z500 001. Gamma prodotti BaCoGa 2013 Gamma prodotti BaCoGa 2013 LIQUIDO AUTOSIGILLANTE BCG SPECIAL Z500 000 Z500 001 Il sigillante BCG SPECIAL è un liquido brevettato emulsionabile specifico per eliminare le perdite di acqua negli impianti

Dettagli

Foglio dati di sicurezza, su 6-pagine (secondo 91/155/EWG) No. 8038 Data di elaborazione: 12/98 Ultima rielaborazione:

Foglio dati di sicurezza, su 6-pagine (secondo 91/155/EWG) No. 8038 Data di elaborazione: 12/98 Ultima rielaborazione: Eberhard-Finckh-Straße Nome Commerciale: S-U-DENTA-VLIES 39 D-89075 Ulm (Donau) Germany Foglio dati di sicurezza, su 6-pagine (secondo 91/155/EWG) No. 8038 Data di elaborazione: 12/98 Ultima rielaborazione:

Dettagli

Rischi per la Sicurezza

Rischi per la Sicurezza Laurea in Tecniche di Laboratorio Biomedico - Corso integrato Biologia generale e Chimica biologica Modulo didattico: Organizzazione di laboratorio e Sicurezza Salute e Sicurezza sul lavoro - 4 Rischi

Dettagli

Mini guida sul significato dei

Mini guida sul significato dei Mini guida sul significato dei Vediamo spesso questi simboli sulle etichette dei prodotti per la pulizia, ma conosciamo davvero il loro significato? Con questa mini guida Samar ti aiuterà a scoprire il

Dettagli

MOTORI ENDOTERMICI di Ezio Fornero

MOTORI ENDOTERMICI di Ezio Fornero MOTORI ENDOTERMICI di Ezio Fornero Nei motori endotermici (m.e.t.) l energia termica è prodotta mediante combustione di sostanze liquide o gassose, generalmente dette carburanti. Si tratta di motori a

Dettagli

SCHEDA DATI DI SICUREZZA

SCHEDA DATI DI SICUREZZA pagina 1/6 1. Identificazione della sostanza/miscela e della società/impresa 1.1 Identificatore del prodotto Nome commerciale: 1.2 Utilizzi rilevanti identificati della sostanza o miscela e utilizzi sconsigliati

Dettagli

CONTROLLO DEL COEFFICIENTE DI TRASFERIMENTO DEL CARBONIO (BETA) E RIDUZIONE DEI COSTI DEI TRATTAMENTI TERMICI.

CONTROLLO DEL COEFFICIENTE DI TRASFERIMENTO DEL CARBONIO (BETA) E RIDUZIONE DEI COSTI DEI TRATTAMENTI TERMICI. CONTROLLO DEL COEFFICIENTE DI TRASFERIMENTO DEL CARBONIO (BETA) E RIDUZIONE DEI COSTI DEI TRATTAMENTI TERMICI. Karl-Michael Winter, Jens Baumann, Process Electronic GmbH, Heiningen (Germania) Sommario

Dettagli

SCHEDE DI SICUREZZA ai sensi del regolamento 1907/2006 PENNCOZEB DG - IT

SCHEDE DI SICUREZZA ai sensi del regolamento 1907/2006 PENNCOZEB DG - IT SCHEDE DI SICUREZZA ai sensi del regolamento 197/26 26/CE CE, Articolo 31 1. IDENTIFICAZIONE DELLA SOSTANZA/PREPARATO E DELLA SOCIETÀ/IMPRESA IMPRESA Nome prodotto Codice prodotto 4-2 Tipo di prodotto

Dettagli

SCHEDA DI SICUREZZA Data di revisione: 30/06/2009

SCHEDA DI SICUREZZA Data di revisione: 30/06/2009 SCHEDA DI SICUREZZA Data di revisione: 30/06/2009 1. IDENTIFICAZIONE DEL PREPARATO E DELLA SOCIETA 1.1 Descrizione commerciale: GRASSELLO 1.2 Usi previsti: Settore industriale: Edilizia Tipo di Impiego:

Dettagli

1. Prodotto / preparazione e dati del produttore

1. Prodotto / preparazione e dati del produttore 1. Prodotto / preparazione e dati del produttore Identificazione del prodotto: Nome commerciale : Produttore : Isel - Automation Tel.: 0049-6672-898-0 Am Leibolzgraben 16 Fax.: 0049-6672-898-888 36132

Dettagli

Valutazione del rischio per la presenza di miscele esplosive aria/polveri: l approccio metodologico

Valutazione del rischio per la presenza di miscele esplosive aria/polveri: l approccio metodologico Valutazione del rischio per la presenza di miscele esplosive aria/polveri: l approccio metodologico Francesca Bellamino D.Lgs. 81/2008 TITOLO XI: protezione da atmosfere esplosive Capo II: obblighi del

Dettagli