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1 IUS: un sito in Internet per collegamento e lavoro Roma (Italia), 4 agosto Interscambio informativo e lavoro on line riassumono i compiti principali del nuovo sito delle IUS, caratteristiche evidenti sia nella struttura delle sezioni sia nello stile. DALLA A LA Z, offre le informazioni oggi disponibili sulle IUS: elenco, collegamenti ai loro singoli siti, conoscenza delle riviste da loro pubblicate, ecc. EVENT'IUS è lo spazio dedicato agli eventi. L'utente incontrerà, per esempio, tutta la documentazione del 2 Incontro delle IUS. Questa documentazione è completata da una batteria di notizie brevi (N'IUS, per news) che offrono la cronaca di quelle giornate. "N'IUS" è lo spazio giornalistico dove le nostre università potranno pubblicare le notizie che siano d'interesse per l'insieme delle IUS", dice il delegato del Rettor Maggiore. Però dove l'utente potrà seguire meglio la realizzazione del Programma comune sarà attraverso CAMP'IUS - vale a dire il campus delle IUS -, una specie di vetrina dove appariranno le diverse iniziative realizzate dalle IUS man mano che il Programma si attiva. C'è anche un'area RISERVATA agli addetti ai lavori - cioè ai partecipanti all'incontro di Roma -, le cui porte si apriranno solo con una password. E tre gli sportelli o uffici di quest'area riservata che rispondono ai principali impegni del Programma comune: rilevamento della situazione-auditing, orientamenti generali e politica univesitaria, il primo; quelli che cureranno le sinergie tra le IUS si incontreranno nel secondo ufficio; e quelli che dovranno affrontare il problema delle risorse avranno nel terzo ufficio il loro meeting point. È previsto svolgere attraverso la rete Internet e la posta elettronica gran parte del lavoro delle commissioni responsabili di mandare avanti i lavori, risparmiando perciò tempi e viaggi. Per un impegno del genere bisogna disporre di una documentazione di consulta immediata che raccolga i riferimenti e le idee che ispirano l'azione intrapresa. Così DOCUMENT'IUS diventa una semplice biblioteca con i principali documenti della Santa Sede, della Congregazione e delle IUS rivolti alle università. IUS: hanno già un sito in Internet Prima realizzazione concreta a pochi giorni del 2 incontro internazionale delle istituzioni universitarie salesiane Roma (Italia), 4 agosto C è un sito internet anche per le Istituzioni Universitarie Salesiane: E il primo frutto operativo del 2 incontro internazionale concluso a Roma il 13 luglio. Sono parecchie le IUS che hanno il proprio spazio in Internet. Ma "Il nuovo website ha spiegato don Carlos Garulo, delegato del Rettor Maggiore per le IUS non ha l'intenzione di sostituire i singoli siti delle IUS. È invece il luogo di incontro tra le IUS, uno spazio, un servizio pensato esclusivamente, almeno nella prima fase, per aiutare alla realizzazione del Programma comune concordato dalle IUS nel raduno di luglio scorso e approvato recentemente dal Rettor Maggiore". Il sito consentirà di stabilire uno stretto collegamento tra le istituzioni universitarie salesiane. "Più che essere visitati da non si sa quali internauti fortuiti, vogliamo essere noi, i responsabili delle IUS, che ci incontriamo frequentemente", dice don Garulo. "Abbiamo concepito il sito come uno strumento per mandare avanti tra tutti le iniziative che ci abbiamo proposti."

2 Il sito Internet delle IUS IUS: Approvato dal Rettor Maggiore il Programma comune Roma (Italia), 23 luglio Il "Programma comune per la promozione delle Istituzioni Universitarie salesiane " ( ) è stato approvato oggi dal Rettor Maggiore. Il documento di approvazione sintetizza gli obiettivi del Programma e sottolinea il suo valore "strategico e pedagogico per impostare bene la presenza salesiana nel campo universitario, per irrobustire la qualità delle singole IUS, per ricercare sinergie e approfittarne dei benefici, per essere attenti ed esigenti rispetto ai livelli culturali ed educativi nelle IUS". Perciò, il Programma comune "serve da iter, da cammino insieme, da metodo per le IUS", dice il Rettor Maggiore. Il servizio alle istituzioni universitarie salesiane da lui costituito nel dicembre scorso e il compito del suo delegato a cui ha affidato tale servizio "si concretizzano così nell'avviare la realizzazione di questo Programma comune in tutti i suoi aspetti". Nel periodo di realizzazione del Programma, ossia fino al prossimo Capitolo Generale, si continueranno i rapporti tra le IUS e le varie istanze della congregazione iniziati in occasione del 2 Incontro delle istituzioni universitarie salesiane. Si chiarisce che la Congregazione, nello stesso periodo, punta a qualificare e rafforzare le IUS già esistenti più che accettarne di nuove. Il Rettor Maggiore e il suo Consiglio intendono il Programma comune "come proposito di partecipazione delle IUS allo sforzo di tutta la Congregazione per la qualificazione e la significatività" e "come segno esemplare dell'impegno culturale e formativo della Congregazione". IUS: quattro giornate per una svolta Una cronaca a volo di uccello Roma (Italia) 14 luglio - Quattro giorni per una svolta. Sono apparsi così i vari passaggi che hanno segnato il 2 incontro delle IUS che si è tenuto alla Pisana. Non inedito, perché preceduto da quello di Brasilia (anzi la continuità è stata variamente sottolineata con parole e segni), il 2 incontro appena concluso sancisce l avvio di una nuova pagina nella storia della presenza salesiana nelle università.

3 Vi hanno posto mano i massimi rappresentanti della congregazione. Don Luc Van Looy, vicario del Rettor Maggiore e promotore di Brasilia 95, ha presieduto il vespro e la buonanotte di benvenuto agli ospiti dell incontro la sera del 9 luglio. E Van Loy ha ricordato quel primo appuntamento. Autorevole su tutte, la presenza del Rettor Maggiore che, oltre alla partecipazione alle assemblee, ha letto la relazione introduttiva e tirato le conclusioni. Ma anche altri sono stati i partecipanti dalla Direzione Generale: don Giuseppe Nicolussi consigliere generale per la formazione; don Antonio Domenech, consigliere per la pastorale giovanile; don Helvécio Baruffi, consigliere per la regione America Latina-Cono Sud; don Pasquale Chavez consigliere per la regione Interamericana; don Joaquim D Souza, consigliere per la regione Australia-Asia; don Giovanni Fedrigotti, consigliere per la regione Italia e Medio Oriente; don Filiberto Rodriguez, consigliere per la regione Europa Ovest; don Albert Van Hecke, consigliere per la regione Europa Nord; don Carlos Garulo, delegato del Rettor Maggiore per le IUS, che ha organizzato e guidato l'incontro. Le IUS, oltre che con gli ispettori e i vertici delle autorità accademiche, sono state presenti con la buonanotte di don Sabino Palumbieri, professore all'ups, che la sera del 10 ha ricordato la figura di don Giuseppe Quadrio, il "maestro universitario" salesiano in processo di santità; con la buonanotte di Rosita Mori, laureata in psicologia all UPS e iscritta al primo anno alla scuola di specializzazione, che ha espresso l'esperienza personale di maturazione professionale, umana, cristiana e salesiana durante gli anni di studente all'ups: Presente anche un ex rettore magnifico dell UPS, mons.tarcisio Bertone, arcivescovo segretario della congregazione per la dottrina della fede, che ha presieduto l eucaristia di domenica 12 luglio. E, infine, tra gli invitati e osservatori don Raffaele Farina, anche egli ex rettore magnifico dell UPS e attualmente prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana. Moderatore dell'assemblea è stato Cyril De Souza professore della facoltà scienze dell educazione dell UPS. E l UPS ha anche ospitati i partecipanti, la sera dell ultimo incontro, per la celebrazione dell eucaristia e una cena assieme ai professori presenti in sede. Don De Souza, nel suo ruolo di moderatore dell'assemblea Mons. Bertone, nell'eucaristia della domenica

4 Il Rettor Maggiore presiede l'eucaristia di conclusione all'ups. È affiancato da don Carlos Garulo, sinistra, e da don Schwarz, destra. Suor Pilar Andrés, direttrice della Scuola Universitaria Don Bosco di Madrid, proclamando le letture. Don Pellerey, rettore magnifico dell'ups, nella cena di omaggio agli ospiti delle IUS. Don Lopez,ispettore di Bahia Blanca (Argentina), a sinistra; don Vecchi, a destra. IUS: don Vecchi, bilancio di un incontro Roma (Italia), 13 luglio - Le parole conclusive dell incontro delle IUS da parte del Rettor Maggiore hanno posto l accento sul futuro di una realtà riconosciuta pienamente parte della missione salesiana. Alle parole di riconoscimento del valore dell assemblea sia quanto alla preparazione e gestione che della qualità della riflessione emersa don Vecchi ha unito quelle di chiarimento e orientamento affinché le IUS, nell ora presente e specialmente nei prossimi anni, siano tenute "come punta - punta vuol dire che sfonda e orienta - più per l'esemplarità che per l'influsso diretto su altre opere. Proprio per questo significato in un movimento generale della Congregazione vogliamo che le università rendano il massimo delle proprie possibilità". Quest'esemplarità delle IUS ha cominciato già - riconosce don Vecchi - con l'impegno durante l'incontro internazionale "per costruire insieme un programma". Un programma "completo e organico", ha detto, la cui elaborazione "ha obbligato ad andare in profondità quanto a concetti e quanto prassi". Ad uno ad uno sono stati pressi in considerazione dal Rettor Maggiore i termini che maggiore dibattito avevano provocato durante il lavoro dei gruppi e nelle assemblee: pastorale universitaria, salesianità, rapporto autonomia universitaria e responsabilità della Congregazione, associazione delle IUS. Di ognuno ha evidenziato il significato e la portata entro un quadro di riferimento.

5 "L'ora che viviamo - ha detto don Vecchi tracciando il quadro di riferimento del Programma comune concordato dalle IUS - è segnata dal Capitolo generale 24.mo e dalla Programmazione del Rettor Maggiore e il suo Consiglio per il sessennio che ha indicato di centrare gli sforzi sulla significatività, sulla qualità e sulla formazione del personale". Va ribadito quindi, ha concluso don Vecchi, che, entro un programma comune per la promozione delle IUS, "l'estensione del compito universitario non è la nostra principale preoccupazione in questo momento. Lo è invece la qualità o l'eccellenza di ogni singola istituzione esistente". Don Vecchi durante l'intervento di conclusione IUS: Pellerey, cultura della qualità nelle università salesiane Il rettore dell'ups evidenzia il bisogno della conoscenza della realtà delle IUS per definire poi la politica e gli orientamenti generali della Congregazione nel campo universitario. Roma (Italia), 12 luglio Per giungere a disegnare una università salesiana ideale, si deve prima puntare a costruire una vera università secondo i canoni scientifici comunemente riconosciuti; occorre poi specificarne la natura ecclesiale e precisare, infine, la salesianità. Qualsiasi politica di sviluppo delle istituzioni universitarie, dice Michele Pellerey, "richiede un confronto attento tra prospettive ed esigenze ideali e una conoscenza adeguata delle condizioni reali nelle quali si opera". E ha ricordato la metodologia di lavoro proposta dalla Conferenza dei Rettori d'europa che è basata su una valutazione della qualità istituzionale. Si tratta, ha concluso il rettore magnifico dell'ups, "di sviluppare strutture e metodologie di analisi e valutazione della qualità del proprio servizio formativo e del proprio funzionamento dal punto di vista gestionale". Le riflessioni di don Pellerey hanno evidenziato il bisogno della valutazione istituzionale delle IUS per poter concretizzare poi la politica universitaria dei salesiani, dare degli orientamenti generali autorevoli e stimolare una sinergia tra le IUS, fronti verso cui questo incontro internazionale è orientato. Di due forme di valutazione della qualità istituzionale ha parlato don Pellerey: l'autovalutazione condotta all'interno della propria università e la valutazione esterna che è sviluppata da organismi independenti. La modalità proposta dalla Conferenza dei Rettori d'europa - formula che la propria Università Pontificia Salesiana ha adottato - "combina l'autovalutazione attuata sulla base di linee guida suggerite da esperti, la quale si conclude con un breve rapporto, con alcune visite e audizioni da parte di specialisti. Essi integrano il rapporto precedente e portano a un rapporto finale messo a disposizione degli organi istituzionali dell'università".

6 Il fine principale di un'operazione di questo tipo è favorire da una parte una cultura universitaria della gestione della qualità e, dall'altra, assicurare una istituzionalizzazione di strumenti e metodologie stabili di controllo e gestione della qualità. Don Pellerey durante il suo intervento IUS: Gruppi di lavoro e dibattiti in assemblea protagonisti all incontro internazionale Roma (Italia), 11 luglio I gruppi di lavoro non sono un appendice formale di questo 2 incontro internazionale delle IUS, ma concorrono sostanzialmente a dibattere, chiarire, formulare e condividere i punti del Programma comune da concordare tra tutti i convegnisti. Oltre gli incontri per l'eucaristia, al mattino, e la preghiera del vespro e la buonanotte, alla sera, 6 ore e mezza di lavori prevede Il programma di ogni giorno. Solo un'ora al giorno per due brevi interventi in assemblea per inquadrare il lavoro dei gruppi su un argomento preciso. Il resto, cinque ore e mezza, per i lavori di gruppo (2,5 ore) e, poi, per la comunicazione dei risultati e il dibattito in assemblea (3 ore). (Composizione dei gruppi di lavoro) Si è trattato di gruppi "misti" nel senso di essere composti ciascuno da tutte le componenti presenti all incontro: consiglieri generali, ispettori, rettori, direttori dei centri, appartenenti a ogni lingua e continente rappresentati. E gli incontri non sono stati una passeggiata, a sentire gli stessi protagonisti. "Si è trattato di un duro lavoro ha commentato Frans Hendrickx, salesiano di origine fiaminga, preside all'università Politecnica Salesiana di Tokyo. Il metodo costringe a non uscire dagli argomenti con divagazioni, ma ad affrontare i punti in maniera approfondita e complessiva". E per Sergio Torres, laico, rettore dell Universidad Católica Blas Cañas di Santiago de Chile è stata un esperienza molto soddisfacente "per lo scopo di concordare tra tutti un programma comune di azione" e perché "il Programma proposta a studio e dibattito è molto organico e organizzato". Pastorale, salesianità, auditing, autonomia universitaria e associazione delle IUS conformano l'elenco delle parole chiave più vivamente discusse nei gruppi e nelle assemblee.

7 Dibattito in assemblea IUS: Nicolussi, occorre una politica in campo universitario Non è facile dice il consigliere per la formazione - e bisogna avere coscienza della sfida Roma (Italia), 11 luglio - E giunto il tempo "per definire e stabilire una politica salesiana nel campo universitario" ha sostenuto nel suo intervento all incontro delle IUS don José Nicolussi, consigliere generale per la formazione. E occorre farlo avendo consapevolezza delle nuove possibilità e delle non semplici sfide che accompagnano la presenza salesiana nelle università. È possibile definire una politica chiarendo apertamente l impegno della congregazione nelle IUS, indicando le condizioni necessarie per la creazione, lo sviluppo, la riconversione o la chiusura delle IUS, determinando le caratteristiche proprie delle IUS rispetto ad analoghe istituzioni, stabilendo priorità per la distribuzione delle risorse e per le opzioni strategiche globali. È tempo, in questa fase, secondo don Nicolussi, di affrontare con decisione e comunitariamente la qualificazione culturale e pastorale di queste istituzioni, a partire dalla preparazione di confratelli e laici. Con la qualificazione e la competenza, è altrettanto importante un nucleo animatore consistente e adeguato a garanzia della salesianità dell opera e della efficacia pastorale. A questo fine ha concluso don Nicolussi la politica delle IUS ha come soggetto la comunità ispettoriale e trova il suo contesto nel progetto ispettoriale. Don Nicolussi durante il suo intervento in aula

8 IUS: Domenech, cittadinanza alla Pastorale Giovanile Sottolineati aspetti fondamentali PGS nelle IUS Roma (Italia), 11 luglio Gli elementi che devono caratterizzare la Pastorale Giovanile nelle università salesiane sono stati indicati da don Antonio Domenech, consigliere Generale della PGS in apertura del secondo giorno di lavoro dell incontro internazionale delle IUS. Dopo aver richiamato le linee fondamentali della PGS che le IUS devono sviluppare nelle università secondo le sue specifiche caratteristiche, Domenech ha focalizzato 4 punti : un progetto culturale cristianamente ispirato, la collocazione popolare e giovanile, l intenzionalità pastorale, la comunità accademica. La PGS egli ha detto deve tradurre a livello universitario la sintesi tra educazione ed evangelizzazione, mirando a produrre cambiamenti sociali secondo una visione umanista e religiosa. Le IUS devono inoltre avere un attenzione privilegiata per i settori popolari e giovanili, superando ogni tentazione elitaria. Ciò si traduce nell orientare la ricerca alla conoscenza e trasformazione della situazione giovanile, soprattutto dei settori più sfavoriti, promuovere nella società una coscienza attualizzata della realtà giovanile e popolare offrendo proposte formative che incidano nei processi educativi, sulle strategie e politiche giovanili, favorire l accesso all università dei giovani d ambiente popolare con qualità e capacità. La comunità accademica deve comprendere professori e dirigenti che integrino competenza professionale, capacità educativa, sensibilità per il mondo giovanile, apertura ai valori evangelici e alla fede, impegno per la solidarietà e la giustizia. Don Antonio Domenech durante il suo intervento IUS: assi strategici e obiettivi del Programma Documento in 6 punti presentato come proposta da don Garulo Roma (Italia), 10 luglio Programma nuovo a livello di metodo e di contenuti quello presentato prima in bozza di lavoro per essere, poi, approfondito e approvato nel secondo incontro internazionale delle Istituzioni Universitarie Salesiane (IUS) a Roma come Programma comune per la promozione delle IUS durante il prossimo trienni. Tra gli obiettivi considerati nella prima parte Programma (impegni fondamentali), la definizione degli orientamenti generali che consentano ad ogni comunità accademica universitaria di elaborare il proprio progetto culturale-scientifico-tecnologico-educativo-pastorale-salesiano.

9 In secondo luogo definire e stabilire una "politica" della congregazione in campo universitario. Inoltre stimolare e iniziare tra le IUS la vicendevole conoscenza, il rapporto, gli scambi e la collaborazioni a livello bilaterale, di gruppo e generale tra tutte. Studiare e stabilire modalità di coordinamento che siano semplici, flessibili, efficaci e stabili. Nella seconda parte del Programma,dedicata alle condizioni strumentali per la realizzazione del medesimo, si punta anzitutto a una conoscenza sufficiente e affidabile che consenta alle IUS di migliorare il proprio servizio e il coordinamento; al Rettor Maggiore e al suo Consiglio di definire gli orientamenti generali e la politica della congregazione nel campo universitario. Il Programma presenta anche la strategia da seguire per rendere stabile e condiviso l impegno della congregazione nella pastorale universitaria. Presentando la "Proposta" di Programma comune, don Carlos Garulo ha parlato, tra l altro, di quattro grandi assi strategici per il campo universitario salesiano. Il primo ha detto risponde a una domanda di chiarezza e punta a impostare bene nella sua globalità la presenza salesiana nel campo universitario. Il secondo punta ad irrobustire la qualità del normale funzionamento universitario, delle singole IUS e del loro insieme. Il terzo cerca di approfittare dei benefici della sinergia all interno delle IUS, tra di loro e con altri soggetti sociali. Il quarto punta ad essere attenti ed esigenti rispetto ai risultati da ottenere dalle diverse voci che compongono l azione universitaria. Don Garulo durante la sua relazione IUS: Don Vecchi, salto di qualità in un progetto pienamente salesiano Puntare a costituire nuclei animatori capaci di sviluppare università sensibili al criterio oratoriano Roma (Italia), 10 luglio - La ricerca di significatività della presenza salesiana, va collocata entro la "nuova fase" dell evangelizzazione, nella quale appare decisivo il dialogo tra il pensiero cristiano e la cultura. È in questo contesto ha detto il Rettor Maggiore don Juan E. Vecchi nel suo intervento Salesiani e università oggi aprendo questa mattina il 2 incontro delle Istituzioni Universitarie Salesiane (IUS) che si coglie l importanza di un "Progetto per le università salesiane". Anche se nel passato, le università che nascevano nelle ispettorie specialmente a partire dagli anni cinquanta venivano giudicate "atipiche" o "singolari" rispetto al resto della presenza salesiana, nel nuovo contesto la congregazione è chiamata a definire "i caratteri di identità salesiana specifici delle nostre università" fissandone le esigenze di livello culturale e pastorale.

10 Oggi la presenza salesiana nell area universitaria comprende anche "la gestione di istituzioni universitarie proprie che nell insieme costituiscono già un settore rilevante per il numero di studenti, il coinvolgimento dei laici, lo sforzo economico organizzativo". Il 2 incontro internazionale delle IUS ha specificato don Vecchi si vuole occupare di queste istituzioni "collocandole in un ampio scenario di impegno universitario, centrando ultimamente l attenzione sul soggetto (giovani e adulti universitari a servizio dei quali ci sono salesiani e laici) piuttosto che sulla struttura o sui mezzi, e sottolineando l intenzione pastorale che guida tutte le nostre iniziative". Si deve ormai puntare a formulare "un progetto culturale cristiano", a costituire équipes capaci di esprimere nella gestione universitaria il "criterio oratoriano", dentro un contesto di chiara identità cattolica dei centri stessi. In tale sforzo di ripensamento secondo don Vecchi ispettorie e confratelli non possono rimanere ai margini. "La necessità del nucleo animatore vige anche in queste istituzioni a beneficio di esse e nostro. Non gioverebbe averle e soltanto amministrarle senza capacità di intervenire direttamente e con autorevolezza sugli aspetti più delicati". Un obiettivo possibile solo con la preparazione del personale salesiano in collaborazione con i laici. Il Rettor Maggiore durante il suo intervento IUS: Garulo, un programma comune costruito insieme Il Delegato del Rettor Maggiore per le IUS lancia un ponte tra passato e futuro Roma (Italia), 10 luglio Far nascere "insieme" - Consiglio Generale, ispettorie e quadri dirigenti delle università - un programma di sinergia culturale tra le Istituzioni Universitarie Salesiane (IUS) per i prossimi 3 anni (fino al 2001), è stato il primo invito rivolto da don Carlos Garulo, Delegato del Rettor Maggiore per le IUS, a tutti i partecipanti all incontro. Nel saluto di apertura, don Garulo ha parlato anche di un servizio qualificato che, sebbene affondi le radici nella tradizione, deve puntare oggi a saper raccogliere le nuove sfide. Per i salesiani, la sfida nel momento presente è quella di aggiungere "la razionalità e il rigore tipicamente universitari" allo stile di fare, così da rendere efficace l innesto di "salesianità di fatto" nei centri universitari, puntando a "creare tradizione". Anche se l attuale incontro è stato preceduto da quello del 1995 a Brasilia, ora si punta a elaborare insieme un "Programma comune per la promozione delle IUS".

11 Il Programma deve essere la risultanza di un dibattito approfondito tra tutti i partecipanti all incontro della Pisana, con l obiettivo di convergere su indicazioni di qualità. Questa è, di fatti, l attesa della Direzione Generale. Il Rettor Maggiore presiede l'eucaristia di apertura dell'incontro. Due momenti della sessione di apertura dell'incontro Università: nasce IUS, logo delle Istituzioni Universitarie Salesiane Nel 2 incontro internazionale di Roma Roma (Italia), 10 luglio IUS, sigla che sta per Istituzioni Universitarie Salesiane, è nata il 10 luglio a Roma, in occasione del secondo incontro internazionale convocato per studiare, dibattere e concordare una strategia comune alle 30 università e centri universitari salesiani che, in 18 paesi dell'america Latina, Asia ed Europa, contano ormai oltre 40 mila studenti. All incontro partecipano 26 di questi centri universitari. L'adunanza si svolge nella sede della Direzione Generale salesiana di via della Pisana fino al 13 luglio. Con il Rettor Maggiore don Juan E. Vecchi prendono parte 57 persone. Ben 10 i membri della casa generalizia, 45 i rappresentanti delle IUS e 2 invitati di eccezione, don Raffaele Farina, Prefetto della Biblioteca Vaticana, già rettore magnifico dell'ups e organizzatore del primo incontro a Brasilia, e suor Bianca Torazza, preside della Facoltà Auxilium da settembre prossimo. Tra i partecipanti, in particolare, 2 consiglieri generali di settore (Formazione e Pastorale Giovanile), 6 consiglieri regionali, 10 ispettori provinciali, 8 delegati di altretanti ispettori, 9 rettori di università, 17 tra presidi e direttori. In tutto: 53 salesiani, 2 Figlie di Maria Ausiliatrice e 2 laici. (Elenco dei partecipanti)

12 Fotografie dei convegnisti

Discorso di apertura

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