LINEE GENERALI DI ASSETTO IDROGEOLOGICO E QUADRO DEGLI INTERVENTI BACINO DEL LAMBRO

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1 LINEE GENERALI DI ASSETTO IDROGEOLOGICO E QUADRO DEGLI INTERVENTI BACINO DEL LAMBRO

2 Linee generali di assetto idraulico e idrogeologico nel bacino del Lambro 7. Linee generali di assetto idraulico e idrogeologico nel bacino del Lambro 7.1 Caratteristiche generali Inquadramento fisico e idrografico Il bacino del Lambro ha una superficie complessiva di circa km 2 (3% della superficie complessiva del bacino del Po) di cui solo il 5% in ambito montano. Il bacino è caratterizzato da un reticolo idrografico complesso e articolato. I numerosi corsi d acqua naturali che gravitano a nord di Milano scorrono con direzione nord-sud e risultano interconnessi tramite una fitta rete di canali artificiali, realizzati sia a fini irrigui sia per la protezione dalle piene dei centri abitati. Il principale corso d acqua è il Lambro settentrionale, che scorre a est di Milano. Le portate provenienti dal bacino di monte sono laminate dai laghi di Alserio e Pusiano che, a causa della loro non trascurabile superficie (circa 8 km 2 ) rispetto a quella del bacino sotteso, esercitano una forte azione moderatrice sui fenomeni di piena. Le piene del Lambro a Lambrugo sono pertanto originate dai deflussi provenienti dal bacino della Bevera, pari a 43,2 km 2. Proseguendo verso valle, si riconoscono tre tratti caratterizzati dalla prevalenza di rilevanti apporti idrici rispetto ai fenomeno di trasporto. Nel primo tratto, compreso tra Peregallo e Sesto S. Giovanni, gli apporti provengono essenzialmente dai centri abitati di Monza e Sesto S. Giovanni. Nel secondo tratto, compreso tra S. Donato Milanese e Melegnano, confluiscono in Lambro gli apporti del settore orientale di Milano e i contributi di due corsi d acqua minori che provengono dall interno di Milano, il cavo Redefossi e la roggia Vettabbia. A Melegnano confluisce in sinistra anche il canale Muzza. Il terzo tratto, a valle di S. Angelo Lodigiano, in cui il Lambro meridionale (nome preso dall'olona dopo l attraversamento di Milano) confluisce nel Lambro settentrionale. Procedendo verso ovest si incontrano nell ordine il Seveso, il Lura, il Bozzente. Per ultimo si incontra il torrente Olona che, nonostante sia oggetto di trattazione separata, risulta di fatto costituire parte integrante dello schema idraulico del Lambro per le ragioni accennate precedentemente. Autorità di bacino del fiume Po 91

3 Progetto di Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico I principali canali artificiali sono rappresentati dal canale irriguo Villoresi e dai navigli della Martesana, Grande e di Pavia, tutt oggi utilizzati come vie di trasporto. Il primo attraversa trasversalmente tutto il bacino e adduce le acque del Ticino, prelevate all altezza di Somma Lombardo, in Adda all altezza di Fara Gera d Adda. Preleva le acque dell Adda poco più a monte, presso Canonica, il canale della Martesana che scorre verso Milano parallelo al Villoresi. A Crescenzago viene sottopassato dal Lambro e prosegue all interno dell urbanizzato dove, analogamente agli altri corsi d acqua provenienti da monte (Seveso, Olona, Garbogera, Merlata, Pudiga) attraversa intubato il territorio cittadino. Ad ovest di Milano si dipartono il naviglio Grande diretto alla volta di Abbiategrasso e il naviglio di Pavia, mentre escono a sud della città il Lambro meridionale, il cavo Redefossi e la roggia Vettabbia. Per alleggerire i carichi idraulici dei corsi d acqua diretti alla volta di Milano, all inizio degli anni 80 fu realizzato il canale scolmatore di nord-ovest, che deriva le acque del Seveso per sversarle nel Ticino all altezza di Abbiategrasso. Nel suo percorso intercetta le portate eccedenti dell Olona derivate alle prese denominate Olona 1 e Olona 2. Le portate provenienti da quest ultima sversano nel canale scolmatore al nodo ubicato presso Cornaredo, da dove si diparte un ennesimo canale, denominato Deviatore Olona. Questo è stato recentemente realizzato per alleggerire le portate dell Olona in ingresso a Milano, che non possono essere deviate al canale scolmatore. Il Deviatore compie l aggiramento della città a ovest e si ricongiunge con il percorso originario in un nodo ubicato presso Gratosoglio, proseguendo quindi con il nome di Lambro meridionale. Ai fini delle analisi conoscitive e della successiva delineazione degli interventi di Piano, il bacino idrografico del Lambro viene suddiviso nelle due componenti: asta principale e bacino montano 1. 1 Il quadro dei dissesti sui versanti e sulla rete idrografica minore viene definito con maggior dettaglio, considerando separatamente i sottobacini dell'alto Lambro, del Basso Lambro e del Seveso. 92 Autorità di bacino del fiume Po

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5 Progetto di Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico Caratteri generali del paesaggio naturale e antropizzato La valle del Lambro presenta quattro realtà geografico-paesaggistiche: l area montana del Triangolo Lariano, che va da Magreglio, dove nasce il Lambro, ai laghi di Pusiano e di Alserio; l area dei rilievi morenici della Brianza, che, iniziando dai due laghi termina a Triuggio-Melegnano; l area metropolitana milanese, che interessa il tratto Triuggio-Melegnano; l area della pianura agricola del Lodigiano che va da Melegnano al Po, dove il Lambro conclude il suo corso. La prima area, pedemontana, è contraddistinta da due diverse situazioni urbanistico-territoriali: la Vallassina, con i monti che la fiancheggiano, che ha registrato un decremento della popolazione, e la pianura di Erba, nella quale si è verificata una concentrazione di iniziative industriali e artigianali sviluppatesi linearmente lungo il corso del Lambro, ribadendo il modello delle prime localizzazioni produttive del secolo scorso. Parte dell area del Triangolo Lariano è soggetta a tutela regionale in quanto di interesse naturalistico, per la presenza delle sorgenti del Lambro, di cavità e grotte calcaree, fra cui la Buca del Piombo, interessante per le concrezioni e i fossili, di alcuni massi erratici tutelati dalla L.R. 86/83 come monumenti naturali. La seconda area riguarda il tratto di valle, che dai laghi arriva a Monza e costituisce il territorio tipico della Brianza, la cui struttura morfologica è formata da allineamenti semicircolari concentrici di cordoni collinari, relativi ad apparati morenici depositati in fasi successive durante i periodi glaciali ed erosi differenzialmente nel tempo. A nord il paesaggio è caratterizzato dalla presenza dei laghi di Pusiano e di Alserio, entrambi appartenenti al sistema idrografico del Lambro; la riva orientale del lago di Alserio è riserva naturale in quanto ambiente palustre di rilevante interesse naturalistico. Il lago occupa una conca naturale formatasi in seguito all azione erosiva delle masse glaciali, successivamente modificata dall accumulo dei sedimenti trasportati dal Lambro. La vegetazione presenta la tipica zonizzazione che si riscontra lungo le rive dolcemente degradanti dei laghi prealpini: ninfea bianca e gialla, Parnassia palustris, Gentiana pneumonanthe, Epipactis palustris, Eriophorum angustifolium. Tra la fauna sono presenti la testuggine palustre, la rana di Lataste, il Voltolino. Il lago è soggetto 94 Autorità di bacino del fiume Po

6 Linee generali di assetto idraulico e idrogeologico nel bacino del Lambro a un abbassamento del livello delle acque e a un rapido processo di eutrofizzazione. Procedendo verso valle si incontra un ambiente formato dai rilievi dell altopiano morenico, solcato da corsi d acqua affluenti del Lambro, arricchito da zone boscate, aree agricole, da presenze storico-artistiche assai numerose, su cui tende a sovrapporsi uno sviluppo urbanistico indifferenziato. Nella zona il processo di urbanizzazione si è attuato massicciamente sulla riva destra del Lambro lungo i due assi prevalenti: la Vallassina e la Monza-Carate, formando, tra il centro abitato di Biassono fino a quelli di Inverigo e Lurago, una unica conurbazione. Sul lato sinistro del fiume il processo di urbanizzazione è avvenuto in modo meno vistoso, pur non mancando situazioni di conurbazione. Un episodio di grande rilevanza paesaggistica appartenente all area è il Parco di Monza, che ingloba uno dei tratti più suggestivi del Lambro. La terza area comprende il tratto di pianura del bacino, che va da Monza a Melegnano, cioè la porzione di valle del Lambro compresa nell area metropolitana milanese. Questo tratto può essere suddiviso in quattro parti alle quali corrispondono situazioni paesaggistiche e ambientali diverse: il centro storico di Monza; il tratto comprendente i comuni di Sesto e Cologno; il tratto più propriamente metropolitano, riguardante la fascia orientale del comune di Milano; quello che va dal Paullese a Melegnano. Il centro storico di Monza sorge sul Lambro e il fiume ne ha condizionato l impianto planimetrico improntando la scena urbana. Dalla zona a sud di Monza fino a Sesto San Giovanni il territorio è dominato da un alternanza continua e disordinata di insediamenti industriali localizzati sul bordo del fiume senza un criterio preciso. Lungo le sponde cresce una vegetazione stenta, annerita dall inquinamento. Nel tratto metropolitano milanese si presentano due situazioni distinte: l attraversamento del parco Lambro e quello dell area urbanizzata fortemente infrastrutturata. La prima situazione è simile a quella del Parco di Monza, l altra presenta un paesaggio urbano nel quale il fiume non si integra, ignorato nella sua funzione di elemento naturale e vivo del territorio e considerato un puro accidente da coprire, intersecare, deviare a secondo delle necessità tecniche dettate da motivi funzionali. Abbandonata la città, il Lambro ritorna a essere un motivo del disegno della pianura agricola, scorrendo con ampi meandri ora incisi e leggibili nella pianura, ora sottolineati dall alberatura di sponda. Attraversa il centro storico di Autorità di bacino del fiume Po 95

7 Progetto di Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico Melegnano, condizionandone l impianto planimetrico, come avviene per l attraversamento di Monza. La quarta area riguarda il tratto lodigiano della valle del Lambro che va da Melegnano al Po. Il territorio è formato da un unico ripiano fondamentalmente inciso da alvei fluviali. Il Lambro scorre ben delimitato nel suo alveo e nella serie dei suoi terrazzamenti alluvionali, il principale dei quali corre quasi parallelo al corso d acqua. La grande quantità d acqua disponibile e il modo come questa viene utilizzata attraverso una funzionale rete irrigua rendono questa terra tra le più fertili. La fittissima rete di canali artificiali forma una complessa geometria, dove ogni elemento ha una sua funzione precisa nel disegno dell agrosistema. La campagna è suddivisa in riquadri delimitati dalla rete delle rogge e dei fossi, le cui maglie sono sottolineate dai filari di alberi e si estende fino all orizzonte in modo sostanzialmente omogeneo nelle forme d insieme fatta, eccezione per le colline di S. Colombano, che costituiscono un anomalia dal punto di vista morfologico, litologico, delle colture e delle zone boscate. Il colle di S. Colombano è un area di interesse naturalistico situata a sud di Lodi, soggetta a tutela regionale. È costituita da un nucleo di argille e calcari del pliocene, rivestito di alluvioni quaternarie, ricco di fossili e ospita una vegetazione arborea costituita da pioppi, acacie, olmi e noccioli Aspetti geomorfologici e litologici Nel seguito si descrivono le principali caratteristiche geolitologiche del bacino con particolare attenzione verso quei litotipi che per le proprie caratteristiche geomeccaniche manifestano alti gradi di erodibilità e/o propensione a dissesti gravitativi; fra parentesi si indica la sigla del litotipo riportata nella cartografia di Piano alla scala 1: della Geolitologia. Il bacino idrografico del fiume Lambro, a valle di Inverigo, è costituito prevalentemente da litologie costituite da depositi derivanti dall alterazione di rocce e terreni (DCG). L area prossima alla sorgente attraversa litoidi sedimentari con frequenti discontinuità per stratificazione o scistosità (LDS). Nell area pedemontana, si incontra una fascia, con direzione est-ovest, nella quale le litologie predominanti sono costituite da alternanze di litoidi a diverso comportamento meccanico (ADM), da depositi glaciali e fluvioglaciali (DGL) e depositi alluvionali e lacustri (AFL). 96 Autorità di bacino del fiume Po

8 Linee generali di assetto idraulico e idrogeologico nel bacino del Lambro Questi ultimi depositi, nella zona di pianura, fiancheggiano i corsi d acqua principali Aspetti idrologici Caratteristiche generali Il regime pluviometrico del bacino del Lambro è classificabile come tipo sublitoraneo padano. Presenta due massimi e due minimi sostanzialmente equivalenti: i massimi primaverili e autunnali hanno valori medi mensili dell ordine dei 110 mm, i minimi estivi e invernali dell ordine dei 60 mm. Il totale delle precipitazioni medie annue è di circa 1020 mm Portate di piena e piene storiche principali L unica stazione di misura presente sul Lambro per la quale è disponibile una serie storica di portate di piena sufficientemente significativa è la stazione di Lambrugo; la massima portata storica registrata è pari a circa 83 m 3 /s (evento del 14/06/1963). Tab Valori delle portate di piena storiche nel bacino del Lambro Sezione Superficie Hmedia Hmin Qmax qmax Data km 2 m s.m. m s.m. m 3 /s m 3 /s km 2 Lambrugo ,94 82,6 0,485 14/6/1963 Le principali alluvioni del Lambro sono avvenute nel maggio del 1917, nel settembre del 1937 (con allagamento di Monza e della periferia di Milano) e nel 1993 con allagamenti alla periferia di Milano Trasporto solido La caratterizzazione del bacino in rapporto al trasporto solido nell asta principale è definita dai seguenti elementi: la quantità di sedimenti mediamente prodotta dal bacino montano in funzione delle specifiche caratteristiche geologico-geomorfologiche e climatiche; la capacità media di trasporto solido dell asta principale in funzione delle caratteristiche idrologiche, geometriche, granulometriche del materiale d alveo e idrauliche. Autorità di bacino del fiume Po 97

9 Progetto di Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico Per il primo punto si fa riferimento alla formulazione teorico-sperimentale di Gavrilovich, mentre per il secondo il valore medio annuo è stato stimato impiegando la formulazione di Engelund-Hansen. Le Tab. 7.2 e Tab. 7.3 rappresentano i dati numerici relativi alla quantità di sedimento media prodotta dal bacino montano e alla capacità di trasporto dell asta principale. Tab Caratteristiche del trasporto solido del bacino montano Sottobacino montano Superficie Quota media Precipitaz. media annua Trasporto solido Erosione specifica km 2 m s.m. mm 10 3 m 3 /anno mm/anno Lambro ,4 0,16 Rispetto a un valore totale di produzione del trasporto solido a scala di intero bacino montano del Po ( km 2 ) pari a 3,35 milioni di m 3 /anno, il trasporto solido prodotto rappresenta il 0,43%, a fronte di un 0,31% di estensione territoriale; nel complesso quindi il bacino si colloca su valori medio-elevati di erosione, come per altro illustrato dal valore di erosione specifica rispetto al valore medio a scala di intero bacino pari a 0,12 mm/anno. Tab Caratteristiche del trasporto solido dell asta fluviale Asta fluviale Capacità di trasporto al fondo Capacità di trasporto in sospensione Capacità di trasporto totale 10 3 m 3 /anno 10 3 m 3 /anno 10 3 m 3 /anno Lambro 23,0 6,4 29,4 Il confronto tra la capacità di trasporto solido dell asta e il volume di materiale solido prodotto dal bacino montano permette di valutare, pur nell approssimazione dei valori medi utilizzati e della scala di dettaglio delle valutazioni stesse, la tendenza al deposito ovvero all erosione Assetto morfologico e idraulico Caratteristiche generali Tutto il corso del Lambro, dall incile dei laghi Alserio e Pusiano alla confluenza in Po, presenta un andamento generalmente unicursale meandriforme. Localmente prevale andamento sinuoso, alternato a tratti subrettilinei, come si riscontra tra i ponti stradali di Carate Brianza e di Monza e tra i ponti stradali di Cologno Monzese e di S. Donato Milanese. 98 Autorità di bacino del fiume Po

10 Linee generali di assetto idraulico e idrogeologico nel bacino del Lambro L intensa urbanizzazione del territorio che caratterizza il tratto superiore dell asta, dai laghi Alserio e Pusiano fino a valle di Milano, nasconde spesso le morfologie relitte del corso d acqua. Si possono ancora riconoscere i paleoalvei in corrispondenza del meandro di Carate Brianza e quello all altezza di Cologno Monzese. La minore urbanizzazione che caratterizza il tratto di valle del Lambro fino alla confluenza in Po permette di osservare una discreta presenza di paleoalvei che testimoniano un andamento pregresso del corso d acqua più sinuoso di quello attuale. Tra questi si riconoscono quello di cascina Pagnana e quello a monte di S. Angelo Lodigiano, entrambi meandriformi e ancora connessi all ambiente fluviale. Si rileva la presenza di isole stabili e barre attive dall incile dei laghi Alserio e Pusiano al ponte stradale di Carate Brianza, dal ponte stradale di S. Donato Milanese al ponte autostradale A1, nel tratto di monte dal ponte stradale di Salerano sul Lambro al ponte stradale di S. Angelo Lodigiano. A meno del tratto compreso tra il ponte stradale di Cologno Monzese e il ponte stradale di S. Donato Milanese, il corso d acqua è fiancheggiato da scarpate di erosione fluviale che, localmente, separano diversi ordini di superfici terrazzate. Dal ponte stradale di S. Colombano al Lambro fino alla confluenza in Po il fiume scorre vincolato dalla presenza di strette arginature Fenomeni di erosione spondale L elevata artificializzazione dell alveo fino a Milano fa sì che, in generale, i fenomeni erosivi risultino sporadici e localizzati in corrispondenza dei meandri. Modesti processi erosivi, comunque scarsamente rilevanti data l assenza di infrastrutture o abitati nelle vicinanze del corso d acqua, si rilevano a valle di Milano e precisamente: sulla sponda sinistra all altezza di S. Donato Milanese in sinistra a monte e a valle di Melegnano a valle di S. Zenone al Lambro e a monte di Salerano a monte di S. Colombano al Lambro sulla sponda esterna del meandro all altezza di loc. Campagna in sponda sinistra, in corrispondenza del ponte stradale di Orio Litta in sponda destra, a valle del ponte stradale di Orio Litta Autorità di bacino del fiume Po 99

11 Progetto di Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico Tendenza evolutiva del fondo alveo Il profilo longitudinale risulta sostanzialmente stabile fino a S. Angelo Lodigiano, a valle del quale e fino alla confluenza in Po si rileva un abbassamento del fondo di circa 1,5-1,8 m. Sostanzialmente stabili o poco significative le variazioni medie della sezione incisa. Le variazioni planimetriche risultano frequenti lungo gran parte del percorso; per la maggior parte limitate a modificazioni della morfometria di alcuni meandri (raggio di curvatura, più raramente migrazione dell asse), determinano in genere modeste variazioni della linea di thalweg. Ne riscontra un aumento di lunghezza all altezza di S. Donato Milanese, di S. Giuliano Milanese, presso Cerro e immediatamente a valle; una riduzione della lunghezza della linea di thalweg si rileva in corrispondenza del taglio del meandro presso C.na Pagnana e il modesto accentuarsi di quello immediatamente a valle. Variazioni planimetriche significative si osservano nel tratto, attualmente rettificato, immediatamente a valle di Cologno Monzese, a fianco della tangenziale est di Milano. La modificazione planimetrica più rilevante riguarda l arretramento del nodo di confluenza in Po (400 m circa), in seguito all erosione della sponda esterna del meandro del Po. Qui si osserva anche il taglio del meandro presso C.na Cantarana, a valle di Orio Litta. 7.2 Quadro dei dissesti Quadro dei dissesti sul corso d acqua principale L instabilità morfologica dell assetto planimetrico e longitudinale dell alveo costituisce la principale causa del dissesto dell asta del Lambro. Per quanto riguarda i fenomeni di erosione di sponda, gli effetti risultano di modesta entità e si localizzano essenzialmente nel tratto inferiore, tra Linate e la confluenza in Po. L approfondimento del fondo alveo, dell ordine di circa 1,5-1,8 m, interessa diffusamente il tratto da S. Angelo Lodigiano alla confluenza in Po. Localizzati fenomeni erosivi hanno provocato lo scalzamento al piede delle fondazioni di alcune opere di difesa (come si riscontra per esempio per i muri arginali presenti nell attraversamento del tratto cittadino di Monza) e di alcuni ponti (nuovo ponte stradale di S. Colombano al Lambro), in prossimità dei quali si assiste inoltre alla periodica formazione di depositi alluvionali. 100 Autorità di bacino del fiume Po

12 Linee generali di assetto idraulico e idrogeologico nel bacino del Lambro La maggiore evidenza dell instabilità morfologica si riscontra nel tratto terminale, dove si assiste all arretramento del nodo di confluenza in Po Quadro dei dissesti sui versanti e sulla rete idrografica minore Come indicatori di dissesto vengono presi in considerazione i fenomeni gravitativi che interessano i versanti e i processi fluvio-torrentizi sui corsi d acqua; rientrano nel primo caso le frane e le valanghe mentre per il secondo caso si fa riferimento alle esondazioni, ai processi di erosione di sponda e di fondo e ai fenomeni di sovralluvionamento e/o di trasporto di massa in corrispondenza delle conoidi. La Tab. 7.4 evidenzia i valori che esprimono, in sintesi, e caratterizzano i diversi fenomeni di dissesto che risultano essere principalmente le frane, i fenomeni di sovralluvionamento ed erosione lungo i corsi d acqua. Tab Superfici in dissesto relative a conoidi, esondazioni, frane, corsi d acqua soggetti ad erosione e/o sovralluvionamento, numero dei corridoi di valanga (valori riferiti al settore montano) Sottobacino Superficie Superficie settore montano Conoide Esondazione Erosione Sovralluvion. aste Franosità osservata Franosità potenziale Valanghe km 2 km 2 km 2 km 2 km km 2 km 2 Numero Alto Lambro Seveso Basso Lambro Totale I fenomeni franosi maggiormente rappresentati sono frane in roccia per crollo e ribaltamento, perlopiù localizzati in alta Valassina, all interno del triangolo lariano. I fenomeni di dissesto lungo i corsi d acqua si evidenziano alla testata del bacino, mentre le esondazioni (episodi localizzati) caratterizzano il corso principale in pianura; risultano fortemente interessate Monza, la periferia orientale e sud-orientale di Milano e il Lodigiano Stima della pericolosità a livello comunale La Tab. 7.5 riporta il numero di Comuni soggetti alle diverse classi di pericolosità. La valutazione delle diverse pericolosità rispecchia bene la situazione che deriva dal censimento e dall analisi dei dissesti: l indice di pericolosità per Autorità di bacino del fiume Po 101

13 Progetto di Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico esondazione è medio nell Alto Lambro per passare a elevato nei Comuni interessati dal corso del Lambro Meridionale. Alla testata del bacino, nel triangolo lariano, si trova un indice di franosità medio. Tab Numero e percentuale di Comuni per classe di pericolosità Classe di pericolosità Moderata Media Elevata Molto elevata Sottobacino No Comuni No % No % No % No % Lambro , ,4 11 4, ,3 7.3 Livello di protezione esistente sul Lambro Nel tratto Merone-Villasanta il corso d acqua scorre nel fondovalle tra alte scarpate in erosione; numerosi centri produttivi di tipo industriale, la maggior parte in disuso, sono localizzati immediatamente a ridosso delle sponde. Sono frequenti le opere di stabilizzazione del fondo alveo (soglie e briglie), mentre le opere di difesa spondale e di arginatura, realizzate in prossimità degli attraversamenti e delle aree urbanizzate risultano più sporadiche. Scarso il grado di protezione dalle piene a causa della limitata presenza di rilevati arginali. A livello locale si rilevano processi di erosione spondale in fase attiva. Lungo il tratto Villasanta-Linate si riscontrano diffuse opere di difesa spondale, arginature e opere di stabilizzazione del fondo alveo, costituite in prevalenza da briglie e traverse. Nel tratto cittadino di Monza il corso d acqua scorre in un alveo delimitato in maniera pressoché continua da muri arginali e fabbricati a filo di sponda. Nel tratto Linate - confluenza Po le opere di stabilizzazione del fondo alveo sono presenti a monte e verso la confluenza del Po. Le sporadiche opere di difesa spondale e arginale sono localizzate nelle vicinanze di attraversamenti ed edifici adiacenti al corso d acqua. Si riscontra un insufficiente grado di protezione dalle piene nella parte superiore del tratto e le possibili inondazioni possono causare danni alla rete viaria e ad alcuni fabbricati. Tutto il corso del fiume da Merone alla confluenza in Po è interessato dalla presenza di numerose infrastrutture di attraversamento stradale e ferroviario, in corrispondenza di gran parte delle quali si riscontra la riduzione della sezione disponibile per il deflusso delle piene. L ostacolo al deflusso è sovente riferibile al profilo ribassato dell intradosso dell impalcato, a cui a volte si addizionano gli effetti prodotti dalla concomitante presenza del deposito alluvionale. 102 Autorità di bacino del fiume Po

14 Linee generali di assetto idraulico e idrogeologico nel bacino del Lambro 7.4 Individuazione degli squilibri Gli squilibri sul corso d acqua principale e nei territori di fondovalle Le più rilevanti situazioni di squilibrio riscontrate sull asta del Lambro riguardano i seguenti aspetti: instabilità morfologica dell assetto planimetrico e longitudinale dell alveo in relazione ai fenomeni di erosione spondale e di fondo alveo che si manifestano a danno delle opere di difesa e delle infrastrutture di attraversamento; elevato grado di artificializzazione del corso d acqua fino a Milano, nell attraversamento di territori urbanizzati, in relazione alla riduzione delle capacità di laminazione; riduzione della sezione disponibile per il deflusso delle piene, derivante sia dalla presenza di localizzate formazioni di deposito alluvionale sia dall inadeguata altezza dell intradosso di numerose infrastrutture di attraversamento, in particolare tra Merone e Linate; sistema difensivo frammentato e inadeguato al contenimento dei livelli idrici di piena. Monza, la periferia orientale e sud-orientale di Milano e il Lodigiano risultano essere le zone maggiormente interessate da localizzate esondazioni Gli squilibri nei territori collinari e montani Le principali condizioni di squilibrio connesse ai fenomeni di dissesto che interessano il reticolo idrografico minore nella parte montana del bacino si manifestano in occasione di eventi meteorici intensi e sono determinate da trasporto in massa torrentizio, erosioni di sponda e di fondo, onde di piena impulsive causate dal cedimento di sbarramenti temporanei formati dai tronchi d albero e dal materiale detritico. Per i versanti le condizioni di squilibrio sono collegate a dissesti che nella maggior parte dei casi i dissesti interessano aree di limitata estensione e sono rappresentati da crolli e cadute massi determinati dall elevato grado di fratturazione del substrato roccioso. Le frane che interessano materiali sciolti (depositi morenici) sono in genere innescate da fenomeni di erosione al piede. Autorità di bacino del fiume Po 103

15 Progetto di Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico Nel settore montano del bacino si contano circa una decina di situazioni puntuali di dissesto che interessano il 5% dei Comuni dell intero bacino; poco meno di dieci sono i centri abitati interessati da tali dissesti Stima del rischio totale a livello comunale La Tab. 7.6 riporta il numero dei Comuni soggetti a rischio per gradi: moderato, medio, elevato e molto elevato. Si osserva che circa il 40% di essi risulta a rischio da elevato a molto elevato. Tab Numero e percentuale di Comuni per classe di rischio Classe di rischio Moderato Medio Elevato Molto elevato Sottobacino No Comuni No % No % No % No % Lambro , , , ,3 Da Milano alla confluenza in Po il rischio si riferisce, in gran parte del territorio, a rischio di esondazione da medio a elevato. 7.5 Linee di intervento strutturali sull asta del Lambro Tratto: Merone Villasanta Le linee di intervento di seguito indicate rappresentano l applicazione alla situazione del bacino idrografico del Lambro, quale emerge dalle analisi conoscitive e dalle elaborazioni condotte, dei criteri generali definiti a scala di intero bacino idrografico del Po, espressi nella Relazione generale. Gli interventi strutturali sulle aste sono coerenti con l assetto di progetto definito nell ambito della delimitazione delle fasce fluviali e con la relativa regolamentazione dell uso del suolo nella regione fluviale, che rappresenta il più importante intervento a carattere non strutturale per i corsi d acqua principali. Nel tratto Merone Villasanta gli interventi strutturali individuati sono costituiti dai seguenti punti: a) contenimento dei livelli di piena con tempo di ritorno di 200 anni tramite realizzazione di nuovi argini, ovvero adeguamento e completamento di quelli esistenti in prossimità dell abitato di Briosco (località Peregallo), in località Battarello, in prossimità degli abitati di Verano Brianza, Carate Brianza, Albiate e Triuggio, Sovico, Lesmo e Villasanta; 104 Autorità di bacino del fiume Po

16 Linee generali di assetto idraulico e idrogeologico nel bacino del Lambro b) realizzazione di opere di difesa spondale con funzione di contenimento dei fenomeni di divagazione trasversale dell alveo inciso in prossimità degli abitati; c) verifica di funzionalità e eventuale adeguamento delle opere traversali in alveo; d) verifica delle modalità di deflusso in corrispondenza della diramazione in località Peregallo Tratto: Villasanta - Linate Gli interventi strutturali individuati sono costituiti dai seguenti punti: a) contenimento dei livelli di piena con tempo di ritorno di 200 anni tramite realizzazione di nuovi argini, ovvero adeguamento e completamento di quelli esistenti: - nel tratto cittadino di Monza, in sponda sinistra e destra; - a Brugherio, in sponda sinistra e destra, a valle del ponte di Monza (S. Rocco) e fino al ponte della A4; - a Cologno Monzese, in sponda sinistra; - a Milano in località Crescenzago, in sponda destra; - a Milano nel tratto d alveo compreso tra i ponti di via Feltre e via Rombon, in sinistra e destra; - a Milano nel tratto d alveo compreso tra i ponti di via Rombon e via Rubattino, in sinistra e destra; - a Milano nel tratto d alveo compreso tra i ponti di via Rubattino e di viale Forlanini, in sponda sinistra e destra; - a Milano nel tratto d alveo compreso tra i ponti di via Forlanini e l attraversamento stradale di località Ponte Lambro (Linate), in sponda sinistra e destra; b) incremento della capacità di deflusso dell alveo attivo tramite interventi di ricalibratura dell alveo da Villasanta a Linate, con abbassamento della livelletta di fondo; c) verifica di funzionalità ed eventuale adeguamento delle infrastrutture presenti in alveo; Autorità di bacino del fiume Po 105

17 FIG SINTESI DEL QUADRO DEGLI INTERVENTI SULL'ASTA DEL LAMBRO DA MERONE FINO ALLA CONFLUENZA IN PO 30 2,93 km2 / 2, m3 27,5 64,2 4,64 km2 / 4, m3 18,99 km2 / 34, m3 A carattere locale e a tratti continuo A carattere locale A carattere locale Verifica di funzionalità idraulica delle opere trasversali in alveo A carattere locale Verifica di funzionalità idraulica delle opere trasversali in alveo Stabilizzazione del fondo alveo in corrispondenza degli attraversamenti Adeguamento delle capacità di deflussso tramite ricalibratura di alcuni tratti * Valori stimati Adeguamento delle capacità di deflussso tramite ricalibratura di alcuni tratti

18 Linee generali di assetto idraulico e idrogeologico nel bacino del Lambro d) verifica del progetto del canale scolmatore di nord-est che deriva portate massime dell ordine di m 3 /s dal torrente Seveso al Lambro a valle del nodo Martesana; e) verifica idraulica degli attraversamenti sul corso d acqua Tratto: Linate - confluenza Po Gli interventi strutturali individuati sono costituiti dai seguenti punti: a) contenimento dei livelli di piena con tempo di ritorno di 200 anni tramite realizzazione di nuovi argini, ovvero adeguamento e completamento di quelli esistenti a protezione di fabbricati e infrastrutture nei pressi di Milano (periferia Sud), S. Donato Milanese, Peschiera Borromeo: - nel tratto d alveo compreso dal ponte Linate-Ponte Lambro al ponte di S. Donato Milanese; - in destra, a valle del ponte di Melegnano; b) incremento della capacità di deflusso dell alveo attivo tramite interventi di ricalibratura dell alveo da Linate a Melegnano; c) realizzazione di opere di difesa spondale con funzione di contenimento dei fenomeni di divagazione trasversale dell alveo inciso a livello locale; d) controllo della stabilità del profilo di fondo alveo tramite opere trasversali e verifica di funzionalità idraulica delle opere di derivazione presenti. e) verifica delle condizioni di deflusso in corrispondenza dei nodi di confluenza con corsi d acqua minori Nodo di Milano La particolare ramificazione della rete idrografica che caratterizza il bacino, implica l esigenza di individuare le linee di intervento su area allargata, non soltanto quindi con riferimento al corso d acqua principale, ma considerando il sistema idrografico nel suo complesso. In tal senso assume particolare rilevanza il problema della salvaguardia idraulica di Milano, importante nodo di confluenza dei colatori del settore settentrionale del bacino. Risultano in particolare strategici per la salvaguardia del capoluogo, gli interventi previsti sul Seveso e sull Olona, quest ultimo oggetto di trattazione a parte, e che verranno pertanto qui richiamati. Autorità di bacino del fiume Po 107

19 Progetto di Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico In aggiunta agli interventi descritti precedentemente, la salvaguardia idraulica di Milano richiede, infatti, la realizzazione congiunta di una serie di interventi lungo i corsi d acqua che, provenienti da nord, sversano in Lambro dopo aver attraversato il territorio urbano. Risultano in tal senso strategici gli interventi previsti per la deviazione delle portate che attualmente attraversano la città. I principali interventi sono: raddoppio del C.S.N.O, realizzazione del C.S.N.E, impiego a regime del Deviatore Olona. interventi sul torrente Seveso: - realizzazione di un bacino di laminazione a Palazzolo, - raddoppio del C.S.N.O. per aumentare da 30 a 60 m 3 /s le portate derivate dal Seveso alla volta del Deviatore Olona, - definizione della fattibilità della deviazione delle piene dal tronco di attraversamento di Milano tramite la realizzazione di un nuovo canale scolmatore (C.S.N.E.) che confluisce in Lambro a valle del nodo della Martesana. interventi sui torrenti Lura e Bozzente: sistemazione idraulica dei torrenti, tributari del C.S.N.O., al fine di prevenire le esondazioni a danno di infrastrutture (autostrada Mi-VA). interventi di regimazione sul fiume Olona (cfr. Capitolo 8) interventi sul Lambro meridionale: il pieno utilizzo a regime delle capacità di trasporto del Deviatore Olona richiede che sia preliminarmente verificata, ed eventualmente adeguata, la capacità di smaltimento del Lambro. La sicurezza idraulica della città di Milano trae indiretto beneficio dalla sistemazione prevista sui corsi d acqua minori per la locale protezione dalle piene di centri abitati e infrastrutture: interventi sul torrente Guisa: opere di sistemazione finalizzate limitare le esondazioni in Comune di Ceriano Laghetto, Solaro e Garbagnate; interventi sul canale Breda (affluente del Seveso): laminazione delle piene, nei Comuni di Cinisello Balsamo e Bresso; interventi sul torrente Molgora e sugli affluenti del torrente Trobbia (Cava e Ambrosina): realizzazione di un bacino di laminazione a Vimercate; 108 Autorità di bacino del fiume Po

20 Linee generali di assetto idraulico e idrogeologico nel bacino del Lambro interventi sul torrente Garbogera: eventuale deviazione nel Pudiga a valle del C.S.N.O Linee di intervento non strutturali Il quadro degli interventi strutturali sopra evidenziato va integrato con azioni a carattere non strutturale collegate allo specifico sistema di difesa progettato lungo le aste fluviali. Come detto in precedenza, le modalità di uso del suolo nelle aree costituenti la regione fluviale sono dettate dalle relative norme e sono coerenti con l assetto difensivo individuato. Per l asta del Lambro le fasce fluviali sono state delimitate nel tratto da Merone (laghi di Pusiano e Alserio) alla confluenza in Po. Per il Lambro, per gli aspetti di natura idrologica e idraulica, è necessaria la realizzazione di un sistema di telecomando e telecontrollo delle paratoie di regolazione in corrispondenza delle traverse. Analoga gestione centralizzata è utile per la regolazione delle paratoie di scarico nel C.S.N.O. in corrispondenza dei nodi idraulici (Seveso, Olona 1, Olona 2, Deviatore Olona). 7.6 Linee di intervento sui versanti e sulla rete idrografica minore Nel seguito vengono evidenziate le linee di assetto da conseguire nel bacino montano, in coerenza con le linee generali di intervento sui versanti e sulle rete idrografica minore delineate a scala di intero bacino idrografico. Per i fenomeni di dissesto di versante e sulla rete idrografica minore, oltre agli interventi a carattere strutturale, le Norme di attuazione contengono gli indirizzi circa la regolamentazione dell uso del suolo, con particolare riferimento agli aspetti urbanistici, individuati in funzione dello stato di rischio riscontrato. Tab Linee generali di assetto da conseguire nel sottobacino del Lambro Linee generali di assetto Versanti Rete idrografica minore Rete idrografica minore Le principali tipologie di dissesto si manifestano in occasione di eventi meteorici di rilevante intensità e sono determinate dai seguenti fattori: trasporto in massa torrentizio, erosioni di sponda e di fondo, Autorità di bacino del fiume Po 109

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