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2 RELAZIONE GEOLOGICA E GEOMROFOLOGICA SOMMARIO 1. PREMESSA INQUADRAMENTO GEOLOGICO Caratteri geologici generali INQUADRAMENTO GEOMORFOLOGICO CARTOGRAFIA PAI CONCLUSIONI...11 ALLEGATI TAV. B CARTA GEOLOGICA SCALA 1: TAV. B CARTA GEOMORFOLOGICA SCALA 1: TAV. B CARTA DELLA MOBILITA GEOMORFOLOGICA NATURALE SCALA 1:1.000 TAV. B CARTA DELL EVOLUZIONE DEL TALWEG SCALA 1:1.000 TAV. B SCHEDA DI ASSETTO MORFOLOGICO PAI SCALA 1:1.000 TAV. B SCHEDA DI ASSETTO IDRAULICO PAI SCALA 1:1.000 TAV. B CARTA DELLA SOGGIACENZA (DICEMBRE 2004) SCALA 1:1.000 TAV. B CARTA DELLA SOGGIACENZA (FEBBRAIO 2005) SCALA 1:1.000 Pagina 1 di 12

3 1. PREMESSA Il presente rapporto è stato redatto a supporto del progetto per la realizzazione della nuova strada provinciale n.91 Valle Calepio, sviluppato nei comuni di Gorlago, Bolgare e Carobbio degli Angeli. In particolare, si sono considerate le interferenze esistenti tra le opere in progetto nel tratto in attraversamento sul fiume Cherio, appena a monte della cascina La Noce. Lo studio si è sviluppato nella porzione di corso d acqua compreso tra il ponte della ferrovia Lecco- Brescia a Nord e il ponte dell autostrada A4 a Sud, concentrando l attenzione sulle divagazioni storiche del talweg e sulle aree di esondazione reali e potenziali del fiume. L area ove si svilupperà il tracciato della nuova SP in progetto è indicato nello stralcio della Carta Tecnica Regionale riportato di seguito. Linea Ferroviaria Autostrada A4 Figura 1: Stralcio CTR Pagina 2 di 12

4 RELAZIONE GEOLOGICA E GEOMROFOLOGICA 2. INQUADRAMENTO GEOLOGICO Le notizie fondamentali per l inquadramento geologico regionale sono state desunte principalmente dalle note illustrative della Carta Geologica della Provincia di Bergamo (edita nel 2000 a cura del Servizio Territorio della Provincia di Bergamo, dal Dipartimento di Scienze della Terra dell Università degli Studi di Milano e dal CNR Centro Studi per la Dinamica Alpina e Quaternaria). I dati sono stati integrati con appositi rilievi di dettaglio in sito, allo scopo di definire i caratteri geologici, geomorfologici e geostrutturali dell area interessata dal tracciato stradale e delle aree limitrofe all attraveramento sul fiume Cherio; è stata quindi redatta una Carta Geologica in scala 1: (cfr. All. Tav. B-02.00) Caratteri geologici generali Le unità geologiche che costituiscono il substrato nella zona di interesse sono costituite da formazioni della copertura sedimentaria di età Cretacica: La sequenza stratigrafica è la seguente: Flysch di Bergamo (Campaniano): alternanza di arenarie, calcareniti e peliti di origine torbiditica, caratterizzata da stratificazione e massive; Conglomerato di Sirone (Santoniano): conglomerati massivi e stratificati, a ciottoli di quarzo, gneiss, selce e carbonati; subordinati si trovano arenarie e peliti; Arenaria di Sarnico (Coniaciano): alternanza di arenarie e peliti in strati, talora con lenti di arenarie massive. I terreni di copertura quaternari presenti nella zona sono principalmente riferibili alle seguenti Unità: Pagina 3 di 12

5 Unità Postglaciale (Pleistocene Sup-Olocene): costituita prevalentemente da depositi alluvionali in pianura con superficie limite superiore caratterizzata da Inceptisuoli; Complesso di Palazzago (Pleistocene Medio Sup.): depositi di versante, di frana, alluvionali, lacustri, di conoide e colluviali; Complesso dell Oglio (Pleistocene Medio Sup.): depositi glaciali; Unità di Grumello del Monte (Pleistocene Medio): depositi fluvioglaciali e di conoide; Unità di Trescore (Pleistocene Sup.): depositi fluvioglaciali e di conoide; Complesso del Serio (Pleistocene Sup.): depositi fluvioglaciali. relazione. La carta geologica dell area è riportata in Tavola B allegata alla presente 3. INQUADRAMENTO GEOMORFOLOGICO Il fiume Cherio è emissario del lago d Endine, e scorre nel territorio sud orientale della provincia di Bergamo, descrivendo un percorso di 24 km, al quale afferisce un bacino idrografico di 161 km 2. Dal punto di vista geologico, il corso d acqua incide i depositi continentali quaternari di tipo fluvioglaciale del Complesso dell Oglio e i depositi dell Unità del postglaciale. Dal punto di vista geomorfologico, l area di studio si colloca a sud dei primi rilievi delle Prealpi lombarde, in corrispondenza di una zona a bassa pendenza caratterizzata da depositi fluvioglaciali. Localmente, invece, l area assume un aspetto collinare, così come si può ben notare in corrispondenza di entrambe le sponde del fiume Cherio, dove i depositi sono terrazzati e le scarpate marcano nettamente i limiti formazionali tra le diverse unità. Pagina 4 di 12

6 Il fiume Cherio, in corrispondenza della zona di studio, mostra una geometria molto articolata con spiccato andamento sinuoso di tipo meandriforme prevalentemente simmetrico anche se con una tendenza generale di sviluppo orientato verso il lato orografico destro. Sono state prese in considerazione le divagazioni dell alveo di magra, desunte dalla sovrapposizione delle carte storiche con le interpretazione delle fotografie aeree di vari anni, messe a disposizione dall Istituto Geografico Militare di Firenze. In particolare sono state analizzate le carte storiche in scala 1: degli anni 1889, 1913, 1931 e 1954 e le fotografie aeree relative ai voli degli anni 1954 e Individuando in ognuna l andamento del talweg del fiume Cherio e sovrapponendo i risultati su un unica carta, avente come base la cartografia regionale CTR in scala 1:10.000, è stato possibile osservare l elevato numeri di paleoalvei che interessano il tratto di competenza, collegabili sicuramente alla normale dinamica fluviale; questi paleoalvei sono concentrati nella porzione settentrionale del tratto di fiume esaminato e mostrano una mobilità evolutiva del fiume verso Ovest, mentre nel tratto meridionale, forse a causa della maggiore antropizzazione del comune di Bolgare, il movimento laterale del fiume ha verso opposto. È stata inoltre redatta una carta di dettaglio dell area di interesse dove è riportata l evoluzione del talweg (Tav. B-04.00). L azione erosiva e deposizionale del fiume ha permesso di modellare negli anni alcune tipiche forme come gli orli di terrazzo e i ripiani alluvionali, costruiti attraverso la migrazione o la semplice divagazione dell alveo del Cherio e attraverso la deposizione del materiale trasportato al suo interno. All azione di modellazione naturale del paesaggio si è sovrapposta, nel tempo, l azione connessa alle attività antropiche conseguenti Pagina 5 di 12

7 principalmente alla costruzione di rogge (Roggia Bolgare) e canali di irrigazione derivate dal corso dello stesso fiume Cherio che, in funzione delle diverse condizioni di portata, hanno determinato un alternanza di fasi di deposizione e di erosione. Durante i sopralluoghi effettuati, sono state osservate opere di protezione spondale, sia in destra sia in sinistra idrografica del fiume, in corrispondenza della Cascina La Noce; si tratta del rivestimento dell argine in scogliera di massi ciclopici, in grado di contenere e proteggere il lato sinistro del meandro per una lunghezza pari a 200 m circa, mentre sul lato destro sono evidenti elementi di protezione meno recenti e in mediocre stato di conservazione. Foto 1 Particolare dell opera di protezione spondale in loc. C.na La Noce in sponda sinistra Pagina 6 di 12

8 Foto 2 Sponda destra con elementi di protezione in loc. C.na La Noce La carta geomorfologica dell area riportata in Tavola B allegata, contiene la rappresentazione dei paleoalvei e dei terrazzi fluviali con la posizione e forma ricavate dalle interpretazioni delle cartografie e delle fotografie storiche come sopra descritto e integrati mediante verifica in sito con appositi sopralluoghi. La carta dell evoluzione locale del fiume Cherio, relativa solo all area in esame, riporta i tracciati delle divagazioni degli alvei di magra ricavati dalla cartografia e dalla fotografia storica ed è riportata nella Tav. B allegata. La morfologia dell area in destra idrografica, circoscritta dalla stretta ansa del fiume, nella zona di interesse, è caratterizzata da un porzione più rilevata nella zona nord- Pagina 7 di 12

9 occidentale e più depressa nella rimanente zona; la differenza di quota è modesta, dell ordine di circa m, ma è sufficiente a delimitare un area di potenziale evoluzione o divagazione futura dell alveo. Data l importanza di questo aspetto morfologico, nella tavola B si è evidenziata, con apposito simbolo, l area rilevata rispetto alle zone circostanti. Utilizzando le misure del livello della falda, fatta entro i tubi piezometrici installati durante la campagna di indagini del 2004, sono state tracciate le curve di ugual soggiacenza in corrispondenza dell ansa del fiume interessata dal progetto. In entrambe le situazioni studiate è possibile osservare che il deflusso delle acque sotterranee avviene con direttrice N-S e con un gradiente idraulico medio pari a Il livello della falda in corrispondenza del ponte in progetto si attesta attorno ai valori compresi tra m e m, variabili in funzione dell andamento delle precipitazioni nelle diverse stagioni considerate. Le carte dei variazione della soggiacenza sono riportate in Tavola B e B allegate alla presente relazione. 4. CARTOGRAFIA PAI Mediante la sovrapposizione della bozza di progetto dell attraversamento del fiume Cherio della nuova strada provinciale n 91 della valle Calepio alla cartografia del piano stralcio delle fasce fluviali del fiume Po, messa a disposizione dall Autorità di Bacino del Fiume Po, si sono redatte carte tematiche relative alle problematiche di dinamica geomorfologica fluviale e di circolazione superficiale. Nel dettaglio, sono state redatte una carta dell assetto morfologico e una carta dell assetto idraulico in scala 1:1.000 riferite alla sola zona di interesse, corrispondente Pagina 8 di 12

10 all ansa del fiume Cherio posta in prossimità della Cascina La Noce e attraversata dal ponte in progetto con un angolo di circa 45. Foto 3 Ansa del Fiume Cherio interessata dall attraversamento in progetto Nella carta di assetto morfologico sono stati riportati la traccia dell alveo di magra del fiume Cherio e l area riservata all alveo di piena; nel tratto di fiume a monte dell ansa in esame è stata individuata, sia in sponda destra sia in sinistra, una zona di mobilità compatibile già disponibile, limitata esternamente dagli orli dei terrazzi di origine fluvioglaciale e internamente dal margine dell alveo del fiume Cherio, in accordo con la cartografia PAI attualmente vigente. Inoltre, è stata osservata una zona di mobilità Pagina 9 di 12

11 compatibile da recuperare, ubicata, invece, in corrispondenza dell ansa di fiume, sia nella sua parte interna sia in quella esterna. Entrambe le zone individuate coinvolgono terreni ad uso esclusivamente agricolo, sono interne agli orli di scarpata fluviale e comprendono diverse forme fluviali relitte, come già descritto nel paragrafo relativo alla geomorfologia dell area. Nella carta di assetto idraulico relativa all area di studio sono stati rappresentati la traccia del talweg del fiume e l area destinata al deflusso di piena (così come definita nella cartografia PAI), costituita dalla porzione di alveo che è sede prevalente del deflusso della corrente per la piena di riferimento. Esternamente all area del deflusso di piena è stata individuata la zona ove sono previste prescrizioni di salvaguardia per il rischio idraulico, che nel tratto in esame occupa una fascia di larghezza variabile compresa fra 10 m e 200 m rispetto alla fascia più interna. Localmente, a sud dell ansa in oggetto, è presente una zona sottoposta all espansione della corrente che rappresenta l area interessata da inondazione al verificarsi della piena di riferimento. Secondo la classificazione delle Fasce Fluviali proposta dal PAI, nell area sede del progetto sono presenti sia la Fascia A, Fascia di deflusso della piena, costituita dalla porzione di alveo che è sede prevalente del deflusso della corrente per la piena di riferimento, come definita nell Allegato 3 Metodo di delimitazione delle fasce fluviali al titolo II delle Norme PAI, ovvero che è costituita dall insieme delle forme fluviali riattivabili durante gli stati di piena; sia la Fascia di esondazione B, esterna alla precedente costituita dalla porzione di territorio interessata da inondazione al verificarsi della piena di riferimento come definita nell Allegato 3 al Titolo II sopra richiamato. Il limite di tale fascia si estende fino al punto in cui le quote naturali del terreno sono superiori ai livelli idrici corrispondenti alla piena Pagina 10 di 12

12 di riferimento, ovvero sino alle opere idrauliche esistenti o programmate di controllo delle inondazioni (argini o altre opere di contenimento). Le carte di assetto morfologico ed idraulico dell area sono riportate in Tavola B e B allegate alla presente relazione. 5. CONCLUSIONI Sulla base delle analisi svolte si evidenzia che l opera in progetto non ha strutture all interno dell alveo ordinario del fiume, ma che una delle pile del ponte interessa l area dell alveo di piena come definito per la fascia A del PAI e che una seconda pila ricade nella fascia indicata come area sottoposta ad espansione della corrente nello Studio di fattibilità di sistemazione idraulica redatto a cura dell Autorità di bacino del F. Po. Considerate le opere di arginatura e difesa spondale realizzate a protezione della Cascina La Noce, non è prevedibile una evoluzione del fiume tale da modificare in modo significativo la morfologia delle sponde e in particolare della sponda sinistra e delle aree di invasione così come sono allo stato attuale. Una possibile mobilità significativa dell alveo, nella zona di interesse, riguarda la sponda sinistra immediatamente a valle del ponte Canale della roggia Conta che, risulta a quota inferiore di circa m rispetto alla sponda destra. Una ulteriore potenziale divagazione è possibile appena a valle della zona morfologicamente rilevata di cui si è detto (cfr. tav. B-03.02) in sponda destra del fiume, circa 150 m a valle del ponte canale della roggia Conta; questa possibilità non è compatibile solo dal punto di vista morfologico ma è anche del tutto coerente con la direzione di flusso elaborata per la piena con un tempo di ritorno di 100 anni (cfr. tav. B-09.00). L eventuale Pagina 11 di 12

13 evoluzione in questo senso del corso d acqua comporterebbe un salto di meandro riducendo il percorso del fiume e attenuando la curvatura, allo stato molto stretta, dell attuale meandro. Appena a valle dello stretto meandro, circa in corrispondenza della cascina Casello, è ancora possibile una evoluzione con direzione verso sinistra anche se parzialmente limitata dalla presenza delle opere spondali esistenti e dai terrazzi morfologici. Tuttavia, questa zona di possibile mobilità geomorfologia è compatibile nell ampiezza indicata solo in assenza del salto di meandro di cui si è precedentemente detto. L eventuale salto di meandro, infatti, comporterebbe un evoluzione con aree di invasione più contenute in sinistra idrografica. In riferimento all assetto di progetto previsto dallo studio dell Autorità di Bacino, che implica la rimozione delle opere di protezione spondale attualmente presenti, non è possibile escludere, a lungo termine, una evoluzione di spostamento progressivo verso sud dell ansa a monte dell attraversamento in progetto con un potenziale salto di meandro. Pagina 12 di 12

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