COMUNE DI VARESE. Provincia di Varese

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1 COMUNE DI VARESE Provincia di Varese INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO IDRICO PRINCIPALE E MINORE PER IL TRASFERIMENTO DELLE FUNZIONI DI POLIZIA IDRAULICA - D.G.R. 7/7868/2002 e D.G.R. 7/13950/ Relazione tecnica e norme di polizia idraulica SOMMARIO 1 PREMESSA E OBIETTIVI GENERALITÀ SULL'IDROGRAFIA DELLA PROVINCIA DI VARESE INQUADRAMENTO DEL TERRITORIO DEL COMUNE DI VARESE INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO IDRICO PRINCIPALE E MINORE RIFERIMENTI NORMATIVI CRITERI PER L INDIVIDUAZIONE DEI CORSI D ACQUA RILEVAMENTI IN CAMPO INDIVIDUAZIONE DELLE FASCE DI RISPETTO CARATTERISTICHE FISICHE DEL TERRITORIO COMUNALE E TIPOLOGIA DEI CORSI D ACQUA Settore settentrionale

2 5.1.2 Settore centro meridionale Settore sud - occidentale Settore orientale CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE FASCE DI RISPETTO NORMATIVA DI RIFERIMENTO ED ATTIVITÀ VIETATE O SOGGETTE AD AUTORIZZAZIONE NORMATIVA PER LA FASCIA DI RISPETTO ASSOLUTO E LA FASCIA DI PERTINENZA DEI CORSI D'ACQUA NORMATIVA PER LA FASCIA DELLE AREE CHE SUBISCONO ALLAGAMENTO TOMBINATURE E ATTRAVERSAMENTI SCARICHI IN CORSI D ACQUA INTERVENTI PER LA REALIZZAZIONE DI OPERE PUBBLICHE O DI INTERESSE PUBBLICO (INFRASTRUTTURE LINEARI E A RETE) CONCESSIONI IN AREA DEMANIALE REGOLAMENTAZIONE DELLE AREE SOGGETTE AL PIANO STRALCIO PER L ASSETTO IDROGEOLOGICO (PAI) SIGNIFICATO DELLE FASCE FLUVIALI DEL PAI SUL F. OLONA ATTIVITÀ PER IL RECEPIMENTO DEL PAI NELLO STRUMENTO URBANISTICO REGOLAMENTAZIONE PER LE AREE A RISCHIO IDROGEOLOGICO MOLTO ELEVATO (EX PS 267) NORME PER LA MANUTENZIONE CONCLUSIONI

3 TAVOLE Tav. 1 Tav. 2 Tav. 3 Individuazione del reticolo idrico nel territorio comunale scala 1: Individuazione dei corpi idrici demaniali su mappe del catasto terreno scala 1: Mappatura degli elementi tecnici utili alla definizione delle fasce di rispetto dei corsi d'acqua scala 1:4.000 Tav. 4 Fasce di rispetto dei corsi d'acqua scala 1:4.000 ALLEGATI All. 1 All. 2 Estratto allegato A della D.G.R. 7/13950/03 (Individuazione del reticolo idrico principale) Documentazione fotografica 3

4 1 PREMESSA E OBIETTIVI Con la D.G.R. 1 agosto 2003 n. 7/13950 "Modifica della D.G.R. 25 gennaio 2002 n. 7/ Determinazione del reticolo idrico principale. Trasferimento delle funzioni di polizia idraulica concernenti il reticolo idrico minore come indicato dall'art. 3 comma 114 della L.R. 1/2000. Determinazione dei canoni regionali di polizia idraulica la Regione Lombardia aggiorna e approfondisce le modalità di individuazione del reticolo idrico principale e, per differenza, del reticolo idrico minore già disciplinate nella precedente delibera del La D.G.R. 7/13950, inoltre, conferma la delega all amministrazione comunale per l individuazione delle fasce di rispetto dei corsi d acqua e della relativa regolamentazione con indicazione delle attività vietate o soggette ad autorizzazione e stabilisce il trasferimento ai comuni, alle comunità montane e ai consorzi di bonifica, delle funzioni concernenti la manutenzione, la polizia idraulica e l amministrazione dei corsi d acqua appartenenti al reticolo minore già disposte precedentemente. In attuazione a ciò il Comune di Varese ha affidato allo Studio Idrogeotecnico Associato e al Dott. Marco Parmigiani il presente incarico per la redazione della documentazione tecnica necessaria all'individuazione del reticolo idrico, delle fasce di rispetto e della relativa regolamentazione. L'elaborato tecnico risultante, comprensivo della parte cartografica e di quella normativa, dovrà essere oggetto di apposita variante allo strumento urbanistico, così come indicato nella D.G.R. n. 7/13950/03. 4

5 2 GENERALITÀ SULL'IDROGRAFIA DELLA PROVINCIA DI VARESE La Provincia di Varese si può suddividere, dal punto di vista idrografico, in due zone. La prima, che comprende la parte settentrionale e occidentale della Provincia ed è di gran lunga la maggiore, è costituita dai bacini idrografici del Ticino e dei suoi tributari. La seconda, che comprende la parte sudorientale della Provincia, è costituita dai bacini di alcuni corsi d'acqua, per lo più a carattere torrentizio e di cui il più importante è il Fiume Olona, che scorrono da Nord verso Sud e che in alcuni casi finiscono con lo spagliarsi nella pianura. Nella Provincia di Varese ricadono in parte il Lago Maggiore e il Lago di Lugano e completamente il Lago di Varese, il Lago di Monate, il Lago di Comabbio e alcuni altri piccoli laghi (Lago Delio, Lago di Ghirla, Lago di Ganna, Laghetto Cicogna, Lago di Biandronno). Lungo la costa meridionale del Lago Maggiore, intorno al Lago di Varese e presso i laghi minori si trovano alcune zone paludose. La più importante, anche dal punto di vista naturalistico, è la palude Brabbia, posta tra il Lago di Comabbio e quello di Varese. I principali tributari del Ticino in Provincia di Varese sono (da Nord a Sud) il Torrente Giona, il Fiume Tresa, i torrenti Margorabbia e Boesio, il Fiume Bardello. Il Giona nasce in Svizzera, scorre attraverso la Val Veddasca e si getta nel Lago Maggiore a Maccagno. Il Tresa nasce dal Lago di Lugano a Ponte Tresa e sbocca nel Lago Maggiore tra Luino e Germignaga. Il Margorabbia, formato inizialmente da due rami, che provengono rispettivamente dalla Valganna e dalla Valcuvia, attraversa la Valtravaglia e si getta nel Tresa tra Luino e Germignaga. Il Boesio attraversa la Valcuvia e sbocca nel Lago Maggiore a Laveno Mombello. Il Bardello nasce dal Lago di Varese a Bardello e si getta nel Lago Maggiore poco a Nord di Ispra. Nel Lago Maggiore sfociano molti altri piccoli corsi d'acqua. Ricordiamo il Torrente Colmegno, con foce tra Maccagno e Luino, il Monvallina, con foce poco a Sud di Leggiuno, l'acqua Negra (che costituisce l'emissario del Lago di Monate), con foce poco a Sud di quella del Bardello. Il Ticino riceve direttamente un solo affluente degno di nota, il Torrente Strona, che nasce a Sud del Lago di Varese e si getta nel Ticino presso Somma Lombardo. 5

6 Tra i corsi d'acqua che non fanno parte del bacino del Ticino il più importante è senz'altro l'olona, che nasce con due rami, provenienti l'uno dal Campo dei Fiori e l'altro dalla Valganna, a Nord di Varese. Poco oltre Varese, presso Malnate, l'olona riceve il Vellone in sponda destra, il Bevera e il Lanza in sponda sinistra. Il Lanza fa parte dell'asta fluviale più lunga del bacino dell'olona, che ha origine in Svizzera, al Monte S. Giorgio. Qui nasce uno dei corsi d'acqua che formano il Clivio, che scorre dapprima in Provincia di Varese, poi per breve tratto in Svizzera e quindi raggiunge la Provincia di Como, dove diventa il Torrente Lanza. Più avanti l'olona riceve soltanto piccoli corsi d'acqua e scorre in una valle piuttosto stretta, occupata da numerosi insediamenti industriali. Tra Castellanza e Legnano il fiume entra in Provincia di Milano, per raggiungere infine il Po attraverso il Lambro Meridionale. A Ovest dell'olona scorrono (elencati procedendo da Est verso Ovest) il Tenore, il Rile e l'arno, che hanno origine dalle alture a Sud-Est del Lago di Varese. Il Tenore e il Rile, che un tempo si spagliavano nella campagna, terminano ora in alcune vasche di dispersione a Sud di Cassano Magnago. L'Arno nasce in comune di Gazzada Schianno, percorre la valle in cui passa l'autostrada Milano-Varese, raggiunge Gallarate e quindi va a spagliarsi nella pianura presso Castano Primo. A Est dell'olona scorrono (elencati procedendo da Ovest verso Est) il Fontanile, il Bozzente e il Lura. Il Fontanile e il Bozzente nascono in Provincia di Varese, ma in parte scorrono in quella di Como. Il Fontanile si spaglia, il Bozzente si getta nell'olona. Il Lura proviene dalla Provincia di Como e attraversa quella di Varese per breve tratto, nei comuni di Saronno e di Caronno Pertusella. 6

7 3 INQUADRAMENTO DEL TERRITORIO DEL COMUNE DI VARESE Il territorio di Varese è situato in un contesto di transizione tra i rilievi prealpini e l alta pianura pedemontana della Provincia di Varese. Tale contesto determina un assetto geomorfologico del territorio comunale che può essere sinteticamente suddiviso in due grandi ambiti, ben distinti fra loro e con differenti caratteristiche. L'ambito montano è caratterizzato da una morfologia montuosa ad elevata acclività dei versanti, costituita dal massiccio del M. Campo dei Fiori ed in particolare dalle cime minori del Monte S. Francesco, Monte Tre Croci, Monte Pizzella e Monte Legnone, tutte con quote comprese tra 800 e 1200 m s.l.m.. L'ambito pedemontano (collinare e pianeggiante) è invece caratterizzato da morfologie tipicamente glaciali nelle quali si distinguono cordoni morenici e piane fluvioglaciali; è principalmente in questo settore che si è sviluppato il sistema insediativo comunale. A quest'ultimo ambito appartiene inoltre la piana del Lago di Varese che, nell area della località Capolago, rappresenta il settore territoriale altimetricamente più ribassato. Per quanto attiene l assetto idrografico, il territorio comunale di Varese è caratterizzato da corsi d acqua a carattere torrentizio che si originano sui versanti e formano incisioni vallive più o meno profonde, anche in relazione alla natura geologica del substrato sul quale scorrono. Il breve sviluppo lineare di questi corsi d'acqua fa si che la maggior parte di essi si origini e termini all'interno del perimetro comunale. I recapiti finali sono il F. Olona (ad Est) ed il Lago di Varese (ad Ovest). Diversamente dal quadro generale sopra descritto, sin dalle zone di sorgente il Fiume Olona presenta maggiore rilevanza per quanto riguarda l'accentuata morfologia della sua valle ed il regime idraulico, caratterizzato da deflussi permanenti durante l'anno. Il ramo di Varese si origina in Località Rasa e confluisce, al confine con il Comune di Induno Olona, con il ramo di Valganna. La valle principale che ne deriva presenta dislivelli fino a m rispetto alle piane terrazzate laterali. 7

8 4 INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO IDRICO PRINCIPALE E MINORE 4.1 RIFERIMENTI NORMATIVI La definizione dei corpi idrici appartenenti al reticolo idrografico principale, contenuta nell Allegato A Individuazione del reticolo idrico principale della D.G.R. 7/13950/03, è stata effettuata dalle strutture ex Genio Civile; i corsi d acqua individuati possiedono i requisiti presenti nella D.G.R. n. VI/47310 del 20/12/1999 e soddisfano i seguenti criteri: Significatività dei bacini: sono considerati tali quelli sottesi da corsi d acqua di lunghezza superiore a 2 km. Particolarità dei corsi d acqua di lunghezza inferiore a 2 km: caratterizzati da rilevanti problematiche idrauliche o idrogeologiche; interessati da interventi idraulici o di versante particolarmente significativi; con presenza di opere di sbarramento di cui alla l.r. 8/98; oggetto di significative autorizzazioni di derivazioni d acqua a scopo idroelettrico. Significatività dei corsi d acqua totalmente compresi nel territorio di un comune (come sopra). Individuabilità dei tratti costituenti il reticolo principale attraverso elementi territorialmente visibili e visibilità in cartografia dei limiti che definiscono il reticolo principale Congruenza con i limiti di definizione dei laghi principali I corsi d acqua naturali o artificiali non indicati nell elenco dell Allegato A della D.G.R. n. 7/13950, o i tratti di quelli presenti non rientranti nella descrizione tratto indicato come principale sono da considerarsi non appartenenti al reticolo idrico principale, così come previsto nella D.G.R. n. 6/47310 del 22/12/1999. Il reticolo idrografico minore, di competenza comunale, è individuato in base al regolamento di attuazione della L. 36/94 e coincide con il reticolo idrico costituito da tutte le acque superficiali ad esclusione dei corpi idrici classificati come principali e di tutte le acque piovane non ancora convogliate in un corso d acqua ; in particolare comprende tutti i corsi d acqua che rispondono ad almeno uno dei seguenti criteri: 8

9 corsi d acqua indicati come demaniali nelle carte catastali o in base alle normative vigenti; corsi d acqua oggetto di interventi di sistemazione idraulica con finanziamenti pubblici e/o interessati da derivazioni d acqua; corsi d acqua rappresentati nelle cartografie ufficiali (IGM, CTR). 4.2 CRITERI PER L INDIVIDUAZIONE DEI CORSI D ACQUA Così come indicato nella D.G.R. n. 7/13950/03, per l individuazione del reticolo idrografico di Varese, oltre a specifici rilevamenti diretti, sono state esaminate e messe a confronto le seguenti cartografie ufficiali: cartografie dell'istituto geografico militare in scala 1: (IGM); carta tecnica della Regione Lombardia in scala 1: (C.T.R.); mappe del catasto terreni in scala 1:2.000, messe a disposizione dal Comune di Varese. In particolare, su quest'ultima cartografia sono stati evidenziati i seguenti elementi: corpi idrici demaniali considerati nel reticolo idrico riportato sul fotogrammetrico comunale (in rosso); corpi idrici demaniali che non costituiscono il reticolo idrico riportato su fotogrammetrico comunale (in giallo); corpi idrici non demaniali individuabili dalle mappe del catasto terreno e riportati anche sul fotogrammetrico comunale (in verde). I suddetti elementi sono stati cartografati sulla Tav. 2 del presente lavoro. Successivamente, il reticolo così determinato è stato confrontato con l elenco dei corsi d acqua classificati come principali contenuti nell Allegato A - Individuazione del reticolo idrico principale della suddetta delibera. Durante tale fase sono emerse alcune incongruenze nella toponomastica delle cartografie ufficiali; in particolare tra mappe del catasto, C.T.R. e fotogrammetrico comunale. Il problema interessa l'attribuzione in modo univoco del toponimo al T. Gaggio o Valle Fontanamora e al Valle S. Lorenzo o Fosso la Valle. 9

10 Nell elenco riportato nell Allegato A - Individuazione del reticolo idrico principale della D.G.R. n /03 vengono indicati i seguenti corsi d acqua appartenenti al reticolo principale che interessano il territorio comunale di Varese (Tav. 1): N. progr. Denominazione Tratto classificato come principale N. iscr. El. AAPP VA042 Valle Grande dallo sbocco nel Lago di Varese sino all altezza dell abitato di Ronco in ciascuno dei rami in cui si divide 200/C VA043 Roggia Nuova o Torrente Beverone dallo sbocco nel Lago di Varese sino alla confluenza con il Rigorosino 201/C VA044 Valle Rigorosino dallo sbocco nella Roggia Nuova sino alla confluenza dei due rami in cui si divide VA045 Torrente Gaggio dallo sbocco nella Valle Rigorosino sino alla località Gaggio 202/C 203/C VA046 Torrente Val Luna e Valle di Casciago dallo sbocco nel Lago di Varese sino alla strada che da Casciago porta a Velate (Via Astico) 204/C VA061 Fiume Olona tutto il corso, dal confine di Provincia sino alla sorgente sotto le Fornaci della Riana 235/C VA063 Torrente la Selvagna dallo sbocco nel Fiume Olona sino alla confluenza dei due rami in cui si divide a nord di Schianno 241/C VA070 Torrente Vellone dallo sbocco nel Fiume Olona sino al tratto tombato in Comune di Varese 259/C VA072 Torrente Bevera Varesina tutto il corso, dallo sbocco nel Fiume Olona sino alle sorgenti sotto Baraggia 260/C Le sigle alfanumeriche di identificazione dei corsi d acqua principali (es. VA072 Torrente Bevera) sono state attribuite dalla Regione Lombardia e compaiono negli elaborati cartografici (Tav.1). I singoli affluenti 10

11 N. progr. mantengono lo stesso numero d ordine a cui si aggiunge una cifra decimale di distinzione (es. 72.1; 72.2 ecc.). Tutti i restanti corsi d'acqua appartengono al reticolo idrico minore e vengono di seguito elencati: Denominazione Note n. di tributari 1 Valle San Lorenzo affluente del VA046 2 Valle del Fieno affluente del VA046; connesso a conoidi 2 3 Fosso Villascia torrente in C. del Pesce verso s.p.1 4 privo di toponimo scoli da C. del Pesce verso s.p privo di toponimo torrente tra C. del Pesce e Lissago 6 Valle di Gualtino torrente in zona collinare 2 7 Fosso Mongo corso d'acqua in piana verso lago 1 8 privo di toponimo torrente in Bobbiate verso lago 1 9 privo di toponimo torrente in Bobbiate verso lago 1 10 Valle della Fornace torrente in zona collinare; affluente del VA Valle Cortabbia torrente in zona collinare; affluente del VA Vallata del Barba torrente in Bobbiate verso lago 13 privo di toponimo torrente in Bobbiate verso s.p.1 14 privo di toponimo torrente in Bobbiate verso s.p.1 15 privo di toponimo torrente in piana verso lago 16 Valle di Bizzozzero affluente del VA non rilevato torrente in zona montana, tombinato in via Piatti 18 Valle Gaggione affluente del VA privo di toponimo torrente in zona montana, tombinato in via Carbonin 20 privo di toponimo torrente in zona montana, tombinato in via Adda 21 Valle Gallina torrente in zona montana 22 Valle Buragona bacino del T. Val Brinzina; torrente in zona montana con tratti intubati nella parte bassa del versante, verso la S.P. n. 62 per Luino 23 Valle della Stretta torrente in zona montana, interessa marginalmente Varese 24 Valle Riazzo bacino del T. della Valle d'intrino; torrente in zona montana, interessa marginalmente Varese scorre verso Brinzio 25 Valle dei Sesnivi torrente in zona montana con numerosi affluenti 7 26 Valle di Recucco torrente in zona montana con tratti intubati 3 27 Valle Sant'Ambrogio affluente VA Valle del Des torrente in zona montana con tratti intubati in corrispondenza del centro abitato 29 privo di toponimo torrente in zona collinare; affluente di sinistra del VA Val Gemma affluente del VA063 in Lozza 31 Roggia Molinari affluente del F. Olona 99 T. Val Brinzina torrente di fondo valle, vincolato L.431/85 in Brinzio

12 101 Valle d'intrino bacino del T. della Valle d'intrino; torrente in zona montana, interessa marginalmente Varese; vincolato L. 431/85 in Brinzio 152 Valle Molinazzo affluente di sinistra del VA Fosso della Valle vincolato L. 431/ Valle Bustecche affluente del VA Valle di Bregazzana torrente vincolato L. 431/ Valle Boscaccio torrente vincolato L. 431/ Valle del Legnone torrente in zona montana con numerosi affluenti; 11 vincolato L. 431/ Valle Pissabò torrente in zona montana, interessa marginalmente Varese; vincolato L.431/85 2 Anche i corsi d acqua così individuati sono stati cartografati (Tav. 1), mantenendo, ove possibile, la numerazione identificativa già attribuita dal comune di Varese (es. 212 Valle Legnone). Anche in questo caso gli affluenti mantengono la stessa numerazione e si differenziano per la cifra decimale (es , ecc.). ****************** Anche le informazioni tecniche utili alla definizione delle fasce di rispetto sono state desunte, oltre che da rilevamento diretto, da elementi tratti dalla documentazione tecnica disponibile presso il Comune di Varese. Sono stati pertanto esaminati alcuni studi geologici e/o tecnici svolti in precedenza anche da altri Autori. Tra questi, in particolare, è stata ritenuta utile e profiqua la consultazione delle cartografie originali del "Piano Comunale di Protezione Civile" (scala 1:4.000) che riporta il censimento delle aree allagabili e delle aree di versante soggette a dissesto idrogeologico. È stata inoltre acquisita la cartografia "Morfologia del sistema idrografico superficiale" (allegata allo studio geologico di supporto al PRG in scala 1:4.000) che riporta le opere di regimazione idraulica e difesa spondale sui corsi d'acqua del reticolo idrico principale. Per la zona di Capolago è stata infine esaminata la documentazione del progetto degli "Interventi di sistemazione idraulica dei torrenti Valciasca, Valle Grande, Roggia Nuova, Rigorosino nei Comuni di Azzate, Buguggiate e Varese". 12

13 4.3 RILEVAMENTI IN CAMPO Successivamente alla stesura di una prima bozza cartografica, redatta sulla base dei dati tecnici disponibili, nel corso dello studio sono effettuati appositi sopralluoghi e rilevamenti sull'intero reticolo idrografico nel territorio comunale. L'attività di rilevamento diretto è stata indispensabile per verificare i dati desunti da altre fonti ed acquisire, alla scala dello strumento urbanistico comunale, nuovi e più dettagliati elementi connessi al tema del presente lavoro. In particolare i rilevamenti in campo hanno consentito le seguenti attività: osservazione delle caratteristiche fisiche (idrografiche e geomorfologiche) dei corsi d'acqua; individuazione ed osservazione dei dissesti di carattere idrogeologico, con particolare attenzione alle aree di sponda e di versante connesse ai corsi stessi; osservazione e definizione su base morfologica dell'estensione delle aree che possono subire allagamento per esondazione delle acque di piena; individuazione delle opere antropiche di attraversamento, tombinatura, regimazione, difesa spondale, immissione di tubazioni fognarie, ecc.; rilevazione fotografica delle situazioni significative (vedi allegato). Il complesso degli elementi tecnici, censiti o definiti in dettaglio durante la fase di rilevamento in campo, è stato cartografato sulla Tav. 3 del presente lavoro. Tali elementi sono stati quindi considerati ai fini del tracciamento delle aree di rispetto dei corsi d'acqua, sia per il reticolo principale che per il reticolo minore. 13

14 5 INDIVIDUAZIONE DELLE FASCE DI RISPETTO 5.1 CARATTERISTICHE FISICHE DEL TERRITORIO COMUNALE E TIPOLOGIA DEI CORSI D ACQUA Come già descritto, il territorio comunale di Varese è situato in un contesto di transizione tra i rilievi prealpini e l alta pianura pedemontana della Provincia di Varese. Tale contesto determina un assetto geomorfologico del territorio che, all'interno di un ambito montano ed uno pedemontano, può essere ulteriormente suddiviso in diversi settori, ben distinti fra loro per le peculiari caratteristiche: 1. il settore settentrionale con caratteri montani; 2. il settore centro meridionale densamente urbanizzato; 3. il settore sud - occidentale del Lago di Varese; 4. il settore orientale della Valle del Fiume Olona Settore settentrionale Il settore settentrionale è caratterizzato da una morfologia montuosa ad elevata acclività dei versanti, costituita dal massiccio del Monte Campo dei Fiori ed in particolare dalle cime minori del Monte S. Francesco, Monte Tre Croci, Monte Pizzella e Monte Legnone, tutte con quote comprese tra 800 e 1200 m s.l.m. In questo settore si individuano corsi d'acqua con reticolato dendritico caratterizzati da alvei che hanno inciso il substrato roccioso, il quale è spesso è costituito da unità carbonatiche soggette a fenomeni carsici. Tali alvei favoriscono pertanto l'infiltrazione ed il drenaggio in profondità delle acque durante gli eventi di piena e si presentano viceversa asciutti in assenza di precipitazioni meteoriche. Lungo le aste torrentizie incise non si segnalano particolari condizioni di dissesto ai danni delle sponde, né tantomeno situazioni di esondazione con superamento delle sponde. Viceversa si rilevano condizioni sporadiche 14

15 di esondazione per "riflusso" ove tali corsi vengono intubati a monte delle aree urbanizzate e degli abitati, o in situazione di attraversamento con sovrappasso stradale Settore centro meridionale Il settore centro meridionale del territorio è quello in cui si è sviluppato il sistema insediativo urbano del Comune di Varese. Questo territorio è caratterizzato da morfologie glaciali nelle quali, sulla base di una attenta lettura geomorfologica, sono ancora riconoscibili e distinguibili ambiti a cordoni morenici, piane fluvioglaciali e addirittura glaciolacustri. Proprio per l'intensa urbanizzazione di questo settore territoriale, il reticolo idrico si presenta quasi totalmente governato da opere antropiche; sono pertanto osservabili tratti intubati con corsi a scorrimento sotterraneo, argini artificiali, opere trasversali tipo briglie e numerosi attraversamenti stradali (ponti). La luce libera di tali opere (soprattutto per quanto attiene le tubazioni e gli attraversamenti) è spesso ridotta e talora marcatamente insufficiente rispetto alle portate del deflusso di piena che si instaura durante eventi meteorici intensi. In questo settore urbano, il governo artificiale delle acque meteoriche ricadenti sulle strade e sulle superfici impermeabilizzate ha anche alterato gli originari bacini idrografici formando bacini scolanti artificiali che fanno defluire acque in bacini diversi da quello di origine. In particolare per il Rio Vellone, va detto che una parte del bacino scolante, di fatto, convoglia le proprie acque meteoriche direttamente al Lago di Varese, quindi all esterno rispetto al suo bacino naturale. Analogamente una quota del bacino naturale del Vellone (a Ovest dell ippodromo di Varese) di fatto confluisce nel bacino dell Olona a causa del reticolo artificiale di collettamento delle acque meteoriche. In misura minore, una piccola parte del bacino naturale del Fiume Olona convoglia le proprie acque nel bacino artificiale del Rio Vellone (zona a Sud dell ippodromo di Varese). L ultima differenza fra il bacino artificiale e quello naturale è relativa alla linea di confine fra il bacino del Fiume Olona e del Torrente Bevera: quest ultimo è arricchito di una quota del bacino dell Olona a cavallo della 15

16 linea del confine fra il territorio del Comune di Arcisate e quello di Induno Olona Settore sud - occidentale Al settore sud - occidentale del territorio comunale appartiene la piana del Lago di Varese, che nell area della località Capolago rappresenta l ambito morfologico altimetricamente più ribassato del territorio. Questo settore è caratterizzato dallo sbocco di corsi d'acqua che si generano nel settore montano o nel settore morenico collinare verso la piana lacustre ed i conoidi del Lago di Varese. Morfologicamente si passa da versanti, talora anche acclivi, impostati su depositi terrigeni quaternari (parte collinare) a blandi declivi e piane di raccordo con le rive lacuali. Analogamente alla variabilità morfologica, anche il reticolo idrografico di questo settore presenta sostanziali differenze nella parte collinare rispetto alle piane. Nel primo caso si osserva un reticolo dedritico con alveo e sponde in erosione, spesso molto incisi, con condizioni generalmente favorevoli allo sviluppo di fenomeni di dissesto e trasporto solido. Viceversa nelle piane si assiste ad una regolarizzazione antropica del reticolo che evidentemente in passato ha avuto funzione di bonifica delle piane palustri (soprattutto in zona Capolago) e talora irrigua. Anche in questo settore, come per il settore urbanizzato centro meridionale, si rilevano condizioni di criticità e rischio di esondazione per "riflusso" ove tali corsi vengono intubati o in corrispondenza delle opere antropiche di attraversamento stradale e arginatura artificiale Settore orientale Il settore orientale è rappresentato dalla valle del Fiume Olona, nella quale confluiscono i due rami di Varese (Loc. Rasa) e Valganna e, più a valle, del Torrente Bevera e del Rio Vellone. Il tratto del Fiume Olona in corrispondenza del territorio di Varese ha una lunghezza di una decina di chilometri e svolge il suo corso con direzione prevalente Nord-Sud. 16

17 Il bacino idrografico abbraccia quasi completamente il settore orientale della città di Varese, avendo il punto più elevato nel Monte Tre Croci fino a chiudersi nel punto più basso in Loc. Ponte di Vedano. Oltre agli apporti naturali, al Fiume Olona vengono conferiti gli scarichi del dell impianto di depurazione Pravaccio di Varese. Questo scarica sia l effluente trattato dal ciclo depurativo (doppio stadio: il primo con trattamento chimico-fisico ed il secondo biologico) che lo sfioro di troppo pieno che by-passa l impianto. 5.2 CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE FASCE DI RISPETTO Sulla base dell'esame tecnico-geomorfologico definito in precedenza, alla luce delle osservazioni dirette e puntuali condotte sul reticolo nelle diverse situazioni, sono state individuate per tutti i corsi d acqua le fasce di rispetto descritte nel seguito. Tali fasce, definite con dettaglio in scala 1:2.000 (scala dello strumento urbanistico), sono graficamente rappresentate in scala 1:4.000 nella Tav. 4 allegata al presente studio. a) Fascia di rispetto assoluto estesa a 4 o 10 m dagli argini Corrisponde alla fascia di inedificabilità assoluta estesa a 10 m dagli argini (eventualmente derogata a 4 m ove le condizioni locali lo consentono), in base a quanto già definito nel R.D. 523/1904, che tiene conto dell accessibilità al corso d acqua per manutenzione, fruizione e riqualificazione ambientale. La deroga della fascia da 10 m a 4 m è attribuita ai corsi con sezione d alveo molto ridotta o per i tratti già attualmente intubati. b) Fascia di pertinenza dei corsi d acqua Fascia individuata con criterio tecnico, secondo quanto definito dalla D.G.R. 7/13950/03, comprendente le aree di pertinenza dei corsi d acqua. Essa comprende l alveo, le sponde e le aree in continua evoluzione geomorfologica perché soggette a fenomeni erosivi durante gli eventi di piena (approfondimento dell alveo, trasporto solido, scalzamento al 17

18 piede delle sponde), nonché le aree che possono essere interessate da flussi ad elevata energia idraulica. Tale fascia è delimitata dagli orli di scarpata di erosione fluviale e dai terrazzi alluvionali sospesi. Al suo interno ricade la fascia di rispetto assoluto di cui al punto precedente. c) Fascia delle aree che subiscono allagamento Include le aree caratterizzate da morfologia pianeggiante o sub pianeggiante, per lo più allo sbocco dei valloni incisi, soggette ad occasionali fenomeni alluvionali, generalmente caratterizzati da energia idraulica bassa o media e da battente idrico inferiore al metro di altezza. Da tale fascia sono stati esclusi gli allagamenti originati dal ristagno delle acque meteoriche per difficoltà di drenaggio del sistema di smaltimento fognario e gli allagamenti urbani che si generano in corrispondenza dell'imbocco dei tratti intubati e che interessano, come conseguenza, le sedi stradali cittadine. ****************** Nel corso del presente lavoro le aree così individuate sono state contestualmente classificate anche secondo la legenda del Piano per l Assetto Idrogeologico (P.A.I.), stabilendo così un collegamento con la regolamentazione da applicare in dette fasce secondo le N.T.A. dello stesso P.A.I.. La suddetta corrispondenza può essere così descritta: Le fasce di rispetto identificate ai punti a) e b) sono definibili come aree coinvolgibili da fenomeni con pericolosità molto elevata (Ee); Le aree identificate al punto c) sono definibili come aree coinvolgibili da fenomeni con pericolosità elevata (Eb); 18

19 6 NORMATIVA DI RIFERIMENTO ED ATTIVITÀ VIETATE O SOGGETTE AD AUTORIZZAZIONE Le attività di polizia idraulica (di competenza comunale per quanto concerne il reticolo minore) riguardano il controllo degli interventi di gestione e trasformazione del demanio idrico e del suolo in fregio ai corpi idrici, allo scopo di salvaguardare le aree di espansione e di divagazione dei corsi d acqua al fine della moderazione delle piene e mantenere l accessibilità al corso stesso. A tale scopo, in base alle peculiarità tecniche ed alla problematiche identificate per ogni corso d'acqua, nel corso del presente studio sono state individuate le fasce di rispetto tipologicamente distinte in modo da associare ad esse normative specifiche. I riferimenti normativi fondamentali per la determinazione delle attività vietate o soggette ad autorizzazione sono: R.D. n. 523 del 25/07/ Testo unico sulle opere idrauliche; D.Lgs. 152/99 modificato dal D.Lgs. 258/2000; N.T.A. del P.A.I., approvate con D.P.C.M. 24/05/2001; D.G.R. n. 7/7868 del 25/01/2002 modificato dalla D.G.R. n. 7/13950 del 01/08/2003. Per quanto non specificato e normato nel presente documento si farà comunque riferimento al R.D. 523/1904 e alla vigente normativa statale e regionale in materia. Il Comune ha facoltà di reprimere la realizzazione di opere abusive o difformi a quanto autorizzato, tramite apposita Ordinanza Sindacale ai sensi dell Art. 14 della L. 47/85 e successive modificazioni e integrazioni, con diffida a provvedere alla riduzione in pristino. 19

20 6.1 NORMATIVA PER LA FASCIA DI RISPETTO ASSOLUTO E LA FASCIA DI PERTINENZA DEI CORSI D'ACQUA Per la disciplina delle attività di trasformazione e d uso del suolo, nonché di polizia idraulica, all interno delle seguenti fasce: a) fascia di rispetto assoluto dei corsi d'acqua estesa a 4 o 10 m dagli argini, b) fascia di pertinenza dei corsi d acqua perimetrata con criterio tecnico/geomorfologico, vale quanto già definito nell Art. 96 del R.D. 523/1904, integrato con le disposizioni contenute nell Art. 9 delle N.T.A. del P.A.I. e secondo quanto disposto dalla D.G.R. n. 7/13950/03. All interno della fascia di rispetto assoluto e della fascia di pertinenza dei corsi d acqua, (assimilate ad aree Ee del P.A.I.) sono quindi attività vietate in modo assoluto: in tutta la fascia di rispetto ed in particolare entro una distanza dal piede degli argini inferiore a 10 m (o 4 m dove espressamente indicato): gli scavi e le nuove edificazioni; per l edificato esistente : gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui alla lettera d) dell Art. 31 della L. 5 agosto 1978, n. 457; entro una distanza dal piede degli argini inferiore a 4 m: le coltivazioni erbacee e la piantumazione di ogni tipo di alberi ed arbusti e i movimenti di terra; Sono escluse le piantagioni di talee, alberi o arbusti realizzate all interno di opere di sistemazione idraulica con tecniche di ingegneria naturalistica e supportate da apposito progetto regolarmente approvato ed autorizzato. le coltivazioni che s'inoltrino dentro gli alvei, sulle alluvioni delle sponde e sulle isole dei corsi d acqua, tanto da restringerne la sezione normale e necessaria al libero deflusso delle acque; Sono escluse le piantagioni di talee, alberi o arbusti realizzate all interno di opere di sistemazione idraulica con tecniche di ingegneria naturalistica e supportate da apposito progetto regolarmente approvato ed autorizzato. 20

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