COMUNE DI PISTOIA (PROVINCIA DI PISTOIA) PIANO ATTUATIVO AT9/TU 3 AREA SUD-EST

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1 COMUNE DI PISTOIA (PROVINCIA DI PISTOIA) PIANO ATTUATIVO AT9/TU 3 AREA SUD-EST Studio di inserimento viabilistico nel quadrante Sud-Ovest della città, tra la tangenziale e la linea ferroviaria Firenze Montecatini Terme Documentazione aggiornata e integrata in ottemperanza alle note del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) di Autostrade per l Italia (ASPI) e del Comune di Pistoia a seguito della conferenza decisoria dei servizi del 6/06/2014 ELABORATO 20.a.1 Relazione idraulica della rete di raccolta e smaltimento delle acque di piattaforma PROGETTO IDRAULICO PROGETTO D.R.E.Am. Italia Dott. Geol. Andrea Bizzarri Dott. Ing. Silvia Cipriani Dott. Ing. Simone Galardini Arch. Roberto Brunetti C.so S.Fedi,17 Pistoia Arch. Fabio Nonis Via Schievano 12 Milano PROPONENTE: ESSELUNGA SpA Sede legale Milano Via Vittor Pisani 20 C.F Partita IVA Nella persona dell Ing. Vittorio Cocchi, in qualità di Procuratore e Direttore Tecnico della società ESSELUNGA SpA, domiciliato presso la sede secondaria della soc. Esselunga SpA, via Tevere 3 Sesto Fiorentino (FI) Codice 3032 Rev. ES Data Emesso Galardini Controllato Bizzarri Approvato D.T. Miozzo D.R.E.AM. Italia Via Enrico Bindi n.14, Pistoia Tel Via Garibaldi, 3 Pratovecchio (Ar) - Tel

2 SOMMARIO Premessa Nota generale sullo smaltimento delle acque meteoriche Verifica del velo d acqua sulla sede stradale Elaborazione dei dati pluviometrici Descrizione della rete di drenaggio Determinazione delle portate di progetto Dimensionamento degli elementi della rete scolante Dimensionamento delle fosse di guardia Idraulica degli embrici Verifica canaletta in cls polimerizzato Dimensionamento attraversamenti pozzetto 1 e Allegato Tavole 20.g.2 e 20.g.3 con planimetria e particolari del sistema di drenaggio D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 1 di 22

3 Premessa Il presente elaborato è stato redatto a seguito delle richieste integrative di Autostrade per l Italia, del MIT e del Comune di Pistoia nell ambito del Piano Attuativo Esselunga AT9/TU3 Area Sud- Est di Pistoia, a seguito di conferenza dei servizi decisoria tenuta in data e sulla base degli incontri successivi verificatesi. Oggetto della presente relazione idraulica è la trattazione delle modalità di smaltimento delle acque meteoriche degli svincoli da realizzarsi (ramo A in uscita dalla tangenziale di Pistoia e ramo B di ingresso in tangenziale) come richiesto specificatamente nella richiesta di integrazioni, punto n. 5: Si richiede la planimetria e la relazione idraulica dalle quali si evinca lo smaltimento delle acque di piattaforma delle svincolo potenziato, con particolare riferimento alla rampa da realizzarsi in affiancamento alla rampa di competenza di Autostrade per l Italia. Si richiede altresì di dettagliare, con opportuni elaborati, le nuove opere da realizzarsi e le opere idrauliche esistenti da modificare. La presente relazione, congiuntamente agli elaborati grafici allegati, risponde alle richieste pervenute, fornendo dettagli tecnici sullo smaltimento delle acque meteoriche nel nodo rappresentato dallo svincolo autostradale di Pistoia, in relazione agli interventi previsti dal Piano Attuativo. 1. Nota generale sullo smaltimento delle acque meteoriche La raccolta e l allontanamento delle acque piovane dalle superfici stradali, urbane e non urbane, rappresentano problemi che potrebbero definirsi di idraulica minore, tanto per le portate relativamente modeste in gioco che per la relativa semplicità degli schemi di raccolta ed allontanamento. Non minori e non trascurabili possono, invece, definirsi i problemi che potrebbero insorgere da una loro non corretta o superficiale soluzione: per i disagi che il ristagno delle acque ed il loro lento smaltimento potrebbero causare nel traffico e nella riduzione, anche notevole, delle condizioni di sicurezza del traffico stesso. D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 2 di 22

4 Disagi assai più frequenti di quanto si pensi per l imponente estensione delle superfici utilizzate per la sede e le pertinenze stradali, con scarso controllo o nessun controllo della capacità di smaltimento dei sistemi ricettori in rapporto all aumento della portata fluente. In queste condizioni, ancorché gli aspetti propriamente concettuali dei problemi idraulici non siano di grande rilievo, i danni che possono derivare da una poco accorta attenzione alla loro soluzione possono essere di notevole intensità, così da giustificare la cura che ad essi è da dedicare. 2. Verifica del velo d acqua sulla sede stradale Le precipitazioni che si abbattono sulla sede stradale possono produrre, specie se brevi ed intense, un deflusso superficiale sulla sede stessa di non trascurabile entità, il quale se non controllato con adatte disposizioni, può causare inconvenienti di rilievo. Il velo liquido sulla sede stradale deve essere infatti contenuto entro prefissati valori per non condizionare l aderenza dei pneumatici. Per ottenere questo risultato si deve assegnare una opportuna pendenza trasversale alla sede stradale. L altezza del velo liquido dipende, ovviamente, oltre che dalla pendenza trasversale, dall intensità delle precipitazioni e dal percorso che fa l acqua per giungere al di là della carreggiata. Il percorso dipende poi dalla larghezza della strada, dalla circostanza che il tratto considerato sia in rettifilo o in curva e dalla pendenza longitudinale della stessa. Una formula che esprime l altezza y del velo liquido in funzione dei citati parametri è quella proposta in Gran Bretagna dal Road Research Laboratory: essendo: y = ( L j) il y: altezza del velo liquido in mm j: intensità di precipitazione in mm/ora riferita alla durata significativa (pochi minuti) L: lunghezza del percorso d acqua in metri D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 3 di 22

5 i L : pendenza della strada lungo la linea di corrente La pendenza i L e la lunghezza L del percorso della corrente (ortogonale alle linee di livello della falda) sono legate alla geometria della sede stradale dalle relazioni (vedi fig.1): i L = b 1 + i l t 2 1/ 2 L 2 2 ( i i ) 1/ 2 i = + t l essendo b: la larghezza della falda stradale i l la pendenza longitudinale della strada i t la pendenza trasversale della strada Figura 1 Traiettoria di una particella d acqua su una strada D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 4 di 22

6 Nelle applicazioni pratiche si assume come ordine di grandezza uno spessore massimo del velo liquido inferiore ai 2,5 mm. Il metodo sopra esposto è stato applicato alla geometria in esame per lo svincolo potenziato ramo B e sullo svincolo ramo A (progetto stradale a cura di Policreo), utilizzando un valore di pioggia pari a 60 mm/h (corrispondente ad un evento con tempo di ritorno superiore a 25 anni), fornendo i seguenti risultati: Sezione j b il it L il y Verifica B1 60 6,00 0,030 0,025 9,31 0,039 2, Ok B2 60 6,00 0,057 0,025 15,02 0,063 2, Ok B3 60 6,00 0,059 0,025 15,38 0,064 2, Ok B4 60 6,00 0,052 0,025 13,84 0,058 2, Ok B5 60 6,00 0,023 0,025 8,13 0,034 2, Ok B6 60 6,00 0,007 0,025 6,21 0,026 1,90012 Ok B7 60 6,00 0,032 0,025 9,67 0,040 2, Ok B8 60 6,00 0,047 0,025 12,79 0,053 2, Ok B9 60 6,00 0,047 0,025 12,77 0,053 2, Ok B ,00 0,045 0,025 12,33 0,051 2, Ok B ,00 0,031 0,025 9,57 0,040 2, Ok B ,00 0,013 0,025 6,76 0,028 1, Ok B ,00 0,003 0,025 6,03 0,025 1, Ok B ,00 0,006 0,025 6,16 0,026 1,89598 Ok B ,00 0,007 0,025 6,25 0,026 1, Ok B ,00 0,007 0,025 6,25 0,026 1, Ok B ,00 0,004 0,025 6,07 0,025 1, Ok B ,00 0,013 0,025 6,79 0,028 1, Ok B ,00 0,033 0,025 9,85 0,041 2, Ok B ,00 0,033 0,025 9,85 0,041 2, Ok Tabella 1 - Verifica velo d'acqua su svincolo potenziato (ramo B) Sezione j b il it L il y Verifica A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 5 di 22

7 A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok A Ok Tabella 2 - Verifica velo d'acqua su ramo A Tutte le sezioni risultano pertanto verificate. 3. Elaborazione dei dati pluviometrici La progettazione della rete di drenaggio della piattaforma stradale richiede l adozione di piogge di durata inferiore ad un ora. I dati di pluviometria, al fine di definire l idrologia locale degli scrosci, sono stati desunti dallo studio: Linee segnalatrici di probabilità pluviometrica Analisi delle precipitazioni intense delle stazioni del comparto di Pisa, realizzato dall Ufficio Idrografico e Mareografico di Pisa, con la collaborazione scientifica del P.I.N. (centro studi di ingegneria dell Università di Firenze) e della Regione Toscana. Si riportano qui di seguito i dati relativi alla stazione pluviometrica 1260 Pistoia, estremamente significativa per il caso in esame data l estrema vicinanza del pluviometro al sito di realizzazione dell intervento. D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 6 di 22

8 Tabella 3 - Dati delle piogge estreme per la stazione pluviometrica di Pistoia con durate inferiori all'ora Figura 2 - Curva di probabilità pluviometrica per la stazione di Pistoia, durate inferiori all'ora Per il calcolo delle portate significative per il dimensionamento della rete di drenaggio delle acque di piattaforma si fa riferimento ad eventi con tempo di ritorno pari a Tr 25 anni. Applicando i coefficienti riportati in Tabella 5 per eventi con Tr 25 anni si ottiene: Durata Tr 25 anni mm mm mm mm mm mm Tabella 4 Dati pluviometrici per Tr 25 anni Per estrapolare le durate inferiori a 5 minuti si fa riferimento ad una procedura riportata sul manuale di progettazione redatto dal Centro Studi Deflussi Urbani ( Sistemi di fognatura, manuale di progettazione, HOEPLI) che considera che i rapporti r δ tra le altezze di durata molto breve e l altezza oraria (o di una durata nota) sono relativamente poco dipendenti dalla D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 7 di 22

9 località. Sembrerebbe che, per brevi durate (inferiori a due ore), i rapporti siano più stabili che per le durate maggiori. Da numerose registrazioni sono stati calcolati i seguenti rapporti dei valori medi delle altezze di pioggia di diversa durata h δ rispetto al valor medio della massima altezza annua oraria h 1 ed i corrispondenti rapporti dei valori massimi: Tabella 5 Rapporti fra altezze di pioggia di durata h δ rispetto alla massima altezza annua oraria Nel caso in esame di evento con Tr 25 anni, avendo a disposizione la pioggia di durata 60 minuti, si è applicato i coefficienti previsti le piogge di durata molto corta, fra 1 e 5 minuti (si ricalcola anche il valore dei 5 minuti già a disposizione), definendo in modo puntuale e preciso l idrologia degli scrosci intensi locali. δ [minuti] h δ [mm] Tabella 6 Idrologia locale degli scrosci per Tr 25 anni per il sito di Pistoia 4. Descrizione della rete di drenaggio L inserimento della nuova viabilità modifica in modo sostanziale l assetto di drenaggio dell area circostante; si è pertanto cercato di dimensionare la rete scolante senza interrompere la circolazione idrica superficiale esistente, senza creare punti di ristagno e garantendo con opportune opere di canalizzazione e manufatti la continuità dei fossi e canali esistenti. A favore di questa impostazione giocano le portate relativamente modeste derivanti dal surplus di impermeabilizzazione, come successivamente calcolate, che risultano del tutto compatibili con l assetto idraulico attuale, che risulta abbondantemente sovradimensionato. Ad ogni modo le nuove opere di regimazione delle acque di piattaforma sono state dimensionate con criteri prudenziali, in modo da gestire le portate drenate nel miglior modo possibile rispetto all assetto esistente. D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 8 di 22

10 Per la notazione dell assetto della rete si rimanda alla tavola grafica allegata alla presente relazione. Per quanto riguarda i deflussi provenienti della porzione di asfalto compresa dalla metà della rotatoria posta a nord della sezione B1 e la sezione B5 saranno drenati dal fosso di guardia A posto alla base del rilevato, previo allontanamento dalla piattaforma stradale per pendenza verso il ciglio esterno e scarico verso il fosso con canalette prefabbricate ad embrice. La porzione di piattaforma compresa fra la sezione B5 e la sommità del braccetto B (fra la sezione B6 e B7) sarà drenata bordo strada da una canaletta in cls polimerizzata (canaletta B) che scaricherà le acque in corrispondenza del pozzetto 1 (a cui confluisce anche la fossa A). Dal pozzetto l acqua verrà collettata tramite tubazione verso lo scatolare principale che sbocca nell area di compenso prevista per il rispetto della norma 13. La porzione di piattaforma compresa fra la sezione B7 e la sezione B11 sarà drenata bordo strada da una canaletta in cls polimerizzata (canaletta C) che scaricherà le acque, tramite opportuno pozzetto di cacciata e tubazione, verso la fossa D. Il canale di guardia D sarà funzionale anche a ricevere le acque della piattaforma stradale compresa fra le sezioni B11 e B13, scaricata tramite embrici, mentre l area compresa fra la sezione B13 e la B15 sarà raccolta alla base del rilevato dalla fossa E, alimentata tramite embrici di scarico. Tanto la fossa di guardia D e E confluiscono al pozzetto 2 che convoglierà le acque alla tubazione in cls Ø100 cm esistente, previo allungamento dell attraversamento con pari diametro, come specificato negli elaborati grafici. Tutta l acqua di piattaforma del ramo A compresa fra la sezione A13 e A28 verrà invece scaricata tramite embrici nella fossa di guardia F da realizzare alla base del rilevato, per avviarla al reticolo minore esistente. La restante parte, dalla sezione A12 alla sezione A2 verrà invece drenata da una canaletta in cls polimerizzata (canaletta G) che scaricherà nella condotta scatolare da mettere in opera sottostrada, per garantire la continuità del reticolo esistente (vedi allegato grafico). D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 9 di 22

11 5. Determinazione delle portate di progetto Per la determinazione delle massime portate in tempo di pioggia si è fatto ricorso al metodo razionale o cinematico. Esso si basa sul concetto del tempo di corrivazione, ovvero del tempo che la particella d acqua caduta nel punto idraulicamente più lontano dalla sezione di chiusura del proprio bacino impiega per raggiungere tale sezione. Il tempo di corrivazione è dato dalla somma di due aliquote: Tc = Ta + Tr essendo Ta il tempo di accesso alla rete e Tr il tempo di transito nella rete. Ipotesi di base del metodo razionale e che l intensità di pioggia sia uniforme su tutto il bacino e costante durante la durata dell evento di pioggia. Sotto queste ipotesi la portata è calcolata come: Q max 10 6 S h S h = Φ = 278 Φ 3600 τ τ Essendo S la superficie scolante in Km 2, τ il tempo di corrivazione in ore, h l altezza di pioggia corrispondente in metri e Q la massima portata defluente in m 3 /s e Ø il coefficiente di deflusso assunto pari a 0.9 (superfici pavimentate). Viste le superfici scolanti in esame si assume come significativo un tempo di corrivazione pari a Tc = 5 minuti; applicando lo schema di calcolo alla rete di drenaggio descritta in precedenza si ricavano le seguenti portate massime: Area Superficie Superficie Q mc/s Q l/s Scolante mq kmq Fosso A 700 0,0007 0, ,42 Canaletta B 300 0,0003 0, ,47 Canaletta C 460 0, , ,65 Fosso D 135 0, , ,06 Fosso E 600 0,0006 0, ,93 Fosso F 900 0,0009 0, ,40 Canaletta G 600 0,0006 0, ,93 Tabella 7 Calcolo delle massime portate scolanti avendo assunto il coefficiente di deflusso pari a 0,9, il tempo di corrivazione pari a Tc 5 minuti e l altezza di pioggia riferita a Tr 25 anni e durata 5 minuti pari a 14,95 mm D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 10 di 22

12 6. Dimensionamento degli elementi della rete scolante 6.1 Dimensionamento delle fosse di guardia Il dimensionamento delle fosse di guardia viene effettuata sotto l ipotesi di lavoro di moto uniforme, con la formulazione di Gaukler-Strickler; a favor di sicurezza a ciascun fosso di guardia è stata assegnata la portata competente in corrispondenza della sezione iniziale, considerando costante lo sviluppo per tutta la sua lunghezza. Anche se verificate con dimensioni inferiori, cautelativamente gli sviluppi minimi considerati sono stati: base minore 50 cm, base maggiore 150 cm ed altezza 50 cm. Per analogia a quelle presenti in zona sono state considerate fosse di guardia di sezione trapezia in terra inerbita. Fosso di guardia A Portata di progetto: l/s Base minore 50 cm Base maggiore 150 cm Altezza 50 cm Pendenza 0.5% Coefficiente di scabrezza di Gauckler Strickler 25 (corrispondente a sezioni in terra rinverdite) Verifica 0k Tabella 8 Verifica idraulica fosso di guardia A D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 11 di 22

13 Fosso di guardia D Portata di progetto: 26,71 l/s (data dalla somma della portata della sede stradale pari a 6.06 l/s più il contributo derivante dallo scarico della canaletta C pari a 20,65 l/s) Base minore 50 cm Base maggiore 150 cm Altezza 50 cm Pendenza 0.5% Coefficiente di scabrezza di Gauckler Strickler 25 (corrispondente a sezioni in terra rinverdite) Verifica 0k Tabella 9 Verifica idraulica fosso di guardia D Fosso di guardia E Portata di progetto: l/s Base minore 50 cm Base maggiore 150 cm Altezza 50 cm Pendenza 0.5% D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 12 di 22

14 Coefficiente di scabrezza di Gauckler Strickler 25 (corrispondente a sezioni in terra rinverdite) Verifica 0k Tabella 10 Verifica idraulica fosso di guardia E Fosso di guardia F Portata di progetto: l/s (data dalla somma del contributo proprio della sede stradale di l/s più il contributo derivante dalla bocca tarate prevista per la norma 13 pari a 90 l/s) Base minore 50 cm Base maggiore 150 cm Altezza 50 cm Pendenza 0.5% Coefficiente di scabrezza di Gauckler Strickler 25 (corrispondente a sezioni in terra rinverdite) Verifica 0k D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 13 di 22

15 Tabella 11 Verifica idraulica fosso di guardia F 6.2 Idraulica degli embrici Il dimensionamento degli embrici avviene nell ipotesi, del tutto plausibile, che l imbocco della portata drenata sulla superficie stradale avvenga mediante un passaggio attraverso lo stato critico, visto il deciso cambio di pendenza che si verifica tra la livelletta stradale ed il rilevato. La relazione che lega l altezza di stato critico alla geometria della sezione ed alla portata è, con coefficiente α unitario: Supponendo, nel caso in esame, che la geometria sia rettangolare, l altezza di stato critico può essere esplicitata nel seguente modo: Considerando la larghezza del singolo elemento dell embrice che, nel punto più stretto, è B = 30 cm, si è valutata l altezza di stato critico corrispondente ad una portata di 40,40 l/s (la massima in esame) che risulta pari a k = 4.85 cm. Sulla base delle dimensioni adottate per le tegole di embrice in cui l altezza minima è pari a 10 cm si può osservare come la portata di progetto possa essere agevolmente smaltita dai manufatti scelti. D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 14 di 22

16 Ad ogni modo ogni tratto è stato suddiviso in tratti regolari con scarichi costituiti da embrici, in modo che ognuno lavori nelle condizioni ottimali. Fosso di guardia Lunghezza tratto Numero scarichi embrici Fosso A 95 m 10 Fosso D 30 m 3 Fosso E 130 m 14 Fosso F 130 m 13 Tabella 12 Dimensionamento scarichi con embrici 6.3 Verifica canaletta in cls polimerizzato Le acque di piattaforma di parte del ramo B, quello compreso fra le sezioni B5 e B6 e quello compreso fra le sezioni B7 e B11, e di parte del ramo A (dalla sezione A12 alla A2) saranno drenate con canalette in cls polimerizzato (denominate rispettivamente canaletta B, canaletta C e canaletta G), da porre in opera lato strada, per poi essere indirizzate, tramite opportuno scarico, al reticolo superficiale individuato e visibile nell allegato grafico. Dai calcoli idrologici effettuati a ciascuna canalette compete le seguenti massime portate: Canaletta B 13,47 l/s Canaletta C 20,65 l/s Canaletta G 26,93 l/s Le canalette impiegate saranno della serie monoblock RD RD 300, in grado di garantire un ottimo drenaggio e massima sicurezza. Grazie alle caratteristiche meccaniche superiori del calcestruzzo polimerico, che consente la realizzazione di elementi prefabbricati dove la griglia ed il corpo canale sono un unico elemento monolitico, il manufatto presenta estrema robustezza (classe di carico F 900) e sicurezza, visto che vengono superati i classici problemi delle griglie che saltano e della loro rumorosità in prossimità di attraversamenti, rampe, ecc.. D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 15 di 22

17 Il sistema è estremamente versatile e consente di poter effettuare collegamenti a T ad L. La manutenzione e pulizia sono garantite da elementi di ispezione con griglia in classe F 900 con sistema di chiusura brevettato. Il sistema monoblock RD200 che verrà utilizzato è certificato EN 1433 per classe di carico D400 ed F900 ed ha elementi con lunghezze 50 cm e 100 cm; l' elemento di ispezione ha griglia e bordo in ghisa, gli accessori sono composti da testata per inizio e fine canale e adattatore per cambio della direzione di flusso. Il corpo del canale è dotato di rinforzo verticale per assicurare il massimo ancoraggio con il cemento di rinfianco. La maschiatura di sicurezza assicura un veloce e corretto posizionamento. Tutti gli elementi della gamma sono disponibili anche con fori laterali per asfalto drenante. Figura 3 Schema della canaletta che verrà utilizzata D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 16 di 22

18 Figura 4 Caratteristiche della canaletta che verrà utilizzata Figura 5 Panoramica della canaletta che verrà utilizzata Considerando che il canale ha altezza 33 cm e larghezza 23 cm, nell ipotesi di moto uniforme e considerando una pendenza di posa della canaletta del 3% si ottiene che la massima portata smaltibile è pari a 150 l/s ampiamente superiore a quella massima prevedibile. Anche l uscita D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 17 di 22

19 con tubazione DN 200 risulta sufficiente a far defluire la massima portata prevedibile di 20,65 l/s. 6.4 Dimensionamento attraversamenti pozzetto 1 e 2 Il pozzetto 1 raccoglie le acque provenienti dalla fossa di guardia A e dalla canaletta B per una portata massima prevista pari a 44,89 l/s; la portata sarà convogliata verso il ricettore, costituito dalla tubazione scatolare 2.0 x 1.5 m posta al di sotto della nuova viabilità mediante tubazione in cls sottopassante il nuovo braccetto B ed avente pendenza 0.5%. Per garantire un elevata efficienza idraulica è stato scelta, seppur se abbondantemente sovradimensionata, una condotta in cls avente diametro Ø 600 mm. Tabella 13 Verifica idraulica della tubazione di scarico dal pozzetto 1 D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 18 di 22

20 Il pozzetto 2 raccoglie invece le acque provenienti dalla fossa di guardia E, dalla fossa di guardia D e dalla canaletta C per una portata massima prevista pari a 53,64 l/s; la portata sarà convogliata verso il ricettore finale, costituito dal reticolo afferente al fosso Brusigliano, tramite prolungamento della tubazione in cls avente diametro Ø 1000 mm esistente, in modo da sottopassare la nuova porzione di braccetto B, come specificato nelle tavole grafiche allegate alla presente relazione. Tabella 14 Verifica idraulica della tubazione di scarico dal pozzetto 2 (prolungamento della tubazione esistente) Vista l esiguità di incremento di portata verso il reticolo di valle, costituito da ampie fosse di guardia e tubazioni con diametro Ø 1000 mm, è possibile affermare che la funzionalità e l efficienza di quest ultimo rimarrà del tutto inalterata. D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 19 di 22

21 7. Sistema di drenaggio e smaltimento zona edificio Esselunga, parcheggi e nuova viabilità (da Via Annona fino ai nuovi braccetti) Il sistema di drenaggio, che costituisce anche il sistema di invarianza previsto dalla norma 13, sarà affidato ad una soluzione mista, costituita da una tubazione scatolare di dimensioni 200 x h 150 cm che scorre al di sotto del piano viario e che convoglia le acque raccolte dalle griglie bordo strada all area a verde che si viene a determinare in corrispondenza dei nuovi braccetti nella zona del raccordo autostradale, e che rappresenta proprio il volume di compenso previsto dalla norma 13. Il dimensionamento dello scatolare è tale da garantire il mantenimento dell attuale deflusso costituito dalla tubazione presente in corrispondenza di Via dell Annona e di accogliere il surplus dato dal contributo proprio dell area impermeabilizzata, pari a l/s. L area di stoccaggio in corrispondenza del nuovo svincolo ha una superficie di circa 350 m 2 (misurata alla base) e, considerando le quote di progetto dei bracci stradali che delimitano l area ed il piano campagna attuale è stato possibile calcolare la curva di invaso mediante la costruzione di un modello tridimensionale del terreno, sotto forma di T.I.N., tramite il software Arcview 3.2. Figura 6 - Modello tridimensionale del terreno utilizzato per il calcolo dei volumi invasabili D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 20 di 22

22 Figura 7 - Curva di invaso ricavabile tramite modellazione tridimensionale Nell area d invaso la quota media al fondo è di poco superiore a m s.l.m. e pertanto, viste le quote di progetto e la dimensione della tubazione scatolare in arrivo è possibile stoccare nel triangolo considerato un battente di 1.5 metri, avendo a disposizione più di un metro come franco di sicurezza rispetto alle scarpate stradali di progetto. Dalla curva di invaso si ricava che per un tirante di 1.5 metri il volume stoccabile nell area è pari a circa 800 mc. Il volume di invaso ricavato nell area a verde sarà integrato con l autoinvaso costituito dalla tubazione scatolare, che avendo lunghezza di 250 metri, fornisce un volume di autoinvaso pari a mc, per un complessivo stoccabile pari a mc, sufficiente a soddisfare il fabbisogno necessario. La condotta scatolare è immessa nella vasca di laminazione tramite raccordo in muratura con il canale di magra costituito da un canale in elementi prefabbricati rettangolari in cls aventi dimensioni 1.0 x 0.5 metri. D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 21 di 22

23 Il canale a cielo aperto scorre verso la parte Sud Est della vasca di laminazione dove è immesso, tramite raccordo in muratura, in una condotta scatolare 1.0 x 1.0 m (dotata di griglia frontale per evitare l immissione di sedimenti nella tubazione) che scorre al di sotto del nuovo rilevato stradale e da questo, tramite tubazione Ø 160 mm in Pead o PVC che costituisce la vera e propria bocca tarata, l acqua piovana è indirizzata verso la condotta scatolare che viene messa in opera al posto della fossa esistente, in modo da garantire continuità al reticolo superficiale, come mostrato nell allegato grafico. In stato attuale il contributo al deflusso dell intera area considerata è pari a 125 l/sec; la bocca tarata Ø 160 mm considerata, con battente 1.5 m, rilascia al massimo una portata di circa 90 l/s e pertanto il sistema ideato garantisce l invarianza idraulica, come previsto dalla norma. Si ribadisce ancora una volta che il sistema è dimensionato su tutta la superficie impermeabile derivante dalla nuova edificazione, parcheggi e viabilità connessa. Figura 8- Dimensionamento della bocca tarata di rilasci dalla zona di accumulo verso il reticolo superficiale esistente Tutto il sistema è dotato di tubazione di troppopieno Ø 300 mm che, pescando in quota all imbocco della tubazione scatolare 1.0 x 1.0 m, convoglia le acque in caso di necessità verso il reticolo del Fosso Brusigliano, come evidenziato nella tavola grafica allegata. D.R.E.Am. Italia Soc.Coop. Agr.For. Codice Elab. 20.a.1 - Pagina 22 di 22

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