Osservatorio ICT in Sanità Innovazione Digitale in Sanità: l'ict non basta!

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1 Osservatorio ICT in Sanità Innovazione Digitale in Sanità: l'ict non basta! Maggio 2014

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3 Indice Introduzione 3 di Umberto Bertelè, Raffaello Balocco, Mariano Corso, Cristina Masella, Alessandro Perego e Andrea Rangone La Ricerca Executive Summary 7 di Mariano Corso, Paolo Locatelli, Chiara Sgarbossa e Claudio Vella I Rapporti 27 La Nota Metodologica 31 Il Gruppo di Lavoro 37 Il Convegno L Agenda del Convegno 41 Sessioni Verticali di approfondimento 43 I Relatori 45 La Selezione di Slide 49 Approfondimenti Premio Innovazione ICT in Sanità Casi Premiati 81 Casi di Studio 97 Gli Attori School of Management 135 1

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5 di Umberto Bertelè, Raffaello Balocco, Mariano Corso, Cristina Masella, Alessandro Perego e Andrea Rangone Introduzione La Sanità rappresenta un settore fondamentale del Sistema Pubblico del nostro Paese, per il suo impatto sociale, economico e occupazionale. La sempre più forte pressione alla riduzione della spesa si scontra con l aumento della domanda dovuto all invecchiamento della popolazione e alle istanze per un miglioramento dei servizi, la cui qualità percepita è andata molto diminuendo negli ultimi anni. L Information & Communication Technology (ICT) rappresenta una delle leve fondamentali in grado di migliorare la sostenibilità contribuendo al tempo stesso al miglioramento della qualità dei servizi e alla loro efficienza. L attenzione alla digitalizzazione del Sistema Sanitario in Italia, tuttavia, è stata in questi anni molto modesta, a causa di una sostanziale assenza di cultura dell innovazione e visione da parte dei decisori. La presenza di un sistema di governance frammentato, inoltre, non ha consentito di realizzare quelle infrastrutture e di definire quegli standard che nella gran parte degli altri Paesi avanzati hanno portato a una revisione e modernizzazione dei sistemi di cura. L Osservatorio ICT in Sanità, giunto al suo settimo anno di attività, si pone da sempre l obiettivo di analizzare e promuovere il ruolo delle ICT a supporto del miglioramento e dell innovazione dei processi della Sanità italiana, con il fine ultimo di costituire un punto di riferimento permanente per i decision maker in particolare per la Direzione Strategica, i Chief Information Officer, gli attori e le Istituzioni che operano nel settore sanitario affinché possano sfruttare il potenziale innovativo di queste tecnologie. La Ricerca di quest anno si è basata su un analisi empirica che, attraverso Survey e studi di caso, ha coinvolto circa 300 attori tra CIO, Direttori Generali, Direttori Amministrativi, Di- Le riprese dell evento sono disponibili in video on demand su 3

6 Introduzione rettori Sanitari, Direttori Sociali, Medici Specialisti, Referenti Regionali e, grazie alla collaborazione con Doxapharma e la FIMMG, 703 Medici di Medicina Generale e 1001 Cittadini, statisticamente rappresentativi della popolazione italiana. L attività di Ricerca sul campo è stata affiancata da un Advisory Board al quale hanno partecipato i referenti delle Associazioni patrocinanti, i rappresentanti dei Partner dell Osservatorio, i Referenti ICT regionali, i CIO e i Direttori Generali, Amministrativi e Sanitari di oltre 70 strutture sanitarie italiane che ha contribuito ad indirizzare gli obiettivi della Ricerca e ad interpretarne e verificarne i risultati. Allo scopo di valorizzare e diffondere le buone pratiche di innovazione, anche quest anno l Osservatorio ha promosso il Premio Innovazione ICT in Sanità, un iniziativa nata nel 2010 per creare occasioni di conoscenza e condivisione di quei progetti che maggiormente si sono distinti per capacità di utilizzare l ICT come leva di innovazione e miglioramento nel mondo della Sanità in Italia. Comitato Scientifico Umberto Bertelè Presidente Raffaello Balocco Mariano Corso Cristina Masella Alessandro Perego Andrea Rangone 4 I risultati completi della Ricerca sono consultabili su

7 Osservatorio ICT in Sanità Innovazione Digitale in Sanità: l ICT non basta! La Ricerca Maggio 2014

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9 di Mariano Corso, Paolo Locatelli, Chiara Sgarbossa e Claudio Vella Executive Summary L ossessione verso la Spending Review continua a condizionare ogni decisione politica e ogni dibattito tra gli addetti ai lavori della Sanità italiana, rischiando di far passare in secondo piano le vere esigenze del settore. Continuare a dibattere di maggiori o minori tagli alla spesa, in uno snervante tiro alla fune tra poteri dello stesso governo, appare oggi una strategia non più sostenibile per almeno quattro ordini di ragioni. Il Sistema Sanitario italiano è già oggi tra i meno costosi d Europa: con una spesa sanitaria totale pro capite pari a US$ 1, abbiamo costi di oltre un terzo inferiori alla media degli altri Paesi dell area Euro. Ulteriori tagli sono difficilmente proponibili. L Italia è il Paese più vecchio d Europa: oltre un italiano su 5 ha più di 65 anni 2, la vera emergenza non è quindi il costo attuale, quanto il fatto che la domanda nei prossimi anni sia destinata a impennarsi portando la spesa fuori controllo se non verranno prese misure strutturali per preparare il sistema a questo impatto. La qualità delle prestazioni sanitarie erogate in Italia è già sensibilmente inferiore rispetto a quella media degli altri Paesi europei: nonostante il Sistema Sanitario italiano fosse considerato tra i migliori del mondo, gli ultimi anni hanno visto un progressivo e rapido deterioramento della qualità percepita dei servizi, soprattutto per quanto riguarda l assistenza territoriale, la long term care, la prevenzione e l assistenza farmaceutica territoriale 3. La liberalizzazione delle cure transfrontaliere rischia di trasformarsi per noi in una pesante minaccia: dando la possibilità ai cittadini europei di farsi curare in altri Paesi a spese del proprio Servizio Sanitario Nazionale, la cosiddetta Schengen della Per i risultati completi della Ricerca si veda il Report Lo stato dell arte dell innovazione digitale in Sanità 1 Secondo il Rapporto Health at a Glance Europe (OECD, 2013), la spesa sanitaria totale pro-capite dell Italia è pari a US$ PPP (Purchasing Power Parity, a parità di potere d acquisto), inferiore rispetto ad altri Paesi Europei come Spagna (3.072 US$ PPP), Gran Bretagna (3.405 US$ PPP), Svezia (3.924 US$ PPP), Francia (4.118 US$ PPP), Germania (4.495 US$ PPP) e Norvegia (5.568 US$ PPP). 2 Secondo Eurostat Pocketbooks European Social Statistics 2013 Edition, la percentuale di over 65 in Italia è del 21,2%, il valore più alto d Europa. 3 Fonte: Euro Health Consumer Index 2013 Report. L Health Consumer Powerhouse ha valutato 34 sistemi sanitari europei attraverso una serie d indicatori relativi alle seguenti aree: informazioni e diritti dei pazienti, tempi di attesa per ricevere i trattamenti, risultati clinici, prevenzione, gamma e ambito dei servizi forniti, accesso ai farmaci. In tale classifica l Italia è passata in soli 3 anni dal 15 al 21 posto. Le riprese dell evento sono disponibili in video on demand su 7

10 Executive Summary 4 Il Consiglio dei Ministri ha approvato in data 28 Febbraio 2014 il decreto di recepimento della Direttiva Europea 2011/24/ UE sull assistenza transfrontaliera, che in estrema sintesi elimina gli ostacoli che impediscono ai pazienti di curarsi in altri Paesi UE, formalizzando il diritto di recarsi in uno Stato membro diverso da quello di appartenenza per curarsi ed ottenere, al proprio rientro, il rimborso delle spese sostenute. 5 Secondo il Coordinamento Tavolo Mobilità Internazionale, il Sistema Italiano, ha già oggi un saldo negativo annuo di circa 25 milioni di euro (dati medi negli anni ), che diventa di 41 milioni di euro guardando esclusivamente agli assistiti che si recano all estero per le cure di alta specializzazione, che rappresentano a oggi il vero terreno di competizione tra i Sistemi Sanitari dei diversi Paesi. Alla luce della liberalizzazione in atto tali dati, pur contenuti nella loro dimensione attuale (se si pensa che la mobilità interregionale italiana corrisponde a circa 3,7 miliardi di euro annui), non possono però essere sottovalutati. Salute 4 mette i Sistemi Sanitari dell Unione Europea in competizione tra loro. Un ulteriore deterioramento dei servizi rischia quindi di portare un gran numero di cittadini italiani a spostarsi oltre-confine per ricevere un assistenza di qualità, con conseguente emorragia di denaro pubblico e declino di un settore fondamentale dal punto di vista economico, sociale e occupazionale 5. Come si può uscire da una situazione del genere? Gli scenari sembrano essere due. Il primo porta, più o meno apertamente, al taglio del sistema pubblico cosi come lo conosciamo, per lasciare sempre più spazio al privato, superando il principio dell universalismo che ha sempre caratterizzato il Sistema Sanitario italiano, verso una logica di sussidiarietà minimale, simile a quella del sistema americano. In questo scenario, fatte salve situazioni di reale indigenza, alle quali lo Stato dovrebbe far fronte garantendo servizi minimi, sarebbero i cittadini stessi, sgravati dei costi della Sanità Pubblica, a provvedere al finanziamento della propria assistenza, tramite attori intermediari come assicurazioni, fondi, ecc. Il secondo scenario prevede il mantenimento e la difesa del Sistema Sanitario pubblico puntando però a una sua profonda riforma. Negli scorsi anni l Osservatorio ICT in Sanità ha cercato di dimostrare come per rendere possibile questo scenario, certamente più in linea con la nostra tradizione e lo spirito stesso della nostra costituzione, l investimento in Information and Communication Technology sia una soluzione obbligata, l unica in grado di modernizzare il sistema per metterlo in grado di reggere l impatto della crescita della domanda, fermando il circolo vizioso in atto di progressivo decadimento di qualità ed efficienza. Il livello attuale di dotazione e investimento in tecnologie, tuttavia, ci vede oggi pesantemente indietro e significativamente lontani dai Paesi che dovrebbero rappresentare per noi un benchmark, e il risultato degli appelli di questi anni al suo incremento sembra essere stato modesto: la spesa tecnologica parliamo di spesa perché non si può purtroppo parlare 8 I risultati completi della Ricerca sono consultabili su

11 Executive Summary di una logica di investimenti ha continuato a essere tagliata, al pari o più delle altre voci, e ad essere gestita in un ottica frammentata e locale di pura automazione dell esistente. L ICT, questa ICT, così non basta! Se si vuole difendere il Sistema Sanitario pubblico, quello che serve è una vera e profonda riforma del modello di cura e assistenza, che veda le tecnologie digitali come fattori abilitanti di una diversa interazione tra gli operatori del sistema socio-sanitario e tra questi e i cittadini. Il digitale deve servire a mettere in rete il sistema di cura e assistenza, spostando i servizi dalle strutture residenziali (ospedali, residenze sanitarie, ecc.) verso il territorio e la gestione domiciliare, facendo leva sull empowerment di cittadini e pazienti e superando quella separazione tra prestazioni sanitarie e servizi socioassistenziali, che è oggi causa di disottimizzazione e di atteggiamenti da scarica barile a danno delle finanze pubbliche e, soprattutto, dei cittadini più deboli. Per rilevanza sociale e peso sui conti pubblici, questa revisione del sistema di cura e assistenza dovrebbe risultare una priorità del governo, il vero cuore dell Agenda Digitale italiana. Alla prova dei fatti, tuttavia, non possiamo certo affermare che questa priorità sia oggi condivisa: la spesa ICT è rimasta molto bassa e frammentata tra Regioni, Aziende Sanitarie e Comuni: la quasi totalità delle scelte è stata presa a livello di singole aziende o, al limite, di Regione, senza nessuna reale azione efficace di centralizzazione o coordinamento; nel Governo non c è una regia unica per le politiche sanitarie e sociali: al Ministero della Salute sono assegnate competenze sulla gestione del sistema socio-sanitario, ma per la parte socio-assistenziale altre deleghe sono affidate al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e al Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio; l Agenzia per l Italia Digitale non ha identificato la Sanità Elettronica come priorità: nel suo ruolo di indirizzo e controllo della realizzazione dell Agenda Digitale l agenzia si è concentrata su temi, come Anagrafe Unica, Identità digitale, Fatturazione Elettronica, che sebbene potenzialmente abilitanti di sviluppi successivi, non affrontano le priorità del Sistema Sanitario; Le riprese dell evento sono disponibili in video on demand su 9

12 Executive Summary 6 La roadmap di adozione del FSE decisa dall AgID prevede i seguenti passi, successivi all emanazione nel Marzo 2014 delle Linee Guida da parte di AgID e del Ministero della Salute: 1) entro il 30/06/2014 le Regioni devono presentare i piani per la realizzazione del FSE, valutati da AgID e Ministero, che renderanno disponibile la piattaforma tecnologica centrale avvalendosi di Sogei e controlleranno la realizzazione del FSE; 2) entro il 30/06/2015 le Regioni dovranno provvedere all istituzione del FSE; 3) entro il 31/12/2015 è prevista la realizzazione dell infrastruttura nazionale necessaria per assicurare l interoperabilità dei fascicoli regionali. 7 Esempi virtuosi di questo tipo di orientamento sono le Case della Salute, diffuse in diverse Regioni italiane come la Toscana o l Emilia Romagna e aventi l obiettivo di rappresentare il punto di accesso unico per i cittadini in cui trovare risposta ai propri bisogni di assistenza primaria e specialistica, raggruppando in uno stesso spazio fisico i servizi territoriali che erogano prestazioni sociali e sanitarie (compresi gli ambulatori di Medicina Generale e Specialistica ambulatoriale) e sviluppando un maggiore coordinamento tra i diversi operatori e una più efficace integrazione dei servizi. l azione del Governo sull ehealth si è limitata alla definizione dell obbligo per le Regioni di implementare il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) secondo una roadmap che appare inapplicabile e avulsa da un corretto e organico sviluppo dell ehealth 6 : sebbene il Fascicolo Sanitario Elettronico sia un elemento potenzialmente importante della Sanità in rete, esso deve costituire un punto di arrivo di un percorso di progressiva digitalizzazione dei processi di cura e assistenza. L eccessiva enfasi su questo strumento senza che prima si sia costruito il giusto ecosistema di processi, contenuti e servizi digitali, rischia invece di creare costosissimi contenitori vuoti, autostrade deserte perché prive di valore e quindi, in concreto, inutilizzate dai cittadini. Investendo in ICT il minimo indispensabile per automatizzare l esistente, non si sta facendo altro che accompagnare il declino del sistema. Per riformare il sistema occorre ben altro. Bisogna concepire l investimento in ICT nel quadro del passaggio a un nuovo modello di Sanità, che incida per prima cosa sull organizzazione del sistema, allargando l attenzione da un ottica locale a una olistica, in grado di prendersi carico dei pazienti non solo nelle fasi acute e a livello ospedaliero, ma sempre più a livello di assistenza domiciliare e sociale, oggi lasciata troppo spesso alla responsabilità delle singole famiglie e, in generale, ai caregivers (es. badanti). Quello che serve è un modello integrato e intelligente di cura, uno Smart Care System, che abbia tre caratteristiche fondamentali. Una visione integrata e olistica dei livelli di cura (Care Settings), che consenta davvero di mettere al centro il paziente e coniugare il livello dell assistenza ospedaliera e residenziale, con i servizi sanitari e sociali sul territorio e l assistenza domiciliare in un ottica di sempre maggiore integrazione socio-sanitaria 7. L utilizzo dell ICT come catalizzatore di collaborazione tra i diversi attori, per superare 10 I risultati completi della Ricerca sono consultabili su

13 Executive Summary la frammentazione del sistema e permettere a tutti gli attori, ai diversi livelli, di poter comunicare e collaborare. L ICT diventa quindi non più uno strumento da utilizzare esclusivamente per fare efficienza, ma tessuto connettivo essenziale per permettere il funzionamento stesso del sistema e per garantire una sempre maggior efficacia e continuità delle cure ai pazienti durante i loro percorsi assistenziali. Una governance condivisa dell innovazione, che elimini le rigidità e i vincoli del modello attuale, caratterizzato da una acritica separazione dei livelli decisionali (Commissione Europea, Ministero della Salute, Regioni, Aziende Sanitarie o Socio-Sanitarie e Comuni), per affermare un approccio multi-livello e federale di condivisione dei bisogni e delle soluzioni ai problemi. Solo un approccio con queste tre caratteristiche permetterà di innescare quel processo di trasformazione profonda che è ormai irrinunciabile per il nostro sistema. Serve un percorso di innovazione digitale, che non può essere però ricondotto alla sola tecnologia perché, lo ripetiamo, da sola l ICT non basta! Gli obiettivi e la metodologia di Ricerca Per dare una corretta lettura dei fenomeni in atto e orientare le possibili direzioni di intervento per l innovazione digitale nel contesto socio-sanitario e assistenziale, la Ricerca 2014 dell Osservatorio ICT in Sanità si è posta i seguenti obiettivi: fornire una stima della spesa ICT in Sanità, evidenziando i trend in atto sia a livello complessivo (Ministero della Salute, Regioni, strutture socio-sanitarie, MMG) sia a livello di singoli ambiti ICT; Le riprese dell evento sono disponibili in video on demand su 11

14 Executive Summary analizzare le priorità di investimento e il livello di sviluppo nei principali ambiti in cui si sta sviluppando l innovazione digitale (Mobile Health, Cartella Clinica Elettronica, Dematerializzazione dei documenti, Servizi Digitali al Cittadino, Telemedicina, ecc.) evidenziando le barriere allo sviluppo e i benefici così come visti e percepiti dalle Direzioni Strategiche; comprendere il supporto che l ICT può fornire allo sviluppo di nuovi canali e modelli di cura e assistenza, rilevando anche il punto di vista dei MMG e dei cittadini; studiare i modelli di governance dell innovazione ICT e analizzare il ruolo delle Regioni nello sviluppo di indirizzi e linee guida e nella realizzazione di Shared Services, fornendo una stima dei risparmi economici che questa modalità di erogazione dei servizi consentirebbe di ottenere per il Sistema Sanitario. La Ricerca empirica, realizzata nei primi mesi del 2014, ha coinvolto una pluralità di attori: 88 Chief Information Officer e 181 tra Direttori Generali, Amministrativi, Sanitari e Sociali, in rappresentanza di 184 strutture socio-sanitarie italiane, attraverso survey e interviste dirette; 11 Regioni (Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Valle d Aosta, Veneto, oltre alla Provincia di Trento), con interviste dirette a referenti e dirigenti regionali in ambito socio-sanitario; il Ministero della Salute, tramite la Direzione Generale del Sistema Informativo e Statistico Sanitario; 703 Medici di Medicina Generale, attraverso una survey condotta in collaborazione con Doxapharma e la FIMMG (Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale); 1001 cittadini, attraverso una survey condotta in collaborazione con Doxa. 12 I risultati completi della Ricerca sono consultabili su

15 Executive Summary La spesa ICT in Sanità Il primo risultato allarmante che emerge dalla Ricerca è quello relativo alla spesa complessiva allocata alla digitalizzazione della Sanità italiana nel 2013, che rispetto ai già preoccupanti livelli del 2012 non solo non è aumentata, ma si è ulteriormente contratta di circa il 5%, raggiungendo quota 1,17 miliardi di euro nel 2013 (1,1% della spesa sanitaria pubblica, corrispondente a 19,72 per abitante). In particolare, la spesa ICT è così ripartita tra i diversi attori del SSN: 800 milioni di rappresenta la spesa sostenuta dalle strutture sanitarie, con una riduzione dell 11% rispetto alla spesa 2012 (895 milioni di ), che era già in calo rispetto a quella del periodo precedente (oltre 900 milioni di ); 295 milioni di sono spesi direttamente dalle Regioni, con un aumento del 5,4% rispetto alla spesa del 2012 (pari a 280 milioni di ); 60 milioni di sono spesi dagli oltre Medici di Medicina Generale (pari a per medico), con un aumento del 11% rispetto al 2012, dove la spesa era di 54 milioni di (pari a per medico). 19 milioni di è la spesa ICT del Ministero della Salute. Per i risultati completi della Ricerca si veda il Report La spesa ICT in Sanità: ambiti di investimento e trend di evoluzione A discapito dell interesse più volte manifestato dai decisori e dagli attori chiave del sistema circa la rilevanza e la necessità di procedere ad una rapida modernizzazione del settore Salute attraverso gli investimenti in innovazione digitale, non sembra che tali propositi siano rispettati. Anzi, si assiste a un ulteriore contrazione della spesa ICT complessiva, che riguarda soprattutto le strutture sanitarie. E la situazione non è destinata a migliorare nel prossimo futuro, in quanto la maggior parte delle aziende coinvolte nella Ricerca prevede di ridurre ulteriormente le spese correnti, attraverso la rinegoziazione delle tariffe con i fornitori (54% del Le riprese dell evento sono disponibili in video on demand su 13

16 Executive Summary campione) o gli investimenti in nuovi progetti ICT (28% del campione). I CIO che prevedono un taglio generalizzato sia di spese sia di investimenti, a seguito della Spending Review, rappresentano complessivamente il 51% del campione. Gli ambiti chiave dell innovazione digitale Per comprendere come siano utilizzate le limitate risorse ICT nelle strutture sanitarie, la Ricerca ha approfondito i principali ambiti di innovazione, analizzando non solo gli investimenti, attuali e futuri, ad essi associati, ma anche: 1) la rilevanza strategica che le Direzioni aziendali attribuiscono ai diversi ambiti e 2) le relative barriere allo sviluppo (es. complessità di realizzazione, elevati investimenti necessari, resistenze al cambiamento, ecc.). Considerando quindi il punto di vista delle Direzioni e incrociando queste ultime due dimensioni di analisi emergono tre tipologie di ambiti di innovazione ICT. Breakthrough: ambiti di innovazione radicale, con forti benefici strategici che richiedono però importanti cambiamenti nei processi e nell organizzazione. Tra questi si includono la Cartella Clinica Elettronica, i sistemi di gestione documentale, i servizi digitali al cittadino, le soluzioni di Clinical Governance e Business Intelligence, le soluzioni per la gestione informatizzata dei farmaci, i sistemi di Business Continuity e Disaster Recovery e le soluzioni per l interoperabilità con sistemi regionali e/o nazionali (FSE). Must-have: ambiti con benefici e impatti limitati sulle performance chiave delle strutture sanitarie, ma su cui non si riscontrano elevate barriere allo sviluppo. Sono esempi di questo tipo i sistemi amministrativi e per la gestione delle Risorse Umane, i sistemi di front end e i sistemi gestionali di reparto. Challenge: ambiti che ad oggi appaiono essere meno rilevanti per il perseguimento degli 14 I risultati completi della Ricerca sono consultabili su

17 Executive Summary obiettivi strategici, a fronte dei quali sono richiesti comunque cambiamenti nei processi e/o il superamento di elevate barriere culturali per la loro implementazione. Tra questi ambiti ci sono il Mobile Health, il Cloud Computing, le soluzioni ICT a supporto della medicina sul territorio e l assistenza domiciliare (tra cui rientrano le soluzioni di Telemedicina), le soluzioni ICT per l assistenza sociale e la Cartella Sociale Elettronica (che risulta, però, di estrema rilevanza per il 94% dei Direttori Sociali). Se gli ambiti Breakthrough possono essere identificati come quelli sulla cresta dell onda, su cui la maggior parte delle strutture sanitarie sta già lavorando perché ne percepisce l importanza, gli ambiti Must-have rappresentano quelli più consolidati e, in un certo senso, commodity, perché riferiti soprattutto a processi di supporto e relativi a soluzioni ICT disponibili da tempo e mutuabili anche da altri settori. Un discorso a parte lo merita l ultimo cluster, che contiene gli ambiti al momento identificati come più problematici, ma che rappresentano le vere sfide per l evoluzione della Sanità nel prossimo futuro, sempre più rivolta alle componenti sociale e territoriale. Oltre alla visione delle Direzioni Strategiche in merito al ruolo dell ICT, l approfondimento della Ricerca 2014 dell Osservatorio ha permesso di stimare con significatività statistica non solo la spesa ICT complessiva in Sanità, ma anche i budget allocati ai diversi ambiti. In particolare, sono stati stimati i seguenti valori: la percentuale di strutture sanitarie italiane che nel 2013 ha sostenuto spese e investimenti in ciascun ambito; il budget ICT che le aziende sanitarie italiane hanno allocato nel 2013 a ogni ambito; la variazione attesa per il 2014 dei budget nei diversi ambiti. La Cartella Clinica Elettronica rappresenta, con una spesa complessiva di circa 58 milioni di, il principale ambito su cui le Aziende sanitarie allocano risorse economiche, con una Per i risultati completi della Ricerca si veda il Report Le soluzioni ICT per la gestione delle informazioni clinicosanitarie: dalla Cartella Clinica Elettronica al Fascicolo Sanitario Elettronico Le riprese dell evento sono disponibili in video on demand su 15

18 Executive Summary crescita prevista per il 2014 superiore all 8%. Oltre il 70% delle Aziende ha investito sulla CCE, a dimostrazione di come tale ambito rappresenti ancora il punto di attenzione per gran parte degli attori del Sistema Sanitario. Si rileva però che il livello di utilizzo delle funzionalità della CCE è ancora parziale, così come la loro diffusione a livello di intera struttura; le stesse funzionalità più diffuse, come la consultazione di referti e immagini o l order management, sono presenti in maniera completa in tutte le Unità Operative rispettivamente solo nel 44% e nel 37% delle Aziende. Rilevante anche l entità di spesa dedicata ad ambiti di carattere più operativo, come: i sistemi di front end (su cui nel 2013 l 81% delle aziende ha effettuato una spesa per un valore complessivo di circa 38 milioni di, confermato anche per il 2014) e le soluzioni ICT per la gestione amministrativa e delle Risorse Umane (per le quali nel 2013 l 82% delle strutture sanitarie ha speso complessivamente circa 38 milioni di, con una riduzione prevista per il 2014 pari al 4%). Per quanto riguarda l ambito più generale della Dematerializzazione, che include i sistemi di gestione documentale e i sistemi di conservazione dei documenti informatici, si può osservare che nel 2013 il 60% delle strutture sanitarie ha sostenuto una spesa in questo ambito, per un valore in assoluto pari a circa 14 milioni di, in riduzione rispetto al 2012 ma con un tasso di crescita previsto per il 2014 del 3%. In generale la digitalizzazione della documentazione clinica si riferisce a: referti di laboratorio e di radiologia, con oltre tre quarti dei documenti prodotti in formato digitale rispettivamente nel 68% e nel 62% delle aziende del campione; immagini diagnostiche, con oltre tre quarti delle immagini prodotte in formato digitale nel 64% delle Aziende campione. La Ricerca ha rilevato che gli altri documenti clinici sono poco dematerializzati, con bassi livelli di digitalizzazione soprattutto per i docu- 16 I risultati completi della Ricerca sono consultabili su

19 Executive Summary menti relativi al processo di cura, come il diario clinico-assistenziale, per il quale il 55% dei CIO dichiara che si tratta di documenti gestiti esclusivamente in modo cartaceo. Con riferimento all ambito dei servizi digitali al cittadino, il 74% delle strutture sanitarie italiane ha allocato nel 2013 specifiche risorse economiche per un valore stimato di circa 17 milioni di, in aumento rispetto al 2012, ma su cui si prevede per il 2014 un decremento pari al 2,5%. Tra i servizi maggiormente diffusi vi sono: il download dei referti via web (presenti nel 51% delle aziende del campione); i sistemi di prenotazione e pagamento via web delle prestazioni (rispettivamente attivi nel 40% e nel 37% delle aziende del campione). L offerta di questi servizi in modalità multicanale (attraverso sito web, app mobile, totem, ecc.), è però ancora limitata, ad eccezione del servizio di download dei referti che è fruibile in modalità multicanale nel 32% dei casi. Per i risultati completi della Ricerca si veda il Report Le soluzioni ICT per il miglioramento della relazione con il cittadino e il paziente: i servizi digitali al cittadino e i sistemi di front end Per quanto riguarda le soluzioni per l interscambio di documenti e informazioni con sistemi regionali e/o nazionali (FSE), nel 2013 il 60% delle strutture sanitarie ha effettuato una spesa su tali soluzioni per un valore complessivo pari a circa 21 milioni di, in forte aumento rispetto al 2012 (12 milioni di ) e con una crescita prevista anche per il 2014, pari quasi al 5%, a dimostrazione di come il tema del FSE sia di estrema attualità e rilevanza. L utilizzo di tali sistemi è finalizzato soprattutto alla condivisione di dati clinici e documenti su pazienti con altre strutture sanitarie e professionisti sanitari (72%), alla gestione dei certificati di malattia (71%) e alla gestione della ricetta elettronica (54%). Tra gli ambiti al momento più marginali, in relazione all entità di spesa, si trovano le soluzioni di Mobile Health (il 51% delle aziende ha speso nel 2013 circa 7 milioni di in quest ambito, con ipotesi di una leggera crescita, pari a quasi il 4%, per il 2014) e le soluzioni Le riprese dell evento sono disponibili in video on demand su 17

20 Executive Summary 8 La pagina attraverso cui poter accedere al documento si trova all indirizzo seguente: per l assistenza domiciliare e la medicina sul territorio (il 36% delle aziende ha dedicato nel 2013 un budget per questo ambito per un valore complessivo pari a circa 10 milioni di e con previsioni di riduzione pari al 5% per il 2014). Analizzando specificamente le soluzioni di Telemedicina, i servizi maggiormente presenti tra le strutture del campione sono le soluzioni di Tele-consulto (adottate dal 48% delle aziende del campione) e quelle di Tele-diagnosi (43%). Come ci si poteva aspettare, tuttavia, in oltre la metà dei casi si tratta di soluzioni in fase di sperimentazione, che difficilmente arrivano a regime una volta ultimata la fase pilota. La recente approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni delle Linee Guida sulla Telemedicina (avvenuta a Febbraio 8 ), ha però tra i suoi obiettivi proprio quello di consentire l uscita da questa fase di sperimentazione perenne, attraverso la definizione di piattaforme e obiettivi comuni e l omogeneità nello sviluppo di iniziative e progetti a livello locale. Analizzando, infine, le soluzioni ICT per l assistenza sociale (sistemi a supporto della pianificazione e del controllo dei servizi erogati, sistemi a supporto della presa in carico del cittadino/assistito, sistemi a supporto della gestione amministrativa, ecc.) e le soluzioni di Cartella Sociale Elettronica emerge che l 85% delle Aziende socio-sanitarie (nelle varie declinazioni: AUSL, ASL, ULSS, ecc.) ha dedicato nel 2013 budget per un valore complessivo di circa 7 milioni di a questi ambiti, con previsioni di leggera crescita (2%) per il I dati raccolti confermano come, anche per quanto riguarda l ICT, le propensioni dei decisori siano orientate maggiormente sullo sviluppo di soluzioni destinate all assistenza ospedaliera, mentre alle componenti territoriale e sociale sono dedicate solo poche risorse. I limiti di questa visione, incapace di guardare in modo aggregato ai bisogni dei pazienti, renderà ancora più difficile la realizzazione di quel cambiamento che con forza abbiamo affermato essere necessario. 18 I risultati completi della Ricerca sono consultabili su

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