Reti logistiche. Agilità globale. ecentemente, il panorama economico internazionale ha subito una serie di cambiamenti di rilievo, con evidenti

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1 Management Creare supply chain resilienti I sistemi logistici vengono studiati e progettati per poter svolgere al meglio il loro scopo principale: mettere in comunicazione fisica luoghi di produzione e di consumo. Lo studio del C-log dell Università Cattaneo LIUC, in collaborazione con l Università di Cranfield, affronta una tematica di estrema attualità, le cui criticità per le aziende sono messe maggiormente in evidenza dall attuale congiuntura economica. Pertanto, ogni scelta connessa alla configurazione e alla gestione della catena logistica diviene un fattore cruciale per assicurarsi vantaggio competitivo sostenibile. 36 marzo 2009 Alessandro Creazza e Fabrizio Dallari Centro di Ricerca sulla Logistica, Università Carlo Cattaneo LIUC Reti logistiche Agilità globale R ecentemente, il panorama economico internazionale ha subito una serie di cambiamenti di rilievo, con evidenti conseguenze per ogni aspetto della gestione aziendale, ivi compresa la logistica. Infatti, il ruolo di quest ultima, insieme alla gestione dei trasporti, è stato ripensato in funzione delle mutate condizioni di contesto, in un particolare ambito di sviluppo dei mezzi di trasporto e di comunicazione internazionali. Se da un lato, tale evoluzione ha permesso di raggiungere sempre più rapidamente ed efficientemente luoghi distanti, allargando la copertura geografica dei mercati e dando vita a significative opportunità di espansione dei bacini di clientela per le aziende, dall altro, sono derivati notevoli incrementi delle quantità trasportate su rotte sempre più internazionali ed è emersa la necessità di un coordinamento più sofisticato dei flussi logistici tra i diversi attori della stessa supply chain. Modelli di approvvigionamento su scala globale (il cosiddetto global sourcing) e strategie di delocalizzazione della produzione hanno ridisegnato i confini delle catene logistiche tradizionali, generalmente estese su aree geografiche nazionali o al più continentali. Di conseguenza, una situazione di cambiamento continuo, come quella descritta, ha portato le aziende, soprattutto multinazionali, a ripensare la configurazione dei propri network logistici per far fronte alle mutate esigenze di business. In particolare, in Europa si è passati da un assetto basato su diversi mercati, per lo più nazionali, ad un unico mercato in cui persone, merci e capitali si muovono ormai con un elevato grado di libertà. Tale trasformazione ha indotto i gruppi industriali e commerciali ad adeguare la propria organizzazione logistica, rivedendo su scala europea e globale le proprie reti di produzione, distribuzione e trasporto. In tale contesto, a partire dall evidenza dell opportunità di servire mercati lontani in forte crescita, espandendo al contempo la co-

2 pertura geografica dei propri bacini di approvvigionamento, la necessità di soddisfare il tradizionale trade-off tra il livello di servizio offerto al cliente e i costi di gestione della rete logistica ha assunto dimensioni del tutto nuove rispetto al passato, rappresentando una nuova e decisiva sfida per le aziende impegnate sui mercati internazionali. Infatti, data la notevole importanza che l organizzazione e il governo della supply chain assumono per la competitività delle aziende, le multinazionali devono confrontarsi con nuove decisioni di natura strategica riguardanti la configurazione delle proprie reti logistiche per rispondere alle esigenze di incremento della globalizzazione dei propri mercati. Il C-log, Centro di Ricerca sulla Logistica dell Università Cattaneo LIUC, ha affrontato queste tematiche di grande attualità in una ricerca dal titolo Logistics Network Design for Global Supply Chains, sviluppata in collaborazione con l università di Cranfield, sotto la supervisione del Prof. Martin Christopher, uno dei maggiori esperti del settore. In particolare, la ricerca è stata svolta con l obiettivo di analizzare l assetto delle reti logistiche globali, conseguente alle scelte strategiche relative alla configurazione della supply chain, in termini di configurazione del network fisico e di gestione dei flussi fisici, con particolare riferimento al processo di alimentazione dei magazzini a partire dalla rete di stabilimenti produttivi o dai fornitori. la ricerca L idea della ricerca è stata sviluppata nell ambito delle attività professionali e degli studi scientifici del C-log: il contatto con il mondo imprenditoriale ha consentito di valutare come i recenti mutamenti dello scenario economico, soprattutto riguardanti gli aspetti di internazionalizzazione degli scambi commerciali, abbiano significative ricadute sulle scelte che le aziende effettuano riguardo la configurazione delle catene logistico-distributive. Inoltre, informazioni raccolte da studi statistici relativi all andamento delle bilance commerciali dei Paesi mondiali hanno confermato la rilevanza della progressiva espansione degli scambi commerciali internazionali (AT Kearney, 2005). Infatti, secondo le previsioni fornite dagli istituti di ricerca socio-economica, i volumi del commercio internazionale sarebbero destinati a incrementare nel prossimo futuro con ritmi 2 o 3 volte superiori rispetto alla crescita annua del prodotto interno lordo mondiale (Cranfield, 2007; World Bank, 2007; WTO, 2007). Con particolare riferimento poi alle quote riguardanti gli scambi con le economie emergenti, quali India e Cina, gli studi descrivono incrementi di rilievo del volume di attività di tali Paesi con Europa e Nord America, soprattutto se raffrontati alla sostanziale staticità delle economie consolidate del Vecchio Continente (Eurostat, 2006). In tale scenario, è stato possibile assistere alla comparsa sul mercato di brand globali, vale a dire di prodotti e marchi progettati per essere commercializzati e distribuiti su scala mondiale: tale fenomeno, insieme al progressivo incremento della capacità di trasporto internazionale, ha radicalmente mutato il contesto competitivo. La logistica deve assicurare un fondamentale ruolo di supporto alle imprese, con modelli e strategie manageriali finalizzati a fornire una risposta concreta alle esigenze dell internazionalizzazione dei mercati (Aberdeen Group, 2007). Tuttavia, nonostante l impatto della globalizzazione e delle recenti evoluzioni dello scenario competitivo sulla gestione delle reti logistiche e della supply chain abbia destato notevole interesse presso il mondo della ricerca, nella letteratura tecnico-scientifica è ad oggi assai limitata la disponibilità di modelli di gestione esaustivi, in grado di costituire validi strumenti di supporto per analizzare specifici contesti di business e derivare linee guida per una ottimale configurazione delle reti logistiche internazionali. Per dare una risposta a tali esigenze, il C-log ha sviluppato il progetto di ricerca descritto in queste pagine, i cui risultati sono stati presentati all evento Global Logistics Network Redesign tenutosi recentemente presso l Auditorium dell Università Carlo Cattaneo LIUC. A tale evento hanno preso parte i responsabili della logistica e i supply chain manager di primarie aziende provenienti anche dall estero. Obiettivo della ricerca, pertanto, è stato la realizzazione di un ampio modello manageriale, vale a dire di uno strumento di supporto alle decisioni che potesse consentire alle aziende di analizzare in dettaglio diverse leve di gestione e che, in funzione delle specifiche caratteristiche di ciascun contesto di business, potesse fornire una serie di istruzioni per configurare in maniera ottimale la propria rete logistica. A tale scopo, la ricerca è stata condotta attraverso la realizzazione di una serie di casi di studio, che hanno coinvolto un panel di primarie aziende multinazionali, operanti in diversi settori industriali (AstraZeneca, Black & Decker, BTicino, Carlsberg, Green Pease nome fittizio, Hewlett Packard Services, Pirelli Tyre, Procter & Gamble, Whirlpool): l analisi dettagliata di tali casi ha permesso di derivare le informazioni necessarie per la costruzione del modello. In particolare, le aziende sono state esaminate secondo quattro dimensioni: il livello di internazionalizzazione, ovvero la rilevanza della quota di vendite destinate al mercato internazionale realizzata a partire da stabilimenti e fornitori locali; il grado di ottimizzazione del processo logisti- marzo

3 Management Creare supply chain resilienti co, vale a dire l orientamento dell azienda verso l efficienza della supply chain attraverso l accentramento della pianificazione dei flussi logistici e l ottimizzazione del network fisico; la varietà dell ambiente di business, in base alla reattività nell adeguarsi alle dinamiche e alle specificità di prodotto e di mercato; la complessità logistica, riferita alle problematiche di pianificazione e controllo delle relazioni tra il sistema produttivo internazionale (rete di stabilimenti/fornitori) e il sistema distributivo (magazzini regionali/locali) e non piuttosto alle criticità nei processi di distribuzione secondaria (circoscritte ai mercati locali e pertanto non significative ai fini dello studio delle reti logistiche globali). i risultati della ricerca Le dimensioni di analisi, utilizzate per costruire il modello, hanno consentito di evidenziare gli elementi chiave che hanno guidato le scelte di configurazione della supply chain adottate dalle 10 aziende prese in esame. La prima dimensione di classificazione (livello di internazionalizzazione) è stata studiata con riferimento agli ambiti del manufacturing (produzione+acquisti) e del mercato: ovvero, sono state valutate la presenza di stabilimenti produttivi e di fornitori in aree geografiche globalmente distribuite e la percentuale delle vendite realizzate in aree diverse da quelle di produzione dei beni commercializzati. I risultati (figura 1) indicano come la quasi totalità delle aziende studiate siano caratterizzate da un medio o alto livello di internazionalizzazione. Ciò è coerente con il contesto esaminato, vale a dire le supply chain di multinazionali operanti in contesti competitivi globalizzati. La seconda dimensione (grado di ottimizzazione del processo logistico) è stata invece valutata attraverso due ulteriori assi. Il primo è rap- Fig. 1 - I risultati dell analisi effettuata sul livello di internazionalizzazione delle aziende. presentato dall ottimizzazione della rete logistica, misurabile in termini di adozione di leve gestionali per ottimizzare il network (quali l utilizzo di magazzini centrali per razionalizzare e concentrare i flussi logistici, l applicazione di tecniche di pianificazione e ottimizzazione dei costi logistici). Il secondo asse è invece costituito dal livello di centralizzazione della pianificazione della supply chain, che può essere definito come il grado di autonomia conferito alle filiali locali per ciò che concerne le attività di pianificazione degli approvvigionamenti, della produzione e della distribuzione (o viceversa il livello di accentramento presso il quartier generale delle leve decisionali citate). È opportuno sottolineare che il livello di autonomia conferito alle filiali impatta sull ottimizzazione del processo logistico: infatti, un maggiore accentramento del governo dei flussi viene utilizzato qualora si voglia perseguire un ottimizzazione globale della supply chain, mentre una maggiore autonomia a livello locale viene assegnata quando si opta per un orientamento votato a un ottimizzazione locale, privilegiando una maggiore reattività e vicinanza al mercato. La figura 2 mostra i risultati dell analisi. Il campione delle aziende studiate si è posizionato esclusivamente in due aree (corrispondenti ai due estremi alto-alto e medio-medio), non coprendo pertanto tutto lo spettro delle possibili alternative. Ciò è dovuto essenzialmente al fatto che strategie in cui vengono ampiamente utilizzate leve di ottimizzazione della rete logistica sono principalmente adottate qualora si opti per un alta centralizzazione della pianificazione della supply chain (e viceversa). Tali risultati, seppure significativi, necessitano tuttavia di ulteriore approfondimento per poter derivare delle linee guida manageriali di utilità concreta. Seguendo le indicazioni metodologiche mutuate dagli esperti coinvolti nella ricerca, si è deciso di investigare i legami fra gli assi di classificazione sopra descritti: il livello di internazionalizzazione e il grado di ottimizzazione del processo logistico possono essere studiati congiuntamente, al fine di indagare eventuali influenze e interconnessioni. È senza dubbio interessante, infatti, studiare il legame che intercorre fra un certo livello di internazionalizzazione e il corrispondente grado di ottimizzazione del processo logistico. Per tale ragione, le due dimensioni di analisi prece- 38 marzo 2009

4 Fig. 2 - Il grado di ottimizzazione del processo logistico valutato per il campione di studio. Fig. 3 - L analisi congiunta dei livelli di internazionalizzazione e ottimizzazione del processo logistico suggerisce spunti di analisi riguardo i legami fra le due grandezze valutate. dentemente descritte sono state incluse in una sola matrice, comprendente in un unica rappresentazione tutte le grandezze analizzate fino a questo punto. L analisi congiunta ha fornito dei risultati molto interessanti: infatti, come si può notare dalla figura 3, a simili livelli di internazionalizzazione corrispondono gradi di ottimizzazione del processo logistico sostanzialmente diversi. Per spiegare tale fenomeno è necessario utilizzare le due ulteriori dimensioni di analisi presentate in precedenza: la complessità logistica e la varietà dell ambiente di business. Tali assi di classificazione consentono infatti di descrivere ulteriori caratteristiche e particolarità dei casi aziendali, legate agli specifici elementi distintivi del processo logistico e all ambiente competitivo di ciascun contesto studiato. Valutando il livello di complessità logistica e di varietà dell ambiente di business, è stato possibile individuare tre gruppi distinti di aziende (figura 4), correlando pertanto i risultati ottenuti dalla precedente analisi e derivando in conclusione una valutazione complessiva di tutti gli aspetti studiati. In dettaglio, aziende caratterizzate da elevata complessità logistica e media varietà dell ambiente di business (Black and Decker, BTicino, Pirelli Tyre, Whirlpool) risultano essere maggiormente concentrate sull ottimizzazione del processo logistico, adottando un network in cui sono presenti nodi di connessione tra il sistema produttivo su scala globale e la rete di magazzini centrali/nazionali, destinati a servire aree di mercato anche sovranazionali. L utilizzo di operatori logistici integrati globali (che svolgono funzioni di 4PL, aventi funzioni di coordinamento all interno della supply chain) è indicato per poter organizzare in maniera integrata la rete logistica e gestire in modo ottimizzato le complessità internazionali, con hub marzo

5 Management Creare supply chain resilienti Fig. 4 - Il modello manageriale proposto: quali soluzioni di centralizzazione della pianificazione della supply chain e quali configurazioni della rete logistica adottare? di consolidamento per l approvvigionamento dei materiali e le spedizioni ai clienti. All estremo opposto, aziende operanti in contesti a minore complessità logistica, ma con mercati di riferimento altamente dinamici ed elevate specificità di prodotto, hanno come obiettivo prioritario la flessibilità e la vicinanza al mercato, al fine di essere quanto più reattive e servire in maniera tempestiva i clienti, disponendo di brevi tempi di risposta per adeguarsi alle richieste. Pertanto, un ottimizzazione globale del processo logistico sarebbe troppo onerosa in termini di compromessi con il livello di servizio al cliente. Tali aziende si orientano perciò verso una maggiore autonomia a livello locale, con sistemi manifatturieri direttamente connessi con una rete logistica a copertura di una domanda a prevalenza nazionale. La possibilità di agire localmente in maniera autonoma concede loro la possibilità di raccogliere più rapidamente le esigenze provenienti dal mercato e rispondere ad esse rapidamente, adottando un approccio votato all agilità. Infine, casi connotati sia da medio/basso livello di complessità logistica e media/bassa varietà dell ambiente di business, oppure da elevata complessità logistica e varietà di mercato, adottano formule in cui prevale il coordinamento delle decisioni tra il livello centrale e le filiali, in termini di governo dei flussi logistici. In tali contesti, infatti, si rendono necessarie soluzioni di compromesso fra un ottimizzazione spinta del processo logistico e un ampia autonomia gestionale a livello locale, alla ricerca di una maggiore reattività della supply chain. L obiettivo è evitare sbilanciamenti verso un ec- 40 marzo 2009

6 Una costante presenza nel mondo della Logistica Il C-log (Centro di Ricerca sulla Logistica) dell Università Carlo Cattaneo LIUC si propone come punto di riferimento nazionale per le attività di ricerca e formazione sulle tematiche inerenti il tema della logistica nel suo insieme, con riferimento sia ai processi distributivi e produttivi, sia al mondo dei servizi di trasporto e delle infrastrutture. A partire dalla sua istituzione nel gennaio 2006, il C-Log ha lavorato su numerose attività nel settore dei sistemi logistici - produttivi e di trasporto che si sono concretizzate in progetti di ricerca finanziati, convegni di respiro nazionale, iniziative di formazione e pubblicazioni scientifiche e didattiche. Vanta collaborazioni con i più noti centri di eccellenza internazionali tra cui l Università di Cranfield (Regno Unito) attraverso progetti di ricerca congiunta che prevedono lo scambio di docenti e ricercatori. In particolare, la collaborazione fra il C-log e Cranfield si è concretizzata nella ricerca Logistics Network Design for Global Supply Chains e nello studio delle tematiche della gestione del rischio nella supply chain, a partire da un esperienza di scambio internazionale legata al dottorato di ricerca di Alessandro Creazza. cessivo grado di centralizzazione, difficile da gestire in contesti di business variabili, o verso un orientamento votato esclusivamente alla reattività, evitando perciò di tralasciare le potenziali opportunità di economie derivanti dalla possibilità di ottimizzare un contesto logistico connotato da complessità non trascurabile. Conclusioni Lo studio presentato in queste pagine affronta una tematica di estrema attualità, le cui criticità per le aziende sono messe maggiormente in evidenza dall attuale congiuntura economica, ove la competitività delle imprese operanti sui mercati reali è messa a rischio dalla crisi che ha investito il mondo finanziario. Pertanto, ogni scelta connessa alla configurazione e alla gestione della catena logistica diviene un fattore cruciale per assicurarsi vantaggio competitivo sostenibile. Per questa ragione, la definizione del corretto livello di centralizzazione della pianificazione della supply chain e la scelta della configurazione ottimale della rete logistica ricoprono un importanza di assoluto rilievo. Tali scelte impattano inoltre sull orientamento dell azienda in termini di reattività e agilità della catena logistica. In funzione delle caratteristiche di ogni specifico contesto aziendale, l agilità, soprattutto nell attuale periodo di crisi, può rappresentare un elemento di primaria importanza, come sottolineato da Martin Christopher nel corso del suo intervento al convegno LIUC. Infatti, nelle presenti condizioni, caratterizzate dall esplosione della gamma dei prodotti, dall incremento dell estensione geografica dei mercati e delle produzioni, dalla concentrazione dei settori industriali e da notevole incertezza economico-finanziaria, le aziende devono fronteggiare scenari caratterizzati da tassi di rischio sempre più accentuati. Secondo Christopher, l agilità nel seguire le variazioni del mercato diviene pertanto un elemento fondamentale per creare supply chain resilienti, in grado di reagire a mutamenti improvvisi, limitando gli impatti negativi sulle prestazioni di servizio al cliente e di efficienza globale. Le implicazioni pratiche della ricerca per il mondo imprenditoriale sono evidenti. Infatti, il modello proposto, basato sull analisi di 10 multinazionali considerate best practice nella gestione della supply chain, è in grado di spiegare il legame che intercorre fra le scelte che le aziende si trovano a dover effettuare in termini di pianificazione/configurazione della rete logistica e le specificità del proprio contesto di business. Il lavoro presentato propone pertanto un primo punto di riferimento destinato a fornire ai supply chain manager una chiave di lettura strategica del loro contesto di business. I risultati della ricerca hanno infatti messo in evidenza una serie di elementi che le aziende dovrebbero tenere in considerazione per identificare l approccio più adeguato alla configurazione delle reti logistiche su scala internazionale. Bibliografia Aberdeen Group (2007), Working papers on Global supply chain management research. A.T. Kearney (2005), Global Procurement Studies, Working paper. Cranfield (2007), Global Sourcing and Logistics, Research document. Creazza, A. (2008), Logistics Network Design for Global Supply Chains: an explorative empirical study. Tesi di Dottorato di Ricerca in Gestione Integrata d Azienda. Eurostat (2006), Statistics on European economy. Data from Eurostat website. World Bank (2007), Statistics on world economy. Data from World Bank website. WTO (2007), Statistics on world trade. Data from WTO website. marzo

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