Mother-child and father-child interactions during feeding in a non referred sample: an empirical study on the parental psychopathological risk

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1 Ricerche infanzia e adolescenza Vol. 13, n. 3, 2014 Interazioni madre-bambino e padre-bambino durante l alimentazione in un campione non riferito: uno studio empirico sul rischio psicopatologico genitoriale Mother-child and father-child interactions during feeding in a non referred sample: an empirical study on the parental psychopathological risk LUCA CERNIGLIA 1, GIULIA BALLAROTTO 2, ANGELA ROCCO 2, SILVIA CIMINO 2 1 Università Telematica Internazionale Uninettuno, Roma 2 Sapienza Università, Roma RIASSUNTO: Obiettivo: Il presente lavoro ha l obiettivo di studiare la qualità delle interazioni genitorebambino durante l alimentazione a 24 mesi d età, prendendo in considerazione la possibile influenza del rischio psicopatologico genitoriale e del coinvolgimento materno e paterno, valutato in termini di tempo, dedicato all accudimento del bambino. Metodo: Ad un campione costituito da N=50 famiglie non referred, è stata applicata la Scala di Valutazione dell Interazione Alimentare (SVIA), separatamente per la diade madrebambino e padre-bambino; inoltre, entrambi i genitori hanno compilato la SCL-90-R e una scheda anamnestica in cui hanno indicato le ore settimanali di impegno nella cura del figlio. Risultati: I risultati mostrano che la qualità delle interazioni alimentari madre-bambino differisce da quella padre-bambino. In particolare, le interazioni madre-bambino evidenziano punteggi significativamente meno disadattivi rispetto alle interazioni padre-bambino nelle quattro sottoscale della SVIA. Inoltre, sintomi materni di ansia fobica e di ideazione paranoide predicono un interazione alimentare non contingente con il figlio, mentre sintomi paterni di somatizzazione predicono un interazione caratterizzata da scambi conflittuali. Non sono emerse associazioni tra il coinvolgimento genitoriale (in termini di tempo dedicato all accudimento) e la qualità delle interazioni alimentari con il proprio figlio. Conclusioni: i risultati mostrano che le madri e i padri hanno specifiche modalità di interazione con i loro figli durante l alimentazione, che sembrano collegarsi alle caratteristiche del profilo di rischio psicopatologico individuale di entrambi i genitori. PAROLE CHIAVE: Interazioni alimentari genitore-bambino, Rischio psicopatologico genitoriale, Coinvolgimento nell accudimento del bambino. ABSTRACT: Objective: The present study explores the quality of mother-child and father-child interactions with 24-month-olds during feeding, taking into account possible influences of parental psychopathological risk and time spent by the parent with the child. The quality of mother-infant interactions during feeding has been extensively studied and its impact on children s psychological functioning has been broadly investigated both in clinical and community samples. In recent years, the role of fathers as resilience and/or risk factors for possible outcomes in children s mental health has been considered, and several studies have focused on paternal involvement. Methods: Families were recruited in Italian daycare centers (N=50 families) and assessed through an observation of the feeding operated in the families homes (SVIA). A team of trained psychologists video-recorded mother-infant and father-infant interactions separately in two different sessions whose order was randomly decided. A self-report questionnaire for parental psychopathological risk (SCL-90-R) was completed by the parents independently at home. Moreover, parents provided information about the amount of time spent with their children. The Italian version of the observational scale during feeding (SVIA) has 40 items-rated on a four-point Likert Scale-and four subscales: Affective State of the Parent, Interactional Conflict, Food Refusal Behaviours of the Child, Affective State of the Dyad. The Simptom Check List-90-Revised (SCL-90-R) is a 90-item self-report symptom inventory for the assessment of psychological symptoms and psychological distress. It is scored and interpreted in terms of nine primary subscales and three Global Indices of Distress. Results: Results show that the overall quality of mother-child interactions 138

2 L. Cerniglia, et al.: Interazioni madre-bamibino e padre-bambino durante l alimentazione in un campione non riferito La letteratura scientifica internazionale relativa alla prima infanzia concorda nel ritenere che la qualità dell interazione madre-figlio durante i primi anni di vita abbia un impatto rilevante sullo sviluppo psicologico del bambino, costituendosi come uno dei fattori di primaria importanza nel predire l andamento delle traiettorie evolutive infantili (Ramchandani, Domoney, Sethna, Lamprini, Vlachos e Murray, 2013). Tuttavia, negli ultimi decenni, numerosi contributi teorici e clinici (Minuchin, 1974; Bronfenbrenner, 1979) hanno sottolineato che lo studio delle dinamiche relazionali all interno della famiglia deve prendere in considerazione, oltre agli scambi diadici madre-figlio, anche le interazioni tra il padre e il bambino nei contesti quotidiani dell accudimento, come il momento dell alimentazione. Recenti studi hanno evidenziato che le interazioni positive ed affettivamente coinvolgenti tra padre e figlio possono influenzare lo sviluppo cognitivo e socio-emotivo del bambino sia direttamente, attraverso il coinvolgimento paterno nella routine quotidiana, sia indirettamente, favorendo gli scambi madrefiglio e sostenendo le interazioni triadiche all interno della famiglia (Brown, McBride, Bost e Shin, 2011). Il padre, infatti, può supportare le decisioni e i comportamenti della madre nella gestione dei figli e/o fornire supporto economico alla famiglia, contribuendo alla salute emotiva ed educativa del bambino (Carlson, 2006; Atzaba-Poria, Meiri, Millikovsky, Barkai, Dunaevsky-Idan e Yerushalmi, 2010; Cimino, Cerniglia, Paciello e Sinesi, 2013). In linea con queste considerazioni, Lamb (2010) ha evidenziato che i padri interagiscono con i propri figli in un modo significativamente diverso dalle madri: in particolare gli scambi padre-bambino appaiono caratterizzati da una maggiore ricerca di contatto fisico e questo aspetto sembra avere un ruolo determinante nella promozione dei processi di regolazione emotiva nel bambino (Feldman, 2003). Negli ultimi anni, quindi, la ricerca si è focalizzata sia sull induring feeding was significantly less maladaptive than that of father-child interactions. Mothers psychopathological risks (namely phobic anxiety and paranoid ideation) predicted the general quality of their interactions with their children during feeding in the direction of less contingent and less sensitive exchanges. Fathers psychopathological risk (namely somatization symptoms) predicted a more severe conflict in their interactions with their child during feeding. No association was found between maternal and paternal involvement and the quality of interactions with their children. Conclusions: In sum, our results show that mothers and fathers have their own specific interactional styles with their children during feeding, which are impacted by different and particular issues originating from both the parents individual psychological profile. KEY WORDS: Parent-child interactions during feeding, Parental psychopathology risk, Parental involvement. n Introduzione terazione madre-bambino sia padre-bambino evidenziando, in particolare, come la relazione con quest ultimo genitore abbia un impatto rilevante, come possibile fattore protettivo e/o di rischio, per l eventuale sviluppo di disturbi psicopatologici infantili (Kwon, Jeon, Lewsader e Elicker, 2012; Lamb e Lewis, 2007). In riferimento allo specifico contesto dell alimentazione, la ricerca internazionale si è concentrata principalmente sulle interazioni madre-bambino, in quanto le madri sono state tradizionalmente considerate i principali punti di riferimento per l alimentazione dei propri figli (Campbell, Andrianopoulos, Hesketh, Ball, Crawford, Brennan, Corsini e Timperio, 2010; Patrick, Nicklas, Hughes e Morales, 2005). Tuttavia, negli ultimi decenni, i ruoli dei genitori e le loro responsabilità sono mutate, prevalentemente a causa del maggiore coinvolgimento della donna nel mondo del lavoro. Ciò ha dato avvio a nuovi studi che si sono focalizzati sulle abitudini del padre nell interazione con i loro figli durante l alimentazione e sulle caratteristiche psicologiche e/o psicopatologiche di questo genitore (Khandpur, Blaine, Fisher e Davison, 2014). Blissett e Haycraft (2011) non hanno evidenziato differenze tra gli stili interattivi della madre e del padre durante i pasti del bambino; inoltre hanno rilevato che i padri si sentivano personalmente responsabili, come le madri, dell organizzazione dei pasti e della scelta dei cibi (Mallan, Nothard, Thorpe, Nicholson, Wilson, Scuffham e Daniels, 2013). Altri autori, come Hendy, Williams, Camise, Eckman e Hedemann (2009) hanno riscontrato che i padri, rispetto all organizzazione dei pasti dei bambini, non erano attenti alla qualità dei cibi assunti dal bambino, ma tendevano ad essere interessati a concludere il pasto del bambino, indipendentemente dalla quantità dei vari nutrienti proposti. Altre ricerche hanno mostrato che i padri erano maggiormente propensi ad incoraggiare i figli a mangiare, attraverso suggerimenti verbali o non verbali, ragionamenti, pressioni e incentivi durante l alimentazione (Haycraft e Blissett, 2008; Orrell-Valente, Hill, Brechwald, Dodge, Pettit e Bates, 2007), ma senza utilizzare minacce o punizioni (Tschann, 139

3 Infanzia e adolescenza, 13, 3, 2014 Gregorich, Penilla, Pasch, de Groat, Flores, Deardorff, Greenspan e Butte, 2013; Haycraft e Blissett, 2012). In particolare, l età dei bambini è risultata essere una variabile importante nello studio delle dinamiche emotive e comportamentali tra padri e figli durante i pasti. I padri dei bambini più grandi riportavano un minor utilizzo del cibo per regolare l attivazione emotiva dei figli (ad esempio, evitavano di proporre il cibo come mezzo per interrompere il pianto del bambino oppure sceglievano di non offrire un cibo particolare come premio al fine di interrompere un comportamento problematico del figlio), rispetto ai padri di bambini più piccoli. Inoltre, con i bambini più grandi, tendevano a controllare l ingestione di cibi se vi erano preoccupazioni rispetto ad una situazione di sovrappeso (Musher-Eizenman, de Lauzon-Guillain, Holub, Leporc e Charles, 2009). Gli studi più specifici sul rischio psicopatologico delle madri e dei padri sembrano connettere questa variabile ad interazioni disadattive genitore-bambino durante i pasti, specialmente durante i primi due anni di vita e in contesti socialmente disagiati (Horodynski e Arndt, 2005). Infatti, famiglie con genitori che mostravano sintomi di rischio psicopatologico in varie aree, sembravano avere difficoltà nel rispondere contingentemente alle nuove abilità e ai segnali mostrati dai loro figli in particolari fasi dello sviluppo, come durante lo svezzamento e l inizio dell alimentazione autonoma (Birch, Fisher e Davison, 2003). Nonostante sia stato rilevato che un associazione fra psicopatologia materna e paterna possa predire uno stile co-genitoriale dominato da cicli interattivi negativi con il bambino durante il gioco e l alimentazione (Pinquart e Teubert, 2010), solo recentemente alcuni studi empirici su campioni clinici e non clinici hanno tentato di valutare l impatto dei sintomi psicopatologici paterni sulla salute mentale del bambino, con particolare riferimento al costrutto del coinvolgimento. In questa direzione, diverse ricerche hanno messo in luce che i padri con un coinvolgimento elevato con il proprio figlio (coinvolgimento valutato in termini di tempo trascorso con il bambino) sembravano avere dei figli con maggiori capacità empatiche e relazionali (Cerniglia, Cimino, Ballarotto e Monniello, 2014; Pleck, 2010). Se gran parte della letteratura scientifica ha considerato la quantità di tempo trascorsa dai padri con i figli come indice di coinvolgimento, ricerche più recenti sembrano rilevare l importanza di valutare più attentamente la qualità delle interazioni padre-figlio, indipendentemente dal tempo trascorso nelle pratiche di accudimento, per comprendere i meccanismi secondo i quali il coinvolgimento del padre può avere un effetto positivo sullo sviluppo del bambino (Stueve e Pleck, 2001). Lamb (2013) sottolinea il ruolo della sensibilità e della disponibilità al coinvolgimento così come il significato del supporto paterno durante le interazioni. Inoltre, la teoria dell attaccamento suggerisce che il coinvolgimento paterno possa promuovere lo sviluppo adattivo del bambino in quanto può favorire un modello di attaccamento infantile sicuro connesso al benessere psicologico in età evolutiva (Brown, McBride, Shin e Bost, 2007). Tuttavia, nella letteratura sull attaccamento, è stata riservata una limitata attenzione alla qualità delle interazioni padre-figlio durante l alimentazione e alle possibili associazioni con esiti adattivi e/o disadattivi nello sviluppo emotivo-comportamentale del bambino. Le ricerche empiriche che hanno preso in considerazione campioni clinici di padri e di madri e il loro impatto sulla qualità dell interazione alimentare con i figli hanno messo in luce come la pressione paterna a mangiare sia stata correlata con bulimia e sintomi restrittivi paterni (Blissett, Meyer e Haycraft, 2006). Inoltre, i disturbi alimentari e la depressione materna sembrano essere le difficoltà psicopatologiche più frequentemente associate a modelli di interazione disadattivi madre-bambino durante i pasti (Cimino, Cerniglia e Paciello 2014; Watkins, Cooper e Lask, 2012). Infatti, è emerso che madri depresse e con disturbi del comportamento alimentare mostrano un minor coinvolgimento nell interazione con il bambino durante l alimentazione e possono presentare ansia, irritazione e intrusività; possono inoltre manifestare difficoltà nel riconoscere empaticamente e modulare gli stati affettivi del figlio durante i pasti (Ammaniti, Lucarelli, Cimino, D Olimpio e Chatoor, 2010). Le ricerche che hanno tentato di evidenziare l effetto bidirezionale dell interazione tra i genitori e il bambino durante i pasti hanno utilizzato metodi d osservazione che prendono in considerazione diversi contesti verbali e non verbali (Hughes, Frankel, Beltran, Hodges, Hoerr, Lumeng, Tovar e Kremers, 2013). Molti di questi studi hanno focalizzato l attenzione sul gioco quotidiano, mentre solo poche ricerche si sono concentrate sulle interazioni tra il genitore e il bambino durante i pasti (Blisset, 2011). In questo ambito, è stato suggerito come l interazione genitore-bambino durante l alimentazione costituisca un contesto interattivo fondamentale in cui i bambini iniziano a riconoscere e a decodificare i segnali verbali e non verbali, ponendo particolare attenzione all alternanza dei turni e al riconoscimento dei propri segnali interni di fame e sazietà all interno di un contesto relazionale con- 140

4 L. Cerniglia, et al.: Interazioni madre-bamibino e padre-bambino durante l alimentazione in un campione non riferito tingente ed affettivamente connotato che promuove un autoregolazione efficace (Black e Aboud, 2011). Sulla base delle premesse teoriche e cliniche brevemente delineate, la presente ricerca si pone l obiettivo generale di approfondire le interazioni madre-bambino e padre-bambino in un campione non clinico, considerando la possibile influenza del rischio psicopatologico genitoriale e del tempo trascorso dai genitori nell accudimento e nella cura del bambino. In particolare, il presente lavoro si pone i seguenti obiettivi specifici: 1) Valutare la qualità delle interazioni madre-figlio e padre-figlio durante l alimentazione; 2) Valutare il rischio psicopatologico dei genitori; 3) Verificare la possibile influenza del rischio psicopatologico genitoriale e del coinvolgimento in termini di ore dedicate alla cura del bambino sulla qualità delle interazioni tra il genitore e il figlio durante il pasto. n Metodo Descrizione del campione Per il campione valutato nella presente ricerca sono state selezionate cinquanta famiglie (N=50) grazie alla collaborazione di venti asili nido del Centro Italia. I bambini (N=32 femmine e N=18 maschi) avevano un età compresa fra i 23 e i 26 mesi (d.s.= 1,88) e l età media dei genitori era 34.5 anni (d.s.=1.2) per i padri e anni (d.s.=1.97) per le madri. L 89% dei bambini era primogenito e il 73% è stato allattato al seno nel primo anno di vita. Il 91% delle coppie era sposato e tutte le famiglie appartenevano ad uno status socio-economico di livello medio (SES-Hollingshead, 1975). Il 94% dei genitori conviveva (il 3% dei genitori che conviveva non era sposato) e l 82% delle famiglie aveva una doppia entrata economica. Tutti i compagni delle madri selezionate per questo studio erano i padri biologici dei bambini e tutti i genitori appartenevano alla razza caucasica. Sia le madri sia i padri selezionati per la presente ricerca erano coinvolti nell accudimento con i loro figli quotidianamente [tempo medio speso settimanalmente dalle madri con i loro bambini: 76.1 ore (d.s.= 2.3); tempo medio speso settimanalmente dai padri con i figli: 23.6 ore (d.s.= 3.51)]. Procedura Un gruppo di psicologi specificamente formati per gli obiettivi della presente ricerca ha preso contatti con venti asili nido nel Centro-Italia, presentando gli scopi dello studio. Per la selezione del campione sono stati utilizzati i seguenti criteri: 1) età dei bambini compresa fra 23 e 26 mesi; 2) assenza di disturbi fisici o/o mentali nei genitori e nei bambini; 3) gestione dell alimentazione del bambino effettuata da entrambi i genitori, frequentemente in assenza dell altro partner impegnato nel proprio contesto lavorativo. Le famiglie che hanno accettato di partecipare alla ricerca hanno compilato un modulo per il consenso informato nel quale erano dettagliatamente spiegate le varie fasi dello studio. Tutte le diadi genitore-bambino nel campione sono state osservate nelle loro abitazioni tramite videoregistrazioni di venti minuti durante un pasto principale; le interazioni alimentari madre-bambino e padre-bambino sono state effettuate in due giornate differenti usando una procedura randomizzata per decidere l ordine con cui effettuare le osservazioni. Le videoregistrazioni sono state condotte da psicologi specificatamente addestrati nell uso dello strumento osservativo SVIA e sono state codificate da due valutatori indipendenti che hanno utilizzato sia un sistema carta-matita sia un software di codifica (Lucarelli, Cimino, Perucchini, Speranza, Ammaniti e Ercolani, 2002). La SVIA è stata scelta perché è l unica procedura che valuta specificatamente le interazioni genitore-bambino durante l alimentazione, validata per la popolazione italiana (Lucarelli et al., 2002). Successivamente, è stata consegnata ad entrambi i genitori la Symptom Checklist-90-Revised per valutare il rischio psicopatologico. Questo strumento è stato compilato indipendentemente da ciascun genitore. Infine, ciascun genitore ha compilato un modulo che richiedeva di indicare il numero medio di ore trascorse nell accudimento e nella cura del bambino durante la settimana. Strumenti La Symptom Checklist-90-R (SCL-90-R) (Derogatis, Lipman e Covi, 1973; Derogatis, 1994) è un questionario self-report che fornisce una misura standardizzata dello status psicologico e/o psicopatologico attuale, applicabile a popolazioni normali o psichiatriche di adulti e di adolescenti. La SCL-90-R permette di ottenere un ampio spettro di informazioni sull esperienza soggettiva attuale di benessere e/o di disagio psicologico, consentendo di effettuare screening sia in ambito clinico che di ricerca. I punteggi ottenuti sono interpretati sulla base di nove dimensioni primarie: 1) Somatizzazione, 2) 141

5 Infanzia e adolescenza, 13, 3, 2014 Ossessione compulsione, 3) Sensibilità interpersonale, 4) Depressione, 5) Ansia, 6) Ostilità, 7) Ansia fobica, 8) Ideazione paranoide, 9) Psicoticismo. Inoltre, sulla base di tre Indici Globali (Indice di Gravità Globale, Indice di Disturbo dei Sintomi Positivi, Indice Totale dei Sintomi Positivi), la SCL-90- R fornisce il livello di gravità e l ampiezza del distress psicologico individuale relativo alle nove dimensioni primarie misurate. Questo strumento può anche evidenziare cluster di sintomi associati a specifiche condizioni psicopatologiche (ad es., disturbi affettivi e di personalità). La coerenza interna della versione italiana, testata su un campione di adolescenti e di adulti, è soddisfacente (coefficiente alpha compreso tra 0.70 e 0.96) e il cut-off clinico è risultato pari ad 1 (Prunas, Sarno, Preti, Madeddu e Perugini, 2012). La Scala di Valutazione dell Interazione Alimentare Genitore-Bambino (SVIA) (Lucarelli et al., 2002) è l adattamento italiano della Feeding Scale (Chatoor, Getson, Menvielle, Brasseaux, O Donnell, Rivera e Mrazek, 1997). La Scala di Valutazione dell interazione alimentare genitore-bambino (SVIA) misura un ampio spettro di comportamenti interattivi e identifica modalità relazionali normali e/o a rischio tra il genitore e il bambino durante gli scambi alimentari (Lucarelli et al., 2002); la Scala è applicabile ai bambini di età compresa tra 1 e 36 mesi. Prevede la videoregistrazione dell interazione genitore-bambino nel contesto dell alimentazione per almeno 20 minuti e, grazie alla successiva codifica, è possibile la valutazione di un ampia gamma di comportamenti interattivi. È suddivisa in quattro sottoscale: Stato Affettivo del genitore (codifica lo stato affettivo del genitore e il conseguente stato affettivo del bambino in relazione alla qualità del supporto genitoriale e alle capacità auto-regolative del bambino); Conflitto Interattivo (rileva le interazioni caratterizzate da una comunicazione conflittuale, non collaborativa e non empatica tra i due partner); Comportamenti di Rifiuto Alimentare del Bambino (esamina i pattern alimentari del bambino riconducibili ad una difficile regolazione di stato durante il pasto e alla scarsa assunzione di cibo); Stato Affettivo della Diade (analizza in quale misura i pattern alimentari del bambino siano o meno il risultato di una regolazione interattiva, cui concorrono entrambi i partner). Il punteggio, misurato su una Scala Likert a quattro punti da 0 a 3 (assente, poco, abbastanza, molto), per ogni sottoscala, è stato confrontato con i valori normativi riferiti al campione italiano di standardizzazione. L indice di accordo tra codificatori, misurato su ognuno degli item, mediante correlazioni r di Pearson, è compreso tra 0.7 e 1 per un sottogruppo di 182 bambini normali e tra 0.9 e 1 per un sottogruppo di 182 bambini con disturbi alimentari (pari al 50% del totale). I valori di attendibilità sono risultati buoni, variando tra 0.79 e Scheda anamnestica per rilevare il coinvolgimento genitoriale: In linea con la letteratura scientifica sulla valutazione del coinvolgimento genitoriale (Brown et al., 2007; 2011; Mallan et al., 2013), è stata costruita una scheda anamnestica in cui i due genitori, separatamente, hanno indicato, in termini di ore, il tempo medio settimanale trascorso nella cura e nell accudimento del proprio bambino. Analisi dei dati Per esaminare la qualità dei modelli di interazione genitore-bambino durante l alimentazione, sono state effettuate una serie di analisi della varianza multivariata (MANOVA) sulle dimensioni relazionali della SVIA. Successivamente, sono state condotte le analisi univariate e i test post-hoc di Duncan, utilizzando la correzione di Bonferroni. Inoltre, il rischio psicopatologico materno e paterno è stato valutato attraverso una serie di MANOVA che sono state eseguite sui punteggi degli indici globali e delle sottoscale dell SCL-90-R. Infine, sono state condotte due analisi di regressione multipla per indagare la possibile influenza del rischio psicopatologico genitoriale (misurato con la SCL-90-R) e del coinvolgimento in termini di ore dedicate alla cura del bambino (misurato con i dati emersi dalla scheda anamnestica) sulla qualità delle interazioni tra il genitore e il figlio durante il pasto (misurate attraverso le quattro sottoscale della SVIA). In tutte le analisi che sono state effettuate, il sesso del bambino non ha mostrato alcun effetto significativo sulle variabili. Tutte le analisi statistiche sono state condotte con il software SPSS (versione 20.0). n Risultati Valutazione della qualità delle interazioni madrebambino e padre-bambino durante l alimentazione Le analisi della varianza multivariata (MANOVA) effettuate sulle quattro sottoscale della SVIA mostrano 142

6 L. Cerniglia, et al.: Interazioni madre-bamibino e padre-bambino durante l alimentazione in un campione non riferito che i punteggi dei padri risultano significativamente più elevati di quelli delle madri in tutte le sottoscale (p<0.01) (Tabella 1). Nessun soggetto, né madre né padre, supera i cut-offs italiani per la popolazione clinica (Lucarelli et al., 2002). Tabella 1 - Medie e deviazioni standard dei punteggi di madri e padri alle quattro sottoscale della SVIA, risultati del test F di Fisher e indicazione del livello di significatività. Madri Padri Fisher F p Test (1,98) Stato Affettivo 4.97 (3.03) 9.28 (3.32) 45,94 <0.001 del Genitore Conflitto 4.02 (3.19) 7.59 (4.05) 24,12 <0.001 Interattivo Rifiuto 2.09 (1.71) 4.66 (2.51) 35,93 <0.001 Alimentare del Bambino Stato Affettivo 2.38 (1.79) 4.05 (2.71) 13,11 <0.001 della Diade Valutazione del rischio psicopatologico genitoriale Le analisi della varianza multivariate (MANOVA) effettuate sugli indici globali e sulle nove dimensioni della SCL-90-R mostrano che i padri, rispetto alle madri, riportano punteggi significativamente più elevati nell Indice di Severità Globale (GSI) e in tutte le nove sottoscale dell SCL-90-R (p<0.001; p<0.01) (Tabella 2). Nessun soggetto, né madre né padre, supera i cut-off italiani per la popolazione clinica agli indici globali e alle nove sottoscale (Prunas et al., 2012). Valutazione della possibile influenza del rischio psicopatologico genitoriale e del coinvolgimento in termini di ore dedicate alla cura del bambino sulla qualità delle interazioni tra il genitore e il figlio durante il pasto Tabella 2 - Medie e deviazioni standard dei punteggi di madri e padri al GSI e alle nove dimensioni della SCL-90-R, risultati del test F di Fisher e indicazione del livello di significatività. Sono state condotte due analisi di regressione multipla separatamente per madri e padri al fine di indagare la possibile influenza del GSI e delle nove sottoscale dell SCL-90-R e del coinvolgimento genitoriale (in termini di ore spese nella cura del bambino) su tutte le dimensioni relazionali della SVIA. Madri: i risultati mostrano che punteggi materni più alti nella sottoscala Ansia Fobica predicono punteggi più elevati nelle dimensioni Stato Affettivo del genitore (p<0.05), Rifiuto Alimentare del Bambino (p<0.05) e Stato Affettivo della diade (p<0.05). La sottoscala Ideazione Paranoide predice punteggi più elevati nella sottoscala Rifiuto Alimentare del Bambino (p<0.05). Il coinvolgimento (in termini di ore spese dalla madre nell accudimento del bambino) non mostra risultati significativi sulla qualità delle interazioni alimentari. Padri: i risultati mostrano che punteggi paterni più alti nella sottoscala Somatizzazione predicono punteggi più elevati nella sottoscala Conflitto interattivo (p<0.05). Il coinvolgimento (in termini di ore spese dal padre nell accudimento del bambino) non mostra risultati significativi sulla qualità delle interazioni alimentari. I risultati e i valori delle analisi di regressione sono mostrati nella Tabella 3. n Discussione Madri Padri Fisher F p Test Somatizzazione 0.13 (0.08) 0.27 (0.35) 7,04 <0.01 Ossessione- 0.1 (0.12) 0.43 (0.79) 8,11 <0.01 Compulsione Sensibilità 0.11 (0.1) 0.31 (0.42) 10,56 <0.01 Interpersonale Depressione 0.12 (0.11) 0.28 (0.3) 12,7 <0.01 Ansia 0.11 (0.13) 0.48 (0.77) 11,57 <0.01 Ostilità 0.1 (0.15) 0.3 (0.2) 16,55 <0.001 Ansia fobica 0.13 (0.13) 0.35 (0.43) 11,92 <0.01 Ideazione 0.08 (0.13) 0.27 (0.36) 13,31 <0.001 Paranoide Psicoticismo 0.16 (0.12) 0.33 (0.31) 12,53 <0.01 Indice di Gravità 0.2 (0.05) 0.33 (0.4) 14,96 <0.001 Globale Il presente contributo empirico si è posto l obiettivo di esaminare le caratteristiche specifiche delle interazioni genitore-bambino durante l alimentazione, tenendo in considerazione la possibile influenza del rischio psicopatologico dei genitori e del loro coinvolgimento in termini di tempo dedicato all accudimento del bambino. 143

7 Infanzia e adolescenza, 13, 3, 2014 Tabella 3 - Risultati delle analisi di regressione multipla. SVIA Ansia Fobica Ideazione Paranoide Madri R² β t p R² β t p Stato Affettivo <0.05 ns ns ns ns Rifiuto Alimentare del Bambino < <0.05 Stato Affettivo della Diade <0.05 ns ns ns ns Padri Somatizzazione R² β t p Conflitto Interattivo <0.05 N.B. ns=non significativo Nonostante la qualità delle interazioni madre-bambino in campioni clinici e non clinici durante l alimentazione sia stata ampiamente studiata in campo nazionale e internazionale (Ammaniti et al., 2010; Blissett e Haycraft, 2011), relativamente poche ricerche si sono occupate di valutare la qualità delle interazioni padre-bambino durante i pasti (Feldman, 2003). La letteratura presente in questo ambito ha ottenuto risultati contrastanti: alcuni autori, come Braungart- Rikier, Courtney e Garwood (1999) hanno messo in luce che le madri e i padri non presentano differenze nel loro livello di sensibilità e di contingenza nei confronti dei figli durante le interazioni alimentari, altre ricerche hanno riscontrato divergenze tra i due genitori nel riconoscimento dei segnali emotivi e comportamentali dei loro bambini durante i pasti nei primi tre anni di vita (Notaro e Volling, 1999). I nostri risultati si collocano in accordo con i lavori che hanno individuato stili relazioni differenti tra madri e padri durante l alimentazione del bambino. I dati empirici del nostro studio si situano in linea con le ricerche di Shoppe-Sullivan, Brown, Cannon, Mangelsdorf e Sokolowski (2008) e Lamb (2010). Secondo questi autori, i padri sembrano mostrare una minore capacità, rispetto alle madri, nel riconoscere i segnali di fame e di sazietà mostrati dai loro figli e appaiono meno sensibili e contingenti alle richieste verbali e non verbali dei loro bambini nei primi anni di vita. Infatti, i nostri dati sulla qualità delle interazioni tra madre-bambino e padre-bambino durante i pasti sembrano indicare che le interazioni tra il padre e il figlio si presentano maggiormente disadattive e disfunzionali rispetto agli scambi alimentari madrebambino, anche se nessuna diade (madre-bambino e padre-bambino) ha superato i cut-off clinici della popolazione italiana per la SVIA (Lucarelli et al., 2002). I nostri risultati appaiono coerenti con lo studio empirico di Borke, Lamm, Eickhorst e Keller (2007) che hanno suggerito come le differenze nella qualità delle interazioni madre-bambino e padre-bambino durante il gioco e l alimentazione possano essere correlate ad un stile di comunicazione reciproca tra padri e figli che differisce da quello messo in atto dalle madri e non si collega ad un modello paterno di comportamento o di scambio emotivo alterato ed emotivamente compromesso. Infatti, secondo questi studiosi, i padri sembrano essere più propensi a impegnarsi in interazioni distali (come giochi di abilità), mentre le madri mostrano interazioni maggiormente prossimali (come giochi tattili), con una qualità maggiormente contingente e reciproca rispetto agli scambi padre-bambino. Anche se con la presenza di queste differenze, questi autori ipotizzano che la qualità interattiva madre-bambino e padre-bambino risulti comunque positiva ed adeguata. Rispetto alla variabile del coinvolgimento genitoriale, Lamb e Lewis (2010) hanno proposto che le diverse modalità di interazione dei genitori con i propri figli possano essere influenzate dal tempo che la madre e il padre dedicano al bambino. Questi autori, infatti, hanno messo in evidenza come una sintonizzazione paterna non ottimale ed inferiore a quella materna negli scambi interattivi con i figli nei contesti quotidiani dell accudimento (ad esempio, durante il gioco o il pasto) potrebbe derivare da una minore quantità di tempo trascorso con i loro bambini rispetto alla madri. I nostri dati empirici mettono in luce, in accordo con Pleck (2010), come la quantità di tempo trascorsa con il figlio in termini di ore non sia un indicatore attendibile della qualità dell interazione tra genitore e bam- 144

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