GESTIRE I RIFIUTI NEI PARCHI NAZIONALI

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1 GESTIRE I RIFIUTI NEI PARCHI NAZIONALI STRATEGIE INNOVATIVE PER LA REALIZZAZIONE DI SISTEMI INTEGRATI PER IL RECUPERO DA BIOMASSA

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3 GESTIRE I RIFIUTI NEI PARCHI NAZIONALI strategie innovative per la realizzazione di sistemi integrati per il recupero da biomassa

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5 GESTIRE I RIFIUTI NEI PARCHI NAZIONALI STRATEGIE INNOVATIVE PER LA REALIZZAZIONE DI SISTEMI INTEGRATI PER IL RECUPERO DA BIOMASSA

6 GESTIRE I RIFIUTI NEI PARCHI NAZIONALI strategie innovative per la realizzazione di sistemi integrati per il recupero da biomassa Il progetto europeo LIFE-RELS è stato coordinato dal Dipartimento di scienze e metodi per l ingegneria dell Università di Modena e Reggio Emilia. Partner di progetto per la realizzazione delle diverse azioni previste sono stati: Comune di Reggio Emilia, Servizio cura della città e sostenibilità ambientale. Provincia di Forlì-Cesena, Servizio agricoltura, spazio rurale, flora e fauna e Ufficio progetti europei, in collaborazione con il parco nazionale delle Foreste Casentinesi. Provincia di Cosenza, Settore programmazione e internazionalizzazione, in collaborazione con il parco nazionale della Sila. Il coordinatore e i partner ringraziano la Commissione europea per l opportunità offerta all interno del programma LIFE+ e per il contributo concesso. realizzazione editoriale Edizioni Ambiente srl coordinamento redazionale: Diego Tavazzi progetto grafico: GrafCo3 Milano impaginazione: Roberto Gurdo 2013 Edizioni Ambiente via Natale Battaglia 10, Milano tel , fax Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, comprese fotocopie, registrazioni o qualsiasi supporto senza il permesso scritto dell Editore. ISBN Finito di stampare nel mese di settembre 2013 presso GECA S.p.a., San Giuliano Milanese (Mi) Stampato in Italia Printed in Italy Questo libro è stampato su carta certificata FSC i siti di edizioni ambiente seguici anche su: Facebook.com/EdizioniAmbiente Twitter.com/EdAmbiente Twitter.com/ReteAmbiente

7 sommario premessa 7 Alberto Bellini Project Manager progetto Life+ RELS rels e strategia europea di gestione sostenibile dei rifiuti 9 Walter Ganapini 1. progetto rels: la gestione sostenibile dei rifiuti nei parchi 13 naturali come strumento per l uso razionale delle risorse 2. la conservazione, tutela e valorizzazione dei beni naturali 29 e principali strategie per la protezione della biodiversità in italia ed europa 3. buone pratiche di gestione dei rifiuti nelle aree urbane il progetto rels nei parchi nazionali della sila 69 e delle foreste casentinesi 5. il progetto di un impianto integrato per la valorizzazione 109 energetica delle biomasse da rifiuto 6. il progetto rels, parchi e aree protette: studio dell applicazione 123 dei risultati ottenuti nei comuni dislocati all interno dell area del parco delle foreste casentinesi e nelle zone limitrofe 7. la formazione nell ambito delle attività di gestione dei rifiuti: 145 corso e-learning, corso di giornalismo ambientale e piano di comunicazione scientifica nell ambito del progetto europeo rels 8. in viaggio tra rifiuti e risorse in germania 157

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9 premessa La gestione dei rifiuti è un tema di grande interesse sociale, economico e ambientale. Infatti, attraversa le azioni quotidiane per gli ambiti residenziali, commerciali e produttivi. La strategia Europa 2020 pone tra le sue priorità l uso efficiente delle risorse: la corretta gestione dei rifiuti e la loro trasformazione in risorsa rappresentano uno strumento fondamentale in questa direzione. Il rispetto e l applicazione dei principi comunitari della gerarchia della gestione dei rifiuti consentono, come avviene da anni in molti stati membri della Comunità europea, di ridurre al minimo il ricorso alle discariche, di risparmiare risorse naturali, di aumentare la competitività di molti settori industriali e, non ultimo, di ridurre l impatto ambientale e le emissioni di gas a effetto serra. Infatti, la realizzazione di una filiera industriale per il recupero di rifiuti consente di realizzare un modello di economia circolare : un modello in cui le risorse economiche per gli investimenti sono ottenute dal risparmio di combustibili fossili e di materie prime, e non dallo sfruttamento delle risorse naturali; un modello economico compatibile con la responsabilità intergenerazionale e con la necessità di ridurre la nostra impronta ecologica per mitigare i cambiamenti climatici. Il progetto Life+ RELS (Innovative chain for energy REcovery from waste in natural parks) intende contribuire in maniera innovativa ed efficace allo sviluppo delle priorità dell Unione europea, nel campo della gestione ecocompatibile dei rifiuti, con particolare attenzione ai parchi naturali. I partner in Italia sono l Università di Modena e Reggio Emilia, il Comune di Reggio Emilia, la Provincia di Forlì-Cesena e la Provincia di Cosenza. Il progetto analizza il caso dei parchi naturali, perché questi sono uno strumento ideale per sensibilizzare sui temi della sostenibilità ambientale e per dimostrare che esistono soluzioni efficienti, a ridotto impatto ambientale, che possono essere installate anche all interno di aree naturalistiche. Di seguito sono riportati diversi contributi dei ricercatori e partner coinvolti nel progetto, che riassumono i risultati e le principali azioni del progetto, che si è sviluppato su due tematiche principali: educazione ambientale e progetto di sistemi integrati per la gestione dei rifiuti. Il messaggio principale è che il recupero di materia è sempre preferibile al recupero di energia, sia dal punto di vista economico sia ambientale. Questo obiettivo si deve perseguire adottando tutti gli strumenti disponibili sia per la raccolta, sia per la fase di selezione e pre-trattamento.

10 8 gestire i rifiuti nei parchi naturali Ringrazio con piacere i colleghi e i direttori del Dismi, Università di Modena e Reggio Emilia, che hanno accompagnato il progetto con le loro attività di ricerca e il loro impegno, tutti i partner, Enìa (ora Iren) e Romagna Acque per il loro supporto al progetto. Un ringraziamento sincero a Ivan Montanari, motore primo del progetto, insieme a Pinuccia Montanari, e a Massimo Milani, che insieme a me hanno coordinato e sviluppato questo percorso complesso, ma importante e significativo. Reggio Emilia, 24 giugno 2013 Alberto Bellini Project Manager progetto Life+ RELS

11 rels e strategia europea di gestione sostenibile dei rifiuti Il cambiamento climatico in atto è frutto delle emissioni provocate dal modo sin qui prevalente di utilizzazione delle risorse del pianeta, senza tener conto della loro esauribilità prima qualitativa che quantitativa, nella logica di una crescita orientata alla massimizzazione del profitto di pochi a scapito dei bisogni primari di molti. I rifiuti, in quanto porzione metabolica dei flussi di energia, materia, informazione che alimentano gli insediamenti umani, sono parte di quelle emissioni e dunque contributo energetico indiretto all incremento di entropia del sistema. Per modificare questa logica, occorre disaccoppiare la qualità di beni prodotti e servizi erogati dalla quantità delle risorse consumate nei processi di produzione e trasformazione, secondo un approccio globale finalizzato all efficienza e alla prevenzione, in base a una precisa scala di azioni a priorità decrescente, mutando stili di produzione, di consumo, di vita. Il primo passo consiste nel ridurre all origine la quantità e la pericolosità dei rifiuti, obiettivo che implica che nel progettare un bene ci si interroghi su quale sarà il suo destino alla fine del primo ciclo d uso e sulle emissioni solide, liquide e gassose che genererà già in fase di produzione. Per massimizzare le opportunità di recupero dei materiali inglobati nel prodotto diventa perciò strategico l ecodesign, dopo l analisi del ciclo di vita del bene che includa il bilancio di massa ed energia delle diverse opzioni progettuali (approccio cradle to cradle). La nuova sfida sistemica è quella della Politica integrata di prodotto (IPP, Integrated product policy), intesa come capacità d inglobare all origine nel prodotto (bene, servizio o territorio) la valenza anche simbolica della sua prestazione ambientalmente favorevole. L impresa che non vive la regolazione ambientale come costo/vincolo o semplice adempimento burocratico sa che passa di qui il proprio successo competitivo, attrezzandosi al riguardo con strategie di ascolto e di coinvolgimento diretto (attraverso i forum o altri canali, compresi i social media) degli stakeholder già in fase di pianificazione strategica. L approccio oggi noto come Rifiuti Zero, fatto proprio dalla Ue, dopo la prevenzione vede nel riuso dei rifiuti domestici e industriali l opzione più favorevole, perché la meno dissipativa del contenuto informativo ed energetico della materia: manutenzione dei beni e il loro riutilizzo diventano l oggetto delle Fabbriche dei materiali, prospettiva sempre più concreta anche in Italia. Premessa per il successo di quest opzione, così come per quella del recupero/riciclaggio, è la differenziazione all origine delle frazioni riciclabili: a livello domestico, generalizzando la raccolta differenziata domiciliare ( porta a porta ) accompagnata dalla diffusione della tariffa puntuale, che a parità

12 10 gestire i rifiuti nei parchi naturali di costi con il servizio incentrato sui grandi contenitori stradali (dove finisce una gran quantità di rifiuti impropri di origine non domestica) ha dimostrato di generare in brevissimo tempo tassi di recupero superiori al 70%. Fondamentale è il ruolo del compostaggio dei rifiuti organici domestici raccolti selettivamente in sacchetti compostabili e biodegradabili, al fine di riportare fertilità naturale nei terreni, soprattutto nell epoca del cambiamento climatico che ne favorisce l aridificazione. In logica di riciclo si colloca poi la pratica della ri-lavorazione di discariche esaurite o in via di esaurimento, che trae origine dall esigenza di mettere in sicurezza/bonificare siti nei quali siano collocati rifiuti a elevata pericolosità: l esito inaspettato di queste iniziative è stato in Germania il conferimento a riciclo industriale di enormi quantitativi di metalli, plastiche, maceri cellulosici e altre sostanze passate indenni lungo decenni di permanenza in discarica. Segnali in tal senso derivano anche dall attuazione della direttiva Rifiuti elettrici ed elettronici; nonostante la compresenza di traffici ecomafiosi verso Cina e paesi in via di sviluppo, si estende il ricorso al loro disassemblaggio per recuperarne terre rare con crescente valenza strategica per l Information Technology. Non sfugge poi alla tendenza conservativa il settore dei detriti di demolizione: decollano anche qui le pratiche di raccolta selettiva di coppi e laterizi in vista del riuso diretto o di recupero delle macerie, previo trattamento di macinazione, vagliatura, additivazione con composti. Il rifiuto urbano residuo (Rur, meno del 30% del Ru prodotto) a valle della raccolta differenziata porta a porta, dopo stabilizzazione aerobica (Tmb, Trattamento beccanico-biologico a freddo) genera una frazione secca (15-20% del Ru iniziale); in logica rifiuti zero, tale flusso può andare a recupero come materiale speciale per l edilizia o per la ricopertura/ripristino di discariche. Sempre in logica europea, esso potrebbe (terza priorità in ordine decrescente) essere destinato al recupero di energia, in quanto Combustibile derivato da rifiuti (Cdr), con potere calorifico inferiore utile (PCIu) di circa kcal/kg, paragonabile a quello della legna da ardere. La normativa comunitaria, al riguardo, ha visto una evoluzione del concetto di recupero energetico dall iniziale definizione come combustione solo della Frazione dei rifiuti a elevato potere calorifico (vista come Best Available Technology Not Entailing Excessive Costs) a quella, negli anni Novanta, di combustione del Cdr all interno di schemi cogenerativi con recupero di energia termica ed elettrica (vista come Best Available Technology). Dal febbraio 2003, due sentenze della Corte di Strasburgo aggiornano la definizione recuperando la ratio iniziale della gerarchia di priorità Ue, in parte offuscata dal lobbismo degli interessi politico-affaristici tradizionalmente legati all incenerimento (opzione di smaltimento più costosa come investimento ed esercizio) definendo come recupero energetico solo l utilizzo del Cdr in impianti industriali esistenti (per esempio cementiere o centrali termoelettriche a carbone/lignite) in sostituzione di combustibili fossili più impattanti ed esauribili. La Corte riprende il Protocollo di Kyoto, negando la definizione di recupero a impianti che generino emissioni climalteranti addizionali a quelle già esistenti (come gli inceneritori, anche in schema cogenerativo, che così vengono cancellati dalla lista positiva degli impianti a recupero annessa alla direttiva settoriale), mentre la attribuisce

13 rels e strategia europea di gestione sostenibile dei rifiuti 11 ai citati casi di alimentazione a combustori esistenti che generano emissioni sostitutive, spesso in senso migliorativo. In Italia la co-combustione di Cdr presso la centrale a carbone di Fusina (Ve) e la cementiera Buzzi-Unicem di Robilante (Cn) ha portato a emissioni verificate dagli organi di controllo come di qualità migliore rispetto a quelle da combustibili convenzionali in uso. Si confermano così i risultati di un ampio studio dell Agenzia danese per l ambiente che alla fine degli anni Novanta mise a confronto sperimentale, ad Arlborg, incenerimento diretto di Cdr e suo uso alternativo in co-combustione nel forno rotativo della cementiera Portland là locata: lo studio determinò che la co-combustione in cementiera si caratterizzava per miglior impatto ambientale, sociale ed economico rispetto all incenerimento in impianto dedicato. Oltre alla combustione diretta, vanno citate tra le opzioni di recupero energetico la gassificazione del Cdr da immettere nelle reti di gas naturale o in impianti termoelettrici a ciclo combinato e la digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti urbani, opzione che non esclude l utilizzo del fango, una volta stabilizzato aerobicamente, come fertilizzante o ammendante. Infine, ultima opzione, la discarica del rifiuto residuo comunque pretrattato: la direttiva Discariche dell Ue la penalizza (ritenendo il gestore di discarica penalmente/civilmente responsabile dei danni fino a trenta anni dalla chiusura) perché genera biogas climalterante e scoraggia prevenzione e riuso/recupero: di qui la necessità di misure disincentivanti, pur spettando alla discarica un ruolo satellitare nella gestione dei rifiuti nei nuovi paesi membri che devono conseguire gli standard Ue. Tra i contesti territoriali più sensibili agli effetti di una scorretta gestione dei rifiuti dobbiamo avere ben presenti le aree protette, luoghi di necessaria tutela, conservazione e riproduzione di quella biodiversità che rappresenta un valore critico per la nostra esistenza sul pianeta. Il progetto RELS ha focalizzato questa peculiarità e ha avviato analisi mirate e progettazione delle migliori soluzioni che la strategia europea e l esperienza tecnologica e gestionale maturata anche a scala nazionale rendono disponibili al fine di migliorare il governo sostenibile di quelle aree. Non dimentichiamo la valenza economica delle aree protette, in primis per il turismo, risorsa cruciale per l Italia: il turismo tenderà a generare una pressione crescente su quegli ambienti, quando dovesse allentarsi la crisi sistemica in atto, finanziaria e ambientale, dando fiato alle attese in tal senso derivanti dall aumento, nel Nord dell Europa e del mondo, dell aspettativa di vita e del tempo libero a disposizione di quelle fasce d età. La pressione, in qualche misura auspicabile, si eserciterà sugli aspetti insediativi, territoriali, sul sistema dei trasporti, sulle acque, sul consumo di beni: la produzione di rifiuti sarà tra le variabili in gioco più importanti che andranno viste in modo sistemico. Per questo dobbiamo sapere governare una serie complessa di azioni e reggere la sfida della sostenibilità, sapendo coniugare il massimo di capacità innovativa anche in tema di rifiuti alle nostre radici culturali, alla tipicità dei nostri prodotti, ai saperi materiali che rischiamo altrimenti di perdere, saldando l ecoefficienza e la riflessione sugli stili di vita. Walter Ganapini

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15 1. progetto rels: la gestione sostenibile dei rifiuti nei parchi naturali come strumento per l uso razionale delle risorse Alberto Bellini Project Manager progetto Life+ RELS Una corretta gestione dei rifiuti e la loro trasformazione in risorsa rappresentano il principale passo verso un utilizzo efficiente delle risorse naturali. Il rispetto e l applicazione dei principi comunitari della gerarchia della gestione dei rifiuti consentono, come avviene da anni in molti stati membri della Comunità europea, di ridurre al minimo il ricorso alle discariche, di risparmiare risorse naturali, di aumentare la competitività di molti settori industriali e, non ultimo, di ridurre l impatto ambientale e le emissioni di gas a effetto serra. Il progetto Life RELS (Innovative chain for Energy Recovery from waste in natural parks) intende contribuire in maniera innovativa ed efficace allo sviluppo delle priorità dell Unione europea, nel campo della gestione eco-compatibile dei rifiuti, con particolare attenzione alle aree di parco. Il progetto, che si è svolto tra gennaio 2010 e giugno 2013, si è sviluppato attraverso due principali azioni: 1) educazione ambientale; 2) definizione delle tecnologie ottimali per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, attraverso il confronto quantitativo di diversi scenari. Sul fronte della educazione ambientale, il progetto RELS ha realizzato un corso on line di gestione dei rifiuti che ha visto la partecipazione di oltre mille persone da tutta Italia (http://www.eco-ambiente.unimore.it). Inoltre, ha organizzato diverse conferenze e corsi a livello nazionale, che sono stati occasione di confronto e discussione tra gli esperti e gli amministratori. Sul fronte tecnologico, è stato sviluppato uno strumento numerico (Biomass Management Tool ), che consente di stimare le figure di merito energetiche, ambientali ed economiche ottenute attraverso la combinazione di impianti per il trattamento dei rifiuti al variare delle loro tipologie e quantità. Tale strumento consente di analizzare diversi scenari ottenuti combinando impianti

16 14 gestire i rifiuti nei parchi naturali di smaltimento (discariche e inceneritori); impianti di compostaggio e digestori; impianti di recupero della frazione secca pesante e impianti di gassificazione. I ricercatori dell Università di Modena e Reggio Emilia hanno definito il progetto preliminare di due architetture, ottimizzate per il ciclo integrale di gestione rifiuti nei parchi naturali. La prima prevede l uso di impianti per il recupero energetico (inceneritori) e di impianti di recupero di materia per la frazione secca pesante (figura 1), la seconda l uso combinato di tecnologie di digestione anaerobica, gassificazione, e impianti di recupero di materia per la frazione secca pesante (figura 2). Il confronto tra le due architetture consente di scegliere la migliore in termini di rendimento energetico e in termini di impatto ambientale. L analisi comparativa è stata figura 1 architettura per il ciclo integrato di gestione rifiuti basata su incenerimento* * Esempio di un parco naturale con raccolta differenziata al 38%.

17 1. progetto rels: la gestione sostenibile dei rifiuti nei parchi naturali realizzata su diversi indici, appartenenti a quattro categorie: salute, qualità dell ecosistema, cambiamenti climatici, risorse. A parità di produzione rifiuti e di raccolta differenziata, gli indici riportano un netto miglioramento per la seconda architettura, che consente di raddoppiare il rendimento energetico dal 25 al 50% (per la parte di materiale recuperata) e di ridurre di oltre il 50% gli indici relativi a salute, ecosistema e cambiamenti climatici. Infine, l aumento della percentuale di raccolta differenziata consente di ridurre ulteriormente gli indici relativi a salute, ecosistema e cambiamenti climatici. Un dimostratore di piccola taglia (10 kw elettrici) della seconda architettura è stato realizzato e messo a disposizione dei parchi naturali partner del progetto. figura 2 architettura per il ciclo integrato di gestione rifiuti, basata su recupero energetico, digestione anaerobica e gassificatore* * Esempio di un parco naturale con raccolta differenziata al 38%. 15

18 16 gestire i rifiuti nei parchi naturali 1. introduzione La gestione efficiente dei rifiuti è un elemento essenziale per realizzare un uso efficiente delle risorse (si veda il paragrafo 3). Il recupero energetico è da considerare un intervento residuale, poiché il recupero di materia si traduce in un doppio vantaggio: riduzione dell impronta ecologica per la produzione di manufatti, realizzati con materie prime seconde, e quindi senza impatto sulle materie prime naturali; risparmio energetico: infatti, il costo energetico per la produzione di un manufatto è largamente superiore alla quantità di energia recuperata dal materiale di cui è composto. Tale differenza è ancora maggiore se si realizzano distretti di recupero che trasformano i materiali post-consumo dove questi sono stati conferiti. L analisi dei rapporti sulla gestione dei rifiuti nei diversi stati europei e nelle relative regioni mostra alcuni dati interessanti: ci sono variazioni sostanziali tra gli stati, ma anche tra le regioni di un singolo stato. Le politiche regionali e locali hanno un impatto davvero rilevante sulla gestione dei rifiuti: sulla prevenzione, sulla raccolta differenziata e come dimostratori di modelli efficienti da replicare in altre regioni o nazioni.[1] Dall analisi di 32 paesi europei emerge chiaramente una stretta relazione tra l introduzione della ecotassa per lo smaltimento e i risultati ottenuti in termini di prevenzione, di percentuali di raccolta differenziata e di aumento di materiale avviato a recupero.[1, 2, 3] Questi principi sono stati recentemente confermati dalla relazione del Gruppo di lavoro in materia economico-sociale della Presidenza della repubblica (cfr. sezione 4.7): Se la promozione della raccolta differenziata costituisce il presupposto per la trasformazione del rifiuto in merce dotata di valore economico, si potrebbe prevedere la destinazione di una parte dei ricavi derivanti dalla vendita del materiale differenziato all abbattimento del costo della raccolta dei rifiuti pagato dai cittadini e dalle imprese. Questo provvedimento aumenterebbe gli incentivi a comportamenti virtuosi, favorendo lo sviluppo di una cultura diffusa orientata al riciclo dei rifiuti. D altra parte, si dovrebbe procedere a una liberalizzazione di tutte le fasi della filiera della gestione dei rifiuti, che non devono essere necessariamente svolte in regime di privativa: in pratica, tutte le fasi che si situano a valle delle attività collegate alla raccolta urbana dei rifiuti dovrebbero essere liberalizzate. Inoltre, un impulso all utilizzo dei materiali provenienti dal recupero e riciclaggio dei rifiuti potrebbe derivare dall imposizione alle pubbliche amministrazioni dell obbligo di acquistare prodotti realizzati con materiale riciclato. La redazione dei piani regionale di gestione rifiuti diventa quindi uno strumento per programmare politiche di medio periodo per ottenere alcuni obiettivi: portare le regioni italiane al livello delle regioni più evolute del Nord Europa in termini di quota di materiale avviato a recupero e di produzione di rifiuti pro capite; ridurre la quota di materiale avviato a smaltimento e i relativi impatti ambientali ed economici, in termini di mancato recupero di materia; promuovere l uso efficiente delle risorse, aumentando la quota di materiale recuperato.

19 1. progetto rels: la gestione sostenibile dei rifiuti nei parchi naturali 17 La realizzazione di questi obiettivi richiede adeguati incentivi e disincentivi economici per promuovere la raccolta differenziata di qualità e la prevenzione dei rifiuti. Tutti i rapporti a livello europeo dimostrano che l effetto di queste politiche tributarie è molto rapido ed efficace in termini di riduzione di quota di rifiuti avviata a smaltimento, in accordo con sgli indirizzi più recenti della Comunità europea, che prevede il divieto dell incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati (cfr. comma 32, risoluzione del parlamento europeo 20 aprile 2012, Revisione del sesto programma d azione in materia di ambiente e la definizione delle priorità per il settimo programma d azione in materia di ambiente. Un ambiente migliore per una vita migliore ). Inoltre, un sistema di smaltimento rifiuti basato su impianti d incenerimento è necessariamente molto rigido, poiché gli impianti lavorano in maniera ottimale solo con una data quantità di rifiuti con prefissato potere calorifico. Ogni variazione di quantità o qualità dei rifiuti raccolti, che non può essere prevedibile a medio termine, determina difficoltà operative agli impianti. La rigidità del sistema degli impianti d incenerimento sta portando a risultati paradossali nei paesi del Nord Europa. In Germania, negli ultimi cinque anni, la percentuale di rifiuti solidi urbani avviata a recupero di materia è scesa dal 65% al 60% circa, per effetto della sovracapacità degli impianti d incenerimento, causata dalla riduzione di materiale disponibile per effetto della crisi economica (si veda il paragrafo 3.3). La Germania è stata costretta a preferire il recupero energetico a quello di materia per la rigidità degli inceneritori, nonostante quest ultimo sia preferibile sia dal punto di vista economico sia ambientale. In Italia si deve programmare una trasformazione del sistema di smaltimento per evitare tali rigidità. Infatti, si prevede che diminuiranno le quantità di materiale prodotto, per effetto della crisi climatica e ambientale, e che diminuiranno le quantità di materiale non recuperabile, per effetto delle pratiche di ecodesign. 2. analisi comparativa delle tecnologie per il ciclo integrato di gestione rifiuti A prescindere dal livello di raccolta differenziata raggiunto, vi sarà sempre una quota di materiale residuo indifferenziato. Nella comunità scientifica sono stati sviluppati diversi studi per confrontare le tecnologie disponibili per il trattamento del materiale residuo indifferenziato. Queste analisi sono state svolte analizzando gli impatti ambientali e i costi indiretti (esternalità). In [4] sono stati confrontati tre architetture (e le loro varianti), basate su: discarica, incenerimento e Tmb (tabella 1). Il confronto, basato su sette indici di impatto ambientale ha portato al risultato riportato nella tabella 2. Gli indici di impatto ambientale sono: cambiamenti climatici, acidificazione, eutrofizzazione, danni respiratori, patologie non cancerogene, patologie cancerogene, ecotossicità. La valorizzazione economica degli impatti complessivi è basata sulla valorizzazione economica dei singoli indici, per i quali è possibile associare una valorizzazione economica per unità di emissione (tabella 3). L impatto ambientale delle soluzioni basate su Tmb è quantificabile con un risparmio equivalente pari a 17 $ per ogni tonnellata di materiale rispetto all incenerimento e a 38 $ per ogni tonnellata di materiale rispetto alla discarica.

20 18 gestire i rifiuti nei parchi naturali 3. l uso efficiente delle risorse 3.1 il consumo di risorse naturali Secondo l European Environment, State and Outlook, Update 2012 in Europa il consumo medio di materie prime, provenienti dalle risorse naturali (metalli, minerali, gomma o legno), è compreso tra 15 e 16 tonn/anno. Ci sono sostanziali differenze tra stato e stato, e, mentre la media di Ue 27 è sostanzialmente invariata tra il 2000 e il 2008/2009, in Italia si è passati da 17 tonn/anno (2000) a 12 ton/anno (2008/2009). In generale, si assiste a una diminuzione per i paesi industrializzati e una crescita per i paesi in via di sviluppo.[5] tabella 1 architetture per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti Discarica LFGTE 80%: Recupero dei gas prodotti (80%) LFGTE 40%: Recupero dei gas prodotti (40%) Inceneritore Tmb Fonte: [4]. WTE: Combustione e recupero energetico MRBT Hi: Elevato recupero dei materiali riciclabili della frazione secca residua, nessun recupero gas discarica MRBT Lo: Elevato recupero dei materiali riciclabili della frazione secca residua, nessun recupero gas discarica tabella 2 valutazioni comparative delle tre architetture in termini di impatto ambientale e sanitario, ipotizzando raccolta differenziata pari al 70% MRBT MRBT LFGTE LFGTE WTE Hi Lo 80% 40% Valorizzazione economica Impatto -13 $ -7 $ -3 $ +25 $ +4 $ ambientale complessivo per unità di peso Fonte: [4]. tabella 3 valorizzazione economica degli impatti dei singoli indici ambientali per unità di emissione [$ / tonn di emissioni] Valorizzazione economica Impatto ambientale Cambiamenti climatici $ 40 Acidificazione $ 290 Eutrofizzazione $ 4 Danni respiratori $ Patologie non cancerogene $ 30 Patologie cancerogene $ Ecotossicità $ Fonte: [4].

21 1. progetto rels: la gestione sostenibile dei rifiuti nei parchi naturali 19 Tuttavia, nelle proiezioni al 2030 si stima che il consumo in termini assoluti di materia prima continuerà ad aumentare. Naturalmente, questo creerà un forte conflitto per l approvvigionamento di risorse, perché i paesi in via di sviluppo stanno raggiungendo e superando l Europa. In termini assoluti, nel periodo , l Europa ha utilizzato otto miliardi di tonnellate di materie prime; nello stesso periodo il consumo di materie prime è aumentato di circa tre miliardi di tonnellate in America Latina, e 16 miliardi di tonnellate nell Est asiatico. In termini percentuali, nel periodo , il consumo di materie prime in Europa è aumentato del 9%, del 100% in America Latina e del 350% nell Est asiatico. Il risultato complessivo in termini di sfruttamento di risorse è il seguente: nel XX secolo l impiego di combustibili fossili è aumentato di 12 volte, e l estrazione di risorse materiali di 34 volte. Tra il 2000 e 2009 la produttività delle risorse (definita come rapporto tra Pil e unità di materia prima) è aumentata in maniera omogenea in tutta Europa e nel mondo, pur con grande dispersione dei valori assoluti. Italia e Germania sono intorno ai valori medi, Paesi Bassi, Regno Unito, Giappone e Svizzera sono largamente sopra la media, mentre gli USA sono al di sotto. L Europa ha mantenuto i livelli più alti di produttività delle risorse (figura 3), tuttavia l accesso delle risorse è diventato, negli anni, una grande preoccupazione economifigura 3 produttività delle risorse nei vari continenti ( ) dollari USA (Ppa cons. 2005) Australia e Oceania America settentrionale Europa Asia America latina Africa 500 Media globale Fonte: Green economies around the world? Implications of resource use for development and the environment (2012).

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