DA BASILEA 2 A BASILEA 3:

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "DA BASILEA 2 A BASILEA 3:"

Transcript

1 DA BASILEA 2 A BASILEA 3: GLI EFFETTI SULLE BANCHE E SUL CREDITO MARCO GIORGINO ORDINARIO DI FINANZA, POLITECNICO DI MILANO Milano, 8 ottobre 2010

2 AGENDA Da Basilea 2 a Basilea 3: cosa cambia Gli effetti sulle banche e sulle imprese La controversia sull efficacia 2

3 BASILEA: UN PO DI STORIA L impianto normativo di Basilea sancisce il ruolo del capitale nella sua funzione fondamentale di copertura dei rischi assunti e, nel contempo, di vincolo all espansione dell attività: ogni attività posta in essere dall impresa bancaria comporta l assunzione di un certo grado di rischio, che deve essere misurato e supportato da capitale ? Basilea 1 Basilea 2 Basilea 3 Rischio di credito Rischio di mercato Coeff. ponderazione rigidi No riconoscimento di garanzie e diversificazione portafogio No considerazione alle scadenze Anche Rischio operativo Metodologie di calcolo più sofisticate Coeff. ponderazione efficaci, che premiano i virtuosi Stretta creditizia e Discriminazione PMI Prociclicità No rischio di liquidità Rischio di liquidità (breve e medio-lungo periodo) Tetto massimo alla leva totale Misure anti-prociclicità Requisiti capitale più elevati ma forse non abbastanza? 3

4 LE CRITICITA DI BASILEA II Criticità di Basilea 2 Eccessiva leva on e off balance Copertura dei rischi Liquidità insufficiente Erosione del capitale (qualità inadeguata) Prociclicità Banche too-big-to-fail 4

5 IL NUOVO ACCORDO DI BASILEA Basilea 3 Aree di cambiamento A Anti-prociclicità B Stabilità (requisiti patrimoniali, liquidità, leverage) C Copertura dei rischi (mercato e controparte) D Too-big-to-fail E Rating 5

6 A / B REQUISITI DI CAPITALE E BUFFER ANTI-PROCICLICITÀ Misura Basilea 2 Basilea 3 Note Minimum Common Equity Ratio 2% 4,5% Il capitale non deve in nessun caso scendere sotto questo livello Minimum Conservation Buffer Minimum CE Ratio + Con Buffer - 2% 2,5% 7% Costituito da common equity. Utilizzato per assorbire perdite in periodi di crisi. Quando utilizzato, si applicano limitazioni a bonus e dividendi Minimum Tier 1 Ratio 4% 6% Minimum Total Capital Ratio 8% 8% Minimum anti-procyclicality Buffer - 2,5% Costituito da common equity o altro capitale. Implementato a livello dei singoli Stati, nei soli periodi di crescita eccessiva del credito Mimimum TC Ratio + AC Buffer 8% 10,5% Leverage ratio - tbd È una misura non pesata per il rischio 6

7 B LIQUIDITÀ: LIQUIDITY COVER RATIO E SOLVENCY COVER RATIO Formula del Ratio Dal 1 Gennaio 2015 Asset liquidi di alta qualità LCR = >1 FC in uscita netto su 30 giorni Caratteristiche del Ratio Asset liquidi, non prestati a garanzia di altri contratti Sufficienti almeno per un periodo di 30 giorni Uscite di cassa previste nel periodo di 30gg calcolate in uno scenario stressato Dal 1 Gennaio 2018 NSFR= Available amount of stable funding (ASF) Required amount of stable funding (RSF) >1 Incentiva utilizzo di funding di mediolungo periodo Incentiva miglior valutazione del rischio di liquidità su tutte le voci di bilancio e fuori-bilancio 7

8 C / D / E COPERTURA RISCHI, TOO-BIG-TO-FAIL, RATING: 3 PUNTI APERTI Proposta Dicembre 2009 Aree di cambiamento Copertura rischio di mercato e di controparte Principali misure introdotte Miglior controllo di elementi di bilancio e fuori bilancio Maggiori requisiti di capitale a copertura delle esposizioni del trading book e strumenti complessi VaR stressato su un periodo di 12 mesi con un significativo stress finanziario Maggior controllo e trasparenza: penalizzazione mercati OTC, favorisce i mercati centrali Le banche sistemicamente importanti avranno requisiti capitale superiori Too-big-to-fail Rating Maggior responsabilizzazione delle banche nella valutazione del rischio Incorporazione del IOSCO Code of Conduct Fundamentals for Credit Rating Agencies nell Accordo di Basilea 3 Controllo continuo del rispetto dei criteri di eleggibilità per le istituzioni esterne di valutazione del credito (ECAI, external credit assessment institution) 8

9 TIMELINE Calendario di introduzione dei nuovi requisiti Periodo di transizione I periodi annuali sono da intendersi con inizio il 1 Gennaio Fonte: Basel Committee on Banking Supervision, Bank for International Settlements (BIS) 9

10 AGENDA Da Basilea 2 a Basilea 3: cosa cambia Gli effetti sulle banche e sulle imprese La controversia sull efficacia 10

11 COSA SI DICE SU BASILEA 3 Giornali e centri studi già alle prime stime Eppure Il ratio 7% di Basilea 3 è riferito al TCE, non al Core Tier 1 per ottenere il TCE le banche dovranno dedurre alcune forme di capitale (le italiane: Tremonti Bonds, imposte posticipate ecc) La normativa non è ancora completa: è presto per fare stime quantitative! 11

12 GLI IMPATTI SULLE BANCHE Proposta Dicembre 2009 Aree di cambiamento Aumentano i requisiti di capitale Principali misure introdotte In quale misura le banche dovranno aumentare il loro capitale per soddisfare i nuovi requisiti? Dipende dai livelli attuali di TCE e Core Tier 1 al netto di tutte le detrazioni Differenze significative di qualità del capitale a seconda del business model delle banche Sulle banche italiane incideranno le detrazioni delle imposte differite Modalità di ricapitalizzazione Saranno sufficienti gli utili, o bisognerà procedere ad aumenti di capitale? Dipende da banca a banca, ma anche dal ciclo economico. Si stima che in Italia: Economia normale no necessità di interventi, sarà sufficiente accantonare gli utili Nuova recessione richiesti aumenti di capitale Cambiamenti al modello di business 2 forze contrapposte con effetti potenziali molto diversi: Il testo di Dicembre 2009 del Comitato di Basilea promette di penalizzare le attività di trading, assegnando loro maggior peso nel calcolo delle APR La lobby bancaria spinge per un minor assorbimento di capitale da parte delle attività di Trading 12

13 GLI EFFETTI SUL SISTEMA DELLE IMPRESE Trend attuale dei crediti Due scenari possibili per il futuro Maggior assorbimento di capitale: attività di trading o È lo scenario previsto dai primi documenti di Basilea 3 o Favorisce modello di business orientato all attività bancaria tradizionale (credito a famiglie ed imprese) o Impatto sulle grandi banche, specialmente quelle straniere o Non modifica il modello di business delle banche piccole/locali Maggior assorbimento di capitale: attività di lending o È lo scenario caldeggiato dalla lobby bancaria o Rende più costoso prestare, più conveniente fare trading o Può causare credit crunch, con minor disponibilità di credito e spread più elevati o Può spingere le banche ad aumentare le attività di trading 13

14 LO SCENARIO ITALIANO (LA POSIZIONE DELL ABI) Le banche italiane «sono in grado di fare fronte e sono pronte a rispettare» le nuove norme di Basilea ma il «rigore degli incrementi richiesti» «potrebbe avere conseguenze per la ripresa dell'economia». Basilea 3 porterà «benefici di lungo periodo in termini di minori probabilità di crisi» ma «nel medio periodo può condurre a inevitabili costi macroeconomici» Le banche italiane rischiano delle «ingiuste penalizzazioni» dall'introduzione delle regole di Basilea3, la quale «non tiene conto adeguatamente dei diversi modelli di business e delle vere cause che hanno scatenato la crisi finanziaria». E rileva come l'impianto delle nuove regole «con un approccio estremamente rigoroso sul capitale e la scelta di far passare in secondo piano altre misure (come il grado di leva) è penalizzante per le economie che fanno perno sulle banche per il loro finanziamento». 14

15 AGENDA Da Basilea 2 a Basilea 3: cosa cambia Gli effetti sulle banche e sulle imprese La controversia sull efficacia 15

16 MODIFICHE E PUNTI APERTI Le novità annunciate Migliore qualità del patrimonio di vigilanza: core tier 1 8% (vs 4%), common equity 4.5% (vs 2%) Migliore copertura del rischio di controparte per i derivati, pronti contro termine e attività di securities financing. VaR stressato (12 mesi) Stretta sui mercati OTC Misure anti-prociclicità Misure per aumentare la stabilità delle banche sistemicamente importanti (too-big-to-fail) Le modifiche effettive Abbassamento del limite minimo: common equity 7% Non ancora definito. Si attende che la Commissione Europea si pronunci sul trattamento dei derivati Introdotto buffer anti-prociclicità: 2,5% Lasciato al vaglio delle Autorità nazionali Svizzera ha imposto 10% TCE (invece di 7%) e 19% Core Tier 1 (invece di 10,5%) I punti ancora aperti Limite massimo al leverage Standard minimi di liquidità sul breve (30 giorni) e medio-lungo periodo Diminuire la dipendenza dai rating esterni Penalizzazione derivati Proposto 3% su Tier 1, si valuterà anche TCE e Total Capital ( monitoraggio, sperimentazione) Prima periodo di osservazione, poi introduzione LCR dal 2015 e NFSR dal 2018 Maggior responsabilizzazione delle banche nella valutazione. Dettagli ancora TBD Si attende decisione Commissione Europea sui derivati. BIS si riunirà a dicembre. TBD 16

17 CONCLUSIONI Tempistica lunga (10 anni): minor efficacia, ma evita di intralciare la ripresa economica Leva totale eccessivo leverage una delle cause principali della crisi. INDISPENSABILE introdurre misure sufficientemente rigide Business model delle banche business model delle banche: se e come cambierà dipenderà dai risk-weights attribuiti alle attività banking e trading Imprese imprese: devono fare la loro parte 17

Corso di Asset and liability management (profili economico-aziendali) Il patrimonio di vigilanza e la misurazione del rischio di credito

Corso di Asset and liability management (profili economico-aziendali) Il patrimonio di vigilanza e la misurazione del rischio di credito Università degli Studi di Parma Corso di Asset and liability management (profili economico-aziendali) Il patrimonio di vigilanza e la misurazione del rischio di credito Prof.ssa Paola Schwizer Anno accademico

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Basilea 3 Schema di regolamentazione internazionale per il rafforzamento delle banche e dei sistemi bancari Dicembre 2010 (aggiornamento al giugno 2011) Il

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Basilea 3 Schema internazionale per la misurazione, la regolamentazione e il monitoraggio del rischio di liquidità Dicembre 2010 Il presente documento è stato

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Liquidity Coverage Ratio: requisiti di informativa pubblica Gennaio 2014 (versione aggiornata al 20 marzo 2014) La presente pubblicazione è consultabile sul

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Board of the International Organization of Securities Commissions

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Board of the International Organization of Securities Commissions Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Board of the International Organization of Securities Commissions Requisiti di margine per i derivati non compensati centralmente Settembre 2013 Il presente

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Rapporto sullo stato di avanzamento nell attuazione degli standard di Basilea

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Rapporto sullo stato di avanzamento nell attuazione degli standard di Basilea Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Rapporto sullo stato di avanzamento nell attuazione degli standard di Basilea Aprile 2014 La presente pubblicazione è consultabile sul sito internet della

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Basilea 3 Il Liquidity Coverage Ratio e gli strumenti di monitoraggio del rischio di liquidità

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Basilea 3 Il Liquidity Coverage Ratio e gli strumenti di monitoraggio del rischio di liquidità Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Basilea 3 Il Liquidity Coverage Ratio e gli strumenti di monitoraggio del rischio di liquidità Gennaio 2013 Il presente documento è stato redatto in lingua

Dettagli

COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 GIUGNO 2014

COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 GIUGNO 2014 COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 GIUGNO 2014 UTILE NETTO DEL 1 SEM. 2014 A QUASI 1,2 MLD, SE SI ESCLUDE L AUMENTO RETROATTIVO DELLA TASSAZIONE RELATIVA ALLA PARTECIPAZIONE

Dettagli

COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 SETTEMBRE 2014

COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 SETTEMBRE 2014 COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 SETTEMBRE 2014 INTESA SANPAOLO VINCENTE, TRA LE BANCHE EUROPEE, NON SOLO NELL ESERCIZIO DI ASSET QUALITY REVIEW E STRESS TEST MA ANCHE NELL

Dettagli

IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT

IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT I MINIBOND: nuovi canali di finanziamento alle imprese a supporto della crescita e dello sviluppo 15Luglio 2015 IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT Dr. Gabriele Cappellini Amministratore Delegato Fondo Italiano

Dettagli

Le banche italiane tra gestione del credito e ricerca di efficienza

Le banche italiane tra gestione del credito e ricerca di efficienza ADVISORY Le banche italiane tra gestione del credito e ricerca di efficienza Analisi dei bilanci bancari kpmg.com/it Indice Premessa 4 Executive Summary 6 Approccio metodologico 10 Principali trend 11

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Rapporto ai leader del G20 sul monitoraggio dell attuazione delle riforme di Basilea 3

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Rapporto ai leader del G20 sul monitoraggio dell attuazione delle riforme di Basilea 3 Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Rapporto ai leader del G20 sul monitoraggio dell attuazione delle riforme di Basilea 3 Agosto 2013 La presente pubblicazione è consultabile sul sito internet

Dettagli

IL SETTORE ASSICURATIVO E IL FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE

IL SETTORE ASSICURATIVO E IL FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE IL SETTORE ASSICURATIVO E IL FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE ALCUNE CONSIDERAZIONI A MARGINE DELLA REVISIONE DELLE NORME SUGLI INVESTIMENTI A COPERTURA DELLE RISERVE TECNICHE CONVEGNO SOLVENCY II 1 PUNTI PRINCIPALI

Dettagli

Ottimizzazione del portafoglio di liquidità nell ottica dell LCR: la prospettiva di un asset manager

Ottimizzazione del portafoglio di liquidità nell ottica dell LCR: la prospettiva di un asset manager Featured Solution Marzo 2015 Your Global Investment Authority Ottimizzazione del portafoglio di liquidità nell ottica dell LCR: la prospettiva di un asset manager Lo scorso ottobre la Commissione europea

Dettagli

COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 DICEMBRE 2014

COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 DICEMBRE 2014 COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 DICEMBRE 2014 FORTE AUMENTO DELLA REDDITIVITÀ, SUPERIORE AGLI OBIETTIVI DEL PIANO DI IMPRESA 2014-2017. PROPOSTA DI DIVIDENDI CASH PER 1,2

Dettagli

Requisiti di informativa relativi alla composizione del patrimonio Testo delle disposizioni

Requisiti di informativa relativi alla composizione del patrimonio Testo delle disposizioni Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Requisiti di informativa relativi alla composizione del patrimonio Testo delle disposizioni Giugno 2012 Il presente documento è stato redatto in lingua inglese.

Dettagli

PRIMO SUPPLEMENTO AL DOCUMENTO DI REGISTRAZIONE

PRIMO SUPPLEMENTO AL DOCUMENTO DI REGISTRAZIONE Unione di Banche Italiane S.c.p.A. Sede Legale e Direzione Generale: Bergamo, Piazza Vittorio Veneto, 8 Sedi operative: Brescia e Bergamo Codice Fiscale, Partita IVA ed Iscrizione al Registro delle Imprese

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Convergenza internazionale della misurazione del capitale e dei coefficienti patrimoniali Nuovo schema di regolamentazione Versione integrale Comprendente

Dettagli

Nuova finanza per la green industry

Nuova finanza per la green industry Nuova finanza per la green industry Green Investor Day / Milano, 9 maggio 2013 Barriere di contesto a una nuova stagione di crescita OSTACOLI PER LO SVILUPPO INDUSTRIALE Fine degli incentivi e dello sviluppo

Dettagli

La transizione verso un sistema finanziario più stabile

La transizione verso un sistema finanziario più stabile Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa in collaborazione con l Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Le scelte strategiche per l industria bancaria italiana La transizione verso

Dettagli

CERVED RATING AGENCY. Politica in materia di conflitti di interesse

CERVED RATING AGENCY. Politica in materia di conflitti di interesse CERVED RATING AGENCY Politica in materia di conflitti di interesse maggio 2014 1 Cerved Rating Agency S.p.A. è specializzata nella valutazione del merito creditizio di imprese non finanziarie di grandi,

Dettagli

COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 MARZO 2015

COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 MARZO 2015 COMUNICATO STAMPA INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 MARZO 2015 FORTE AUMENTO DELLA REDDITIVITÀ, SUPERIORE AGLI OBIETTIVI DEL PIANO DI IMPRESA 2014-2017. ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE

Dettagli

TERZO SUPPLEMENTO AL PROSPETTO DI BASE

TERZO SUPPLEMENTO AL PROSPETTO DI BASE Credito Valtellinese Società Cooperativa Sede in Sondrio Piazza Quadrivio, 8Codice fiscale e Registro Imprese di Sondrio n. 00043260140 Albo delle Banche n. 489 Capogruppo del Gruppo bancario Credito Valtellinese

Dettagli

DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE SULLA DISTRIBUZIONE DI PRODOTTI COMPLESSI AI CLIENTI RETAIL

DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE SULLA DISTRIBUZIONE DI PRODOTTI COMPLESSI AI CLIENTI RETAIL DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE SULLA DISTRIBUZIONE DI PRODOTTI COMPLESSI AI CLIENTI RETAIL Le osservazioni al documento di consultazione dovranno pervenire entro il 21 Luglio 2014 on-line per il tramite del

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Documento di discussione Lo schema di regolamentazione: bilanciare sensibilità al rischio, semplicità e comparabilità Termine per la presentazione dei commenti:

Dettagli

Eccellenza nel Credito alle famiglie

Eccellenza nel Credito alle famiglie Credito al Credito Eccellenza nel Credito alle famiglie Innovazione e cambiamento per la ripresa del Sistema Paese Premessa La complessità del mercato e le sfide di forte cambiamento del Paese pongono

Dettagli

L applicazione delle tassonomie XBRL alle società italiane

L applicazione delle tassonomie XBRL alle società italiane CIRCOLARE N. 12 DEL 20 APRILE 2015 DIRITTO SOCIETARIO MERCATO DEI CAPITALI E SOCIETA QUOTATE L applicazione delle tassonomie XBRL alle società italiane www.assonime.it ABSTRACT Nel corso del 2014 si è

Dettagli

credito alle aziende Finanziamenti improntati alla semplicità e alla trasparenza

credito alle aziende Finanziamenti improntati alla semplicità e alla trasparenza credito alle aziende Finanziamenti improntati alla semplicità e alla trasparenza chiarezza e trasparenza State progettando un investimento? Oppure desiderate semplicemente conoscere quali possibilità vi

Dettagli

DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE

DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE Redatto ai sensi dell art. 5 della Delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 (come modificata con Delibera n. 17389

Dettagli

Evoluzione Risk Management in Intesa

Evoluzione Risk Management in Intesa RISCHIO DI CREDITO IN BANCA INTESA Marco Bee, Mauro Senati NEWFIN - FITD Rating interni e controllo del rischio di credito Milano, 31 Marzo 2004 Evoluzione Risk Management in Intesa 1994: focus iniziale

Dettagli

Secondo Supplemento al Prospetto di Base relativo al programma di offerta al pubblico di prestiti obbligazionari denominato:

Secondo Supplemento al Prospetto di Base relativo al programma di offerta al pubblico di prestiti obbligazionari denominato: Secondo Supplemento al Prospetto di Base relativo al programma di offerta al pubblico di prestiti obbligazionari denominato: Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. Obbligazioni Zero Coupon Banca Monte

Dettagli

COMUNICATO STAMPA. Proposto un dividendo di 8 centesimi di euro per azione (6 centesimi nel 2013)

COMUNICATO STAMPA. Proposto un dividendo di 8 centesimi di euro per azione (6 centesimi nel 2013) COMUNICATO STAMPA Conferma della solida patrimonializzazione del Gruppo: Common Equity Tier 1 ratio phased in al 31 dicembre 2014: 12,33% 1 (13% al 30/09/2014) Common Equity Tier 1 ratio pro forma stimato

Dettagli

KBC KBC: accelerato il piano di rimborso degli aiuti pubblici Discreti i conti trimestrali, l Irlanda resta una criticità

KBC KBC: accelerato il piano di rimborso degli aiuti pubblici Discreti i conti trimestrali, l Irlanda resta una criticità KBC: accelerato il piano di rimborso degli aiuti pubblici Discreti i conti trimestrali, l Irlanda resta una criticità Il gruppo finanziario belga KBC ha chiuso i primi 9 mesi del 2012 con un utile netto

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Rapporto ai Ministri finanziari e ai Governatori delle banche centrali del G20 sull attuazione di Basilea 3 Ottobre 2012 Il presente documento è stato redatto

Dettagli

INTRODUZIONE... 3 TAVOLA 1 REQUISITO INFORMATIVO GENERALE... 6 TAVOLA 2 AMBITO DI APPLICAZIONE... 21

INTRODUZIONE... 3 TAVOLA 1 REQUISITO INFORMATIVO GENERALE... 6 TAVOLA 2 AMBITO DI APPLICAZIONE... 21 PILLAR 3 Informativa al pubblico al 31/ /12/2010 INTRODUZIONE... 3 TAVOLA 1 REQUISITO INFORMATIVO GENERALE... 6 TAVOLA 2 AMBITO DI APPLICAZIONE... 21 TAVOLA 3 COMPOSIZIONE DEL PATRIMONIO DI VIGILANZA...

Dettagli

PROSPETTO INFORMATIVO. relativo all offerta ai Soci e al pubblico di azioni ordinarie Banca Sviluppo Economico S.p.A.

PROSPETTO INFORMATIVO. relativo all offerta ai Soci e al pubblico di azioni ordinarie Banca Sviluppo Economico S.p.A. BANCA SVILUPPO ECONOMICO Società per Azioni Sede sociale: 95128 Catania (CT), Viale Venti Settembre n. 56 Iscritta all albo delle Banche al n.3393 Capitale sociale Euro 6.146.855,00 Aderente al Fondo Interbancario

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Trattamento prudenziale delle esposizioni delle banche nei confronti di controparti centrali

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Trattamento prudenziale delle esposizioni delle banche nei confronti di controparti centrali Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Trattamento prudenziale delle esposizioni delle banche nei confronti di controparti centrali Luglio 2012 Il presente documento è stato redatto in lingua inglese.

Dettagli

Perché investire nel QUANT Bond? Logica di investimento innovativa

Perché investire nel QUANT Bond? Logica di investimento innovativa QUANT Bond Perché investire nel QUANT Bond? 1 Logica di investimento innovativa Partiamo da cose certe Nel mercato obbligazionario, una equazione è sempre vera: Rendimento = Rischio E possibile aumentare

Dettagli

2008 Regole di condotta per commercianti di valori mobiliari. applicabili all esecuzione di transazioni su titoli

2008 Regole di condotta per commercianti di valori mobiliari. applicabili all esecuzione di transazioni su titoli 008 Regole di condotta per commercianti di valori mobiliari applicabili all esecuzione di transazioni su titoli Indice Preambolo... 3 A Direttive generali... 4 Art. Base legale... 4 Art. Oggetto... 5 B

Dettagli

DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE

DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE ai sensi dell art. 5 del Regolamento Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e successivamente modificato con delibera n.

Dettagli

Orientamenti ABE in materia di. valore a rischio in condizioni di stress (VaR in condizioni di stress) EBA/GL/2012/2

Orientamenti ABE in materia di. valore a rischio in condizioni di stress (VaR in condizioni di stress) EBA/GL/2012/2 Orientamenti ABE in materia di valore a rischio in condizioni di stress (VaR in condizioni di stress) EBA/GL/2012/2 Londra, 16.05.2012 1 Oggetto degli orientamenti 1. Il presente documento contiene una

Dettagli

Bilancio della Banca Popolare di Milano Soc. Coop. a r.l.

Bilancio della Banca Popolare di Milano Soc. Coop. a r.l. Bilancio della Banca Popolare di Milano Soc. Coop. a r.l. Esercizio 2014 433 Dati di sintesi ed indicatori di bilancio della Banca Popolare di Milano 435 Schemi di bilancio riclassificati: aspetti generali

Dettagli

Osservazioni del sistema bancario italiano sul documento del Comitato di Basilea Second Working Paper on Securitisation

Osservazioni del sistema bancario italiano sul documento del Comitato di Basilea Second Working Paper on Securitisation ASSOCIAZIONE BANCARIA ITALIANA Osservazioni del sistema bancario italiano sul documento del Comitato di Basilea Second Working Paper on Securitisation 20 Dicembre 2002 1 L ABI ha esaminato con uno specifico

Dettagli

Risk Management Basilea 3: aspetti operativi per i diversi profili professionali VII Edizione

Risk Management Basilea 3: aspetti operativi per i diversi profili professionali VII Edizione Risk Management Basilea 3: aspetti operativi per i diversi profili professionali VII Edizione Presentazione Negli ultimi anni il settore finanziario ha compreso come la gestione del rischio costituisca

Dettagli

INFORMATIVA SULLA STRATEGIA DI ESECUZIONE DEGLI ORDINI CLIENTI PROFESSIONALI

INFORMATIVA SULLA STRATEGIA DI ESECUZIONE DEGLI ORDINI CLIENTI PROFESSIONALI INFORMATIVA SULLA STRATEGIA DI ESECUZIONE DEGLI ORDINI CLIENTI PROFESSIONALI Banca Akros ha predisposto una politica di esecuzione e di gestione degli ordini (di seguito: politica di esecuzione degli ordini)

Dettagli

L analisi economico finanziaria dei progetti

L analisi economico finanziaria dei progetti PROVINCIA di FROSINONE CIOCIARIA SVILUPPO S.c.p.a. LABORATORI PER LO SVILUPPO LOCALE L analisi economico finanziaria dei progetti Azione n. 2 Progetti per lo sviluppo locale LA FINANZA DI PROGETTO Frosinone,

Dettagli

Parte 2: Primo pilastro Requisiti patrimoniali minimi

Parte 2: Primo pilastro Requisiti patrimoniali minimi Parte 2: Primo pilastro Requisiti patrimoniali minimi I. Calcolo dei requisiti patrimoniali minimi 40. In questa Parte vengono esposte le modalità di calcolo dei requisiti patrimoniali minimi complessivi

Dettagli

Impara il trading dai maestri con l'analisi Fondamentale. Vantaggi. Imparare a fare trading dai maestri MARKETS.COM 02

Impara il trading dai maestri con l'analisi Fondamentale. Vantaggi. Imparare a fare trading dai maestri MARKETS.COM 02 Impar a il tr ading da i m aestr i Impara il trading dai maestri con l'analisi Fondamentale Cos'è l'analisi Fondamentale? L'analisi fondamentale esamina gli eventi che potrebbero influenzare il valore

Dettagli

Luglio 2007. Direttive sulle informazioni agli investitori relative ai prodotti strutturati

Luglio 2007. Direttive sulle informazioni agli investitori relative ai prodotti strutturati Luglio 2007 Direttive sulle informazioni agli investitori relative ai prodotti strutturati Direttive sulle informazioni agli investitori relative ai prodotti strutturati Indice Preambolo... 3 1. Campo

Dettagli

TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 - INFORMATIVA AL PUBBLICO CAPITAL

TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 - INFORMATIVA AL PUBBLICO CAPITAL TAGES GROUP TERZO PILASTRO DI BASILEA 2 - INFORMATIVA AL PUBBLICO al 31 dicembre 2013 TAGES CAPITAL Tages Holding S.p.A. Sede legale Corso Venezia 18-20121 Milano Iscrizione al Registro delle Imprese di

Dettagli

INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente

INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente 1 INDICE Premessa 4 Soggetti Destinatari 6 - Indicazione nominativa dei destinatari che sono componenti del Consiglio di Amministrazione dell Emittente, delle società controllanti e di quelle, direttamente

Dettagli

51-14-000579 Alle Imprese di assicurazione e riassicurazione con sede legale in Italia LORO SEDI

51-14-000579 Alle Imprese di assicurazione e riassicurazione con sede legale in Italia LORO SEDI SERVIZIO NORMATIVA E POLITICHE DI VIGILANZA Roma 15 aprile 2014 Prot. n. All.ti n. 1 51-14-000579 Alle Imprese di assicurazione e riassicurazione con sede legale in Italia LORO SEDI Alle Alle Imprese capogruppo

Dettagli

XII Incontro OCSE su Mercati dei titoli pubblici e gestione del debito nei mercati emergenti

XII Incontro OCSE su Mercati dei titoli pubblici e gestione del debito nei mercati emergenti L incontro annuale su: Mercati dei Titoli di Stato e gestione del Debito Pubblico nei Paesi Emergenti è organizzato con il patrocinio del Gruppo di lavoro sulla gestione del debito pubblico dell OECD,

Dettagli

BANCO POPOLARE S.C. SERIE 356 TASSO MISTO CON CAP 31.10.2013 31.10.2018

BANCO POPOLARE S.C. SERIE 356 TASSO MISTO CON CAP 31.10.2013 31.10.2018 Banco Popolare Società Cooperativa - Sede legale in Verona, Piazza Nogara, n. 2 Società capogruppo del Gruppo bancario Banco Popolare Iscritta all albo delle banche al n. 5668 Capitale sociale, al 31 marzo

Dettagli

CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE

CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE Le piccole imprese sono la spina dorsale dell'economia europea. Esse sono una fonte primaria di posti di lavoro e un settore in cui fioriscono le idee commerciali.

Dettagli

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo Le raccomandazioni della CIDSE per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio, 20-22 giugno 2012) Introduzione Il

Dettagli

Il rapporto tra BCE e autorità nazionali nell esercizio della vigilanza

Il rapporto tra BCE e autorità nazionali nell esercizio della vigilanza LUISS Guido Carli Convegno Unione bancaria: istituti, poteri e impatti economici Il rapporto tra BCE e autorità nazionali nell esercizio della vigilanza Intervento di Carmelo Barbagallo Capo del Dipartimento

Dettagli

Azionario Flessibile 7 anni Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6

Azionario Flessibile 7 anni Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Principi fondamentali per un efficace vigilanza bancaria

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Principi fondamentali per un efficace vigilanza bancaria Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Principi fondamentali per un efficace vigilanza bancaria Settembre 2012 Il presente documento è stato redatto in lingua inglese. In caso di dubbio, si rimanda

Dettagli

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock Costruirsi una rendita I principi d investimento di BlackRock I p r i n c i p i d i n v e s t i m e n t o d i B l a c k R o c k Ottenere una rendita è stato raramente tanto difficile quanto ai giorni nostri.

Dettagli

POSITION PAPER. Novembre 2012

POSITION PAPER. Novembre 2012 Position Paper in risposta alla procedura di consultazione della Banca d Italia Sistema dei controlli interni, sistema informativo e continuità operativa Novembre 2012 POSITION PAPER Sommario Premessa...6

Dettagli

Qual è il fine dell azienda?

Qual è il fine dell azienda? CORSO DI FINANZA AZIENDALE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE Testo di riferimento: Analisi Finanziaria (a cura di E. Pavarani) - McGraw-Hill - 2001 Cap. 9 1 Qual è il fine dell azienda? Massimizzare

Dettagli

Le banche locali e di credito cooperativo in prospettiva: vigilanza europea ed evoluzione normativa

Le banche locali e di credito cooperativo in prospettiva: vigilanza europea ed evoluzione normativa FEDERAZIONE DELLE COOPERATIVE RAIFFEISEN Le banche locali e di credito cooperativo in prospettiva: vigilanza europea ed evoluzione normativa Intervento di Carmelo Barbagallo Capo del Dipartimento di Vigilanza

Dettagli

TEMI SPECIALI DI BILANCIO MODULO II

TEMI SPECIALI DI BILANCIO MODULO II TEMI SPECIALI DI BILANCIO MODULO II Lezione 6 IAS 19: Benefici per i dipendenti Marco Rossi Senior Manager Deloitte & Touche S.p.A. marrossi@deloitte.it Facoltà di Economia anno 2011 2012 24 aprile 2012

Dettagli

MUTUO CHIROGRAFARIO OPERATORI ECONOMICI TASSO FISSO

MUTUO CHIROGRAFARIO OPERATORI ECONOMICI TASSO FISSO FOGLIO INFORMATIVO NORME PER LA TRASPARENZA DELLE OPERAZIONI E DEI SERVIZI BANCARI E FINANZIARI MUTUO CHIROGRAFARIO OPERATORI ECONOMICI TASSO FISSO INFORMAZIONI SULLA BANCA UNIPOL BANCA S.p.A. SEDE LEGALE

Dettagli

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO. sulla segnalazione e la trasparenza delle operazioni di finanziamento tramite titoli

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO. sulla segnalazione e la trasparenza delle operazioni di finanziamento tramite titoli COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 29.1.2014 COM(2014) 40 final 2014/0017 (COD) Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulla segnalazione e la trasparenza delle operazioni di finanziamento

Dettagli

Your Global Investment Authority. Tutto sui bond: I ABC dei mercati obbligazionari. Cosa sono e come funzionano gli swap su tassi d interesse?

Your Global Investment Authority. Tutto sui bond: I ABC dei mercati obbligazionari. Cosa sono e come funzionano gli swap su tassi d interesse? Your Global Investment Authority Tutto sui bond: I ABC dei mercati obbligazionari Cosa sono e come funzionano gli swap su tassi d interesse? Cosa sono e come funzionano gli swap su tassi d interesse? Gli

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI ALBEROBELLO E SAMMICHELE DI BARI S.C.

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI ALBEROBELLO E SAMMICHELE DI BARI S.C. DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI ALBEROBELLO E SAMMICHELE DI BARI S.C. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva

Dettagli

The Supervisory Review Process

The Supervisory Review Process Studi e Note di Economia Anno XII, n. 2-2007, pagg. 283-303 The Supervisory Review Process EPIFANIO TOMMASO ZARBO* The new rules on Supervisory Review Process (SRP) are included into the title III of the

Dettagli

Bonifico e RID lasciano il posto ai nuovi strumenti di pagamento SEPA. Informati, ti riguarda!

Bonifico e RID lasciano il posto ai nuovi strumenti di pagamento SEPA. Informati, ti riguarda! Bonifico e RID lasciano il posto ai nuovi strumenti di pagamento SEPA Informati, ti riguarda! 3 La SEPA (Single Euro Payments Area, l Area unica dei pagamenti in euro) include 33 Paesi: 18 Paesi della

Dettagli

Outlook 2014: il rischio più grande è non correre alcun rischio OUTLOOK

Outlook 2014: il rischio più grande è non correre alcun rischio OUTLOOK OUTLOOK Outlook 2014: il rischio più grande è non correre alcun rischio Non è facile assumersi rischi in modo intelligente e calcolato: la soluzione è Smart Risk AUTORE: STEFAN HOFRICHTER 16 Il 2013 è

Dettagli

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Lezione di Corporate e Investment Banking Università degli Studi di Roma Tre Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Massimo Caratelli, febbraio 2006 ma.caratelli@uniroma3.it

Dettagli

CHE COS'È UNA BANCA? PARTE 2 Le banche al centro della crisi finanziaria

CHE COS'È UNA BANCA? PARTE 2 Le banche al centro della crisi finanziaria Crisi bancarie L'attività bancaria comporta l'assunzione di rischi L'attività tipica delle banche implica inevitabilmente dei rischi. Anzitutto, se un mutuatario non rimborsa il prestito ricevuto, la banca

Dettagli

Programma. Massimo Scolari, General Secretary, ASCOSIM and Member of Consultative Working Group - Investor Protection and Intermediaries, ESMA

Programma. Massimo Scolari, General Secretary, ASCOSIM and Member of Consultative Working Group - Investor Protection and Intermediaries, ESMA Programma 08:30 Registrazione e caffè di benvenuto 08:50 Osservazioni preliminari del presidente: Mauro Cesa, Technical Editor, RISK 09:10 DISCORSO DI APERTURA: Valutazione delle problematiche nazionali

Dettagli

Il Project Financing. Introduzione

Il Project Financing. Introduzione Il Project Financing Introduzione Il Project Financing nasce nei paesi anglosassoni come tecnica finanziaria innovativa volta a rendere possibile il finanziamento di iniziative economiche sulla base della

Dettagli

PROGRAMMA DELL ATTIVITÀ NORMATIVA DELL AREA VIGILANZA PER L ANNO 2011

PROGRAMMA DELL ATTIVITÀ NORMATIVA DELL AREA VIGILANZA PER L ANNO 2011 PROGRAMMA DELL ATTIVITÀ NORMATIVA DELL AREA VIGILANZA PER L ANNO 2011 Marzo 2011 Programma dell attività normativa dell Area Vigilanza per l anno 2011 1. Perché un programma di attività normativa? Far

Dettagli

Evoluzione dei servizi di incasso e pagamento per il mercato italiano

Evoluzione dei servizi di incasso e pagamento per il mercato italiano www.pwc.com/it Evoluzione dei servizi di incasso e pagamento per il mercato italiano giugno 2013 Sommario Il contesto di riferimento 4 Un modello di evoluzione dei servizi di incasso e pagamento per il

Dettagli

SOA GOVERNANCE: WHAT DOES IT MEAN? Giorgio Marras

SOA GOVERNANCE: WHAT DOES IT MEAN? Giorgio Marras SOA GOVERNANCE: WHAT DOES IT MEAN? Giorgio Marras 2 Introduzione Le architetture basate sui servizi (SOA) stanno rapidamente diventando lo standard de facto per lo sviluppo delle applicazioni aziendali.

Dettagli

General Motors: la storia della nascita e della crescita di una giant firm 1

General Motors: la storia della nascita e della crescita di una giant firm 1 General Motors: la storia della nascita e della crescita di una giant firm 1 Centralized control with decentralized responsibility (Johnson and Kaplan, 1987) 1. Dalla nascita fino al 1920 La General Motors,

Dettagli

Adottare una prospettiva di più lungo periodo

Adottare una prospettiva di più lungo periodo Adottare una prospettiva di più lungo periodo Discorso di Jaime Caruana, Direttore generale della Banca dei Regolamenti Internazionali in occasione dell Assemblea generale ordinaria della Banca tenuta

Dettagli

2001/24/CE, 2002/47/CE, 2004/25/CE, 2005/56/CE, 2007/36/CE, 2011/35/UE, 2012/30/UE

2001/24/CE, 2002/47/CE, 2004/25/CE, 2005/56/CE, 2007/36/CE, 2011/35/UE, 2012/30/UE L 173/190 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 12.6.2014 DIRETTIVA 2014/59/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 15 maggio 2014 che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti

Dettagli

La compilazione del quadro RF per gli interessi passivi. dott. Gianluca Odetto. Eutekne Tutti i diritti riservati

La compilazione del quadro RF per gli interessi passivi. dott. Gianluca Odetto. Eutekne Tutti i diritti riservati La compilazione del quadro RF per gli interessi passivi dott. Gianluca Odetto Eutekne Tutti i diritti riservati Interessi passivi soggetti a monitoraggio AMBITO OGGETTIVO Tutti gli interessi passivi sostenuti

Dettagli

Programma. Massimo Scolari, General Secretary, ASCOSIM and Member of Consultative Working Group - Investor Protection and Intermediaries, ESMA

Programma. Massimo Scolari, General Secretary, ASCOSIM and Member of Consultative Working Group - Investor Protection and Intermediaries, ESMA Programma 08:30 Registrazione e caffè di benvenuto 08:50 Osservazioni preliminari del presidente: Mauro Cesa, Technical Editor, RISK 09:10 DISCORSO DI APERTURA: Valutazione delle problematiche nazionali

Dettagli

42 relazione sono esposti Principali cui Fiat S.p.A. e il Gruppo fiat sono esposti Si evidenziano qui di seguito i fattori di o o incertezze che possono condizionare in misura significativa l attività

Dettagli

STRATEGIA DI RICEZIONE TRASMISSIONE ED ESECUZIONE ORDINI

STRATEGIA DI RICEZIONE TRASMISSIONE ED ESECUZIONE ORDINI STRATEGIA DI RICEZIONE TRASMISSIONE ED ESECUZIONE ORDINI Il presente documento (di seguito Policy ) descrive le modalità con le quali vengono trattati gli ordini, aventi ad oggetto strumenti finanziari,

Dettagli

Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese

Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese IBM Global Financing Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese Realizzata da IBM Global Financing ibm.com/financing/it Guida alle offerte di finanziamento per le medie imprese La gestione

Dettagli

PREMESSA NOTE ESPLICATIVE SULL INFORMATIVA AL PUBBLICO (III PILASTRO)

PREMESSA NOTE ESPLICATIVE SULL INFORMATIVA AL PUBBLICO (III PILASTRO) INFORMATIVA AL PUBBLICO Terzo Pilastro di Basileaa 2 SITUAZIONE AL 31/12/2 2014 PREMESSA NOTE ESPLICATIVE SULL INFORMATIVA AL PUBBLICO (III PILASTRO) Il primo gennaio 2014 è entrata in vigore la nuova

Dettagli

I crediti e la loro classificazione secondo gli IAS/IFRS

I crediti e la loro classificazione secondo gli IAS/IFRS IAS-IFRS E NON PERFORMING LOANS Verona, 9 giugno 2006 I crediti e la loro classificazione secondo gli IAS/IFRS Andrea Lionzo Università degli Studi di Verona andrea.lionzo@univr.it 1 Indice 1. I fondamenti

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 5 maggio 2014 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 Nel 2014 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,6% in termini reali, seguito da una crescita dell

Dettagli

1 BI Business Intelligence

1 BI Business Intelligence K Venture Corporate Finance Srl Via Papa Giovanni XXIII, 40F - 56025 Pontedera (PI) Tel/Fax 0587 482164 - Mail: info@kventure.it www.kventure.it 1 BI Business Intelligence Il futuro che vuoi. Sotto controllo!

Dettagli

ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali

ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali Cos è un progetto? Un iniziativa temporanea intrapresa per creare un prodotto o un servizio univoco (PMI - Project Management

Dettagli

Smobilizzo pro-soluto di Lettere di Credito Import

Smobilizzo pro-soluto di Lettere di Credito Import definizione L operazione presuppone l emissione di una lettera di credito IMPORT in favore dell esportatore estero, con termine di pagamento differito (es. 180 gg dalla data di spedizione con documenti

Dettagli

FINANZIAMENTI IMPORT IN EURO

FINANZIAMENTI IMPORT IN EURO Data release 1/07/2014 N release 0009 Pagina 1 di 6 INFORMAZIONI SULLA BANCA Denominazione Sede legale: BANCA CARIM Cassa di Risparmio di Rimini S.p.A. P.za Ferrari 15 47921 Rimini Nr. di iscriz. Albo

Dettagli

STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI

STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI 1 INTRODUZIONE Il Consiglio di Amministrazione di Kairos Julius Baer Sim (di seguito la KJBSIM ) ha approvato il presente documento al fine di formalizzare

Dettagli

POLICY DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI. Versione 9.0 del 09/03/2015. Aggiornata dal CDA nella seduta del 30/03/2015

POLICY DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI. Versione 9.0 del 09/03/2015. Aggiornata dal CDA nella seduta del 30/03/2015 POLICY DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Versione 9.0 del 09/03/2015 Aggiornata dal CDA nella seduta del 30/03/2015 1 INDICE PREMESSA... 3 1. Significato di Best Execution... 3 2. I Fattori di

Dettagli

Fatturazione verso soggetti non residenti: le nuove regole dal 1 gennaio 2013

Fatturazione verso soggetti non residenti: le nuove regole dal 1 gennaio 2013 Ai Gentili Clienti Fatturazione verso soggetti non residenti: le nuove regole dal 1 gennaio 2013 Con i co. da 324 a 335 dell unico articolo della L. 24.12.2012 n. 228 (Legge di Stabilità 2013), l ordinamento

Dettagli

Considerazioni finali. Assemblea Ordinaria dei Partecipanti Roma, 26 maggio 2015. centoventunesimo esercizio. anno 2014.

Considerazioni finali. Assemblea Ordinaria dei Partecipanti Roma, 26 maggio 2015. centoventunesimo esercizio. anno 2014. Assemblea Ordinaria dei Partecipanti Roma, 26 maggio 2015 anno esercizio centoventunesimo esercizio CXXI Assemblea Ordinaria dei Partecipanti anno - centoventunesimo esercizio Roma, 26 maggio 2015 Signori

Dettagli

Policy esterna di esecuzione / trasmissione degli ordini

Policy esterna di esecuzione / trasmissione degli ordini Policy esterna di esecuzione / trasmissione degli ordini Edizione 20141015 Pagina 1 di 16 INDICE 1 PREMESSE... 3 1.1 INTRODUZIONE... 3 1.2 CURA DELL'INTERESSE DEL CLIENTE... 3 1.2.1 Determinazione del

Dettagli

PRINCIPIO DI REVISIONE INTERNAZIONALE (ISA) N. 210 ACCORDI RELATIVI AI TERMINI DEGLI INCARICHI DI REVISIONE

PRINCIPIO DI REVISIONE INTERNAZIONALE (ISA) N. 210 ACCORDI RELATIVI AI TERMINI DEGLI INCARICHI DI REVISIONE PRINCIPIO DI REVISIONE INTERNAZIONALE (ISA) N. 210 ACCORDI RELATIVI AI TERMINI DEGLI INCARICHI DI REVISIONE (In vigore per le revisioni contabili dei bilanci relativi ai periodi amministrativi che iniziano

Dettagli