IRPET Istituto Regionale Programmazione Economica Toscana. Il settore del legno e mobilio in Provincia di Pisa: prospettive di policy

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "IRPET Istituto Regionale Programmazione Economica Toscana. Il settore del legno e mobilio in Provincia di Pisa: prospettive di policy"

Transcript

1

2 IRPET Istituto Regionale Programmazione Economica Toscana Il settore del legno e mobilio in Provincia di Pisa: prospettive di policy Ottobre, 2007

3 RICONOSCIMENTI Il presente lavoro, realizzato dall IRPET sotto il coordinamento di Stefano Casini Benvenuti, si è avvalso delle riflessioni e delle analisi sviluppate su questo argomento nell ambito della collaborazione tra IRPET e Scuola Superiore Sant Anna di Pisa sul tema più generale dei servizi alle imprese. Si ringraziano in particolare Nicola Bellini, Irene Martinez e Cecilia Pasquinelli, cui dobbiamo molti degli spunti presenti in questa nota. 2

4 Indice Premessa e guida alla lettura 5 1. IL CONTESTO SETTORIALE 7 2. Le proposte di intervento Formazione e immagine del distretto Funzione di animazione e broker di servizi Technology Forecasting 15 Allegato A IL RUOLO DEI CENTRI SERVIZI ALLE IMPRESE 1. I servizi reali alle imprese: definizione e caratteri La segmentazione del mercato La gestione del ciclo di acquisto dei servizi reali Problemi aperti 32 Riferimenti bibliografici 33 Allegato B IL SETTORE DEL MOBILE-LEGNO-ARREDO: IL SISTEMA DELLA PROVINCIA DI PISA 1. Premessa I soggetti e le relazioni del sistema provinciale del mobile Il contesto imprenditoriale territoriale La filiera nautica e le opportunità per il sistema territoriale 42 Allegato C SCHEDE INFORMATIVE SUGLI ATTORI DEL SETTORE MOBILE-LEGNO-ARREDO ITALIANI ED ESTERI 47 3

5 4

6 Premessa e guida alla lettura Il presente lavoro rappresenta il risultato finale di un percorso di ricerca sul settore del legno e del mobile nella Provincia di Pisa. L obiettivo primario è stato quello di verificare la fattibilità di interventi volti a rispondere all esigenza di servizi delle imprese locali. Alla luce della letteratura sui servizi alle imprese (vedi Allegato A) e sulla base dell analisi del settore nel contesto provinciale descritto in questa relazione, la ricerca ha proceduto ad una riflessione più ampia sfociata nella individuazione di alcune ipotesi di progetti strutturanti da sottoporre all attenzione del decisore politico. La ricerca svolta si è avvalsa dei risultati derivanti dall indagine IRPET sul settore del mobile e del legno nella Provincia di Pisa, dal titolo Il settore del legno e mobilio in Provincia di Pisa: quale integrazione con la filiera della nautica da diporto? 1, da cui il presente lavoro prende avvio. In tale rapporto, si avanza l ipotesi di una crescente integrazione del settore analizzato con la filiera nautica che, grazie al suo buon andamento, farebbe da traino al settore del mobile e del legno. Come sostenuto dall indagine IRPET, se il quadro tracciato sulle performance delle imprese negli ultimi tre anni risulta piuttosto soddisfacente questo è, in larga misura, merito della collaborazione di filiera che si è venuta sviluppando col settore della nautica. Le imprese che lavorano in sub-fornitura per i cantieri presentano infatti vantaggi sia dal lato del fatturato che della dinamica occupazionale. Per le aziende inserite nella filiera nautica i casi di crescita del fatturato sono più frequenti (29,5% dei casi) rispetto alle imprese fuori della filiera (17,2%) ed allo stesso tempo le perdite di fatturato risultano meno frequenti (16,7% dei casi) rispetto alle imprese non inserite nella filiera (26,8%). Partendo da tali presupposti, il lavoro svolto si è concentrato sulla necessità di far emergere la domanda inespressa, e talvolta non percepita, di servizi che siano adeguati alle esigenze del comparto produttivo di riferimento. Si è finalizzata la riflessione all identificazione di ipotesi progettuali proponibili nel settore, strutturando il lavoro in due fasi principali: in un primo momento è stata condotta un analisi desk riguardante sia gli attori locali del settore, sia soggetti che, in ambito nazionale, svolgono funzioni rilevanti di servizio, studio e promozione, all interno del comparto produttivo legno-mobile-arredo, al fine di comprendere i meccanismi di funzionamento di tali realtà e ricavarne possibili modelli di intervento. In questa indagine preliminare sono stati anche analizzati, seppure in maniera meno sistematica rispetto al contesto nazionale, anche alcuni centri servizi stranieri ritenuti particolarmente significativi al fine di individuare le tipologie di servizi da essi offerti in un ottica comparativa rispetto all esperienza italiana (vedi Allegato C). La seconda fase di ricerca si è incentrata sull analisi del contesto, effettuata mediante contatti diretti con i testimoni privilegiati del settore. è stata dunque realizzata una serie di interviste a soggetti a vario titolo operativi nel settore, cercando di raccogliere testimonianze utili nella ricostruzione della situazione sia del segmento del mobile tradizionale che di quello legato alla nautica. L analisi sul campo si è poi conclusa con l organizzazione di un focus group che ha messo intorno allo stesso tavolo di discussione una pluralità di attori espressione di punti di vista differenti: hanno infatti partecipato all incontro imprenditori, responsabili di centri servizi, esperti di settore. Il risultato della seconda parte dei lavori, è stata la mappatura critica dei soggetti e delle attività che contraddistinguono il settore e ciò ha permesso di pervenire ad una 1 Casini Benvenuti S., Bacci L., Ghiribelli S. e Casini S.(2006), Il settore del legno e mobilio in Provincia di Pisa: quale integrazione con la filiera della nautica da diporto?, IRPET. 5

7 ricostruzione e valutazione del sistema affermatosi sul territorio pisano. Sono emerse le effettive aperture e chiusure del settore provinciale nei confronti delle realtà esterne e sono stati sottolineati i punti di forza e di debolezza che contraddistinguono il comparto produttivo del mobile e del legno (vedi Allegato B). La raccolta di informazioni, svolta secondo questa duplice metodologia di lavoro, ha permesso una migliore focalizzazione di alcune peculiarità del settore del legno e del mobile nella Provincia di Pisa portando, in ultima istanza, alla formulazione di proposte concrete per il supporto di un comparto produttivo che presenta, in effetti, caratteristiche problematicità territoriali. 6

8 1. IL CONTESTO SETTORIALE Il settore del mobile e del legno sul territorio pisano vanta senz altro una serie di punti di forza, dati dalla grande tradizione manifatturiera che, ancora oggi, dà luogo ad un alto livello di qualità delle produzioni e mantiene un know how distintivo tale da essere generalmente riconosciuto come vantaggio competitivo territoriale. Un altro fattore di vantaggio per il settore nell area pisana è rappresentato dalla concentrazione produttiva in un ambito territoriale delimitato e ben definito. Non si tratta di una situazione realmente assimilabile al modello distrettuale classico, ma non deve essere sottovalutata la capacità di ingenerare economie di agglomerazione, legate proprio al radicamento territoriale in una peculiare cultura produttiva. Da un punto di vista geografico, le imprese del settore sono collocate su due assi principali (Cascina-Vicopisano e Lari-Ponsacco), in cui Cascina e Ponsacco rappresentano senz altro i due poli maggiormente attivi. Oltre ai chiari punti di forza del settore sul territorio provinciale, nello studio condotto sono emersi anche rilevanti punti di debolezza, tanto più significativi se osservati in un ottica di tipo prospettico. Il sistema imprenditoriale in Provincia di Pisa è caratterizzato da realtà produttive di dimensione estremamente esigua e, come evidenziato nell indagine IRPET, il settore del legno e del mobile pisano è costituito da aziende di piccolissima dimensione, composte in media da 4,3 addetti e che, nell 80% dei casi, hanno natura essenzialmente artigiana. Questa caratteristica è problematica, poichè la piccola dimensione è accompagnata da una scarsezza di risorse interne che non permette, nella maggior parte delle aziende, di investire in innovazione tecnologica, formazione, ricerca. Un importante questione, che sembra coinvolgere tutte le aziende del settore, indipendentemente dalla specifica tipologia produttiva, è quella del ricambio generazionale, poiché la mancanza di giovani da introdurre in azienda è talmente gravosa da ipotizzare un impossibilità di sostituzione dell attuale manodopera altamente specializzata, che giungerà presto al pensionamento. Il contatto diretto con gli imprenditori conferma quanto emerso nello studio IRPET, secondo cui il 38,8% delle aziende intervistate ritiene che lo scarso interesse dei giovani nei confronti della domanda di lavoro del settore sia la principale causa di crisi del comparto produttivo che, evidentemente, non è al momento attrattivo o non viene percepito come tale dalle giovani generazioni. In relazione al ricambio generazionale, si fa spazio un altra significativa problematica riguardante la formazione specifica per il settore. Così come sostenuto dagli stessi addetti ai lavori, durante le interviste realizzate, le figure professionali che oggi servono in questo contesto produttivo sono notevolmente più complesse rispetto a quelle richieste in passato. La figura dell artigiano tradizionale va dunque arricchita con competenze nuove, concernenti l informatica, l utilizzo delle nuove tecnologie, la gestione e lo sviluppo della progettualità. Servono inoltre conoscenze di tipo manageriale, che aiutino le singole realtà aziendali a proiettarsi anche al di fuori del territorio e a sfruttare strategicamente le potenzialità possedute. Come riportato nel grafico 1.1, i dati IRPET mostrano che, a parte il 58% delle imprese che dichiara che non esistono argomenti o competenze per i quali si crede opportuno un addestramento/formazione, la parte minoritaria di coloro che invece ritengono che la formazione sia necessaria (42%), individua nella qualità e nell informatica i due argomenti prevalenti, confermando quanto detto in precedenza. 7

9 Grafico 1.1 PRINCIPALI ARGOMENTI SUI QUALI SI RITIENE NECESSARIO UN ADDESTRAMENTO/ FORMAZIONE dati campionari Fonte: IRPET, 2006 Un ulteriore elemento, caratterizzante il territorio pisano e che accentua la problematicità della ridotta dimensione d impresa, è dato dal fatto che le aziende del settore non dimostrano di avere un apprezzabile propensione all aggregazione e alla collaborazione. Davvero scarsi sono i casi in cui si tenta di fare sistema per affrontare fasi del processo produttivo, mentre più incoraggiante è la tendenza all incontro di vari soggetti imprenditoriali per rispondere alla sfida della promozione e dell internazionalizzazione. Rappresenta un dato estremamente significativo il fatto che, come mostra l elaborazione dell IRPET riportata nella tabella 1.2, solo il 4,3% delle imprese del comparto legno-mobile partecipi ad almeno un consorzio e che l 87% circa delle aziende non conosca il Consorzio Casa Toscana. Tabella 1.2 CONOSCE IL CONSORZIO CASA TOSCANA? Legno Mobilio TOTALE No, non conosco il consorzio 96,2 83,2 86,7 Sì, conosco il consorzio e so quali servizi offre agli associati 1,0 6,5 5,0 Sì, consoco il consorzio ma non so quali servizi offre agli associati 2,9 10,3 8,3 TOTALE 100,0 100,0 100,0 Fonte: IRPET, 2006 Infine, a proposito delle debolezze che segnano il comparto produttivo sul territorio provinciale, si osserva un effettiva carenza di servizi offerti localmente alle imprese, erogati invece altrove: attualmente l offerta formativa non riesce ad entrare in sintonia con le imprese pisane, non ci sono soggetti che si occupino di certificazioni di qualità o che realizzino prove di laboratorio sui materiali o sui macchinari; non ci si occupa di ricerca e innovazione, e senz altro non se ne occupano le singole imprese, date le esigue dimensioni aziendali. L indagine IRPET dimostra che, a partire dal 2001, la crisi attraversata dal settore sia a livello regionale che nazionale ha assunto dimensioni preoccupanti. In questo difficile scenario, un effettiva opportunità è rappresentata, almeno per una parte del settore produttivo, dall inserimento nella filiera nautica, caratterizzata da elementi di forte dinamismo. Nonostante gli andamenti negativi sopra descritti, il settore del legno e del mobile pisano ha registrato una continua crescita, sia in termini di occupazione che di fatturato, contrariamente al resto della Toscana (Graf. 1.3): è proprio a tal proposito che si fa avanti l ipotesi, verificata dall IRPET, di una peculiare integrazione del settore legno-mobile nella filiera della nautica da diporto, che fa da traino ai mobilifici che vi si avvicinano. Dai dati IRPET, infatti, emerge che, tra le aziende 8

10 del comparto che si accostano alla cantieristica, quelle che beneficiano maggiormente di questa connessione sono quelle che, col tempo, si sono specializzate completamente nell arredamento nautico a differenza dei mobilifici che vedono la nautica come forma di diversificazione produttiva. Come sostenuto dall IRPET, il fatto che oltre il 20% di queste [imprese non in integrato per niente col settore nautico] (si stima possano essere circa 160 nell intero universo) si dichiarino interessate ad una collaborazione evidenzia come l integrazione di filiera presenti elementi di vantaggio per le imprese del comparto analizzato. Grafico 1.3 TASSI DI VARIAZIONE ANNO SU ANNO DEGLI ADDETTI DELLE IMPRESE ARTIGIANE. PROVINCIA DI PISA E TOSCANA Fonte: IRPET, 2006 Benchè la nautica rappresenti una concreta opportunità di vantaggioso impiego della capacità produttiva di settore, vanno tenuti presenti i presumibili futuri sviluppi della filiera, dai quali si può verosimilmente ipotizzare che scaturisca la richiesta di forti adeguamenti da parte dei mobilifici ai nuovi assetti. A proposito dell ingresso dei mobilifici nella filiera nautica, va ricordato che la collaborazione tra imprese del settore e cantieri è iniziata, nella maggior parte dei casi, al più sette anni fa ed è cresciuta in modo rapido, lasciando ampi spazi di inefficienza nella catena produttiva. Per questo motivo, le esigenze dei cantieri già oggi sono numerose e di tipo strutturale: questi richiedono profondi adeguamenti tecnologici di prodotto e di processo ai mobilifici che partecipano alla realizzazione degli allestimenti interni delle imbarcazioni da diporto. Si pensi che, come si legge nel citato report dell IRPET, i sistemi CAD, software dedicati alla progettazione, sono presenti solo nel 12% dei casi (...) e solo il 6% delle imprese dispone di una rete informatica che lo collega con i propri committenti o fornitori (Graf. 1.4 ). 9

11 Grafico 1.4 STRUMENTI/TECNOLOGIA PRESENTE IN AZIENDA Fonte: IRPET, 2006 È ragionevole pensare che i mobilifici, per entrare nella filiera nautica o per restarvi, dovranno affrontare profondi cambiamenti, abbandonando probabilmente la visione dell esperienza nautica come opportunità di semplice diversificazione. Oltre ad adeguamenti di tipo tecnologico, si tratterà presumibilmente anche di adattamenti di tipo organizzativo, volti a modificare la configurazione della filiera: se fino ad oggi sono coesistiti diversi modelli organizzativi, strutturati in vario modo intorno alla figura di un intermediario, è ragionevole attendersi che una razionalizzazione del comparto nautico, come già avvenuto in altri settori, richieda una revisione delle relazioni e dei ruoli in filiera. Tali probabili dinamiche, motivate dalla necessità di recuperare margini di efficienza nel sistema produttivo della nautica, seguiranno percorsi evolutivi non ancora chiaramente delineati e prevedibili. 10

12 2. LE PROPOSTE DI INTERVENTO Come ricordato all'inizio, questo lavoro ha avuto come compito quello di rispondere ad indicazioni puntuali sulla problematica dei servizi alle imprese. In particolare veniva posto l'interrogativo se se gli attuali centri servizi ed altri soggetti esistenti nell area siano in grado di soddisfare tali esigenze con opportuni interventi o se sia invece opportuno adottare soluzioni diverse, mirate ad esempio alla creazione di un nuovo centro servizi. Premettiamo che sin dall'inizio si è ritenuto impossibile di dare una risposta a questa domanda sulla base di una "ricerca di mercato", per una serie di gravi controindicazioni metodologiche, esplicitate nell'allegato A. Al contrario si è cercato di utilizzare i risultati della ricerca IRPET e soprattutto le rilevazioni qualitative delle interviste e del focus group per delineare delle "ipotesi di lavoro", da cui far discendere le relative soluzioni organizzative. L'ipotesi di partenza, che è stata sin dall'inizio posta alla valutazione degli autori di questo rapporto, è stata quella della costituzione di un centro servizi, che avesse una struttura sufficiente a garantire una produzione di una gamma di servizi qualificati e di rilevanza strategica per il settore. Una condizione forte per la realizzazione di questa ipotesi era quella della tendenziale sostenibilità (auto-finanziamento) del centro, ossia della assenza di un sostegno permanente di parte pubblica. La realizzazione di condizioni di sostenibilità economica implica necessariamente l'esistenza ex ante di un'adeguata base sociale e di un sufficiente "portafoglio clienti". Tali condizioni sono chiaramente inesistenti allo stato attuale. Nel settore, infatti, è presente un estrema frammentazione delle problematiche da affrontare, completamente diverse a seconda che si operi nel comparto produttivo del mobile tradizionale o del contract per albergo, piuttosto che dell arredamento nautico. In altri termini appare impossibile individuare una gamma di temi e servizi per i quali ci sia una massa critica (di imprese aderenti e clienti) sufficiente a reggere i costi di una struttura appena significativa, se non appunto in presenza di un flusso di finanziamenti pubblici da far proseguire per un numero indefinito di anni. Inoltre sembrano mancare quelle condizioni di attivazione dell'azione collettiva che attengono al "senso di urgenza" del cambiamento. Infatti, benché siano generalmente riconosciute una serie di difficoltà strutturali che frenano uno sviluppo ulteriore del settore legno-mobile e sia quindi condivisa una preoccupazione di fondo, le buone performance aziendali degli ultimi anni non fanno avvertire alle imprese l'esigenza di un'azione determinata e collettiva per avviare processi di aggiustamento. A radicare sul territorio l idea di un possibile raggiungimento di buoni risultati imprenditoriali senza realizzare un azione forte di cambiamento ha, tra l altro, contribuito proprio l integrazione con la nautica da diporto. A parte alcune imprese leader, che si interfacciano direttamente con la progettualità proposta dal cantiere ed a cui è stato richiesto un immediato adeguamento, le piccole imprese artigiane dell area hanno vissuto l'inserimento in questa filiera in crescita come un'opportunità derivante dalle loro indubbie competenze produttive e che non ha richiesto di dover affrontare radicali percorsi di ristrutturazione ed innovazione. Lo scenario atteso di una perdurante crescita della domanda da parte del settore nautico contribuisce ulteriormente a questa rimozione del problema. Anche un altro tema evocato a proposito delle relazioni con la nautica, ossia l'accorciamento della filiera, non appare costituire un buon trigger dell'azione collettiva. Tale accorciamento supporrebbe una rimozione o almeno una revisione del ruolo cruciale sin qui svolto dalle 11

13 aziende "intermediarie", nel tentativo di realizzare un rapporto diretto col cantiere che aumenti i margini di profitto del singolo mobilificio. E la stessa indagine IRPET a dire però che l interesse delle aziende a porsi in contatto diretto con i cantieri è grande ma non grandissimo, ed infatti poco più della metà degli intervistati (il 56%) dice di essere interessato a rapporti di questo tipo. Evidentemente mancano i motivi di una effettiva "conflittualità di interessi" con coloro che svolgono la funzione di regia in filiera. Le piccole imprese artigiane vedono nell'azienda intermediaria un soggetto capace di assicurare continuità e che non fa mancare lavoro alle imprese. Non sorprende che, al di là delle dichiarazioni rilevate sia dall indagine IRPET che dal presente studio, non si ritrovino poi segnali forti e concreti di una volontà di aggregazione per definire modelli alternativi di organizzazione. Accantonata dunque l'ipotesi più impegnativa, si è cercato di concentrare il presente lavoro, sull identificazione di alcuni progetti che presentassero le seguenti caratteristiche: - strategicità: ossia progetti che siano focalizzati sui fattori di efficienza collettiva e mirino ad un loro rafforzamento; - carattere strutturante rispetto al sistema di relazioni delle imprese locali: ossia progetti che abbiano effetti di linkage tra i soggetti operanti sul territorio, creando per questi un opportunità e, allo stesso tempo, un esperienza di collaborazione in rete; - credibilità: ossia progetti che abbiano una significativa probabilità di successo in tempi ragionevolmente brevi (quick win). Infatti, in un settore in cui non esiste un'esperienza significativa (e positiva) di intervento pubblico, è d obbligo confrontarsi con la necessità di dare credibilità all azione collettiva, al fine di innescare un meccanismo virtuoso di costruzione di fiducia e di capitale sociale. Sulla base di questi criteri e dell analisi condotta, si è giunti alla convinzione che si possano proporre all'attenzione del decisore politico e dei soggetti interessati almeno tre progetti, aventi (pur se in misura diversa) le tre caratteristiche sopra esposte: - Formazione e immagine del distretto; - Funzione di animazione e broker di servizi; - Technology Forecasting. 2.1 Formazione e immagine del distretto Questo progetto nasce dalla constatazione della drammaticità del problema del ricambio generazionale sia a livello imprenditoriale che, soprattutto, a livello tecnico: esiste infatti un elevato rischio derivante dal dissolvimento del patrimonio di conoscenze, finora possedute sul territorio. Verrebbe meno una economia di agglomerazione che, pur in assenza di più intensi legami distrettuali, ha storicamente caratterizzato la presenza del settore nella provincia di Pisa. L obiettivo primario di questo intervento è quindi quello di rendere possibile il rinnovo del capitale umano per il settore. Dalle interviste è emersa, a tal proposito, l esistenza di una problematica di difficile soluzione che riguarda l attrattività molto bassa del settore nei confronti delle giovani generazioni. Ai loro occhi il settore è percepito come low-tech, angusto e per definizione "in crisi". In altri termini, la carenza di forza lavoro esprime sia una serie di problemi riguardanti la formazione, sia una debolezza dell'immagine del settore sul territorio. E' per questo motivo che 12

14 riteniamo debba sperimentarsi un'azione che coniughi formazione e "marketing territoriale" 2. Da una parte, la formazione va ad incidere sul capitale umano e di conoscenza. Esso costituisce oggi l'ultima barriera all'uscita dal territorio di un settore, che può facilmente essere tentato da politiche di delocalizzazione. D'altra parte, incidendo sull'immagine del settore, attraverso la riconoscibilità sociale del suo ruolo nell'economia del territorio, ma anche della sua dinamicità e dei successi conseguiti da alcuni casi eccellenti, si attivano meccanismi auto-rinforzanti, che come ampiamente dimostrato sia in letteratura che nella prassi hanno importanti effetti regolativi e/o incentivanti dei comportamenti individuali. E', in altri termini, urgente sostituire al luogo comune del settore del mobile come comparto produttivo in crisi e fortemente low tech, l idea di un settore che vanta imprese eccellenti, pienamente inserite nella fascia alta del made in Italy, in cui lo stile e il design sono al centro dell attività. Va promossa inoltre l immagine di un settore fortemente aperto, internazionale e dinamico, anche dal punto di vista dell innovazione tecnologica. Il problema dunque non è quello di offrire più corsi di formazione, quanto di aggiornare i contenuti formativi proposti e, così facendo, di ridefinire e modernizzare il profilo professionale di chi lavora nelle imprese del comparto produttivo. Dal punto di vista dei contenuti si può infatti rilevare che questo settore, legato strettamente all idea di manualità artigiana e dunque alla figura del "falegname", oggi può e deve essere arricchito di competenze nuove che possono realmente esercitare una certa attrattività sui giovani. Infatti il settore richiede in modo crescente l acquisizione di competenze di carattere tecnologico da utilizzare nel controllo e nella gestione dei processi, nonché nella progettazione. Inoltre sono sempre più richieste capacità e conoscenze di carattere manageriale, legate in particolar modo alle relazioni internazionali di mercato. Da parte delle imprese l esigenza più pressante concerne oggi la formazione di tipo professionale. Sul territorio esiste oggi una realtà di rilievo quale l Istituto Statale d Arte di Cascina, la cui valorizzazione costituisce probabilmente l ipotesi più realistica e di più immediata realizzazione. Si tratta dunque di agire principalmente secondo due modalità: da una parte, rafforzare e rinnovare la collaborazione dell Istituto con i consorzi, con le imprese leader del territorio e con le Mostre di Cascina e Ponsacco e, dall altra, far fronte alle problematiche di ordine tecnico dei laboratori della scuola (riguardanti apparentemente soprattutto la sicurezza), che attualmente impediscono lo sviluppo della didattica ed eventualmente anche di attività di servizio alle imprese. Il tema della formazione non può tuttavia limitarsi al livello professionale. Il settore denuncia ad esempio un'esigenza di formazione imprenditoriale e tecnica avanzata, in cui è indispensabile il coinvolgimento dell Università, con riferimento anche alle esperienze già avviate. Sul piano dell immagine, si dovrebbe poter accompagnare l intervento formativo con un azione di marketing territoriale, da realizzare in primo luogo attraverso attività di comunicazione rivolte ai giovani ed alla comunità locale. Queste attività di comunicazione potrebbero trovare una "sponda" nelle istituzioni della formazione (dall'istituto d'arte all'università), non solo (e non tanto) nel senso di una rivisitazione storica, quanto nella valorizzazione delle realtà nuove che emergono dalla tradizione locale, della loro dimensione tecnologica e della rilevanza internazionale. Sulla scorta di esperienze già realizzate 3, si potrebbero ad esempio suggerire momenti di presentazione pubblica di casi eccellenti di 2 Ci riferiamo ovviamente alla dimensione "interna" del marketing territoriale, ossia a quelle azioni che si indirizzano alla costruzione e rafforzamento di comportamenti positivi da parte dei soggetti già presenti ed operanti sul territorio. 3 Una esperienza in parte analoga venne realizzata alcuni anni fa' a Pontedera col ciclo de "La Storia nel futuro", che riprendeva esperienze simili realizzate in altri contesti locali dell'italia settentrionale. 13

15 imprese locali, che mostrino l'importanza dell'innovazione, il dialogo con il mondo del design, la capacità di presenza sui mercati più lontani e con clientele di alto profilo. Data la natura del settore, potrebbero giovare anche eventi culturali che portino l'attenzione sulle problematiche dell'habitat, sul ruolo del design nelle sue diverse applicazioni (a cominciare da quelle della nautica!) e sull'interazione con le nuove tecnologie domotiche. 2.2 Funzione di animazione e broker di servizi Dallo studio delle altre esperienze italiane, emerge che esistono vari servizi alle imprese, concernenti soprattutto le certificazioni, le prove, la commercializzazione e l innovazione, la cui rilevanza strategica per il settore pare giustificare l'esistenza di centri servizi anche di grande rilievo, spesso (e non sorprendentemente) collocati nelle più forti aree distrettuali del nostro Paese. Anche sul territorio della Provincia di Pisa esiste almeno potenzialmente la possibilità di fruire di alcune attività di servizio, ma la distanza della domanda sembra incolmabile. Ricordiamo ancora i risultati dell indagine IRPET: dalle stime effettuate emerge che appena il 4,3% delle imprese del comparto legno e mobile partecipa ad almeno un consorzio (le imprese che dichiarano di partecipare a più consorzi sono circa lo 0,5%). Tale percentuale cresce fino al 7% nel settore del mobile mentre in quello del legno è pari a poco più dell 1,8%. All interno di questo quadro generale di scarso ricorso alle strutture di tipo consortile non stupisce poi la modesta conoscenza del consorzio Casa Toscana. Sulla base dell indagine svolta e delle stime effettuate emerge che quasi l 87% delle aziende non conosce affatto il consorzio, che circa l 8,3% sa di cosa si tratta ma solo superficialmente e solo il 5% ha una reale conoscenza del consorzio. In sintesi, la situazione pisana sembra caratterizzata sia da un gap tra domanda ed offerta sia da carenze di offerta locale (che per altro abbiamo stimato non rimediabili con un iniziativa sul lato della produzione di servizi). La rottura di questo classico circolo vizioso (una domanda che non suscita offerta, un'offerta che non emerge in assenza di domanda) può avvenire solo attraverso pazienti processi di apprendimento. L'ipotesi di lavoro che qui si vuol suggerire è dunque quella di un'attività di animazione e intermediazione che permetta di far arrivare agli imprenditori locali pacchetti di servizi di alto livello qualitativo, costruiti a partire dall'offerta nazionale ed eventualmente internazionale. Sul piano dell'animazione, le attività potrebbero consistere in: - azioni di sensibilizzazione e promozione; - attività di filtro, validazione e presentazione di informazioni concernenti i servizi disponibili; - attività di interfaccia con potenziali partner regionali, nazionali ed internazionali; - attività di analisi delle esigenze delle imprese locali e check-up aziendale; - attività di progettazione dei pacchetti di servizi da offrire sul territorio; - attività di strutturazione della domanda, eventualmente con la costruzione di progetti multiclient; - attività di assistenza nella delivery del servizio. Potenzialmente una gamma molto ampia di servizi potrebbe quindi essere messa a disposizione delle imprese locali con adeguamenti che possono riguardare: - i contenuti del servizio, che possono essere specificati sulle esigenze dell'utilizzatore; - il packaging del servizio, nel senso della costruzione di pacchetti integrati comprendenti servizi facilitanti e di supporto. Ci riferiamo in particolare a: 14

16 - servizi di accesso (first-stop); - attività informative e formative realizzate con varie modalità e mirate al rafforzamento delle capacità di fruizione del servizio; - attività di assistenza nel reperimento di finanziamenti collegati alla fruizione di servizio (oppure, ad esempio, ai processi innovativi da esso indotti). - la delivery del servizio, sia nel senso di un monitoraggio della qualità effettiva (contenuti, tempistiche ecc.) sia come predisposizione di modalità di accesso facilitate (ad esempio, con attività decentrate sul territorio, con modalità di self-delivery assistita) sia, infine, per quanto riguardi eventuali esigenze ulteriori di customizzazione; - il prezzo dei servizi che può essere negoziato e ridotto (ad esempio, in ragione delle attività svolte dal broker per la promozione e l'assistenza oppure in ragione dell'ammontare complessivo delle commesse). Mentre l acquisizione dei servizi dovrebbe rimanere a carico dell impresa utente, l'attività di intermediazione ed adattamento sarebbe sostenuta dal soggetto pubblico. Si potrebbe ipotizzare di finanziare con risorse pubbliche (almeno) una fase sperimentale biennale di attivazione di questa funzione, per l equivalente di 2-3 anni/uomo. Al fine di ridurre l'impatto dei costi fissi e di sfruttare possibili sinergie e competenze acquisite, potrebbe valutarsi l'opportunità di appoggiare questa funzione presso una delle strutture di servizio alle imprese partecipate dalla Provincia. 2.3 Technology Forecasting Una terza ipotesi progettuale è specificamente dedicata al tema del rapporto con la nautica. Crediamo che sia utile sottolineare la cautela necessaria prima di addivenire a scelte di policy che esprimano una qualche priorità nei confronti di questo comparto. La nautica, benché sia una realtà fortemente dinamica e particolarmente attrattiva, non assorbe e non può assorbire completamente la capacità produttiva territoriale delle imprese del mobile-legno e, dunque, non si esauriscono in questo ambito le problematiche connesse al settore. La questione che si vuole affrontare con quest ultima ipotesi progettuale è relativa in particolare all integrazione di filiera. Come detto in precedenza, attualmente coesistono vari modelli organizzativi nella catena produttiva, in ognuno dei quali ricorre la presenza di ampi spazi di inefficienza che sono stati sinora "tollerati" in ragione degli alti margini, ma che verosimilmente il settore della nautica cercherà di ridurre in un futuro prossimo. E presumibile quindi che ci si indirizzi verso una riorganizzazione della catena di fornitura, ma è ancora da definire sulla base di quali percorsi e con quali esiti ciò si realizzerà. In questo tipo di situazioni può essere nell'interesse collettivo quello di indurre una riflessione sistematica sulle linee evolutive al fine di definire possibili strategie di intervento, ma anche solo come contributo alla chiarificazione dei possibili problemi ed alla costruzione di visioni e linguaggi condivisi. Questo tipo di attività sta avendo un'ampia diffusione in Europa (e molto più lentamente anche in Italia) sotto la definizione di regional foresight, che riassume una serie di attività, assai eterogenee quanto ai contenuti ed alle metodologie adottate, mirate appunto a far crescere la consapevolezza delle sfide e delle opportunità di medio-lungo termine e a delineare possibili azioni. Tali attività sono caratterizzate in alcuni casi da ampi processi partecipativi. 15

17 La proposta può essere allora quella di avviare un esercizio di Technology Forecasting 4, ossia un processo di valutazione delle esigenze e delle opportunità potenziali di un sistema economico, alla luce delle tendenze che la tecnologia, dunque i processi e le tecniche, nonché il mercato presentano. Questo esercizio si dovrà basare su metodologie di analisi e di previsione rigorose e scientificamente validate, come la costruzione di mappe tecnologiche, analisi di benchmark, analisi brevettuali e bibliometriche, simulazioni ecc., e sul coinvolgimento (anch'esso opportunamente guidato sulla base di metodologie ormai consolidate) di panel di esperti provenienti dal mondo industriale ed accademico. Tuttavia, come accennato poco sopra, essenziale sarà la conduzione di un complementare processo partecipativo, con cui pervenire alla definizione di una serie di visioni prospettiche ampiamente condivise tra gli attori del sistema studiato. Inoltre il coinvolgimento nella procedura di più soggetti, oltre a fornire una esaustiva base informativa, favorisce sul territorio la creazione di un network di soggetti, grazie alle interazioni poste in essere dal metodo di indagine. Sarebbe auspicabile che queste relazioni non si limitassero al settore del mobile e riflettessero il carattere inter-settoriale della filiera, evidenziando esigenze ed opportunità di dialogo, oltre che integrazioni progettuali e produttive a livello di macro-componenti. L'esercizio di Technology Forecasting dovrebbe altresì permettere di definire problematiche comuni su cui tentare l'aggregazione di "grappoli" di imprese da impegnare in progetti innovativi multi-client. Questo esercizio dovrebbe essere finanziato su fondi pubblici, in misura sufficiente a garantire il supporto di consulenza, ed eventualmente consolidarsi in un "osservatorio", volto a monitorare la filiera. Per altro l'iniziativa potrebbe sin dall'inizio configurarsi su scala regionale o almeno inter-provicniale, col coinvolgimento dei vari territori della costa interessati dall'industria nautica. 4 Con diverse accentuazioni metodologiche, queste attività vengono anche identificate come Technology Foresight, Technology Watch, Competitive Intelligence. 16

18 Allegato A IL RUOLO DEI CENTRI SERVIZI ALLE IMPRESE 17

19 18

20 1. I servizi reali alle imprese: definizione e caratteri Servizi reali sono quelle attività di servizio alle imprese manifatturiere che hanno come effetto atteso quello di aumentare la competitività e le opportunità di mercato delle imprese clienti5. Rimandiamo alla definizione recentemente suggerita della Commissione delle Comunità europee, che individua come business support services : those services, originating in a public policy initiative, that aim to assist enterprises or entrepreneurs to successfully develop their business activity and to respond effectively to the challenges of their business, social and physical environment (CEC, 2001). La fornitura di tali servizi trasferisce alle imprese utilizzatrici nuova conoscenza e innesca processi di apprendimento, che portano a modificare in modo strutturale e non transitorio la loro organizzazione interna e le loro relazioni con il mercato e con l ambiente (Bianchi, 1985; Bellini, 1985). Si tratta di servizi che: - non hanno funzione di alleviatore dell utilizzatore (ossia non svolgono attività o surrogano funzioni, altrimenti attive all interno dell organizzazione del cliente), ma conferiscono capacità al cliente. Gli erogatori non si limitano all esecuzione del servizio, ma mettono a disposizione del cliente conoscenza che quest ultimo potrà utilizzare in seguito anche autonomamente o con altri fornitori (cfr. Normann, 1991, p. 83 ss.); - non si limitano a combinare conoscenze esplicite di tipo diverso in un insieme più adeguato alle caratteristiche delle imprese clienti, ma cercano di attivare meccanismi di internalizzazione e quindi di operazionalizzazione delle nuove conoscenze. Per questi motivi i servizi reali vengono assunti come strumento di politica industriale: essi possono contribuire ad accelerare e/o ad elevare la qualità dello sviluppo e dei processi innovativi (Bellini, 1998). Non esiste e non può esistere una tipologia chiusa di servizi reali, in quanto essi vengono definiti dai loro effetti, non dai loro contenuti tecnici. Tuttavia è ragionevole sostenere che nelle economie industriali avanzate contemporanee. essi coincidano sostanzialmente con i servizi alle imprese ad intensità di conoscenza (knowledge-intensive business services) (Wood, 2002), che tipicamente riguardano: - la strategia di impresa, lo sviluppo organizzativo ed il management; - la finanza ed amministrazione; - la produzione; - la ricerca; - le risorse umane; - le tecnologie dell informazione; - il marketing e la comunicazione 6. 5 Per un inquadramento generale sul tema dei servizi reali alle imprese si rimanda a Bellini, Una bibliografia di base dovrebbe comprendere almeno i seguenti lavori: Shapira, 2001; Sheikh et al., 2002; Cariola e Rolfo, 2001; Glasmeier, 1999; Bryson e Daniels, 1998; Feller, 1997; Brusco, 1992; Bianchi e Bellini, Una possibile lista dovrebbe includere: servizi finanziari (consulenza per operazioni di finanza straordinaria); servizi di promozione e marketing e di supporto all internazionalizzazione (assistenza alla partecipazione ai tender europei, della Banca Mondiale ecc.; assistenza all investimento all estero; assistenza agli investitori esteri; indagini di mercato ecc.; organizzazione di e partecipazione a fiere ed altri eventi promozionali; ricerca di partner; certificazione di qualità); servizi per l innovazione (analisi e certificazione; consulenza su questioni ambientali; consulenza brevettuale; consulenza sull ottenimento di contributi pubblici; consulenza in materia di R&S; brokeraggio tecnologico; fiere della tecnologia; diagnosi dell innovazione); servizi per l innovazione gestionale ed organizzativa (consulenza organizzativa, consulenza logistica; interim management; assistenza alla nascita di progetti 19

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Enti locali per Kyoto Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Rodolfo Pasinetti Ambiente Italia srl Milano, 15 dicembre 2006 Contesto Politiche energetiche Nel passato

Dettagli

Il fenomeno della globalizzazione nell era di internet: molti i vantaggi ma anche gli svantaggi

Il fenomeno della globalizzazione nell era di internet: molti i vantaggi ma anche gli svantaggi Il fenomeno della globalizzazione nell era di internet: molti i vantaggi ma anche gli svantaggi La globalizzazione indica un fenomeno di progressivo allargamento della sfera delle relazioni sociali sino

Dettagli

generazioni. Presentazione delle Linee guida per l azione dei club verso le iniziative a favore delle nuove

generazioni. Presentazione delle Linee guida per l azione dei club verso le iniziative a favore delle nuove Presentazione delle Linee guida per l azione dei club verso le iniziative a favore delle nuove generazioni. Nell aprile 2010 il Consiglio di Legislazione del Rotary International ha stabilito che le Nuove

Dettagli

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN La nuova impresa nasce da un idea, da un intuizione: la scoperta di una nuova tecnologia, l espansione della

Dettagli

Università degli Studi del Sannio NUCLEO DI VALUTAZIONE RIUNIONE NUCLEO DI VALUTAZIONE

Università degli Studi del Sannio NUCLEO DI VALUTAZIONE RIUNIONE NUCLEO DI VALUTAZIONE Verbale n. 10 del 5 Novembre 2014 RIUNIONE Il giorno 5 Novembre 2014, alle ore 10.40, il Nucleo di Valutazione dell Università degli Studi del Sannio, si è riunito per discutere sugli argomenti iscritti

Dettagli

6. Le ricerche di marketing

6. Le ricerche di marketing Università degli Studi di Urbino Carlo Bo Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Corso di Laurea in Lingue e Cultura per l Impresa 6. Le ricerche di marketing Prof. Fabio Forlani Urbino, 29/III/2011

Dettagli

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità

Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità Paola Garrone, Marco Melacini e Alessandro Perego Politecnico di Milano Indagine realizzata da Fondazione per la Sussidiarietà e

Dettagli

IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA. Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni

IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA. Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni CONTESTO Dal punto di vista della DOMANDA... Consumatore postmoderno: attivo, esigente,

Dettagli

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Lezione di Corporate e Investment Banking Università degli Studi di Roma Tre Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Massimo Caratelli, febbraio 2006 ma.caratelli@uniroma3.it

Dettagli

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione Programma Operativo Nazionale Azioni di Sistema (FSE) 2007-2013 [IT052PO017] Obiettivo Convergenza Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema

Dettagli

Modena, 10 Febbraio 2015. quale meccanica per nutrire il pianeta_ concept_imprese_studenti_2015 02 10 rev.doc 1

Modena, 10 Febbraio 2015. quale meccanica per nutrire il pianeta_ concept_imprese_studenti_2015 02 10 rev.doc 1 Nutrire il pianeta: qual è il contributo delle tecnologie, e in particolare di quelle meccaniche, elettroniche, digitali realizzate in Emilia-Romagna? Idee per un progetto di ricerca economica sui sistemi

Dettagli

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLA RILEVAZIONE DELLA QUALITA PERCEPITA DAI CITTADINI A tutti i Ministeri - Uffici

Dettagli

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina Cosa è il DSS L elevato sviluppo dei personal computer, delle reti di calcolatori, dei sistemi database di grandi dimensioni, e la forte espansione di modelli basati sui calcolatori rappresentano gli sviluppi

Dettagli

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Ferrara, giovedì 27 Settembre 2012 Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Giacomo Zanni (Dipartimento di Ingegneria ENDIF, Università di Ferrara) giacomo.zanni@unife.it SOMMARIO

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA

SENATO DELLA REPUBBLICA 10^ COMMISSIONE INDUSTRIA SENATO DELLA REPUBBLICA AUDIZIONE MARTEDI 8 MAGGIO 2012 ORE 14,30 I CONTRATTI D AREA ED I PATTI TERRITORIALI UN ESPERIENZA DI VALORE PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO Via degli Uffici

Dettagli

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni,

Dettagli

COME CERCARE CLIENTI E VENDERE MEGLIO ALL ESTERO

COME CERCARE CLIENTI E VENDERE MEGLIO ALL ESTERO COME CERCARE CLIENTI E VENDERE MEGLIO ALL ESTERO Tutte le aziende ed attività economiche hanno bisogno di nuovi clienti, sia per sviluppare il proprio business sia per integrare tutti quei clienti, che

Dettagli

RESPONS.In.City - Methodology

RESPONS.In.City - Methodology RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE

IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Università degli studi di Bergamo Anno accademico 2005 2006 IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Docente: Prof. Massimo Merlino Introduzione Il tema della gestione dell innovazione tecnologica è più che mai

Dettagli

9 Forum Risk Management in Sanità. Progetto e Health. Arezzo, 27 novembre 2014

9 Forum Risk Management in Sanità. Progetto e Health. Arezzo, 27 novembre 2014 9 Forum Risk Management in Sanità Tavolo interassociativo Assinform Progetto e Health Arezzo, 27 novembre 2014 1 Megatrend di mercato per una Sanità digitale Cloud Social Mobile health Big data IoT Fonte:

Dettagli

1 BI Business Intelligence

1 BI Business Intelligence K Venture Corporate Finance Srl Via Papa Giovanni XXIII, 40F - 56025 Pontedera (PI) Tel/Fax 0587 482164 - Mail: info@kventure.it www.kventure.it 1 BI Business Intelligence Il futuro che vuoi. Sotto controllo!

Dettagli

CAPITOLO CAPIT Tecnologie dell ecnologie dell info inf rmazione e controllo

CAPITOLO CAPIT Tecnologie dell ecnologie dell info inf rmazione e controllo CAPITOLO 8 Tecnologie dell informazione e controllo Agenda Evoluzione dell IT IT, processo decisionale e controllo Sistemi di supporto al processo decisionale Sistemi di controllo a feedback IT e coordinamento

Dettagli

Risk management come opportunità per un nuovo welfare

Risk management come opportunità per un nuovo welfare Risk management come opportunità per un nuovo welfare Il contesto economico e sociale in cui operano i comitati Uisp condiziona la loro attività mettendoli di fronte a criticità di natura organizzativa,

Dettagli

Business Process Outsourcing

Business Process Outsourcing Business Process Outsourcing Kedrios propone un modello di outsourcing completo Il Gruppo SIA-SSB, attraverso Kedrios dispone di una consolidata tradizione di offerta di servizi di Outsourcing Amministrativo

Dettagli

LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1

LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1 LA FORMAZIONE PER LA PA FINANZIATA DAL FSE PARTE II - CAPITOLO 2 LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1 LA PROGRAMMAZIONE DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME

Dettagli

Comincio da tre! I MIEI AMICI LA MIA FAMIGLIA LE MIE ESPERIENZE IL MIO PASSATO COSA VOLEVO FARE DA GRANDE LE MIE RELAZIONI

Comincio da tre! I MIEI AMICI LA MIA FAMIGLIA LE MIE ESPERIENZE IL MIO PASSATO COSA VOLEVO FARE DA GRANDE LE MIE RELAZIONI I MIEI AMICI LA MIA FAMIGLIA IL MIO PASSATO LE MIE ESPERIENZE COSA VOLEVO FARE DA GRANDE COME SONO IO? I MIEI DIFETTI LE MIE RELAZIONI LE MIE PASSIONI I SOGNI NEL CASSETTO IL MIO CANE IL MIO GATTO Comincio

Dettagli

IT FINANCIAL MANAGEMENT

IT FINANCIAL MANAGEMENT IT FINANCIAL MANAGEMENT L IT Financial Management è una disciplina per la pianificazione e il controllo economico-finanziario, di carattere sia strategico sia operativo, basata su un ampio insieme di metodologie

Dettagli

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF)

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) di A. Sveva Balduini ISFOL Agenzia Nazionale LLP Nell aprile del 2008, al termine di un lungo lavoro preparatorio e dopo un ampio processo di consultazione che

Dettagli

SYSKOPLAN REPLY IMPLEMENTA PER IL GRUPPO INDUSTRIALE SCHOTT UNA SOLUZIONE SAP CRM SU BASE SAP HANA E OPERATIVA IN 35 PAESI.

SYSKOPLAN REPLY IMPLEMENTA PER IL GRUPPO INDUSTRIALE SCHOTT UNA SOLUZIONE SAP CRM SU BASE SAP HANA E OPERATIVA IN 35 PAESI. SYSKOPLAN REPLY IMPLEMENTA PER IL GRUPPO INDUSTRIALE SCHOTT UNA SOLUZIONE SAP CRM SU BASE SAP HANA E OPERATIVA IN 35 PAESI. Come gruppo industriale tecnologico leader nel settore del vetro e dei materiali

Dettagli

Un percorso nell affido

Un percorso nell affido Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO

Dettagli

Box: Perché sostenere il modello agricolo Biologico nella PAC?

Box: Perché sostenere il modello agricolo Biologico nella PAC? La PAC che verrà: Smart change or business as usual? La posizione ufficiale IFOAM EU sulla prossima riforma PAC 2014 2020 Alessandro Triantafyllidis, IFOAM EU Group Siamo a metà dell attuale periodo di

Dettagli

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post AGENZIA SANITARIA E SOCIALE REGIONALE ACCREDITAMENTO IL RESPONSABILE PIERLUIGI LA PORTA Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post D.Lgs. 229/99 I principi introdotti dal DLgs 502/92 art. 8

Dettagli

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO + DIREZIONE GENERALE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO Coordinamento Cooperazione Universitaria LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO Criteri di orientamento e linee prioritarie per la cooperazione allo sviluppo

Dettagli

Dichiarazione Popolazione e cultura

Dichiarazione Popolazione e cultura IX/11/1 Dichiarazione Popolazione e cultura I Ministri delle Parti contraenti della Convenzione delle Alpi attribuiscono agli aspetti socio economici e socio culturali indicati all art 2, comma 2, lettera

Dettagli

Progetto di Filiera Dalla DOP Liquirizia di Calabria Fare squadra verso un obiettivo comune

Progetto di Filiera Dalla DOP Liquirizia di Calabria Fare squadra verso un obiettivo comune Progetto di Filiera Dalla DOP Liquirizia di Calabria Fare squadra verso un obiettivo comune 1 Il Progetto di Filiera Dalla liquirizia di Calabria DOP Il Progetto di Filiera Dalla liquirizia di Calabria

Dettagli

Formazione Su Misura

Formazione Su Misura Formazione Su Misura Contattateci per un incontro di presentazione inviando una mail a formazione@assoservizi.it o telefonando ai nostri uffici: Servizi alle Imprese 0258370-644.605 Chi siamo Assoservizi

Dettagli

Business Process Management

Business Process Management Corso di Certificazione in Business Process Management Progetto Didattico 2015 con la supervisione scientifica del Dipartimento di Informatica Università degli Studi di Torino Responsabile scientifico

Dettagli

INTRODUZIONE 17. Introduzione

INTRODUZIONE 17. Introduzione INTRODUZIONE 17 Introduzione Questo libro nasce dal desiderio di raccogliere e condividere le idee elaborate dal nostro gruppo di lavoro nel corso della progettazione e realizzazione di progetti inerenti

Dettagli

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano Rapporto annuale ISMEA Rapporto annuale 2012 5. La catena del valore IN SINTESI La catena del valore elaborata dall Ismea ha il fine di quantificare la suddivisione del valore dei beni prodotti dal settore

Dettagli

Orientamenti sulla valutazione ex ante dei Programmi 2014-2020. Il sistema di indicatori nella programmazione 2014-2020

Orientamenti sulla valutazione ex ante dei Programmi 2014-2020. Il sistema di indicatori nella programmazione 2014-2020 Orientamenti sulla valutazione ex ante dei Programmi 2014-2020 Il sistema di indicatori nella programmazione 2014-2020 Simona De Luca, Anna Ceci UVAL DPS Roma 11 luglio 2013 Indice 1. Indicatori: un modo

Dettagli

SCHEMA DI DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC del Carso

SCHEMA DI DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC del Carso SCHEMA DI DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC del Carso LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal Parlamento

Dettagli

Le nostre parole d ordine: competenza, rapidità, flessibilità, convenienza.

Le nostre parole d ordine: competenza, rapidità, flessibilità, convenienza. Le nostre parole d ordine: competenza, rapidità, flessibilità, convenienza. Il punto di forza di Integra è uno staff qualificato e competente che ne fa un punto di riferimento credibile ed affidabile per

Dettagli

La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco

La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco n. 2-2011 La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco Mariangela Franch, Umberto Martini, Maria Della Lucia Sommario: 1. Premessa - 2. L approccio

Dettagli

Strategia di Esecuzione e Trasmissione degli ordini. (ai sensi degli artt. 45-46-47-48 del Regolamento Intermediari Consob)

Strategia di Esecuzione e Trasmissione degli ordini. (ai sensi degli artt. 45-46-47-48 del Regolamento Intermediari Consob) Strategia di Esecuzione e Trasmissione degli ordini (ai sensi degli artt. 45-46-47-48 del Regolamento Intermediari Consob) Novembre 2011 1 Indice PREMESSA ALLE LINEE GUIDA... 3 1 PRINCIPI GENERALI... 3

Dettagli

Trieste, 25 ottobre 2006

Trieste, 25 ottobre 2006 Trieste, 25 ottobre 2006 PRESENTAZIONE DEL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ 2005 DEL GRUPPO GENERALI AGLI STUDENTI DELL UNIVERSITA DI TRIESTE INTERVENTO DELL AMMINISTRATORE DELEGATO GIOVANNI PERISSINOTTO Vorrei

Dettagli

IL PROGETTO MINDSH@RE

IL PROGETTO MINDSH@RE IL PROGETTO MINDSH@RE Gruppo Finmeccanica Attilio Di Giovanni V.P.Technology Innovation & IP Mngt L'innovazione e la Ricerca sono due dei punti di eccellenza di Finmeccanica. Lo scorso anno il Gruppo ha

Dettagli

Presiede il Consiglio di Classe il Dirigente Scolastico, Prof. oppure per delega del Dirigente Scolastico, il Prof., funge da Segretario il Prof.

Presiede il Consiglio di Classe il Dirigente Scolastico, Prof. oppure per delega del Dirigente Scolastico, il Prof., funge da Segretario il Prof. ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE CESARE BECCARIA ISTITUTO TECNICO - SETTORE ECONOMICO - ISTITUTO PROFESSIONALE per l AGRICOLTURA e l AMBIENTE Sedi associate di - SANTADI e VILLAMASSARGIA VERBALE N. SCRUTINIO

Dettagli

71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE)

71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) 71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) di TIZIANA LANG * Finalmente è partita: dal 1 maggio i giovani italiani possono iscriversi on line al programma della Garanzia

Dettagli

IMPORTANZA DELLE PREVISIONI TECNOLOGICHE NEI PROCESSI PRODUTTIVI 1

IMPORTANZA DELLE PREVISIONI TECNOLOGICHE NEI PROCESSI PRODUTTIVI 1 1. Introduzione IMPORTANZA DELLE PREVISIONI TECNOLOGICHE NEI PROCESSI PRODUTTIVI 1 Ottobre 1970 Caratteristica saliente dell'epoca odierna sembra essere quella della transitorietà. E- spansione, andamento

Dettagli

Al Direttore Generale per l Università, lo Studente ed il Diritto allo studio universitario del Ministero Istruzione, Università e Ricerca

Al Direttore Generale per l Università, lo Studente ed il Diritto allo studio universitario del Ministero Istruzione, Università e Ricerca Parere n. 5 del 22/6/2011 Al Direttore Generale per l Università, lo Studente ed il Diritto allo studio universitario del Ministero Istruzione, Università e Ricerca Oggetto: Programmazione nazionale dei

Dettagli

Parma, 23 settembre 2011. Dal modello formativo europeo al percorso formativo per l assistente familiare non professionale

Parma, 23 settembre 2011. Dal modello formativo europeo al percorso formativo per l assistente familiare non professionale Parma, 23 settembre 2011 Dal modello formativo europeo al percorso formativo per l assistente familiare non professionale Dopo il meeting europeo svoltosi a Granada e partendo dal percorso formativo l

Dettagli

Cap.1 - L impresa come sistema

Cap.1 - L impresa come sistema Cap.1 - L impresa come sistema Indice: L impresa come sistema dinamico L impresa come sistema complesso e gerarchico La progettazione del sistema impresa Modelli organizzativi per la gestione Proprietà

Dettagli

di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management

di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management GESTIRE CON SUCCESSO UNA TRATTATIVA COMMERCIALE di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management OTTENERE FIDUCIA: I SEI LIVELLI DI RESISTENZA Che cosa comprano i clienti? Un prodotto? Un servizio?

Dettagli

Bilancio di previsione 2014 Relazione del Magnifico Rettore

Bilancio di previsione 2014 Relazione del Magnifico Rettore Bilancio di previsione 2014 Relazione del Magnifico Rettore IL CONTESTO L approvazione del Bilancio di previsione quest anno si pone esattamente a metà del mio mandato rettorale, iniziato tre anni fa,

Dettagli

La Valutazione degli Asset Intangibili

La Valutazione degli Asset Intangibili La Valutazione degli Asset Intangibili Chiara Fratini Gli asset intangibili rappresentano il patrimonio di conoscenza di un organizzazione. In un accezione ampia del concetto di conoscenza, questo patrimonio

Dettagli

Indice. La Missione 3. La Storia 4. I Valori 5. I Clienti 7. I Numeri 8. I Servizi 10

Indice. La Missione 3. La Storia 4. I Valori 5. I Clienti 7. I Numeri 8. I Servizi 10 Indice La Missione 3 La Storia 4 I Valori 5 I Clienti 7 I Numeri 8 I Servizi 10 La Missione REVALO: un partner operativo insostituibile sul territorio. REVALO ha come scopo il mantenimento e l incremento

Dettagli

Valutazione Crediti e proposte Progetti. Area Turismo

Valutazione Crediti e proposte Progetti. Area Turismo Valutazione Crediti e proposte Progetti Area Turismo a cura di Bruno Turra Questo documento intende affrontare l analisi delle priorità di valutazione nell area turismo individuandone le principali componenti

Dettagli

R E A L E S T A T E G R U P P O R I G A M O N T I. C O M

R E A L E S T A T E G R U P P O R I G A M O N T I. C O M REAL ESTATE GRUPPORIGAMONTI.COM 2 Rigamonti Real Estate La scelta giusta è l inizio di un buon risultato Rigamonti Founders Rigamonti REAL ESTATE Società consolidata nel mercato immobiliare, con più di

Dettagli

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE CULTURA e SVILUPPO FESR 2014-2020 Sintesi DICEMBRE 2014 1. Inquadramento e motivazioni Il Ministero dei Beni, delle

Dettagli

Nel processo di valutazione dei dirigenti sono principalmente coinvolti i seguenti ruoli:

Nel processo di valutazione dei dirigenti sono principalmente coinvolti i seguenti ruoli: 2. IL PROCESSO DI VALUTAZIONE 2.1. Gli attori del processo di valutazione Nel processo di valutazione dei dirigenti sono principalmente coinvolti i seguenti ruoli: Direttore dell Agenzia delle Entrate.

Dettagli

CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE

CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE BROCHURE INFORMATIVA 2013-2015 L Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) è un organizzazione inter-governativa e multi-disciplinare

Dettagli

La politica Nestlé per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro

La politica Nestlé per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro La politica Nestlé per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro La sicurezza non è negoziabile Nestlé è convinta che il successo a lungo termine possa essere raggiunto soltanto grazie alle sue persone. Nessun

Dettagli

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA Premessa La struttura dipartimentale rappresenta il modello ordinario di gestione operativa delle

Dettagli

MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO

MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO Premessa: RITORNARE ALL ECONOMIA REALE L economia virtuale e speculativa è al cuore della crisi economica e sociale che colpisce l Europa.

Dettagli

GUIDA ALLA RELAZIONE CON I FORNITORI

GUIDA ALLA RELAZIONE CON I FORNITORI GUIDA ALLA RELAZIONE CON I FORNITORI Indice 1 Introduzione 2 2 Come ERA collabora con i fornitori 3 Se siete il fornitore attualmente utilizzato dal cliente Se siete dei fornitori potenziali Se vi aggiudicate

Dettagli

PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO

PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO Settore di intervento: Assistenza agli anziani Sede di attuazione del Benevento 1- VIA DEI LONGOBARDI 9 progetto: Numero di volontari richiesti: 4 Attività di

Dettagli

Corso di Amministrazione di Sistema Parte I ITIL 3

Corso di Amministrazione di Sistema Parte I ITIL 3 Corso di Amministrazione di Sistema Parte I ITIL 3 Francesco Clabot Responsabile erogazione servizi tecnici 1 francesco.clabot@netcom-srl.it Fondamenti di ITIL per la Gestione dei Servizi Informatici Il

Dettagli

5. Il contratto part-time

5. Il contratto part-time 5. Il contratto part-time di Elisa Lorenzi 1. L andamento dei contratti part-time Il part-time è una modalità contrattuale che in Italia, nonostante la positiva dinamica registrata negli ultimi anni, riveste

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~("c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i('

qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~(c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i(' qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~("c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i('!11~",fi:j:/lé'i7(?:/l(?/u~/(v,',f7t:{(jn~/lrt//lé':/iu kyjlf?jtf..ét:'é' h l/m f /tf7.. ~t:;'j/i'é' (~/;àk//lrt /IUXr(;/lrT~

Dettagli

Progetto di prevenzione e contrasto del bullismo nella provincia di Ferrara

Progetto di prevenzione e contrasto del bullismo nella provincia di Ferrara PROMECO Progettazione e intervento per la prevenzione Progetto di prevenzione e contrasto del bullismo nella provincia di Ferrara Aprile 2006 Premessa Punti di forza, obiettivi raggiunti Elementi su cui

Dettagli

INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO

INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO 1. Attività di valutazione delle Commissioni di Esperti della Valutazione

Dettagli

1. Premessa. Il contesto generale.

1. Premessa. Il contesto generale. Linee di indirizzo del Comitato interministeriale (d.p.c.m. 16 gennaio 2013) per la predisposizione, da parte del Dipartimento della funzione pubblica, del PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE di cui alla legge

Dettagli

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

PRESENTARE UN IDEA PROGETTUALE

PRESENTARE UN IDEA PROGETTUALE PRESENTARE UN IDEA PROGETTUALE LINEE GUIDA PER UNA EFFICACE PRESENTAZIONE DI UN BUSINESS PLAN INTRODUZIONE ALLA GUIDA Questa breve guida vuole indicare in maniera chiara ed efficiente gli elementi salienti

Dettagli

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale 1 1 LEGGE REGIONALE 24 giugno 2002, n. 12 #LR-ER-2002-12# INTERVENTI REGIONALI PER LA COOPERAZIONE CON I PAESI IN VIA DI SVILUPPO E I PAESI IN VIA DI TRANSIZIONE, LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE E LA PROMOZIONE

Dettagli

La valutazione della formula imprenditoriale

La valutazione della formula imprenditoriale La valutazione della formula imprenditoriale Come si apprezza e si analizza il grado di successo di un impresa A cura di : Ddr Fabio Forlani Premessa Nel governo strategico delle imprese la valutazione

Dettagli

RUP (Rational Unified Process)

RUP (Rational Unified Process) RUP (Rational Unified Process) Caratteristiche, Punti di forza, Limiti versione del tutorial: 3.3 (febbraio 2007) Pag. 1 Unified Process Booch, Rumbaugh, Jacobson UML (Unified Modeling Language) notazione

Dettagli

ingbenchmark ingbenchmarking benchmarkingbench marking

ingbenchmark ingbenchmarking benchmarkingbench marking INFORMAZIONE FORMAZIONE E CONSULENZA benchmark ingbenchmark ingbenchmarking benchmarkingbench marking ACQUISTO DI SERVIZI DI TRASPORTO MERCI E DI LOGISTICA DI MAGAZZINO In collaborazione con Acquisto di

Dettagli

PROCESSO ALLE PROMOZIONI IL GIOCO VALE LA CANDELA?

PROCESSO ALLE PROMOZIONI IL GIOCO VALE LA CANDELA? PROCESSO ALLE PROMOZIONI IL GIOCO VALE LA CANDELA? La maggior parte dei Retailer effettua notevoli investimenti in attività promozionali. Non è raro che un Retailer decida di rinunciare al 5-10% dei ricavi

Dettagli

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Delibera n.12/2013: Requisiti e procedimento per la nomina dei

Dettagli

CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE

CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE CARTA EUROPEA PER LE PICCOLE IMPRESE Le piccole imprese sono la spina dorsale dell'economia europea. Esse sono una fonte primaria di posti di lavoro e un settore in cui fioriscono le idee commerciali.

Dettagli

Senato della Repubblica

Senato della Repubblica Senato della Repubblica Commissioni riunite 10 a (Industria, commercio, turismo) e 13 a (Territorio, ambiente, beni ambientali) Audizione nell'ambito dell'esame congiunto degli Atti comunitari nn. 60,

Dettagli

L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale

L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale CAPITOLO PRIMO L attività di ricerca e sviluppo nell organizzazione aziendale SOMMARIO * : 1. Il ruolo dell innovazione tecnologica 2. L attività di ricerca e sviluppo: contenuti 3. L area funzionale della

Dettagli

Il CIO del futuro Report sulla ricerca

Il CIO del futuro Report sulla ricerca Il CIO del futuro Report sulla ricerca Diventare un promotore di cambiamento Condividi questo report Il CIO del futuro: Diventare un promotore di cambiamento Secondo un nuovo studio realizzato da Emerson

Dettagli

www.bistrategy.it In un momento di crisi perché scegliere di investire sulla Business Intelligence?

www.bistrategy.it In un momento di crisi perché scegliere di investire sulla Business Intelligence? In un momento di crisi perché scegliere di investire sulla Business Intelligence? Cos è? Per definizione, la Business Intelligence è: la trasformazione dei dati in INFORMAZIONI messe a supporto delle decisioni

Dettagli

Rapporto di Autovalutazione. GUIDA all autovalutazione

Rapporto di Autovalutazione. GUIDA all autovalutazione Rapporto di Autovalutazione GUIDA all autovalutazione Novembre 2014 INDICE Indicazioni per la compilazione del Rapporto di Autovalutazione... 3 Format del Rapporto di Autovalutazione... 5 Dati della scuola...

Dettagli

La struttura industriale dell industria farmaceutica italiana

La struttura industriale dell industria farmaceutica italiana Convegno Associazione Italiana di Economia Sanitaria La struttura industriale dell industria farmaceutica italiana Giampaolo Vitali Ceris-CNR, Moncalieri Torino, 30 Settembre 2010 1 Agenda Caratteristiche

Dettagli

White Paper. Operational DashBoard. per una Business Intelligence. in real-time

White Paper. Operational DashBoard. per una Business Intelligence. in real-time White Paper Operational DashBoard per una Business Intelligence in real-time Settembre 2011 www.axiante.com A Paper Published by Axiante CAMBIARE LE TRADIZIONI C'è stato un tempo in cui la Business Intelligence

Dettagli

DAT@GON. Gestione Gare e Offerte

DAT@GON. Gestione Gare e Offerte DAT@GON Gestione Gare e Offerte DAT@GON partecipare e vincere nel settore pubblico La soluzione sviluppata da Revorg per il settore farmaceutico, diagnostico e di strumentazione medicale, copre l intero

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 7 maggio 2015 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 Nel 2015 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,7% in termini reali, cui seguirà una crescita dell

Dettagli

I ricavi del calcio in Europa sfiorano i 20 miliardi di Euro (+5%) La Serie A arriva a quota 1,7 miliardi di Euro (+6%)

I ricavi del calcio in Europa sfiorano i 20 miliardi di Euro (+5%) La Serie A arriva a quota 1,7 miliardi di Euro (+6%) Deloitte Italy Spa Via Tortona 25 20144 Milano Tel: +39 02 83326111 www.deloitte.it Contatti Barbara Tagliaferri Ufficio Stampa Deloitte Tel: +39 02 83326141 Email: btagliaferri@deloitte.it Marco Lastrico

Dettagli

Che cos è un focus-group?

Che cos è un focus-group? Che cos è un focus-group? Si tratta di interviste di tipo qualitativo condotte su un ristretto numero di persone, accuratamente selezionate, che vengono riunite per discutere degli argomenti più svariati,

Dettagli

LINEE GUIDA PER LA PIANIFICAZIONE E IL MONITORAGGIO DEL MIGLIORAMENTO

LINEE GUIDA PER LA PIANIFICAZIONE E IL MONITORAGGIO DEL MIGLIORAMENTO LINEE GUIDA PER LA PIANIFICAZIONE E IL MONITORAGGIO DEL MIGLIORAMENTO 1 INDICE LINEE GUIDA PER LA PIANIFICAZIONE E IL MONITORAGGIO DEL MIGLIORAMENTO ---------------------------------------------------------------------------------------------1

Dettagli

UN CASO CONCRETO DI VALUTAZIONE DELLA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE

UN CASO CONCRETO DI VALUTAZIONE DELLA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE Tratto dal corso Ifoa UN CASO CONCRETO DI VALUTAZIONE DELLA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE Recentemente, si sono sviluppati numerosi modelli finalizzati a valutare e a controllare il livello di soddisfazione

Dettagli

Documento di sintesi della Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini

Documento di sintesi della Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini Documento di sintesi della Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini ********** Banca del Valdarno Credito Cooperativo 1 1. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID)

Dettagli