DOSSIER DI L&M. Consulenza & Formazione. Business Travel. Bimu. Fleet Management. marzo/aprile maggio/giugno settembre/ottobre 2014

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2 DOSSIER DI L&M Consulenza & Formazione marzo/aprile 2014 Business Travel maggio/giugno 2014 Bimu settembre/ottobre 2014 Fleet Management novembre/dicembre 2014

3 CONTENUTI IDENTIKIT UOMINI E AZIENDE 2 RUBRICHE I Titoli di Efficienza Energetica: un successo tutto italiano 4 Interoperabilità e qualità dei dati la chiave per il successo delle piccole e medie imprese italiane 8 Conosci la tua Impronta Idrica? 13 La multiculturalità nei processi di internazionalizzazione Antonio Angioni 18 Smart Services for Smart Citizens 20 Kaba PosteMobile 22 ARTICOLI App mediche e normativa. Una difficile relazione, soprattutto in Italia Paola Sangiovanni 24 Ragionare sul vissuto diventa fondante di un pensiero politico Luisa Pogliana 28 Territori resilienti e imprese resilienti Carmelo Cannarella, Valeria Piccioni 32 IL TCO Total Cost of Ownership - Il Costo Totale del Possesso Gianni Cuppini 38 Il programma EU Horizon Grandi opportunità per le PMI orientate all innovazione Corrado Cavaliere, Tiziana Guadagno, Marcella Landi 46 Il tempo del leader Francesca Chiara, Maddalena Soro 50 India, il concetto innovativo Nirmalya Kumar 54 SVILUPPO ECONOMICO SOSTENIBILE

4 U O M I N I IDENTI KIT A Z I E N D E CWT Meetings & Events entra nel mercato degli eventi cinese CWT Meetings & Events, la pluripremiata divisione globale specializzata nella gestione di meeting ed eventi di Carlson Wagonlit Travel (CWT), è entrata nel mercato degli eventi cinese, che sta vivendo una rapida e decisa espansione. A CWT Meetings & Events in Cina è stata, infatti, rilasciata dalla China National Tourism Administration (CNTA) una licenza di tour operating, che le permette di organizzare meeting ed eventi in Cina, sia inbound che domestici, per i suoi clienti. Questo rende CWT la prima travel management company globale in grado di gestire direttamente dal Paese del Dragone sia i viaggi d affari sia l organizzazione di meeting ed eventi. Le aziende che cercano supporto per le loro attività M&E in Cina hanno ora accesso all intera gamma di prodotti e servizi offerti da CWT Meetings & Events ai propri clienti nel mondo. Le aree di specializzazione di CWT Meetings & Events comprendono l ideazione e la realizzazione degli eventi - dalla progettazione alla produzione dell evento, dall organizzazione logistica alla gestione dei partecipanti -; la ricerca delle location alberghiere e congressuali più adatte; l organizzazione dei viaggi di gruppo e la gestione strategica degli eventi. Mobilità aziendale a portata di smartphone grazie a CISAUp Per rispondere in maniera efficiente e veloce alle esigenze del business travel nella gestione delle trasferte anche da dispositivi mobile, Cisalpina Tours ha lanciato sul mercato la nuovissima CISAUp. L App sviluppata dalla Travel Management Company mette a disposizione dell utente, senza vincoli tecnologici, gli strumenti indispensabili alla gestione dei viaggi d affari e della mobilità aziendale. Attraverso CISAUp, infatti, si ha l accesso - direttamente da tablet o da smartphone - alle stesse funzionalità oggi presenti sul Cisalpina Travel Portal, la piattaforma web dedicata alle aziende clienti dove è possibile programmare e coordinare le richieste di prenotazioni (Business Booking Engine - B.B.E Web), nonché rendicontare ed elaborare analisi su tutte le trasferte e i viaggi di lavoro. In particolare, l applicazione prevede due funzionalità specifiche dedicate rispettivamente ai travel manager (e a chi, più nello specifico, autorizza le trasferte in azienda) e ai viaggiatori. I manager possono gestire il workflow di approvazione delle trasferte dei propri collaboratori con la possibilità di esaminare i costi delle diverse opzioni e di chattare con i viaggiatori per meglio comprendere le ragioni delle loro scelte. Attraverso CISAUp, infatti, il responsabile può utilizzare le funzionalità di Cisalpina B.B.E Web e sincronizzarlo con le attività gestite dall App. I viaggiatori, invece, grazie alla nuova App, hanno a portata di mano il Programma di Viaggio: un documento interattivo e molto dettagliato che riepiloga tutte le prenotazioni contenute nelle loro trasferte, con possibilità di sincronizzare spostamenti e appuntamenti direttamente con il calendario del proprio smartphone. Tra gli altri servizi previsti da CISAUp la possibilità di richiedere l annullamento di una trasferta già confermata, consultare e selezionare le proposte di viaggio e relativi costi, modificare servizi già prenotati, accedere ai servizi informativi relativi alla sicurezza e agli alert con informazioni e aggiornamenti utili per chi viaggia. Abbiamo progettato CISAUp nell ottica di servizio al cliente e con il preciso obiettivo di garantire l accesso, anche da dispositivi mobile, ai programmi di gestione del business travel - dice Alfredo Pezzani, direttore generale Cisalpina Tours. Come sappiamo gli app store sono oggi forniti di strumenti generici e applicazioni per chi viaggia e sempre più spesso già preinstallati sugli smartphone. Con CISAUp, invece, abbiamo voluto offrire alla nostra clientela un applicazione innovativa e indispensabile a gestire le trasferte aziendali da smartphone in maniera sincronizzata con gli strumenti già offerti da Cisalpina. Disponibile già da prima dell estate - e perfettamente integrata con le altre soluzioni per la mobilità aziendale di Cisalpina Tours e dei suoi clienti - CISAUp prevede progressive fasi di rilascio nel corso dei prossimi mesi.

5 Performance allo stato puro, GARANT Diabolo 70 Con le frese GARANT Diabolo 70, Hoffmann Group lancia sul mercato un'ulteriore innovazione nel campo della truciolatura estrema. Questa serie di prodotti fornisce all'utilizzatore la massima precisione con qualsiasi strategia di fresatura. Uno speciale substrato in HMI assicura un'elevatissima resistenza alla rottura e un eccezionale resistenza all usura, garantendo in qualsiasi momento la sicurezza di processo durante la fresatura. Il rivestimento high-tech nanocristallino di nuova concezione e la speciale geometria consentono senza problemi la fresatura pe-sante di acciai temprati da 60 HRC fino a 70 HRC. Le frese GARANT Diabolo 70 in HMI sono quindi ottimali per l'utilizzo continuo nella costruzione di utensili e stampi. Werner Frank, responsabile dell'area prodotti di asportazione truciolo presso Hoffmann Group dichiara: L'innovativo rivestimento high-tech nanocristallino sup-porta l'elevata resistenza all'usura di questa fresa unica nel suo genere, rendendo la GA- RANT Diabolo 70 un vero fiore all'occhiello per la lavorazione pesante.le frese GARANT Diabolo 70 in HMI sono disponibili in 9 versioni diverse, dalle microfrese di precisione fino alle frese di copiatura a raggio in dimensioni da 0,5 mm a 20 mm. Fiat accompagna il Semestre italiano di Presidenza del Consiglio UE con le proprie vetture Al via la partnership tra Europcar e Telepass Entra nella fase operativa la collaborazione tra Europcar Italia, leader europeo nei servizi di noleggio di auto e furgoni a breve e medio termine, e Telepass, società leader nei sistemi automatici di pagamento del pedaggio autostradale. A partire da oggi infatti, Europcar offre ai clienti Telepass Premium sconti esclusivi sul noleggio di auto, pulmini e furgoni in Italia e all estero: un opportunità in più per rendere ancora più conveniente l esperienza del noleggio, sia essa dettata da necessità di lavoro o del tempo libero. La collaborazione prevede condizioni tariffarie speciali di diversa entità, in base alla tipologia di veicolo prescelto e alla località di ritiro della vettura, come dettagliato nei siti delle due aziende. Per accedere alle agevolazioni offerte da Europcar, i clienti Telepass Premium devono indicare il codice della propria tessera Premium al momento della prenotazione che può essere effettuata attraverso: il nuovo minisito dedicato presso il call center Europcar Italia chiamando il numero , tramite smartphone con la nuova App Europcar disponibile per tutti i sistemi operativi Android e ios o direttamente presso le stazioni di noleggio Europcar. A Milano, in occasione della prima riunione informale dei ministri di Giustizia e Affari interni, ha debuttato la flotta di veicoli che Fiat-Chrysler ha fornito, in qualità di sponsor, al Governo italiano nell ambito della Presidenza di turno del Consiglio dell Unione Europea. Il Gruppo si è, infatti, aggiudicato il bando di gara del Ministero degli Esteri per la fornitura di automezzi, a titolo di comodato gratuito, che dovranno garantire tutte le esigenze di trasporto delle Delegazioni e delle Autorità nazionali ed europee legate alla Presidenza italiana. La flotta, gestita da Leasys, società di noleggio a lungo termine di Fiat-Chrysler, è composta da 61 veicoli: sono 40 Fiat 500L, una Fiat Panda, tutte a doppia alimentazione Bi-Fuel metano/benzina, e 20 Minibus Fiat Nuovo Ducato con alimentazione Turbo Diesel con iniezione diretta Multijet Common Rail a geometria variabile. Tutti i veicoli sono di colore grigio e sono contraddistinti dal logo del Semestre italiano di Presidenza. Fiat-Chrysler ha sempre partecipato attivamente ai grandi appuntamenti istituzionali italiani e internazionali. Per ricordare i più recenti: il 9 Summit Mondiale dei Premi Nobel del 2008 a Parigi, il G8 del 2009 a L'Aquila, l'anniversario dell'unità d'italia nel 2011 e dall'anno scorso è Official Global Partner di Expo 2015.

6 EFFICIENZA ENERGETICA I TITOLI DI EFFICIENZA ENERGETICA: UN SUCCESSO TUTTO ITALIANO Oltre 23 milioni di Titoli di Efficienza Energetica erogati pari a più di 17 milioni di TEP di energia primaria risparmiata per un totale di oltre 2 miliardi di euro, questi i numeri relativi al meccanismo dei Certificati Bianchi, per gli anni di vita dal 2006 al Il complesso meccanismo, con caratteristiche di unicità a livello internazionale, si è dimostrato un efficace mezzo della politica energetica italiana avendo prodotto indubbi aumenti dell efficienza energetica e connotandosi tra gli strumenti più idonei a raggiungere gli obiettivi di riduzione dei consumi energetici europei al Le imprese italiane si sono potute avvalere di questo meccanismo d incentivazione per finanziare interventi di risparmio energetico che, oltre ad essere un importante opportunità per il settore produttivo, costituiscono un valore anche per il paese poiché supportano il rilancio dell economia italiana. L ENEA, l Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha contribuito al successo di questa iniziativa. Al riguardo, il nuovo responsabile dell attività, l ingegner Domenico Santino, ha rilasciato la seguente intervista. COSA S INTENDE PER CERTIFICATI BIANCHI O TITOLI DI EFFICIENZA ENERGETICA? I Certificati Bianchi, noti anche come Titoli di Efficienza Energetica, sono una forma di incentivo statale per iniziative volte a migliorare l efficienza energetica in numerosi settori della realtà produttiva italiana. Il sistema dei certificati bianchi è stato introdotto nella legislazione italiana dal Decreto Ministeriale del 20 luglio 2004 e oggi è regolamentato dal DM 28 dicembre Il decreto prevede che i distributori di energia elettrica e di gas naturale raggiungano annualmente determinati obiettivi quantitativi di risparmio di energia primaria, espressi in Tonnellate Equivalenti di Petrolio risparmiate. I Certificati Bianchi sono titoli negoziabili che certificano il conseguimento di tali obiettivi di risparmio, da realizzarsi negli usi finali di energia attraverso interventi e progetti di incremento di efficienza energetica. Le aziende distributrici di energia elettrica e gas possono assolvere il proprio obbligo realizzando progetti di efficienza energetica che diano diritto ai Certificati Bianchi oppure possono acquistare i titoli in via bilaterale da altri soggetti, oppure agendo sul mercato dei Titoli di Efficienza Energetica organizzato dal Gestore Mercati Energetici. Le aziende ricevono in cambio un contributo sulla tariffa energetica che consente di recuperare parte della spesa sostenuta per assolvere l obbligo. L Italia è la prima nazione al mondo ad avere applicato il meccanismo dei Certificati Bianchi per l incentivazione dell efficienza energetica negli usi finali. La Francia ha applicato successivamente un meccanismo simile ma diverso per ambito di applicazione e regolazione degli scambi. Nel Regno Unito, invece, sono in vigore da molti anni obblighi di risparmio energetico per le società di vendita di energia elettrica e di gas naturale, ma in tale caso gli scambi bilaterali devono essere preventivamente autorizzati dal regolatore. Il nostro meccanismo dei certificati bianchi e la relativa regolazione normativa sono stati oggetto di approfonditi studi e analisi da parte della Commissione europea, 4 LEADERSHIP&MANAGEMENT Luglio/Agosto 2014

7 EFFICIENZA ENERGETICA dell Agenzia Internazionale per l Energia e di un numero crescente di Paesi, sia europei, sia extra-europei come Stati Uniti, Australia, Giappone e Corea. La Commissione europea ha esplicitamente indicato i Certificati Bianchi come uno degli strumenti utilizzabili per conseguire l obiettivo di ridurre i consumi energetici e sta valutando l opportunità di introdurre un mercato europeo dei Certificati Bianchi. Oggi si sta avviando una nuova fase per il meccanismo dei Certificati Bianchi che dovrà adeguarsi alle nuove Linee Guida europee in materia di aiuti di stato. Dovrà effettivamente essere dedicato a stimolare nuovi investimenti, facendo da volano per la crescita sia delle imprese italiane che agiscano da utenti finali, sia di quelle che producono tecnologie e servizi per l efficienza energetica. COSA RAPPRESENTANO I CERTIFICATI BIANCHI? I Certificati Bianchi rappresentano i risparmi di energia conseguiti dalle iniziative di efficienza energetica durante la loro vita tecnica, ad esempio 20 anni. Poiché generalmente la rendicontazione del risparmio viene effettuata per i primi 5 anni - vita utile dell iniziativa - per poter riconoscere tutti i risparmi conseguiti nella vita tecnica, quelli ottenuti durante la vita utile vengono moltiplicati per un coefficiente di durabilità, denominato τ. Per calcolare i risparmi conseguiti si prende a riferimento un valore Baseline, che viene definito valutando la situazione precedente all iniziativa e la tecnologia media di mercato o pratica corrente. La Baseline occorre per riconoscere solo i Risparmi Addizionali conseguiti, e non quelli che sono frutto dell evoluzione tecnologica, normativa e del mercato. CHI GESTISCE IL MECCANISMO DEI CERTIFICATI BIANCHI? Sotto l aspetto gestionale, il responsabile del meccanismo è il GSE, Gestore dei Servizi Energetici, il quale si avvale per gli aspetti tecnici dell Agenzia nazionale per l Efficienza Energetica dell ENEA e del RSE, Ricerca sul Sistema Energetico. CHI PARTECIPA AL MECCANISMO DEI CERTIFICATI BIANCHI? Possono presentare progetti per il rilascio dei Certificati Bianchi i soggetti obbligati (imprese distributrici di energia elettrica e/o gas con più di clienti finali), i piccoli e medi distributori di energia elettrica e gas, le ESCO (società operanti nel settore dei servizi energetici, comprese le imprese artigiane e loro forme consortili), le imprese e gli enti con energy manager o con un sistema di gestione dell energia conforme alla ISO COME FUNZIONA IL MERCATO DEI CB? ENEA o RSE sono i soggetti valutatori, ed in quanto tali verificano la conformità dei progetti ai disposti normativi. I Certificati Bianchi sono in seguito confermati dal Gestore dei Servizi Energetici ed emessi dal Gestore del Mercato Energetico. Per facilitare i soggetti obbligati nel raggiungimento dei propri obiettivi, i titoli possono essere acquistati sulla Borsa gestita dal GME, oppure attraverso contratti bilaterali con altri soggetti in possesso di titoli. Ad oggi, il valore di riferimento per un TEE è circa 120 euro. L Autorità per Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico, determina il contributo tariffario da erogare ai soggetti obbligati per i costi sostenuti per il conseguimento degli obiettivi. QUALI PROGETTI POSSONO ESSERE PRESENTATI? Possono far richiesta di Certificati Bianchi tutti quei progetti che mirano al miglioramento dell efficienza energetica negli usi finali dei settori residenziale, terziario, industriale e trasporti. Ad esempio, si possono chiedere TEE per l installazione di caldaie e scaldaacqua ad alta efficienza, pompe di calore, centrali termiche centralizzate, teleriscaldamento, condizionatori, motori elettrici, inverter, interventi sull involucro degli edifici, sistemi di illuminazione pubblica, impianti LEADERSHIP&MANAGEMENT Luglio/Agosto

8 EFFICIENZA ENERGETICA fotovoltaici, generatori da decompressione del gas naturale, recuperi di calore, ecc. QUALI SONO I METODI DI VALUTAZIONE DEI PROGETTI? Esistono tre metodi di valutazione dei progetti: quello standardizzato, quello analitico e quello a consuntivo. Essi hanno una complessità crescente rispetto alla tipologia di intervento effettuato. La scelta è effettuata al momento della presentazione della domanda. Per i metodi standardizzati ed analitici sono disponibili schede tecniche pertinenti di facile utilizzo. Quindi per far valutare un iniziativa con questi metodi è sufficiente compilare la scheda opportuna. Il metodo standardizzato è quello più immediato da adottarsi, in quanto non sono necessarie misure in corso d opera ai fini della certificazione dei risparmi. In questo caso la determinazione dei risparmi è fatta esclusivamente sulla base del numero di Unità Fisiche di Riferimento oggetto dell intervento, ad esempio il numero di caldaie domestiche installate, la superficie di doppi vetri posti in opera, ecc. Il metodo analitico invece quantifica il risparmio con un semplice algoritmo specifico che utilizza pochi parametri oggetto di misurazione - caratterizzanti l intervento. Il metodo a consuntivo è quello più complesso poiché il proponente deve presentare la proposta descrivendo l intervento, il programma di misura e l algoritmo di calcolo dei risparmi. COME SI PRESENTANO I PROGETTI? I progetti vanno presentati on-line sul portale del GSE, Dopo aver effettuato la registrazione si riceve una password che consente di accedere all area riservata. QUALI SONO I COMPITI DELL ENEA AI SENSI DELL ULTIMO DECRETO SUI CERTIFICATI BIANCHI, OSSIA QUELLO DEL 28 DICEMBRE 2012? All interno del meccanismo dei Certificati Bianchi, il Decreto individua per l ENEA il ruolo di valutatore dei progetti, supportando in questo compito il Gestore dei Servizi Energetici e il Ministero dello Sviluppo Economico, e lo svolgimento di campagne di promozione, sensibilizzazione, informazione e formazione sui Certificati Bianchi. E possibile contattare l ENEA per avere assistenza tecnica, e sul sito web è possibile trovare approfondimenti sul tema, una banca dati consultabile dalle regioni e un blog 6 LEADERSHIP&MANAGEMENT Luglio/Agosto 2014

9 EFFICIENZA ENERGETICA (blogcertificatibianchienea.weebly.com ) dove gli operatori possono incontrarsi e scambiare esperienze e opinioni. Dal blog è possibile scaricare la Guida operativa ENEA sui Certificati Bianchi giunta alla terza edizione, e le tredici Guide Operative nei settori di Cemento, Vetro, Ceramica, Laterizi, Carta, Siderurgia, Agricoltura, Rifiuti, Trasporto Pubblico Locale, Edilizia, Pubblica Amministrazione, Mobility Management, Illuminazione Pubblica, Servizio Idrico Integrato. Le guide operative sono state particolarmente apprezzate dagli operatori; ne sono testimonianza le diverse decine di migliaia di download registrati dal blog. COME È POSSIBILE CONTATTARE L ENEA IN MERITO AI CERTIFICATI BIANCHI? Per qualsiasi richiesta inerente il meccanismo dei Certificati Bianchi è disponibile un indirizzo di posta elettronica Inoltre, sul sito web sono disponibili tutte le informazioni necessarie ad approfondire il tema, e da lì è possibile accedere al Blog dedicato. Il blog si è dimostrato un utile strumento per la diffusione delle informazioni e un costruttivo punto d incontro virtuale dove è possibile scambiare idee, dare suggerimenti e trovare risposte. LEADERSHIP&MANAGEMENT Luglio/Agosto

10 EFFICIENZA ENERGETICA INTEROPERABILITÀ E QUALITÀ DEI DATI LA CHIAVE PER IL SUCCESSO DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE ITALIANE Anna Amato e Anna Moreno ENEA Agenzia per le nuove tecnologie, l energia e lo sviluppo economico sostenibile In una realtà come quella italiana, in cui il settore industriale è costituito per oltre l 80% da piccole e medie imprese, la competitività del prodotto finale è subordinata alla competitività dell intera filiera che lo ha realizzato, che deve essere in grado di rispettare i tempi, essere flessibile e nello stesso tempo offrire un alta qualità del servizio al cliente. Per essere più forti, le imprese devono anche essere in grado di comunicare efficacemente tra loro, e solo l uso di linguaggi standardizzati può garantire l interoperabilità tra le aziende della stessa filiera produttiva e di settori complementari. La crescente informatizzazione di ogni settore e attività economica e lavorativa impone alle aziende una valutazione della gestione dei dati e delle informazioni digitali, pari a quelle che riguardano le altre risorse aziendali, come quelle umane, finanziarie e materiali. I problemi relativi all utilizzo dei dati digitali devono essere affrontati con un approccio che ne preveda la pianificazione, l amministrazione, il controllo, la revisione e il fine vita. Una corretta gestione dei dati è ancora più cruciale nei contesti industriali che realizzano prodotti dal ciclo di vita lungo e articolato e che coinvolgono una complessa supply chain. In questi casi, non è sufficiente che le informazioni siano accurate, ma i dati che accompagnano l intero ciclo di vita del prodotto devono possedere caratteristiche ben precise. Errori e problemi, come incompletezza dei dati, formati diversi, significati ambigui, mancanza di corrispondenza, etc, non solo comportano uno sperpero di risorse per l attività di bonifica, causano costi indiretti, ma possono dare luogo anche a conseguenze e incidenti di ogni genere. Un altra questione è quella della proprietà delle informazioni: l utilizzo di software proprietari fa sì che anche i nostri dati aziendali siano soggetti alle condizioni delle varie licenze, e quel che ritenevamo patrimonio aziendale, di fatto non lo è più. La qualità dei dati, dunque, deve essere distinta dai software utilizzati, al di là se proprietari o open source, soprattutto quando sopraggiungono problemi di preservazione a lungo termine. L archiviazione e la conservazione dei dati, che deve affrontare l obsolescenza digitale, il deterioramento dei media che li supportano, e complicazioni varie, impongono la necessità che i dati di qualità, oltre a soddisfare determinati requisiti, abbiano come proprietà intrinseca, la capacità di essere trasferibili, comprensibili da qualsiasi sistema, portable, li definiscono gli anglosassoni. I problemi sono tanti, ma tante sono anche le soluzioni, le norme e i protocolli che si stanno mettendo a punto. Parliamo della Tecnologia dei Dati di Prodotto, comunemente conosciuta con l acronimo PDT (Product Data Technology). Tale tecnologia è stata sviluppata dal Comitato tecnico dell International Standard Organization (ISO) sull automazione di fabbrica, identificato con la sigla ISO TC 184 sc4. La PDT consente di convertire i dati in un formato standardizzato, facilmente comprensibile e utilizzabile da qualsiasi sistema hardware e software. Le imprese che adottano questa tecnologia, indipendentemente dal 8 LEADERSHIP&MANAGEMENT Luglio/Agosto 2014

11 EFFICIENZA ENERGETICA settore di appartenenza, migliorano l organizzazione e la gestione della catena produttiva, e riducono i consumi energetici e l impatto ambientale, aumentando così la competitività in un mercato sempre più complesso e globalizzato. Interessante è lo standard ISO8000 Data Quality, che ha per oggetto la qualità dei dati industriali per l intero ciclo di vita dei prodotti, dall ideazione allo smaltimento. La capacità di creare, raccogliere, immagazzinare, trasferire, elaborare e presentare i dati per supportare i processi aziendali, in maniera tempestiva ed efficace dal punto di vista dei costi, richiede sia la comprensione delle caratteristiche dei dati che determinano la loro qualità, che la capacità di misurare, gestire e comunicare la qualità dei dati. La possibilità di misurare la qualità è la novità, e la diffusione della norma dovrebbe agevolare il potere contrattuale sulla qualità dei dati e permettere di scegliere meglio aziende e software. Inoltre, poiché i beni possono essere proprietà sia materiale che intellettuale, la qualità dei dati dimostra anche la capacità di un organizzazione nel preservare e trasferire la proprietà intellettuale. La qualità dei dati di prodotto è, in pratica, la misura della rispondenza del dato alle condizioni del committente. I dati sono definiti in base a proprietà specifiche, quali rilevanza, chiarezza, accessibilità, coerenza, completezza, tempestività, accuratezza e costi. Tali dimensioni non sono mai indipendenti, ma interconnesse. Partendo dal presupposto che non sia possibile ottenere, ad esempio, il 100% dell accuratezza e della completezza, perché troppo costoso, l azienda potrà decidere qual sia il compromesso più idoneo al proprio caso, sacrificando una dimensione per l altra. Bisogna sempre tener presente, però, che i costi che derivano dalle conseguenze di dati scadenti possono equivalere ai costi per acquisire, elaborare e immagazzinare dati buoni. La differenza tra i costi di una buona gestione dei dati e una carente è che, nel primo caso, se ne prevede l entità ed è legata alla politica aziendale, nel secondo caso, il costo è causato dalle conseguenze nefaste che un dato cattivo può scatenare. Basta ricordare i casi di ritiro dal mercato di auto che avevano il sistema frenante errato, o i mulinex che scoppiavano, e tanti altri esempi, di cui sono pieni i media, che causano non solo un danno materiale immediato per il ritirato dei prodotti dal mercato, ma anche uno d immagine, molto più difficile da recuperare. La ISO8000 definisce le caratteristiche da tenere sotto controllo nella catena di fornitura dei dati, per determinarne la conformità in maniera oggettiva. La norma non richiede una certificazione esterna, ma fornisce un modello all interno del quale è possibile migliorare, in maniera indipendente o in combinazione con i sistemi di gestione di qualità, specifici tipi di dati: i dati definiti master, dati di transazione e dati di prodotto. Specifica i requisiti per la dichiarazione di sintassi e di codifica semantica, consentendo così di definire le caratteristiche di trasferibilità dei dati. Se i dati sono conformi alla norma, l utilizzatore è capace di gestirne la trasferibilità e proteggere la proprietà intellettuale. Contiene specifiche per la dichiarazione di conformità, definisce quali caratteristiche dei dati sono pertinenti alla qualità dei dati, specifica i requisiti applicabili a queste caratteristiche, fornisce metodi di misurazione e di presentazione dei risultati e le linee guida per i miglioramenti. Sono fuori dal campo di interesse di questo standard, invece, i principi di gestione della qualità, la qualità dei prodotti rappresentati dai dati e la qualità di prodotti software. La ISO 8000 si suddivide in una serie di parti, ciascuna delle quali è stata pubblicata separatamente. ISO8000: introduzione generale al Data quality Parti dalla 1 alla 99: Data quality da 100 a 199: Master data quality da 200 a 299: Transaction data quality LEADERSHIP&MANAGEMENT Luglio/Agosto

12 EFFICIENZA ENERGETICA da 300 a 399: Product data quality Ogni serie esplora la comunicazione interna di un organizzazione e quella tra due o più organizzazioni. Master data quality descrive individui, organizzazioni, luoghi, beni, servizi, processi, regole e regolamenti. Definisce le caratteristiche che determinano la qualità dei dati definiti master: sintassi, codifica semantica, conformità ai requisiti, provenienza, accuratezza, completezza e controllo dei dati. Specifica le caratteristiche dei messaggi che richiedono una comunicazione affidabile tra mittente e ricevente. Transaction data quality identifica e descrive eventi che coinvolgono individui, organizzazioni, luoghi, beni, servizi, processi, regole e regolamenti. Definisce la qualità dei dati di transazione, si specificano le caratteristiche della transazioni aziendali. Product data quality misura l accuratezza e l appropriatezza dei dati di prodotto combinate con la puntualità con cui questi dati sono forniti a chi ne ha necessità, laddove per dati di prodotto si intendono tutti quei dati necessari dalla fase di progettazione a quella di fabbricazione. La serie sui dati di prodotto comprende non solo i dati CAD (computer- aided design), ma anche i dati CAM, CAE, PDM ed altri. L obiettivo principale è quello di promuovere uno sviluppo del prodotto che sia collaborativo ed efficiente, eliminando la necessità di eventuale rielaborazioni da parte di chi riceve i dati. L ENEA è impegnata da anni nelle attività di sviluppo e di diffusione degli standard sull interoperabilità elaborati dal comitato tecnico ISO TC184/SC4. Nel nostro paese, attualmente coordina il progetto OPTIMUS, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico. L iniziativa, che coinvolge anche il CNR, con ARES, Associazione Ricerca e Sviluppo, e Confapi Napoli, Confederazione italiana della piccola e media industria privata, mira ad offrire alle aziende strumenti finalizzati al miglioramento della gestione e dell organizzazione della vita produttiva grazie all uso delle tecnologie dei dati di prodotto. 10 LEADERSHIP&MANAGEMENT Luglio/Agosto 2014

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15 SOSTENIBILITÀ CONOSCI LA TUA IMPRONTA IDRICA? IL CONTESTO Le politiche di sostenibilità all interno delle aziende, appartenenti ai più svariati settori, stanno giocando un ruolo fondamentale. Molti sono i fattori che portano alla decisione di implementare processi sostenibili, di proporre un nuovo prodotto eco-friendly o rivalutare i propri fornitori a seconda del loro impatto sull ambiente; ma la ragione preponderante è che l acqua è un bene che rischia piano piano di non essere più sufficiente per le attività dell uomo e non può essere dato per scontato. Le risorse idriche globali sono attualmente in una fase di forte stress, sia in termini di qualità sia di quantità. L uso dell acqua è cresciuto più del doppio del tasso di crescita della popolazione nel corso dell ultimo secolo. Per cercare di far fronte a questo problema diviene necessario individuare quelle che sono le cause principali per poi poter agire in maniera mirata sul problema della scarsità idrica. La crescita della popolazione e l incremento dello sviluppo economico richiedono sempre più una maggiore esigenza di acqua che con il passare degli anni è sempre più limitata. La combinazione di un iniquità sociale e una marginalizzazione economica hanno generato e generano tuttora un estrema povertà per particolari popolazioni costrette a cercare risorse vitali direttamente dal suolo terreno causando spesso impatti negativi sulle risorse idriche. Il cambiamento climatico globale costituisce un ulteriore fattore di impatto sulla disponibilità di acqua. La crescente domanda di acqua aumenterà a causa delle temperature più elevate e delle minori precipitazioni, attese come conseguenza del cambiamento climatico. Allo stesso tempo, gli eventi idrologici estremi, come le inondazioni, diventeranno più comuni. I cambiamenti climatici e le modificazioni nella disponibilità idrica porteranno al degrado e alla perdita di molte zone umide e delle loro specie, riducendo così la prestazione dei servizi ecosistemici. Di conseguenza oggi, la capacità degli ecosistemi di fornire continuamente i servizi per il benessere e lo sviluppo dell umanità non può più essere data per scontata. L inquinamento ha un impatto da non sottovalutare. Circa 2 milioni di tonnellate di rifiuti umani vengono scaricati ogni giorno nei corpi idrici e, nei paesi in via di sviluppo, il 70% dei rifiuti industriali non sono trattati e quindi inquinano i corsi d acqua e le falde acquifere. L agricoltura sta inquinando la nostra acqua: il solo settore alimentare produce una percentuale di sostanze organiche inquinanti dell acqua che vanno dal 40% nei paesi ad alto reddito al 54 % nei paesi a basso reddito. Per fare un esempio l uso di azoto e fosforo nei fertilizzanti, insieme all uso di pesticidi nelle pratiche agricole intensive, hanno determinato un continuo degrado della qualità idrica, spesso con conseguente limitazione di accesso all acqua per soddisfare i bisogni umani fondamentali. Di conseguenza l effettiva disponibilità di acqua di qualità diminuisce e aumenta la competizione tra le varie realtà imprenditoriali nei più disparati settori per appropriarsene. Le situazioni sopra citate sono aggravate da una cattiva gestione dell acqua. Sono ancora prevalenti gli approcci settoriali alla gestione delle risorse idriche e questo causa uno sviluppo e una gestione dell acqua frammentati e scoordinati. La gestione è spesso lasciata alle istituzioni topdown e l efficacia e legittimità sono sempre più messe in dubbio. Si stima che attualmente un terzo della popolazione mondiale vive in paesi caratterizzati da una medio-alto stress idrico mentre entro il 2025, 1.8 miliardi di persone sperimenteranno la scarsità idrica assoluta e due terzi della popolazione mondiale potrebbero trovarsi in condizioni di alto stress idrico. COSA SI PUÒ FARE Promuovere una politica di sostenibilità Luca Guzzabocca Chairman di Acquisti & Sostenibilità LEADERSHIP&MANAGEMENT Luglio/Agosto

16 SOSTENIBILITÀ per l acqua realmente efficiente e concreta non è sempre facile o di immediata realizzazione, soprattutto evitando che si verifichino impatti negativi in altri contesti. Per questo motivo si possono suggerire delle coordinate da tenere sempre in mente per poter prendere delle scelte e attuare piani di sostenibilità davvero soddisfacenti tenendo conto delle condizioni sociali, economiche e naturali: Efficienza economica nell utilizzo dell acqua: a causa dell aumento della scarsità delle risorse idriche e finanziarie, della vulnerabilità dell acqua e il continuo aumento di domanda, è necessaria un economia globale volta a raggiungere la massima efficienza possibile. La contabilizzazione dell uso delle risorse idriche può comportare un risparmio economico per le aziende. Equità: il diritto base di rendere disponibile l acqua per tutta la popolazione mondiale. Un acqua che sia adeguata sia nella qualità sia nella quantità per permettere il sostentamento universale agli uomini. Sostenibilità ambientale ed ecologica: la gestione attuale dell acqua non dovrebbe compromettere gli ecosistemi e di conseguenza l utilizzo futuro dell acqua stessa per le generazioni a venire. I criteri sopra citati vengono utilizzati quindi per individuare una buona gestione delle risorse idriche, che a sua volta deve comporsi di elementi complementari quali: Un framework generale delle politiche, norme e regolamenti nazionali Ruoli istituzionali e funzioni amministrative su vari livelli dell impresa che abbiano le competenze per un analisi e gestione dell utilizzo idrico Strumenti per la gestione, includendo strumenti operativi per l effettivo monitoraggio e utili per prendere decisioni consapevoli tra diverse alternative. Qualsiasi scelta imprenditoriale dovrebbe tenere conto delle politiche, delle risorse disponibili, degli impatti ambientali e delle conseguenze sociali ed economiche. Nel settore agricolo la grande sfida è massimizzare l efficienza e l efficacia dell irrigazione e sfruttare per intero le potenzialità non valorizzate dell acqua piovana. Come fare? Attraverso la misurazione diretta dell umidità del terreno è possibile valutare quando non è necessaria l irrigazione aggiuntiva, mantenendo comunque invariate quantità e qualità del prodotto. Cambiare tecniche e strumenti d irrigazione può razionalizzare l utilizzo d acqua e promuovere così una migliore efficienza idrica, e di conseguenza economica, per il settore agroalimentare. La grande sfida per il settore zootecnico è, invece, quella di promuovere il pascolo, il fieno e il foraggiamento verde di provenienza locale, rispetto ai mangimi concentrati provenienti dall estero. Nel settore industriale l efficienza idrica è necessaria, alla luce della conseguente efficienza economica. L industria è un settore caratterizzato da un elevata impronta idrica grigia, legata cioè all inquinamento. In tal senso, la responsabilità dell impresa nei confronti della propria impronta idrica si estende a tutte le fasi della filiera. Come primo passo, lungo la catena di produzione e nell approvvigionamento delle materie prime sarebbe opportuno preferire beni e servizi a basso impatto idrico e ambientale; nel processo di lavorazione dovrebbero essere promosse efficienza ed efficacia dell utilizzo idrico., e infine, ogni azienda dovrebbe fornire ai consumatori il proprio bilancio idrico, con la contabilità dei volumi di acqua utilizzati nel processo di produzione fornendo un piano per la loro progressiva riduzione. La water accountability, infatti, promossa già a livello internazionale da varie istituzioni e partnership pubblico-private, dovrebbe entrare a far parte delle strategie di sostenibilità aziendali. Nel settore finanziario la promozione dell efficienza idrica non è immediatamente percepita come prioritaria. In realtà, le istituzioni finanziare, che concedono crediti alle industrie e ai produttori di grandi, piccole e medie imprese, dovrebbero contribuire fortemente alla promozione dell efficienza idrica e alla buona gestione delle risorse idriche nazionali ed estere. Promuovendo incentivi economici o standard utili all accesso a fondi di finanziamento, il settore finanziario potrebbe mettere in atto procedure di selezione e accesso al credito che preferiscano aziende che abbiano 14 LEADERSHIP&MANAGEMENT Luglio/Agosto 2014

17 SOSTENIBILITÀ un impronta idrica esterna minore (rispetto ai beni importati nel processo produttivo intermedio). Allo stesso tempo, gli istituti finanziari potrebbero favorire l accesso al credito a quelle aziende che propongano un piano di riduzione della propria impronta idrica nella produzione. Cosa possiamo fare noi tutti? Noi cittadini nel processo di produzione e consumo dell impronta idrica siamo considerati a tutti gli effetti dei consumatori. Consumiamo sia acqua domestica sia acqua utilizzata nella produzione dei prodotti che usiamo tutti i giorni. Oltre al risparmio idrico quotidiano nelle nostre case, possiamo promuovere una migliore gestione dell acqua scegliendo cibi con un basso costo idrico nel proprio processo produttivo. Possiamo mostrare la nostra attenzione alla trasparenza delle etichette sugli alimenti e pretendere la contabilità idrica dalle aziende che scegliamo come produttrici e distributrici dei nostri prodotti quotidiani. ALCUNE BUONE PRATICHE Anche l acqua, l ingrediente più importante per un birrificio, costituisce una risorsa fondamentale per l ambiente e le comunità che il Gruppo Carlsberg si è impegnato a salvaguardare e valorizzare. A questo scopo, sono stati studiati e programmati numerosi interventi di verifica e monitoraggio costante dei consumi, anche tramite l installazione di contatori automatici, al fine di garantire la riduzione degli sprechi e favorire il riutilizzo di acqua nei diversi processi. L azienda garantisce l approvvigionamento idrico da due sorgenti, situate entrambe all interno della proprietà di Carlsberg Italia: la Fontana degli Ammalati e la Fontana Mulini Grassi. In ottemperanza alle vigenti leggi in materia e al fine di garantire regolari controlli sulle acque utilizzate, viene attuato un programma di controllo che prevede l esecuzione di analisi microbiologiche e chimiche sull acqua impiegata. Nel 2011 si è registrata un importante riduzione del consumo specifico di acqua necessario a produrre un ettolitro di birra, passato dai 4,9 hl del 2010 ai 4,5 hl del 2011, grazie agli investimenti realizzati e ai miglioramenti applicati al processo produttivo. Il significativo trend di riduzione del consumo dell acqua (davvero notevole se si pensa che nel giro di 7 anni la riduzione a hl è stata pari circa il 40%) è stato possibile grazie alla ricerca continua dell efficienza delle tecnologie e dei processi, nonché alla riduzione degli sprechi, garantita dalla responsabilizzazione e dall impegno di tutti i dipendenti dei reparti operativi e degli uffici. Nello specifico, nel corso del 2011 Carlsberg Italia ha implementato diverse azioni per ridurre e ottimizzare l utilizzo di acqua: Automatizzazione dei sistemi di lavaggio delle apparecchiature e degli impianti CIP, (Clean In Place) applicazione di lance ad alta pressione e inserimento, ove possibile, di serbatoi per il recupero dell acqua di lavaggio e dell ultimo risciacquo; Installazione di torri evaporative a ciclo chiuso, a spruzzo e ad aria sia sui pastorizzatori che per il raffreddamento dei compressori; Recupero e reimpiego dell acqua calda proveniente dal raffreddamento del mosto, da utilizzarsi per i lavaggi; Recupero dell acqua di raffreddamento e ottimizzazione nella gestione dell acqua gelida. La riduzione dei consumi idrici ha consentito anche la riduzione della produzione di acque di scarico. Eni è consapevole che l accesso alle risorse idriche è un tema rilevante per lo sviluppo e si è impegnata ad ottimizzare l utilizzo di acqua dolce nel ciclo produttivo per limitare l impatto sulla disponibilità alle comunità locali. Entro i prossimi quattro anni prevede una riduzione di circa 22 milioni di metri cubi grazie a progetti di riduzione dei prelievi nei settori della raffinazione e della chimica. Inoltre, svilupperà un progetto di analisi del Water and Energy nexus finalizzato a identificare margini per ridurre i consumi energetici e idrici e per migliorare la qualità delle acque. Nel settore esplorazione e produzione, sono proseguiti i progetti di water injection con l obiettivo di raggiungere nel 2016 il 65% delle acque di formazione re-iniettate; nel 2012 il valore misurato (49%) è in aumento rispetto al 2011 (+14,2%) e in linea con l obiettivo prefissato al 2016 (65%). La LEADERSHIP&MANAGEMENT Luglio/Agosto

18 SOSTENIBILITÀ concentrazione di olio nelle acque di produzione, scaricate in ambiente superficiale è in calo rispetto al 2011 (- 28,8%) e si mantiene notevolmente al di sotto dei limiti (9,6 mg/l). Nel settore raffinazione, si registrano consistenti cali sia per i prelievi di acqua di mare (-28,2%) sia per quelli di acqua dolce (-24,4%). Per le acque dolci la significativa riduzione è riconducibile all entrata a regime o all avvio di nuove unità di water reuse presso le raffinerie (rispettivamente Sannazzaro e Livorno). Nell ambito delle attività di gestione dell acqua, Eni continua ad applicare il Global Water Tool for Oil & Gas sviluppato dal World Business Council for Sustainable Development al fine di mappare la distribuzione delle attività in zone cosiddette a stress idrico. Il tool permette di prevedere anche l impatto del cambiamento climatico sulle risorse idriche al 2025 e 2050 e permetterà in futuro di comprendere la relazione tra aree a stress idrico e aree ricche di biodiversità. A valle dell analisi di oltre 270 siti produttivi, il 12% di essi, tra cui quelli in Paesi come Algeria, Egitto, Libia, Tunisia, Pakistan ed Emirati Arabi Uniti, sono risultati localizzati in zone a stress idrico e il 20% di essi in aree critiche per aspetti sanitari come Angola, Congo, Indonesia, Nigeria e Pakistan. In questi Paesi Eni ha avviato o sta avviando progetti per l ottimizzazione delle risorse idriche in linea con i migliori standard internazionali e sta finanziando progetti sociali per l approvvigionamento idrico e per la fornitura di servizi igienici nelle zone rurali. Barilla dal 2008 ha cominciato, infatti, a valutare l impronta idrica dei prodotti, basandosi sull analisi del ciclo di vita e sul protocollo di calcolo sviluppato dal Water Footprint Network. Questo senza mai dimenticare di portare avanti piani per la riduzione dei consumi di acqua direttamente impiegata sia nei pastifici sia nelle fornerie. Nel 2012 gli stabilimenti hanno consumato circa 2,4 milioni di metri cubi di acqua, risparmiando oltre m 3 rispetto al 2008, corrispondente a circa il 23%. Sempre nel 2012, a Rubbiano, in provincia di Parma, è stato inaugurato il nuovo impianto sughi: consuma il 47% in meno d acqua rispetto ai vecchi impianti prima utilizzati. Inoltre, il 55% degli stabilimenti di produzione Barilla è dotato di un impianto di depurazione delle acque reflue, che ne riduce sensibilmente l impatto prima del loro scarico in fognatura o in acque superficiali. Barilla, con la collaborazione di un azienda sementiera italiana, ha sviluppato con metodi di selezione tradizionali una varietà di grano duro di alta qualità adatta a essere coltivata in Italia. È nato così Aureo, una varietà di grano duro simile a quella coltivata nei territori desertici del Sud Ovest degli USA, considerata tra le migliori del mondo. Rispetto al grano americano ha un vantaggio: non richiede di essere irrigato perché coltivato nel centro Italia e quindi in un territorio caratterizzato da maggiori precipitazioni. Utilizzando questa varietà Barilla ha potuto valorizzare la capacità degli agricoltori italiani. Nel 2012 più di tonnellate di aureo sono state coltivate in Italia: riducendo così le importazioni dagli Usa, con un risparmio totale di circa di metri cubi di acqua e circa tonnellate di Co 2 equivalente. Gli scambi commerciali tra paesi determinano un trasferimento di flussi di acqua virtuale da paese a paese. L impronta idrica di un prodotto consiste nel volume totale di acqua dolce consumata per produrlo e coincide con il concetto di acqua virtuale. L acqua virtuale è una sorta di risorsa idrica alternativa, che permette di preservare le risorse idriche locali. Nel 2012 Barilla ha condotto uno studio sull impronta idrica della propria produzione di pasta e sul commercio di grano e pasta tra i paesi in cui opera. I risultati dell analisi sono stati pubblicati in un rapporto presentato ad agosto 2012 alla World Water Week di Stoccolma. L impronta idrica della pasta deriva quasi totalmente dall acqua impiegata nella coltivazione del grano duro nei vari paesi. Il grano duro coltivato in diverse aree geografiche presenta un impronta idrica variabile a seconda della disponibilità di acqua, delle condizioni climatiche e delle rese. L impronta idrica della pasta Barilla varia da appena litri per chilogrammo, se la si produce in Italia, a oltre litri se prodotta in Turchia o negli Stati Uniti. Si posiziona in tal modo nella fascia più bassa della piramide dell acqua, appena sopra i cereali e il pane, ma molto al di sotto di riso e legumi. 16 LEADERSHIP&MANAGEMENT Luglio/Agosto 2014

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20 RISORSE UMANE LA MULTICULTURALITÀ NEI PROCESSI DI INTERNAZIONALIZZAZIONE Antonio Angioni Direttore Generale Right Management, Manpower Group Per chiarire il perimetro all interno del quale si intende dare un contributo, è importante ricordare che il processo di internazionalizzazione e di interdipendenza fra le economie è precedente alla crisi esplosa nell autunno del Non solo. Proprio nel corso di questo lungo periodo recessivo le aziende che hanno dimostrato di aver saputo reagire sono quelle con una percentuale più o meno consistente della propria cifra di affari dedicata all export. La proiezione internazionale deve nascere da una consapevole scelta che tenga conto di alcune variabili fondamentali quali: il prodotto; l innovazione; il sistema; lo stile di management. La globalizzazione ha reso più facile e più diretto il confronto ma l utilizzo di un linguaggio comune (l inglese) o di un sistema universale (B2B)non ha modificato le differenze culturali e le caratteristiche peculiari dei vari mercati. Differenze e caratteristiche che investono: lo stile di leadership, lo stile di comunicazione, la sensibilità verso gli aspetti culturali, la disponibilità ad adattarsi, la capacità di comprendere gli aspetti comuni del business, l approccio multiculturale. Queste impressioni ed esperienze, maturate direttamente lavorando in contesti internazionali, hanno trovato conferma in una recente ricerca promossa da Right Management sul tema Leading across cultures in the Human age alla quale hanno offerto il loro contributo più di 1860 leader di 13 nazionalità diverse, un campione molto rappresentativo, composto da CEO e Direttori di Funzione che operano sia in diversi contesti geografici che di business. L analisi sulle differenze e le caratteristiche sopra menzionate, ha portato ad identificare sei macro aree nelle quali sono stati identificati non tanto elementi di omogeneità ma diverse convergenze: Nord America (US e Canada); America Latina (Messico, Sud America); Asia Pacifica (Australia, Cina, India, Indonesia, Giappone, Malesia, Filippine, Sud Corea, Vietnam); Europa; Middle-East; Africa. Al di là di una naturale predisposizione relazionale e di una inevitabile flessibilità, emergono, quali componenti fondamentali dell internazionalizzazione, alcune specifiche skills quali: Adapting socially; Demonstrating creativity; Even disposition; Respecting beliefs; Instilling trust; Navigating ambiguity per ciascuna delle quali vorremmo sintetizzare quanto emerso nelle interviste. Adapting socially. Capacità di sviluppare relazioni con persone nuove, in ambienti e contesti non familiari e di dimostrare un autentico interesse verso più interlocutori. Demonstrating creativity. Capacità di prendere in considerazione e di valutare attentamente tutte le possibili variabili, di pianificare possibili risultati, di 18 LEADERSHIP&MANAGEMENT Luglio/Agosto 2014

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