I guerrieri SCV. di Kal-El Bogdanove

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1 I guerrieri SCV di Kal-El Bogdanove 1

2 La nuca di Bill "Pearly" Bousquette gli prudeva, come faceva ormai a intermittenza fin dalla prima settimana di servizio durante il precedente conflitto. Bill era cresciuto su Choss, un inutile pezzo di roccia che i libri definivano con disprezzo "Lunartica", a causa del clima tipico dei deserti a elevate altitudini. Lì aveva passato la gioventù, lavorando a progetti di eleganti città incastonate in crude pareti rocciose dove uomini più facoltosi di lui portavano famiglie e amanti a godersi il lusso di un sole costante e privo di umidità, l'ideale per curare il loro "mal di nave" e il "pallore da crociera" e per illudersi che i miliardi di crediti spesi avessero un senso. Una vita passata all'aria aperta su Choss aveva fatto sì che il suo collo fosse sempre abbronzato e asciutto, anche quando era costretto a lavorare a ritmi improponibili e le altre parti del corpo non esposte al vento e al sole annegavano in un fiume di sudore. Durante i lunghi anni di servizio era stato costretto a trascorrere metà del tempo dentro una specie di grossa lattina infilata all'interno di un'altra lattina ancora più grossa, ben lontano dal dolce contatto con l'aria e la luce. L'imbracatura dell'articolatore all'interno del veicolo da costruzione spaziale T-280 faceva sudare il collo di Pearly, e senza il sole e il vento ad asciugarlo a fine giornata gli veniva sempre un prurito insopportabile. Questa sgradevole sensazione peggiorava ulteriormente quando era nervoso, esattamente come in quel preciso istante, mentre guardava i suoi uomini riuniti attorno allo schermo alle prese con ogni tipo di lamentela. "Lascia perdere i materiali. Per tutti i dannati santi protoss, come pretendono che costruiamo una cosa del genere? Un ponte mobile di duecentocinquanta metri in grado di reggere il peso di due carri d'assedio, ma abbastanza leggero da poter essere trasportato da una nave da sbarco con tanto di equipaggiamento offensivo completo. Ma siamo matti?" L'uomo che stava parlando era Vigo "Tuna" Czark. In precedenza Czark era stato un addetto manovratore di gru per le flotte pescherecce di Turaxis II, ruolo che si era ormai rassegnato ad assumere anche qui, tra le gelide paratie di una nave stellare. Chewitel "Choosey" Wsoro, un brillante personaggio vecchio stile e saggiamente "requisito" dalle grinfie del Consorzio Minerario Confederato, scosse la testa con disappunto. "Per come 2

3 la vedo io, amico mio, sono molto più preoccupato del fatto che Raynor voglia farci partecipare a missioni che richiedano di guidare due di questi bestioni l'uno affianco all'altro in solo un quarto di chilometro." Pearly lasciò che i suoi SCV si sfogassero un po', mentre li studiava e rifletteva sul problema. Gli uomini attorno a lui non erano pivelli, la faccia del più giovane del gruppo era già ricoperta dai primi peli grigi tipici della mezza età. Quando aveva iniziato a mettere insieme quell'unità strampalata, Raynor aveva provato ad affiancare a Pearly degli uomini più freschi, mandandogli le menti migliori dell'università Centrale di Umoja, o almeno tutte quelle che il Dominio, gli Umojani e i Combine non avevano già reclutato. In teoria erano tutti dei geni, ma in pratica nessuno aveva mai costruito nulla di più complesso di un modellino. Come se non bastasse, la maggior parte di loro era così alle prime armi che avrebbe senza dubbio abbandonato il proprio posto al primo segno di pericolo, e la squadra non era certo stata progettata per quello. I Randagi di Raynor erano dei ribelli che cercavano di combattere il Dominio con un centesimo delle risorse. Erano costantemente a corto di uomini, di armi e di tempo, ma in qualche modo Jim Raynor riusciva sempre a condurli verso più vittorie che sconfitte. In un contesto come quello, Raynor aveva bisogno di un gruppo di piloti di SCV che fosse in grado di resistere allo stress, di concentrarsi sulle sfide ingegneristiche più impossibili anche sotto il fuoco nemico e di prendere le armi e difendere il lavoro svolto, se necessario. Per guidare questo gruppo di folli, Raynor aveva richiesto Pearly perché l'aveva visto riparare un Hellion mentre una pioggia di proiettili colpiva il dorso del suo T-280. Quando Pearly aveva detto che tutti gli uomini assegnati alla sua unità erano inadatti al lavoro, Raynor si era dimostrato paziente, aveva aiutato Pearly a licenziarli tutti ed erano ripartiti da zero. Il reclutamento. Ciò di cui Pearly aveva bisogno era una squadra di abili artigiani, esperti e duri come il dolce standard n 10 delle vecchie razioni di guerra. Aveva bisogno di gente che sapesse fare il proprio lavoro dall'inizio alla fine. Aveva bisogno di 3

4 trenta copie di se stesso e si era mosso per trovarle. Aveva battuto cantieri navali, siti di costruzione e un considerevole numero di bar in tutto il settore, alla ricerca di ogni possibile figura, dall'ingegnere di alto livello come lui all'idraulico autodidatta così bravo da essere in grado di far fluire i liquami al contrario durante una calda giornata estiva. Erano tutti ben oltre l'età media dei marine e almeno due su tre erano già stati su Pho- Rekh e Aiur durante il precedente conflitto. Il popolare detto dei marine "Sii gentile con un SCV, potrebbe essere tuo padre!" rimase una presa in giro della loro età solo fin quando li videro con i propri occhi costruire un centro di comando e sei bunker sotto l'incessante fuoco di due Banshee, mentre gli altri Randagi se ne stavano nascosti al sicuro. Fu in quel momento che scomparve definitivamente l'idea che gli SCV fossero solo un branco di vecchietti decrepiti incapaci. La verità era che potevano costruire una fortezza di neve nel bel mezzo di un pomeriggio d'agosto all'inferno sotto il fuoco del diavolo in persona. Forse era per questo che sentirli lamentarsi come una mandria di mogli di pescatori di Pridewater si stava rivelando un'esperienza molto fastidiosa per il collo di Pearly: sapeva che se quegli uomini si stavano lamentando, un motivo c'era. Era così ormai da martedì mattina, quando il primo saldatore Steiglitz aveva ricevuto la lettera. Come la maggior parte degli SCV, Steiglitz aveva una famiglia e una casa, tre figli e una moglie paziente, e la lettera gli era stata inviata per informarlo della morte del figlio maggiore. Fuori servizio, il ragazzo aveva deciso di unirsi alla milizia di difesa del suo pianeta ed era stato ucciso dal "fuoco amico" durante uno scontro spaziale con gli zerg. Martedì pomeriggio avevano trovato Steiglitz intento a ridurre un Raven nuovo di zecca in mezza dozzina di costosissimi rottami, prima che Choosey e un esperto in fibre sintetiche di nome Patel lo separassero dalla sua attrezzatura da saldatura. 4

5 Pearly aveva visto molti giovani soldati lamentarsi di tutto, dalle razioni agli alloggi, quando il massimo a cui un SCV poteva aspirare erano scarti di seconda scelta e qualche cuscino stropicciato. Purtroppo, da quando quella lettera era arrivata le loro micce erano diventate pericolosamente corte. Pearly pensò a sua moglie e ai suoi figli, ormai entrambi adulti: uno gestiva il Canyon Plaza sul loro pianeta, mentre l'altro progettava propulsori d'avanguardia su Umoja. Non erano meno vulnerabili di quanto fosse stato il ragazzo di Steiglitz e, quando pensava a loro, l'unica immagine che riusciva a visualizzare erano le loro tre figure, sole in un campo privo di ripari, circondate da nemici. Il tempo e la distanza che li separavano da lui non facevano altro che peggiorare il suo stato d'ansia, e da quando era giunta quella lettera il peso da sopportare era diventato enorme. Mise da parte quel sentimento e si schiarì la voce. "Va bene, ascoltatemi. Se avessi voluto sentirmi dire non si può, avrei chiesto aiuto a un politico del Dominio. Ne riparleremo alle 16:00. Voglio che le tre squadre mi facciano avere una lista dei materiali disponibili per quell'ora. Se vi avanza del tempo, usatelo come vi pare. Trascorretelo a pregare o a giocare a pinnacolo, non m'interessa." Pearly esaminò gli uomini, sfiniti e logori come una pagina riletta troppe volte. "Mi sa che a un paio di voi converrebbe andare in palestra." Qualche SCV si mise a ridere e si diede un colpetto sulla pancia. "Me compreso." Altri si unirono alle risate. "Potete andare." Pearly li osservò mentre ognuno andava per la propria strada e si toccò la nuca con il telecomando della console remota. Aveva il comando ed era compito suo occuparsi dei problemi. Merda. *** Rory Swann appoggiò la tazza con un grandioso e possente tonfo. Rory faceva quasi tutto in maniera grandiosa e rumorosa, una qualità che era sempre piaciuta molto a 5

6 Pearly, forse anche perché lui al contrario era introverso e sempre l'ultimo a sacrificarsi per rompere il silenzio. Rory era il capo ingegnere della nave. Qualche anno prima gli SCV si erano uniti alla squadra di ingegneria per rappezzare l'hyperion dopo uno scontro particolarmente violento. Pearly aveva conosciuto i migliori amici della sua vita mentre si trovava con i gomiti infilati tra ingranaggi e grasso lubrificante, e Rory era tra quelli. I due uomini, anche se di temperamento diametralmente opposto, si erano trovati subito a proprio agio. Pearly dava il merito al fatto che fossero entrambi dello stesso grado ed esperienza, ma i loro compiti non s'incrociavano mai. Possiamo lamentarci a vicenda l'uno dell'altro senza che la cosa interferisca sul nostro lavoro e senza creare scompiglio. Ovviamente questo spiegava anche il motivo per cui Rory considerava Jim Raynor una "fottuta testa calda" e perché passava venti minuti a lamentarsi con Pearly ogni volta che tornava da una bollente conversazione con il comandante. Oggi potrebbe essere diverso, pensò Pearly mentre Rory si vantava per la millesima volta dei suoi meriti per il progetto del veicolo d'assalto Diamondback. A causa dei loro continui bisticci, Raynor e Swann avevano instaurato un legame indissolubile, e dal momento che Pearly stava cercando in tutti i modi di convincere Raynor a far qualcosa che era sicuro che non avrebbe accettato di fare, sapeva che Rory era l'uomo giusto a cui chiedere consiglio. Swann stava finendo di raccontare una lunga storiella da pescatori. "...diavolo, credo proprio che non mi lasceranno mai più neanche atterrare su quella luna." Pearly ridacchiò, nonostante avesse ascoltato quella storia almeno mezza dozzina di volte, e pensò a come esporre il suo problema. "Ascolta, Swann..." "Che succede, amico?" 6

7 Pearly sorseggiò una birra e continuò. "Sei sposato?" Swann sorrise. "Più di una volta. Perché? Qualche donzella sta cercando un buon marito monobraccio?" Pearly prese una manciata di pretzel e raccontò la storia di Steiglitz, notando le smorfie che oscurarono il viso di Swann quando giunse alla parte dello smantellamento del Raven, per poi arrivare finalmente al nocciolo della questione. "Il fatto è che loro non batterebbero mai la fiacca, non perderebbero mai tempo inutilmente. Qualcosa li sta irritando. S'innervosiscono senza motivo, sono meno lucidi del solito. È come un malfunzionamento della subroutine secondaria: magari non te ne accorgi subito, ma con un'attenta analisi potresti scoprire che la CPU è sovraccaricata. Hanno bisogno di vedere le loro famiglie Rory, anche solo per poche ore. Si stanno... scaricando." Rory aprì e richiuse le tenaglie del suo braccio bionico. "Uhm. Già. Era inevitabile. Diavolo... per la maggior parte dei ragazzi di questa nave è la prima guerra. I giovani combattono per principio o vendetta, a volte per divertimento. Questo non è certo il mio caso, e nemmeno il tuo." Pearly grugnì. "Sei un maledetto bugiardo. Tu lo fai ancora per divertimento." Swann ridacchiò. "Già, be', forse io. Ma non i tuoi uomini. Loro sono qui per i loro cari. Dovresti parlare con Raynor." "E dirgli cosa?" "Dirgli quello che hai detto a me. Diavolo, siete entrambi dei bifolchi taciturni provenienti da qualche buco puzzolente o roba simile. Dovresti saperlo meglio di tutti: il miglior modo per parlare con un cowboy è essere diretti. Digli esattamente quello che ti serve." 7

8 "Odio chiedere." "Non glielo stai chiedendo. Glielo stai dicendo. Raynor non è un idiota. Riuscirà a, be'... a comprendere la saggezza dietro alla tua richiesta. Ricorda, ogni Randagio condannato a combattere in questo immenso casino cosmico ha una cosa in comune con tutti gli altri. Basta guardare te, Raynor o chiunque altro per vedere un tipico uomo ormai stufo di dare tutto se stesso per un branco di tiranni che non spenderebbero dieci fottuti crediti per salvare la sua vita o quella di qualcun altro. Inizia con questo e poi costruisci il discorso. Esattamente come quando assembli un Hellion." Pearly sospirò. "Sei un ottimista." Rory sghignazzò. "E tu sei un eccentrico bastardo. Picchieresti a mani nude uno zelota senza battere ciglio, ma se qualcuno cerca di cavarti dieci parole consecutive dalla bocca diventi viola dalla vergogna." Swann allungò il braccio oltre il bancone del bar e si riempì il bicchiere. "La risposta sarà sempre no, se non ti sforzi mai di chiedere. La prima cosa che devi fare è aprire la bocca. Fatti un'altra birra con me e poi vai subito da lui." *** "Non si può." Raynor lo disse con il tipico atteggiamento che spingeva i giovani soldati a mettersi sull'attenti. Nel caso di Pearly, lo spinse soltanto a grattarsi la nuca. "La nostra posizione è troppo delicata. Servono una certa quantità di risorse per mantenere questo uccellino in aria. La maggior parte dei ragazzi è occupata a trasformare quelle risorse in munizioni scariche. La tua unità è dodici volte più efficiente di qualsiasi altra squadra in un intero anno di missioni." 8

9 "Sette volte rispetto a un reparto equivalente del Dominio, con un terzo dei fondi disponibili," disse Pearly. "Conosco le statistiche, Jim." "Quindi mi stai dando ragione." Raynor tirò fuori un coltello ricurvo e staccò una grossa fetta di mela shiloh presa da una ciotola in un angolo della sua scrivania. "Non possiamo fare a meno di voi." Offrì a Pearly un pezzo di mela conficcato sulla punta del coltello. Pearly rifiutò gentilmente e fece un profondo respiro. Raynor continuò. "Ci troviamo nel bel mezzo di una ribellione su vasta scala. L'unico modo per mantenere il controllo è rendere i tipi di Moebius felici." Raynor morsicò la mela, masticò e ingoiò. "Avere il comando è un compito delicato e saper sfruttare bene le proprie risorse è fondamentale. Avresti mai pensato di trovarti in una situazione simile?" Pearly ci pensò. "Credo che al massimo avrei pensato di costruire villaggi turistici per i ricconi, dedicandomi al mio ranch nel tempo libero e ingrassare, con un branco di nipotini aggrappati alle gambe." "L'universo ha il senso dell'umorismo, vero?" Raynor scosse la testa. "Mi dispiace, Pearly. Ci troviamo in un momento cruciale di questa guerra. Non si può fare, non ora." Una volta Pearly era caduto nell'imboscata di tre progenidi mentre stava riparando un carro d'assedio sul campo di battaglia, riuscendo però a ucciderli tutti con nient'altro che il suo saldatore e una grossa chiave inglese. Per quale motivo questa cosa gli sembrava così difficile? 9

10 Raynor spezzò il silenzio. "Comunque, mi fa piacere che tu sia qui, stavo per chiamarti per il briefing quotidiano." "Credevo dovessimo occuparci di quel progettino per i carri." Raynor sorrise. "Questo ha la precedenza. Non fare quella faccia preoccupata..." Raynor inserì un circuito di memoria nella console tattica e il modello telemetrico di una piccola luna prese forma. "Sarà una passeggiata." *** "È una toccata e fuga," spiegò Pearly agli uomini che ascoltavano il briefing della missione. "Con la protezione dei marine?" chiese Czark. "Il comandante non l'ha detto e io non l'ho chiesto. È una ribellione, non una lezione di danza. Abbiamo già poco spazio di manovra, non c'è motivo di togliere abili uomini dalla prima linea soltanto perché si siedano da qualche parte a bere caffè e a guardarci trivellare. E poi è un'operazione lampo. Entriamo e ce la filiamo con la merce." "E la merce sarebbe?" chiese Choosey con le braccia conserte e le sopracciglia inarcate. "Quelle sonde che il caporale Griffud ha lanciato sei settimane fa hanno continuato a trasmettere senza interruzione: hanno rilevato un giacimento minerario di valore su questa luna. Brass è stato avvisato alle 5 esatte. Siamo già in viaggio e saremo pronti allo sbarco domani mattina." "Di che valore stiamo parlando?" chiese Czark. Pearly premette un pulsante sulla console e osservò le informazioni apparire davanti ai volti dei suoi uomini. 10

11 "Porca vacca," disse Choosey. "Sempre che le informazioni ricavate dalle spie di Griffud siano accurate," aggiunse Czark. Liam Griffud (un professore di geologia esplorativa cacciato da un progetto di ricerca alla UCU), si spostò indietro i capelli dalla faccia pallida e congiunse le lunghe dita sottili. "Sono accurate," disse con un piccolo sorriso, denso come la resina. "Allora perché nessuno ha mai cercato di prendersi una bella fetta di questa golosa torta?" chiese Choosey. "Quel sasso si chiama Gurdlac. L'atmosfera supporta la vita, ma a malapena. Fa abbastanza caldo da rendere la vita difficile anche a uno come me. Le ultime informazioni dicono che il Dominio ha selezionato la luna come possibile candidata alla terraformazione per usarla come campo per rifugiati, ma la cosa non è mai iniziata. Nessun progetto in vista, nessuna ispezione programmata. Solo un grosso sasso rovente che nessuno si degnerebbe di guardare due volte, a parte noi." Pearly alzò le spalle. "Dobbiamo solo andare e fare le nostre solite cose. L'unica fregatura è che i Randagi saranno impegnati a tirare qualche calcio in culo altrove, mentre noi lavoreremo. Ci assicureranno lo sbarco e l'estrazione, ma durante la missione saremo soli." "E dov'è la novità?" si lagnò Czark, scatenando una risata generale. "D'accordo, sergente. Dirò alla squadra TAC A di preparare i M.U.L.E." "Farò una lista dell'equipaggiamento minimo necessario e la consegnerò ai responsabili di volo," disse Choosey. "Un'ultima cosa..." Pearly esitò. "So che ultimamente abbiamo dovuto lavorare sodo, anche andando ben oltre quello che il nostro contratto prevedeva, senza alcuna pausa. 11

12 So anche che valete più di chiunque altro. Ma volevo farvi sapere che... me ne sto occupando. Potete andare." Gli uomini uscirono dalla stanza con fare dubbioso, mentre alcuni annuirono amichevolmente. Choosey si fermò e disse a mezza voce, "Non preoccuparti, capo. Se la cosa è umanamente fattibile, sono sicuro che ce la farai." Choosey gli diede una pacca sulla spalla e corse a unirsi agli altri. Pearly sospirò mentre si allontanavano. Magari fosse così semplice. *** Lo sbarco dalla nave fece rivoltare la colazione nello stomaco di Pearly, esattamente come succedeva ogni volta. Fu un vero sollievo per lui rimettere di nuovo i piedi a terra, anche se in realtà il suo T-280 lo separava ancora di un buon metro e mezzo dal suolo vero e proprio. Pearly si stiracchiò, assaporando la familiare sensazione provocata dall'articolatore. La versione standard includeva un'imbragatura modellata e fissata al corpo dell'operatore. Era in grado di captare i minimi movimenti dell'utilizzatore e di riprodurli fedelmente sull'scv. Il modulo di trasmissione sensoriale era in grado di generare una risposta tattile proporzionale alla forza utilizzata, dando quindi all'operatore un'approssimazione più che realistica della sensazione che egli avrebbe provato se le enormi braccia meccaniche fossero state parte integrante del proprio corpo. Una vita prima, Pearly aveva ottenuto un contratto di lavoro da due soldi con un irascibile ed egoista puttaniere, proveniente da un lurido villaggio sconosciuto, il cui nome era Redell Quinton. Erano diventati buoni amici andando a caccia d'imperfezioni nei peggiori moduli di retroazione del settore. Con il passare del tempo, avevano iniziato a passare le nottate a discutere sui moduli di alto livello che avrebbero voluto 12

13 brevettare, se avessero avuto i soldi. Fu durante una di queste discussioni, sotto gli effetti psichedelici della bevanda conosciuta come "Macchiafegato di Red" (ancora oggi il più pesante liquore artigianale che Pearly abbia mai ingurgitato), che Pearly iniziò ad abbozzare i primi disegni del suo euristico articolatore biometrico. Anni dopo, visto il peso degli SCV a sua disposizione, si era finalmente risoluto a costruirlo e installarlo su ogni impianto sotto il suo controllo. Il dispositivo era in grado di registrare gli impulsi nervosi dell'utente e adattarsi gradualmente per migliorarne le prestazioni. In questo modo, più tempo i suoi uomini passavano dentro i loro SCV, meglio la macchina rispondeva ai comandi. La prima conseguenza fu che gli uomini iniziarono ad affezionarsi alle proprie macchine. Pearly, che aveva un'anima da cowboy, pensava sempre ai cavalli che i contadini di Choss tenevano a portata di mano, qualora capitasse una delle frequenti carenze di combustibile... pensava al cavaliere sulla sella che imparava a conoscere meglio la sua cavalcatura preferita. Per Pearly era la stessa cosa. Aveva rinforzato la propria unità con dei pezzi di neoacciaio di scarto, potenziato i motori e ricalibrato interamente i circuiti interni. Ora, di nuovo al sicuro sulla terraferma, Pearly sgranchì le gambe dell'unità facendo dei grossi passi, accese per un attimo i motori e controllò tutti gli indicatori. Poi, soddisfatto del perfetto funzionamento di tutti i sistemi, si girò e controllò il monitor tattico alla sua sinistra. I segni vitali regolari di tutti i suoi SCV pulsavano in modo rassicurante dietro di lui, una griglia efficiente di luci rosse lampeggianti. Pearly osservò il paesaggio di Gurdlac. Un'infinita pianura increspata di tanto in tanto da qualche canale verso est. Un imponente muraglione di pietra si ergeva da un altopiano verso ovest, costellato da crepacci e canyon che si estendevano senza fine verso nord e sud. La luna era al tempo stesso magnifica e desolata in un modo che conosceva bene, un modo che solo i deserti sapevano manifestare. Una giornata piacevole. Tutto ciò rendeva il lavoro più difficile. 13

14 "Tenete ben abbassati quei visori, ragazzi. So che l'aria fresca manca a tutti, ma questo posto vi prosciugherà ogni goccia d'acqua dal corpo, e sappiamo tutti che non ne abbiamo molta da buttare. Tenete i controlli ambientali a livello alto, in modo da non sudare troppo." Come se fosse facile. Questi maledetti cosi sono equipaggiati con condizionatori d'aria da supermercato. Quando torneremo, incaricherò una squadra TAC di migliorarli, pensò per la centesima volta. Costruirono velocemente il centro di comando. Non a tempo di record (Pearly teneva traccia dei loro record di velocità, nella speranza che questo li spronasse a migliorarsi ogni volta), ma sempre decisamente più rapidi della media delle squadre del Dominio. Stivarono velocemente le provviste e per ora di pranzo erano già pronti a iniziare le prime fasi di estrazione sul punto di scavo iniziale. *** Erano da poco passate le 16:00 quando caddero nella trappola degli zerg con un sonoro "CRAC!" Il rumore fu simile a quello prodotto da una trappola di ghisa attivata dalla zampa di un cinghiale selvatico nelle radure attorno a Quijadas, dove Pearly era solito andare a caccia da ragazzo. Uno dei M.U.L.E. aveva rotto una testa rotante intorno alle 14:30 e Pearly stava aiutando Czark e la squadra A a effettuare una riparazione veloce. I M.U.L.E. servivano ad aumentare il rendimento di ogni processo di estrazione. Erano in grado di trasportare carichi che avrebbero messo in ginocchio qualsiasi SCV. Ma non avevano cervello né istinto, quindi Pearly aveva addestrato i suoi uomini a lavorare in sintonia con loro, per correggerne la telemetria priva di fantasia e guidarne le potenti trivelle nei luoghi dov'erano più utili. 14

15 Come se non bastasse, quei dannati cosi assorbivano una quantità enorme di energia e, quando ne erano a corto, toccava a un paio di bravi SCV rifornirli. Mentre Pearly stava sudando nel montare la nuova attrezzatura sull'unità, un prurito premonitore gli si fece strada sulla nuca. Borbottò e spostò lo sguardo da quello che stava facendo. Sul lato opposto del sito di scavo, mentre stava inserendo una lama a fusione nella dura parete rocciosa, il sottoufficiale Wolfe all'improvviso sparì in un profondo crepaccio che si era aperto sotto i suoi piedi. Lo squarcio serpeggiò velocemente lungo tutto il sito come la cucitura debole di un tessuto logoro. Una delle luci rosse alla sinistra di Pearly si spense. Wolfe era morto. La mente di Pearly iniziò a correre. Una falla tettonica? No. Troppo regolare. Ha circondato perfettamente il campo. Non può essere di origine naturale! Poi i primi zergling balzarono fuori dalla fessura e conficcarono i loro artigli nell'abitacolo di Cortez (un metallurgista proveniente dalle fabbriche di veicoli di lusso di Moria). Pearly guardò più vicino e notò che la fenditura era colma... di carapaci brulicanti di zerg. Merda! Dobbiamo riunirci, ripiegare sul centro di comando e... Ma lo squarcio si stava estendendo, circondando l'intera area. Se andiamo verso il centro di comando per recuperare l'equipaggiamento ci circonderanno. Pearly analizzò il territorio. Choosey era il più vicino alla sempre più piccola via di fuga che c'era tra loro e i canyon. Bisognava prendere una decisione rapida. "SCV! Ripiegate sulla posizione del tenente Wsoro e correte verso i canyon! Falciate qualunque cosa vi si pari davanti!" 15

16 Pearly mise in azione l'articolatore. Gli zergling si stavano già lanciando contro gli uomini ai bordi. Nel pieno rispetto del loro addestramento, gli SCV si spostarono a coppie, muovendosi tatticamente, senza mostrare panico, affettando e schiacciando zergling il più velocemente possibile e dirigendosi a tutta velocità verso l'unica via d'uscita, sempre più stretta. Se Pearly ne avesse avuto il tempo, avrebbe certamente provato orgoglio per loro. Ma di tempo non ce n'era. L'orda di zergling che fuoriusciva dai maledetti crepacci sembrava non avere fine ed era ormai solo una questione di tempo prima che gli SCV ne fossero sopraffatti. Pearly vide uno zergling saltare sopra l'unità di Dean Mozian (un esperto di balistica, strappato dalla schiavitù e dalle grinfie di una piccola fabbrica sfruttatrice di Cirion) e iniziare a scavare sui lati del suo visore anteriore. Pearly diede uno strattone al suo articolatore e colpì con il braccio lo zergling, afferrandone la testa con la grossa tenaglia di cui disponeva. Strinse il pugno il più forte possibile e sentì il cranio dell'insetto esplodergli tra le mani grazie al modulo di trasmissione sensoriale. Sobbalzò quando uno zergling si lanciò sul dorso della sua unità. Istintivamente si girò verso Czark, il quale calpestò il torace di un altro zergling che sfrecciava in mezzo a loro e levò in alto il suo saldatore. Un lamento sibilante risuonò debolmente nel comunicatore quando Czark portò al massimo la potenza della fiamma e fuse l'insetto sulla schiena di Pearly con un lampo di luce bianca. Quattro altre luci si spensero, proprio come aveva fatto quella di Wolfe. La mente di Pearly ripeteva i loro nomi a tempo con il passo pesante del suo veicolo. Stomp! Addams, idraulico della Grande Cintura. STOMP! Kobayashi, fisico delle particelle proveniente da una flotta di ricerca errante. Si stavano avvicinando all'apertura ormai, con i due M.U.L.E. nelle retrovie per assorbire la maggior quantità di danni possibili. 16

17 STOMP! LeFleur, progettista d'interfacce recuperato dall'ipercade. STOMP! Nguyen, architetto strutturale, lavorava ancora per i ChariCorps con l'incarico di inviare dati su equipaggiamenti di livello militare a compagnie di minore entità. La maggior parte degli uomini aveva già superato l'apertura. Pearly si guardò indietro: Czark e gli altri ritardatari stavano sputando plasma contro un'immensa marea marroncina di zerg. E adesso? Anche in campo aperto, ci annienterebbero in pochi secondi! Pearly afferrò con forza Blake (specialista di reti, in pensione dopo vent'anni trascorsi alla UNN) e lo scagliò oltre il passaggio. La marea era ormai su di loro! Dobbiamo chiudere il passaggio o siamo fottuti! Una barriera di metaplastica basterebbe a rallentarli, a recuperare del tem... Pearly vide Wenders (consulente sulle demolizioni di Halcyon) travolto da un'ondata di zergling e un'altra luce si spense. Vide Czark, con la sua unità girata all'indietro, che lo fissava con il tipico sguardo di chi stava pensando esattamente la stessa cosa. No, non esattamente, perché... Czark azionò la sua lama a fusione e si mosse verso un grosso pacco di esplosivi legato all'unità di Wenders. In lontananza, Czark incrociò lo sguardo di Pearly, che fece appena in tempo a sussurrare un timido, inutile... "No..." L'intero sito si trasformò in una nube di fuoco vorticante. L'esplosione scaraventò il veicolo di Pearly contro altri due SCV. Per un momento rimase lì, scuotendo la testa e cercando di resistere all'insopportabile fischio che gli rimbombava nella testa. 17

18 Pearly si rimise in piedi. Czark aveva fatto guadagnare loro del tempo, ma era questione di un minuto al massimo. Dovevano muoversi... "A nord-ovest, verso il fottuto canyon più stretto in cui riuscite a infilarvi! Le coordinate sono sui vostri display! Muoversi!" *** La notte era ormai scesa quando Pearly si decise a dare alla sua compagnia l'ordine di fermarsi. Erano riusciti a superare il passaggio prima che gli zerg avessero il tempo di raggrupparsi, e con gli SCV fuori portata gli insetti avevano abbandonato l'inseguimento. Pearly sapeva che l'assenza di vento aveva impedito che l'odore del grasso degli ingranaggi si diffondesse, rendendo difficile rintracciarli, ma anche se fossero stati ancora alle loro calcagna, la stanchezza ormai li avrebbe costretti comunque a fare una pausa. Tra i profondi e ventosi cunicoli che costellavano l'altopiano, avevano scoperto un enorme canyon protetto da pareti a gradini. C'erano soltanto due vie d'uscita, entrambe estremamente strette. Sarà difficile trovare un posto migliore, pensò Pearly, e diede l'ordine. Gli uomini si fermarono. Pearly aprì un canale di comunicazione con Griffud. "Liam. Mi serve una panoramica tridimensionale dettagliata di questi canyon il più in fretta possibile." "Ricevuto, capo." La risposta di Griffud fu seguita da alcuni deboli suoni, segno che si era già messo al lavoro. Pearly annuì e si rivolse alle altre truppe. "D'accordo, mettetevi in riga." 18

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