Le coop in concordato, i fornitori in ginocchio

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1 Il muro va abbattuto! Di Roberto Caroli Per Matteo Renzi, intervenuto martedì scorso in coda al programma televisivo Ballarò, la grande coalizione in Italia non sarebbe possibile in quanto il nostro non è un Paese normale. Ora, per ricordarci quanto siamo pirla non c era bisogno di scomodare il sindaco di Firenze e da lui, magari, ci si aspetterebbero soluzioni e non inutili puntualizzazioni dell ovvio già noto al grande pubblico! Affermare che in Italia non è percorribile ciò che in molti altri paesi è già stato più volte adottato, significa gettare pubblicamente la spugna, il che per un politico come lui è gravissimo. Soprattutto perché si candida a rappresentare il nuovo e si erge a rottamatore della vecchia politica! Di cosa si dovrebbe occupare il nuovo che avanza se non di prendere il nostro paese e rovesciarlo come un calzino, riformarlo dalla testa ai piedi!? Mi sarei aspettato da lui una mano tesa verso quella che sembra essere diventata, dopo il niet rivolto dal comico Grillo a Bersani, l unica strada praticabile: il governissimo tra centrodestra e centrosinistra. Lo hanno già fatto in tutto il mondo: Canada ( , dal 1917 al 1920); Regno Unito ( , ), Israele ( , ); Svizzera (dal 1959), Austria ( , e dal 2006), Bulgaria (dal 2005), Polonia ( ), Portogallo ( ), Islanda (dal 2007 al 2009), Isole Vergini americane (dal 2007), Kenya (dal 2008), Paesi Bassi (dal 1945 al 1959), Germania ( , ). segue a pagina 3 Protagonisti Antonio Maggio: «Come si vince Sanremo» Con Mi piacerebbe sapere Antonio trionfa nella sezione giovani del Festival DSTRISCIO Le coop in concordato, i fornitori in ginocchio BAR DELLE VERGINI accadmenti pagina 7 pagina 8 Il giornale di tendenza che non grava sulle casse dello stato DIARIO DI UN GIORNALISTA LIBERO Tre lustri di navigazione nel mare del distretto ceramico Diario di un giornalista libero è la raccolta di tutti gli editoriali pubblicati all inizio di ogni numero de il Dstretto e Ceramicanda nei tredici anni passati a raccontare il comprensorio ceramico e le scelte, ma anche le mancate scelte, politiche ed economiche che ne hanno condizionato la vita. in tutte le librerie Incontri editrice Tu es Petrus: lettera a Benedetto XVI Una scelta, quella di Joseph Ratzingher, di alta dignità e sincera umiltà Il sistema dell edilizia reggiana ha garantito per anni lavoro e commesse ad uno stuolo di piccole e medie imprese, artigiani ed appaltatori, un sistema che si autoalimentava e che ha sostenuto la creazione di ricchezza ma anche un eccesso di offerta che ha drogato il mercato immobiliare. Ora il saldarsi della crisi dell edilizia e le facilitazioni garantite dalle nuove norme sul concordato rischiano seriamente di far implodere uno dei comparti principali dell economia di una intera provincia, trascinando con se migliaia di piccoli fornitori. a pagina 2 e 3 E il porcellum ci portò in casino! Tra un caffè ed un aperitivo al Bar delle vergini non si può non parlare di politica e del Governo che verrà. Ma verrà?! I nostri politici sembrano i due barboni che aspettavano Godot: lui non arrivava mai e a loro non è mai balenata l idea di andarlo a cercare L unica certezza è che la legge porcata ci ha portato in un bel casino dove saltella un Grillo e si spera in Passera, non male per una repubblica delle banane! Più che nel dibattito politico l Italia sembra impegnata in una lezione di anatomia comparata... Speriamo non finisca tutto in vacca!!! 123 by Ceramicanda anno 5 numero Marzo 2013 euro 1,00 DISTRETTO CERAMICO Interviste Ceramica e meccanica: prospettive per il 2013 Ne parliamo con Emilio Mussini di Panariagroup e Pietro Cassani di Sacmi pagina 4 e 5 Sassuolo Molti eventi e poca cultura? Il dibattito è aperto... Presentato il calendario delle iniziative da marzo a luglio, tra conferme e novità pagina 9 Scandiano Il nuovo polo fieristico: come (e quando) finirà? A ridosso dell edizione 2013 della Fiera la cittadinanza si interroga: il sindaco risponde pagina 13 Casalgrande Se cinquecento vi sembran pochi: la carica dei ciclisti Una petizione da 550 firme chiede nuove piste ciclabili tra capoluogo e frazioni pagina 14 Rubriche Disattenzione + arroganza = approssimazione I proclami pubblicitari sono solo slogan per gli ingenui che ci credono pagina 15 Programmi d abbonamenti anno V, n 123 di Marzo 2013 del bisettimanale Il Dstretto - Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L- 27/02/2004 n.46) art.1 comma 1 - aut. N del 28/05/ DCB - BO

2 2 DSTRISCIO anno 5 numero 123 / 9 Marzo 2013 Il crac delle cooperative edilizie reggiane Sono già in concordato Coopsette, Orion, Cmr. Unieco sta affrontando una sanguinosa ristrutturazione del debito con le banche, se dovesse fallire il concordato sarà l unica strada. Centinaia i posti di lavoro saltati o a rischio nelle cooperative, migliaia i fornitori che rischiano di fallire per i mancati crediti Il sistema dell edilizia reggiana ha garantito per anni lavoro e commesse ad uno stuolo di piccole e medie imprese, artigiani ed appaltatori, un sistema che si autoalimentava e che ha sostenuto la creazione di ricchezza ma anche un eccesso di offerta che ha drogato il mercato immobiliare. Ora il saldarsi della crisi dell edilizia e le facilitazioni garantite dalle nuove norme sul concordato rischiano seriamente di far implodere uno dei comparti principali dell economia di una intera provincia, trascinando con se migliaia di piccoli fornitori. Lo scorso 16 febbraio il tribunale di Reggio Emilia ha accolto la richiesta di concordato con riserva presentata la scorsa settimana da Coopsette, cooperativa di costruzioni di Castelnovo Sotto che non riusciva a fare fronte in altra maniera ad una pesante crisi di liquidità; a partire da quella data l azienda ha sessanta giorni di tempo per presentare un piano di risanamento, così come recita la nuova legge. L autorizzazione del tribunale ha permesso quindi di congelare il rimborso dei debiti alle banche che ammontano a circa 230 milioni di euro e di mantenere aperte le linee di credito. Ad oggi quindi la Cooperativa prosegue la sua attività ed è in grado di pagare integralmente le forniture di beni e servizi effettuate dopo il 6 febbraio Le note dolenti riguardano i servizi dei fornitori effettuati prima di tale data, per queste sarà presentato un piano di rientro in 5 anni che fisserà tempi e modalità dei rimborsi, per un totale di circa 200 milioni di euro. Quanti dei fornitori sopravvivranno 5 anni in attesa dei pagamenti? Questo non è dato saperlo. Per inciso i dipendenti di Coopsette sono 760, senza calcolare quelli delle aziende controllate ed un portafoglio ordini di 600 milioni di euro. Un quadro appesantito anche dalle indagini della procura di Firenze sui lavori della Tav in corso a Firenze che hanno portato all iscrizione sul registro degli indagati di 9 tra dirigenti e tecnici di Coopsette, oltre che al blocco dei cantieri e al sequestro di somme ingenti; in conseguenza dello stop ai lavori Nodavia, la capocommessa controllata da Coopsette, licenzierà 43 lavoratori. Il 23 febbraio è arrivata poi l ammissione al concordato preventivo per la Orion che ha permesso l unione tra la stessa cooperativa di Cavriago e la Cmr Edile, società che aveva già rilevato le commesse della cooperativa di Cmr di Reggiolo, anch essa finita in concordato lo scorso anno. Già fissata la data per l adunanza dei creditori, chiamati a votare il piano di rientro dei debiti: il primo luglio. Come da prassi ciascuna categoria di creditori si vedrà presentare un offerta e se il voto sarà positivo il concordato sarà omologato. Due concordati che si saldano quindi, quello Orion e quello Cmr, per creare una nuova realtà che salvi il salvabile, sia in termini di commesse che in termini di forza lavoro. Pesanti comunque le conseguenze: oltre 800 i soci prestatori di Cmr che hanno visto bloccato il proprio credito nel crac della Cooperativa Muratori Reggiolo e che grazie all intervento di altre cooperative iniziano ad incassare qualcosa; diverso il discorso dei lavoratori: 49 i licenziamenti in Cmr, ovvero quasi la metà dei dipendenti, mentre sono un centinaio i licenziamenti in Orion, anche in questo caso la metà dei dipendenti. In conclusione Orion e la Cmr di Reggiolo si uniscono per recuperare le commesse ma lasciano a casa circa 150 persone, senza contare i creditori in attesa delle loro spettanze. La Unieco è alle prese con una trattativa serratissima con le banche reggiane per la ristrutturazione di un debito insostenibile nell attuale congiuntura economica, trattativa della quale ha dato notizia così: Unieco ha avviato con il ceto bancario un confronto serrato ormai da qualche mese, sui cui esiti ancora pendono incognite, anche dipendenti dalla attuale particolare congiuntura economica, che ove non fugate in breve termine potrebbero dimostrarsi capaci di indebolire la sostenibilità del piano nella sua dinamica temporale. Entra in questo quadro a tinte fosche anche Ccpl che sta chiudendo i quattro impianti del settore inerti in provincia di Reggio con il licenziamento in vista per 60 operai, i sindacati stanno trattando la cassa integrazione straordinaria per un anno e la ricollocazione di alcuni di loro. (Daniela D Angeli) L OPINIONE DEL costruttore: «così alterano la concorrenza» Mentre le grandi cooperative si affannano per ricorrere al concordato con continuità ci sono centinaia di imprenditori che operano nell edilizia e che, nonostante la flessione del mercato, resistono senza cercare scorciatoie. «Sono tempi bruttissimi per tutti - ci spiega un costruttore della provincia reggiana e a fatica stiamo cercando di onorare tutti i nostri impegni. Forse c è una certa disinvoltura da parte di questi colossi ad usare questo strumento del concordato con continuità che lascia sul campo tutta una serie di problemi nell immediato ma anche nel futuro». E un fiume in piena l imprenditore, pacato ma consapevole delle conseguenze di un tale smottamento: «Partendo dal presupposto che la preoccupazione più grande è quella delle centinaia di imprese che rischiano di fallire a causa dei mancati pagamenti c è una ulteriore distorsione del mercato. Queste aziende ottengono la moratoria dei debiti e ritornano subito sul mercato in maniera aggressiva, anche più di prima. Mi spiego meglio: se già prima alteravano il mercato aggredendolo e portandolo alla condizione di crisi di oggi, una volta ottenuto il concordato lo faranno in maniera ancora più grave». Una concorrenza quindi che rischia di frustare ulteriormente chi non cerca scorciatoie: «La crisi dovrebbe portare almeno ad una pulizia del mercato, almeno questo è quello che ci hanno sempre detto, invece ora grazie a questo concordato con continuità non è più così. Per noi sarà ancora più difficile operare in un mercato ulteriormente distorto!». (D.D.)

3 anno 5 numero 123 / 9 Marzo 2013 DSTRISCIO 3 Salvate il soldato artigiano Le nuove norme sul concordato penalizzano soprattutto i fornitori, a Reggio politica ed associazioni si stanno attivando per sventare l effetto domino pa- spiega l avvocato Giuseppe Pagliani, capogruppo Pdl in Provincia, riferendosi al caso Orion - è la condizione nella quale riversano centinaia di aziende fornitrici che hanno crediti che verranno soddisfatti in futuro e che con le condizioni attuali del mercato e dell accesso alle linee di credito rischiano di fallire o di dover ricorrere al concordato preventivo anch esse. I circa 63 milioni di euro di debiti verso fornitori caratterizzano in tutta la sua gravità la portata dei rischi per chi ha lavorato per Orion». In difesa di migliaia di artigiani si sta muovendo la Cna di Reggio Emilia che ha lanciato un vero e proprio censimento delle aziende incappate in queste procedure concordatarie e parallelamente sta portando avanti con le istituzioni tavoli permanenti di confronto e sta cercando di attivare l Associazione bancari italiani per quanto riguarda la ristrutturazione del debito di Unieco. Solo dopo il 14 marzo si Lo scorso giugno intitolammo Lo sviluppo di Monti passa dai concordati un lungo articolo nel quale illustravamo le temibili modifiche apportate dal Governo alla legge sul concordato, finite nel mare magnum del decreto sviluppo. Il Capo III le definiva misure per facilitare la gestione delle crisi aziendali, una bella formula che in verità nascondeva un sostanziale via libera all accesso al concordato, reso sempre più appetibile per i debitori e sempre più rischioso per i creditori. Ora, a meno di nove mesi di distanza, ci troviamo con la personificazione del Golem! Il mostro si è concretizzato sotto casa ed ha le sembianze della crisi che sta mettendo in ginocchio il sistema cooperativo reggiano dell edilizia e con esso tutta la rete di appaltatori, fornitori e subfornitori: migliaia di artigiani e piccoli imprenditori che rischiano di fallire a seguito dei mancati pagamenti. «Quello che a noi più preoccupotrà avere una prima stima reale di quante siano le aziende che vantano crediti verso i colossi della cooperazione edilizia reggiana, ma già ora i numeri che si possono ipotizzare fanno tremare i polsi. La sola Cna conta circa 3mila aziende tra edilizia ed impiantisti, senza contare fornitori dei beni più diversi, pensiamo a tutti i servizi, dai ristoranti ai trasportatori. Un rebus che al momento nessuno è in grado di decifrare perché mancano ancora troppi elementi. La pericolosità della legge era cosa nota sin dalla sua approvazione, ora la provincia di Reggio Emilia, nella fattispecie il suo settore edilizio, si candida ad essere un laboratorio per valutare gli effetti che una tale normativa può esplicare in un sistema così interconnesso. Il rischio vero? L effetto domino che trascina al fallimento centinaia di fornitori che a loro volta ne coinvolgono altri fino a raggiungere dimensioni al momento non calcolabili. (D.D.) Il muro va abbattuto! segue dalla prima pagina Ecco la definizione di grande coalizione di Wikipedia, l enciclopedia libera sul web: è un governo di coalizione che si sviluppa in un sistema parlamentare multi-partitico in cui i due maggiori partiti politici si uniscono per costituire una coalizione. Il termine è comunemente utilizzato nelle nazioni in cui vi sono due partiti predominanti con differenti orientamenti ideologici, più altri partiti minori che sono in grado di garantirsi una presenza in parlamento. E le cause di una grande coalizione quali sarebbero? Una crisi nazionale come una guerra o una depressione economica, in cui la popolazione sente la necessità di unità nazionale e di stabilità che vada oltre le differenze ideologiche ordinarie. Se non siamo in guerra poco ci manca: il 65% delle famiglie italiane fatica ad arrivare alla fine del mese; le imprese non ce la fanno più a pagare gli stipendi; lo Stato non paga da anni i suoi fornitori; i consumi sono diminuiti del 4,3%; la disoccupazione ha toccato nel mese di gennaio la soglia dell 11,7% e solo un giovane su tre lavora; la pressione fiscale è salita al 44%; nel 2012 il rapporto debito-pil ha raggiunto il 127%; l anno scorso hanno chiuso mille imprese al giorno, mentre i fallimenti hanno toccato quota 279mila. Una situazione che ci dice che non solo i nostri politici hanno il diritto ma anche il dovere di provarci; sinistra e destra sono due forze politiche contrapposte che remano nella stessa direzione: il bene del Paese. Berlusconi e Bersani rimangono due italiani, pur pensandola diversamente! Il muro di Berlino si erge ancora solo in Italia, o lo abbattiamo ora o mai più. Anziché inseguire l uomo mascherato sul bagnasciuga toscano, refrattario a qualunque proposta, uomo di opposizione più che di governo, i giornalisti farebbero bene a concentrarsi sui picconi che serviranno a rimuovere quell inutile, solida e anacronistica barriera ideologica fatta di pietre e cemento. Il primo passo verso il cambiamento il nostro Paese lo deve fare partendo dalle macerie di quell inutile struttura che ormai appartiene al passato. Anche questa volta, come nel 1945, l Italia ripartirà dopo aver ripulito le strade da massi e calcinacci!

4 4 DISTRETTO CERAMICO anno 5 numero 123 / 9 Marzo 2013 «Le difficoltà sono in aumento, servono scelte di prospettiva» Emilio Mussini Ne è convinto Emilio Mussini, numero uno di Panariagroup. «Le costruzioni? Si rilanciano con la riqualificazione dell esistente, non necessariamente con il nuovo» «La crisi, con il tempo, si è fata più aspra». «Quella dell internazionalizzazione del gruppo è stata una scelta di prospettiva». «La situazione dell Italia resta difficile, anche per quanto riguarda la capacità del sistema di attrarre investimenti». «La tecnologia del sottile ha, in un certo senso, rotto uno schema: dal nostro punto di vista siamo soddisfatti». Opinioni di Emilio Mussini, presidente di Panariagroup, un colosso da oltre duecento milioni di fatturato e da oltre 1500 dipendenti, stabilimenti in Italia e all estero, piedi ben piantati nel distretto ceramico e testa al mercato globale, come confermato da scelte produttive anche coraggiose («Sposammo la tecnologia del sottile dice il numero uno di Panariagroup dopo quattro anni di partnership con Laminam, e ad oggi credo la scelta si sia rivelata azzeccata: è una tecnologia che ha molto davanti a se») e da una presenza ormai consolidata sui mercati esteri, tradottasi da ultimo con una importante joint venture in India. «Volevamo affrontare i grandi mercati, quelli che a nostro avviso non sono permeabili ad una produzione diretta, ma sono aperti a forme di collaborazione seguendo le quali riusciamo a trasmettere i nostri know how, le nostre eccellenze tecnologiche, estetiche e di servizio a produzioni estere che con tali tematiche non hanno mai avuto necessità di confrontarsi. La nostra struttura, concepita attraverso la joint venture in India, sviluppa secondo i loro canoni quella che è l offerta tecnologica e stilistica di un made in Italy dell alto di gamma». Si guarda oltre, e non da ieri, dai piani alti di Panariagroup, «ed ovviamente si guarda dove il mercato c è: abbiamo scelto dice Mussini di pagare con una flessione del fatturato, peraltro attesa, il mantenimento delle nostre posizioni sui mercati, sposando una politica che garantisse la sicurezza dei crediti. L internazionalizzazione è stata scelta di prospettiva, con in investimenti ad hoc su realtà e paesi giudicati sufficientemente maturi, sui quali ci siamo giovai di opportunità che oggi l Italia non presenta. In Italia non c è l attenzione che c è altrove al fare impresa, non oggi, almeno. Oggi l Italia vede confermate in toto le difficoltà che hanno caratterizzato l ultimo periodo e si riflettono, per quando riguarda il nostro settore, anche sull andamento del mercato delle costruzioni, mai così in sofferenza. Come se ne esce? Ricette non ne ho chiude Mussini ma credo che più che sul nuovo bisognerebbe puntare sulle riqualificazioni dell esistente. Da una parte credo si sia già costruito molto, sul territorio, e l impostazione più condivisibile, se si parla di far ripartire il settore delle costruzioni, penso sia quella che prevede d puntare sulle riqualificazioni di un esistente che avrebbe bisogno di essere ammodernato» Il tubetto del dentifricio come paradigma dello spreco: meditate, gente, meditate di Claudio Sorbo Dopo la lotta per il possesso del telecomando, uno dei principali motivi di divorzio nel nostro paese è il conflitto tra rollers e splashers. I primi schiacciano il tubetto del dentifricio dal fondo e quando non ne esce più lo arrotolano per spremerne l ultimo fiotto. Gli altri lo schiacciano dalla metà e lo buttano via senza aver accertato che sia finito. Personalmente sono un roller, ma solo perché so come stanno le cose: da anni, infatti, siamo vittime inconsapevoli degli acceleratori di consumo, sottili accorgimenti che ci fanno consumare i prodotti più del necessario senza che ce ne accorgiamo. Alcuni esempi: nella cosmesi e nel settore alimentare sono usati da anni contenitori in plastica, ad esempio per il dentifricio, il bagnoschiuma, lo shampoo, la maionese, la mostarda, il ketchup. Ebbene, quando dal contenitore non esce più niente, al suo interno c è ancora prodotto depositato sulle pareti per il 10% 20% del totale. Non ci credete? Quando pensate che il tubetto del dentifricio sia vuoto, tagliatene il fondo e guardate: resterete sorpresi. Altrettanto, quando credete di avere finito lo shampoo o il bagnoschiuma, tirate via la chiusura del flacone e osservatene l interno: scoprirete che c è ancora abbastanza prodotto da farci un paio di docce o altrettanti lavaggi di capelli. Quindi, quando buttate via un contenitore in plastica sappiate che state buttando nella spazzatura anche dal 10% al 20% del prezzo che avete pagato. Un altro acceleratore di consumi è il diametro del foro di uscita del prodotto. È caduto nel lavandino il dentifricio che stavate stendendo sullo spazzolino? Il foro di uscita era più largo del necessario, così ne è uscito troppo ed è caduto nel lavandino a causa del suo peso. Lo avete forse raccolta per utilizzarlo? No, avete schiacciato altro dentifricio e così facendo ne avete aumentato il consumo senza usarlo. Infine, i prodotti alimentari deperibili, bevande, yogurth, formaggi, latte, uova: certo, è fatto a fini prudenziali (mai sopravvalutare l intelligenza umana), ma la data di scadenza è sempre largamente anteriore rispetto a quella reale. Così, va a finire che ricompriamo prodotti al posto di quelli che abbiamo buttato via credendoli scaduti senza che effettivamente lo fossero. Sinora non abbiamo battuto ciglio davanti a queste situazioni ma oggi però il vento è cambiato: gli sprechi non sono più sopportati, e non certo a causa della crisi, ma perché le società opulente hanno raggiunto la consapevolezza che lo spreco non è testimonianza di benessere. Storicamente il rifiuto dello spreco è nato oltre trenta anni fa in California attraverso il doggy bag (letteralmente borsa per il cucciolo ) e la pratica del BYOB, Bring Your Own Bottle. Il doggy bag è l uso al ristorante di far mettere i propri avanzi in una scatola di cartone per portarli a casa e finirli in un altro momento; il BYOB è l uso di portarsi al ristorante il proprio vino comprato in un negozio (ovviamente a prezzo più basso rispetto al ristorante), pagando al ristoratore una piccola somma per il lavaggio dei bicchieri. Da noi il BYOB è ignoto, mentre il doggy bag inizia a diffondersi: a Milano l Associazione La cena dell amicizia ha inventato Il Buono che Avanza (www.ilbuonocheavanza.it), ristoranti e trattorie che consentono ai clienti di portare a casa quanto non consumato. Come sempre accade, le tendenze sociali trovano immediate risposte in due ambiti: nelle azioni caritative e nel marketing. Dal punto di vista caritativo abbiamo il Last Minute Market (www. lastminutemarket.it) dell Università di Bologna, azienda che ritira gratis prodotti in scadenza dai produttori e dalla distribuzione e li gira alle Associazioni di assistenza. In Germania si possono mettere a disposizione via Internet gli alimenti che non si consumeranno perché si è in partenza per un viaggio oppure il cibo avanzato dopo una festa (www.foodsharing.de). Dal punto di vista del marketing, alcune aziende hanno trasformato la tendenza alla sobrietà in una opportunità di affari: ad esempio La Prairie, casa svizzera di cosmesi di lusso, ha creato contenitori trasparenti che consentono di vedere se il prodotto è finito; inoltre, alcune confezioni hanno in dotazione una spatolina per raschiarne il fondo. Anche Shiseido, sempre nella cosmesi di alto livello, ha fatto altrettanto. Oggi lo spreco è considerato kitsch, volgare, roba da cafoni arricchiti: i locali come il Billionaire, lo stile di vita da tesoriere di partito, il Rolex Daytona d oro sono roba da museo sociale. Eppure, secondo la FAO gli sprechi alimentari ammontano a 1,3 miliardi di tonnellate l anno, pari a circa il 33% di quanto destinato al consumo umano. Inoltre, la Commissione Europea ci informa che il cibo buttato via ogni anno nel nostro continente ammonta a 89 milioni di tonnellate, pari a circa 180 kg pro capite, cioè quasi mezzo chilo a testa al giorno. In Italia solo nel 2010 sono state buttate via 2,7 milioni di tonnellate di frutta, 193 tonnellate di carne, tonnellate di latte e formaggi e tonnellate di pesce. Infine il Barilla Center for Food & Nutrition di Parma ha dichiarato che gli sprechi alimentari sono un elevato fattore di rischio sociale: poiché oltre un miliardo di persone nel mondo soffrono la fame, è facile che nasca il loro risentimento verso i popoli ricchi, cioè noi, dato che sanno benissimo come viviamo. Che sia il caso di cominciare ad ambientare le piastrelle in stanze da 16 metri quadri e non in saloni da Reggia di Versailles?

5 anno 5 numero 123 / 9 Marzo 2013 DISTRETTO CERAMICO 5 «Questa crisi è il nostro medioevo: bisogna unirsi contro i barbari» Pietro Cassani Così, secondo Pietro Cassani, il made in Italy può continuare a dire l sua sul mercato globale. «Abbiamo tempo? Sì, ma ce n è sempre meno, e quella con i competitors cinesi è una competizione impari» «Siamo sicuri che la decisione dogmatica di contenere il debito senza sostenere la crescita sia quella giusta?» «Le percentuali, diceva Enrico Cuccia, si pesano. Quella del distretto ceramico non sarà altissima ma in termini di innovazione, tecnologia e servizio continua a pesare» «E come se ci fossero i barbari alle porte, e la metafora rende l idea, con il made in Italy obbligato ad aiutarsi, anche se si tratta di tante realtà diverse tra di loro, per far fronte ad un momento non semplice. Per questo noi, come azienda, crediamo sia giusto sposare progetti, e premiare imprenditori che continuano ad investire. Dicono che copiamo? Nel copiare e migliorare non ci vedo nulla di male, come non ci vedo nulla di male a sostenere storie imprenditoriali che sul mercato globale hanno dimostrato di poter dire ancora la loro come quelle dei distretti italiani». Imolese di nascita, un curriculum che spazia tra ceramico e meccanico e ne fa dirigente universalmente apprezzato, Pietro Cassani è il numero uno di Sacmi e si racconta al Dstretto senza tirarsi indietro davanti a domande anche scomode, e senza nascondere le difficoltà legate ad una congiuntura non semplice, figlia di un 2012 «che dice ha visto frenare Cina e India, e nel settore ceramico e nel packaging. Dei nostri 1400 milioni di fatturato, e parlo di Sacmi, il 95% è destinato all export e certi impasse si sentono, a livello di fatturato» In che ordine? «Quaranta, cinquanta milioni, e vale la pena rimarcare come una flessione così contenuta si ascrivibile soprattutto alla continua innovazione e ai tanti investimenti sui nuovi mercati. Possiamo dirci soddisfatti, ma possiamo anche dire, serenamente, che il 2012 non è stato un anno record» Pesa, tra gli altri, anche l embargo all Iran, si dice da un po «Quello iraniano sarebbe mercato di grande opportunità, che purtroppo ci è precluso. Non possiamo esportare tecnologia che non ci sarebbe pagata, e poi c è la questione legata al dual use. Uno scambiatore di calore, giusto per citare una referenza, fa funzionare una pressa, ma è, in astratto, anche un componente con il quale si costruisce una bomba nucleare, e quindi in Iran non possiamo venderlo» I cinesi sì «Succede, e il risultato è che un mercato importante diventa un opportunità per i nostri concorrenti, preclusa invece a noi» Non l unica: la concorrenza cinese pesa «Inevitabilmente, e del resto i vantaggi dei quali godono, a livello di sistema economico, i nostri concorrenti, alimentano differenziali ben evidenti a chiunque» Manodopera? «Non solo: la Cina vive un sistema non paragonabile, in nessun ordine, al nostro. Non è una competizione leale e lo dicono il credito, la tassazione, la capacità finanziaria. Le aziende cinesi beneficiano di un sistema di incentivi che qua non esiste ed è da queste premesse che deriva un differenziale che fa della competizione tra noi e loro una gara impari» Lo stato italiano, secondo Cas- sani, cosa dovrebbe fare? «Sostenere lo sviluppo, non tagliare il debito. Non si vive, a mio avviso, di taglio del debito rinunciando a crescere. Il problema è che per creare sviluppo occorrono idee, mentre per tagliare il debito basta dirlo, ma è come se un azienda in crisi risparmiasse su innovazione e investimenti e scegliesse invece di tagliare, rinunciando alle sue missions» Eppure si dice che anche Sacmi, riconosciuta universalmente come partner ideale da tanti imprenditori, abbia cambiato politica, e abbia cominciato più a tagliare che sostenere «Non è vero: siamo fieri della nostra permanenza nel distretto, e soddisfatti delle nostre partnership. Per noi, sostenere l imprenditoria che può dire la sua è un dovere, al quale non verremo mai meno» Cosa significa sostenere, allora? «Valutare i rischi ed esaminare i piani industriali, ma soprattutto dare fiducia agli imprenditori che si rivolgono a Sacmi con idee che possono dire davvero la loro. Facciamo quello che credo dovrebbero fare le banche, dove tuttavia ultimamente c è un po troppa finanza..» La voce su un vostro cambio di registro nei confronti dei partner, e soprattutto di quelli del distretto ceramico, tuttavia, corre «Il distretto continua ad essere un punto di riferimento, per Sacmi, anche perché se muore quello, sappiamo che prima o poi si muore anche noi: il distretto della ceramica continua ad essere il nostro punto di riferimento, quanto a tecnologia, know how, ricerca ed innovazione. Poi si guarda anche avanti, ovvio, ma questo non toglie nulla a quanto di buono pensiamo del made in Italy della ceramica» Nonostante dal punto di vista dei volumi produttivi valga sempre meno? «Le percentuali, diceva Enrico Cuccia, si pesano. Quella del distretto ceramico non sarà altissima ma in termini di innovazione, tecnologia e servizio continua a pesare. Poi è ovvio che il mio auspicio è che un sistema come quello del distretto ceramico, che è un polo di eccellenza assoluta del manifatturiero italiano, possa essere sostenuto a dovere, e dalla politica nazionale da quella europea» A proposito di Europa, sull euro Cassani come la pensa? «E un problema dell Europa, e la difesa spasmodica del valore della moneta unica rischia di tradursi in un politica miope. La BCE tutela il debito, e fa bene, ma non stampa moneta penalizzando, a mio avviso, lo sviluppo. Siamo sicuri che la decisione dogmatica di contenere il debito senza sostenere la crescita sia quella giusta?» Ce lo dica lei: si dice l euro abbia fatto la fortuna degli stati, ma sia costato carissimo ad aziende e cittadini «Se penso a Grecia, ma anche a Portogallo, Spagna, e da ultimi a Francia e Italia non sono così sicuro che gli stati se ne siano giovati, non nell immediato, almeno» Questione di tempo, dicono gli europeisti più convinti. «Il problema è che il tempo è sempre meno, e non è più una variabile che il mercato globale tiene in debita considerazione. Il sistema italiano è lento, irrimediabilmente lento: di tempo ne rimane, ma non è più tantissimo» L abbiamo sentita citare la Bibbia, di recente: vacche grasse e vacche magre. Quanto tempo ancora di vacche magre? «Due, forse tre anni: continuo a vedere profili di grande incertezza, e ho la sensazione di essere nel Medio Evo: feudi italiani che si aiutano l un l altro mentre ai confini premono i barbari. E resto convinto che ci si debba aiutare, che si debba collaborare. Il tempo è poco, ma le idee ci sono, le eccellenze anche, vale la pena continuare ad investirci» Facile da dire, per una cooperativa come la vostra «Il nostro essere cooperativa presuppone semplicemente un attenzione al fattore umano che altre realtà imprenditoriali non hanno dimostrato, ma non che non si ricorra, come pure abbiamo fatto, ad interventi sul costo del lavoro. Quello che fa la differenza è che noi, sulla forza lavoro, agiamo quando abbiamo percorso tutte le altri possibili vie, e questo ci viene riconosciuto anche da chi lavora per noi. Il resto sono chiacchiere dei detrattori». (Roberto Caroli) Ceramicanda diventa anche TV On Demand seguila su

6 CONCRETA

7 anno 5 numero 123 / 9 Marzo 2013 PROTAGONISTI 7 Mi piacerebbe sapere come si vince Sanremo Lo spiega al Dstretto Antonio Maggio, vincitore della sezione giovani del Festival dei Fiori. Un sogno rincorso da subito, da Castrocaro a X Factor ANTONIO MAGGIO E IL DISTRETTO C è un filo sottile che lega Antonio Maggio e il distretto ceramico, ed in particolare lo lega a Formigine, dove capita spesso di avvistare Maurizio Rugginenti, Rusty per gli amici, produttore del vincitore di Sanremo Giovani. Maurizio ha infatti un forte legame con il territorio formiginese, dove vive Mirco Beccari, uno dei suoi più cari amici. I due ragazzi si sono conosciuti durante il servizio militare nei Granatieri di Sardegna e da allora sono inseparabili. Spesso Rusty viene a Formigine con la sua compagna Francesca e i loro due bellissimi bambini. La Rusty Records nasce nel 1968 come etichetta discografica indipendente della Rugginenti Editore: attivissima nel panorama musicale emergente, vanta nel suo catalogo artisti di qualità tra i quali gli ULTIMA, Amedeo Bianchi, Germano Bonaveri, il giovanissimo Andrea Maestrelli la band salentina Toromeccanica, e Antonio Maggio. (E.A.) Antonio Maggio ha sbaragliato tutti e con la sua canzone Mi piacerebbe sapere ha vinto Sanremo Giovani. E nato a San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi, l 8 agosto del 1986 e vive a Squinzano, in provincia di Lecce dove, fin da bambino, mostra la sua inclinazione per la musica e il canto in particolare. Viene avviato presto allo studio e dopo i primi anni segnati da numerose partecipazioni e vittorie a festival locali e nazionali, nel 2003 Antonio conosce il grande pubblico con la finalissima del Festival di Castrocaro Terme Voci e volti nuovi, in diretta sulle reti RAI. Solo la prima tappa di un lunghissimo percorso artistico e musicale che lo porta, dieci anni dopo, aggiudicarsi Sanremo Giovani e a, come si dice in gergo, svoltare. Subito dopo la vittoria al Festival, infatti, la vita del giovane cantante, già arrivato su palchi importanti insieme agli Aram Quartet che si fanno notare ad X Factor, è entrata in un vero e proprio vortice, che lo ha portato in tutte le più importanti trasmissioni televisive e in giro per l Italia. Uno degli ultimi impegni di Antonio Maggio è stata la partecipazione alla grande serata-tributo che da Piazza Maggiore Bologna ha dedicato, a Lucio Dalla. «L ultima di tante emozioni provate in questo periodo dice Maggio e una delle più forti, visto che Dalla, oltre che un grande artista, era anche un grande uomo. La sua scomparsa ha lasciato un grande vuoto nel panorama della musica italiana» Raccontaci di San Remo, invece «Un sogno, che solo quando ho stretto il trofeo con il quale sono stato premiato ho capito di avere realizzato. La cosa che più mi ha sorpreso è che dentro di me ero calmo, sereno, ma forse questo è dipeso dal fatto che nella mia carriera avevo già avuto l opportunità di salire su palchi importanti. Certo che il palco dell Ariston è comunque qualcosa che ti lascia grandi emozioni, e sono sicuro si tratti di emozioni che mi accompagneranno ancora a lungo» Quando parli di altre vittorie importanti ti riferisci anche a quella conquistata ad X Factor con gli Aram Quartet, coi i quali hai collaborato. Come sono rimasti i rapporti tra di voi? «Ho conservato un bel rapporto con ognuno di loro e questo mi riempie d orgoglio. In occasione del Festival mi hanno augurato un in bocca al lupo, e la cosa mi ha fatto molto piacere, anche perché ci ho trovato sincerità e spontaneità» C è una dedica per una vittoria così importante? «Ovvio. La dedica è alla mia caparbietà, alla mia famiglia e alla Rusty Records di Maurizio Rugginenti, che ha creduto in me sostenendomi. Vorrei sottolineare che con i miei produttori si è istaurato un rapporto d amicizia, ancor prima che professionale: è anche grazie ad una collaborazione basata soprattutto sulla stima e la reciproca fiducia che ho potuto trovare una mia dimensione». (Edda Ansaloni) ANTONIO MAGGIO E LA CARRIERA Antonio Maggio è nato nell agosto del 1986 in provincia di Brindisi e vive a Squinzano, nel leccese. Nel 2003 conosce il grande pubblico con la finalissima del Festival di Castrocaro Terme Voci e volti nuovi e, dall anno successivo colleziona una serie di apparizioni in programmi televisivi di successo come corista dell Orchestra Terra d Otranto. Nel 2005 la sua prima esperienza discografica seguita, nel dicembre 2007, dall avvio, insieme agli amici Antonio Ancora, Michele Cortese e Raffaele Simone, del progetto Aram Quartet, inedita vocal band che entra a far parte del format televisivo X Factor aggiudicandosi un contratto discografico con Sony BMG. Nel febbraio 2010 il quartetto sceglie di dividere le proprie strade e Antonio ricomincia il suo personale cammino musicale in veste di solista. A luglio 2011 esce il primo singolo da solista ( Inconsolabile ) e nello stesso anno Antonio Maggio firma con l etichetta milanese Rusty Records, diretta da Maurizio Rugginenti e curata artisticamente da Davide Maggioni. Antonio si presenta poi a Sanremo Social 2011 con il brano Nonostante tutto che raccoglie unanimi consensi da critica e pubblico e nel 2012 non solo viene selezionato tra gli otto artisti giovani in gara al Festival, ma si aggiudica la vittoria con il brano Mi servirebbe sapere, contenuto nell album d esordio Nonostante tutto, inciso per la Universal Music Italia. (E.A.) Il Dstretto sbarca su Facebook! Curiosità, anteprime, rubriche e forum di discussione... Visita la nostra pagina! il Dstretto, il giornale di tendenza che non grava sulle casse dello stato

8 8 accadmenti anno 5 numero 123 / 9 Marzo 2013 Tu es Petrus il traguardo di qualità che gratifica il tuo lavoro CASA del CUSCINETTO di SASSUOLO srl Via Siani, 1/3/ Sassuolo (MO) Tel Fax Don Achille Lumetti «Vogliamo ringraziare Benedetto XVI per l eccellenza della sua opera al fine di conservare identità e dignità alla Chiesa» Come ha affermato il Cardinale decano Angelo Sodano l evento ha rappresentato un «fulmine a ciel sereno», verosimilmente come la spettacolare e luminosa saetta che si è abbattuta proprio in quel giorno sulla cupola di San Pietro. La notizia ha suscitato sorpresa, emozione e turbamento in tutti, nel mondo, anche ai non cattolici. La scelta di Benedetto XVI non è stata un atto di debolezza o di viltà come quella di Papa Celestino V: ma si è rivelata una scelta di alta dignità e sincera umiltà. Anche il Papa ha il diritto di invecchiare, l alternativa è peggiore. E stata una resa rispettabile, di alto valore e di autentica libertà, come solo il Papa poteva esercitare, senza attendere che altri accolgano le dimissioni. Il volto mite e rassicurante del Papa si era affannato ultimamente per il grande peso che comporta il governo della Chiesa universale. La notizia delle dimissioni del Papa ha destato clamore e incredulità nel mondo. Purtroppo alcuni hanno perdu- to, in questo evento sublime, l occasione di tacere, e di fare silenzio. Ciò che ha indotto il Papa a questa decisione è stato unicamente il suo sfinimento fisico per la gravità del servizio pontificio. La sua decisione responsabile, libera, e pubblicamente dichiarata è avvenuta dopo profonda riflessione e ispirata dall azione dello stesso Santo Spirito che condusse il Cardinale Joseph Ratzingher alla fumata bianca del camino della Cappella Sistina, nel Conclave. Per sette anni e nove mesi il Papa si è immolato su quella croce dalla quale non è mai disceso. Questa decisione epocale è stata assunta da un Papa instancabile, uomo di grande cultura, teologo illuminato e guidato costantemente da una elevata bontà, amabilità e spiritualità. Non ha abdicato ritenendo che la Chiesa sia sotto assedio, come scritto, raccontato e dif- fuso da alcuni mass media di basso profilo. I complotti, gli intrighi non fanno parte dell azione pastorale della Chiesa. La Chiesa come ogni istituzione incontra vie tortuose e aspre salite, ma senza mai perdere il profumo della dignità. Ha sempre affermato che non si abbandona la barca quando è in pericolo, come invece è accaduto con la nave Concordia ripiegata su se stessa, nei pressi dell isola del Giglio. Anche nei momenti più critici, il Papa è sempre stato presente e operante sulla barca di Pietro. Ora esce di scena indicando a chi ha responsabilità e posizioni di prestigio che è più facile entrare che uscire di scena! Il Papa non si è dileguato, ma rimane con noi e accanto a tutti con la sua preghiera nel monastero MATER ECCLESIAE nel silenzio e nel raccoglimento dentro le mura leonine, con il segretario Georg Gawein e le consacrate momores domini che prestano servizio nell appartamento pontificio in Vaticano. Dopo il cicalare dei media, che in generale hanno trattato con rispetto il grande evento, voglio evidenziare a tutti che quello del Papa non è un commiato, non è un addio. Come Egli stesso ha dichiarato, continuerà a seguire la Chiesa con la preghiera e con le sue sublimi riflessioni. Vogliamo ringraziare Benedetto XVI per l eccellenza della sua opera al fine di conservare identità e dignità alla Chiesa. Grazie, Padre Santo, la preghiera e la benedizione di Benedetto, conferiranno la presenza del 265mo Papa fra noi. (Don Achille Lumetti)

9 anno 5 numero 123 / 9 Marzo 2013 SASSUOLO 9 «Poca cultura», l obiezione... «Molti eventi», la risposta Presentato il calendario degli eventi promossi dall amministrazione tra marzo e luglio: tante le novità, molte di più le conferme. Obiettivo? Muovere quanta più gente possibile, con un occhio di riguardo al commercio Secondo i detrattori, segnatamente il pd «c è poca cultura, anche se l offerta è varia». Secondo l amministrazione è, parole dell assessore alle attività produttive Claudio Casolari, «una soluzione in grado di soddisfare le tante istanze che ci vengono dalla cittadinanza: aggregazione e commercio, intrattenimento, sport e cultura per una formula che coinvolge non solo il centro storico ma anche altre zone cittadine». C è, come si dice in gergo, molta carne al fuoco nel calendario degli eventi che terranno compagnia ai sassolesi da marzo a luglio, e c è il tentativo, fin troppo evidente, di mediare tra le (poche) risorse disponibili e le (tante) aspettative che ai cosiddetti eventi legano i cittadini e soprattutto i commercianti, per i quali un attrattiva in più significa gente, passeggio, e quindi clienti. Ben oltre quelle che sono le occasioni eminentemente commerciali i giovedi di luglio, giusto per citare la più attesa e ben oltre quelli che sono gli sforzi di spingere sul centro, ovvio, e anche sulla periferia, che poi periferia non è, come testimoniato dalla presentazione del calendario, affidata, prima che alla solita nota stampa, ad un incontro tra amministrazione e commercianti. Tra i due ci sono cittadini da catturare e intrattenere, divertire e interessare, e il calendario è figlio proprio di queste volontà che, dati sul commercio alla mano, diventano anche necessità: così, nel variegato calendario presentato a commercianti, addetti ai lavori e associazioni di categoria ci sono le novità e ci sono, molte di più, le conferme, visto che «formula che paga non si cambia». Tra le prime la fiera dedicata agli animali domestici Mondogatto del 18 e 19 maggio, la Festalibro del fine settimana successivo e la fiera campionaria Gioiosa in programma a metà aprile all Autoporto, tra le seconde quello che è sempre stato lo scheletro del calendario cittadino, si tratti dei giovedi di luglio agli intrattenimenti dedicati i più piccoli della Città dei Bambini, di Sassuolo in Fiore o dei concerti previsti per il 2 giugno in piazza Garibaldi e a luglio in piazzale della Rosa. E quello che non convinceva? Rielaborato, nel tentativo di restituirgli appeal, come la Notte Bianca, che viene ricollocata il 15 giugno ma cambia nome (Notte dello Shopping) accentuando la sua vocazione commerciale e lasciando l intrattenimento alto da una parte al Festival Filosofia (confermato a settembre) e soprattutto a quella che potrebbe essere la vera novità del programma sassolese, ovvero la cosiddetta stagione estiva calendario in via di definizione presso il parco Vistarino e presso Villa Giacobazzi, che stando alla programmazione degli eventi diventerà cornice della programmazione del cinema estivo, di una rassegna letteraria e di laboratori destinati a coinvolgere ragazzi e famiglie in un contesto finalmente restituito alla città, possibile valore aggiunto del calendario recentemente presentato. (Stefano Fogliani)!"#$ %&$'(" (")*!"#$%&'#()%#*"+*%,%#-#./,0"*%1%#)#"&2"3%/,% 45#)#46#+"23/ 7833"#9"2%*"1(% BC#)#BD#+"23/ :/FF%#)#G"2H"1% BD#+"23/ :%2$/,A"11"3%/,) CJ#+"23/ 4C#)#4D#"F2%1) BJ#)#B4#"F2%1) B6#"F2%1) D#)#P#+"..%/ I%11)#I%.1%" 4Q#+"..%/ I/,(/."&/ 4Q#)#4R#+"..%/ 7833"#9"2%*"1(% 92)),#S$/,/+T#O)<UA"1 BD#+"..%/ :/,0,(;<H2%"#:)2"+%$" O)<H"1%*2/ BP#)#B5#+"..%/ 7833"#9"2%*"1(% G%+*%1",(%" 4#.%;.,/ 7833"#>%),#N,#I), :/,$)2H/#1%2%$/# B#.%;.,/ 7833"#9"2%*"1(% V/&)#()11/#<W/FF%,.X#*),)<<)2)#)#+;<%$" 4P#.%;.,/ V/&)#:)1)<H) 4P#)#45#.%;.,/ Z/;HW#O)<UA"1 BQ#)#BR#.%;.,/ V/H)#(=S<H"H) BQ#.%;.,/X#4BX#4R#)#B5#1;.1%/ 7833"#()11"#K/<"# 9%/A)(%#</&/#1)#<H)11) DX#44X#4Q#)#BP#1;.1%/ BJ#)#B4#1;.1%/ 7833"#9"2%*"1(% O)<UA"1#O%1/</0" 4CX#4DX#4P#<)&)+*2) Galleria Marca Corona rinnova l eredità della collezione della Fabbrica Rubbiani, la prima raccolta della ceramica a Sassuolo, a conferma di una continuità di valori che trovano nell evoluzione ceramica il proprio principio fondante. Orari apertura: da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle e dalle alle Per gruppi, visite guidate su appuntamento. Galleria Marca Corona c/o Ceramiche Marca Corona Via Emilia Romagna, Sassuolo (MO) Tel piepagina_distretto.indd 1 05/03/ :38:00

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11 anno 5 numero 123 / 9 Marzo 2013 FORMIGINE e MARANELLO 11 Attenzione al sociale e voglia di sapere: nasce l Università Popolare Il prossimo 20 aprile il battesimo della nuova associazione formiginese, «una palestra di conoscenza - dicono i fondatori - aperta a tutti per aprire una riflessione la più ampia possibile» Non si può dire che il mondo dell associazionismo formiginese resti inattivo: è stata infatti fondata di recente l Università Popolare di Formigine. Università e Popolare, termini in contraddizione solo apparente, visto che tra l una e l altra il trait d union è, spiegano i soci fondatori, «l amore per il sapere: la nostra Università vuole rappresentare una palestra di conoscenza per persone che coltivano ancora la curiosità dell imparare e del sapere. E una volontà di confronto, che verrà espressa attraverso un programma di seminari di apprendimento, conferenze a tema, incontri con gli autori, corsi speciali su temi scelti dal direttivo. Incontri liberi e aperti a tutti, che ci permetteranno di confrontarci con voci diverse, allo scopo di allestire una sorta di formazione permanente, in grado di arricchire ognuno di noi». Si comincia a primavera, tra temi quantomai eterogenei (cultura, tecnica, arti, storia) attraverso i quali si darà corso ad un progetto di educazione che spazia dalla cultura propriamente detta all ambito sociale. Cultura dell imparare, quindi, e cultura dello stare insieme e condividere alla base di un esperimento che porterà l Università Popolare ad una propria autonomia entro il «Inizialmente come Auser spiega il presidente della neonata associazione, Beppe Manni - abbiamo pensato di realizzare una sede affiliata alla Ginzburg di Vignola, per quanto riguarda la gestione socio-economica e fiscale sino alla completa ed auspicabile autogestione, prevista nel Attraverso il progetto che prende il via confidiamo nella possibilità di sviluppare i temi della formazione e dell educazione, che vogliamo siano praticabili a livello più alto possibile: questo è il nostro principale obiettivo» Formazione ed educazione i punti salienti di un programma che presuppone una riflessione molto ampia, alla quale tuttavia i fondatori dell Università Popolare non si sottraggono. «Ci è sembrato opportuno spiega infatti Manni - aprire una riflessione la più ampia possibile: dopo la scuola dell obbligo, si aprono infatti due percorsi autonomi, che hanno comunque sempre relazioni tra di loro: quello della formazione della persona che lavora e quello dell educazione della personacittadino. Il primo è il percorso che forma il lavoratore, o il professionista, e che si perfeziona nel tempo. Concluso il percorso della formazione scolastica, infatti, la persona viene accompagnata e aggiornata lungo il suo percorso professionale, e attraverso il lavoro si afferma un identità personale fondata sui valori che sottendono ad ogni comunità propriamente detta. Il secondo percorso, quello che ci riguarda più da vicino se consideriamo quelle che sono le finalità del nostro progetto, è invece l educazione permanente della persona-cittadino». E più alla seconda che alla prima, pur considerandole inscindibili, che guarda l associazione formiginese. «La formazione, che, inizia nei vari livelli della scuola, non deve cessare con la fine degli studi, ma continuare per tutta la vita. Un associazione di promozione sociale come l Auser e la nostra Università devono essere strumenti di comunicazione, in grado di offrire momenti di socializzazione e di crescita culturale e, nello stesso tempo, capaci di tenere viva la conoscenza della società in cui viviamo, per assicurare una cittadinanza attiva». Preside della Facoltà formiginese dell Università Popolare è stato eletto Beppe Manni, mentre il coordinatore sarà Giulio Bagni e la segreteria generale sarà appannaggio di Fiorenza Albertini. Altri soci fondatori sono:vanna Borsari, Arrigo Ferrari, Gianni Zagni, Raggio Seghizzi, Angela Miglioli, Romano Morandi, Miriam Braglia e Fabio Campioli. I docenti di questa neonata Università sono invece Giuseppe Ferrari, Germana Romani, Ermanno Zanfi, Bepi Campana, Francesca Ottani, Mario Agati e Francesco Gherardi. Il programma si baserà su una serie di lezioni curriculari che riguarderanno diverse aree culturali: letterario, scientifico,artistico ecc. Non solo a livello episodico, ma continuativo negli anni e con strumenti adeguati, per dare ai nostri cittadini l opportunità di approfondire, secondo i loro desideri, ambiti di diversi saperi. L Università Popolare di Formigine aprirà i battenti il prossimo 20 aprile, con una cerimonia ad hoc presso il Castello: una sorta di inaugurazione dell anno accademico per un sodalizio destinato a far parlare di sé, che va ad arricchire il già ricco tessuto associativo formiginese. (Edda Ansaloni) Crescono popolazione e dinamismo sociale Le statistiche raccontano un paese comunque vivo: gli abitanti aumentano, dando continuità ad una crescita decennale, e la maggioranza di loro abita nel centro cittadino Maranello in aumento la popolazione È a Maranello, che continua a registrare una crescita lenta, ma costante. Circostanza ben rappresentata anche dall analisi dei flussi migratori, che dicono come la città offra casa e lavoro, anche grazie alla presenza di aziende fortemente dinamiche dal punto di vista occupazionale su tutte, va da sé, la Ferrari in grado di incidere, oltre che sulla quantità, sulla provenienza geografica della popolazione A fronte di saldi non particolarmente incoraggianti su altre realtà del distretto, e detto che comunque una popolazione in crescita è sinonimo, spesso, di vitalità sociale, i dati elaborati dall Ufficio Statistica del Comune, relativi al 2012, fotografano una realtà in crescita per quanto riguarda i residenti, che al 31 dicembre dello scorso anno erano , con un leggero incremento pari al +0,13%. Incremento minimo, forse, ma tappa più recente di una lunga marcia cominciata un decennio fa. Nel 2002 Maranello contava infatti abitanti, e l incremento registratosi attesta poco sotto al 7%, registrando un aumento di unità. Continuano ad essere più numerose le donne degli uomini, secondo una direttrice già letta su analoghe realtà del distretto ceramico (8.631 le prime, i secondi) e la zona più densamente popolata, a dispetto di in territorio particolarmente esteso, continua ad essere il centro cittadino, che conta abitanti e raccoglie attorno a se la maggior parte delle famiglie presenti in città, ovvero 3.792, il 57% del totale. Le frazioni dicono la loro, ma il centro comanda: a Pozza abitano suddivisi su famiglie (20,3%), a Gorzano risiede il 10,9% della popolazione totale, mentre Torre Maina supera di poco il 5,5%. Il numero complessivo di famiglie residenti a Maranello è di con un numero medio di componenti per famiglia di 2,56. La popolazione straniera residente a Maranello conta invece 1468 persone (669 maschi e 799 femmine) e vale il 8,60 % della popolazione, ma si tratta di immigrazione atipica, rispetto alle altre realtà del distretto: il flusso più consistente (666 persone) arriva infatti dall Europa, mentre l Africa si piazza al secondo posto ( 599 unità), seguita poi dall Asia (137 unità) e dall America (66 unità). Il paese con il più alto tasso di immigrazione è invece il Marocco (25,54%), seguito dall Albania (16,75%), dalla Romania (8,17%) e, fanalino di coda, il Ghana (8,17%). (E.A.) Dal 1988 tradizione e innovazione Materie prime per ceramica: Ricerca e sv iluppo Controllo Qualità Logistica Stoccaggio Mineral s.r.l. Via Aldo M oro 20, Formigine ( M odena ) - Italia - Tel. (+39) Fax (+39)

12 IL SISTEMA CHE RIVOLUZIONA GLI SPAZI URBANI

13 anno 5 numero 123 / 9 Marzo 2013 SCANDIANO 13 Nuovo polo fieristico: come (e quando) finirà? Alessio Mammi Il sindaco Mammi: «La situazione economica è notevolmente peggiorata...» La voce circola, e da tempo, fra gli scandianesi, suffragata da una storia di rinvii ormai decennale: «E vero che il Comune ha rinunciato alla creazione del nuovo polo fieristico?». Un quesito che torna a porsi proprio nel periodo della Fiera di San Giuseppe. Ma a rassicurare la cittadinanza sulla sopravvivenza del progetto è oggi il sindaco di Scandiano, Alessio Mammi, il quale pone però una particolare precauzione sulle modalità dell operazione: «Occorre considerare spiega infatti il primo cittadino - che dal 2009 la situazione economica è notevolmente peggiorata sia per quanto riguarda la realtà economica del territorio, sia per quanto riguarda più specificamente le risorse a disposizione dell amministrazione comunale come noto in fortissima contrazione. Anche i sistemi fieristici, sia quelli di rilievo nazionale che quelli di rilievo locale, come noto sono in difficoltà (in alcuni casi notevoli), e stanno ripensando e ridisegnando sia il ruolo singolo sia le reti di relazioni reciproche sia i loro singoli programmi». La gara per la progettazione, costruzione e gestione del nuovo polo fieristico di Scandiano è stata aggiudicata nel maggio Successivamente, con una delibera di Giunta dell ottobre 2010, è stato approvato il progetto esecutivo: «Nel periodo successivo e sino ad oggi ricorda Alessio Mammi - si è verificato il fermo all esecuzione dei lavori in relazione a un importante ricorso di un soggetto privato relativamente a una porzione molto rilevante dell area soggetta ad esproprio per la finalità di costruzione del nuovo polo fieristico. Un percorso giudiziario che ha visto la pronuncia di varie sentenze, da ultimo a favore dell amministrazione comunale. Purtroppo tale percorso non si è ancora ad oggi concluso: sono infatti ancora pendenti due ricorsi dinnanzi al Consiglio di Stato e alla Corte d Appello di Bologna il cui esito stiamo attendendo pro- E alla fine l amministrazione provvide... Nel numero del Dstretto del 19 gennaio scorso avevamo segnalato su indicazione di un paio di residenti scandianesi - il problema delle ringhiere di protezione dei sottopassi in fase di realizzazione nella zona della stazione di Scandiano: ringhiere pericolose, a nostro modo di vedere, in quanto facilmente scavalcabili da bambini e ragazzini. Due settimane dopo, come testimonia la foto realizzata nei giorni scorsi, la ditta che ha in appalto i lavori ha iniziato a porre rimedio sovrapponendo delle grate. Ad intervenire è stata l amministrazione, che per quanto abbiamo saputo si era già mossa, con un sollecito, nei confronti della ditta, anche prima della nostra pubblicazione. Precisazione dovuta, per non... scavalcare nessuno. (M.B.) babilmente per i prossimi mesi. I ritardi nella consegna ed avvio dei lavori sono conseguentemente da leggere in relazione a tale situazione di perdurante incertezza giudiziaria sulla proprietà dell area». Problemi di congiuntura economica e giudiziari, quindi... «E in tale, sostanzialmente diverso contesto che va inquadrata ogni riflessione odierna sul tema del nuovo polo fieristico ed è perciò che, parallelamente all andamento delle cause, di concerto con l impresa aggiudicataria si stanno facendo tutte le opportune valutazioni sul tema sia per le eventuali tempistiche della realizzazione che per la definizione di un aggiornato ruolo della nuova fiera nel contesto economico attuale. Una volta definito l iter giudiziario aggiunge il primo cittadino - i tempi per la costruzione della nuova fiera sono comunque previsti contrattualmente in quattrocentonovantacinque giorni a far tempo dalla consegna dei terreni». Nel frattempo, rispetto al programma di spostamento dei capannoni dall attuale sede di Piazza Prampolini alla nuova area tra la Pedemontana, Viale Mazzini e il torrente Tresinaro, da due anni a questa parte l amministrazione comunale ha provveduto a dislocare il luna park, dalla zona della Rocca al parcheggio a nord del Parco della Resistenza: «Una scelta spiega Mammi - già predisposta negli anni precedenti e attuata, oltre che per migliorare l accessibilità alle abitazioni limitrofe e agli edifici scolastici, per adempiere ad una precisa richiesta di rispetto normativo. Le autorità competenti non hanno più dato il nullaosta per il posizionamento del Luna Park nelle adiacenze della Rocca dei Boiardo, in via Cesari e di fronte alla Rocca, per ragioni di sicurezza. Per pochi anni è stata concessa una deroga solo perché si stava predisponendo l area di Via Libera. Una volta conclusa non vi erano più le ragioni per mantenere il Luna Park nel Viale della Rocca e quindi concedere una deroga. Questa probabilmente è anche la ragione per cui in tutte le città si è assistito ad uno spostamento dei Luna Park fuori dai centri storici. Pensiamo solo a Reggio Emilia o Modena. Nel frattempo anche Piazza I Maggio è stata riqualificata con elementi urbani che non permettono di collocare ed ospitare giostre. Allo stesso tempo l Associazione Ambulanti si è sempre detta contraria alla frammentazione del posizionamento di giostre e baracconi in vari luoghi della città durante la Fiera, preferendo la scelta di posizionamento in un unica area, e sono tutti confluiti in quella individuata dal Comune. Un area che dista solo 300 metri circa dal centro storico e ben collegata attraverso il pedonale del Parco della Resistenza. Rimane invariata la collocazione del mercato durante i giorni di Fiera, che è ubicato in centro storico. Inoltre davanti alla Rocca nei giorni di Fiera viene allestito il Mercato Contadino e si sono creati collegamenti tramite il posizionamento di ambulanti anche in via Tognoli sino all imbocco del parco per dare una corretta continuità all area di mercato con l area di Luna Park». (Massimo Bassi) DIRETTORE RESPONSABILE ROBERTO CAROLI DIREZIONE,AMMINITRAZIONE Ceramicanda srl, via De Amicis Veggia di Casalgrande (RE) tel fax REDAZIONE IL DSTRETTO via De Amicis Veggia di Casalgrande (RE) tel fax REDATTORI Stefano Fogliani, Daniela D Angeli COLLABORATORI Claudio Sorbo, Massimo Bassi, Don Achille Lumetti, Edda Ansaloni, Paolo Ruini, Bruno Dallari, Don Rino Bertoldi, L Amico del Tempo, Sting EDITORE CERAMICANDA SRL Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Reggio Emilia al n 1202 in data 05/12/07 PUBBLICITA Ceramicanda srl, via De Amicis Veggia di Casalgrande (RE) tel fax IMPAGINAZIONE gilbertorighi.com STAMPA SOCIETA EDITRICE LOMBARDA SRL- CREMONA CERAMICANDA garantisce la massima riservatezza dei dati forniti e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo al responsabile dati Ceramicanda via De Amicis Veggia di Casalgrande (RE). 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14 14 CASALGRANDE e CASTELLARANO anno 5 numero 123 / 9 Marzo 2013 La carica dei cinquecento I cittadini chiedono collegamenti ciclabili tra il centro cittadino, la periferia e le frazioni, il sindaco Rossi da l ok su facebook. I soldi? Fondi regionali, cui l amministrazione sta attingendo per riqualificare la viabilità del territorio Un mezzo migliaio di firme per una pista ciclabile. Sono infatti state ben 550 le firme raccolte da un gruppo di cittadini che ha chiesto all amministrazione comunale di Casalgrande di realizzare una pista ciclabile in grado di collegare il Parco Amarcord alla frazione di Dinazzano. Recentemente le firme sono state consegnate in Comune e il sindaco Andrea Rossi, attraverso facebook, ha appoggiato in pieno questa richiesta sottolineando come il collegamento delle frazioni al capoluogo attraverso le piste ciclabili fosse tra i punti qualificanti dei programmi dell attuale amministrazione, che avrebbe già attivato le procedure per accedere ai piedi o in bicicletta, la petizione sottoscritta da oltre cinquecento cittadini dovrebbe dare ulteriore impulso alla realizzazione del collegamento ciclabile tra Casalgrande, i Boglioni e Dinazzano. «Il collegamento ciclabile delle varie frazioni con il capoluogo e tra di loro è sempre stato uno degli obiettivi principali della nostra azione amministrativa quindi non posso che essere d accordo con i sottoscrittori della richiesta di collegare il parco Amarcord con Dinazzano», ha scritto Andrea Rossi benedicendo la proposta dei cittadini non senza rilevare come «il progetto in questione trovi riscontro già nella realizzazione della Pedemontana, in quanto proprio una pista che corre a nord della nuova strada rapprefinanziamenti per la riqualificazione urbana a disposizione delle amministrazioni locali presso le casse regionali. La richiesta di un numero maggiore di piste ciclabili, del resto, non solo sta al centro della filosofia sulla cosiddetta mobilità dolce ovvero quella che non utilizza le auto o gli altri mezzi a motore, ma era già stata avanzata negli scorsi anni da numerosi cittadini di Casalgrande, che da tempo chiedono il potenziamento delle piste ciclabili, mettendole in grado di collegare funzionalmente le diverse parti di un territorio comunque vasto e composito come quello di Casalgrande. Così, se nei centri urbani e nei quartieri più nuovi già sono numerosi i percorsi destinati a chi desidera andare a senta parte del collegamento. Per realizzare il ciclopedonale dobbiamo utilizzare i soldi del Prust, ovvero i contributi sulla riqualificazione urbana. A Casalgrande è stato garantito un contributo di oltre 400mila euro, 130mila dei quali sono già stati utilizzati per realizzare lo scatolare che attraversa la ferrovia, ma il restante è in dotazione alla Provincia di Reggio Emilia che si assunta l impegno della progettazione e della gara. Entro la primavera - l auspicio di Rossi - speriamo di avere la ditta e realizzare l intervento che rappresenta sicuramente un ulteriore miglioramento della nostra rete ciclopedonale». Se tutto andrà bene, burocrazia permettendo, nell arco di alcuni mesi dovrebbe essere avviato il cantiere e non è escluso che il 2013 veda ultimare la ciclabile che rappresenterebbe un grande passo per riuscire a collegare il centro di Casalgrande anche con la pista ciclabile che corre lungo il Secchia. Da alcuni anni a Casalgrande è in atto una vera e propria rivoluzione nel campo della rete viaria, resa possibile dalla realizzazione della Pedemontana: la vecchia Statale si è infatti trasformata in una strada di collegamento urbana dirottando il traffico pesante e quello di transito sulla nuova direttrice Sassuolo-Casalgrande-Scandiano e l apertura di due sottopassi hanno permesso di collegare in modo efficiente i quartieri del capoluogo. Manca giusto qualche chilometro di ciclabile (Paolo Ruini) il traguardo di qualità che gratifica il tuo lavoro CASA del CUSCINETTO di SASSUOLO srl Via Siani, 1/3/ Sassuolo (MO) Tel Fax Il miglior aceto balsamico? Chiedere a Giuseppe Ovi L imprenditore di Castellarano si aggiudica la ventiduesima edizione del palio di San Giuseppe sbaragliando una concorrenza particolarmente agguerrita: erano infatti centinaia i campioni in gara Castellarano Il miglior aceto balsamico tradizionale? Lo trovate a Castellarano, nell acetaia di Giuseppe Ovi. La giuria che ha assegnato i premi relativi al prestigioso Palio Matildico di San Giuseppe, giunto alle ventiduesima edizione, non ha avuto dubbi e, esaminati i tanti campioni pervenuti presso la sede della confraternita scandianese, ha premiato l imprenditore di Castellarano, figura di primo piano di Smalticeram, che vede così riconosciuta la propria perizia e la propria passione nella coltura del cosiddetto «oro nero». Giuseppe Ovi Ovi ha infatti avuto la meglio su una concorrenza invero agguerrita, con circa cinquecen- to campioni esaminati dalla giuria, ed è stato premiato nel corso della serata con la quale la confraternita scandianese ha eletto anche il proprio presidente in Ugo Bagnacani, che verrà affiancato nelle sue funzioni dal presidente emerito Ugo Rangone, per anni massimo dirigente della Confraternita. Sono stati proprio presidente e presidente onorario a premiare Ovi, il cui campione è stato accreditato di 313,1 punti, che gli hanno permesso di prevalere, di un incollatura, su Alessandro Alessandrini, anche lui di Castellarano, in una sorta di derby. Terza piazza per la reggiana Maria Roggioni e menzione speciale e «attestato di titolo di merito» per lo scandianese Giovanni Cavalli. I cinquecento campioni sono stati divisi per provenienza nella sezione che ha premiato le tre diverse comunità di produttori cui fa capo la Confraternita. E, complice la vittoria di Ovi, imprenditore di successo che coltiva, nella sua acetaia, una passione comune a tanti e che Ovi stesso ha saputo trasformare in eccellenza, anche il distretto ceramico ha detto la sua. (P.R.) Innovazione ceramica per l arredo urbano

15 anno 5 numero 123 / 9 Marzo 2013 RUBRICHE 15 Quando andrete a... Dopo Edimburgo, Glasgow. Ma prima... Prima di lasciare Edimburgo, passate un allegra serata in un pub inquietante: è accanto al cimitero di Greyfriars Kirkyard, di cui abbiamo parlato la volta scorsa, e si chiama Frankestein Ha tre piani, tre bar ed è integralmente ispirato al capolavoro di Mary Shelley scritto, appunto, nel 1818: dagli arredi alle vetrate, dalle seggiole al personale, alle attrazioni, tutto sa di Frankestein. Magari lo fosse pure la cucina: purtroppo presenta con fierezza piatti simil italiani come Chilli con carne, Macaroni Cheese e Spaghetti Arrabbiata, tutta roba da affrontare con cauta curiosità. Siccome tutti conoscono Frankestein ma pochi conoscono Mary Shelley, prima che partiate come tutti per Glasgow ve ne faccio una breve biografia. Mary nacque a Londra nel 1797 e di cognome faceva Wollstonecraft Godwin. La madre, una filosofa assai colta era, in anticipo sui suoi tempi, una femminista. Purtroppo morì dodici giorni dopo il parto e Mary crebbe con una sorellastra nata da una precedente relazione del padre e con una nuova madre, una vicina di casa che egli aveva sposato dopo tre anni di vedovanza. A diciassette anni, nel 1814, Mary si invaghì di Percy Bysshe Shelley, a soli 22 anni già poeta famoso; malauguratamente era anche sposato e aveva due figli. Nonostante ciò Mary e Percy si innamorarono perdutamente. Non sopportando la clandestinità della relazione (lui era sposato), i due fuggirono dal loro paese e diedero vita a una fuga d amore. In realtà, Mary era in una posizione solo scandalosa perché viveva con un uomo sposato; Percy invece correva gravi rischi: se non fosse fuggito sarebbe stato certamente arrestato per adulterio e per abbandono sia del tetto coniugale, sia dei figli minori, tutta roba all epoca da carcere duro. Così, la coppia iniziò a girovagare per l Europa ma nel 1815 ritornò in Inghilterra: avevano finito i soldi. Appena in patria, Mary diede alla luce la figlia che aspettava da Percy ma la neonata morì due giorni dopo la nascita senza nemmeno aver ricevuto il nome di battesimo. Percy, a sua volta, era continuamente costretto a nascondersi perché inseguito dai creditori. A questi guai si aggiunse il suicidio della moglie di Percy, annegata nel Serpentine Lake di Hyde Park, a Londra. L autopsia dimostrò che era incinta, ma Percy Bysshe Shelley non c entrava: fu accertato che la coppia era separata da due anni. Finalmente, un insperata eredità diede respiro alle finanze della coppia e i due, ormai liberi da vincoli familiari, nel 1816 si sposarono e nel 1817 si trasferirono a Ginevra, in Svizzera, assieme a George Byron. Qui Mary, ora Mary Shelley, iniziò la stesura del suo Frankestein: or, the modern Prometheus, il capolavoro che, pubblicato nel 1818, che le avrebbe dato fama e ricchezza. La coppia rientrò in patria alla fine del 1817 e nel 1818 scese in Italia. Qui, una nuova tragedia: a qualche mese di distanza l una dall altro morirono i due figli della coppia, Clara Evelina e William. Poco dopo, fortunatamente nacque Percy Florence, un maschietto, l unico a sopravvivere e che restò accanto alla madre devotamente finché lei fu in vita. Nel 1822, altra tragedia: Percy Bysshe Shelley, appena trentenne, annega presso Lerici nel naufragio del suo battello. Il corpo fu trovato una decina di giorni più tardi sulla spiaggia di Viareggio e George Byron, giunto sul luogo, ne decise con altri amici la cremazione. Durante la cerimonia celebrata sulla spiaggia dove la salma era stata trovata, all improvviso un amico del poeta, Edward John Trelawny, si gettò tra le fiamme già alte, squarciò il torace della salma con una lama e ne strappò il cuore, che portò in dono a Mary. L anno successivo, il 1823, Mary tornò in Inghilterra, fece cremare il cuore del marito e ne conservò gelosamente le ceneri disponendo che fossero sepolte accanto a lei quando fosse morta. Mary trascorse il resto dei suoi giorni curando le varie edizioni del suo Frankestein e continuando a scrivere romanzi storici, biografici, articoli per riviste e persino un libro di fantascienza, The last Man, L ultimo uomo, la descrizione di un cataclisma che distrugge l umanità nel XXI secolo. Nel 1849 si manifestano i primi segnali della malattia che l avrebbe condotta alla morte: un tumore al cervello. Mary morì nel 1851, a 53 anni, e fu sepolta a Bournemouth, dove abitava. Un anno dopo, il figlio Percy Florence aprì il cassetto della scrivania della madre: trovò le ciocche dei capelli dei fratelli morti e una busta con le ceneri del cuore del poeta: tutto fu sepolto accanto a Mary. Le ceneri del corpo di Percy Bysshe Shelley furono invece tumulate a Roma, nel cimitero Acattolico di cui abbiamo parlato. Bene, dopo aver letto questa biografia di Mary Shelley e dopo la serata al pub Frankestein di Edimburgo, di buona mattina partite pure per Glasgow: sono solo 41 miglia, poco meno di 70 chilometri. Una volta giunti, fate quel che volete, ma state alla larga dal Cimitero Vittoriano: considerato che un facchino durante il tempo libero non fa body building, non occorre che lo visitiate perché la vita di Mary Shelley basta e avanza. (L Amico del Tempo) Fardelli d Italia Poca attenzione e arroganza: il fardello dell approssimazione Cosa accade quando qualcuno riceve un cattivo servizio? Una vecchia indagine condotta dal Professor A. Parasuraman, docente alla Scuola di Business Administration dell Università di Miami e tra i massimi esperti mondiali del Marketing dei servizi ci fornisce questi dati: di 100 persone che ricevono un cattivo servizio, 4 protestano e 96 cambiano fornitore. Di queste 96, circa un terzo racconta la sua esperienza negativa a un insieme che va da 1 a 30 persone. Quindi, si può pensare che nella peggiore delle ipotesi 33 persone che hanno ricevuto un cattivo servizio ne danno notizia ad altre 30 ciascuna: in tutto, 990 persone, cui vanno sommate le prime 33. Questa è la ragione per la quale falliscono i ristoranti: qualcuno ci è andato a mangiare, ha trovato che il servizio è stato scadente: lunghe attese, cameriere che serve in tavola col dito nel piatto, un capello nel brodo, il titolare che litiga rumorosamente col cuoco. Il malcapitato non dice niente, paga, poi racconta la sua esperienza a dieci colleghi, due cugini, dodici amici della Polisportiva Ercole Baldini, sette nipoti, alla vecchia zia Rosina e all amante. Queste 33 persone, che si fidano di lui, non andranno certo in quel ristorante per dire «Io sarei anche venuto a cena da lei, ma mi è stato detto che qui c è un cattivo servizio»: semplicemente non ci andranno e basta. Così, il ristoratore avrà perso 33 potenziali clienti a sua insaputa. Se poi ciascuno di quelli che hanno ricevuto l informazione racconta ai suoi amici, conoscenti, parenti e figli l esperienza negativa che è stata loro raccontata, l epidemia si propagherà in progressione geometrica fino a far diventare un battaglione il numero di coloro che non andranno in quel ristorante perché uno, ripeto uno, dei clienti si è trovato male e lo ha raccontato in giro. Comunque, i risultati dell indagine del Professor Parasuraman sono approssimati per difetto: egli ritiene, secondo me, che il numero di coloro che apprenderanno del cattivo servizio è sensibilmente inferiore a quello che accade nella realtà. Ad esempio, recentemente ho vissuto un esperienza spiacevole: mentre mi trovavo all estero per lavoro, mi sono accorto di aver perso il cappuccio della mia matita automatica, quel piccolo cilindro che copre la gomma e premendo il quale si fa scendere la mina. Ero molto dispiaciuto perché il set (biro più matita) mi era stato donato una ventina di anni fa dai miei figli per Natale e ci tenevo molto. Una mattina, recandomi presso l azienda dove lavoravo ho Ceramicanda diventa anche TV On Demand seguila su visto un negozio della marca della matita. Mi sono fermato, sono entrato e ho raccontato la mia storia a un commesso gentilissimo che ha subito iniziato a rovistare tra le penne e le matite alla ricerca del cappuccio di ricambio. Dopo una decina di minuti mi ha detto che non ne aveva, poi mi ha chiesto di dove fossi. Gliel ho detto e lui ha esclamato: «Lei è fortunato! Nella sua città c è il magazzino centrale di distribuzione dei prodotti della marca che lei cerca. Vedrà che certamente avranno quel che le serve». Sollevato, l ho ringraziato e sono uscito. Pochi giorni dopo, tornato in Italia, ho telefonato all indirizzo che mi era stato segnalato ed ecco la doccia fredda: una persona cortese mi ha detto che «la casa madre non fornisce ricambi, quindi se lei desidera il cappuccio per la sua matita deve comprare una matita nuova». Ho ringraziato e ho chiuso la comunicazione. Che dire? Poiché si tratta di prodotti costosi, ora sono combattuto tra la spinta emotiva a spendere quasi 100 Euro per ricomprare una matita nuova e la spinta razionale a non darla vinta a un azienda prepotente, presuntuosa e bottegaia che se ne frega del cliente: l importante è mettersi in tasca i soldi di una matita nuova. Purtroppo, la realtà quotidiana sta sempre di più dimostrando che i proclami strombazzati dalle imprese ( Il cliente è il nostro datore di lavoro!, Il cliente è Re! ) sono solo slogan ad uso degli ingenui che ci credono: provate ad andare nell Ufficio Vendite di qualsiasi azienda e osservate la reazione dell impiegato di turno quando squilla il telefono: sul suo viso si dipinge il fastidio, non la speranza di poter vendere qualcosa a qualcuno. Il cliente è, mediamente, un rompiscatole che vuole quello che non c è, che vuol pagare quando pare a lui, che chiede sempre uno sconto, che chiede la consegna domani. Addirittura, anni fa un impiegata mi disse serafica: «Sarebbe meglio che non avessimo clienti, così almeno potremmo lavorare in pace». Credo che non vi siano peggiori Fardelli degli usurai che ti propongono di comprare una matita nuova da quasi 100 Euro per consentirti di avere il cappuccio che hai perso e che ne vale meno di uno. Vigilate, gente, vigilate: informatevi sempre sui ricambi di ciò che comprate perché potreste trovarvi nella mia situazione. Comunque, il tempo alla fine fa giustizia. Poiché lo so, ho iniziato ad aspettare. (Sting)

16 Abbiamo riscritto anche la storia del digitale.

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