1. Introduzione. Ecoturismo nel NE per Turistica 01/12/08 1

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1 Il presente lavoro è stato pubblicato su Turistica n.3, 2004 La domanda di ecoturismo nell'italia Nord-Orientale Tempesta Tiziano - Visintin Francesca - Marangon Francesco 1 1. Introduzione Negli ultimi anni la problematica relativa agli impatti ambientali del turismo e alla possibilità che quest'ultimo possa contribuire al più ampio processo di sviluppo sostenibile ha riscosso crescente interesse non solo a livello accademico, ma anche commerciale e del mondo non profit. In Italia l'approccio utilizzato è ancora a livello che potremmo definire sperimentale. Sembrano ancora carenti le conoscenze di base necessarie per la gestione di un rapporto complesso come quello instauratosi tra sviluppo turistico e ambiente (Linda, 1997). Un'elevata qualità dell'ambiente è il supporto necessario per la maggior parte delle attività turistiche e, allo stesso tempo, può rappresentare un importante vantaggio competitivo. Bisogna pertanto evitare il rischio che il turismo, a causa di politiche di sviluppo mal calibrate, distrugga la risorsa stessa su cui basa la propria esistenza. L'uso improprio, come semplice strumento di marketing, di termini fantasiosi accomunati dal prefisso "eco" per indicare esperienze di turismo in vario modo collegate all'ambiente non aiuta a far chiarezza in questo settore. Pare allora condivisibile il recente sforzo di precisazione terminologica che ha identificato nell'espressione "ecoturismo" - a volte accompagnata dall'aggettivo "sostenibile" - e nella definizione dei suoi contenuti una possibile strada di chiarimento. Benché vi sia un ampio consenso sul concetto di ecoturismo, inteso come simbiosi tra turismo e conservazione, va detto che non si riscontra ancora un unanime accordo sulla sua definizione. Il termine ecoturismo, coniato nel 1983 da Hector Ceballos-Lascurain 2, è stato fatto proprio in seguito dalla più autorevole World Conservation Union (IUCN). L'espressione, che vuole sottolineare la centralità che nel viaggio avrebbero l'ambiente naturale e la conservazione della natura, viene così tradotta ed ampliata nella seguente definizione: "Ecotourism is environmentally responsible travel and visitation to relatively undisturbed natural areas, in order to enjoy and appreciate nature (and any accompanying cultural features - both past and present) that promotes conservation, has low negative visitor impact, and provides for beneficially active socio-economic involvement of local populations" (Ceballos-Lascurain, 1996). L'ecoturismo è un attività che favorisce la conservazione dell ambiente e lo sviluppo sostenibile, creando allo stesso tempo un flusso significativo di risorse finanziarie per le aree naturali protette e per le comunità che in esse o attorno ad esse vivono. Inoltre gli impatti negativi sull'ambiente (naturale, socio-culturale, economico) visitato devono essere resi minimi così come devono essere spinti al massimo gli impatti positivi (Boo, 1991; Linda, 1997). In sintesi, le caratteristiche più importanti dell'ecoturismo sono individuabili (Blamey, 2000): nel riferimento di base al capitale naturale; nella funzione di educazione ambientale; nella gestione in modo sostenibile. Pertanto l'ecoturismo assume delle connotazioni più specifiche rispetto al più ampio concetto di turismo sostenibile 3 (Bottrill e Pearce, 1995; CEC, 1999; Coccossis e Nijkamp, 1995; WCED, 1987). L ecoturismo si distingue rispetto ad altri turismi individuando un modo (cioè la sostenibilità) e dei Tiziano Tempesta, professore straordinario presso il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-forestali, Università di Padova; Francesca Visintin, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Economiche, Università di Udine; Francesco Marangon, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Economiche, Università di Udine. La ricerca è frutto del lavoro congiunto deli autori; Francesco Marangon ha realizzato il paragrafo 1; Tiziano Tempesta ha realizzato il paragrafo 2; Francesca Visintin ha realizzato il paragrafo 3; in comune le conclusioni. Membro della Commissione per la Cooperazione Ambientale (Commission of Environmental Cooperation, CEC) dell'america del Nord, i cui paesi membri sono: Canada, Usa e Messico. Secondo la definizione coniata dal World Travel and Tourism Council, World Tourism Organisation, Earth Council, il turismo sostenibile incontra gli interessi dei turisti di oggi e delle regioni ospitanti proteggendo e assicurando l'opportunità di fruizione anche ai turisti del futuro. È evidente che con ciò si intende condurre una gestione delle risorse tale per cui i bisogni economici, sociali ed estetici siano soddisfatti garantendo al contempo il mantenimento dell'integrità culturale, dei processi ecologici essenziali, della biodiversità e dei sistemi di supporto-alla-vita. Ecoturismo nel NE per Turistica 01/12/08 1

2 luoghi (aree naturali protette) privilegiati del fare vacanza, che rappresentano i punti comuni e di intersezione tra la politica di conservazione e l industria turistica. Se di ecoturismo è solo di recente che si parla non è tanto per il fatto che solo da poco si sono sviluppate delle forme di turismo connesse alla fruizione delle risorse naturali, quanto perché solo di recente il turismo e la fruizione delle risorse naturali si sono connesse alla conservazione delle risorse stesse. Il connubio turismo e ambiente naturale infatti vanta una lunga tradizione anche in Italia, specialmente nelle aree montane frequentate a fini turistici già nell'800 dagli alpinisti di tutta Europa. Successivamente la frequentazione della montagna è divenuta un fenomeno di massa e non più elitario 4, così come altri ambienti naturali sono diventati meta di frequentazione turistica. Infatti in epoche più recenti è aumentata la sensibilità per i problemi connessi alla conservazione della natura e territori, prima destinati ad altri usi (ad es. agricoli) o aree marginali, hanno assistito allo sviluppo di forme di rinaturalizzazione e/o conservazione. Pertanto i flussi di visitatori hanno incominciato ad interessare anche aree di collina e pianura, quali alcune zone umide o aree dove sono stati avviati progetti di reinserimento della fauna selvatica. L ecoturismo appare non più legato a pochi periodi, concentrati nell arco dell anno e richiede un offerta di prodotti turistici più qualificata, accostando alla visita di un luogo la conoscenza del luogo stesso. Questa caratterizzazione del prodotto turistico è data proprio dalla motivazione del visitatore medio di un area naturale protetta: la provenienza dai grandi centri urbani, il livello culturale, la collocazione sociale, fanno sì che la visita di un area naturale protetta diventi un occasione di arricchimento culturale. Allo stato attuale non esistono informazioni qualitative e quantitative sulla dimensione del fenomeno in generale, benché diverse ricerche abbiano mosso i primi passi in tale direzione 5. Scopo del presente lavoro è pertanto quello di illustrare i risultati conseguiti in alcune ricerche svolte nell'italia Nord-Orientale (Veneto e Friuli-Venezia Giulia), nel tentativo di qualificare e quantificare il numero di visitatori e l'importanza economica e sociale del fenomeno La stima del numero di frequentatori delle aree di interesse naturalistico Un problema centrale nell analisi della domanda ecoturistica è costituito dalla necessità di quantificare il flusso di visitatori. Allo stato attuale in Italia non si dispone di alcuna informazione dettagliata e attendibile al riguardo. Infatti l unico dato attualmente disponibile è costituito dalle presenze turistiche nelle strutture turistiche ricettive alberghiere ed extralbeghiere. Si tratta di una informazione estremamente limitata poiché: a) non considera il fatto che moltissimi frequentatori delle aree naturalistiche svolgono gite giornaliere partendo da casa e quindi non intrattengono alcun rapporto con le strutture ricettive; b) moltissime persone vanno in vacanza utilizzando seconde case di proprietà o case di amici; c) in generale non si sa praticamente nulla sulle località frequentate dalle persone in vacanza. Per avere delle informazioni in grado di sopperire a tale carenza conoscitiva, nel Veneto e nel Friuli-Venezia Giulia sono state effettuate numerose indagini che hanno utilizzato metodologie diverse (Bishop e Romano, 1998; Mitchell e Carson, 1989). Il problema della stima dei frequentatori delle aree di interesse naturalistico pone problemi diversi in relazione al tipo di area da studiare (Chase et al., 1998). Le modalità di stima del carico di visitatori sono da porre in relazione essenzialmente: Nel territorio alpino vengono offerti 5 milioni di posti letto turistici; 60 milioni di turisti raggiungono ogni anno le Alpi per soggiornavi e almeno altrettante le visitano in giornata; il fatturato turistico nella Alpi si aggira intorno ai milioni di euro, che rappresentano circa il 5% del fatturato turistico mondiale (CIPRA, 2000). Il valore dei servizi degli ecosistemi del capitale naturale è un tema di grosso interesse (Costanza et al, 1997; OECD, 1992). Questa ricerca va esattamente in questa direzione, focalizzando in particolare sul valore ricreativo. Per un approfondimento dei dati che saranno illustrati si vedano in particolare: Marangon e Tempesta, 1998; Marangon e Tempesta, 1999; Marangon et al., 2000; Tempesta e Thiene, 2000a; Tempesta e Thiene, 2000b; Visintin, 2000; Marangon e Gottardo, 2001; Tempesta e Thiene, Ecoturismo nel NE per Turistica 01/12/08 2

3 1) alle dimensioni del territorio indagato; 2) al numero di punti di accesso; 3) alla necessità di dotarsi o meno di permessi d uso per visitare l area. Si può ben comprendere come tali elementi siano fortemente correlati tra loro poiché, in generale, le aree di modeste dimensioni hanno anche pochi punti di accesso e ciò consente un agevole controllo degli ingressi e rende possibile l imposizione del pagamento di biglietti d ingresso. Questa situazione, peraltro, nelle due regioni si verifica solo in poche condizioni, mentre nella maggior parte dei casi le aree naturalistiche hanno dimensioni molto ampie e sono caratterizzate da numerosissimi punti di accesso. Le situazioni più frequenti riscontrate nel Veneto e nel Friuli-Venezia Giulia sono costituite da: aree montane di estensioni molto vaste e numerosi punti di accesso; aree di interesse naturalistico di dimensioni limitate e con pochi punti di accesso in cui però non viene effettuato alcun controllo del numero di visitatori e non è previsto il rilascio di permessi d uso; aree di interesse naturalistico di dimensioni limitate soggette al pagamento di biglietti. Con l esclusione dell ultima caso, nelle altre due situazioni non si hanno informazioni di alcun genere sul numero di visitatori. Per stimare il numero dei frequentatori in tali situazioni si può ricorrere o ad interviste telefoniche e postali che riguardano tutta la popolazione dei potenziali fruitori oppure si possono svolgere indagini di campo che porranno problemi diversi a seconda del numero di punti d ingresso. Le stime effettuate tramite indagini telefoniche Nel 1999 e nel 2000 sono state svolte due indagini telefoniche rispettivamente nel Friuli-Venezia Giulia e nel Veneto volte ad analizzare il comportamento turistico-ricreativo della popolazione residente nei confronti delle aree montane (Marangon e Gottardo, 2001; Tempesta e Thiene, 2001). In particolare è stato chiesto di indicare: il numero di escursioni giornaliere fatte nei principali massicci montuosi o distretti forestali 7 ; il numero di giornate di vacanza fatte in montagna ed i massicci frequentati; il tipo di attività svolte durante le escursioni. Sono stati definiti due campioni stratificati di 509 e 760 intervistati nelle due regioni. Nel Veneto il 48,1% ha dichiarato di aver effettuato escursioni in giornata ed il 12,6% di aver svolto vacanze; in Friuli-Venezia Giulia il 33,8% ha effettuato gite ed 4,8% ha effettuato vacanze. La frequentazione del territorio alpino e prealpino, specie nell ambito di visite giornaliere, è quindi molto diffusa in entrambe le regioni. Mentre è risultato difficile stimare il numero di escursioni fatte durante le vacanze, si è potuto stimare che le gite fatte dai giornalieri sono state circa 6 milioni sia in Friuli- Venezia Giulia che nel Veneto. Nel Friuli-Venezia Giulia peraltro il numero medio di gite è risultato assai superiore a quello del Veneto. Il numero di gite per ettaro è però assai più elevato nel Veneto dove è pari a 21 rispetto alle 12 gite per ettaro del Friuli-Venezia Giulia (Tabb.1 e 2). Per una corretta interpretazione delle stime bisogna considerare che tramite indagini effettuate in campo si è visto che le persone in vacanza sono in media il 25% dei visitatori della montagna veneto-friulana per cui il carico di visitatori sarebbe pari a 26 e 16 unità per ettaro per anno. Si tratta di valori simili a quelli riscontrabili in altre realtà alpine e quindi da considerarsi sostanzialmente attendibili. Va però posto in evidenza che volendo pervenire ad una stima del carico di presenze nelle singole aree si incontrano difficoltà notevoli. Considerando l intervallo di confidenza con il 95% di probabilità del numero medio di escursioni fatto in ogni singolo massiccio/distretto si osserva che in talune situazione il limite inferiore assume valori negativi rendendo quindi le stime poco attendibili (Tabb.1 e 2). Tale difficoltà deriva essenzialmente dal fatto che i distretti meno estesi sono stati frequentati solo da pochi intervistati e ciò rende aleatorie le stime ottenute. Per avere un campione accettabile bisognerebbe disporre infatti di campioni di indagine di dimensioni assai maggiori di quelli utilizzati. 7 Il territorio montano-collinare del Friuli-Venezia Giulia è stato suddiviso in 11 distretti forestali. Ciascuna di queste aree rappresenta un unità di paesaggio descrivibile attraverso componenti geomorfologiche, fra le quali si annovera anche la categoria forestale prevalente. Da qui discende l'espressione 'distretti forestali'. Ecoturismo nel NE per Turistica 01/12/08 3

4 Le indagini telefoniche si possono prestare quindi per avere delle informazioni di carattere generale ma consentono solo stime di larga massima del numero di visitatori in ambiti territoriali specifici e di dimensioni medie elevate. Le stime effettuate a livello di campo Per ovviare alle difficoltà delle indagini telefoniche diviene necessario procedere ad indagini effettuate in campo. Le rilevazioni sono in generale abbastanza semplici quando l area presenti uno o pochi accessi. In questo caso si procede usualmente tramite la definizione di un programma di rilevazione stratificato che prevede l effettuazione di conteggi dei passaggi durate un certo numero di giorni del periodo in cui avvengono le visite. In genere i giorni in cui vengono effettuati i conteggi sono pari ad un terzo/un quarto di quelli di frequentazione. Questo metodo è sostanzialmente affidabile e poco oneroso quando vi siano da uno a tre accessi da controllare. Sopra tale limite, i costi per la realizzazione dei conteggi si fanno assai elevati, specialmente nelle zone montane e collinari che non sono di facile raggiungibilità da parte dei rilevatori. Nel caso di pluralità di accessi si può ricorrere ad un metodo simile al precedente ed articolato nel modo seguente: identificazione dei principali luoghi di parcheggio delle automobili; definizione di un calendario stratificato di rilevazione; realizzazione dei conteggi delle automobili presenti nei parcheggi avendo cura di annotare l'ora cui il conteggio si riferiva; svolgimento di interviste dirette tramite cui calcolare: il numero medio di persone per auto; la funzione che pone in relazione la frazione del totale degli arrivi che si possono riscontrare nei parcheggi (sh) ad ogni data ora del giorno (h): sh = f(h); [1] Con la funzione [1], noto il numero di auto presenti ad una data ora, si può stimare il numero totale di auto che parcheggeranno complessivamente nell arco della giornata. In questo modo un solo rilevatore può effettuare i conteggi in un numero elevato di parcheggi. Ad esempio, nel caso del Parco Naturale delle Dolomiti Ampezzane sono stati controllati 17 parcheggi e, tramite 500 interviste, è stata stimata la funzione: 1 2 sh r 0,99 13,40 1,29 h 1 e Tramite questi dati si è potuti pervenire alla stima di visitatori che risultano fortemente concentrati nei mesi di luglio e agosto (oltre il 65% delle presenze). Si può anche notare che il dato così ottenuto è assai diverso da quello stimato con l indagine telefonica (Tempesta e Thiene, 2000b). In una ricerca effettuata nelle proprietà delle Regole Ampezzane poste a sud del Parco è stata trovata una funzione analoga ed è stato stimato un numero di visitatori pari a nell estate del La dimensione socio-economica della domanda di ecoturismo Il carico di visitatori nelle aree studiate Le indagini sul fenomeno ecoturistico nelle due Regioni hanno riguardato aree di interesse naturalistico assai diversificate sia per quanto riguarda le dimensioni, che la localizzazione geografica ed il quadro ecologico e ambientale (Tab.3). Accanto ad un Parco Nazionale, vi sono dei Parchi Regionali, delle Riserve Naturali e delle aree di fatto a gestione privata o non profit. L uso del suolo è quindi quanto mai variabile ed è tale da rendere praticabili all interno di alcune aree attività che non sono strettamente connesse al quadro ambientale e naturalistico (Tab.3). Il carico di turisti stimato con le metodologie descritte in precedenza è assai variabile. Spiccano per il numero totale di visite i grandi parchi alpini in cui ogni anno si sono recate dalle alle persone (Tab.4). Ecoturismo nel NE per Turistica 01/12/08 4

5 La situazione è peraltro molto diversa considerando il carico per ettaro di superficie. In questo caso si hanno carichi elevatissimi di persone in aree in cui la visita è di tipo monotematico e le aree sono per certi versi assimilabili a musei all aria aperta. Si vedano in proposito le Cascate di Molina, le Grotte di Villanova, il parco storico di Villa Varda e l Oasi dei Quadris di Fagagna. Considerando le dimensioni del territorio in esame è elevatissimo anche il carico di visite nelle due aree studiate situate nei pressi di Cortina. In questo caso il numero delle visite è fortemente influenzato dalla presenza del notissimo polo turistico ampezzano. Le caratteristiche dei frequentatori e le attività svolte Per inquadrare le caratteristiche dei visitatori sono stati complessivamente intervistate oltre persone contattate in loco. Specie nelle aree montane la percentuale degli intervistati sul totale dei visitatori è molto bassa per cui i dati riportati hanno unicamente carattere orientativo (Tab.4). L età media è tendenzialmente uguale a quella italiana (39 anni), così come la dimensione del nucleo familiare che si aggira sulle 3 unità. Il reddito medio familiare è al contrario assai maggiore di quello nazionale che è di circa annui. Ciò è tanto più vero nelle aree turistiche delle Dolomiti dove supera i (Tab.4). Tale dato trova riscontro nel titolo di studio che è molto al di sopra della media nazionale: la frazione degli intervistati laureati o diplomati è nella peggiore delle ipotesi superiore al 52% rispetto al dato medio nazionale del 33%, superando peraltro in molti casi il 70%. L ecotursita del nord-est italiano è quindi un turista colto e che gode di condizioni di vita abbastanza agiate. La dimensione del bacino di utenza, considerato come la strada percorsa nel viaggio di andata dal 90-esimo percentile, è per molti versi un indicatore dell attrattività di un area e, almeno implicitamente, del valore che le viene attribuito. Il bacino di utenza è molto grande nella maggior parte delle aree montane (superando in genere i 100 km) (Tab.5), ma è molto ampio anche per molte delle aree naturali monotematiche analizzate. Il Progetto grifoni del Lago di Cornino, le cascate di Molina, le Grotte di Villanova e la Valle Canal Novo, riescono ad attrarre visitatori anche da molto lontano in virtù dell unicità del patrimonio naturalistico che li caratterizza e, probabilmente, del fatto di presentare delle strutture organizzate per la visita e la comprensione dell ambiente naturale. La realizzazione di interventi di valorizzazione e di promozione dall ambiente può perciò far aumentare notevolmente le capacità attrattive di un area naturalistica. Riguardo alle motivazioni che spingono le persone ad effettuare le visite, emergono taluni elementi contraddittori (Tab.5). Infatti, non sempre le motivazioni di carattere naturalistico sono prevalenti e risultano al contrario secondarie nell unico parco nazionale analizzato. Ciò non deve stupire poiché, date le sue dimensioni, il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi si presta ad essere utilizzato per una pluralità di scopi, anche scarsamente attinenti al quadro naturalistico. Al suo interno le aree di maggior pregio ambientale sono difficili da raggiungere per molte persone. Le motivazioni naturalistiche sono invece molto sentite nelle zone umide di minori dimensioni oltre che in altre aree montane. E però interessante osservare che motivazioni generiche quali il passeggio o l escursionismo interessano quasi tutte le aree esaminate. I rapporti con le strutture ricettive, la spesa sostenuta e benefici ricreativi Una misura dell importanza economica dell ecoturismo è data dalla spesa sostenuta dai visitatori per raggiungere le aree di interesse naturalistico. Come ovvio, tale spesa è da porre in relazione sia con la distanza percorsa sia con l eventuale uso di strutture ricettive. Si osserva innanzitutto che nella quasi totalità dei casi analizzati i visitatori sono giornalieri e non hanno utilizzato alcuna struttura ricettiva. Fanno eccezione le sole due aree dolomitiche poste in vicinanza di Cortina dove essi sono una frazione minoritaria. La spesa sostenuta riguarda quindi quasi esclusivamente i costi di viaggio e per l acquisto di alimenti (Tab.6). In taluni casi però è il biglietto d ingresso a costituire il capitolo più sostanzioso di spesa. Anche trascurando le due aree dolomitiche, la spesa media è molto variabile, ma ciò pare attribuibile principalmente alla presenza o all assenza di un biglietto d ingresso. Un indicatore interessante della capacità delle aree naturalistiche di generare flussi di spesa è costituito dal costo sostenuto dal totale dei visitatori per ettaro di superficie. Si può notare anche in questo caso una Ecoturismo nel NE per Turistica 01/12/08 5

6 estrema variabilità tra le aree considerate. Pur trascurando il valore delle Grotte di Villanova, che in parte è riconducibile alla difficoltà di stimare la superficie di riferimento, si passa da importi di pochi euro a oltre per ettaro. Specie nelle aree montane e collinari il flusso di spesa è comunque molto elevato, in taluni casi a causa del forte sviluppo turistico del territorio, in altri grazie all azione di valorizzazione dell ambiente naturale posta in essere anche dai privati. I benefici ricreativi medi per gita sono stati stimati ricorrendo a varie metodologie 8 (Tab.7). Molto spesso, comunque, per una stessa area sono stati utilizzati sia metodi diretti che indiretti. Si deve notare che, per molti versi, i benefici medi (se si escludono il valore inferiore e superiore) per gita sono abbastanza simili essendo compresi tra 3,4 e 7,0 a testimonianza del notevole valore ricreativo delle aree studiate. Il flusso totale di benefici per unità di superficie risente ovviamente del carico totale dei visitatori e quindi risulta essere nuovamente molto variabile. Si noti però che è in generale superiore a quello di molti altri usi economici alternativi, sia che essi siano costituiti dall attività forestale, che dalle stesse attività agricole. 4. Conclusioni Le numerose indagini svolte nel Veneto e nel Friuli-Venezia Giulia nella seconda metà degli anni 90 hanno consentito di raccogliere alcune informazioni riguardo all entità ed alle caratteristiche del fenomeno ecoturistico. La messa a punto di adeguate metodologie di conteggio ha permesso di quantificare il carico di visitatori di molte aree di interesse naturalistico. Pur all interno di una notevole variabilità pare di poter affermare che i fattori in grado di aumentare il numero di visite sono essenzialmente dati dal livello di sviluppo turistico del territorio e dalla presenza di strutture di supporto alla fruizione della natura e dell ambiente naturale. Le interviste effettuate hanno anche consentito di evidenziare come la visita di aree di grande rilevanza naturalistica o paesaggistica non sia sempre motivata da uno specifico interesse per la natura, ma spesso sia da addebitarsi ad un generico bisogno di un contatto con ambienti naturali non degradati dallo sviluppo urbano o dall agricoltura moderna. E comunque confortane osservare che gli ecoturisti presentano un titolo di studio nettamente superiore alla media nazionale. Ciò infatti induce a ritenere che essi assumano in ogni caso un atteggiamento rispettoso nei confronti degli equilibri naturali e dell ambiente frequentato. Data la relazione tra titolo di studio e flussi ecoturistici si può anche supporre che il progressivo miglioramento della scolarità si tradurrà in un crescente interesse per la visita degli ambienti naturali. Da ultimo vanno sicuramente posti in evidenza i non trascurabili flussi di spesa generati dall ecoturismo e l entità dei benefici ricreativi che ne derivano. L ecoturismo pare quindi svolgere una importante funzione economica nell ambito delle regioni oggetto di studio favorendo lo sviluppo di aree marginali (come in collina e in montagna) o garantendo la possibilità di godere di benefici ricreativi e culturali ai residenti nelle aree congestionate della pianura veneta e friulana. 8 L'applicazione di modelli statistici ha consentito di studiare i benefici dei visitatori attraverso diversi metodi. Nell'ambito di queste ricerche sono stati applicati approcci indiretti, il costo di viaggio (costo di viaggio individuale, TCI, e costo di viaggio zonale, TCZ) e approcci diretti, il metodo della valutazione contingente (CVM) (Bishop e Romano, 1998; Gios e Notaro, 2001; Marangon e Tempesta, 1998; Mitchell e Carson, 1989; Stellin e Rosato, 1998). Ecoturismo nel NE per Turistica 01/12/08 6

7 Bibliografia Bishop R. C. e Romano, D. (1998), Environmental resource valuation. Applications of the Contingent Valuation Method in Italy, Kluwer Academic Publishers, Boston. Blamey R. K. (2000), Principles of ecotourism, in Weaver, D. B. (a cura di), The encyclopedia of ecotourism, CABI Publishing, Wallingford, UK. Boo E. (1991), Planning for ecotourism, Parks, vol.2, n.3, 4-8. Bottrill C. G. e Pearce D. G. (1995), Ecotourism: Towards a key elements approach to operationalising the concept, Journal of Sustainable Tourism, Vol. 3, n.1, Ceballos-Lascurain, H. (1996), Tourism, Ecotourism and Protected Areas, IUCN, Gland, Switzerland. CEC (1999), The Development of Sustainable Tourism in Natural Areas in North America: Background, Issues and Opportunities, Discussion paper prepared by Brief, D., Ceballos-Lascuráin, H., Drost, A., Hull, J., Spalding, M. e Wild, C.,. Montreal: Commission for Environmental Cooperation. Chase L.C., Lee D.R., Schulze W.D. e Anderson D.J. (1998), Ecotourism demand an differential pricing of national park access in Costa Rica, Land Economics, Vol.74, n.4, CIPRA (2000), Turismo nelle Alpi: Qualità economica - qualità ambientale, CIPRA Info, n.57, 9. Coccossis H. e Nijkamp P. (1995), Sustainable Tourism Development, Avebury, Aldershot, USA. Costanza R., D Arge R., De Groot R., Farber S., Grasso M., Hannon B., Limburg K., Naeem S., O Neil R., Paruelo J., Raskin R.G., Sutton P. e Van Den Belt M. (1997), The value of the world s ecosystem services and natural capital, Nature, Vol.387, Gios G. e Notaro S. (2001), La valutazione economica dei beni ambientali: introduzione al metodo della valutazione contingente, CEDAM, Padova. Linda M. (1997), Ecoturismo e sviluppo sostenibile in Costa Rica: il caso del parco nazionale del Corcovado, L Universo, n.2, pp Marangon F. e Gottardo E. (2001), La valutazione monetaria del danno ai boschi del Friuli-Venezia Giulia. in Marangon F. e Tempesta T. (a cura di), La valutazione dei beni ambientali come supporto alle decisioni pubbliche. Una riflessione alla luce della normativa comunitaria e nazionale, Forum Editrice Universitaria, Udine. Marangon F. e Tempesta T. (1998), La gestione economica delle aree protette tra pubblico e privato: il caso di una zona umida costiera a Marano Lagunare, Forum Editrice Universitaria, Udine. Marangon F. e Tempesta T. (1999), Obiettivi pubblici e privati nella gestione delle aree protette. Il caso della Riserva Naturale delle Cascate di Molina (VR), Aestimum, n.38, Marangon F., Collini S. e Tempesta T. (2000), La fruizione turistica delle grotte: una valutazione economica della domanda, in Marangon F. e Massarutto A., (a cura di), Uso sostenibile delle risorse ambientali e delle aree protette, Forum Editrice Universitaria, Udine. Mitchell R. C. e Carson R.T. (1989), Using Survey to Value Public Goods. The Contingent Valuation Method, Resources for Future, Washington D.C. Musi F. (a cura di) (1999), Aree naturali protette. Parchi, riserve e biotopi nel Friuli-Venezia Giulia, Arti Grafiche Friulane, Tavagnacco (Ud). OECD (1992), Market and government failures in environmental management: wetland and forests, OECD, Paris. Stellin G e Rosato P. (1998), La valutazione economica dei beni ambientali. Metodologia e casi di studio, CittàStudi Edizioni, Torino. Tempesta T. e Thiene M. (2000a), Aree protette ed attività ricreative: un indagine nel parco nazionale delle dolomiti bellunesi, Genio Rurale, n.5. Tempesta T. e Thiene M. (2000b), Benefits and costs of tourism and outdoor recreation in the Natural Park of the Ampezzo Dolomites (Veneto-Italy), Proceeding of the international conference on Agritourism and Rural Tourism. A key option for the Rural Integrated and Sustainable Development Strategy, Perugia September Tempesta T. e Thiene M. (2001), Costi e benefici sociali dell attività escursionistica ed alpinistica. Rapporto fra sentieristica e sicurezza degli escursionisti, in Atti del Convegno Sentieri al bivio?, Trento, 1 giugno Visintin F. (2000), L'ecoturismo sostenibile nella Riserva naturale Regionale della Foce dell'isonzo in Marangon F. e Massarutto A., (a cura di), Uso sostenibile delle risorse ambientali e delle aree protette, Forum Editrice Universitaria, Udine. WCED - World Commission on Environment and Development (1987), Our Common Future, Oxford University Press, Oxford [tr.it. Il futuro di noi tutti, Bompiani, 1988]. Ecoturismo nel NE per Turistica 01/12/08 7

8 Massicci montuosi Tab.1 Stima del numero di visitatori giornalieri della montagna Veneta Superficie kmq Gite Intervallo di Confidenza al 95% Medie Totali Per ha Limite inferiore Limite superiore Vette feltrine-monti del Sole 779 0, ,67 0,0356 0,0922 Piccole Dolomiti - Pasubio 80 0, ,44 0,1258 0,2732 Cansiglio-Alpago 196 0, ,13 0,0490 0,1101 Asiago - Monte Grappa 408 0, ,41 0,3694 0,6058 Baldo-Lessini 157 0, ,34 0,0873 0,1891 Antelao-Marmarole 235 0, ,94 0,0172 0,0558 Pelmo 21 0, ,01 0,0190 0,0618 Tofane-Cristallo 198 0, ,13 0,0404 0,0848 Duranno-Cima Preti 99 0, ,47-0,0012 0,0299 Sorapiss-Cadini 80 0, ,83 0,0032 0,0176 Bosconero 20 0, ,22-0,0020 0,0255 Tre Cime-Croda dei Toni-Popera 78 0, ,10 0,0439 0,0891 Civetta - Moiazza 145 0, ,51 0,0496 0,1094 Marmolada 77 0, ,11 0,0255 0,1127 Nuvolau-Averau-Croda da Lago 150 0, ,71 0,0148 0,0504 Agner- Pale S. Lucano 149 0, ,08 0,0078 0,0261 Totale , ,93 1, ,58302 Tab.2 Stima del numero di visitatori giornalieri della montagna e collina Friulana Distretti Superficie kmq Gite Intervallo di Confidenza al 95% Medie Totali Per ha Limite inferiore Limite superiore Valcanale 423,28 1, ,58 1,2191 2,3935 Canal del Ferro 313,38 0, ,19-0,0218 0,2431 Carnia 1.221,02 0, ,94 0,4194 1,0114 Dolomiti Friulane 422,27 0, ,33-0,0078 0,2449 Prealpi Giulie 317,42 0, ,58 0,1083 0,6189 Prealpi Carniche e P.C.Meridionali 655,11 0, ,72 0,0433 0,5891 Prealpi Venete 381,05 0, ,05 0,0728 0,4450 Prealpi Giulie Meridionali 414,50 0, ,48 0,1943 1,0982 Colline Moreniche 81,30 0, ,22-0,0117 0,1382 Collio e Colli Orientali del Friuli 212,46 0, ,72-0,0591 0,3358 Carso 321,64 0, ,36 0,2160 0,9974 Totale 4.763,4 5, ,80 4,1175 6,1711 Ecoturismo nel NE per Turistica 01/12/08 8

9 Tab.3 Caratteri ambientali e localizzazione delle aree di studio Area Tipologia Area Provincia Superficie geografica kmq Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi parco nazionale montagna Belluno 320,00 Parco Naturale Dolomiti Ampezzane parco regionale montagna Belluno 112,00 Proprietà Regole Ampezzane sud Cortina proprietà collettiva montagna Belluno 130,00 Vincheto Celarda riserva naturale statale montagna Belluno 0,80 Cascate di Molina riserva naturale regionale collina Verona 0,15 Foce dell'isonzo riserva naturale regionale fascia costiera Gorizia e Udine 23,40 Valle Canal Novo riserva naturale regionale fascia costiera Udine 0,36 Oasi dei Quadris (Fagagna) centro avifaunistico collina Udine 0,10 Lago di Cornino - Progetto grifoni riserva naturale regionale pedemontana Udine 5,10 Grotte di Villanova (Lusevera) grotte montagna Udine 0,02* Parco di Villa Varda (Brugnera) parco villa veneta pianura Pordenone 0,18 * stima in base alla lunghezza del tratto visitabile Tab.4 Caratteristiche dei visitatori Area Visitatori Intervisati Età Reddito Numero % laureati Totali Per ha % media medio ( ) familiari e diplomati Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi ,9 0, ,7 52 Parco Naturale Dolomiti Ampezzane ,2 0, ,3 81 Proprietà Regole Ampezzane sud Cortina ,2 0, ,9 80 Vincheto Celarda ,0 3, ,1 69 Cascate di Molina ,7 2, ,4 72 Foce dell'isonzo ,2 3, ,0 81 Valle Canal Novo ,9 9, ,0 66 Oasi dei Quadris (Fagagna) ,0 11, ,1 74 Lago di Cornino - Progetto grifoni ,7 10, ,1 71 Grotte di Villanova (Lusevera) ,0 13, ,3 69 Parco di Villa Varda (Brugnera) ,1 1, ,6 65 Tab.5 Dimensioni del bacino di utenza e attività svolte Area Bacino Attività svolte (%) utenza (km) Pic nic Passeggio Osserv. Natura Escursioni Altro Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Parco Naturale Dolomiti Ampezzane Proprietà Regole Ampezzane sud Cortina Vincheto Celarda Cascate di Molina Foce dell'isonzo Valle Canal Novo Oasi dei Quadris (Fagagna) Lago di Cornino - Progetto grifoni Grotte di Villanova (Lusevera) Parco di Villa Varda (Brugnera) Ecoturismo nel NE per Turistica 01/12/08 9

10 Tab.6 I flussi di spesa Area Spesa media per gita ( ) Spesa ( ) Viaggio Biglietto* Alimenti Alloggio Totale Totale Per ha Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi 3,6 7,9 0,3 11, ,7 105,5 Parco Naturale Dolomiti Ampezzane 3,5 3,4 9,7 16,1 32, , ,0 Proprietà Regole Ampezzane sud Cortina 19,3 3,0 7,0 14,2 43, , ,7 Vincheto Celarda 3,4 0,4 3, ,1 377,0 Cascate di Molina 2,5 2,0 3,2 7, , ,1 Foce dell'isonzo 2,0 3,5 0,5 6, ,7 79,9 Valle Canal Novo 2,3 2,3 6,3 10, , ,1 Oasi dei Quadris (Fagagna) 1,0 1,7 2, , ,2 Lago di Cornino - Progetto grifoni 2,2 4,8 0,6 7, ,8 120,1 Grotte di Villanova (Lusevera) 1,9 3,7 3,3 9, , ,9 Parco di Villa Varda (Brugnera) 2,9 0,3 3, , ,8 *Costo biglietto d'ingresso o funivia in aree montane Tab7 I benefici ricreativi Area Benefici ricreativi per gita ( ) Benefici ( ) TCZ TCI CVM Medi Totali Per ha Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi 5,5 5,3 5, ,3 48,3 Parco Naturale Dolomiti Ampezzane 3,1 6,8 4, ,2 237,8 Proprietà Regole Ampezzane sud Cortina 3,9 3, ,6 102,7 Vincheto Celarda 2,1 4,6 4,1 3, ,3 357,2 Cascate di Molina 4,2 4, , ,0 Foce dell'isonzo 6,3 3,7 5, ,8 66,5 Valle Canal Novo 6,2 10,0 4,8 7, , ,3 Oasi dei Quadris (Fagagna) 1,7 1, , ,2 Lago di Cornino - Progetto grifoni 5,0 3,5 4, ,2 66,6 Grotte di Villanova (Lusevera) 10,9 10, , ,3 Parco di Villa Varda (Brugnera) 4,8 2,1 3, , ,8 Ecoturismo nel NE per Turistica 01/12/08 10

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